Altri Mondi - Castlevania: Belmont's Curse, il maestro superato dagli allievi


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TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – La Tunisia punta a diversificare i mercati di destinazione delle esportazioni di olio d’oliva e datteri, rafforzando la propria presenza in Asia, Africa e nelle Americhe. La strategia è stata illustrata dal ministro tunisino del Commercio e dello sviluppo delle esportazioni, Samir Abid, in occasione di una giornata informativa dedicata al finanziamento delle esportazioni dei due prodotti, inaugurata il 16 ottobre presso il Consiglio bancario e finanziario.
Il ministro ha sottolineato che l’olio d’oliva e i datteri rivestono un’importanza strategica per l’economia tunisina. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della promozione delle esportazioni attraverso la collaborazione tra settore pubblico e privato, una maggiore valorizzazione degli accordi commerciali con i partner economici e il sostegno alla competitività delle imprese esportatrici, soprattutto piccole e medie. Abid ha inoltre evidenziato la necessità di mobilitare le risorse finanziarie adeguate e di migliorare gli strumenti di accompagnamento delle imprese, affinché possano affrontare le difficoltà legate all’accesso ai mercati esteri.
Il programma della giornata ha approfondito il finanziamento delle operazioni di trasformazione, confezionamento, esportazione e investimento, oltre agli strumenti per il commercio estero e l’assicurazione delle esportazioni.
Il presidente del Consiglio bancario e finanziario, Naji Ghandri, ha confermato la disponibilità delle banche a sostenere lo sviluppo delle esportazioni tunisine di olio d’oliva e datteri. Ha inoltre annunciato l’intenzione di organizzare incontri regionali con gli esportatori, in particolare quelli di dimensioni più ridotte, per presentare gli strumenti di finanziamento e accompagnamento disponibili per le piccole e medie imprese.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Il Governo di Unità Nazionale libico ha illustrato i suoi piani per sviluppare il settore energetico. Tra questi, l‘aumento della produzione di petrolio e gas, l’ammodernamento delle infrastrutture, l’incremento degli investimenti, la massimizzazione dell’uso del gas naturale e l’espansione dei progetti di energia rinnovabile, oltre alla riduzione delle emissioni e del flaring.
Secondo quanto dichiarato dal Governo di Unità Nazionale libico in un comunicato, la visione è stata presentata dal ministro del Petrolio e del Gas libico Khalifa Abdul Sadiq durante le sessioni ministeriali di alto livello della 25esima edizione del World Energy Congress a Riad, in Arabia Saudita, insieme a Mustafa Al-Manea, capo del team esecutivo per le iniziative del primo ministro e i progetti strategici, Yassin Al-Abyad, direttore generale del Fondo di Sviluppo Economico e Sociale, e Bashir Al-Ashhab, presidente di Green Stream.
La visione governativa considera lo sviluppo del settore energetico uno dei principali motori della crescita economica, sfruttando le risorse di idrocarburi, la posizione strategica tra Africa ed Europa e il potenziale solare. Il governo ha confermato l’apertura a partnership internazionali, investimenti e tecnologie per modernizzare il settore, trasferire conoscenze, costruire capacità nazionali e trasformare le risorse energetiche in valore economico e di sviluppo sostenibile.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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La nuova stagione NBA è alle porte. Si parte il 20 ottobre. È da sempre un momento divertente, ricco di grandi aspettative. Si fanno analisi sul futuro, previsioni sul futuro, scommesse sul futuro. Raramente ci si azzecca. Non credete a chi vi dice che un anno fa pensava che i New York Knicks sarebbero stati campioni, per dire. Questa nuova stagione offre una quantità enorme di spunti a tutti gli appassionati di basket americano. Questi sono alcuni temi da tenere sott’occhio nei prossimi mesi.
San Antonio, favorita?
Sì, tutti i commentatori dicono che San Antonio sia la squadra favorita. Come dar loro torto. Victor Wembanyama non è una superstar, è un dominatore dell’universo. Sarà il prossimo MVP o sarà rivolta popolare. “Rivoluzione francese”. Stephon Castle ha un anno in più di esperienza, con playoff e finali giocate tra alti e bassi da protagonista. Chi può vantare tanto? Stesso discorso per Dylan Harper, un veterano nel corpo di un ventenne, con ghiaccio nelle vene in modalità Mr. Freezer.
Fox deve farsi perdonare tanto, ma è comunque un giocatore solido. La struttura del roster è rimasta intatta, compresa la presenza rassicurante da “faccio ciò che serve senza lagne” di Harrison Barnes e la mano con il mirino laser di Champagnie. Anzi, hanno aggiunto un veterano come Tobias Harris, che potrà dare un aiuto dalla panchina a livello offensivo quando il sesto uomo dell’anno Keldon Johnson sparisce emotivamente come in finale. Sarà divertente.
LeBron James e i Sixers
Se i “super team” fossero garanzia di successo, allora i Lakers del 2003 con Shaq, Kobe, Karl Malone, Gary Payton e Horace Grant non avrebbero avuto rivali. Invece non è (quasi) mai stato così. LeBron James ha ancora benzina nel serbatoio ed è approdato a Philadelphia. È sempre una notizia. A quasi 42 anni è ancora almeno tra i primi venti giocatori della lega. Ha giocato dei buonissimi playoff. È probabilmente il miglior passatore della storia. Tenta un ultimo assalto all’anello, non così scontato. Intanto è fuori per un problema al piede. Jaylen Brown è un All-Star in grado di attaccare e difendere con la stessa efficacia, che tratta la palla così e così, ma che troverà la stessa ispirazione di Boston anche nella città dell’amore fraterno.
Con l’esplosivo secondo anno VJ Edgecombe e Tyrese Maxey, la cosa attualmente più veloce in NBA con la palla tra le mani, il quintetto base è di livello “superstar”. Problemi? Joel Embiid si è asciugato tanto fisicamente, ma ogni volta che atterra dopo un rimbalzo difensivo sembra gli si stia staccando una rotula. Le immagini viste nel precampionato non riscaldano certo il cuore. La panchina, elemento fondamentale per puntare in alto, non sembra da corsa.
OKC e la chiave Williams
Gli infortuni per loro saranno un tema. Come lo scorso anno. Se sani e “robusti”, rimangono la squadra da battere, con qualche incognita all’orizzonte. Shai Gilgeous–Alexander è l’uno contro uno più velenoso, imprevedibile e ritmato della west (e della lega). Isaiah Hartenstein come rollante è un punto di riferimento tra i top del ruolo. La chiave di volta è Jalen Williams. Giocatore versatile di una completezza senza senso, che tratta la palla, sa tirare, ha punti nelle mani, può segnare in mille modi. E soprattutto difende.
Con lui in salute, i Thunder hanno quel secondo creatore di gioco in grado di alzare il livello dell’attacco dell’intera squadra. Le incognite? Causa salary cap hanno dovuto rinunciare a pedine solide dalla panchina, come il tiratore Isaiah Joe e l’ala Aaron Wiggins. Inoltre, il buon Chet Holmgren è uscito un po’ acciaccato emotivamente dal confronto diretto con la “Rivoluzione Francese” dei San Antonio Spurs. Buoni segnali in prestagione dai rookie Aday Mara, interminabile centro di 2,23 con mani morbide e piedi mobili, e Bennett Stirtz, che sembra il nuovo Kon Knueppel per come vede il canestro dal perimetro.
Il secondo anno di Cooper Flagg
Preparate i popcorn, Cooper Flagg sta iniziando il suo secondo anno nella NBA. Non ha ancora 20 anni. Il secondo anno è sempre un momento complesso. Finisce la spinta del clamore iniziale. Sei chiamato a confermare quello che hai fatto, cosa spesso ancora più complessa. Gli avversari ti hanno studiato meglio, possono trovare contromisure più efficaci. Dicono che sia cresciuto in altezza.
Bella forza, a 19 anni sei ancora in fase di crescita fisica. Adesso è 2,08 da 2,05. Alto come Hakeem “The Dream” Olajuwon. Una fluidità che scorre (non semplicemente “corre”) per il campo in modo naturale, quasi in simbiosi col parquet. Tempismo. Velocità di esecuzione. Mezzi atletici. Efficacia senza palla in mano. Trattamento della sfera. Ci sarà da divertirsi. Preparate i popcorn.
I Lakers di Doncic
Hanno smantellato, i Los Angeles Lakers. Una sorta di ricostruzione. Che non parte però dal fondo. Parte da più in alto perché con Luka Doncic nel fondo non puoi stare. Ora, il fatto che abbiano trattato LeBron James come se fosse un Hachimura qualunque ha poco di tecnico e tanto di poco stile. La perplessità è: vuoi fare una squadra costruita attorno a Doncic? Perché hai preso giocatori che sulla carta poco si adattano al sistema di gioco “Doncic-centrico” che hai in mente? Prendiamo il punto più alto della carriera dello sloveno: le finali con Dallas del 2024. Doncic domina la palla, crea tanto per sé. Ma ha bisogno, comunque, di punti di riferimento costanti ed efficaci in taglio e sul perimetro da servire. Centri come Daniel Gafford che vanno a prendersi l’alley-oop dopo un pick and roll o esterni come PJ Washington e Derrick Jones Jr. che la mettono da fuori dopo uno scarico (e in difesa mordono le caviglie dei giocatori più pericolosi). Stop.
Dove sono questi giocatori ai Lakers? Quentin Grimes lo scorso anno ha tirato il 33% da tre con i Sixers e in carriera è sempre stato sotto il 40%. Matisse Thybulle negli ultimi due anni ha giocato a malapena 45 partite. Non tira male, ma su un volume di conclusioni decisamente sotto la media per il ruolo. Il centro Walker Kessler, arrivato da Utah come se fosse (a parere dei Lakers) la reincarnazione del compianto Bill Walton, non è certo un giocatore verticale e lo scorso anno ha giocato appena 5 gare (58 l’anno precedente). Insomma, la squadra non sembra costruita in modo funzionale per dare alla stella di Los Angeles la libertà di esprimere il basket che vuole. Sarà il campo, ovviamente, a dire la sua a brevissimo.
I New York Knicks si ripeteranno?
E i campioni NBA? A giudicare dalle recenti dichiarazioni di Karl–Anthony Towns sul rinnovo del suo contratto, non si parte proprio col vento in poppa. Anche perché tocca rinnovare anche gente meno pesante, ma in ogni caso pesante, come Miles McBride e soprattutto Josh Hart. Di certo, poi, la perdita di Robinson non sarà indolore, perché il lungo con due lastre di marmo al posto delle mani garantiva gran presenza a rimbalzo offensivo e diversi extra possessi per la felicità di Jalen Brunson e compagnia “perimetrale”.
In ogni caso, lo stesso Brunson venderà cara la pelle, perché è l’unico modo che conosce per fare la differenza su un campo da basket. OG Anunoby è vera e propria élite nel ruolo di ala. Towns, se non gli scema la voglia sentendosi il brutto anatroccolo sottopagato, come lungo in grado di colpire da fuori e puntare il lungo dal palleggio rimane tremendamente efficace. Sarà un’altra stagione di alto livello? Sì. Vinceranno di nuovo il titolo? Mah, i back-to-back ormai sono più rari di un quadrifoglio nel deserto del Sahara.
That’s all Folks!
Alla prossima settimana.
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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’impegno di Intesa Sanpaolo è quello di supportare le iniziative nel settore delle infrastrutture digitali attraverso le nostre principali competenze: la finanza di progetto, il corporate lending e, naturalmente, una volta che i progetti entrano nella fase operativa, l’intermediazione sui mercati dei capitali, attraverso emissioni obbligazionarie e strutture di ABS”. Lo ha detto Nicola Baiocchi Di Silvestri, Country Manager Americas e Managing Director di Intesa Sanpaolo, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn


WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Confindustria ha un ruolo strategico nell’accompagnare le imprese nel mondo, ed è chiaro che gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato fuori dai confini dell’Unione Europea. La nostra presenza è testimonianza dell’impegno per colmare sempre di più il gap che avvertiamo in questo momento in Europa e in Italia sulle tematiche dell’innovazione, attraverso una collaborazione sempre più stretta all’interno dell’asse transatlantico”. Lo ha detto Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington
xp6/mrv/mgg/azn
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Abbiamo chiuso con la Commissione europea la trattativa sul decreto bollette, misure che avevano approvato tempo fa ma che avevano bisogno di un ok: una trattativa lunga ma costruttiva, e che è molto importante perchè ci consente di intervenire per abbassare le bollette”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. “Sono molto contenta di questo risultato e sono molto ottimista sulle richieste in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che tutti stanno affrontando – ha aggiunto -. Abbiamo notato significativi progressi, credo che ci sia maggiore flessibilità. Su questo tema l’Italia è stata molto determinata e non è sola”.
mrc/azn
(Fonte video: Palazzo Chigi)
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È un’amicizia storica quella che c’è tra Italia e Stati Uniti. Le nuove tecnologie e l’innovazione sono al centro dell’attenzione di chiunque abbia a cuore la crescita dei propri territori. È un’occasione per incontrare investitori, per comprendere meglio qual è l’ambiente migliore per attrarre nuovi investimenti sulle nostre regioni”. Lo ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn
Nuovo appuntamento con la fortuna. Questa sera sono in programma le estrazioni del Lotto sulle undici ruote, del 10eLotto collegato – con Numero Oro, Doppio Oro ed Extra – e del SuperEnalotto.
BARI 13 07 33 24 26
CAGLIARI 41 25 22 86 82
FIRENZE 29 82 19 73 22
GENOVA 66 84 02 41 83
MILANO 72 48 32 25 03
NAPOLI 46 59 14 02 22
PALERMO 44 17 21 38 63
ROMA 05 47 75 34 87
TORINO 57 46 28 01 88
VENEZIA 45 62 64 15 58
NAZIONALE 28 90 30 40 36
35 41 44 54 55 76
Numero jolly 58
Numero superstar 55
10eLotto – Numeri vincenti: 05 07 13 17 25 29 33 41 44 45 46 47 48 57 59 62 66 72 82 84
NUMERO ORO:13
DOPPIO ORO:13 7
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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS)- “L’Italia ha lanciato insieme agli Stati Uniti un acceleratore tecnologico attorno all’idea della fiducia tra partner. La catena di fornitura tecnologica sarà la base del futuro dello sviluppo dei nostri paesi e l’Italia può contribuirvi notevolmente perché ha capacità di industria avanzata”. Lo ha detto l’ambasciatore d’Italia negli Usa Marco Peronaci, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Siamo molto contenti di partecipare a questo evento che mira proprio a sviluppare la collaborazione transatlantica con focus sull’innovazione tecnologica”. Lo ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace, a margine di un evento dedicato alla cooperazione tra Italia e Stati Uniti a Washington.
“Sace – prosegue – ha molti strumenti innovativi per contribuire a finanziare tutti questi grandi investimenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie”, ha spiegato, evidenziando le potenzialità di una collaborazione tra istituzioni finanziarie pubbliche e private italiane e americane. Un altro asse strategico riguarda la diversificazione dei mercati di destinazione delle esportazioni italiane, con particolare attenzione all’Africa e ai Paesi coinvolti nel Piano Mattei. “Finora abbiamo garantito negli ultimi due anni dalla partenza del Piano Mattei ben cinque miliardi di nuovi progetti che consentono la partecipazione alle aziende italiane”, ha affermato Pignotti.
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Lo scorso 28 settembre la missione Juice dell’Esa ha superato un’altra importante tappa nel suo viaggio verso Giove: la sua penultima manovra di fionda gravitazionale, realizzata attraverso un flyby della Terra. Sorvolo che non è stato solo un passaggio essenziale sulla rotta della sonda verso Giove, ma anche un’opportunità per mettere alla prova le osservazioni e le operazioni che caratterizzeranno l’esplorazione del sistema gioviano da parte di Juice.
Fin dal suo lancio, avvenuto il 14 aprile 2023, Juice si sta dirigendo verso Giove e le sue lune ghiacciate, dove arriverà nel 2031. Arrivarci è però tutt’altro che semplice. «Per andare direttamente su Giove, occorre raggiungere una certa velocità», spiega Arnaud Boutonnet, mission analyst di Juice per l’Esa. «Ecco perché sono necessarie le manovre di assist gravitazionale».
Queste manovre sfruttano la gravità di un pianeta per alterare la rotta e la velocità di un veicolo spaziale. Con la sua recente fionda gravitazionale offerta dalla Terra, Juice ha ora completato tre dei quattro flyby previsti. Dopo il sorvolo di Venere, Juice aveva una velocità sufficiente rispetto alla Terra, ma non procedeva ancora nella direzione giusta. Quest’ultimo flyby ha modificato la direzione della traiettoria della sonda di circa 20 gradi, orientandola verso Giove, in vista di un’ultima correzione che avverrà nel 2029, durante il suo ultimo sorvolo del nostro pianeta.
Ma la manovra dello scorso settembre non ha riguardato solo la navigazione. Ha anche offerto ai team della missione una preziosa opportunità per simulare le sfide operative e scientifiche che attendono Juice su Giove.
Prova generale nelle tenebre
Lo scorso 12 agosto, molti hanno assistito alla spettacolare eclissi solare totale che ha attraversato la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e parti del Portogallo. Per gli osservatori sulla Terra, la fase di totalità è durata poco più di due minuti. Anche le sonde spaziali affrontano le eclissi. Durante la sua manovra gravitazionale lunare-terrestre nel 2024, Juice ha sperimentato un’eclissi della durata di 32 minuti. Il suo recente flyby terrestre, tuttavia, ha battuto un nuovo record per la missione. Prima del massimo avvicinamento, infatti, Juice è scivolata nell’ombra della Terra, trascorrendo tre ore in completa oscurità (ombra totale o umbra) e sei ore in ombra parziale. Fatto ancora più importante, l’eclissi ha replicato in modo molto simile le condizioni che Juice incontrerà su Giove, offrendo al Flight Control Team una rara opportunità per testare le future strategie operative anni prima dell’arrivo.
«I flyby sono diventati abbastanza di routine per la missione, ma richiedono comunque un’enorme quantità di preparazione. Per questo ci siamo preparati per più di un anno», ricorda Angela Dietz, spacecraft operations manager di Juice.
L’eclissi ha trasformato questa preparazione in una prova generale per Giove.
Tre ore senza Sole: batterie alla prova del buio
Juice è alimentata da due grandi pannelli solari, che insieme formano una superficie di 85 metri quadrati. Si tratta di un’area pari a circa la metà di quella di un campo da pallavolo. Questi pannelli saranno essenziali su Giove, dove la luce solare ha un’intensità pari a solo il tre per cento di quella terrestre, e le eclissi possono durare fino a cinque ore.
«Questa è stata la nostra prima opportunità per testare in volo condizioni di eclissi prolungata», spiega Dietz.
Video del flyby. Crediti: Esa/Juice/Jmc
Con mesi di anticipo, il Flight Control Team dell’Esoc (European Space Operations Centre) ha simulato scenari di eclissi e procedure di emergenza, mentre i team delle operazioni scientifiche dell’Esac (European Space and Astronomy Centre) hanno preparato gli strumenti per le attività di osservazione e calibrazione. La sera del 27 settembre, mentre Juice entrava nella penombra ,alle 21:30 ora italiana, gli operatori di volo dell’Esoc, man mano che la telemetria giungeva a terra attraverso l’antenna per lo spazio profondo di Cebreros Estrack dell’Esa, monitoravano il calo di potenza dei pannelli solari e il conseguente aumento dell’utilizzo delle batterie. Nel corso dell’eclissi, la carica delle batterie è scesa fino al 54 per cento. I pannelli solari hanno ripreso a generare energia alle 04:14 ora italiana. Con il limite operativo fissato al 35 per cento e il veicolo spaziale che si è comportato in modo nominale, il risultato ha superato le aspettative.
«I dati sull’energia che abbiamo ottenuto da questo flyby sono molto importanti, perché verranno utilizzati per le future simulazioni delle eclissi gioviane», spiega Paula Betriu, science operations engineer di Juice che lavora a Esac per Starion.
Ma l’eclissi è servita a molto di più che a verificare come mantenere in vita la sonda.
Scienza oltre la sopravvivenza
Su Giove, Juice dovrà continuare a fare scienza anche durante i lunghi periodi di oscurità.
«Inizialmente pensavamo che non avremmo avuto abbastanza energia per la strumentazione scientifica di bordo. Ma dopo aver approfondito la questione, ci siamo resi conto che potevamo mantenere attivi diversi strumenti e sfruttare appieno l’opportunità», dice Dietz.
I dieci strumenti scientifici hanno tutti contribuito alla campagna del flyby, seppur non tutti in funzione contemporaneamente durante l’eclissi.
«È stata una campagna impegnativa», dice Pilar Esquej, science operations engineer di Juice che lavora a Esac per Starion. «L’eclissi ha imposto vincoli rigorosi, quindi abbiamo dovuto stabilire le priorità delle osservazioni con estrema attenzione e trovare dei compromessi».
La Terra ripresa dalla fotocamera a guida italiana Janus
Durante la fase di assist gravitazionale, dal 27 settembre al 2 ottobre, la fotocamera scientifica ad alta risoluzione a bordo di Juice Janus, realizzata con il finanziamento dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha acquisito 740 immagini, utilizzando i diversi filtri dello strumento e a varie risoluzioni spaziali. Durante il sorvolo della Terra, dal limbo notturno a quello diurno, Janus ne ha osservato con continuità la superficie. In particolare, è stata ottenuta una lunga sequenza diurna attraverso l’Oceano Indiano occidentale, il Madagascar e l’Africa centrale, osservati con molteplici filtri. Prima e dopo l’arco di massima vicinanza, la sonda è stata puntata verso la Luna, consentendo a Janus di ottenere immagini del nostro satellite in fase quasi piena. Il 2 ottobre, prima di concludere la sequenza operativa, Janus ha osservato la Terra un’ultima volta.

Dettaglio di una sezione della fascia di osservazione che mostra l’intera larghezza dell’isola del Madagascar, con cumuli di bel tempo sopra la terraferma e le valli fluviali nella parte occidentale. L’area marina luminosa e color ocra su entrambi i lati è dovuta al riflesso della luce solare sulla superficie dell’acqua. Crediti: Esa/ Juice / Team Janus. Elaborazione: L. Penasa
«Uno dei possibili casi di studio», spiegano il principal investigator dello strumento, Pasquale Palumbo, e i membri del team scientifico Alice Lucchetti, Luca Penasa e Cecilia Tubiana, tutti dell’Inaf, «riguarda la vegetazione. I filtri Janus nel visibile e nel vicino infrarosso consentono, infatti, di misurare il forte contrasto esistente tra l’assorbimento della clorofilla nel rosso e l’elevata riflettanza della vegetazione nel vicino infrarosso. L’analisi dei dati permetterà di produrre, in via sperimentale, mappe di indici di vegetazione e confrontare regioni molto diverse tra loro, come Mauritius, Madagascar e diverse aree dell’Africa orientale e meridionale».
«Sarà possibile poi confrontare questi prodotti», continuano i quattro ricercatori dell’Inaf, «con osservazioni iperspettrali della Terra ottenute da missioni dedicate all’osservazione terrestre. In particolare, dati Prisma potranno essere utilizzati come riferimento per verificare quanto le informazioni contenute nei più larghi filtri Janus riescano a riprodurre la risposta spettrale osservata da uno spettrometro iperspettrale. Sono inoltre previste osservazioni EnMap di alcune regioni attraversate dalla geometria dell’assist gravitazionale, in particolare in Madagascar e nell’area di confine tra Congo e Zambia. Alcune di queste regioni includono aree minerarie ben caratterizzate e potranno quindi costituire casi di studio per confrontare tecniche di analisi dati applicate ai dati EnMap, alle immagini multispettrali Janus e, dove disponibile, alle osservazioni Majis».
Un’occasione per mettere alla prova il software di guida autonoma
L’eclissi ha anche fornito l’occasione per testare un altro sistema chiave necessario su Giove: il software Eagle (Enhanced Autonomous Guidance through Limb Extraction), un sistema di guida autonoma migliorata basato sul riconoscimento del bordo apparente dei corpi celesti.
Eagle utilizza le due telecamere di navigazione della sonda per migliorare la precisione di puntamento durante i sorvoli ravvicinati delle lune, tracciando il bordo illuminato – il cosiddetto lembo – di un satellite naturale e aiutando così Juice a determinare la sua posizione con maggiore precisione e a mantenere le osservazioni esattamente sul bersaglio.

Immagine della Luna ripresa dalla NavCam della sonda Juice durante il sorvolo della Terra. Crediti: Esa/Juice/Jmc
Per il suo primo esercizio in volo, la geometria Terra-Luna è stata sfruttata per replicare quella di Giove e Io, preparando Eagle ai futuri flyby delle lune galileiane. I risultati saranno analizzati nei prossimi mesi.
Nonostante le difficoltà che ha posto, l’eclissi si è rivelata per alcuni aspetti anche vantaggiosa. Attualmente Juice si trova in un ambiente di crociera “caldo”, in cui le temperature limitano le osservazioni. Avere il Sole temporaneamente bloccato dalla Terra ha consentito alla sonda una maggiore libertà di puntamento, permettendo osservazioni altrimenti impossibili.
Nel loro insieme, queste attività hanno reso il flyby molto di più di una semplice correzione di traiettoria. Hanno dato a Juice un primo assaggio delle sfide che la attendono del sistema gioviano e la possibilità di fare una prova generale con anni di anticipo.
Fonti: press release Esa, press release Dlr

Microsoft sta sviluppando aggiornamenti di Edge senza riavvio, che mantengono schede e lavoro in corso. Ecco come funziona il prototipo.
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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Molto spesso si parla dell’alleanza tra Italia e Stati Uniti d’America in termini politici e di grande geopolitica. L’accordo che viene stretto oggi sul fronte tecnologico dimostra come questa alleanza possa tradursi in una collaborazione concreta, capace di mettere in connessione diretta il mondo della ricerca con quello dell’industria, di fronte alle grandi sfide delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale”. Lo ha detto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, in occasione del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Ci troviamo a Washington per l’inizio di questa missione che avevamo organizzato inizialmente nello scorso mese di maggio” con l’obiettivo di “continuare a stringere i rapporti fra Stati Uniti e Italia, Lombardia nel nostro caso, ma vogliamo farlo direttamente in modo che ci sia l’opportunità di mettere a confronto le nostre università, i nostri centri di ricerca, le nostre aziende per far sì che ci possa essere un accordo diretto tra di loro che sicuramente può andare oltre gli accordi di carattere politico. Gli accordi fondati sulla concretezza dei fatti sono sempre più solidi, più strutturati di ogni altro accordo”. Lo ha detto all’Italpress il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione della “U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator”, l’iniziativa presentata oggi all’Ambasciata d’Italia a Washington per trasformare il dialogo transatlantico sulle tecnologie affidabili in progetti concreti.
(ITALPRESS).
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Un agente AI basato sul modello GPT-5.6 Sol ha rubato i token ETH dal wallet di qualcun altro per completare un compito sulla rete test di Ethereum.
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ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare i rapporti economici tra Italia e Libia e favorire nuove opportunità di investimento, con uno sguardo ai mercati del Sahel e dell’Africa subsahariana. È l’obiettivo della missione imprenditoriale italiana a Misurata, in programma dal 31 ottobre al 4 novembre, organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Libica in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, con il sostegno della Misurata Free Zone. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato a Roma il 9 luglio scorso con il Road Show della Misurata Free Zone. Nata con un focus sulla logistica, sui rapporti con il sistema locale e sugli investimenti, la missione ha assunto una dimensione più ampia, con l’obiettivo di accompagnare le imprese italiane nel confronto con interlocutori economici e istituzionali libici. Il programma prevede incontri con imprenditori provenienti da tutta la Libia, rappresentanti del Governo, enti e committenti pubblici, oltre a rappresentanze diplomatiche e commerciali dei Paesi dell’Africa centrale e subsahariana. Sono stati invitati i ministeri dell’Economia e del Commercio, dei Trasporti, dell’Industria e dei Minerali, del Petrolio e del Gas, dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Tra gli altri interlocutori invitati figurano l’Autorità per la Promozione degli Investimenti, l’Autorità Doganale, la Società Libica dei Porti, l’Aeroporto internazionale di Misurata, la LISCO, la Banca Estera Libica, l’Unione delle Camere di Commercio e il Comune di Misurata.
È inoltre previsto il coinvolgimento delle ambasciate di Niger, Ciad e Sudan. Al centro dell’iniziativa il ruolo della zona franca e del sistema portuale di Misurata come piattaforma per gli scambi con il mercato libico e con altri Paesi africani. Secondo quanto riportato nella nota degli organizzatori, un consorzio guidato da MSC sta avviando un investimento da 2,7 miliardi di dollari per l’ampliamento dei terminal. Nel corso della missione è prevista anche l’inaugurazione dell’ufficio della Camera di Commercio Italo-Libica presso la Misurata Free Zone, destinato a costituire un punto di riferimento permanente per le aziende italiane. Il programma comprende infine, il 3 novembre, una visita al sito archeologico di Leptis Magna.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Il Walkman non è morto. Sony annuncia i nuovi lettori MP3 NW-WM1ZM3 e NW-WM1AM3 a prezzi da prodotto di lusso.
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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Studenti in piazza in tutta Italia, tensioni con la polizia
– Venerdì nero, blocco dei tir e del trasporto aereo
– Papa in costante miglioramento, telefonata con Putin
– Da Mosca altro attacco all’Italia, Trump strappa con Kiev
– Garlasco, difesa Sempio deposita consulenza in Procura
– Istat, l’energia fa volare l’inflazione, +4,2% a Settembre
– Mondiali ciclismo, Milan vince oro nell’inseguimento
– Giustizia più vicina ai cittadini, 3 nuovi Uffici di prossimità nell’Agrigentino
– Previsioni 3B Meteo 17 Ottobre
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PALERMO (ITALPRESS) – Si rinnova la grande festa a Palermo per la Targa Florio Classica 2026, appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi e Ferrari Tribute to Targa Florio. Alla manifestazione, realizzata in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia, oltre 200 straordinarie vetture tra i marchi automobilistici più blasonati: Alfa Romeo, Aston Martin, Austin, Ferrari, Fiat, Jaguar, Lancia, Mercedes, Porsche. A dare a Palermo il benvenuto ai partecipanti e agli sportivi, il presidente dell’Aci Geronimo La Russa.
xd6/mrc/azn
ROMA (ITALPRESS) – Al Salone dell’Auto di Parigi 2026 debutta in anteprima mondiale Alfa Romeo Cuorerosso, concept car che anticipa la visione stilistica e tecnologica del Biscione. Non un’anticipazione di un modello di serie, ma un manifesto destinato a ispirare le future vetture del marchio, all’insegna di design, sportività ed elettrificazione. Il risultato è una coupé 2+2 con un coefficiente aerodinamico (Cx) di 0,28, ottenuto grazie alle superfici continue, alla coda tronca e al diffusore basso integrato. Il frontale reinterpreta lo storico Scudetto e il Trilobo, mentre la fiancata è attraversata dalla linea a cuneo. Cristalli a filo, comandi touch sul tetto al posto delle tradizionali maniglie e porte posteriori controvento contribuiscono alla pulizia del disegno. I cerchi forgiati riprendono il motivo telefonico, mentre sospensioni pneumatiche e freni carboceramici Brembo ne sottolineano la vocazione sportiva.
L’abitacolo punta sul coinvolgimento del guidatore, con quattro sedili singoli, plancia ispirata alla 33 Stradale e comandi ridotti all’essenziale. Tre le modalità di guida previste: Cruise, Sport e Quadrifoglio. Per la configurazione più prestazionale, Alfa Romeo prospetta un V6 2.9 full hybrid abbinato alla trazione integrale Q4. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi progettuale: al momento non sono state annunciate specifiche definitive per un eventuale modello di serie.
La carrozzeria sfoggia la nuova tinta Liquid Ink Red, caratterizzata da riflessi metallici e una profondità cromatica variabile con la luce. Nell’abitacolo, pelle Nabuk Poltrona Frau, metalli e materiali innovativi si combinano con soluzioni sostenibili, tra cui una pelle rigenerata composta per il 60% da scarti post-industriali.
mrc/gtr
ROMA (ITALPRESS) – Il debito pubblico italiano scende leggermente ad agosto, ma resta su livelli elevati. Secondo i dati provvisori della Banca d’Italia, a fine mese il debito delle Amministrazioni pubbliche si è attestato a 3.200,8 miliardi di euro, in diminuzione rispetto a luglio. Il quadro cambia se si guarda all’andamento degli ultimi mesi: dall’inizio del 2026, infatti, il debito è aumentato di oltre 100 miliardi, confermando le difficoltà dei conti pubblici. La riduzione registrata ad agosto è arrivata nonostante il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche. A contenere il debito hanno contribuito l’utilizzo delle disponibilità liquide del Tesoro e i rimborsi dei titoli a medio e lungo termine. Sul fronte dei detentori, continua a ridursi la quota di debito in mano alla Banca d’Italia, mentre gli investitori stranieri mantengono una presenza significativa. Un quadro che riflette la distribuzione del debito tra i diversi soggetti che finanziano lo Stato. Le ultime revisioni statistiche hanno inoltre confermato il peso del debito sull’economia italiana: nel 2025 il rapporto tra debito pubblico e Pil si è attestato al 136,7%, in aumento rispetto all’anno precedente.
abr/azn
“Se andiamo più d’accordo io e Saronni oppure Elly Schlein e Giuseppe Conte? Noi non siamo mai andati d’accordo e continuiamo a non andarci nemmeno oggi, perché Saronni è sempre polemico”. Francesco Moser, uno dei ciclisti italiani più noti di sempre, si è raccontato oggi a ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1, a partire dallo sport che lo ha visto trionfare tante volte passando per la politica e non solo.
“Io veramente – ha detto Moser a proposito di Saronni – l’ho anche invitato a casa, abbiamo fatto dei pranzi e pedalato insieme. Poi, improvvisamente, non so se gli ha dato di volta il cervello ma si è messo a fare dichiarazioni di ogni tipo. Ha detto che gli ho rubato un Giro d’Italia, ma le classifiche mica le faccio io”. La rivalità tra Francesco Moser e Giuseppe “Beppe” Saronni ha infatti segnato l’età d’oro del ciclismo italiano tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta (1978–1986). Poi, qualche battuta sulla politica: “Che ciclisti potrebbero essere Schlein e Meloni? Schlein è capace solo di andare contro, quando c’erano loro al governo non mi pare abbiano fatto meglio dell’esecutivo attuale.
Moser ha poi detto la sua su Vannacci e Meloni: “Sono posizioni completamente diverse, la Meloni ha tante cose a cui pensare, Vannacci gioca sulle cose che non vanno. Se tirerei ‘la volata’ alla premier? Sì, certamente”. In chiusura, Moser ha parlato della sua quotidianità: “Oggi vado con la bici elettrica, il mio fisico l’ho già strapazzato abbastanza. Troppo comoda? Credetemi, si può faticare anche così. Ho appena fatto il monte Bondone, 18km di salita, sono andato su in prima, se la fai con la bici normale arrivi su che non riconosci nemmeno più chi hai intorno. Così vai in bici senza impiccarti“.
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Microsoft Edge elimina i Preferiti e adotta il termine Bookmarks per attrarre gli utenti di Chrome. Ma in italiano la situazione è diversa.
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Apple ha finalmente ricevuto l'autorizzazione per distribuire le funzionalità AI in Cina, ma dovrà utilizzare solo i modelli AI di Alibaba (censurati).
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ChatGPT può trasformare le faccende domestiche in qualcosa di meno noioso, e con i plugin giusti, persino divertente. Ecco come.
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Un milione e mezzo di euro in tre anni per contrastare il randagismo e contenere la riproduzione incontrollata di cani e gatti in Sardegna. È la dotazione del Piano triennale di sterilizzazione approvato dalla Regione, che prevede uno stanziamento di 500mila euro all’anno per il 2026, il 2027 e il 2028, destinato agli animali di proprietà e ai gatti appartenenti alle colonie feline censite.La ripartizione delle risorse è stata definita dalla Giunta regionale in attuazione della legge regionale 20 del 21 settembre 2026. La quota più consistente, pari a 300mila euro annui, sarà destinata alla sterilizzazione dei cani di proprietà dei residenti nell’Isola. Altri 100mila euro all’anno finanzieranno gli interventi sui gatti delle colonie feline censite, mentre la stessa somma sarà riservata ai gatti domestici.Per accedere ai contributi destinati agli animali di proprietà sarà necessario essere in possesso di un Isee in corso di validità non superiore a 20mila euro. Nell’ambito del Piano sarà data priorità agli esemplari di sesso femminile, con l’obiettivo di prevenire le cucciolate indesiderate e ridurre il rischio di abbandono. È prevista una deroga per i cani detenuti in ambito rurale, per i quali il contributo potrà essere riconosciuto indipendentemente dalla situazione reddituale del proprietario.Il coordinamento dell’attuazione del Piano sarà affidato alla Asl di Sassari, individuata come azienda capofila. Entro 30 giorni dall’approvazione della delibera, l’azienda sanitaria dovrà predisporre e pubblicare appositi avvisi rivolti ai potenziali beneficiari, con l’indicazione dei requisiti di accesso, delle modalità di presentazione delle domande, dei criteri di selezione e delle procedure per la rendicontazione delle spese. Gli interventi saranno programmati in collaborazione con i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali.
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ROMA (ITALPRESS) – Trenta miliardi di euro in meno per clima e ambiente. È l’effetto che potrebbe avere la nuova proposta per il bilancio dell’Unione europea 2028-2034, che prevede una riduzione complessiva delle risorse comunitarie di 159 miliardi di euro.
A lanciare l’allarme sono Greenpeace, Legambiente, Lipu, WWF e altre organizzazioni ambientaliste, che chiedono di cambiare rotta e destinare almeno mille miliardi di euro alla tutela del clima e dell’ambiente, di cui 200 miliardi per la biodiversità.
Secondo un’analisi citata dalle associazioni, gli eventi meteorologici estremi dell’estate potrebbero costare all’economia europea circa 180 miliardi di euro nel 2026, con una riduzione del PIL dell’1%.
Nel mirino anche il sostegno all’agricoltura intensiva e il futuro del programma LIFE, lo strumento europeo dedicato alla tutela ambientale, per il quale la proposta non prevede fondi specificamente vincolati.
Le associazioni chiedono quindi risorse certe per la transizione ecologica, il ripristino degli ecosistemi e un’agricoltura più sostenibile. Perché, avvertono, tagliare oggi gli investimenti potrebbe significare pagare un conto ancora più salato domani.
mgg/gtr/col
ROMA (ITALPRESS) – Migliaia di chilometri attraversati ogni anno, ma sempre meno luoghi sicuri in cui fermarsi, nutrirsi e riprodursi. Gli uccelli migratori a lungo raggio sono in forte declino, minacciati dai cambiamenti climatici, dalla perdita di habitat e dall’agricoltura intensiva.
Di queste minacce si è discusso durante un congresso internazionale dedicato all’Atlante mondiale delle migrazioni animali, nell’ambito della Convenzione di Bonn, che ha riunito ricercatori, scienziati ed esperti per individuare le strategie di tutela. A incidere è anche la riduzione degli insetti, risorsa alimentare fondamentale per molte specie, legata all’uso di diserbanti e insetticidi e alla trasformazione di prati, boschi e zone umide. L’Atlante punta a collegare le rotte migratorie agli habitat attraversati e ai rischi incontrati lungo il percorso, comprese le infrastrutture energetiche e dei trasporti. L’obiettivo è individuare i corridoi ecologici e le aree più vulnerabili, fornendo strumenti utili per orientare le politiche di conservazione. Perché la sopravvivenza degli uccelli non dipende da un solo luogo, ma dalla disponibilità di ambienti connessi e risorse lungo tutto il viaggio.
mgg/gtr/col
MILANO (ITALPRESS) – Musica, creatività e innovazione sono state al centro di “Ploom Flavour Garden – Something New Is Growing”, appuntamento organizzato da JTI a Milano. Ispirata alla metafora del giardino come luogo in cui idee, persone e talenti possono crescere, l’iniziativa ha visto come protagonista il rapper Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale accanto a una line-up di artisti emergenti.
f12/fsc/gtr
(Video in collaborazione con JTI Italia)
MILANO (ITALPRESS) – Il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini è stato pesantemente contestato all’arrivo a Palazzo Pirelli dove doveva presenziare ad una conferenza stampa sulla proposta di legge regionale a firma Lega per lo stop alle moschee abusive in Lombardia. I consiglieri regionali delle opposizioni ha esposto cartelli con scritto “Pensa ai treni”, “I soldi per la M4 dove sono?”, “Pensa agli aerei”, “Salvini peggio di un blocco stradale”. Sono stati urlati slogan contro il ministro per i vari disagi sulle linee di comunicazione e chiesto conto dei ritardi e mancati finanziamenti a diverse opere infrastrutturali lombarde. Salvini non ha risposto alle contestazioni ed entrato in sala per la conferenza.(ITALPRESS).
xh7/trl/gtr
Studentesse e studenti del Corso di Studi in Pro.Ge.A.S. partecipano all’importante giornata dedicata ai distretti culturali denominata "Spazi, Visioni, Comunità per un nuovo sistema culturale" a Scandicci, presso l'Auditorium Centro Rogers, 27 ottobre 2026.
Studentesse e studenti del Corso di Studi in Pro.Ge.A.S. partecipano all’importante giornata dedicata ai distretti culturali denominata "Spazi, Visioni, Comunità per un nuovo sistema culturale" a Scandicci, presso l'Auditorium Centro Rogers, 27 ottobre 2026.
Si è tenuta giovedì 15 ottobre, nella cornice del Naturart Village di Pistoia, la cerimonia finale di consegna dei diplomi per la XXI edizione del Master organizzato dalla Fondazione PIN - Polo di Prato dell'Università di Firenze. L'evento ha festeggiato il percorso di 28 studenti che hanno completato con successo il programma formativo, confermando ancora una volta la validità di una proposta didattica fortemente integrata con il tessuto economico e produttivo del territorio.
Si è tenuta giovedì 15 ottobre, nella cornice del Naturart Village di Pistoia, la cerimonia finale di consegna dei diplomi per la XXI edizione del Master organizzato dalla Fondazione PIN - Polo di Prato dell'Università di Firenze. L'evento ha festeggiato il percorso di 28 studenti che hanno completato con successo il programma formativo, confermando ancora una volta la validità di una proposta didattica fortemente integrata con il tessuto economico e produttivo del territorio.

Microsoft ha sviluppato una funzionalità che permette di installare gli aggiornamenti di sicurezza per Edge senza interrompere le attività in corso.
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Sembra essere partita forte la fase di preordine: sullo store ufficiale, acquistando iPhone Duo bisognerà aspettare fino al prossimo anno.
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Noteworthy stories that might have slipped under the radar: BofA adds 1,000 patching contractors, KGB RAT pairs data theft with jump scares, and Langflow flaw under attack.
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Dal 1972, il secondo intercalare è stato aggiunto 26 volte, l'ultima nel 2016: entro il 2035 la pratica sarà sospesa per almeno un secolo.
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Sembravano in tutto e per tutto autentici modellini in scala della Mercedes-Benz 300 SL, indimenticabile sportiva della Casa della Stella, nella versione di serie del 1954. In realtà, la Stella c’era ma i modellini erano falsi.
Stivate in un container
Dettagli perfettamente curati ma qualcosa non tornava agli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova che, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova, erano impegnati in attività di controlli dei container nel porto di Genova Prà.
Con la Stella ma contraffatte
Gli accertamenti tecnici - svolti con il supporto dei periti Mercedes-Benz, società titolare del marchio - hanno confermato il sospetto delle Fiamme Gialle. Per quanto i modellini fossero caratterizzati da finiture e dettagli particolarmente curati, l’utilizzo del simbolo della Stella, apposto in assenza di qualsiasi licenza o autorizzazione, si è rivelato illecito.
Pronte per il confezionamento finale
All’esito dei controlli, sono state sequestrate 2.400 riproduzioni in scala della lunghezza di circa 16 centimetri. Le 300 SL – in varie colorazioni, dal bianco al nero, dal rosso al verde - erano stivate in confezioni da 10 e protette da gusci in plastica trasparente. Come rilevato dai finanzieri e dai pertiti della Casa di Stoccarda, le caratteristiche dei prodotti e la presenza del marchio Mercedes-Benz risultavano “tali da poter indurre in errore consumatori e appassionati circa l’autenticità degli articoli”.
A tutela della concorrenza leale e contro i falsi
Il sequestro - spiega la Guardia di Finanza – ha consentito di prevenire un potenziale pregiudizio economico per il titolare del marchio, contribuendo anche alla tutela della concorrenza leale e degli operatori economici che agiscono nel rispetto delle regole. Infatti, l’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo svolto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Guardia di Finanza a tutela dei diritti di proprietà industriale, della regolarità degli scambi commerciali e del corretto funzionamento del mercato.
Scattata la denuncia
A seguito dell’operazione, il legale rappresentante della società importatrice è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per il reato di cui all’art. 474 del Codice penale: introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.




La sperimentazione del 6G in California: il test di Ericsson e Verizon valuta anche la penetrazione del segnale attraverso vetri e pareti.
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Se arriva un SMS che invita a pagare una multa per la violazione del codice della strada è smishing, quindi si deve eliminare senza cliccare sul link.
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PALERMO (ITALPRESS) – L’assessorato mira a “conoscere dati e comprendere come sono messi i territori dal punto di vista commerciale: l’obiettivo è attivare politiche pubbliche consequenziali”. Così l’assessore alle Attività produttive della Regione siciliana, Edy Tamajo, a margine della presentazione nella sede della Camera di Commercio, a Palermo, del Dashboard Registro Imprese, la nuova piattaforma interattiva di visualizzazione dei dati istituita dalla Cciaa con l’obiettivo di monitorare le dinamiche socioeconomiche del territorio. xd8/vbo/gtr

ROMA (ITALPRESS) – L’Algeria ha aggiornato la propria strategia nazionale per la biodiversità per il periodo 2025-2030, individuando 24 obiettivi nazionali e 93 azioni attuative. Lo ha annunciato il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune il 16 ottobre, intervenendo a Erevan, in Armenia, al vertice dei leader della 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (COP17). Nel suo intervento, Tebboune ha riferito che in Algeria sono state censite oltre 27.000 specie viventi, tra cui circa 8.500 specie vegetali e 18.000 animali.
La rete nazionale delle aree protette comprende 24 aree classificate, che interessano ecosistemi marini, forestali, montani, steppici e desertici. Il presidente ha inoltre richiamato il ruolo dei parchi culturali nella conservazione del patrimonio biologico, archeologico e storico, sottolineando che l’estensione delle aree nazionali di conservazione è stata ampliata di circa un milione di chilometri quadrati. Tebboune ha ribadito la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale, garantendo ai Paesi in via di sviluppo finanziamenti adeguati, trasferimento di tecnologie e sviluppo delle competenze per attuare gli obiettivi globali sulla biodiversità.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
PALERMO (ITALPRESS) – “E’ uno strumento pensato per le imprese, le associazioni di categoria, le istituzioni. Riusciamo a fornire una quantità di dati a supporto non solo dell’economia, ma anche degli enti che vogliono programmare sapendo qual è la mappatura esatta delle aziende e degli addetti, se il trend è in crescita oppure in decremento. È uno strumento importantissimo per indirizzare l’economia, ma soprattutto per avvicinarci al futuro e ai nostri giovani: è una piattaforma interattiva, che avrà sviluppi e si completerà con la creazione di un Centro studi della Camera di commercio. Sarà la prima piattaforma per diffusione e certificazione del dato: i nostri dati sono tutti nel registro imprese, ma chi utilizza questa piattaforma sa che non ha margini di errore”. Così il presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna, Alessandro Albanese, a margine della presentazione del Dashboard Registro Imprese, la nuova piattaforma interattiva di visualizzazione dei dati istituita dalla Cciaa con l’obiettivo di monitorare le dinamiche socioeconomiche del territorio. xd8/vbo/gtr

ROMA (ITALPRESS) – Diversi palestinesi e una fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, sono rimasti feriti nel corso di attacchi dei coloni israeliani contro palestinesi e persone impegnate nella raccolta delle olive nei villaggi di Burqa e Abu Falah e nella cittadina di Turmus Ayya, nella provincia di Ramallah, nella Cisgiordania centrale. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui gli attacchi hanno visto l’uso di munizioni vere, aggressioni fisiche e l’incendio di veicoli e alberi di ulivo.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Dieci voli tra Malta e l’Italia sono stati interessati oggi da ritardi e cancellazioni a causa di anomalie tecniche rilevate nella rete nazionale di navigazione aerea italiana. L’ENAV, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, ha comunicato che i problemi sono stati individuati durante la notte nella rete di trasmissione dati a supporto dei servizi di controllo del traffico aereo su tutto il territorio nazionale. L’ente ha escluso l’ipotesi di attività dolose, compresi eventuali attacchi informatici, precisando tuttavia che sono ancora in corso le verifiche per individuare l’origine delle anomalie e ripristinare la piena funzionalità dei sistemi. I disservizi hanno provocato ritardi e cancellazioni su numerosi collegamenti. L’aeroporto internazionale di Malta, secondo quanto riferito, non avrebbe ancora ricevuto una spiegazione ufficiale in merito ai voli interessati. Tra i collegamenti coinvolti figurano quelli operati da Ryanair da e per Milano Bergamo e Bologna, oltre ai voli in arrivo da Venezia Treviso e Torino. Cancellati i voli Wizz Air da e per Roma Fiumicino. Disagi anche per KM Malta Airlines, con ripercussioni sui collegamenti in arrivo dallo scalo romano e sulle partenze dirette a Milano Linate. Il sito dell’aeroporto di Roma Fiumicino ha segnalato ritardi e cancellazioni, mentre negli aeroporti milanesi i ritardi hanno oscillato tra i 30 minuti e oltre due ore.
Diversi voli sono stati cancellati. Per limitare le conseguenze dei problemi tecnici, ENAV ha attivato sistemi alternativi di trasmissione dati, con l’obiettivo di consentire il maggior numero possibile di partenze, compresi i voli intercontinentali. La capacità complessiva del traffico aereo è stata tuttavia ridotta al 50%. I sistemi di emergenza avevano consentito di mantenere regolare il traffico fino alle 6 del mattino. Con l’aumento dei volumi di traffico e il persistere delle anomalie, è stato necessario introdurre misure di regolazione dei flussi e ridurre il numero di aeromobili in movimento. Le operazioni per individuare la causa del problema e ripristinare la piena operatività della rete sono proseguite nel corso della giornata.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “Ricandidatura Malagò? È un tema che lascio alla Lega così come alle altre componenti. La mia preoccupazione è semplicemente che questo sistema ancora una volta riesca a trovare armonia e sintonia nella diversità delle componenti”. Lo ha detto il ministro per lo sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine dell’incontro ‘Giovani e sport’ organizzato al Salone d’Onore del Coni dal direttivo della Conferenza nazionale Anci dei presidenti dei Consigli Comunali, rispondendo a chi chiede se siano maturi i tempi per la ricandidatura di Malagò alla presidenza Figc, in vista delle elezioni del 14 dicembre. L’auspicio del ministro in tal senso è che “le nazionali raggiungano risultati ma anche che si consolidi la base, perché riprenda la sua spinta propulsiva e il movimento femminile cresca. Per il resto faccio quello che posso dal punto di vista normativo per migliorare l’efficienza del sistema, ma le scelte sono individuali e vanno rispettate qualunque esse siano”, conclude Abodi.
(ITALPRESS).
mec/ari/gtr
TARANTO (ITALPRESS) – Anziani affetti da gravi patologie fisiche e psichiche abbandonati a se stessi, maltrattati e persino derubati dei propri risparmi. È quanto scoperto dai Carabinieri del NAS nel corso di un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, che ha portato all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a una denuncia a piede libero per ricettazione. Gli investigatori hanno fatto luce sulla gestione di una residenza per anziani del tutto abusiva, priva di autorizzazioni e diretta da un sedicente operatore socio-sanitario (OSS). All’interno della struttura, gli ospiti vivevano in condizioni di totale disumana incuria e in assenza di qualsiasi tipo di assistenza medica o infermieristica.
pc/red
CATANIA (ITALPRESS) – Gli agenti della squadra a cavallo della Questura, insieme ai medici del servizio Veterinari del Dipartimento di prevenzione dell’Asp, hanno scoperto una stalla abusiva nel Villaggio Sant’Agata, a Catania. Passando davanti ad un locale, i poliziotti hanno avvertito un forte odore di letame che si sprigionava dall’interno, per cui hanno intuito che potesse esservi stabulato qualche animale detenuto in cattive condizioni igieniche. Immediatamente, è scattata la richiesta d’intervento ai Vigili del Fuoco per permettere l’accesso nel locale. Come ipotizzato dai poliziotti, la struttura era stata adibita a stalla abusiva in cui era detenuto un cavallo di circa sette mesi in precarie condizioni di salute, come accertato dal medico veterinario. La stalla è risultata priva dei necessari requisiti per garantire il benessere dell’animale, costretto a vivere in spazi angusti e con tetti molto bassi. Durante gli accertamenti è emersa anche la mancanza del bevitore automatico, necessario per favorire la pronta idratazione dell’animale. Il puledro non era stato mai censito e, pertanto, il medico ha applicato il microchip identificativo. Dopo pochi minuti, si è presentato nel locale il proprietario, un 19enne catanese, che aveva costruito la stalla senza alcuna autorizzazione, proprio accanto alla sua abitazione, occupando parte della sede stradale. Al termine di tutti i riscontri, l’uomo è stato multato per 6.500 euro ed è stato denunciato per maltrattamento di animali. vbo/gtr
MILANO (ITALPRESS) – “Io credo che la Lombardia sia una partita molto difficile, anche affascinante, ma oggi con questo peso di questa lunga esperienza da Expo in poi, immaginare di rilanciare su un altro impegno operativo vero mi farebbe paura, ma in ogni caso un contributo lo vorrei senz’altro dare”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della presentazione della Rete degli Spazi ibridi meneghini, rispondendo a chi gli chiedeva se preferirebbe correre per il Pd come capolista a Milano per il Senato o essere il candidato alla presidenza di Regione Lombardia. Riguardo alcuni sondaggi che danno il campo largo in vantaggio in Lombardia alle politiche con l’applicazione della nuova legge elettorale, il sindaco ha sottolineato: “I sondaggi contano quel che contano e io sconsiglio a tutti i nostri di ascoltare i sondaggi. Mettiamola così, tutte le partite sono giocabili, ma dimentichiamoci un attimo i sondaggi”. (ITALPRESS)
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Al via su Amazon il preordine di iPhone Duo, con la possibilità di prenotare lo smartphone pieghevole di Apple al prezzo minimo garantito.
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Scade il 30 di ottobre - L'Arma dei Carabinieri promuove una selezione pubblica rivolta ai giovani in possesso di titolo di laurea nelle aree scientifica, umanistica, sanitaria o ambientale. Segnaliamo un'importante opportunità professionale: l'Arma dei Carabinieri ha pubblicato il 1° concorso straordinario per il reclutamento di 400 Allievi Marescialli. Si tratta della prima selezione nella storia dell'Istituzione riservata specificamente a giovani che hanno conseguito un titolo di laurea. L'iniziativa mira a valorizzare le competenze accademiche e professionali dei candidati mettendole a disposizione della collettività.
Scade il 30 di ottobre - L'Arma dei Carabinieri promuove una selezione pubblica rivolta ai giovani in possesso di titolo di laurea nelle aree scientifica, umanistica, sanitaria o ambientale. Segnaliamo un'importante opportunità professionale: l'Arma dei Carabinieri ha pubblicato il 1° concorso straordinario per il reclutamento di 400 Allievi Marescialli. Si tratta della prima selezione nella storia dell'Istituzione riservata specificamente a giovani che hanno conseguito un titolo di laurea. L'iniziativa mira a valorizzare le competenze accademiche e professionali dei candidati mettendole a disposizione della collettività.

Un disegno di legge estende ad altri settori l'obbligo di garantire un servizio di assistenza clienti tramite persone fisiche, quindi non solo chatbot.
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ROMA (ITALPRESS) – Una petroliera con circa 40mila tonnellate di gasolio russo a basso tenore di zolfo è diretta verso il Marocco. Lo riporta al Arabiya. La spedizione segna la ripresa delle esportazioni di prodotti petroliferi da parte di Mosca, dopo intese con gli Stati Uniti che hanno portato a un allentamento parziale delle restrizioni sul commercio di derivati del petrolio russo.
Secondo i dati del London Stock Exchange Group, la nave è stata caricata martedì scorso nel porto di Primorsk, sul Mar Baltico, e ha poi preso il largo in direzione del Regno. Non sono stati resi noti né l’identità della società importatrice, né il porto di scarico previsto, né il valore commerciale del carico o la data di arrivo nei porti marocchini. Si tratta di una delle prime operazioni di esportazione registrate dopo l’allentamento parziale delle restrizioni russe sulle esportazioni di gasolio, entrato in vigore il 10 ottobre.
L’arrivo della nave coincide con un nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti nelle stazioni di servizio marocchine: all’inizio di ottobre il costo del litro ha superato i 16,3 dirham. Il Marocco non è alla prima esperienza di importazioni di gasolio russo. Già nel 2023 il Paese aveva aumentato gli acquisti da Mosca, approfittando della riorganizzazione dei flussi commerciali petroliferi globali successiva all’invasione dell’Ucraina e al divieto dell’Unione europea sull’importazione via mare di prodotti petroliferi russi.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – E.ON Italia si insedia a Horizon nel cuore di MIND – Milano Innovation District, con una nuova sede in uno dei principali ecosistemi italiani dedicati all’innovazione e alla ricerca. Un’inaugurazione che rafforza il legame con il distretto, dove l’azienda – attraverso E.ON Energy Infrastructure Solution – contribuisce allo sviluppo energetico di MIND con ectogrid, il sistema che integra infrastrutture energetiche e gestione digitale per coordinare i fabbisogni di riscaldamento e raffrescamento degli edifici.
fsc/gsl
(video in collaborazione con E.ON)

Con NordVPN è possibile accedere alla migliore VPN da attivare per unna connessione veloce e illimitata da 10 dispositivi in contemporanea.
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MILANO (ITALPRESS) – Riciclabilità dei materiali, riduzione dell’impronta di carbonio, minore peso delle strutture e maggiore efficienza nella costruzione. E, anche, maggiore sicurezza. Sono i principali vantaggi dei sistemi a base gesso, secondo Luca Sironi, presidente di Assogesso, che sottolinea le potenzialità di queste soluzioni per un’edilizia più sostenibile e performante. “Un sistema a secco è intrinsecamente riciclabile al 100%, smontabile, demolibile, con evidenti vantaggi”, afferma Sironi in un’intervista a Italpress.
col5/gsl



Proton Pass permette di creare cartelle e sottocartelle per organizzare meglio password e altri dati, ma è necessario sottoscrivere l'abbonamento.
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Sei dipendenti di METR avranno accesso ai modelli Claude di Anthropic e pubblicheranno la valutazione dei rischi (con alcune limitazioni).
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IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – I ministri degli Esteri di Egitto, Palestina, Turchia, Gibuti, Libano, Libia, Yemen, Qatar, Giordania, Somalia, Malaysia, Indonesia, Arabia Saudita, Kuwait, Algeria, Oman, Siria, Sudan e Pakistan hanno condannato fermamente e respinto con decisione l’apertura dell’ambasciata colombiana a Gerusalemme.
Secondo la dichiarazione congiunta, la decisione contravviene alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e compromette gli sforzi internazionali volti a raggiungere una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati. I ministri hanno ribadito che qualsiasi misura o decisione volta a modificare lo status giuridico o storico di Gerusalemme Est occupata, o a riconoscerla come capitale di Israele, è nulla e priva di effetti giuridici.
Tale posizione è in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in particolare le risoluzioni 476 e 478 del 1980, che respingono i tentativi di modificare il carattere e lo status della città e invitano gli Stati a ritirare le proprie missioni diplomatiche da Gerusalemme, parte dei territori palestinesi occupati nel 1967.
I ministri hanno infine esortato il governo colombiano a riconsiderare e revocare la decisione, rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e astenersi da misure che ledano i legittimi diritti del popolo palestinese, compreso quello di istituire uno Stato palestinese indipendente e sovrano con Gerusalemme Est come capitale.
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(ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – Per il settore della gomma in Italia il 2026 è stato finora un anno di luci e ombre, tra segnali positivi e difficoltà legate ai costi dell’energia e alle crisi geopolitiche internazionali. A fare il punto è Giovanni Panico, direttore di Assogomma, in un’intervista all’Italpress.
sat/gsl

La portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia ha dichiarato giovedì sera a Fox News che il risultato dell’esame di abilitazione alla professione forense in California, che non aveva superato nel 2011, era “irrilevante”, dal momento che all’epoca si stava preparando a trasferirsi in Cina. Le dichiarazioni arrivano mentre cresce l’attenzione sulle sue qualifiche professionali in ambito legale e sulle ripetute affermazioni di essere un avvocato.
LEGGI ANCHE: “Lawyer sì, attorney no”: il caso di Katie Zacharia e il significato dei titoli legali negli Usa
Hannity ha messo in discussione anche la distinzione fatta da Zacharia tra lawyer e attorney, chiedendole perché non avesse semplicemente dichiarato “Non ho mai esercitato la professione legale” o ammesso di aver sostenuto una sola volta l’esame di abilitazione, senza superarlo.
La portavoce ha spiegato di non aver mai ripetuto l’esame dopo essere tornata negli Stati Uniti perché aveva avuto quattro figli nell’arco di sei anni e non aveva intenzione di esercitare la professione forense.
Ha aggiunto di aver “consultato avvocati e altri professionisti del settore legale” prima di presentarsi come lawyer durante le apparizioni televisive. Zacharia ha spiegato che alla base di questa scelta c’erano il titolo di studio conseguito alla Pepperdine University e la sua “concreta esperienza in ambito legale“.
“Non venivo pagata per fornire consulenza legale. Mi limitavo a offrire un’analisi generale delle circostanze giuridiche relative alla questione”, ha aggiunto.
Hannity ha incalzato Zacharia anche sulla sua prima apparizione nella sala stampa della Casa Bianca, martedì, che aveva ricevuto numerose critiche. La portavoce ha spiegato di aver accettato l’incarico soltanto pochi giorni prima della sua prima conferenza stampa e di essersi “messa in gioco” con pochissima preparazione, avendo ricevuto il materiale informativo soltanto martedì mattina.
Quando il conduttore di Fox News le ha chiesto se ritenesse che lo staff della Casa Bianca avrebbe potuto prepararla meglio, Zacharia ha risposto: “Avrei potuto limitarmi a una breve presentazione… Invece di rispondere alle domande, probabilmente avrei dovuto farmi da parte”. Ha inoltre affermato di ritenere di aver fatto “del suo meglio”, nonostante la preparazione limitata.
In un’intervista rilasciata a Real America’s Voice nella giornata di giovedì, Zacharia ha dichiarato: “Gran parte delle informazioni errate e delle incomprensioni… riguarda il fatto che mi sia definita lawyer. Ho consultato a lungo molte persone del settore, chiedendo: ‘È corretto e accettabile che io mi definisca lawyer, e non attorney at law, e che fornisca analisi giuridiche, non consulenze legali?’. Tutti, senza eccezioni, mi hanno risposto: ‘Assolutamente sì'”.
L’articolo Katie Zacharia dice che il risultato dell’esame di abilitazione era “irrilevante” e di non aver mai ripetuto la prova è tratto da Forbes Italia.


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In seguito a un forte terremoto, la crosta terrestre subisce dei cambiamenti, che includono una variazione temporanea della velocità delle onde sismiche dovuta alle modifiche delle proprietà elastiche delle rocce, e che possono essere osservati attraverso tecniche come l’interferometria passiva [Claerbout, 1968]. Vediamo in questo approfondimento cosa ha rivelato questa tecnica sul comportamento della crosta terrestre durante la sequenza sismica di Amatrice-Visso-Norcia del 2016-2017, anche in relazione al terremoto che nel 2009 colpì L’Aquila, in una parte dell’Appennino centrale solo poco più a sud.
Dalla nascita della sismologia moderna, l’obiettivo principale è stato quello di analizzare i sismogrammi per identificare le forme d’onda associate ai terremoti, al fine di determinare con precisione i tempi di arrivo delle varie fasi e di caratterizzare le sorgenti sismiche o il mezzo attraversato. Tuttavia, a partire dagli anni 2000, grazie al miglioramento della capacità di archiviazione dei dati e della potenza di calcolo, si è rivolta l’attenzione anche alla porzione più estesa del sismogramma, finora trascurata: il segnale del rumore sismico, o vibrazione di fondo del pianeta [Brenguier et al., 2008]. Si è compreso che questa componente può fornire informazioni utili sulle proprietà meccaniche della crosta terrestre al di sotto delle stazioni sismiche che le hanno registrate, permettendo di monitorare dinamiche e cambiamenti del sottosuolo nel tempo.
In questo contesto, una tecnica chiamata interferometria passiva permette di ricostruire la struttura di velocità del sottosuolo senza dover fare affidamento solo sulle onde sismiche generate dai terremoti. Questa metodologia si basa sulla correlazione del rumore sismico ambientale registrato da coppie di sensori, che consente di ricostruire la propagazione delle onde tra le due stazioni come se una di esse agisse da sorgente sismica virtuale. In altre parole, il rumore sismico, anziché essere un disturbo da eliminare, diventa un segnale prezioso da cui estrarre informazioni sul sottosuolo. In questo modo è possibile ricavare informazioni sulle proprietà meccaniche del mezzo attraversato e seguirne l’evoluzione nel tempo mediante un monitoraggio continuo e non invasivo, particolarmente utile per studiare i processi di danneggiamento e il successivo ripristino delle condizioni pre-terremoto del sottosuolo.
Il rumore sismico utilizzato in questo tipo di analisi è costituito principalmente da segnali continui di origine naturale, generati dall’interazione tra il moto ondoso e il fondo oceanico. Queste vibrazioni si propagano attraverso la Terra e vengono registrate pressoché ovunque dalle reti di monitoraggio sismico, fornendo una sorgente persistente e distribuita nello spazio e nel tempo che rende possibile l’applicazione dell’interferometria passiva in molte aree del pianeta.
Il terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 aprile 2009 (Mw 6.1) ha rappresentato un importante banco di prova per l’applicazione dell’interferometria sismica passiva in Italia. Per la prima volta questa tecnica è stata utilizzata per monitorare l’evoluzione delle proprietà della crosta più superficiale dopo un grande terremoto [Zaccarelli et al., 2011]. Le osservazioni (Figura 1) hanno mostrato una diminuzione immediata della velocità delle onde sismiche subito dopo il terremoto (maggiore alle alte frequenze e indicativa di un danneggiamento degli strati più superficiali della crosta), e successivamente un lento aumento della velocità verso i valori pre-evento.

Sette anni dopo il sisma de L’Aquila, l’Appennino centrale è stato colpito da una nuova e intensa sequenza sismica. Il 24 agosto 2016 un terremoto di magnitudo Mw 6.0 ha colpito Amatrice. Sono seguiti i forti eventi di Visso (26 ottobre, Mw 5.9), di Norcia (30 ottobre, Mw 6.5) e di Capitignano (18 gennaio, Mw 5.5): complessivamente, la sequenza ha prodotto oltre 110.000 terremoti in tre anni.

L’analisi di due anni di rumore sismico registrato da una rete di 28 stazioni distribuite entro circa 90 km da Amatrice (Figura 2) ha mostrato che ciascuno degli eventi principali della sequenza ha provocato una brusca riduzione della velocità delle onde sismiche nella crosta (Figura 3). Nei mesi successivi si è osservato un graduale aumento delle velocità delle onde sismiche, tanto che alla fine del 2017 circa il 75% della perturbazione indotta dai terremoti era già stato recuperato, indicando un ripristino delle condizioni pre-sisma relativamente rapido [Soldati et al., 2019].

Dal confronto con il terremoto de L’Aquila (Figura 4) emerge una differenza significativa: nel 2009 il ripristino delle velocità delle onde sismiche è stato molto più lento, con appena il 30% della perturbazione riassorbito a quattro anni di distanza [Soldati et al., 2015]. Questa differenza potrebbe essere legata alle diverse caratteristiche geologiche e strutturali delle aree coinvolte [Cosentino et al., 2010] e alle differenze nel contenuto in fluidi delle rocce crostali.
Il sistema di faglie attivato dalla sequenza di Amatrice-Visso-Norcia ha interessato un settore dell’Appennino centrale caratterizzato da rocce sedimentarie e porose. Lo scuotimento prodotto da un evento sismico genera la mobilizzazione dei fluidi presenti nei pori; questo favorisce la coalescenza delle bolle o delle fasi fluide, con conseguente aumento della dimensione effettiva dei pori e riduzione della velocità delle onde sismiche. Tuttavia, il successivo processo di “guarigione” (ovvero il recupero della velocità ai livelli pre-terremoto) è favorito dalle caratteristiche strutturali di queste rocce: la combinazione di un minor contenuto di fluidi (relativamente ad altre aree dell’Appennino) e di una loro rapida migrazione favorita dall’alta permeabilità permette un più veloce processo di chiusura delle fratture, di rilassamento dello stress e di riequilibrio del sistema, portando a un recupero estremamente rapido delle condizioni crostali originarie.
Al contrario, se vi fosse una grande quantità di fluidi, il flusso e la pressione interna manterrebbero le fratture aperte molto più a lungo, prolungando il danno crostale. È quello che è successo per la sequenza aquilana: la regione interessata si trovava su una piattaforma carbonatica caratterizzata da grandi volumi di fluidi in condizioni di sovrapressione. La pressione nei pori e il flusso dei fluidi hanno ostacolato la chiusura delle fratture generate dal terremoto, mantenendole aperte e pressurizzate per molto tempo; perciò il danno alla crosta in questo caso si è protratto molto più a lungo.

Un’ulteriore differenza risiede nell’evoluzione spaziale degli eventi: durante la sequenza de L’Aquila del 2009 la sismicità si è concentrata su un’area ristretta, che ne ha ostacolato il rapido recupero. Al contrario, la sequenza in Italia centrale del 2016-2017 ha visto i suoi terremoti principali spostarsi geograficamente nel corso dei mesi (verso nord e poi verso sud), permettendo a ciascun segmento di faglia di iniziare più rapidamente il processo di chiusura delle microfratture e di rilassamento dello stress.
Ma c’è anche un punto in comune fra i due casi: l’andamento della velocità delle onde sismiche dopo il terremoto è ben descritto da una combinazione di funzioni lineari e logaritmiche. Questo suggerirebbe che il recupero delle proprietà della crosta sia dovuto all’azione combinata di meccanismi che agiscono su tempi diversi: lo scorrimento post-sismico (afterslip) lungo la faglia e il rilassamento viscoelastico delle rocce circostanti.
L’effetto dei terremoti non si esaurisce nel momento della rottura della faglia; anche dopo la scossa principale, la crosta continua a modificarsi e le proprietà delle rocce mutano nel tempo. Il rumore sismico ambientale, un tempo considerato solo un disturbo, è oggi uno strumento prezioso per osservare questa lenta evoluzione e per costruire modelli sempre più realistici dei processi che governano la dinamica crostale in relazione all’attività sismica.
A cura di Gaia Soldati, Lucia Zaccarelli, Licia Faenza, INGV.
Brenguier, F., Campillo, M., Hadziioannou, C., Shapiro, N. M., Nadeau, R. M., & Larose, E. (2008). Postseismic relaxation along the San Andreas fault at Parkfield from continuous seismological observations, Science, 321, 1478–1481. https://doi.org/10.1126/science.1160
Claerbout, J.F. (1968). Synthesis of a layered medium from its acoustic transmission response, Geophysics, 33 (2): 264–269. https://doi.org/10.1190/1.1439927
Cosentino, D., Cipollari, P., Marsili, P., & Scrocca, D. (2010). Geology of the Central Apennines: A regional review. Journal of the Virtual Explorer, 36(11), 1–37. https://doi.org/10.3809/jvirtex.2010.00223
Soldati, G., Zaccarelli, L., Faenza, L., & Michelini, A. (2015). Monitoring of crustal seismic velocity variations in the L’Aquila fault zone inferred from noise cross-correlation. Geophys. J. Int., 201, 604-611. https://doi.org/10.1093/gji/ggv172
Soldati, G., Zaccarelli, L., & Faenza, L. (2019). Spatio-temporal seismic velocity variations associated to the 2016-2017 central Italy seismic sequence from noise cross-correlation. Geophys. J. Int., 219, 2165–2173. https://doi.org/10.1093/gji/ggz429
Zaccarelli, L., Shapiro, N. M., Faenza, L., Soldati, G., & Michelini, A. (2011). Variations of crustal elastic properties during the 2009 L’Aquila earthquake inferred from cross-correlations of ambient seismic noise. Geophys. Res. Lett., 38, L24304. https://doi.org/10.1029/2011GL049750
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ROMA (ITALPRESS) – Le autorità siriane hanno annunciato l’arresto di Ali Kayali, noto anche come Mirac Oral (o Me’raj Oral), uno dei principali responsabili dei massacri compiuti durante gli anni della rivoluzione siriana. Secondo l’agenzia ufficiale Sana, i servizi di intelligence generale lo hanno catturato mentre tentava di fuggire attraverso il confine. Kayali aveva formato una milizia armata che operava a fianco delle forze del regime deposto e aveva partecipato alla repressione della popolazione, perpetrando diverse stragi, tra cui quelle di Al-Bayda e Ras al-Naba a Baniyas nel 2013.
Il consigliere presidenziale per gli affari mediatici, Ahmed Muwaffaq Zaidan, ha espresso soddisfazione per l’arresto e ha ribadito che la caccia ai responsabili di crimini contro i siriani proseguirà senza eccezioni. Secondo la Rete siriana per i diritti umani, il massacro di Al-Bayda ha provocato la morte di 264 civili (tra cui 36 bambini e 28 donne), mentre quello di Ras al-Naba ha causato 195 vittime civili (56 bambini e 43 donne). Testimonianze parlano di corpi abbandonati per strada, nei negozi e nelle cantine, di esecuzioni sommarie con armi da fuoco e da taglio e dell’incendio di abitazioni e cadaveri.
Le milizie legate a Kayali avrebbero compiuto altre stragi anche nelle campagne di Latakia, Aleppo e Idlib, con centinaia di morti e feriti. Oral, nato nel 1956 a Hatay (Turchia), è inoltre indicato come principale imputato del doppio attentato terroristico di Reyhanli (Hatay) del 2013, che costò la vita a 52 persone. Dopo la fuga dalla Turchia nel 1982 aveva goduto di privilegi speciali in Siria, anche grazie a legami familiari con la famiglia del presidente del regime deposto.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
LECCE (ITALPRESS) – Finti carabinieri contattano un’anziana e la convincono a consegnare i propri gioielli per evitare il carcere al figlio, ma il piano fallisce grazie all’intervento di un parente e al rapido inseguimento delle forze dell’ordine. I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno arrestato due uomini della provincia di Taranto, intercettati lungo la Tangenziale Ovest dopo il tentativo di raggiro a Lequile. La truffa è scattata con la classica telefonata d’emergenza: la falsa notizia dell’arresto del figlio e la richiesta immediata di denaro o oggetti preziosi per farlo liberare. Sotto forte pressione emotiva, la donna ha preparato il bottino per consegnarlo ai sedicenti militari. A rovinare i piani dei malviventi è stato l’arrivo del nipote dell’anziana.
pc/mca3 (fonte video: Carabinieri)

ROMA (ITALPRESS) – Il portavoce della Coalizione a sostegno della legittimità in Yemen, il generale di divisione Turki al-Maliki, ha annunciato l’intercettazione e la distruzione di un drone lanciato questa mattina verso la regione orientale del Regno dell’Arabia Saudita. La notizia arriva a poche ore dalla condanna espressa ieri dai membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro gli attacchi delle milizie Houthi che prendono di mira l’Arabia Saudita, compresi quelli contro l’aviazione civile e le infrastrutture energetiche, che hanno causato morti e feriti tra la popolazione civile. Il Consiglio ha ribadito la solidarietà verso Riad di fronte agli attacchi contro civili e beni civili sul suo territorio, riaffermando il diritto intrinseco dell’Arabia Saudita all’autodifesa ai sensi del diritto internazionale.
Gli abitanti della provincia di Taiz hanno organizzato nella notte una manifestazione di protesta nella rotonda Al-Awadi, nel centro della città, per denunciare il perdurare dei bombardamenti e dell’assedio imposto dagli Ansar Allah (Houthi) su Taiz. Lo riporta la Tv al Jazeera. Il blocco ha causato la chiusura delle strade e ha impedito l’arrivo degli aiuti alla popolazione. I partecipanti hanno chiesto l’intervento della comunità internazionale per far cessare le violazioni. Durante la protesta sono stati esposti striscioni contro le violazioni houthi ai danni dei civili e contro l’assedio che continua a colpire la città. I manifestanti hanno chiesto la fine dei bombardamenti, la rimozione delle restrizioni alla libera circolazione della popolazione, l’accesso ai beni di prima necessità e la classificazione del gruppo Houthi come “organizzazione terroristica”.
Il portavoce delle forze governative yemenite ha pubblicato venerdì sul proprio account X delle immagini che, a suo dire, documentano operazioni di attacco contro siti e mezzi militari del gruppo Ansar Allah (Houthi), nell’ambito dell’operazione “Fajr al-Yemen” (Alba dello Yemen). I video mostrano colpi diretti contro postazioni e veicoli.
Secondo il portavoce, le azioni hanno colpito comandanti sul campo, rinforzi e assetti militari houthi, con l’obiettivo di smantellare le loro capacità e rimuovere le fonti di minaccia, in conformità con il piano operativo. Le forze del governo yemenita sono impegnate in violenti scontri nel tentativo di riconquistare posizioni sul Mar Rosso. Il terreno del litorale occidentale svolge un ruolo decisivo nelle operazioni in corso: montagne, alture e passaggi, da ostacoli all’avanzata, si trasformano in punti di forza per chi ne mantiene il controllo.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
La Procura di Sciacca, riferisce il Giornale di Sicilia, ha chiuso le indagini su Ignazio e Paolo La Bella, 68 e 41 anni, indagati per aver lasciato sul terrazzo, esposti al sole, nove cani: quattro i cuccioli deceduti. Il pm ha chiesto il giudizio immediato per il reato di maltrattamento di animali dal quale è derivata la morte. I cani sopravvissuti vivono oggi una nuova vita grazie alla ><lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.
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Google aggiorna AI Mode e AI Overview. I link inseriti direttamente nel testo compariranno più in alto e più spesso. Ecco tutte le novità.
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Lo speaker Buetooth JBL Flip 7 offre un suono potente che arriva a grande distanza, ha un design robusto e impermeabile ed è in offerta al 34%.
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La nuova integrazione tra ChatGPT e Chrome permette all'AI di accedere alle informazioni contenute nelle schede del browser aperte.
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Elon Musk ha presentato la nuova Tesla Roadster: c'è anche la versione con propulsori a gas ispirati a quelli dei razzi di SpaceX.
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Nuovo aggiornamento dei multiplex all'interno del digitale terrestre che ha toccato le frequenze nazionali per la sintonizzazione dei canali.
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Brilla di verde chartreuse, completamente naturale proprio come il noto liquore francese, la nana bianca WD J1330+6435. A darle questo colore, però, non sono erbe, fiori, radici o spezie, ma un’atmosfera ricca di calcio, litio e sodio – elementi che la stella avrebbe rubato al proprio sistema planetario, opportunamente stimolati dai 4000 gradi della sua fotosfera. Secondo un nuovo studio dell’Università di Warwick, però, se ne potrebbero vedere di tutti i colori, di nane bianche. Rosa, viola, giallo, ma anche azzurro e verde. Colori che le comuni stelle non possono assumere e che, statisticamente, caratterizzerebbero una nana bianca su trenta. I risultati sono stati pubblicati ieri su RAS Techniques and Instruments.

Immagini simulate con colori realistici di nane bianche. Pannelli in alto a sinistra: Sirio B è la nana bianca più vicina al Sistema Solare, con un’atmosfera calda a base di idrogeno che le conferisce un colore azzurro pallido. WD J1147-7449 è invece tra le nane bianche vicine più fredde, il che le conferisce uno spettro privo di caratteristiche distintive e un aspetto arancione. Pannelli in alto a destra: gli involucri convettivi di queste nane bianche fredde hanno trasportato il carbonio dai loro nuclei verso le loro dense atmosfere dominate dall’elio, formando molecole di carbonio biatomiche che danno origine a varie sfumature di rosa. Pannelli in basso: l’accrescimento di detriti rocciosi provenienti dai sistemi planetari delle nane bianche arricchisce le loro fredde atmosfere di elio con elementi quali calcio, magnesio e sodio. Le diverse quantità e composizioni del materiale accresciuto e le temperature delle nane bianche consentono una vasta gamma di colori, compreso il verde. In realtà tutte le stelle sarebbero molti milioni di volte più luminose di quanto sia possibile mostrare sullo schermo. Crediti: Mark Hollands/Università di Warwick
Le stelle “normali”, quelle che si trovano nella sequenza principale, appaiono ai nostri occhi di un colore che dipende unicamente dalla temperatura della loro fotosfera. Gli astronomi le hanno divise in sette tipi spettrali, con colori che vanno dal bianco-blu nelle più calde, al giallo nelle stelle come il Sole, fino al rosso nelle stelle più fredde. Si pensava che anche le nane bianche, densi resti lasciati dalle stelle simili al Sole al termine della loro vita, seguissero la stessa regola. Devono il loro nome al fatto che i primi esemplari individuati erano sorprendentemente caldi e brillavano di luce bianca o azzurro pallido. Ma, secondo gli autori del nuovo studio, se potessimo osservarle da vicino, alcune brillerebbero di colori come il verde, il rosa, il ciano, il giallo e il viola.
«La maggior parte delle stelle, comprese quasi tutte le nane bianche, si comporta come un “radiatore perfetto”, perciò il loro colore dipende quasi interamente dalla temperatura. Ma nessuno aveva davvero approfondito quali altre possibilità potessero esistere per le nane bianche», spiega Mark Hollands, ricercatore del programma Warwick Prize Fellow nel gruppo di astronomia e astrofisica dell’Università di Warwick, primo autore dello studio. «A quanto pare, queste stelle incredibilmente dense possono produrre colori che nessuno si aspettava, e alcuni mi hanno davvero sorpreso».
In verità, nessuna nana bianca è abbastanza vicina alla Terra da consentirci di osservarne direttamente il colore, come facciamo con le altre stelle. Se in una notte serena guardiamo Betelgeuse, la famosa supergigante rossa nella costellazione di Orione, non avremo dubbi sul fatto che appare rossa. Per capire di che colore vedremmo una nana bianca, invece, bisogna partire dal suo spettro di luce. Così facendo, i ricercatori hanno scoperto che i colori di questi corpi celesti si distribuiscono in gruppi distinti, e che a creare le stranezze cromatiche sarebbe la loro atmosfera. O meglio, la sua densità. Le atmosfere delle nane bianche più fredde possono infatti raggiungere una densità di circa un grammo per centimetro cubo, paragonabile a quella dell’acqua e milioni di volte superiore a quella della fotosfera del Sole, ad esempio. In queste condizioni, gli elementi chimici presenti – anche se soltanto in tracce –, come carbonio, calcio e sodio, interagiscono con il plasma denso di elio circostante e assorbono la luce in una gamma di colori più ampia rispetto a quanto accade a densità inferiori. Questo altera il colore della stella, allontanandolo dal bianco, dall’arancione e dall’azzurro tipici di un radiatore perfetto.

Stella verde: la fredda nana bianca WD J1330+6435 ha accumulato nella propria atmosfera materiale roccioso ricco di sodio proveniente dal proprio sistema planetario. L’immensa densità atmosferica fa sì che il sodio assorba la luce in un ampio intervallo di lunghezze d’onda gialle, arancioni e rosse, conferendo a WD J1330+6435 un aspetto spettrale di colore verde. Stella rosa: La nana bianca fredda WD J0902+2010 presenta una profonda zona di convezione all’interno del proprio involucro esterno dominato dall’elio. La zona di convezione ha raggiunto il nucleo della nana bianca, portando il carbonio interno in superficie e formando molecole di carbonio. Queste molecole di carbonio assorbono fortemente la luce in tutto lo spettro ottico, comprese le lunghezze d’onda blu, verdi e gialle, facendo sì che WD J0902+2010 appaia rosa all’occhio umano. Crediti: Mark A. Garlick/Università di Warwick
L’esempio più sorprendente è proprio WD J1330+6435, una nana bianca con una temperatura di circa 4000 gradi Celsius che ha accumulato materiale roccioso proveniente dal proprio sistema planetario. Questo processo ha arricchito la sua atmosfera di calcio, litio e sodio, conferendole, secondo i modelli elaborati dal gruppo, un aspetto verde chartreuse. A risultare determinante sarebbero, in particolare, le tracce di sodio, che assorbono la componente arancione dello spettro, lasciando passare quella verde-gialla. Per quanto ne sappiano i ricercatori, non è mai stata documentata in modo attendibile alcuna altra stella, viva o morta, che appaia verde. All’estremo opposto – non me ne vogliano i daltonici – si fa notare WD J1011+2845, la stella più rossa mai registrata. Si tratta di una nana bianca relativamente vicina, a soli 48 anni luce dalla Terra, che possiede una profonda zona convettiva che ha portato in superficie carbonio proveniente dal nucleo. Le molecole di carbonio così emerse sono in grado di concentrare tutta la luce stellare a lunghezze d’onda superiori a 600 nanometri, producendo un intenso bagliore rosa salmone, che non ha eguali tra le stelle ordinarie.
Terminiamo con un po’ di statistica, per non far passare l’idea che tutte le nane bianche là fuori siano, riprendendo il titolo dell’articolo scientifico, “any colour you like“. Analizzando un campione rappresentativo di 151 nane bianche locali vicine alla Terra (entro un raggio di circa 65 anni luce), i ricercatori ne hanno trovate solo cinque con una colorazione insolita: due gialle e tre rosa. Una frazione di circa una su trenta. Delle altre 146 stelle hanno misurato la temperatura di colore, trovando una mediana di circa 6800 K, una temperatura che l’occhio umano percepisce come luce bianca. E che corregge l’idea finora diffusa secondo cui le nane bianche siano generalmente di colore blu. Concludendo, nonostante gli autori ci tengano a sottolineare che il numero di nane bianche colorate nell’universo (considerata la numerosità di questi oggetti stellari) sia elevato, possiamo affermare, con una punta di sollievo, nomen omen.
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Nella seduta del 15 ottobre, la Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio ha esaminato una modifica al piano paesaggistico del Comune di San Lorenzo di Sebato. La modifica prevede, tra le altre cose, l’inserimento di un corridoio naturale e di una zona di quiete: in concreto, il progetto riguarda il ponte verde previsto sul Kniepass, un importante corridoio faunistico, lungo il quale gli animali selvatici attraversano regolarmente la strada statale della Val Pusteria (SS 49). “Il ponte verde dovrebbe consentire agli animali selvatici di raggiungere in modo più sicuro i loro habitat naturali e, al tempo stesso, contribuire a ridurre gli incidenti con fauna selvatica. Affinché ciò funzioni, non dobbiamo solo realizzare il passaggio in sé, ma anche garantire la salvaguardia duratura degli habitat adiacenti. La modifica del piano paesaggistico del Comune rappresenta un segnale importante per l’ulteriore attuazione di questo progetto”, sottolinea l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima, Sviluppo del territorio Peter Brunner. Con il parere positivo della Commissione provinciale per il territorio e il paesaggio, è possibile gettare le basi per l’inserimento di tale misura nel piano paesaggistico del Comune.
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CATANIA (ITALPRESS) – “Dobbiamo utilizzare l’innovazione con trasparenza e corresponsabilità, mantenendo sempre un controllo umano”. Lo ha detto all’Italpress Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, intervenendo sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione e sulla necessità di tutelare il giornalismo intervenendo al Festival della Culturale Finanziaria 2026 organizzato a Catania.
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PALERMO (ITALPRESS) – “La Targa Florio è una gara unica, la gara più antica al mondo. Una grande accoglienza di pubblico e di appassionati qua a Palermo, ACI da sempre vicino alla Targa Florio, e ora ancora di più verso il futuro di questa gara”. Lo ha detto il presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa, per la cerimonia di partenza della Targa Florio Classica 2026: la manifestazione, realizzata in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia, è un appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi e Ferrari Tribute to Targa Florio con 200 straordinarie vetture al via dalla piazza Piazza Verdi, davanti al teatro Massimo a Palermo.
xd6/mrc/gsl
MILANO (ITALPRESS) – “Noi da un lato siamo anche un po’ forzati a cambiare, perché finché non cambiano le leggi a livello nazionale è inutile che continuiamo a cercare un confronto che rischia di diventare anche un po’ sterile con le posizioni della Procura”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine del Forum della rigenerazione a Milano in merito alla variante al Pgt. “Stiamo cercando di trovare una mediazione di buonsenso, che vuol dire che non possiamo negare i nostri principi e il nostro lavoro sulla rigenerazione, ma dobbiamo ovviamente ascoltare anche le critiche – ha sottolineato il primo cittadino -. Quello che stiamo facendo secondo me ha senso, però non posso che ribadire che una normativa quadro a livello nazionale continua a essere indispensabile, al di là di tutti i bei PGT che le città possono fare”, ha concluso.
xu9/mrc/azn
PALERMO (ITALPRESS) – “E’ una gara che racconta la Sicilia: nata in Sicilia, sviluppatasi in Sicilia, vissuta fino ad oggi intensamente in Sicilia, lungo un percorso che ne rivela fino in fondo le bellezze e la struggente orografia del territorio. Una gara che articoliamo adesso in due momenti della stagione: una per regolarità, un’altra riservata alle macchine storiche”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine della partenza della Targa Florio Classica 2026,da Piazza Verdi a Palermo. “Insomma, una gara che ha mutato pelle, ma ha mantenuto intatta la tradizione, la forza, la sua rappresentatività e l’identità di una regione – ha aggiunto Lagalla -. Il fatto che parta da questa piazza Massimo, dove il teatro racconta del Liberty, del Basile e dei Basile, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ci riporta a quella Sicilia dei Florio, a quella Palermo felicissima che intensamente stiamo lavorando per poter riportare ai fasti di un tempo”, ha concluso.
(ITALPRESS).
mrc/azn

X ha mantenuto l'impegno di rimuovere i contenuti illegali entro i tempi concordati, ma secondo Ofcom gli strumenti non sono molto efficaci.
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Le GIF arrivano nei commenti di YouTube, ma non tutti apprezzano la novità. Restano i dubbi su disponibilità e caricamento delle immagini.
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Un hacker avrebbe usato diversi modelli AI per attaccare le banche. A tradirlo sono state le conversazioni con Claude Code.
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Insieme a Fratelli d’Italia, al gruppo Ecr, Denis Nesci e tutti i parlamentari europei, riteniamo che l’Italia possa dare un contributo fondamentale per un’economia che sia veramente a servizio dell’uomo, un’economia sociale che abbraccia quindi, soprattutto, la difesa delle persone”. Così il viceministro per il Lavoro e le Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, a margine dell’incontro “Il Terzo settore in Europa”, organizzato dal gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) e dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Denis Nesci, presso il Parlamento europeo di Bruxelles.
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Il lavoro nell’ambito della tutela del Terzo settore che è stato fatto dal governo Meloni, soprattutto con la delega del viceministro Bellucci, ha portato alla luce un risultato eccezionale. Il governo italiano è stato capace di dare un esempio di quello a cui la costanza può portare”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Denis Nesci, organizzatore dell’incontro “Il Terzo settore in Europa”, in collaborazione con il gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti europei, in un punto stampa a margine della conferenza, presso il Parlamento europeo di Bruxelles.
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ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Emergenza carburanti, Autotrasporto minaccia lo stop
– Manovra da 23,5 miliardi, tagli alle spese dei Ministeri
– Summit Ue, “Molti Paesi indietro negli aiuti a Kiev”
– Trump “Per fucilazione killer Fort Hood niente diretta”
– Papa Leone, buona ripresa del polmone operato
– Stretta di Mattarella sulle Giornate Nazionali, “sono troppe”
– Istat, 5,4 milioni di persone in povertà assoluta
– “La Sicilia fa scuola”, a Palermo gli Stati Generali dell’Istruzione
– Previsioni 3B Meteo 16 Ottobre
azn
PALERMO (ITALPRESS) – Un gesto simbolico. A Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, istituzioni e medici si sono vaccinati insieme per dare il buon esempio e richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione in occasione della campagna antinfluenzale 2026-2027, che in Sicilia ha preso il via il 12 ottobre. A ricevere il vaccino tra gli altri l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, e il segretario regionale della Federazione italiana medici di medicina generale Luigi Tramonte.
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MILANO (ITALPRESS) – Il decreto sull’ex Ilva recentemente approvato dal Governo, “è un primo passo, ma il lavoro da fare è ancora molto”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis a margine dell’edizione XVII del forum dei giovani imprenditori di Confcommercio in corso a Milano. Per la prima cittadina del capoluogo ligure, “è un passo importante per la continuità produttiva di uno stabilimento che è in funzione, può produrre e produce un prodotto richiesto dal mercato. Questo è il primo tema, poi noi come amministrazione siamo a fianco dei lavoratori dal primo giorno, li abbiamo sostenuti, abbiamo avuto costante contatto coi commissari e con il governo”.
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ROMA (ITALPRESS) – In Europa oltre 10 milioni di persone lavorano nei servizi alla persona e alla famiglia, un comparto che rappresenta il 4% dell’occupazione complessiva. In Italia, nel 2025, i lavoratori domestici regolari sono stati più di 800 mila, a fronte di un tasso di irregolarità del 55,4%. È la fotografia emersa nel corso del convegno organizzato da Assindatcolf con la Federazione Europea EFFE presso il Parlamento Europeo di Bruxelles.
mgg/azn
CATANZARO (ITALPRESS) – Approda in Calabria il progetto di digital communication di Anas, un viaggio sulla rete stradale e autostradale per testimoniare l’impegno che quotidianamente il personale Anas mette nella gestione e nella manutenzione delle strade, ma anche nel completamento e potenziamento dei grandi itinerari, per un’Italia sempre più connessa.
fsc/azn
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Serve mettere al centro la competitività e salvaguardare le industrie europee, in un momento in cui Stati Uniti e Cina stanno giocando la partita e l’Europa purtroppo sta facendo solo l’arbitro”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dei suoi incontri con le istituzioni europee a Bruxelles. Commentando il dibattito sul quadro finanziario pluriennale Ue, Orsini ha sottolineato la necessità di incrementare il bilancio dell’Unione anziché ridurlo, indicando come priorità imprescindibili la coesione e il sostegno alla competitività industriale.
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La 1000 Miglia si prepara a correre anche nel mondo digitale. Il 12 ottobre, al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO), Roarington ha presentato Roarington World, una nuova piattaforma che porta le auto storiche in un ambiente virtuale, trasformandole in protagoniste di esperienze di guida, sfide e percorsi ispirati alla realtà.
Dalla strada allo schermo
La prima proposta è dedicata proprio alla “corsa più bella del mondo”: un paesaggio italiano ricostruito digitalmente, cinque vetture e una prova di regolarità nella quale non basta accelerare, ma occorre avvicinarsi il più possibile ai tempi imposti, fino al centesimo di secondo. La novità è anche nell’accessibilità. Per partecipare basta un browser: non serve l’installazione di un programma o avere un simulatore, sebbene quest'ultimo sia l'ambiente ideale per un'esperienza totalmente immersiva. Un modo per avvicinare al mondo delle auto da collezione un pubblico più ampio, senza rinunciare alla precisione e alla componente competitiva.
Chi c’è dietro Roarington
Roarington è un progetto di The Classic Car Trust (TCCT), organizzazione fondata dal collezionista Fritz Kaiser che punta a mettere in relazione collezionisti, musei, marchi e appassionati. Con sedi a Vaduz (Liechtenstein) e a Milano, la piattaforma vuole trasformare la storia dell’automobile in un’esperienza da esplorare, condividere e, in certi casi, guidare. L’obiettivo dichiarato è creare un ecosistema digitale dedicato alla cultura dell’auto storica, capace di affiancare esperienze virtuali, conoscenza e patrimonio automobilistico. Accanto al nuovo mondo accessibile via browser, la piattaforma comprende esperienze per simulatori di fascia alta, progettati da Roarington in collaborazione con Pininfarina e Zagato e realizzati in Italia per essere venduti ai collezionisti e al pubblico. Il progetto coinvolge realtà come 1000 Miglia, Mercedes-Benz e MAUTO, spaziando dalla guida virtuale alla valorizzazione della storia e del design. Testimonial d'eccezione e volto dell'iniziativa, il campione di Formula 1 Kimi Raikkonen, che si è inoltre cimentato in una dimostrazione di uno dei simulatori Roarington davanti al pubblico.
Il gemello digitale di un’auto reale
Uno degli elementi centrali della tecnologia Roarington è il Digital Twin, la riproduzione digitale di uno specifico esemplare, non soltanto di un modello automobilistico. Attraverso scansioni tridimensionali ad alta risoluzione e una documentazione fotografica approfondita, la piattaforma mira a registrare anche i dettagli e la patina che rendono ogni vettura diversa dalle altre. L’azienda dichiara una precisione di scansione fino a 0,1 millimetri e associa al gemello un identificativo univoco e un certificato di autenticità. La riproduzione può diventare guidabile grazie alla calibrazione di numerosi parametri, dal comportamento del motore alla trasmissione, dalla fisica di guida al suono. Una tecnologia pensata per conservare la memoria di un’automobile e trasformarla in un’esperienza interattiva. Questo sistema non si limita soltanto alle auto, ma sarà inoltre possibile visitare i musei dell'automobile più importanti: a breve sarà resa disponibile il museo Mercedes-Benz di Stoccarda "in metaverso".
Non solo 1000 Miglia
Roarington affianca a World anche l’International Classic Racing Challenge, un calendario internazionale di competizioni virtuali disputate nei sim hub collegati. Nel programma 2026 figurano prove di regolarità ispirate alla 1000 Miglia, gare di velocità al Nürburgring e una sfida in salita al Bernina. Sono annunciate inoltre esperienze dedicate a musei, marchi e collezioni. La scommessa è convincere anche chi preferisce ancora la meccanica da toccare, il rumore del motore e i chilometri veri. Roarington sostiene di non voler rimpiazzare il mondo fisico, ma ampliarlo: il successo dipenderà da quanto il digitale saprà alimentare la curiosità per le automobili reali, anziché diventare un fine in sé.






La Svezia ha annunciato che autorizzera’ l’abbattimento di 72 lupi nel 2027, su una popolazione stimata di 355 esemplari, suscitando la protesta degli ambientalisti. La decisione arriva dopo che lo scorso anno la giustizia aveva sospeso l’abbattimento di 48 animali. I lupi potranno essere uccisi in cinque contee vicine a Stoccolma tra il 2 gennaio e il 15 febbraio. “Poiche’ la popolazione di lupi scandinavi e’ ridotta e soffre di consanguineita’, la riduzione deve essere progressiva e accompagnata da misure volte a contrastarla”, hanno dichiarato i consigli amministrativi delle contee in un comunicato. La Societa’ svedese per la conservazione della natura ha definito la decisione “oltraggiosa”. “E’ scandaloso che un lupo su cinque in Svezia venga abbattuto quando la popolazione e’ gia’ gravemente minacciata”, ha dichiarato la presidente Beatrice Rindevall all’agenzia svedese Tt. “I nostri lupi soffrono gia’ di una forte consanguineita’ e questa caccia rischia di aggravare ulteriormente la situazione. E’ una scommessa insensata con una specie protetta e gravemente minacciata”.
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Microsoft ha illustrato i miglioramenti della nuova app Foto in Windows 11 che sarà disponibile per tutti gli utenti entro fine anno.
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Non perfettamente sferica, ma a forma di uovo, con un lato più allungato dell’altro. È la silhouette di Wasp-17b, un “gioviano caldo” situato a circa 1.300 anni luce dalla Terra, nella costellazione dello Scorpione; uno dei più grandi “puffy planets” mai scoperti.

La forma dell’atmosfera di Wasp-17b ricostruita con la tecnica del transit mapping. Il pianeta presenta un’ampia fascia di correnti a getto lungo l’equatore, con venti molto intensi che trasportano materia e calore dal lato diurno, costantemente irradiato dalla stella, a quello notturno, perennemente in ombra. Questa circolazione atmosferica contribuisce a determinare la caratteristica forma ovoidale del pianeta. Crediti: Engine House/Hannah Wakeford
A ricostruire per la prima volta i contorni dell’esopianeta e la forma tridimensionale della sua atmosfera è stato un team internazionale di ricercatori guidato dalla Cornell University, che ha sfruttato le capacità osservative del telescopio spaziale James Webb e un nuovo metodo di analisi chiamato transit mapping. I risultati dello studio, pubblicati ieri su Nature Astronomy, mostrano come l’intensa radiazione stellare e le correnti che ne derivano plasmino l’atmosfera del pianeta, confermando le predizioni teoriche e i modelli di simulazione.
I pianeti gassosi sono oggetti tridimensionali la cui forma è modellata dalla loro atmosfera. Ciò è ancora più evidente per i pianeti in rotazione sincrona, una condizione tipica dei gioviani caldi che orbitano estremamente vicini alla propria stella. Tali mondi, rivolgendo sempre la stessa faccia alla loro stella, possiedono un lato costantemente illuminato e uno perennemente in ombra. Questa condizione determina marcati gradienti orizzontali di temperatura, che possono modificare sia l’estensione verticale dell’atmosfera sia le condizioni chimiche al suo interno, determinando il contorno apparente del pianeta.
Mappare queste differenze permette dunque di ricostruire le variazioni della struttura atmosferica e di delineare la sagoma del pianeta. Le osservazioni spettroscopiche del lembo degli esopianeti durante il loro transito sul disco della stella consentono di indagare tali variazioni, assumendo che il raggio del pianeta sia uniforme lungo tutto il suo contorno. Tra le tecniche usate per questo tipo di indagini c’è l’eclipse mapping, che misura le variazioni di luce quando un pianeta passa dietro la propria stella ospite.

Illustrazione che mostra Wasp-17b in transito davanti alla propria stella. Crediti: Engine House/Hannah Wakeford
Sebbene queste osservazioni consentano di caratterizzare l’atmosfera nel suo complesso, non permettono di ricostruire le variazioni da una regione all’altra. Restituiscono infatti uno spettro di trasmissione che è solo la media delle proprietà atmosferiche lungo il contorno.
Per superare questo limite, come anticipato, il team ha utilizzato il metodo del transit mapping. Tracciando le variazioni della luce che attraversa l’orizzonte atmosferico da diverse angolazioni, la tecnica consente di determinare l’estensione e la composizione chimica dell’atmosfera, punto per punto lungo l’intero bordo. In questo modo è possibile mapparne le proprietà sia dall’equatore ai poli, sia tra i terminatori, ovvero le regioni di transizione tra il lato diurno e quello notturno, definendo la struttura esatta della sagoma planetaria.
«Invece di ipotizzare che il pianeta sia un cerchio con lo stesso raggio lungo tutto il perimetro, la nostra tecnica permette di ricavare la distanza dal centro al bordo in diversi punti. Siamo dunque in grado di percorrere l’intero profilo», ha spiegato Lili Alderson, ricercatrice alla Cornell University e prima autrice della ricerca. «In un certo senso, siamo passati dall’osservare un anello al capire esattamente dove si trovano le “gemme” lungo di esso».
La metafora delle gemme utilizzata dalla scienziata si riferisce proprio alla presenza di variazioni locali di quota nell’atmosfera, che si traducono in rigonfiamenti della sagoma e, dunque, in variazioni del raggio del pianeta. Se in una certa regione l’aria è molto calda, il pianeta sembra più grande e il suo raggio in quel punto aumenta. Al contrario, se in un altro punto l’aria si raffredda, l’atmosfera diventa più sottile, quindi il raggio in quella regione diminuisce.

A sinistra, rappresentazione grafica dei contorni di Wasp-17b (linee nere) presi a due diverse lunghezze d’onda e messi a confronto con l’ipotesi di un pianeta perfettamente circolare (linea grigia tratteggiata). I raggi estratti punto per punto lungo il lembo sono evidenziati dalle linee colorate. Al centro, l’andamento del raggio misurato attorno al bordo del pianeta al variare dell’angolo. A destra, grafici che mostrano la conversione delle variazioni di raggio nello spettro di trasmissione finale in funzione della lunghezza d’onda. Crediti: Alderson et al., Nature Astronomy, 2026
Una di queste gemme è stata trovata dai ricercatori proprio dove i modelli fisici ne prevedevano la presenza: nella fascia equatoriale del lato notturno di Wasp-17b. In questa regione, potenti venti trasportano il calore dal lato perennemente illuminato verso quello buio, provocando un rigonfiamento dell’atmosfera. Il risultato è un pianeta dalla forma asimmetrica e allungata, simile a un uovo.
La tecnica del transit mapping ha inoltre permesso di confermare altre caratteristiche di Wasp-17b: «la teoria prevede che i lati diurno e notturno di questi pianeti debbano avere una forte escursione di temperatura. Wasp-17b si inserisce perfettamente in questo trend. È esattamente in linea con quanto ci aspettavamo», osserva Alderson. «È stato inoltre importante confermare che molecole come l’acqua e l’anidride carbonica sono distribuite in modo piuttosto uniforme lungo tutto il lembo atmosferico».
«Il primissimo utilizzo di questa nuova tecnica mostra che la nostra comprensione di questi pianeti è corretta e che i diversi metodi a disposizione per studiarli restituiscono risultati concordanti», conclude Alderson. «In questo senso, le prospettive future sono molto promettenti: nei prossimi anni, infatti, queste tecniche ci permetteranno di studiare in profondità molti altri pianeti».
Per saperne di più:

Un servizio che collega ChatGPT alla sintesi vocale trasforma i documenti in audio da ascoltare in macchina, camminando o facendo altro.
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Con le nuove ottimizzazioni di Windows 11, Microsoft ha ridotto il consumo di memoria e migliorare l'esperienza sui PC con poca RAM.
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PALERMO (ITALPRESS) – La scuola siciliana guarda al futuro. A Palermo, gli Stati generali dell’istruzione diventano un’occasione di confronto tra istituzioni, mondo scolastico e studenti, per riflettere sulle sfide della formazione e sulle esigenze delle nuove generazioni. Un dialogo che passa anche dai linguaggi della comunicazione, sempre più digitali. La sfida è avvicinare adulti e ragazzi, superando le distanze e imparando ad ascoltarsi reciprocamente.
xd6/mgg/azn

Duecentocinquanta scienziate, scienziati e rappresentanti delle principali istituzioni di ricerca di tutto il mondo hanno celebrato l’inaugurazione del sottosistema del Large-Sized Telescope (Lst) presso il sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) – Nord, situato all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna). Il completamento dei quattro telescopi Lst segna una tappa fondamentale per le comunità mondiali dell’astrofisica e della fisica delle astroparticelle, e rappresenta un passo cruciale verso la piena operatività scientifica del Ctao, a cui hanno dato un contributo rilevante anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Il sottosistema sottosistema del Large-Sized Telescope (Lst) presso il sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) – Nord, situato all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna). Crediti: Lst Collaboration
Ciascun telescopio è dotato di uno specchio di 23 metri di diametro ed è equipaggiato con fotocamere all’avanguardia e ultraveloci. Progettati per rivelare i deboli lampi di luce Cherenkov prodotti dall’interazione dei raggi gamma ad altissima energia con l’atmosfera terrestre, i telescopi Lst sono gli strumenti più sensibili al mondo per l’osservazione dei raggi gamma a energie comprese tra circa 20 gigaelettronvolt (GeV) e diversi teraelettronvolt (TeV).
Questa straordinaria sensibilità è fondamentale per individuare sorgenti di raggi gamma remote e transitorie. Poiché i raggi gamma ad altissima energia vengono gradualmente assorbiti mentre attraversano l’Universo, la capacità dei telescopi Lst di rivelare raggi gamma fino alle più basse energie consente agli scienziati di esplorare sorgenti a distanze cosmologiche, di risalire più indietro nella storia cosmica e di osservare la rapidissima variabilità delle sorgenti gamma in dinamica evoluzione con maggiore accuratezza statistica.
Il pioniere Lst-1
Già a partire dal 2020, ancor prima del completamento dell’intero sottosistema, durante la sua fase di collaudo, il prototipo Lst-1 ha prodotto risultati di notevole portata. Tra questi rientrano le osservazioni di pulsar, gli studi sui nuclei galattici attivi a distanze cosmologiche e il rapido monitoraggio di fenomeni transienti come nove e lampi di raggi gamma (Grb).
Con l’affiancamento dei tre nuovi Lst (Lst-2, Lst-3 e Lst-4) all’esistente Lst-1, i quattro telescopi formano ora una vera e propria rete (sottosistema). Osservando simultaneamente da più direzioni il medesimo sciame di raggi gamma, i telescopi Lst offriranno una sensibilità nettamente superiore, una risoluzione angolare migliore e una ricostruzione dell’energia più precisa, aprendo un nuovo livello di accuratezza nello studio dell’universo a raggi gamma.
«Il completamento del sottosistema Lst è il culmine di oltre quindici anni di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica», ha dichiarato Masahiro Teshima, Principal Investigator della collaborazione Lst e portavoce del consorzio Ctao. «Questi telescopi ci permetteranno di esplorare alcuni degli ambienti più estremi dell’Universo, tra cui buchi neri supermassicci e stelle di neutroni, di indagare le possibili origini dei raggi cosmici e di contribuire alle ricerche sulla natura della materia oscura».
In viaggio verso l’universo primordiale
Gli Lst costituiscono il cuore a bassa energia di Ctao-Nord e offriranno un’opportunità unica per sondare l’universo, risalendo indietro nel tempo fino a circa 12 miliardi di anni fa, quando esso aveva meno di due miliardi di anni. La loro sensibilità ai raggi gamma di energia più bassa consentirà di individuare e studiare brillanti lampi di raggi gamma ad alto redshift, estendendo potenzialmente le osservazioni gamma a sorgenti con redshift fino a z~4 e fornendo nuove informazioni sull’Universo primordiale.
«Oggi si celebra un passo avanti importantissimo verso la realizzazione del Ctao, a cui l’Italia contribuisce con un patrimonio di capacità scientifiche, progettuali e industriali. L’Italia ospita a Bologna, presso l’Inaf, la sede centrale dell’Osservatorio internazionale e sta contribuendo alla realizzazione di gran parte dei suoi strumenti. Oggi l’attenzione è focalizzata sul sito nord, ma il nostro sguardo abbraccia l’intero Osservatorio: il contributo italiano è infatti particolarmente significativo anche nel sito sud, in Cile, attraverso la realizzazione di altri due Large-Sized Telescopes e ben 37 Small-Sized Telescopes, tutti in costruzione in Italia e destinati a Ctao-Sud», ha affermato Lucio Angelo Antonelli, dirigente di ricerca all’Inaf e co-principal investigator della collaborazione internazionale Lst. «Le prossime fasi di collaudo e integrazione nelle operazioni del Ctao porteranno questi strumenti a esprimere pienamente le loro capacità. È un passaggio decisivo verso le scoperte che attendiamo, ma soprattutto verso quelle che ancora non sappiamo immaginare».
«L’Infn partecipa allo sviluppo di questi nuovi telescopi fin dalle prime fasi di progettazione. Ha realizzato la struttura in fibra di carbonio che sostiene l’arco della camera e ha contribuito alla costruzione della camera stessa, oltre a sviluppare altri componenti meccanici ed elettronici di alta precisione, necessari per calibrare il sistema di puntamento. Finora il nostro contributo si è concentrato soprattutto sugli strumenti del sito nord di Ctao, ma ora, grazie ai finanziamenti del Pnrr del Ministero dell’università e della ricerca, stiamo dando assieme all’Inaf un grande contributo alla realizzazione delle camere dei telescopi del sito sud», spiega Mosè Mariotti, ricercatore dell’Infn responsabile nazionale del gruppo Infn in Ctao. «Nei prossimi due anni, quando i nuovi telescopi entreranno pienamente in funzione, la sensibilità aumenterà notevolmente, fino a un ordine di grandezza rispetto agli strumenti attuali: questo significa che potremo ottenere gli stessi risultati scientifici in un centesimo del tempo, aprendo nuove straordinarie possibilità di scoperta», conclude Mariotti.
Nei prossimi anni, gli Lst saranno sottoposti a collaudo e integrati nelle operazioni di Ctao. Insieme agli altri telescopi previsti per entrambi i siti dell’Osservatorio, affronteranno questioni fondamentali dell’astrofisica, della fisica delle particelle e della cosmologia, come la natura della materia oscura, l’origine dei raggi cosmici e la fisica degli acceleratori cosmici estremi.
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Per saperne di più:
MILANO (ITALPRESS) – Le nuove tariffe sui pacchi extra-Ue rischiano di penalizzare ulteriormente il cargo aereo italiano, già alle prese con il rallentamento dell’e-commerce e le difficoltà legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A lanciare l’allarme è Paolo Maderna, presidente di ANAMA, l’Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree, intervistato da Italpress. “Anche solo l’annuncio dei 2 euro di handling iniziali, fatto alla fine dell’anno scorso, aveva già portato una riduzione di più del 30% del traffico in Italia”, sottolinea Maderna, aggiungendo che “Molti traffici sono stati dirottati, quindi il sistema Italia ha perso traffico”.
col5/gsl
Trentasette serpenti velenosi e 55 lucertole nascosti in una valigia, anche dentro flaconi di shampoo e crema, scatole di plastica e calzini. E’ la scoperta fatta dai doganieri dell’aeroporto di Colonia nel bagaglio di un viaggiatore messicano di 45 anni, arrivato da Citta’ del Messico via Istanbul. Circa trenta animali non sono sopravvissuti al trasporto, senza acqua ne’ cibo. L’episodio risale a tre settimane fa ed e’ stato reso noto dalla dogana in un comunicato. Insospettiti dal “comportamento nervoso” dell’uomo, gli agenti lo avevano inizialmente sottoposto a un test antidroga, risultato positivo alla cocaina. La successiva perquisizione dei bagagli non ha pero’ portato al ritrovamento di stupefacenti, bensi’ degli animali vivi. “I miei colleghi all’aeroporto sono abituati a trovare ogni genere di souvenir nelle valigie, ma 37 serpenti velenosi vivi e 55 lucertole provenienti dal Messico non li avevamo mai visti”, ha dichiarato il portavoce della dogana di Colonia, Jens Ahland. L’uomo, diretto in Germania per una vacanza, ha spiegato che gli animali erano destinati a un conoscente brasiliano. Erano stipati nel bagaglio in violazione delle norme sulla protezione degli animali. Un veterinario chiamato sul posto ha prestato le prime cure, prima del trasferimento in un allevamento di rettili vicino a Braunschweig. Secondo un esperto della struttura, il carico comprendeva vipere, serpenti a sonagli, iguane, salamandre, diversi serpenti arboricoli e lucertole. “Ci colpisce vedere cio’ che alcune persone infliggono aglianimali per pura sete di profitto”, ha commentato Ahland. Il viaggio del quarantacinquenne si e’ concluso la mattina successiva: la polizia tedesca gli ha negato l’ingresso nel Paese, classificandolo come un “pericolo pubblico”, e l’uomo e’ ripartito per Istanbul.
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AGRIGENTO (ITALPRESS) – La giustizia è sempre più vicina ai cittadini anche nell’Agrigentino, con l’apertura di tre uffici di prossimità a Campobello di Licata, Racalmuto e Raffadali. La presentazione si è svolta al Tribunale di Agrigento nell’ambito della sesta Conferenza tematica del progetto promosso dal Ministero della Giustizia e realizzato dalla Regione Siciliana con il supporto di Formez.
xa9/fsc/gtr
ROMA (ITALPRESS) – Grande partecipazione per Rivoluzione EcoDigital, il convegno svoltosi a Palazzo Valentini, che ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti, innovatori e giovani startup per discutere le sfide della transizione ecologica e digitale, dell’intelligenza artificiale, del futuro del lavoro e della sovranità tecnologica. «Il successo dell’iniziativa dimostra che c’è una forte domanda di confronto e di proposte concrete. La sfida è garantire i diritti dei lavoratori, sia di quelli che rischiano di perdere il posto a causa dell’intelligenza artificiale, sia di quelli che operano nel settore digitale e che ancora oggi non dispongono di un contratto collettivo nazionale specifico», ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della Rete EcoDigital e presidente della Fondazione UniVerde. Di particolare rilievo gli interventi di Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, sul rapporto tra occupazione e intelligenza artificiale; Francesca D’Antuono, già co-presidente europea di Volt, sul diritto alla casa; e Valerio Rossi Albertini, divulgatore scientifico del CNR, sui temi dell’innovazione ecologica e il vicepresidente della commissione ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.Al confronto hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Chieti Giovanni Legnini e numerose realtà imprenditoriali innovative .
mgg/gsl

Un tribunale del Delaware ha confermato la violazione degli accordi da parte di Arm e stabilito un risarcimento di 2 dollari a favore di Qualcomm.
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Con largo anticipo rispetto all'uscita del gioco, Rockstar Games ha pubblicato il trailer di lancio per GTA 6: guardalo in streaming.
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Si torna a parlare di una possibile riduzione del canone Rai a 70 euro: la proposta non è definitiva e richiede ancora passaggi legislativi.
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“Siamo in emergenza climatica e siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione”. Fridays for Future torna in piazza con uno sciopero per il CLIMA che domani in Italia, da nord a sud, coinvolge circa venti centri. A Roma il corteo partirà alle 17 da Piramide per arrivare davanti al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Quest’estate in Europa abbiamo visto 35.000 morti in eccesso per le ondate di calore e solo nei prossimi mesi si stimano circa 450mila morti per il Super El Niño: siamo in emergenza climatica. I governi in tutto il mondo, dopo anni di campagne contro attivisti e a favore di chi causa la crisi climatica, ora non hanno parole per giustificarsi di fronte agli eventi meteorologici estremi che devastano i nostri territori”, sottolinea il movimento di protesta per la Giustizia climatica. “Prima non c’è acqua e si muore di caldo, poi ce n’è troppa e si muore travolti dalle alluvioni. Siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi, quelle a cui vogliamo bene, le più fragili. Le nostre città – evidenzia il movimento – sono diventate invivibili per tre mesi all’anno e, nonostante il solito negazionismo antiscientifico e deresponsabilizzante, tutti abbiamo chiaro che non possiamo stare a guardare mentre continuano le colate di cemento. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione, e luoghi di giustizia sociale e climatica, pianificate con e per chi le abita”. “La presenza capillare di spazi verdi e spazi naturali urbani è probabilmente una delle differenze più rilevanti fra la città presente e la città futura. Ridare spazio al suolo naturale, alla creazione di corridoi ecologici e alle aree umide significa offrire alla collettività benessere e servizi dal valore ecologico ed economico enormemente superiore a quelli provocati dal suolo sigillato. Eppure – continuano i Fridays for Future – il governo ha affossato il Piano di Ripristino della Natura. Nessun paese occidentale è preparato ad affrontare le conseguenze della catastrofe che sta avanzando, e mentre l’Europa brucia e i paesi del Sud Globale vengono sommersi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano, mentre frena lo sviluppo delle alternative democratiche come le Cers. Ci sono delle gravissime responsabilità, chi sta distruggendo il nostro pianeta deve pagare. Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato. Non chiederemo il permesso, ma continueremo ad organizzarci costruendo e realizzando manifestazioni e pratiche alternative, giorno dopo giorno. Il 16 ottobre ci mobiliteremo per manifestare in tutta Italia. Questo CLIMA non è vita” (
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Con un’ordinanza pubblicata il 15 ottobre, il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha accolto la richiesta cautelare presentata da alcune associazioni sospendendo l’efficacia del decreto con cui la Provincia autonoma aveva autorizzato l’uccisione del terzo lupo per il 2026, nei territori dei Comuni di Ultimo e Castelbello-Ciardes. Nel motivare la decisione, il Tribunale ha evidenziato che il decreto provinciale dell’11 settembre presenta possibili criticità, in particolare perché potrebbero non essere state svolte tutte le verifiche necessarie e perché le ragioni alla base dell’ordine di uccisione non sarebbero state spiegate in modo adeguato. Il provvedimento arriva nell’ambito del ricorso promosso dall’associazione contro il piano provinciale di uccisione di un massimo di tre lupi e i successivi decreti attuativi. La sospensione riguarda il decreto relativo al terzo lupo e non costituisce una decisione definitiva sulla legittimità dell’intero piano provinciale, che sarà esaminata nella successiva fase di merito. Per quest’ultima, il Trga ha fissato l’udienza pubblica al 27 gennaio 2027
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Google ha aggiornato l'interfaccia del Play Store sui veicoli con Android Automotive, migliorando layout, ricerca e download delle app.
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Uno si aggancia al retro dello smartphone, l'altro si indossa: Bee Eclipse e Bee Frontier usano l'AI per creare riassunti e promemoria.
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MILANO (ITALPRESS) – “L’Italia è ora ‘place to be’, un luogo in cui investire, grazie alla stabilità e alla gestione delle finanze pubbliche. Siamo usciti da una fase nella quale investire in Italia era opportunistico. Oggi l’Italia è stabilmente parte dei portafogli internazionali. Così il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini, intervenendo al Cdp Investor Day.
xm4/ads/azn
MILANO (ITALPRESS) – “Non è con le occupazioni che si risolvono i problemi, violare la legge è sempre negativo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine di un incontro al Salone dello Studente e del Prof in corso alla fiera di Novegro, alle porte di Milano, commentando la protesta studentesca delle ultime settimane.(ITALPRESS)
xv1/trl/gsl
NEW YORK (ITALPRESS) – Un Caravaggio mai esposto prima negli Stati Uniti e gli ottant’anni della Repubblica italiana celebrati nel Paese che festeggia il 250° anniversario della propria indipendenza. L‘Istituto Italiano di Cultura di New York ha inaugurato due mostre dedicate a momenti fondamentali dell’identità italiana: “Maria Maddalena in estasi” e “1946: The Birth of the Republic”. A presentarle il direttore dell’Istituto, Claudio Pagliara, insieme al console generale Giuseppe Pastorelli e al vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè.
xo9/mgg/azn (riprese video e interviste di Stefano Vaccara)
MILANO (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo circa 550 investitori, in maniera crescente internazionali che comprano i nostri prodotti finanziari, i nostri bond emessi sul mercato, siamo usciti di recente anche con un bond in dollari e vogliamo mantenere il filo diretto e comunicare con gli investitori come si evolve Cassa, quali sono le attività che fa. Quando uno parla con gli investitori internazionali, anche rappresentare le sfide e come il Paese sta reagendo alle varie sfide economiche e geopolitiche, è un modo per far conoscere meglio e far apprezzare”. Così l’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, durante il Cdp Investor Day.
xm4/ads/azn

GINEVRA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Un gruppo di Stati ha invitato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) a informare le popolazioni dei campi di Tindouf, in Algeria, sulle diverse opzioni di “soluzioni durevoli” a loro disposizione, alla luce della risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e dei successivi sviluppi diplomatici. Secondo quanto riferisce l’agenzia marocchina Map, l’appello è stato lanciato a Ginevra, nel corso della 77esima sessione annuale del Comitato esecutivo dell’Unhcr, dal gruppo di sostegno al ruolo dell’Alto Commissariato nella soluzione delle situazioni di rifugiati di lunga durata. “Alla luce della risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e degli sviluppi diplomatici che ne sono seguiti, esiste ora una reale possibilità per queste popolazioni di accedere a soluzioni durevoli che prima non esisteva”, ha dichiarato il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso l’Onu a Ginevra, Todd Steggerda, in una dichiarazione elaborata congiuntamente con la Francia.
Secondo il gruppo, l’Unhcr e i Paesi donatori dovrebbero adottare misure per informare gli abitanti dei campi “delle diverse opzioni a loro disposizione” e creare le condizioni affinché possano accedere “a un futuro più dignitoso”. Gli Stati firmatari hanno inoltre invitato l’Unhcr a intensificare il proprio contributo ai processi politici e agli sforzi di pace e sviluppo in grado di favorire soluzioni durature, ribadendo che “nulla può sostituire la pace”. La dichiarazione si inserisce nel dibattito avviato nei giorni scorsi dal Marocco, che ha chiesto all’Unhcr e ai principali donatori di concentrare maggiormente gli sforzi sul finanziamento delle tre soluzioni durevoli previste in materia di rifugiati: il rimpatrio volontario, l’integrazione nel Paese ospitante o il reinsediamento in Paesi terzi, sulla base della libera scelta delle persone interessate.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

I garanti europei hanno evidenziato i rischi correlati all'uso degli smart glass, elencando le misure necessarie per proteggere la privacy degli utenti.
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RIMINI (ITALPRESS) – Francorosso cambia volto e “guarda al futuro”. Lo storico brand di Alpitour World ha deciso di puntare su un segmento in grande espansione, quello del turismo al femminile. Il marchio riparte da un nuovo logo per aggiornare la propria identità visiva. In occasione del Ttg Travel Experience di Rimini, Francorosso ha infatti lancia la linea “DiscovHer” con itinerari pensati esclusivamente per le viaggiatrici. Un progetto concepito in collaborazione con il format Donnavventura.
f09/fsc/azn
(video in collaborazione con Alpitour)
ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Le squadre di ricerca e soccorso subacqueo dei Vigili del Fuoco turchi proseguono senza sosta le operazioni dopo le piogge torrenziali che si sono abbattute nell’area di Istanbul e che hanno provocato anche delle vittime. Per oggi le autorità hanno disposto la chiusura delle scuole e hanno diramato un’allerta per ulteriori rovesci.
lcr/gtr
(Fonte: account X ufficiale dei Vigili del Fuoco di Istanbul)
CATANIA (Italpress) – “Abbiamo scelto di dedicare il Forum dei Territori all’attrattività della Sicilia perché questo è un momento complesso, ma ricco di opportunità. La crescita del Pil e il rafforzamento della base industriale ci dicono che è il momento di fare sistema per valorizzare il brand Sicilia nel mondo. Le 370 mila imprese attive rappresentano la forza del nostro tessuto economico, ma dobbiamo affrontare insieme le criticità legate alla frammentazione produttiva e alla carenza di grandi imprese. L’obiettivo è mettere in rete le eccellenze, le filiere e le potenzialità del territorio per rafforzarne la competitività e l’attrattività internazionale”.
Lo ha dichiarato il Regional Manager Sicilia di UniCredit, Salvatore Malandrino, aprendo il Forum dei territori 2026 in svolgimento a Palazzo degli Elefanti a Catania.
xo5/pc/gtr


Interfaccia minimalista, soundscape integrati per concentrarsi e funzioni dedicate al benessere: il nuovo browser Opera Air è in download.
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OpenAI afferma che un ex dipendente ha rubato oltre 100 file di un prodotto in sviluppo e mostrato le informazioni ad alcuni dirigenti di Apple.
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Opera permette di bloccare singoli elementi di una pagina, come banner e riquadri che sopravvivono all'ad blocker. Come funziona.
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La Commissione europea ha chiesto informazioni ad Anthropic e OpenAI sugli incidenti causati dagli agenti per verificare il rispetto dell'AI Act.
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Con Surfshark VPN è possibile accedere a un servizio completo e illimitato a meno di 2,5 euro al mese grazie alla promo Black Friday.
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IL CAIRO (ITALPRESS) – Il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi ha affermato che la sicurezza nazionale dell’Egitto si fonda sui ministeri dell’Interno e della Difesa, sottolineando la necessità di preservare entrambe le istituzioni. Lo ha dichiarato oggi, durante la cerimonia di consegna dei diplomi a una nuova classe dell’Accademia di polizia, congratulandosi con i neodiplomati e le loro famiglie.
Secondo quanto riferito dall’Autorità nazionale egiziana per i media, Al-Sisi ha sottolineato che qualsiasi tentativo di colpire le Forze armate e la polizia civile mira a minare la stabilità dello Stato. Al-Sisi ha osservato che il rafforzamento dello Stato è accompagnato da un aumento dei tentativi di colpirlo, ribadendo che la tutela dell’Egitto e delle sue istituzioni è una responsabilità collettiva. Ha inoltre richiamato il ruolo delle famiglie nella salvaguardia della memoria nazionale, affinché non venga distorta attraverso falsità.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il ministro degli Interni maltese Glenn Bedingfield ha incontrato a Tripoli il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibah per discutere di sicurezza, migrazione irregolare e relazioni bilaterali. L’incontro si è svolto due giorni dopo che il ministro della Salute Ian Borg aveva incontrato il generale Saddam Haftar, esponente di rilievo dell’amministrazione rivale con sede a Bengasi, guidata dal padre Khalifa Haftar. Bedingfield ha incontrato anche il ministro dell’Interno libico Emad Al-Trabelsi, ha riferito il ministero maltese degli Interni.
Al centro di entrambi gli incontri, il rafforzamento della cooperazione tra Malta e Libia, con particolare attenzione alla prevenzione delle pericolose traversate del Mediterraneo da parte dei migranti. Secondo il ministero, le due parti hanno sottolineato la necessità di un’azione coordinata tra i Paesi di transito e gli Stati europei, nonché di misure più efficaci per contrastare le reti di tratta di esseri umani. I colloqui hanno riguardato anche le richieste avanzate dalla Libia all’Unione europea in materia di migrazione, senza che il ministero fornisse ulteriori dettagli.
Malta ritiene che le preoccupazioni libiche debbano essere prese seriamente in considerazione nell’ambito degli sforzi per individuare una soluzione comune che riconosca il ruolo del Paese nordafricano e rafforzi al contempo la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo, ha riferito il ministero. Bedingfield ha sottolineato il ruolo strategico della Libia per Malta e per l’Europa, evidenziando la necessità di proseguire la collaborazione per affrontare la migrazione irregolare prima che i migranti raggiungano le coste europee.
– foto DOI –
(ITALPRESS).
RIMINI (ITALPRESS) – Tra le province di Rimini e Palermo, i Carabinieri della Compagnia di Riccione — supportati dai colleghi di Palermo Piazza Verdi e dal 13° Nucleo Elicotteri di Forlì — hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Rimini nei confronti di cinque persone, accusate in concorso di rapina aggravata. L’indagine è partita a seguito del colpo messo a segno lo scorso 11 agosto ai danni della filiale BPER di Riccione. In quell’occasione, i malviventi con il volto travisato e tute da lavoro erano entrati nella banca tagliando la grata di una finestra, immobilizzando tre dipendenti con fascette da elettricista e rubando oltre 220.000 euro in contanti, con la complicità di due “pali” all’esterno
pc/gtr
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’Assemblea Costituente costituisce il germe da cui poi nascerà la Costituzione italiana, ed è un momento fondamentale in cui parti che, fino al giorno prima, litigavano in maniera anche furiosa, riescono a trovare una sintesi e a produrre la Costituzione italiana”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, in occasione dell’inaugurazione, all’Istituto Italiano di Cultura di New York. di due mostre dedicate a momenti fondamentali dell’identità italiana: Maria Maddalena in estasi e 1946: The Birth of the Republic.
“‘La Maddalena in estasi’ – dice Mulè – rappresenta un quadro che solo di recente, nel 2014, è stato attribuito a Caravaggio, un’opera straordinaria: per la prima volta arriva negli Stati Uniti d’America ed è la gemma che impreziosisce gli 80 anni dell’Assemblea Costituente. In questo, l’Istituto di Cultura dimostra ancora una volta di saper coniugare tradizione, cultura, istituzioni, e lo fa con un dipinto straordinario che prima di adesso l’America non aveva mai visto”.
xo9/mgg/gtr
(Riprese e intervista di Stefano Vaccara)

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – “La proposta di quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea presenta aspetti positivi per Malta, ma è necessario tutelare i finanziamenti destinati alla politica di coesione, all’agricoltura e alla pesca”. Lo ha dichiarato il primo ministro maltese Robert Abela.
In vista del vertice dei leader europei, Abela ha affermato che Malta continuerà a difendere le proprie priorità nei negoziati sul bilancio Ue per il periodo 2028-2034.
Sabato, la presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue ha presentato una proposta che prevede una riduzione di 141 miliardi di euro del bilancio complessivo, portandolo a 1.600 miliardi di euro a prezzi 2025 per il settennato 2028-2034.
I leader europei discuteranno la proposta nel corso del vertice in programma giovedì e venerdì, con l’obiettivo di fornire un indirizzo politico che consenta di sbloccare i negoziati.
Abela ha sottolineato che la priorità di Malta è garantire che le risorse destinate alla politica di coesione non subiscano tagli.
Il premier ha evidenziato i benefici ottenuti dal Paese grazie ai progetti finanziati attraverso questa politica, in particolare nel settore sociale e in altri ambiti considerati prioritari a livello nazionale.
Abela ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere adeguati finanziamenti per l’agricoltura, a sostegno degli agricoltori, indicando nella pesca il terzo settore da tutelare.
Il primo ministro ha avvertito che i negoziati per raggiungere un accordo definitivo, atteso a dicembre, saranno ancora lunghi.
Ha quindi assicurato che Malta continuerà a far valere le proprie “linee rosse” nel corso delle trattative, aggiungendo di aver già avuto occasione di esporre le preoccupazioni del Paese.
La proposta di quadro finanziario pluriennale costituirà la base delle ulteriori trattative tra gli Stati membri dell’Ue sulle priorità di spesa per il periodo di sette anni a partire dal 2028.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Vedete la bellezza e anche la spiritualità di questo capolavoro di Caravaggio, la Maddalena in estasi. L’abbiamo dirottata a New York per 3 settimane, perché pensiamo che un’opera così importante, di un maestro della nostra arte migliore, sia un biglietto da visita per mostrare al pubblico americano la grandezza dell’Italia che tutto il mondo ci ammira”. Lo ha detto il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Claudio Pagliara, a margine dell’inaugurazione della mostra di Maria Maddalena in estasi, opera di Caravaggio mai esposta prima negli Stati Uniti.
xo9/mgg/mca1
(Video e intervista di Stefano Vaccara)



La missione Martian Moons eXploration (Mmx) è pronta a partire a bordo di un razzo H3 dal Tanegashima Space Center, in Giappone, alle 4:41 ora locale del 20 ottobre 2026 (in Italia, le 21:41 del 19 ottobre 2026). Mmx – una missione guidata dalla Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa), in collaborazione con la Nasa, l’agenzia spaziale francese (Cnes), il Centro aerospaziale tedesco (Dlr) e l’Agenzia spaziale europea (Esa) – sarà la prima a raccogliere un campione dalla luna marziana Phobos e a riportarlo sulla Terra.
Marte ha due lune: Phobos (“paura” in lingua greca, con diametro medio di 22,2 km e massa circa un milionesimo di quella della Luna) e Deimos (“terrore” in lingua greca, con diametro medio di 12,4 km e quasi dieci volte più leggero di Phobos). Nonostante il gran numero di missioni inviate verso il Pianeta rosso, le sue lune rimangono ancora pressoché inesplorate e sollevano ancora grandi interrogativi su come si siano formate e sulla loro composizione. Nessun veicolo spaziale ha mai sostato a lungo nelle loro vicinanze, e le conoscenze raccolte finora si basano essenzialmente su ciò che è stato possibile osservare durante alcuni sorvoli.

Infografica in stile fumetto intitolata «La missione Martian Moons eXploration (Mmx)». I riquadri illustrano le diverse fasi della missione: «Ottobre 2026», Mmx parte dal Tanegashima Space Center, in Giappone; «Agosto 2027», Mmx entra in orbita attorno a Marte; «Settembre 2027», Mmx entra in orbita attorno a Phobos; Mmx osserva Marte dall’orbita, individuando il sito di atterraggio del rover e i siti di campionamento; la sonda principale di Mmx rilascia il rover Idefix, che atterra su Phobos; Mmx raccoglie campioni da Phobos, di due tipi diversi e da due zone differenti della luna; «Novembre 2030», il modulo di ritorno di Mmx inizia il viaggio verso la Terra, sorvolando Deimos e Marte lungo il percorso; «2031», Mmx raggiunge la Terra e rilascia la capsula per il ritorno dei campioni, che atterra nella Woomera Prohibited Area, in Australia; i campioni di Phobos vengono estratti e catalogati, pronti per le indagini scientifiche. Nei decenni a venire, gli scienziati studieranno questi campioni per rispondere a domande come: «Da dove provengono le lune di Marte?», «Che cosa possono rivelarci sull’abitabilità nel Sistema solare?» e «Come sono cambiati Marte e il suo ambiente nel corso del tempo?». Crediti: Esa
Non conosciamo, ad esempio, la loro origine. Potrebbero essere asteroidi catturati dall’attrazione gravitazionale di Marte e rimasti in orbita attorno al pianeta, oppure i resti dei detriti scagliati in orbita in seguito a una gigantesca collisione sulla superficie marziana. Per scoprirlo, Mmx sarà il primo veicolo spaziale a orbitare attorno a Phobos, seguendo un’orbita di tipo “quasi-satellite”, e il primo a raccogliere campioni dalla superficie di una luna diversa dalla nostra. Per consentire l’atterraggio, le manovre e la raccolta robotizzata dei campioni (circa 10 grammi, secondo i piani) nella gravità estremamente ridotta di Phobos, sono state sviluppate tecnologie specifiche.
Mmx impiegherà circa un anno per raggiungere Marte. L’ingresso in orbita attorno al Pianeta rosso è previsto per agosto 2027, mentre l’inizio delle operazioni in orbita attorno a Phobos è previsto a partire da settembre dello stesso anno. Dopo aver studiato Phobos (e Deimos) a distanza, all’inizio del 2029 Mmx rilascerà un rover chiamato Idefix, per poi atterrare essa stessa sulla superficie della luna per raccoglierne i campioni. La missione è dotata complessivamente di 11 strumenti scientifici: sette a bordo della sonda principale e quattro sul rover. La sonda principale è inoltre dotata di un monitor per le radiazioni, due fotocamere ad alta risoluzione e due diversi dispositivi per il campionamento: una carotatrice, che consentirà di raccogliere campioni fino a una profondità di due centimetri, e un campionatore pneumatico, che utilizza gas pressurizzato per sollevare il materiale dalla superficie e convogliarlo in un contenitore. Il rover Idefix, del peso di 25 kg, ha due compiti principali: fornire informazioni utili a preparare l’atterraggio della sonda principale per la raccolta dei campioni e analizzare la composizione e la consistenza della superficie di Phobos. La gravità su questa luna è così debole che, sulla sua superficie, Idefix peserà l’equivalente di appena 15 grammi.
Una volta raggiunto Marte, Mmx potrà anche contare sul supporto di una vera veterana del Pianeta rosso: la sonda Mars Express dell’Esa, operativa dal 2003. L’atterraggio della sonda principale su Phobos per la raccolta dei campioni è previsto per il 2030: il materiale raccolto verrà inserito in un modulo di rientro destinato al viaggio verso la Terra. Il modulo raggiungerà il nostro pianeta nel 2031 e rilascerà una capsula contenente almeno dieci grammi di materiale proveniente da Phobos. La capsula ha un diametro di circa 60 centimetri ed è dotata di uno scudo termico che le permetterà di resistere al rientro nell’atmosfera terrestre. Atterrerà in Australia e verrà trasferita subito all’Istituto di scienze spaziali e astronautiche (Isas) della Jaxa, a Sagamihara, vicino a Tokyo. Qui verrà smontata all’interno di un laboratorio specializzato e i campioni saranno estratti, catalogati e messi a disposizione per le indagini scientifiche. A poterli analizzare, ci sono anche gli scienziati europei: L’Esa sta infatti collaborando con Cnes, Dlr e Jaxa per pubblicare bandi che consentano ai ricercatori di candidarsi a studiare il materiale raccolto.
«Portare i campioni nei nostri laboratori più sofisticati sulla Terra moltiplica le possibilità di fare nuove scoperte, perché i nostri strumenti più precisi sono troppo grandi, complessi o sensibili per essere inviati nello spazio», dice Elliot Sefton-Nash, Project Scientist della missione Mmx all’Esa. «Anche dopo la conclusione della missione, le generazioni future di scienziati potranno studiare i campioni di Phobos con strumenti ancora più avanzati: i campioni riportati sulla Terra sono un dono che continua a dare i suoi frutti».
Guarda il servizio video su MediaInaf Tv:

Con Banca Mediolanum è possibile accedere a un conto con interessi al 4% per 6 mesi e canone azzerato, ecco la promo.
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Apple svela i costi di riparazione dell'iPhone Duo. Ecco il listino completo e cosa cambia con la polizza AppleCare Plus.
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Diamo uno sguardo a Llama Windows: l'utility permette di scaricare ed eseguire modelli AI in locale, in modo semplice e accessibile a tutti.
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Gli esperti hanno scoperto quali sono le più gravi minacce per la salute dell'umanità, due delle quali hanno un "potenziale di estinzione".
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Otto Stati hanno denunciato OpenAI per aver ingannato i consumatori sulla sicurezza di ChatGPT e per non aver implementato protezioni per i minori.
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Il REDMI Note 17 Pro 5G è, tra gli entry level, lo smartphone con la batteria più grande e oggi è in offerta su Amazon a un ottimo prezzo.
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Il 97% degli intervistati da Deezer non distingue la musica AI da quella umana: la piattaforma sta per lanciare un filtro per escluderla.
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YouTube Music lancia le etichette per i brani creati con l'AI generativa. Ecco dove compaiono, e cosa significano Fully, Partly e No Gen AI.
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Le splendide cuffie wireless Marshall Major V, con oltre 100 ore di autonomia, pulsanti multifunzionali e ricarica senza fili, sono scontate al 46%.
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Dopo soli due giorni dall'ultimo aggiornamento, la lista dei canali del digitale terrestre si è aggiornata un'altra volta in tutta Italia.
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TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio di Stato libico ha respinto la caratterizzazione della rappresentante speciale dell’ONU per la Libia, Hanna Tetteh, secondo cui la sua posizione sui risultati dell’incontro ristretto 4+4 rifletterebbe una debolezza nella disponibilità di alcuni membri a impegnarsi nel processo politico. E secondo quanto dichiarato dal Consiglio di Stato libico in un comunicato ufficiale, tale descrizione riduce una posizione istituzionale dichiarata e ignora le sue ragioni costituzionali e legali. Il Consiglio ha precisato che la controversia non riguarda il dialogo ma la legittimità del percorso e dei suoi risultati, ricordando la sua partecipazione alla commissione 6+6 prevista dal tredicesimo emendamento costituzionale. Ha aggiunto che il rifiuto di un percorso contestato costituzionalmente non significa rifiuto della soluzione politica e che l’adesione alla legge è condizione del consenso. Ha invitato Tetteh a correggere la descrizione e il Consiglio di Sicurezza a sostenere un processo che rispetti la titolarità nazionale e i riferimenti costituzionali.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
BOLZANO (ITALPRESS) – Un vasto traffico internazionale e nazionale di farmaci anabolizzanti e stupefacenti pericolosi per la salute pubblica è stato smantellato dai Carabinieri del NAS di Trento, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bolzano. L’operazione, scaturita da un’indagine avviata nel 2024, ha coinvolto le province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano, vedendo impegnati i militari in perquisizioni e sequestri nei confronti di 16 indagati (15 residenti nel Napoletano e uno nel Pavese). Il gruppo criminale gestiva la spedizione giornaliera di centinaia di chili di sostanze dopanti e stupefacenti occultate persino all’interno di confezioni di giochi per bambini, prodotti di bellezza o per la casa ù e riciclandone i proventi tramite criptovalute o pacchi postali con contanti e mittenti fittizi. Nel corso dei controlli, i Carabinieri del NAS hanno scoperto in un box garage nel Napoletano oltre 400.000 dosi suddivise in 560 pacchi, per un valore di mercato stimato in almeno 30 milioni di euro. Un secondo magazzino nel Pavese conteneva ulteriori 4.400 confezioni di anabolizzanti per un valore di 250.000 euro. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 125.000 euro in contanti, numerosi orologi Rolex e carte di debito. Il Tribunale di Bolzano ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 12 unità immobiliari e dei conti correnti bancari, stimando i profitti illeciti complessivi in circa 9 milioni di euro. Per 11 degli indagati è stato notificato il decreto del GIP che fissa l’interrogatorio preventivo.
pc/mca1
(Fonte video: Carabinieri)

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Prezzo contenuto e grande compatibilità per XBOX Nano Controller, già in preordine anche su Amazon: la previsione è che venderà moltissimo.
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Il numero uno di Flock spiega perché considera accettabili alcune implicazioni sulla privacy, in cambio di maggiore sicurezza per tutti.
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Dopo tante polemiche e almeno 150 anni di storia New York si prepara a dire addio alle carrozzelle di Central Park. Il sindaco Zorhan Mamdani e la presidente del Consiglio Comunale Julie Menin hanno trovato l’accordo per la definitiva messa al bando e il 22 ottobre, salvo colpi di scena, arriverà il voto sul divieto che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2028. L’obiettivo di mandare in pensione le carrozzelle é da anni una causa cara ai sostenitori dei diritti degli animali, ma la pressione per lo stop é finalmente arrivata a massa critica l’estate scorsa, quando un giovane turista indiano, Romanach Mahajan, in visita a New York con i genitori e il fratellino, é morto dopo esser stato scaraventato a terra da un cavallo imbizzarrito. L’incidente, finito tragicamente, era stato l’ultimo di una serie: dal maggio 2025 erano stati segnalati almeno otto episodi “legati ai cavalli” all’interno o nelle vicinanze di Central Park. In luglio, dopo la morte di Mahajan, Mamdani aveva dichiarato di condividere “lo spirito” del bando pur criticando “l’insufficienza delle tutele previste per i lavoratori”. Il testo, nella formulazione ai voti la prossima settimana, consentirà dunque al Comune di “valutare” risarcimenti ai vetturini e offrire corsi di riqualificazione professionale e servizi di orientamento al lavoro. In un messaggio sui social, Mamdani ha assicurato che la sua amministrazione “farà in modo di tutelare i conducenti e i proprietari delle carrozze e di garantire la sicurezza dei cavalli”. Dietro la contesa c’é un giro d’affari consistente: scambiati o tramandati come quelli dei taxi, i 68 ‘medaglioni’ che autorizzano il servizio – un numero rimasto sostanzialmente bloccato dagli anni Quaranta-Cinquanta – possono valere oltre 300 mila dollari l’uno, con alcuni proprietari raccontano di aver pagato fino a mezzo milione. E’ dall’Ottocento che le corse in carrozza affascinano i turisti a Manhattan e allo stesso tempo attirano polemiche. Protagoniste della scena iniziale di ‘A piedi nudi nel parco’ con Robert Redford e Jane Fonda e di molte serie tv, le carrozzelle sono da anni oggetto di un violento scontro fra le varie amministrazioni e l’industria di settore. Nel 2016 l’allora sindaco Bill de Blasio era arrivato a un filo dal vietarle ma alle fine era stato costretto a un compromesso che prevedeva la riduzione del numero dei cavalli da 180 a circa 100. De Blasio non era invece riuscito nello forzo di spostare le stalle vicino a Central Park, in modo da evitare agli animali di doversi muovere fra il traffico della città per raggiungere l’area di Hell’s Kitchen, sul fiume Hudson, dove sono da anni collocate. L’iniziativa non era andata in porto perché a proteggere il pittoresco retaggio dell’età vittoriana erano stati i sindacalisti dei Teamsters, il potente sindacato dei trasporti a cui fanno capo i proprietari delle carrozzelle. Ne aveva fatto le spese Ryder, un ronzino di 26 anni che quattro anni fa divenne simbolo del disumano trattamento della sua specie: morì in una fattoria dello Stato di New York dopo esser crollato in strada per la stanchezza di un turno di quasi otto ore e per il caldo torrido.
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ROMA (ITALPRESS) – Politiche industriali, digitalizzazione e competitività del sistema Paese, con un focus sul comparto salute, sono stati i temi al centro del Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità, organizzato da Remind a Roma. Piattaforma permanente di dialogo, l’iniziativa ha riunito istituzioni e imprese del pubblico e del privato per definire le strategie a sostegno dello sviluppo sostenibile, economico e sociale utilizzando le più moderne tecnologie.
mrc/gtr/azn
ROMA (ITALPRESS) – “In un mondo sempre più polarizzato tra autocrazia e democrazie liberali, con le autocrazie che minacciano la solidità delle nostre democrazie, è importante avere una Unione Europea sempre più forte, sempre meno ricattabile, quindi autonoma e indipendente”: lo ha detto Carlo Corazza, capo dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, in occasione della presentazione della XVII edizione del Festival della Diplomazia, in programma dal 22 al 30 ottobre a Roma.
xc3/fsc/azn
ROMA (ITALPRESS) – “Questo Festival, nel tempo, è diventato una straordinaria piattaforma di ambasciate, di aziende, di università, di istituzioni, di giovani. Il titolo di questa edizione è ‘cosa viene dopo’, è quello che ci chiediamo tutti: viviamo in un’epoca turbolenta, mancano i riferimenti, è normale chiedersi e riflettere e cosa c’è di meglio che riflettere in un contesto che vede tra i partecipanti diplomatici, politici, giovani, mondo dell’accademia, delle aziende. La riflessione deve essere corale”. Lo ha detto l’ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del Comitato Scientifico del Festival della Diplomazia, in occasione della presentazione della XVII edizione del Festival, in programma dal 22 al 30 ottobre.
xc3/fsc/azn

RABAT (MAROCCO) (ITALPRESS) – Il Re del Marocco Mohammed VI ha ricevuto oggi al Palazzo Reale di Rabat, Fatima Ezzahra El Mansouri, capo del governo incaricata della formazione del nuovo esecutivo di Rabat dopo le recenti elezioni. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”.
Nel corso dell’udienza, la premier ha informato il Re Mohammed VI, delle diverse tappe che il processo di formazione del governo ha già superato. In questa occasione, il monarca, ha espresso a Fatima Ezzahra El Mansouri i suoi auguri di successo e di piena riuscita nella missione, sottolineando che la prossima fase richiede una mobilitazione globale e un’azione governativa seria e responsabile, data l’ampiezza delle sfide, delle attese e degli impegni sui diversi piani.
L’udienza reale si iscrive nell’ambito delle attribuzioni costituzionali conferite al Re e nella determinazione del Sovrano a garantire il buon funzionamento delle istituzioni costituzionali.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – “Sarà l’edizione più bella e ricca di sempre, circa 120 eventi in 38 location della città di Roma, 8 università che partecipano ai nostri lavori, abbiamo tantissime residenze e ambasciate che aprono al pubblico e soprattutto avremo dei dibattiti che hanno una forte connotazione su quello che è il futuro”. Lo ha detto Giorgio Bartolomucci, Segretario Generale del Festival della Diplomazia, in occasione della presentazione della XVII edizione del Festival, in programma dal 22 al 30 ottobre.
xc3/fsc/azn
ROMA (ITALPRESS) – Come già accaduto negli ultimi mesi, il settore intermodale nordamericano continua a mostrare una forte crescita anche nelle proiezioni di ottobre. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Intermodal Association of North America.
Secondo l’associazione, la stima dell’Intermodal Volume Index per ottobre 2026, pari a 105,1, rappresenta un calo previsto dello 0,3 per cento rispetto a settembre e un aumento annuo del 5,5 per cento. Una forte quota di mercato interno si sposta dal trasporto su strada e con la ripresa delle importazioni, c’è la possibilità di una contrazione della capacità, il che potrebbe smorzare i risultati effettivi, spiega Andrew Sibold, direttore economico di IANA.
A causa dell’aumento significativo dei prezzi del carburante durante il conflitto con l’Iran, gli operatori del settore che si sono spostati dal trasporto su strada a lunga distanza al trasporto intermodale. Riguardo all’aumento dei volumi dall’inizio dell’anno, un anno fa, nello stesso periodo, si registrava ancora una notevole attività di anticipazione delle vendite dovuta alle tariffe doganali, e questo aveva influenzato i confronti annuali.
sat/gtr
Nearly half (49.8%) of organisations have confirmed or suspected that an AI agent took an unintended, unexpected or unauthorised action in the past year, according to new research from Salt Security.
The findings, published in the company’s State of Agentic AI and API Security 2H 2026 report, highlight growing concerns around the security of autonomous AI systems as enterprises increasingly integrate agents into everyday operations.
Based on a survey of more than 380 security and technology professionals, alongside Salt Labs production telemetry from hundreds of customer environments, the research suggests that AI adoption is outpacing organisations’ ability to monitor, govern and contain agent activity.
Among respondents who reported confirmed or suspected unintended agent actions, more than half experienced an unauthorised external API call or transaction, while over 40% reported an agent modifying or deleting data.
The research also found that AI agents are now firmly embedded in enterprise environments, with 86.4% of respondents reporting at least one operating within their organisation and 59.5% running more than ten. Furthermore, 76.8% reported agents capable of chaining actions across other agents, tools and APIs, creating complex sequences that may not have been anticipated by individual teams.
Despite this widespread adoption, visibility remains limited. Just 12.5% of organisations can consistently trace an agent’s complete journey, from its initial instruction through the tools and APIs it accesses to the final outcome. More than 60% would require hours or days of manual investigation to reconstruct an agent’s activity from the previous day.
The ability to respond to unexpected behaviour is similarly concerning. Only 17.5% of respondents said their organisation could automatically stop an AI agent behaving unexpectedly in production. For the majority, intervention remains a manual process, potentially requiring an application to be taken offline.
“The data shows a gap that is already producing real operational consequences,” said Roey Eliyahu, CEO of Salt Security. “Organisations are deploying agents and granting them access to enterprise data, APIs, and services before they can trace what those agents are doing or stop them automatically when something goes wrong.”
The report also identified emerging risks associated with Model Context Protocol (MCP) infrastructure, which enables AI systems to interact with external tools and data sources.
Nearly a third (32.9%) of respondents reported discovering an unauthorised, shadow or misconfigured MCP server in the past year, while 54.3% had either confirmed or suspected encountering one.
Salt Labs’ own telemetry revealed that MCP-related infrastructure was detected in 21.6% of customer environments in August 2026, compared with 16.7% in January, representing a relative increase of approximately 30%.
Meanwhile, AI-generated code is introducing additional application security challenges. Some 83.5% of respondents estimated that AI-generated or AI-assisted code contributed to at least some of their application security findings.
However, just 6.8% reported resolving these issues directly within coding assistants at the point of generation, leaving vulnerabilities to be identified during subsequent code reviews, testing or after deployment.
The findings follow recent research from Salt Labs, which demonstrated how a single malicious email could be used to hijack the Manus agentic AI platform and potentially access a user’s connected email, cloud storage and code repository accounts.
The attack did not require a stolen password or the victim to click a malicious link. Although the platform’s guardrails detected the malicious activity, they were unable to prevent the code from executing.
The vulnerability was responsibly disclosed and has since been remediated.
According to Salt Security, the incident demonstrates how traditional detection mechanisms may struggle to keep pace with autonomous systems capable of executing multiple actions before human intervention is possible.
“The Manus research and this survey data are two views of the same problem,” said Yaniv Balmas, Head of Research at Salt Security.
“In the field, we showed how an agent can be weaponised through a single malicious email, how the guardrail detected the attack at exactly the right moment, and still could not stop the code from running. The survey quantifies how widespread that architecture is.”
The findings underline the need for organisations to strengthen visibility into agent activity, establish appropriate governance controls and develop automated containment capabilities as AI agents gain greater autonomy and access to critical enterprise systems.
The full State of Agentic AI and API Security 2H 2026 report includes sector-specific findings, recommendations for CISOs and further analysis of Salt Labs production telemetry.
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Huntress researchers have uncovered an SEO-poisoning campaign that harvests SSL VPN credentials through a lookalike WatchGuard download page, then hands victims the real, validly signed installer from WatchGuard’s own CDN, leaving endpoint tools with nothing to detect.
The activity, detailed by the Huntress SOC on 13 October, centres on watchguard-vpn[.]net, a lookalike domain posing as a download page for WatchGuard’s Mobile VPN with SSL client. Unlike earlier waves of the campaign, which relied on trojanised installers, this iteration strips the malware out entirely.
The incident Huntress investigated began on 7 October, when an administrator at a managed service provider searched Bing for “watchguard vpn sll download”. Eight seconds later they had clicked through to the fake site via a standard Bing result redirect, which Huntress says points to SEO poisoning rather than malvertising.
Clicking any download option on the site opens a pop-up asking for the VPN server address, username and password, the same three values the legitimate client requests. The logic sits in roughly 150 lines of unobfuscated JavaScript (popup.js), which posts the entries as JSON to a separate collection domain, watchguard-ssl[.]online.
The first submission is always rejected with an “incorrect data” message, prompting victims to retype carefully or try a different password. That gives the operators a second, likely more accurate, set of credentials, along with the server address they need to log in.
After the second submission, the script triggers a download of WatchGuard’s genuine Mobile VPN with SSL installer (version 12.11.5) direct from cdn.watchguard.com. Huntress verified the file’s Authenticode signature from WatchGuard Technologies and confirmed the binary had not been altered.
With no trojanised MSI or sideloaded DLL in the chain, there is nothing for EDR to flag, and the victim gets exactly the install they expected. Detection was thin across the board: as of 8 October only seven VirusTotal vendors flagged the lure domain and two flagged the collector.
WatchGuard’s Secplicity team first reported watchguard-vpn[.]net in January as part of a wider credential-harvesting campaign spoofing WatchGuard, F5, Fortinet, SonicWall and Sophos clients, though at that point the domain had no working backend. Microsoft later attributed related activity to Storm-2561, a financially motivated actor active since May 2025. WHOIS data shows the domain was registered again on 22 August, with the collector domain following on 14 September. Huntress says it cannot establish whether the same operators controlled both registrations.
In the case investigated, Huntress flagged the activity 21 seconds after the site loaded, and browser history suggests the user did not complete both rounds. The domain was offline as of 13 October, and Huntress has shared infrastructure details with WatchGuard.
Full research: https://www.huntress.com/blog/fake-watchguard-vpn-credential-phishing
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Certes has received Frost & Sullivan’s 2026 Global Enabling Technology Leadership Recognition in post-quantum cryptography (PQC), following an independent evaluation of vendors in the market.
The recognition centres on a problem most security teams are now facing: migrating embedded cryptography across legacy applications, cloud environments and critical infrastructure will take years, but “harvest now, decrypt later” attacks mean data intercepted today could be exposed once sufficiently powerful quantum computers arrive. Frost & Sullivan notes that the risk is greatest for data with long regulatory, legal or commercial lifespans, and that protecting it needs to run in parallel with the longer migration effort rather than wait for it to finish.
At the heart of Certes’ platform is its Cryptographic Abstraction Layer (CAL), which sits between applications and infrastructure and lifts cryptographic protection out of the underlying technology stack. Rather than waiting for each vendor to ship a quantum-safe update and then managing disruptive upgrades, security teams can manage cryptographic change centrally and apply it to data flowing between systems.
The platform comprises the Certes Enforcement Point (CEP), which encrypts and decrypts within the data path, and the Certes Policy Manager (CPM), which manages policies and cryptographic controls centrally. Frost & Sullivan singled out its policy-specific key architecture as a key differentiator: each policy-controlled application or data flow can have its own key material, separate rotation schedules and customer-controlled key components. This is combined with quantum-based random number generation and customer-owned keys to support data sovereignty.
Certes’ patented Layer 4 payload protection encrypts the payload while preserving original network headers, so routing, QoS, monitoring, SD-WAN and flow visibility tools continue to work without applications being rewritten or networks re-architected. Deployment options span physical appliances, virtual machines on VMware ESXi, KVM, Red Hat and Nutanix AHV, and Windows and Linux client agents. Version 7 extends enforcement closer to workloads and users through expanded agent and cloud deployment options, reducing unprotected segments in the data’s journey.
The report also highlights uses beyond PQC migration. Cryptographic segmentation can separate IT and OT environments and limit lateral movement in flat networks, while a virtual air gap capability can dynamically isolate critical applications, data flows and backups during an active attack while preserving recovery. Certes’ encryption can also stop sensitive data being exposed to internal or external LLMs, giving organisations tighter governance over AI adoption.
Ozgun Pelit, Senior Industry Analyst at Frost & Sullivan, said: “Certes stands out in the emerging post-quantum security market through its focus on protecting data independently of the applications and infrastructure around it. Its combination of cryptographic abstraction, crypto-agility and centralized policy enforcement provides organisations with a practical way to reduce near-term quantum risk while navigating what will inevitably be a complex, multi-year migration.”
Paul German, CEO at Certes, said: “The next cryptographic revolution could arrive before many organizations have finished implementing the last one. Post-quantum cryptography is only the beginning. As AI and quantum technologies advance, cryptographic change will accelerate, and organisations cannot afford to rebuild their applications, networks and security infrastructure every time it happens.”
He added: “In a world where cryptography must constantly evolve, the ability to change it without changing everything else isn’t a luxury. It’s a necessity.”
The full Frost & Sullivan report is available HERE
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PALERMO (ITALPRESS) – Oltre duecento scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta l’Isola, trenta stand espositivi, centinaia di docenti, dirigenti scolastici, ricercatori di livello nazionale. È entrata nel vivo “La Sicilia fa Scuola: gli Stati Generali dell’Istruzione”, la manifestazione regionale ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, organizzata per raccontare i traguardi raggiunti, mappare il presente e immaginare il sistema educativo del futuro.
xd6/mgg/gsl (Fonte video: Regione Siciliana)
AREZZO (ITALPRESS) – Alberi tagliati in mezzo alla strada, veicoli rubati e dati alle fiamme per bloccare i soccorsi e un mezzo pesante usato come ariete per sfondare il cancello. È il piano messo in atto da un gruppo di otto uomini di nazionalità rumena per assaltare il caveau di un’azienda orafa a Laterina Pergine Valdarno, nell’Aretino. Il colpo è fallito grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, che hanno poi arrestato l’intera banda.
pc/azn
(Fonte video: Carabinieri)
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Papa Leone “sta bene e l’umore è buono”
– Meloni “L’intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa”
– Raid russi su sei centrali elettriche, Zelensky a Londra
– Metano, Ue propone rinvio stretta su importazioni al 2028
– Banda minicar a Roma, due minorenni hanno confessato
– Nuovo codice strada, strette su minicar truccate
– Genova, lavoratori ex Ilva occupano la Prefettura
– Webuild, alla Galleria Borghese conclusa la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti
– Previsioni 3B Meteo 15 Ottobre
azn
ROMA (ITALPRESS) – Venti progetti italiani finanziati dall’Unione europea per promuovere le eccellenze agroalimentari. L’Italia è prima tra gli Stati membri per numero di programmi approvati nell’ambito della Call 2026, con circa 50 milioni di euro di finanziamenti complessivi, di cui 38 milioni provenienti da fondi europei.
In totale, la Commissione europea ha selezionato 61 programmi in tutta l’Unione. Un risultato significativo, considerando che le richieste di finanziamento hanno superato di oltre tre volte le risorse disponibili e soltanto una proposta su tre è stata approvata.
I progetti sosterranno la promozione dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati europei ed extraeuropei, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle filiere e favorire l’internazionalizzazione delle imprese.
Rispetto all’anno precedente, aumentano sia il numero dei programmi approvati sia le risorse europee destinate all’Italia.
Un’opportunità per consolidare la presenza delle produzioni agroalimentari di qualità sui mercati internazionali e rafforzare il ruolo del Made in Italy nel panorama globale.
fsc/gtr/col
ROMA (ITALPRESS) – Più tracciabilità, controlli più rapidi e una maggiore tutela dell’olio extravergine italiano. È l’obiettivo del DAO, il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo, istituito con un decreto del Ministero dell’Agricoltura.
Il nuovo strumento digitalizza la registrazione delle movimentazioni di olive e olio, sia sfuso sia confezionato, integrando il Sistema Informativo Agricolo Nazionale con il Registro Telematico dell’Olio.
Tra le principali novità, la riduzione da sei a tre giorni dei termini per registrare le operazioni e il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel sistema di tracciabilità.
L’obiettivo è rafforzare il contrasto alle frodi e alla contraffazione, verificare l’origine dei prodotti e tutelare le aziende che operano nel rispetto delle regole.
Per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il DAO rappresenta un passo avanti nella difesa dell’eccellenza italiana e nella trasparenza verso i consumatori.
Il sistema utilizza infrastrutture digitali già esistenti, senza nuovi oneri per la finanza pubblica, puntando a rendere la filiera olivicola più efficiente, trasparente e sicura.
fsc/gtr/col
PALERMO (ITALPRESS) – Giovanni Muscolino, responsabile dell’Unità funzionale di Neonatologia della Casa di Cura Villa Serena di Palermo, ha ricevuto il 17° Premio di ricerca pediatrica “Stretto di Messina”. Il riconoscimento è stato conferito nel corso del 26° Meeting nazionale di Pediatria traslazionale “I Percorsi Pediatrici – Letojanni/Taormina 2026”. Il premio corona un percorso professionale contraddistinto da entusiasmo, competenza, impegno e vocazione manageriale. Al contempo, valorizza il contributo di Muscolino e della sua équipe nel fare della Neonatologia di Villa Serena un’eccellenza medica in Sicilia per l’assistenza ai neonati prematuri, la cura delle patologie alla nascita e la patologia intermedia neonatale.
mgg/gsl
Questo attraversamento pedonale si illumina di rosso e verde, sincronizzandosi con i semafori nelle ore notturne a Huaibei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui. Il sistema intelligente guida anche i pedoni con avvisi vocali. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr
(Fonte video: Xinhua)

BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – La presenza della missione Unifil è “di estrema importanza, poiché il suo ritiro creerebbe un vuoto che avrebbe ripercussioni negative sulla situazione di sicurezza nella regione, oltre all’assenza di qualsiasi controllo internazionale su ciò che vi accade”. Lo ha dichiarato il presidente del Libano, Joseph Aoun, durante l’incontro con Jean-Pierre Lacroix, Vice Segretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace, riferisce la presidenza libanese.
Aoun ha inoltre evidenziato i ruoli sociali, umanitari, sanitari ed educativi svolti da Unifil, che ha contribuito a consolidare il loro rapporto con i cittadini del sud, i quali si sentono rassicurati dalla loro presenza, confidano nel loro ruolo e sono determinati a preservarla nelle loro località e villaggi.
Il presidente Aoun ha espresso la speranza che il Consiglio di Sicurezza “risponda positivamente alla richiesta del Libano di mantenere la missione operativa dell’Unifil durante l’anno prossimo, specialmente se si concretizzassero il ritiro delle forze israeliane fino al confine internazionale e il dispiegamento dell’esercito libanese, che avrebbe bisogno di beneficiare dei servizi umanitari e logistici essenziali forniti dall’Unifil”. La missione Unifil nel suo formato e mandato attuale si concludere a fine 2026.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
BRUXELLES (ITALPRESS) – “La Toscana sta puntando molto sul rilancio dell’agricoltura. Vogliamo restituirle un carattere di grande priorità, di impegno, di supporto”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in un’intervista a Bruxelles a margine dell’evento organizzato presso la sede della regione a Bruxelles, sui temi dell’IGP Artigianato e del ricambio generazionale in agricoltura. Lo facciamo perché la Toscana, anche rispetto alle regioni italiane della stessa dimensione – ha spiegato Giani – ha una superficie destinata ad attività agricole di ampia e maggiore estensione. Pensate che siamo una regione che ha più aree forestali, che sull’agricoltura ci sta puntando anche nella qualità dei prodotti: il vino, l’olio, la frutta”.
xf4/pc/azn

18 ottobre 1841. Nella stazione ferroviaria di Exeter, in Inghilterra, un treno con partenza prevista alle 22:05 rimane fermo per 16 minuti. A causare il ritardo è un’improvvisa anomalia del sistema telegrafico utilizzato dagli operatori per comunicare il “via libera” al transito dei treni. Per oltre un secolo, questo episodio, descritto in un articolo pubblicato nel 1871 su Nature, è stato considerato il più antico caso documentato di interferenza del meteo spaziale sulle infrastrutture tecnologiche umane.

Rappresentazione artistica di una tempesta solare in viaggio verso la Terra. Crediti: Nasa
Una nuova indagine condotta da un team di ricerca della Lancaster University ha ora dimostrato che la ricostruzione riportata in quella pubblicazione contiene un errore fondamentale: nel 1841 quella linea ferroviaria non esisteva ancora. Incrociando documenti d’archivio, orari d’epoca dei treni riportati nei giornali locali e registrazioni geomagnetiche, i ricercatori hanno scoperto che l’evento si verificò in realtà il 18 ottobre del 1848, esattamente sette anni dopo rispetto alla data riportata sulla rivista scientifica britannica, probabilmente a causa di un refuso tipografico. I risultati sono pubblicati nella rivista Space Weather.
La meteorologia spaziale studia le condizioni ambientali nello spazio vicino alla Terra, con particolare attenzione ai fenomeni generati dall’attività solare – come i brillamenti e le espulsioni di massa coronali – e ai loro effetti sul campo magnetico terrestre. Negli ultimi due secoli, l’impatto di questi fenomeni sulla società è cresciuto di pari passo con il progresso tecnologico e con lo sviluppo delle infrastrutture moderne. Per millenni, l’attività solare ha influenzato la Terra, manifestandosi soprattutto attraverso le spettacolari e innocue aurore polari. La nascita delle prime infrastrutture elettriche e di comunicazione nell’Ottocento ha però cambiato radicalmente questo scenario.
È celebre ed emblematico, in questo ambito, l’evento di Carrington-Hodgson del 1859, considerato una delle tempeste geomagnetiche più intense documentate nella letteratura scientifica. È stato associato al brillamento solare più potente mai registrato. Sebbene all’epoca la tempesta solare abbia causato diffuse interruzioni del funzionamento dei sistemi telegrafici elettrici, l’evento non fu il primo caso documentato di interferenza tra l’attività solare e le infrastrutture tecnologiche. Sulla base delle testimonianze storiche disponibili, fino a oggi si riteneva che il primato spettasse all’evento di Exeter del 1841. La nuova indagine condotta dal team di ricerca guidato da James A. Wild, ricercatore alla Lancaster University, ha però messo in luce numerose incongruenze.
La vicenda trae origine da un articolo anonimo pubblicato nel numero di Nature del 5 ottobre 1871. Secondo quanto riportato nel documento, la sera del 18 ottobre 1841 il treno espresso delle 22:05 in partenza da Exeter verso Starcross, nel sud-ovest dell’Inghilterra, sarebbe stato trattenuto per 16 minuti a causa di intense perturbazioni magnetiche che hanno impedito ai controllori di verificare se il binario fosse libero. Il racconto includeva perfino una nota del capostazione, convinto che «qualcuno stesse giocando uno scherzo agli strumenti, impedendo loro di funzionare».

Cronologia delle principali date comprese tra il 1835 e il 1875 rilevanti per l’indagine. Le voci evidenziate si riferiscono agli eventi più significativi per ricostruire il ritardo di 16 minuti del treno di Exeter, come descritto nell’articolo di Nature. I triangoli vuoti e pieni indicano, rispettivamente, i minimi e i massimi dell’attività solare. I minimi sono identificati con il numero del ciclo solare successivo. Crediti: James A. Wild, Space Weather, 2026
Come anticipato, se fosse veritiero, l’episodio rappresenterebbe il primo caso documentato di interferenza del meteo spaziale con un sistema tecnologico. Tuttavia, il riesame della documentazione storica da parte del gruppo di ricerca ha dimostrato che la data riportata nell’articolo è errata.
«Questa ricerca evidenzia che il meteo spaziale non è una minaccia nuova, ma un rischio naturale presente da molto tempo», dice Jim Wild, ricercatore alla Lancaster University e primo autore dello studio. «La società sperimenta gli effetti della meteorologia spaziale sulla tecnologia fin dall’epoca in cui esistono le tecnologie elettriche. Il ritardo del treno a Exeter è una vicenda affascinante, perché si colloca proprio nel momento in cui le tecnologie emergenti cominciarono a confrontarsi con le condizioni dell’ambiente spaziale. Combinando documenti d’archivio e osservazioni scientifiche, siamo riusciti a dimostrare che l’evento si verificò quasi certamente nel 1848, anziché nel 1841».
Vediamo più nel dettaglio come si è arrivati a questa conclusione. Il primo indizio è emerso dai documenti relativi alla costruzione della linea ferroviaria. La ferrovia che collegava le cittadine di Exeter e Plymouth, spiegano i ricercatori, fu originariamente costruita e gestita dalla South Devon Railway Company. All’epoca della sua costruzione, la linea impiegava un innovativo sistema di propulsione che utilizzava aria compressa per spingere i treni. Dalle indagini documentali, risulta che la legge del Parlamento per la costruzione della ferrovia ottenne l’approvazione solo nel luglio del 1844 (South Devon Railway Act, 1844). Inoltre, la ferrovia fu costruita a tappe: il primo tratto della linea, tra la città di Exeter e la cittadina di Teignmouth, fu inaugurato e aperto al pubblico il 30 maggio del 1846. Nel 1841, dunque, la linea non esisteva e nessun treno avrebbe potuto percorrerla. Il treno citato nella pubblicazione non avrebbe potuto circolare in quell’anno. Pertanto, l’articolo di Nature non può essere accurato.
Un’ulteriore conferma che l’evento non si è verificato nel 1841 arriva dall’analisi degli orari ferroviari. Per risalire alla data corretta, i ricercatori hanno infatti consultato i quadri orari pubblicati sui quotidiani locali dell’epoca, individuando un’incongruenza nella datazione originaria. Le 22:05 erano infatti l’orario di partenza del treno serale da Exeter verso Starcross solo in un intervallo temporale ben preciso, compreso tra l’11 marzo 1848 e il 26 luglio 1849.
Ma è dall’esame dei magnetogrammi d’epoca dell’Osservatorio di Greenwich che emerge la prova decisiva della data effettiva dell’evento. Esaminati dai ricercatori, i tracciati rivelano una violenta tempesta geomagnetica proprio nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 22:20, ora locale, del 18 ottobre 1848. I taccuini dell’astronomo e matematico Temple Chevallier, custoditi dalla Royal Astronomical Society, documentano che, nello stesso giorno, lo scienziato osservò e disegnò un imponente gruppo di macchie solari situato sotto l’equatore solare. Nelle stesse settimane, inoltre, diversi quotidiani riferirono di aurore boreali visibili in tutta Europa, compresa l’Italia, dove il fisico Carlo Matteucci registrò interruzioni delle comunicazioni telegrafiche tra Firenze e Pisa.
Utilizzando le informazioni contestuali e gli orari ferroviari per circoscrivere l’indagine a un periodo di quattro mesi del 1848, i ricercatori hanno individuato osservazioni solari, registrazioni geomagnetiche e testimonianze riportate dalla stampa dell’epoca che indicano un periodo di intensa attività meteorologica spaziale nel Regno Unito intorno al 18 ottobre 1848. Data, questa, che corrisponde esattamente al giorno e al mese indicati nell’articolo di Nature, ma sette anni più tardi. Tutte queste evidenze porterebbero a concludere che l’evento di Exeter non si verificò nel 1841, bensì nel 1848. Secondo gli autori dello studio, la data riportata nell’articolo di Nature sarebbe frutto di un refuso tipografico nel testo originale, che trasformò il “1848” in “1841”. Un errore non raro nelle pubblicazioni dell’epoca.
La rettifica della data dell’episodio di Exeter modifica la cronologia del primo caso documentato di interferenza tra la meteorologia spaziale e la tecnologia. Il primato passa ora a un evento del 19 marzo 1847 – descritto da William Henry Barlow nella rivista Philosophical Transactions of the Royal Society, nel numero 139 del 1849 – durante il quale le perturbazioni geomagnetiche bloccarono il sistema telegrafico della Midland Railway nei pressi di Derby, in Inghilterra. Ciononostante, l’episodio di Exeter rimane uno dei più antichi esempi conosciuti degli effetti della meteorologia spaziale sulle infrastrutture tecnologiche, verificatosi oltre un decennio prima del celebre evento di Carrington del 1859, che provocò diffuse interruzioni dei sistemi telegrafici.
Questo studio evidenzia l’importanza di utilizzare un’ampia varietà di fonti documentali e bibliografiche per valutare e confrontare le testimonianze storiche sugli eventi di meteorologia spaziale e sui loro effetti sulla società, concludono i ricercatori. Nei casi in cui la letteratura scientifica dell’epoca si è rivelata poco attendibile – e non mancano gli esempi – le testimonianze pubblicate sui giornali locali dell’epoca si sono dimostrate preziosissime, soprattutto se confrontate con le osservazioni scientifiche conservate negli archivi.
Per saperne di più:
The United Kingdom has issued economic sanctions against Cryptomus, a chameleonic cryptocurrency platform that experts say serves as a major conduit for payments related to ransomware, narcotics, darknet markets, fraud and cybercrime services that are helping Russia circumvent existing financial restrictions.

Heleket’s support agent on Telegram claims, despite all evidence to the contrary, that it is not affiliated with Cryptomus. Image: Richard Sanders.
On October 8, the U.K. issued sanctions (PDF) against Cryptomus — previously known as Certa Payments and Xeltox Enterprises — for processing payments that benefit the Russian government and its financial institutions. The sanctions freeze any Cryptomus assets at U.K. banks, and bar British companies from offering it any business, virtual or otherwise. Also targeted in these sanctions were the virtual payment platforms VexPay, TokenSpot, and the Tsunami Payments service.
As explained in our December 2024 investigation, “How Cryptocurrency Turns to Cash in Russian Banks,” Cryptomus has been a key payment processor for dozens of Russian cryptocurrency exchanges and websites hawking cybercrime services. The company has changed its name several times since emerging in 2022, most recently to “Heleket” last year after Canada levied a record CAD $176 million fine against the platform for anti-money laundering violations.
The blockchain data-crunching firm Chainalysis said the U.K. sanctions target the broader infrastructure supporting Russia’s wartime economy.
“Cryptomus and Heleket have emerged as major payment hubs for illicit activity,” Chainalysis wrote in an October 8 blog post. “Together, these services received more illicit funds across tracked categories than the mixers in our dataset and the number of illicit counterparties surged to more than 900 in a single month in late 2025.”

The Cryptomus support bot on Telegram, responding on Oct. 8 to an inquiry by saying the platform was suddenly unable to process transactions.
In April 2026, the blockchain analysis firm TRM Labs found Cryptomus had processed more than $7 billion in transactions since its inception in 2022, including transactions associated with child sexual abuse material vendors, terrorist financing networks, and human trafficking operations.
TRM noted that Cryptomus’s transaction volume cratered after the platform instituted new “know your customer” or KYC rules, and that the cryptocurrency platform responded to the Canadian fines by launching Heleket as a parallel service that continued to offer no-KYC payment processing.
Richard Sanders is a blockchain analyst and investigator who spent months mapping out Cryptomus’s payment infrastructure and transacting with its customers. Sanders said the U.K. sanctions on Cryptomus are important because Canada’s sanctions against the platform were ultimately unenforceable and uncollectible.
“A fine doesn’t stop a cryptocurrency payment processor from processing payments,” Sanders wrote on LinkedIn. “Sanctions kill the operation. The distinction matters.”
As our 2024 investigation noted, Cryptomus shared a Vancouver address with dozens of other foreign currency dealers and money transfer businesses — none of which appeared to be physically located there. Following the CAD $176 million fine for alleged money laundering violations, Cryptomus appealed the penalty, launched Heleket as a parallel service, and kept on processing large volumes of sketchy transactions, Sanders said.
Sanders said the sanctions also are notable because they are the first known instance of a “Five Eyes” country (referring to the Australia, Canada, New Zealand, the U.K. and the U.S.) sanctioning a cryptocurrency operation incorporated in another Five Eyes jurisdiction.
Where do entities like Cryptomus and Heleket derive their authority to offer international financial services? The answer appears to involve fake financial institutions overseen by a phony regulatory body positioned in a country that is not widely recognized as a sovereign nation.
Our 2024 investigation found the sole shareholder of Cryptomus’s parent company Certa Payments was a 25-year-old Ukrainian woman who also headed several other firms, including the WS Management and Advisory Corporation, which bills itself as the regulatory body that exclusively oversees licenses for cryptocurrency, foreign exchange and online gaming businesses incorporated in the disputed region in northwest Africa known as the Western Sahara.
That entity’s website — crasadr.com — says it assists applicants with bank setup and formation, online gaming licenses, and the creation and licensing of foreign exchange brokers. One of Certa Payments’ former sites — certa[.]website — also shared a server with 12 other domains, including rasd-state[.]ws, a website for the Central Reserve Authority of the Western Sahara.

The website crasadr dot com, the official website of the Central Reserve Authority of Western Sahara, which lists the entities awarded licenses for cryptocurrencies, gaming and foreign exchange services.


Una chiave di violino cosmica è al centro della nuova immagine composita rilasciata dall’osservatorio a raggi X Chandra della Nasa. A disegnarne la forma del caratteristico simbolo musicale sono le onde radio osservate da Lofar (Low Frequency Array), una rete di decine di migliaia di antenne distribuite in Europa, mentre i raggi X dei telescopi spaziali Chandra ed eRosita rivelano il gas caldo dell’ammasso di galassie che la ospita. Completano l’immagine le osservazioni nell’infrarosso.

La radiosorgente Treble Clef. Crediti: Raggi X: Nasa/Cxc/Inaf-Ira/A. Botteon et al.; Infrarosso: Ukidss-Gps; Radio: Astron/Lofar; Elaborazione dell’immagine: Nasa/Cxc/Sao/N. Wolk
La nuova immagine composita si basa sulle osservazioni analizzate nello studio pubblicato recentemente su Astronomy & Astrophysics e guidato da Andrea Botteon, con Marisa Brienza come seconda autrice, entrambi dell’Istituto di radioastronomia (Ira) dell’Inaf di Bologna. Il lavoro è firmato da un gruppo internazionale e comprende anche contributi di altri membri dell’Ira e dell’Istituto di astrofisica spaziale e fisica cosmica dell’Inaf di Milano.
Il lavoro combina dati radio delle survey Lofar LoTss-Dr3 e LoLss-Dr2, quest’ultima di prossima pubblicazione, con nuove osservazioni del radiotelescopio indiano uGmrt e nei raggi X di Chandra. A questi si aggiungono dati nei raggi X di eRosita e nel vicino infrarosso di UkIrt, alle Hawaii. Il gruppo ha così caratterizzato per la prima volta l’ammasso che ospita la radiosorgente e ha indagato l’origine di quest’ultima, soprannominata Treble Clef, “chiave di violino”, appunto.
Operazione non facile questa, a causa della sua posizione: la sorgente si trova in una direzione in cui il nostro sguardo attraversa il disco della Via Lattea: stelle, gas e polveri presenti lungo questa linea di vista ostacolano fortemente le osservazioni dalla Terra e in particolare nella luce visibile. È stato quindi fondamentale combinare le osservazioni radio della sorgente con quelle spaziali nell’infrarosso, utili a individuare le galassie dell’ammasso, e nei raggi X, che ne rivelano il gas caldo.
Chandra e il telescopio tedesco per raggi X eRosita (Extended Röntgen Survey with an Imaging Telescope Array) hanno rilevato gas caldo e diffuso in corrispondenza della Treble Clef, confermandone l’associazione con un ammasso di galassie. L’analisi ha inoltre stabilito che il sistema è in realtà composto da due ammassi in fase di fusione (merging). Gli ammassi di galassie sono tra le più grandi strutture dell’universo: possono contenere centinaia o migliaia di galassie e immense riserve di gas a temperature di milioni di gradi.
La nuova immagine composita mostra in blu il gas a temperature di milioni di gradi rilevato nei raggi X dai telescopi spaziali Chandra ed eRosita. Una parte dei dati di Chandra è stata elaborata con una tecnica specifica per mettere in risalto alcune caratteristiche dell’emissione. In rosso sono invece rappresentate le osservazioni radio di Lofar. Completano l’immagine, i dati nell’infrarosso dello United Kingdom Infrared Telescope, rappresentati prevalentemente in bianco.
L’indagine è partita proprio dall’insolita struttura radio della sorgente. «Mentre esaminavamo i dati della survey LoTss-Dr3, ha attirato la nostra attenzione una sorgente brillante e ricca di filamenti», racconta Andrea Botteon. «Comprenderne l’origine, però, era difficile perché mancavano osservazioni complementari. Il primo passo è stato quindi proporre nuove osservazioni con il radiotelescopio uGmrt. La proposta è stata accettata e i nuovi dati hanno mostrato che l’emissione radio diminuisce rapidamente al crescere della frequenza: una caratteristica che descriviamo come uno spettro radio ripido. Insieme alla sua forma particolare, questo suggeriva che la sorgente fosse una “fenice radio” in un ammasso di galassie, un’interpretazione che abbiamo confermato analizzando nuove osservazioni nei raggi X».
Il nome “fenice radio” richiama un’emissione che torna a brillare dopo essersi affievolita. Secondo lo scenario proposto nello studio, la Treble Clef si sarebbe infatti formata in due fasi. Inizialmente, un buco nero supermassiccio, probabilmente ospitato nella galassia più brillante dell’ammasso, avrebbe espulso plasma a velocità prossime a quella della luce. Le particelle cariche del plasma, muovendosi nei campi magnetici, avrebbero prodotto emissione radio di sincrotrone, poi affievolitasi man mano che perdevano energia.
Successivamente, la collisione dell’ammasso che ospita la sorgente con un altro ammasso di galassie avrebbe “ravvivato” l’emissione radio, fornendo nuova energia alle particelle e/o amplificando i campi magnetici. Anche le onde d’urto generate dalla collisione — simili a quelle che producono i boati degli aerei supersonici — potrebbero aver contribuito a questo processo.
Per cercare indizi della collisione, il gruppo ha analizzato le irregolarità nella distribuzione del gas caldo osservato da Chandra. Dall’immagine nei raggi X è stato sottratto un modello ovale e simmetrico che descrive la distribuzione della maggior parte del gas dell’ammasso. Nell’immagine residua emergono così due zone di emissione più intensa, a sinistra e a destra di una regione centrale più debole. Questa disposizione suggerisce che la collisione sia avvenuta prevalentemente lungo la direzione destra-sinistra nell’immagine. Secondo lo scenario proposto, lo scontro tra i due ammassi risalirebbe a qualche centinaio di milioni di anni fa e i due sistemi starebbero ora allontanandosi l’uno dall’altro.
Se le osservazioni permettono di ricostruire la storia fisica della sorgente, la sua forma lascia spazio anche all’immaginazione. La chiave di violino che le ha dato il soprannome non è l’unica figura riconoscibile: nella stessa struttura radio si può intravedere anche un drago gallese visto di profilo. Entrambe le somiglianze sono esempi di pareidolia, il fenomeno che ci porta a riconoscere figure familiari in ciò che osserviamo.
Per saperne di più:

Entro il 2050 cresce l’esposizione delle infrastrutture italiane al rischio climatico; Liguria regione più critica. Sono tra i principali risultati della ricerca ‘Adattiva – Scenari di rischio climatico e resilienza infrastrutturale’, presentata ieri sera in anteprima alla Camera dei Deputati dalla climate tech Eoliann, in occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali. L’analisi, realizzata con la piattaforma di climate risk analytics Airis, incrocia 18 categorie di infrastrutture italiane con 6 pericoli climatici e proietta i dati al 2050. L’evento, promosso dall’onorevole Luca Squeri, è stato patrocinato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e dall’Associazione InfrastruttureSostenibili, con il supporto tecnico-scientifico di World Energy Council (Wec) Italia. Nel corso dell’evento istituzioni, aziende di infrastrutture ed esperti internazionali hanno dialogato su come proteggere reti, territori e servizi essenziali dagli impatti della crisi climatica. Attraverso Airis, piattaforma proprietaria di climate risk analytics che incrocia dati geospaziali, modelli fisici e Ai, la Società Benefit Eoliann ha provato a immaginare come potrebbe evolvere il rischio climatico per le infrastrutture del Paese da qui al 2050 e che cosa questo potrebbe significare per la vita quotidiana di chi quei territori li abita. L’analisi parte dai dati reali sulle infrastrutture italiane, così come sono geolocalizzate su OpenStreetMap (una mappa digitale open e collaborativa che permette di sapere esattamente dove si trovano elettrodotti, ferrovie, autostrade, aeroporti e reti di telecomunicazione sul territorio), raggruppandole in 18 categorie, chiamate ‘portafogli infrastrutturali’, ciascuna corrispondente a una tipologia di rete o impianto, per esempio, le linee elettriche ad alta tensione, quelle a media e bassa tensione, i tratti ferroviari, autostradali, ecc…. Per ciascuna di queste 18 categorie, si è valutato quanto esse siano esposte a 6 diversi tipi di pericoli climatici, come alluvioni, frane, vento estremo e incendi; incrociando le 18 categorie di infrastrutture con i 6 pericoli si ottengono 108 combinazioni possibili, che rappresentano la base numerica su cui si costruiscono i risultati della ricerca.
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Il marchio di abbigliamento Woolrich Europe ha annunciato ufficialmente il proprio impegno a rinunciare all’utilizzo di pellicce. L’annuncio – che arriva dopo l’invio all’azienda di oltre 200.000 e-mail e lo svolgimento di manifestazioni pubbliche davanti ai suoi negozi in tutta Europa – è stato dato in collaborazione con la Fur Free Alliance, una coalizione composta da 45 organizzazioni per la protezione degli animali. “È particolarmente significativo – commenta Joh Vinding, Presidente della Fur Free Alliance – che un marchio nato producendo cappotti bordati di pelliccia per i cacciatori di animali da pelliccia scelga oggi di rinunciarvi”. Un cambiamento di passo dovuto alla nuova proprietà, BasicNet, che ha acquisito Woolrich Europe da L-Gam, un fondo d’investimento con sede in Lussemburgo. Nell’ambito dell’accordo, l’azienda cesserà la produzione di nuovi capi contenenti pellicce animali entro il 31 dicembre 2026. Di conseguenza, dal 2027, tutte le nuove collezioni di Woolrich Europe saranno prive di pellicce. La decisione arriva in un momento cruciale per il futuro dell’industria della pellicceria in Europa. La Commissione Europea sta infatti valutando come rispondere all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “Fur Free Europe”, che ha raccolto oltre 1,5 milioni di firme a favore dell’introduzione di un divieto di allevamento di animali da pelliccia e di commercializzazione di prodotti di pellicceria in tutta l’Unione Europea.
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Le materie plastiche dovrebbero essere chimicamente inerti, ma quando si frantumano in microplastiche e nanoplastiche le cose cambiano: quando queste particelle entrano a contatto con l’acqua, generano i cosiddetti radicali liberi, molecole altamente reattive che danneggiano le cellule di animali ed esseri umani. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature, guidato da Columbia University e Università della California a Berkeley, che mette in discussione la visione comune della plastica come materiale passivo e sicuro. La scoperta potrebbe portare alla riprogettazione delle plastiche di largo consumo, come quelle usate per confezionare alimenti, imbottigliare acqua e realizzare giocattoli, in modo da ridurre gli effetti tossici sulla salute e sull’ambiente. Grazie a esperimenti condotti in laboratorio e simulazioni effettuate al computer, i ricercatori coordinati da Wei Min della Columbia e Teresa Head-Gordon dell’Università della California hanno osservato ciò che succede quando le microplastiche interagiscono con l’acqua, come avviene nelle bottiglie o quando vengono assorbite nel flusso sanguigno e nelle cellule. Le molecole d’acqua diventano chimicamente attive quando entrano in contatto con la plastica: si crea, così, un ambiente che favorisce il trasferimento di elettroni tra le molecole, portando alla formazione di radicali liberi. “Man mano che la plastica si frammenta in particelle sempre più piccole – affermano i ricercatori – la sua superficie aumenta enormemente. Qui l’acqua svolge un ruolo attivo fondamentale, anziché limitarsi a fare da spettatrice: è essenziale per rendere reattive queste microplastiche”.
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In Valle d’Aosta nascono tre nuovi servizi veterinari per gli animali da compagnia, promossi dall’assessorato regionale alla Sanità e realizzato dall’azienda Usl. Si tratta dello sportello animali da compagnia, che avrà in compito di dare informazioni e supportare le persone a una convivenza sana e responsabile con il proprio animale, del consultorio comportamentale per gli animali da compagnia, che aiuterà i proprietari a prevenire ed eventualmente affrontare le difficoltà emerse e infine dell’ambulatorio veterinario sociale destinato alle persone con fragilità. In questo caso, saranno i servizi sociali ad attivarlo, e sono già sei le persone che ne hanno usufruito e i veterinari hanno preso in carico sette cani e un gatto. La sede dei tutti e tre i servizi si trova in località Amérique a Quart, presso il dipartimento di prevenzione. In Valle d’Aosta ci sono 20 mila cani ”chippati”, ovvero iscritti all’anagrafe canina dei vari comuni, che è obbligatoria per legge. Mentre i gatti sono poco meno di sei mila quelli censiti. Si tratta di un dato sottostimato. “Si tratta di tre nuovi strumenti complementari tra loro – spiega la veterinaria Enrica Muraro – e l’obiettivo è quello di lavorare sulla prevenzione, prima che possano insorgere criticità”. Negli anni, infatti, le segnalazioni all’AUsl, relative a problemi igienico-sanitari o di benessere animali sono passata da 17 del 2020 a 49 dello scorso anno. Quest’anno, nei primi nove mesi sono state 38. Le morsicature lo scorso anno sono state 118, un dato in diminuzione rispetto al 2021 quando erano state 166. La direttrice della struttura di igiene degli alimenti e delle produzioni zootecniche, Sandra Ganio sottolinea: “Il nostro obiettivo è quello di rafforzare la prevenzione per aiutare a creare una sana relazione persone-animali e offrire risposte appropriate ai padroni”.
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Il consiglio provinciale di Bolzano ha approvato con 15 voti favorevoli, 14 contrari ed un’astensione una mozione di Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) che impegna la giunta provinciale a “verificare tempestivamente la disponibilità di un’eventuale sede per un rifugio per animali nella parte occidentale della provincia, particolarmente in zona Tisner Auen”, nel Burgraviato. La proposta prevede, inoltre, “in caso di esito positivo di elaborare, d’intesa con le associazioni animaliste della provincia e con esperti, un progetto per le aree e le costruzioni necessarie per la realizzazione di un rifugio per animali in zona Tisner Auen”; di “finanziare con fondi provinciali la costruzione d’idonee strutture” da mettere a disposizione, “gratuitamente o a condizioni agevolate, di un’associazione in grado di gestire un rifugio per animali” e “di valutare, dopo la costruzione del rifugio, la possibilità di un finanziamento continuativo sul modello di altri rifugi per animali esistenti in provincia”.
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Gli ammassi stellari sono sistemi dinamici estremamente complessi e affascinanti. Cosa li rende così complicati? Innanzitutto, l’evoluzione sia dinamica sia fisica delle loro stelle. Stelle di massa diversa hanno tempi di vita differenti: quelle più massicce possono terminare la propria evoluzione esplodendo come supernove, mentre quelle di piccola massa stanno ancora evolvendo verso la “maturità” della sequenza principale. Inoltre, le stelle si muovono rapidamente all’interno dell’ammasso scambiando energia, precipitando verso il centro o “evaporando” man mano che si allontanano. A complicare il quadro interviene l’interazione tra gli ammassi e il loro ambiente circostante: altri ammassi stellari, nebulose e l’intera Via Lattea con il suo potenziale gravitazionale.

Distribuzione delle stelle di Westerlund 1 analizzate nello studio in uscita su A&A. Nel grafico si distinguono quelle ancora legate all’ammasso e quelle non legate, nonché la direzione di espansione e del moto di Westerlund 1, su un’immagine in medio infrarosso ottenuta dal satellite Wise. Le linee mostrano la configurazione del potenziale gravitazionale della Via Lattea. Crediti: L. Prisinzano et al., A&A, 2026
Tutto questo lascia impronte indelebili nella configurazione spaziale e dinamica che osserviamo oggi negli ammassi. Impronte che in questi anni siamo in grado di analizzare con grande precisione grazie al satellite Gaia dell’Agenzia spaziale europea. Il catalogo di osservazioni di Gaia contiene infatti informazioni accurate sulla posizione e sulla dinamica delle stelle, integrate da dati spettroscopici che permettono di risalire alla natura delle stelle. Analizzati con cura, i dati di Gaia permettono di ottenere un quadro completo della struttura e della dinamica degli ammassi e delle singole stelle che li compongono.
Un team di ricercatori guidato dall’astrofisica Loredana Prisinzano dell’Inaf di Palermo ha analizzato i dati di Gaia relativi alle stelle nella regione del superammasso Westerlund 1, oggetto del progetto Ewocs, guidato da Mario Guarcello. I ricercatori hanno isolato un campione di 559 stelle dell’ammasso con massa superiore a sette masse solari.
Queste stelle formano due gruppi cinematici distinti: 421 stelle sono ancora gravitazionalmente legate al nucleo dell’ammasso, mentre 103 se ne stanno allontanando (tra cui 14 “walk-away stars” con una velocità di allontanamento maggiore delle altre). I due gruppi si muovono con velocità diverse: la dispersione delle loro velocità è di circa 5 km/s per il primo gruppo e di 10-14 km/s per il secondo.
L’espansione dell’ammasso è asimmetrica, come già dimostrato in altri studi pubblicati di recente. Tuttavia, l’analisi dei dati di Gaia ha permesso di stabilire che la regione esterna di Westerlund 1 è allungata in direzione perpendicolare al piano della Via Lattea, subendo una distorsione probabilmente causata dalle forze mareali della nostra galassia. Inoltre, il suo tempo di espansione cinematica (2.08 milioni di anni) corrisponde al momento in cui Westerlund 1 ha attraversato il piano galattico (2.1 milioni di anni fa). Tra i diversi fattori che potrebbero spiegare tale evoluzione dinamica, questa coincidenza temporale suggerisce una possibile conseguenza dell’interazione avvenuta circa due milioni di anni fa tra Westerlund 1 e la materia (stelle e nebulose) che popola il piano della Via Lattea.
«Questo studio è la dimostrazione lampante di come il satellite Gaia sia una vera e propria “macchina da guerra” per lo studio dei moti propri stellari», dice Prisinzano, «e Westerlund 1 ne rappresenta un banco di prova estremo. Situato a oltre 13mila anni luce di distanza e pesantemente oscurato dalle polveri interstellari, è un oggetto per il quale le parallassi misurate da Gaia presentano incertezze troppo elevate per fornire distanze precise. Tuttavia, la qualità dei moti propri rimane impressionante. È proprio grazie a queste piccolissime incertezze nei movimenti trasversali delle stelle che abbiamo potuto identificare i membri dell’ammasso e condurre un’analisi cinematica estremamente accurata. Questo ci ha permesso di svelare non solo le complesse dinamiche di espansione e distorsione di questo superammasso, ma anche di trovare prove evidenti di un processo di dissoluzione in atto».
Per saperne di più:
La Cina ha lanciato una sfida tecnologica senza precedenti a Starlink, il progetto di Elon Musk per una rete internet satellitare globale. L’obiettivo? Stabilire una videochiamata tra i due poli terrestri: l’Artico e l’Antartide. Un traguardo che dimostra come Pechino stia superando i limiti delle connessioni tradizionali, entrando in diretta competizione con SpaceX.
In questo articolo analizziamo come la Cina sia riuscita a raggiungere questo risultato, il ruolo di Starlink nella sfida e le possibili implicazioni geopolitiche e tecnologiche di questa mossa strategica.
La Cina non è nuova a progetti ambiziosi nel settore delle telecomunicazioni. Con il lancio del satellite Guowang, Pechino mirava a colmare il divario con Starlink, che già contava migliaia di satelliti in orbita.
Ma quali sono gli obiettivi di questa sfida? Da un lato, la Cina vuole ridurre la dipendenza dalle tecnologie occidentali. Dall’altro, punta a garantire connessioni stabili anche nelle regioni più remote, come i poli. Una strategia che potrebbe ridefinire gli equilibri nel settore delle telecomunicazioni a livello mondiale.
Il sistema Guowang si basa su una costellazione di satelliti in orbita bassa (LEO), simili a quelli di Starlink. Tuttavia, la Cina ha adottato un approccio diverso: invece di concentrarsi esclusivamente sulla copertura globale, ha sviluppato tecnologie per assicurare connessioni a bassa latenza anche in condizioni estreme. Per questo la videochiamata tra Artico e Antartide rappresenta un test fondamentale. Nonostante le difficoltà legate al clima e alla distanza, i ricercatori cinesi sono riusciti a stabilire una connessione stabile, confermando la validità del sistema.
Starlink, già operativo in numerose aree del pianeta come la foresta amazzonica, continua a espandere la sua rete con l’obiettivo di fornire internet a banda larga anche nelle zone più isolate.
Quali sono i suoi vantaggi competitivi? Innanzitutto, la rete di SpaceX è già attiva e offre servizi commerciali. Inoltre, l’azienda di Elon Musk vanta una capacità di lancio eccezionale, con centinaia di satelliti messi in orbita in tempi record.
Tuttavia, la Cina non sta a guardare. Grazie a investimenti massicci e una pianificazione strategica, Pechino potrebbe presto colmare il divario, soprattutto nei settori della difesa e delle telecomunicazioni strategiche.
La competizione tra Cina e Starlink va oltre la tecnologia: è una questione di potere. Chi controllerà le comunicazioni satellitari avrà un vantaggio strategico in termini di informazione, sicurezza ed economia globale.
La Cina, con il progetto Guowang, ha già ridotto la dipendenza dagli Stati Uniti e dai loro alleati, creando un’alternativa alle tecnologie occidentali. Questo scenario potrebbe portare a una frammentazione del mercato delle telecomunicazioni, con conseguenze imprevedibili.
D’altra parte, Starlink rappresenta per l’Occidente un’arma strategica per contrastare l’influenza cinese. Una rete internet globale sotto il controllo di un’azienda privata americana potrebbe avere implicazioni anche in termini di sicurezza nazionale.
Il confronto tra Cina e Starlink è solo all’inizio. Nei prossimi anni assisteremo a una corsa tecnologica senza precedenti, con investimenti miliardari e innovazioni costanti.
Ma chi vincerà? Dipenderà da diversi fattori: la capacità di innovazione, la velocità di sviluppo e, soprattutto, l’adattamento alle esigenze globali. Una cosa è certa: il futuro delle telecomunicazioni sarà sempre più legato allo spazio.
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Palermo si prepara ad accogliere dal 15 al 18 ottobre 2026 l'edizione annuale della Targa Florio Classica, un evento che è molto più di una semplice competizione automobilistica: è una celebrazione della storia, della cultura e del paesaggio affascinante della Sicilia.
La corsa più vecchia del mondo
Nata nel 1906 dalla mente visionaria dell'imprenditore palermitano Vincenzo Florio, la Targa Florio è la corsa automobilistica più antica del mondo, un'epopea di motori e ardimento che ha visto correre sulle tortuose strade delle Madonie i più grandi piloti e le più iconiche vetture della storia. Hanno corso e vinto sullo storico “Circuito delle Madonie” piloti del calibro di Albert Divo, Achille Varzi, Tazio Nuvolari, Stirling Moss, Vic Elford, Graham Hill e Nino Vaccarella solo per citarne alcuni. Oggi, la Targa Florio Classica rievoca quei fasti, portando in scena un'esclusiva gara di regolarità per auto d'epoca che richiama collezionisti e appassionati da tutto il mondo.
La nuova edizione
L'edizione 2026 si preannuncia come un appuntamento imperdibile del Campionato Italiano Grandi Eventi per vetture storiche e moderne, di cui costituisce l’atto decisivo del Tricolore, con un programma che coniuga la passione per i motori con la scoperta delle bellezze dell'isola. Duecento equipaggi provenienti da tutti i continenti porteranno in Sicilia auto classiche e supercar, in gara nelle categorie Legend e Gran Turismo. La Targa Florio Classica sarà inoltre appuntamento privilegiato del Ferrari Tribute to Targa Florio. Organizzata da Automobile Club d’Italia, ACI Sport e Automobile Club Palermo, la manifestazione, che rientra nell’ambito delle attività del Club ACI Storico, rappresenta ogni anno un incontro unico tra sport, cultura automobilistica, patrimonio storico e valorizzazione del territorio. Tre giornate di gara: la prima nel trapanese, la seconda sulle Madonie e, in chiusura, il “Trofeo Monreale” nella giornata di domenica, che precede la cerimonia di premiazione al Palermo Marina Yachting. Dopo la scenografica partenza da piazza Verdi davanti al Teatro Massimo di Palermo, nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre, gli equipaggi, nella prima giornata di gara di venerdì 16, si muoveranno alla volta del trapanese dove, oltre ad attraversare luoghi dalla grande suggestione storica e culturale, faranno tappa anche a Campobello di Mazara, considerato uno dei luoghi simbolo della disciplina della regolarità italiana.
Le tappe fondamentali
La prima tappa di gara prevede inoltre lo svolgimento della Power Stage Classic, l’avvincente prova spettacolo su tre rilevamenti cronometrici, allestita all’interno dell’abitato di Partanna, davanti al Castello Grifeo, antica fortezza araba del 1300. La seconda tappa del sabato ripercorrerà le mitiche strade del circuito stradale della Targa Florio di un tempo tra le Madonie che è stato nel corso degli anni il teatro delle gesta dei piloti più famosi dell’intero panorama automobilistico internazionale. Al via della Targa Florio Classica, tra le duecento auto provenienti da tutto il mondo, vi saranno tutti i top driver italiani in corsa per il titolo tricolore.





Africa, il primo fondo su impatto sulla natura vuole raccogliere 100 mln dollari Africa, il primo fondo su impatto sulla natura vuole raccogliere 100 mln dollari (Energia Oltre) Roma, 13/10/2026 – Finance Earth ha collaborato con altri investitori britannici per creare il primo veicolo finanziario africano dedicato alla conservazione, in un contesto di espansione dei mercati del carbonio. L’Africa Nature Impact Fund – che sarà costituito insieme a FSD Africae FSD Africa Investments – punta a raccogliere 100 milioni di dollari per progetti legati alla natura e al carbonio basati su soluzioni naturali, come hanno dichiarato le società in un comunicato congiunto via e-mail. La piattaforma di finanziamento “mira a raggiungere una prima chiusura a quota 20 milioni di dollari nel 2027, con un impegno di 6,6 milioni di dollari da parte di FSD Africa Investments per colmare il deficit di investimenti”, hanno affermato le aziende. “L’Africa ospita un quarto della biodiversità del pianeta; tuttavia, i progetti basati sulla natura in tutto il continente incontrano notevoli difficoltà nell’accedere al capitale ‘paziente’ e strutturato in modo equo di cui hanno bisogno per avere successo”, ha affermato Ann-Marie Chidzero, Chief Investment Officer di FSD Africa Investments. “Sebbene oltre il 62% del PIL africano dipenda dalla natura e dalle sue risorse – hanno osservato le società -, gli investimenti in progetti volti a proteggere gli ecosistemi e ridurre le emissioni di carbonio rimangono ben al di sotto del fabbisogno, lasciando molte iniziative ad alto potenziale prive dei finanziamenti e del supporto necessari per crescere”.
Grand View Research prevede che il mercato globale del carbonio raggiungerà i 1.200 miliardi di dollari entro il 2026, per poi crescere fino a 6.000 miliardi di dollari entro il 2033. Il fondo a impatto mira a proteggere o rigenerare una superficie stimata di 4,5 milioni di ettari, sequestrando o evitando l’emissione di oltre 100 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nell’arco di vita dei progetti, e a migliorare le condizioni di vita di 1,4 milioni di persone di cui la metà donne. Punta inoltre a preservare oltre 60 specie vegetali e animali e investirà esclusivamente in progetti dotati di accordi di condivisione dei benefici, concepiti per destinare una quota sostanziale del valore lordo del carbonio alle comunità ospitanti, con l’obiettivo di generare per esse circa 450 milioni di dollari. Il fondo non ha ancora ottenuto le autorizzazioni normative e la sottoscrizione di quote sarà possibile solo dopo l’ottenimento della licenza.
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Check Point Research has disclosed two high-risk vulnerabilities in LiteLLM, the open-source gateway that sits between enterprise applications and AI providers such as OpenAI, Anthropic and Google. The flaws could allow a user with minimal privileges to take full control of the gateway, read sensitive files, execute arbitrary code and harvest the API keys an organisation uses to access its AI providers.
LiteLLM is downloaded around 97 million times a month and has more than 59,000 stars on GitHub. Both issues, tracked as CVE-2026-35029 and CVE-2026-59823, are fixed in version 1.83.9.
The more serious flaw, CVE-2026-35029, is a missing authorisation check on LiteLLM’s /config/update endpoint, which controls the proxy’s runtime configuration. Unlike other administrative endpoints, it did not verify that the caller held the PROXY_ADMIN role.
Compounding this, any user who logs in through the LiteLLM dashboard is issued a session token tied to a special “litellm-dashboard” team, and those tokens are checked against a looser list of permitted UI routes. That list includes “/config”. Because the check uses simple prefix matching, requests to /config/update were allowed for any logged-in user, whatever their role.
Testing against LiteLLM version 1.77.7, the researchers showed the flaw could be used to:
The second flaw, CVE-2026-59823, is a server-side request forgery (SSRF) issue in LiteLLM’s “Clientside LLM Credentials” feature. By passing a user_config parameter to the /chat/completions endpoint, an authenticated user could create a router pointing at their own server. Requests, along with the provider API keys attached to them, would then be sent to the attacker rather than to the AI provider.
Check Point notes that this code path sidestepped restrictions LiteLLM already placed on client-supplied api_base and api_key parameters.
The researchers also found that password hashes were exposed to low-privileged users and were stored without salting, using a single hash iteration. These issues duplicated an existing advisory, GHSA-69×8-hrgq-fjj8.
Check Point is clear that none of these are new classes of “AI” vulnerability. Missing authorisation checks, SSRF and unsafe dynamic module loading are all well understood. What raises the stakes is where they sit. An LLM gateway stores provider keys, manages user permissions and routes every prompt and response, making it a single point of compromise for an organisation’s AI estate. And because LiteLLM is embedded in many other AI platforms and internal tools, some organisations may be running it without realising.
“The industry’s focus has largely been on securing AI models, but this research highlights an equally important reality: AI infrastructure is becoming a new critical layer of enterprise security,” said Mateo Rojas-Carulla, Head of Research, AI Agent Security at Check Point Software Technologies. “As organisations increasingly rely on gateways such as LiteLLM to connect applications, users and AI services, these platforms become attractive targets because they sit at the centre of trust.”
“For LiteLLM users, the immediate priority is patching and reviewing access controls, but the broader lesson extends beyond a single product,” he added. “Attackers will naturally target the layer that gives them the greatest access with the least resistance.”
Check Point recommends that organisations:
The vulnerabilities were reported to LiteLLM’s maintainers through a coordinated disclosure process that began in October 2025.
Full technical write-up: https://research.checkpoint.com/2026/when-llm-gateways-go-wrong-findings-from-litellm/
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Segregati in casa, fortemente denutriti e costretti a vivere tra sporcizia e degrado. È la drammatica condizione riscontrata dalla Polizia Locale di Frosinone all’interno di un appartamento della città, al termine di un blitz scattato dopo un esposto e su delega dell’Autorità Giudiziaria.
Sul posto sono intervenuti i medici del Servizio Veterinario per accertare lo stato di salute dei tre animali. Dai rilievi è emerso che i cani venivano tenuti sempre chiusi nell’abitazione, in un contesto igienico compromesso. Oltre alla grave malnutrizione, gli animali mostravano evidenti disturbi comportamentali e fobici, legati ai presunti maltrattamenti subiti.
I tre cani sono stati immediatamente messi sotto sequestro e trasferiti presso una struttura d’accoglienza, dove hanno ricevuto le prime cure e un ambiente idoneo prima di valutare un eventuale futuro affidamento.
La vicenda è ora al vaglio della magistratura: l’ipotesi di reato è quella di maltrattamento di animali, condotta che prevede la reclusione da sei mesi a due anni e sanzioni fino a 30 mila euro. Un operazione che conferma, ancora una volta, quanto sia fondamentale denunciare per salvare vite silenziose.
(Foto di repertorio)
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Da gatto randagio a celebrità internazionale, capace di attirare visitatori da oltre 20 Paesi e regioni. È la storia di MeiMei, una gatta diventata virale sui social che oggi porta a Guangzhou, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, fan arrivati anche dall’altra parte del mondo per incontrarla di persona. Lo racconta il China Daily. A differenza di molte star, MeiMei non sembra particolarmente interessata al successo: è schiva con gli estranei e spesso occorre convincerla con del cibo per ottenere la sua attenzione. Il suo volto caratteristico ha conquistato gli utenti cinesi, che le hanno dato il nome di un personaggio della serie storica televisiva ‘Empresses in the Palace’. La sua popolarità internazionale è cresciuta dopo che alcuni utenti stranieri, notando la coda corta e i denti mancanti, hanno lanciato la campagna online ‘Save MeiMei’, temendo che fosse vittima di maltrattamenti. Il proprietario, Chen Jianye, 32 anni, ha spiegato per mesi che il suo aspetto era il risultato delle difficoltà vissute da randagia, non di violenze subite dopo il salvataggio. Chen ha raccontato che nel giugno scorso un fan cileno, Felipe, è arrivato a Guangzhou portando in regalo un orologio con il volto della gatta. Da allora sono giunti visitatori da Paesi tra cui Regno Unito, Polonia, Romania, Marocco e Afghanistan. Il proprietario prepara anche piccoli souvenir, come cuscini e fotografie. MeiMei era stata trovata vicino a una stazione ferroviaria nel giugno 2022. Chen, che si occupa del salvataggio di animali randagi dopo aver lasciato il lavoro nell’e-commerce, ha deciso di tenerla con sé. La sua età esatta è sconosciuta, ma potrebbe superare i dieci anni.
(Foto dalla pagina Instagram toletole_meime)
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Le ondate di calore estive hanno provocato picchi di mortalità in Germania, con un numero di decessi superiore del 36% rispetto alla media dei quattro anni precedenti nell’ultima settimana completa di giugno. Nella settimana successiva, a cavallo tra giugno e luglio, l’incremento è stato del 28%, mentre durante una nuova ondata di calore tra la fine di luglio e l’inizio di agosto i decessi sono risultati superiori del 4% ai valori medi degli anni precedenti. Secondo i dati preliminari dell’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis), nel terzo trimestre del 2026 sono morte circa 230.428 persone. Al di fuori dei periodi caratterizzati dalle temperature più elevate, il numero dei decessi è stato generalmente inferiore ai livelli di confronto. Nel complesso, tra luglio e settembre si sono registrati circa 3.000 decessi in meno rispetto alla media degli anni precedenti.
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Capi bufalini allevati in totale promiscuità. Gestione illecita degli effluenti zootecnici che venivano sversati all’interno di due ‘fossi’, lunghi complessivamente oltre 100 metri per circa 8-10 metri di larghezza, risultati colmi di reflui zootecnici palabili e non palabili. È quanto hanno scoperto a San Cipriano d’Aversa i militari del nucleo carabinieri forestali di Marcianise e i medici veterinari dell’Asl di Caserta intervenuti in un complesso zootecnico gestito congiuntamente da due distinte imprese individuali. Anche i paddock in cui sono ricoverati gli animali sono risultati pieni di letame bufalino. Rinvenuti, inoltre, cumuli di rifiuti pericolosi costituiti da imballaggi contaminati (fitofarmaci e olio motore) e imballaggi non pericolosi, batterie esauste, gestiti in maniera illecita. Per tutto questo, i militari, avendo ravvisato a carico dei titolari delle due aziende zootecniche le ipotesi di reato connesse alla gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi senza alcun atto autorizzativo e di abbandono di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da reflui zootecnici con pericolo di compromissione di vaste porzioni di suolo, hanno proceduto d’iniziativa al sequestro preventivo delle aree aziendali, dei rifiuti e di tutti i 349 capi bufalini di proprietà delle imprese oggetto di controllo. Entrambi gli allevatori sono stati denunciati a piede libero.
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Analizzando un campione di trecento sistemi meglio caratterizzati tra gli oltre mille noti nella Via Lattea, un team internazionale di ricerca guidato dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha scoperto che i sistemi multi-pianeta finora identificati appartengono a due distinte “famiglie”. Lo studio, pubblicato oggi sulla rivista Nature Astronomy, dimostra per la prima volta l’esistenza di un vero e proprio “legame genetico” tra la stella madre e i suoi pianeti, in grado di determinare la nascita, l’evoluzione dinamica e la futura stabilità dell’intero sistema planetario.

Illustrazione schematica del legame evolutivo tra le proprietà stellari e le architetture dei sistemi planetari. Ambienti di formazione stellare differenti danno origine a stelle e dischi protoplanetari con masse e abbondanze di elementi pesanti diverse, che a loro volta influenzano l’architettura dei sistemi multiplanetari che si formano al loro interno. Le stelle di massa inferiore a quella del Sole e con metallicità subsolare tendono a ospitare sistemi compatti, caratterizzati da livelli più bassi di eccitazione dinamica e da pianeti più piccoli ma più numerosi (a sinistra). Al contrario, le stelle più massicce, con metallicità solare o superiore, tendono a ospitare sistemi con un numero inferiore di pianeti, ma più massicci e distribuiti su orbite più ampie. Questi sistemi presentano una maggiore eccitazione dinamica, probabilmente dovuta a instabilità gravitazionali che possono espellere alcuni dei pianeti formatisi inizialmente (a destra). Crediti: Inaf / Università di Valencia / immagine generata con Ia
La prima famiglia è composta da sistemi ampi e massicci, spesso con masse totali comprese tra il doppio e dieci volte quelle del Sistema solare, che orbitano attorno a stelle più massicce e ricche di metalli (cioè elementi diversi da idrogeno ed elio) del nostro Sole. La seconda famiglia comprende invece sistemi compatti e a massa inferiore, costituiti da pianeti con masse e dimensioni comparabili tra loro – in una configurazione nota come “piselli in un baccello” (peas-in-a-pod, in inglese) – che orbitano attorno a stelle con massa e metallicità uguali o inferiori a quelle del Sole a distanze che, nella maggioranza dei casi, sono ben più strette di quelle di Mercurio nel Sistema solare.
Per poterle distinguere, le ricercatrici e i ricercatori hanno utilizzato una serie di parametri che consentono di confrontare le caratteristiche di sistemi così diversi tra loro. Per esempio, si è visto che quelli della prima famiglia presentano un’elevata “temperatura dinamica”. Misurata tramite un parametro che quantifica lo scostamento del sistema da una configurazione imperturbata con tutte le orbite circolari e sullo stesso piano, questa caratteristica è la traccia di un passato segnato da violente instabilità gravitazionali, collisioni giganti ed espulsioni di pianeti. I membri della seconda famiglia, invece, mostrano tracce di storie dinamiche meno violente e più vicine a quella del nostro Sistema solare.
«La domanda fondamentale da cui siamo partiti è stata: cosa determina le caratteristiche dei sistemi planetari come li vediamo oggi? Vengono stabilite alla nascita o sono scolpite dall’evoluzione nel tempo? La verità, alla fine, si è rivelata stare nel mezzo», spiega Diego Turrini, ricercatore dell’Inaf e co-primo autore dell’articolo. «I nostri risultati mostrano che esiste un legame genetico tra i sistemi planetari e le loro stelle e che, in funzione della stella attorno cui nascono, questo legame ne determina anche il destino». Variazioni, anche contenute nell’ambiente di formazione planetaria, dovute alle diverse proprietà stellari, possono cambiare radicalmente la natura del sistema in formazione e la sua evoluzione futura, determinando se questa sia caratterizzata da fasi di marcata instabilità e da impatti giganti.
«La difficoltà principale durante l’analisi dei dati è stata determinare se le due famiglie di sistemi planetari fossero reali o solo un’illusione creata dai limiti tecnologici delle attuali tecniche osservative», aggiunge Camilla Danielski, ricercatrice dell’Università di Valencia precedentemente assegnista di ricerca all’Inaf, co-prima autrice del lavoro. «Alla fine del percorso è diventato chiaro che gli effetti di selezione hanno agito come la punta dell’iceberg, rivelando l’esistenza di diversità ben più profonde e strutturali tra questi sistemi».
Per poter provare questa ipotesi, è stata essenziale anche una serie di simulazioni numeriche che hanno esplorato l’evoluzione di sistemi planetari con diverse condizioni iniziali. «Gli scenari che meglio riproducono le proprietà dinamiche della famiglia di sistemi ampi e massivi sono quelli in cui i sistemi sono instabili fin dalla nascita», sottolinea Danae Polychroni, ricercatrice dell’Inaf che ha seguito questa parte dello studio. «La maggiore abbondanza di materiale da cui formare i pianeti attorno alle loro stelle ospite fa sì che questi nascano troppo grandi, impedendo al sistema di rimanere stabile».
La scoperta chiarisce come l’ambiente stellare nativo influisca direttamente sul destino dei pianeti e sulla sopravvivenza di mondi potenzialmente in grado di ospitare la vita. La conoscenza di questo legame genetico costituisce una chiave di lettura essenziale per orientare la ricerca di architetture planetarie simili al Sistema solare e di pianeti potenzialmente abitabili come la Terra.
Per saperne di più:
“Ancora un caso di crudeltà ai danni di un povero animale e guarda caso il responsabile, già individuato, è un cacciatore che si è introdotto in una proprietà privata e ha freddato Zeus, un povero maremmano. Grazie alla legge Brambilla, la norma, in vigore dal luglio 2025, che tutela gli animali come esseri senzienti e punisce severamente chi fa loro del male finalmente questo criminale andrà in carcere e avrà una sanzione pesante”.
Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della LEIDAA e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti egli animali e la tutela dell’Ambiente, commenta la notizia dell’uccisione del cane Zeus, avvenuta a Olbia. Come riportano diversi organi di stampa una persona armata sarebbe entrata nel terreno recintato, attirando l’attenzione del maremmano che ha cominciato ad abbaiare per difendere il territorio. “L’intruso – riferisce il proprietario del povero Zeus – ha prima tentato di colpirlo con alcune pietre poi ha imbracciato il fucile, ed esploso due colpi contro Zeus, ammazzandolo”. Poi avrebbe tentato di occultare il cadavere dell’animale trascinandolo per le zampe in un canalone e avrebbe minacciato di morte il proprietario. I carabinieri hanno provveduto al sequestro del fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere il cane e di tutte le armi in possesso dell’uomo, inoltre sono scattate la sospensione della licenza di caccia e la segnalazione alla Procura della Repubblica per diversi reati.
“Nel caso di uccisione con crudeltà e senza necessità – precisa la presidente di LEIDAA – la legge Brambilla prevede la reclusione fino a quattro anni e una multa fino a 60mila euro. Una pena severa che non riporterà in vita il povero Zeus, ma darà giustizia lui e a tutti gli animali uccisi dalla crudeltà dell’uomo. E non sorprende constatare come, per l’ennesima volta, un atto di crudeltà e barbarie avvenga ad opera di un cacciatore. La caccia – ho avuto più volte modo di sottolinearlo – è una pratica in sé violenta e anacronistica, che ci mostra oltretutto un volto fatto di abuso e prevaricazione: per questa ragione va limitata fino all’abolizione”.
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Si trova a 7,5 anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione dell’idra. Ha una massa stimata tra tre e dieci volte quella di Giove, dimensioni pressoché identiche e una temperatura superficiale di circa -8 gradi Celsius. Ma non è né un pianeta né una stella. È Wise 0855, la nana bruna più fredda conosciuta. Grazie a una campagna osservativa condotta con il telescopio spaziale James Webb (Jwst), un team di ricercatori guidato dall’Università dell’Arizona ha studiato l’atmosfera di questo corpo celeste al confine tra una stella e un pianeta. I risultati della ricerca, in uscita su The Astronomical Journal, rivelano una struttura tridimensionale e una chimica complessa, con caratteristiche molto simili a quelle della Terra.

Illustrazione artistica di una nana bruna, un corpo celeste troppo massiccio per essere un pianeta, ma non abbastanza da innescare le reazioni di fusione nucleare che alimentano le stelle. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech
Per giungere a queste conclusioni, il team di astronomi guidato da Brittany Miles, ricercatrice dell’Università dell’Arizona, ha osservato Wise 0855 per 11 ore utilizzando lo spettrografo Nirspec di Jwst, ottenendo uno spettro della luce ogni 15 minuti.
Questa tecnica, nota come “spettroscopia a serie temporale”, permette di seguire le variazioni dello spettro di luce nel tempo e studiare così i cambiamenti nelle caratteristiche dell’atmosfera. L’analisi di questi spettri ha permesso di ottenere ciò che i ricercatori stessi definiscono la ricostruzione più dettagliata mai ottenuta della dinamica atmosferica di Wise 0855, nonché la prima conferma diretta che le nubi d’acqua su un altro corpo celeste cambiano spessore nel tempo, proprio come accade sulla Terra.
I dati di Jwst rivelano infatti che l’atmosfera di Wise 0855 è modellata da due processi distinti che si verificano simultaneamente: ad alte quote, nubi d’acqua si addensano e si diradano con la rotazione dell’oggetto; più in profondità, imponenti moti convettivi rimescolano i gas, richiamando e trasportando verso l’alto molecole provenienti dalle regioni sottostanti.
«È la prima volta che riusciamo a confermare che le nubi d’acqua si assottigliano e si inspessiscono su un mondo vicino», sottolinea Miles. «Prima di Jwst avevamo a disposizione soltanto dati fotometrici, nei quali gli effetti delle nubi, della chimica e della temperatura risultavano inevitabilmente mescolati. Ora siamo finalmente in grado di distinguerli».
Le nane brune sono oggetti celesti troppo massicci per essere pianeti, ma non abbastanza da innescare le reazioni di fusione nucleare che alimentano le stelle. Grazie al calore residuo della loro formazione, tuttavia, emettono una debole radiazione. Per spiegare come questa luce attraversi l’atmosfera e raggiunga lo spazio, portando con sé informazioni sulle caratteristiche di questi oggetti, Mark Marley, direttore del Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona e coautore dello studio, ricorre alla metafora di una zanzariera: «I fotoni emessi dal corpo celeste attraversano l’atmosfera e si disperdono nello spazio. Per noi è come guardare il mondo attraverso una zanzariera che lascia filtrare parte della luce. Stiamo imparando a conoscere ciò che si trova da entrambi i lati della zanzariera, ma dobbiamo anche capire com’è fatta la zanzariera stessa».
Nel caso di Wise 0855, in particolare, questa “zanzariera” cambia continuamente. Dalle indagini è emerso, infatti, che mentre la nana bruna ruota su sé stessa, “sfilano” nel campo di vista regioni caratterizzate da coperture nuvolose e temperature differenti, creando un mosaico dinamico di zone più calde e più fredde. La sensibilità dello spettrografo di Jwst ha permesso di tracciare queste variazioni analizzando singole impronte molecolari, un risultato che nessun osservatorio precedente era riuscito a ottenere per un oggetto così freddo.
Oltre alle variazioni di temperatura associate alla rotazione della nana bruna, lo strumento Nirspec ha registrato un segnale ritmico e oscillatorio associato alla presenza di due specifici gas: monossido di carbonio e fosfina. Secondo gli scienziati, non v’è dubbio: il segnale è dovuto al calore interno della nana bruna che spinge continuamente i gas verso la superficie, con un meccanismo analogo a quello che fa salire il liquido caldo dal fondo di una pentola in ebollizione.
Si tratta di un processo ben noto in planetologia, noto come “chimica di disequilibrio” (dall’inglese disequilibrium chemistry), spiegano i ricercatori. Su Giove, il rimescolamento convettivo trasporta i gas dagli strati profondi e caldi verso l’atmosfera superiore. Lo stesso processo è già stato osservato nelle nane brune, ma seguirne per la prima volta le variazioni in tempo reale, molecola per molecola, apre una prospettiva del tutto nuova.

Schema dell’atmosfera di Wise 0855 elaborato sulla base delle osservazioni in serie temporale e dei modelli che meglio riproducono i dati di Jwst. In (a), rappresentazione monodimensionale dell’atmosfera della nana bruna. Le frecce indicano i moti convettivi che trasportano gas caldo ricco di monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO₂) e fosfina (PH₃) dagli strati più profondi dell’atmosfera, dove la pressione è maggiore, verso la fotosfera, lo strato più esterno. Le linee nere tratteggiate delimitano l’intervallo di pressione a cui è sensibile la modalità osservativa Nirspec del telescopio spaziale James Webb. In (b), rappresentazione bidimensionale semplificata delle caratteristiche superficiali che potrebbero contribuire alla variabilità osservata. Le regioni viola sono più nuvolose e presentano variazioni di temperatura dell’ordine di 1 kelvin. Le regioni blu presentano una copertura nuvolosa inferiore e consentono di sondare strati più profondi, dove le firme del disequilibrio chimico sono più marcate. Entrambi i tipi di regione possono subire variazioni di temperatura. Crediti: Brittany E. Miles et al., The Astrophysical Journal, 2026
Per il team di ricerca, il valore di questo studio non risiede soltanto in ciò che ci rivela su Wise 0855, ma nelle sue implicazioni nella caratterizzazione delle atmosfere planetarie: i principi fisici di convezione, formazione nuvolosa e chimica atmosferica che governano questo mondo si applicano anche ai giganti gassosi del Sistema solare, come Giove. Se questi principi sono universali, valgono anche per gli esopianeti giganti gassosi che gli astronomi stanno iniziando a studiare sistematicamente grazie al telescopio spaziale James Webb.
«Anche se le nane brune non sono veri e propri pianeti, mostrano comportamenti simili a quelli planetari», osserva Miles. «Tra di loro esiste uno spettro continuo di comportamenti, non c’è una linea di demarcazione netta. Giove e Wise 0855 sono chiaramente diversi, ma presentano schemi meteorologici simili. Esistono dunque principi fondamentali di fisica e chimica che possono essere applicati a tutti questi mondi».
I ricercatori guardano ora alle prossime osservazioni con il James Webb, con l’obiettivo di definire con maggiore precisione i dettagli sulla rotazione di Wise 0855 e approfondire la dinamica tridimensionale dei movimenti nella sua atmosfera. Per il momento, il messaggio è chiaro: il tempo meteorologico esiste ovunque e alcuni dei nostri vicini più prossimi hanno cieli che vale la pena osservare.
Per saperne di più:
Un maremmano di nome Zeus è stato ucciso con due colpi di fucile da un cacciatore a pochi metri dalla porta di casa mentre tentava di difendere il suo territorio. E’ accaduto vicino a Olbia, in località Su Trambuccu, l’8 settembre. Il cacciatore è entrato nella proprietà privata. “Erano le 8:30, una giornata di caccia, avevo chiesto a un cacciatore di allontanarsi dal terreno confinante con il mio, mi aveva risposto che pagava le tasse venatorie e avrebbe fatto quel che voleva ma alla fine si era allontanato”, ha raccontato all’”Unione sarda” il proprietario di Zeus. “Poco dopo le 9:30, mi sono assentato per un quarto d’ora insieme a Zeus che al rientro è sceso dall’auto anticipando l’ingresso in casa”. A quel punto una persona armata sarebbe entrata nell’area recintata, attirando l’attenzione del canew che ha cominciato ad abbaiare per difendere il territorio. “L’intruso – continua il proprietario – ha prima tentato di colpirlo con alcune pietre poi ha imbracciato il fucile, ed esploso due colpi contro Zeus, ammazzandolo”.
I carabinieri hanno sequestrato il fucile che sarebbe stato utilizzato per abbattere il cane e le altre armi in possesso dell’uomo, cui è stata sospesa la licenza di caccia e che è stato segnalato alla Procura della Repubblica.
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Che cosa cercavano le decine di migliaia di turisti che il 12 agosto hanno affollato una striscia del territorio spagnolo dalla costa atlantica fino alle Baleari? Erano tutti alla ricerca dell’emozione del Sole che si spegne nel corso di un’eclissi totale. Alcuni hanno avuto fortuna, altri no perché nubi sfilacciate o semplicemente foschia hanno rovinato lo spettacolo. È quello che è successo a me: nel cielo perfetto di Ibiza si è materializzata una nuvoletta, giusto prima della totalità. Anche l’Italia è stata lambita dall’ombra della Luna con una preferenza per le regioni del nord che hanno goduto di oltre il 90 per cento di copertura del disco solare.
Indipendentemente dal fascino ancestrale del sole nero, vorrei sottolineare che l’eclisse è un momento magico che ci rende unici nel Sistema solare. Assistere all’oscuramento del Sole è, infatti, possibile solo per noi terrestri grazie a una fortuita combinazione tra dimensioni e distanza del Sole e della Luna, visti dalla Terra. Per dirla in termini astronomici, il Sole e la Luna appaiono avere le stesse dimensioni angolari nel cielo. È questa coincidenza, unica nel Sistema solare, a rendere possibile alla piccola Luna di oscurare il Sole. Avere le stesse dimensioni angolari non è però sufficiente: perché si verifichi un’eclisse occorre che, nel percorrere le loro orbite, Luna e Terra siano allineate con il Sole.

Marco Bastoni, “Il piccolo libro delle eclissi. Tra mito e scienza, lo spettacolo più straordinario del cielo”, Apogeo, 2026, 160 pagine, 16 euro
In questo rapporto a tre astronomico gioca un ruolo fondamentale l’inclinazione, piccola ma non trascurabile, del piano dell’orbita della Luna rispetto al piano dell’orbita della Terra intorno al Sole. Sono poco meno di 5°, ma sono fondamentali per regolare il succedersi dei momenti “speciali” della Luna che si verificano quando i tre corpi celesti si allineano e possono farsi ombra, determinando le eclissi. Si tratta di fenomeni abbastanza rari perché, come spiega molto bene Marco Bastoni nel suo Il piccolo libro delle eclissi, si richiedono delle condizioni particolari perché la Luna deve trovarsi al posto giusto nel momento giusto in modo tale che si verifichi un perfetto allineamento tra Sole, Luna e Terra.
Grazie alla nostra conoscenza delle complicate e molteplici periodicità dei moti della Luna adesso sappiamo predire con precisione le eclissi, ma, esattamente come Marco Bastoni, ammiro le capacità dei nostri antenati. Pur facendo i conti in caratteri cuneiformi su tavolette d’argilla, i babilonesi erano già in grado di prevedere le eclissi di Sole e di Luna. Diciamo che era una necessità: nell’antichità le eclissi erano foriere di sventura e occorreva essere pronti per cercare di correre ai ripari.
Adesso il terrore è scomparso e le eclissi sono diventate magneti turistici che, però, continuano a offrire le stesse antiche suggestioni. Sappiamo che non ci sono i draghi che mangiano il Sole, ma non possiamo restare indifferenti. È madre natura al suo meglio.
By Louise John, Head of IT Service Delivery at Virgin Active
For IT managers, unexpected projects and changing business priorities are normal part of the job.
You might have spent months planning your team’s workload, but only to be told with little warning that a new software solution needs to be implemented within six weeks.
Whatever the circumstances, the responsibility for delivering these projects often falls on IT teams, even when they have had little involvement in the decisions behind them.
As a manager, this can be particularly challenging because you are expected to deliver results within tight deadlines, while also managing your team’s existing workload, keeping up staff morale while also protecting them from burnout.
So, how can you support your team when unexpected projects land on their desks?
The first thing I would recommend is establishing what actually needs to be delivered and by when.
If a new software implementation has been given a six-week deadline, what are the absolute essentials that need to be completed within that timeframe?
Rather than attempting to deliver everything at once, identify what is achievable and communicate this to senior leadership. Managing expectations upwards is just as important as managing the team responsible for delivery.
It’s also important to involve your team in these conversations. Be honest about what is expected, explain the priorities and ask what they realistically believe can be achieved.
Unexpected projects inevitably create pressure, particularly when teams are already managing demanding workloads.
As a manager, you need to recognise this and consider what additional support might be required.
Could working hours be more flexible? Can existing projects be paused or reassigned? Do you need additional resources? If employees are required to work extra hours, can they take time back once the project is completed?
It’s also important to establish boundaries and make sure your team isn’t expected to deliver everything simultaneously.
When workloads become overwhelming, it helps to focus on one task at a time rather than worrying about the hundred things still to do.
Finally, don’t underestimate the importance of keeping morale high. Even during the busiest periods, celebrating small wins, recognising people’s efforts and maintaining a sense of humour can make a big difference.
Ultimately, IT managers cannot always control the projects or deadlines handed to them, but they can control how they support their teams through them.
Louise is speaking at DTX + UCX London 2026, taking place at ExCeL London on 14 and 15 October.
Join Louise on Wednesday 14 October, from 12:10pm to 12:50pm, on the Design & Delivery Stage, for a panel discussion titled Caught in the middle: Leading digital change when nobody prepared you for it.
She will be joined by Rebecca d’Orazi Flavoni, Digital Growth and Training Consultant at RDF Training & Consulting; Greg Ferrari, Executive Director of Performance and Transformation at AAT; and Roger Kirby, Senior Enterprise Architect at AstraZeneca.
Together, they will explore how managers can balance pressure from senior leadership, protect their teams from burnout and successfully deliver digital change, even when they haven’t been given the tools or context to do so.
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Ahead of their participation at DTX + UCX London 2026, Lee Robson, AWS Greenfield Practice Lead at Ingram Micro shares what the company will be showcasing at the event and explains what trends will impact the channel in the year ahead.
Ingram Micro will be showcasing how organisations can accelerate innovation with AWS. Our team will be demonstrating practical AI, cloud and security solutions, including AWS Quick, Claude via Amazon Bedrock, FinOps-led cloud optimisation and AWS security assessments. We’ll be connecting customers with specialist partners that can help turn strategy into measurable business outcomes.
Our message is simple: unlock the value of AI and cloud while maintaining control of cost, security and governance. We’ll be highlighting how AWS enables organisations to innovate faster, connect apps, data, and teams so answers turn into action instantly with AWS Quick, adopt generative AI through Claude via Bedrock, optimise cloud spend through FinOps, and strengthen their security posture.
Many organisations are overwhelmed by the pace of technology change, particularly around AI and cloud. Common challenges include understanding where to start, selecting the right solutions, managing cloud costs, ensuring security and compliance, and finding the skills required to implement and support new technologies successfully.
Experienced partners help customers move from technology discussions to business outcomes. With Ingram Micro, they remove the barrier to entry for a lot of businesses and provide strategic guidance, technical expertise and proven delivery frameworks that reduce risk and accelerate adoption. Partners can also help organisations optimise AWS investments, implement AI responsibly, improve security and create clear roadmaps for long-term success.
Generative AI adoption will continue to accelerate, but organisations will increasingly focus on governance, security and achieving measurable ROI. We also expect greater emphasis on FinOps as cloud estates mature, alongside growing demand for cybersecurity services. Partners that combine AI expertise, cloud optimisation and security capabilities will be best positioned for growth.
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Illuminano i freddi cieli dei poli con colori che vanno dal rosso, al blu fino al verde. Sono le aurore polari. Queste affascinanti luci si formano quando il vento solare, un flusso di particelle energetiche proveniente dal Sole, interagisce con il campo magnetico della Terra che ci difende come uno scudo invisibile. Ad oggi, ci sono ancora varie domande aperte su come si formino queste tempeste geomagnetiche. Inoltre, anche se il nostro pianeta è protetto dal campo magnetico, il vento solare può comunque influenzarci: espone gli astronauti a livelli più elevati di radiazione durante le missioni, e può danneggiare i satelliti e disturbare i sistemi di navigazione, le telecomunicazioni e i servizi meteorologici.
La missione Smile (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer) per la prima volta permetterà di osservare simultaneamente l’azione del vento solare e la risposta della Terra. Smile è una missione congiunta tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e la Chinese Academy of Sciences. Lo scorso 23 settembre Smile ha ufficialmente avviato la sua attività scientifica, dopo un intenso periodo di in-space commissioning, iniziato quando il satellite è stato lanciato il 19 maggio di quest’anno e ha raggiunto la sua orbita operativa per le attività scientifiche il 20 giugno.
Nella fase di commissioning, una parte importante è stata il collaudo dei quattro strumenti scientifici del satellite: la camera per raggi X a bassa energia (Soft X-ray Imager – Sxi), la camera per le aurore nell’ultravioletto (Uvi), il magnetometro e l’analizzatore di ioni leggeri. Ognuno di questi raccoglierà informazioni utili e diverse per comprendere meglio le tempeste solari, le tempeste geomagnetiche e la meteorologia spaziale.
Il video qui sotto mostra il primo filmato rilasciato da Uvi, la prima camera dal 2008 a catturare l’intero anello dell’aurora boreale intorno al Polo Nord nella luce ultravioletta. Uvi può osservare le aurore per quarantacinque ore consecutive, un vero record. Le immagini sono state riprese il 24 luglio 2026, appena due settimane dopo l’attivazione dello strumento. Mostrano l’attività nell’anello di aurora dovuta a una perturbazione del campo magnetico terrestre causata dalle particelle del vento solare.

Prime immagini della telecamera ultravioletta Uvi di Smile catturate il 24 luglio 2026. Le increspature nell’anello di aurora indicano una perturbazione della magnetosfera terrestre causata dal vento solare. I punti visibili a sinistra sono stelle lontane che emettono luce ultravioletta. Crediti: Esa & Cas/Smile/Uvi
Anche la camera a raggi X (Sxi) è stata attivata con successo. Una delle prime immagini di test, che vedete riportata qui sotto, è stata presa per verificare il corretto funzionamento dello strumento. L’immagine mostra i resti dell’esplosione di una stella lontana. Smile è il primo telescopio spaziale in grado di osservare il campo magnetico terrestre nei raggi X. Rileverà questo tipo di radiazioni emesse ai confini della magnetosfera quando questa viene colpita dalle particelle del vento solare. Sebbene questa telecamera lavori correttamente, attualmente rileva un eccesso di luce diffusa quando è puntata verso la Terra. Per ridurre questo fastidio, gli esperti stanno studiando correzioni specifiche e aggiornamenti software da implementare a bordo. Tuttavia, poiché Smile si sta orientando sempre più lontano dalla Terra e il Polo Nord emette meno luce mentre ci avviciniamo all’inverno boreale, la luce diffusa sta diminuendo naturalmente. Dovrebbe raggiungere un minimo a metà ottobre. A quel punto Sxi catturerà la sua prima immagine nitida della magnetopausa, la zona dove il vento solare incontra il campo magnetico terrestre.

Immagine di test della telecamera a raggi X di Smile che mostra il resto di supernova N132d nella Grande Nube di Magellano, distante circa 160mila anni luce. Crediti: Esa & Cas/Smile/Sxi
L’Esa ha realizzato un film documentario, dal titolo Let’s Smile, che descrive lo sviluppo della missione tra giugno 2024 e maggio 2026. Il video mostra le parti del satellite nelle varie fasi di lavoro: il loro arrivo al centro tecnico dell’Esa nei Paesi Bassi, l’assemblaggio, i test e infine l’invio allo spazioporto europeo in Guyana francese per il lancio. Smile segna inoltre la prima volta in cui l’Esa e la Chinese Academy of Sciences hanno selezionato, costruito e gestito insieme una missione.
«La missione Smile è una testimonianza della fiducia costruita tra i nostri team, della loro dedizione all’eccellenza e della loro determinazione a trovare soluzioni a ogni sfida», dice la professoressa Carole Mundell, Director of Science all’Esa. «Smile ora ha ottenuto il via libera per iniziare le attività scientifiche. Si tratta di un traguardo molto importante – un vero piacere da annunciare – e sono sicura che la nostra eccellente collaborazione fornirà dati rivoluzionari agli scienziati di tutto il mondo».
Guarda il servizio video su MediaInaf Tv:
Quasi 3,7 milioni di alberi e arbusti messi a dimora, il 17% in piu’ rispetto al 2024, su una superficie superiore a 5.300 ettari. E’ il bilancio della forestazione italiana nel 2025, secondo la sesta edizione dell’Atlante delle Foreste, realizzato da Legambiente e AzzeroCO2 con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste per Il Sole 24 Ore. Il rapporto, basato sull’analisi di 260 nuovi progetti distribuiti sul territorio nazionale, stima in circa 28 milioni di euro all’anno il valore dei servizi ecosistemici potenzialmente generati dai nuovi impianti. A trainare la crescita sono soprattutto le Citta’ metropolitane, grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), mentre resta aperta l’incognita sulle risorse disponibili dopo la conclusione del programma. Il Trentino-Alto Adige si conferma per il terzo anno consecutivo la regione con il maggior numero di alberi piantati, oltre 840 mila, grazie agli interventi di ripristino delle superfici danneggiate dalla tempesta Vaia e dalle infestazioni di bostrico. Al secondo posto sale per la prima volta la Sicilia, con oltre 600 mila piante, seguita da Lombardia, con piu’ di 479 mila, e Piemonte, con oltre 469 mila. Sono invece nove le regioni che nel 2025 non hanno finanziato nuovi impianti attraverso gli strumenti ordinari delle politiche forestali regionali: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche e Molise. Per molte di queste il ritardo e’ legato alla mancata attivazione dei nuovi strumenti di sviluppo rurale. Per la Sardegna, invece, i dati risultano indisponibili per il quinto anno consecutivo. Il contributo piu’ significativo alla crescita arriva dalle Citta’ metropolitane, che hanno messo a dimora 1,48 milioni di alberi e arbusti attraverso il PNRR, oltre quattro volte il volume registrato nell’edizione precedente dell’Atlante. Torino guida la classifica con oltre 455 mila piante, seguita da Roma con piu’ di 414 mila. Insieme rappresentano il 59% del totale delle Citta’ metropolitane. Seguono Reggio Calabria, con 261 mila alberi, e Catania, con 118 mila. Segnali di ripresa arrivano anche dalle imprese private, che hanno finanziato la messa a dimora di 69.510 alberi, il 70% in piu’ rispetto al 2024. La superficie interessata e’ cresciuta da 42,7 a 174 ettari. Il recupero resta tuttavia parziale rispetto ai livelli raggiunti tra il 2021 e il 2023. Dal 2022, primo anno direttamente confrontabile con le rilevazioni successive, l’Atlante documenta complessivamente oltre 12 milioni di alberi e arbusti piantati su 16.889 ettari. Il rapporto evidenzia pero’ un problema strutturale: la forestazione italiana cresce soprattutto quando sono disponibili finanziamenti straordinari, per poi rallentare al loro esaurimento. Con la conclusione del PNRR, il rischio e’ una brusca diminuzione dei nuovi impianti e la mancanza di risorse per la manutenzione degli alberi gia’ piantati. “La forestazione in Italia e’ in crescita, come testimoniano i dati aggiornati del nostro Atlante delle Foreste”, afferma Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. “Ma accanto ai dati positivi emerge un quadro di ombre: la forestazione non puo’ vivere di soli fondi straordinari come il PNRR, ormai alle battute finali”. Secondo Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2, la gestione del verde pubblico deve diventare parte della programmazione ordinaria dei Comuni, con finanziamenti continuativi anziche’ interventi legati alle emergenze. La sfida riguarda anche gli obblighi europei. La Nature Restoration Law prevede che entro il 2030 non si registri una perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea rispetto al 2024, per avviare dal 2031 una tendenza all’aumento. L’Italia dovra’ tradurre questi obiettivi nel Piano nazionale di ripristino della natura, la cui bozza e’ stata trasmessa alla Commissione europea il 25 settembre 2026. Per Legambiente e AzzeroCO2, senza una programmazione stabile e risorse dedicate, il record di nuovi alberi rischia di rimanere un risultato temporaneo, anziche’ rappresentare l’inizio di una crescita duratura del patrimonio verde italiano.
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Le basi scientifiche che dimostrano l’origine antropica del riscaldamento globale sono oggi più solide e verificabili di quanto non fossero quindici anni fa. A confermarlo è un’ampia revisione pubblicata sulla rivista Earth’s Future, coordinata dal professor Benjamin Santer dell’Università dell’East Anglia e realizzata insieme a ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, della Colorado State University e dell’Università di Edimburgo. Il lavoro risponde in modo diretto ai tentativi dell’amministrazione statunitense di mettere in discussione il nesso tra emissioni e alterazioni ambientali, ribadendo la validità della determinazione con cui nel 2009 l’Agenzia per la Protezione Ambientale definì i gas serra una minaccia per la salute pubblica. Lo studio analizza oltre tre decenni di ricerche basate sulla cosiddetta “impronta climatica”, un metodo che isola le variazioni provocate dalle attività industriali rispetto ai cicli naturali della Terra. Secondo gli autori, le critiche sollevate in un recente rapporto del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti non tengono conto né dei dati consolidati né dei progressi metodologici compiuti dal 2009 a oggi. A questo si aggiunge l’evidenza termica: gli ultimi diciassette anni hanno fatto registrare i periodi più caldi della storia delle rilevazioni strumentali, rendendo il segnale dell’impatto umano ancora più netto rispetto alla variabilità del sistema. “Le evidenze scientifiche pubblicate dopo la dichiarazione del 2009 sono ancora più solide di allora, le prove sono inconfutabili”, spiega Santer. “La nostra analisi suggerisce che il crescente numero di dati rafforza la necessità di politiche volte a limitare le emissioni e a gestire i rischi legati al Clima. Questa è una scienza scomoda per chi punta sui combustibili fossili, perché collega le emissioni ai danni alla salute, al pianeta e all’economia”, aggiunge. Le tecniche di rilevazione permettono oggi di tracciare l’influenza antropica su scala annuale, stagionale e decennale, documentando cambiamenti che vanno dagli strati alti dell’atmosfera fino ai fondali marini. Un filone centrale dell’analisi riguarda il legame tra gas serra e frequenza degli eventi meteorologici estremi, come ondate di calore prolungate, alluvioni, incendi e perdite nei raccolti agricoli. “Numerosi studi condotti nel mondo hanno rafforzato la certezza circa l’impatto dei cambiamenti climatici causati dall’uomo”, sottolinea Susan Solomon, docente di Studi Ambientali al Mit. “Questi lavori mostrano che molti aspetti del Clima, monitorati in modo indipendente, sono stati alterati in maniera fisicamente coerente, dalla sommità della stratosfera alle profondità degli oceani”, spiega. Anche l’attribuzione dei singoli fenomeni meteo all’accumulo di anidride carbonica ha raggiunto un grado di precisione finora inedito. Come evidenzia Gabi Hegerl dell’Università di Edimburgo, sono stati messi a punto metodi in grado di valutare come i gas serra abbiano modificato l’intensità di un singolo evento osservato sul territorio. Per i ricercatori, l’eventuale cancellazione delle basi legali che riconoscono i gas serra come un pericolo sanitario rischia di indebolire l’intero impianto normativo di tutela ambientale, esponendo la popolazione a rischi crescenti proprio nel momento in cui i dati confermano l’urgenza di limitare l’uso dei combustibili fossili.
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In tutta Europa, il mese di settembre ha mantenuto le condizioni di caldo e siccità insolite che avevano caratterizzato l’estate. È stato il terzo settembre più caldo per l’Europa nel suo complesso, mentre l’Europa occidentale ha registrato il settembre più caldo (a pari merito). Una diffusa siccità ha persistito in gran parte dell’Europa occidentale e centrale e in alcune aree dell’Europa orientale, intensificandosi in diverse regioni rispetto ad agosto. Le prolungate condizioni di siccità si sono riflesse anche in portate fluviali eccezionalmente basse. In alcuni tratti dei fiumi Reno, Danubio, Vistola e del bacino Garonna-Dordogna si sono registrati livelli minimi record per il mese di settembre, causando disagi alla navigazione, all’approvvigionamento idrico e all’agricoltura in diversi paesi. Le precipitazioni di fine mese hanno portato un certo sollievo a livello locale, mentre condizioni più umide della media hanno interessato alcune aree dell’Europa settentrionale e nord-orientale e la Turchia.
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Dalle forme eleganti delle grandi classiche alle interpretazioni più audaci del design, la diciannovesima edizione di Classic Eleganza Stresa ha offerto uno spaccato della cultura automobilistica attraverso esemplari capaci di raccontare epoche, stili e vicende differenti. Un incontro tra passione collezionistica e memoria, nel quale ogni vettura ha portato con sé una storia da riscoprire, tra dettagli d’autore e soluzioni stilistiche che hanno fatto epoca.
Un parterre de roi
La manifestazione, che si è svolta questo weekend, ha visto la ricca partecipazione di 50 concorrenti arrivati da tutt’Italia e anche dalla Svizzera ed è stata organizzata come sempre dal Classic Club Italia, sodalizio federato Asi. La base dell’evento è stato lo splendido Hotel Regina Palace di Stresa, che si affaccia sul Lago Maggiore. Proprio il lago è stato uno dei protagonisti, perché nella giornata di domenica alcuni motoscafi Riva hanno “accompagnato” simbolicamente le auto che si dirigevano sul lungolago per sfilare in piazza Marconi ed essere presentate da Gaetano Derosa, caporedattore di Ruoteclassiche.
Una messe di premi
A giudicare le vetture sono state chiamate due giurie: una tecnica composta da giudici Asi e Fiva e una Giuria d’Onore formata da esperti del sodalizio. Originalità, conservazione, qualità del design, finiture, interni, meccanica e storia dell’esemplare saranno tra gli elementi presi in considerazione. Tra le vetture premiate, oltre alla splendida Mercedes vincitrice del Best of Show, anche altri pezzi da 90 come la Citroën 15AL Rosalie del 1934 di Annamaria Temporali (che ha sfoggiato una mise coeva della sua vettura), la Fiat 1100/103 del 1954 di Giulio Roversi (auto di famiglia da sempre), la Lancia Aurelia B24 Spider del 1955 di Salvatore Ignaccolo, la Ford Mustang Sportsroof 250 6 cilindri del 1970 di Daniele Bonato (vettura dal restauro strepitoso), la one-off Ferrari FZ93 Antonio Calleri (sportiva realizzata da Zagato su base Testarossa) e l’Alfa Romeo Montreal di Elisabetta Cozzi. Proprio Elisabetta è stata protagonista a Stresa perché ha dato la possibilità a tutti i concorrenti e agli organizzatori la possibilità di ammirare la celebre rassegna fotografica “Donne e motori, gioie e basta” con i bellissimi scatti di Camilla Albertini.



















Quattro gattini abbandonati e in condizioni di malnutrizione hanno trovato una seconda possibilità grazie all’intervento dei carabinieri della stazione di Riposto, in provincia di Catania, che hanno individuato il responsabile del loro abbandono e permesso ai piccoli di ricevere le cure necessarie. La vicenda è emersa dopo una segnalazione dei volontari di una colonia felina i quali, arrivati in struttura di buon mattino, avevano trovato i quattro gattini all’interno. Per comprendere chi avesse abbandonato gli animali, i carabinieri hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, grazie alle quali hanno ricostruito l’accaduto. In particolare, dalla disamina dei video, i militari hanno individuato un uomo che, giunto a bordo di un’auto, aveva prelevato dal bagagliaio i quattro animali per poi lanciarli all’interno della struttura, a quell’ora chiusa. Si tratta di un 76enne straniero, residente a Riposto, che è stato denunciato per abbandono e maltrattamento di animali. I quattro gattini, affidati ai volontari della colonia felina, sono stati immediatamente sottoposti alle cure necessarie e attendono ora di trovare una famiglia disposta ad accoglierli.
(Foto CC Catania)
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‘Non in vendita’, il gruppo di cui fa parte anche l’organizzazione torinese ‘Animal’, insieme a Mi Manda Rai 3, ha reso pubbliche le immagini che documentano le condizioni degli animali vivi venduti nei mercati settimanali. In particolare, nel corso del 2025 e del 2026, sono stati sottoposti a indagine dagli animalisti i mercati di Ivrea e Rivarolo Canavese, gli unici in cui attualmente sono ancora presenti animali vivi. “Sono state trovate quaglie ferite, un pollo apparentemente agonizzante, uccelli esposti al sole con temperature superiori ai 37 gradi o un coniglio acquistato e lasciato per oltre mezz’ora in una scatola presso il banco di frutta e verdura adiacente – segnalano gli animalisti – al mercato di Ivrea, un operatore ha estratto alcuni esemplari di trota da una vasca d’acqua e li ha colpiti ripetutamente con un oggetto metallico fino a provocarne la morte. È stata inoltre documentata, in entrambi i mercati, la presenza di uova e altri prodotti di origine animale accanto agli animali vivi, nonché resti di carne fresca conservati in contenitori non protetti”. Secondo ‘Non in vendita’, gli elementi documentati sollevano interrogativi rilevanti sia sul piano del benessere animale sia sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza alimentare. “Una realtà che non può più essere ignorata. Chiediamo alla Regione Piemonte di intervenire e di vietare immediatamente la vendita di animali vivi nei mercati”.
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È ancora una matricola, ma ha già un palmarès di tutto rispetto, con una pubblicazione su The Astrophysical Journal a suo nome (unico, tra l’altro) e tre galassie che portano il suo cognome, che sono l’oggetto dello studio. Si chiama Julian Shapiro ed è uno studente del corso di astrofisica all’Università della California a Berkeley. Le tre galassie che ha scoperto sono Shapiro Dg I, II e III.
Shapiro Dg I, II e III sono tre galassie nane, ovvero sistemi galattici di piccole dimensioni e con una quantità relativamente ridotta di stelle, gas e materia oscura rispetto alle galassie più grandi come la Via Lattea.

Immagine composita realizzata utilizzando i dati della Sloan Digital Sky Survey, dell’Hyper Suprime-Cam Legacy e del Canada-France-Hawaii Telescope, che mostra le tre galassie nane scoperte nella ricerca. Crediti: Julian Shapiro
Scovate dal giovane ricercatore nei dati d’archivio ottenuti dalla Hyper Suprime-Cam (Hsc), una potente fotocamera installata sul telescopio Subaru e dal Canada–France–Hawaii Telescope, le tre galassie sono isolate, si trovano cioè lontane da altre galassie, e hanno smesso di formare attivamente nuove stelle. Un comportamento, quest’ultimo, che ha attirato l’attenzione del ricercatore.
In genere, infatti, le galassie nane isolate conservano una quantità sufficiente di materia prima per formare nuove stelle. Al contrario di quelle che si trovano in ambienti densi o nelle vicinanze di galassie più massicce, che tendono a esaurire la propria attività di formazione stellare, anche a causa delle interazioni gravitazionali e idrodinamiche con l’ambiente, che possono sottrarre loro il gas freddo necessario. Le tre galassie nane individuate da Shapiro (una delle quali, Dg-1, identificata indipendentemente anche da un altro gruppo di ricerca, nell’ambito del progetto Id-Mage) rappresentano in questo senso un enigma.
«Le galassie nane esistono sia come galassie isolate sia come satelliti di galassie più grandi, come la nostra Via Lattea», spiega Shapiro. «Nel caso delle galassie isolate, ci si aspetta che in questi sistemi galattici la formazione stellare sia ancora attiva, poiché non ci sono galassie più grandi nelle vicinanze che possano privarle del gas necessario a formare nuove stelle. Le galassie che ho scoperto, però, fanno eccezione».
Shapiro Dg I, II e III, infatti, pur trovandosi isolate, sono quiescenti, sembrano cioè aver perso la capacità di formare nuove stelle. Come spiegare questa anomalia? Secondo Shapiro, una soluzione al dilemma c’è e chiama in causa le cosiddette galassie backsplash. «Nel mio articolo suggerisco che le tre galassie potrebbero essere tra le prime candidate galassie backsplash a essere identificate e risolte, ovvero galassie che in passato sono transitate vicino a una grande galassia, perdendo il proprio gas a causa della pressione esercitata da quest’ultima, per poi essere espulse nuovamente verso l’esterno».
Più in dettaglio, secondo Shapiro, le tre galassie potrebbero essere passate in precedenza sotto l’influenza gravitazionale di Messier 101, chiamata anche galassia Girandola (Pinwheel galaxy). Durante questo passaggio, le galassie sarebbero state private del gas necessario a formare nuove stelle, prima di essere poi espulse verso regioni più remote dello spazio. Esclusivamente per Shapiro dg II esisterebbe anche uno scenario alternativo: la sua posizione è sufficientemente vicina alla galassia a spirale Ngc 5585 da rendere possibile che si tratti di una debole galassia satellite, anziché una galassia backsplash, dice Shapiro.
Per determinare dove fosse più probabile trovare galassie nane backsplash nelle vicinanze di una galassia simile alla Via Lattea e in quali condizioni queste galassie potessero essere individuate nei dati d’archivio dei telescopi, Shapiro si è avvalso di sofisticate simulazioni idrodinamiche. Una parte consistente della ricerca è stata inoltre dedicata alla stima delle distanze, fondamentale per stabilire se le tre galassie fossero davvero isolate.

Il giovane ricercatore, autore della scoperta delle tre galassie nane oggetto dello studio, Julian Shapiro
«Costruire le conoscenze di base necessarie per individuare queste galassie, sviluppare il codice per la modellizzazione e l’analisi e confrontare i risultati con il nostro modello cosmologico è stata una sfida», racconta Shapiro. «Sono stato fortunato perché molti dei principali journal del settore sono accessibili gratuitamente: questo mi ha permesso di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie».
Shapiro auspica che future osservazioni con telescopi spaziali ad alta risoluzione permettano di determinare con precisione la posizione delle tre galassie ed escludere spiegazioni alternative della loro condizione di galassie quiescenti, mentre il Vera C. Rubin Observatory potrebbe contribuire alla ricerca, individuando numerose altre potenziali galassie backsplash.
Il modello cosmologico standard, la teoria oggi più accreditata per descrivere la struttura dell’universo, prevede che le galassie backsplash siano piuttosto comuni, eppure finora è stato difficile individuarne esempi nell’universo locale. Le tre galassie nane individuate da Shapiro potrebbero offrire nuovi indizi a sostegno del modello, mostrando che i processi che esso prevede possono agire anche in ambienti cosmici meno densi ed estremi. Lo studio rafforza inoltre l’ipotesi secondo cui alcune galassie isolate abbiano perso la capacità di produrre stelle in seguito all’azione di forze esterne, probabilmente durante un precedente passaggio in prossimità di galassie più massicce. Va però sottolineato che si tratta al momento di tre “candidate”: saranno dunque necessarie ulteriori osservazioni per determinarne con maggiore precisione le distanze e la natura.
Shapiro ha condotto gran parte della ricerca quando era ancora alle scuole superiori. Oggi al suo primo semestre alla Uc Berkeley, frequenta i corsi di astrofisica, insieme agli insegnamenti obbligatori di matematica e fisica, con l’obiettivo di conseguire una laurea in questa disciplina.
«Mi piacerebbe che il mio lavoro fosse d’ispirazione per i giovani che desiderano intraprendere una carriera nella ricerca astrofisica», dice Shapiro. «Spesso i programmi scolastici dedicano poco spazio all’astronomia, e per gli studenti può essere difficile trovare un tutor e acquisire esperienza nel campo. Il mio lavoro dimostra che i dati d’archivio provenienti dai telescopi sono uno strumento fondamentale per fare nuove scoperte sulla cosmologia e sull’evoluzione dell’universo, e che anche i giovani astronomi possono contribuire a queste scoperte».
Il Davidson Institute ha riconosciuto il lavoro di Shapiro sulle galassie backsplash nominandolo Davidson Fellow 2026 e assegnandogli un premio in denaro di 25mila dollari. Nel 2025, inoltre, Shapiro aveva ricevuto il National Young Astronomer Award della Astronomical League. E il suo mentore, il professore di astronomia della Berkeley Alex Filippenko, ha elogiato il modo in cui ha condotto la ricerca e analizzato i risultati.
«Julian ha condotto una ricerca di notevole livello quando era ancora alle scuole superiori, un fatto decisamente insolito, che è stato riconosciuto con la prestigiosa Davidson Fellowship», sottolinea Filippenko. «Mi ritengo molto fortunato che abbia scelto la University of California, Berkeley, per i suoi studi universitari in astrofisica e, soprattutto, che abbia deciso di unirsi al mio gruppo di ricerca».
Per saperne di più:
Si stima che l’El Niño previsto per il 2026-2027 – un fenomeno climatico ricorrente che riscalda alcune zone dell’Oceano Pacifico e altera i sistemi meteorologici in tutto il mondo – diventerà uno dei più intensi mai registrati. Si prevede che condizioni di piogge e siccità fuori dal comune aumentino la probabilità di eventi meteorologici estremi, tra cui gravi inondazioni e gravi siccità, minacciando la vita, la salute e l’istruzione dei bambini in quasi 100 paesi e territori. “Per i bambini, El Niño è ben più di un semplice fenomeno meteorologico. Può significare un aumento degli sfollamenti, della malnutrizione, della carenza idrica e delle epidemie. I bambini rischiano inoltre la chiusura delle scuole, mentre le famiglie potrebbero trovarsi ad affrontare ulteriori difficoltà finanziarie – afferma Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF-. Con oltre 347 milioni di bambini che vivono in aree in cui si prevedono condizioni più secche o più piovose a causa di El Niño, dobbiamo agire subito per proteggere le comunità e i bambini”. Secondo gli ultimi dati dell’UNICEF, si prevede che oltre 347 milioni di bambini in quasi 100 paesi e territori subiranno condizioni di piogge o siccità insolite tra ottobre e dicembre 2026 a causa di El Niño, aumentando il rischio di inondazioni e siccità estreme con conseguenze potenzialmente devastanti. Il maggior numero di bambini che potrebbero trovarsi ad affrontare queste condizioni si concentra in Asia e nel Pacifico (190 milioni), seguiti dall’Africa orientale e meridionale (41 milioni), dall’America Latina e dai Caraibi (41 milioni), dall’Europa e dall’Asia centrale (22 milioni), dal Medio Oriente e dal Nord Africa (20 milioni) e dall’Africa occidentale e centrale (20 milioni).I bambini in Colombia, nelle Figi, in Papua Nuova Guinea e nelle Filippine, ad esempio, sono tra quelli che dovrebbero affrontare condizioni di maggiore siccità legate a El Niño, che rischiano di provocare siccità agricola e scarsità d’acqua, il che potrebbe aumentare gli sfollamenti e aggravare la malnutrizione acuta.
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In questi giorni Roma è stata il centro del mondo, quantomeno per il mondo specialistico delle unità cinofile, anche se si tratta di unità ‘particolari’. Dal 5 al 10 ottobre 2026, infatti, si è svolto nella Capitale un importante evento internazionale dedicato alle forze speciali di Polizia: presso il centro polifunzionale della Polizia di Stato di Spinaceto, sono confluiti gli esperti cinofili delle principali unità d’intervento speciale europee appartenenti ad Atlas. Il network Atlas la rete di cooperazione che riunisce 38 unità speciali provenienti dagli Stati membri dell’Unione Europea, oltre che da Paesi associati come Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera, nata in modo informale nel 2001 e formalizzata nel 2008 da una decisione del Consiglio dell’Ue per migliorare la cooperazione antiterrorismo, condividendo esperienze standard e conoscenze, e per facilitare l’assistenza e il supporto operativo transfrontaliero in caso di gravi crisi, attacchi terroristici o eventi ad alto rischio in ambienti urbani, rurali e marittimi. Nel contesto degli incontri regolarmente organizzati da tale network, il Nocs della Polizia di Stato ha ideato e predisposto una settimana di addestramento congiunto dedicato agli operatori cinofili, a cui hanno aderito i colleghi di altre 10 unità d’intervento speciale. L’obiettivo di eventi di questo tipo è quello di promuovere lo scambio di best practice operative e procedure condivise tra le unità europee, rafforzando la cooperazione internazionale nel campo delle operazioni speciali cinofile. Sono state approfondite le tecniche d’intervento che coinvolgono i nostri amici a quattro zampe e l’integrazione operativa delle unità cinofile nelle operazioni speciali, ma non solo, per la prima volta, sono anche state sperimentate con simulazioni sul campo le procedure di emergenza in ambito veterinario, per prestare le prime cure ai coraggiosi caniche dovessero rimanere infortunati nel corso dei difficili e pericolosi compiti che sono chiamati a svolgere.
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Cambiamenti climatici, distruzione degli habitat, pesca intensiva e traffico marittimo minacciano le migrazioni animali, l’allarme arriva dal congresso internazionale sull’Atlante mondiale delle migrazioni animali, in corso a Palazzo d’Avalos a Vasto (Chieti) nell’ambito della Convenzione di Bonn dell’Onu. L’Atlante punta a mappare gli spostamenti di uccelli, mammiferi, pesci, cetacei, rettili e insetti, per individuare i rischi lungo le rotte e orientare le politiche di tutela. Nel Mediterraneo, ha spiegato l’ecologo marino Giuseppe Notarbartolo, i cetacei sono esposti alla riduzione delle risorse alimentari e alle collisioni con le navi. Il riscaldamento delle acque modifica inoltre gli spostamenti delle specie. Preoccupa anche il declino degli uccelli migratori, legato alla perdita degli habitat e all’agricoltura intensiva. In Abruzzo, ha riferito Fernando Di Fabrizio, presidente della cooperativa Cogecstre, diminuiscono specie un tempo comuni come passero, zigolo nero e saltimpalo. Il congresso, organizzato da Bio Cantina Sociale Orsogna con Cogecstre e Comune di Vasto, si conclude oggi
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Dopo controlli nelle stalle del quartiere di San Cristoforo, la polizia di Stato ha individuato e sequestrato il secondo cavallo impiegato per la competizione sportiva non autorizzata avvenuta nei giorni scorsi a Palagonia. Nelle ore successive alla gara clandestina agenti della Squadra a Cavallo della Questura hanno individuato la stalla dove si trovava l’altro cavallo, un puledro di 7 mesi. Oltre al cavallo sono stati sequestrati il calesse ed i finimenti utilizzati durante la corsa. Con la collaborazione dei medici veterinari dell’Asp, che lo hanno identificato con l’applicazione del microchip, è stato sequestrato ed affidato ad un’azienda specializzata che se ne prenderà cura così da scongiurare un nuovo impiego nelle competizioni non autorizzate tra animali o la ben più grave pratica della macellazione clandestina. Il proprietario è stato denunciato e nei suoi confronti sono state comminate sanzioni per un ammontare di 13 mila euro. (Foto di repertorio)
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