❌

Vista elenco

STUDIO LANCIA ALLARME SU INFRASTRUTTURE ITALIANE A RISCHIO CLIMATICO

14 Ottobre 2026 ore 15:24

Entro il 2050 cresce l’esposizione delle infrastrutture italiane al rischio climatico; Liguria regione più critica. Sono tra i principali risultati della ricerca ‘Adattiva – Scenari di rischio climatico e resilienza infrastrutturale’, presentata ieri sera in anteprima alla Camera dei Deputati dalla climate tech Eoliann, in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali. L’analisi, realizzata con la piattaforma di climate risk analytics Airis, incrocia 18 categorie di infrastrutture italiane con 6 pericoli climatici e proietta i dati al 2050. L’evento, promosso dall’onorevole Luca Squeri, è stato patrocinato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e dall’Associazione InfrastruttureSostenibili, con il supporto tecnico-scientifico di World Energy Council (Wec) Italia. Nel corso dell’evento istituzioni, aziende di infrastrutture ed esperti internazionali hanno dialogato su come proteggere reti, territori e servizi essenziali dagli impatti della crisi climatica. Attraverso Airis, piattaforma proprietaria di climate risk analytics che incrocia dati geospaziali, modelli fisici e Ai, la Società Benefit Eoliann ha provato a immaginare come potrebbe evolvere il rischio climatico per le infrastrutture del Paese da qui al 2050 e che cosa questo potrebbe significare per la vita quotidiana di chi quei territori li abita. L’analisi parte dai dati reali sulle infrastrutture italiane, così come sono geolocalizzate su OpenStreetMap (una mappa digitale open e collaborativa che permette di sapere esattamente dove si trovano elettrodotti, ferrovie, autostrade, aeroporti e reti di telecomunicazione sul territorio), raggruppandole in 18 categorie, chiamate ‘portafogli infrastrutturali’, ciascuna corrispondente a una tipologia di rete o impianto, per esempio, le linee elettriche ad alta tensione, quelle a media e bassa tensione, i tratti ferroviari, autostradali, ecc…. Per ciascuna di queste 18 categorie, si è valutato quanto esse siano esposte a 6 diversi tipi di pericoli climatici, come alluvioni, frane, vento estremo e incendi; incrociando le 18 categorie di infrastrutture con i 6 pericoli si ottengono 108 combinazioni possibili, che rappresentano la base numerica su cui si costruiscono i risultati della ricerca.

The post STUDIO LANCIA ALLARME SU INFRASTRUTTURE ITALIANE A RISCHIO CLIMATICO appeared first on nelcuore.org.

AL BANDO LE PELLICCE: ANCHE IL MARCHIO WOOLRICH EUROPE SI ASSOCIA

14 Ottobre 2026 ore 15:18

Il marchio di abbigliamento Woolrich Europe ha annunciato ufficialmente il proprio impegno a rinunciare all’utilizzo di pellicce. L’annuncio – che arriva dopo l’invio all’azienda di oltre 200.000 e-mail e lo svolgimento di manifestazioni pubbliche davanti ai suoi negozi in tutta Europa – è stato dato in collaborazione con la Fur Free Alliance, una coalizione composta da 45 organizzazioni per la protezione degli animali. “È particolarmente significativo – commenta Joh Vinding, Presidente della Fur Free Alliance – che un marchio nato producendo cappotti bordati di pelliccia per i cacciatori di animali da pelliccia scelga oggi di rinunciarvi”. Un cambiamento di passo dovuto alla nuova proprietà, BasicNet, che ha acquisito Woolrich Europe da L-Gam, un fondo d’investimento con sede in Lussemburgo. Nell’ambito dell’accordo, l’azienda cesserà la produzione di nuovi capi contenenti pellicce animali entro il 31 dicembre 2026. Di conseguenza, dal 2027, tutte le nuove collezioni di Woolrich Europe saranno prive di pellicce. La decisione arriva in un momento cruciale per il futuro dell’industria della pellicceria in Europa. La Commissione Europea sta infatti valutando come rispondere all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “Fur Free Europe”, che ha raccolto oltre 1,5 milioni di firme a favore dell’introduzione di un divieto di allevamento di animali da pelliccia e di commercializzazione di prodotti di pellicceria in tutta l’Unione Europea.

The post AL BANDO LE PELLICCE: ANCHE IL MARCHIO WOOLRICH EUROPE SI ASSOCIA appeared first on nelcuore.org.

ALLARME MICROPLASTICHE: LIBERE NELL’ACQUA DIVENTANO PERICOLOSISSIME

14 Ottobre 2026 ore 15:14

Le materie plastiche dovrebbero essere chimicamente inerti, ma quando si frantumano in microplastiche e nanoplastiche le cose cambiano: quando queste particelle entrano a contatto con l’acqua, generano i cosiddetti radicali liberi, molecole altamente reattive che danneggiano le cellule di animali ed esseri umani. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature, guidato da Columbia University e Università della California a Berkeley, che mette in discussione la visione comune della plastica come materiale passivo e sicuro. La scoperta potrebbe portare alla riprogettazione delle plastiche di largo consumo, come quelle usate per confezionare alimenti, imbottigliare acqua e realizzare giocattoli, in modo da ridurre gli effetti tossici sulla salute e sull’ambiente. Grazie a esperimenti condotti in laboratorio e simulazioni effettuate al computer, i ricercatori coordinati da Wei Min della Columbia e Teresa Head-Gordon dell’Università della California hanno osservato ciò che succede quando le microplastiche interagiscono con l’acqua, come avviene nelle bottiglie o quando vengono assorbite nel flusso sanguigno e nelle cellule. Le molecole d’acqua diventano chimicamente attive quando entrano in contatto con la plastica: si crea, così, un ambiente che favorisce il trasferimento di elettroni tra le molecole, portando alla formazione di radicali liberi. “Man mano che la plastica si frammenta in particelle sempre più piccole – affermano i ricercatori – la sua superficie aumenta enormemente. Qui l’acqua svolge un ruolo attivo fondamentale, anziché limitarsi a fare da spettatrice: è essenziale per rendere reattive queste microplastiche”.

The post ALLARME MICROPLASTICHE: LIBERE NELL’ACQUA DIVENTANO PERICOLOSISSIME appeared first on nelcuore.org.

VALLE D’AOSTA: TRE NUOVI CONSULTORI VETERINARI PER I PET

14 Ottobre 2026 ore 15:08

In Valle d’Aosta nascono tre nuovi servizi veterinari per gli animali da compagnia, promossi dall’assessorato regionale alla Sanità e realizzato dall’azienda Usl. Si tratta dello sportello animali da compagnia, che avrà in compito di dare informazioni e supportare le persone a una convivenza sana e responsabile con il proprio animale, del consultorio comportamentale per gli animali da compagnia, che aiuterà i proprietari a prevenire ed eventualmente affrontare le difficoltà emerse e infine dell’ambulatorio veterinario sociale destinato alle persone con fragilità. In questo caso, saranno i servizi sociali ad attivarlo, e sono già sei le persone che ne hanno usufruito e i veterinari hanno preso in carico sette cani e un gatto. La sede dei tutti e tre i servizi si trova in località Amérique a Quart, presso il dipartimento di prevenzione. In Valle d’Aosta ci sono 20 mila cani ”chippati”, ovvero iscritti all’anagrafe canina dei vari comuni, che è obbligatoria per legge. Mentre i gatti sono poco meno di sei mila quelli censiti. Si tratta di un dato sottostimato. “Si tratta di tre nuovi strumenti complementari tra loro – spiega la veterinaria Enrica Muraro – e l’obiettivo è quello di lavorare sulla prevenzione, prima che possano insorgere criticità”. Negli anni, infatti, le segnalazioni all’AUsl, relative a problemi igienico-sanitari o di benessere animali sono passata da 17 del 2020 a 49 dello scorso anno. Quest’anno, nei primi nove mesi sono state 38. Le morsicature lo scorso anno sono state 118, un dato in diminuzione rispetto al 2021 quando erano state 166. La direttrice della struttura di igiene degli alimenti e delle produzioni zootecniche, Sandra Ganio sottolinea: “Il nostro obiettivo è quello di rafforzare la prevenzione per aiutare a creare una sana relazione persone-animali e offrire risposte appropriate ai padroni”.

The post VALLE D’AOSTA: TRE NUOVI CONSULTORI VETERINARI PER I PET appeared first on nelcuore.org.

BOLZANO: PARERE FAVOREVOLE IN CONSIGLIO PROVINCIALE PER NUOVO RIFUGIO PER ANIMALI

14 Ottobre 2026 ore 15:07

Il consiglio provinciale di Bolzano ha approvato con 15 voti favorevoli, 14 contrari ed un’astensione una mozione di Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) che impegna la giunta provinciale a “verificare tempestivamente la disponibilità di un’eventuale sede per un rifugio per animali nella parte occidentale della provincia, particolarmente in zona Tisner Auen”, nel Burgraviato. La proposta prevede, inoltre, “in caso di esito positivo di elaborare, d’intesa con le associazioni animaliste della provincia e con esperti, un progetto per le aree e le costruzioni necessarie per la realizzazione di un rifugio per animali in zona Tisner Auen”; di “finanziare con fondi provinciali la costruzione d’idonee strutture” da mettere a disposizione, “gratuitamente o a condizioni agevolate, di un’associazione in grado di gestire un rifugio per animali” e “di valutare, dopo la costruzione del rifugio, la possibilità di un finanziamento continuativo sul modello di altri rifugi per animali esistenti in provincia”.

The post BOLZANO: PARERE FAVOREVOLE IN CONSIGLIO PROVINCIALE PER NUOVO RIFUGIO PER ANIMALI appeared first on nelcuore.org.

AFRICA, NASCE IL PRIMO FONDO SU IMPATTO SULLA NATURA

13 Ottobre 2026 ore 19:53

Africa, il primo fondo su impatto sulla natura vuole raccogliere 100 mln dollari Africa, il primo fondo su impatto sulla natura vuole raccogliere 100 mln dollari (Energia Oltre) Roma, 13/10/2026 – Finance Earth ha collaborato con altri investitori britannici per creare il primo veicolo finanziario africano dedicato alla conservazione, in un contesto di espansione dei mercati del carbonio. L’Africa Nature Impact Fund – che sarà costituito insieme a FSD Africae FSD Africa Investments – punta a raccogliere 100 milioni di dollari per progetti legati alla natura e al carbonio basati su soluzioni naturali, come hanno dichiarato le società in un comunicato congiunto via e-mail. La piattaforma di finanziamento “mira a raggiungere una prima chiusura a quota 20 milioni di dollari nel 2027, con un impegno di 6,6 milioni di dollari da parte di FSD Africa Investments per colmare il deficit di investimenti”, hanno affermato le aziende. “L’Africa ospita un quarto della biodiversità del pianeta; tuttavia, i progetti basati sulla natura in tutto il continente incontrano notevoli difficoltà nell’accedere al capitale ‘paziente’ e strutturato in modo equo di cui hanno bisogno per avere successo”, ha affermato Ann-Marie Chidzero, Chief Investment Officer di FSD Africa Investments. “Sebbene oltre il 62% del PIL africano dipenda dalla natura e dalle sue risorse – hanno osservato le società -, gli investimenti in progetti volti a proteggere gli ecosistemi e ridurre le emissioni di carbonio rimangono ben al di sotto del fabbisogno, lasciando molte iniziative ad alto potenziale prive dei finanziamenti e del supporto necessari per crescere”.

Grand View Research prevede che il mercato globale del carbonio raggiungerà i 1.200 miliardi di dollari entro il 2026, per poi crescere fino a 6.000 miliardi di dollari entro il 2033. Il fondo a impatto mira a proteggere o rigenerare una superficie stimata di 4,5 milioni di ettari, sequestrando o evitando l’emissione di oltre 100 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nell’arco di vita dei progetti, e a migliorare le condizioni di vita di 1,4 milioni di persone di cui la metà donne. Punta inoltre a preservare oltre 60 specie vegetali e animali e investirà esclusivamente in progetti dotati di accordi di condivisione dei benefici, concepiti per destinare una quota sostanziale del valore lordo del carbonio alle comunità ospitanti, con l’obiettivo di generare per esse circa 450 milioni di dollari. Il fondo non ha ancora ottenuto le autorizzazioni normative e la sottoscrizione di quote sarà possibile solo dopo l’ottenimento della licenza.

The post AFRICA, NASCE IL PRIMO FONDO SU IMPATTO SULLA NATURA appeared first on nelcuore.org.

❌