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AAMPS/Retiambiente: ancora un bilancio in utile

Approvato il bilancio 2025, è il settimo consecutivo. Il Sindaco: “AAMPS orgoglio della città”

Ratificando un utile di 252.000 € l’Assemblea dei Soci di AAMPS ha approvato nei giorni scorsi il bilancio aziendale 2025. Un risultato in linea con quanto registrato negli anni precedenti, comprendendo anche quelli relativi all’uscita anticipata dal concordato preventivo in continuità, con i bilanci che avevano ottenuto analoghi risultati (965.202€ nel 2019, 2.2912.441€ nel 2020, 515.035€ nel 2021, 94.835€ nel 2022, 131.270€ nel 2023 e 145.704 € nel 2024).

La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dedicata ai bilanci di tutte le aziende partecipate del Comune di Livorno, ma il Sindaco di Livorno Luca Salvetti, affiancato dall’Amministratore Unico Aldo Iacomelli e dalle assessore Viola Ferroni e Giovanna Cepparello, ha tenuto ad aprire un faro su AAMPS/Retiambiente.

Luca Salvetti, Sindaco di Livorno

“Sono orgoglioso di questa azienda, dei servizi che eroga e di tutti i suoi lavoratori. Nel 2019 abbiamo trovato AAMPS in concordato preventivo, con un futuro a dir poco incerto e il rischio concreto di vederla soccombere sotto il peso di conti sballati e servizi alla cittadinanza inadeguati. Ora registriamo l’ennesimo bilancio in utile consecutivo, con il personale incrementato e stabilizzato e prospettive di consolidamento e sviluppo prima impensabili. In tale percorso siamo riusciti a traghettarla in RetiAmbiente consolidandone la vocazione industriale e riuscendo a contenere la TARI senza aumentarla per cinque anni e allineandola agli importi degli altri capoluoghi di provincia della Toscana. Sono i fatti che ci permettono di respingere al mittente le accuse sollevate recentemente da alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio comunale ammantate di macroscopiche inesattezze e castronerie indecifrabili sia riconducibili all’azienda sia alla sua holding”.

Viola Ferroni, assessora alle Società Partecipate

“AAMPS ha fatto un incontrovertibile cambio di passo tornando ad essere un’azienda in salute con un ruolo di primo piano sia nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza sia tra le società operative locali dell’Ato Toscana Costa che compongono la galassia Retiambiente e dove l’azienda riveste un ruolo di primo piano assoluto. Il cammino è stato impervio con ostacoli che sembravano insormontabili. Oggi siamo invece nella possibilità di guardare al futuro con grande ottimismo e rinnovate prospettive di consolidamento sia sul versante economico-finanziario sia su quello dello sviluppo industriale”.

Giovanna Cepparello, assessora alla Gestione dei rifiuti e Igiene ambientale

“I numeri sono dalla nostra parte e ci dicono che AAMPS può cogliere risultati importanti inerenti la vocazione ambientale che è chiamata a rappresentare ed esprimere. Nonostante mesi di particolare difficoltà, dovuti a contingenze operative affrontate con impegno e sacrificio da parte di tutti, oggi l’azienda può guardare in avanti con rinnovato entusiasmo e approssimarsi ad innovare e introdurre importanti cambiamenti nella gestione dei rifiuti a livello locale in linea con le strategie condivise con le altre SOL del gruppo Retiambiente. Chiederemo ai cittadini la consueta collaborazione con l’obiettivo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata, conferendo materiali di maggiore qualità, e allo stesso tempo continuare a diminuire la produzione dei rifiuti nelle rispettive abitazioni”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico

AAMPS è un fiore all’occhiello di Livorno. Una società interamente pubblica che eroga servizi ambientali a favore della città fin dal 1949 con grande efficacia ed efficienza impegnando 421 lavoratori in moto perpetuo nella raccolta dei rifiuti, nella pulizia delle strade e nei servizi cimiteriali e commerciali. Tutto questo con i conti sotto controllo suffragati anche dall’assenza di debiti e avendo comunque effettuato importanti investimenti, attingendo a finanziamenti dedicati, senza fare ricorso al credito bancario. Il tutto nella massima trasparenza richiesta ad una società in house providing in affiancamento alla sua holding con la quale condividere strategie industriali ben ponderate”.

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La ricerca scientifica a portata di clic: il catalogo della Firenze University Press

La ricerca scientifica a portata di clic: scopri il catalogo open access di Firenze University Press

La condivisione libera della conoscenza è uno dei pilastri fondamentali dell'università moderna e una risorsa preziosa per lo sviluppo culturale, economico e sociale delle comunità locali. In questo scenario, la Firenze University Press (FUP), la casa editrice dell'Università di Firenze, si conferma una realtà d'avanguardia.

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La ricerca scientifica a portata di clic: il catalogo della Firenze University Press

La ricerca scientifica a portata di clic: scopri il catalogo open access di Firenze University Press

La condivisione libera della conoscenza è uno dei pilastri fondamentali dell'università moderna e una risorsa preziosa per lo sviluppo culturale, economico e sociale delle comunità locali. In questo scenario, la Firenze University Press (FUP), la casa editrice dell'Università di Firenze, si conferma una realtà d'avanguardia.

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Acumen Cyber and AttackIQ Partner to Strengthen Cyber Defense Validation

Acumen Cyber has announced a strategic partnership with AttackIQ to help organizations continuously validate their cyber defenses against real-world threats and reduce exposure to modern attacks.

The partnership combines Acumen Cyber’s engineering-led security operations expertise with AttackIQ’s Continuous Threat Exposure Management (CTEM) platform. Together, the companies aim to help organizations identify exploitable attack paths, validate security controls, and prioritize remediation efforts based on actual risk rather than theoretical vulnerabilities.

Moving beyond traditional vulnerability management

As cybercriminals increasingly leverage artificial intelligence and automation, organizations are struggling to keep pace with the growing volume of vulnerabilities and security alerts.

According to Acumen Cyber and AttackIQ, traditional approaches centered on vulnerability counts, severity ratings, and periodic assessments are no longer enough. Security teams need continuous visibility into how attackers could move through their environments and whether existing controls are capable of stopping them.

The partnership is designed to help organizations continuously test defensive effectiveness, validate security investments, and focus resources on the attack paths that present the greatest risk.

Carl Wright, Chief Commercial Officer at AttackIQ, said many organizations are overwhelmed by security findings but still lack clarity about where they are truly vulnerable.

“Threat Debt changes the conversation from managing lists of vulnerabilities to understanding and reducing accumulated adversary opportunity,” Wright said.

Continuous validation becomes a priority

As part of the partnership, Acumen Cyber’s engineers will emulate real-world adversary techniques mapped to frameworks such as MITRE ATT&CK. This will allow organizations to test whether their preventive and detective controls can successfully stop modern attack methods.

The companies say the approach helps uncover where vulnerabilities, identity exposures, misconfigurations, and control gaps combine to create viable attack paths to critical assets.

Mark Robertson, CEO of Acumen Cyber, said organizations need to focus less on activity metrics and more on measurable security outcomes.

“Most organizations still operate security programs built around activity metrics instead of validated outcomes,” Robertson said. “The reality is that adversaries exploit paths, not isolated findings.”

He added that the partnership will enable customers to continuously identify attacker opportunities and systematically reduce what AttackIQ calls “Threat Debt” before those weaknesses can be exploited.

Measuring exposure through Threat Debt

A key component of the partnership is the AttackIQ Threat Debt Index, which provides organizations with a framework for measuring accumulated adversary opportunity across their environments.

The index is designed to track how attack paths change over time, identify where new exposure has emerged, and show where security controls are successfully reducing risk. This gives organizations a way to measure cyber resilience based on validated outcomes rather than simply reporting on security activities.

As organizations continue to face increasingly sophisticated cyber threats, Acumen Cyber and AttackIQ believe continuous validation and threat-informed defense will play a growing role in helping security teams stay ahead of attackers.

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Politiche giovanili e fondi europei: il 18 giugno a Prato arriva la “Palestra di Progettazione” Erasmus+ e ESC

Politiche giovanili e fondi europei: il 18 giugno a Prato arriva la “Palestra di Progettazione” Erasmus+ e ESC

Un'importante opportunità formativa e di networking sul territorio dedicata al mondo delle politiche giovanili e ai finanziamenti europei. Il prossimo 18 giugno 2026, Prato ospiterà la “Palestra di Progettazione”, un incontro gratuito e operativo incentrato sui programmi europei Erasmus+ (sezione Gioventù e Sport) e Corpo europeo di solidarietà (ESC).

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Politiche giovanili e fondi europei: il 18 giugno a Prato arriva la “Palestra di Progettazione” Erasmus+ e ESC

Politiche giovanili e fondi europei: il 18 giugno a Prato arriva la “Palestra di Progettazione” Erasmus+ e ESC

Un'importante opportunità formativa e di networking sul territorio dedicata al mondo delle politiche giovanili e ai finanziamenti europei. Il prossimo 18 giugno 2026, Prato ospiterà la “Palestra di Progettazione”, un incontro gratuito e operativo incentrato sui programmi europei Erasmus+ (sezione Gioventù e Sport) e Corpo europeo di solidarietà (ESC).

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Rifiuti: quali servizi nella festività del 2 giugno

Alla raccolta solo alcune modifiche nelle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra

In vista della festività di martedì 2 giugno AAMPS/Retiambiente conferma che il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. Sono previsti solo alcuni cambiamenti negli itinerari di interesse per gli abitanti delle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno della Festa della Repubblica:

Area Livorno Nord
Indifferenziato: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Sant’Jacopo Marradi
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il lunedì.

Area Vittoria Stazione Zola
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Pentagono

Multimateriale: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00 del giorno di raccolta.

Aree Pentagono e Centro Allargato
Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati. Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi martedì e riapriranno il giorno seguente. Servizio di raccolta pannolini/pannoloni: non effettuato nei giorni festivi.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

 

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Il 78% delle aziende ha già subito o sospetta incidenti legati all’IA

A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report” realizzato da Check Point insieme a Cybersecurity Insiders, sembra proprio che l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende stia crescendo più rapidamente della capacità delle organizzazioni di proteggerla. Il report, basato sulle risposte di 1.042 professionisti IT e cybersecurity provenienti da organizzazioni di tutto il mondo, mostra un quadro […]

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Check Point Launches AI Agents That Think Like Attackers as Autonomous Exploitation Reaches Critical Threat Level

Check Point Software has launched Agentic Exposure Validation (AEV), a new AI-driven capability within its Exposure Management platform that uses autonomous agents to reason like attackers and provide security teams with hard evidence of what is genuinely exploitable in their environment, before adversaries can act on it.

The launch comes as the threat landscape undergoes a fundamental shift. Frontier AI models are now capable of autonomously identifying and weaponising vulnerabilities at machine speed, compressing the mean time from CVE disclosure to confirmed exploitation from 2.3 years in 2018 to roughly 10 hours in 2026. At the same time, 72.7% of exploited CVEs in 2026 are hitting as zero-days, up from just 16.1% eight years ago.

Beyond Severity Scores

Traditional vulnerability management has long relied on static severity scores, leaving security teams to sift through thousands of flagged issues without knowing which represent a real, reachable risk. AEV takes a materially different approach: rather than assigning a score and moving on, it deploys AI agents that work through each potential exposure using logic that mirrors attacker reasoning.

The agents correlate exposure data with asset context, live threat intelligence, existing control coverage, and known exploit research to determine whether a path to compromise actually exists. When a route is blocked by an existing control, AEV pivots to an alternative attack path. If no viable path exists, the threat is discarded. If exploitation is feasible, the system produces direct evidence, giving security teams the confidence to prioritise and act.

Early customer engagements have already shown the capability of generating novel exploits for dozens of vulnerabilities that had no previously published exploit code, illustrating the analytical depth of the agents.

Closing the AI Arms Race Gap

Yochai Corem, General Manager of Exposure Management at Check Point, said the product addresses a problem that has become existential for enterprise security teams: “The era of autonomous, AI-driven exploitation is here. Frontier AI models are attacking critical vulnerabilities at scale, without human steering. Security teams are already inundated and cannot effectively address that emerging threat.”

Corem added that AEV is designed to put defenders on equal footing: “Agentic Exposure Validation is our answer: AI agents that reason like attackers reviewing your organisation’s digital surface from the outside with our unique threat intelligence context, and prove what is actually exploitable, providing security teams the evidence and the remediation to act smartly and effectively before attackers do.”

A Critical Piece of CTEM

Check Point positions AEV as a validation layer within Continuous Threat Exposure Management (CTEM) programmes, moving organisations from discovery and prioritisation into evidence-based exposure reduction. The validation step has historically been manual, slow, and resource-intensive. AEV’s safe proving loop, analysing assets and CVEs, enriching findings with live Check Point threat intelligence, verifying whether existing controls already block the path, and building targeted validation without disruptive techniques, is designed to make that step autonomous and continuous.

Agentic Exposure Validation is available now as part of Check Point Exposure Management. Organisations can request a complimentary AEV scan to see what an agentic attacker would uncover on their external attack surface.

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Proton Mail Lets Users Send and Receive Gmail Directly Without Giving Google Access to Proton Inbox

Swiss privacy company Proton has rolled out a significant update to Proton Mail that allows users to connect their Gmail accounts directly to the platform. The feature, announced on 28 May 2026, enables Gmail messages to be imported into Proton Mail and allows users to send and receive emails from their Gmail address, all without toggling between separate inboxes.

The integration is aimed at users looking to transition away from Google’s ecosystem but who face the practical challenge of updating contacts and switching services one by one. Rather than forcing an abrupt departure, Proton is offering a bridge: a managed migration path where Gmail activity is gradually absorbed into Proton Mail.

What the Feature Does, and What It Does Not

When a user activates the Gmail connection via Proton’s Easy Switch tool, their most recent Gmail messages are imported into Proton Mail. Going forward, new emails arriving in Gmail will continue to appear automatically in the Proton inbox. Crucially, Proton says the connection is strictly one-directional in terms of access: connecting Gmail does not grant Google any visibility into the user’s Proton Mail inbox.

From a security standpoint, this is a meaningful distinction. Proton positions the feature as a transitional tool rather than a permanent hybrid solution. The company acknowledges that Google continues to read emails received by a Gmail account, including any sensitive communications. The feature is designed to shrink that exposure over time, not eliminate it overnight.

Privacy Protections Applied to Gmail Traffic

Proton says it applies its standard email protections to Gmail content viewed through the Proton Mail interface. That includes tracker removal, ad stripping, and spam filtering. Unlike Gmail, which the company describes as fundamentally built around advertising, Proton does not scan email content, build advertising profiles, or use user data for AI training purposes.

Proton also highlights an encryption benefit: when both parties in a conversation use Proton Mail, messages exchanged between connected Gmail addresses become end-to-end encrypted, meaning Google cannot read those communications. This incentivises users to encourage their contacts to make the same switch.

A Gradual Exit Strategy from Big Tech

Proton is explicit that the feature is not a long-term solution. The company frames it as part of a broader, gradual transition away from Google, designed to make the process manageable. The recommended approach is for users to update all their important accounts to their Proton address, after which Gmail receives only low-priority mail. Users can then disconnect Gmail entirely from Proton Mail and, if they choose, delete their Google account altogether.

The feature is rolling out gradually, meaning not all users will see it immediately. Setup is straightforward: users open the Easy Switch section in their Proton Mail settings and connect their Gmail account. In addition to Gmail, Proton supports email imports from Outlook, Yahoo, and Apple Mail via the same Easy Switch tool or a standalone import utility.

Wider Context: Google’s Data Practices Under Scrutiny

The launch arrives against a backdrop of sustained criticism of Google’s data harvesting practices. Google uses Gmail activity, including which emails are opened and interacted with, to build user profiles that feed its advertising ecosystem. The company also uses approximate location data derived from email activity to personalise ads. By routing Gmail through Proton’s interface rather than Google’s own apps, users can reduce their exposure to this data collection, even while maintaining their Gmail address.

For IT and security teams advising organisations or individuals on reducing Big Tech data exposure, Proton’s new approach represents a pragmatic middle ground: it acknowledges that cold-turkey Gmail abandonment is impractical for many users and provides a structured, privacy-improving alternative.

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SEO poisoning e chatbot AI dirottati per un malware miner

Le campagne di SEO poisoning non sono certo una novità nel panorama cybercriminale. Da decenni gli attaccanti manipolano i motori di ricerca per spingere siti malevoli tra i primi risultati, inducendo gli utenti a scaricare malware credendo di visitare pagine legittime. Ma una nuova campagna analizzata da Microsoft Security Blog mostra un’evoluzione particolarmente interessante del […]

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Proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, presso il Cinema Teatro 4 Mori

Proiezione del film "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi, presso Cinema Teatro 4 Mori

In occasione dell’80º anniversario della Repubblica italiana e del voto alle donne, ISTORECO, insieme ad ANPI, ANPPIA, ANED e al Cinema Teatro 4 Mori, invita la cittadinanza alla proiezione del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi, che si terrà lunedì 1 giugno 2026 alle ore 21 presso il Cinema Teatro

4 Mori di Livorno con ingresso gratuito.

 

C’è ancora domani racconta, con forza e sensibilità, la condizione femminile nell’Italia del dopoguerra con una narrazione incentrata su una figura del popolo vessata in famiglia dall’atteggiamento arrogante e violento del marito e del suocero, due esemplari del peggiore, ed ancora attuale, patriarcato. Il marito non desidera che la moglie vada a votare e la protagonista si organizza per esercitare questo nuovo diritto. Prima tappa di un lungo cammino verso il riconoscimento dei diritti, da quello del voto, a quello della parità salariale per eguale lavoro, a quello dell’aborto, così come il diritto di ricoprire qualsiasi ruolo nell’ amministrazione dello Stato.

Riproporlo significa sollecitare una riflessione su quanto quella conquista abbia trasformato il Paese e su quanto ancora sia necessario impegnarsi per una piena ed egualitaria cittadinanza democratica.

La serata sarà introdotta dai saluti delle autorità e dal Presidente di ISTORECO, Claudio Massimo Seriacopi. Seguiranno un intervento di Catia Sonetti, Direttrice di ISTORECO, e della Prof.ssa Chiara Tognolotti, storica del cinema (Università di Pisa).

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Netherlands Seizes 800 Servers, Arrests 2 for Aiding Cyberattacks

Authorities in the Netherlands have arrested the co-owners of two related Internet hosting companies for operating IT infrastructure used by Russia to carry out cyberattacks, influence operations and disinformation campaigns inside the European Union. The two men were the focus of a 2025 KrebsOnSecurity story about how their hosting companies had assumed control over the technical infrastructure of Stark Industries Solutions, an Internet service provider sanctioned last year by the EU as a frequent staging ground for cyber mischief from Russia’s intelligence agencies.

An investigator with the Tax Intelligence and Investigation Service (FIOD), the Dutch financial crimes agency, during the raid. Image: FIOD.

The Dutch daily news outlet de Volkskrant reports that the Dutch financial crime agency FIOD on May 18 arrested a 57-year-old from Amsterdam and a 39-year-old from The Hague, charging them with violating sanctions law by directly or indirectly making economic resources available to EU-sanctioned entities.

The Dutch investigation focuses on Stark Industries, a sprawling hosting provider that materialized just two weeks before Russia invaded Ukraine. As detailed in this May 2024 deep-dive, Stark quickly became the source of massive distributed denial-of-service (DDoS) attacks against European targets, and emerged as a top supplier of proxy and anonymity services that showed up time and again in cyberattacks linked to Russia-backed hacking groups.

That report identified two Moldovan brothers — Ivan and Yuri Neculiti and their company PQHosting — who were providing one of Stark’s two main conduits to the larger Internet. In May 2025, the EU sanctioned PQHosting and the Neculiti brothers for aiding Russia’s hybrid warfare efforts. But as KrebsOnSecurity observed in September 2025, those sanctions failed to target Stark’s remaining connection to the Internet — an Internet service provider based in the Netherlands called MIRhosting.

MIRhosting is operated by Andrey Nesterenko, a 39-year-old Russian native who runs the business out of the Netherlands.  News that PQHosting and the Neculiti brothers were about to be sanctioned by the EU leaked in the media nearly two weeks before the sanctions were announced last year. During that time, the Stark network assets were transferred from PQHosting to a new entity called the[.]hosting, under the control of the Dutch entity WorkTitans BV.

And as our September 2025 report showed, WorkTitans was controlled by Nesterenko and a 57-year-old from Amsterdam named Youssef Zinad. On top of that, WorkTitans was getting connectivity to the larger Internet solely through MIRhosting, where Zinad had worked previously.

On May 18, Dutch financial crime investigators arrested Nesterenko and Zinad, and searched three businesses in Enschede and Almere and two data centers in Dronten and Schiphol-Rijk. A statement from the Dutch authorities said they also seized laptops, telephones and more than 800 servers.

A message to the-hosting customers immediately after 800 of its servers were seized by Dutch authorities. The message says that unfortunately data stored on the server has been lost and cannot be recovered.

De Volkskrant said it reviewed data showing WorkTitans and MIRhosting were the most-used networks in pro-Russian attacks on Danish government bodies between November 13 and 19, 2025, the week of Denmark’s municipal elections.

The publication wrote that prior to Nesterenko’s arrest, the MIRhosting founder denied that he knew his servers had been misused by pro-Russian cybercriminals. “He said he had ended all services with the Neculiti brothers when the EU sanctions came into force in May 2025,” and the he “reserved all rights to take action against ‘harmful and incorrect publications,” de Volkskrant wrote.

MIRhosting released a statement saying it has initiated an internal investigation into the alleged facts concerning the elections in Denmark, and that it has temporarily paused services to WorkTitans as a precautionary measure while the matter is being reviewed further.

“Based on our preliminary findings, there are no indications that the services over which we exercise control were actually used to influence the Danish elections,” the statement reads. “No anomalies or spikes were observed in our network traffic during the period mentioned in the publication; had large-scale DDoS attacks occurred, such activity would have been evident. Furthermore, prior to the media publication, we had not received any complaints, abuse reports, or official requests regarding suspicious activities or misuse of our network. Meanwhile, our regular operational activities continue, and our service to our other clients remains fully intact.”

Born in Nizhny Novgorod, Russia, Mr. Nesterenko grew up as a piano prodigy who performed publicly at a young age. In 2004, Nesterenko founded MIRhosting’s parent Innovation IT Solutions Corp., which has the notable distinction of being the company responsible for hosting stopgeorgia[.]ru, a hacktivist website for organizing cyberattacks against Georgia that appeared at the same time Russian forces invaded the former Soviet nation in 2008. That conflict was thought to be the first war ever fought in which a notable cyberattack and an actual military engagement happened simultaneously.

Responding to questions shared via email, Nesterenko said MIRhosting does not support cybercrime, sanctions evasion, or illegal activity, and that the allegations and arrest by Dutch authorities have been extremely harmful to him and his company.

“The transition to the.hosting was not intended to evade sanctions,” Nesterenko wrote. “The hardware and customer portfolio had already been transferred to WorkTitans before the sanctions appeared. Closing or damaging a legitimate Dutch infrastructure company will not stop cybercrime, but it will harm many people who have done nothing wrong.”

Far less is public about the 57-year-old Zinad, who reportedly has been keeping a low profile since our story last year. De Volkskrant reported that Zinad blocked access to his LinkedIn account, had gone months without responding to emails, WhatsApp messages and phone calls, and told a colleague that illness was forcing him to lead a somewhat more reclusive life.

Mr. Zinad’s now-defunct LinkedIn profile. It was full of posts for MIRhosting’s services.

Mr. Nesterenko claims Zinad was never an employee of MIRhosting.

“He helped me and MIRhosting with certain business tasks under a normal business-to-business arrangement between companies,” Nesterenko explained.

However, in previous emails to KrebsOnSecurity, Nesterenko carbon copied Mr. Zinad (who had a @mirhosting.com email), explaining that he was part of the company’s legal team. Also, the Dutch website stagemarkt[.]nl lists Youssef Zinad as an official contact for MIRhosting’s offices in Almere.

Mr. Zinad has never responded to requests for comment. Nor did de Volkskrant have any luck tracking him down. The publication said it repeatedly asked Mr. Zinad (referred to here as simply “Z”), but he reportedly avoided every form of contact.

“‘I am unavailable but will respond to your message as soon as possible,’ reads an automated reply on WhatsApp on 2 October 2025,” de Volkskrant reported. “It is the only response de Volkskrant would receive in months. He did not pick up his phone and did not call back. When an acquaintance asked him via LinkedIn to contact the reporter, he blocked access to his LinkedIn page. At an address in Almere where Z.’s personal limited company is registered, no one was present in April. The corner house’s blinds were drawn, and a pile of rubbish bags lay outside next to a container, as if someone had recently left. A neighbour said he knew the man but did not know where he was staying. Z. was later arrested at a residence in Amsterdam.”

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Presentazione del volume “Storia della Repubblica. L’Italia dalla liberazione ad oggi” di Guido Crainz

Presentazione del volume "Storia della Repubblica. L'Italia dalla liberazione ad oggi" di Guido Crainz

Mercoledì 26 maggio 2026, ore 17.00, Edificio dell’Orologio – Piazza L. Orlando, Livorno
Presentazione del volume Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi (1945–2026) di Guido Crainz (Donzelli, 2026).

Ottant’anni di storia repubblicana sono il risultato di un percorso intenso, intriso di speranze e delusioni, di traumi e mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati? E quanta parte di questa storia è ancora viva nella nostra memoria collettiva? Con questo volume Crainz ripercorre l’Italia dalla Ricostruzione fino ai giorni nostri, con uno sguardo capace di intrecciare politica, società e cultura di massa, e con un capitolo finale dedicato agli ultimi dieci anni e alle trasformazioni in corso nella fisionomia culturale e istituzionale del paese.

Con l’autore dialogheranno Rocco Garufo (Assessore del Comune di Livorno) e Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO Livorno). Introduce e coordina Claudia Pavoletti, giurista e operatrice culturale.
L’ingresso è libero e gratuito.

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Assistenza domiciliare più intelligente, più vicina alle persone - la nuova app PROASSIST 4.0

Assistenza domiciliare più intelligente, più vicina alle persone - la nuova app PROASSIST 4.0

Il video presenta la nuova app PROASSIST 4.0 che monitora i parametri dei pazienti a distanza. Gli operatori tracciano ogni intervento in tempo reale per offrire un’assistenza mirata. È il progetto Fragilità Sostenuta a Domicilio: tecnologia e cura che lavorano insieme per le persone fragili. Un'iniziativa di SmartHUB, il laboratorio di innovazione nato a Firenze dalla collaborazione tra Fondazione CR Firenze, che oltre a promuovere l’iniziativa la sostiene, Università degli Studi di Firenze, Azienda USL Toscana CentroSocietà della Salute, Fondazione PIN e Medea Srl.

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Assistenza domiciliare più intelligente, più vicina alle persone - la nuova app PROASSIST 4.0

Assistenza domiciliare più intelligente, più vicina alle persone - la nuova app PROASSIST 4.0

Il video presenta la nuova app PROASSIST 4.0 che monitora i parametri dei pazienti a distanza. Gli operatori tracciano ogni intervento in tempo reale per offrire un’assistenza mirata. È il progetto Fragilità Sostenuta a Domicilio: tecnologia e cura che lavorano insieme per le persone fragili. Un'iniziativa di SmartHUB, il laboratorio di innovazione nato a Firenze dalla collaborazione tra Fondazione CR Firenze, che oltre a promuovere l’iniziativa la sostiene, Università degli Studi di Firenze, Azienda USL Toscana CentroSocietà della Salute, Fondazione PIN e Medea Srl.

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HackerOne taglia drasticamente le ricompense dei bug bounty

L’epoca d’oro dei bug bounty potrebbe stare entrando in una nuova fase molto più complessa. HackerOne, una delle piattaforme più importanti al mondo per la segnalazione responsabile di vulnerabilità, ha drasticamente ridotto le ricompense economiche del proprio programma Internet Bug Bounty (IBB), provocando forti reazioni nella comunità dei ricercatori di sicurezza. Secondo quanto riportato da […]

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Alleged Kimwolf Botmaster ‘Dort’ Arrested, Charged in U.S. and Canada

Canadian authorities on Wednesday arrested a 23-year-old Ottawa man on suspicion of building and operating Kimwolf, a fast spreading Internet-of-Things botnet that enslaved millions of devices for use in a series of massive distributed denial-of-service (DDoS) attacks over the past six months. KrebsOnSecurity publicly named the suspect in February 2026 after the accused launched a volley of DDoS, doxing and swatting campaigns against this author and a security researcher. He now faces criminal hacking charges in both Canada and the United States.

A criminal complaint unsealed today in an Alaska district court charges Jacob Butler, a.k.a. “Dort,” of Ottawa, Canada with operating the Kimwolf DDoS botnet. A statement from the Department of Justice says the complaint against Butler was unsealed following the defendant’s arrest in Canada by the Ontario Provincial Police pursuant to a U.S. extradition warrant. Butler is currently in Canadian custody awaiting an initial court hearing scheduled for early next week.

The government said Kimwolf targeted infected devices which were traditionally “firewalled” from the rest of the internet, such as digital photo frames and web cameras. The infected systems were then rented to other cybercriminals, or forced to participate in record-smashing DDoS attacks, as well as assaults that affected Internet address ranges for the Department of Defense. Consequently, the DoD’s Defense Criminal Investigative Service is investigating the case, with assistance from the FBI field office in Anchorage.

“KimWolf was tied to DDoS attacks which were measured at nearly 30 Terabits per second, a record in recorded DDoS attack volume,” the Justice Department statement reads. “These attacks resulted in financial losses which, for some victims, exceeded one million dollars. The KimWolf botnet is alleged to have issued over 25,000 attack commands.”

On March 19, U.S. authorities joined international law enforcement partners in seizing the technical infrastructure for Kimwolf and three other large DDoS botnets — named Aisuru, JackSkid and Mossad — that were all competing for the same pool of vulnerable devices.

On February 28, KrebsOnSecurity identified Butler as the Kimwolf botmaster after digging through his various email addresses, registrations on the cybercrime forums, and posts to public Telegram and Discord servers. However, Dort continued to threaten and harass researchers who helped track down his real-life identity and dramatically slow the spread of his botnet.

Dort claimed responsibility for at least two swatting attacks targeting the founder of Synthient, a security startup that helped to secure a widespread critical security weakness that Kimwolf was using to spread faster and more effectively than any other IoT botnet out there. Synthient was among many technology companies thanked by the Justice Department today, and Synthient’s founder Ben Brundage told KrebsOnSecurity he’s relieved Butler is in custody.

“Hopefully this will end the harassment,” Brundage said.

An excerpt from the criminal complaint against Butler, detailing how he ordered a swatting attack against Ben Brundage, the founder of the security firm Synthient.

The government says investigators connected Butler to the administration of the KimWolf botnet through IP address, online account information, transaction records, and online messaging application records obtained through the issuance of legal process. The criminal complaint against Butler (PDF) shows he did little to separate his real-life and cybercriminal identities (something we demonstrated in our February unmasking of Dort).

In April, the Justice Department joined authorities across Europe in seizing domain names tied to nearly four-dozen DDoS-for-hire services, although because of a bureaucratic mix-up the list of seized domains has remain sealed until today. The DOJ said at least one of those services collaborated with Butler’s Kimwolf botnet.

A statement from the Ontario Provincial Police said a search warrant was executed on March 19 at Butler’s address in Ottawa, where they seized multiple devices. As a result of that investigation, Butler was arrested and charged this week with unauthorized user of computer; possession of device to obtain unauthorized use of computer system or to commit mischief; and mischief in relation to computer data. He is scheduled to remain in custody until a hearing on May 26.

In the United States, Butler is facing one count of aiding and abetting computer intrusion. If extradited, tried and convicted in a U.S. court, Butler could face up to 10 years in prison, although that maximum sentence would likely be heavily tempered by considerations in the U.S. Sentencing Guidelines, which make allowances for mitigating factors such as youth, lack of criminal history and level of cooperation with investigators.

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Using OpenTelemetry and the OTel Collector for Logs, Metrics, and Traces

OpenTelemetry (fondly known as OTel) is an open-source project that provides a unified set of APIs, libraries, agents, and instrumentation to capture and export logs, metrics, and traces from applications. The project’s goal is to standardize observability across various services and applications, enabling better monitoring and troubleshooting.

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14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

Open Day dell'Offerta formativa dell’Università degli Studi di Firenze, un appuntamento dedicato a studenti, famiglie e a tutti coloro che vogliono conoscere da vicino il mondo universitario e le opportunità formative offerte dall’Ateneo fiorentino. L’evento si terrà martedì 14 luglio 2026, dalle ore 9 alle 13, presso la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze.

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14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

Open Day dell'Offerta formativa dell’Università degli Studi di Firenze, un appuntamento dedicato a studenti, famiglie e a tutti coloro che vogliono conoscere da vicino il mondo universitario e le opportunità formative offerte dall’Ateneo fiorentino. L’evento si terrà martedì 14 luglio 2026, dalle ore 9 alle 13, presso la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze.

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NASA Announces Winners in University Aeronautics Competition

The members of team WINGMAN stand in the center of the photo holding their first place certificate for NASA's Gateways to Blue Skies Competition.
Team WINGMAN from South Dakota State University, comprised of (from left to right) Todd Letcher (advisor), Matthew Wieberdink, Owen Diede, Christian Lee, and Anders Olsen, took home first place at the 2026 Gateways to Blue Skies Forum held at NASA’s Langley Research Center in Hampton, Virginia. Steven Holz, NASA sponsor and GBS Chair and judge, presented the award.
Credit: NASA/Mark Knopp

A South Dakota State University team took first place at NASA’s fifth annual Gateways to Blue Skies Competition, which challenged student teams to address a critical element of U.S. aviation: aircraft maintenance.

This year’s competition, RepAir: Advancing Aircraft Maintenance, asked teams of postsecondary students to develop innovative systems and practices that could advance commercial aircraft maintenance and repair operations by 2035. The competition, sponsored by NASA’s University Innovation project within the agency’s Aeronautics Research Mission Directorate, supported the agency’s objectives of fostering innovative research and strengthening the future aviation workforce.

“This year’s finalists proposed novel ideas to equip companies and their workers with innovative technologies to help keep our nation’s planes airworthy. This is especially critical in a time where flight safety is more commonly in the spotlight and where workforce shortages lead to challenges and opportunities in aviation,” said Steven Holz, associate project manager for NASA’s University Innovation Project and judging panel chair for Gateways to Blue Skies. “Our panel of industry and subject matter experts were excited about the possibilities these concepts could bring, as well as shared insights needed for these teams to push forward for real-world implementation.”

The winning project, WINGMAN, proposed augmented reality safety glasses equipped with voice-controlled manuals, automatic documentation, and photo recognition that could assist aircraft mechanics during routine daily servicing and minor repairs. The glasses would function as the mechanic’s “wingman,” enabling hands-free access to the information and reporting mechanisms required for line inspections.

The WINGMAN team presented their research along with seven finalists at the 2026 Gateways to Blue Skies Forum held May 18 and 19 at NASA’s Langley Research Center in Hampton, Virginia. The forum was judged by subject matter experts from NASA, the Federal Aviation Administration, and industry, including representatives from Southwest Airlines and American Airlines. Students at the forum had the opportunity to network with NASA and industry experts, tour the center, and gain insight into potential careers. The event was livestreamed, and the presentations were recorded.

The winning team members will have the opportunity to intern at one of NASA’s four aeronautics research centers during the 2026-27 academic year, including NASA Langley, NASA’s Glenn Research Center in Cleveland, NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley, and NASA’s Armstrong Flight Research Center in Edwards, California. 

“It was super exciting to participate in Gateways to Blue Skies, especially with the really interesting concepts this year,” said Owen Diede, WINGMAN team lead. “We couldn’t have done it without the feedback and support from our faculty advisor, Dr. Todd Letcher, as well as our design review committee, Dr. Ruyi Lian and Dr. Cody Christensen. This was a fantastic opportunity to learn and grow, and we are incredibly thankful for the experience.”

Other recognitions included:

  • Best Infographic: University of California, Irvine
    Air Shield: Aircraft Structural Health Intelligence for Evaluation and Lifecycle Detection
  • Future Game-Changer: University of Georgia
    Quasar: Quantum Sensing Aerial Reporting
  • Safety Spotlight: South Dakota State University
    SPIDER (Surveying Platform and Inspection Device for Enclosed Regions)

The commercial aviation industry is a crucial component of the U.S. economy, yet it faces significant challenges due to a shortage of qualified maintenance workers and increasing demands to keep aircraft running for longer. NASA is dedicated to working with commercial, academic, and government partners to advance the capabilities and performance of U.S. aviation.

The Gateways to Blue Skies Challenge is part of the Transformative Aeronautics Concepts Program in NASA’s Aeronautics Research Mission Directorate. The NASA Tournament Lab, part of the Prizes, Challenges, and Crowdsourcing Program in the Space Technology Mission Directorate, manages the challenge through the National Institute of Aerospace on behalf of NASA.

For more information about NASA’s Aeronautics Research Mission Directorate, visit:

https://www.nasa.gov/aeronautics

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MSHTA, lo “zombie” di IE che alimenta attacchi su Windows

Nonostante Internet Explorer sia ormai ufficialmente morto da tempo, uno dei suoi componenti storici continua a rappresentare un serio problema di sicurezza per gli ambienti Windows moderni. Si tratta di MSHTA.exe, il Microsoft HTML Application Host, una utility legacy ancora inclusa di default nel sistema operativo e oggi sempre più sfruttata dai cybercriminali per distribuire […]

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Attacco ai router Huawei dietro blackout telecom del Lussemburgo

Un attacco informatico basato su una vulnerabilità sconosciuta nei router enterprise di Huawei avrebbe causato nel 2025 uno dei più gravi incidenti infrastrutturali europei degli ultimi anni, provocando il collasso temporaneo dell’intera rete telecom del Lussemburgo. Secondo quanto riportato da Recorded Future News, l’incidente avrebbe coinvolto un comportamento non documentato del sistema operativo di rete […]

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Raccolta rifiuti: servizi attivi nella festività del 22 maggio

Prevista solo una modifica nell’area Livorno Est

AAMPS conferma che in occasione della festività di venerdì 22 maggio prossimo il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. È previsto solo un cambiamento negli itinerari di interesse per gli abitanti dell’area Livorno Est.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno di Santa Giulia:

Area Livorno Nord
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Sant’Jacopo Marradi
Carta-cartone: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Vittoria Stazione Zola
Indifferenziato: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Multimateriale: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Pentagono
Carta-cartone: servizio attivo la sera (esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00).

Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati.

Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi venerdì e riapriranno il giorno seguente.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

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Deiezioni liquide: da domani obbligo di rimuoverle

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Livorno, 19 maggio 2026 – Da domani, mercoledì 20 maggio, sarà in vigore a Livorno l’ordinanza che obbliga i proprietari e i detentori di cani a rimuovere con acqua le deiezioni  liquide degli animali nelle aree pubbliche e di uso pubblico.

L’ordinanza, della quale ha parlato la stampa italiana e straniera, avrà una durata di cinque mesi e terminerà il 31 ottobre in vista poi di introdurre questo provvedimento all’interno di regolamento comunale che estenderà l’obbligo a tutto l’anno.
In pratica sarà obbligo munirsi di appositi contenitori d’acqua da utilizzare per l’immediata rimozione delle deiezioni liquide depositate su superfici pavimentate e su altri spazi di arredo urbano, e sui mezzi di locomozione (ad esempio ruote di macchine o di scooter) parcheggiati sulla pubblica via.

È inoltre fatto assoluto divieto di consentire ai cani di urinare a ridosso di portoni e vetrine ed accessi ad abitazioni, uffici e negozi.
Lo ha stabilito appunto l’Amministrazione comunale con l’ordinanza sindacale n. 135 del 28 aprile 2026, emanata a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di cittadini che evidenziano il disagio determinato dalle maleodoranze e gli inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla presenza di deiezioni liquide animali sugli spazi destinati alla socializzazione di adulti e bambini, visto anche il notevole e crescente numero di animali d’affezione, in particolare cani, presenti sul territorio comunale.
Il provvedimento è stato al centro di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: la vicesindaca con delega alla Tutela Animali Libera Camici, l’assessora con Delega al Decoro Urbano Giovanna Cepparello, la garante degli animali Elisa Amato, la dirigente del Settore Manutenzioni e Cura della Città Silvia Borgo, la dirigente settore Istruzione, Giovani, Partecipazione e Tutela Animale Michela Casarosa,  la responsabile dei Servizi Territoriali della Polizia Municipale Michela Pedini, la funzionaria Barbara Saliva, il responsabile del Decoro Urbano di Aamps/Retiambiente Andrea Valenti, la guardia zoofila dell’Oipa Giuliano Morelli.

Per quanto riguarda le deiezioni solide, gli articoli 31 e 32 del vigente Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali (la cui ultima modifica risale al 2018) prescrivono l’obbligo di rimuoverle immediatamente a chi accompagna i cani nelle zone pedonali e nelle aree verdi, comprese quelle di libera circolazione dei cani, nei giardini e nei parchi, negli esercizi pubblici, commerciali e nei locali ed uffici aperti al pubblico, utilizzando mezzi idonei alla rimozione, da mostrare su richiesta del Pubblico Ufficiale, a pena di sanzione secondo quanto previsto dall’art. 42 dello stesso Regolamento.
Il Regolamento attuale non prevede però analoga norma per quanto attiene alle deiezioni liquide.
Nelle more di una modifica alla regolamentazione comunale vigente, l’ordinanza 135/2026 adotta misure atte a prevenire e contenere tali fenomeni, per tutto il periodo più critico dal punto di vista climatico. Il significativo aumento delle temperature che si verifica in primavera-estate, associato a una diminuzione delle precipitazioni, incide infatti anche sulla salubrità e sul decoro degli spazi urbani, anche in conseguenza della maggiore evaporazione di liquidi organici dalle superfici pavimentate.
Nello specifico, il testo integrale dell’ordinanza n. 135 impone, dal 20 maggio al 31 ottobre, a tutti i possessori o detentori a qualsiasi titolo di cani, anche se incaricati temporaneamente della loro custodia o conduzione:
• di munirsi, durante l’accompagnamento dei cani, di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua, senza aggiunta di sostanze chimiche o detergenti, da versare all’occorrenza;
• di riversare una congrua quantità di acqua in corrispondenza del punto interessato dalle deiezioni liquide dei cani ai fini della loro diluizione e della ripulitura delle superfici interessate, su tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti e sulle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via;
• è fatto divieto assoluto di consentire ai cani di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici e negozi e vetrine.
L’inosservanza di queste disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, ai sensi dell’art. 7-bis del D. Lgs. 267/2000.
Rimane comunque a carico del trasgressore il ripristino dei luoghi.

Gli interventi

La Vicesindaca ha introdotto l’ordinanza sottolineando la sua grande risonanza mediatica, anche a livello internazionale.
“Lo scopo principale non è punitivo, ma mira a elevare lo standard di igiene e decoro delle strade, dei marciapiedi e degli arredi urbani. Livorno conta circa 20.000 cani, un numero consistente che richiede responsabilità da parte dei proprietari per garantire una convivenza civile. La mancanza di rispetto delle regole da parte di una minoranza danneggia il lavoro degli operatori, dei proprietari responsabili e limita la fruibilità degli spazi pubblici, come i parchi, specialmente per i bambini”.
La Vicesindaca ha inoltre ricordato che l’Amministrazione ha rimosso i divieti di accesso ai cani in molti parchi per favorire le famiglie, ma avverte che, “se le segnalazioni di sporcizia e cani senza guinzaglio continueranno, potrebbero essere reintrodotte limitazioni”.
Ha inoltre ricordato il protocollo d’intesa con le guardie zoofile dell’OIPA, che hanno il potere di elevare sanzioni insieme alla Polizia Locale.

L’Assessora  Cepparello ha parlato degli aspetti pratici e sociali del provvedimento sottolineando come l’ordinanza nasca anche per tutelare le persone con disabilità motoria, che spesso sporcano i propri ausili (sedie a rotelle) sui marciapiedi non puliti, portando poi lo sporco in casa. “I proprietari dei cani devono munirsi di bottigliette o spruzzatori con semplice acqua (senza sapone) da usare sui punti interessati dalle deiezioni liquide”. Ha ricordato il divieto assoluto di far urinare i cani ridosso di portoni, accessi ad abitazioni. “Si è optato per un’ordinanza, per agire tempestivamente prima dell’estate, quando il calore accentua i cattivi odori. L’ordinanza prevede una scadenza, ma recepiremo questo provvedimento all’interno di un regolamento in modo che l’obbligo delle bottigliette diventi permanente in tutte le stagioni e i mesi dell’anno. Il Comune non può lavare quotidianamente centinaia di chilometri di strade e  la collaborazione dei cittadini è strategica”.

La Garante degli Animali ha posto l’accento sulla salute pubblica e sulla sicurezza nei parchi. Ha evidenziato che le deiezioni non raccolte contengono batteri e parassiti pericolosi per gli animali e soprattutto per i bambini che giocano nei prati. Ha citato situazioni di particolare degrado riscontrate nella zona di San Jacopo e vicino alla Baracchina Bianca, “dove i muri sono sporchi e i marciapiedi pieni di deiezioni solide”. Ha richiamato l’obbligo del guinzaglio nei luoghi pubblici, denunciando episodi di maleducazione subiti quando ha cercato di far rispettare questa norma. Infine ha esortato i cittadini a un maggiore rispetto per l’ambiente e per la città, sottolineando che il decoro urbano è un dovere di ogni proprietario.

Andrea Valenti, responsabile Decoro Urbano AAMPS/Retiambiente ha affermato: “Aamps si muove su due versanti: pulizia e sensibilizzazione al cittadino. In entrambi i casi abbiamo favorito un potenziamento dei servizi, pertanto forniamo un contributo determinante alla cura della città anche per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle deiezioni canine. Siamo anche prossimi all’acquisto di 100 contenitori dedicati che avranno una bocca di ingresso dei sacchini molto piccola e, pertanto, non potranno essere utilizzati impropriamente per l’inserimento di sacchi invece destinati alla raccolta dei rifiuti. Nel mese di giugno provvederemo all’installazione presso le aree di sgambatura dei cani, i parchi pubblici e nelle zone che, dalle segnalazioni pervenute, risultano più soggetto a questa tipologia di abbandono”.

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Bilanci in utile delle cinque aziende partecipate del Comune di Livorno

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Raggiunge i 208 milioni il valore totale della
produzione

Livorno, 18 maggio 2021 – Negli ultimi anni le società partecipate del Comune
di Livorno hanno consolidato risultati positivi sotto il profilo economico,
gestionale e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, confermando il valore
strategico del sistema pubblico locale e la capacità delle aziende di affrontare le
sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’efficienza amministrativa.

Il quadro che emerge dai bilanci evidenzia una crescita costante della solidità
patrimoniale e organizzativa di realtà fondamentali per il territorio come
Esteem Srl, Casalp Spa, AAMPS Spa, Farma.Li Srl e ASA Spa. I bilanci 2025,
alcuni dei quali in corso di approvazione in questi giorni ed entro il 30 giugno,
come previsto dal Codice Civile, non fanno eccezione, ma anzi confermano
questo trend positivo.

In particolare, AAMPS Spa ha registrato bilanci in utile negli ultimi cinque
esercizi, confermando il raggiungimento di un equilibrio economico e
finanziario stabile dopo il percorso di risanamento completato negli anni
precedenti.

Anche Casalp Spa ha dimostrato un consolidamento del ruolo operativo svolto
per i Comuni dell’area livornese ed in particolare si è distinta in questi anni per
le azioni di recupero delle morosità e per la capacità di guidare, su un tema
complesso ed attuale come quello dell’abitare, politiche finalizzate a gestire un
ambito che è sempre più lontano dalla gestione patrimoniale e sempre più
vicino a quello sociale.

Positivi anche i segnali provenienti da ASA Spa, che continua a rappresentare
un presidio essenziale per lo sviluppo infrastrutturale e ambientale del
territorio, mantenendo elevati standard di servizio e una struttura societaria
solida.

Crescita significativa anche per Esteem Srl, realtà attiva nei servizi informatici,
nel supporto alla gestione dei tributi comunali e nella gestione della sosta a
pagamento, che negli ultimi esercizi ha registrato un incremento del fatturato e
dell’occupazione, rafforzando il proprio ruolo di supporto tecnologico alla
pubblica amministrazione locale, confermando di essere una struttura in
espansione e capace di innovare i servizi digitali rivolti ai cittadini.

Importanti risultati sono stati raggiunti inoltre da Farma.Li Srl, con i propri
bilanci che negli ultimi anni evidenziano una gestione economica positiva e un
progressivo rafforzamento della capacità finanziaria dell’azienda. Farma.Li ha
proseguito il percorso di ammodernamento delle farmacie comunali, puntando
sulla qualità dell’assistenza, sulla prossimità territoriale e sull’innovazione dei
servizi sanitari e socioassistenziali.

Nel complesso, il sistema delle partecipate del Comune di Livorno conferma
dunque una traiettoria positiva, caratterizzata da investimenti, equilibrio
economico e miglioramento della qualità dei servizi pubblici locali. Un
patrimonio amministrativo e industriale che rappresenta un elemento
strategico per la crescita della città, per la tutela dell’interesse pubblico e per la
capacità del territorio di affrontare con solidità le sfide future.

Il sindaco Luca Salvetti ha aperto l’incontro sottolineando come le società
partecipate siano uno strumento imprescindibile per la gestione della città e dei
servizi ai cittadini. “Abbiamo lavorato sette anni sulla riorganizzazione e
l’aumento del personale, presentando numeri eloquenti, lo dimostrano i bilanci
in utile. Tutte e cinque le società principali (ASA, AMS, Farmali, Casalp e
Steam) hanno chiuso l’anno in positivo.
Il valore complessivo della produzione è di 208 milioni di euro, con un
incremento di 29 milioni rispetto al 2019.
Le aziende hanno raggiunto quota 1143 di personale con un aumento di 193
unità rispetto al 2019, diventando la terza realtà lavorativa del territorio dopo
l’ASL e il Comune stesso”.

L’Assessora al Bilancio con delega alle Società Partecipate Viola Ferroni ha
ringraziato l’Ufficio Società Partecipate, che ha definito la “spina dorsale” dei
risultati ottenuti. “Ribadisco l’importanza della governance pubblica per
perseguire obiettivi di interesse collettivo, andando oltre il semplice dato di
bilancio. Farmali ha concentrato il focus sulla vicinanza ai cittadini ed alla
ristrutturazione delle farmacie. Casalp ha ottenuto buoni risultati nel recupero
crediti e nell’efficientamento degli alloggi. Esteem ha incrementato i servizi,
inclusa la recente gestione della sosta a pagamento. Aamps ha raggiunto la
stabilità dopo un passato complicato che ha fatto “tribolare”
l’Amministrazione”.

Il direttore generale del Comune Nicola Falleni ha evidenziato il superamento
delle storiche criticità finanziarie delle partecipate: “che in passato
rappresentavano un “neo” nel bilancio comunale” ed ha fornito i dati del
bilancio consolidato 2024.

“Il “gruppo” (Comune + aziende) conta oltre 2.200 dipendenti. Valore della
produzione totale: quasi 570 milioni di euro. Utile consolidato: circa 14 milioni
di euro. Patrimonio netto: 763 milioni di euro”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente ha dichiarato:
“Presenti e affidabili: con questi due aggettivi e in estrema sintesi sono nella
possibilità di descrivere la nostra azienda nel panorama delle municipalizzate
locali. Ogni giorno contribuiamo al decoro urbano con grande impegno e sforzo
da parte dei nostri operatori garantendo l’erogazione di servizi efficienti fin
dalle primissime ore della mattina sia sul versante della raccolta sia su quello
dello spazzamento. É importante sottolineare che per l’anno 2025 ci avvaliamo
di un utile di bilancio di 252mila euro. Un risultato che reputiamo importante
da affiancare all’evidenza di non avere registrato debiti. Siamo quindi orgogliosi
per quanto stiamo riuscendo complessivamente a fare, con uno sguardo di
ulteriore fiducia anche sul versante operativo essendo prossimi a realizzare,
avvalendoci anche di finanziamenti da parte della Regione Toscana, di due
ulteriori centri di raccolta per il corretto conferimento dei rifiuti dei cittadini. A
breve lanceremo anche una campagna di comunicazione rivolta a tutta la
cittadinanza per stringere ulteriormente il patto con i cittadini nel contrastare il
fenomeno degli abbandoni e aumentare le migliori azioni per la riduzione nella
produzione dei rifiuti indifferenziati, per la quale stiamo già registrando risultati
lusinghieri”.

Claudio Puccetti, amministratore unico di Farmali ha definito l’azienda con gli
aggettivi “tranquillo” e “partecipativo”.
Ha sottolinea il buon clima lavorativo tra i 60 dipendenti distribuiti su 9
farmacie. Ha messo in risalto la totale autonomia finanziaria della società, “che
permette di autofinanziare gli investimenti (come le ristrutturazioni di varie
farmacie) senza ricorrere a finanziamenti esterni.L’obiettivo futuro è spostare
la missione del farmacista sempre più verso i servizi di telemedicina”.

Marcello Canovaro presidente di Casalp ha utilizzato gli aggettivi “rigoroso” e
“partecipato” per definire il bilancio della società.
“La società ha superato pesanti difficoltà iniziate nel 2019 e ora chiude il
bilancio in positivo. Casalp non punta all’utile, ma a reinvestire ogni risorsa nel
mantenimento del patrimonio e in nuovi edifici.
Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 50 milioni di euro nella provincia e
messi a disposizione degli assegnatari 592 appartamenti precedentemente
sfitti”.

Stefano Taddia presidente di Asa sceglie gli aggettivi “collettivo” e “sostenibile”.
Esprime orgoglio per i 56,7 milioni di euro di investimenti effettuati nell’ultimo
anno, segnando un +150% rispetto al 2020.
Sottolinea come l’efficienza delle società di servizio pubblico sia un elemento
fondamentale per la sostenibilità e il benessere del territorio.

Antonio Paladini amministratore unico di Esteem descrive l’azienda come
“consolidata” e “visionaria”.
Riporta una crescita enorme negli ultimi 12 anni: “il personale è passato da 9 a
40 dipendenti e il fatturato è salito da circa 450.000 euro a quasi 2 milioni di
euro. L’azienda si è evoluta accettando servizi nuovi e diversi, come la gestione
dei parcheggi, mantenendo però un’anima orientata all’innovazione informatica
per il futuro dei servizi ai cittadini”.

Il Sindaco ha concluso la conferenza stampa ringraziando gli Uffici Comunali e i
due assessori che si sono succeduti nella gestione delle partecipate, Gianfranco Simoncini e Viola Ferroni.

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NGINX Rift, rischio RCE per una falla rimasta nascosta 18 anni

Una vulnerabilità critica rimasta nascosta per quasi due decenni sta scuotendo il mondo della sicurezza applicativa. I ricercatori di depthfirst hanno infatti identificato una falla nel modulo di rewrite di NGINX che potrebbe consentire a un attaccante remoto non autenticato di causare crash dei processi oppure, in determinate condizioni, ottenere esecuzione di codice remoto (RCE). […]

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Falso repository OpenAI su Hugging Face distribuisce malware

La corsa all’AI sta creando nuove superfici di attacco e i cybercriminali stanno iniziando a sfruttarle con tecniche sempre più sofisticate. L’ultimo caso arriva dal mondo dei modelli open source e delle piattaforme collaborative dedicate all’intelligenza artificiale: un repository malevolo pubblicato su Hugging Face è riuscito a spacciarsi per un progetto ufficiale di OpenAI, raggiungendo […]

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Ecco il GitHub per fare di Claude un operatore OSINT avanzato

L’intelligenza artificiale sta, ovviamente e progressivamente, cambiando anche il modo in cui vengono condotte attività di reconnaissance, threat intelligence e analisi offensiva. Accanto ai tradizionali strumenti OSINT, stanno emergendo nuovi progetti che vanno oltre la pura automazione e puntano sulla capacità di guidare i Large Language Model attraverso metodologie operative strutturate. Uno degli esempi più […]

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Canvas Breach Disrupts Schools & Colleges Nationwide

An ongoing data extortion attack targeting the widely-used education technology platform Canvas disrupted classes and coursework at school districts and universities across the United States today, after a cybercrime group defaced the service’s login page with a ransom demand that threatened to leak data from 275 million students and faculty across nearly 9,000 educational institutions.

A screenshot shared by a reader showing the extortion message that was shown on the Canvas login page today.

Canvas parent firm Instructure responded to today’s defacement attacks by disabling the platform, which is used by thousands of schools, universities and businesses to manage coursework and assignments, and to communicate with students.

Instructure acknowledged a data breach earlier this week, after the cybercrime group ShinyHunters claimed responsibility and said they would leak data on tens of millions of students and faculty unless paid a ransom. The stated deadline for payment was initially set at May 6, but it was later pushed back to May 12.

In a statement on May 6, Instructure said the investigation so far shows the stolen information includes “certain identifying information of users at affected institutions, such as names, email addresses, and student ID numbers, as well as as messages among users.” The company said it found no evidence the breached data included more sensitive information, such as passwords, dates of birth, government identifiers or financial information.

The May 6 update stated that Canvas was fully operational, and that Instructure was not seeing any ongoing unauthorized activity on their platform. “At this stage, we believe the incident has been contained,” Instructure wrote.

However, by mid-day on Thursday, May 7, students and faculty at dozens of schools and universities were flooding social media sites with comments saying that a ransom demand from ShinyHunters had replaced the usual Canvas login page. Instructure responded by pulling Canvas offline and replacing the portal with the message, “Canvas is currently undergoing scheduled maintenance. Check back soon.”

“We anticipate being up soon, and will provide updates as soon as possible,” reads the current message on Instructure’s status page.

While the data stolen by ShinyHunters may or may not contain particularly sensitive information (ShinyHunters claims it includes several billion private messages among students and teachers, as well as names, phone numbers and email addresses), this attack could hardly have come at a worse time for Instructure: Many of the affected schools and universities are in the middle of final exams, and a prolonged outage could be highly damaging for the company.

The extortion message that greeted countless Canvas users today advised the affected schools to negotiate their own ransom payments to prevent the publication of their data — regardless of whether Instructure decides to pay.

“ShinyHunters has breached Instructure (again),” the extortion message read. “Instead of contacting us to resolve it they ignored us and did some ‘security patches.'”

A source close to the investigation who was not authorized to speak to the press told KrebsOnSecurity that a number of universities have already approached the cybercrime group about paying. The same source also pointed out that the ShinyHunters data leak blog no longer lists Instructure among its current extortion victims, and that the samples of data stolen from Canvas customers were removed as well. Data extortion groups like ShinyHunters will typically only remove victims from their leak sites after receiving an extortion payment or after a victim agrees to negotiate.

Dipan Mann, founder and CEO of the security firm Cloudskope, slammed Instructure for referring to today’s outage as a “scheduled maintenance” event on its status page. Mann said Shiny Hunters first demonstrated they’d breached Instructure on May 1, prompting Instructure’s Chief Information Security Officer Steve Proud to declare the following day that the incident had been contained. But Mann said today’s attack is at least the third time in the past eight months that Instructure has been breached by ShinyHunters.

In a blog post today, Mann noted that in September 2025, ShinyHunters released thousands of internal University of Pennsylvania files — donor records, internal memos, and other confidential materials — through what the Daily Pennsylvanian and other outlets later determined was, in part, a Canvas/Instructure-mediated access path.

“Penn was the named victim,” Mann wrote. “Instructure was the mechanism. The incident was treated as a Penn-specific story by most of the national press and quietly handled by Instructure as a customer-specific matter. That framing was wrong then. It is dramatically more wrong in light of the May 2026 events, which now look like the planned escalation of an attack pattern that ShinyHunters had been working against Instructure’s environment for at least eight months prior. The September 2025 Penn breach was the proof of concept. The May 1, 2026 incident was the production run. The May 7, 2026 recompromise was ShinyHunters demonstrating publicly that the May 2 ‘containment’ did not happen.”

In February, a ShinyHunters spokesperson told The Daily Pennsylvanian that Penn failed to pay a $1 million ransom demand. On March 5, ShinyHunters published 461 megabytes worth of data stolen from Penn, including thousands of files such as donor records and internal memos.

ShinyHunters is a prolific and fluid cybercriminal group that specializes in data theft and extortion. They typically gain access to companies through voice phishing and social engineering attacks that often involve impersonating IT personnel or other trusted members of a targeted organization.

Last month, ShinyHunters relieved the home security giant ADT of personal information on 5.5 million customers. The extortion group told BleepingComputer they breached the company by compromising an employee’s Okta single sign-on account in a voice phishing attack that enabled access to ADT’s Salesforce instance. BleepingComputer says ShinyHunters recently has taken credit for a number of extortion attacks against high-profile organizations, including Medtronic, Rockstar Games, McGraw Hill, 7-Eleven and the cruise line operator Carnival.

The attack on Canvas customers is just one of several major cybercrime campaigns being launched by ShinyHunters at the moment, said Charles Carmakal, chief technology officer at the Google-owned Mandiant Consulting. Carmakal declined to comment specifically on the Canvas breach, but said “there are multiple concurrent and discrete ShinyHunters intrusion and extortion campaigns happening right now.”

Cloudskope’s Mann said what happens next depends largely on whether Instructure’s customers — the universities, K-12 districts, and education ministries paying for Canvas — choose to apply pressure or absorb the breach quietly.

“The history of education-vendor incidents suggests the path of least resistance is the second one,” he concluded.

Update, May 8, 11:05 a.m. ET: Instructure has published an incident update page that includes more information about the breach. Instructure said its Canvas portal is functioning normally again, and that the hackers exploited an issue related to Free-for-Teacher accounts.

“This is the same issue that led to the unauthorized access the prior week,” Instructure wrote. “As a result, we have made the difficult decision to temporarily shut down Free-for-Teacher accounts. These accounts have been a core part of our platform, and we’re committed to resolving the issues with these accounts.”

Instructure said affected organizations were notified on May 6.

“If your organization is affected, Instructure will contact your organization’s primary contacts directly,” the update states. “Please don’t rely on third-party lists or social media posts naming potentially affected organizations as those lists aren’t verified. Instructure will confirm validated information through direct outreach to all affected organizations.”

Update, May 11, 10:16 p.m. ET: Instructure posted an update saying they paid their extortionists in exchange for a promise to destroy the stolen data. “The data was returned to us,” the update reads. “We received digital confirmation of data destruction (shred logs). We have been informed that no Instructure customers will be extorted as a result of this incident, publicly or otherwise.”

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Presentazione del volume: “Li tiranni di quella fazione. La fine della rivoluzione e la rifondazione dell’ordine nella Livorno del 1849” di Giacomo Zanasi

Presentazione del volume: "Li tiranni di quella fazione. La fine della rivoluzione e la rifondazione dell'ordine nella Livorno del 1849" di Giacomo Zanasi

Martedì 12 maggio 2026, ore 17.00

Edificio dell’Orologio, Piazza Luigi Orlando – Livorno- Nuova sede di ISTORECO

Livorno, maggio 1849. Le truppe austro-estensi entrano in città dopo due giorni di assedio, mettendo fine a una resistenza tenace e simbolica. Per i vincitori, comincia allora la parte più difficile: ricostruire un ordine politico che la rivoluzione ha frantumato nel profondo.

È questo il territorio inesplorato al cuore del libro di Giacomo Zanasi, un lavoro documentato e originale che sceglie di andare controcorrente: anziché raccontare la rivoluzione, ne segue il soffocamento. Anziché dare voce ai rivoltosi sulle barricate, assume il punto di vista di chi doveva riportare l’ordine – funzionari, autorità, occupanti – e si trova a fare i conti con una città che non dimentica e non perdona.

Tra processi politici, arresti di massa, esuli in fuga verso la Corsica e una prima amnistia a novembre, «Li tiranni di quella fazione» ricostruisce come Livorno – la città più radicale del Granducato, la più politicizzata, la più refrattaria allo status quo – sia diventata un laboratorio della seconda Restaurazione. E come il lungo Quarantotto abbia lasciato un segno indelebile nella vita di una comunità intera, dividendola lungo linee di frattura che non si sarebbero più del tutto richiuse.

Interverranno:

Catia Sonetti, Direttrice ISTORECO Livorno (introduce e coordina)

Marco Manfredi, Università di Pisa

Giacomo Zanasi, Università di Salerno

La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura.

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Presentazione del volume “1944: L’anno prima della fine della guerra” a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli

Presentazione del volume "1944: L'anno prima della fine della guerra" a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli

Lunedì 11 maggio 2026, ore 17.00 Edificio dell’Orologio – Piazza Luigi Orlando, Livorno- Nuova sede di ISTORECO

Roma fu liberata il 4 giugno. Lo sbarco in Normandia due giorni dopo. L’estate del 1944 sembrava annunciare la fine imminente della guerra. Poi, invece, arrivarono i mesi di stallo.

L’offensiva alleata si arenò ai piedi della Linea Gotica. I partigiani dovettero abbandonare le montagne. Il proclama Alexander ordinò, di fatto, la sospensione della lotta armata. Per chi combatteva, per chi si nascondeva, per chi sperava soltanto di sopravvivere, il 1944 fu un anno che sembrò non finire mai.

Eppure questo anno cruciale è rimasto a lungo in ombra nella nostra memoria collettiva, schiacciato tra il trauma dell’armistizio del 1943 e i fuochi della Liberazione del 1945. Il libro 1944: L’anno prima della fine della guerra lo riporta al centro della scena, con gli occhi e le voci di una nuova generazione di storici.

Sedici saggi che riassumono tre prospettive: gli Alleati, con la loro babele di lingue, culture e pratiche; gli occupanti e i resistenti, con le loro paure e le speranze di un mondo in bilico; la transizione verso il dopoguerra, con le memorie e i tentativi – spesso falliti — di fare i conti con il passato.

Un libro che non si accontenta di raccontare battaglie e date, ma tenta di restituire i timori e le emozioni sul futuro, dell’Italia e di chi quella guerra la stava vivendo sulla propria pelle.

Ne discuteranno con due dei curatori Gianluca Fulvetti (Università di Pisa) e Francesco Fusi (ISRT), Federico Creatini (Università della Calabria) e Nicoletta Arena (Università di Firenze). Coordina Giovanni Brunetti (ISTORECO).

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Presentazione del volume “La Resistenza non ha congedo” di Michelangelo Borri

Presentazione del volume "La Resistenza non ha congedo" di Michelangelo Borri

In occasione dell’anniversario della Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo presentiamo un libro che ricostruisce, per la prima volta in modo sistematico, la storia delle Commissioni d’inchiesta istituite tra il 1973 e il 1975 dalle regione per far luce sul fenomeno neofascista e sulla violenza politica degli anni della strategia della tensione. Un’iniziativa senza precedenti nella storia della Repubblica in quanto si trattava di un laboratorio democratico in cui istituzioni, sindacati, università e società civile si unirono per censire e contrastare l’eversione nera, proprio nel momento in cui il paese era attraversato dalle stragi – da piazza Fontana a piazza della Loggia – e da una conflittualità diffusa e lacerante.

Attraverso fonti archivistiche inedite, l’autore ricostruisce il ruolo cruciale che le Regioni – istituzioni nate solo nel 1970 – seppero svolgere nel rafforzamento della democrazia repubblicana, trasformando le commemorazioni per il trentennale della Liberazione in un atto politico di antifascismo militante e propositivo.

 

Introduzione di Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO). Dialogheranno con l’autore Federico Creatini (Università della Calabria) e Giovanni Brunetti (ISTORECO).

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Sette italiani su dieci si informano usando i reel

(ANSA) - ROMA, 28 APR - Sette italiani su dieci tra quanti usano i social includono anche i reel nell'universo dell'informazione: il 23,6% li considera intrinsecamente superficiali e per il 21,3% sono distrazioni che solo raramente producono conoscenza autentica, ma per il 18,6% sono più...

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Wsj, 'OpenAI non ha centrato obiettivi su ricavi e utenti'

(ANSA) - ROMA, 28 APR - OpenAI non ha centrato i suoi obiettivi recenti in termini di nuovi utenti e ricavi, un asso falso che sta suscitando timori fra alcuni manager dell'azienda sulla capacito' di sostenere le significative spese per i centri dati. Lo riporta il Wall Street Journal citando...

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(ANSA) - BRUXELLES, 27 APR - La Commissione Europea ha inviato a Google le proprie conclusioni preliminari nell'ambito del procedimento di definizione delle specifiche avviato il 27 gennaio 2026 ai sensi della legge sui mercati digitali (Dma). Nelle conclusioni si delineano le misure che Google...

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Musk sfida WhatsApp e Telegram e lancia XChat

(ANSA) - MILANO, 27 APR - Nessuna 'everything app', come annunciato da Elon Musk oltre tre anni fa, qualche mese dopo l'acquisto di Twitter, ma vari software separati. Dopo Grok, l'imprenditore ha lanciato anche XChat, un'applicazione dedicata alla messaggistica istantanea basata sulla rete social...

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Videogame, in Italia il mercato vale quasi 2,4 miliardi di euro

(ANSA) - CAGLIARI, 25 APR - In Italia il mercato dei videogiochi vale quasi 2,4 miliardi di euro, con una crescita del 3% rispetto all'anno precedente. Le imprese attive nel settore dello sviluppo hanno superato quota 200 — erano 48 nel 2012 — con un fatturato tra i 180 e i 200 milioni di euro...

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La cinese DeepSeek annuncia il lancio di un nuovo modello di IA

(ANSA) - ROMA, 24 APR - La startup cinese DeepSeek ha lanciato un nuovo modello di intelligenza artificiale, a più di un anno di distanza da quando aveva stupito il mondo con un chatbot a basso costo in grado di eguagliare le capacità dei rivali statunitensi. Il tanto atteso DeepSeek-V4...

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Urban Trekking. Il Novecento di Livorno tra strade e canali

Urban Trekking. Il Novecento di Livorno tra strade e canali

 IL NOVECENTO DI LIVORNO TRA STRADE E CANALI

Tracce di memoria. Simboli di una città del Novecento
Un percorso alla scoperta della storia di Livorno attraverso i luoghi che ne hanno segnato le vicende nel Novecento: dalle lotte politiche del passato alle ricostruzioni del secondo dopoguerra.
 Data: sabato 16 maggio 2026
 Orario: 15.00 – 19.00
PROGRAMMA
• ore 15.00 – Ritrovo in Piazza della Vittoria / Monumento ai Caduti. Prime tappe del trekking a piedi.
• ore 17.00 – Giro dei Fossi di Livorno in battello: alla scoperta dei luoghi della memoria dell’antifascismo e della guerra. Imbarco Fortezza Nuova.
• ore 18.00 – Aperitivo presso Ristorante “Il Covo”, Scali delle Pietre 8.
La partecipazione al trekking con aperitivo è GRATUITA
Posti disponibili: massimo 30 partecipanti
Per iscrizioni entro il 12 maggio scrivere a:

 

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Presentazione del volume “O miei compagni” di Mario Lenzi

Presentazione del volume "O miei compagni" di Mario Lenzi

A pochi giorni dal 25 Aprile, ISTORECO apre alla città la propria nuova sede con un appuntamento dedicato alla memoria e alla trasmissione dei valori della Resistenza. Sarà presentata la nuova edizione delle memorie di Mario Lenzi (1927–2011), figura di primo piano del giornalismo e dell’editoria italiana del secondo Novecento, che a soli diciassette anni scelse di combattere nella III Brigata “Garibaldi”. Un ragazzo come tanti, ancora studente liceale, che si trovò a fare i conti con la guerra, la prigionia e il coraggio di ricominciare. Catturato dai tedeschi, riuscì a fuggire e a rientrare nella sua formazione partigiana, entrando a Livorno nel luglio del 1944 al fianco degli Alleati per la liberazione della città.

La prima edizione di questo testo, promossa dal Comune di Livorno e da ISTORECO nel 2014 in occasione del 70° Anniversario della Liberazione, incontrò un successo inatteso soprattutto tra i lettori più giovani. È proprio questo responso a suggerire oggi una nuova edizione, realizzata con il contributo del Museo della Deportazione e Resistenza di Prato e Regione Toscana, e pensata in particolare per gli studenti: perché la memoria del fascismo, della guerra e della Resistenza non si esaurisca in una data, ma continui a vivere come testimonianza di libertà e di impegno civile. 

All’incontro interverranno: Catia Sonetti (Direttrice di ISTORECO), Mario Tredici (storico e giornalista) e Enrico Iozzelli (Museo della Deportazione di Prato).

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L’antifascismo italiano alla prova della Spagna. Volontari, internazionalismo e memoria

L'antifascismo italiano alla prova della Spagna. Volontari, internazionalismo e memoria

Mercoledì 15 aprile 2026, ore 17.00

Livorno, Cantina Barontini – Scali del Ponte di Marmo, 1

 

Il 17 luglio 1936, il generale Francisco Franco guidò un colpo di stato militare contro la Repubblica spagnola, dando inizio a una delle guerre civili più devastanti del Novecento. Quell’evento segnò la storia europea preludendo la Seconda guerra mondiale. Si trattò del primo grande scontro armato tra fascismo e antifascismo, il banco di prova delle dittature nazifasciste e dell’antifascismo internazionale.

A novant’anni da quella data vogliamo ricordare i circa 4.000 volontari italiani – in gran parte esuli antifascisti fuggiti dal regime di Mussolini – che scelsero di combattere in Spagna nelle Brigate Internazionali, a fianco della Repubblica. Molti di loro non tornarono. Altri, dopo la sconfitta del 1939, vissero l’internamento nei campi francesi, prima di riprendere la lotta nella Resistenza europea.

L’incontro, organizzato da ISTORECO Livorno con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Livorno, di AICVAS, ANPPIA e ANPI Provinciale Livorno, propone una riflessione storica approfondita su volontariato antifascista, internazionalismo e trasmissione della sua memoria.

Interverranno:

  • Italo Poma (Presidente AICVAS)
  • Ilaria Cansella (Direttrice ISGREC)
  • Enrico Acciai (Università di Roma Tor Vergata)

 

Coordina Catia Sonetti, Direttrice ISTORECO Livorno

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Le molte ferite. Uno sguardo storico sulla violenza di genere

Le molte ferite. Uno sguardo storico sulla violenza di genere

Martedì 24 marzo si è tenuto, presso la Sala congressi del Palazzo del Portuale, il convegno “Le molte ferite. Uno sguardo sulla violenza di genere“, realizzato grazie al contributo della DGERIC – Ministero della Cultura. Durante il congresso è stato affrontato il tema della violenza contro le donne con un taglio storico, attraverso l’esplorazione sia dei contesti dove questa si produce e si manifesta, sia delle politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. Insieme alle studiose ha partecipato all’evento anche un rappresentante di un’associazione del territorio impegnata attivamente nell’aiuto alle donne in difficoltà, per riflettere sulle disuguaglianze attuali e immaginare risposte alla violenza di genere.

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Presentazione volume “Voglio uccidere Mussolini. Vita e trame degli attentatori del Duce” di Bruno Manfellotto

Presentazione volume "Voglio uccidere Mussolini. Vita e trame degli attentatori del Duce" di Bruno Manfellotto

Nel cuore di un secolo che continua a interrogare la nostra coscienza civile, il nuovo lavoro di Bruno
Manfellotto Voglio uccidere Mussolini. Vita e trame degli attentatori del Duce (Laterza, 2025) ci invita a guardare da vicino una pagina spesso rimossa della storia italiana: quella degli uomini e delle donne che, tra il 1925 e il 1932, tentarono di colpire il capo del fascismo, sfidando un regime che era diventato dittatura.

Attraverso una ricostruzione rigorosa e avvincente, l’autore restituisce voce e complessità a figure molto diverse tra loro – socialisti, anarchici, giovani idealisti, perfino un’aristocratica irlandese – accomunate dal rifiuto del totalitarismo nascente. Le loro storie, insieme ai complotti solo immaginati dall’Ovra e trasformati in strumenti di propaganda, diventano una lente preziosa per comprendere come il fascismo abbia consolidato il proprio potere, alimentando paura, consenso e mobilitazione emotiva.

L’incontro promosso da ISTORECO Livorno, che si svolgerà martedì 17 marzo presso il Palazzo Granducale – Sala Nomellini, vuole essere un’occasione per riflettere non solo sugli attentati e sui loro protagonisti, ma anche sul contesto politico e sociale che rese possibile l’ascesa del regime: un clima di acquiescenza diffusa, di retorica salvifica, di progressiva delegittimazione dell’opposizione. Una dinamica che conserva una sorprendente attualità.

Dopo l’introduzione della direttrice Catia Sonetti, dialogherà con l’autore Bruno Manfellotto il giornalista e storico Mario Tredici, per approfondire il valore civile di questo libro e il contributo che può offrire alla comprensione critica del nostro passato. Un appuntamento che invita a interrogare la storia per comprendere meglio il presente, e a riconoscere – nelle vicende degli attentatori e nelle reazioni del regime – la fragilità della democrazia quando il potere si nutre di paura e di consenso acritico.

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Celebrating the Second Year of Linux Man-Pages Maintenance Sponsorship

Sustaining a Core Part of the Linux Ecosystem

The Linux Foundation has announced a second year of sponsorship for the ongoing maintenance of the Linux manual pages (man-pages) project, led by Alejandro (Alex) Colomar. This critical initiative is made possible through the continued support of Google, Hudson River Trading, and Meta, who have renewed their sponsorship to ensure the long-term health of one of the most fundamental resources in the Linux ecosystem.

Since 2020, Alex Colomar has been the lead maintainer of the man-pages, providing detailed documentation for system calls, library functions, and other core aspects of the Linux API. While Alex initially maintained the project voluntarily, sponsorship beginning in 2024—supported by Google, Hudson River Trading, Meta, and others—has enabled him to dedicate more time and focus to improving the quality, accessibility, and accuracy of the Linux man-pages.

Expanding and Modernizing the Man-Pages

Over the last year, Alex’s work has resulted in major improvements that benefit both developers and maintainers across the Linux ecosystem. Highlights include:

  • Enhanced readability and structure: The SYNOPSIS sections of many pages now include clearer parameter names and array bounds, while large pages such as fcntl(2), futex(2), and keyctl(2) have been refactored into more focused, maintainable units.
  • Build system improvements: Updates make packaging easier for distributions and introduce new diagnostic checks that help identify inconsistencies across pages.
  • New documentation for GCC and Clang attributes: These additions reduce the documentation burden on the LLVM project while helping developers better understand compiler-specific features.
  • Coverage of POSIX.1-2024 and ISO C23 updates: Nearly all recent standard changes have been documented, with more updates in progress.
  • Developer tools and scripts: Utilities such as diffman-git(1), mansect(1), and pdfman(1) help developers compare versions, extract specific sections, and generate printable documentation. Some are now included by default in major Linux distributions.
  • Historical preservation: Documentation now includes guidance for producing PDF books of manual pages and the ongoing project of recreating original Unix manuals to compare modern APIs against historical references.
  • Upstream fixes and contributions: Beyond man-pages, Alex has submitted patches to groff, the Linux kernel, and GCC, and contributed to improving the spatial memory safety of C through the ISO C Committee, including by adding the new _Countof()operator which will continue to evolve in the coming years.

Enabling Sustainability Through Collaboration

The man-pages project continues to be one of the most relied-upon open documentation resources in computing, providing millions of developers with accurate and accessible information directly from the command line. Its continued maintenance is vital to the long-term health of Linux and open source software at large.

The post Celebrating the Second Year of Linux Man-Pages Maintenance Sponsorship appeared first on Linux.com.

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Grazie di tutto: Androidiani.com chiude

Ciao Community,
se stai leggendo queste righe, è perché siamo arrivati al momento che nessuno voleva scrivere: Androidiani.com chiude, sia come blog che come forum.

La nascita

Il 24 Novembre 2008 nasce androidiani.com: un’idea di Sebastiano Montino e Andrea Baccega che credono in Google e Android.

In Italia il primo vero dispositivo Android e’ l’HTC Dream marchiato TIM. I lettori storici si ricorderanno che TIM aveva pero’ rimosso l’intero comparto Google e che, di fatto, il telefono era castrato:  niente Android Market (l’attuale Play Store) e assenza di molte applicazioni che rendevano Android interessante.

Nottate insonni portarono al primo root e firmware partorito da Androidiani.com. Fu probabilmente quello che diede il giusto slancio al sito che nei suoi  17 anni di vita, si è affermato come la piattaforma con la più grande community attiva nel panorama nazionale con circa 700.000 utenti attualmente iscritti al forum, 38.000 articoli pubblicati sul blog e 400.000 visitatori unici al giorno nei suoi momenti di picco.

Sono risultati pazzeschi, e non li ha fatti “un brand”: li ha fatti una community ostinata, curiosa, competente e spesso pure troppo avanti per i tempi.

Lo spirito di androidiani

Il logo in testata del sito racchiude gran parte dello spirito di Androidiani. L’idea era quella di creare un’isola, un miraggio, un luogo in cui appassionati e nerd di Android potessero ritrovarsi per scambiare opinioni, hack o semplicemente chiacchierare.

Mantenendo una gestione estremamente snella, ci è sempre piaciuta l’idea di permettere a chiunque di esprimersi nel forum o di scrivere sul blog. Dopo i primissimi anni, Androidiani aveva raggiunto un equilibrio stabile: noi fondatori intervenivamo sempre più raramente e i contenuti continuavano ad arrivare senza difficoltà.

Lo “spirito di androidiani” ha ben piu che funzionato. Basta dare uno sguardo al forum per rendersi conto dell’enorme archivio di thread, guide, risposte, fix, esperienze, confronti, litigi e paci fatte…

La Trasformazione di Android e di Internet

Mentre Androidiani si trasformava, anche il mondo Android evolveva. Se inizialmente la sua natura open source e fortemente “smanettona” ne rappresentava l’essenza, col tempo il sistema operativo del robottino verde è diventato sempre più stabile, riducendo progressivamente la necessità di interventi invasivi come il root o l’installazione di firmware modificati.

È la fine di un’era perché l’ecosistema Android, quello che ci ha fatto innamorare all’inizio, si è in buona parte… rovinato: si è “normalizzato”, sterilizzato, incastrato in dinamiche dove il divertimento tecnico e il gusto di smanettare contano molto meno di prima.

Nel 2008 i forum rappresentavano il culmine della condivisione della conoscenza. Sopravvivere per 17 anni nel digitale significa attraversare vere e proprie epoche di cambiamento.

Per dare un’idea del contesto, androidiani esisteva prima di WhatsApp, Instagram, Twitch, Tinder o Telegram. Questi servizi, insieme a molti altri, hanno profondamente trasformato il modo in cui i contenuti vengono prodotti, distribuiti e consumati su Internet. Non è quindi difficile comprendere come tutto il cosiddetto “vecchio Internet” si sia progressivamente trovato in difficoltà.

La chiusura

Le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione sono diverse.
Ci assumiamo la nostra parte di responsabilità: in alcuni passaggi storici il progetto avrebbe potuto essere indirizzato meglio.

Allo stesso tempo, la trasformazione di Internet e del panorama Android, unita a una burocrazia tutt’altro che snella, ci ha costretti a interrogarci sul senso stesso della sua prosecuzione.

Tutto rimarrà online: creeremo una versione statica e disponibile ai posteri. Distruggere un archivio digitale così enorme come questo è un crimine all’umanità.

Grazie

In 17 anni hanno contribuito attivamente decine se non centinaia di persone, alle quali va il nostro più sentito ringraziamento. Tra queste vogliamo ricordare in modo particolare:

  • Enrico Andreoli
  • Stefano Volponi
  • Luca Viscito
  • Lorenzo della Morte
  • Francesco Rigamonti
  • Antonio Inuso
  • Alessandro Novara
  • Jacopo
  • iLuke
  • Agnese Carluccio
  • Luciano Gerace
  • Nico Petilli
  • nk02
  • “Array”

A tutti loro va un ringraziamento sincero per la passione e il tempo dedicati. È doveroso ringraziare anche tutti voi… i lettori e gli iscritti al forum, che hanno reso Androidiani un progetto vivo e reale. (se ci siamo dimenticati di te, sì, proprio di te, segnalacelo che ti aggiungiamo, son passati davvero troppi anni)

Un enorme grazie alla community. In tutti questi anni ci avete dato tempo, fiducia, energia e pazienza. Avete commentato, corretto, aiutato perfetti sconosciuti alle 2 di notte, condiviso guide, ROM, kernel, trick, “non mi si accende più”, “bootloop”, “aiuto ho brickato”, e sì: anche flame inutili (ma senza quelli non sarebbe stato un vero forum).

E proprio perché è una chiusura vera, ci teniamo a dirlo bene: GRAZIE. Davvero.

Grazie ancora per aver condiviso questo progetto con noi. Buona vita a tutti/e

Andrea e Sebastiano

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come trasferire un dominio

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di: Unit

Come trasferire un dominio

  • Controlla che tuo nome e contatto corrispondano su Registrar-1 e Registrar-2.
  • Registrar-1: Remove domain lock (deve esistere da +60 giorni).
  • Registrar-1: Ottieni il codice di trasferimento (auth-code o anche codice EPP).
  • Registrar-2: Avvia e paga la procedura di trasferimento. (eventualmente spunta il mantenimento della zona) - Aspetta …
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Gemini 3 è ufficiale: tutte le novità del modello più intelligente di Google tra AGI e agenti AI

A quasi due anni dall’introduzione della famiglia Gemini, Google entra in una nuova fase del suo percorso nell’intelligenza artificiale con il debutto di Gemini 3.

Nel corso degli anni, ogni generazione di Gemini ha ampliato le capacità del modello precedente, fino ad arrivare oggi a un punto di svolta con Gemini 3, progettato per combinare tutte le funzioni della piattaforma in un modello più intelligente, più naturale da guidare e soprattutto più capace nel ragionamento avanzato.

Le novità principali riguardano la capacità di Gemini 3 di cogliere sfumature, intenti e indizi sottili nelle richieste dell’utente. Il modello è stato progettato per comprendere meglio il contesto, riducendo la necessità di prompt complessi e interazioni ripetitive e Google sottolinea come, in soli due anni, l’AI sia passata dal semplice riconoscimento di testi e immagini alla comprensione dell’ambiente circostante, con un livello di percezione molto più vicino a quello umano.

Gemini 3 debutta fin da subito in prodotti come AI Mode nella Ricerca, che introduce risultati dinamici e visualizzazioni più interattive generate al volo, e nell’app Gemini, ora potenziata dal modello di nuova generazione. Parallelamente, sviluppatori e aziende possono iniziare a utilizzarlo in AI Studio, Vertex AI e nella nuova piattaforma Google Antigravity, pensata per il paradigma degli agenti AI.

Le novità tecniche: Pro, Deep Think e i benchmark

Gemini 3 rappresenta un passo significativo verso l’AGI (Artificial General Intelligence) grazie alla sua capacità di ragionare, pianificare e interagire in modo coerente attraverso più modalità: testo, immagini, video, audio e codice.

Sul fronte dei benchmark, Gemini 3 Pro registra risultati superiori rispetto a Gemini 2.5 Pro in ogni categoria. Tra i punteggi più rilevanti troviamo:

  • 1501 Elo su LMArena, primo al mondo

  • 91,9% in GPQA Diamond

  • 23,4% in MathArena Apex, nuovo stato dell’arte

  • 81% su MMMU-Pro e 87,6% su Video-MMMU per il ragionamento multimodale

  • 72,1% su SimpleQA Verified, con un miglioramento sostanziale nell’accuratezza dei fatti

Le risposte risultano più concise, meno ridondanti e più orientate a un ragionamento autentico, un approccio che Google descrive come la volontà di dire ciò che serve sapere, non ciò che l’utente vuole sentirsi dire.

Accanto al modello principale, Google introduce anche Gemini 3 Deep Think, una modalità progettata per spingere ulteriormente il ragionamento complesso. Nei test interni supera perfino Gemini 3 Pro, con risultati come:

  • 41% in Humanity’s Last Exam

  • 93,8% in GPQA Diamond

  • 45,1% in ARC-AGI, ad oggi uno dei punteggi più alti mai registrati

Questa modalità, dedicata alle attività più difficili, sarà resa disponibile inizialmente ai tester di sicurezza e successivamente agli abbonati Google AI Ultra.

Un assistente per imparare, creare e programmare

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova generazione è la capacità di Gemini 3 di aiutare l’utente a imparare in modo personalizzato. Il modello può sintetizzare informazioni provenienti da fonti diverse, come documenti manoscritti, video didattici o articoli scientifici, trasformandole in flashcard, visualizzazioni, spiegazioni guidate o interi percorsi di studio.

L’integrazione con la Ricerca Google consente ora di generare layout interattivi, simulazioni e contenuti dinamici direttamente dalla query, sfruttando la multimodalità nativa del modello.

Sul fronte dello sviluppo, Gemini 3 si conferma come uno dei modelli più potenti per il vibe coding e la programmazione agentica superando i precedenti record su benchmark come WebDev Arena e SWE-bench Verified e supporta nuovi ambienti di sviluppo come Google Antigravity, una piattaforma che trasforma l’AI da semplice assistente a vero co-sviluppatore.

Gli agenti di Antigravity possono accedere direttamente all’editor, al terminale e al browser, pianificando e realizzando interi flussi software in autonomia, convalidando il codice durante il processo. Il sistema è integrato anche con Gemini 2.5 Computer Use per il controllo del browser e con il modello di editing visivo Nano Banana.

Rispetto ai modelli precedenti, Gemini 3 migliora anche la capacità di pianificare attività complesse in più passaggi. Il modello guida ora workflow di lungo periodo in modo più coerente, come dimostrato dai risultati su Vending-Bench 2, benchmark dedicato alla pianificazione a orizzonte esteso.

Questo permette a Gemini 3 di gestire autonomamente operazioni come la pulizia della casella Gmail, l’organizzazione di itinerari di viaggio o la coordinazione di attività multi-step, sempre con supervisione dell’utente.

Google afferma inoltre che Gemini 3 è il modello più sicuro mai realizzato dall’azienda, grazie a un numero record di valutazioni interne ed esterne. Il modello riduce l’inclinazione a seguire ciecamente richieste rischiose e presenta maggiore resistenza alle tecniche di prompt injection e agli abusi tramite strumenti informatici.

Diverse organizzazioni indipendenti — tra cui Apollo, Vaultis e Dreadnode — hanno condotto test autonomi, mentre enti pubblici come l’AISI britannica hanno partecipato alle verifiche preliminari.

Disponibilità 

A partire da oggi, Gemini 3 è disponibile da ora nell’app Gemini, per gli abbonati AI Pro e AI Ultra in AI Mode nella Ricerca, per gli sviluppatori tramite API Gemini, AI Studio, Google Antigravity e Gemini CLI e per le aziende tramite Vertex AI e Gemini Enterprise

La modalità Deep Think, dopo i test di sicurezza, sarà disponibile nelle prossime settimane agli abbonati Ultra.

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vivo X300 e X300 Pro arrivano in Italia: fotografia professionale anche su smartphone

Dopo la presentazione a Vianna, vivo porta ufficialmente in Italia la nuova serie flagship X300, composta da X300 e X300 Pro. Il lancio è accompagnato da due giornate di workshop organizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF), dedicate al mondo dell’imaging mobile e rivolte a professionisti e appassionati del settore.

Durante le due Masterclass, i partecipanti hanno potuto sperimentare da vicino le nuove tecnologie fotografiche sviluppate da vivo insieme a ZEISS, marchio storico nel settore ottico. I workshop hanno offerto sessioni teoriche e pratiche, con set fotografici allestiti ad hoc per mettere alla prova le capacità del comparto fotografico della serie X300.

La novità più importante è la fotocamera Teleobiettivo APO ZEISS da 200 MP, disponibile su vivo X300 Pro. È la prima volta che la tecnologia APO ZEISS, tipica delle lenti professionali per fotografia naturalistica o astronomica, viene integrata su uno smartphone.

Grazie a una miniaturizzazione ingegneristica avanzata, vivo è riuscita a mantenere gli standard ottici APO in un modulo compatto, eliminando le aberrazioni cromatiche e garantendo scatti nitidi, definiti e fedeli nei colori anche in condizioni di luce difficili.

Per arricchire ulteriormente l’esperienza fotografica, vivo X300 Pro è compatibile con due accessori dedicati: il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x, che amplia le possibilità creative garantendo un bokeh naturale e una resa più dettagliata, e l’Imaging Grip Kit, pensato per offrire una presa più stabile e un controllo manuale più preciso durante gli scatti professionali.

le principali novità

La serie X300 introduce anche una fotocamera frontale Ultra Wide-Angle ZEISS da 50 MP con Auto Focus, che insieme all’algoritmo proprietario vivo Portrait Engine promette ritratti ad alta risoluzione e scatti nitidi da qualsiasi distanza.

Le modalità fotografiche si arricchiscono con funzioni come ZEISS Natural Portrait, che punta a restituire toni della pelle realistici e sfumature delicate; Night Portrait, ottimizzata per scatti notturni più luminosi e definiti; e Portrait Snapshot, che migliora la resa a tutte le lunghezze focali.
Sul fronte video, la serie vivo X300 mira a raggiungere un livello tecnico di fascia professionale: entrambi i modelli supportano la registrazione 4K a 120 fps, mentre X300 Pro introduce video Dolby Vision e registrazione Log 4K a 10 bit, portando un look cinematografico anche sui contenuti girati da smartphone. I video ritratto 4K a 60 fps, con stabilizzazione avanzata e resa cromatica naturale, rendono X300 Pro un dispositivo ideale anche per i creator e i vlogger.

Con il nuovo AI Image Studio, vivo punta a semplificare l’esperienza di scatto grazie a strumenti intelligenti. L’AI One-Shot Multi-ritaglio genera automaticamente diverse composizioni fotografiche di una stessa immagine, mentre AI Landscape Master riconosce le condizioni atmosferiche e ottimizza i parametri per migliorare la resa dei paesaggi o applicare stili creativi.

Sotto il profilo tecnico, vivo X300 Pro è equipaggiato con un display AMOLED LTPO da 6,78 pollici con risoluzione QHD+, refresh rate dinamico fino a 120 Hz e luminosità di picco superiore a 3000 nit, ideale per una visione ottimale anche sotto luce diretta. A muovere il dispositivo c’è il chipset Snapdragon 8 Gen 3, accompagnato da 16 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di memoria interna UFS 4.0, per prestazioni di fascia premium. La batteria da 5400 mAh supporta la ricarica rapida da 90W, garantendo tempi di ricarica estremamente ridotti.

Il più “compatto” vivo X300 condivide buona parte delle caratteristiche del fratello maggiore, ma adotta un display AMOLED da 6,78 pollici Full HD+ sempre a 120 Hz e lo stesso livello di luminosità di picco. È alimentato dal chip Dimensity 9300+, realizzato da MediaTek, e mantiene 16 GB di RAM e 512 GB di storage UFS 4.0. Anche in questo caso la batteria è da 5400 mAh con supporto alla ricarica rapida da 90W. Entrambi i modelli integrano un sistema di raffreddamento a camera di vapore, audio stereo potenziato e un set completo di sensori di ultima generazione, tra cui lettore d’impronte ultrasonico sotto il display e sensori di luce ambientale a doppio canale.

il software: OriginOS 6

Insieme alla serie X300, arriva sul mercato italiano il nuovo OriginOS 6, basato su Ultra-core Computing, Memory Fusion e Dual Rendering. L’interfaccia offre un’esperienza più fluida, con design moderno e funzioni intelligenti per la produttività quotidiana.

L’interfaccia Origin Design introduce un linguaggio visivo rinnovato e animazioni più dinamiche, mentre Origin Island rende la navigazione più intuitiva grazie a suggerimenti contestuali e funzioni adattive. Con vivo Office Kit, gli utenti possono collegare il telefono al PC e utilizzare lo schermo del computer come estensione del dispositivo. Il sistema include inoltre strumenti basati su intelligenza artificiale come AI Creation, per riscrittura e traduzione dei testi, e l’integrazione con Google Gemini per un’assistenza avanzata su più dispositivi.

Per la sicurezza, vivo Security centralizza le funzioni di protezione e privacy in un framework unificato, rendendo più semplice il controllo dei dati personali.

Prezzi e disponibilità

La serie vivo X300 è già disponibile in Italia con le seguenti configurazioni:

  • vivo X300 (16 GB + 512 GB): 1.099 €

  • vivo X300 Pro (16 GB + 512 GB): 1.399 €

Entrambi i modelli sono acquistabili anche in bundle con caricabatterie da 90W e cuffie wireless TWS 3e, con sconti dedicati su accessori come il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x e l’Imaging Grip Kit.

Sono previste promozioni esclusive con MediaWorld, Euronics e WINDTRE, inclusa la possibilità di acquisto a rate a tasso zero e offerte tariffarie dedicate con GIGA illimitati in 5G.

Infine, vivo offre un anno di garanzia estesa, cinque anni di copertura sulla batteria e una riparazione gratuita del display per i modelli X300 Pro acquistati entro il 4 gennaio 2026 tramite i canali ufficiali.

Scheda tecnica

vivo X300

  • Display: AMOLED 6,78” Full HD+ (2800×1260), refresh rate 120 Hz, luminosità di picco 3000 nit

  • Processore: MediaTek Dimensity 9300+

  • RAM: 16 GB LPDDR5X

  • Memoria interna: 512 GB UFS 4.0

  • Fotocamere posteriori:

    • Principale ZEISS 200 MP (sensore Ultra-Sensing HPB, OIS CIPA 4.5)

    • Ultra-wide 50 MP

    • Teleobiettivo 50 MP

  • Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus

  • Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W

  • Audio: stereo, Hi-Res

  • Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15

  • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C

  • Altro: lettore d’impronte ultrasonico sotto il display, IP68

vivo X300 Pro

  • Display: AMOLED LTPO 6,78” QHD+ (3200×1440), refresh rate variabile 1–120 Hz, luminosità 3000 nit

  • Processore: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3

  • RAM: 16 GB LPDDR5X

  • Memoria interna: 512 GB UFS 4.0

  • Fotocamere posteriori:

    • Principale ZEISS Gimbal-Grade 50 MP

    • Teleobiettivo APO ZEISS 200 MP (OIS, 2,35x ottico)

    • Ultra-wide 50 MP

  • Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus

  • Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W

  • Video: fino a 4K 120 fps, Dolby Vision, Log 10-bit

  • Audio: stereo, Hi-Res, supporto Dolby Atmos

  • Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15

  • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C

  • Altro: lettore d’impronte ultrasonico, IP68, supporto Imaging Grip Kit e Kit Teleobiettivo ZEISS

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Nova Launcher è tornato con un secondo aggiornamento inaspettato

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.

Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:

Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.
NovaLauncher

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.

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Google Maps riceverà presto nuove funzioni di intelligenza artificiale

Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.

Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.

Gemini Gemini

Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.

Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.

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Google esplora il caos quantistico sul suo più potente chip per computer quantistici

Gli "echi quantistici" che attraversano il chip Willow del computer quantistico di Google, pur in un clima di cautela da parte di alcuni osservatori, potrebbero avvicinare i ricercatori alla realizzazione di calcolatori in grado di superare le prestazioni dei computer classici....

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Google porta in Italia AI Mode, la ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale

Da oggi AI Mode, la modalità di Ricerca Google basata su intelligenza artificiale, è disponibile in 36 nuove lingue, tra cui l’italiano, e in quasi 50 nuovi Paesi e territori, per un totale di oltre 200 aree coperte in tutto il mondo. L’espansione include gran parte dell’Europa e segna il debutto ufficiale di questa funzione anche in Italia, sia nella pagina dei risultati di ricerca sia nell’app Google per Android e iOS.

AI Mode rappresenta la forma più avanzata di ricerca mai proposta da Google: una modalità progettata per gestire domande complesse, articolate e multidimensionali, grazie a una versione personalizzata dei modelli Gemini ottimizzati per la Ricerca.

Rispetto alla ricerca tradizionale, AI Mode consente di formulare richieste più lunghe e dettagliate, che in passato avrebbero richiesto più interrogazioni separate. Gli utenti che l’hanno provata per primi, spiega Google, tendono a porre query due o tre volte più estese rispetto alla media.

Un esempio pratico? È possibile chiedere:

“Vorrei capire i diversi metodi di preparazione del caffè. Crea una tabella che confronti gusto, facilità d’uso e attrezzatura necessaria.”
A questo punto, l’utente può continuare con una seconda domanda, ad esempio:
“Qual è la macinatura migliore per ciascun metodo?”

Dietro le quinte, AI Mode sfrutta una tecnologia definita query fan-out, che scompone la domanda in sottotemi ed esegue ricerche parallele per ciascuno. In questo modo, la piattaforma è in grado di esplorare il web più in profondità e proporre contenuti più ricchi, pertinenti e aggiornati.

Un altro aspetto distintivo di AI Mode è la multimodalità: l’utente può porre domande non solo tramite testo, ma anche con la voce o con un’immagine.
Basta toccare l’icona del microfono per chiedere qualcosa a voce, oppure scattare o caricare una foto per ottenere informazioni visive contestuali — una funzione utile, ad esempio, per riconoscere oggetti, prodotti o monumenti.

Nonostante la crescente integrazione dell’IA, Google ribadisce che l’obiettivo di AI Mode resta quello di facilitare la scoperta di contenuti provenienti dal web, fornendo sempre link diretti alle fonti.

Secondo l’azienda, strumenti come AI Overview (la panoramica automatica di risultati basata su IA) stanno già mostrando che, dopo aver visualizzato i suggerimenti dell’IA, le persone visitano una varietà più ampia di siti web e trattano i contenuti con maggiore attenzione, trascorrendo più tempo sulle pagine visitate.

AI Mode si basa inoltre sugli stessi sistemi di ranking e qualità usati per la Ricerca classica, ma introduce nuovi approcci per valutare l’affidabilità delle informazioni. Quando il sistema non è sufficientemente sicuro della risposta, vengono mostrati i risultati web tradizionali, garantendo trasparenza e controllo.

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WhatsApp si sta preparando a introdurre gli username come Telegram e Signal

WhatsApp continua a espandere e rinnovare le proprie funzionalità per mantenere la piattaforma competitiva nel panorama delle app di messaggistica istantanea. Tradizionalmente, l’app si è sempre basata sul numero di telefono per identificare e collegare gli account, ma questa impostazione potrebbe presto cambiare: nei più recenti aggiornamenti beta, infatti, è comparsa un’opzione per la prenotazione dei nomi utente (username).

L’introduzione di questa funzione avvicinerebbe WhatsApp a concorrenti come Telegram e Signal, che da tempo offrono la possibilità di comunicare senza condividere il proprio numero di telefono, semplicemente tramite un identificatore univoco.

La novità è stata individuata nella versione 2.25.28.12 della beta di WhatsApp per Android, dove tra le impostazioni è comparsa una nuova sezione dedicata proprio alla prenotazione del nome utente. Questo suggerisce che l’azienda stia preparando il terreno per un lancio pubblico della funzione, permettendo agli utenti di scegliere e registrare in anticipo il proprio username.

Questa fase preliminare servirebbe a garantire equità nella distribuzione dei nomi, evitando che gli utenti più rapidi possano accaparrarsi i nomi più popolari o riconoscibili prima dell’attivazione ufficiale. Inoltre, consentirebbe a Meta di testare il sistema su larga scala, verificandone stabilità e sicurezza.

Oltre a rappresentare un’evoluzione tecnica, l’introduzione dei nomi utente ha anche implicazioni importanti in termini di privacy. Attualmente, per contattare qualcuno su WhatsApp è necessario conoscere il suo numero di telefono, il che può essere percepito come un’informazione piuttosto sensibile. Con l’arrivo degli username, invece, sarà possibile interagire con altri utenti senza rivelare il proprio numero personale, aumentando la riservatezza nelle conversazioni, in particolare con nuovi contatti o in contesti pubblici.

Regole per la scelta del nome utente

Secondo le informazioni contenute nella versione beta, WhatsApp ha già stabilito alcune linee guida tecniche per la creazione degli username:

  • Il nome non può iniziare con “www.”

  • Deve contenere almeno una lettera

  • Sono ammessi solo caratteri minuscoli, numeri (0-9), punti e trattini bassi

  • Spazi o caratteri speciali non sono consentiti

Queste restrizioni mirano a garantire uniformità e compatibilità tra le diverse piattaforme e dispositivi, oltre a prevenire abusi o tentativi di phishing legati all’uso di nomi simili a domini web o marchi noti.

Al momento non è stato comunicato un calendario ufficiale per l’implementazione pubblica della funzione. Tuttavia, la presenza dell’opzione di prenotazione nella beta suggerisce che lo sviluppo sia già in una fase avanzata e che il rollout potrebbe iniziare nei prossimi mesi.

Come di consueto, WhatsApp procederà con un rilascio graduale, così da poter monitorare il comportamento del sistema, correggere eventuali bug e ottimizzare la gestione dei nomi duplicati o delle collisioni di username.

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OnePlus conferma la data di lancio di OxygenOS 16 basata su Android 16

Android 16 è disponibile già da tempo per gli utenti Pixel e, più recentemente, per alcuni dispositivi Samsung, Motorola e Sony. A brevissimo si aggiungerà alla lista anche OnePlus, che ha annunciato ufficialmente la disponibilità di OxygenOS 16 a partire dal 16 ottobre 2025.

La nuova versione del sistema, basata su Android 16, porta con sé il motto “Intelligently Yours”, che sembra alludere all’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale all’interno dell’esperienza utente. Un indizio arriva dalla conferma che Gemini, l’assistente AI di Google, sarà parte integrante della funzione Mind Space. Quest’ultima rappresenta un ambiente personale dove raccogliere appunti, articoli, screenshot e altri contenuti: grazie a Gemini, sarà possibile non solo recuperarli con facilità, ma anche elaborarli in maniera proattiva.

Un esempio mostrato da OnePlus riguarda proprio la pianificazione di un viaggio: un semplice comando a Gemini consente all’assistente di attingere alle informazioni già salvate in Mind Space e trasformarle in un piano organizzato, senza bisogno di richieste puntuali e frammentate.

Al momento, oltre alla data e a questa anticipazione sulle funzionalità AI, non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali. Sarà quindi necessario attendere il 16 ottobre per capire meglio quali dispositivi riceveranno l’aggiornamento e in quali tempi, con la speranza che il rollout sia rapido e ampio, evitando le lunghe attese che spesso caratterizzano il mondo Android.

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Samsung rifinisce One UI 8.5: icone, app e menu più curati nell’ultima build

Lo sviluppo di One UI 8.5 sta procedendo rapidamente, con i primi firmware trapelati che hanno già svelato diverse novità in arrivo sui dispositivi Galaxy. Dopo la prima build non definitiva, che presentava elementi grafici incompleti e qualche imperfezione, è ora disponibile un nuovo firmware che mostra ulteriori affinamenti dell’interfaccia e diverse migliorie.

La prima versione trapelata di One UI 8.5 mostrava icone non rifinite e dettagli grafici provvisori. Nella nuova build, Samsung ha già corretto alcuni di questi aspetti. Ad esempio, i pulsanti della lista widget nel pannello rapido, che inizialmente risultavano poco curati, ora presentano un aspetto coerente con il resto dell’interfaccia.

Oltre ai ritocchi estetici, il nuovo firmware introduce diversi cambiamenti funzionali e stilistici:

  • Digital Wellbeing ha ricevuto un piccolo restyling, con pulsanti più grandi che ne semplificano l’utilizzo.

  • Nella schermata di personalizzazione della lockscreen, toccando l’icona di un’app nei collegamenti rapidi si apre un pop-up con l’intera lista delle app disponibili.

  • L’app Telefono utilizza ora una barra inferiore composta solo da icone. Nella nuova build questa barra si estende per tutta la larghezza dello schermo, anche se i pulsanti effettivi restano concentrati al centro.

  • L’app Meteo segue l’approccio di Impostazioni, spostando la barra di ricerca in basso quando si attiva la funzione di ricerca. Inoltre, il nome della località viene messo in evidenza con un riquadro nella parte alta dello schermo.

  • Nel menu di modifica foto con Galaxy AI presente in Galleria, la grafica è stata aggiornata, mentre la barra di navigazione inferiore mostra ora tutte le schede disponibili senza richiedere lo scorrimento laterale.

  • In app come Meteo, Impostazioni e Galleria compare un effetto gradiente nella parte superiore e inferiore della schermata: un accorgimento che anticipa visivamente l’elemento successivo quando si scorre.

  • Il menu del registratore dello schermo è stato ridisegnato con pulsanti più grandi e icone dedicate che chiariscono la funzione di ogni opzione.

Va ricordato che One UI 8.5 è ancora in una fase di sviluppo iniziale. Le modifiche viste in questi firmware trapelati rappresentano soltanto una parte delle novità che Samsung introdurrà con la release finale. Come spesso accade, ulteriori cambiamenti potrebbero arrivare nelle prossime build interne, con affinamenti sia grafici che funzionali.

Samsung non ha ancora annunciato una data precisa per il debutto di One UI 8.5, ma è probabile che il rollout inizi in concomitanza con i prossimi top di gamma della serie Galaxy S26, per poi estendersi gradualmente anche ad altri modelli.

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Questa novità della One UI 8.5 proviene direttamente dall’era Touchwiz di Samsung

Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.

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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.

One UI One UI

Questa modifica è in linea con i recenti  aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.

In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.

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La schermata iniziale di Gemini potrebbe ricevere un restyling

Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.

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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.

I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.

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Linee guida RRP Rete Radio Prepper

Buongiorno a tutti, come annunciato nei giorni precedenti RRP si rinnova e abbandona le segnalazioni online.

RRP continuerà la sua attività ma sarà incentrata su tematiche più radiotecniche e meno social.

Una rete nata per dare supporto amatoriale in caso di necessità non può appoggiarsi a internet, oggi più che mai sentiamo la necessità di avvicinarci alla classica comunicazione via etere.

Qui di seguito troverete le linee guida per le comunicazioni, potete scaricarle, stamparle e volendo plastificare per renderlo impermeabile.

Ricordiamo inoltre il nostro gruppo per le vostre segnalazioni sul territorio su Telegram all’indirizzo: http://t.me/reteradio

e il nostro gruppo Gestione emergenze all’indirizzo http://t.me/prepper_italia

Grazie a tutti.

RETE_RADIO_PREPPER_RRP-Linee_guida_comunicazioni

 

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Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"

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di: Unit

Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"

Unit hacklab Milano si unisce alle voci che si alzano contro la militarizzazione dell'industria marittima. SeaFuture, nata come mostra di tecnologie nautiche civili, negli ultimi anni è stata trasformata in una vetrina per le tecnologie di guerra e di morte.

Solidarietà a Riconvertiamo SeaFuture per la …

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How to Deploy Lightweight Language Models on Embedded Linux with LiteLLM

This article was contributed by Vedrana Vidulin, Head of Responsible AI Unit at Intellias (LinkedIn).

As AI becomes central to smart devices, embedded systems, and edge computing, the ability to run language models locally — without relying on the cloud — is essential. Whether it’s for reducing latency, improving data privacy, or enabling offline functionality, local AI inference opens up new opportunities across industries. LiteLLM offers a practical solution for bringing large language models to resource-constrained devices, bridging the gap between powerful AI tools and the limitations of embedded hardware.

Deploying LiteLLM, an open source LLM gateway, on embedded Linux unlocks the ability to run lightweight AI models in resource-constrained environments. Acting as a flexible proxy server, LiteLLM provides a unified API interface that accepts OpenAI-style requests — allowing you to interact with local or remote models using a consistent developer-friendly format. This guide walks you through everything from installation to performance tuning, helping you build a reliable, lightweight AI system on embedded Linux distribution.

Setup checklist

Before you start, here’s what’s required:

  • A device running a Linux-based operating system (Debian) with sufficient computational resources to handle LLM operations.​
  • Python 3.7 or higher installed on the device.​
  • Access to the internet for downloading necessary packages and models.

Step-by-Step Installation

Step 1: Install LiteLLM

First, we make sure the device is up to date and ready for installation. Then we install LiteLLM in a clean and safe environment.

Update the package lists to ensure access to the latest software versions:

sudo apt-get update

Check if pip (Python Package Installer) is installed:

pip –version

If not, install it using:

sudo apt-get install python3-pip

It is recommended to use a virtual environment. Check if venv is installed:

dpkg -s python3-venv | grep “Status: install ok installed”

If venv is intalled the output would be “Status: install ok installed”. If not installed:

sudo apt install python3-venv -y

Create and activate virtual environment:

python3 -m venv litellm_envsource litellm_env/bin/activate

Use pip to install LiteLLM along with its proxy server component:

pip install ‘litellm[proxy]’

Use LiteLLM within this environment. To deactivate the virtual environment type deactivate.

Step 2: Configure LiteLLM

With LiteLLM installed, the next step is to define how it should operate. This is done through a configuration file, which specifies the language models to be used and the endpoints through which they’ll be served.

Navigate to a suitable directory and create a configuration file named config.yaml:

mkdir ~/litellm_configcd ~/litellm_confignano config.yaml

In config.yaml specify the models you intend to use. For example, to configure LiteLLM to interface with a model served by Ollama:

model_list:   model_name: codegemma litellm_params:   model: ollama/codegemma:2b   api_base: http://localhost:11434

This configuration maps the model name codegemma to the codegemma:2b model served by Ollama at http://localhost:11434.

Step 3: Serve models with Ollama

To run your AI model locally, you’ll use a tool called Ollama. It’s designed specifically for hosting large language models (LLMs) directly on your device — without relying on cloud services.

To get started, install Ollama using the following command:

curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | sh

This command downloads and runs the official installation script, which automatically starts the Ollama server.

Once installed, you’re ready to load the AI model you want to use. In this example, we’ll pull a compact model called codegemma:2b.

ollama pull codegemma:2b

After the model is downloaded, the Ollama server will begin listening for requests — ready to generate responses from your local setup.

Step 4: Launch the LiteLLM proxy server

With both the model and configuration ready, it’s time to start the LiteLLM proxy server — the component that makes your local AI model accessible to applications.

To launch the server, use the command below:

litellm –config ~/litellm_config/config.yaml

The proxy server will initialize and expose endpoints defined in your configuration, allowing applications to interact with the specified models through a consistent API.

Step 5: Test the deployment

Let’s confirm if everything works as expected. Write a simple Python script that sends a test request to the LiteLLM server and save it as test_script.py:

import openai client = openai.OpenAI(api_key=“anything”, base_url=http://localhost:4000“)response = client.chat.completions.create(    model=“codegemma”,    messages=[{“role”: “user”, “content”: “Write me a Python function to calculate the nth Fibonacci number.”}])print(response) 

Finally, run the script using this command:

python3 ./test_script.py

If the setup is correct, you’ll receive a response from the local model — confirming that LiteLLM is up and running.

Optimize LiteLLM performance on embedded devices

To ensure fast, reliable performance on embedded systems, it’s important to choose the right language model and adjust LiteLLM’s settings to match your device’s limitations.

Choosing the Right Language Model

Not every AI model is built for devices with limited resources — some are just too heavy. That’s why it’s crucial to go with compact, optimized models designed specifically for such environments:​

  • DistilBERT – a distilled version of BERT, retaining over 95% of BERT’s performance with 66 million parameters. It’s suitable for tasks like text classification, sentiment analysis, and named entity recognition.
  • TinyBERT – with approximately 14.5 million parameters, TinyBERT is designed for mobile and edge devices, excelling in tasks such as question answering and sentiment classification.
  • MobileBERT – optimized for on-device computations, MobileBERT has 25 million parameters and achieves nearly 99% of BERT’s accuracy. It’s ideal for mobile applications requiring real-time processing.
  • TinyLlama – a compact model with approximately 1.1 billion parameters, TinyLlama balances capability and efficiency, making it suitable for real-time natural language processing in resource-constrained environments.
  • MiniLM – a compact transformer model with approximately 33 million parameters, MiniLM is effective for tasks like semantic similarity and question answering, particularly in scenarios requiring rapid processing on limited hardware.

Selecting a model that fits your setup isn’t just about saving space — it’s about ensuring smooth performance, fast responses, and efficient use of your device’s limited resources.

Configure settings for better performance

A few small adjustments can go a long way when you’re working with limited hardware. By fine-tuning key LiteLLM settings, you can boost performance and keep things running smoothly.

Restrict the number of tokens

Shorter responses mean faster results. Limiting the maximum number of tokens in response can reduce memory and computational load. In LiteLLM, this can be achieved by setting the max_tokens parameter when making API calls. For example:​

import openai client = openai.OpenAI(api_key=“anything”, base_url=http://localhost:4000“)response = client.chat.completions.create(    model=“codegemma”,    messages=[{“role”: “user”, “content”: “Write me a Python function to calculate the nth Fibonacci number.”}],    max_tokens=500 # Limits the response to 500 tokens)print(response) 

Adjusting max_tokens helps keep replies concise and reduces the load on your device.
Managing simultaneous requests

If too many requests hit the server at once, even the best-optimized model can get bogged down. That’s why LiteLLM includes an option to limit how many queries it processes at the same time. For instance, you can restrict LiteLLM to handle up to 5 concurrent requests by setting max_parallel_requests as follows:

litellm –config ~/litellm_config/config.yaml –num_requests 5

This setting helps distribute the load evenly and ensures your device stays stable — even during periods of high demand.
A Few More Smart Moves

Before going live with your setup, here are two additional best practices worth considering:

  • Secure your setup – implement appropriate security measures, such as firewalls and authentication mechanisms, to protect the server from unauthorized access.
  • Monitor performance – use LiteLLM’s logging capabilities to track usage, performance, and potential issues.

LiteLLM makes it possible to run language models locally, even on low-resource devices. By acting as a lightweight proxy with a unified API, it simplifies integration while reducing overhead. With the right setup and lightweight models, you can deploy responsive, efficient AI solutions on embedded systems — whether for a prototype or a production-ready solution.

Summary 

Running LLMs on embedded devices doesn’t necessarily require heavy infrastructure or proprietary services. LiteLLM offers a streamlined, open-source solution for deploying language models with ease, flexibility, and performance — even on devices with limited resources. With the right model and configuration, you can power real-time AI features at the edge, supporting everything from smart assistants to secure local processing.

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We’re continuously exploring the future of tech, innovation, and digital transformation at Intellias — and we invite you to be part of the journey.

  • Visit our Intellias Blog and dive deeper into industry insights, trends, and expert perspectives.
  • This article was written by Vedrana Vidulin, Head of Responsible AI Unit at Intellias. Connect with Vedrana through her LinkedIn page

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Automating Compliance Management with UTMStack’s Open Source SIEM & XDR

Achieving and maintaining compliance with regulatory frameworks can be challenging for many organizations. Managing security controls manually often leads to excessive use of time and resources, leaving less available for strategic initiatives and business growth.

Standards such as CMMC, HIPAA, PCI DSS, SOC2 and GDPR demand ongoing monitoring, detailed documentation, and rigorous evidence collection. Solutions like UTMStack, an open source Security Information and Event Management (SIEM) and Extended Detection and Response (XDR) solution, streamlines this complex task by leveraging its built-in log centralization, correlation, and automated compliance evaluation capabilities. This article explores how UTMStack simplifies compliance management by automating assessments, continuous monitoring, and reporting.

Understanding Compliance Automation with UTMStack

UTMStack inherently centralizes logs from various organizational systems, placing it in an ideal position to dynamically assess compliance controls. By continuously processing real-time data, UTMStack automatically evaluates compliance with critical controls. For instance, encryption usage, implementation of two-factor authentication (2FA) and user activity auditing among many others can be evaluated automatically.

Figure 1: Automated evaluation of Compliance framework controls.

Example Compliance Control Evaluations:

  • Encryption Enforcement: UTMStack continuously monitors logs to identify instances where encryption is mandatory (e.g., data in transit or at rest). It evaluates real-time compliance status by checking log events to confirm whether encryption protocols such as TLS are actively enforced and alerts administrators upon detection of potential non-compliance. The following event, for example would trigger an encryption control failure:

    “message”: [{“The certificate received from the remote server was issued by an untrusted certificate authority. Because of this, none of the data contained in the certificate can be validated. The TLS connection request has failed. The attached data contains the server certificate”.}]
  • Two-Factor Authentication (2FA): By aggregating authentication logs, UTMStack detects whether 2FA policies are consistently enforced across the enterprise. Compliance is assessed in real-time, and automated alerts are generated if deviations occur, allowing immediate remediation. Taking Office365 as an example, the following log would confirm the use of 2FA in a given use authentication attempt:

    ’’authenticationDetails": [
    {

    "authenticationStepDateTime": "2025-04-29T08:15:45Z",
    "authenticationMethod": "Microsoft Authenticator",
    "authenticationMethodDetail": "Push Notification", "succeeded": true,
    "authenticationStepResultDetail": "MFA requirement satisfied"
    }’’
  • User Activity Auditing: UTMStack processes comprehensive activity logs from applications and systems, enabling continuous auditing of user  and devices actions. This includes monitoring privileged account usage, data access patterns, and identifying anomalous behavior indicative of compliance risks. This is a native function of UTMSatck and automatically checks the control if the required integrations are configured.

No-Code Compliance Automation Builder

One of UTMStack’s standout features is its intuitive, no-code compliance automation builder. Organizations can easily create custom compliance assessments and automated monitoring workflows tailored to their unique regulatory requirements without any programming experience. This flexibility empowers compliance teams to build bespoke compliance frameworks rapidly that update themselves and send reports on a schedule.

Figure 2: Compliance Framework Builder with drag and drop functionality.

Creating Custom Compliance Checks

UTMStack’s no-code interface allows users to:

  • Define custom compliance control logic visually.
  • Establish automated real-time monitoring of specific compliance conditions.
  • Generate and schedule tailored compliance reports.

This approach significantly reduces the administrative overhead, enabling compliance teams to respond swiftly to evolving regulatory demands.

Unified Compliance Management and Integration

Beyond automation, UTMStack serves as a centralized compliance dashboard, where controls fulfilled externally can be manually declared compliant within the platform. This unified “pane of glass” ensures that all compliance assessments—automated and manual—are consolidated into one comprehensive view, greatly simplifying compliance audits.

Moreover, UTMStack offers robust API capabilities, facilitating easy integration with existing Governance, Risk, and Compliance (GRC) tools, allowing seamless data exchange and further enhancing compliance management.

Sample Use Case: CMMC Automation

For CMMC compliance, organizations must demonstrate rigorous data security, availability, processing integrity, confidentiality, and privacy practices. UTMStack automatically evaluates controls related to these areas by analyzing continuous log data, such as firewall configurations, user access patterns, and audit trails.

Automated reports clearly detail compliance status, including specific control numbers and levels, enabling organizations to proactively address potential issues, dramatically simplifying CMMC assessments and future audits.

Figure 3: CMMC Compliance Control details

Compliance Control Evidence Remediation

When a framework control is identified as compliant, UTMStack automatically gathers the necessary evidence to demonstrate compliance. This evidence includes logs extracted from source systems and a dedicated, interactive dashboard for deeper exploration and analysis. Conversely, if the control evaluation identifies non-compliance, UTMStack employs an AI-driven technique known as Retrieval-Augmented Generation to provide remediation steps to security analysts and system engineers.

Compliance controls for each framework are not only evaluated but also provide dashboards for better understanding and navigation:

Figure 4: Compliance automation dashboards.

API-First Compliance Integration

UTMStack’s API-first approach enables compliance automation workflows to integrate effortlessly into existing IT ecosystems. Organizations leveraging various GRC platforms can easily synchronize compliance data, automate reporting, and centralize compliance evidence, thus minimizing manual data handling and significantly improving accuracy and efficiency.

Summary

Compliance management doesn’t have to be complicated or resource-draining. UTMStack’s open source SIEM and XDR solution simplifies and automates compliance with major standards such as CMMC, HIPAA, PCI DSS, SOC2, GDPR, and GLBA. By continuously monitoring logs, dynamically assessing compliance controls, and providing a user-friendly, no-code automation builder, UTMStack dramatically reduces complexity and enhances efficiency.

Organizations can easily customize and automate compliance workflows, maintain continuous monitoring, and integrate seamlessly with existing compliance tools, making UTMStack an invaluable resource for streamlined compliance management.

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We’re continuously improving UTMStack and welcome contributions from the cybersecurity and compliance community.

Your participation helps shape the future of compliance automation. Join us today!

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Corso Python

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di: Unit

9, 16, 23 aprile e 7 maggio 2025 ore 19 - ZAM Milano

Corso introduttivo alla programmazione in Python

Unit Hacklab per Università Popolare ZAM.


Il corso si svolge in quattro lezioni, con quattro insegnanti.

Scopo del corso: avvicinarsi alla programmazione, usando un linguaggio amichevole.

Segnalare la partecipazione con una mail …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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di: Unit

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Viviamo in un mondo di schermi …
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Al via la Terza Maratona delle TLC (l’agenda e dove seguirla)

Un’occasione di confronto sui temi caldi delle TLC, appuntamento 21 novembre ore 15:30 Dopo il seguito delle prime due edizioni, torna la Maratona delle TCL, un’iniziativa ideata da Assoprovider che punta a mettere a confronto gli operatori delle TLC. L’evento, aperto a tutti, si terrà il 21 novembre e sarà visibile  sulle piattaforme Linkedin e […]

L'articolo Al via la Terza Maratona delle TLC (l’agenda e dove seguirla) proviene da Assoprovider.

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Piracy Shield: Assoprovider presenta un esposto alla Corte dei Conti per possibile danno erariale

Roma, 22 novembre L'Associazione Assoprovider ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti di Roma riguardante il sistema Piracy Shield, adottato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). L'esposto chiede di accertare la sussistenza di un eventuale danno erariale e la congruità dell'azione dell'Agcom nella gestione delle risorse economiche relative al Piracy […]

L'articolo Piracy Shield: Assoprovider presenta un esposto alla Corte dei Conti per possibile danno erariale proviene da Assoprovider.

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Assoprovider, 19 anni dalla liberalizzazione del Wi-Fi, una nuova battaglia cruciale per il settore delle telecomunicazioni

Nell'ottobre del 2024, a 19 anni esatti dalla storica vittoria che liberalizzò l'uso del Wi-Fi in Italia, Assoprovider si trova nuovamente in prima linea per difendere il futuro del settore delle telecomunicazioni. Con l'approvazione del decreto Omnibus, ora legge dello Stato, affrontiamo una delle sfide più critiche della nostra storia. 2005-2024: Dal trionfo alla nuova […]

L'articolo Assoprovider, 19 anni dalla liberalizzazione del Wi-Fi, una nuova battaglia cruciale per il settore delle telecomunicazioni proviene da Assoprovider.

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TLC, Assoprovider: Allarme per il rischio carcere agli ISP nel DL Omnibus sulla pirateria

Il rischio di carcerazione per gli Internet Service Provider (ISP) rappresenta una minaccia senza precedenti per il settore delle telecomunicazioni in Italia Assoprovider, l'associazione rappresentativa dei piccoli e medi fornitori di servizi Internet in Italia, lancia un forte allarme riguardo agli emendamenti recentemente approvati dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato nell'ambito del DL Omnibus […]

L'articolo TLC, Assoprovider: Allarme per il rischio carcere agli ISP nel DL Omnibus sulla pirateria proviene da Assoprovider.

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NIS2, cos’è e come impatta sugli operatori di prossimità

La NIS2 è la direttiva sulla sicurezza informatica dell’Unione Europea. I Paesi membri hanno tempo fino al 17 ottobre 2024 per recepirla. Ma cosa cambia? Acronimo di Network and Information Security 2, la NIS2 è la direttiva emanata dall’Unione Europea, allo scopo di rafforzare la sicurezza informatica e la resilienza delle infrastrutture critiche in tutti […]

L'articolo NIS2, cos’è e come impatta sugli operatori di prossimità proviene da Assoprovider.

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Linux.dev mailing list service

We are pleased to announce the availability of a new mailing list service running under the new lists.linux.dev domain. The goal of this deployment is to offer a subscription service that:

  • prioritizes mail delivery to public-inbox archives available via lore.kernel.org
  • conforms to DMARC requirements to ensure subscriber delivery
  • makes minimal changes to email headers and no changes to the message body content for the purposes of preserving patch attestation

If you would like to host a Linux development mailing list on this platform, please see further details on the subspace.kernel.org site.

Why another mailing list service?

Linux development started in 1991 and has been ongoing for the past 30 years at an ever-increasing pace. Many popular code collaboration platforms have risen throughout these three decades -- and while some of them are still around, many others have shut down and disappeared without offering any way to preserve the history of the projects they used to host.

Development via mailed-in patches remains the only widely used mechanism for code collaboration that does not rely on centralized infrastructure maintained by any single entity. The Linux developer community sees transparency, independence and decentralization as core guiding principles behind Linux development, so it has deliberately chosen to continue using email for all its past and ongoing collaboration efforts.

What about vger.kernel.org?

The infrastructure behind lists.linux.dev supports multiple domains, so all mailing lists hosted on vger.kernel.org will be carefully migrated to the same platform while preserving current addresses, subscribers, and list ids. The only thing that will noticeably change is the procedure to subscribe and unsubscribe from individual lists. As majordomo is no longer maintained, we will instead switch to using separate subscribe/unsusbscribe addresses per each list.

There are no firm ETAs for this migration, but if you are currently subscribed to any mailing list hosted on vger.kernel.org, you will receive a message when the migration date is approaching.

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Git mirror available in Beijing

If you are a developer located around Beijing, or if your connection to Beijing is faster and more reliable than to locations outside of China, then you may benefit from the new git.kernel.org mirror kindly provided by Code Aurora Forum at https://kernel.source.codeaurora.cn/. This is a full mirror that is updated just as frequently as other git.kernel.org nodes (in fact, it is managed by the same team as the rest of kernel.org infrastructure, since CAF is part of Linux Foundation IT projects).

To start using the Beijing mirror, simply clone from that location or add a separate remote to your existing checkouts, e.g.:

git remote add beijing git://kernel.source.codeaurora.cn/pub/scm/.../linux.git
git fetch beijing master

You may also use http:// and https:// protocols if that makes it easier behind corporate firewalls.

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Get notifications for your patches

We are trialing out a new feature that can send you a notification when the patches you send to the LKML are applied to linux-next or to the mainline git trees. If you are interested in trying it out, here are the details:

  • The patches must be sent to the LKML (linux-kernel@vger.kernel.org).
  • One of the cc's must be notify@kernel.org (Bcc will not work).
  • Alternatively, there should be a "X-Patchwork-Bot: notify" email header.
  • The patches must not have been modified by the maintainer(s).
  • All patches in the series must have been applied, not just some of them.

The last two points are important, because if there are changes between the content of the patch as it was first sent to the mailing list, and how it looks like by the time it is applied to linux-next or mainline, the bot will not be able to recognize it as the same patch. Similarly, for series of multiple patches, the bot must be able to successfully match all patches in the series in order for the notification to go out.

If you are using git-format-patch, it is best to add the special header instead of using the Cc notification address, so as to avoid any unnecessary email traffic:

--add-header="X-Patchwork-Bot: notify"

You should receive one notification email per each patch series, so if you send a series of 20 patches, you will get a single email in the form of a reply to the cover letter, or to the first patch in the series. The notification will be sent directly to you, ignoring any other addresses in the Cc field.

The bot uses our LKML patchwork instance to perform matching and tracking, and the source code for the bot is also available if you would like to suggest improvements.

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List archives on lore.kernel.org

You may access the archives of many Linux development mailing lists on lore.kernel.org. Most of them include a full archive of messages going back several decades.

If you would like to suggest another kernel development mailing list to be included in this list, please follow the instructions on the following wiki page:

Archiving software

The software managing the archive is called Public Inbox and offers the following features:

  • Fast, searchable web archives
  • Atom feeds per list or per individual thread
  • Downloadable mbox archives to make replying easy
  • Git-backed archival mechanism you can clone and pull
  • Read-only nntp gateway

We collected many list archives going as far back as 1998, and they are now all available to anyone via a simple git clone. We would like to extend our thanks to everyone who helped in this effort by donating their personal archives.

Obtaining full list archives

Git clone URLs are provided at the bottom of each page. Note, that due mailing list volume, list archives are sharded into multiple repositories, each roughly 1GB in size. In addition to cloning from lore.kernel.org, you may also access these repositories on erol.kernel.org.

Mirroring

You can continuously mirror the entire mailing list archive collection by using the grokmirror tool. The following repos.conf file should get you all you need:

[lore.kernel.org]
site = https://lore.kernel.org
manifest = https://lore.kernel.org/manifest.js.gz
toplevel = /path/to/your/local/folder
mymanifest = /path/to/your/local/folder/manifest.js.gz
pull_threads = 4

Please note, that you will require at least 20+ GB of local storage. The mirroring process only replicates the git repositories themselves -- if you want to use public-inbox with them, you will need to run "public-inbox-init" and "public-inbox-index" to create the database files required for public-inbox operation.

Linking to list discussions from commits

If you need to reference a mailing list discussion inside code comments or in a git commit message, please use the "permalink" URL provided by public-inbox. It is available in the headers of each displayed message or thread discussion. Alternatively, you can use a generic message-id redirector in the form:

That should display the message regardless in which mailing list archive it's stored.

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Minor changes to kernel tarball releases

We'd like to announce several small changes to the way Linux tarballs are produced.

Mainline release tarball signatures

Starting with the 4.18 final release, all mainline tarball PGP signatures will be made by Greg Kroah-Hartman instead of Linus Torvalds. The main goal behind this change is to simplify the verification process and make all kernel tarball releases available for download on kernel.org be signed by the same developer.

Linus Torvalds will continue to PGP-sign all tags in the mainline git repository. They can be verified using the git verify-tag command.

Sunsetting .gz tarball generation

We stopped creating .bz2 copies of tarball releases 5 years ago, and the time has come to stop producing .gz duplicate copies of all our content as well, as XZ tools and libraries are now available on all major platforms. Starting September 1st, 2018, all tarball releases available via /pub download locations will only be available in XZ-compressed format.

If you absolutely must have .gz compressed tarballs, you may obtain them from git.kernel.org by following snapshot download links in the appropriate repository view.

No future PGP signatures on patches and changelogs

For legacy purposes, we will continue to provide pre-generated changelogs and patches (both to the previous mainline and incremental patches to previous stable). However, from now on they will be generated by automated processes and will no longer carry detached PGP signatures. If you require cryptographically verified patches, please generate them directly from the stable git repository after verifying the PGP signatures on the tags using git verify-tag.

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Best way to do linux clones for your CI

If you are in charge of CI infrastructure that needs to perform frequent full clones of kernel trees from git.kernel.org, we strongly recommend that you use the git bundles we provide instead of performing a full clone directly from git repositories.

It is better for you, because downloading the bundle from CDN is probably going to be much faster for you than cloning from our frontends due to the CDN being more local. You can even copy the bundle to a fileserver on your local infrastructure and save a lot of repeated external traffic.

It is better for us, because if you first clone from the bundle, you only need to fetch a handful of newer objects directly from git.kernel.org frontends. This not only uses an order of magnitude less bandwidth, but also results in a much smaller memory footprint on our systems -- git daemon needs a lot of RAM when serving full clones of linux repositories.

Here is a simple script that will help you automate the process of first downloading the git bundle and then fetching the newer objects:

Thank you for helping us keep our systems fast and accessible to all.

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Nitrokey digital tokens for kernel developers

The Linux Foundation IT team has been working to improve the code integrity of git repositories hosted at kernel.org by promoting the use of PGP-signed git tags and commits. Doing so allows anyone to easily verify that git repositories have not been altered or tampered with no matter from which worldwide mirror they may have been cloned. If the digital signature on your cloned repository matches the PGP key belonging to Linus Torvalds or any other maintainer, then you can be assured that what you have on your computer is the exact replica of the kernel code without any omissions or additions.

To help promote the use of PGP signatures in Linux kernel development, we now offer a detailed guide within the kernel documentation tree:

Nitrokey logo

Further, we are happy to announce a new special program sponsored by The Linux Foundation in partnership with Nitrokey -- the developer and manufacturer of smartcard-compatible digital tokens capable of storing private keys and performing PGP operations on-chip. Under this program, any developer who is listed as a maintainer in the MAINTAINERS file, or who has a kernel.org account can qualify for a free digital token to help improve the security of their PGP keys. The cost of the device, including any taxes, shipping and handling will be covered by The Linux Foundation.

To participate in this program, please access the special store front on the Nitrokey website:

Who qualifies for this program?

To qualify for the program, you need to have an account at kernel.org or have your email address listed in the MAINTAINERS file (following the "M:" heading). If you do not currently qualify but think you should, the easiest course of action is to get yourself added to the MAINTAINERS file or to apply for an account at kernel.org.

Which devices are available under this program?

The program is limited to Nitrokey Start devices. There are several reasons why we picked this particular device among several available options.

First of all, many Linux kernel developers have a strong preference not just for open-source software, but for open hardware as well. Nitrokey is one of the few companies selling GnuPG-compatible smartcard devices that provide both, since Nitrokey Start is based on Gnuk cryptographic token firmware developed by Free Software Initiative of Japan. It is also one of the few commercially available devices that offer native support for ECC keys, which are both faster computationally than large RSA keys and generate smaller digital signatures. With our push to use more code signing of git objects themselves, both the open nature of the device and its support for fast modern cryptography were key points in our evaluation.

Additionally, Nitrokey devices (both Start and Pro models) are already used by open-source developers for cryptographic purposes and they are known to work well with Linux workstations.

What is the benefit of digital smartcard tokens?

With usual GnuPG operations, the private keys are stored in the home directory where they can be stolen by malware or exposed via other means, such as poorly secured backups. Furthermore, each time a GnuPG operation is performed, the keys are loaded into system memory and can be stolen from there using sufficiently advanced techniques (the likes of Meltdown and Spectre).

A digital smartcard token like Nitrokey Start contains a cryptographic chip that is capable of storing private keys and performing crypto operations directly on the token itself. Because the key contents never leave the device, the operating system of the computer into which the token is plugged in is not able to retrieve the private keys themselves, therefore significantly limiting the ways in which the keys can be leaked or stolen.

Questions or problems?

If you qualify for the program, but encounter any difficulties purchasing the device, please contact Nitrokey at shop@nitrokey.com.

For any questions about the program itself or with any other comments, please reach out to info@linuxfoundation.org.

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RC tarballs and patches starting with 4.12-rc1

As you may be aware, starting with 4.12-rc1 Linus will no longer provide signed tarballs and patches for pre-release ("-rc") kernels. Reasons for this are multiple, but largely this is because people who are most interested in pre-release tags -- kernel developers -- do not rely on patches and tarballs to do their work.

Obtaining tarballs on your own

Here is how you can generate the tarball from a pre-release tag using the "git archive" command (we'll use 4.12-rc1 in these examples):

git clone git://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git
cd linux
git verify-tag v4.12-rc1
git archive --format=tar.gz --prefix=linux-4.12-rc1/ \
  -o linux-4.12-rc1.tar.gz v4.12-rc1

The upside of this method is that during the "git verify-tag" step you will check the PGP signature on the tag to make sure that what you cloned is exactly the same tree as on Linus Torvalds's computer.

The downside of this method is that you will need to download about 1 GiB of data -- the entire git history of the Linux kernel -- just to get the latest tag. Notably, when -rc2 is tagged, all you'll need to do is run a quick "git pull" to get the latest objects and it will be dramatically less data to download, so cloning the whole tree may be worth it to you in the long run if you plan to do this again in the future.

If you do not want to download the whole git repository and just want to get the latest tarball, you can download the version automatically generated by cgit at the following (or similar URL):

wget https://git.kernel.org/torvalds/t/linux-4.12-rc1.tar.gz

Please note that you will not be able to cryptographically verify the integrity of this archive, but the download will be about 10 times less in size than the full git tree.

Obtaining patches to the previous mainline

If you would like to get just the patch to the previous mainline release, you can get it from cgit as well:

wget -O patch-4.12-rc1 https://git.kernel.org/torvalds/p/v4.12-rc1/v4.11

Unfortunately, cgit does not currently offer an easy way to get gzip-compressed patches, but if you would like to reduce the amount of data you download, you can use http-level gzip compression:

wget -O patch-4.12-rc1.gz --header="accept-encoding: gzip" \
  https://git.kernel.org/torvalds/p/v4.12-rc1/v4.11

The links to these patches are available on the front page of https://www.kernel.org/.

Why not provide these at their old locations?

We intentionally did not provide these automatically generated tarballs and patches in locations previously used by Linus (/pub/linux/kernel/v4.x/testing), even if this meant potentially breaking automated scripts relying on contents published there. Anything placed in the /pub tree is signed and curated directly by developers and all patches and software archives published there invariably come with a PGP signature provided directly by the developer of that software (or one of the developers).

Patches and tarballs automatically generated by git.kernel.org are NOT a replacement for this stringent process, but merely a convenience service that comes with very different trust implications. By providing these at different URLs we wanted all users of these services to make a conscious decision on whether they want to trust these automatically generated tarballs and patches, or whether they want to change their process to continue to use PGP-verifiable tags directly from the git tree.

  •  

If you got "BAD Signature" this morning

The XZ tarballs for the following kernel releases did not initially pass signature verification due to benign changes to the tarball structure done by the pixz compression tool:

  • 4.11.1
  • 4.10.16
  • 4.9.28
  • 4.4.68

These changes would have resulted in GPG returning "Bad Signature" if you tried to verify their integrity. Once we identified the problem, we generated new XZ tarballs without tar header modifications and now they should all pass PGP signature verification.

We preserved the original .xz tarballs as -badsig files in the archives in case you wanted to verify that there was nothing malicious in them, merely tar header changes. You can find them in the same v4.x directory:

Our apologies for this problem and thanks to Brad Spengler and everyone else who alerted us about this issue.

  •  

Fast new frontends with Packet

Packet logo

We are extremely happy to announce that Packet has graciously donated the new hardware systems providing read-only public access to the kernel.org git repositories and the public website (git.kernel.org and www.kernel.org, respectively). We have avoided using cloud providers in the past due to security implications of sharing hypervisor memory with external parties, but Packet's hardware-based single-tenant approach satisfies our security requirements while taking over the burden of setting up and managing the physical hardware in multiple worldwide datacenters.

As of March 11, 2017, the four new public frontends are located in the following geographical locations:

  • San Jose, California, USA
  • Parsippany, New Jersey, USA
  • Amsterdam, Netherlands
  • Tokyo, Japan

We have changed our DNS configuration to support GeoDNS, so your requests should be routed to the frontend nearest to you.

Each Packet-hosted system is significantly more powerful than our previous generation frontends and have triple the amount of available RAM, so they should be a lot more responsive even when a lot of people are cloning linux.git simultaneously.

Our special thanks to the following organizations who have graciously donated hosting for the previous incarnation of kernel.org frontends:

If you notice any problems with the new systems, please email helpdesk@kernel.org.

  •  

Shutting down FTP services

Those of you who have been around for a while may remember a time when you used to be able to mount kernel.org directly as a partition on your system using NFS (or even SMB/CIFS). The Wayback Machine shows that this was still advertised some time in January 1998, but was removed by the time the December 1998 copy was made.

Let's face it -- while kinda neat and convenient, offering a public NFS/CIFS server was a Pretty Bad Idea, not only because both these protocols are pretty terrible over high latency connections, but also because of important security implications.

Well, 19 years later we're thinking it's time to terminate another service that has important protocol and security implications -- our FTP servers. Our decision is driven by the following considerations:

  • The protocol is inefficient and requires adding awkward kludges to firewalls and load-balancing daemons
  • FTP servers have no support for caching or accelerators, which has significant performance impacts
  • Most software implementations have stagnated and see infrequent updates

All kernel.org FTP services will be shut down by the end of this year. In hopes to minimise the potential disruption, we will be doing it in two stages:

  1. ftp://ftp.kernel.org/ service will be terminated on March 1, 2017
  2. ftp://mirrors.kernel.org/ service will be terminated on December 1, 2017

If you have any concerns, please feel free to contact ftpadmin@kernel.org (ah, the irony).

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Gandi.net TLS certificates

Gandi logo

If your browser alerted you that the site certificates have changed, that would be because we replaced our StartCOM, Ltd certificates with those offered by our DNS registrar, Gandi. We are very thankful to Gandi for this opportunity.

A common question is why we aren't using the certificates offered by the Let's Encrypt project, and the answer is that there are several technical hurdles (on our end) that currently make it complicated. Once we resolve them, we will most likely switch to using certificates issued by our fellow Linux Foundation project.

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Cloning Linux from a bundle

If you find yourself on an unreliable Internet connection and need to perform a fresh clone of Linux.git, you may find it tricky to do so if your connection resets before you are able to complete the clone. There is currently no way to resume a git clone using git, but there is a neat trick you can use instead of cloning directly -- using git bundle files.

Here is how you would do it.

  1. Start with "wget -c", which tells wget to continue interrupted downloads. If your connection resets, just rerun the same command while in the same directory, and it will pick up where it left off:

    wget -c https://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git/clone.bundle
    
  2. Next, clone from the bundle:

    git clone clone.bundle linux
    
  3. Now, point the origin to the live git repository and get the latest changes:

    cd linux
    git remote remove origin
    git remote add origin https://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git
    git pull origin master
    

Once this is done, you can delete the "clone.bundle" file, unless you think you will need to perform a fresh clone again in the future.

The "clone.bundle" files are generated weekly on Sunday, so they should contain most objects you need, even during kernel merge windows when there are lots of changes committed daily.

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Introducing Fastly CDN

Fastly logo

We are happy to announce that Fastly has offered their worldwide CDN network to provide fast download services for Linux kernel releases, which should improve download speeds for those of you located outside North America. We have modified the front page to offer CDN-powered download links, but all the existing URLs should continue to work.

If you would like to avoid using Fastly, you can simply change the URL to have "www.kernel.org" instead of "cdn.kernel.org". As always, please use PGP Signature Verification for all downloaded files regardless of where you got them.

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Hurr, Durr Im'a Sheep

Linus named the upcoming 4.0 release of the kernel "Hurr Durr I'ma Sheep" (see his git commit), so we are celebrating this April Fool's day with a minor prank. If you've been redirected to imasheep.hurrdurr.org, do not panic. It's all part of the joke.

We've also restored all FTP and Rsync access to the mirrors.kernel.org servers, as we seem to have resolved our SSD and dm_cache problems. If you're still using FTP, however, please consider switching to HTTP. FTP is a protocol designed for a different era -- these days everyone should be avoiding it for multiple reasons.

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FTP limited on mirrors.kernel.org

We've had to temporarily limit FTP access to mirrors.kernel.org due to high IO load.

We have recently upgraded our hardware in order to increase capacity -- 16TB was no longer nearly sufficient enough to host all the distro mirrors and archives. We chose larger but slower disks and offset the loss of performance by heavily utilizing SSD IO caching using dm-cache.

While it was performing very well, we have unfortunately run across an FS data corruption bug somewhere along this stack:

megaraid_sas + dm_cache + libvirt/virtio + xfs

We've temporarily removed dm-cache from the picture and switched to Varnish on top of SSD for http object caching. Unfortunately, as Varnish does not support FTP, we had to restrict FTP protocol to a limited number of concurrent sessions in order to reduce disk IO. If you are affected by this, simply switch to HTTP protocol that does not have such restrictions.

This is a temporary measure until we identify the dm-cache problem that was causing data corruption, at which point we will restore unrestricted FTP access.

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Heartbleed statement

Since we rely on the OpenSSL library for serving most of our websites, we, together with most of the rest of the open-source world, were vulnerable to the HeartBleed vulnerability. We have switched to the patched version of OpenSSL within hours of it becoming available, plus have performed the following steps to mitigate any sensitive information leaked via malicious SSL heartbeat requests:

  • Replaced all SSL keys across all kernel.org sites.
  • Expired all active sessions on Bugzilla, Patchwork, and Mediawiki sites, requiring everyone to re-login.
  • Changed all passwords used for admin-level access to the above sites.

As kernel.org developers do not rely on SSL to access git repositories, there is no need to replace any SSH or PGP keys used for developer authentication.

If you have any questions or concerns, please email us at webmaster@kernel.org for more information.

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Happy new year and good-bye bzip2

Good-bye bzip2

We started listing xz-compressed versions of kernel archives in all our announcements back in March 2013, and the time has come to complete the switch. Effective immediately, we will no longer be providing bzip2-compressed versions for new releases of the Linux kernel and other software. Any previously released .tar.bz2 archives will continue to be available without change, and we will also continue to provide gzip-compressed versions of all new releases for the foreseeable future.

So, from now on, all releases will be offered as both .tar.gz and .tar.xz, but not as .tar.bz2. We apologize if this interferes with any automated tools.

Happy new year!

Happy new year to all kernel.org users and visitors. The Linux Foundation and Linux Kernel Archives teams extend their warmest wishes to you all, and we hope that 2014 proves to be just as awesome (or awesomer) for the Linux kernel.

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New frontend and googlesource.com

Montreal frontend

We have added another official frontend for serving the kernel content, courtesy of Vexxhost, Inc. There is now a total of three frontends, one in Palo Alto, California, one in Portland, Oregon, and one in Montreal, Quebec. This should allow for better geographic dispersion of official mirrors, as well as better fault tolerance.

Kernel.googlesource.com

We are happy to announce that kernel.googlesource.com is now relying on grokmirror manifest data to efficiently mirror git.kernel.org, which means that if accessing git.kernel.org is too high latency for you due to your geographical location (EMEA, APAC), kernel.googlesource.com should provide you with a fast local mirror that is at most 5 minutes behind official sources.

We extend our thanks to Google for making this available to all kernel hackers and enthusiasts worldwide.

TLS 1.2 and PFS

With the latest round of upgrades, we are now serving TLS 1.2 with PFS across all kernel.org sites, offering higher protection against eavesdropping.

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Mirroring kernel.org repositories

If you would like to mirror all or a subset of kernel.org git repositories, please use a tool we wrote for this purpose, called grokmirror. Grokmirror is git-aware and will create a complete mirror of kernel.org repositories and keep them automatically updated with no further involvement on your part.

Grokmirror works by keeping track of repositories being updated by downloading and comparing the master manifest file. This file is only downloaded if it's newer on the server, and only the repositories that have changed will be updated via "git remote update".

You can read more about grokmirror by reading the README file.

Obtaining grokmirror

If grokmirror is not yet packaged for your distribution, you can obtain it from a git repository:

git clone git://git.kernel.org/pub/scm/utils/grokmirror/grokmirror.git

In additon to git, you will need to install the following python dependencies on your mirror server:

Setting up a kernel.org mirror

It is recommended that you create a dedicated "mirror" user that will own all the content and run all the cron jobs. It is generally discouraged to run this as user "root".

The default repos.conf already comes pre-configured for kernel.org. We reproduce the minimal configuration here:

[kernel.org]
site = git://git.kernel.org
manifest = http://git.kernel.org/manifest.js.gz
default_owner = Grokmirror User
#
# Where are we going to put the mirror on our disk?
toplevel = /var/lib/git/mirror
#
# Where do we store our own manifest? Usually in the toplevel.
mymanifest = /var/lib/git/mirror/manifest.js.gz
#
# Where do we put the logs?
log = /var/log/mirror/kernelorg.log
#
# Log level can be "info" or "debug"
loglevel = info
#
# To prevent multiple grok-pull instances from running at the same
# time, we first obtain an exclusive lock.
lock = /var/lock/mirror/kernelorg.lock
#
# Use shell-globbing to list the repositories you would like to mirror.
# If you want to mirror everything, just say "*". Separate multiple entries
# with newline plus tab. Examples:
#
# mirror everything:
#include = *
#
# mirror just the main kernel sources:
#include = /pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git
#          /pub/scm/linux/kernel/git/stable/linux-stable.git
#          /pub/scm/linux/kernel/git/next/linux-next.git
#
# mirror just git:
#include = /pub/scm/git/*
include = *
#
# This is processed after the include. If you want to exclude some specific
# entries from an all-inclusive globbing above. E.g., to exclude all
# linux-2.4 git sources:
#exclude = */linux-2.4*
exclude =

Install this configuration file anywhere that makes sense in your environment. You'll need to make sure that the following directories (or whatever you changed them to) are writable by the "mirror" user:

  • /var/lib/git/mirror
  • /var/log/mirror
  • /var/lock/mirror

Mirroring kernel.org git repositories

Now all you need to do is to add a cronjob that will check the kernel.org mirror for updates. The following entry in /etc/cron.d/grokmirror.cron will check the mirror every 5 minutes:

# Run grok-pull every 5 minutes as "mirror" user
*/5 * * * * mirror /usr/bin/grok-pull -p -c /etc/grokmirror/repos.conf

(You will need to adjust the paths to the grok-pull command and to repos.conf accordingly to reflect your environment.)

The initial run will take many hours to complete, as it will need to download about 50 GB of data.

Mirroring a subset of repositories

If you are only interested in carrying a subset of git repositories instead of all of them, you are welcome to tweak the include and exclude parameters.

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Fifty shades of Tux

Special thanks to Benoît Monin for donating a MIT-licensed CSS theme to the kernel.org project to replace the one we hastily put together. Though the Pelican authors have since obtained a free-license commitment from the copyright owners of the CSS files shipping with Pelican, we wanted to have something that looked a bit less like the default theme anyway.

If anyone else wants to participate, full sources of the kernel.org website are available from the git repository.

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/pub tree resync-ing

Due to a failure in one of the rsync scripts during the maintenance window, the mirrors of /pub hierarchy on www.kernel.org got erased. We are resyncing them now from the master storage, but in the meantime you will probably get an occasional "Forbidden". The entirety of the archive should be rsync'ed in a few hours.

We apologize profusely for the problem and will fix the script to make sure this doesn't happen again.

Contents of git.kernel.org are unaffected.

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Cleanroom styles

You are probably wondering what happened to the site's look. Unfortunately, we've been alerted that the default theme shipped by Pelican (which we largely adapted) has an unclear license. Until this is cleared up, we've put together a quick-and-dirty cleanroom CSS reimplementation that preserves the functional aspects of the site, but sacrifices a lot of the bells and whistles.

If you are a CSS designer and would like to donate your own cleanroom style, please let us know at webmaster@kernel.org.

Our apologies, and we promise to keep a keener eye on licensing details of various templates distributed with open-source products.

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Pelican

Welcome to the reworked kernel.org website. We have switched to using Pelican in order to statically render our site content, which simplifies mirroring and distribution. You can view the sources used to build this website in its own git repository.

Additionally, we have switched from using gitweb-caching to using cgit for browsing git repositories. There are rewrite rules in place to forward old gitweb URLs to the pages serviced by cgit, so there shouldn't be any broken links, hopefully. If you notice that something that used to work with gitweb no longer works for you with cgit, please drop us a note at webmaster@kernel.org.

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Assoprovider ricorre al TAR contro la multa di AGCOM

L’associazione dei provider di servizi internet contesta la sanzione amministrativa comminata da AGCOM, nel caso del Piracy Shield e sceglie di impugnare la decisione davanti al Tribunale Amministrativo Assoprovider, l’associazione che tutela i diritti dei provider indipendenti di servizi Internet, si rivolge al Tar contro la multa che AGCOM le ha comminato nello scorso aprile […]

L'articolo Assoprovider ricorre al TAR contro la multa di AGCOM proviene da Assoprovider.

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Rete Radio Prepper – RRP

Negli ultimi avvenimenti meteo dell’autunno 2019 ci si è resi conto di quanto fragili siano i sistemi di comunicazione che necessitano di un’accesso alla rete per funzionare, la radio fa parte di uno di quei pochi sistemi di comunicazione che non necessità di internet.

In caso di blocco della rete le radio sono indispensabili, sono state utili in passato e lo sono tutt’ora e nonostante la tecnologia avanzi non c’è nulla che possa sostituirle.

Meteonuvola è un progetto amatoriale, nato su Telegram, fatto di soli appassionati che hanno l’intento di creare un sistema di informazione culturale e di sostegno emergenziale, per questo, per rendere ancora più efficace il progetto, abbiamo creato dato vita ad un nuovo servizio, la Rete Radio Prepper.

In caso di necessità (o per semplici prove radio) l’utente si collega al bot telegram http://t.me/meteonuvolabot e manda la propria segnalazione (radio, meteo, eventi sociopolitici ecc..)  seguendo le istruzioni a schermo ( è molto semplice ), una volta inviata quest’ultima comparirà nella mappa interattiva che contiene anche altre informazioni, automaticamente la notifica arriverà nel canale http://t.me/radiosegnalazioni , gli utenti del canale quindi riceveranno una notifica e si potranno mettere in contatto con il segnalatore più vicino a lui.

Gli utenti che vogliono entrare a fare parte della nostra rete non devono fare altro che collegarsi al bot Telegram meteonuvolabot, seguire le istruzioni per ricevere un nominativo e segnalare la propria stazione fissa.

La Rete Radio Prepper usa il canale 2 PMR/CB (am o fm), 145.300 FM e 7190 LSB HF.

In caso di rete fuori uso la mappa non sarà accessibile ovviamente ma è possibile scaricare i file KMZ per poterla caricare su altre mappe utilizzate su cellulare o google earth, consigliamo comunque di fare una stampa della propria zona.

Le segnalazioni meteo vengono raccolte nel gruppo telegram http://t.me/italiameteo,

Quelle degli eventi estremi sul gruppo prepper_italia

I PMR sono ricetrasmittenti che soffrono degli ostacoli, in città difficilmente si arriverà a coprire oltre il km, fuori città in area esposta circa 5-7 km, in altura si possono superare anche i 20km, con alcuni casi particolari di oltre 100 km, i CB permettono di raggiungere distanze notevoli ma hanno bisogno di antenne più impegnative, sono più indicati per essere montati sull’autovettura o in casa.

Ricapitolando:

Rete Radio Prepper, canale 2 PMR e canale 2 CB in am o fm, 145.300 FM e 7190 LSB solo per radioamatori.

Bot telegram per aderire e per segnalarsi : http://t.me/meteonuvolabot

Canale segnalazioni ( dove giungono le proprie segnalazioni radio..) : http://t.me/radiosegnalazioni

Gruppo emergenze e segnalazioni eventi avversi http://t.me/prepper_italia

Gruppo semplici segnalazioni meteo : http://t.me/italiameteo

Vogliamo precisare che non c’è alcuna intenzione di prendere iniziative al di fuori della competenza amatoriale, la rete “potrebbe servire in caso di…”  ma non si sostituisce in nessun caso agli Organi Ufficiali, si tratta di un progetto volontario e di libero uso.

Vi aspettiamo dunque nel canale Canale Radiosegnalazioni

Contatto Amministratore su Telegram

Amministratore

 

Visualizza a schermo intero

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Nuovo servizio avvisi meteo via radio HF

Buongiorno a tutti, è in fase di sperimentazione un servizio di avvisi condizioni meteo avverse in modalità MFSK32 sulla banda dei 20 metri, frequenza 14.310 mhz.

Gli avvisi verranno emessi in caso di effettiva necessità quindi senza un orario ben preciso.

Zona di emissione 1 Torino, potenza 20w.

Zona di emissione 2 Cagliari, potenza 20w

Per l’ascolto su windows consigliamo il programma fldigi, per Android andflmsg

Servizio a cura di IW1GHG e IS0AGS.

 

Per chi volesse la QSL di ascolto si prega di contattarci fornendo il nominativo SWL o radioamatoriale , l’ora, il giorno e l’RST.

[contact-form-7]

 

 

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MALTEMPO 

Dalla tarda serata è previsto l’arrivo di nevicate deboli diffuse su parte del nord ovest in spostamento verso est nel corso della notte. Maggiormente coinvolti i settori a sud del Po, in particolare Liguria, Piemonte meridionale, Emilia, Appennino Tosco-Emiliano, Lombardia meridionale e da domattina tutto il nord Est la Romagna. Prestare particolare attenzione nella guida stante le temperature negative e le possibili condizioni critiche della rete viaria per presenza di neve e ghiaccio.

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Assoprovider ricevuta dal Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica Butti al Dipartimento per Trasformazione Digitale

Il 16.5 u.s. il Presidente dell’associazione Assoprovider Giovanbattista Frontera e il Consulente Giuridico Fulvio Sarzana sono stati ricevuti dal Sottosegretario all’innovazione tecnologica Sen. Alessio Butti, al Dipartimento per la Trasformazione Digitale. L’incontro sui temi caldi della digitalizzazione è stato molto proficuo vista la notevole identità di vedute su molti argomenti. Si è delineata anche una […]

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Piracy Shield: Assoprovider si rivolge al Consiglio di Stato contro la piattaforma AGCOM

Roma, 22 aprile. Assoprovider, l’associazione di operatori di TLC indipendenti, continua la sua battaglia di legalità sulla piattaforma dell’AGCOM, Piracy shield, ed impugna le disposizioni regolamentari davanti al Consiglio di Stato, attraverso lo Studio Legale Sarzana di Roma. Le decine di segnalazioni di utenti, imprese ed associazioni, ingiustamente lese nei propri diritti, hanno convinto l’Associazione […]

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Piracy Shield: AGCOM multa Assoprovider per ostacolo ad attività di vigilanza

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha multato l’Associazione Assoprovider per ostacolo all’attività di vigilanza nel caso Piracy Shield. Roma, 4 aprile. Assoprovider, l’associazione degli Internet Service Provider, è stata multata da AGCOM per ostacolo ad attività di vigilanza nel contesto dell’attività della piattaforma Piracy Shield. Il provvedimento giunge dopo il rifiuto da parte […]

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“La nuova ZES UNICA SUD danneggia le PMI”, la denuncia di Antonella Oliviero

Sono due i grandi limiti della Zona Zes Unica Sud, l’esclusione della banda larga e di tutti i progetti di investimento di importo inferiore a 200 mila euro, come spiega il vice presidente di Assoprovider in quest’intervista.  «Dobbiamo farci sentire, chiudere i nostri servizi per qualche giorno, per far comprendere a questo governo quanto le […]

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Benefit Mafalda

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di: Unit

Domenica 8 Ottobre 2023, ore 16-21

Acheritivo di autofinanziamento unit hacklab per server autogestito "Mafalda".

Ore 16:00 Email / Thunderbird
Ore 17:00 Torrent
Ore 18:00 Parla Radio Z-AM
Ore 19:00 Chill out live Dj-set by unit electric assembly

Banchetto libretti autoprodotti, PirateBox
e il //ritorno del MAME …

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LOST - FOGS OF WAR

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di: Unit

LOST - FOGS OF WAR

FOGS OF WAR

Sabato 25 giugno 2022 alle ore 18.00 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano

Aggiornamento: per motivi termici indipendenti dalla nostra volontà l'incontro inizialmente previsto per le ore 16 è stato posticipato di due ore. L'inizio sarà alle ore 18.00.

La guerra tra Russia e Ucraina, oltre …

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Labyrinthus

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di: Unit

5 maggio 2022 ore 21 - FOA Boccaccio, Monza

Parteciperemo giovedì 5 maggio a LABYRINTHUS 2.0 / Forme di resistenza nello spazio digitale. Dal Web 3.0 al Metaverso, dalle blockchain agli NFT.

La nostra prima reazione è stata: preferiremmo di no, perché siamo contro. "Sì ok, ma per favore potreste …

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab

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di: Unit

logo-unit-arancione

Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab.

C'è/Abbiamo bisogno, come ogni anno, di pagare il server e anche il dominio.

Stiamo anche ragionando di allargarci e prendere un server più capace, perchè quello che stiamo usando, pagato attraverso iniziative di autofinanziamento, è arrivato a tappo.

Tutto questo …

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bitume decodifiche binarie diretta

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di: Unit

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Lunedì 27 gennaio 2020 ore 21

Quarta puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume antropocene diretta

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di: Unit

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Mercoledì 25 dicembre 2019 ore 22

Terza puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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unit con ghiaccio

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di: Unit

Venerdì 13 dicembre 2019 dalle 18.30 alle 22.30

unit con ghiaccio

acheritivo di autofinanziamento unit hacklab: rooting libero del telefono, elettronica usata a offerta libera. Hai bisogno di un lettore dvd? Di uno scanner? Noi di fare spazio e pagare il server.

spritz'n'lazz

live music by unit electric …

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bitume meme-stupendo diretta

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di: Unit

logo-bitume

Lunedì 09 dicembre 2019 ore 21

Seconda puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume datajustice diretta

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di: Unit

logo-bitume

Lunedì 18 novembre 2019 ore 21

Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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di: Unit

Update: la proiezione non è successa

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00 …

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Visioni libere: The internet own boy

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di: Unit

Durante Connessioni Caotiche 2019 proiezione del documentario su Aaron Swartz.

Sabato 4 maggio 2019

The Internet’s own boy, Brian Knappenberg, 2014

ENG sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Ore 21:00

Il Ragazzo di internet è Aaron Swartz, attivista
dei diritti in rete accusato di frode informatica …
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Visioni libere: I am a cyborg but that's OK

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di: Unit

Sesta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 6 maggio 2019

I'm a Cyborg, but that's OK, Park Chan-wook, 2006

KOR sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Young-goon è una cyborg e ha …
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Visioni libere: The young Karl Marx

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di: Unit

Quinta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 29 aprile 2019

Il giovane Karl Marx, Raoul Peck, 2017

FRA sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

I comunisti rifiutano di nascondere le loro opinioni …
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Visioni libere: Life of Brian

✇unit
di: Unit

Quarta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Life of Brian, Monty Python, 1979

ENG sub ITA

... gli unici che odiamo più dei romani
sono il Fronte del Popolo Giudeo.

E il Fronte Popolare dei Giudei.

Ah, sì.
Separatisti.

E il Fronte Popolare della Giudea.
Già …
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Visioni libere: Risk

✇unit
di: Unit

Terza visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Risk, Laura Poitras, 2016

Documentario su Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

Motivazioni e contraddizioni su Assange e le sue cerchie, con un occhio in particolare sui rischi che sono stati presi. Il documentario copre il periodo dal 2010 …

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Visioni libere: Operazione Vega

✇unit
di: Unit

Seconda visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Operazione Vega, RAI, 1962

Sceneggiato di fantascienza RAI tratto dal radiodramma di Friedrich Dürrenmatt.

Vega è il nome della nave spaziale che porta i rappresentanti di un certo blocco di Stati terrestri sul pianeta Venere dove sono confinati …

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Benvenuto pellicano

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di: Unit

Il sito e' stato convertito a pelican, un software per generare siti statici in html.

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Visioni libere: Nirvana

✇unit
di: Unit

Prima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Nirvana, Salvatores, 1997

Film cyberpunk girato a Milano (e nei sotterranei di Macao). Fortemente influenzato dai romanzi di Gibson e sua volta ritenuto tra le fonti di ispirazione della trilogia di Matrix. Affronta il tema dell'esistenza autonoma o …

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Ancora Warmup Hackmeeting 0x14

Vi invitiamo questo sabato 25 febbraio dalle 16 al Salone Polivalente di Bussoleno per un evento preparatorio ad Hackmeeting 0x14 (che ricordiamo quest'anno si terrá qui vicino in Val Susa, in particolare a Venaus, dal 15 al 18 giugno).

Ci sará il collettivo Ippolita che parlerá di social network e tecnologie del dominio, a seguire un avvocato fará una panoramica sull'utilizzo dei captatori informatici, mentre noi come _TO hacklab mostreremo nella pratica l'utilizzo di un captatore informatico.

A seguire domande, chiacchiere e condivisione di idee in preparazione di Hackmeeting.

locandina

Vi aspettiamo

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Open Hacklab

Volevamo un hacklab più aperto, ma non in questo senso.

#refugeewall

Durante la perquisizione al CSOA Gabrio di ieri le divise blu hanno deciso di accanirsi anche contro _TO*hacklab, tentando di forzare la porta blindata per poi distruggere il muro a fianco, entrare e constatare che quello spazio era un'officina per computer come effettivamente poteva sembrare dalla breccia nella finestra.

Per giustificare l'impegno speso nel distruggere questo muro è stata staccata la spina all'armadio hub/gateway; come conseguenza un alimentatore si è sentito male ed è stato soccorso nelle ore successive, quando tutto è tornato operativo.

Ci fa sorridere la miseria di queste indagini e di questi piccoli personaggi ancora a cavalcare un modello proibizionista che nessuno più intende perseguire perché ampiamente fallimentare, decidendo di colpire una delle poche esperienze di autoproduzione nello stesso giorno in cui un magistrato di rilevo occupa le prime pagine dei quotidiani schierandosi a favore della legalizzazione.

Siamo solidali con i due compagni colpiti dalla repressione, continueremo ad essere complici del CSOA Gabrio nell'antiproibizionismo come nelle diverse lotte.

_TO*hacklab

Altre informazioni:

#perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa

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Ciao Danny

Danny

Android ArchLinux Anime Basket Breaking Cinema DannyTheBBoy Darkspirit Debian Dungeons&Dragons FreeBSD Gadgets HipHop IRC Kodi Linoleum LordSkylark MIUI Odroid outoforder Raspberry remorhaz.underto.mil Snapbacks Vegetarian Xiaomi ZSH

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Work In Progress

Stiamo ricostruendo l'hacklab (e il sito, e tutto quanto). Se vuoi darci una mano ci trovi al primo piano del CSOA Gabrio, in Via F. Millio 42 a Torino. Non c'è (ancora) un orario stabilito, la cosa migliore è contattarci con una mail a underscore[at]autistici[dot]org . A presto!

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