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6 major cyber attacks & data breaches in March 2025
Dalla connessione delle aree rurali alla sfida del B2B: Il nuovo corso di Marco Saccu nelle TLC
Dopo l’exit con Linkem, l’imprenditore sardo torna sul mercato con Medialive, puntando su soluzioni internet custom per aziende e istituzioni. È alla sua seconda esperienza imprenditoriale nel mondo delle TLC, Marco Saccu, imprenditore sardo e cofondatore di Medialive, insieme a Luca Lai. Medialive, che lavora sul mercato dei servizi internet con il nome di Media-Link, […]
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Rischio Nucleare – Cosa sappiamo e cosa c’è da sapere “Iodio-profilassi”
Psicosi da Iodio-profilassi
A seguito delle vicende belliche riguardanti l’est Europa e la confinante Russia, la paura di un conflitto nucleare ed il relativo rischio radioattivo, ha scatenato una psicosi di massa portando i meno attenti ad un acquisto compulsivo delle compresse del famigerato Iodio o Ioduro di Potassio su qualsiasi sito lo rendesse disponibile.
La psicosi da iodoprofilassi è un fenomeno psicologico e comportamentale che si manifesta in alcune situazioni di emergenza radiologica o nucleare. È legato alla reazione di massa all’idea di dover assumere iodio stabile (ioduro di potassio, KI) per proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo rilasciato nell’ambiente durante un incidente nucleare.
Cos’è la Iodio-profilassi per rischio radioattivo?
La iodio-profilassi è una misura preventiva adottata per proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo in caso di esposizione a radiazioni, come durante un incidente nucleare o un’esplosione di una bomba atomica. Consiste nell’assunzione controllata di ioduro di potassio (KI), un composto chimico contenente iodio stabile, che satura temporaneamente la tiroide, impedendole di captare lo iodio radioattivo disperso nell’ambiente.
La tiroide utilizza lo iodio per produrre ormoni tiroidei. In caso di contaminazione, può assorbire lo iodio radioattivo, aumentando il rischio di danni cellulari e di sviluppare tumori, in particolare nei bambini e nei giovani adulti. Assumendo iodio stabile (non radioattivo) prima o durante l’esposizione, la tiroide si “satura”, riducendo o impedendo l’assorbimento dello iodio radioattivo.
Quando è necessaria?
La iodioprofilassi è indicata solo in caso di rischio concreto di esposizione a iodio radioattivo. Non è una misura preventiva generale e deve essere attivata su indicazione delle autorità sanitarie o di protezione civile.
È più efficace se il KI viene assunto entro poche ore prima o dopo l’esposizione al materiale radioattivo. Idealmente, entro 2 ore prima dell’arrivo del plume radioattivo.
Conti alla mano

Occorrerebbero 565 compresse al giorno a testa per una dose anti radiazioni da 130 mg
In rete è possibile trovare numerosi prodotti a base di ioduro di potassio stabile sotto forma di integratori, il problema però è che non sono idonei alla iodioprofilassi per incidente nucleare.
La motivazione è semplice; le compresse integratori hanno una grammatura in genere da 200/300 mcg (microgrammi ossia la milionesima parte del grammo).
Le compresse ufficiali di KI per la profilassi hanno una grammatura da 65 mg (milligrammi ossia la millesima parte del grammo).
Fatta questa premessa sulle grammature è importate capire i dosaggi.
Secondo gli studi della EUROPEAN COMMISSION – RADIATION PROTECTION, il dosaggio per un adulto di età inferiore ai 40 anni fino ai 12 anni è di circa 130 mg ossia 2 compresse di quelle ufficiali, se si dovessero usare invece quelle da integratori occorrerebbe ingerirne al giorno circa 650 per arrivare alla dose giusta (vedi Tabella).

Da qui si evince che spendere soldi per un prodotto che non è fisicamente possibile usare per lo scopo per cui lo si acquista è inutile.
Link Utili:
- INTERNATIONAL COMMISSION ON RADIOLOGICAL PROTECTION
- ISPRA
- Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
- My-personaltrainer
Chi deve assumerlo?
Popolazione più a rischio: Neonati, bambini, adolescenti e donne in gravidanza sono i più vulnerabili ai danni tiroidei causati da iodio radioattivo.
Gli adulti sopra i 40 anni generalmente non necessitano di iodio-profilassi, poiché il rischio di sviluppare tumori tiroidei è molto basso, e gli effetti collaterali potrebbero superare i benefici.
Chi è preposto alla distribuzione delle compresse di Ioduro di Potassio?
La fornitura di ioduro di potassio (KI) per incidenti nucleari è generalmente gestita da autorità nazionali o locali, in collaborazione con organismi internazionali, in base a protocolli di emergenza radiologica. Ecco una panoramica di chi può fornire il KI in tali situazioni:
Autorità sanitarie nazionali
- Ministero della Salute: In molti Paesi, il Ministero della Salute è responsabile di acquisire e distribuire le scorte di KI, assicurandone la disponibilità in caso di emergenze nucleari.
- Istituzioni sanitarie locali: Possono essere coinvolte nella distribuzione sul territorio, ad esempio attraverso ospedali, farmacie o punti di distribuzione organizzati.
Protezione Civile
- In molte nazioni, la protezione civile coordina la risposta a emergenze nucleari e distribuisce ioduro di potassio nelle aree a rischio. Questo può includere scuole, luoghi di lavoro e abitazioni situate vicino a centrali nucleari.
Aziende farmaceutiche autorizzate
- In alcuni Paesi, aziende farmaceutiche producono ioduro di potassio per uso medico e possono fornire scorte alle autorità governative o venderlo al pubblico con prescrizione medica o in libera vendita, a seconda della normativa.
Organizzazioni internazionali
- Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): Questi enti possono assistere i Paesi nell’approvvigionamento e nella distribuzione di KI in caso di emergenze di portata internazionale.
Strutture locali nei pressi di centrali nucleari
- In alcune regioni, i cittadini che vivono entro un certo raggio da una centrale nucleare ricevono scorte di ioduro di potassio come parte delle misure di preparazione alle emergenze.
Cosa fare in caso di emergenza:
- Seguire le indicazioni delle autorità competenti: Non assumere KI senza che venga dichiarato necessario.
- Evacuazione prioritaria: Il KI non è una protezione totale; è complementare alle altre misure, come l’evacuazione e il riparo al chiuso.
- Consultare fonti ufficiali: I canali delle autorità (come siti governativi, protezione civile, o ministero della salute) sono i più affidabili per sapere dove ottenere KI.
Nel caso di incidente dove si necessita la diffusione del farmaco, in ogni regione esposta vengono istituiti dei punti di consegna organizzati dalle istituzioni sanitarie, eventualmente coadiuvate da organizzazioni di volontariato.
L’eventuale somministrazione del farmaco verrà fatta in autonomia e con screening nominativo.
Nota: Limiti della iodioprofilassi?
L’uso di ioduro di potassio è raccomandato solo per proteggere la tiroide dall’assorbimento di iodio radioattivo. Non offre protezione contro altri isotopi radioattivi o contro i danni da radiazione totale. La distribuzione è mirata e avviene solo nelle zone in cui vi è un rischio concreto e immediato.
Non protegge da altri tipi di radionuclidi (cesio-137, stronzio-90) o dalle radiazioni ionizzanti in generale.
Non sostituisce altre misure di protezione, come l’evacuazione, il riparo al chiuso o l’uso di filtri per l’aria.
Effetti collaterali?
Sebbene generalmente sicuro, il KI può causare reazioni avverse, come:
- Disturbi gastrointestinali (nausea, vomito).
- Reazioni allergiche (rare).
- Problemi tiroidei (ipotiroidismo o ipertiroidismo transitori).
È importante seguire le dosi raccomandate e le indicazioni delle autorità competenti.
Conclusioni
La iodioprofilassi è una misura salvavita in caso di emergenze radiologiche con rilascio di iodio radioattivo, ma deve essere utilizzata in modo responsabile e solo su indicazione delle autorità. La distribuzione e l’informazione preventiva sono fondamentali per garantire un uso appropriato.
ATTENZIONE!
Tutte le informazioni scritte nell’articolo sono da intendersi allo stato dell’arte, ossia alla data di pubblicazione.
L'articolo Rischio Nucleare – Cosa sappiamo e cosa c’è da sapere “Iodio-profilassi” proviene da Associazione Italiana Preppers.
EU OS: A Bold Step Toward Digital Sovereignty for Europe

A new initiative, called "EU OS," has been launched to develop a Linux-based operating system tailored specifically for the public sector organizations of the European Union (EU). This community-driven project aims to address the EU's unique needs and challenges, focusing on fostering digital sovereignty, reducing dependency on external vendors, and building a secure, self-sufficient digital ecosystem.
What Is EU OS?
EU OS is not an entirely novel operating system. Instead, it builds upon a Linux foundation derived from Fedora, with the KDE Plasma desktop environment. It draws inspiration from previous efforts such as France's GendBuntu and Munich's LiMux, which aimed to provide Linux-based systems for public sector use. The goal remains the same: to create a standardized Linux distribution that can be adapted to different regional, national, and sector-specific needs within the EU.
Rather than reinventing the wheel, EU OS focuses on standardization, offering a solid Linux foundation that can be customized according to the unique requirements of various organizations. This approach makes EU OS a practical choice for the public sector, ensuring broad compatibility and ease of implementation across diverse environments.
The Vision Behind EU OS
The guiding principle of EU OS is the concept of "public money – public code," ensuring that taxpayer money is used transparently and effectively. By adopting an open-source model, EU OS eliminates licensing fees, which not only lowers costs but also reduces the dependency on a select group of software vendors. This provides the EU’s public sector organizations with greater flexibility and control over their IT infrastructure, free from the constraints of vendor lock-in.
Additionally, EU OS offers flexibility in terms of software migration and hardware upgrades. Organizations can adapt to new technologies and manage their IT evolution at a manageable cost, both in terms of finances and time.
However, there are some concerns about the choice of Fedora as the base for EU OS. While Fedora is a solid and reliable distribution, it is backed by the United States-based Red Hat. Some argue that using European-backed projects such as openSUSE or KDE's upcoming distribution might have aligned better with the EU's goal of strengthening digital sovereignty.
Conclusion
EU OS marks a significant step towards Europe's digital independence by providing a robust, standardized Linux distribution for the public sector. By reducing reliance on proprietary software and vendors, it paves the way for a more flexible, cost-effective, and secure digital ecosystem. While the choice of Fedora as the base for the project has raised some questions, the overall vision of EU OS offers a promising future for Europe's public sector in the digital age.
Source: It's FOSS
Linus Torvalds Acknowledges Missed Release of Linux 6.14 Due to Oversight
Linus Torvalds Acknowledges Missed Release of Linux 6.14 Due to Oversight
Linux kernel lead developer Linus Torvalds has admitted to forgetting to release version 6.14, attributing the oversight to his own lapse in memory. Torvalds is known for releasing new Linux kernel candidates and final versions on Sunday afternoons, typically accompanied by a post detailing the release. If he is unavailable due to travel or other commitments, he usually informs the community ahead of time, so users don’t worry if there’s a delay.
In his post on March 16, Torvalds gave no indication that the release might be delayed, instead stating, “I expect to release the final 6.14 next weekend unless something very surprising happens.” However, Sunday, March 23rd passed without any announcement.
On March 24th, Torvalds wrote in a follow-up message, “I’d love to have some good excuse for why I didn’t do the 6.14 release yesterday on my regular Sunday afternoon schedule,” adding, “But no. It’s just pure incompetence.” He further explained that while he had been clearing up unrelated tasks, he simply forgot to finalize the release. “D'oh,” he joked.
Despite this minor delay, Torvalds’ track record of successfully managing the Linux kernel’s development process over the years remains strong. A single day’s delay is not critical, especially since most Linux users don't urgently need the very latest version.
The new 6.14 release introduces several important features, including enhanced support for writing drivers in Rust—an ongoing topic of discussion among developers—support for Qualcomm’s Snapdragon 8 Elite mobile chip, a fix for the GhostWrite vulnerability in certain RISC-V processors from Alibaba’s T-Head Semiconductor, and a completed NTSYNC driver update that improves the WINE emulator’s ability to run Windows applications, particularly games, on Linux.
Although the 6.14 release went smoothly aside from the delay, Torvalds expressed that version 6.15 may present more challenges due to the volume of pending pull requests. “Judging by my pending pile of pull requests, 6.15 will be much busier,” he noted.
You can download the latest kernel here.
AerynOS 2025.03 Alpha Released with GNOME 48, Mesa 25, and Linux Kernel 6.13.8

AerynOS 2025.03 has officially been released, introducing a variety of exciting features for Linux users. The release includes the highly anticipated GNOME 48 desktop environment, which comes with significant improvements like HDR support, dynamic triple buffering, and a Wayland color management protocol. Other updates include a battery charge limiting feature and a Wellbeing option aimed at improving user experience.
This release, while still in alpha, incorporates Linux kernel 6.13.8 and the updated Mesa 25.0.2 graphics stack, alongside tools like LLVM 19.1.7 and Vulkan SDK 1.4.309.0. Additionally, the Moss package manager now integrates os-info to generate more detailed OS metadata via a JSON file.
Future plans for AerynOS include automated package updates, easier rollback management, improved disk handling with Rust, and fractional scaling enabled by default. The installer has also been revamped to support full disk wipes and dynamic partitioning.
Although still considered an alpha release, AerynOS 2025.03 can be downloaded and tested right now from its official website.
Source: 9to5Linux
Xojo 2025r1: Big Updates for Developers with Linux ARM Support, Web Drag and Drop, and Direct App Store Publishing

Xojo has just rolled out its latest release, Xojo 2025 Release 1, and it’s packed with features that developers have been eagerly waiting for. This major update introduces support for running Xojo on Linux ARM, including Raspberry Pi, brings drag-and-drop functionality to the Web framework, and simplifies app deployment with the ability to directly submit apps to the macOS and iOS App Stores.
Here’s a quick overview of what’s new in Xojo 2025r1:
1. Linux ARM IDE Support
Xojo 2025r1 now allows developers to run the Xojo IDE on Linux ARM devices, including popular platforms like Raspberry Pi. This opens up a whole new world of possibilities for developers who want to create apps for ARM-based devices without the usual complexity. Whether you’re building for a Raspberry Pi or other ARM devices, this update makes it easier than ever to get started.
2. Web Drag and Drop
One of the standout features in this release is the addition of drag-and-drop support for web applications. Now, developers can easily drag and drop visual controls in their web projects, making it simpler to create interactive, user-friendly web applications. Plus, the WebListBox has been enhanced with support for editable cells, checkboxes, and row reordering via dragging. No JavaScript required!
3. Direct App Store Publishing
Xojo has also streamlined the process of publishing apps. With this update, developers can now directly submit macOS and iOS apps to App Store Connect right from the Xojo IDE. This eliminates the need for multiple steps and makes it much easier to get apps into the App Store, saving valuable time during the development process.
4. New Desktop and Mobile Features
This release isn’t just about web and Linux updates. Xojo 2025r1 brings some great improvements for desktop and mobile apps as well. On the desktop side, all projects now include a default window menu for macOS apps. On the mobile side, Xojo has introduced new features for Android and iOS, including support for ColorGroup and Dark Mode on Android, and a new MobileColorPicker for iOS to simplify color selection.
5. Performance and IDE Enhancements
Xojo’s IDE has also been improved in several key areas. There’s now an option to hide toolbar captions, and the toolbar has been made smaller on Windows. The IDE on Windows and Linux now features modern Bootstrap icons, and the Documentation window toolbar is more compact. In the code editor, developers can now quickly navigate to variable declarations with a simple Cmd/Ctrl + Double-click. Plus, performance for complex container layouts in the Layout Editor has been enhanced.
What Does This Mean for Developers?
Xojo 2025r1 brings significant improvements across all the platforms that Xojo supports, from desktop and mobile to web and Linux. The added Linux ARM support opens up new opportunities for Raspberry Pi and ARM-based device development, while the drag-and-drop functionality for web projects will make it easier to create modern, interactive web apps. The ability to publish directly to the App Store is a game-changer for macOS and iOS developers, reducing the friction of app distribution.
How to Get Started
Xojo is free for learning and development, as well as for building apps for Linux and Raspberry Pi. If you’re ready to dive into cross-platform development, paid licenses start at $99 for a single-platform desktop license, and $399 for cross-platform desktop, mobile, or web development. For professional developers who need additional resources and support, Xojo Pro and Pro Plus licenses start at $799. You can also find special pricing for educators and students.
Download Xojo 2025r1 today at xojo.com.
Final Thoughts
With each new release, Xojo continues to make cross-platform development more accessible and efficient. The 2025r1 release is no exception, delivering key updates that simplify the development process and open up new possibilities for developers working on a variety of platforms. Whether you’re a Raspberry Pi enthusiast or a mobile app developer, Xojo 2025r1 has something for you.
Rissa (e coltellate) fra tre donne per un video su Tiktok: due finiscono in ospedale
Prima la rissa, poi l’intervento del 118 e della polizia, infine le manette. Tre ragazze sono state arrestate con l’accusa di rissa dopo uno scontro in via dei 500 a Milano nella serata di domenica 23 marzo.
Il motivo? Un video pubblicato su TikTok. Nei guai sono finite due sorelle marocchine... Consigliere del Milanese ex FdI passa a Forza Nuova
Forza Nuova entra nel consiglio comunale di Cormano: un consigliere, Massimiliano Festa, ha aderito al partito di estrema destra (era stato eletto per Fratelli d'Italia). Ed è subito scoppiata una polemica politica nella città dell'hinterland nord di Milano. La coalizione di centrodestra, che... Incidente in autostrada: furgone si ribalta e si schianta contro il guardrail
Le ruote che stridono sull’asfalto bagnato, poi l’impatto con il guardrail. Incidente sull’Autostrada A8 Milano-Varese nella mattinata di lunedì 24 marzo: un furgone Ducato, guidato da un uomo di 52 anni, si è ribaltato tra le uscite di Busto Arsizio e la barriera di Gallarate (in direzione... Pericolo per pedoni
Buongiorno, torno a scrivervi a distanza di alcuni mesi. Avevate già pubblicato un articolo a seguito di una mia segnalazione https://www.milanotoday.it/attualita/zone-30-editoriale-lettera.html Ora torno a chiedervi l'attenzione con una nuova segnalazione, credo ancor più grave della precedente... Inchiesta sulla vendita di San Siro, Sala attacca: "Il partito dei 'no' vuole condizionarmi"
Reagisce e attacca, il sindaco di Milano Beppe Sala, dopo l'inchiesta della procura sulla vendita dello stadio di San Siro. Accusa, dice che "un partito virtuale dei signori del 'no' vuole condizionare l'amministrazione del sindaco" e che però il sindaco "in nove anni ha dimostrato che non si fa... Borseggiatrici aggredite in metro': finiscono in ospedale
L’aggressione in metro, poi la chiamata al 112 e l’intervento delle ambulanze. Due donne di 33 e 24 anni, entrambe cittadine bosniache, sono rimaste leggermente intossicate dopo essere state aggredite con dello spray urticante nel mezzanino della M3 di Duomo a Milano nel pomeriggio di domenica 23... Il Club Italia serve il poker di vittorie: battuta in trasferta la Focol Legnano
Quarta vittoria consecutiva per il Club Italia che batte in trasferta la Focol Legnano per 1-3 (18-25, 24-26, 25-21, 18-25). Alla Palestra Provinciale Palavolley Legnano le ragazze di Michele Fanni vanno avanti per due set a zero, perdono il terzo parziale, ma rimangono concentrate sul match e... Sgomberato il capannone occupato di via Novara: diventerà un supermercato
Sgomberato lunedì mattina il capannone dismesso, e occupato abusivamente, di via Novara 75, che un tempo veniva utilizzato da Atm come deposito e si trova tra la rimessa della stessa Atm e il negozio Toys. Il capannone era occupato da senzatetto da qualche mese e i residenti nella zona... Superenalotto, a Milano centrato un "5" da quasi 100mila euro
Il Superenalotto "bussa" a Milano, nel concorso 47 di sabato 22 marzo 2025. Lo fa con un 5 da 95mila euro, uno dei due assegnati nel concorso. Lo rende noto Sisal.
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Oltre 204 milioni di euro. Tutto con le multe. È quanto ha incassato palazzo Marino nel corso del 2024 staccando sanzioni per violazioni del codice della strada. Una cifra di tutto rispetto, tanto che la metropoli lombarda si classifica terza nella graduatoria nazionale e prima in Lombardia. Il... Oltre 400 studenti hanno occupato un liceo in centro a Milano: prof fuori dalla porta
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È stata sospesa la circolazione dei treni sulla metropolitana M2 di Milano (la linea “Verde”) nella mattinata di lunedì 24 marzo a causa di un convoglio guasto. La circolazione sulla linea è ripresa nel corso della mattinata, ma con diversi rallentamenti.
Per il momento non è chiaro quale... Il palazzo di Milano tra i luoghi più visitati d’Italia delle giornate del Fai
È palazzo Clerici, storico palazzo nel cuore di Milano, il secondo luogo del Fai più visitato durante le giornate di primavera che si sono svolte nel weekend di domenica 23 marzo. A certificarlo è stato lo stesso Fondo per l'Ambiente italiano.
Il luogo più visitato, stando a quanto comunicato... Incendio avvolge e devasta il tetto di una palazzo
Prima la scintilla, poi le fiamme e la colonna di fumo. Il tetto di una palazzina sul Sempione a San Vittore Olona è stato avvolto e distrutto da un incendio nella serata di domenica 23 marzo.
Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco del comando provinciale di Milano, sul posto con sei... A Milano sta per scoppiare la primavera: archiviata la "stagione delle piogge"
Qualche nuvola, qualche leggera pioggia ma per poco. A Milano questa settimana dovrebbe scoppiare la primavera: i meteorologi di 3Bmeteo prevedono che ci saranno temperature miti e tanto sole. Un cambio radicale rispetto alla scorsa settimana.
“Su Milano la nuova settimana si aprirà ancora con... Quando torna l'ora legale (e si allungano le giornate)
Giornate più lunghe (e albe decisamente più tardive). Manca poco al ritorno dell'ora legale. Quest'anno, nel 2025, il cambio dell'ora cade la prossima domenica. Le lancette andranno spostate avanti di un'ora, dalle 2 alle 3, tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2025. Ormai la tecnologia fa tutto da... Il villaggio olimpico è davvero un pugno nell'occhio?
Da molti è stato definito “il nuovo carcere di Bollate”, qualcun altro lo ha paragonato ad un edificio di Leningrado, l'attuale San Pietroburgo. Il villaggio olimpico, la nuova costruzione che sorgerà a Milano, in occasione dei Giochi Invernali del 2026, sta suscitando non poche polemiche.
Ci... Affitti brevi e take-away fuori controllo: perché a Milano ci sono più rifiuti per le strade
Macerie e sacchi di pattumiera abbandonati tra via Liscate e via Cesalpino nel municipio 2. Stessa situazione in viale Faenza, alla Barona, praticamente dall’altra parte della città. Qui il mese scorso sono state abbandonate le doghe di un letto e una lavatrice. In Bovisasca, a fine gennaio... Playoff A1 femminile, la Numia Vero Volley inizia alla grande la semifinale: Scandicci cede 3-0
Meglio di così davvero non si poteva iniziare. La Numia Vero Volley Milano manda un chiaro segnala alla corsa playoff, almeno per quel che riguarda questa semifinale, ovvero quello di voler essere protagonista fino in fondo.
A farne le spese è la Savino Del Bene Scandicci, di recente qualificata... Morte Davide Garufi: si indaga sul suicidio del tiktoker 21enne
I carabinieri di Sesto San Giovanni (Milano) stanno indagando sulla morte di Davide Garufi, un giovane tiktoker di 21 anni (quasi 300mila follower e 1,5 mln di like). Recentemente, Davide aveva rivelato sul suo profilo TikTok di essere una donna transgender, chiedendo di essere chiamato Alexandra... Rapinano una donna sull’autobus, ma anche lei è una borseggiatrice
Le cose sono due: o a Milano ci sono talmente tanti borseggiatori che alcuni di loro, senza rendersene conto, finiscono per derubare un “collega”, oppure è un caso più unico che raro quello avvenuto nell’ottobre 2024, quando un giovane ha rapinato su un autobus una donna. Fino a che si è scoperto... Metro gialla Duomo: aggressione sulla banchina, borseggiatrice finisce in ospedale
Il 118 è intervenuto sulla banchina della linea gialla, fermata Duomo, intorno alle 16 di domenica per un'aggressione che ha coinvolto due donne, anche se l'episodio ha i contorni molto sfumati.
La lite
Secondo le prime informazioni, per cause ancora da accertare, sarebbe scoppiata una... Niente da fare per l'Alcione: la Pro Vercelli passa 1 a 2
"Termina con una sconfitta la 33ª giornata di Serie C Now. La sfida interna contro la Pro Vercelli finisce infatti 2-1 per gli ospiti, che capitalizzano al meglio le proprie occasioni e riescono poi a difendere il vantaggio con attenzione e un po’ di fortuna. Gli Orange infatti, come accaduto a... Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori - IL TAGLIERE DEL RE - PETTO DI POLLOAL FORNO AFFETTATO
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How cyber security experts are fighting AI-generated threats
Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori - SWEET CREAM SRLS - SFOGLIATA MIGNON
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Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori - SWEET CREAM SRLS - APOLLINO PIU'
Data di ricezione: 20/03/2025
Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori - SWEET CREAM SRLS - APOLLINI NAPOLI
Data di ricezione: 20/03/2025
Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori - SWEET CREAM SRLS - APOLLINI MIGNON
Data di ricezione: 20/03/2025
Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori - SWEET CREAM SRLS - APOLLINI MICRO
Data di ricezione: 20/03/2025
La montagna non si arrende ai giochi d’azzardo
Nessun impianto, nessun rimorso: alcune considerazioni e un racconto a più voci della mobilitazione dello scorso febbraio
Lo scorso 9 febbraio una quindicina di escursioni hanno punteggiato la dorsale appenninica e l’arco alpino al grido La montagna non si arrende. Dopo l’esperienza di Reimagine winter (marzo ’23) e Ribelliamoci AlPeggio (ottobre ’23) decine di associazioni, spazi sociali, comitati di abitanti, climattiviste si convocano in risposta alla chiamata dell’Associazione Proletari Escursionisti.
Un primo dato interessante sta proprio qui: realtà diverse, associative e militanti, singoli oppositori o gruppi organizzati riflettono le proprie voci di dissenso a progetti che disegnano una prospettiva di turismo sempre più aggressiva basata sulla depredazione dei territori. Troviamo che questa saldatura descriva due importanti momenti. Tanto per cominciare, sappiamo che in questa fase le lotte locali fanno paura al potere e sono tra le poche efficaci. Basti qui ricordare la pesantissima repressione NoTav, le manganellate al parco Don Bosco di Bologna, le forze dell’ordine sempre più spesso mandate a monitorare gruppi e iniziative di protesta locale o ancora le lotte contro il furto d’acqua e le dighe d’Oltralpe. Unire queste lotte a partire dall’urgenza dello sperpero olimpico e metterle in connessione tra loro non farà che rafforzarle e migliorarne l’efficacia, rendendo una volta ancora più esplicito il trait d’union che le accomuna: la necessità di sviluppare comunità disposte a interagire con i territori e a ragionare di come starci dentro e non sopra, insieme alll’improrogabilità di opporsi a prospettive che minacciano e calpestano luoghi ogni anno più fragili. Visioni superate, fuori tempo massimo, che strizzano ancora dopo aver spremuto. Idee sepolte, energivore, idrovore e che possono essere tranquillamente descritte come negazioniste del cambiamento climatico.
In questo solco la proposta di una giornata di mobilitazione sincrona che riconosce nei Giochi olimpici invernali 2026 l’elemento apicale di una lunga sequenza di iniziative nocive e imposte, che drenano risorse pubbliche e minano la vita non solo umana nei territori coinvolti, può fungere da apripista a una galassia di resistenze contro cave e miniere, grandi opere stradali sovradimensionate, impianti eolici industriali, estrazione di fonti fossili, nuovi impianti di risalita. Un cartello capace di interrogare e interrogarsi su possibili forme di mutuo appoggio, produzione di spazi di confronto e formazione, impellenza di far emergere le lotte con lo scopo di portare a casa piccoli e grandi risultati utili a infondere fiducia nel binomio stop nocività / riprogettazione dal basso. Tutto nasce dall’appello: «Le terre alte bruciano. Non è una metafora. Lo zero termico a 4200 metri in pieno autunno, i ghiacciai si sfaldano, il permafrost si scioglie, le alluvioni devastanti sono la realtà quotidiana delle nostre montagne. Una realtà che stride con l’ostinazione di chi, dalle Alpi agli Appennini, continua a proporre un modello di sviluppo anacronistico e predatorio, basato su pratiche estrattive e grandi-eventi come i giochi olimpici invernali.
La monocoltura turistica sottrae risorse economiche pubbliche a beneficio di pochi, a scapito di modelli plurali e alternativi di contrasto allo spopolamento delle terre interne e di convivenza armonica in territori montani fragili e unici».
I numeri, le opere (e i giorni) di una crisi
Il versante sud delle alpi paga per primo il costo della crisi climatica: 260 impianti sciistici dismessi, oltre 170 in funzione “a intermittenza”, i bacini per l’innevamento artificiale crescono del 10% toccando la cifra record di 158 secondo il Rapporto Neve Diversa di Legambiente. Sempre in tema di dati, le prime analisi della Rete Open Olympics illustrano l’economia della promessa olimpica a partire dagli open data pubblicati sul sito di SiMiCo, l’SpA a controllo pubblico e principale stazione appaltante delle infrastrutture del ticket Milano-Cortina 2026. Dati che raccontano il modello spompo di una nazione al collasso che dopo essere implosa nell’industria e nella sua capacità di produzione non sa far altro che iniettare liquidità per generare reddito sottraendo spazi di cittadinanza. E così si ruba acqua a comunità che necessitano di autobotti per bagnare gli orti, si progettano impianti che abbattono boschi, si trasformano rifugi alpinistici in resort di lusso. La logica della turistificazione genera souvenir finto-artigianali, attrae gruppi di investimento, cancella servizi essenziali per le comunità. Il risultato di questo “favore al turismo” costi quel che costi altro non è che l’annientamento di economie locali, la crescita dei prezzi e l’impossibilità di vivere e sviluppare relazioni dove si è nati e cresciuti, quando anche vi ci si volesse rimanere.
L’esplosione e l’atomizzazione del tessuto sociale.
Scritte contro l’eccessiva invadenza del turismo all’Alpe di Siusi
A un anno dallo start nella gestione del cantiere olimpico 2026, la metà delle opere risulta ancora in progettazione o in gara, le attese di una VAS nazionale sono state tradite e sulla Lombardia insiste il carico più alto (50% ca. di 3,38 miliardi) sia per numero di opere che per costo. La conclusione di diverse opere di “legacy”, che per il 70% sono stradali e per il 30% ferroviarie) è già in agenda per il 2028, 2030, 2032. Il binomio fretta/ritardo, distrattamente salutato come pura imperizia, costituisce una leva fondamentale della logica commissariale e della sua capacità di accelerare i processi di trasformazione territoriale bypassando i processi democratici di ascolto, interlocuzione, cessione di potere all’agognata sovranità popolare. A questo scenario si aggiungono i costi per la realizzazione dei Giochi veri e propri, in carico alla Fondazione Milano Cortina 2026 per 1,6 miliardi di euro.
Il 70% delle opere collaterali alle Olimpiadi – in una nazione in cui crollano ponti, si sfaldano guardrail e lo stato di edifici pubblici a cominciare dalle scuole è pessimo, in cui le case non a norma, abusive, e a forte rischio in caso di evento sismico o meteorologico è disarmante, in cui la manutenzione è inesistente e la priorità è spostare masse di turisti nel grand tour dell’invasione – sono strade. La politica pretende di ridurre gli intasamenti stradali aumentando il numero delle carreggiate – come nel caso del Passante di Bologna – e delle carrozzabili – come per la tangenziale di Bormio – senza ammettere che così facendo fa aumentare il volume del traffico e torna al “via”, a dover ampliare e costruire ancora e ancora.
Opere per giustificare opere: infrastrutture per raggiungere borghi e città tronfi di mattone e bonus edilizi, centri urbani tirati a lucido e gentrificati, in preda alla smania di decoro e respingenti. Un Paese ricco di infrastrutture turistiche mal progettate che chiamano ciclabili. Opere inutili rispetto all’idea originaria – agevolare la mobilità interna -, che quando non contribuiscono a causare disastri, come in Emilia, sottraggono spazio ai marciapiedi e pedoni.
L’ottica turistica nasconde nocività sotto al tappeto e inventa peculiarità e tradizioni, economie e bella vita, in una valanga schizofrenica che si ingigantisce e travolge tutto quel che incontra. Impianti anacronistici e funi ricollocate nella tradizionale destinazione d’uso, come nel caso dell’ovovia di Trieste, «una vetrina commerciale per le sue [di Leitner, ndr] cabinovie urbane, dato che il cambiamento climatico preclude altri impianti in quota». Meleti pervasivi che occupano il territorio in maniera tossica, fatta di fitofarmaci e pesticidi, mentre si invita la gente a voltarsi dall’altra parte per ammirare funivie che trasporteranno la frutta da stoccare. È questo il progetto Melinda che, vestiti i panni di novella Grimm, racconta una Biancaneve al contrario fatta di una funivia, riduzione del traffico di camion, buone mele “green” e biodiversità. Come se non fosse una presa per i fondelli parlare di biodiversità mentre si impone una monocoltura (o bi-coltura, se includiamo i vigneti) nociva.
Come se la costruzione e il mantenimento di un impianto non fossero energivori, non impattassero sul territorio non inquinassero; come se, tolte poche centinaia di metri al trasporto su gomma – l’”ultimo miglio” – i camion non continuassero a portar merce dai produttori alla stazione di partenza della funivia, e dalla cella ipogea della cava di stoccaggio ai centri di distribuzione.
In Trentino, la regione “illuminata” in cui l’invasione di animali umani inizia a produrre più noie che reddito, la Provincia preferisce millantare invasioni di una fauna anch’essa re-introdotta a uso turistico, salvo non garantirle il minimo spazio vitale e negarle corridoi di dispersione per poterla poi additare a emergenza criminale e pretendere di abbatterla.
La negazione della vita per l’aleatorietà del fatturato perché, grattata la vernice, la menzogna si svela per quello che è: altro che interesse per l’ambiente, rispetto per le comunità, scelte lungimiranti per la collettività.
Interesse privato e pittate di vernice, stop
Per i Giochi è previsto l’arrivo di 1,8 milioni di presenze, che a mezzo stampa si usa arrotondare a 2 milioni, ma che in realtà è un modo curioso di parlare di 500.000 persone, per intenderci un settantesimo del giubileo capitolino.
Il Rapporto di sostenibilità, impatto e legacy è una lettura di sicuro svago per gli amanti della chiarezza circa gli obiettivi dell’impresa: rafforzare la posizione sia di Milano, come città met dinamica e votata ad ospitare eventi internazionali, che di Cortina, quale località nel cuore delle Dolomiti e della regione alpina, attrazione turistica e polo leader a livello mondiale per sport invernali. Se solo escludiamo i nomi di località e discipline che riportano la parola alpina o alpino questa è l’unica volta in cui le Alpi sono citate in 164 pagine di documento. A titolo di paragone il lemma Milano (sede di gara della maggior parte delle discipline) restituisce oltre 250 risultati.
Narrazioni dunque, cumuli di narrazioni che mirano a intruppare e a spostare l’attenzione dal cuore del problema: il modello di business distruttivo.
Ecco perché è importantissimo questo inizio di “camminata larga”, ecco perché ci auguriamo che la contestazione fuori e oltre, al tema stretto “Milano-Cortina”, si allarghi. Partire dalle singole opere, dagli impianti, dai progetti – che siano in alto come in basso, in città come in piccoli borghi semi-disabitati –; partire dai sommovimenti e dalle lotte, metterle in “rete”. Perché le narrazioni attorno all’Olimpiade o a qualsiasi altro soggetto speculativo si adattano di volta in volta succhiando respiro, ma sono accomunate dalla stessa logica, perfettamente sovrapponibile a quella che anima l’assalto a tutto lo stivale: soldi, sfruttamento, impoverimento sociale.
Leggere la dinamica aiuta a allargare lo sguardo, apre riflessioni di respiro, e sposta il piano. In questa logica non ha senso controbattere alla produzione immaginifica del monolite olimpico fatto di mille piedi, stare sul pezzo delle Olimpiadi come evento anacronistico, immaginare un unico motore no-olimpico.
Come bene ha scritto Alberto di Monte, il nostro compagno Abo, su Umanità Nova: «L’importante non è vincere, oggi è importante non partecipare». Ne siamo convinti, le montagne meritano una nuova diserzione, le olimpiadi meritano diserzione, questo mondo merita diserzione.
Disertare le loro battaglie e le loro costruzioni del nemico, spostare l’asse verso il conflitto giusto: non contro le narrazioni sognanti e distorcenti che produce il capitale, ma contro esso stesso.
Bormio – Fake snow, real profit!
La comitiva in arrivo in pullman da Milano è accolta a Bormio dalla prima neve di stagione, che da qualche giorno scende copiosa in alta valle. Le centocinquanta persone partecipanti inscenano un’escursione-manifestazione-perlustrazione fino all’imbocco della Valdidentro prima di ripiegare nel centro storico per un pomeriggio di presidi itineranti. Sì perché la contestazione olimpica non è ben accetta dall’amministrazione locale né dalla questura di Sondrio e diverse iniziative sono state precettate nel tentativo di scorare i dimostranti e di tenere a distanza le sensibilità più curiose. L’epilogo di fronte all’ecomostro delle tribune al piede delle piste, lungo la via che dovrebbe intercettare il traffico della nuova tangenzialina, è la fotografia plastica dei “Giochi della sostenibilità”.
Lo ski stadium di Bormio durante il presidio
Per raggiungere Bormio abbiamo risalito la Valle Camonica e scavallato il passo dell’Aprica. Lungo il tragitto, sopra le nostre teste nubi dense contrastano con un paesaggio brullo, fatto per l’ennesimo inverno consecutivo di scarsissime precipitazioni, sia piovose che nevose.
Attraversando la valle scorgiamo Montecampione, località sciistica fallita, e per fortuna: per tutta la bassa valle non s’intravede nemmeno una spruzzata di bianco. È febbraio ma sembra autunno.
Più a Nord la situazione non è migliore, qualche incrostazione dalla Presolana, dal Pizzo Badile camuno e dalla Concarena in su, macchia appena monti di oltre 2000m di quota.
All’Aprica, poco meno di 1200 mslm, scorgiamo i primi spazzaneve, i primi fiocchi. Siamo quasi stupiti, siamo in cinque ed è la prima neve dell’anno che vediamo. La località è triste: poca gente per la via centrale, ancor meno sulle piste, lingue bianche e artificiali a dividere masse verdi d’abete. Forse anche la gente si sta stancando di sport invernali senza inverno.
Il passo dell’Aprica la mattina del 9 febbraio
Scendiamo in Valtellina: a Tirano monti e fondovalle sono asciutti quanto quelli camuni. Man mano che ci inerpichiamo verso Bormio riprendono i fiocchi, “sta a vedere che portiamo il dono più prezioso al nemico”. Arriviamo a Bormio in leggero anticipo, la Piana dell’Alute è magnifica, ampia, di un verde che comincia a imbiancare.
I bormini le sono molto legati, la amano per la sua storia, per il suo valore paesaggistico, per quello che è. Andrebbe vista, visitata, protetta; la nuova amministrazione invece la vorrebbe devastare per farci passare la “tangenzialina”. Altro che tangere, sventrare una piana stupenda per proiettare il vomito-massa nel cuore di Bormio. Chissà se reggerà a queste sollecitazioni. Chissà se questo piccolo microcosmo resisterà all’infarto.
Cercando un parcheggio attraversiamo piazza Kuerc dove ancora non c’è nessuno. Lasciamo l’auto, calziamo gli scarponi e torniamo in centro. Bormio fa la stessa impressione dell’Aprica: pochi turisti, poco movimento in pista e fuori, i vecchi fasti delle località sciistiche sono passati, resistono giusto i comprensori-mastodonte come il Tonale, luogo di un’altra camminata di questo 9 febbraio.
In piazza ci dirigiamo verso un bar per un caffè, due ragazze ci fermano e chiedono se sia qui il ritrovo. «Sì, e manca poco. Speriamo che il meteo non rovini la giornata».
Al bar veniamo accolti bene, le ragazze che lo gestiscono ci chiedono se siamo qui per via della manifestazione, sono curiose. Fuori le stesse scene, qualche passante ci saluta e chiede, così come gli agricoltori che hanno approntato un mercatino sotto la copertura della piazza.
La storiella dei valligiani chiusi, dei montanari ostili ai movimenti e felici di vedere “soldi per lo sviluppo” si scioglie come i fiocchi che cadono sul selciato di questa piazza.
Il pullman da Milano è in ritardo, cogliamo l’occasione per salutare qualche conoscenza e per conoscere persone nuove che nel frattempo si stanno radunando. Il pericolo è scongiurato, gente ce n’è.
A un certo punto avvertiamo una presenza chiassosa, svolto l’angolo e intravedo uno striscione che recita «Milano-Cortina 2026. Dalle Montagne alle città. Olimpiadi insostenibili».
È arrivato il pullman, e bene: la questura ha vietato di tutto un po’, cortei compresi, ma la cosa non preoccupa né impensierisce troppo.
Ci muoviamo quasi subito dietro lo striscione, ci sono anche alcune bandiere e intoniamo cori. I milanesi hanno studiato un canzoniere simpatico, provocatorio, scherzoso.
Il corteo si fa, e attraversa tutto il paese. Qualche curioso si sporge dalle finestre, qualcun’altra chiede. Un signore è incuriosito dalla bandiera palestinese che sventola. «Cosa c’entra con questa iniziativa?», chiede. «Le lotte si tengono assieme, così si dà senso alle cose, alle sorellanza».
Capisce. Annuisce. Se ne va sorridendo.
Attraversiamo il fondovalle costeggiando il canale termale e poi pieghiamo a destra, inerpicandoci nei boschi, la neve attacca e meglio così, sotto di lei insidiose lastre di ghiaccio fanno pattinare e battere le natiche a terra a più di uno di noi. Ma fa presa anche negli animi, i cani ci zampettano felici, qualcuno ci si tuffa, si comincia una divertita battaglia a palle di neve. Nel frattempo tre digos stanchi, compito ingrato, ci seguono a sempre maggior distanza.
Disinteressati.
I locali hanno preparato alcuni interventi che danno il senso della giornata: la tangenziale, il progetto spalti della pista Stelvio che è già costato decine di milioni di euro e che altrettanti ne mangerà, la gentrificazione, la difficoltà del vivere ai margini dell’impero.
C’è di tutto, ce n’è per tutti; quello che una volta tanto manca è la frustrazione, il senso di impotenza, e forse questa è la cosa più importante.
Il senso della giornata, il motivo dell’umore positivo è dato alla perfezione da uno degli interventi del pomeriggio, di nuovo in Piazza del Kuerc, nel primo dei presidi mobili a cui i divieti questurini di corteo ci hanno obbligato. Tessere, unirsi, combattere. Essere consci che non è una battaglia per vincere, che le olimpiadi si faranno, ma che su qualche opera si può vincere e se su quelle vittorie si costruisce consapevolezza si segna un punto importante, si aggrega, si rilancia.
Ci sarebbe di che confrontarsi, ce ne sarà occasione: i problemi bresciani risuonano in quelli valtellinesi, che fanno eco a quelli milanesi, del tutto simili a quelli appenninici, «che al mercato mio padre comprò»; se saremo bravi sarà semplice intersecare le lotte, riportarle a quello che sono: un’unica grande battaglia contro un unico nemico arrogante.
Durante il rientro attraversiamo boschi di abeti e larici, vallette, passiamo dietro ai bagni di Bormio (ora irrimediabilmente chic), ci immergiamo in questa testimonianza silente delle peculiarità di un territorio maestoso e delicato. Lungo il cammino e prima della foto di rito da un belvedere, a fine camminata, è previsto un altro breve intervento che – appunto perché la lotta è una – include anche il racconto di quello che è successo al lago Bianco, dove si è pensato di posare tubi al fine di sfruttare il bacino per l’innevamento artificiale. In pieno Parco Nazionale dello Stelvio, prosciugando una torbiera e la sua complessità ecologica, a dimostrazione che è tutto sott’attacco, anche le aree più fragili e che pensavamo tutelate.
La camminata è stata intensa, avvolta dall’odore e da quel senso di ovattamento sempre più raro che regala la neve, che aiuta a riflettere, che fa meglio percepire le sinapsi. Torniamo in piazza, mangiamo qualcosa e ci prepariamo per l’ultima parte della giornata, fatta di presidi dinamici che descrivano il senso dell’iniziativa e i cantieri “insostenibili”, con ultima tappa sotto le colate di cemento della già citata pista Stelvio.
Si uniscono a noi comitati locali, due arzilli avanti con gli anni volantinano e raccolgono firme per i trasporti gestiti da regione Lombardia, contro il suo assessore, contro Trenord. Altro piccolo legame tra le due valli unite nello scempio: in quella camuna si va sviluppando il primo progetto italiano di treno a idrogeno su una linea capace di offrire soltanto disservizio, da anni.
A causa di un piccolo acciacco e della conseguente sofferenza di uno di noi ce ne andiamo poco prima della fine e dei saluti, non partecipando all’ultimo dei presìdi, del resto “si parte e si torna insieme”. Ce ne andiamo però soddisfatti, pieni del senso di una giornata proficua, necessaria.
Le connessioni ci sono tutte, le volontà anche. Non resta che cospirare.
Caldarola – Anche in Appennino: la montagna non si arrende
(a due passi dai Sibillini)
Ci ritroviamo a camminare nell’Appennino maceratese a distanza di diversi mesi dall’escursione che ci portò a osservare dall’alto l’area interessata dal progetto monster degli impianti di Sassotetto e a diversi anni dalla fantastica Festa di Alpinismo Molotov del 2018. In questa fascia di montagna, a rispondere all’appello per la giornata di mobilitazione sono state due associazioni locali: C.A.S.A. Cosa Accade se Abitiamo e L’Occhio Nascosto dei Sibillini, ma la partecipazione come vedremo è stata poi molto più ampia, sia da parte di singoli che di realtà del territorio. Ma partiamo dalle basi, sottolineando un aspetto che non smetteremo di evidenziare: le dinamiche predatorie e speculative che interessano quest’area sono le stesse che ritroviamo in tutte le terre alte (e non solo in quelle), con l’aggravante che vanno a insistere su un territorio che ancora mostra tutte le ferite del sisma 2016/2017. Ferite visibili, fatte di case e paesi ancora – quando va bene – in fase di ricostruzione e di un tessuto sociale sempre più in difficoltà. Quando, nei primi mesi del post-terremoto, parlavamo di un territorio che rischiava di essere ancor più sotto attacco perché reso più debole dalle scosse e dalla mala gestione dell’emergenza (prima) e della ricostruzione (poi), facevamo una previsione fin troppo semplice.
Per questo mobilitarsi in queste aree ha a avrà per lungo tempo una doppia valenza, una “di base” e una specifica sulle varie tematiche che si intendono affrontare. Questa volta gli interventi che hanno unito i nostri passi si sono concentrati su tre temi di base: i progetti turistici sui Sibillini, il Gasdotto SNAM che attraversa queste zone, il parco eolico che dovrebbe sorgere proprio dove stiamo camminando. Quest’ultimo tema è quello su cui ci si è soffermati maggiormente, anche ma non solo per il luogo scelto per l’escursione di questa giornata.
Riprendiamo dall’appello: “(…) a ridosso del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra i comuni di Caldarola, Camerino e Serrapetrona, in provincia di Macerata, dovrebbe sorgere un parco eolico con aerogeneratori alti 200 m. A conferma di come l’energia rinnovabile, di cui ovviamente condividiamo la necessità alla base, non sia buona “di per sé” ma vada comunque sempre inserita in un contesto di rapporti sociali, politici ed economici e valutata considerando anche l’impatto sull’ambiente, sulle comunità e sull’intero territorio. Non è illogico riconoscere che dietro la famigerata transizione ecologica si nascondano altri interessi (il parco eolico in questione è stato richiesto appunto da una multinazionale norvegese con sede anche in Italia) che non hanno nessuna ricaduta positiva sulle comunità – defraudate di qualunque potere decisionale – perpetuando in chiave “green” lo stesso sistema economico che ci ha portato fino a questo punto.”
Riportiamo queste considerazioni perché sono tornate più volte nel corso degli interventi e perché se sostituiamo il parco eolico con gli impianti di risalita o con il gasdotto il risultato finale non cambia: nessuna ricaduta positiva sui territori ed estrattivismo da parte del capitale. Su queste basi ci ritroviamo lungo il sentiero che da poco più avanti l’abitato di Castiglione si muove verso i Prati delle Raie e Croce di Valcimarra. Ci muoviamo intorno ai mille metri di quota e una fitta nebbia ci accompagna fin dalla partenza, siamo 100? 120? 90? È persino difficile contarsi e nel lungo serpentone si riconoscono le sagome solo dei dieci avanti e dietro ciascuno di noi. Una composizione variegata e di tutte le età, compagne e compagni che si incontrano sia in piazza che lungo i sentieri di montagna ma anche appassionati di escursionismo e persone del luogo sensibili agli argomenti trattati. Chi conosce questi posti racconta di come normalmente il panorama da quassù sia fantastico, da un lato le vette dei Sibillini che a tratti spuntano dietro ogni curva, dall’altro la vallata e Camerino in lontananza. Oggi la nebbia rende tutto surreale e qualcuno aggiunge che “oggi non avremmo visto neanche le pale se le avessero già piazzate”.
Durante le prime due soste sul gasdotto e – soprattutto – sul parco eolico sono tante le domande e le considerazioni che si accavallano e chi ne sa di più prova a rispondere, non tanto sui tecnicismi quanto sull’assurdità del progetto in sé. Qualcuno ricorda che solo nelle Marche sono più di cento le pale eoliche – alte 250 metri – che dovrebbero essere installate lungo i crinali appenninici, tanto che sempre oggi sul Monte Strega è in corso un’altra escursione sempre sullo stesso tema.
Continuiamo a salire e si iniziano a vedere i primi scampoli di cielo blu, giusto in tempo per la foto di rito con uno striscione realizzato con su scritto a caratteri cubitali “La montagna non si arrende”. Dopo poche centinaia di metri accompagnati dal sole l’itinerario ci porta a ripiombare nella nebbia per l’ultima “pausa narrata” sui progetti da decine di milioni di euro che andranno a impattare sui Sibillini con la scusa della “transizione turistica”, che ovviamente non viene chiamata così, ma sembra troppo affine alla transizione ecologica per non fare un accostamento.
Scendendo ci siamo chiesti cosa avesse significato questa giornata e l’opinione di tutti è che, nonostante il meteo e un territorio che negli ultimi anni ne ha passate di tutti i colori, c’è ancora una spinta a mobilitarsi su questi temi. Spinta che ci auguriamo sia solo il primo passo di una rincorsa verso i prossimi appuntamenti, perché l’escursione di oggi ci ha dimostrato che nonostante tutto gli spazi di possibilità ci sono. Sempre.
Ponte di Legno – Ri-pensare le terre alte per la loro salvaguardia
La camminata a Ponte di Legno – pensata e condotta da APE Brescia, MTO2694, Unione Sportiva Stella Rossa, Collettivo 5.37 e L’Oco! Orco che orto – ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, nonostante una fitta nevicata lungo il sentiero e pioggia battente all’imbocco della Val Sozzine, luogo di ritrovo della manifestazione, ma non è stata che l’apice di un percorso preparatorio di respiro.
Va infatti fatta una doverosa premessa: in Valle Camonica sono state organizzate tre serate preparatorie alla camminata del 9 febbraio, con l’intento di coinvolgere una popolazione che sobbolle disorientata, di mettere a fuoco le tante questioni camune sul tavolo – Terme di Ponte di Legno, depredamento del bacino del Lago Bianco per realizzare un nuovo impianto di innevamento artificiale, ampliamento del comprensorio del Monte Tonale, Montecampione, terra di progetti di turistificazione varia – tra i quali spicca Imago nei parchi Nazionali delle Incisioni Rupestri. – e di tentativi di costruire relazioni stabili tra cittadini sparsi, associazioni, comitati e collettivi locali che si stanno opponendo o che ragionano criticamente su singoli progetti, per rinforzare la protesta.
Tre serate molto partecipate e vivaci, organizzate da realtà strutturate che sono state in grado di aprirsi e accogliere la partecipazione non scontata di tanti singoli sparsi, sensibili ai temi ambientali e sociali del territorio. Tre assemblee grazie alle quali si è generato un passaparola propedeutico a allargare lo sguardo e le presenze del 9 febbraio.
Nel suo complesso, la mobilitazione è infatti stata molto più larga rispetto a quella che ha frequentato il serpentone colorato del 9; sintomo di una tematica sentita e della capacità di intercettare molte istanze e soprattutto molti volti nuovi rispetto a quelli a cui ci la militanza camuna è abituata.
Il percorso scelto si è snodato lungo la ciclabile che da Ponte di Legno sale verso il Passo del Tonale, una camminata adatta a tutti, con punti panoramici dai quali osservare direttamente i luoghi delle criticità trattate e sufficientemente visibile perché i turisti in risalita verso le piste del Tonale se ne accorgessero. Ad accogliere i partecipanti giunti in auto e con un pullman, una micro delegazione delle forze dell’ordine che, una volta rassicurate rispetto all’idea pacifica della mobilitazione e della mancanza di volontà di bloccare le piste – voce preoccupata e forse messa in circolo con una certa malizia – si è allontanata salutando. Di altro tenore l’interesse della stampa locale, presente con rappresentanti di tutte le emittenti, che si è presentata per produrre servizi e articoli una volta tanto piuttosto potabili.
Il meteo non è stato clemente, ma un percorso ben studiato ha consentito a chi non fosse attrezzato o si trovasse in difficoltà a camminare sotto la neve di seguire gli interventi muovendosi da una sosta all’altra, lungo la strada. Gli interventi hanno rivendicato maggiore vivibilità, sia economica e sociale che ecologica e ambientale. Hanno messo in luce la scarsità di prospettive e di servizi per i camuni: spopolamento, mancanza di servizi, redditi inferiori rispetto a quelli di pianura, impossibilità di non avere un’auto a causa dell’inefficienza della mobilità pubblica, aggravata dal progetto di Trenord di realizzare una linea sperimentale a idrogeno e ribadito contrarietà al continuo sperpero di risorse per ampliare i demani sciabili.
La Valle Camonica infatti, anche se non sarà direttamente impattata dalle Olimpiadi, fa parte di quei territori che continuano a drenare fondi collettivi per cercare di rilanciare il turismo con nuovi comprensori, cannoni e sbancamenti, senza pensare minimamente di diversificare le proposte o gettando lo sguardo a un turismo più responsabile e meno impattante.
Immaginando le tappe di avvicinamento e la giornata di mobilitazione, si è scelto un percorso indagante, morbido e inclusivo ben riassunto da questa dichiarazione del comitato MTO2694: «Progetti come quello sul Monte Tonale Occidentale, poco chiaro e ancora fumoso, che in alcune ipotesi prevede lo sbancamento della cima e il disboscamento della Valle del Lares, sono un attacco all’ambiente e alla biodiversità». Un progetto «anacronistico, fuori tempo massimo». […] «Le critiche sono tante e addirittura alcune sono condivise da Regione Lombardia. La stessa Regione Lombardia che ha parzialmente finanziato questi impianti. Le criticità sono davanti agli occhi di tutti». Siamo contrari agli ampliamenti dei demani sciabili con nuovi impianti perché ci sembra una forzatura, non solo nei confronti dell’ambiente ma anche del clima che cambia. Noi non siamo contro lo sci, siamo contro le forzature».
Per concludere, questa scelta, premiata da una folta partecipazione complessiva, ha dimostrato che stimolando un dibattito serio ci sono forze per continuare a sviluppare percorsi di critica, e si riesce anche a attrarre nuove presenze, fino all’8 febbraio per nulla scontate.
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Fonti istituzionali
Cruscotto con lo stato di avanzamento delle opere in carico a Simico
Dossier di candidatura
Rapporto di Sostenibilità, Impatto e Legacy 2023
Proposta Programma per la Realizzazione dei Giochi Olimpici
Fonti open
Primo report OpenOlympics
Secondo report OpenOlympics
Rapporto Neve diversa 2024
Fonti compagne
La montagna non si arrende (utili in calce alla pagina “materiali audio” e “cose interessanti”)
Tracce (immagini satellitari impianti sciistici in lombardia dal 2016, Off Topic Lab)
Umanità nova (articolo di Alberto “Abo” di Monte)
Video integrale convegno Off Topic
Video Duccio Facchini – Altreconomia
L'articolo La montagna non si arrende ai giochi d’azzardo sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.
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This is a bugfix release for 1.26.0, addressing some regressions 🐛
A few highlights ✨:
- Fix regression with cURL HTTP headers breaking conditional HTTP requests
- Fix regression with saving states of user queries
- Fix regression with dynamic OPML
This release has been made by @Alkarex, @FromTheMoon85, @marienfressinaud, @math-GH
and newcomers @abackstrom, @BryanButlerGit, @culbrethj, @EricDiao, @Karvel, @ViPeR5000
Full changelog:
- Features
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- Bug fixing
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- Fix regression with saving states of user queries #7400
- Fix regression with dynamic OPML #7394
- Fix update of the user’s last activity on login action #7406
- Fix setting category option Maximum number of articles to keep per feed #7416
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FreshRSS 1.26.0
In this release, we have restarted to focus on features. A long-awaited feature has been added, namely sorting articles by various criteria: received date (existing, default), publication date, title, link, random.
A few highlights ✨:
- Add order-by options to sort articles by received date (existing, default), publication date, title, link, random
- Allow searching in all feeds, also feeds only visible at category level with
&get=A, and also those archived with&get=Z- UI accessible from user-query view
- New shortcuts for adding user labels to articles
- Several improvements and bug fixes
This release has been made by @Alkarex, @b-reich, @hkcomori, @math-GH, @UserRoot-Luca
and newcomers @a6software, @aftix, @bl00dy1837, @brtmax, @Roan-V, @ShaddyDC, @UncleArya
Full changelog:
- Features
- Add order-by options to sort articles by received date (existing, default), publication date, title, link, random #7149
- Allow searching in all feeds, also feeds only visible at category level with
&get=A, and also those archived with&get=Z#7144- UI accessible from user-query view
- Add search operator
intext:#7228 - New shortcuts for adding user labels to articles #7274
- New About page with system information #7161
- Bug fixing
- Fix regression denying access to app manifest #7158
- Fix unwanted feed description updates #7269
- Ensure no PHP buffer for SQLite download (some setups would first put the file in memory) #7230
- Fix XML encoding regression in HTML+XPath mode #7345
- Improve cURL proxy options and fix some constants #7231
- Fix UI of global view unread articles counter #7247
- Hide base theme in carrousel #7234
- Deployment
- Reduce superfluous Docker builds #7137
- Docker default image (Debian 12 Bookworm) updated to PHP 8.2.26 and Apache 2.4.62
- Docker alternative image (Alpine 3.21) updated to PHP 8.3.16
- UI
- Add footer icons to reader view #7133
- Remove local reference to font Open Sans to avoid bugs with some local versions #7215
- Improve stats page layout #7243
- Smaller mark as read button in mobile view #5220
- Add CSS class to various types of notifications to allow custom styling #7287
- Various UI and style improvements: #7162, #7268
Security - Better authorization label for OIDC in the UI #7264
- Allow comments in
force-https.txt#7259
- I18n:
- Misc.
Gelo imminente
E si cari amici di Meteonuvola, dopo un gennaio piuttosto mite e un inizio febbraio relativamente tranquillo, l’inverno 2018 sta per riprendersi la scena con una forte irruzione di aria Siberiana.

Veramente impressionante la discesa della vasta colata gelida in arrivo, le temperature inizieranno a calare drasticamente da domenica 25 con possibilità di nevicate sui versanti esposti al vento da est, come l’Emilia, le Marche, l’Abbruzzo e la fascia occidentale Piemontese. Nevicate che in alcuni casi potrebbero assumere carattere di vere e proprie bufere.
Termometro in picchiata quindi su tutta Italia, ma sarà il nord a sentire maggiormente gli effetti, infatti ci aspettiamo temperature massime sulla Pianura Padana inferiori allo zero gradi, le famose giornate di ghiaccio, fenomeno invernale sempre più raro ed ancora più difficile da ottenere nell’ultima decade di febbraio.
Nei prossimi giorni utenti del centro nord copritevi bene, evitate spostamenti se non necessari e svuotate le tubature esterne.
A presto!
AreaWI sperimenta nuovi servizi di connettività in provincia di Matera
Giuseppe Di Stasi e Giancosimo Damiano Gallitelli si mettono in proprio nel 2010 offrendo servizi Internet a Bernalda. Oggi possono contare su un team di sette persone e oltre 800 clienti Ex sistemista informatico, Giuseppe Distasi si mette in proprio. Trova un socio, Giancosimo Damiano Gallitelli, specializzato nel lavoro commerciale, ed insieme nel 2010 fondano […]
L'articolo AreaWI sperimenta nuovi servizi di connettività in provincia di Matera proviene da Assoprovider.
Digital certificates & PKI: Cyber security lessons & emerging challenges
Al 9 febbraio: la montagna non si arrende, e nemmeno noi
Per il 9 febbraio c’è una chiama imprescindibile.
Non solo le Olimpiadi di cui abbiamo scritto un anno fa, ciò che accade nelle terre interne, lungo i rilievi di tutta la penisola, non può lasciare indifferenti.
Mentre la terra brucia per via della crisi climatica in cui siamo immersi, annusatone il sangue, i predoni dell’estrattivismo che fa rima con accanimento apparecchiano un banchetto di corvi sulla pretesa carogna di intere comunità, decisi a spremere dal turismo tutto quel che possono.
Disboscano foreste giunte al limite di sopportazione e colpite da bostrico, Vaia e dissesti assortiti, percorrono la strada della cementificazione esasperata per nuove strutture, infrastrutture e palazzetti dal gusto distopico. Attraggono mosche sullo zucchero di non-altrove utili a mettere in scena experience fotocopia, fatte degli stessi panorami fitti di vetro e cemento, degli stessi sapori, odori, colori e ritmi; le rinchiudono a sciare in cattedrali post-atomiche, a passeggio per i “corsi” di ex villaggi di pastori e stalle, ingozzandosi degli stessi cibi di lusso.
Venghino siori venghino, il ceto medio si indebiti per una settimana bianca all-inclusive, terme-spa-motoslitta e pesce di mare. Per un giro a Cortina a respirare la stessa aria di Milano e replicarne le stesse pose fatte di vasche dello shopping e apericena.
Sono gli ultimi colpi di maglio di un capitalismo – col capitale degli altri però (cioè soldi nostri) – che mette la sua rovina in scena, che non immagina altro che portare allo sfinimento un modello fatto in questo caso di altri piloni e di cannoni via via più performanti (si legga: idrovori).
Beautiful che incontra il sogno di soldi facili e il fatalismo della corsa all’oro nel Klondike, l’eterno presente capitalista la cui mentalità viene diffusa a pioggia da soap opere eterne, con Ridge in decadenza che giunto all’ottantesima stagione – i primi impianti coincidono grossomodo con l’Italia repubblicana – è costretto a recitare aggrappato al deambulatore e col catetere infilato.
Un modello che attrezza pacchetti divertimento per qualsiasi gusto purché non siano rispettosi nemmeno quando sono causa dell’agonia di luoghi in cui non spingono a calarsi incuriositi, ma a colonizzare; all’occorrenza si può sempre far sbriluccicare specchietti conditi dalla retorica del “recupero” della montagna abbandonata, dal recover washing si potrebbe dire.
Champagne e motori; sfarzo sguaiato e arroganza, il requiem della nostra decadenza fatta di topi festanti mentre la nave affonda, quando non andrebbero spazzati via soltanto questi abbagli di uno sviluppo che non c’è se non nei conti in banca di chi lo sfrutta, andrebbero rimosse anche tutta un’infrastrutturazione nociva, le narrazioni sull’aria sana, i miti romantici dell’alpe e del quanto si stia bene in montagna.
Tutto ciò non è emendabile, non è perfettibile, non c’è compensazione o posti-lavoro-in-cambio che tenga. È da abbattere in toto, fino a festeggiarne il cadavere. Solo allora sarà possibile provare a immaginare qualcosa che possa avere senso.
Il quadro che abbiamo tracciato è piuttosto apocalittico, e tutt’attorno ai monti non è meglio. L’intero pianeta umano sta subendo scosse telluriche forti, capaci di disarticolare e annichilire il pensiero dei più positivi.
È frustrante trovarsi immersi in questo clima, sa dell’amara perdita di ogni speranza e voglia di rimettersi in gioco.
Del resto i primi a rendersi conto che la pacchia del turismo invernale è finita sono proprio i costruttori di impianti di risalita, che infatti cercano grottescamente di rifilare le loro cabinovie alle città, spacciandole per mezzi di trasporto urbani sostenibili ed eco-friendly.
È successo a Kotor in Montenegro, sta succedendo a Trieste, prossimamente succederà a Genova. A Trieste la mobilitazione spontanea di cittadini e comitati di quartiere è per ora riuscita a fermare un progetto ad alto impatto ambientale, che prevede la distruzione di un bosco protetto per permettere la costruzione di una cabinovia al servizio delle navi da crociera e del loro indotto. Diciamo “per ora” perché dopo due anni di mobilitazioni e di azioni legali è finalmente saltato il finanziamento PNRR; ma l’ineffabile ministro Salvini ha promesso un finanziamento ad hoc, con fondi ministeriali, perché lo Stato e la ditta appaltatrice, la Leitner, non possono permettersi di essere messi in scacco da un’accozzaglia di pezzenti.
Proprio per questo è ancora più importante esserci a ogni latitudine, tener duro e non abbandonarsi al fato.
Siamo in ottima compagnia, la rete che sta stringendo le maglie è larga e importante, dobbiamo darle continuità e forza ben oltre alle Olimpiadi, perché ne va anche delle nostre vite, della differenza che corre tra arrancarvici e viverle.
Abbiamo deciso di aderire all’appello La montagna non si arrende e di mettere a nudo le difficoltà che attraversano noi e l’intero paesaggio.
Ci sono iniziative di tutti i tipi, sono ben accette anche piccole testimonianze pressoché individuali, contribuiamo a propagare l’onda, partecipate, inventatevi qualcosa e stringete rapporti.
Dal canto nostro, noi non ci concentreremo su una manifestazione singola ma contamineremo e ci faremo contaminare, spalmandoci e stando nella galassia di iniziative che si vanno a creare.
Restituiremo le esperienze dei nostri corpi. A dopo il 9, ancora e ancora.
L'articolo Al 9 febbraio: la montagna non si arrende, e nemmeno noi sembra essere il primo su Alpinismo Molotov.
NOTAM M0468/25: Pisa International Airport (LIRP)
M0468/25 NOTAMN Q) LIMM/QPDCH/I/NBO/A/000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501311145 C) PERM E) STANDARD INSTRUMENT DEPARTURE. DISTANCE OF SIGNIFICANT POINTS REPORTED ON FLW SID CHG: - BEROK 8A/C D29PIS/D27PIN - GINAR 9A/C D19PIS/D17.5PIN - AKUTO 5A/C D20PIS/D20.3PIN - SPEZI 8A/C D35PIS/D36.6PIN - VANXI 5A/C D18PIS/D19.4PIN REF FLIP C/N AD LIRP 1-4 CREATED: 31 Jan 2025 11:45:00 SOURCE: LIICYNYX
NOTAM M0467/25: Pisa International Airport (LIRP)
M0467/25 NOTAMN Q) LIMM/QPDCH/I/NBO/A/000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501311143 C) PERM E) INITIAL CLIMB PROCEDURES CHG: - RWY 04R/04L AFTER TAKE-OFF PROCEED RUNWAY HEADING THEN AT 3 NM PIS DME OR OVERHEAD PIN TACAN, TO BE CROSSED AT 900 FT OR ABOVE, TURN LEFT TO JOIN AND FOLLOW ASSIGNED SID AS REPORTED BELOW: A) ON TR 323DEG IF CLEARED VIA SID BEROK 8A B) ON TR 219DEG IF CLEARED VIA SPEZI 8A OR VANXI 5A C) BOUND TO PIS VOR IF CLEARED SID GINAR 9A OR SID AKUTO 5A TURN AND CLIMB PARAMETERS UNCHAGED. - RWY 22R/22L AFTER TAKE-OFF, AS SOON AS PRATICABLE, JOIN RDL 213 PIS VOR THEN: A)AT 4 NM PIS DME OR 7 NM PIN TACAN TURN RIGHT: -ON TR 329DEG IF DIRECTED VIA SID SPEZI 8C OR VANXI 5C -BOUND TO PIS VOR IF CLEARED VIA SID GINAR 9C OR AKUTO 5C B)AT 4 NM PIS DME OR 7 NM PIN TACAN TURN LEFT BOUND TO PIS VOR IF CLEARED VIA BEROK 8C. TURN AND CLIMB PARAMETERS UNCHANGED. REF FLIP C/N AD LIRP 1-4.1 AND 1-4.2 CREATED: 31 Jan 2025 11:43:00 SOURCE: LIICYNYX
NOTAM B0540/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0540/25 NOTAMN Q) LIMM/QPDCH/I /NBO/A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501311135 C) PERM E) STANDARD INSTRUMENT DEPARTURE. DISTANCE OF SIGNIFICANT POINTS REPORTED ON FLW SID CHG: - BEROK 8A/C D29PIS/D27PIN - GINAR 9A/C D19PIS/D17.5PIN - AKUTO 5A/C D20PIS/D20.3PIN - SPEZI 8A/C D35PIS/D36.6PIN - VANXI 5A/C D18PIS/D19.4PIN REF AIP AD 2 LIRP 6-13 CREATED: 31 Jan 2025 11:35:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B0539/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0539/25 NOTAMN Q) LIMM/QPDCH/I /NBO/A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501311123 C) PERM E) INITIAL CLIMB PROCEDURES CHG: - RWY 04R/04L AFTER TAKE-OFF PROCEED RUNWAY HEADING THEN AT 3 NM PIS DME OR OVERHEAD PIN TACAN, TO BE CROSSED AT 900 FT OR ABOVE, TURN LEFT TO JOIN AND FOLLOW ASSIGNED SID AS REPORTED BELOW: A) ON TR 323DEG IF CLEARED VIA SID BEROK 8A B) ON TR 219DEG IF CLEARED VIA SPEZI 8A OR VANXI 5A C) BOUND TO PIS VOR IF CLEARED SID GINAR 9A OR SID AKUTO 5A TURN AND CLIMB PARAMETERS UNCHAGED. - RWY 22R/22L AFTER TAKE-OFF, AS SOON AS PRATICABLE, JOIN RDL 213 PIS VOR THEN: A)AT 4 NM PIS DME OR 7 NM PIN TACAN TURN RIGHT: -ON TR 329DEG IF DIRECTED VIA SID SPEZI 8C OR VANXI 5C -BOUND TO PIS VOR IF CLEARED VIA SID GINAR 9C OR AKUTO 5C B)AT 4 NM PIS DME OR 7 NM PIN TACAN TURN LEFT BOUND TO PIS VOR IF CLEARED VIA BEROK 8C. TURN AND CLIMB PARAMETERS UNCHAGED. REF AIP AD 2 LIRP 6-15/16 CREATED: 31 Jan 2025 11:23:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM E0313/25: Pisa International Airport (LIRP)
E0313/25 NOTAMR E0240/25 Q) LIMM/QNNXX/IV/NBO/AE/000/999/4343N01026E025 A) LIRP B) 2501301540 C) 2502241300 EST E) PISA TACAN 'PIN' CH 20X REMOTE STATUS INDICATOR NOT AVBL. RMK 1: PILOTS ARE REQUESTED TO REPORT TO ATS UNITS 'PISA APP' OR 'PISA TWR' IF TACAN SIGNAL IS NOT RECEIVED RMK 2: AZIMUTH PART NOT AVBL REF AIP AD 2 LIRP 1-19 CREATED: 30 Jan 2025 15:40:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B0517/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0517/25 NOTAMN Q) LIMM/QPDAU/I /NBO/A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2502060700 C) 2502282300 D) THU-FRI 0700-2300 E) STANDARD INSTRUMENT DEPARTURE (SID) BEROK 8C SUSPENDED DUE TO FIRING ACT ANNOUNCED BY NOTAM W0215/24 RMK: ABOVE MENTIONED RESTRICTIONS SHALL BE APPLIED ON TACTICAL BASIS BY PISA APP REF AIP AD 2 LIRP 6-13 CREATED: 30 Jan 2025 13:43:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B0516/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0516/25 NOTAMN Q) LIMM/QPDAU/I /NBO/A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2502030700 C) 2502262300 D) MON-WED 0700-2300 E) STANDARD INSTRUMENT DEPARTURE (SID) 'BEROK 8C' SUSPENDED DUE TO FIRING ACT ANNOUNCED BY NOTAM W0205/24. RMK: ABOVE MENTIONED RESTRICTION SHALL BE APPLIED ON TACTICAL BASIS BY PISA APP. REF AIP AD 2 LIRP 6-13 CREATED: 30 Jan 2025 13:22:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B0489/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0489/25 NOTAMR B7471/24 Q) LIMM/QFAXX/IV/BO /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501290935 C) 2504281100 EST E) SUP S28/24 IN FORCE FROM 05 SEP 2024 TO 22 OCT 2025 'PISA/S.GIUSTO (LIRP) AD: EXPANSION WORKS OF AIRPORT TERMINAL' STATUS OF WORKING PHASES: - PHASE 1: COMPLETED - PHASE 2: ACTIVE CREATED: 29 Jan 2025 09:36:00 SOURCE: EUECYIYN
Visioni libere: Stare into the lights my pretties
Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.
Lunedì 20 maggio 2019
Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017
ENG sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.
Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.
Viviamo in un mondo di schermi …NOTAM E0239/25: Pisa International Airport (LIRP)
E0239/25 NOTAMR E0935/24 Q) LIMM/QNDXX/IV/BO /AE/000/999/4341N01023E025 A) LIRP B) 2501200802 C) 2502241500 EST E) PISA DVOR/DME 'PIS' FREQ 112.10MHZ CH 58X AVBL AS FLW: - VOR OPR - DME NOT AVBL DUE TO FAILURE REF AIP AD 2 LIRP 1-19 CREATED: 20 Jan 2025 08:02:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B0262/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0262/25 NOTAMN Q) LIMM/QOBCE/IV/M /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501161415 C) 2504161100 E) NEW OBSTACLE ERECTED MOBILE ATC TOWER WITHIN RWY 04L/22R STRIP PSN COORD (WGS-84) 434123.29N 102344.52E ELEV AGL 8.0M/26.2FT ELEV AMSL 9.0M/29.5FT RMK: 1. RWY 04L/22R AVBL AS MAIN TAXI ROUTE ONLY 2. ICAO SGL PROVIDED REF AIP AD 2 LIRP 3-5 (AOC TYPE B RP NR 4/4 CREATED: 16 Jan 2025 14:16:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM M0138/25: Pisa International Airport (LIRP)
M0138/25 NOTAMN Q) LIMM/QMNLC/IV/NBO/A/000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501150700 C) 2504150659 E) APRON 'RAMP 1' CLSD DUE TO WIP REF FLIP CENTRAL AND NORTHEN ITALY AD LIRP 1-1 CREATED: 13 Jan 2025 10:25:00 SOURCE: LIICYNYX
Bollettino 2024, 30 anni e oltre!

Siamo entrati nel 30° anno di presenza di Italian Linux Society, una comunità crescente che non si è mai fermata! Questo è il bollettino del trascorso 2024, con info dai primi 9 mesi di nuovo direttivo, condividendo risultati e prossime sfide.
Continua la lettura… (ulteriori 8 minuti di lettura)
NOTAM M0123/25: Pisa International Airport (LIRP)
M0123/25 NOTAMN Q) LIMM/QFATT/IV/BO/A/000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501230000 C) 2502052359 E) TRIGGER NOTAM-PERM MILAIP AIRAC AMDT 1/25 EFFECTIVE DATE 23 JAN 2025 PISA AD TABLE 2.24 'CHART RELATED TO PISA AERODROME' UPDATED CREATED: 12 Jan 2025 13:10:00 SOURCE: LIICYNYX
NOTAM B0138/25: Pisa International Airport (LIRP)
B0138/25 NOTAMN Q) LIMM/QFATT/IV/BO /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2502200000 C) 2503052359 E) TRIGGER NOTAM-AIRAC SUP S05/25 IN FORCE FM 20 FEB 06 AUG 2025 PISA/SAN GIUSTO (LIRP): TAXIWAY AA RENAMING IN TAXIWAY Z SUP IS POSTED AND AVBL ON WEBSITE WWW.ENAV.IT CREATED: 09 Jan 2025 14:01:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM M6171/24: Pisa International Airport (LIRP)
M6171/24 NOTAMN Q) LIMM/QPHCH/IV/BO/A/000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2412140709 C) PERM E) HI-TACAN Z RWY 04R/L IAF HOLDING PATTERN INBOUND AND OUTBOUND TRACKS CHG: 018DEG/198DEG REF FLIP CN AD LIRP 1-16 CREATED: 14 Dec 2024 07:10:00 SOURCE: LIICYNYX
NOTAM V0416/24: Pisa International Airport (LIRP)
V0416/24 NOTAMN Q) LIMM/QPIAU/I/BO/A/000/999/4341N01023E005 A) LIRP B) 2412260001 C) 2507220001 E) [US DOD PROCEDURAL NOTAM] INSTRUMENT APPROACH PROCEDURE NOT AUTHORIZED HI-TACAN RWY 04R CREATED: 19 Dec 2024 07:33:00 SOURCE: EDKS
NOTAM V0415/24: Pisa International Airport (LIRP)
V0415/24 NOTAMN Q) LIMM/QPIAU/I/BO/A/000/999/4341N01023E005 A) LIRP B) 2412260001 C) 2507220001 E) [US DOD PROCEDURAL NOTAM] IFR TAKE-OFF MINIMUMS AND (OBSTACLE) DEPARTURE PROCEDURES NOT AUTHORIZED CREATED: 19 Dec 2024 07:31:00 SOURCE: EDKS
NOTAM B8584/24: Pisa International Airport (LIRP)
B8584/24 NOTAMN Q) LIMM/QNTAS/IV/BO /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2412190923 C) 2502042359 E) ELBA VORTAC 'ELB' FREQ 114.70MHZ CH 94X UNSERVICEABLE. REF AIP AD 2 LIRP 1-19 CREATED: 19 Dec 2024 09:23:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B8431/24: Pisa International Airport (LIRP)
B8431/24 NOTAMN Q) LIMM/QPATT/I /BO /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2501230000 C) 2502052359 E) TRIGGER NOTAM-PERM AIP AIRAC AMDT 1/25 EFFECTIVE DATE 23 JAN 2025 PISA/S.GIUSTO AD REVIEW OF SID AND STAR AIRAC IS POSTED AND AVBL ON WEBSITE WWW.ENAV.IT CREATED: 12 Dec 2024 15:25:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B8166/24: Pisa International Airport (LIRP)
B8166/24 NOTAMN Q) LIMM/QPAXX/IV/NBO/A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2412040605 C) 2502281732 D) MON-FRI SR MINUS30-SS PLUS30 EXC DEC 25 26 JAN 01 06 E) STANDARD INSTRUMENT ARRIVAL. FLW STANDARD INSTRUMENT ARRIVAL VOR RWY 04 MEL RAISED TO FL 150: - MAREL 1N - PRT 1N DUE TO MIL PJE ANNOUNCED BY NOTAM W4434/24 RMK: ABOVE MENTIONED RESTRICTIONS SHALL BE APPLIED ON TACTICAL BASIS BY PISA APP REF AIP AD 2 LIRP 4-13 CREATED: 03 Dec 2024 08:12:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B8151/24: Pisa International Airport (LIRP)
B8151/24 NOTAMN Q) LIMM/QPDAU/I /NBO/A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2412030001 C) 2502282359 D) MON-FRI SR MINUS30-SS PLUS30 EXC DEC 25 26 JAN 01 06 E) STANDARD INSTRUMENT DEPARTURE. SID AKUTO 5A/5C, GINAR 9A/9C SUSPENDED DUE TO MIL PJE ANNOUNCED BY NOTAM W4434/24 RMK: ABOVE MENTIONED RESTRICTIONS SHALL BE APPLIED ON TACTICAL BASIS BY PISA APP REF AIP AD 2 LIRP 6-13 CREATED: 02 Dec 2024 13:50:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B7628/24: Pisa International Airport (LIRP)
B7628/24 NOTAMR B5274/24 Q) LIMM/QFAXX/IV/BO /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2411081157 C) 2502061000 E) GENERAL AVIATION PPR FORM AVBL BY FLW LINK: HTTPS://BIT.LY/LIRP-PPR (UPPER CASE) REF AIP AD2 LIRP 1-26 CREATED: 08 Nov 2024 11:58:00 SOURCE: EUECYIYN
NOTAM B7283/24: Pisa International Airport (LIRP)
B7283/24 NOTAMN Q) LIMM/QPUCH/I /BO /A /000/999/4341N01024E005 A) LIRP B) 2410310000 C) 2501262359 EST E) MISSED APPROACH VANXI HOLDING PATTERN CHG: HOLD BETWEEN D18 AND D14 PIS DME (D19.4 AND D15.4 PIN TACAN), IAS MAX 190KT, LEFT TURN. REF AIP AD 2 LIRP 5-3 CREATED: 25 Oct 2024 12:06:00 SOURCE: EUECYIYN
IL KIT PER LA SOPRAVVIVENZA URBANA
BUG-OUT-BAG: IL KIT DI EMERGENZA DA 72 ORE

Noto in Italia come zaino di salvataggio, il BOB (Bug-out-bag) o 72h kit è uno zaino, un sacco o un qualsiasi altro contenitore portatile (es. scatola alluminio) che al suo interno tiene stipato un equipaggiamento di emergenza che consente un’autonomia di circa 3 giorni (ovvero 72 ore), dal momento in cui si scatena il disastro.
Il ‘kit di sopravvivenza classico‘, è spesso concepito per affrontare lunghi periodi di sopravvivenza in territori ostili e selvaggi, invece la Bug-out-bag nasce con lo scopo di affrontare situazioni di emergenza di breve durata, in conseguenza a disastri urbani o calamità naturali.
Il kit di sopravvivenza urbano ci servirà per garantire i punti base della sopravvivenza (fuoco, cibo, acqua, segnalazione, riparo) fino all’arrivo dei soccorsi.
Lo zaino di salvataggio viene consigliato, principalmente a chi risiede in zone ad alto rischio calamità naturali (es. vicino ad un vulcano, un grosso fiume, in alta montagna). Comunque può acquistarlo chiunque, in quest’ultimo periodo (forse per i vari accadimenti e per i vari programmi televisivi dedicati al survivalismo) è nata una vera e propria caccia (e anche moda) al kit di sopravvivenza urbano, tantochè è sorto un grande business e sempre più negozianti propongono il loro kit, basta fare una ricerca su google.
Lo zaino deve essere leggero, semplice, efficace, compatto, e deve contenere il numero di oggetti necessari in base al numero delle persone che lo utilizzeranno (es. una famiglia).
Lo zaino deve essere controllato periodicamente e deve sempre trovarsi a portata di mano, infatti non possiamo prevedere il momento nel quale ne avremo bisogno.
In quali situazioni usare la Bug-out-bag:
- catastrofi naturali quali uragani, tornado, cicloni, terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti, alluvioni, frane, valanghe, bufere di neve, forti temporali, inondazione, colate di fango…,
- incendi,
- black out,
- isolamento temporaneo della cittadina,
- intrappolamento in un edificio,
- sommosse,
- manifestazioni violente,
- attacchi terroristici,
- assenza o scarsità di risorse primarie come l’acqua, il cibo, l’elettricità, il carburante, il metano per pochi giorni,
- o altre catastrofi o disastri di breve durata.
IL CONTENUTO DEL KIT DA 72 ORE

Cosa deve contenere la bug-out bag?
- Acqua (per bere e cucinare) e cibo per 3 giorni, per ogni persona (almeno 2 a persona + un pasto giornaliero).
- Cibo (in scatola, istantaneo, barrette energetiche, a lunga conservazione o MRE – Meal, Ready-to-Eat).
- Delle bottiglie d’acqua e borraccia.
- Equipaggiamento per potabilizzare l’acqua (Pillole o compresse per la depurazione dell’acqua al cloro o allo iodio al 3%, chiamate anche tavolette o pastiglie potabilizzanti). In alternativa fornello portatile a gas o a multi combustibile per bollire l’acqua con pentolino.
- Fiammiferi, acciarino o accendino.
- Fischietto per segnalare la vostra posizione ai soccorritori o ai cani (molto utile perchè non vi consumare energie urlando).
- Un manuale di sopravvivenza completo ma sintetico, compatto e poco ingombrante.
- Posate, pentolino e tazza di alluminio.
- Apriscatole.
- Abbigliamento pesante (in climi freddi), con pile, guanti, sciarpa e copricapo.
- Indumenti di ricambio (intimo, maglietta, calze).
- Poncho impermeabile, o k-way.
- Coperta isotermica (immancabile! Da piegata occupa pochissimo spazio, è leggera, isola bene sia dai raggi del sole sia dal freddo e non disperde il calore corporeo).
- Sacco a pelo e coperta.
- Radio a manovella o a batteria (con eventuale scorta di pile).
- Cellulare GSM con caricabatteria a dinamo o solare.
- Torcia elettrica.
- Busta di plastica con dei contanti (qualche moneta e banconote di piccolo taglio, almeno 500€), carta d’identità, codice fiscale, patente, libretti sanitari o le loro copie, matita, taccuino, e chiavi casa.
- Coltello pieghevole, coltellino svizzero.
- Scotch americano (quello grigio plastificato)
- Paracord 550.
- Telone in plastica utile per la raccolta di acqua e il riparo dalla pioggia.
- Fionda, filo da pesca in nylon, kit cucito (alcuni bottoni, fili, ago e spilla di sicurezza).
- Kit di pronto soccorso (kit medico sterile, fasciature, laccio emostatico, bendaggi, cerotti, disinfettanti, termometro, palloncino per rianimare, aspirina, tachipirina, oki… vedi primo soccorso).
- Carta igienica, fazzoletti.
- Volendo cacciavite con ricambi.
- Volendo guanti da lavoro.
- Scarpe comode da indossare subito.
- Tenda da trekking per la notte.
- Alcuni includono anche un’arma da fuoco.

In foto (alcuni oggetti di un kit)
ATTENZIONE: Lo zaino deve essere compatto e leggero con una capienza di 20 litri fino a un massimo di 30 lt. Uno zaino da trekking è ben consigliato.
- La Bug-Out Bag di un utente di avventurosamente.
- Bug-out-bag senza spendere un patrimonio su Prepper.it
- Bug-Out Bag completa
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Migliori Manuali di sopravvivenza 2025 – TOP 5
Quali sono i 5 migliori manuali di sopravvivenza 2025?
I migliori manuali di sopravvivenza: conoscenza e preparazione per affrontare le base della sopravvivenza
Per chi ama la natura e desidera essere in grado di affrontare qualsiasi situazione, i manuali di sopravvivenza sono strumenti indispensabili. La conoscenza, infatti, è tanto importante quanto il materiale base, poiché fornisce le competenze necessarie per gestire imprevisti e difficoltà. Che si tratti di un’escursione in montagna, di un’avventura nella foresta, di una traversata in mare aperto o di un’esplorazione in pianura, sapere cosa fare nei momenti critici può fare la differenza tra sicurezza e pericolo.
Ogni habitat ha le sue sfide e le sue risorse, e comprenderne le dinamiche è fondamentale. Tuttavia, esistono anche abilità universali che possono essere apprese attraverso i manuali di sopravvivenza. Tra queste, troviamo tecniche pratiche come la costruzione di rifugi, dalla struttura più semplice a quella più solida e avanzata, o le strategie per riconoscere cibi sicuri e commestibili, evitando quelli potenzialmente dannosi per il nostro organismo.
Un’altra competenza cruciale è il primo soccorso, essenziale per la sicurezza personale in caso di ferite o emergenze mediche. Inoltre, molti manuali offrono istruzioni dettagliate su come creare corde, annodare nodi robusti e lavorare in modo efficace, nonché nozioni utili per orientarsi con o senza strumenti tecnologici, sfruttando la posizione del sole, delle stelle o elementi naturali.
Manuali per ogni esigenza: una guida ai migliori titoli sul mercato
In Italia, il mercato offre una vasta selezione di manuali di sopravvivenza, adatti sia ai principianti sia agli esperti. Tra i titoli più apprezzati troviamo il celebre Collins Gem, un classico intramontabile, e i manuali di derivazione militare, ricchi di strategie e tecniche testate sul campo. Per chi cerca una prospettiva più moderna, libri come Mental Survival di Alessandro Nannini approfondiscono l’importanza della preparazione mentale, offrendo spunti su come affrontare lo stress e mantenere la lucidità in situazioni estreme.
Non mancano volumi specifici dedicati a temi particolari, come il primo soccorso in emergenza, l’orientamento e la raccolta di erbe e frutti selvatici commestibili. Questi testi non solo aiutano a sviluppare competenze pratiche ma promuovono anche una maggiore consapevolezza dell’ambiente naturale e delle sue risorse.
Le nostre raccomandazioni aggiornate per il 2025
Per aiutarti nella scelta, abbiamo aggiornato la nostra lista dei migliori manuali di sopravvivenza nel 2025, includendo le edizioni più recenti e complete. Ogni titolo è stato selezionato per la qualità delle informazioni, la chiarezza espositiva e il valore pratico. Puoi esplorare le schede dettagliate di ciascun libro, con recensioni dei lettori e approfondimenti, semplicemente cliccando su copertine e titoli.
Prepararsi a ogni eventualità non significa solo accumulare strumenti o accessori, ma anche investire nel sapere. Un buon manuale di sopravvivenza può trasformarsi in un compagno di viaggio indispensabile, in grado di insegnare non solo come sopravvivere, ma anche come apprezzare e rispettare la natura che ci circonda.
1 – GUIDA COMPLETA AL SURVIVAL
Autore: Roberto Lorenzani • Editore: Hoepli • Pagine: 504

Come sopravvivere in ogni ambiente e situazione è un manuale completo scritto da Roberto Lorenzani, uno dei massimi esperti italiani di sopravvivenza. Con le sue 504 pagine ricche di dettagli, questo libro si propone come una guida definitiva per affrontare con successo le sfide della natura, ovunque ci si trovi.
Il testo esplora in modo esaustivo tecniche e strategie indispensabili per adattarsi a qualsiasi ambiente, dai deserti alle foreste, dalle montagne ai mari aperti. Tra gli argomenti principali troviamo:
- Adattamento a climi estremi, dal freddo polare al caldo torrido.
- Costruzione di rifugi, con tecniche adeguate ai vari tipi di terreno.
- Procurarsi acqua e cibo, con metodi pratici per la raccolta, la purificazione e il riconoscimento di risorse commestibili.
- Orientamento e navigazione, con o senza strumenti moderni.
- Gestione delle emergenze mediche e tecniche di primo soccorso.
- Psicologia della sopravvivenza, per mantenere la calma e la lucidità nelle situazioni critiche.
Con tante illustrazioni, schemi e spiegazioni passo-passo, il libro è pensato sia per appassionati di avventura che per professionisti che desiderano approfondire le proprie competenze. Con uno stile chiaro e pratico, Lorenzani riesce a rendere accessibili anche le tecniche più complesse, offrendo una risorsa indispensabile per chiunque voglia essere pronto ad affrontare l’ignoto.
2 – IL VOLO FANTASMA
Autori: Bear Grylls • Editore: Mondadori • Pagine: 418

Bear Grylls, celebre avventuriero e volto noto della sopravvivenza estrema, si cimenta con il suo primo romanzo, regalando ai lettori un’esperienza carica di adrenalina e colpi di scena. Questo libro non è solo un’avventura mozzafiato, ma un viaggio in cui l’autore intreccia la sua profonda conoscenza del mondo selvaggio con una trama avvincente e personaggi memorabili.
Tra pericoli naturali, prove di sopravvivenza e un mistero da risolvere, il protagonista si troverà a confrontarsi non solo con le sfide dell’ambiente ostile, ma anche con i propri limiti interiori. Un romanzo perfetto per chi ama l’avventura, il rischio e le storie che tengono con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Bear Grylls porta nelle pagine la sua esperienza unica, trasmettendo non solo emozione, ma anche un messaggio di resilienza, forza e spirito di adattamento. Con uno stile incalzante e una narrazione vivida, questo romanzo è un must per gli appassionati di avventura e azione.
3 – SURVIVING – ISTRUZIONI DI SOPRAVVIVENZA INDIVIDUALE E DI GRUPPO – 2nd Edizione
Autori: E. Maolucci, A. Salza • Editore: Hoepli • Pagine: 356

Un manuale pratico e completo per chiunque voglia approfondire le tecniche di sopravvivenza, sia a livello individuale che di gruppo. Scritto dagli esperti E. Maolucci e A. Salza, Surviving esplora le strategie fondamentali per affrontare situazioni estreme, con un focus sull’adattamento a diversi ambienti naturali e sull’importanza della collaborazione per superare le avversità.
Il libro è strutturato per offrire istruzioni chiare e dettagliate, integrando teoria e pratica. Tra gli argomenti principali trattati:
- Tecniche essenziali per la sopravvivenza individuale.
- Metodologie di lavoro di gruppo in condizioni critiche.
- Analisi psicologica per gestire stress e panico.
- Strategie per trovare cibo e acqua, costruire rifugi e orientarsi in ambienti sconosciuti.
Ricco di illustrazioni, esempi pratici e suggerimenti utili, questo manuale rappresenta una risorsa preziosa sia per principianti che per esperti, ideale per chiunque voglia essere preparato a fronteggiare l’ignoto con competenza e lucidità. Un’opera di riferimento per chi ama l’avventura, ma anche per chi desidera essere pronto a ogni eventualità.
4 – MILITARY SURVIVAL – LE TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA DELLE FORZE SPECIALI
Autore: Chris McNab • Editore: L’Airone • Pagine: 320

Military Survival è un manuale completo e approfondito che raccoglie le tecniche di sopravvivenza utilizzate dalle forze speciali di tutto il mondo. Scritto dall’esperto Chris McNab, il libro offre un viaggio dettagliato nelle strategie e nelle competenze sviluppate per resistere e adattarsi alle condizioni più ostili, affrontando scenari estremi con efficacia e determinazione.
Il manuale copre una vasta gamma di argomenti essenziali:
- Costruzione di rifugi sicuri in diversi tipi di habitat.
- Tecniche di orientamento e navigazione senza strumenti tecnologici.
- Sopravvivenza in situazioni estreme, come il deserto, le foreste pluviali, le montagne o l’ambiente marino.
- Trovare e purificare acqua, procurarsi cibo e riconoscere piante commestibili.
- Gestione delle emergenze mediche, con pratiche di primo soccorso sul campo.
- Tecniche di evasione e fuga in situazioni di pericolo.
Arricchito da illustrazioni dettagliate e spiegazioni passo-passo, questo volume si rivolge sia agli appassionati di avventura e outdoor sia a chi desidera approfondire l’approccio militare alla sopravvivenza. Con 320 pagine di contenuti pratici, Military Survival è un punto di riferimento per chi cerca un manuale di qualità, scritto con la precisione e l’esperienza di un esperto del settore.
5 – MANUALE DI SOPRAVVIVENZA – COME CAVARSELA IN OGNI SITUAZIONE, CLIMA E AMBIENTE
Autore: Collins Gem • Editore: Antonio Vallardi • Pagine: 384

Il Manuale di sopravvivenza della celebre serie Collins Gem è un classico intramontabile, pensato per chiunque desideri acquisire le conoscenze fondamentali per affrontare situazioni critiche in qualsiasi ambiente e condizione climatica. Con le sue 384 pagine compatte, il libro offre una guida pratica, completa e facile da consultare, ideale sia per principianti che per esperti di outdoor.
Tra i temi principali trattati:
- Tecniche di base per la sopravvivenza in situazioni di emergenza.
- Adattamento a diversi climi ed ecosistemi, dai deserti ai poli, passando per le foreste e le zone costiere.
- Orientamento e navigazione, con o senza bussola.
- Costruzione di rifugi sicuri, per proteggersi dalle intemperie.
- Trovare e purificare acqua, insieme a metodi per procurarsi cibo in natura.
- Primo soccorso e gestione delle emergenze mediche.
Grazie al suo linguaggio chiaro e al formato tascabile, questo manuale rappresenta un compagno ideale per chi si avventura nella natura o desidera essere pronto ad affrontare l’imprevisto. Pratico da consultare e da portare con sé, è una risorsa che unisce utilità e immediatezza, rendendolo un must per ogni appassionato di sopravvivenza.
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La Settimana Cibernetica del 15 dicembre 2024
Phishing: campagna a tema “Sondaggio Generali” (AL01/241213/CSIRT-ITA)
Aggiornamenti di sicurezza Apple (AL01/241212/CSIRT-ITA)
Sanate vulnerabilità su GitLab CE/EE (AL06/241211/CSIRT-ITA)
Ivanti December Security Update (AL05/241211/CSIRT-ITA)
Adobe rilascia aggiornamenti per sanare molteplici vulnerabilità (AL04/241211/CSIRT-ITA)
Rilevate vulnerabilità in prodotti Splunk (AL03/241211/CSIRT-ITA)
Risolte vulnerabilità in Google Chrome (AL02/241211/CSIRT-ITA)
Aggiornamenti Mensili Microsoft (AL01/241211/CSIRT-ITA)
Rilevato sfruttamento di prodotti Cleo (AL04/241210/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Aggiornamenti per prodotti Siemens (AL03/241210/CSIRT-ITA)
Schneider Electric: rilevate vulnerabilità in vari prodotti (AL02/241210/CSIRT-ITA)
SAP Security Patch Day (AL01/241210/CSIRT-ITA)
Moschettoni e doppi legami: le ferrate tra marketing e repressione (seconda puntata)
Nella prima parte di questa disamina abbiamo affrontato due differenti approcci: quello che pretende che il potere garantisca la fruizione in sicurezza dell’adrenalina facile e quello colpevolizzante verso l’escursionista per scaricare su di lui le responsabilità di politica e marketing, cioè di chi l’ha invogliato a andare in montagna promettendo adrenalina facile e sicura.
In questo secondo pezzo vorremmo dar conto della visione Molotov, che è radicalmente opposta a entrambi agli approcci precedenti, perché li considera facce della stessa medaglia: l’estrattivismo turistico che va contestato in maniera radicale. La voce molotova promuove la conoscenza e il rispetto del territorio, la consapevolezza dei propri limiti e la responsabilità nell’assunzione del rischio. Per farlo, a seguito di una prima analisi, utilizzeremo un esempio assurto alle cronache quest’estate.
PARTE TERZA
– La versione Molotov –
Le vere lacune, quello che manca in toto nel dibattito, sono conoscenza e consapevolezza di quel che si sta andando a fare. È più che evidente. E infatti si commentano drammi senza capacità di analizzarli, additando.
Se ipotizzassimo una libertà di scelta consapevole e informata non sarebbe necessario garantire qualcuno, ma semplicemente assumere responsabilità senza pretesa di voler distribuire colpe. Come in ogni cosa della vita se ci si infila nei casini ci si arrangia, se non si è sicuri si evita.
Detto in pratica, secondo noi la responsabilizzazione avrebbe senso se servisse a smontare l’idea che tanto, dovesse andar male qualcosa, qualcuno dall’alto dei cieli aiuterà se non si è capaci, se non si è ragionevolmente al sicuro.
Semplicemente deve essere reso chiaro come dato ambientale che non ci si può fidare al 100% di nessun cavo, che non ci si può fidare di nessun sentiero, mappa, tacca, cartello, app, di niente e nessuno.
Ci si può fidare di quello che si sa valutare, si impara a farlo non fidandosi, e non si è comunque del tutto immuni dal rischio. Riassumendo va sviluppata competenza a saggiare il territorio, a calarcisi dentro e non a starci sopra: la mappa non è il territorio.
La consapevolezza di una scelta, in questo caso estrema: Hansjörg Auer in solitaria e slegato sulla Via attraverso il pesce alla Punta Rocca in Marmolada.
C’è caso e caso: c’è chi assume la propria responsabilità conscio di quel che affronta e c’è chi non ha il senso dello stare in montagna tenendo conto degli altri.
Tornare ‘slegati’ da un sentiero impervio e selvaggio, anche attrezzato, oppure scegliere di salire ‘slegati’ un itinerario alpinistico, osare quindi, è una cosa. E fa parte del gioco, pericoloso certo ma consapevole. Altra cosa è mettersi in mostra in una situazione turistica, non sapere cosa si rischia e si fa rischiare a chi è intorno.
Per un sacco di ragioni. La prima che ci viene in mente è che se il terreno è isolato o poco frequentato si rischierà in proprio. I pericoli oggettivi sono comunque dietro l’angolo, ma non più che in ogni cosa della vita.
Conoscere bene una zona e i propri limiti aiuta a saper valutare con sufficiente precisione e a ‘mettersi in sicurezza’. La stessa persona, con la stessa esperienza, saprà cambiare approccio di salita o discesa in relazione a un contesto diverso, da parco divertimenti. Ecco perché se si è su un tratto attrezzato zeppo di gente non è buona prassi passare slegati. Perché si fa rischiare, oltre a rischiare in proprio. L‘appiattimento di sfumatura che porta con sé l’iper-frequentazione non dà ragione di queste dinamiche spicce, figuriamoci di altre, ben più delicate.
OUTRO
– Un esempio –
Prendiamo un esempio di cronaca e una ferrata che risponde al criterio dello snaturamento storico in ottica turistica: la Bepi Zac alle cime di Costabella.
Una ferrata storica importante, in una regione a vocazione turistico-alpina talmente forte che va tenuta in piedi a qualsiasi costo. Ricordiamo qui che i grimaldelli che tengono in vita con accanimento questo come altri percorsi, sono l’inserimento delle infrastrutture della grande guerra tra i beni culturali protetti dal codice Urbani e la “sicurezza”.
L’invasività dei lavori di consolidamento e “messa in sicurezza” della Ferrata Bepi Zac alle creste di Costabella.
Il fatto è il seguente:
alcune famigliole portano i bambini slegati sulla ferrata Bepi Zac che percorre sfasciumi in quota e sale fino attorno ai 2700mslm. Le foto sono state scattate nel secondo tratto, in zona Costabella.
Di pericoli oggettivi ce ne sono, caduta massi ad esempio, ma non è nemmeno questo il punto, è proprio che ci sono passaggi esposti (come nella quasi totalità dei casi quando c’è un cavo) e portarsi un pargolo in braccio perché incapace a percorrerla (e forse spaventato) non pare il caso, tout court.
A cadere su un terreno del genere ci si può far male-male; se si cade con un bimbo in braccio ci si è comportati idioti.
Premesso questo, e che portare figli piccoli senza attrezzatura è promuovere l’incultura e non la cultura della fruizione della montagna, il dibattito a cui normalmente si assiste in questi casi è fuorviante, e suona più o meno sempre allo stesso modo: «criminali», oppure «se i tizi fossero dei super esperti della zona che avessero valutato quello che stavano facendo e non dei turisti sprovveduti?»
Per quanto ci riguarda restano vittime del marketing. Possono essere tra i più esperti dell’Universo, sono però in un ambiente altamente frequentato, in cui il pericolo oggettivo è in primis l’affollamento (le scariche di sassi che ne possono derivare, attese lunghe e estenuanti fissi a un cavo, cadute altrui…).
Altrettanto oggettivo è il fatto che un figlio piccolo non può essere esperto, che il genitore sta decidendo per lui (al punto che in alcuni scatti il genitore se lo carica in collo).
Se ti cade un etto di sasso sul braccio che fai?
È la visione indotta del marketing, in cui l’escursionista-consumatore viene preso in trappola, è la modalità di vendita della fruizione a proiettare l’immagine per cui basta spendere, comprare l’attrezzatura cara, per essere sicuri e al sicuro.
Aggiungiamo poi che se il terreno di gioco è quello alpinistico, in cui il potere d’acquisto applicato alla retorica e al terreno acrobatico, al linguaggio spesse volte ricalcato da quello bellico – militarista –, essere indotti nell’abbaglio del superuomo che fa tutto da solo è un passo brevissimo.
Comportamenti del genere su terreni a zero possibilità di sperimentazione, che obbligano a seguire un tracciato più pedissequamente che una via alpinistica o un sentiero, sono stupidi e non del tutto consapevoli.
È una protesi del gioco che l’imprenditoria e la politica stanno costruendo sulla pelle delle valli e delle cime.
In conclusione non caschiamo nel gioco: sono le scelte di indirizzo a generare i mostri cui la politica che le ha prodotte non vuole rispondere in maniera proficua.
La responsabilità è politica, la colpa è del modello economico che ha intenzione di sfruttare ancor di più la montagna in ogni modo, oltre qualunque limite di ragionevolezza.
In altre parole: se si precludono i corridoi faunistici agli orsi che si è ‘preteso’ di importare sul territorio anche per aumentare l’afflusso turistico, salvo poi lamentarsi del loro sovrannumero e proporre come unica soluzione l’abbattimento, si sta giocando con la pelle degli animali non umani.
Se si rendono instagrammabili i sentieri, con panchine giganti e ammiccamenti acchiappa click, perché si vuol far crescere il turismo in maniera esponenziale e incontrollata ma poi li si chiude quando qualcuno si fa male, si sta giocando con la pelle degli animali umani.
Se si trova normale spendere valanghe di soldi per alimentare i comprensori sciistici (o per realizzare skidome al chiuso in assenza di neve), per alimentare la speculazione edilizia, per realizzare Olimpiadi che lasceranno scheletri e macerie; se si pretende eliminare il rischio nelle attività ludiche criminalizzando per decreto o divieto ma si dà per assodata l’alta probabilità di farsi male in quell’obbligo alienante che è il mondo del lavoro si sta giocando con la pelle della società.
Così facendo le amministrazioni e governi dimostrano di prendere scelte politiche di indirizzo che non manifestano rispetto alcuno verso i luoghi, verso le differenti specie animali che abitano quei luoghi, nessun rispetto anche verso le persone che abitano la montagna o che vengono da fuori, invogliate ad andare a ‘fare il ponte tibetano’ con la stessa spensieratezza con cui andrebbero nell’ennesimo inutile nuovissimo iper mega centro commerciale.
In questi precisi ambiti queste scelte vanno censurate e attaccate.
Servono cultura e capacità interpretative, sensibilizzazione, non overdose di emozioni indotte, normate da chi al primo guaio provocato si lava le mani e risponde con l’unico strumento che padroneggia: la repressione.
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La Stampante 3D nel Prepping e Survival: Una Risorsa Essenziale per l’Autosufficienza
Negli ultimi anni, la stampa 3D si è affermata come una tecnologia versatile e accessibile, trovando applicazioni anche in ambiti come il prepping e il survival. Grazie alla capacità di creare oggetti personalizzati su richiesta, questa tecnologia è diventata un alleato prezioso per chi cerca di essere autosufficiente e pronto ad affrontare situazioni di emergenza o isolamento.
Vantaggi della Stampa 3D per Prepper e Survivalisti
La stampante 3D offre una combinazione di autonomia, creatività e flessibilità che la rende ideale per la preparazione a scenari di emergenza. Alcuni dei principali vantaggi includono:
- Creazione di oggetti su misura: è possibile produrre strumenti e attrezzature specifici per esigenze particolari.
- Riduzione della dipendenza da fornitori esterni: permette di produrre ciò che serve senza necessità di acquistarlo.
- Adattabilità ai materiali disponibili: molte stampanti 3D possono utilizzare materiali riciclati o biodegradabili, rendendo la tecnologia più sostenibile.
Applicazioni Pratiche della Stampa 3D nel Prepping e Survival
- Produzione di Utensili e Attrezzi
- Strumenti di base: chiavi, ganci, cacciaviti e piccole pinze.
- Pezzi di ricambio: per riparare attrezzature danneggiate o creare adattatori personalizzati.
- Utensili da cucina: stampi per alimenti, mestoli o contenitori riutilizzabili.
- Materiale di Sopravvivenza
- Trappole e ami: per caccia e pesca.
- Supporti per il fuoco: accendi fuoco o custodie per pietre focaie.
- Filtri per acqua: componenti per sistemi di filtraggio fai-da-te.
- Sistemi di Organizzazione e Stoccaggio
- Contenitori personalizzati: scatole impermeabili o divisori per attrezzature.
- Etichette: per identificare rapidamente categorie o ubicazioni nel magazzino.
- Supporti modulari: scaffali o giunti per costruzioni leggere.
- Riparazioni di Emergenza
- La capacità di stampare pezzi mancanti o di sostituire componenti danneggiati consente di mantenere operativa qualsiasi attrezzatura, anche in situazioni difficili.
- La capacità di stampare pezzi mancanti o di sostituire componenti danneggiati consente di mantenere operativa qualsiasi attrezzatura, anche in situazioni difficili.
- Accessori per Escursionismo
- Moschettoni e ganci leggeri: per organizzare attrezzature durante i viaggi.
- Custodie protettive: per elettronica, medicinali o strumenti di precisione.
- Manici personalizzati: per migliorare la presa di attrezzi o armi.
- Contenitori per medicinali
- scatole con scomparti personalizzati per pillole o garze.
- pinze, bisturi in plastica, o supporti per stecche.
- Riparazioni improvvisate
- La stampante 3D può produrre soluzioni rapide per riparare attrezzature rotte, come maniglie, cerniere, o connettori.
- La stampante 3D può produrre soluzioni rapide per riparare attrezzature rotte, come maniglie, cerniere, o connettori.
- Produzione di prototipi
- Creazione di prototipi per attrezzi o dispositivi personalizzati, testandone l’efficacia prima di fabbricarli in materiali più resistenti.
- Creazione di prototipi per attrezzi o dispositivi personalizzati, testandone l’efficacia prima di fabbricarli in materiali più resistenti.
- Giochi e svago
- Creazione di oggetti per l’intrattenimento, come scacchi, dadi, o altri passatempi utili per alleviare lo stress durante un periodo di isolamento.
- Creazione di oggetti per l’intrattenimento, come scacchi, dadi, o altri passatempi utili per alleviare lo stress durante un periodo di isolamento.
- Sostenibilità a lungo termine
- Creazione di oggetti da materiali biodegradabili o riciclati, riducendo la dipendenza da risorse esterne.
- Recupero di plastica per produrre il filamento necessario.
Sostenibilità e Riutilizzo
Uno degli aspetti più innovativi della stampa 3D è la possibilità di utilizzare materiali riciclati per creare nuovi oggetti. Ad esempio, vecchi contenitori di plastica possono essere trasformati in filamenti per stampanti, riducendo i rifiuti e assicurando un uso ottimale delle risorse.
Ciò è possibile procurandosi una particolare tipo di tramoggia-trituratore ed estrusore che trasforma questi scarti in filamento.
Un esempio sono le Filament Machine che trafilano le bottiglie di plastica in PET.




Prospettive Future: Oltre l’Emergenza
In un futuro orientato all’autosufficienza, la stampante 3D potrebbe diventare uno strumento cardine per costruire rifugi, produrre energia (ad esempio, supporti per pannelli solari o mini turbine) e creare sistemi agricoli come vasi o sistemi di irrigazione automatizzati.
Quale stampante acquistare?
La scelta di una stampante 3D dipende dall’uso che se ne intende fare e dal budget disponibile.
Ovviamente è sottinteso che vale il detto “chi più spende, meno spende”, nell’ottica di acquistare un prodotto valido che duri nel tempo.
Ecco una guida per a scegliere il tipo di stampante più adatto per prepping, survival e applicazioni simili:
Stampanti FDM (Fused Deposition Modeling)
Le stampanti FDM sono le più comuni e accessibili. Usano filamenti di plastica come PLA, ABS, o PETG.
- Vantaggi:
- Economiche.
- Ampia disponibilità di materiali.
- Perfette per utensili, contenitori e componenti di base, componenti meccaniche.
- Svantaggi:
- Necessità di rifiniture post-elaborazione.
- Linee layer visibili.
- Le stampanti FDM, specialmente quelle economiche, possono essere rumorose. Modelli più costosi o aggiornamenti possono mitigare questo problema.
- Consigliate per te:
- Creality Ender 3 V2: ottimo rapporto qualità/prezzo, facile da migliorare con modifiche.
- Prusa i3 MK4: più costosa, ma estremamente affidabile e con ottima qualità di stampa.
- Anycubic Serie Kobra: ideale per principianti, facile da configurare, affidabile.



Stampanti SLA (Stereolithography)
Queste stampanti usano resina liquida solidificata da un laser per creare oggetti ad alta precisione.
- Vantaggi:
- Estrema precisione nei dettagli.
- Perfetta per parti piccole e complesse.
- Svantaggi:
- Materiali più costosi e difficili da gestire (resine).
- Meno adatta per oggetti di grandi dimensioni.
- Necessitano di ulteriori apparecchiature come fissatori per terminare il lavoro.
- Consigliate per te:
- Elegoo Mars 4 Ultra: economica e precisa.
- Anycubic Photon Mono X: grande area di stampa e alta qualità.


Stampanti Multi-Materiale o Ibride
Se si ha bisogno di stampare oggetti con materiali diversi (es. plastica + gomma), considera una stampante multi-materiale.
- Vantaggi:
- Capacità di combinare flessibilità e resistenza.
- Ideale per oggetti con parti mobili o finiture speciali.
- Consigliate per te:
- Prusa i3 MMU2S: aggiunge funzionalità multi-materiale a una Prusa standard.
- Bambu Lab X1 Carbon: stampante di fascia alta per multi-materiale.
- Anycubic Kobra 3 Combo: stampante di fascia alta per multi-materiale.



Stampanti Portatili o Compatte
Se si ha bisogno di una stampante 3D da usare in situazioni di emergenza o in mobilità (es. camper, campeggio), questi modelli portatili sono un decente compromesso, con tutti i pro e i contro annessi.
- TRONXY CRUX1: leggera e compatta, perfetta per ambienti piccoli.
- Creality CR-10 Mini: più versatile, ma comunque facile da trasportare.
- Bambu Lab A1 Mini: compatta e versatile con possibilità di funzionamento in multi color.



Budget e Considerazioni
- < 300 €: Ideale per chi è alle prime armi. Modelli come Ender 3 o Elegoo Mars sono perfetti.
- 300–600 €: Ottieni funzionalità avanzate e maggiore affidabilità.
- 600+ €: Ideale per progetti complessi o necessità professionali.
Quanto sopra elencato è una panoramica di prodotti di punta dei marchi citati; ovviamente ci sono altri prodotti più economici anche se il consiglio cardine è di non scendere sotto i 200€ di spesa (alla data attuale), per in incorrere in un prodotto di scarsa qualità.
Accessori utili per il prepping
- Filamenti resistenti: usa PETG per resistenza all’acqua o nylon per maggiore robustezza.
- Stampanti con bed riscaldato: essenziale per materiali come ABS e PETG.
- Kit di manutenzione: assicurati di avere utensili per calibrare e riparare la stampante,
- spazzolino con setole metalliche fini per pulire l’estrusore.
- chiavi idonee per eventuali riparazioni.
- tronchese di precisione per pulire i lavori dalle sbavature e i supporti.
- lime da modellismo.
- alcool isopropilico per pulire il piatto di stampa.
- panno in microfibra.
- grasso di vasellina per lubrificare le rotaie.
Quali materiali usare?
I filamenti per stampa 3D sono materiali termoplastici utilizzati principalmente nelle stampanti FDM (Fused Deposition Modeling). La scelta del filamento dipende dall’uso finale dell’oggetto, dalle condizioni ambientali e dalle capacità della tua stampante. Ecco una panoramica sui principali tipi di filamenti, con i loro vantaggi, svantaggi e utilizzi:
- PLA (Polylactic Acid)
- Descrizione: Biodegradabile, realizzato da materiali naturali come mais o canna da zucchero.
- Pro:
- Facile da stampare.
- Adatto per stampe dettagliate e decorative.
- Bassa temperatura di estrusione (~190-220 °C).
- Inodore durante la stampa.
- Contro:
- Fragile, meno resistente agli urti.
- Non adatto a condizioni di calore elevato (si deforma oltre i 50 °C).
- Utilizzi: Prototipi, oggetti decorativi, modelli non strutturali.
- PETG (Polyethylene Terephthalate Glycol)
- Descrizione: Un mix tra PLA e ABS, combina facilità d’uso e resistenza.
- Pro:
- Alta resistenza meccanica e chimica.
- Buona flessibilità e durabilità.
- Resistente all’acqua e ai raggi UV.
- Contro:
- Può creare “stringing” (filamenti sottili) durante la stampa.
- Richiede una temperatura di estrusione più alta (~220-250 °C).
- Utilizzi: Contenitori alimentari, pezzi funzionali, parti esposte all’esterno.
- ABS (Acrylonitrile Butadiene Styrene)
- Descrizione: Termoplastico robusto, utilizzato in applicazioni industriali.
- Pro:
- Resistente agli urti e al calore (fino a ~100 °C).
- Ideale per oggetti funzionali e strutturali.
- Contro:
- Richiede un piano riscaldato e una camera chiusa per evitare deformazioni.
- Può emettere fumi tossici durante la stampa.
- Utilizzi: Parti meccaniche, utensili, giocattoli (es. LEGO).
- Nylon
- Descrizione: Materiale estremamente resistente e flessibile.
- Pro:
- Alta resistenza all’usura e agli agenti chimici.
- Buona elasticità.
- Contro:
- Richiede temperature di stampa elevate (~240-270 °C).
- Igroscopico (assorbe umidità, richiede conservazione in ambienti secchi).
- Utilizzi: Ingranaggi, cerniere, parti strutturali.
- TPU (Thermoplastic Polyurethane)
- Descrizione: Materiale flessibile ed elastico.
- Pro:
- Ottima elasticità e resistenza all’usura.
- Resistente agli agenti chimici e alle basse temperature.
- Contro:
- Difficile da stampare, richiede impostazioni precise.
- Velocità di stampa più lenta.
- Utilizzi: Guarnizioni, manopole, scarpe, parti flessibili.
- PC (Polycarbonate)
- Descrizione: Plastica robusta, trasparente e resistente al calore.
- Pro:
- Altissima resistenza meccanica e termica (fino a 110 °C).
- Buona trasparenza ottica.
- Contro:
- Richiede temperature molto alte (~250-300 °C).
- Difficile da stampare senza una camera chiusa.
- Utilizzi: Lenti, custodie, componenti industriali.
- Filamenti compositi
- Questi filamenti combinano materiali base (come PLA o ABS) con particelle aggiuntive per ottenere proprietà estetiche o meccaniche uniche.
- PLA con fibre di carbonio: più leggero e rigido, ideale per parti strutturali.
- PLA con legno: aspetto e sensazione simili al legno, per oggetti decorativi.
- PLA con metallo: conferisce un effetto metallico, utilizzato per prototipi estetici.
- Filamenti conduttivi: ideali per circuiti semplici e applicazioni elettroniche.
- Questi filamenti combinano materiali base (come PLA o ABS) con particelle aggiuntive per ottenere proprietà estetiche o meccaniche uniche.
- Filamenti Speciali
- ASA (Acrylonitrile Styrene Acrylate): simile all’ABS ma più resistente ai raggi UV, perfetto per oggetti esterni.
- PVA (Polyvinyl Alcohol): usato come materiale di supporto solubile in acqua per stampe complesse.
- HIPS (High Impact Polystyrene): altro materiale di supporto, solubile in limonene.

Consigli per la Conservazione
- Molti filamenti, come PLA, PETG, ABS e Nylon, sono igroscopici, cioè assorbono umidità, che può compromettere la qualità di stampa. Conservali in sacchetti sigillati o con essiccanti è l’ideale.
- Usare una dry box per mantenere il filamento asciutto se si stampa frequentemente.
Come Scegliere il Filamento Giusto
- Obiettivo: Determinare l’uso dell’oggetto (decorativo, funzionale, resistente).
- Condizioni ambientali: Oggetti esterni richiedono materiali resistenti ai raggi UV e all’acqua (es. PETG o ASA).
- Capacità della stampante: Verificare la temperatura di estrusione e la necessità di un piano riscaldato o camera chiusa.
- Esperienza: Se si è alle prime armi è il caso di iniziare con PLA.
Se hai un progetto specifico, fammi sapere e ti consiglierò il filamento migliore! 
Dove trovare progetti già pronti?
La domanda che sorge spontanea dopo tutte queste informazioni è: dove è possibile trovare eventuali progetti per cominciare a stampare?
Fortunatamente in rete sono presenti molti siti dove è possibile scaricare sia gratuitamente sia a pagamento moltissimi progetti già pronti.
Ecco una carrellata di link ben forniti:
makerworld.com/en
www.thingiverse.com
www.printable.com
www.cults3d.com
www.yeggi.com
https://www.makeronline.com/
Conclusioni
La stampa 3D rappresenta una rivoluzione per il prepping e il survival, offrendo soluzioni pratiche per prepararsi a qualsiasi imprevisto. Che si tratti di creare strumenti di sopravvivenza, pezzi di ricambio o sistemi per organizzare le scorte, questa tecnologia può fare la differenza tra dipendenza e autonomia in un mondo incerto. Investire in una stampante 3D e imparare a utilizzarla è un passo fondamentale per chi desidera essere davvero pronto a tutto.
Descrivere tutto ciò che si può fare con una Stampante 3D in un articolo è praticamente impossibile ma in rete fortunatamente ci sono valide community dove poter fare domande e trovare aiuto per diverse problematiche.
L'articolo La Stampante 3D nel Prepping e Survival: Una Risorsa Essenziale per l’Autosufficienza proviene da Associazione Italiana Preppers.
Aggiornamenti Mensili Microsoft (AL01/240814/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Sanate vulnerabilità in Qlik Sense Enterprise (AL01/241209/CSIRT-ITA)
La Settimana Cibernetica del 8 dicembre 2024
Moschettoni e doppi legami: le ferrate tra marketing e repressione
INTRO
– inquadramento-
La storia dell’alpinismo, in genere, è una storia coloniale ed elitaria: il ricco, il nobile (“il” perché questa storia porta con sé anche un approccio maschilista) arriva ai monti inizialmente per ragioni cartografiche ed esplorative, in seguito per ragioni di conquista e blasone.
In questa narrazione l’abitante, ‘il montanaro’, è un esserino grezzo e impaurito, che non sa godere delle bellezze della montagna, che non fa passeggiate o arrampicate per “vivere le cime” – con tutto il fascino di verticalità, desolazione e pericolosità – ma che tutt’al più “serve” perché conosce i luoghi circostanti a quelli che abita e può indicarli, e perché da bravo spallone può farsi portatore di strumenti e vettovaglie*.
Il monte come luogo piacevole e d’incanto, salubre, unito alla massificazione turistica cominciata tra gli anni ’60 e ‘70, porta allo sviluppo di un nuovo terreno di gioco, anche se non particolarmente originale, basti pensare alle similitudini con l’impiego di corde fisse. Se prima la ferrata era turistica e poi fu utilizzata per scopi militari, ora finte élite di eroici bardati assaltano il percorso ‘di massa’, un combinato da logica turistica: colonizzazione dello spazio e appiattimento dell’immaginario.
Addentrarsi in questo ambiente è provare a sviscerare un tema tecnico e ispido, sul quale scegliamo di non intervenire, però qualche considerazione e riflessione generale crediamo vada fatta.
La successione di cenge attrezzate per mettere in sicurezza l’itinerario. Bocchette centrali di Brenta.
Ci sono varie tipologie di ferrata: talune, storiche, nascono con l’idea di mettere in sicurezza percorsi già frequentati, altre, specie quelle dolomitiche o di bassa quota non sono realizzate per portare in un dato luogo ma esplicitamente per cercare la difficoltà.
Fino ad una certa fase, forse, lo sviluppo di alcune ferrate assurde ha avuto a che fare con echi di arrampicata in artificiale, con diversi mezzi ma la medesima propensione a non porsi problema di manomissione del contesto.
Un esempio di itinerario con logiche di artificiale, scale come staffe: ferrata Castiglioni alla Cima d’Agola.
Possiamo distinguere grossomodo tre tipi di ferrate e conseguenti tipi di fruizione.
- Opera militare mantenuta o ristrutturata a scopo turistico. Quasi assente in alpi occidentali;
- attrezzatura fissa di un itinerario che semplifica una via alpinistica, rendendola accessibile a escursionisti ‘esperti’, e che di solito serve ad arrivare in cima o a traversare. È il caso della ferrata Bolver-Lugli a Cima Vezzana nelle Pale di San Martino o della Arosio al Corno di Grevo, nel gruppo dell’Adamello;
- ferrata estrema, acrobatica, mozzafiato-adrenalina, tipicamente fine a sé stessa, in ottica di lunapark, di solito ridondante di infrastruttura: scalette, ponti, ecc., più orientata a palestrati che ad alpinisti/escursionisti. Non infrequente in alpi occidentali anche francesi, la ferrata Du Diable risponde sicuramente al caso lunapark.
A sinistra la ferrata du Diable in tutta la sua insensatezza.
A destra la ferrata Arosio al Corno di Grevo, già via alpinistica di cresta. Per anni è stata accompagnata da polemiche, più volte ne sono stati sabotati i fittoni e un tempo erano visibili scritte come «no ferrata» e «CAI Cedegolo incivile».
Che ad esempio nei tardi anni ’30, in Dolomiti di Brenta, si sia pensato di attrezzare un percorso sfruttando le sequenze di cenge lì esistenti e ne siano così nate le Bocchette Centrali, può essere una cosa ragionevole.
Il problema tuttavia, più che l’attrezzatura dei percorsi in sé, è la fruizione che se ne fa, la turistificazione intensiva dovuta al boom e al conseguente aumento del potere d’acquisto del ceto medio.
Da qui nascono i ‘ferrata adventure park’ o percorsi come quello delle Aquile in Paganella e Intersport nel Donnerkogel. Tra questi ultimi e gli itinerari classici, storici, dovrebbe esserci una gran differenza.
Sopra la ferrata delle Aquile in Paganella.
Sotto la ferrata Intersport al Donnerkogel.
PARTE PRIMA
– l’approccio sceriffo –
Ci pare che negli ultimi anni le modalità di fruizione abbiano appiattito le sfumature costruttive in virtù di un’unica fruizione possibile.
Così già da tempo (immagine del 2016): botta-risposta su un noto blog dedicato al tema.
Si vendono – si compra-vendono – ferrate. L’espansione tremenda della frequentazione alpina e del movimento dell’arrampicata sportiva, se da un lato testimoniano di una moda, dall’altro concorrono alla creazione e all’ingigantimento del problema. Notiamo che il modo di stare sulla ferrata, la terminologia di che ne racconta le difficoltà, gli entusiastici report fotografici che ne seguono, descrivono atteggiamenti assimilabili al tipo 3.
Ci si concentra sull’adrenalina e si riflette poco – o per nulla – di sicurezza o rispetto dell’ambiente col quale si interagisce. Non si dice mai ad esempio, ed è disonesto, che una caduta su ferrata è potenzialmente molto più pericolosa di una in arrampicata. Senza tutto un sistema di dissipazione in ordine, senza competenze specifiche (spesso risolte con ‘compra l’attrezzatura’), si possono generare fattori di caduta nettamente più alti che scalando, con sollecitazioni che, per come sono progettati, moschettoni e corde non possono reggere. E se resistessero, non lo farebbe il corpo umano. La strada che si sta percorrendo – stiamo ragionando per ipotesi – è quella del «vorrei ma non posso, però c‘è la ferrata». È così che questi percorsi si sono guadagnati e si stanno guadagnando una larga ‘fetta di mercato’.
Come per gli orsi e i lupi, come per il Natisone, buona parte delle criticità che stanno alla base del discorso sono la turistificazione e lo sfruttamento, il rilassamento delle sinapsi preposte all’accortezza, in favore della deresponsabilizzazione collettiva: ci si diverte, si provano ‘brividi’, si racconta l’atto acrobatico con la go-pro. Nel frattempo si intasa, si erode, si sovra-alimenta la bulimia del profitto, e così ferrate che potevano tranquillamente rientrare nella categoria 1, quella di opera militare manutenuta come il Sentiero dei Fiori in Adamello, grazie al battage pubblicitario schizzano dritte nella 3: adrenalina.
Passerelle si materializzano al ritmo dei ponti tibetani, lavori degni di grandi opere, appalti con imprese e eccesso di infrastruttura. Nomi evocativi, da marketing, come nel caso dell’Epic trail.
L’epica dell’Odissea, de Il mucchio selvaggio, messe a disposizione per pochi spicci a chi passa le settimane sfruttato sul luogo di lavoro, con giubilo dei geometri che progettano siffatti percorsi.
Tram a Milano pubblicizzano il sentiero dei fiori.
Se questa è la logica, ci sentiamo di affermare che, indipendentemente da quel che si pensi della loro bontà, una volta che una ferrata esiste chi va in montagna tende a pensare che sia in ordine. Che sia sufficiente fissare il moschettone a un cavo che terrà, i cui chiodi non salteranno via come bottoni, e seguirlo camminando. Su questo aspetto risulta impossibile colpevolizzare l’escursionista, e infatti si gioca alla deresponsabilizzazione, al ‘ludico gestito dalla legge’. Soprattutto se gli escursionisti vengono attratti e invogliati a percorrere quella ferrata dagli opuscoli delle Pro Loco.
In alcune zone – Dolomiti su tutte – si esaspera il ruolo di parco giochi dei sentieri attrezzati, pensati esplicitamente per cercare la difficoltà e frequentati da individui accessoriati. In altre la dimensione tecnica conta molto meno, i percorsi sono stati conservati come retaggi militari o sono nati soprattutto per poter dire «li abbiamo anche qui», anche se non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai primi e salvo poche eccezioni hanno molto meno senso.
Se si costruiscono parchi giochi si promuove una certa idea per cui si paga il biglietto – leggi “compra l’attrezzatura giusta e cool per agganciarti alle pareti e il più è fatto” – ed è ragionevole che il consumatore pretenda che lo spettacolo fili liscio: che la messa in scena sia sicura e l’attrezzatura che userà sarà in buono stato, funzionante e certificata.
PARTE SECONDA
– l’approccio bimbominkia –
Nei cantieri sono di solito posti cartelli in cui si elencano i vari strumenti di protezione e si invita i lavoratori a usarli. Della pericolosità del lavoro in sé niente, non si sa, non si dice.
Aspetti diversi, certo, il cui trait d’union è che si può – si deve visto che si fa poco o nulla per evitarlo – morire di lavoro. Attraverso il marketing si raccontano domatori di montagne su ferrata salvo poi drammatizzare i sentieri per tenere alla larga rogne legali come capitato, ad esempio a San Felice in Circeo.
Ordinanza di chiusura sentieri del comune di San Felice in Circeo. Stando al sito del parco del Circeo, nel momento in cui scriviamo il sentiero 750 risulta ancora interdetto (clicca qui per leggere l’ordinanza completa).
Manovre per le quali non è difficile immaginare la funzione di anticamera per stabilire parcelle di soccorso, nella cornice di un attacco al tempo libero, alla preservazione della ‘carne-lavoro’.
Il tema delle garanzie e dei diritti – compreso quello alla sicurezza – vengono insomma innestati su aspetti della vita in cui non entrerebbero – o non dovrebbero entrare – per nulla, come gli ambienti naturali.
La frequentazione di ambienti ‘selvaggi’ con tale mentalità, avviene dando per scontato che ‘qualcuno’ si occupi di ‘far funzionare’ tutto, che sia un preciso diritto del fruitore, che se qualcosa non funziona ci deve per forza essere qualcuno che ne ha colpa.
In questo contesto a poco vale, è anzi fuorviante, l’idea lanciata dal CAI sulle pagine de Lo Scarpone di predisporre un non meglio descritto codice di ‘autoresponsabilità sui sentieri’. Proposta che suona stonata quanto la colpevolizzazione dell’atteggiamento individuale di fronte a altri due macro-temi: la crisi climatica e la gestione pandemica appena trascorsa.
A una lettura di superficie del dispositivo che dovrebbe responsabilizzare si potrebbe rispondere con qualcosa come: «Alla buon’ora. Bene.»
Tuttavia rileggendo l’articolo de Lo Scarpone le certezze vanno sgretolandosi.
Anzitutto si scrive solo di sentieri e escursionisti, e non si fa cenno a tutte quelle situazioni e manovre dove responsabilità ‘altre, dall’alto e collettive’ potrebbero esserci: come è attrezzata una via alpinistica, da quanto? Quanto sono manutenute una ferrata o una falesia (ecc.)? Ce lo chiediamo perché in fin dei conti una via di roccia, misto o ghiaccio – e a maggior ragione una ferrata – non sono altro che sentieri tecnicamente più difficili.
In secondo luogo leggiamo: «i volontari che si occupano della manutenzione della rete sentieristica non possono essere responsabili di chi s’incammina lungo i sentieri con troppa leggerezza».
Questa frase suona un po’ come uno scarico di responsabilità post tragedia in Marmolada.
O post alluvione: non si muove un dito per piani di assesto idrogeologico, per uno studio approfondito e conseguente messa in sicurezza del territorio, in generale si continua ovunque nell’opera di cementificazione.
Si irride il rischio, si perseguono disboscamenti e depauperamenti dei territori, si realizzano grandi opere. Ma se succede qualcosa, se questo qualcosa si ripete con sempre maggior frequenza, tocca che si renda d’obbligo l’assicurazione, che l’individuo paghi.
Vecchio gioco applicato all’alpe: quando mai non si è sovraccaricato il singolo di comportamenti non corretti per la morale corrente?
Criminalizzare l’individuo è una mossa del cavallo tipica, utile a tutelare l’amministrazione pubblica di turno e il profitto dell’indotto.
Molti sentieri sono manutenuti dai comuni, enti, o associazioni da questi riconosciute. Con l’iper-turistificazione in atto nelle terre alte ci si auto-sgrava da quel che si produce: intasamento e scarsa conoscenza.
In rete e sui blog si leggono sempre più richieste del tenore: «la (tal ferrata) è percorribile d’inverno?», «è aperta anche se ha fatto molta neve? Fa freddo: se c’è ghiaccio ci si può andare?», come se un percorso fosse equiparabile o assimilabile a un impianto di risalita. Col relativo gestore a attivarne e regolarne la corrente, il flusso.
L’idea di indagare Comuni e centri meteo a seguito della tragedia in Marmolada era pessima, le ipotesi di reato sono state archiviate, pare però che il CAI voglia espungere dal discorso quell’ipotesi per sovraccaricare il singolo di un altrettanto presunto e assurdo comportamento scorretto.
Teniamo inoltre presente che a decidere non sarà uno specialista di monti, ma un giudice che non potrà applicare attenuanti, che anzi sarà messo in condizione di aggravare la posizione individuale sulla scorta di una valutazione di tipo morale.
Una proposta che non impedirà comunque chiusure arbitrarie di percorsi in nome del securitarismo, della ‘sterilizzazione del pericolo’. Un’idea che rafforzerà la caccia alle streghe, i discorsi allucinati sulle responsabilità del capo-gita o cordata, individuato come ‘il più capace’ e dunque responsabile in toto della salute di interi gruppi amicali e/o parentali. Il meccanismo piuttosto ricorrente, insomma, per cui si nasconde sotto al tappeto la responsabilità collettiva e si individua un capro espiatorio. E dal momento in cui tutto è acquistabile, non è difficile immaginare qualcosa di simile a vecchie proposte come il patentino di montagna o l’obbligo assicurativo per le calamità naturali o per sciare in pista. «Per sgravarsi dalla responsabilità su sentiero va pagata la guida», che è un po’ quello che già succede con l’obbligo di Artva, pala e sonda: «non conta dove vai o cosa fai, ma cosa possiedi. Compra l’attrezzatura, anche quella inutile o che non sai usare, e godrai di un trattamento ‘riservato’».
Il fatto che nell’articolo si dica che molti dei lavori di manutenzione sono fatti da volontari fa puzzare la situazione, perché se dall’altra parte c’è il dito puntato sulla responsabilità individuale si corre il rischio di allontanarli, in fin dei conti sono individui pure loro.
Fin qui ci siamo concentrati su due diversi approcci: quello dell’escursionista che pretende che il potere gli garantisca la fruizione in totale sicurezza dal momento che ha speso e acquistato materiale – confondendolo con l’esperienza – e quello del potere che dopo aver creato quest’illusione scarica in toto le responsabilità sull’individuo. Non sono due modi separati, stanno assieme e descrivono una sorta di double bind, di «grazie alla nostra ferrata puoi salire in sicurezza ma se il cavo si rompe e cadi è colpa tua».
Per non restare intrappolati in questa costrizione bisogna allora ribaltare la prospettiva. Lo faremo nella prossima puntata, dando conto della nostra idea di come frequentare la montagna, rispettandola e rispettandosi.
*Segnaliamo per attinenza, fra i libri di storia dell’alpinismo, Montagne della mente. Storia di una passione di Robert Macfarlane (Einaudi tascabili, 2020).
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Giuliano, ciao
Clicca sull’immagine per ascoltare la sua “Ironica la vita”.
Due giorni fa è mancato Giuliano Contardo, musicista amato e stimato nonché fratello del nostro compagno Daniele.
Quando manca un fratello, un compagno di vita, ci si stringe attorno alla casa comune.
Ci uniamo al passo e al cordoglio della famiglia, si parte e si torna insieme.
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Valsusa, Territori Occupati
Di fronte alla prospettiva di dover vivere per chissà quanti anni
a ridosso di un cantiere militarizzato,
si pensa all’alternativa di vendere.
E andarsene piuttosto che vedere la tua casa
occupata (che ho detto mioddio perdono,abitata da chi ti ci ha cacciato.
sono gli squòtter che occupano!)
Ricorda niente?
Esatto,
Territori Occupati.
Il chilometro “elastico”. Da questa notte per raggiungere la stazione di Susa da San Giuliano è necessario circumnavigare l’area sgomberata, col risultato di trovarsi a percorrere un itinerario lungo più di 12 km (in linea d’aria sono 2,4 km!).
Arrivano nella notte le notizie dalla Valsusa, pronte per mandar di traverso il caffè appena svegli. La polizia ha sgomberato San Giuliano, storico presidio NoTav dove alcuni militanti avevano allestito mobilhomes e tende per poter pernottare.
Nulla di nuovo e nessuna meraviglia.
Il terreno è quello acquisito tempo addietro da oltre un migliaio di persone, ognuno una piccola parte, per rendere complicato l’esproprio annunciato. All’interno dell’area soggetta a esproprio si trovano anche alcune case abitate e al momento non ci è chiaro se verranno espropriati anche questi immobili o se il cantiere vi crescerà intorno. Fra un commento e l’altro all’interno del nostro gruppo iniziamo a chiederci se e come sia possibile che “lo Stato” possa agire dentro un terreno privato attraverso le “forze dell’ordine”, senza che queste siano chiamate a intervenire dai proprietari. Domande un po‘ naïf se vogliamo ma nel momento in cui si spaccano i maroni da decenni prima con terroni, rom & sinti e poi con gli “extracomunitari” (forse si riferivano agli americani che comprano case in Sicilia) accusati di prendere con la forza le case “agli ‘taliani”, che si faccia spallucce nel momento in cui la polizia in assetto di guerra sgombera il “sacro terreno privato” lo troviamo un segnale quantomeno strano. Perfino La Stampa, mai tenera col movimento, fa notare che i terreni verranno sì espropriati mercoledì prossimo 9 ottobre 2024, ma che il clima del presidio era pacifico e che la situazione sarebbe precipitata in caso di azioni delle “forze dell’ordine”.
Un cambio di paradigma significativo: il presidio NoTav è stato sgomberato in via preventiva tra la notte di domenica 6 ottobre 2024 e questa mattina, mentre era radicato su un terreno ancora oggi di proprietà privata.
La cosa che lascia perplessi è un’“opinione pubblica” così attenta alla roba, alla proprietà, alla “casa occupata”, che fa spallucce al potere poliziesco, il quale fa quel che fa.
Preoccupa che gli abitanti e le autorità di Susa (il Sindaco, cascato dalle nuvole, è al mare), ancorché puntualmente informati da tempo dagli esperti del movimento, non sembrano pensare che siano fatti loro, nemmeno di fronte a esistenze che verranno rese schifosamente difficili per anni dall‘ennesimo cantiere inutile.
Vite già complicate dallo sgombero necessario per far spazio alla rotaia, dicono, mentre da stamattina si devono percorrere dodici chilometri e mezzo per colmare lo spazio di quei 2-3 che separano San Giuliano dalla stazione di Susa.
Abbiamo ragione di pensare che anche a causa della gestione militarizzata dell’emergenza covid degli ultimi anni, del suo linguaggio narrativo, ci sia stata una rimilitarizzazione dell’immaginario.
Un atto di forza evidente, davanti al quale sembra che la maggior parte dell’opinione pubblica si sia abituata.
Nonostante decenni di guerre preventive finite malissimo, l’opinione pubblica fatica – anzi, si ostina – a non capire che il paradigma è Gaza, che sarà Gaza per tutti. E *non possiamo* capirlo a fondo perché è troppo enorme, non saremo mai pronti a capirlo.
Si subisce il rapporto di forza in modo acritico, passivo, rassegnato, al limite fideistico.
Facciamo un po’ ridere, oggi, a scrivere di gas lacrimogeni CS vietati dalla convenzione di Ginevra e usati dai reparti di polizia italiani, quando il paradigma di riferimento che ci siamo dati è Gaza, quando gli orchi hanno fame e chiedono di fare più figli, quando è ormai palese che contro uno stato che si comporta illegalmente, la legalità può soltanto perdere.
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Metalli rari: una minaccia per le nostre montagne
Clicca sulla mappa per consultarla (è a circa metà articolo)
Siamo in piena crisi energetica e le politiche europee galoppano in retromarcia.
Su sollecitazione europea l’Italia si appresta a sostenere la ricerca di giacimenti di metalli rari.
Rileviamo inoltre che mentre per le fonti rinnovabili è stata data delega alle regioni, sarà il governo stesso a gestire la questione di quelle fossili.
Dopo le concessioni per trivellare in mare, mentre non si fa nulla per contrastare la crisi climatica, si passa al capitolo estrattivismo, un ritorno al futuro a tinte distopiche.
Metalli rari indispensabili allo “sviluppo”, che servono, stando al nuovo mantra energivoro, alla “transizione ecologica”.
L’arco alpino, la Sardegna e tutta la costa tirrenica sono le zone maggiormente minacciate, ma è l’intera penisola a essere in grave pericolo.
In Valsusa e nel Pinerolese ci sono parecchie miniere “storiche”, la cosa mostruosa è che una buona parte dei siti segnalati in mappa (appoggiare il mouse per leggere i nomi) sono in quota anche in posti impervi e per ora lontani da strade.
Facciamo alcuni esempi di siti censiti:
– in bassa valle “Cruino” (che dovrebbe essere Cruvin, ndr) praticamente un alpeggio nel vallone del Prebec, a circa 1700 metri;
– in Val Pellice “Castelluzzo” (Castlus), un appicco selvaggio tra l’altro luogo della resistenza valdese, a circa 1400 metri di quota;
– in Friuli è segnata la val Aupa. Si tratta si una valle selvaggia pochissimo abitata, percorsa da una strada in cui se due macchine si incrociano una deve fare un km di retromarcia. Un posto bellissimo;
– in Val Germanasca “Vallon Cros” (anche Valloncrò), altro alpeggio. Dovrebbe essere il vallone che porta al colle del Beth, a quota 2700, zona di miniere dal sec. XVIII. Oltretutto la rete escursionistica della zona è basata in gran parte sulle splendide mulattiere costruite proprio per le miniere o per scopi militari. Due reti sono praticamente indistinguibili e insistono sullo stesso territorio.
Negli ultimi trent’anni le mulattiere sono parecchio deteriorate, ma fino agli anni ‘80 erano ben conservate e godibilissime. L’idea di strade e camion a 2700 metri è agghiacciante. Un vero massacro. E le valli in questione sono ormai quasi spopolate, per cui anche resistere allo scempio sarà difficilissimo.
Per fortuna per ora in elenco mancano la grande quantità di miniere ancora più a monte. L’intera Val Germanasca è un paradiso e ne è piena, l’idea che venga consegnata alle compagnie minerarie è terrorizzante.
Utilizzare la lotta al fossile per rendere politicamente corretto l’estrattivismo è come usare la lotta all’antisemitismo per rendere politicamente corretto il genocidio dei palestinesi.
Invitiamo chiunque a osservare la mappa al link e a mobilitarsi per difendere il proprio territorio.
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Mattie: la discarica perc*lata

Ieri ci siamo imbattuti in questa buona notizia che volentieri segnaliamo.
Molto brevemente, Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino volevano realizzare, di concerto con ACSEL, uno stoccaggio di rifiuti contenenti amianto a Camposordo di Mattie, luogo di una preesistente discarica. Erano già partite le valutazioni di impatto ambientale, sintomo della volontà di un’approvazione repentina.
Il 31 maggio Luna Nuova ha fatto percolare la notizia prima che potessero farlo i liquami contaminati, vanificando in tal modo l’effetto sorpresa.
Una mobilitazione dal basso contro l’avvelenamento del territorio ha spinto sui comuni interessati dal progetto e soci della stessa ACSEL, portando al gioioso epilogo di ieri: dopo 3 ore e mezza di assemblea i sindaci all’unanimità hanno rispedito il progetto al mittente.
L’abbiamo scritto più volte, ne siamo convinti e lo ribadiamo: la mobilitazione non è fatta di sole sconfitte.
Appuntiamolo a memoria: ogni tanto si vince, oggi una volta in più.
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In marcia con la Banda Hood nella foresta di Mambrica
Clicca sull’immagine per maggiori info e dettagli
Dopo aver legato gli scarponi per osservare Montecampione e raccontarne la cementificazione, dopo aver esplorato i progetti di turismo dissennato della Valle Camonica e non solo, Alpinismo Molotov continua a frequentare il territorio.
A tessere complicità, a costruire narrazioni.
Domenica 23 giugno ci muoveremo a fianco del CSA Sisma, a Wu Ming 4 e al Bosco di Mambrica A.P.S..
Tra i boschi del maceratese, felici di riallacciare in carne e ossa i nodi con vecchi compagni di cordata.
Ritrovo alle 9.00 a Torre Beregna, per immergerci in una camminata adatta a tutti – 5 chilometri per 300 metri di dislivello – che ci condurrà al rifugio di Manfrica, dove alle 11.30 Wu Ming 4 presenterà il suo nuovo lavoro: La vera storia della banda Hood. Racconto indispensabile di questi tempi, fatto di una banda di fuorilegge che sa muoversi tra le pieghe del potere, di ritorno alle origini delle cose, dei versi che le hanno accompagnate.
Un libro denso di storie che, per citare un altro compagno di scorribande «sono vere quando si sente che dentro c’è la vita».
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Riflessioni sulla morte di tre ragazzi nel fiume Natisone
In passato ci siamo occupati di sicurezza in montagna a proposito del crollo del ghiacciaio della Marmolada. All’epoca abbiamo fatto delle riflessioni che a nostro avviso hanno una valenza più generale, e possono essere applicate ad altre situazioni in cui ci si approccia ad ambienti naturali o semi-naturali. Torniamo ora sull’argomento in seguito a un episodio che ha riempito le cronache, verificatosi alcuni giorni fa a Premariacco, nel Friuli orientale, sul greto del Natisone. In breve: tre giovani (due ragazze e un ragazzo) sono stati sorpresi dalla piena del fiume mentre si trovavano su un ghiaione normalmente frequentato come spiaggia e, presi dal panico, sono rimasti bloccati per una decina di minuti mentre il livello dell’acqua e la forza della corrente aumentavano rapidamente, fino ad essere sommersi e poi trascinati nella forra a valle.


Ad oggi sono stati recuperati i corpi delle due ragazze, e sono ancora in corso le ricerche del corpo del ragazzo. Il modo in cui i media stanno parlando dell’episodio è molto simile a quello in cui era stato affrontato l’episodio della Marmolada: da un lato c’è la colpevolizzazione dei giovani, con punte di crudeltà insostenibili, una miscela micidiale di carogneria da paese e di cinismo da social. Dall’altro la ricerca di un capro espiatorio istituzionale (la protezione civile, i vigili del fuoco, il sindaco, il 118, il 112…), insomma la via giudiziaria alla risoluzione dei problemi. Qualcuno ovviamente propone interventi securitari, come il divieto di avvicinamento al fiume a prescindere; qualcun altro invece si frega le mani prefigurando appalti per la “messa in sicurezza” del luogo. La cosa che quasi nessuno dice, invece, è che la leggerezza con cui i tre ragazzi si sono mossi è conseguenza della non conoscenza del territorio, che a sua volta è conseguenza dell’interruzione della trasmissione orale di tale conoscenza. C’è stato un tempo, che nel Friuli orientale è finito intorno alla metà degli anni ottanta, in cui i paesi situati vicino ai fiumi vivevano di e sul fiume. Nel fiume si pescava e si raccoglieva la legna dopo le piene, i contadini in estate di sera facevano il bagno per lavarsi via il sudore e la polvere, i ragazzini passavano l’estate a tuffarsi e nuotare. Tutti sapevano quali erano i punti pericolosi, e soprattutto *quando* erano pericolosi. Si sapevano leggere i segni di una piena in arrivo, si teneva d’occhio il livello e il colore dell’acqua. Cose che non si sapevano per scienza infusa, ma perché da piccoli te le insegnavano i grandi. La gente affogava anche allora, sia chiaro, ma c’era una consapevolezza del rischio che ora manca. I bei tempi non ci sono mai stati, lo diciamo sempre. Il punto è che non ci sono nemmeno adesso, non ci sono *soprattutto* adesso. Per un paio di decenni le rive dei fiumi sono diventate non-luoghi, o luoghi da cuore di tenebra. E dopo 20 anni di oblio si è cominciato a parlare di “riscoperta” e di “valorizzazione” (che, ricordiamolo, significa “messa a valore”), è arrivato il tempo dei luoghi pittoreschi, poi diventati “instagrammabili”, decontestualizzati dall’ambiente naturale e antropico circostante; il tempo in cui si può progettare una “Premariacco beach” su un ghiaione che si trova tra lo sbocco di una forra e l’ingresso della forra successiva, un luogo tranquillo e sicuro per gran parte dell’anno, sì, ma pericolosissimo in occasione di piogge abbondanti nelle montagne retrostanti.

Come per la montagna, si è persa la consapevolezza che il letto di un fiume è un ambiente naturale che presenta dei rischi, che non possono essere eliminati o tenuti sotto controllo, ma possono essere conosciuti e valutati di volta in volta. In generale, si dimentica una cosa che dovrebbe essere ovvia: nessuna autorità può garantirci l’incolumità di fronte a un fenomeno naturale, per il semplice fatto che autorità e fenomeni naturali sono concetti che appartengono a piani discorsivi e di realtà distinti. Questa amnesia, se ci si pensa, è alla base anche dell’antropizzazione scriteriata delle aree prossime ai fiumi, con le conseguenze su vasta scala che stiamo sperimentando sempre più spesso.
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Operativo dal 22 gennaio il servizio di car sharing con auto elettriche del Comune di Livorno.

Livorno, 22 dicembre 2022 – Sarà operativo da domani, sabato 22 gennaio, il nuovo servizio di car-sharing con auto totalmente elettriche fornito dal Comune di Livorno tramite la società Playcar di Cagliari nell’ambito del Progetto Modì (Mobilità Dolce e Integrata nell'Area vasta livornese), cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e con l’Amministrazione Provinciale ente coordinatore.Un servizio utile, ...
Da domani cambia il sistema di sosta in piazza Venti Settembre, in piazza Mazzini e sugli scali D'Azeglio. Da fine maggio sul viale Italia.

Livorno, 28 aprile 2023 –Cambia da domani, sabato 29 aprile, il sistema di sosta in piazza Venti Settembre, in piazza Mazzini e sugli scali D'Azeglio, aree residenziali, ma anche commerciali, con una forte presenza di uffici. Una revisione e riorganizzazione della sosta alla quale l'Amministrazione Comunale sta lavorando da tempo, al fine di garantire ai residenti il diritto di accedere facilmente alle proprie abitazioni con condizioni di sosta agevolate. Vediamo nel dettaglio ...
Dal 20 maggio gratuiti gli stalli blu sul viale Italia.

Livorno,20 maggio 2023 – Da sabato 20 maggio 330 stalli blu sul lungomare, nel tratto del viale Italia dalla Bellana a Barriera Margherita, sono tornati gratuiti per tutti, e a breve saranno anche dipinti di bianco. Inoltre 250 stalli, in zone interne, saranno in seguito riservati al parcheggio dei residenti. I posti blu, 150 circa, a pagamento, rimarranno al parcheggio della Bellana, in piazza Modigliani in piazza San Jacopo. Lo stabilisce un'ordinanza firmata il 18 maggio scorso.
Strisce blu: Cassazione, sì alla multa se il ticket è scaduto.
Sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto merita la multa alla stessa stregua di quanto avviene quando l'automobilista non si munisce affatto di biglietto. La permanenza oltre il tempo pagato è, infatti, un illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale. Ad affermarlo è la Cassazione, con la sentenza n. 16258/2016 depositata ieri (qui sotto allegata), rigettando il ricorso di un automobilista contro la decisione del tribunale di ...
Mercoledì 12 aprile è stato presentato Tap&Park, sistema di pagamento della sosta con applicazione disponibile per iPhone, Android e Windows Phone.

Il servizio è stato presentato in una conferenza stampa dall’assessore Vece e dal presidente di Tirrenica Mobilità Gabriele Vannucci il 12 aprile ed è già attivo.Il nuovo strumento messo a punto da Tirrenica Mobilità, la società che gestisce tutti i parcheggi a pagamento in città, offre altri servizi utili come l’allarme quando la sosta sta per scadere o come prolungare la sosta.In base agli accordi con le città, con ...
Livorno, la sosta sulle strisce blu si paga anche con l'App "Telepass Pay".

Al via a Livorno il nuovo servizio di pagamento della sosta sulle “Strisce blu” con lo smartphone attraverso l’app “Telepass Pay”, senza più spreco di tempo e denaro. È ora attivo anche nella città di Livorno il servizio di pagamento delle soste nelle aree gestite con parchimetro tramite l’app Telepass Pay:l’innovativo sistema consente di pagare la sosta sulle strisce blu con il proprio smartphone, anche senza avere il Telepass ...
Numeri utili

Numeri utili città di Livorno:Soccorso sanitario 118V.V.F. 115Carabinieri 112Polizia di stato 113Guardia di Finanza 117Corpo Forestale dello Stato 1515Guardia Costiera 1530Soccorso Stradale ACI 0586 803116Prefettura di Livorno 0586 235111Comune di ...
Farmacie di turno a Livorno

Orari di farmacie di turno nella città di Livorno.
APPLICAZIONE TAP&PARK - SERVIZIO ATTIVO.
SI AVVISANO GLI UTENTI DELL’ APPLICAZIONE TAP & PARK CHE IL SERVIZIO È NUOVAMENTE ATTIVO DAL 17/07/2024.
Zona del mercato, i residenti della Ztl "C" possono transitare e parcheggiare anche in "D" e viceversa.

Zona del mercato, i residenti della Ztl “C” possono transitare e parcheggiare anche in “D” e viceversa.Livorno, l'ordinanza entra in vigore da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017.LIVORNO. Sarà consentito, a partire da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017, ai residenti della Ztl “C”, muniti di contrassegno, di transitare e sostare anche nella Ztl “D” e viceversa.Si rinnova pertanto l’ordinanza che prevede, ...
PARCHEGGIO SOTTO IL PONTE DI SS TRINITA' RISERVATO AI RESIDENTI E DIMORANTI DELLA ZONA A.

L'area del parcheggio sottostante il ponte di SS Trinità deve ritenersi riservata esclusivamente ai veicoli dei residenti/dimoranti muniti di contrassegno zona "A" come da Determinazione N° 8265 del 04/11/2019.
Contrassegni ZTL/ZSC: al via i rinnovi tramite il portale online.

A partire dal mese di novembre ed entro il 28 febbraio 2025 sarà possibile effettuare il rinnovo dei permessi a pagamento ZTL/ZSC per i mezzi dei professionisti (medici, rappresentanti, giornalisti, enti, cooperative ecc) e per le seconde e terze auto dei residenti. Nessun rinnovo è invece richiesto per i contrassegni gratuiti relativi alla prima auto dei cittadini residenti, che sono validi a tempo ...
Vulnerabilità in prodotti QNAP (AL04/241206/CSIRT-ITA)
Google: aggiornamenti di sicurezza per dispositivi Pixel (AL03/241206/CSIRT-ITA)
Mitel: PoC pubblico per lo sfruttamento delle CVE-2024-41713, CVE-2024-35286 e di una vulnerabilità zero-day (AL02/241206/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in prodotti SonicWall (AL01/241206/CSIRT-ITA)
"10 anni di Coriandoli per Shanti Bhavan Onlus", l'evento benefico

Risolte vulnerabilità in MISP (AL04/241205/CSIRT-ITA)
Risolta vulnerabilità in SailPoint IdentityIQ (AL03/241205/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in Solarwinds (AL02/241205/CSIRT-ITA)
Risolte vulnerabilità in Django (AL01/241205/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in Veeam Service Provider Console (AL03/241204/CSIRT-ITA)
Rilevato sfruttamento in rete della CVE-2024-11667 in firewall Zyxel (AL02/241204/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in Progress WhatsUp Gold (AL01/240925/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Risolte vulnerabilità in Google Chrome (AL01/241204/CSIRT-ITA)
Campagna malevola a tema Arma dei Carabinieri (AL02/241203/CSIRT-ITA)
Aggiornamenti di sicurezza Android (AL01/241203/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in Zabbix (AL01/241202/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
La Settimana Cibernetica del 1 dicembre 2024
Aggiornamenti di sicurezza per Jenkins Core (AL01/241128/CSIRT-ITA)
Aggiornamenti di sicurezza per prodotti Mozilla (AL03/241127/CSIRT-ITA)
Sanate vulnerabilità su GitLab CE/EE (AL02/241127/CSIRT-ITA)
Risolte vulnerabilità in prodotti VMware (AL01/241127/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in prodotti QNAP (AL01/241125/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
La Settimana Cibernetica del 24 novembre 2024
Rilevata vulnerabilità in 7-Zip (AL01/241122/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Rilevate vulnerabilità in Needrestart (AL03/241121/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Piracy Shield, Assoprovider esprime solidarietà alla Commissaria Agcom Elisa Giomi
COMUNICATO STAMPA Roma, 20 novembre 2024. Assoprovider, l’associazione dei provider italiani piccoli e medi, esprime la propria solidarietà ed il proprio sostegno alla Commissaria dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Elisa Giomi, commissaria Agcom, che ha denunciato attraverso il suo profilo LinkedIn, che a seguito del post su Piracy Shield – la piattaforma donata da […]
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Aggiornamenti Drupal (AL02/241121/CSIRT-ITA)
Rilevata vulnerabilità in prodotti Atlassian (AL01/241121/CSIRT-ITA)
Aggiornamenti per prodotti Zyxel (AL03/240903/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Portarsi sempre dietro Wikipedia

Improvvisamente un blackout colpisce tutta la vostra zona. Le luci si spengono, gli elettrodomestici smettono di funzionare, presto anche i dispositivi a batteria si scaricheranno… Da bravi prepper avete sicuramente delle scorte e dei sistemi alternativi per cuocere e conservare il cibo, ma Internet non funziona, neanche da cellulare. Finalmente riuscite a prendere la linea con la vostra compagnia elettrica che vi risponde “non sappiamo quando riusciremo a ripristinare il guasto”. E ora?
Siete in viaggio in treno o in aereo. Il Wi-Fi che dovrebbe funzionare come pubblicizzato è estremamente lento, costoso e in definitiva irritante. E voi avete davanti a voi ancora 9 ore prima di arrivare a destinazione…
Non vedete l’ora di isolarvi nella vostra bella casetta al mare o in montagna. Un vero paradiso, alimentata a pannelli solari e batterie, pozzo e impianto di depurazione dell’acqua. Niente telefoni, niente internet, a malapena arriva la radio FM. Bellissimo no? Certamente, finché non ti accorgi che il libro che volevi portare è rimasto a casa…
Al giorno d’oggi avere accesso all’informazione di qualità (es. agli articoli di questo sito, ai forum specialistici, ecc) è una necessità difficile da ignorare. Ma nessuno dice che questo accesso debba necessariamente dipendere da Internet! Ecco allora il motivo di quest’articolo: come accedere alla più vasta fonte di informazioni su Internet, anche senza avere neanche uno straccio di connessione dati, completamente offline!
Wikipedia è la più grande e completa enciclopedia del mondo. Ogni giorno, ogni ora, migliaia di volontari da ogni parte del globo aggiungono, correggono e modificano innumerevoli articoli (sapevi che si può ascoltare il suono delle modifiche a Wikipedia?) producendo una mole di dati, citazioni, riferimenti e contenuti mai eguagliata. Ma Wikipedia ha anche tra le sue caratteristiche quella di essere votata a rendere l’informazione (di qualsiasi tipo) liberamente disponibile a tutti, facendo campagne per l’alfabetizzazione, per attirare volontari in paesi dove la censura ha un controllo sulle informazioni, e tanti altri progetti di questo tipo.
E tra le altre cose Wikipedia rende gratuitamente disponibili per essere scaricati tutti i contenuti di tutti i suoi progetti, in maniera che siano utilizzabili per ogni scopo, compresa la consultazione offline.
Va bene, ma allora di cosa abbiamo bisogno per consultare Wikipedia offline? Anzitutto di un semplice programma, gratuito e disponibile per moltissime piattaforme (Windows, MacOS, Linux, Android…) chiamato Kiwix.
Requisiti
Avremo anche bisogno di un supporto dove scaricare il database che effettivamente contiene tutti gli articoli di Wikipedia. Sono files molto grandi dell’ordine di decine o centinaia di GB, quindi io consiglio una pennetta USB abbastanza capiente (128 GB dovrebbero essere più che sufficienti) e di mettere in conto un po’ di tempo per scaricare il tutto. Non è una cosa che vorremmo fare all’ultimo minuto con la connessione dati del nostro telefono no? Sennò che prepper saremmo…
Il nostro scopo è quindi quello di creare una pennetta USB con dentro non solo il contenuto di Wikipedia (nella lingua e nel formato che ci interessa) ma anche il software per leggerlo, senza il bisogno di averlo già installato da qualche altra parte. Possiamo anche creare una pennetta con Kiwix per tutti i vari sistemi operativi, in modo tale che qualunque computer/telefono abbiamo a portata di mano possa diventare un reader per Wikipedia, anche se non lo abbiamo preparato prima!
Andiamo quindi alla pagina dei download di Kiwix e scarichiamo la versione che ci serve, a seconda del nostro sistema operativo:

Windows:
- Andiamo sulla pagina https://kiwix.org/en/applications/ e dal menu a tendina selezioniamo “Windows”
- Ci sono varie opzioni, alcune più avanzate di altre (PWA, link diretto da Microsoft Store, ecc). Noi invece clicchiamo sul tasto “Download” (quello con il Kiwi e la palla, per intenderci) e scarichiamo il file .zip
- Una volta scaricato lo estraiamo sul dispositivo USB e saltiamo alla prossima sezione!

Linux
- Andiamo sulla pagina https://kiwix.org/en/applications/ e dal menu a tendina selezioniamo “GNU/Linux”
- Per il nostro scopo (un’installazione realmente portatile) clicchiamo su x86-64bit binaries e scarichiamo il file .appimage
- Copiamolo sul dispositivo USB e diamogli i permessi di esecuzione (il modo più semplice e’ farlo tramite terminale con il comando
chmod a+x kiwix-desktop_x86_64_2.3.1-4.appimage) - Saltiamo alla prossima sezione!
MacOS
- Andiamo sulla pagina https://kiwix.org/en/applications/ e dal menu a tendina selezioniamo “IOS & MacOS”
- Ci viene proposto il link per scaricarlo direttamente dall’App Store di Apple, facilissimo!
- Saltiamo alla prossima sezione!
Scaricare Wikipedia!
Il modo più semplice per scaricare la versione di Wikipedia che vogliamo tenere sempre con noi è andare su https://library.kiwix.org/

Perché dico “la versione”? Perché in realtà ci sono molte versioni di Wikipedia: a partire da quelle nelle varie lingue, con o senza immagini, ecc.
Oltretutto possiamo scaricare anche più versioni diverse e non solo Wikipedia: navigando su https://library.kiwix.org/ ci sono moltissime altre risorse che si possono scaricare e leggere offline, dategli un’occhiata!
Per il nostro esempio, abbiamo deciso di scaricare Wikipedia in Italiano quindi selezioniamo dai menu a tendina “Italiano” come lingua e “Wikipedia” come categoria.
Vedremo subito che i primi tre risultati sembrano identici, a parte la dimensione. Questo perché Wikipedia mette a disposizione tre diverse “versioni” dell’archivio:
- Maxi: con immagini e articoli completi (la più grande, circa 23GB)
- Mini: senza immagini e solo con le introduzioni ad ogni articolo (la più piccola, circa 10.45GB)
- Nopic: completa ma senza articoli (circa 10.63GB)

Decidiamo per motivi di tempo di scaricare la versione “nopic”: clicchiamo sul tasto blu “Download – 10.53GB” e dal popup che compare clicchiamo su “Direct”
Nota: come avrete intuito ci sono altre possibilità: scaricare altre versioni, altre lingue, altre tipologie di libri come Wikibooks o anche iFixit, scaricare tramite Torrent ecc. Se siete un pochino più smaliziati, sperimentate!
Una volta scaricato il file .zim lo copiamo sulla nostra pennetta USB, insieme al programma Kiwix che abbiamo scaricato prima.
Finalmente, leggiamo qualcosa!
- Apriamo la cartella sulla nostra pennetta USB dove abbiamo salvato Kiwix ed eseguiamolo (dipende dal vostro sistema operativo, ad es. in Windows dobbiamo fare doppio click sul file kiwix-desktop)
- Si aprirà una schermata abbastanza vuota, non scoraggiamoci, clicchiamo sull’icona “apri” in alto a destra e selezioniamo il file .zim che abbiamo appena scaricato e salvato sulla pennetta (wikipedia_it_all_nopic_2024-06.zim nel mio caso)
- Appena aperto ecco che ci si presenta Wikipedia! Forse non proprio la stessa pagina iniziale a cui siamo abituati (non c’è una home page ma direttamente una lista delle categorie) ma possiamo comunque cercare, sfogliare, navigare, e così via. Tutto velocemente, gratis e senza bisogno di nessun collegamento a Internet!


Nei prossimi articoli:
- Oltre Wikipedia: quali altre risorse?
- Concetti avanzati: pennetta multipiattaforma, Kiwix portable, Kiwix server
- Kiwix per i prepper!
- Alternative a Kiwix
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Risolte vulnerabilità in Google Chrome (AL04/241120/CSIRT-ITA)
Rilevata nuova campagna di smishing a tema INPS (AL03/241120/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in prodotti Trend Micro (AL02/241120/CSIRT-ITA)
Apple: rilevato sfruttamento in rete delle vulnerabilità CVE-2024-44308 e CVE-2024-44309 (AL01/241120/CSIRT-ITA)
Vulnerabilità in Apache Tomcat (AL03/241119/CSIRT-ITA)
Oracle: rilevato lo sfruttamento in rete della CVE-2024-21287 (AL02/241119/CSIRT-ITA)
Al via la Terza Maratona delle TLC (l’agenda e dove seguirla)
Un’occasione di confronto sui temi caldi delle TLC, appuntamento 21 novembre ore 15:30 Dopo il seguito delle prime due edizioni, torna la Maratona delle TCL, un’iniziativa ideata da Assoprovider che punta a mettere a confronto gli operatori delle TLC. L’evento, aperto a tutti, si terrà il 21 novembre e sarà visibile sulle piattaforme Linkedin e […]
L'articolo Al via la Terza Maratona delle TLC (l’agenda e dove seguirla) proviene da Assoprovider.
Autonomia, Fontana: "L'ha chiesta il 95% dei lombardi, il popolo è sempre sovrano"

Oil and gas refineries: Why Private Wireless beats Wi-Fi
Citrix: PoC pubblico per lo sfruttamento della CVE-2024-8069 (AL02/241114/CSIRT-ITA) - Aggiornamento
Piano di Emergenza Familiare – la prevenzione dei rischi in famiglia
Cos’è un Piano di Emergenza?
Chi lavora per un’azienda o fa volontariato presso enti di protezione civile si sarà spesso imbattuto nel cosiddetto P.E., o Piano di Emergenza.
Il Piano di Emergenza (PE) di un’azienda è un documento che definisce le procedure e le azioni da intraprendere in caso di emergenza all’interno di un’azienda e integra il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Nel caso della Protezione Civile, il Piano di Protezione Civile (PPC) comunale è l’insieme delle procedure operative necessarie per fronteggiare una calamità attesa sul territorio.
Questa è una pratica consolidata da anni che permette agli enti di soccorso di coordinarsi adeguatamente per gestire l’emergenza prevista nel PE.

Come si integra nel prepping?
Come già accennato nell’articolo sulla 72h Bag, nel 2007 la la F.E.M.A. (Federal Emergency Management Agency) ha convocato un convegno sulla gestione delle emergenze a seguito dell’uragano Katrina, che devastò l’area di New Orleans. Da questo incontro, molti paesi, inclusi quelli europei, hanno lavorato per creare un documento utile a ogni famiglia o individuo.
Infatti, sui portali istituzionali dedicati alle emergenze, è spesso disponibile un Piano di Emergenza Familiare, scaricabile gratuitamente. Questo documento racchiude tutte le procedure, pratiche e istruzioni che il nucleo familiare deve seguire durante un’emergenza, includendo sezioni compilabili come checklist, rubriche telefoniche e tessere I.C.E. (In Case of Emergency), da personalizzare in base alle proprie esigenze.
L’Italia come è organizzata?
In Italia, questo tipo di documento è principalmente un vademecum su “cosa fare in caso di…”, una versione scritta di quanto già presente sui siti del Dipartimento di Protezione Civile, Io Non Rischio, Croce Rossa Italiana, ecc. Online si trovano vari modelli, da semplici elenchi telefonici a documenti I.C.E., spesso composti da una o più pagine, ma manca un modello uniforme come in altri paesi europei.

Tra i paesi europei, uno spicca per completezza e semplicità di compilazione: la Svizzera.
Il Piano svizzero, consultabile online, include i numeri di emergenza locali e offre un modello completo e semplice da seguire, consultabile a questo link.
Ovviamente questo PDF è valido per l’appunto per la Svizzera, infatti contiene i numeri delle emergenze relativi al paese.
La novità marchiata Associazione Italiana Prepper
L’Associazione Italiana Prepper ha sviluppato un documento che raccoglie le informazioni più utili presenti sui siti italiani, unificando in un unico documento pratiche di sicurezza e consigli delle principali organizzazioni. Il Piano di Emergenza Familiare (PEF) rappresenta un punto di riferimento per raccogliere e consultare informazioni utili, continuamente aggiornato e migliorato.
Come comunità prepper, ci si è posti il problema di come far confluire in un unico documento tutti quei consigli e buone pratiche di sicurezza dettate dalle organizzazioni di competenza, e renderli di facile consultazione e fruizione, ma anche di creare un fulcro che raccoglie tutte le informazioni utili che circolano in rete; ed è nato così il PEF ossia il Piano di Emergenza Familiare.

Il PEF dell’Associazione è scaricabile dal sito al seguente link.
Come creare il tuo Piano di Emergenza Familiare
Avere un Piano di Emergenza Familiare (PEF) non solo garantisce maggiore sicurezza, ma aiuta ogni membro della famiglia a sentirsi preparato in caso di imprevisti. Ecco alcune linee guida per organizzare un PEF efficace:
- Identificare i rischi specifici: Considera le situazioni di emergenza più comuni per la tua zona, come terremoti, alluvioni o incendi. Includi anche scenari legati ad altre emergenze, come interruzioni elettriche prolungate o situazioni sanitarie.
- Pianificare le vie di evacuazione e i punti di incontro: Disegna una mappa della casa e stabilisci le vie di uscita per ogni stanza. Decidi un punto di ritrovo sicuro fuori dall’abitazione dove i membri della famiglia possano riunirsi in caso di evacuazione.
- Preparare una lista di contatti di emergenza: Crea una lista aggiornata di numeri di emergenza, tra cui i contatti di familiari, amici, vicini e servizi essenziali (medico, ospedale, vigili del fuoco). Includi anche numeri locali e un contatto fuori città in caso di emergenze estese.
- Creare una “72h Bag” o kit di emergenza: Un kit di emergenza con gli elementi essenziali per almeno 72 ore, come cibo non deperibile, acqua, medicinali, torcia, batterie, caricabatterie per telefono e un kit di pronto soccorso, è fondamentale.
- Formare e informare tutti i membri della famiglia: Assicurati che ogni membro della famiglia conosca il piano e sappia come comportarsi in caso di emergenza. È utile organizzare delle esercitazioni periodiche per mantenere tutti aggiornati e preparati.
- Salvare e condividere il documento: Condividi il Piano di Emergenza Familiare con tutti i membri della famiglia. Archivialo in un luogo facilmente accessibile, come un’app di cloud storage e una copia fisica in un cassetto.
Aggiornare il PEF regolarmente
Le situazioni e le esigenze della famiglia possono cambiare nel tempo. È importante rivedere e aggiornare il PEF almeno una volta all’anno o quando avvengono cambiamenti significativi, come trasferimenti, nuovi membri della famiglia, o l’identificazione di nuovi rischi.
Conclusione
Avere un Piano di Emergenza Familiare ben organizzato è essenziale per affrontare con maggiore sicurezza qualsiasi situazione critica. Prepararsi e allenarsi può fare la differenza tra confusione e controllo in un momento di crisi, e ogni piccolo passo verso la preparazione può essere vitale.
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IL SIGNIFICATO DEI COLORI
Quid est Veritas?
Radio Data Net, la storia di Gianluca, operatore di prossimità ventiseienne
Perito elettronico, molla tutto per aprire una sua azienda, Radio Data Net, a Vodo Cadore, in provincia di Belluno. Oggi può contare su più di 100 clienti Gli operatori di prossimità soddisfano, innanzitutto, un bisogno di mercato e diventano decisivi per la vita anche delle aziende che nascono in territori digital divisi. Lo sa bene, […]
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The complete guide to third-party management
Piracy Shield: Assoprovider presenta un esposto alla Corte dei Conti per possibile danno erariale
Roma, 22 novembre L'Associazione Assoprovider ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti di Roma riguardante il sistema Piracy Shield, adottato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). L'esposto chiede di accertare la sussistenza di un eventuale danno erariale e la congruità dell'azione dell'Agcom nella gestione delle risorse economiche relative al Piracy […]
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Avviso ai naviganti
(Il Pane e le rose)
Avviso ai naviganti
(Il Pane e le rose)
Il 1° award radio GNU/Linux al mondo

Molte persone ci stanno chiedendo come si è concluso il diploma radioamatoriale dedicato a GNU/Linux che si è tenuto dal 9 al 22 settembre 2024...
Continua la lettura… (ulteriori 3 minuti di lettura)
Assoprovider, 19 anni dalla liberalizzazione del Wi-Fi, una nuova battaglia cruciale per il settore delle telecomunicazioni
Nell'ottobre del 2024, a 19 anni esatti dalla storica vittoria che liberalizzò l'uso del Wi-Fi in Italia, Assoprovider si trova nuovamente in prima linea per difendere il futuro del settore delle telecomunicazioni. Con l'approvazione del decreto Omnibus, ora legge dello Stato, affrontiamo una delle sfide più critiche della nostra storia. 2005-2024: Dal trionfo alla nuova […]
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How to build contextualized, evergreen OT asset inventories
Intervista a Ufficio Zero Linux OS e patrocinio

Intervista a Ufficio Zero Linux OS con il nostro patrocinio
Continua la lettura… (ulteriori 3 minuti di lettura)
Approfondimento e scheda tecnica sulla patente a crediti nei settori: edilizio, cantieristica, costruzioni/opere e lavori pubblici
IL 16 NOVEMBRE A ROMA (ex scuola popolare Baccelli via Orciano Pisano 9) CONVEGNO DI RILIEVO NAZIONALE SU SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO “LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E’ UN COSTO DA RIDURRE PER IL PROFITTO”. La patente a crediti nei cantieri è uno strumento di qualificazione obbligatorio introdotto per migliorare, a detta del legislatore, la sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili e nel settore dell’edilizia. Questo sistema, in vigore dal 1° ottobre 2024, è richiesto sia per le imprese che per i lavoratori autonomi che operano nei cantieri e nel settore,...
(A cura di Usi fondata nel 1912)
Arresti Ultras, ecco il metodo San Siro: "Decidono loro chi entra"

Approfondimento e scheda tecnica sulla patente a crediti nei settori: edilizio, cantieristica, costruzioni/opere e lavori pubblici
IL 16 NOVEMBRE A ROMA (ex scuola popolare Baccelli via Orciano Pisano 9) CONVEGNO DI RILIEVO NAZIONALE SU SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO “LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E’ UN COSTO DA RIDURRE PER IL PROFITTO”. La patente a crediti nei cantieri è uno strumento di qualificazione obbligatorio introdotto per migliorare, a detta del legislatore, la sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili e nel settore dell’edilizia. Questo sistema, in vigore dal 1° ottobre 2024, è richiesto sia per le imprese che per i lavoratori autonomi che operano nei cantieri e nel settore,...
(A cura di Usi fondata nel 1912)
Brembo-Pirelli, addio polo italiano componenti per auto

Conte: "Il campo largo non esiste più" Il Pd tira dritto: veto su Renzi irricevibile

TLC, Assoprovider: Allarme per il rischio carcere agli ISP nel DL Omnibus sulla pirateria
Il rischio di carcerazione per gli Internet Service Provider (ISP) rappresenta una minaccia senza precedenti per il settore delle telecomunicazioni in Italia Assoprovider, l'associazione rappresentativa dei piccoli e medi fornitori di servizi Internet in Italia, lancia un forte allarme riguardo agli emendamenti recentemente approvati dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato nell'ambito del DL Omnibus […]
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Esce Diari di Cineclub n. 131 - Ottobre 2024
(Diari di Cineclub)
Esce Diari di Cineclub n. 131 - Ottobre 2024
(Diari di Cineclub)
Per Walter Rossi, la memoria storica non si cancella!
L’assassinio di chiara matrice fascista di Walter Rossi,47 anni fa il 30 settembre 1977, si inserisce nel quadro di stagioni di lotte, movimenti di contestazione, per ottenere diritti, condizioni di vita e di lavoro, relazioni sociali che superassero l’oscurantismo del patriarcato, di relazioni interpersonali ingessate dalle apparenze, di contrasto per l’emancipazione delle classi lavoratrici e della forza lavoro in formazione (studentesse e studenti), dalle conseguenze dannose del modello capitalista, per una società liberata e a misura di persone e del rispetto dell’ecosistema. Tutti...
(Usi fondata nel 1912 e ricostituita)
Per Walter Rossi, la memoria storica non si cancella!
L’assassinio di chiara matrice fascista di Walter Rossi,47 anni fa il 30 settembre 1977, si inserisce nel quadro di stagioni di lotte, movimenti di contestazione, per ottenere diritti, condizioni di vita e di lavoro, relazioni sociali che superassero l’oscurantismo del patriarcato, di relazioni interpersonali ingessate dalle apparenze, di contrasto per l’emancipazione delle classi lavoratrici e della forza lavoro in formazione (studentesse e studenti), dalle conseguenze dannose del modello capitalista, per una società liberata e a misura di persone e del rispetto dell’ecosistema. Tutti...
(Usi fondata nel 1912 e ricostituita)
IL RISVEGLIO DEL PROLETARIATO IN INDONESIA
(Alternativa di Classe)
Il governo di Israele è il terrorista più disumano
(Pasquale Aiello)
La sudditanza degli insegnanti italiani
(Lucio Garofalo)
IL RISVEGLIO DEL PROLETARIATO IN INDONESIA
(Alternativa di Classe)
La sudditanza degli insegnanti italiani
(Lucio Garofalo)
Il governo di Israele è il terrorista più disumano
(Pasquale Aiello)
L'INTRECCIO TRA CRISI E GUERRA NELLA UE
(Alternativa di Classe)
L'INTRECCIO TRA CRISI E GUERRA NELLA UE
(Alternativa di Classe)
E' uscito il n. 141 di Alternativa di Classe
(Alternativa di Classe)
E' uscito il n. 141 di Alternativa di Classe
(Alternativa di Classe)
SICUREZZA SUL LAVORO: ALTRA “TOPPA A COLORI” DEL MINISTERO DEL LAVORO E DEL GOVERNO MELONI, LA “PATENTE A CREDITI (a punti)”
(Segreteria nazionale confederale collegiale ed esecutivo nazionale Usi 1912 Cuneo/Rimini/Roma/Caserta Usicons aps nazionale)
Conto alla rovescia per il Festival delle Libertà
(Sinistra Libertaria)
Conto alla rovescia per il Festival delle Libertà
(Sinistra Libertaria)
SICUREZZA SUL LAVORO: ALTRA “TOPPA A COLORI” DEL MINISTERO DEL LAVORO E DEL GOVERNO MELONI, LA “PATENTE A CREDITI (a punti)”
(Segreteria nazionale confederale collegiale ed esecutivo nazionale Usi 1912 Cuneo/Rimini/Roma/Caserta Usicons aps nazionale)
POSSIBILI INDENNIZZI PER IL PRECARIATO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Il decreto Salva Infrazioni, il D.L. del 16 settembre 2024 numero 131, introduce un’importante misura di compensazione per i lavoratori e le lavoratrici, non solo per il personale docente e ATA (Ausiliari Tecnici Amministrativi) con rapporti di lavoro a tempo determinato e storie di precariato, nella pubblica amministrazione. NON SI TRATTA DI UN INDENNIZZO CHE SI OTTIENE IN FORMA AUTOMATICA E NON TUTTI POTRANNO ACCEDERVI. Con questa scheda tecnica, si mette in evidenza a chi spetta tale indennizzo, la sua funzione, come funziona e quali sono i requisiti e le modalità per fare l’istanza...
(A cura di USI 1912 E USI S.U.R.F.)
POSSIBILI INDENNIZZI PER IL PRECARIATO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Il decreto Salva Infrazioni, il D.L. del 16 settembre 2024 numero 131, introduce un’importante misura di compensazione per i lavoratori e le lavoratrici, non solo per il personale docente e ATA (Ausiliari Tecnici Amministrativi) con rapporti di lavoro a tempo determinato e storie di precariato, nella pubblica amministrazione. NON SI TRATTA DI UN INDENNIZZO CHE SI OTTIENE IN FORMA AUTOMATICA E NON TUTTI POTRANNO ACCEDERVI. Con questa scheda tecnica, si mette in evidenza a chi spetta tale indennizzo, la sua funzione, come funziona e quali sono i requisiti e le modalità per fare l’istanza...
(A cura di USI 1912 E USI S.U.R.F.)
Documento e osservazioni-contributo alla riunione del 22 settembre 2024 c/o Sicobas. E' il nostro orientamento e indirizzo per l'intervento nel settore
(Usi 1912 Usicons aps)
Documento e osservazioni-contributo alla riunione del 22 settembre 2024 c/o Sicobas. E' il nostro orientamento e indirizzo per l'intervento nel settore
(Usi 1912 Usicons aps)
Lunedì 23 settembre, a Roma e a Milano, presidi di solidarietà con il Polo Obrero argentino, nel mirino del governo Milei
(Il pungolo rosso)
Lunedì 23 settembre, a Roma e a Milano, presidi di solidarietà con il Polo Obrero argentino, nel mirino del governo Milei
(Il pungolo rosso)
QUANDO LO STATO CORRE AI RIPARI PER EVITARE CONTENZIOSI ECONOMICI A PERDERE: LA NOVITA’ DEL DECRETO “SALVA INFRAZIONI”131/2024
UNA PICCONATA al famigerato codice dei contratti (Decreto Legislativo 81/2015) applicativo del Jobs Act, in questo caso è lo STATO CHE CORRE AI RIPARI DEL PADRONATO, NEL CASO DI CONTRATTI A TERMINE ILLEGITTIMI e a salvaguardia del contenzioso giudiziale che potrebbe scatenarsi anche nel pubblico impiego, specie nella scuola statale, dove il Governo Italiano dell’epoca, fu sconfitto proprio sui contratti a termine del precariato della scuola italiana innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea alcuni anni fa, con una sentenza estensibile ai precari delle Pubbliche Amministrazioni. Con...
(A cura di Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 USI 1912)
QUANDO LO STATO CORRE AI RIPARI PER EVITARE CONTENZIOSI ECONOMICI A PERDERE: LA NOVITA’ DEL DECRETO “SALVA INFRAZIONI”131/2024
UNA PICCONATA al famigerato codice dei contratti (Decreto Legislativo 81/2015) applicativo del Jobs Act, in questo caso è lo STATO CHE CORRE AI RIPARI DEL PADRONATO, NEL CASO DI CONTRATTI A TERMINE ILLEGITTIMI e a salvaguardia del contenzioso giudiziale che potrebbe scatenarsi anche nel pubblico impiego, specie nella scuola statale, dove il Governo Italiano dell’epoca, fu sconfitto proprio sui contratti a termine del precariato della scuola italiana innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea alcuni anni fa, con una sentenza estensibile ai precari delle Pubbliche Amministrazioni. Con...
(A cura di Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 USI 1912)
La lotta per la difesa della scuola pubblica passa anche per la battaglia contro il precariato
(Stefano Lonzar- Unicobas)
Alle insicurezze del lavoro il Governo risponde con il DDL sicurezza
(si cobas)
La lotta per la difesa della scuola pubblica passa anche per la battaglia contro il precariato
(Stefano Lonzar- Unicobas)
Alle insicurezze del lavoro il Governo risponde con il DDL sicurezza
(si cobas)
NIS2, cos’è e come impatta sugli operatori di prossimità
La NIS2 è la direttiva sulla sicurezza informatica dell’Unione Europea. I Paesi membri hanno tempo fino al 17 ottobre 2024 per recepirla. Ma cosa cambia? Acronimo di Network and Information Security 2, la NIS2 è la direttiva emanata dall’Unione Europea, allo scopo di rafforzare la sicurezza informatica e la resilienza delle infrastrutture critiche in tutti […]
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Il DDL 1660: vivisezione di una legge liberticida (con una correzione)
(Il pungolo rosso)
Il DDL 1660: vivisezione di una legge liberticida (con una correzione)
(Il pungolo rosso)
BIBLIOTECHE COMUNALI DI ROMA CAPITALE ISBCC e Zètema P.C. srl: LA SITUAZIONE, PER CHI CI LAVORA E PER LA CITTADINANZA, NON E’ ROSEA
(Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, Usi C.T.&S aderente a USI 1912 e rappresentanze sindacali interne)
BIBLIOTECHE COMUNALI DI ROMA CAPITALE ISBCC e Zètema P.C. srl: LA SITUAZIONE, PER CHI CI LAVORA E PER LA CITTADINANZA, NON E’ ROSEA
(Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, Usi C.T.&S aderente a USI 1912 e rappresentanze sindacali interne)
Invito alla lettura di "Scintilla" n. 147 - settembre 2024
Invito alla lettura di "Scintilla" n. 147 - settembre 2024
Recessione e lotta di classe
(Da Scintilla n. 147, settembre 2024)
Recessione e lotta di classe
(Da Scintilla n. 147, settembre 2024)
Revolutionary Camp 2024, un piccolo successo
(Partito Comunista dei Lavoratori)
Revolutionary Camp 2024, un piccolo successo
(Partito Comunista dei Lavoratori)
Avvisi di sicurezza alimentare del Ministero - Pesto a l'ail des ours - O PTITS OIGNONS - cuisine mobile par Thierry Leloup
Data di riferimento: 12/09/2024
ROMA. RIPARTONO, DA SETTEMBRE 2024, I PUNTI INFOLAVORO AUTORGANIZZATI E AUTOGESTITI
ROMA. RIPARTONO, DA SETTEMBRE 2024, I PUNTI INFOLAVORO AUTORGANIZZATI E AUTOGESTITI
Acerbo (PRC): misura liberticida contro Giacomo di Ultima Generazione
(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
Acerbo (PRC): misura liberticida contro Giacomo di Ultima Generazione
(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
Il 5 ottobre al fianco del popolo palestinese e contro la guerra
È USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA
(Prospettiva Marxista)
È USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA
(Prospettiva Marxista)
Il 5 ottobre al fianco del popolo palestinese e contro la guerra
UNA LETTERA DI SEVERINO VARDACAMPI AL PRESIDENTE STATUNITENSE BIDEN PER LA GRAZIA A LEONARD PELTIER
UNA LETTERA DI SEVERINO VARDACAMPI AL PRESIDENTE STATUNITENSE BIDEN PER LA GRAZIA A LEONARD PELTIER
Un terremoto politico nella Germania (e nell’UE) in crisi
(Il pungolo rosso)
Un terremoto politico nella Germania (e nell’UE) in crisi
(Il pungolo rosso)
Roma, domenica 8 settembre, ore 10. Seminario sul (e contro il) DDL 1660
( Rete Liberi/e di lottare)
Roma, domenica 8 settembre, ore 10. Seminario sul (e contro il) DDL 1660
( Rete Liberi/e di lottare)
Note contro-corrente su Hamas e il “movimento palestinese”
Note contro-corrente su Hamas e il “movimento palestinese”
Diari di Cineclub: online il n. 130 - settembre 2024
(Diari di Cineclub)
Diari di Cineclub: online il n. 130 - settembre 2024
(Diari di Cineclub)
CON I PROLETARI DEL BANGLADESH, CONTRO IL NAZIONALISMO DELLE CLASSI BORGHESI
(Alternativa di Classe)
Sabato 31 agosto: a un anno da Brandizzo per un fronte unico sindacale
È passato un anno dal massacro di 5 lavoratori in questa stazione. Un anno costellato da altre orribili stragi: il 30 novembre un altro incidente ferroviario, a Thurio, con 2 morti; il 16 febbraio, a Firenze, il crollo al cantiere Esselunga, con 5 morti; il 9 aprile nella centrale idroelettrica di Suviana, 7 morti; il 6 maggio, a Palermo, morti in 5 asfissiati nelle fogne. Questi sono i casi eclatanti, quelli che fanno parlare per qualche ora la stampa e piangere lacrime di coccodrillo ai politicanti borghesi e ai sindacalisti di regime. Ma le stragi vengono solo a cadenzare un ritmo costante,...
(Partito Comunista Internazionale)
Sabato 31 agosto: a un anno da Brandizzo per un fronte unico sindacale
È passato un anno dal massacro di 5 lavoratori in questa stazione. Un anno costellato da altre orribili stragi: il 30 novembre un altro incidente ferroviario, a Thurio, con 2 morti; il 16 febbraio, a Firenze, il crollo al cantiere Esselunga, con 5 morti; il 9 aprile nella centrale idroelettrica di Suviana, 7 morti; il 6 maggio, a Palermo, morti in 5 asfissiati nelle fogne. Questi sono i casi eclatanti, quelli che fanno parlare per qualche ora la stampa e piangere lacrime di coccodrillo ai politicanti borghesi e ai sindacalisti di regime. Ma le stragi vengono solo a cadenzare un ritmo costante,...
(Partito Comunista Internazionale)
CON I PROLETARI DEL BANGLADESH, CONTRO IL NAZIONALISMO DELLE CLASSI BORGHESI
(Alternativa di Classe)
Rifondazione: La pulizia etnica di Israele si estende
(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista)
Rifondazione: La pulizia etnica di Israele si estende
(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista)
L’iniziativa unitaria contro il DDL 1660 è partita, e bene. Rafforziamo la Rete Liberi/e di lottare, inedita convergenza di forze!
(Movimento 7 novembre – Laboratorio politico Iskra – Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
Il Manifesto della Rete Liberi/e di lottare: Fermiamo insieme il DDL 1660. Le prime adesioni
(Il Pungolo rosso)
L’iniziativa unitaria contro il DDL 1660 è partita, e bene. Rafforziamo la Rete Liberi/e di lottare, inedita convergenza di forze!
(Movimento 7 novembre – Laboratorio politico Iskra – Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
Albano. Scomparso Mauro Parretti
Un gruppo di compagni e compagne eterogeneo per appartenenza attuale, ma unito nella conoscenza e condivisione di lotte e percorsi con Mauro Parretti, ora scomparso, lo commemorerà venerdi 30 alle 18.00 ad Albano. Sempre pronto al confronto e alle grandi battaglie generose: in molti furono al suo fianco, proprio con perno a Castel Gandolfo — con la mitica sezione aperta in piazza difronte il palazzo papale — per costruire la stagione della proposta politica della Federazione della Sinistra (con PRC e PdCI in primo piano). Mauro Parretti che proveniva da esperienze professionali e di vita che...
(Trasmesso da Maurizio Aversa)
Il Manifesto della Rete Liberi/e di lottare: Fermiamo insieme il DDL 1660. Le prime adesioni
(Il Pungolo rosso)
Albano. Scomparso Mauro Parretti
Un gruppo di compagni e compagne eterogeneo per appartenenza attuale, ma unito nella conoscenza e condivisione di lotte e percorsi con Mauro Parretti, ora scomparso, lo commemorerà venerdi 30 alle 18.00 ad Albano. Sempre pronto al confronto e alle grandi battaglie generose: in molti furono al suo fianco, proprio con perno a Castel Gandolfo — con la mitica sezione aperta in piazza difronte il palazzo papale — per costruire la stagione della proposta politica della Federazione della Sinistra (con PRC e PdCI in primo piano). Mauro Parretti che proveniva da esperienze professionali e di vita che...
(Trasmesso da Maurizio Aversa)
Deploying third-party management to navigate risk across industries
Cacciare il golpista Macron
(Sinistra Libertaria)
Cacciare il golpista Macron
(Sinistra Libertaria)
31 AGOSTO A BRANDIZZO AD UN ANNO DALLA STRAGE
31 AGOSTO A BRANDIZZO AD UN ANNO DALLA STRAGE
SACCO E VANZETTI: DO YOU REMEMBER NICK & BART? UNA STORIA DI (IN)GIUSTIZIA NON SOLO “AMERICANA”, attuale ancora oggi
SACCO E VANZETTI: DO YOU REMEMBER NICK & BART? UNA STORIA DI (IN)GIUSTIZIA NON SOLO “AMERICANA”, attuale ancora oggi
SERVE FARE OPPOSIZIONE DI CLASSE AD ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI BORGHESI
(Alternativa di Classe)
E' uscito il n. 140 di "Alternativa di Classe"
(Alternativa di Classe)
Il Ferragosto di fuoco delle carceri italiane. Suicidi, rivolte e tentativi di evasione
Il potere postfascista sempre più avvitato nella politica di sicurezza, di trattamento flessibile e differenziato, di potenziamento tecnologico dei controlli. Il carcere non è un luogo di riabilitazione ma di mortificazione. L’unica «umanizzazione» del carcere è liberare i proletari e distruggerlo. UN OPUSCOLO DI CLASSE di 31 pagine datato ma attualissimo. Link (FILE PDF): https://www.rivoluzionecomunista.org/images/archivio/opuscoli-libri/184-Carcere-proteste.pdf INDICE PRESENTAZIONE pag. 3 Parte prima: Il nuovo sistema penitenziario 5 Cap. 1: Vendetta e premio i due strumenti della politica...
(RIVOLUZIONE COMUNISTA)
Blutec e le facce da bonzi
(Michele Esposito)
Ponte Morandi: sei anni dopo il crollo si è ancora in attesa della giustizia borghese
Lunedì 22/5/2023, la testimonianza di Gianni Mion, ex Ad della holding dei Benetton Edizione, ex consigliere di amministrazione di Aspi e della sua ex controllante Atlantia, all’udienza che si è tenuta a Genova nel processo Ponte Morandi, ha riportato alla attualità della cronaca il tragico crollo del ponte, e lo schifoso rimpallo delle accuse tra i responsabili e consulenti del gruppo privato dei Benetton e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla pelle della gente. La testimonianza, che si riferisce ad una riunione del 2010, otto anni prima del crollo, recita: «Emerse che...
(RIVOLUZIONE COMUNISTA)
NELL’80° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE A SANT’ANNA DI STAZZEMA, proseguiamo la RESISTENZA ATTIVA al ritorno (anche nella sfera istituzionale) dell’estrema destra
IN RICORDO del partigiano e poi sindacalista OMERO ANGELI L’Unione Sindacale Italiana Usi, fondata nel 1912 e ricostituita secondo i principi fondativi, statutari originari, ribadisce che il contrasto al nazifascismo, specie dopo il ritorno, in Italia e soprattutto in Europa, delle destre anche estreme a livello istituzionale, è ancor una pratica attuale e concreta, da esercitare a livello culturale, sociale e di autodifesa collettiva e di massa, proseguendo il lavoro fatto e le dichiarazioni, di fonte costituzionale e legislativa, che mettono al bando le organizzazioni e i partiti, che direttamente...
( Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita segr. collegiale naz/esecutivo naz confederale Cuneo-Rimini-Roma-Caserta e Associazione Usicons aps (accreditata al RUNTS))
Lucio Libertini e… la Bolognina
SICUREZZA E SALUTE DEL LAVORO E MEMORIA STORICA: MARCINELLE, 8 AGOSTO 1956, UNA “CATASTROFA” ANNUNCIATA
The Linux Kernel Organization
The Linux Kernel Organization is a California Public Benefit Corporation established in 2002 to distribute the Linux kernel and other Open Source software to the public without charge. We are recognized by the IRS as a 501(c)3 private operating foundation.
The Linux Kernel Organization is managed by The Linux Foundation, which provides full technical, financial and staffing support for running and maintaining the kernel.org infrastructure.
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This site includes publicly available encryption source code which, together with object code resulting from the compiling of publicly available source code, may be exported from the United States under License Exception "TSU" pursuant to 15 C.F.R. Section 740.13(e).
This legal notice applies to cryptographic software only. Please see the Bureau of Industry and Security for more information about current U.S. regulations.
Our servers are located in Corvallis, Oregon, USA; Palo Alto and San Francisco, California, USA; Portland, Oregon, USA; and Montréal, Québec, Canada.
Use in violation of any applicable laws is prohibited.
Linux is a Registered Trademark of Linus Torvalds. All trademarks are property of their respective owners.
About Linux Kernel
What is Linux?
Linux is a clone of the operating system Unix, written from scratch by Linus Torvalds with assistance from a loosely-knit team of hackers across the Net. It aims towards POSIX and Single UNIX Specification compliance.
It has all the features you would expect in a modern fully-fledged Unix, including true multitasking, virtual memory, shared libraries, demand loading, shared copy-on-write executables, proper memory management, and multistack networking including IPv4 and IPv6.
Although originally developed first for 32-bit x86-based PCs (386 or higher), today Linux also runs on a multitude of other processor architectures, in both 32- and 64-bit variants.
New to Linux?
If you're new to Linux, you don't want to download the kernel, which is just a component in a working Linux system. Instead, you want what is called a distribution of Linux, which is a complete Linux system. There are numerous distributions available for download on the Internet as well as for purchase from various vendors; some are general-purpose, and some are optimized for specific uses. We currently have mirrors of several distributions available at https://mirrors.kernel.org/.
Note, however, that most distributions are very large (several gigabytes), so unless you have a fast Internet link you may want to save yourself some hassle and purchase a CD-ROM with a distribution; such CD-ROMs are available from a number of vendors.
Mailing lists
The Linux kernel is discussed on the linux-kernel mailing list at vger.kernel.org. Please read the FAQ before subscribing.
Although there is no official archive site, unofficial archives of the list can be found at:
Frequently asked questions
If you have questions, comments or concerns about the F.A.Q. please contact us at helpdesk@kernel.org.
Is Linux Kernel Free Software?
Linux kernel is released under the terms of GNU GPL version 2 and is therefore Free Software as defined by the Free Software Foundation.
For more information, please consult the documentation:
I heard that Linux ships with non-free "blobs"
Before many devices are able to communicate with the OS, they must first be initialized with the "firmware" provided by the device manufacturer. This firmware is not part of Linux and isn't "executed" by the kernel -- it is merely uploaded to the device during the driver initialization stage.
While some firmware images are built from free software, a large subset of it is only available for redistribution in binary-only form. To avoid any licensing confusion, firmware blobs were moved from the main Linux tree into a separate repository called linux-firmware.
It is possible to use Linux without any non-free firmware binaries, but usually at the cost of rendering a lot of hardware inoperable. Furthermore, many devices that do not require a firmware blob during driver initialization simply already come with non-free firmware preinstalled on them. If your goal is to run a 100% free-as-in-freedom setup, you will often need to go a lot further than just avoiding loadable binary-only firmware blobs.
Can I use the word "Linux" or the Tux logo?
Linux is a registered trademark of Linus Torvalds and its use is governed by the Linux Trademark Institute. Please consult the following page for further information:
The Tux penguin logo was created by Larry Ewing using Gimp software. It is free to use, including commercially, as long as you give Larry Ewing proper credit ("if someone asks"). For any other permissions, please reach out to Mr. Larry Ewing directly.
What does "stable/EOL" and "longterm" mean?
As kernels move from the "mainline" into the "stable" category, two things can happen:
- They can reach "End of Life" after a few bugfix revisions, which means that kernel maintainers will release no more bugfixes for this kernel version, or
- They can be put into "longterm" maintenance, which means that maintainers will provide bugfixes for this kernel revision for a much longer period of time.
If the kernel version you are using is marked "EOL," you should consider upgrading to the next major version as there will be no more bugfixes provided for the kernel version you are using.
Please check the Releases page for more info.
Why is an LTS kernel marked as "stable" on the front page?
Long-term support ("LTS") kernels announced on the Releases page will be marked as "stable" on the front page if there are no other current stable kernel releases. This is done to avoid breaking automated parsers monitoring kernel.org with an expectation that there will always be a kernel release marked as "stable."
Linus has tagged a new release, but it's not listed on the front page!
Linus Torvalds PGP-signs git repository tags for all new mainline kernel releases, however a separate set of PGP signatures needs to be generated by the stable release team in order to create downloadable tarballs. Due to timezone differences between Linus and the members of the stable team, there is usually a delay of several hours between when the new mainline release is tagged and when PGP-signed tarballs become available. The front page is updated once that process is completed.
Is there an RSS feed for the latest kernel version?
Yes, and you can find it at https://www.kernel.org/feeds/kdist.xml.
We also publish a .json file with the latest release information, which you can pull from here: https://www.kernel.org/releases.json.
Where can I find kernel 3.10.0-1160.45.1.foo?
Kernel versions that have a dash in them are packaged by distributions and are often extensively modified. Please contact the relevant distribution to obtain the exact kernel source.
See the Releases page for more info on distribution kernels.
How do I report a problem with the kernel?
If you are running a kernel that came with your Linux distribution, then the right place to start is by reporting the problem through your distribution support channels. Here are a few popular choices:
If you are sure that the problem is with the upstream kernel, please refer to the following document that describes how to report bugs and regressions to the developers:
How do I get involved with Linux Kernel development?
A good place to start is the Kernel Newbies website.
Can I get an account on kernel.org?
Kernel.org accounts are usually reserved for subsystem maintainers or high-profile developers. It is absolutely not necessary to have an account on kernel.org to contribute to the development of the Linux kernel, unless you submit pull requests directly to Linus Torvalds.
If you are listed in the MAINTAINERS file or have reasons to believe you should have an account on kernel.org because of the amount of your contributions, please refer to the accounts page for the procedure to follow.
Contacts
Email is the only reliable way of contacting Kernel.org administrators.
General contacts
- helpdesk@kernel.org:
- All questions about kernel.org infrastructure.
Please do not send general Linux questions or bug reports to these addresses. We do not have the resources to reply to them.
Please try the following sites for general Linux help:
- https://superuser.com/ - for computer enthusiasts and power users
- https://serverfault.com/ - for systems administrators
- https://askubuntu.com/ - for users of Ubuntu Linux
Linux Foundation also offers training opportunities if you are interested in learning more about Linux, want to become a more proficient Linux systems administrator, or want to know more about how Linux can help your company succeed.
Mailing address
Please send any mail correspondence to the Linux Foundation:
The Linux Foundation1 Letterman DriveBuilding D, Suite D4700San Francisco, CA 94129Phone/Fax: +1 415 723 9709
Un passo decisivo verso la nascita della Rete Liberi/e di lottare – Fermiamo il DDL 1660
(A cura di: Movimento 7 novembre, Laboratorio politico Iskra, Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
Un crimine dell'imperialismo statunitense
(Lucio Garofalo)
Cosa rimane della politica ambientale europea?
(piattaformacomunista.com)
Dalla militarizzazione delle scuole a quella dei territori
MERCOLEDI' 14 AGOSTO 2024 H 18:15 DALLA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE A QUELLA DEI TERRITORI Come il pensiero unico neoliberista forgia le menti delle nuove generazioni e alimenta l'economia di guerra con investimenti sempre maggiori nell'apparato militare e devastando il territorio con nuove basi, come quella a progetto nei territori di Pisa e Pontedera Ne parliamo con: ANTONIO MAZZEO [giornalista, autore del libro "La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell'istruzione in Italia"] FAUSTO PASCALI [Movimento NO BASE Pisa] LORENZO TAMBERI [Movimento NO BASE Pontedera] Modera: DENISE...
Un'assurda ed enorme "gogna mediatica"
(Lucio Garofalo)
STAZIONE DI BOLOGNA, ANCORA LONTANA LA RICERCA DELLA VERITA’ SUI REALI MANDANTI DELLA STRAGE DI STATO DEL 2 AGOSTO 1980
( USI Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita Segreteria nazionale collegiale Cuneo/Rimini/Caserta/Roma)
Linux.dev mailing list service
We are pleased to announce the availability of a new mailing list service running under the new lists.linux.dev domain. The goal of this deployment is to offer a subscription service that:
- prioritizes mail delivery to public-inbox archives available via lore.kernel.org
- conforms to DMARC requirements to ensure subscriber delivery
- makes minimal changes to email headers and no changes to the message body content for the purposes of preserving patch attestation
If you would like to host a Linux development mailing list on this platform, please see further details on the subspace.kernel.org site.
Why another mailing list service?
Linux development started in 1991 and has been ongoing for the past 30 years at an ever-increasing pace. Many popular code collaboration platforms have risen throughout these three decades -- and while some of them are still around, many others have shut down and disappeared without offering any way to preserve the history of the projects they used to host.
Development via mailed-in patches remains the only widely used mechanism for code collaboration that does not rely on centralized infrastructure maintained by any single entity. The Linux developer community sees transparency, independence and decentralization as core guiding principles behind Linux development, so it has deliberately chosen to continue using email for all its past and ongoing collaboration efforts.
What about vger.kernel.org?
The infrastructure behind lists.linux.dev supports multiple domains, so all mailing lists hosted on vger.kernel.org will be carefully migrated to the same platform while preserving current addresses, subscribers, and list ids. The only thing that will noticeably change is the procedure to subscribe and unsubscribe from individual lists. As majordomo is no longer maintained, we will instead switch to using separate subscribe/unsusbscribe addresses per each list.
There are no firm ETAs for this migration, but if you are currently subscribed to any mailing list hosted on vger.kernel.org, you will receive a message when the migration date is approaching.
Git mirror available in Beijing
If you are a developer located around Beijing, or if your connection to Beijing is faster and more reliable than to locations outside of China, then you may benefit from the new git.kernel.org mirror kindly provided by Code Aurora Forum at https://kernel.source.codeaurora.cn/. This is a full mirror that is updated just as frequently as other git.kernel.org nodes (in fact, it is managed by the same team as the rest of kernel.org infrastructure, since CAF is part of Linux Foundation IT projects).
To start using the Beijing mirror, simply clone from that location or add a separate remote to your existing checkouts, e.g.:
git remote add beijing git://kernel.source.codeaurora.cn/pub/scm/.../linux.git git fetch beijing master
You may also use http:// and https:// protocols if that makes it easier behind corporate firewalls.
Code of Conduct
The Linux kernel community operates a Code of Conduct based on the Contributor Covenant Code of Conduct with a Linux Kernel Contributor Covenant Code of Conduct Interpretation.
Code of Conduct Committee
The Linux kernel Code of Conduct Committee is currently made up of the following people:
- Kristen Accardi <kristen.c.accardi@intel.com>
- Shuah Khan <skhan@linuxfoundation.org>
- Greg Kroah-Hartman <gregkh@linuxfoundation.org>
- Joanna Lee <jlee@linuxfoundation.org>
Committee members can be reached all at once by writing to <conduct@kernel.org>.
Committee Reports
We would like to thank the Linux kernel community members who have supported the adoption of the Code of Conduct and who continue to uphold the professional standards of our community. If you have any questions about these reports, please write to <conduct@kernel.org>.
March 2026
Archival copy: https://lore.kernel.org/lkml/f833fdfe-12f1-413f-966a-4c3ce9ad626e@kernel.org/T/#u
In the period of October 1, 2025 through March 31st, 2026, the Code of Conduct Committee received the following reports:
Reports received: 3
Code of Conduct scope and enforcement related reports: 3
- Education and coaching on the role and scope of the Code of Conduct.
- Report about insensitive comments about projects and code that don't fall under the scope of the Code of Conduct.
- Report about insensitive comments made in a setting outside the scope and purview of the Code of Conduct.
We would like to thank the Linux kernel community members who have supported the adoption of the Code of Conduct and who continue to uphold the professional standards of our community. If you have questions about this report, please write to <conduct@kernel.org>.
September 2025
Archival copy: https://lore.kernel.org/all/dfa4d9f3-8b56-46fc-9d1b-68e07a3d6edc@kernel.org/
In the period of April 1, 2025 through September 30, 2025, the Code of Conduct Committee received the following reports:
Reports received: 3
Code of Conduct scope and enforcement related reports: 2
- Education and coaching on the role and scope of the Code of Conduct.
- Report about insensitive comments about projects and code that don't fall under the scope of the Code of Conduct.
- Report with questions about DCO which doesn't fall under the scope of the Code of Conduct.
- Actions:
- Ban on a developer was lifted after it expired.
Unacceptable behavior or comments in email: 1
- Resolved with the individual making amends for their behavior.
We would like to thank the Linux kernel community members who have supported the adoption of the Code of Conduct and who continue to uphold the professional standards of our community. If you have questions about this report, please write to <conduct@kernel.org>.
March 2025
Archival copy: https://lore.kernel.org/all/2025043021-reprogram-gloss-acb5@gregkh/
Updates to the Code of Conduct documents:
- The Code of Conduct documentation has been updated to clearly outline the enforcement when Unacceptable Behavior Code of Conduct Violations take place, and outline the Technical Advisory Board's role in approving remedial actions recommended by the Code of Conduct Committee.
- Reference:
- https://docs.kernel.org/process/code-of-conduct-interpretation.html#code-of-conduct-interpretation
In the period of April 1, 2024 through March 31, 2025, the Code of Conduct Committee received the following reports:
Reports received: 17
Development process related reports:
- Education and coaching on maintainers' right to accept or reject patches. Clarifying the expectations that developers can't demand their patches to be reviewed and/or accepted by the community. These reports were about a developer demanding their patch to be accepted even after repeated attempts by maintainers advising the developers to understand the development process.
Code of Conduct scope and enforcement related reports:
- Education and coaching on the role and scope of the Code of Conduct. Several reports from people outside the kernel community reporting past incidents before the Code of Conduct was adopted. Reports resolved clarifying the scope and validity of reports about past incidents before adopting the Code of Conduct.
Insensitive comments reports:
- Education and coaching on the role and scope of the Code of Conduct. Reports about Office of Foreign Assets Control (OFAC) related actions and offhand comments in technical discussions that do not rise to the level of violations.
Unacceptable behavior or comments in email: 6
4 reports resolved instituting remedial measures on two individuals restricting their participation in development process.
- -- Rejecting pull requests from an individual for a full release cycle.
Reference: https://lore.kernel.org/all/6740fc3aabec0_5eb129497@dwillia2-xfh.jf.intel.com.notmuch/
- -- Banning an individual for 3 months from Linux kernel mailing lists.
Reference: https://lore.kernel.org/all/67cf7499597e9_1198729450@dwillia2-xfh.jf.intel.com.notmuch/
Others - Resolved with the individuals making amends for their behaviors.
We would like to thank the Linux kernel community members who have supported the adoption of the Code of Conduct and who continue to uphold the professional standards of our community. If you have questions about this report, please write to <conduct@kernel.org>.
March 2024
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/355aee5f-13ce-4e20-9ce8-e5bcddd14bc2@linuxfoundation.org
In the period of October 1, 2023 through March 31, 2024, the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unprofessional behavior or comments in email: 2
The result of the investigation:
- Education and coaching clarifying the role of Code of Conduct conduct on conversations that don't go against the CoC.
- Education and coaching the individuals on the impact of making unprofessional comments which could be misunderstood leading to negative impressions about the community.
The reports were about the offhand comments made while rejecting the code which are not violations of the Code of Conduct
Unacceptable behavior or comments on a private invitee only chat channel: 1
- Education and coaching clarifying the role of Code of Conduct conduct on conversations that occur on a private chat channel.
We would like to thank the Linux kernel community members who have supported the adoption of the Code of Conduct and who continue to uphold the professional standards of our community. If you have questions about this report, please write to <conduct@kernel.org>.
September 2023
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/3351be6b-854e-479d-832c-83cb8829c010@linuxfoundation.org
In the period of April 1, 2023 through September 30, 2023, the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email: 4
The result of the investigation:
- Education and coaching clarifying the Code of Conduct conduct related to normal review and patch acceptance process: 3
- Clarification on the Code of Conduct conduct related to maintainer rights and responsibility to reject code: 1
The reports were about the discussion during the patch review and decisions made in rejecting code and these actions are not viewed as violations of the Code of Conduct.
Please see the excerpt from the Responsibilities section in the Linux Kernel Contributor Covenant Code of Conduct Interpretation document:
setting expertise expectations, making decisions and rejecting unsuitable contributions are not viewed as a violation of the Code of Conduct.
March 2023
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/557ef895-ad2d-eff9-7cb8-70dbcf41adea@linuxfoundation.org
In the period of October 1, 2022 through March 31, 2023, the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email: 6
The result of the investigation:
- Education and coaching clarifying the Code of Conduct conduct related to normal review and patch acceptance process: 1
- Clarification on the Code of Conduct conduct related to maintainer rights and responsibility to reject code: 5
The reports were about the decisions made in rejecting code and these actions are not viewed as violations of the Code of Conduct.
Please see the excerpt from the Responsibilities section in the Linux Kernel Contributor Covenant Code of Conduct Interpretation document:
setting expertise expectations, making decisions and rejecting unsuitable contributions are not viewed as a violation of the Code of Conduct.
September 2022
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/57a492fb-928b-9e0a-5f0e-dc95ef599309@linuxfoundation.org
In the period of April 1, 2022 through September 30, 2022, the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email: 1
The result of the investigation:
- Resolved with a public apology from the violator with a commitment from them to abide by the Code of Conduct in the future.
March 2022
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/4401af50-083d-0239-6b7f-3454c8d69fec@linuxfoundation.org
In the period of October 1, 2021 through March 31, 2022, the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email: 2
The result of the investigation:
- Education and coaching clarifying the Code of Conduct conduct related to normal review process: 2
September 2021
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/e81f0726-5f8f-f10f-d926-a9126941d38e@linuxfoundation.org
In the period of May 1, 2021 through September 30, 2021, the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email: 1
The result of the investigation:
- Education and coaching clarifying the Code of Conduct conduct related to normal review process: 1
April 2021
Archival copy: https://lore.kernel.org/r/448b06e4-41fc-26df-a862-c3ba2f70b6b3@linuxfoundation.org
In the period of November 1, 2020 through April 30, 2021 the Code of Conduct Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email (3rd party): 4
The result of the investigation:
- Education and coaching: 1
- Public response to call attention to the behavior and request correction with consequence of ban if behavior persists: 1
- Public response to attention to the behavior and request correction: 1
- Clarification on the Code of Conduct conduct related to maintainer rights and responsibility to reject code: 1
October 2020
Archival copy: https://lore.kernel.org/lkml/20201105083002.GA3429143@kroah.com/
In the period of January 1, 2020 through October 31, 2020 the Committee received the following reports:
- Unacceptable behavior or comments in email: 1
- Unacceptable comments in github repo by non-community members: 1
- Unacceptable comments toward a company: 1
The result of the investigation:
- Education and coaching: 1
- Locking of github repo for any comments: 1
- Clarification that the Code of Conduct covers conduct related to individual developers only: 1
December 2019
Archival copy: https://lore.kernel.org/lkml/20200103105614.GC1047442@kroah.com/
In the period of December 1, 2019 through December 30, 2019 the Committee received the following report:
- Insulting behavior in email: 1
The result of the investigation:
- Education and coaching: 1
August to November 2019
Archival copy: https://lore.kernel.org/lkml/20191218090054.GA5120@kroah.com/
In the period of August 1, 2019 through November 31, 2019, the Committee received no reports.
September 2018 to July 2019
Archival copy: https://lore.kernel.org/lkml/20190810120700.GA7360@kroah.com/
In the period of September 15, 2018 through July 31, 2019, the Committee received the following reports:
- Inappropriate language in the kernel source: 1
- Insulting behavior in email: 3
The result of the investigations:
- Education and coaching: 4
Get notifications for your patches
We are trialing out a new feature that can send you a notification when the patches you send to the LKML are applied to linux-next or to the mainline git trees. If you are interested in trying it out, here are the details:
- The patches must be sent to the LKML (linux-kernel@vger.kernel.org).
- One of the cc's must be notify@kernel.org (Bcc will not work).
- Alternatively, there should be a "X-Patchwork-Bot: notify" email header.
- The patches must not have been modified by the maintainer(s).
- All patches in the series must have been applied, not just some of them.
The last two points are important, because if there are changes between the content of the patch as it was first sent to the mailing list, and how it looks like by the time it is applied to linux-next or mainline, the bot will not be able to recognize it as the same patch. Similarly, for series of multiple patches, the bot must be able to successfully match all patches in the series in order for the notification to go out.
If you are using git-format-patch, it is best to add the special header instead of using the Cc notification address, so as to avoid any unnecessary email traffic:
--add-header="X-Patchwork-Bot: notify"
You should receive one notification email per each patch series, so if you send a series of 20 patches, you will get a single email in the form of a reply to the cover letter, or to the first patch in the series. The notification will be sent directly to you, ignoring any other addresses in the Cc field.
The bot uses our LKML patchwork instance to perform matching and tracking, and the source code for the bot is also available if you would like to suggest improvements.
List archives on lore.kernel.org
You may access the archives of many Linux development mailing lists on lore.kernel.org. Most of them include a full archive of messages going back several decades.
If you would like to suggest another kernel development mailing list to be included in this list, please follow the instructions on the following wiki page:
Archiving software
The software managing the archive is called Public Inbox and offers the following features:
- Fast, searchable web archives
- Atom feeds per list or per individual thread
- Downloadable mbox archives to make replying easy
- Git-backed archival mechanism you can clone and pull
- Read-only nntp gateway
We collected many list archives going as far back as 1998, and they are now all available to anyone via a simple git clone. We would like to extend our thanks to everyone who helped in this effort by donating their personal archives.
Obtaining full list archives
Git clone URLs are provided at the bottom of each page. Note, that due mailing list volume, list archives are sharded into multiple repositories, each roughly 1GB in size. In addition to cloning from lore.kernel.org, you may also access these repositories on erol.kernel.org.
Mirroring
You can continuously mirror the entire mailing list archive collection by using the grokmirror tool. The following repos.conf file should get you all you need:
[lore.kernel.org] site = https://lore.kernel.org manifest = https://lore.kernel.org/manifest.js.gz toplevel = /path/to/your/local/folder mymanifest = /path/to/your/local/folder/manifest.js.gz pull_threads = 4
Please note, that you will require at least 20+ GB of local storage. The mirroring process only replicates the git repositories themselves -- if you want to use public-inbox with them, you will need to run "public-inbox-init" and "public-inbox-index" to create the database files required for public-inbox operation.
Linking to list discussions from commits
If you need to reference a mailing list discussion inside code comments or in a git commit message, please use the "permalink" URL provided by public-inbox. It is available in the headers of each displayed message or thread discussion. Alternatively, you can use a generic message-id redirector in the form:
That should display the message regardless in which mailing list archive it's stored.
Minor changes to kernel tarball releases
We'd like to announce several small changes to the way Linux tarballs are produced.
Mainline release tarball signatures
Starting with the 4.18 final release, all mainline tarball PGP signatures will be made by Greg Kroah-Hartman instead of Linus Torvalds. The main goal behind this change is to simplify the verification process and make all kernel tarball releases available for download on kernel.org be signed by the same developer.
Linus Torvalds will continue to PGP-sign all tags in the mainline git repository. They can be verified using the git verify-tag command.
Sunsetting .gz tarball generation
We stopped creating .bz2 copies of tarball releases 5 years ago, and the time has come to stop producing .gz duplicate copies of all our content as well, as XZ tools and libraries are now available on all major platforms. Starting September 1st, 2018, all tarball releases available via /pub download locations will only be available in XZ-compressed format.
If you absolutely must have .gz compressed tarballs, you may obtain them from git.kernel.org by following snapshot download links in the appropriate repository view.
No future PGP signatures on patches and changelogs
For legacy purposes, we will continue to provide pre-generated changelogs and patches (both to the previous mainline and incremental patches to previous stable). However, from now on they will be generated by automated processes and will no longer carry detached PGP signatures. If you require cryptographically verified patches, please generate them directly from the stable git repository after verifying the PGP signatures on the tags using git verify-tag.
Best way to do linux clones for your CI
If you are in charge of CI infrastructure that needs to perform frequent full clones of kernel trees from git.kernel.org, we strongly recommend that you use the git bundles we provide instead of performing a full clone directly from git repositories.
It is better for you, because downloading the bundle from CDN is probably going to be much faster for you than cloning from our frontends due to the CDN being more local. You can even copy the bundle to a fileserver on your local infrastructure and save a lot of repeated external traffic.
It is better for us, because if you first clone from the bundle, you only need to fetch a handful of newer objects directly from git.kernel.org frontends. This not only uses an order of magnitude less bandwidth, but also results in a much smaller memory footprint on our systems -- git daemon needs a lot of RAM when serving full clones of linux repositories.
Here is a simple script that will help you automate the process of first downloading the git bundle and then fetching the newer objects:
Thank you for helping us keep our systems fast and accessible to all.
Nitrokey digital tokens for kernel developers
The Linux Foundation IT team has been working to improve the code integrity of git repositories hosted at kernel.org by promoting the use of PGP-signed git tags and commits. Doing so allows anyone to easily verify that git repositories have not been altered or tampered with no matter from which worldwide mirror they may have been cloned. If the digital signature on your cloned repository matches the PGP key belonging to Linus Torvalds or any other maintainer, then you can be assured that what you have on your computer is the exact replica of the kernel code without any omissions or additions.
To help promote the use of PGP signatures in Linux kernel development, we now offer a detailed guide within the kernel documentation tree:
Further, we are happy to announce a new special program sponsored by The Linux Foundation in partnership with Nitrokey -- the developer and manufacturer of smartcard-compatible digital tokens capable of storing private keys and performing PGP operations on-chip. Under this program, any developer who is listed as a maintainer in the MAINTAINERS file, or who has a kernel.org account can qualify for a free digital token to help improve the security of their PGP keys. The cost of the device, including any taxes, shipping and handling will be covered by The Linux Foundation.
To participate in this program, please access the special store front on the Nitrokey website:
Who qualifies for this program?
To qualify for the program, you need to have an account at kernel.org or have your email address listed in the MAINTAINERS file (following the "M:" heading). If you do not currently qualify but think you should, the easiest course of action is to get yourself added to the MAINTAINERS file or to apply for an account at kernel.org.
Which devices are available under this program?
The program is limited to Nitrokey Start devices. There are several reasons why we picked this particular device among several available options.
First of all, many Linux kernel developers have a strong preference not just for open-source software, but for open hardware as well. Nitrokey is one of the few companies selling GnuPG-compatible smartcard devices that provide both, since Nitrokey Start is based on Gnuk cryptographic token firmware developed by Free Software Initiative of Japan. It is also one of the few commercially available devices that offer native support for ECC keys, which are both faster computationally than large RSA keys and generate smaller digital signatures. With our push to use more code signing of git objects themselves, both the open nature of the device and its support for fast modern cryptography were key points in our evaluation.
Additionally, Nitrokey devices (both Start and Pro models) are already used by open-source developers for cryptographic purposes and they are known to work well with Linux workstations.
What is the benefit of digital smartcard tokens?
With usual GnuPG operations, the private keys are stored in the home directory where they can be stolen by malware or exposed via other means, such as poorly secured backups. Furthermore, each time a GnuPG operation is performed, the keys are loaded into system memory and can be stolen from there using sufficiently advanced techniques (the likes of Meltdown and Spectre).
A digital smartcard token like Nitrokey Start contains a cryptographic chip that is capable of storing private keys and performing crypto operations directly on the token itself. Because the key contents never leave the device, the operating system of the computer into which the token is plugged in is not able to retrieve the private keys themselves, therefore significantly limiting the ways in which the keys can be leaked or stolen.
Questions or problems?
If you qualify for the program, but encounter any difficulties purchasing the device, please contact Nitrokey at shop@nitrokey.com.
For any questions about the program itself or with any other comments, please reach out to info@linuxfoundation.org.
Linux kernel releases PGP signatures
All kernel releases are cryptographically signed using OpenPGP-compliant signatures. Everyone is strongly encouraged to verify the integrity of downloaded kernel releases by verifying the corresponding signatures.
Basic concepts
Every kernel release comes with a cryptographic signature from the person making the release. This cryptographic signature allows anyone to verify whether the files have been modified or otherwise tampered with after the developer created and signed them. The signing and verification process uses public-key cryptography and it is next to impossible to forge a PGP signature without first gaining access to the developer's private key. If this does happen, the developers will revoke the compromised key and will re-sign all their previously signed releases with the new key.
To learn more about the way PGP works, please consult Wikipedia.
Kernel.org web of trust
PGP keys used by members of kernel.org are cross-signed by other members of the Linux kernel development community (and, frequently, by many other people). If you wanted to verify the validity of any key belonging to a member of kernel.org, you could review the list of signatures on their public key and then make a decision whether you trust that key or not. See the Wikipedia article on the subject of the Web of Trust.
Using the Web Key Directory
If the task of maintaining your own web of trust is too daunting to you, you can opt to shortcut this process by using the "Trust on First Use" (TOFU) approach and rely on the kernel.org Web Key Directory (WKD).
To import keys belonging to many kernel developers, you can use the following command:
$ gpg2 --locate-keys [username]@kernel.org
For example, to import keys belonging to Linus Torvalds and Greg Kroah-Hartman, you would use:
$ gpg2 --locate-keys torvalds@kernel.org gregkh@kernel.org
This command will verify the TLS certificate presented by kernel.org before importing these keys into your keyring.
Using GnuPG to verify kernel signatures
All software released via kernel.org has detached PGP signatures you can use to verify the integrity of your downloads.
To illustrate the verification process, let's use Linux 4.6.6 release as a walk-through example. First, use "curl" to download the release and the corresponding signature:
$ curl -OL https://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v4.x/linux-4.6.6.tar.xz $ curl -OL https://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v4.x/linux-4.6.6.tar.sign
You will notice that the signature is made against the uncompressed version of the archive. This is done so there is only one signature required for .gz and .xz compressed versions of the release. Start by uncompressing the archive, using unxz in our case:
$ unxz linux-4.6.6.tar.xz
Now verify the .tar archive against the signature:
$ gpg2 --verify linux-4.6.6.tar.sign
You can combine these steps into a one-liner:
$ xz -cd linux-4.6.6.tar.xz | gpg2 --verify linux-4.6.6.tar.sign -
It's possible that you get a "No public key error":
gpg: Signature made Wed 10 Aug 2016 06:55:15 AM EDT using RSA key ID 38DBBDC86092693E gpg: Can't check signature: No public key
Please use the "gpg2 --locate-keys" command listed above to download the key for Greg Kroah-Hartman and Linus Torvalds and then try again:
$ gpg2 --locate-keys torvalds@kernel.org gregkh@kernel.org $ gpg2 --verify linux-4.6.6.tar.sign gpg: Signature made Wed 10 Aug 2016 06:55:15 AM EDT gpg: using RSA key 38DBBDC86092693E gpg: Good signature from "Greg Kroah-Hartman <gregkh@kernel.org>" [unknown] gpg: WARNING: This key is not certified with a trusted signature! gpg: There is no indication that the signature belongs to the owner. Primary key fingerprint: 647F 2865 4894 E3BD 4571 99BE 38DB BDC8 6092 693E
To make the "WARNING" message go away you can indicate that you choose to trust that key using TOFU:
$ gpg2 --tofu-policy good 38DBBDC86092693E
$ gpg2 --trust-model tofu --verify linux-4.6.6.tar.sign
gpg: Signature made Wed 10 Aug 2016 06:55:15 AM EDT
gpg: using RSA key 38DBBDC86092693E
gpg: Good signature from "Greg Kroah-Hartman <gregkh@kernel.org>" [full]
gpg: gregkh@kernel.org: Verified 1 signature in the past 53 seconds. Encrypted
0 messages.
Note that you may have to pass "--trust-model tofu" the first time you run the verify command, but it should not be necessary after that.
The scripted version
If you need to perform this task in an automated environment or simply prefer a more convenient tool, you can use the following helper script to properly download and verify Linux kernel tarballs:
Please review the script before adopting it for your needs.
Important fingerprints
Here are key fingerprints for Linus Torvalds, Greg Kroah-Hartman, Sasha Levin, and Ben Hutchings, who are most likely to be releasing kernels:
| Developer | Fingerprint |
|---|---|
| Linus Torvalds | ABAF 11C6 5A29 70B1 30AB E3C4 79BE 3E43 0041 1886 |
| Greg Kroah-Hartman | 647F 2865 4894 E3BD 4571 99BE 38DB BDC8 6092 693E |
| Sasha Levin | E27E 5D8A 3403 A2EF 6687 3BBC DEA6 6FF7 9777 2CDC |
| Ben Hutchings | AC2B 29BD 34A6 AFDD B3F6 8F35 E7BF C8EC 9586 1109 |
Please verify the TLS certificate for this site in your browser before trusting the above information.
If you get "BAD signature"
If at any time you see "BAD signature" output from "gpg2 --verify", please first check the following first:
- Make sure that you are verifying the signature against the .tar version of the archive, not the compressed (.tar.xz) version.
- Make sure the the downloaded file is correct and not truncated or otherwise corrupted.
If you repeatedly get the same "BAD signature" output, please email helpdesk@kernel.org, so we can investigate the problem.
Kernel.org checksum autosigner and sha256sums.asc
We have a dedicated off-the-network system that connects directly to our central attached storage and calculates checksums for all uploaded software releases. The generated sha256sums.asc file is then signed with a PGP key generated for this purpose and that doesn't exist outside of that system.
These checksums are NOT intended to replace developer signatures. It is merely a way for someone to quickly verify whether contents on one of the many kernel.org mirrors match the contents on the master mirror. While you may use them to quickly verify whether what you have downloaded matches what we have on our central storage system, you should continue to use developer signatures for best assurance.
Kernel releases prior to September, 2011
Prior to September, 2011 all kernel releases were signed automatically by the same PGP key:
pub 1024D/517D0F0E 2000-10-10 [revoked: 2011-12-11]
Key fingerprint = C75D C40A 11D7 AF88 9981 ED5B C86B A06A 517D 0F0E
uid Linux Kernel Archives Verification Key <ftpadmin@kernel.org>
Due to the kernel.org systems compromise, this key has been retired and revoked. It will no longer be used to sign future releases and you should NOT use this key to verify the integrity of any archives. It is almost certain that this key has fallen into malicious hands.
All kernel releases that were previously signed with this key were cross-checked and signed with another key, created specifically for this purpose:
pub 3072R/C4790F9D 2013-08-08
Key fingerprint = BFA7 DD3E 0D42 1C9D B6AB 6527 0D3B 3537 C479 0F9D
uid Linux Kernel Archives Verification Key
(One-off resigning of old releases) <ftpadmin@kernel.org>
The private key used for this purpose has been destroyed and cannot be used to sign any releases produced after 2011.
RC tarballs and patches starting with 4.12-rc1
As you may be aware, starting with 4.12-rc1 Linus will no longer provide signed tarballs and patches for pre-release ("-rc") kernels. Reasons for this are multiple, but largely this is because people who are most interested in pre-release tags -- kernel developers -- do not rely on patches and tarballs to do their work.
Obtaining tarballs on your own
Here is how you can generate the tarball from a pre-release tag using the "git archive" command (we'll use 4.12-rc1 in these examples):
git clone git://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git cd linux git verify-tag v4.12-rc1 git archive --format=tar.gz --prefix=linux-4.12-rc1/ \ -o linux-4.12-rc1.tar.gz v4.12-rc1
The upside of this method is that during the "git verify-tag" step you will check the PGP signature on the tag to make sure that what you cloned is exactly the same tree as on Linus Torvalds's computer.
The downside of this method is that you will need to download about 1 GiB of data -- the entire git history of the Linux kernel -- just to get the latest tag. Notably, when -rc2 is tagged, all you'll need to do is run a quick "git pull" to get the latest objects and it will be dramatically less data to download, so cloning the whole tree may be worth it to you in the long run if you plan to do this again in the future.
If you do not want to download the whole git repository and just want to get the latest tarball, you can download the version automatically generated by cgit at the following (or similar URL):
wget https://git.kernel.org/torvalds/t/linux-4.12-rc1.tar.gz
Please note that you will not be able to cryptographically verify the integrity of this archive, but the download will be about 10 times less in size than the full git tree.
Obtaining patches to the previous mainline
If you would like to get just the patch to the previous mainline release, you can get it from cgit as well:
wget -O patch-4.12-rc1 https://git.kernel.org/torvalds/p/v4.12-rc1/v4.11
Unfortunately, cgit does not currently offer an easy way to get gzip-compressed patches, but if you would like to reduce the amount of data you download, you can use http-level gzip compression:
wget -O patch-4.12-rc1.gz --header="accept-encoding: gzip" \ https://git.kernel.org/torvalds/p/v4.12-rc1/v4.11
The links to these patches are available on the front page of https://www.kernel.org/.
Why not provide these at their old locations?
We intentionally did not provide these automatically generated tarballs and patches in locations previously used by Linus (/pub/linux/kernel/v4.x/testing), even if this meant potentially breaking automated scripts relying on contents published there. Anything placed in the /pub tree is signed and curated directly by developers and all patches and software archives published there invariably come with a PGP signature provided directly by the developer of that software (or one of the developers).
Patches and tarballs automatically generated by git.kernel.org are NOT a replacement for this stringent process, but merely a convenience service that comes with very different trust implications. By providing these at different URLs we wanted all users of these services to make a conscious decision on whether they want to trust these automatically generated tarballs and patches, or whether they want to change their process to continue to use PGP-verifiable tags directly from the git tree.
If you got "BAD Signature" this morning
The XZ tarballs for the following kernel releases did not initially pass signature verification due to benign changes to the tarball structure done by the pixz compression tool:
- 4.11.1
- 4.10.16
- 4.9.28
- 4.4.68
These changes would have resulted in GPG returning "Bad Signature" if you tried to verify their integrity. Once we identified the problem, we generated new XZ tarballs without tar header modifications and now they should all pass PGP signature verification.
We preserved the original .xz tarballs as -badsig files in the archives in case you wanted to verify that there was nothing malicious in them, merely tar header changes. You can find them in the same v4.x directory:
Our apologies for this problem and thanks to Brad Spengler and everyone else who alerted us about this issue.
Fast new frontends with Packet
We are extremely happy to announce that Packet has graciously donated the new hardware systems providing read-only public access to the kernel.org git repositories and the public website (git.kernel.org and www.kernel.org, respectively). We have avoided using cloud providers in the past due to security implications of sharing hypervisor memory with external parties, but Packet's hardware-based single-tenant approach satisfies our security requirements while taking over the burden of setting up and managing the physical hardware in multiple worldwide datacenters.
As of March 11, 2017, the four new public frontends are located in the following geographical locations:
- San Jose, California, USA
- Parsippany, New Jersey, USA
- Amsterdam, Netherlands
- Tokyo, Japan
We have changed our DNS configuration to support GeoDNS, so your requests should be routed to the frontend nearest to you.
Each Packet-hosted system is significantly more powerful than our previous generation frontends and have triple the amount of available RAM, so they should be a lot more responsive even when a lot of people are cloning linux.git simultaneously.
Our special thanks to the following organizations who have graciously donated hosting for the previous incarnation of kernel.org frontends:
If you notice any problems with the new systems, please email helpdesk@kernel.org.
Shutting down FTP services
Those of you who have been around for a while may remember a time when you used to be able to mount kernel.org directly as a partition on your system using NFS (or even SMB/CIFS). The Wayback Machine shows that this was still advertised some time in January 1998, but was removed by the time the December 1998 copy was made.
Let's face it -- while kinda neat and convenient, offering a public NFS/CIFS server was a Pretty Bad Idea, not only because both these protocols are pretty terrible over high latency connections, but also because of important security implications.
Well, 19 years later we're thinking it's time to terminate another service that has important protocol and security implications -- our FTP servers. Our decision is driven by the following considerations:
- The protocol is inefficient and requires adding awkward kludges to firewalls and load-balancing daemons
- FTP servers have no support for caching or accelerators, which has significant performance impacts
- Most software implementations have stagnated and see infrequent updates
All kernel.org FTP services will be shut down by the end of this year. In hopes to minimise the potential disruption, we will be doing it in two stages:
- ftp://ftp.kernel.org/ service will be terminated on March 1, 2017
- ftp://mirrors.kernel.org/ service will be terminated on December 1, 2017
If you have any concerns, please feel free to contact ftpadmin@kernel.org (ah, the irony).
Gandi.net TLS certificates
If your browser alerted you that the site certificates have changed, that would be because we replaced our StartCOM, Ltd certificates with those offered by our DNS registrar, Gandi. We are very thankful to Gandi for this opportunity.
A common question is why we aren't using the certificates offered by the Let's Encrypt project, and the answer is that there are several technical hurdles (on our end) that currently make it complicated. Once we resolve them, we will most likely switch to using certificates issued by our fellow Linux Foundation project.
Cloning Linux from a bundle
If you find yourself on an unreliable Internet connection and need to perform a fresh clone of Linux.git, you may find it tricky to do so if your connection resets before you are able to complete the clone. There is currently no way to resume a git clone using git, but there is a neat trick you can use instead of cloning directly -- using git bundle files.
Here is how you would do it.
Start with "wget -c", which tells wget to continue interrupted downloads. If your connection resets, just rerun the same command while in the same directory, and it will pick up where it left off:
wget -c https://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git/clone.bundle
Next, clone from the bundle:
git clone clone.bundle linux
Now, point the origin to the live git repository and get the latest changes:
cd linux git remote remove origin git remote add origin https://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git git pull origin master
Once this is done, you can delete the "clone.bundle" file, unless you think you will need to perform a fresh clone again in the future.
The "clone.bundle" files are generated weekly on Sunday, so they should contain most objects you need, even during kernel merge windows when there are lots of changes committed daily.
Introducing Fastly CDN
We are happy to announce that Fastly has offered their worldwide CDN network to provide fast download services for Linux kernel releases, which should improve download speeds for those of you located outside North America. We have modified the front page to offer CDN-powered download links, but all the existing URLs should continue to work.
If you would like to avoid using Fastly, you can simply change the URL to have "www.kernel.org" instead of "cdn.kernel.org". As always, please use PGP Signature Verification for all downloaded files regardless of where you got them.
Hurr, Durr Im'a Sheep
Linus named the upcoming 4.0 release of the kernel "Hurr Durr I'ma Sheep" (see his git commit), so we are celebrating this April Fool's day with a minor prank. If you've been redirected to imasheep.hurrdurr.org, do not panic. It's all part of the joke.
We've also restored all FTP and Rsync access to the mirrors.kernel.org servers, as we seem to have resolved our SSD and dm_cache problems. If you're still using FTP, however, please consider switching to HTTP. FTP is a protocol designed for a different era -- these days everyone should be avoiding it for multiple reasons.
FTP limited on mirrors.kernel.org
We've had to temporarily limit FTP access to mirrors.kernel.org due to high IO load.
We have recently upgraded our hardware in order to increase capacity -- 16TB was no longer nearly sufficient enough to host all the distro mirrors and archives. We chose larger but slower disks and offset the loss of performance by heavily utilizing SSD IO caching using dm-cache.
While it was performing very well, we have unfortunately run across an FS data corruption bug somewhere along this stack:
megaraid_sas + dm_cache + libvirt/virtio + xfs
We've temporarily removed dm-cache from the picture and switched to Varnish on top of SSD for http object caching. Unfortunately, as Varnish does not support FTP, we had to restrict FTP protocol to a limited number of concurrent sessions in order to reduce disk IO. If you are affected by this, simply switch to HTTP protocol that does not have such restrictions.
This is a temporary measure until we identify the dm-cache problem that was causing data corruption, at which point we will restore unrestricted FTP access.
Heartbleed statement
Since we rely on the OpenSSL library for serving most of our websites, we, together with most of the rest of the open-source world, were vulnerable to the HeartBleed vulnerability. We have switched to the patched version of OpenSSL within hours of it becoming available, plus have performed the following steps to mitigate any sensitive information leaked via malicious SSL heartbeat requests:
- Replaced all SSL keys across all kernel.org sites.
- Expired all active sessions on Bugzilla, Patchwork, and Mediawiki sites, requiring everyone to re-login.
- Changed all passwords used for admin-level access to the above sites.
As kernel.org developers do not rely on SSL to access git repositories, there is no need to replace any SSH or PGP keys used for developer authentication.
If you have any questions or concerns, please email us at webmaster@kernel.org for more information.
Happy new year and good-bye bzip2
Good-bye bzip2
We started listing xz-compressed versions of kernel archives in all our announcements back in March 2013, and the time has come to complete the switch. Effective immediately, we will no longer be providing bzip2-compressed versions for new releases of the Linux kernel and other software. Any previously released .tar.bz2 archives will continue to be available without change, and we will also continue to provide gzip-compressed versions of all new releases for the foreseeable future.
So, from now on, all releases will be offered as both .tar.gz and .tar.xz, but not as .tar.bz2. We apologize if this interferes with any automated tools.
Happy new year!
Happy new year to all kernel.org users and visitors. The Linux Foundation and Linux Kernel Archives teams extend their warmest wishes to you all, and we hope that 2014 proves to be just as awesome (or awesomer) for the Linux kernel.
New frontend and googlesource.com
Montreal frontend
We have added another official frontend for serving the kernel content, courtesy of Vexxhost, Inc. There is now a total of three frontends, one in Palo Alto, California, one in Portland, Oregon, and one in Montreal, Quebec. This should allow for better geographic dispersion of official mirrors, as well as better fault tolerance.
Kernel.googlesource.com
We are happy to announce that kernel.googlesource.com is now relying on grokmirror manifest data to efficiently mirror git.kernel.org, which means that if accessing git.kernel.org is too high latency for you due to your geographical location (EMEA, APAC), kernel.googlesource.com should provide you with a fast local mirror that is at most 5 minutes behind official sources.
We extend our thanks to Google for making this available to all kernel hackers and enthusiasts worldwide.
TLS 1.2 and PFS
With the latest round of upgrades, we are now serving TLS 1.2 with PFS across all kernel.org sites, offering higher protection against eavesdropping.
Mirroring kernel.org repositories
If you would like to mirror all or a subset of kernel.org git repositories, please use a tool we wrote for this purpose, called grokmirror. Grokmirror is git-aware and will create a complete mirror of kernel.org repositories and keep them automatically updated with no further involvement on your part.
Grokmirror works by keeping track of repositories being updated by downloading and comparing the master manifest file. This file is only downloaded if it's newer on the server, and only the repositories that have changed will be updated via "git remote update".
You can read more about grokmirror by reading the README file.
Obtaining grokmirror
If grokmirror is not yet packaged for your distribution, you can obtain it from a git repository:
git clone git://git.kernel.org/pub/scm/utils/grokmirror/grokmirror.git
In additon to git, you will need to install the following python dependencies on your mirror server:
Setting up a kernel.org mirror
It is recommended that you create a dedicated "mirror" user that will own all the content and run all the cron jobs. It is generally discouraged to run this as user "root".
The default repos.conf already comes pre-configured for kernel.org. We reproduce the minimal configuration here:
[kernel.org] site = git://git.kernel.org manifest = http://git.kernel.org/manifest.js.gz default_owner = Grokmirror User # # Where are we going to put the mirror on our disk? toplevel = /var/lib/git/mirror # # Where do we store our own manifest? Usually in the toplevel. mymanifest = /var/lib/git/mirror/manifest.js.gz # # Where do we put the logs? log = /var/log/mirror/kernelorg.log # # Log level can be "info" or "debug" loglevel = info # # To prevent multiple grok-pull instances from running at the same # time, we first obtain an exclusive lock. lock = /var/lock/mirror/kernelorg.lock # # Use shell-globbing to list the repositories you would like to mirror. # If you want to mirror everything, just say "*". Separate multiple entries # with newline plus tab. Examples: # # mirror everything: #include = * # # mirror just the main kernel sources: #include = /pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git # /pub/scm/linux/kernel/git/stable/linux-stable.git # /pub/scm/linux/kernel/git/next/linux-next.git # # mirror just git: #include = /pub/scm/git/* include = * # # This is processed after the include. If you want to exclude some specific # entries from an all-inclusive globbing above. E.g., to exclude all # linux-2.4 git sources: #exclude = */linux-2.4* exclude =
Install this configuration file anywhere that makes sense in your environment. You'll need to make sure that the following directories (or whatever you changed them to) are writable by the "mirror" user:
- /var/lib/git/mirror
- /var/log/mirror
- /var/lock/mirror
Mirroring kernel.org git repositories
Now all you need to do is to add a cronjob that will check the kernel.org mirror for updates. The following entry in /etc/cron.d/grokmirror.cron will check the mirror every 5 minutes:
# Run grok-pull every 5 minutes as "mirror" user */5 * * * * mirror /usr/bin/grok-pull -p -c /etc/grokmirror/repos.conf
(You will need to adjust the paths to the grok-pull command and to repos.conf accordingly to reflect your environment.)
The initial run will take many hours to complete, as it will need to download about 50 GB of data.
Mirroring a subset of repositories
If you are only interested in carrying a subset of git repositories instead of all of them, you are welcome to tweak the include and exclude parameters.
Fifty shades of Tux
Special thanks to Benoît Monin for donating a MIT-licensed CSS theme to the kernel.org project to replace the one we hastily put together. Though the Pelican authors have since obtained a free-license commitment from the copyright owners of the CSS files shipping with Pelican, we wanted to have something that looked a bit less like the default theme anyway.
If anyone else wants to participate, full sources of the kernel.org website are available from the git repository.
XZ by default and JSON
We've implemented two oft-requested features today:
- The download links now default to .tar.xz versions of archives
- There is now a JSON file with the release information located in https://www.kernel.org/releases.json. If you've been screen-scraping the front page, please use this instead.
If you have any other feature suggestions, please send them to webmaster@kernel.org.
/pub tree resync-ing
Due to a failure in one of the rsync scripts during the maintenance window, the mirrors of /pub hierarchy on www.kernel.org got erased. We are resyncing them now from the master storage, but in the meantime you will probably get an occasional "Forbidden". The entirety of the archive should be rsync'ed in a few hours.
We apologize profusely for the problem and will fix the script to make sure this doesn't happen again.
Contents of git.kernel.org are unaffected.
Cleanroom styles
You are probably wondering what happened to the site's look. Unfortunately, we've been alerted that the default theme shipped by Pelican (which we largely adapted) has an unclear license. Until this is cleared up, we've put together a quick-and-dirty cleanroom CSS reimplementation that preserves the functional aspects of the site, but sacrifices a lot of the bells and whistles.
If you are a CSS designer and would like to donate your own cleanroom style, please let us know at webmaster@kernel.org.
Our apologies, and we promise to keep a keener eye on licensing details of various templates distributed with open-source products.
Pelican
Welcome to the reworked kernel.org website. We have switched to using Pelican in order to statically render our site content, which simplifies mirroring and distribution. You can view the sources used to build this website in its own git repository.
Additionally, we have switched from using gitweb-caching to using cgit for browsing git repositories. There are rewrite rules in place to forward old gitweb URLs to the pages serviced by cgit, so there shouldn't be any broken links, hopefully. If you notice that something that used to work with gitweb no longer works for you with cgit, please drop us a note at webmaster@kernel.org.
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Per organizzare la mobilitazione contro il DDL 1660 Piantedosi- Nordio-Crosetto
I promotori dell’assemblea on line del 21 luglio (Movimento dei disoccupati 7 novembre, Laboratorio politico Iskra, Tendenza internazionalista rivoluzionaria) hanno inviato oggi questo messaggio agli organismi e alle organizzazioni che hanno preso parte all’assemblea di domenica scorsa, e a quelli che hanno manifestato l’intenzione di parteciparvi. Care/i, in conclusione della nostra riunione di domenica scorsa, eravamo rimaste/i d’intesa di risentirci ai primi di agosto per tracciare insieme un piano di mobilitazione unitaria per l’autunno. Dopo un’ampia consultazione, vi scriviamo...
(Il Pungolo rosso)
Il fascismo fu totalitario perché plurale e trasformista
(Terminal Distribuzione Srl)
LE PROTESTE DEI GIOVANI PROLETARI IN KENYA
(Alternativa di Classe)
PER ROMA CAPITALE: PRECISAZIONI E INTEGRAZIONI IN SEGUITO ALLA NOTA DEL DIP. SCUOLA, LAVORO E FORMAZIONE DATATA 24 LUGLIO
Concentrazioni finanziarie e bancarie
(leftcom.org)
Segnalazione di rilievi, mediante documento d'intervento, alle cooperative svolgono attività nelle portinerie e nelle sedi dell’Ateneo di Roma 3
"FREE LEONARD PELTIER". UN INCONTRO A VITERBO CON LA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA
("Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo)
L'ANTIFASCISMO E' UNA PRATICA
MEMORIA STORICA IN RICORDO DEI FRATELLI CERVI, ASSASSINATI COME PARTIGIANI RESISTENTI...L' ANTIFASCISMO "NON SI MANGIA"? MA QUANDO MAI, IL 25 LUGLIO 2024, "PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA" ANCHE AL MUNICIPIO ROMA XI, A PARTIRE DALLE ORE 19-19.30, IN VIALE VENTIMIGLIA APPUNTAMENTO DAVANTI AL TEATRO SAN RAFFAELE, dove sarà possibile firmare per il referendum abrogativo dell'antisociale legge 86/2024, sull'AUTONOMIA DIFFERENZIATA. Promuove come negli anni precedenti la sezione locale di ANPI "Franco Bartolini" con la collaborazione di altre associazioni del quartiere...
Più alberi = più ossigeno e meno CO2
(Lucio Garofalo)
Contro il DDL 1660 Piantedosi-Nordio-Crosetto: il primo passo è fatto. Ora bisogna procedere spediti ai passi successivi
Se era necessaria una prova che quando un tema è ritenuto importante non bisogna farsi fermare dai tempi di ferie, l’assemblea on line di ieri l’ha data. Tanto per la partecipazione, nettamente superiore al previsto (abbiamo dovuto ricorrere ad un secondo link per allargare il numero degli ammessi al collegamento a 130, ma purtroppo, e ce ne scusiamo, altre decine non siamo riusciti ad ammetterli), quanto per la varietà degli organismi presenti, l’intensità del confronto, il numero degli interventi e – non ultimo – la sostanziale convergenza delle analisi e delle proposte. L’introduzione...
(A cura degli organizzatori dell’assemblea: Movimento 7 Novembre, Laboratorio politico Iskra, Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
NTP Pool Monitoring v2
This weekend the system that monitors the NTP servers in the NTP Pool got a major overhaul!
NTP servers are now monitored from a number of monitors across the world, usually closer to the server than the single monitor was before.
One of the most frustrating things about operating an NTP server in the NTP Pool was how random network issues far away from the server would impact the score. Sometimes cause an email to be sent to the operator about potential problems.
The NTP Pool Project turns 20
This year the NTP Pool Project has been serving time to the world for 20 years!
Trillions and trillions of DNS requests have been served to billions of clients, with the NTP requests handled by thousands of NTP servers across the world day and night.
Development on the project ebbs and flows, but maintenance and upgrades on the production infrastructure is consistent – and constant.
Our community is active; and the NTP server operators even more so with almost 2,000 operators managing the 3,000 IPv4 NTP IPs and 1,600 IPv6 IPs active in the system.
Website cookie policy
The main website (www.ntppool.org / www.pool.ntp.org) doesn’t set any browser cookies. Some access logs are generated strictly for diagnostics purposes. No long term storage or analytics on user behavior is attempted.
The manage website (manage.ntppool.org) sets a cookie on login to track authentication. The site also keeps a record of the account information you provide and NTP server IPs that are registered. We try hard to not keep any information that’s not essential for operating the system.
NTP Pool servers on Kubernetes on Packet
Packet is awesome.
When we started planning our recent unplanned server move, we investigated options for having not one, but two sites, for the “hub” systems for the NTP Pool. With 4000 NTP servers and hundreds of millions of clients using the system, it really should be a given!
Evaluating our options on a ridiculously short timeframe, Packet stood out as an interesting choice, though we were a little apprehensive at first if their setup would be too unusual compared to more familiar options.
After a quick chat with some of the friendly staff at Packet, we were off to the races to see if we could get everything migrated in less than a week of nights and weekends. If we could, we’d be able to move the physical servers the following Sunday without downtime to any critical services, and get us closer to having proper redundancy.
Working with the Packet system has been fascinating and extremely productive. Despite having done this sort of work for several decades, it was a surprise how mixing familiar capabilities, APIs and abstractions opened new ways for quickly building and managing powerful, reliable and scalable infrastructure.
New Account Features
The beta site has been updated with new features for managing the accounts. Until now each server had to be associated with just one user login. In the new system servers are associated with an account that can have multiple user logins.
If you can, please try it out and post bug reports or suggestions in the development forum or via email.
NTP Pool servers hosted at NetActuate
The NTP Pool consists of (as of this writing) more than 4000 NTP servers provided by the community, about 40 DNS servers and a good handful of “hub servers” running the website, databases, monitoring (for NTP, DNS, etc) and a bunch of other software to keep the system going.
This spring we learned that the facility the systems were in was being decommissioned and we needed to find other arrangements, quickly. A few weeks later we had some options lined up and a long list of work to make it a smooth migration.
GPS rollover
As you might have seen in the news or from the US CERT, there’s an internal counter in the GPS messages that will “rollover” this week.
Poorly implemented GPS receivers might lose track of time because of this.
Many servers in the NTP Pool are using GPS signals to set the time, either directly or indirectly from another server that listens for GPS signals.
The expected impact on users of the NTP Pool is very little or none at all. The NTP Pool monitoring system will detect any systems that are wildly off and have them removed from DNS responses within typically 10-20 minutes.





























































































