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Dalla clinica all’impresa globale: così la Diamond Incision Academy trasforma la competenza medica in un modello scalabile

17 Ottobre 2026 ore 11:00

Trasformare l’esperienza maturata sul campo in un metodo capace di essere trasferito, misurato e replicato senza perdere qualità. È una delle sfide di un settore nel quale competenza clinica, formazione e capacità organizzativa tendono sempre più a intrecciarsi. È in questo scenario che si inserisce il percorso di Dario Martusciello, medico e chirurgo maxillo-facciale, formatosi anche all’estero tra Brasile e Argentina e con esperienze nella chirurgia d’emergenza, oncologica e umanitaria. Alla medicina ha progressivamente affiancato l’attività imprenditoriale e formativa, partecipando allo sviluppo di reti nazionali e fondando Dama Point, realtà che conta oggi 17 centri.

Da questo percorso nasce la Diamond Incision Academy, costruita intorno a un obiettivo preciso: trasformare una competenza specialistica in un sistema di protocolli, formazione, tecnologia e controllo della qualità, capace di crescere oltre la figura del fondatore.

Dalla medicina all’imprenditoria e poi alla formazione. Cosa l’ha portata a creare un’Academy?

Prima dell’Academy avevo già formato centinaia di medici e lavorato alla codificazione di metodiche nate dall’esperienza clinica. Ho capito che una competenza può crescere davvero soltanto quando smette di dipendere esclusivamente dalla persona che l’ha sviluppata e diventa organizzazione, procedure e standard condivisi. La difficoltà è stata rendere trasmissibile un patrimonio costruito attraverso migliaia di casi. L’Academy nasce per questo. Non vuole aggiungere un altro corso all’offerta esistente, ma accompagnare il professionista fino all’autonomia e costruire una rete capace di espandersi senza perdere il controllo sulla qualità.

Qual è la differenza tra insegnare una tecnica e trasferire realmente un metodo?

Una tecnica insegna un gesto. Un metodo chiarisce quando utilizzarlo, come selezionare il paziente, quali risultati attendersi e come gestire l’intero percorso. Il valore trasferibile non risiede quindi soltanto nella procedura, ma nel sistema che la circonda: classificazione, indicazioni, strumenti, documentazione, follow-up e criteri di verifica. Abbiamo trasformato l’esperienza clinica in un protocollo codificato perché un metodo diventa scalabile solo quando può essere documentato, misurato e aggiornato. Il medico conserva il proprio giudizio, ma opera all’interno di una struttura comune che rende i risultati più confrontabili e il modello più solido.

Avete scelto piccoli gruppi, pratica supervisionata e un rapporto che continua dopo la masterclass. Come funziona concretamente?

Il percorso comincia prima dell’aula, con onboarding ed e-learning, e prosegue dopo la masterclass. Lavoriamo con gruppi ridotti per osservare ogni partecipante, discutere la pianificazione e correggere i passaggi. Nei primi casi restano attivi incontri individuali, webinar, community e strumenti di telemedicina. Il professionista può condividere documentazione, pianificazione e follow-up. Il premium kit riunisce strumenti, protocolli e modulistica, mentre l’affiancamento comprende anche il patient journey, l’organizzazione del team e l’inserimento della nuova competenza nel mercato locale. L’obiettivo non è consegnare un attestato, ma rendere operativa la competenza.

Il progetto sta assumendo una dimensione internazionale. Come si mantiene uno standard comune in mercati differenti?

Separando ciò che deve rimanere identico da ciò che può essere adattato. Protocollo, strumenti, documentazione, qualità e follow-up costituiscono lo standard comune. Linguaggio, comunicazione e organizzazione del servizio devono invece rispettare il contesto locale. La formula è semplice: standard globali, esecuzione locale. Oggi l’Academy coinvolge Messico, Albania, Tunisia, Taiwan, Spagna e Romania, distribuiti su quattro continenti. Abbiamo programmato edizioni mensili e puntiamo a cento professionisti operativi nei prossimi 12-18 mesi. Vogliamo costruire cento punti di riferimento, non distribuire cento attestati. In questo modello si inserisce anche MetCare, rete di oltre 1.500 professionisti sanitari, che potrà rafforzare la continuità assistenziale per i pazienti lontani dal centro di trattamento e contribuire a rendere più solida la rete sul territorio.

 Che ruolo avranno i dati e la tecnologia nella crescita della rete?

Una rete internazionale può diventare un osservatorio distribuito se tutti raccolgono le informazioni con la stessa logica. La Diamond Incision App servirà a organizzare documentazione e follow-up in modo uniforme, con consenso e anonimizzazione, favorendo il confronto tra casistiche, l’aggiornamento dei protocolli e, nel tempo, studi multicentrici. L’intelligenza artificiale potrà contribuire al controllo delle immagini e al confronto dei risultati ottenuti in contesti differenti. Stiamo inoltre lavorando a una simulazione orientativa del possibile esito, sempre da interpretare e validare durante la visita. Non un filtro né una promessa, ma uno strumento per migliorare la comunicazione, allineare le aspettative e ridurre la distanza operativa tra il centro fondatore e i professionisti internazionali.

 Quali sono gli obiettivi dell’Academy nei prossimi anni?

L’app dovrà diventare il sistema operativo dell’ecosistema. Per i medici sarà uno spazio dedicato a formazione, documentazione, confronto e supporto internazionale. Per i pazienti potrà integrare la ricerca dei professionisti, il diario del percorso, gli appuntamenti e l’acquisizione guidata delle fotografie. La sfida non è semplicemente raggiungere cento professionisti, ma dimostrare che possano lavorare in Paesi diversi condividendo la stessa grammatica clinica, documentando i risultati con criteri confrontabili e offrendo un’esperienza coerente. Il vero valore di Diamond Incision è lo standard che permette a una competenza nata in Italia di essere trasferita, monitorata e progressivamente migliorata su scala internazionale.

 

L’articolo Dalla clinica all’impresa globale: così la Diamond Incision Academy trasforma la competenza medica in un modello scalabile è tratto da Forbes Italia.

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