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Un prototipo di spettrografo alla prova dell’eclissi

È stato testato a lungo in laboratorio, poi osservando la Luna nelle ultime settimane di luglio. Infine è stato impacchettato, caricato su un furgone e trasportato dall’Italia, attraverso la Francia, fino alla Sierra de Javalambre, in Spagna. Qui, la prova finale: osservare la corona solare durante l’eclissi totale del 12 agosto.

Il team scientifico con lo strumento CISS allestito per le osservazioni dell’eclissi all’Observatorio Astrofisico de Javalambre, in Spagna. Da sinistra: Federico Landini (Inaf Torino), Fabio Frassetto (Cnr Padova), Lapo Casetti (Università di Firenze), Valeria Caracci (Inaf Torino).

Parliamo dello strumento Ciss (Circular Slit Spectrograph), un prototipo ideato da Federico Landini dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e finanziato con un large grant Inaf nel 2024. Si tratta di un concetto ottico innovativo, per realizzare spettri di sorgenti astronomiche utilizzando una fenditura circolare a raggio variabile, al posto della classica fenditura lineare – quella degli esperimenti di fisica classica che conosciamo dai libri di scuola – e un reticolo a righe anch’esse circolari e concentriche.

Il progetto, una collaborazione tra Inaf di Torino, Cnr – Istituto di fotonica e nanotecnologie di Padova, Università di Firenze e Inaf di Napoli, prevede lo sviluppo di un prototipo di tecnologia testata e convalidata in laboratorio – quello che in gergo si chiama technology readiness level 4. Una volta validato, lo strumento, che adesso è predisposto per le osservazioni in luce visibile, potrà essere esteso anche all’ultravioletto, in vista di future missioni spaziali dedicate allo studio del Sole. Il concetto nasce infatti dalla fisica solare, ma può essere applicato a qualsiasi altra sorgente a simmetria circolare – in astrofisica, non mancano.

Federico Landini, tecnologo all’Inaf – Osservatorio Astrofisico di Torino

Per scoprire i dettagli di questo ingegnoso esperimento, abbiamo intervistato Federico Landini, che al momento si trova presso l’Observatorio Astrofisico de Javalambre, nella provincia di Teruel, una delle aree meno densamente popolate della Spagna, con cieli tra i più bui d’Europa. Insieme ad altri componenti del team scientifico, è in attesa che la meccanica celeste faccia il suo corso e, con un pizzico di fortuna, regali alla spedizione una splendida eclissi di Sole.

Dottor Landini, perché progettare e costruire un nuovo concetto di spettrografo? Non andavano bene quelli già esistenti?

«Ciss è un prototipo per studiare lo spettro della corona solare e anche la dinamica della corona, che si sviluppa su tempi scala dell’ordine di minuti, ore. Con la fenditura circolare a una certa distanza dal centro del Sole, si ottiene uno spettro completo della corona, poi cambiando il raggio della fenditura si vanno a mappare regioni a distanza diversa dal centro del Sole. Questo riduce di almeno almeno un ordine di grandezza il tempo scala necessario per ottenere uno spettro completo della corona.

L’unico spettrometro ultravioletto che ha funzionato nello spazio finora e ha dato risultati importanti è stato l’UltraViolet Coronagraph Spectrometer (Uvcs), operativo sulla missione spaziale Soho tra il 1995 e il 2009. Per mappare uno spettro della corona impiegava una giornata, perché si basava sul concetto classico di fenditura lineare che veniva spostata sulla corona in modo da misurare lo spettro di regioni a distanza diversa dal centro del Sole: poi veniva effettuata una rotazione dell’intero strumento per andare a coprire angoli diversi, e questo richiede tanto tempo».

A che cosa serve la spettroscopia solare?

«La spettroscopia della corona solare ci consente di studiare la composizione chimica della corona, da cui possiamo dedurre le abbondanze degli elementi. Una volta note quelle, è possibile andare a comprendere meglio la fisica dell’intera corona e dei fenomeni che avvengono in questa regione. La corona è la sede di tutte le esplosioni e le manifestazioni eruttive che hanno un’influenza sull’intera eliosfera, e possono influenzare da vicino anche la vita sulla Terra».

È necessario testare lo strumento durante un’eclissi di Sole?

«Dopo la validazione in laboratorio, l’ideale è testare lo strumento sul campo, osservando la sorgente astronomica di interesse, cioè la corona solare. Da terra, la corona si può osservare solo durante un’eclissi, quando la fotosfera del Sole è occultata dalla Luna, perché è molto tenue: sei ordini di grandezza più debole rispetto alla fotosfera nelle lunghezze d’onda del visibile. Si potrebbe fare anche con un coronografo, lo strumento che simula un’eclissi di Sole, ma in quel caso avremmo dovuto costruire due strumenti, il nostro prototipo più un coronografo, con gli stessi fondi. È chiaramente più facile sfruttare un’eclissi di Sole, visto che se ne verifica una in Europa proprio durante l’arco del progetto».

La luce dispersa sul piano focale dello strumento Ciss. Crediti: F. Landini (Inaf)

Com’è nata l’idea di Ciss?

«L’idea è nata quando ho capito come funziona, veramente, uno spettrometro. Partiamo da uno spettrometro lineare: ha una fenditura attraverso cui passa un pennello di luce che arriva su un reticolo lineare a righe parallele. Queste, a loro volta, disperdono l’informazione che arriva dalla fenditura su un piano. Qui, per ogni punto di quella fenditura, abbiamo una certa scomposizione della luce nelle varie lunghezze d’onda. Quando ho capito che la fenditura serve a selezionare una porzione mono-dimensionale dell’oggetto di osservazione, mi sono detto: ma perché per la corona solare non si utilizza una fenditura circolare, in modo da coprirla tutta? Riduce comunque le dimensioni a una sola e si ha uno spettro radiale anziché uno spettro lineare».

Può spiegarci meglio?

«Supponiamo di avere una fenditura circolare, anziché lineare, e di ingrandire una piccola porzione di questa fenditura fino a che non diventa lineare: il funzionamento è lo stesso. Da quel pezzettino di fenditura lineare che però fa parte della fenditura circolare arriva un pennellino di luce su una porzione lineare del reticolo circolare. Questa radiazione viene dispersa perpendicolarmente alla direzione del reticolo e quindi radialmente, perché quella porzione lineare del reticolo circolare è tanto ingrandita. Quindi sul piano focale avremo tanti cerchi concentrici, ognuno corrispondente a una riga spettrale».

Test dello strumento Ciss (Circular slit spectroscopy) sulla terrazza dell’Inaf – Osservatorio astrofisico di Arcetri, a Firenze.

Ci può raccontare i primi passi del progetto?

«C’è stato un primo prototipo di cartone che ho realizzato quattro anni fa con una scatola di risulta, in cui avevo ricavato la fenditura circolare, usando un CD come reticolo. Il concetto funzionava, così abbiamo fatto domanda ai bandi Inaf per la ricerca fondamentale, il progetto è stato finanziato e l’abbiamo finalmente realizzato. Lo strumento è stato assemblato nei laboratori Luxor del Cnr di Padova, è stato allineato ed è stata ottenuta la prima luce a giugno. Quindi lo strumento è già stato validato: funziona, produce spettri radiali sul piano focale come ci aspettavamo. È stato anche calibrato, identificando a quale lunghezza d’onda corrispondono i vari cerchi concentrici sul piano focale. A fine luglio, abbiamo fatto una serie di test di puntamento all’Osservatorio di Arcetri con la Luna, perché la Luna piena ha un’irradianza che è comparabile a quella della corona solare».

Perché avete scelto proprio questo luogo per osservare l’eclissi?

«L’Observatorio Astrofisico de Javalambre è il candidato ideale perché, oltre a trovarsi nella striscia di totalità, è a duemila metri di altezza sul livello del mare, il che riduce un po’ la probabilità di avere copertura del cielo. Inoltre facilita un po’ tutta la logistica, perché ci consente di avere accesso alle facility dell’osservatorio, di avere un piano in cui posizionare lo strumento, di avere accesso alla corrente elettrica senza doversi portare generatori. E ha una visuale aperta a occidente, dove tramonta il sole: quindi è un luogo che mette insieme diversi vantaggi».

Com’è stato il viaggio?

«Siamo partiti venerdì scorso con il furgone da Firenze, abbiamo fatto una prima tappa a metà della costa francese, poi ci siamo fermati un’altra notte a Valencia e domenica mattina siamo arrivati a Javalambre».

Adesso, in attesa della prova del nove, quali sono le attività che vi tengono impegnati?

«Siccome la zona è un po’ ventosa, abbiamo costruito un box sul piazzale dell’osservatorio, con il permesso del direttore, per proteggere dal vento lo strumento. In queste notti siamo impegnati con il modello di puntamento, ci stiamo preparando osservando alcune stelle note, testando qualche qualche sequenza osservativa. E poi si spera che non sia nuvoloso il giorno dell’eclissi!».

E il futuro?

«Il prototipo al momento è stato realizzato nelle lunghezze d’onda del visibile, perché è più facile da assemblare in laboratorio, non c’è bisogno di andare in vuoto. L’idea è, una volta validato il principio, rifare un altro prototipo, però dedicato all’ultravioletto. La corona solare, per via della sua temperatura di milioni di gradi, ha uno spettro di emissione particolarmente importante nell’ultravioletto. Questo ci permetterà di proporre una futura missione spaziale con uno strumento di questo tipo a bordo: mi piacerebbe iniziare con una missione piccola, per esempio un razzo sonda, per dimostrare che tutto funziona, e poi passare a una missione più importante, come una small o medium class dell’Agenzia spaziale europea».

Lorenzo Cocola dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr di Padova con lo strumento Ciss, integrato nei laboratori Luxor. Crediti: F. Landini (Inaf)

Metterete in campo lo strumento anche durante la prossima eclissi di Sole, quella del 2 agosto 2027?

«L’eclissi del 2027 avviene allo zenit e dura oltre sei minuti, quindi è una bella eclissi, una delle più lunghe del secolo. Peraltro interessa zone in cui c’è pochissima nuvolosità, nel Nord Africa. Sono zone con tanto sole, anche se magari logisticamente sarà più difficile organizzare una spedizione. Se riusciremo a ottenere dei fondi, chiaramente proveremo lo strumento anche nel 2027».

Guarda l’intervista a Chiara Casini e Valeria Caracci sul canale Youtube di Media Inaf:

 


Per saperne di più:

  • Leggi su Proceedings of the Spie l’articolo “Design of a circular slit spectrometer” di Federico Landini, Fabio Frassetto, Valeria Caracci, Lorenzo Cocola, Lucia Abbo, Vincenzo Andretta, Chiara Casini, Alberto Riva, Silvano Fineschi, Maurizio Pancrazzi, Marco Romoli, Paola Zuppella

Per seguire i team scientifici dell’Inaf e le inviate di Media Inaf in Spagna per l’eclissi:

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Ventisette anni dopo

L’11 agosto del 1999 si è verificata l’ultima eclissi di Sole visibile da non trascurabili porzioni del territorio europeo. Dall’Italia la Luna ha occultato solo parzialmente la nostra stella. La percentuale di oscuramento variò tra il 95 per cento nel nord della penisola e il 65 per cento nelle isole maggiori.

Noi cosa facevamo in quei giorni lontani, sul finire degli anni ‘90? Era estate e un giovane Cremonini mechato di rosso imperversava in radio conducendoci su fiabeschi colli bolognesi, favolosi per me, bimbetta di otto anni cresciuta nella provincia barese, per la quale una città del Nord si collocava alla stessa inaudita distanza di una galassia lontana, e nell’inconsapevolezza di noi tutti che mai avremmo giurato che quel pezzo ci saremmo ritrovati a ballarlo a ogni compleanno, matrimonio, festa qualsiasi nei ventisette anni successivi.

Copertina dell’album “Ciao” (1999) di Lucio Dalla (Pressing)

Interrogato rispetto all’album “Ciao”, uscito nel settembre del ’99, Lucio Dalla non mancò di citare l’eclissi, tra gli avvenimenti che scandirono quella fine di millennio: «Ciao alla confusione, ciao al secolo che finisce: con tutto quello che è successo quest’anno, guerre, eclissi, terremoti, vittime, previsioni di fine del mondo, tutto come un groviglio multimediale, uno scontro di luci… ed io lì, nel centro, ad intercettare ogni cosa, perché non potrei mai restare passivo o indifferente».

L’eclissi avvenne alle undici di un mercoledì mattina.

Di come mi apparve il fenomeno e di quale emozione provocò in me, non ricordo nulla. Quello che ricordo benissimo invece fu lo sforzo per procacciarsi un dispositivo che consentisse la visione dell’attesissimo evento. Dispositivo che nel mio caso consistette in un vetro da saldatore, sfoggiato con orgoglio da mia sorella sulla tovaglia immacolata a fine pranzo, e che ci aveva procurato il giorno prima Giovanni, il meccanico nostro vicino di casa. Quella mattina, come ogni giorno di quelle estati a ridosso del 2000, stavo giocando con altri bambini per la strada quando rincasai per assistere al prodigio. Bisognava esserci quel giorno, questo ricordo. Voi dov’eravate?

Particolare dell’Estadio Municipal de Riazor, stadio della squadra di casa, il Deportivo La Coruña. Crediti: F. Loiacono

Ventisette anni dopo a La Coruña tira aria di vigilia. Quando stamattina ho aperto gli occhi, il cielo era compatto, londinese. Adesso timidi raggi di sole stanno aprendosi varchi sempre più significativi, e congiuntamente a essi si avverte una crescente quota di umidità. Per domani, le previsioni parlano di cieli incerti. Sereno, foschia, nubi basse, sereno, questa fastidiosa incostanza è quel che riportano noti siti web sulle condizioni meteorologiche. Io sto andando a fare un sopralluogo dalle parti della Torre de Hércules, un faro di costruzione romana e, leggo su Wikipedia, il più antico al mondo ancora in funzione, per verificare che la zona circostante sia adeguata alla visione dell’eclissi. Il receptionist del complesso di appartamenti in cui soggiorno mi ha suggerito Monte de San Pedro come invitante punto di osservazione, dalla parte opposta della città. Secondo lui ci vuole una mezz’ora di ascesa, ma dato che ieri mi ha riferito un tempo per raggiungere il supermercato che poi, nella pratica, si è rivelato il triplo dello stesso, guardo il suo consiglio con una certa ritrosia.

Ieri sera, sfinita dai passi, dall’ansia di perdere la coincidenza all’aeroporto di Madrid causa vicissitudini Schengen, e dalle cinque ore di sonno della notte precedente, ritrovavo me stessa cenando in un posto denominato El Templo del Gol, situato evidentemente nei paraggi dello Stadio Riazor, santuario del Deportivo La Coruña. Mangio polpette di jamón serrano mescolato a un formaggio indecifrabile mentre assisto all’ossimoro dato da cinque attempate signore, manifestamente più vispe della sottoscritta a partire dai vestitoni coloratissimi sfoggiati al tavolo di fronte, dinanzi a copiosi quantitativi di birra e un gioco di carte non identificato, mentre i Daft Punk sullo schermo in alto suonano a bomba questo pezzo qui. Pezzo cui segue una ballata – a me ignota quanto i suoi esecutori – della band messicana Maná, il cui frontman, mi auguro per stanchezza, avevo confuso con un giovane Gianluca Grignani.

Quando esco è ancora giorno e la città anche a uno sguardo disattento si rivela spalmata di manifesti che anticipano l’evento di domani. Alle fermate degli autobus sovente capita di imbattersi in una locandina dell’Odissea che stranamente non è quella di Nolan ma una rivisitazione in chiave eclittica.

Tipico manifesto alle fermate degli autobus di La Coruña. Crediti: F. Loiacono

Le librerie non sono da meno, sfoggiando per l’occasione un vasto repertorio astronomico in vetrina.

Vetrina di una libreria di La Coruña. Crediti: F. Loiacono

C’è chi mercoledì pomeriggio chiude tutto per andare a vedere l’eclissi, come annuncia, con relative scuse, il foglio affisso davanti a un centro scommesse.

L’annuncio affisso davanti a un centro scommesse in vista dell’eclissi. Crediti: F. Loiacono

Un signore in camicia hawaiana, che scopro essere Fernando Romay, star della pallacanestro spagnola degli anni ‘80, ci invita a seguire l’eclissi sull’emittente locale Televisión de Galicia. Mi aiuto con Google Translate per decifrare quel che dice al riguardo La Voz de Galicia, quotidiano spagnolo che ha sede proprio a La Coruña: «L’ombra dell’altissimo giocatore di basket galiziano (2,13 metri) è identica all’ombra che l’eclissi proietterà in Galizia il 12 agosto.»

Un manifesto della campagna pubblicitaria sull’eclissi della Televisión de Galicia. Crediti: F. Loiacono

Infine, rimanendo in tema di grandi eventi, non mancano attestazioni dell’ultimo mondiale vinto, benché in verità mi aspettassi di trovarne molte di più. Di questa merceria del centro città certamente l’allestimento più laborioso.

Una merceria nel centro di La Coruña ricostruisce le fasi che hanno portato alla vittoria della Spagna nell’ultimo mondiale. Crediti: F. Loiacono

Il receptionist mi ha comunicato che la struttura è colonizzata da persone giunte a La Coruña apposta per l’eclissi – su quest’affermazione non ho ragione di dubitare.

Su Instagram vengo intercettata da Lorenzo, Francesco e Simone, che sono arrivati questa mattina da Genova. Hanno viaggiato tutta la notte per essere qui. Dicono che a Ferrol il cielo dovrebbe essere sgombro da nubi basse durante l’eclissi. E che La Coruña, pur essendo vicina, è molto più a rischio.

Intanto che butto giù queste righe il cielo si è aperto, benché si scorga una lieve foschia diffusa. Ieri guardavo il Sole intorno alle 20 e 20 risplendere sopra lo stadio, ignaro che domani più o meno alla stessa ora qualcuna gli ruberà la scena. Fosse stata ieri, l’eclissi, sarebbe stato perfetto. Ma domani è domani. Nell’incertezza che ammanta la città, e sempre affligge e ravviva le umane vicende, una cosa è certa. Vogliamo esserci. Come nel ’99.


Per seguire i team scientifici dell’Inaf e le inviate di Media Inaf in Spagna per l’eclissi:

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L’esplosione del buco nero a 300mila anni luce

Un team di ricerca guidato dall’Università di Tohoku, in Giappone, ha scoperto che i venti generati dai buchi neri supermassicci al centro delle galassie sono cento volte più potenti di quanto si pensasse e trasportano energia a distanze di circa 300mila anni luce. Lo studio, pubblicato due settimane fa sulla rivista Nature Astronomy, dimostra come questi venti influenzino una vasta distesa di spazio ben al di fuori delle galassie in cui risiedono i buchi neri che li originano.

Rappresentazione artistica della struttura gerarchica dell’Universo, da un gruppo di galassie a una singola galassia e al buco nero supermassiccio al suo centro. Sebbene un buco nero sia oltre 100 milioni di volte più piccolo del raggio della sua galassia ospite, esso svolge un ruolo fondamentale nella regione centrale della galassia stessa. Crediti: Tohoku University

«I buchi neri sono noti soprattutto perché risucchiano la materia, ma espellono anche gas sotto forma di potenti venti», spiega Satoshi Yamada dell’Università di Tohoku, primo autore del lavoro. «Si pensava che questi venti rimanessero confinati all’interno della galassia, ma il nostro studio ha rivelato che la loro forza è immensamente più potente di quanto compreso finora». 

Il team di ricerca ha osservato l’attività del quasar H1821+643, situato nella costellazione del Dragone a circa 3,4 miliardi di anni luce dalla Terra, grazie ai dati del satellite per l’astronomia X Xrism della Jaxa. Il buco nero supermassiccio, in rapida crescita, si trova proprio al centro dell’ammasso di galassie e genera turbolenza nel gas caldo circostante che emette raggi X. Il team è riuscito a determinare con precisione il movimento del gas analizzando le linee di emissione degli ioni di ferro.

Illustrazione artistica che mostra un’esplosione generata da un buco nero supermassiccio nascosto al centro di una galassia, la cui energia si propaga oltre la galassia stessa fino all’ambiente del gruppo galattico circostante. L’illustrazione raffigura il trasporto di un’enorme quantità di energia — equivalente a diverse centinaia di miliardi di esplosioni di supernove — nello spazio circostante, innescando il movimento violento del gas caldo che si estende fino a distanze di circa 300mila anni luce. Crediti: Tohoku University

Le osservazioni ad alta precisione condotte dal satellite Xrism hanno rivelato che il gas ad alta temperatura che circonda il buco nero non rimane statico, ma si disperde violentemente su un’ampia area a causa della turbolenza. I ricercatori hanno inoltre confermato che il flusso di gas si estende oltre la galassia ospite, raggiungendo distanze di circa 300mila anni luce. La quantità di energia coinvolta nella turbolenza risulta essere circa cento volte superiore rispetto alle stime precedenti ed equivalente a diverse centinaia di miliardi di esplosioni di supernove – le esplosioni che si verificano quando le stelle di grande massa raggiungono il termine della loro vita.

Per la prima volta è stato possibile dimostrare che i buchi neri supermassicci influenzano il più ampio ambiente cosmico attraverso un’onda d’urto di straordinaria potenza. Questi oggetti sono motori fondamentali dei flussi di gas e della dinamica spaziale, in grado di trasportare immense quantità di energia verso diverse regioni del cosmo. 

In futuro, nuove osservazioni permetteranno di studiare l’effetto di altri buchi neri sull’ambiente circostante e di chiarire le modalità con cui la materia e gli elementi chimici circolano nell’universo.

Per saperne di piu:

 

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LIVORNO: UCCIDE UN’INNOCUA BISCIA, DENUNCIATO DAI CC

Prima ha ucciso una biscia, poi ha pubblicato la foto sui social e alla fine è stato segnalato all’autorità giudiizaria. I carabinieri forestali di Livorno, riferisce “Il Tirreno”, hanno identificato e denunciato un uomo di 51 anni, residente in provincia, ritenuto responsabile dell’uccisione di un esemplare di  “biscia dal collare barrata”, un relttile abbastanza comune nel nostro Paese. L’indagine è scattata dopo la diffusione sui social della foto del serpente ucciso: un’immagine che ha dato il via agli accertamenti. Il serpente era innocuo. L’accusa è uccisione di animali.

(Foto. Benny Trapp)

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PESCA DI FRODO, ALL’ELBA RECUPERATE RETI PER 22 CHILOMETRI

Nel cuore del Santuario dei Mammiferi Marini Pelagos, Sea Shepherd Italia ha operato per due settimane al fianco della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera contro la pesca di frodo, nelle acque dell’isola d’Elba, Pianosa, Montecristo e nel tratto di mare maremmano tra lo Scoglio d’Africa e Talamone. L’operazione ha portato al recupero di 21 chilometri di reti da pesca, 1.700 trappole per polpo e 66 nasse, e alla liberazione di centinaia di animali marini ancora vivi, tra cui 100 aragoste, 5 razze, rane pescatrici, scorfani e murene. Rinvenute inoltre due tartarughe Caretta caretta intrappolate in una rete: una, ancora viva e in stato di sofferenza, e’ stata salvata e affidata al Centro di Recupero dell’Acquario di Livorno per le cure.

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NAPOLI, SALVATO BEAGLE ABBANDONATO IN TANGENZIALE

I suoi ‘padroni’ lo avevano abbandonato in una piazzola di sosta della Tangenziale di Napoli. Ma la polizia lo ha salvato, evitando conseguenze mortali per lui e per chi utilizza l’arteria stradale. Nel corso dei servizi di vigilanza stradale, agenti, nella serata dello scorso mercoledi’, hanno recuperato prima che arrivasse alla carreggiata un cane che vagava in evidente stato di agitazione, creando una situazione di potenziale pericolo la propria incolumita’ e quella degli utenti della strada. L’esemplare di razza beagle e di media taglia, tramite il Centro Operativo Autostradale di Napoli, andra’ ora in affidamento a una ditta specializzata nella custodia. Accertato che l’animale era privo di microchip identificativo. (

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CALDO, MORIA DI PESCI NELLO STAGNO DI PORTO SAN PAOLO (OT)

Sarebbe da attribuire alle elevate temperature e alla conseguente riduzione dell’ossigeno nell’acqua che non ha ricambio la moria di pesci che si sta verificando nello stagno di Porto Taverna, nel territorio comunale di Loiri Porto San Paolo. A lanciare l’allarme e segnalare la presenza di fauna ittica morta nel sito lacustre sono stati numerosi residenti e turisti, ai quali si e aggiunta anche l’associazione ecologica Gruppo di intervento giuridico che ha informato il Ministero dell’Ambiente, la Regione, il Comune di Loiri Porto San Paolo, la Guardia costiera, il Corpo Forestale, l’Arpas e informato la Procura del tribunale di Tempio Pausania. A spiegare le cause della morte di numerosi esemplari di fauna ittica nello stagno è l’amministrazione comunale guidata da Francesco Lai. “L’imboccatura dello stagno risulta naturalmente chiusa dal mese di aprile. Le mareggiate, i venti predominanti e le dinamiche meteomarine hanno determinato un accumulo di sabbia presso la foce, interrompendo il collegamento con il mare, che da allora non si è ripristinato naturalmente. Dalle prime valutazioni, la moria osservata appare compatibile con l’effetto combinato delle elevate temperature, e del limitato ricambio delle acque. Si tratta tuttavia di un’ipotesi preliminare, che dovrà essere verificata attraverso sopralluoghi, misurazioni, campionamenti e analisi da parte degli enti tecnicamente competenti”, si legge nella nota diffusa. La gestione dello stagno e gli eventuali interventi di apertura o modifica della foce non rientrano nelle competenze dirette del Comune, né dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, che invece richiedono specifiche valutazioni tecniche e le determinazioni degli enti competenti sotto il profilo ambientale, idraulico e demaniale. I biologi dell’AMP Tavolara – Punta Coda Cavallo starebbero seguendo e monitorando l’evoluzione delle condizioni ambientali dello stagno da diverse settimane e l’amministrazione comunale ha avviato una prima attività di rimozione della fauna ittica morta, per evitarne l’accumulo lungo le sponde e limitare possibili conseguenze igienico-sanitarie.

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Oltre le nuvole, in volo per studiare l’eclissi

L’eclissi totale del 12 agosto non passa per l’Irlanda. L’isola verde è posizionata molto bene per osservare l’eclissi parziale, con percentuali di oscuramento del Sole che variano dal 93 per cento di Belfast al 97 per cento nell’isola di Valentia, a sud-ovest. Ma per raggiungere la zona di totalità, bisogna inoltrarsi nell’Oceano Atlantico, trecentocinquanta chilometri a ovest della costa occidentale d’Irlanda. È quello che farà un team di ricercatori e ricercatrici irlandesi e italiani, osservando l’eclissi da una postazione decisamente singolare: un Airbus C295 dell’Aeronautica Militare Irlandese, che sorvolerà la fascia di totalità al largo della costa occidentale dell’Irlanda.

La striscia di totalità dell’eclissi del 12 agosto 2026. Crediti: TimeAndDate

Il cuore della spedizione è un telescopio chiamato E-CorMag, sviluppato dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Torino e l’Università di Firenze, in collaborazione con l’Osservatorio astronomico della Valle d’Aosta, per studiare il campo magnetico della corona solare. L’aereo è dotato di un finestrino apribile (bubble window, in inglese) che permette le misurazioni con un telescopio. In questo modo, lo strumento non dovrà guardare attraverso il finestrino dell’aereo, che introduce distorsioni ottiche sulle immagini. La durata dell’eclissi inoltre si allunga di qualche secondo.

Gerardo Capobianco dell’Inaf – Osservatorio astrofisico di Torino

Per saperne di più, Media Inaf ha raggiunto Gerardo Capobianco, che al momento si trova in Irlanda dove, insieme ai colleghi Lucia Abbo e Hervé Haudemand dell’Inaf di Torino e alle controparti irlandesi del Dublin Institute for Advanced Studies, Trinity College Dublin, Technological University Dublin e Irish Air Corps, sta per prendere parte a questa avventurosa missione scientifica.

Dottor Capobianco, qual è l’obiettivo della spedizione?

«Lo strumento E-CorMag è stato disegnato per permettere osservazioni della corona solare in una delle sue righe più brillanti nello spettro visibile, quella del ferro ionizzato 13 volte (Fe XIV). La stessa riga viene misurata in orbita dalla missione Esa Proba-3 tramite il coronografo Aspiics. Le misure durante l’eclissi permetteranno quindi una cross-calibrazione molto accurata delle misure fornite da Aspiics. Ma non ci limiteremo a questo. Infatti lo strumento E-CorMag, a differenza di Aspiics, permette anche misurazioni della polarizzazione della riga del ferro. Ed è proprio misurando la polarizzazione della luce che potremo mappare la struttura del campo magnetico coronale. Il campo magnetico è la chiave per svelare uno dei più grandi enigmi della fisica solare moderna: perché la corona solare è centinaia di volte più calda della superficie del Sole?».

Sono già state fatte osservazioni scientifiche di un’eclissi a bordo di un aereo?

Il team dell’esperimento, con lo strumento E-CorMag (in primo piano) al Dunsink Observatory, in Irlanda. Lucia Abbo è la terza da sinistra; Gerardo Capobianco è il secondo da destra (cliccare per ingrandire)

«Le osservazioni da aereo sono diventate abbastanza comuni dagli anni Settanta in poi. Volare in quota offre diversi vantaggi: permette di spostarsi dove il meteo o la visibilità sono migliori, di seguire l’ombra dell’eclissi per estenderne la durata — un gruppo francese nel 1973 riuscì a inseguirla per ben 70 minuti a bordo di un Concorde supersonico — e di effettuare misure nell’infrarosso altrimenti impossibili da terra, dove questa luce viene assorbita dall’atmosfera. Lo stesso gruppo irlandese con cui collaboriamo ha già condotto una spedizione simile su un aereo dell’Aeronautica Militare Irlandese durante l’eclissi del 2015 utilizzando camere reflex digitali. Questa volta, invece, porteremo a bordo uno strumento scientifico più complesso, con l’aspettativa di raccogliere dati di ottima qualità».

Perché è così importante osservare il Sole durante un’eclissi totale?

«I pochi minuti della totalità durante un’eclissi solare sono gli unici momenti in cui la corona solare si mostra in tutto il suo splendore in modo naturale, senza che il disco solare l’accechi. Per la fisica solare è una vera e propria corsa contro il tempo: lavoriamo per anni per progettare e calibrare strumenti di precisione che poi avranno solo una manciata di minuti per funzionare alla perfezione. Un’eclissi totale è veramente un’occasione unica per fare da Terra misure ad altissima risoluzione che altrimenti sarebbero impossibili».

Il telescopio E-CorMag. Crediti: Inaf

Ci parli dello strumento E-CorMag.

«E-CorMag è un telescopio compatto di 50 millimetri di apertura e 500 millimetri di focale, equipaggiato con un rivelatore Ccd di classe scientifica. Ma il suo vero “cuore” sta nei filtri e nel polarimetro, che prendono in prestito le tecnologie di due grandi missioni spaziali: i filtri sono gli stessi del coronografo Aspiics a bordo di Proba-3, mentre il polarimetro deriva direttamente dallo strumento Metis su Solar Orbiter di Esa/Nasa. Lo strumento è progettato per catturare la luce polarizzata emessa sia dalla “riga verde” del ferro (Fe XIV a 530.3 nm) sia dal continuo della corona solare (540-570nm). Facendo passare solo questi specifici fotoni, E-CorMag ci permette di ricavare la direzione del campo magnetico coronale. Abbiamo già testato l’esperimento durante l’eclissi del 2024: lo strumento ha mostrato tutto il suo potenziale, anche se le condizioni meteo e alcuni imprevisti hanno reso l’analisi dei dati particolarmente complessa. Questa nuova spedizione è l’occasione perfetta per perfezionare il lavoro e raccogliere le informazioni sul campo magnetico coronale».

Che cosa sperate di scoprire sul campo magnetico solare?

«Il campo magnetico solare è un ingrediente fondamentale per investigare il problema del riscaldamento della corona, come già detto, ma anche per comprendere tutta la dinamica del vento solare e delle eruzioni solari. Mentre sono possibili misure del campo magnetico fotosferico sulla superficie del Sole, quelle coronali sono ricavate da diagnostiche che richiedono segnali collegati alla polarizzazione non facili da acquisire. Quindi con le nostre misure saremo in grado di determinare la direzione del campo magnetico, misure molto utili per la topologia del campo stesso e per dare vincoli ai modelli di campo magnetico».

L’aereo dell’aeronautica militare irlandese. Crediti: Irish Air Corps

Come opererete lo strumento a bordo del volo?

«Lo strumento verrà montato di fronte a un finestrino che durante la parzialità verrà aperto per poter affinare il puntamento e poter acquisire dati di ottima qualità, senza che il finestrino introduca distorsioni ottiche e polarimetriche. Durante la fase di avvicinamento, un filtro solare proteggerà il telescopio; lo rimuoveremo nell’istante del diamond ring (l’effetto chiamato “anello di diamante” che precede la totalità). Questa operazione, inclusa la stabilizzazione del gimbal (la struttura di imbrago) per annullare le vibrazioni, richiede circa 5 secondi. Da quel momento parte la sequenza osservativa vera e propria: acquisiremo circa 70 immagini della corona a tempi di esposizione differenti per ottimizzare il segnale in tutte le sue zone e con i diversi filtri e diversa polarizzazione. È una manovra che richiede una sincronia perfetta con i piloti, i quali dovranno inclinare leggermente l’aereo (manovra di roll), mantenendo invece il puntamento, per evitare che la scia dell’ala e i gas di scarico finiscano nel nostro campo visivo. La missione prevede due check-point decisionali: a 60 e a 15 minuti dalla totalità, per verificare le condizioni meteo ed eventualmente correggere la rotta all’ultimo secondo per assicurarci un cielo del tutto limpido. La nostra campagna di misura, tuttavia, continuerà anche dopo la fine della fase di totalità, quando acquisiremo, con il filtro solare installato nuovamente, i dati di calibrazione».

Lo strumento E-CorMag montato nell’imbrago al Dunsink Observatory, in Irlanda. Crediti: L. Abbo (Inaf)

C’è sinergia tra il vostro esperimento e le missioni spaziali che studiano il Sole in orbita?

«C’è una connessione strettissima. Si può dire che E-CorMag sia un ponte tra terra e spazio per diversi motivi, innanzitutto per la tecnologia condivisa. Lo strumento usa componenti chiave derivati direttamente dai prototipi di Proba-3 (i filtri) e di Solar Orbiter (il polarimetro di Metis). Proprio per questa sinergia, si potrà fare una cross-calibrazione: osservare la corona contemporaneamente dall’aereo e dall’orbita ci permette di “tarare” gli strumenti spaziali come Aspiics su Proba-3 con un livello di accuratezza impossibile in altri momenti. Ma il nostro esperimento non solo ha sinergie con queste due missioni spaziali, ma anche complementarità: mentre le sonde spaziali ci danno una visione globale e continua della corona, E-CorMag aggiunge la misura della polarizzazione della riga verde del ferro. Unendo le due cose, riusciremo a ricostruire la morfologia del campo magnetico coronale».

Tutto pronto, dunque. Ormai l’ultima parola, come sempre in questi casi, spetta al meteo…

«Speriamo nel bel tempo, ovviamente, e che nel punto che abbiamo scelto come target per queste osservazioni non ci siano nuvole, o che almeno siano al di sotto della nostra quota di volo, altrimenti ci sposteremo di qualche chilometro per bucare le nuvole. È uno dei motivi per cui andiamo sull’aereo: andare oltre le nuvole».


Guarda l’intervista a Lucia Abbo sul canale Youtube di Media Inaf:

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Per seguire i team scientifici dell’Inaf e le inviate di Media Inaf in Spagna per l’eclissi:

 

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CLIMA: NEL 2025 RECORD GAS SERRA, LIVELLO E CALORE DEI MARI

Concentrazioni record di gas serra nell’atmosfera, livello dei mari al massimo storico per il 14esimo anno consecutivo e oceani mai cosi’ caldi. E’ la fotografia scattata dal 36esimo rapporto annuale State of the Climate, redatto da 625 scienziati di 60 Paesi e pubblicato dal Bulletin of the American Meteorological Society. “I dati revisionati dai pari dipingono un quadro globale di dove ci troviamo rispetto ai parametri di riferimento e di quanto velocemente le cose stiano cambiando: consideratelo l’analogo della valutazione annuale della salute da parte del vostro medico” dichiara il presidente dell’AMS, Alan Sealls, sottolineando come il report “presenti misurazioni e tendenze critiche che informano agenzie, comunita’ e imprese per la pianificazione a lungo termine”. I tre principali gas a effetto serra – anidride carbonica, metano e protossido di azoto – hanno toccato nuovi picchi nel 2025, con la concentrazione media di CO2 salita a 425,6 parti per milione (+53% rispetto all’era preindustriale) e con emissioni da combustibili fossili stimate a 10,3 petagrammi di carbonio, un dato piu’ che triplicato rispetto agli anni ’60. A livello globale il 2025 si attesta tra i tre anni piu’ caldi dal 1850, risultando in assoluto l’anno piu’ caldo di sempre in assenza del fenomeno El Nino nonche’ l’anno piu’ caldo mai registrato in Europa, mentre gli ultimi 11 anni (2015-2025) si confermano in blocco come i piu’ caldi della storia strumentale. Gli oceani, che assorbono il 90% del calore in eccesso, hanno stabilito il record assoluto di contenuto termico fino a 2.000 metri di profondita’, portando l’87% delle superfici marine a subire ondate di calore e spingendo il livello medio dei mari a +111,2 millimetri rispetto al riferimento del 1993. Quadro critico anche ai poli, con l’Antartide al suo anno piu’ caldo dal 1979, l’Artico al secondo posto in 126 anni di rilevazioni – dove “il ghiaccio con piu’ di quattro anni e’ ormai quasi del tutto assente” – e i ghiacciai continentali in ritiro per il trentottesimo anno consecutivo. Sul fronte degli eventi estremi, infine, si sono registrate 97 tempeste tropicali nominate, tra cui l’uragano Melissa, che a ottobre ha devastato la Giamaica come Categoria 5 causando 95 vittime e oltre 12 miliardi di dollari di danni.

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STUDIO, I CANI HANNO SENSIBILITA’ SPECIFICA PER LE EMOZIONI UMANE

I cani possono associare la felicita’ umana alle aree cerebrali legate alla ricompensa, ma riescono anche a distinguere rabbia, tristezza e paura. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista ‘Cell’, condotto dagli scienziati dell’Universita’ di Vienna, dell’Universita’ Nazionale Autonoma del Messico e dell’Universita’ Eotvos Lorand. Il team, guidato da Raul Hernandez-Perez e Laura Cuaya, ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per scansionare il cervello di cani domestici mentre osservavano foto di volti umani. Inizialmente, il lavoro ha mostrato che la corteccia temporale e il nucleo caudato rispondono in modo unico alla felicita’. Grazie al machine learning, l’analisi dell’intero cervello ha mostrato pattern neurali distinti per paura, rabbia e tristezza. “L’attivita’ nel nucleo caudato – spiega Cuaya – suggerisce che i volti felici abbiano un valore emotivo per i cani. I nostri pelosi si sono evoluti con noi per capirci e cooperare, e riconoscere questa capacita’ puo’ cambiare il modo in cui ci prendiamo cura di loro”. Nei prossimi approfondimenti, concludono gli autori, sara’ interessante analizzare come i cani uniscano input diversi come segnali cerebrali, linguaggio del corpo, voce e odori per comprendere le persone, confrontando direttamente l’elaborazione emotiva del cervello canino con quello umano.

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Pubblicato il nuovo Science Book di Skao

Undici anni dopo la pubblicazione della prima edizione, l’Osservatorio Ska (Skao) presenta un nuovo Science Book, intitolato Advancing Astrophysics with the Ska – II. Il volume, organizzato in 221 capitoli, non si limita a documentare la portata della ricerca astronomica che sarà possibile condurre con i telescopi Ska: aggiorna gli obiettivi scientifici del progetto e delinea alcune delle principali scoperte attese nel prossimo futuro grazie alle osservazioni dei radiotelescopi Ska-Mid e Ska-Low, attualmente in costruzione rispettivamente in Sudafrica e nell’Australia Occidentale.


La locandina dello Science Book di Skao 2026. Crediti: Skao

L’opera testimonia anche la dimensione internazionale del progetto: oltre 1500 autori provenienti da 51 paesi hanno contribuito alla sua realizzazione. Tra questi, la comunità scientifica italiana si distingue per il ruolo di primo piano, tanto che l’Italia è il paese con il maggior numero di contributi al volume.

«La pubblicazione di questo secondo volume segna un passaggio fondamentale nella definizione degli obiettivi scientifici che l’Osservatorio Ska affronterà nel prossimo decennio e pone le basi per le prime campagne osservative finalizzate a verificare le prestazioni scientifiche dei telescopi», dice Isabella Prandoni dell’Inaf – Istituto di radioastronomia di Bologna, spokesperson Skao per la Direzione scientifica dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Infografica sulla percentuale di autori per Paese per la nuova edizione del Science Book di Skao. Crediti: Skao

I dati sul contributo del nostro paese, che schiera oltre 230 coautori, evidenziano una solida leadership scientifica. «I nostri ricercatori», osserva Prandoni, «rappresentano quasi il 15 per cento del totale dei coautori e figurano come primi autori in circa il 20 per cento dei capitoli (45), posizionando l’Italia al primo posto per partecipazione complessiva». Questo dato non riflette soltanto l’ampio coinvolgimento della comunità scientifica italiana nel progetto, «ma dimostra la solidità e la trasversalità delle competenze delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori, che coprono uno spettro estremamente ampio di tematiche – dalle origini cosmologiche all’evoluzione della struttura a grande scala dell’universo; dallo studio delle galassie alla caratterizzazione dei buchi neri; dalla fisica del mezzo interstellare all’evoluzione delle popolazioni stellari; dall’astrobiologia ai fenomeni transienti e alle onde gravitazionali».

Infografica con le statistiche sul Science Book di Skao, Advancing Astrophysics II. Crediti: Skao

Gli articoli sono suddivisi in sei macro-sezioni: Sole, Terra e pianeti; formazione ed evoluzione delle stelle; dalla Via Lattea alle galassie remote; il cosmo; l’universo estremo; metodi e tecniche. «La nostra ricerca esplora l’universo in ogni regime fisico e a qualsiasi scala, facendo leva sulla sensibilità senza precedenti dei telescopi Ska, sulla rapidità con cui riescono a scandagliare il cielo e sull’alta qualità delle immagini che producono, oltre a sfruttare le importanti sinergie con le principali infrastrutture osservative internazionali», sottolinea Anna Bonaldi, Head of Scientific Services di Skao.

«È un risultato», conclude Prandoni, «che conferma la maturità della radioastronomia italiana e pone le basi per un suo ruolo strategico e di leadership in vista della futura fase operativa dell’Osservatorio Ska».

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Svelata la natura del superammasso della Vela

Un team internazionale di astronomi, con la partecipazione dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), ha messo in luce nuovi dettagli di una gigantesca struttura dell’universo, a lungo rimasta invisibile perché nascosta dalle stelle e dalle fitte coltri di polveri presenti nella Via Lattea. Grazie a un’innovativa tecnica ibrida che incrocia diverse tipologie di dati sulle galassie, le ricercatrici e i ricercatori sono riusciti a mappare l’effettiva portata del Superammasso della Vela — a oggi riconosciuto come uno dei più imponenti agglomerati di materia del cosmo a noi vicino.

Mappa dell’Universo locale che evidenzia i principali superammassi. Vela, un’imponente struttura nascosta, si trova sulla sinistra. L’immagine mostra come le galassie fluiscono nello spazio e i “bacini” su larga scala che le incanalano. Crediti: Jérôme Léca, Rsa Cosmos

Per decenni una parte importante dell’Universo è rimasta praticamente invisibile agli astronomi. È la cosiddetta zona di evitamento (zone of avoidance, in inglese), ossia la fascia di cielo nascosta dal disco della nostra galassia, in cui polveri e stelle impediscono di osservare direttamente le galassie più lontane. Proprio dietro questo “velo” cosmico si cela una delle strutture più imponenti dell’universo vicino.

Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, mostra infatti che il superammasso della Vela emerge come una delle principali concentrazioni di massa del cosmo locale, con una massa paragonabile a quella del Superammasso di Shapley e superiore a quella della regione di Laniakea, il superammasso che ospita la Via Lattea.

«Questa scoperta colma una lacuna nella nostra mappa dell’universo vicino», dice Sambatra Rajohnson, ricercatrice dell’Inaf e tra gli autori dello studio. «Ciò che è particolarmente entusiasmante è che, per la prima volta, una grande struttura gravitazionale nascosta dietro la nostra galassia è stata svelata grazie alla sinergia di osservazioni radio sensibili e indagini astronomiche complementari ad altre lunghezze d’onda».

L’universo locale mappato in 3D con i principali superammassi. A sinistra emerge il Superammasso della Vela. Le linee di flusso tracciano i percorsi delle galassie, mentre i bacini cosmici circostanti evidenziano le regioni in cui la materia si accumula. Crediti: Jérôme Léca, Rsa Cosmos

La nuova ricostruzione mostra che il Superammasso della Vela possiede una struttura a doppio nucleo e una massa complessiva stimata in circa 340 milioni di miliardi di masse solari. Si estende per oltre 220 milioni di anni luce: un’estensione quasi quattromila volte superiore al raggio della Via Lattea, che misura circa 55mila anni luce. I ricercatori mostrano inoltre come Vela rappresenti oggi uno dei principali “attrattori gravitazionali” dell’universo locale, esercitando un’influenza paragonabile a quella delle più grandi strutture cosmiche conosciute.

Il risultato è stato ottenuto integrando migliaia di nuove misure di redshift – lo spostamento della luce verso il rosso, che fornisce la distanza e, dunque, la distribuzione 3D delle galassie – con le velocità peculiari, ossia le deviazioni dal moto dovuto alla sola espansione cosmica. Queste velocità rivelano infatti l’azione gravitazionale esercitata dalla materia visibile e oscura. La combinazione dei due insiemi di dati ha consentito di ottenere la ricostruzione tridimensionale e dinamica più completa mai realizzata della zona di evitamento.

Un ruolo determinante è stato svolto dai dati radio raccolti con il radiotelescopio MeerKat, in Sudafrica. Tra gli oltre ottomila nuovi redshift utilizzati nello studio, più di duemila derivano infatti da osservazioni interferometriche ad alta sensibilità che hanno permesso di esplorare la parte più nascosta della zona di evitamento, finora sostanzialmente inaccessibile.

Lo studio dimostra anche l’efficacia di un nuovo approccio di ricostruzione tridimensionale che integra osservazioni di natura diversa. Questa metodologia sarà particolarmente importante per sfruttare appieno i grandi censimenti cosmologici della prossima generazione, come Desi, 4Most e Wallaby, che produrranno milioni di nuove misure della distribuzione delle galassie nell’universo.

Per l’Inaf il risultato conferma il ruolo di primo piano della radioastronomia italiana nelle grandi collaborazioni internazionali dedicate alla cosmologia osservativa e allo studio della struttura su larga scala dell’universo. L’esperienza maturata nell’analisi dei dati di MeerKat, a cui contribuisce anche l’Inaf con il potenziamento MeerKat+ e l’implementazione della banda 5B con il progetto Pnrr Stiles, costituisce inoltre una tappa fondamentale in vista delle future osservazioni con l’Osservatorio Ska (Skao), che sarà il più grande radiotelescopio mai realizzato e destinato a rivoluzionare la nostra conoscenza del cosmo, attualmente in costruzione in Sudafrica e in Australia Occidentale.

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Quando ci si mette in viaggio per qualcosa

Mentre mi dirigo verso La Coruña, nel nord della Spagna, con l’intento di documentare l’eclissi totale della nostra stella che si verificherà dopodomani sera, rifletto su tutte quelle volte in cui ci si mette in viaggio per qualcosa. Nello specifico, qualcosa di non facile realizzazione. Quando, insomma, si parte e ci si arrischia in tentativi azzardati, imprese di dubbia natura, al limite dello sfacciato, spedizioni senza promesse di riuscita.

Passeggeri in partenza all’aeroporto di Bari-Palese. Noto è il luogo da cui si parte – a volte, nemmeno quello. Quale, invece, la destinazione? Crediti: F. Loiacono/Media Inaf

Questo mi ha riportato ai miei diciott’anni, all’ardimentoso viaggio che intrapresi con mio padre da Bari a Firenze per assistere a Fiorentina-Liverpool, partita di calcio nella fase a gironi di Champions League, in un giorno d’autunno di un remoto 2009. Meno di dieci giorni prima la Fiorentina era capitolata all’Olimpico sotto i colpi di Totti e De Rossi. Il Liverpool era quello di Torres, Gerrard e Mascherano, e non serve aggiungere altro.

Questo viaggio – quello di oggi – mi fa pensare a quell’altro perché ciò che li accomuna è l’esito improbabile che si va cercando. All’epoca: una vittoria contro una delle massime espressioni del calcio inglese e internazionale. Stavolta, l’ambizione di assistere all’oscuramento del nostro astro da parte del disco lunare, al crepuscolo di un giorno di agosto. Fenomeno che a La Coruña si verificherà alla miserabile altezza di dodici gradi sull’orizzonte, e pertanto facilmente esposto a un’ulteriore eclissi da parte di innumerevoli ostacoli terrestri. Esperienza che viene ricercata non in un luogo asciutto, in qualche zona dell’entroterra spagnolo, certamente più consona a cieli tersi – e dove, avvedutamente, mi pare si stiano recando tutti quelli a cui chiedo – ma in una città esposta ai capricci dell’Oceano Atlantico. Località eletta in maniera assolutamente non ponderata – come la maggior parte delle scelte compiute dalla sottoscritta, forse per una sorta di avversione ai calcoli attenti, calcoli su cui il mio lavoro di astronoma si basa, e che mi è necessario abolire in tutte le altre faccende della mia vita – se non per il fatto di trovarsi nella fascia di totalità, e per il desiderio di realizzare un reportage sull’evento astronomico in un luogo di mare.

In verità, la pur esigua altezza dell’eclissi sull’orizzonte è maggiore di otto gradi rispetto al sud della Spagna, il che rende La Coruña uno dei posti geometricamente meglio disposti per la contemplazione del fenomeno nella penisola iberica. Se favorita dalla geometria, meno giova alla città galiziana la posizione oceanica. Ubicazione in virtù della quale è altamente probabile che l’umidità si manifesti, la foschia all’orizzonte si stenda spietata, un addensarsi di nuvole incomba, o che qualche altro fatto cospiri alla mancata visione di un evento che sarà obiettivamente difficile da osservare, anche ponderando tutto – perlomeno dalla Spagna, per gli elementi detti sopra. Ma pure dall’Islanda, certamente più fortunata in termini di altezza dell’allineamento astronomico in oggetto, ma molto meno, almeno sulla carta, in fatto di cieli sereni.

Le probabilità di riuscita sono minime. E ciononostante si parte comunque. Quante volte lo abbiamo fatto?

La mia modesta impresa me ne ricorda un’altra, ben più ambiziosa e che pure attiene a fatti astronomici, impresa mirabilmente raccontata da Leonardo Piccione in un libro di qualche anno fa – una recensione si legge qui. Quella dell’astronomo Guillaume Le Gentil, che si recò in luoghi remoti per osservare un fenomeno che in verità a un’eclissi rassomiglia assai. In astronomia viene detto transito, ovvero il passaggio di un corpo celeste – nella fattispecie, il pianeta Venere – davanti a un altro corpo celeste – il Sole, nella vicenda raccontata, come nell’eclissi di dopodomani. La posta in gioco era altissima: la misura di Le Gentil avrebbe portato niente meno che alla stima, ignota nel Settecento, delle dimensioni del Sistema solare.

Due volte ebbe la possibilità di mirare l’agognato evento e due volte la mancò. Burrasche, conflitti, personaggi ostili e una «nuvola fatale» fra gli elementi che congiurarono alla mancata visione del passaggio di Venere sul disco solare. Lo sventurato astronomo nei suoi diari annoterà: «Questo è il fato che talvolta attende gli astronomi. Avevo percorso più di diecimila leghe, attraversato innumerevoli mari. Mi ero esiliato dalla mia patria per essere infine spettatore di una nuvola fatale che venne a piazzarsi davanti al sole nel momento esatto delle mia osservazione, per derubarmi dei frutti delle mie pene e delle mie fatiche…»

Cosa impariamo dalle nostre imprese mancate? Dal disallineamento fra esito e aspettativa? Dall’ineliminabile sfasatura fra le nostre manie di perfezione e gli individui maldestri che siamo? Dal dover accettare che ogni misura, anche la più accurata, è soggetta ad un errore?

Pur risiedendo a Bologna da oltre un decennio, il luogo di partenza è Bari, la mia città natale. Come quella volta. Diciassette anni dopo mio padre mi saluta sulla porta di casa.

Quella volta a Firenze, come forse qualcuno rammenterà, la partita si concluse con un invaticinabile 2 a 0 da parte della Fiorentina, in un’irripetibile notte di fine settembre. Per me fu gioia immensa dopo uno dei periodi più bui della mia vita. Soprattutto, fu capire che gli esiti non sono già scritti, ma che si possono costruire. E che partire, provare, anche trasferte scellerate come quella – agli occhi dei miei compagni di classe di un liceo del centro di Bari, nell’anno di rinfervorato e straripante entusiasmo attorno alla squadra cittadina, neopromossa in Serie A dopo otto anni – trasferte scellerate agli occhi dei miei compagni ma mai ai miei, vale sempre la pena. Forse è facile dirlo dopo una vittoria. E forse un po’ ci ho preso il vizio.

«Hai vinto al Superenalotto, Federì».

Come finirà questa volta?


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Totalità. Diario di un’eclissi di Sole

La cover di Totalità. Crediti: Davide Coero Borga/Inaf

Cinque giorni, migliaia di chilometri e un’eclissi totale di Sole. La prima nel cuore dell’Europa da ventisette anni. Un’eclissi difficile, di durata relativamente breve – un minuto e mezzo, poco meno o poco più – e per giunta al tramonto. Basta una nuvoletta all’orizzonte a rovinare lo spettacolo.

Sono gli ingredienti di Totalità, un podcast dell’Istituto nazionale di astrofisica ideato e realizzato da Federica Duras e Claudia Mignone – astrofisiche, divulgatrici scientifiche e per l’occasione inviate speciali dalla Spagna per raccontare come si vive, oggi, un’eclissi totale di Sole.

Tutto inizia dalla valigia: cosa portare, a partire dagli occhialini certificati per proteggere la vista (mai osservare a occhio nudo il Sole, intonso o eclissato che sia – l’avrete certamente sentito ripetere più d’una volta negli ultimi giorni), spaziando poi tra macchine fotografiche, filtri, cavalletti e altri strumenti per tentare di immortalare il tanto sospirato evento.

Questo diario di viaggio tutto da ascoltare seguirà le due protagoniste dall’Italia, passando per Valencia, fino all’Aragona, sulle tracce delle antiche spedizioni ottocentesche che dislocavano gli astronomi in giro per il mondo a caccia di qualche minuto di totalità, per cercare di carpire i segreti del stelle partendo da quella a noi più vicina – il Sole. E se tanti misteri cosmici sono ormai stati svelati, molti altri restano ancora irrisolti: è per questo che le eclissi solari continuano a suscitare, ancora oggi, nel 2026, non solo il fascino generale ma anche l’interesse della comunità scientifica. Come quello della spedizione di astrofisici italiani che osserverà il fenomeno il prossimo 12 agosto dall’Observatorio Astrofisico de Javalambre, a duemila metri di quota, nella provincia spagnola di Teruel, per sperimentare un nuovo, ingegnoso strumento per future missioni spaziali.

Il sito da cui le protagoniste del podcast Totalità osserveranno l’eclissi di sole del 12 agosto. Crediti: F. Duras/Inaf

Tra scienza e storia, consigli per le osservazioni e interviste agli esperti, il podcast esplora le molteplici sfaccettature di un avvenimento tra i più travolgenti che il cielo può regalare a noi, piccoli abitanti del terzo pianeta in orbita attorno al Sole. Con le emozioni della narrazione dal vivo, gli imprevisti del viaggio, le sfide della ricerca e l’incognita – onnipresente, imperante e contro la quale ogni scongiuro è vano – del meteo: la cronaca, insomma, di un’eclissi (quasi) impossibile.

Potete ascoltare Totalità su Apple Podcast, su Spotify e su YouTube, oltre che sulla piattaforma di Media Inaf dedicata ai podcast, a partire da oggi, domenica 9 agosto. E poi ogni giorno, fino al 13 agosto. Per scoprire se le protagoniste saranno riuscite nell’intento di contemplare la loro prima eclissi totale di Sole.

Ascolta il podcast su YouTube:

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AGRIGENTO, CANE AGGREDISCE VICINO CHE GLI SPARA: DUE DENUNCE

Un cane è stato ferito da due colpi di pistola dopo essersi avventato contro un vicino di casa in una traversa del viale dei Pini, a San Leone, quartiere balneare di Agrigento. I carabinieri della Compagnia di Agrigento – riporta Agi – hanno denunciato un cinquantacinquenne e la proprietaria dell’animale, una donna di 50 anni, per maltrattamento di animali. Secondo la ricostruzione dei militari, il cane sarebbe stato portato in strada senza le previste misure di sicurezza e avrebbe aggredito il vicino. Il cinquantacinquenne avrebbe quindi preso una pistola legalmente detenuta ed esploso due colpi contro l’animale. La proprietaria avrebbe successivamente riportato il cane nell’abitazione, dove i carabinieri lo hanno trovato ferito e legato. L’animale è stato affidato a una clinica veterinaria e non sarebbe in pericolo di vita. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire ogni aspetto dell’episodio.

(Foto di repertorio)

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SICCITÀ METTE IN CRISI LA PRODUZIONE DI ENERGIA IDROELETTRICA

La crisi idrica è un problema per il sistema energetico europeo Le minime portate di grandi fiumi come Po e Danubio costringono molti paesi a spegnere impianti idroelettrici e fermare reattori nucleari privi del raffreddamento necessario. Mentre la domanda di elettricità continua a salire – riporta Ppn Adi – la paralisi delle centrali mostra la crescente vulnerabilità delle forniture continentali di fronte al caldo e alla siccità. La crisi idrica colpisce ancora e questa volta non mette a dura prova solo il settore agricolo o l’acqua potabile, ma sta provocando danni serissimi al sistema energetico continentale. Senza acqua a sufficienza nei bacini e nei grandi fiumi, infatti, si riduce drasticamente la capacità di produrre energia elettrica, sia attraverso le centrali idroelettriche sia tramite i reattori nucleari, che necessitano del flusso dei fiumi per i propri impianti di raffreddamento. In Italia il punto critico è rappresentato dal Po. La portata del fiume ha toccato livelli persino inferiori a quelli registrati durante la storica siccità del 2022. Secondo i rilevamenti dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici dell’area del Po, a Cremona il fiume registra un flusso di appena 193 metri cubi al secondo, contro una media stagionale di 602. La scarsità d’acqua, unita ai ridotti volumi dei laghi prealpini come il Lago Maggiore, ha costretto la centrale idroelettrica di Isola Serafini a sospendere la produzione. La situazione dell’idroelettrico italiano è confermata dai dati di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale: se da un lato la domanda di elettricità a giugno è cresciuta dell’1,8% rispetto all’anno precedente (segnando il decimo mese consecutivo di aumento), dall’altro la produzione idroelettrica ha subito crolli verticali. In aree ad alta vocazione come il Trentino, la produzione idroelettrica del primo semestre 2026 ha registrato un calo del 37% a causa di un deficit di accumulo nivale arrivato all’87% già in primavera, spingendo operatori come Dolomiti Energia ad accelerare gli investimenti verso fotovoltaico ed eolico per diversificare le fonti.

(Foto di Donovan Kelly su Pexels)

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PISA, CARROZZELLE IN SERVIZIO CON 37 GRADI: TURISTA SPAGNOLA SEGNALA

La polemica sulle carrozze trainate da cavalli, note anche come ‘botticelle’, si riaccende dopo la denuncia di una turista spagnola che, il 5 agosto scorso, ha segnalato la situazione critica a Pisa. A 12:20 – riporta Ntw Press – con la temperatura che raggiungeva i 37 gradi in Piazza dei Miracoli, la donna ha contattato il Nucleo Operativo Guardie Rurali Ausiliarie a difesa degli Animali di Pisa (Nogra) e la polizia municipale per denunciare le condizioni in cui operavano le carrozze.

Il presidente dell’associazione Italian Horse Protection, Sonny Richichi, ha evidenziato che la risposta ricevuta dalla turista mette in luce le lacune del regolamento comunale per la tutela degli equidi. Infatti, in quella zona di Pisa, le carrozze erano in funzione nonostante il caldo torrido, sollevando interrogativi sulla loro sicurezza e benessere.

Stando a quanto riportato, il Nogra ha spiegato che nei pressi delle carrozze è sempre presente una pattuglia della polizia municipale, che può intervenire solo su richiesta verbale e in caso di “evidente malessere” degli Animali. Tuttavia, la temperatura rilevata all’ombra era di 34 gradi, mentre la soglia per sospendere il servizio è di 35 gradi, pertanto non si è potuto intervenire. La turista ha quindi continuato a stigmatizzare la situazione, affermando che il calore al sole superava sicuramente i 40 gradi.ù

Richichi ha ulteriormente sottolineato come il regolamento navighi in una zona grigia, dal momento che fa riferimento a temperature ufficiali registrate in un specifico sito della città, senza considerare le condizioni reali dove gli Animali operano. Non si tiene conto, quindi, dell’effetto del calore accumulato nei pavimenti asfaltati e dal carico trasportato. Questo porta a una situazione in cui, nonostante i 37 gradi, nessuno sembri in grado o disposto a intervenire.

Il comandante del Nogra, Michele Mennucci, ha dichiarato che non basta la sola osservazione per valutare lo stato di salute dei cavalli, essendo necessaria la visita di un veterinario della ASL. Le temperature devono essere rilevate dalle stazioni ufficiali, senza che il benessere degli Animali venga preso in considerazione.

Il risultato è che, mentre a Pisa i termometri segnavano 37 gradi e i cavalli continuavano a lavorare sotto il sole, le istituzioni competenti sembrano impotenti a garantire il rispetto delle normative.

(Testo Ihp riportato da Ntw Press. frame e video Ihp)

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CATANIA, CAVALLO E PULEDRO IN UNA STALLA ABUSIVA: MULTA DA 6MILA EURO

La Polizia di Stato, Squadra a Cavallo, ha effettuato a Picanello, a Catania, un controllo specifico insieme ai medici del Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catania, individuando una stalla abusiva. Nei giorni scorsi – riporta LaPresse – i poliziotti delle Volanti, insieme ai medici veterinari, hanno controllato la struttura, trovando due equidi in buone condizioni di salute. Il cavallo adulto risultava già identificato, ma la normativa prevede che gli animali debbano vivere in locali attrezzati e autorizzati a garantirne il benessere. Il puledro, di sei mesi, era invece privo di microchip identificativo, che è stato installato sul posto dal medico veterinario. Il gestore è stato sanzionato per entrambe le violazioni, per un importo complessivo di 6mila euro.I controlli delle stalle effettuati dalla Polizia di Stato negli ultimi due anni sul territorio catanese, in particolare dai cavalieri dell’UPGSP della Questura di Catania, interessano tutte le zone della città a tutela del benessere degli animali e proseguono attraverso progetti di legalità realizzati in sinergia con gli altri enti preposti al controllo.

(Foto di repertorio)

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CATANIA: LASCIA IL CANE SUL BALCINE, DENUNCIATO 50ENNE

Una pattuglia della Stazione dei Carabinieri di Mascali, nel Catanese, è intervenuta in un’abitazione del centro a seguito di una segnalazione giunta al 112, relativa a un cane in difficoltà. Giunti sul posto, i militari hanno visto sporgere la testa dell’animale dal balcone del secondo piano. Dopo aver suonato invano al citofono, i Carabinieri sono riusciti ad accedere all’androne del condominio e, da una finestra del vano scale, hanno potuto osservare l’animale. Il cane era stato lasciato su un balconcino esposto al sole, senza una cuccia e con le ciotole di acqua e cibo vuote. I militari si sono quindi attivati per rintracciare il proprietario, intimandogli di rientrare immediatamente a casa per verificare le condizioni di salute dell’animale, lasciato al sole senza possibilità di ripararsi dal caldo. Per l’uomo, un 50enne del posto, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per abbandono di animali domestici e loro detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura.

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Canadian Man Pleads Guilty in Snowflake Extortions

A 26-year-old Canadian man once described as one of the most consequential cybercrime threat actors of 2024 has pleaded guilty to computer fraud and conspiracy to hack and extort more than 165 organizations that used the cloud provider Snowflake. Connor Riley Moucka, of Kitchener, Ontario, also admitted to stealing call and text history records of more than 100 million AT&T customers.

A surveillance photo of Connor Riley Moucka, a.k.a. “Judische” and “Waifu,” dated Oct 21, 2024, 9 days before Moucka’s arrest. This image was included in an affidavit filed by an investigator with the Royal Canadian Mounted Police (RCMP).

The U.S. Justice Department said between February and October 2024, Moucka and co-conspirators used stolen login credentials to steal cloud-hosted data belonging to at least 165 customers of a U.S.-based software-as-a-service company.

The hackers targeted stolen credentials for Snowflake customer accounts that did not enforce multi-factor authentication, and extorted or attempted to extort a host of well-known companies, including TicketMaster, Lending Tree, Advance Auto Parts and Neiman Marcus. Snowflake responded to the data thefts by increasing password complexity requirements and enforcing multi-factor authentication.

Moucka adopted new nicknames frequently — sometimes operating multiple identities concurrently — but two of his best-known monikers were “Judische” and “Waifu.” Judische’s admitted role in the Snowflake data thefts was first documented by KrebsOnSecurity in a September 2024 story about the overlap between Western, English-speaking cybercriminals and extremist groups that harass and extort minors into harming themselves or others.

That September 2024 story identified Judische as a software engineer from Ontario who has been involved in numerous data breaches and voice phishing attacks against U.S. companies since at least 2020. A little more than a month later, Canadian authorities arrested Moucka on a provisional warrant from the United States.

The government says Moucka and others used their unauthorized access to steal billions of sensitive customer records and download terabytes of information, “including individuals’ non-content call and text history records, banking and other financial information, payroll records, Drug Enforcement Administration (DEA) registration numbers, driver’s license numbers, passport numbers, social security numbers and other personally identifiable information. They then extorted victims by threatening to publish data online.”

Moucka also threatened and harassed government officials and security researchers who were helping to track him down. The Justice Department said the conspirators made over $2.5 million in ransom payments, and that in at least one instance, Moucka re-extorted a victim with threats of further disclosure of the victim’s stolen data.

“Moucka used the stolen data of a government officer and members of a then-former government officer’s immediate family in this re-extortion attempt,” reads a statement from the Justice Department.

One of Moucka’s admitted co-conspirators is Cameron “Kiberphant0m” Wagenius, a U.S. Army soldier who pleaded guilty in July 2025 to extorting AT&T and Verizon for their customer account data. Less than a month before Wagenius’s arrest, KrebsOnSecurity published a deep dive into Kiberphant0m’s various Telegram and Discord identities over the years, revealing how the owner of the accounts told others they were in the Army and stationed in South Korea.

One of several selfies on the Facebook page of Cameron Wagenius.

Kiberphant0m also re-extorted victims. Immediately following Moucka’s arrest, Kiberphant0m posted on hacker forums what he claimed were the AT&T call logs for then President-elect Donald Trump and for then Vice President Kamala Harris, as well schematics allegedly stolen from the U.S. National Security Agency (NSA).

Wagenius is set to be sentenced on September 3, 2026. The government says he faces a maximum penalty of 20 years in prison for conspiracy to commit wire fraud, a maximum penalty of five years in prison for extortion in relation to computer fraud, and a mandatory two-year sentence consecutive to any other prison time for aggravated identity theft.

The third alleged co-conspirator is John Erin Binns, 26, an elusive American man who fled the United States after being indicted for his admitted role in a 2021 breach at T-Mobile that exposed the personal information of at least 76 million customers.

Sources close to the investigation said Binns, also known as “IRDev” and “IntelSecrets,” was until recently incarcerated in a Turkish prison, but that he has since been released and has resurfaced online. Those sources said Binns also recently obtained Turkish citizenship, and under Turkish law a citizen cannot be extradited to a foreign country.

An image of a passport that Binns shared in an email to KrebsOnSecurity in Feb. 2023.

Moucka pleaded guilty to four criminal counts, including computer fraud, wire fraud, aggravated identity theft, and conspiracy. He is slated to be sentenced on Oct. 27 and faces a mandatory minimum penalty of two years in prison on the aggravated identity theft count, as well as a maximum penalty of 30 years in prison on the remaining counts. Ultimately, it will be up the federal judge how much time Moucka actually serves for his extensive cybercriminal rap sheet.

For an interview with Moucka prior to his arrest and a deeper look at Binns, see our original report on Moucka’s arrest.

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ESTATE, BOOM DI VACANZE CON CANI E GATTI: +650% DI RICERCHE SUI VIAGGI CON I FELINI

Agosto non è solo il mese delle vacanze, ma anche quello dedicato agli amici a quattro zampe, con la Giornata mondiale del gatto in calendario l’8 agosto – e quella del cane (26 agosto). In questo contesto cresce il fenomeno del “pet travel”: cani e gatti sono sempre più considerati membri della famiglia e viaggiano insieme ai loro proprietari. Secondo studi di settore ripresi da Dogster – informa una nota riportata da Adnkronos Salute – il 54% dei proprietari prevede di partire con il proprio animale e il 58% afferma di preferirne la compagnia a quella di amici o familiari. Una tendenza che influenza anche il turismo: il 52% dei viaggiatori sceglie la destinazione in base alla possibilità di portare con sé il proprio pet. Di conseguenza, circa il 75% degli hotel, dalle strutture economiche ai resort di lusso, offre oggi servizi pet-friendly. L’auto resta il mezzo di trasporto preferito dal 64% dei proprietari, grazie alla maggiore flessibilità. Non mancano però episodi curiosi: il 10% degli intervistati ammette di aver nascosto almeno una volta il cane per aggirare i divieti delle strutture ricettive, mentre il 3% ha tentato di farlo passare per un neonato per imbarcarlo su un aereo. Se il viaggio con il cane è ormai una realtà consolidata, cresce anche quello con i gatti. Secondo Google Trends – si legge nella nota – nel 2026 le ricerche legate ai viaggi con i felini sono aumentate del 650% a livello globale rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal monitoraggio dello Schesir Respect My Nature Index, realizzato su un ampio panel di testate internazionali e ricerche di mercato. L’Italia si conferma tra le principali destinazioni mondiali per i trasferimenti internazionali di animali domestici, classificandosi all’ottavo posto. Il Global Pet Travel Data Report 2026 di Starwood, basato su oltre 41 mila trasferimenti, evidenzia una netta prevalenza dei cani rispetto ai gatti e una crescente complessità organizzativa, dovuta anche all’aumento delle famiglie che viaggiano con più di un animale. Pianificare con anticipo documenti sanitari, certificazioni e requisiti di ingresso diventa quindi sempre più importante.

(Foto di Jusdevoyage Lyly pubblicata su Pexels)

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MAMMA DELFINO PORTA IL CUCCIOLO MORTO SUL DORSO: L’IMMAGINE COMMUOVE IL WEB

Il suo video ha commosso il web: Fraggle una femmina di delfino, ha trasportato per sei giorni sul dorso il cadavere del suo cucciolo, seguita dal resto del suo ‘pod’ in quella che sembra quasi una marcia funebre. Le immagini – riporta Agi – sono state girate da un drone del Geographe Marine Research, un’organizzazione australiana per la conservazione della natura. Il tursiope aveva già perso tre figli, hanno riferito gli studiosi, e ciò rende ancora più struggente questa nuotata nell’estuario di Leschenault, vicino alla città di Bunbury, lungo la costa dell’Australia Occidentale. Gli etologi invitano però a non “umanizzare” quelle immagini: il comportamento è infatti di natura ‘epimeletica’, una forma di assistenza a un individuo in difficoltà molto comune tra i cetacei, dai tursiopi alle stenelle e alle orche. Possibile però che in questo mammifero la motivazione materna si sia intrecciata con la componente socioemotiva.

(Frame e video The Independent)

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STUDIO: OLTRE 700MILA PERSONE MORTE A CAUSA DELL’ANTIBIOTICO-RESISTENZA

Oltre 700.000 persone muoiono ogni anno nel mondo a causa delle infezioni resistenti agli antibiotici. Un nuovo studio condotto nelle Isole Galápagos mostra che le acque reflue stanno diventando un serbatoio di batteri resistenti, trasformando l’ambiente in un luogo dove la resistenza antimicrobica può emergere, evolvere e diffondersi anche lontano dagli ospedali. La scoperta amplia il problema: la lotta ai super-batteri non riguarda più soltanto l’uso appropriato degli antibiotici in medicina, ma anche la gestione delle acque reflue, degli ecosistemi e delle infrastrutture ambientali. L’Antibiotico-resistenza diventa una sfida ambientale. Per anni il problema è stato affrontato quasi esclusivamente all’interno degli ospedali. Oggi emerge con sempre maggiore evidenza che anche fiumi, impianti di depurazione e reflui urbani possono favorire la selezione e la diffusione di geni di resistenza.

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SICILIA, TARTARUGHE MARINE: OLTRE 130 DEPOSIZIONI DI UOVA

Sono saliti a circa 130 i nidi segnalati quest’anno in Sicilia, regione che al momento detiene il primato di deposizioni, di cui 115 monitorati dal Wwf: il maggior numero si trova ancora lungo le coste sud orientali dell’isola. Le ricerche delle tracce – racconta l’associazione – rigorosamente svolte all’alba lungo le spiagge, continuano senza sosta così come la sorveglianza dei nidi giorno e notte per permettere alle piccole tartarughe di nascere in sicurezza. Ad oggi sono poco più di 550 i piccoli fuoriusciti dai nidi seguiti dal Wwf in Sicilia: in alcuni casi è stato necessario traslocare le uova in punti della spiaggia più sicuri poiché quelli troppo vicini alla battigia, ad esempio, rischiavano di essere sommersi dall’acqua con la compromissione della schiusa. L’erosione costiera, infatti, colpisce non solo le attività di balneazione ma rappresenta anche un fattore di rischio per le deposizioni. Considerando alcune possibili perdite dovute ai tanti fattori di rischio, il potenziale di nascite della sola Sicilia è di 8000 piccoli. Nelle altre regioni le deposizioni monitorate dal Wwf sono salite a 28: 17 in Calabria, 11 nell’arco Ionico tra Puglia e Basilicata. I volontari sorvegliano le schiuse anche per mitigare un’altra minaccia: le luci artificiali notturne. I piccoli, una volta usciti dalla sabbia, ne vengono spesso attratti poiché scambiate per il chiarore del mare. Il compito dei volontari è quello di evitare che vadano in direzioni pericolose e opposte al mare. Un’altra accortezza che il Wwf chiede ai gestori dei lidi è quella di rimuovere ostacoli come lettini e boe dalla battigia, lasciando però gli ombrelloni fissi (che altrimenti al mattino rischierebbero di danneggiare eventuali nidi non segnalati).

(Testo Wwf riportato da Adnkronos. Foto di repertorio)

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Val di Noto 1693: una story map racconta il terremoto più forte nei cataloghi sismici italiani

Era l’11 gennaio 1693 quando la Sicilia orientale fu colpita da quello che, ad oggi, è classificato nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15) come il più forte evento sismico degli ultimi mille anni accaduto nell’intero territorio nazionale. Per il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (CFTI5Med), addirittura il più forte degli ultimi duemila. Si tratta di un terremoto di magnitudo stimata Mw 7.3 (seguito da un imponente maremoto) che causò, secondo le fonti, oltre 50mila morti, danneggiando gravemente un’area di oltre 14.000 chilometri quadrati. E fu l’apice di una sequenza sismica che durò almeno tre anni. 

Dal lutto e dalle macerie sorsero città dall’aspetto totalmente nuovo, spesso in siti diversi dai precedenti, edificate secondo moderni criteri urbanistici, dando vita a quel laboratorio architettonico che fu il Barocco siciliano e che oggi continuiamo ad ammirare. La meraviglia di alcune delle nuove piante cittadine, delle chiese e dei palazzi, ha addirittura spesso messo in ombra la tragedia causata dall’evento e generato alcune lacune nell’interpretazione delle conseguenze socioeconomiche e politiche dei decenni successivi.

Proprio per questa sua immensa portata, il terremoto del 1693 è stato oggetto di diversi studi scientifici e, allo stesso tempo, è profondamente radicato nella cultura e nella tradizione popolare siciliana. Tuttavia, la ricerca e la memoria collettiva (fatta di miti, canti e racconti tramandati di generazione in generazione) raramente si sono incontrati. 

La Sicilia Orientale, sulla base della sua storia sismica e delle informazioni disponibili dagli studi sulle sorgenti sismogenetiche, è una delle zone a maggiore pericolosità sismica d’Italia. Un fattore che, insieme alla presenza di aree intensamente popolate e vulnerabili, sia dal punto di vista sociale che del patrimonio edilizio ed infrastrutturale, determina un elevato rischio sismico e impone una costante opera di prevenzione, nella quale la consapevolezza della popolazione ha un ruolo tutt’altro che secondario.

 

È proprio per queste ragioni che nasce la nuova Story map “Val di Noto 1693. Storia e miti del terremoto più forte nei cataloghi sismici italiani”. L’obiettivo è raccontare non solo i dati del sisma, ma la storia dell’evento e della ricostruzione ad esso successiva, insieme al suo radicamento nella cultura popolare.

La Story map è organizzata in sette capitoli, che, attraverso carte storiche, mappe interattive, immagini e video, descrivono:

  • la sismicità dell’area;
  • la sequenza sismica del 1693-96;
  • il contesto storico in cui avvenne il terremoto;
  • la gestione dell’emergenza da parte delle istituzioni politiche;
  • la ricostruzione delle città delocalizzate;
  • la ricostruzione delle città nel medesimo sito pre-evento;
  • il barocco siciliano. 

La Story map è aperta da una breve introduzione in cui la presentazione dell’evento dal punto di vista storico e scientifico è corredata da un canto popolare, proposto in forma scritta e orale, che dalla fine del ‘600 è arrivato fino ai giorni nostri. 

Il primo capitolo si sviluppa invece attraverso la descrizione della sismicità della Sicilia orientale, con carte e dettagli “tecnici”.

Il secondo capitolo è dedicato alla descrizione della sequenza sismica, con particolare attenzione alle scosse del 9 e dell’11 gennaio. Questi due eventi sono raccontati attraverso delle mappe interattive centrate sulle località colpite e sugli effetti prodotti. 

Cliccando sulle singole località è possibile conoscere la distanza dall’epicentro, gli effetti sull’ambiente naturale conosciuti e l’intensità del terremoto in base agli effetti visibili e ai danni provocati (scala Mercalli-Cancani-Sieberg – MCS). 

Il terzo capitolo è invece dedicato a una breve presentazione del contesto storico, raccontato anche attraverso documenti e ritratti di alcuni dei protagonisti di quel tempo. 

Al centro del quarto capitolo vi è poi la gestione dell’emergenza da parte delle istituzioni politiche, le priorità del viceregno (in quel tempo la Sicilia faceva parte del Regno di Spagna ed era amministrata da un Viceré), l’azione dei poteri locali e le sofferenze patite dalle popolazioni.

Una mappa multimediale permette anche di osservare la struttura ideata dal Viceregno per la gestione dell’emergenza e il suo effettivo funzionamento: ogni punto sulla mappa corrisponde a un’apposita giunta o a uno specifico incarico creato ad hoc subito dopo il terremoto e cliccando su ognuno di essi è possibile sapere chi ricoprì quel ruolo e quali mansioni svolse. Il capitolo è chiuso da un filmato tratto dall’edizione del 2025 della commemorazione che ogni anno la popolazione di Grammichele svolge tra le rovine dell’antica Occhiolà, il sito abbandonato dopo il terremoto.

Il quinto capitolo ripercorre la lunga ricostruzione delle città delocalizzate, descrivendo le tante modalità attraverso cui si scelse di spostare i centri in un nuovo sito e i tratti comuni alle diverse vicende. 

Una mappa interattiva permette di esplorare le città ricostruite in un nuovo sito, visionare carte storiche e foto dei luoghi più rappresentativi, ma anche scoprire dove si trovavano le città prima del terremoto, i processi attraverso i quali si scelse di spostarsi e le modalità della ricostruzione.

Il sesto capitolo è dedicato alle città che furono riedificate nel medesimo sito, tracciando dinamiche, successi e limiti dei processi di ricostruzione. Un approfondimento, anche fotografico, è dedicato al caso di Catania e una mappa interattiva permette di approfondire, attraverso immagini e descrizioni, alcuni esempi della cosiddetta “Guerra delle Parrocchie” che esplose in città come Ragusa e Modica e che contribuì all’edificazione di alcune delle più celebri chiese del Val di Noto.

Un approfondimento sul Barocco siciliano nel settimo capitolo, corredato da numerose immagini, insieme a un canto dedicato al terremoto dal cantautore siciliano Carlo Muratori chiudono il racconto di un evento che ha ancora tanto da raccontare e, soprattutto, da insegnare anche ai giorni nostri. 

“Val di Noto 1693. Storia e miti del terremoto più forte nei cataloghi sismici italiani” è  parte di un più ampio progetto di ricerca, i cui primi risultati sono stati recentemente pubblicati nell’articolo Marino, C.; Mattia, M. The Long‑Term Legacy of the 1693 Val Di Noto Earthquake: Emergency Management, Reconstruction, and Institutional Impact. Ann. Geophys. 2026, 69. https://doi.org/10.4401/ag-9507.

La story map è disponibile nella galleria  INGVterremoti e al seguente link: Val di Noto 1693

A cura di Christian Marino e Mario Mattia (INGV-Osservatorio Etneo)


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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale

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CACCIA, WWF ITALIA SCRIVE ALLE REGIONI: SOSPENDERLA NEL MESE DI SETTEMBRE

Il WWF Italia ha inviato alle Regioni italiane una formale istanza chiedendo “l’adozione di provvedimenti urgenti di sospensione o limitazione dell’attività venatoria nel mese di settembre, in considerazione delle eccezionali condizioni climatiche che stanno interessando gran parte del Paese”. Temperature record, prolungata assenza di precipitazioni, grave deficit idrico, incendi boschivi sempre più frequenti e diffusi “stanno mettendo in forte difficoltà gli ecosistemi e la fauna selvatica, proprio nel periodo in cui molte specie affrontano una fase particolarmente delicata del proprio ciclo biologico”, segnala il WWF. “Se, come effettivamente stiamo riscontrando tutti, si stanno determinando situazioni emergenziali, queste devono valere per tutti. Sarebbe veramente contraddittorio se, mentre le amministrazioni pubbliche adottano misure straordinarie per fronteggiare gli effetti della crisi climatica sull’agricoltura, sulle risorse idriche e sugli allevamenti, non venissero assunti analoghi provvedimenti a tutela degli animali selvatici, anch’essi colpiti dalle stesse condizioni ambientali”, aggiunge l’associazione.

(Testo Wwf riportato da Dire)

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GOVERNO: CONSULTAZIONE PER TRASFORMARE PLASTICHE IN RISORSE

Al via la consultazione pubblica sullo schema di regolamento che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) delle plastiche accidentalmente pescate e volontariamente raccolte in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune. L’iniziativa – riporta Energia Oltre – consentirà di raccogliere osservazioni e contributi da parte di istituzioni, operatori e stakeholder per arrivare alla versione finale del provvedimento. “Rafforziamo il percorso verso un’economia sempre più circolare. Vogliamo trasformare le plastiche recuperate nelle nostre acque da rifiuto a risorsa, garantendo regole chiare, sicurezza e tutela dell’Ambiente. Il confronto con i soggetti interessati ci permetterà di arrivare a un testo condiviso ed efficace”, ha commentato il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava.

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CIBO PER ANIMALI, LA SPAGNOLA COTECNICA ACQUISTA LIFE PET CARE

La cooperativa agroalimentare spagnola Cotecnica, proprietaria del marchio Ownat e specializzata in alimenti naturali per animali domestici, ha perfezionato l’acquisizione di Life Pet Care srl, azienda con sede a Civitella in Val di Chiana (Arezzo), proprietaria del marchio Life Natural. La società aretina nel 2025 ha registrato un fatturato di 40 milioni di euro. Per Cotecnica l’acquisizione è un passo per consolidare la propria presenza nel mercato italiano, considerato area di sviluppo prioritaria, pere creare nuove sinergie commerciali a livello internazionale. Life Pet Care manterrà il marchio, le attività operative e l’intero team, garantendo continuità al progetto aziendale. L’azienda italiana è presente su mercati esteri come Emirati Arabi Uniti, Polonia, Grecia e Lettonia, ma il mercato principale resta quello nazionale italiano. Con l’acquisizione Cotecnica rafforza il proprio percorso di crescita nel settore del pet food: la cooperativa spagnola nel 2025 ha registrato ricavi superiori a 169 milioni di euro, con la divisione internazionale che rappresentava il 66% delle vendite. “Questa acquisizione è in linea con il nostro piano strategico di crescita internazionale e ci consente di compiere un significativo passo avanti in Europa”, ha dichiarato l’ad di Cotecnica David Sánchez, sottolineando il valore dell’integrazione di un marchio specializzato in alimenti naturali e complementari per animali. Fondata nel 1982 e con sede a Bellpuig, in Spagna, Cotecnica opera nella nutrizione animale, ha 190 dipendenti e propone oltre 250 prodotti nella divisione pet food.

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CACCIA ALLE BALENE, 21 ATTIVISTI ESPULSI DALL’ISLANDA

Le autorità islandesi hanno ordinato l’espulsione dei 21 passeggeri di una nave appartenente alla fondazione dell’attivista per i diritti degli animali Paul Watson, abbordata la scorsa settimana durante una protesta contro la caccia alle balene. Lo ha riferito oggi la polizia islandese all’Afp. La Bandero è stata abbordata nella notte tra giovedì e venerdì scorsi al largo delle coste islandesi, con 21 persone a bordo, dopo aver tentato di ostacolare la Hvalur 9, una delle ultime baleniere ancora operative nel Paese. “Tutti i membri dell’equipaggio della Bandero sono stati informati di un ordine di espulsione con divieto di ritorno”, ha dichiarato all’Afp il portavoce della polizia Gunnar Runar Sveinbjörnsson. Secondo l’elenco fornito all’Afp dalla fondazione, a bordo della Bandero si trovavano cinque americani, quattro brasiliani, tre francesi, due spagnoli, un australiano, un belga, un canadese, un tedesco, un britannico, uno svizzero e un cittadino di Trinidad e Tobago.

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PONTE SULLO STRETTO, CDM: “S’HA DA FARE, PER MOTIVI IMPERATIVI”

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha adottato, ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 4, della direttiva 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, una deliberazione di dichiarazione della sussistenza dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, legati alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica, per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. La deliberazione fa seguito agli adempimenti istruttori disciplinati dal decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, ed è fondata sul provvedimento del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica del 2 luglio 2026, relativo alla ricognizione delle valutazioni ambientali e all’assenza di soluzioni alternative, e sul provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 3 luglio 2026, relativo alle conseguenze dell’opera sulla sicurezza pubblica e sulla salute dell’uomo. Tre siti interessati dall’opera rientrano nella Rete Natura 2000: a fronte dell’incidenza sui relativi habitat sono previste misure di compensazione idonee a garantire la coerenza globale della rete. Il Consiglio dei ministri ha inoltre autorizzato la trasmissione della deliberazione e dei relativi provvedimenti, per informazione e per il tramite del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, alla Commissione europea.

La direttiva 92/43/CEE (direttiva Habitat)  disciplina la deroga per la realizzazione di piani o progetti che, nonostante un esito negativo della valutazione di incidenza (VIncA) e in mancanza di soluzioni alternative, devono comunque essere approvati per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (IROPI), imponendo l’adozione di tutte le misure compensative necessarie per garantire la coerenza globale di Natura 2000.

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Claude evade (di nuovo) e attacca tre aziende reali

Sembra proprio che tenere a bada i modelli IA sia complicatissimo e Anthropic sta accumulando una certa esperienza nel settore. L’azienda ha infatti rivelato che alcuni modelli della famiglia Claude sono riusciti ad accedere ai sistemi di tre organizzazioni reali durante esercitazioni di sicurezza, trasformando test che avrebbero dovuto svolgersi in ambienti controllati in vere […]

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ZOO DI TOKYO, ALTRI TRE LEONI GRAVI PER IL CALDO

Dopo che tre leonesse sono morte, altri tre leoni sono in condizioni critiche allo zoo di Tama, nella periferia occidentale di Tokyo, a causa di un’ondata di calore record che ha colpito nei giorni scorsi il Giappone. Altri tre animali, due maschi e una femmina, che nonostante le misure di protezione messe in essere nello zoo non riuscivano a reggersi in piedi, sono stati trasferiti dal personale affinchè trascorrano la convalescenza in un recinto interno dotato di condizionatori portatili. Tra il 28 luglio e il 2 agosto scorsi erano morte Mugi, 3 anni, Ichigo, 11 anni, e Ruena, 15 anni. Le autopsie avevano evidenziato una disidratazione grave e sistemica, con una sindrome da disfunzione multiorgano, compatibili con un colpo di calore. L’amministrazione metropolitana, che gestisce il parco, ha commissionato indagini esterne per accertare le cause definitive. La crisi, raccontano i media locali, era iniziata a metà luglio, quando due dei 16 leoni dello zoo (in totale 5 maschi e 11 femmine) hanno manifestato perdita di appetito e letargia. I sintomi si sono poi estesi a dieci animali, alcuni dei quali hanno perso conoscenza. Nonostante le cure con fluidi endovena, ventilatori e nebulizzatori, e la chiusura dell’area espositiva, le tre leonesse non sono riuscite a sopravvivere. L’evento è senza precedenti per lo zoo, che alleva ed espone i felini dal 1964. Il contesto climatico è estremo: secondo l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma), 34 località hanno oltrepassato i 40 gradi quest’estate, superando il record di 30 casi registrati nell’intero 2025. Le temperature medie del Giappone occidentale a fine luglio sono state le più alte dal 1946.

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CAPRI, MAREVIVO: DOPO QUARANT’ANNI DIVENTA AREA MARINA PROTETTA

Dopo oltre quarant’anni di impegno portato avanti da Marevivo, l’Area Marina Protetta “Isola di Capri” è finalmente realtà. Con l’approvazione definitiva del disegno di legge da parte della VIII Commissione Ambiente in sede legislativa, si è concluso alla Camera l’iter parlamentare che istituisce la nuova AMP, segnando una svolta storica per la tutela del patrimonio naturale dell’isola. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, spiega Marevivo in una nota, provvederà, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, agli adempimenti necessari per renderla operativa. Il provvedimento modifica, inoltre, la denominazione dell’area marina di reperimento “Penisola della Campanella – Isola di Capri”, distinguendo definitivamente le due realtà: “Punta Campanella” e “Isola di Capri”, ciascuna con un proprio percorso gestionale. L’istituzione dell’Area Marina Protetta di Capri colma una storica lacuna nel sistema nazionale delle aree marine protette. Pur essendo una delle isole più conosciute e visitate del Mediterraneo, nonché un patrimonio naturalistico di valore internazionale, Capri era infatti ancora priva di uno strumento di tutela dedicato. Con l’approvazione della legge questa anomalia viene finalmente superata, segnando un ulteriore passo decisivo verso gli obiettivi fissati dall’Unione Europea con la Strategia 30×30, che mira a proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030. Da sempre Marevivo, ancora la nota, richiama l’attenzione sulla necessità di ampliare e rafforzare il sistema delle Aree Marine Protette italiane, che oggi comprende 32 AMP, incluse due aree archeologiche sommerse, a fronte delle 52 previste dalla Legge quadro n.394 del 1991, che ha consolidato il sistema delle aree protette avviato con il D.P.R. 979 del 1982 sulla difesa del mare. Nel corso degli anni la Fondazione ha promosso una politica più ambiziosa per la tutela del mare e, nel 2024, in occasione degli Stati Generali delle Aree Protette organizzati dal MASE, ha presentato una proposta di riforma della legge per equiparare la disciplina delle AMP a quella dei Parchi Nazionali, riconoscendo al patrimonio marino pari dignità rispetto a quello terrestre e prevedendo risorse adeguate, una governance più efficace e strumenti più incisivi per il monitoraggio e la gestione.

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INCENDI, ASSESSORA SICILIA: IL 98% PARTE DALLA MANO DELL’UOMO

“La mano criminale è dietro agli inneschi di degli incendi. Il 98% dei roghi parte dalla mano dell’uomo: non li chiamerei piromani ma delinquenti”. Così – riporta Dire – l’assessora al territorio e ambiente della Regione Siciliana, Giusi Savarino, intervenendo all’Ars al termine della seduta dedicata a interpellanze e interrogazioni della rubrica Territorio e ambiente. “Va fatta un’azione per bloccare queste persone – ha aggiunto Savarino – ma questo non basta: bisogna capire quali sono le ragioni dietro a questi incendi”.

(Foto i repertorio)

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Evento sismico ML 4.3 in provincia di Pisa, 4 agosto 2026

Un terremoto di magnitudo Richter ML 4.3  è stato registrato dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale alle ore 10:15 italiane del 4 agosto 2026, 6.7 km a sud – ovest di Pisa, ad una profondità di circa 8 Km.

Nell’ora successiva al terremoto sono state registrate 5 repliche, tutte di magnitudo inferiore a 2.0.

Di seguito la tabella con i Comuni entro 20 km dall’epicentro:

La zona interessata da questo terremoto è caratterizzata da pericolosità sismica media, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in questa area non sono avvenuti forti terremoti. Il più forte terremoto registrato in questa parte della Toscana è l’evento di Orciano Pisano del 14 agosto 1846 di magnitudo stimata pari a Mw 6.0. Più recentemente possiamo ricordare l’evento del 19 ottobre 2013 di M 3.4 localizzato lungo la costa pisana.

Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area  interessata da questo terremoto è caratterizzata da sismicità prevalentemente lungo la costa tra Pisa e Livorno.

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al V grado MCS.  

Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai 1868 questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento di questa mattina è stato risentito in un’area molto estesa, in particolare nelle province di Pisa, Livorno, Lucca, Firenze e La Spezia con valori di intensità fino al IV grado MCS. Il terremoto è stao risentito anche a Genova e Bologna con valori di intensità fino al IV grado MCS.

 

 


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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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Sciame sismico ai Campi Flegrei: comunicato di aggiornamento del 1 agosto 2026

Dalle ore 19:46 del 31 luglio 2026 è in corso uno sciame sismico nell’area Campi Flegrei. Alle ore 11:28 di oggi, 1 agosto, sono stati rilevati in via preliminare 169 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 e una magnitudo massima Md = 4.7 ± 0.3.

Nella mappa sono riportate le localizzazioni degli eventi con magnitudo Md ≥ 1.0.

Il terremoto di magnitudo Md = 4.7 ± 0.3 (Mw 4.4 ± 0.3) è avvenuto alle ore 19:46 del 31 luglio 2026 ad una profondità di circa 3 km ed è stato localizzato dalla Sala Operativa INGV-OV tra le località di Pozzuoli e Quarto.

Si riporta l’elenco degli eventi localizzati finora (ore 11:28 del 1 agosto 2026) di magnitudo Md ≥ 1.5

Data IT Orario IT Md (±0.3) Profondità (km)
31/07/2026 19:46:43 4.7 2.6
31/07/2026 19:50:36 1.7 1.0
31/07/2026 20:49:58 1.6 2.6
31/07/2026 20:57:32 2.9 2.6
31/07/2026 21:25:29 1.9 2.4
31/07/2026 22:00:09 3.8 2.7
31/07/2026 22:02:47 1.7 2.9
31/07/2026 22:04:39 1.7 2.7
31/07/2026 22:14:37 1.9 0.4
31/07/2026 22:36:43 1.7 1.7
31/07/2026 22:55:22 1.7 1.4
31/07/2026 23:22:26 1.7 2.3
31/07/2026 23:34:47 2.7 1.2
31/07/2026 23:35:39 3.1 1.4
31/07/2026 23:46:38 1.5 1.7
01/08/2026 00:03:29 1.6 1.7
01/08/2026 00:27:11 1.5 1.8
01/08/2026 01:01:27 2.0 0.5
01/08/2026 01:20:13 3.1 0.6
01/08/2026 01:23:21 2.4 0.4
01/08/2026 01:35:56 2.5 0.4
01/08/2026 02:07:23 2.3 1.9
01/08/2026 02:07:31 2.5 0.4
01/08/2026 05:41:55 2.0 0.9
01/08/2026 05:47:12 3.1 1.3
01/08/2026 05:49:26 3.0 1.1
01/08/2026 06:11:30 2.2 0.6
01/08/2026 06:14:31 2.1 0.4
01/08/2026 06:20:08 1.5 1.1
01/08/2026 06:21:23 1.8 1.4
01/08/2026 07:45:19 2.5 2.7
01/08/2026 08:12:23 2.1 0.5

Ricordiamo che è importante attenersi alle informazioni fornite attraverso i canali ufficiali dagli enti preposti alla gestione del fenomeno e che tutti gli aggiornamenti sullo sciame e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della banca dati GOSSIP dell’Osservatorio Vesuviano e sui canali web e social INGVvulcani. 


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Evento sismico, Md 4.7, ai Campi Flegrei e comunicato di sciame: 31 luglio 2026

Alle ore 19:46 italiane (17:46 UTC) del 31 luglio 2026, nell’area dei Campi Flegrei, è avvenuto un terremoto di magnitudo Md 4.7, ad una profondità pari a circa 3 km, localizzato dalla Sala Operativa INGV-OV (Napoli) tra le località di Pozzuoli e Quarto.

E’ in corso uno sciame sismico in quest’area e all’orario di emissione del Comunicato dell’Osservatorio Vesuviano (20:25 italiane) sono stati rilevati in via preliminare 10 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0  e una magnitudo massima Md = 4.7 ±0.3.

Di seguito la tabella con i Comuni entro 10 km dall’epicentro:

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al VII grado MCS.  

Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento è stato risentito in tutta l’area dei Campi Flegrei, in tutta la città di Napoli, ad Ischia e nella penisola sorrentina con risentimenti fino al VI grado MCS.

Tutti gli aggiornamenti sullo sciame e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della banca dati GOSSIP dell’Osservatorio Vesuviano: https://terremoti.ov.ingv.it/gossip/flegrei/2026/index.html 


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Il Comune di Signa è ufficialmente socio sostenitore della Fondazione PIN

Il Comune di Signa è ufficialmente socio sostenitore della Fondazione PIN

Si è svolta il 29 luglio la riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione PIN – Polo di Prato dell'Università di Firenze che ha ratificato ufficialmente l'ingresso del Comune di Signa in qualità di socio sostenitore, formalizzando così quanto precedentemente deliberato dall'amministrazione comunale (vedi articolo).

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Il Comune di Signa è ufficialmente socio sostenitore della Fondazione PIN

Il Comune di Signa è ufficialmente socio sostenitore della Fondazione PIN

Si è svolta il 29 luglio la riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione PIN – Polo di Prato dell'Università di Firenze che ha ratificato ufficialmente l'ingresso del Comune di Signa in qualità di socio sostenitore, formalizzando così quanto precedentemente deliberato dall'amministrazione comunale (vedi articolo).

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I corsi di studio universitari del Polo di Prato dell'Università di Firenze

I corsi di studio universitari del Polo di Prato dell'Università di Firenze

Polo di Prato dell'Università di Firenze offre percorsi di studio capaci di coniugare la qualità didattica dell'Ateneo fiorentino con le esigenze di innovazione e sviluppo del territorio pratese. La sede della Fondazione PIN ospita un'offerta formativa articolata, progettata per rispondere alle sfide del mondo del lavoro e fortemente connessa al tessuto economico, culturale e sociale locale.

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I corsi di studio universitari del Polo di Prato dell'Università di Firenze

I corsi di studio universitari del Polo di Prato dell'Università di Firenze

Polo di Prato dell'Università di Firenze offre percorsi di studio capaci di coniugare la qualità didattica dell'Ateneo fiorentino con le esigenze di innovazione e sviluppo del territorio pratese. La sede della Fondazione PIN ospita un'offerta formativa articolata, progettata per rispondere alle sfide del mondo del lavoro e fortemente connessa al tessuto economico, culturale e sociale locale.

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14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

Open Day dell'Offerta formativa dell’Università degli Studi di Firenze, un appuntamento dedicato a studenti, famiglie e a tutti coloro che vogliono conoscere da vicino il mondo universitario e le opportunità formative offerte dall’Ateneo fiorentino. L’evento si terrà martedì 14 luglio 2026, dalle ore 9 alle 13, presso la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze.

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14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

14 luglio - Open Day con tutta l'offerta dell’Università di Firenze al Polo di Prato

Open Day dell'Offerta formativa dell’Università degli Studi di Firenze, un appuntamento dedicato a studenti, famiglie e a tutti coloro che vogliono conoscere da vicino il mondo universitario e le opportunità formative offerte dall’Ateneo fiorentino. L’evento si terrà martedì 14 luglio 2026, dalle ore 9 alle 13, presso la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze.

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Università di Firenze al top per l'occupazione: i dati AlmaLaurea

Università di Firenze al top per l'occupazione: i dati AlmaLaurea

Scegliere il proprio percorso universitario significa fare un investimento sul proprio domani. E per chi sceglie l’Università degli Studi di Firenze, i dati dimostrano che si tratta di una scelta vincente. Il recente Rapporto AlmaLaurea 2026 sulla condizione occupazionale ha delineato un quadro molto positivo per l'Ateneo fiorentino, con risultati che non solo crescono anno dopo anno, ma superano stabilmente le medie nazionali. Scopri l’offerta Unifi il prossimo 14 luglio a Prato!

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Università di Firenze al top per l'occupazione: i dati AlmaLaurea

Università di Firenze al top per l'occupazione: i dati AlmaLaurea

Scegliere il proprio percorso universitario significa fare un investimento sul proprio domani. E per chi sceglie l’Università degli Studi di Firenze, i dati dimostrano che si tratta di una scelta vincente. Il recente Rapporto AlmaLaurea 2026 sulla condizione occupazionale ha delineato un quadro molto positivo per l'Ateneo fiorentino, con risultati che non solo crescono anno dopo anno, ma superano stabilmente le medie nazionali. Scopri l’offerta Unifi il prossimo 14 luglio a Prato!

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Radio DARC berichtet über USKA-Widerstand

Radiomacher Wolf-Dieter, DL2MCD, hat auf Radio DARC berichtet, wie sich die USKA gegen die im Ernstfall drohende Beschlagnahmung der Funkanlagen der Schweizer Funkamateure wehrt.

Der Bund greift nach den Funkgeräten der Schweizer Funkamateurinnen und Funkamateure. Am 26.7.2026 schilderte Wolf-Dieter, DL2MCD, auf Radio DARC (KW: 6070 kHz und 9670 kHz) die Pläne des Eidgenössischen Departements für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport (VBS).

Die geplante Requisitionsverordnung erlaubt der Armee im Ernstfall den Zugriff auf technische Anlagen. Das VBS will die Ausrüstung im Krisenfall schlicht abholen. In ihrer Vernehmlassung fordert die USKA Kooperation statt Enteignung.

Beitrag von Radio DARC hören (MP3)

Zum Bericht der USKA

USKA Eingabe Vernehmlassung Requisition

Published: HB9HGH 2026-07-26 13:41:24

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Quality Recognition ai Corsi di Laurea Triennale e Magistrale in Pianificazione dell'Università di Firenze nell’ambito del World Planning Congress 2026 di AESOP

Quality Recognition ai Corsi di Laurea Triennale e Magistrale in Pianificazione dell'Università di Firenze 

Il Corso di Laurea Triennale Pianificazione della Città del Territorio e del Paesaggio (PCTP) presieduto dalla Prof.ssa Valeria Lingua e il Corso di Laurea Magistrale Pianificazione e Progettazione per la Sostenibilità Urbana e Territoriale (PPSUT) dell'Università di Firenze presieduto dalla Prof.ssa Daniela Poli hanno ottenuto l'AESOP Quality Recognition.

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Quality Recognition ai Corsi di Laurea Triennale e Magistrale in Pianificazione dell'Università di Firenze nell’ambito del World Planning Congress 2026 di AESOP

Quality Recognition ai Corsi di Laurea Triennale e Magistrale in Pianificazione dell'Università di Firenze 

Il Corso di Laurea Triennale Pianificazione della Città del Territorio e del Paesaggio (PCTP) presieduto dalla Prof.ssa Valeria Lingua e il Corso di Laurea Magistrale Pianificazione e Progettazione per la Sostenibilità Urbana e Territoriale (PPSUT) dell'Università di Firenze presieduto dalla Prof.ssa Daniela Poli hanno ottenuto l'AESOP Quality Recognition.

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Prolusione del prof. Paolo Corsini per l’82° anniversario della Liberazione di Livorno

In occasione dell’82° anniversario della Liberazione di Livorno, il prof. Paolo Corsini, Presidente dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”, è stato invitato dal Comune di Livorno a tenere la prolusione per ricordare l’evento. L’intervento ha chiuso una serata particolarmente intensa ed importante per la vita di ISTORECO, alla quale hanno preso parte le principali autorità politiche del territorio.

Ecco il testo dell’intervento:

Ho accolto di buon grado l’invito rivoltomi dal collega Claudio Seriacopi, presidente dell’Istoreco, nell’occasione della ricorrenza della liberazione della città di Livorno, avvenuta esattamente 82 anni fa. Non si poteva scegliere data migliore per inaugurare la nuova sede dell’Istituto, generosamente resa disponibile da parte dell’Amministrazione comunale, cui rivolgo un caloroso ringraziamento nella persona del signor Sindaco , dottor Luca Salvetti. L’Istituto infatti deve la propria origine, dispiega il proprio impegno, coltiva la sua vocazione attraverso una vasta gamma di iniziative , sviluppando la ricerca storica e alimentando la memoria di quanto l’antifascismo e la Resistenza hanno rappresentato e continuano a rappresentare per la vita pubblica di questa città e per il Paese. Mi riprometto di svolgere alcune considerazioni lungo due direttrici: l’evocazione di quel 19 luglio 1944, che ha posto fine all’occupazione nazista e il valore attuale della Resistenza come esperienza dalla quale scaturisce la nuova Italia repubblicana e democratica.

1. La liberazione di Livorno riveste un significato tutt’affatto particolare : un caso che si distingue per differenza da un lato e per esemplarità dall’altro rispetto a vicende di altre città italiane. Stiamo dunque ad una descrizione in presa diretta dell’evento, alla testimonianza di quel giovinetto, partigiano appena diciassettenne, poi autorevole esponente del giornalismo italiano, Mario Lenzi, autore di O miei compagni, lo straordinario “romanzo di formazione” -così Enrico Iozzelli- che , per approcciare la giornata dell’ingresso in città delle avanguardie della Quinta armata statunitense del generale Clark e dei partigiani della Terza brigata “Val di Cecina”, prende le mosse dal 28 maggio 1943: il primo bombardamento a tappeto cui altri seguirono in giugno e in luglio: “migliaia di case furono distrutte, saltarono le centrali della luce, del gas e dell’acquedotto, tutti fuggirono e intorno alle macerie deserte fu poi esteso il filo spinato. La chiamarono zona nera. Per quasi un anno la città fu morta”. Non è questa la sede per delineare caratteristiche e vicende dell’opposizione antifascista livornese e del movimento resistenziale. Come annota Enrico Acciai, lo studioso oggi membro del Consiglio direttivo dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, una presenza tutt’altro che marginale, ampiamente articolata sul piano organizzativo e dell’ispirazione politico-ideale, plurale quanto alle stesse basi sociali, con particolare insediamento nel mondo operaio e portuale, capace di molteplici iniziative -scioperi, produzione di stampa clandestina, sabotaggi, assistenza agli sfollati-, oltre che ben radicata: 200 livornesi schedati nel casellario politico centrale, trenta volontari labronici nella guerra civile spagnola e tra di essi una figura leggendaria come quella di Ilio Barontini, capo di stato maggiore della XII brigata “Garibaldi” combattente a Yarama, a Guadalajara , a Huesca. Una esperienza altresì assai combattiva se, come si evince dal saggio di Stefano Gallo, pubblicato in Spaesamenti, un lavoro edito dal nostro Istituto, oltre alle decine di azioni compiute dalle formazioni partigiane a partire dal settembre del 1943, tra giugno e luglio 1944 si annoverano ben cento episodi che vedono le “bande” agire con grande determinazione, tanto lungo direttrici “orizzontali” -l’entroterra- quanto lungo la “dorsale”- cito testualmente – che “verso l’interno segue la costa” in direzione nord-sud. E questo nel quadro di “un rinnovato sforzo da parte delle strutture militari regionali di coordinare l’azione e di prepararsi per il momento della liberazione in maniera unitaria”, nella previsione di una sollecita avanzata degli Alleati. Dunque le dramatis personae: i partigiani che hanno mappato campi minati e difese tedesche, gli Alleati, operazioni complesse tenuto conto l’intensificarsi dei bombardamenti -tra maggio e giugno del 1944 viene praticamente raso al suolo il centro storico- e delle operazioni antipartigiane. Il 9 giugno il comando tedesco infatti emana l’ordine di scatenare offensive ad ampio raggio ed appena una settimana dopo il feldmaresciallo Kesserling emette nuove e severe direttive al fine – l’osservazione è di Paolo Pezzino – di “prendere in ostaggio l’intera popolazione civile” che è stata costretta ad abbandonare la città. Un panorama di devastazione, una somma di fattori che rendono Livorno -così un soldato americano- “una città fantasma che giace in rovina, polverizzata dai bombardamenti”, stretta dal progressivo assedio di Alleati e partigiani. Torniamo a Mario Lenzi: “dalla città che c’era una volta ora si alzavano pigramente nell’aria colonne di fumo. I tedeschi facevano saltare le ultime mine” -il riferimento è al porto, a Torretta, Fanale, via Roma. “Percorsi la città morta. Forse quel mondo non era mai esistito e se era esistito poi è scomparso”. Agli occhi del giovane partigiano -una fotografia lo ritrae in primo piano mentre sfila lungo l’attuale via Gramsci, “le rovine del porto, decine di navi affondate” -le carcasse di 150 piroscafi- “che emergevano dall’acqua bassa, le macerie della piazza Grande, il Duomo sventrato” e poi lungo il cammino “via Ricasoli, via Roma, piazza Magenta, il cannocchiale assegnatogli dagli americani puntato “dove era villa Medina, ma la mia scuola non c’era più, un baratro si era aperto, ingoiando per sempre […] le strade, i miei compagni. Erano andati via tutti e con loro se ne era andato anche il ragazzo che io ero stato”. L’ingresso dei partigiani in città è al seguito delle guide della 34a divisione “Red Bull” che avanza lentamente; due pattuglie in tuta mimetica attrezzate in azioni di commando si incaricano di individuare le mine , mentre l’artiglieria americana batte a nord di Livorno e nella città “da tempo abbandonata e deserta [sono] rimasti gruppi di guastatori”. La città deve essere rastrellata anche dalle forze tedesche che “continuavano” -così la narrazione di Mario Lenzi- “ad aggirarsi tra le case diroccate. Ancora qualche cecchino, votato alla morte era appostato sui tetti”. Poi l’inizio della “più strana guerra mai raccontata”: la lenta avanzata degli Alleati verso Lucca e Pisa, il raggiungimento dell’Arno 4 giorni dopo il 19 luglio. Questa in estrema sintesi la cronaca dei fatti. Nessun cedimento alla retorica, piuttosto la consapevolezza di una tragedia consumata. Come Luigi Comencini , in Tutti a casa del 1960 , fa dire ad un soldato americano “Livorno boom…boom, tutto finito, non c’è più Livorno”. E così pure Cesare Ciano parla di una città “morta ed impraticabile”, distrutta come è da bombardamenti sganciati anche in funzione di diversivi, secondo una strategia volta a far mantenere sulla costa toscana una grande quantità di truppe tedesche e a far credere all’imminenza di uno sbarco navale che invece avviene ad Anzio nel gennaio del 1944. Dunque nessuna esultanza di popolo il giorno della liberazione, nessuna folla entusiasta e festante ad accogliere le truppe alleate e i partigiani delle varie formazioni. Il 19 luglio la quasi totalità degli abitanti di Livorno si trova a decine se non a centinaia di kilometri lontana dalle proprie case. Livorno non è solo la città più devastata d’Italia, è anche “una città in fuga”.La città che ha conosciuto il massiccio esodo della sua popolazione civile a partire dall’ottobre del 1943 e che solo dall’autunno del 1944, dopo l’autorizzazione concessa dagli Alleati vede succedere allo sfollamento un processo di rientro. Esso si accompagna alla ricostituzione del tessuto comunitario cui una personalità di grande statura politica e intellettuale come Furio Diaz, a partire dal 29 luglio sindaco su designazione del Cln, offre uno straordinario contributo di idee e di opere, avviando pochi mesi dopo la commissione che lavora alla rinascita sulla base di una larga convergenza tra le diverse forze politiche democratiche. Esemplare la collaborazione tra comunisti e cattolici, democristiani e cristiano-sociali durata sino al 1951, dunque ben oltre la rottura del 1947 avvenuta sul piano nazionale e successivamente nei termini di una opposizione costruttiva della Dc protrattasi sino al 1953, cioè ad un anno prima della conclusione della giunta Diaz. Una sorta di mito fondativo della Livorno postbellica e un’ulteriore peculiarità della vicenda pubblica locale tra guerra e immediato dopoguerra. La ricostruzione dalle macerie materiali e morali prodotte dal conflitto a maggior ragione è impegnativa e faticosa per quanto lo sfollamento -attorno ai novantamila cittadini, grosso modo l’80% della popolazione urbana- ha costituito: un vero e proprio collasso sociale, nonché un fenomeno di massa di precarizzazione delle vite. Una vicenda da ricondurre ad una più generale strategia di guerra ai civili e che in Toscana conosce una drammatica contabilità con 807 eccidi e 4413 vittime. E’ lo sfollamento, con le sue dimensioni, con il cumulo di problemi che suscita e le conseguenze che determina -angosciante ricerca della sopravvivenza, dell’approvvigionamento di viveri, caduta verticale dell’occupazione, pendolarismo rischioso tra città e campagna, sconvolgimento dei rapporti col territorio, conflitti con le autorità, contrasti con le popolazioni del luogo di rifugio, scontri all’interno degli stessi gruppi di fuoriusciti-, a rendere la specificità, accanto alle distruzioni subite, della situazione livornese. Essa vede però anche la costruzione di reti informali di solidarietà, collegamenti con le formazioni partigiane, la possibilità di aderire alle bande armate, di rinsaldare le organizzazioni clandestine attorno ad alcune figure che già hanno assunto o vengono assumendo ruoli di direzione del movimento di liberazione. In questo quadro un prezzo assai alto è pagato dalla comunità ebraica, la quinta per importanza nel Paese che, oltre a cercare riparo dai bombardamenti, si trova alle prese con la caccia all’uomo scatenata dalle forze nazifasciste, pagando un alto tributo di morte e di deportazione: ebrei perseguitati in quanto tali , a maggior ragione se di provenienza straniera, se “sovversivi” e promotori di scioperi, ulteriormente penalizzati se in precarie condizioni economiche e di lavoro. Sono questi sostanzialmente i temi sui quali si è cimentata la storiografia, sia quella che fa capo al nostro Istituto, sia quella accademica : la ricerca storica come condizione e alimento della memoria.

2. La memoria come ethos condiviso, come patrimonio pubblico consente ad una comunità di riconoscersi in un sistema di valori , oltre il vissuto di ciascuno. L’evocazione della liberazione della città e della Resistenza non costituisce un rito stanco e imbalsamato, ma esprime la volontà di fare memoria, di custodire pubblicamente ciò che va mantenuto vivo perché rappresenta un giacimento che non può essere dissipato: la Resistenza inizio fondativo della nuova Italia democratica disegnata nei principi di fondo e nelle regole organizzative della Carta costituzionale antifascista e repubblicana. E neppure una semplice celebrazione dei sacrifici consumati che comunque costituiscono un esemplare paradigma da consegnare alle giovani generazioni. La Resistenza non solo fatto storico , ma come fonte di prospettive progettuali, di una tradizione generativa, come modo di vita, come esperienza esistenziale che contrassegna il nostro stare al mondo, il nostro stesso essere nella sua disposizione a resistere contro ogni forma di sopraffazione e di ingiustizia. Resistere: insurrezione di ogni giorno che mobilita energie, che offre linfa all’indignazione e motiva i no della coscienza. C’è tutto questo all’origine della scelta partigiana che porta giovani cresciuti alla retorica del regime, ai miti di una diseducazione volta ad irregimentarli, a schierarsi dalla parte giusta, a rifiutare la guerra, a negarsi all’arruolamento fascista , cercando le vie della montagna o il riparo nelle campagne della pianura , a irrobustire le file della cospirazione antifascista nelle realtà urbane, a vivere il rifiuto del fascismo come afflato di libertà fino a maturare una scelta politica che si collega e recupera lotte, idealità, esperienze dei partiti e delle formazioni politiche estromesse dalla vita pubblica ad opera della dittatura mussoliniana e dei suoi manutengoli. Da qui il patto resistenziale –come scrive Piero Calamandrei rivolgendosi al “camerata Kesserling”- “giurato fra uomini liberi che volentieri si adunarono per dignità e non per odio , decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo”. Uomini e donne di diversa ispirazione ideale –liberali, monarchici, cattolici, democratici cristiani, cristiano sociali, comunisti, socialisti, azionisti- ed estrazione sociale –operai, contadini, studenti, intellettuali, borghesi delle libere professioni, un fenomeno in precedenza sconosciuto di partecipazione, di mobilitazione popolare – che si organizzano per bande, scendono in lotta, imbracciano le armi attaccando il nemico, dando vita ad inedite esperienze istituzionali –le repubbliche partigiane- , elaborando avanzati programmi di rinnovamento politico e di ardite palingenesi sociali. Una Resistenza plurale, quella armata, e quella senz’armi, quella civile, delle donne -non solo staffette- che non esitano a manifestare e sostengono , attraverso un inedito maternage , le formazioni alla macchia, dei contadini che rifiutano l’ammasso obbligatorio, dei sacerdoti cattolici o dei credenti in altre fedi che in nome di un’insorgenza spirituale-religiosa, affiancano e partecipano al movimento di liberazione. Una Resistenza che si fa forte attingendo pure a sacche di dissenso dal nazifascismo dovuto ad un sentimento antitedesco talora riconducibile anche alla tutela di precisi interessi, quelli degli industriali che proteggono i propri stabilimenti e con essi i propri operai dalle sottrazioni naziste. Il movimento partigiano insomma come soggetto che rivendica una rinnovata identità della nazione, una nuova idea di patria, la riunificazione degli italiani e che non si lascia imbrigliare in una pratica “agra e stentata” di cobelligeranza , che non esita a scontrarsi col fascismo di quegli italiani fascisti colpevoli di aver trascinato il Paese in una guerra civile : non solo lo scontro tra la civiltà e l’anticiviltà della barbarie, della persecuzione razziale e della Shoah, ma pure il conflitto che vede contrapporsi sino all’estremo i cittadini di uno stesso Paese. Ebbene, a decenni di distanza noi possiamo guardare a quanti sono caduti nel corso della guerra civile con cristiana pietà o laica commiserazione. Sappiamo, come scrive Italo Calvino, che “bastava un soffio, un impennamento dell’anima” per stare con gli uni o con gli altri, da una parte o dall’altra ,ma fermamente crediamo che non può essere in alcun modo offuscato il giudizio sulle vite vissute e perse in nome di un indistinto paradigma vittimario nel quale, alla fine, viene meno ogni criterio di giudizio, ogni possibile identificazione della parte giusta rispetto a quella ingiusta, ingiusta e non semplicemente sbagliata: chi si è battuto per la libertà e la democrazia, chi invece a sostegno di un regime dittatoriale , chi ha attribuito una solida legittimazione ad un disegno che ha poi trovato compimento nella Carta costituzionale, “la fonte battesimale della nuova Italia”, e chi invece, con la Repubblica sociale italiana ha sostenuto l’orrore nazista, lo Stato dei campi di sterminio, lo Stato della disumanità. C’è un nesso inscindibile tra Resistenza, Liberazione e Costituzione: dalla morte della patria , dovuta alla dominazione fascista , alla sua rinascita, dalla sovranità autoritaria dello Stato etico alla sovranità democratica del popolo, nelle “forme e nei limiti della Costituzione” di uno Stato di diritto che assume il dovere verso i suoi cittadini, non più sudditi, di rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza […] e impediscono il pieno sviluppo della persona umana, l’effettiva partecipazione dei lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, come recita l’articolo 3. La Resistenza va, dunque, celebrata in rapporto all’antifascismo di ieri e di oggi, una festa della libertà perché guadagnata con la Liberazione, una festa per tutti quanti si riconoscono nel patriottismo della Costituzione. E con la Costituzione non è compatibile una memoria indulgente e, a essere benevoli, afascista, secondo la quale il fascismo “ha fatto anche cose buone”. Una vera idiozia ed una memoria in definitiva anti-antifascista. In realtà, come il Presidente Sergio Mattarella ha più volte ribadito, irremovibile non può che essere una interpretazione della Resistenza quale approdo di un processo di cui l’antifascismo costituisce la premessa, la condizione della democratizzazione delle istituzioni e della società. E questo vale ancor oggi, allorché da talune parti si propone di sostituire all’antifascismo l’antitotalitarismo come cardine portante della vita democratica, facendo così scomparire il fascismo come fenomeno reale e riconducendolo ad una manifestazione astratta , confinata nel passato . Un passato che purtroppo definitivamente non passa e che ritorna con le nefaste esibizioni delle marce su Bologna o ad Acca Larentia sino alla profanazione di quella piazza della Loggia a Brescia -la mia città- in cui nel maggio del 1974 si è consumata un’orribile strage fascista come ormai acclarato da definitive sentenze giudiziarie. Ebbene netta e incomponibile è la divaricazione tra il patriottismo nazionalista e bellicista del regime e il patriottismo democratico, solidale, europeista –noi non dimentichiamo Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni – propugnato dal movimento di liberazione nazionale. Esattamente per questo la Resistenza è attuale. Perché pulsioni nazionalistiche sono di nuovo all’ordine del giorno, perché il nazionalismo, che ha costituito la malattia mortale del secolo scorso , di nuovo infesta il nostro tempo su entrambe le sponde dell’Atlantico, facendo balenare i lugubri fantasmi dell’alterazione dello Stato di diritto, alimentando le esperienze autoritarie proprie di quelle democrature che vedono intaccata la libertà di stampa e l’espressione della volontà popolare messa in discussione, sottoposta al rischio di essere revocata come avvenuto nell’attacco a Capitol Hill in un Paese dalle indubbie tradizioni democratiche. Un neonazionalismo sovranista che attraverso politiche protezionistiche produce guerre commerciali, penalizza i Paesi più deboli, incrementa il divario tra nord e sud del mondo e le distorsioni proprie dello scambio ineguale, fino a puntare ad una progressiva erosione dell’ordine geopolitico retto sul diritto internazionale e su trattati multilaterali. E ancora: un neonazionalismo che punta ad uno sfiguramento plebiscitario e populistico della democrazia, facendo leva su di una ideologia che orienta l’opinione pubblica verso modelli illiberali e persino reazionari, un sovranismo forte del sostegno di imprenditori globali che gestiscono direttamente gangli dello Stato, secondo i quali la democrazia non sarebbe compatibile con la libertà. La Resistenza è attuale perché la Costituzione non va solo predicata, ma va attuata e strenuamente difesa contro ogni tentativo di sbrego a colpi di maggioranza come purtroppo racconta la storia parlamentare più e meno recente a carico di ambedue i versanti dello schieramento politico. Centralità del Parlamento come argine alla verticalizzazione del potere , equilibri e meccanismi di contrappeso a garanzia delle necessarie limitazioni nell’esercizio delle funzioni di governo per evitare il rischio che la democrazia si snaturi in capocrazia con una esorbitante concentrazione di poteri , salvaguardia dell’unità della Repubblica e valorizzazione del sistema delle autonomie , la magistratura autonoma e indipendente, meccanismi elettorali in grado di rispecchiare fedelmente la volontà popolare: questo il disegno dei padri costituenti . La Resistenza è attuale perché l’ideale di un’Europa unita, degli Stati Uniti d’Europa -una tra le visioni più appassionanti elaborata negli anni della seconda guerra mondiale nell’isola di confino di Ventotene – sta scontando enormi contraddizioni e l’Unione europea si ritrova in preda a laceranti contrasti , inabilitata a promuovere una politica estera e di sicurezza comune adeguata a fronteggiare le sfide di un’epoca di cambiamenti e grandi trasformazioni. La crisi che l’Europa vive a tutti i livelli -politico, sociale, culturale, economico, militare-, la fase discendente che sta attraversando, le difficoltà ad esercitare una leadership autorevole e all’altezza, la subalternità a logiche volte a ridimensionare pesantemente il welfare, l’ossessione militarista che la attraversa, si accompagnano all’incapacità di costruire un’architettura diplomatica retta sulla cooperazione, su pratiche di dialogo, di rafforzamento di quella integrazione comunitaria che renderebbe l’Europa forte di potenzialità di attrazione e di condizionamento. L’identità europea è oggi profondamente offuscata . È dunque legittimo chiedersi : dove è finita l’Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della libertà , della democrazia, del progresso sociale? Quest’Europa, non in grado di far sentire la propria voce , si inabissa nelle acque del Mediterraneo, dove a migliaia sono le vittime di un gretto egoismo, di una colpevole e irresponsabile indifferenza. Questa Europa disconosce sé stessa al cospetto di quanto tragicamente è stato consumato in Palestina, dall’attacco terroristico di Hamas a inermi cittadini israeliani alla ritorsione contro i civili attraverso efferati massacri perpetrati dal governo di Netanyahu nel tentativo di porre fine alla questione palestinese. Un disegno che ha prodotto e continua a produrre orrori e determina una vera e propria catastrofe umanitaria. L’Europa nega sé stessa quando si ritrova incapacitata a promuovere concrete iniziative di pace a fronte del conflitto ucraino-russo, a far pesare la sua presenza rispetto ad una guerra che è tornata entro i suoi confini e che , oltre a determinare centinaia di migliaia di morti, ulteriormente incrementa il fenomeno della emigrazione di intere popolazioni alla ricerca della loro stessa sopravvivenza. Questa Europa è incapace di assumere un ruolo da grande potenza in modo da prevenire iniziative di guerra illegittime come è avvenuto e sta avvenendo in Iran. La Resistenza è attuale perché l’invocazione “mai più la guerra” suggella la conclusione del conflitto mondiale, quando i superstiti di Mauthausen il 16 maggio del 1945 proclamano ad alta voce con un solenne giuramento che “solo la pace e la libertà sono garanti della libertà dei popoli” e che “la ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la sola via per la collaborazione pacifica tra Stati e popoli”. Dunque la pace come il messaggio oggi più pregnante e denso di significati , la pace, -nelle parole di Leone XIV, “disarmata e disarmante, umile e perseverante”-, inseparabile dalla giustizia – la distinzione tra aggredito e aggressore – , come l’invocazione più coinvolgente e pressante che si trasmette a noi da quanti si sono sacrificati in Italia e in Europa per donarci la libertà e si sono immolati per conquistare la democrazia: l’eredità della Resistenza.

Paolo Corsini

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Hugging Face violata da un agente AI: gli attacchi autonomi sono arrivati

Per anni l’idea di un attacco informatico condotto interamente da un agente di Intelligenza Artificiale è rimasta confinata ai laboratori di ricerca e alle presentazioni dei vendor. Oggi non è più così. La piattaforma Hugging Face, punto di riferimento mondiale per lo sviluppo e la distribuzione di modelli AI open source, ha confermato di essere […]

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Gli assistenti AI di coding sono sicuri? Il caso xAI

Gli strumenti di AI per lo sviluppo software promettono di aumentare la produttività degli sviluppatori, ma una recente analisi indipendente riaccende il dibattito sulla sicurezza dei dati affidati agli assistenti di coding. Al centro della vicenda c’è Grok Build, il tool a riga di comando di xAI, accusato di aver trasmesso (in chiaro) ai server […]

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Chiusura estiva 2026

L’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Livorno rimarrà chiuso al pubblico, in tutti i suoi servizi (archivio, biblioteca, didattica e uffici) dal 14 al 24 agosto compresi.

Auguriamo a tutti buon riposo e vi aspettiamo per le nostre numerose iniziative a partire da settembre!

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La guerra ucraina cambia la sicurezza delle infrastrutture critiche

La guerra in Ucraina non si combatte solo sul terreno, nel mare o nello spazio aereo. Il cyberspazio è uno degli scenari più attivi, dove vengono perpetrati quotidianamente decine di attacchi mirati alle infrastrutture civili e militari. Il continuo bersagliamento di infrastrutture energetiche, reti di comunicazione e servizi pubblici ha praticamente trasformato l’intero Paese in […]

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Operatore Socio Sanitario (OSS): aperte le iscrizioni ai corsi di formazione

Operatore Socio Sanitario (OSS): aperte le iscrizioni ai corsi di formazione

Sono ufficialmente aperti i bandi di selezione ESTAR per i nuovi corsi OSS, anno formativo 2026-2027. I posti totali disponibili sono 476, suddivisi tra le sedi di Empoli, Firenze, Pistoia, Prato e Borgo San Lorenzo. C’è tempo fino al 14 settembre 2026 alle ore 12:00 per presentare la domanda e accedere alla prova scritta.

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Operatore Socio Sanitario (OSS): aperte le iscrizioni ai corsi di formazione

Operatore Socio Sanitario (OSS): aperte le iscrizioni ai corsi di formazione

Sono ufficialmente aperti i bandi di selezione ESTAR per i nuovi corsi OSS, anno formativo 2026-2027. I posti totali disponibili sono 476, suddivisi tra le sedi di Empoli, Firenze, Pistoia, Prato e Borgo San Lorenzo. C’è tempo fino al 14 settembre 2026 alle ore 12:00 per presentare la domanda e accedere alla prova scritta.

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Building Autonomous ML Experimentation with Tangle and Tangent

By Alexey Volkov, Bo Li, Ben Chen, Maksym Yezhov, Pete Luferenko, and Volv Grebennikov – Shopify

Machine learning work is full of loops: form a hypothesis, build a pipeline, run it, read the metrics, adjust, repeat. Tangle is already where Shopify’s ML experiments run, giving engineers a shared platform to build and execute pipelines.

Tangent is an autonomous agent that orchestrates ML experimentation workflows on top of Tangle, deciding what to run, running it, and reporting back. Around Tangent we built a Linux-based platform for hosting these agents securely so they can persist, work remotely, and reach the services they need without ever holding a credential. This is done using containerized isolation, a certificate-issuing proxy, and per-instance persistent storage (details below).

What is Tangle?

Tangle is an open source, platform-agnostic ML experimentation platform with a powerful drag-and-drop visual editor. Users drag components onto a canvas, wire outputs to inputs to form a pipeline graph, and submit it for execution locally or in the cloud. A caching layer skips or reuses previously executed steps, including steps still in flight, so iteration is fast and cheap. All pipeline runs are stored forever (including graphs, components, and logs), making pipelines reproducible even after years have passed.

Because runs and caches are shared, teammates can inspect, copy, and modify each other’s pipelines in seconds, with no cloning a private notebook and hoping the environment matches. Tangle has similarities with other OSS tools like Airflow and Kubeflow Pipelines; its caching model and visual editor are what make fast experimentation loops possible. Any containerized CLI program written in any language can be used as a Tangle component, and those components exchange data as files in any format (CSV, Parquet, JSON, etc.).

Tangle composes components the way shell scripts, makefiles, and *nix pipes do. More information about Tangle is available at tangleml.com and you can immediately try it out.

Tangle's pipeline canvas and architecture
Tangle’s pipeline canvas and architecture.

What is Tangent?

Tangent is an autonomous ML engineering agent designed to accelerate your Tangle experimentation workflows. It follows the pattern Andrej Karpathy recently popularized as autoresearch. Tangent takes that idea from a single training script on one GPU to full experiment pipelines running on Tangle, with a fleet of specialized subagents, gated checkpoints, and persistent memory. You point it at a scenario, a model, a metric to improve, a dataset, and it iterates: it analyzes results, forms hypotheses, modifies pipelines, submits runs, monitors them, and synthesizes what it learned. How much you delegate is up to you. Tangent works interactively, so you can hand it a single step (build this component, debug this failed run, analyze these metrics), or you can hand off the entire loop with one command and let it run:

tangent auto
Screenshot of the eight-step loop progressing
Screenshot of the eight-step loop progressing.

Under the hood is an eight-step loop with gated checkpoints. The agent won’t advance until every item on a step’s checklist passes, and it reloads its instructions and context at each gate so it doesn’t drift over a long run. Memory is persistent and plain-text: a MEMORY.md holds the best-known configuration and hard-won lessons; daily session logs capture the play-by-play, and per-run learnings are archived to object storage.

The Tangent Skill

Tangent’s brain is a skill, written in Markdown. The entry point is a single SKILL.md, backed by a fleet of subagent skills: a researcher, a builder, a debugger, a reviewer, and more. Because skills are just files, they’re portable, reviewable in a pull request, and harness-agnostic, the same skill drives whichever coding agent you prefer.

That portability matters because Tangent runs on open agent harnesses instead of one proprietary client. To add a capability, you write a Markdown file and commit it. There is no binary to build or ship. Markdown was chosen deliberately over a config format or DSL: it’s diffable in a normal PR, requires no schema or parser to validate, and both humans and the coding agent read it natively. The skill file doubles as its own documentation.

# Tangent
A skill is just Markdown. This file is the entry point; each subagent is
its own Markdown file, loaded on demand.

## Commands
tangent <subagent>   Read agents/<subagent>.md and follow it.
tangent auto          Run the autonomous 8-step experiment loop.

## Subagents                Agent file
tangent builder             agents/builder.md
tangent debugger            agents/debugger.md
tangent researcher          agents/researcher.md
tangent reviewer             agents/reviewer.md
tangent reporter            agents/reporter.md

## Auto Mode - the loop
0 Initialize -> 1 Analyze -> 2 Hypothesize -> 3 Submit ->
4 Monitor -> 5 Evaluate -> 6 Synthesize -> 7 Decide -> (loop)

Each step has a gate. The agent won't advance until every item on the
step's checklist passes - and it re-reads its instructions at each
gate so it doesn't drift over a long run.

Tangent Agent Hosting Platform

Our Tangent Agent Hosting Platform helps users deploy persistent Tangent instances that communicate with Tangle, cloud providers, and other external services. Each Tangent instance is a multi-agent space: a Linux-based VM/container that can host multiple agentic apps (TUI, API, WebUI). Because every Tangent component runs as a standard Linux process inside a container, Tangent inherits mature Linux networking, storage, and isolation primitives instead of introducing a custom runtime. Instance data (like agent sessions and memories) is persisted across restarts. There are also cross-instance shared memories.

Agent Hosting architecture diagram
Agent Hosting architecture: Tangent Shell and Auth Proxy routing requests without exposing tokens.

Auth Proxy

Agents need access to services, but there is always a risk of agents reading the credentials and leaking them to AI providers. Tangent solves this by adding a system-wide proxy which lives in a separate container. The proxy intercepts and modifies HTTP requests coming from the agentic tools. Auth proxy automatically adds auth headers and can modify request URLs (e.g. redirect api.aicompany.com to some AI proxy). To modify HTTPS requests, auth proxy creates new SSL certificates on the fly. The agent container’s OS and programs are configured to trust those certificates via a generated certificate authority.

Implementation details

In the Kubernetes version, each instance is a StatefulSet: a container Pod running agents, apps, and proxies, backed by a per-instance PersistentVolume and a shared memory volume mount.

Tangent Shell

To work natively with Tangle, we built a custom Agent Host image. The Tangent Shell is an environment where agents run remotely, keep their memory and sessions across restarts, and keep working long after you close your laptop. Tangent Shell orchestrates multiple agents: it splits a request into slices, delegates them to parallel sub-agents, and coordinates results through a Prime agent that owns the session.

Tangent Shell is built to meet the ML expert’s needs. Each session boots pre-loaded with the Tangent skill toolkit and Tangle API tools, instructed to assist with Tangle-based ML experiments: building and optimizing ML training pipelines, testing hypotheses, ablation studies, hyperparameter optimization, etc. With the help of triggers (like webhooks, timers, and schedules), Tangent Shell is able to monitor pipeline executions and implement deep experimentation plans. The agent knows how to operate inside the rich UI, and how to render visual artifacts (Markdown, PNG, HTML).

The Shell is open source. Agent Bundles (packaged sets of prompts, tools, skills, workflows, and triggers) extend it without touching core code.

A real use case

We used Tangent to rebuild a large reranking model end to end. An engineer set the direction (which features to try, what training data to add) and reviewed results at each step. Tangent built, ran, and analyzed the experiments. Working through the loop, it tried a sequence of changes and measured each one against the previous best:

StepWhat the agent changedR@90% prec.R@95% prec.R@97% prec.
Previous pipelinePrior distillation training, standard features & data67.3%54.4%33.6%
+ Standardized pipelineMigrated onto a reproducible trainer (on par; enables fast iteration)69.5%51.9%35.2%
+ Richer product featuresAdded structured metadata, taxonomy, text descriptions, and predicted attributes (biggest single lift)71.3%58.7%48.5%
+ More & harder training dataAdded search-derived, sampled, and hard-negative pairs75.6%60.2%43.9%

Open source and contributing

Tangle, the Tangent skills, the Hosting Platform, and Tangent Shell are all released under Apache 2.0. Development happens in the open on GitHub, and the projects accept pull requests for new subagent skills, Agent Bundles, and core fixes. Tangle is maintained by its creator, Alexey Volkov, with Shopify as the project’s initial sponsor and infrastructure steward. If you build a subagent skill or Agent Bundle you think others would find useful, we welcome the PR.

Where to find Tangle and Tangent

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Orari e chiusura agosto 2026

Immagine della sede con il logo e argomento della notizia

La Fondazione PIN - Polo di Prato dell’Università di Firenze sarà chiusa dall'8 al 23 di agosto. Dal 3 al 7 e dal 24 al 28 agosto sarà aperta dalle 8:30 alle 17:30. La Biblioteca resterà chiusa dal 3 al 23 agosto, a partire dal 27 luglio e fino al 29 agosto nei giorni di apertura, sarà aperta dalle 9:00 alle 13:00; in tale periodo i servizi di prestito interbibliotecario e fornitura copie saranno sospesi.

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Orari e chiusura agosto 2026

Immagine della sede con il logo e argomento della notizia

La Fondazione PIN - Polo di Prato dell’Università di Firenze sarà chiusa dall'8 al 23 di agosto. Dal 3 al 7 e dal 24 al 28 agosto sarà aperta dalle 8:30 alle 17:30. La Biblioteca resterà chiusa dal 3 al 23 agosto, a partire dal 27 luglio e fino al 29 agosto nei giorni di apertura, sarà aperta dalle 9:00 alle 13:00; in tale periodo i servizi di prestito interbibliotecario e fornitura copie saranno sospesi.

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Felons, Fraudsters Flog Offensive Cybersecurity Startup

A cybersecurity startup dangling millions of dollars to acquire zero-day security vulnerabilities in popular software is run by a pair of far-right conspiracy theorists and convicted felons whose most recent ventures included fake intelligence companies and a now-defunct AI-based lobbying platform they operated under assumed names.

The X/Twitter account IRIS C2 (@C2IRIS) has gained more than 4,000 followers since its creation in January 2025, posting frequently about security vulnerabilities, AI and software exploits. IRIS C2 says it is a company in McLean, Va. that sells offensive cybersecurity capabilities.

The IRIS C2 website dangles the possibility of million-dollar payouts for exploits to attract talent.

“Our business model is this,” reads a pinned post on top of the IRIS C2 account on X. “Attract the very best vulnerability researchers and exploit developers in the world to join our company. This mostly revolves around junior engineers with raw talent/extremely high IQ. We don’t care if they have a college degree/industry experience.”

The website linked in that profile — irisc2[.]com — says the company is hiring for a number of open positions, and a recent post on its LinkedIn page enthuses about an overwhelming number of applications from potential employees. The website claims IRIS C2 is in the business of acquiring “zero-day exploits, individual primitives, partial chains, and full capabilities across all major platforms. Payouts range from $10,000 to $7 million depending on target, reliability, and operational value.”

The government contracting portal g2exchange.com reports that irisc2[.]com is operated by a business based in Virginia called Calvexa Group LLC. The “contact” link on the website for Calvexa Group — calvexagroup[.]com — forwards visitors to irisc2[.]com. G2Exchange shows that while Calvexa Group LLC is registered as a federal contractor, it does not appear to be working on any direct government contracts.

A search on the Arlington, Va. address listed in the incorporation records for Calvexa Group LLC finds the property is occupied by Jack Burkman, the 60-year-old founder and managing partner of the lobbying firm Burkman & Associates. When approached with questions about IRIS C2, Burkman referred further inquiries to his longtime associate, 28-year-old Jacob Wohl.

Jack Burkman (left) and Jacob Wohl, at a press conference in August 2020. Image: Wikipedia.

Burkman and Wohl have a storied history of creating fake intelligence companies and using them to spread false claims about and frame public figures, including fabricated sexual assault claims against then FBI director Robert Mueller, and Pete Buttigieg, then mayor of South Bend, Indiana and a Democratic candidate for the presidency. In 2019, Burkman and Wohl held press conferences falsely alleging extramarital affairs by Sen. Elizabeth Warren (D-Mass.) and then-2020 presidential candidate Kamala Harris.

In the wake of the 2020 presidential election, Wohl and Burkman were prosecuted by multiple U.S. states for making thousands of robocalls to residents of battleground states and disseminating false claims about mail-in ballots. They were indicted in Cleveland on 15 felony counts of orchestrating a robocall scheme aimed at suppressing the black vote in Detroit, and were sentenced in late 2025 to probation after their appeals to dismiss the charges were rejected.

In 2022, Wohl and Burkman both pleaded guilty to a single felony charge of telecommunications fraud in Ohio, and sentenced to a fine, probation, and community service. In March 2023, a judge in a New York civil case ruled that Wohl and Burkman had violated federal and state civil rights laws, and the two agreed to pay a $1 million settlement.

In June 2023, the Federal Communications Commission (FCC) imposed a $5.1 million fine against Wohl and Burkman for their robocall campaigns, at the time the largest fine ever sought by the FCC under the Telephone Consumer Protection Act.

Jacob “Jay” Wohl’s GitHub account.

By the age of 17, Wohl had started multiple investment firms, and cultivated the nickname “Wohl of Wall Street” after appearing on Fox News in 2015 to discuss his new hedge funds. In 2017, the Arizona Corporation Commission charged Wohl and his investment funds with 14 counts of securities fraud, and ordered him to pay $35,000 in restitution. In 2019, Wohl pleaded guilty in California to four felony counts of selling unregistered securities and was sentenced to two years of probation.

The market for previously unknown security vulnerabilities has always been populated by a colorful mix of researchers, academics, charlatans, clout-chasers and people actively involved in cybercrime communities. But the market for selling offensive security services to the U.S. government tends to be far more circumspect. Plenty of government contractors recruit vulnerability researchers and pay for the exclusive rights to novel software exploits, yet none of them do so quite as brazenly and openly as IRIS C2.

Recent posts from the Twitter/X account IRISC2 (@c2iris).

Indeed, KrebsOnSecurity was unaware of IRIS C2 until last month, when an attendee at a regional cybersecurity conference shared that Wohl and Calvexa Group were pestering people at the conference about selling their vulnerability research.

In an interview with KrebsOnSecurity, Wohl said Mr. Burkman was not involved in the day-to-day operations of IRIS C2. Wohl shared that IRIS C2 originally began as a penetration testing company, but shifted its focus recently to selling phone-hacking services to the government. Several times throughout the interview, Mr. Wohl mentioned working on federal government contracts, but when pressed for specifics said he was not at liberty to speak publicly about them.

Mr. Wohl said he does not have any formal education or training in computer science or information security, and that most of his knowledge on the matter is self-taught.

“I know more about tech than anyone,” Wohl bragged. “My background has always been extremely technical, and I’ve always been deeply into tech. People know me as someone who is able to create spectacularly exquisite capabilities that would make your head spin.”

Wohl said security researchers bring the company unique vulnerability findings “on a regular basis,” but that in many cases those findings are preliminary and not fully fleshed-out.

“Let’s say someone finds a flaw in a media decoder on a phone,” Wohl said. “A lot of times what we receive is an exploit primitive, where the idea is there but the [execution] needs work. You need that exploit to be stable and reliable, and that’s what we do.”

Wohl claims IRIS C2 has approximately 40 employees, although he said none of them are allowed to list their employment on LinkedIn for operational security reasons. In May, the author of the IRIS C2 account on X said that his girlfriend had no idea what he did for a living. But if IRIS C2 has any other employees, they may be similarly unaware of Mr. Wohl’s history of outright fabrications — or even his real name.

In September 2024, Politico reported that Burkman and Wohl were bragging about big companies supposedly buying services from their now-defunct company LobbyMatic, which claimed to use artificial intelligence to assist in political lobbying efforts. However, Politico found the pair were running the company using pseudonyms, with Wohl reportedly adopting the name “Jay Klein” and Burkman using the moniker “Bill Sanders.” Politico reported that two of the former LobbyMatic employees resigned after learning of their true identities, while other employees only learned after they had left the company.

Update, July 9, 9:44 a.m. ET: Several readers pointed our attention to a March 31 publication from journalist Molly White, which reported that Burkman and Wohl were paid a $300,000 retainer by a Canadian cryptocurrency fraudster wanted by the United States and several other countries for allegedly stealing $65 million from the crypto platforms KyberSwap and Indexed Finance. According to that report, the two were hired to pursue a “presidential pardon to avert a miscarriage of justice” on behalf of the accused hacker, who has not yet been convicted.

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Sondaggi politici elettorali: chi vogliono gli italiani come Presidente della Repubblica, l’identikit e i partiti nell’ultima indagine

Quale profilo, quali caratteristiche dovrebbe avere il prossimo Presidente della Repubblica? Quale provenienza politica dovrebbe vantare nel curriculum? Sicuramente non dovrà essere una figura divisiva per gli italiani intervistati nel sondaggio SWG dopo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha letteralmente aperto la campagna per il Quirinale verso il 2029 mentre già è aperta quella per le politiche in programma nel 2027 e si discute della legge elettorale che sarà impiegata l’anno prossimo.

Prima caratteristica, dunque, per il 56% degli italiani, è che il futuro Capo dello Stato non dovrà essere una figura divisiva. Per il 54% dovrebbe vantare prestigio internazionale, per il 32% dovrebbe vantare una lunga esperienza politica. E in pole position, nel toto-nomi, spicca il nome dell’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, con il 48% degli italiani che lo trovano adeguato. Seguono l’attuale premier Meloni (38%), Pierluigi Bersani (35%), Paolo Gentiloni (28%). In fondo alle preferenze il quotatissimo Pier Ferdinando Casini (25%) e Romano Prodi (24%).

Per il 32% degli italiani non avrà importanza lo schieramento politico del nuovo Presidente della Repubblica, l’importante è che sia una figura adatta alla carica. Per il 22% dovrebbe provenire dal centrodestra, per 13% dovrebbe essere un politico mai schierato né da una parte né dall’altra, per appena il 12% dovrebbe arrivare dal centrosinistra, per l’11% dovrebbe essere una figura esterna alla politica.

 

Mario Draghi è ritenuto il futuro Presidente della Repubblica più adeguato (48%). Seguono Giorgia Meloni (38%) e Pier Luigi Bersani (35%) pic.twitter.com/WFQjJsfkXc

— SWG (@swg_research) July 7, 2026


A richiamare l’attenzione negli orientamenti di voto rilevati per il TgLa7 il segno di crescita che riguarda Futuro Nazionale, in salita dello 0,4%, fino al 6%. Sempre in vantaggio sulla Lega scavalcata che pure guadagna uno 0,2%, il Carroccio è al 5,6%. Segno negativo invece sia per la Presidente Meloni, con Fratelli d’Italia che scivola al 27,1%, che per la segretaria Elly Schlein, Partito Democratico al 21,5%, che per l’ex premier Giuseppe Conte, Movimento 5 Stelle al 13,1%.

Seguono Forza Italia e Alleanza Verdi Sinistra, in lieve risalita al 7,4% e al 6,5%. Azione di Carlo Calenda è al 3,4%, Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,4%, Noi Moderati all’1,1% Stabili in fondo al listone Sud Chiama Nord all’1% e Avanti – PSI all’1%. Alla generica voce “altro partito” il 2,4%. Non si esprime il 27% degli intervistati, a conferma degli alti tassi di astensionismo nell’elettorato italiano a ogni appuntamento alle urne.

 

Intenzioni di voto SWG per @TgLa7 pic.twitter.com/BtHPRg9PRS

— SWG (@swg_research) July 6, 2026

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Ritrovata morta a 59 anni in casa, si indaga per omicidio: interrogato il figlio della vittima

Si propende per la pista dell’omicidio a Sanremo, dove una donna di circa 59 anni è stata trovata morta nella serata di ieri. Sul corpo della donna i segni delle violenze: in particolare sul collo e sui polsi. Potrebbe esser stata strangolata. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione del figlio della vittima. Accertamenti in corso, in corso le indagini condotte dai Carabinieri coordinati dalla Procura di Imperia.

L’omicidio si sarebbe consumato in un’abitazione in via Hope. Il cadavere della donna è stato scoperto intorno alle 22:00, quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti sul posto su richiesta del figlio ventenne della vittima. Aveva riferito di non riuscire più a entrare in casa, la porta dell’appartamento era chiusa dall’interno e i pompieri sono entrati passando da un balcone e aprendo dall’interno.

Il figlio avrebbe raccontato agli investigatori di essere uscito di casa intorno alle 19:15 per andare a mangiare una pizza. Fonti della Procura di Imperia hanno confermato all’AdnKronos che il figlio sarà interrogato in mattinata dal pm Enrico Cinnella Della Porta, che coordina le indagini affidate ai Carabinieri. Stando ai primi accertamenti medico-legali, la morte risalirebbe ad almeno tre ore prima del ritrovamento. Il padre si trovava fuori casa.

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USA fuori dai Mondiali, nella partita del caso Balogun il Belgio dilaga ed esulta con la Trump Dance: “Ribalta questo”

A niente è servito tutto il polverone, il caso più clamoroso scoppiato ai Mondiali di calcio in corso tra USA, Canada e Messico, sollevato soltanto incidentalmente dal campo quanto piuttosto dalla Casa Bianca: da Donald Trump che in spregio a ogni pudore e formalità aveva telefonato alla FIFA per chiedere conto dell’espulsione del capocannoniere statunitense Folarin Balogun. E la FIFA aveva eseguito: squalifica sospesa all’attaccante americano per un anno, abile e arruolabile per gli ottavi di finale. E Belgio esterrefatto, UEFA all’attacco, ogni appassionato sconvolto, anche in Italia tra l’altro nei giorni dello scontro frontale con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 4 a 1 è finita ieri sera a favore dei Diables Rouges. Con Folarin in campo. USA fuori.

Poche ore prima della partita, dalla Casa Bianca, Trump aveva ammesso di aver telefonato alla FIFA per il cartellino rosso rimediato da Balogun per un intervento involontario ma pericoloso e scomposto nella partita contro la Bosnia Erzegovina. “Ho visto la partita, e capisco davvero bene lo sport. Quello non era un fallo; non era nemmeno un’infrazione. Erano due ragazzi che correvano a tutta velocità e che sono capitati a sbattere l’uno contro l’altro. Non puoi prendere il tuo piede e posizionarlo correttamente sul piede di qualcun altro. Questo arbitro è un po’ sospetto: se controlli il suo passato, non voglio dirlo perché non mi piace creare controversie, ma è molto sospetto”.

Anche Gianni Infantino, il presidente della FIFA, ieri aveva respinto le polemiche e aveva spiegato che ogni decisione presa dagli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti, che “la loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio”, che parla abitualmente con Trump e con altri Capi di Stato, funzionari governativi e stakeholder e che “quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della FIFA in ogni momento”. Aveva confermato la telefonata ma negato che abbia influito in qualche modo sulla decisione di sospendere la squalifica dell’attaccante.

 

 

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La FIFA aveva così respinto il ricorso del Belgio, giudicato “inammissibile” in quanto la Nazionale “non è parte del procedimento e, pertanto, non ha titolo per impugnare la decisione” proprio mentre Trump spiegava e argomentava le ragioni della sua telefonata, ammettendo tra le altre cose che non conosceva il significato di un cartellino rosso nel gioco del calcio. “Non sapevo cosa significasse, non pensavo significasse molto. Poi ho iniziato a sentire che non può giocare nella prossima partita, almeno nella prossima partita. Quando prendono il tuo miglior giocatore e dicono che non puoi giocare è molto ingiusto. Un conto è penalizzare qualcuno per la partita, ma come fai a penalizzare per una partita che non è ancora stata giocata? È molto ingiusto. Quindi, sì, ho chiesto una revisione alla FIFA. Ho parlato con un uomo molto rispettato, per cui il livello di rispetto è aumentato di dieci volte”.

Alcuni avevano lanciato un appello all’allenatore degli USA, Mauricio Pochettino, affinché non schierasse Balogun che, nella notte italiana, alla fine ha giocato e non ha brillato. È stato giudicato come uno dei peggiori in campo. Due gol e un assist per Charles De Ketelaere, terzo gol di Hans Vanaen, nei minuti di recupero il quarto gol di Romelu Lukaku, attaccante del Napoli, ex Inter e Roma, che ha esultato con la “Trump Dance”. L’unico gol degli USA è stato segnato da Malik Tillman. “Ribalta questo”, ha postato l’account ufficiale del Belgio che ai quarti di finale giocherà contro la Spagna, il 10 luglio al Los Angeles Stadium, in California. Con l’uscita degli Stati Uniti tutte le nazionali dei Paesi organizzatori sono fuori dai Mondiali.

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AI, il nuovo fronte della sicurezza: il red teaming diventa indispensabile

L’intelligenza artificiale sta entrando nelle aziende con una velocità che non ha precedenti, ma la sua diffusione sta facendo emergere una realtà che molti responsabili della sicurezza stanno iniziando a sperimentare direttamente: i tradizionali strumenti di difesa non sono stati progettati per proteggere sistemi che ragionano attraverso il linguaggio naturale. Firewall, Web Application Firewall e […]

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Inaugurazione dell’Edificio dell’Orologio

Il prossimo 19 luglio, Anniversario della Liberazione di Livorno, a partire dalle 18.30, sarà l’occasione per presentare alla cittadinanza la nuova sede dell’ISTORECO.

Grazie alla disponibilità del Comune, del Sindaco e alla riconosciuta rilevanza della nostra attività in città sul fronte della conservazione della memoria, della divulgazione di una conoscenza critica del nostro passato, della promozione costante di ricerche di qualità che hanno attirato l’attenzione di studiosi, siamo stati individuati come il soggetto adatto a entrare in questa sede prestigiosa contrassegnata dagli avvenimenti più importanti degli ultimi due secoli passati.

La nuova sede è l’Edificio dell’Orologio, ex ingresso del Cantiere Navale di Livorno, un pezzo della storia del Novecento livornese.

Il presidente nazionale dell’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”, Senatore Paolo Corsini, terrà la commemorazione ufficiale, accompagnato dagli interventi della direttrice Catia Sonetti e di due nostri giovani collaboratori. Il tutto sarà allietato dalla banda cittadina.

Come Istoreco abbiamo deciso di presentarla alla cittadinanza in un momento di festa importante, con ospiti illustri. Naturalmente la piena operatività della sede sarà rinviata di qualche mese per le necessità legate al trasloco e per alcuni accorgimenti per poter accogliere cittadini e studenti. Motivo per cui gli uffici fino all’autunno saranno in Via Marradi. 

Vi aspettiamo numerosi!

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Hände weg von unseren Funkgeräten!

Die USKA wehrt sich gegen die pauschale Beschlagnahmung von Amateurfunkanlagen in Krisenzeiten, wie sie die geplante Requisitionsverordnung des Bundes vorsieht.

Das Eidgenössische Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport (VBS) plant eine neue Requisitionsverordnung. Die Vorlage greift extrem weit und erlaubt es der Armee, im Ernstfall technische Anlagen und Dienstleistungen ohne klare Einschränkungen zu beschlagnahmen. Für Funkamateure und Funkamateurinnen bedeutet das im schlimmsten Fall: Das VBS holt die Ausrüstung ab.

Vernehmlassung

Aus diesem Grund hat die USKA im Rahmen der Vernehmlassung am 30. Juni 2026 eine Stellungnahme eingereicht. Die USKA fordert, dass Anlagen und Betriebsmittel des Amateurfunkdienstes inklusive der lizenzierten Betreiber/-innen explizit von der Requisition ausgenommen werden, sofern sie für die Not- und Krisenkommunikation vorgesehen sind.

Der Wert einer Funkstation entsteht nicht durch das Blechgehäuse. Erst das Zusammenspiel von Gerät, Antenne, Stromversorgung und der jahrelangen Erfahrung der Funkamateurinnen und Funkamateure bringt im Krisenfall den Nutzen. Ein requiriertes Gerät in den Händen eines ungeschulten Soldaten ist völlig nutzlos.

Eingespielte Infrastruktur

Demgegenüber garantieren wir eine dezentrale, eingespielte Infrastruktur. Wir betreiben in der Schweiz mehr als 250 Relais-Standorte auf Höhen wie dem Säntis, Pilatus oder Chasseral. Diese Netze funktionieren dank Notstromversorgung für mindestens drei Tage autark.

Die Behörden in den Kantonen und Gemeinden haben das verstanden. Es existieren bereits mehr als ein Dutzend Zusammenarbeitsvereinbarungen mit dem Zivilschutz oder den Feuerwehren.

Bund gefährdet Kommunikationssicherheit

Wenn der Bund diese Strukturen durch eine Requisition zerschlägt, gefährdet er die Kommunikationssicherheit der Schweiz. Unsere Funkgeräte laufen mit einfachen Batterien oder kleinen Solarpanels. Wir sind in der Lage, innert kürzester Zeit nach einem Totalausfall der kommerziellen Netze erste Kontakte aus einem Krisengebiet zu aktivieren.

USKA bietet Hand für Kooperation

Die USKA vertritt über 3000 der rund 5000 Funkamateure im Land. Wir bieten dem Bund Hand für eine Kooperation, fordern aber im Gegenzug den Schutz unserer technischen Ressourcen. Fakt ist: Der Amateurfunk hilft dem Land am meisten, wenn man ihn arbeiten lässt.

USKA Eingabe Vernehmlassung Requisition

Published: HB9HGH 2026-07-05 09:26:40

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Indagine sulla qualità della vita degli over 65 a Vernio e aree limitrofe

Indagine sulla qualità della vita degli over 65 a Vernio e aree limitrofe

Il centro di ricerca ARCO di Fondazione PIN (Polo di Prato dell’Università degli Studi di Firenze), in stretta collaborazione con il Comune di Vernio e la Società della Salute Area Pratese, ha lanciato un'importante iniziativa dedicata al benessere della popolazione anziana del territorio. Si tratta di un questionario mirato a raccogliere le opinioni e le esperienze dirette dei cittadini con più di 65 anni residenti nel Comune di Vernio e nelle zone vicine.

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Indagine sulla qualità della vita degli over 65 a Vernio e aree limitrofe

Indagine sulla qualità della vita degli over 65 a Vernio e aree limitrofe

Il centro di ricerca ARCO di Fondazione PIN (Polo di Prato dell’Università degli Studi di Firenze), in stretta collaborazione con il Comune di Vernio e la Società della Salute Area Pratese, ha lanciato un'importante iniziativa dedicata al benessere della popolazione anziana del territorio. Si tratta di un questionario mirato a raccogliere le opinioni e le esperienze dirette dei cittadini con più di 65 anni residenti nel Comune di Vernio e nelle zone vicine.

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FBI Seizes NetNut Proxy Platform, Popa Botnet

The Federal Bureau of Investigation (FBI) said today it worked with industry partners to seize hundreds of domains associated with NetNut, a sprawling residential proxy service operated by the publicly-traded Israeli company Alarum Technologies [NASDAQ: ALAR]. The action comes roughly two weeks after KrebsOnSecurity published findings from multiple security firms connecting NetNut to the Popa botnet, a collection of at least two million devices that have been compromised by malicious software with little or no consent from victims.

The NetNut homepage today was replaced by this seizure banner from the FBI.

On June 19, three different security firms issued similar findings: That NetNut is a residential proxy network which populates a botnet called Popa, and distributes software for devices commonly found in homes, such as smart TVs and streaming boxes. NetNut’s software turns those systems into always-on residential proxy nodes that are rented to others, who predominantly use them to relay abusive and intrusive Internet traffic, such as mass content scraping, advertising fraud, and account takeover activity.

Earlier today, NetNut’s homepage was replaced with a seizure notice from the FBI and the Internal Revenue Service Criminal Investigation division. The seizure notice thanked Google, Lumen, Shadowserver and other industry partners for their help in dismantling hundreds of domains tied to the Popa botnet, which experts say has long been synonymous with NetNut’s residential proxy infrastructure.

In a blog post published today, the Google Threat Intelligence Group (GTIG) said NetNut’s proxy network is widely resold and white-labeled by a number of third-party proxy providers, and that its services are heavily sought out by cybercriminals seeking to obfuscate the source of their malicious traffic. The GTIG said that in a single week during June 2026, they observed 316 distinct clusters of threat actors using suspected NetNut exit nodes, including cybercriminal and espionage groups.

“These bad actors can use NetNut to mask their origin IP address when accessing victim environments, accessing their own infrastructure, and conducting password spray attacks,” Google’s GTIG wrote. “Furthermore, when a consumer device becomes an exit node, unauthorized network traffic passes through it. This means bad actors can access other private devices on the same home network, effectively exposing them to Internet threats.”

Google said it disabled Google accounts and services used by NetNut for malware command and control, and that it shared technical intelligence on NetNut’s software development kits (SDKs) and backend infrastructure with platform providers, law enforcement and research firms. The company also disabled apps known to bundle NetNut’s various SDKs.

Omer Weiss, legal counsel for NetNut parent Alarum Technologies, said the company was aware of the FBI seizure and cooperating with investigators.

“Alarum takes this matter seriously and will fully cooperate with law enforcement to ensure any misuse of its infrastructure is thoroughly investigated and those responsible are held to account,” Weiss said in a written statement.

Benjamin Brundage is founder of the proxy tracking service Synthient, one of the companies that published evidence last month linking the Popa botnet to NetNut and Alarum Technologies. Brundage said the domain seizures appear to have disrupted both the Popa botnet and the NetNut proxy network that rides on top of it.

Brundage said NetNut’s apparent demise is likely to be a great disadvantage for the cybercrime community, which was already reeling from legal actions by Google earlier this year that seized infrastructure for NetNut’s biggest competitor — IPIDEA.

“I think this takedown is going to have a big impact, because NetNut gained significant popularity after the IPIDEA takedown,” he said. “Also NetNut has been incredibly common among resellers, and they were on par with IPIDEA in terms of their daily traffic, quality, size, price per gigabyte, all of it.”

NetNut’s infrastructure, in a nutshell. Image: Black Lotus Labs, Lumen.

The NetNut and Popa botnet takedown may have another added benefit, Brundage said: Lessening the impact of large distributed denial-of-service botnets that have been built on the backs of poorly configured residential proxy services. In January, Synthient revealed how cybercriminals had built the world’s largest DDoS botnet (Kimwolf) by tunneling through IPIDEA proxy connections into the local networks of TV box owners, and infecting other Android-based devices behind the victim’s firewall.

While many of the bigger proxy providers took steps to block this activity, resellers of the major proxy networks have been far slower to respond to the threat, Brundage said.

“In terms of all these TV box devices getting compromised from the proxy network, it will have an impact on the DDoS botnets out there,” he said.

For its part, Google reckons today’s actions have caused “significant degradation to NetNut’s proxy network and its business operations, reducing the available pool of devices for the proxy operator by millions.” But the company warns that proxy networks can rebuild themselves by effectively reselling other proxy services, as IPIDEA has done over the past few months.

“Google has high confidence that many popular residential proxy brands are in fact whitelabeling the NetNut botnet,” the GTIG report concludes. “While we expect this disruption to have a larger ripple effect across the residential proxy ecosystem, observations after the disruption of IPIDEA proved that individual networks can appear resilient. What we have observed is that when faced with the degradation of their own botnet, proxy operators begin buying capacity from their competitors, effectively becoming a reseller. We recognize that creating a lasting disruption in this fluid ecosystem means we must scale our efforts to target the infrastructure of several interconnected providers.”

As KrebsOnSecurity has warned repeatedly, most of the no-name TV streaming boxes for sale on the major e-commerce websites either come pre-installed with residential proxy software, or require the installation of proxy SDKs in order to use the device for its stated purpose (streaming pirated movies, sporting events and TV shows). Google’s advice here is sound: When it comes to TV boxes, stick to name brands from reputable manufacturers, and then be sparing and judicious with any apps you choose to install.

The sketchy TV boxes that are being commandeered by the Popa botnet and other threats all come with or require the user to install unofficial Android operating systems that do not operate within the confines of Google’s Official Play Protect store. Google says consumers can confirm whether or not a device is built with the official Android TV OS and Play Protect certification by following these instructions.

Even people without TV streaming boxes can find their smart TVs enrolled in residential proxy networks, just by installing one of thousands of apps available for download on Samsung and LG smart TVs. In a report released last month, the proxy tracking company Spur found 42 percent of apps available for download via the webOS operating system on LG smart TVs include SDKs that turn one’s television into an always-on residential proxy node. More than a quarter of the apps made for Samsung’s Tizen operating system had similar residential proxy components, Spur found.

Image: Spur.us.

Update, 4:24 p.m. ET: Included a statement shared post-publication from an attorney representing NetNut parent Alarum Technologies.

Update, July 8, 2:34 p.m. ET: The website for Alarum Technologies — alarum[.]io — now also features a seizure notice from the FBI. The company’s stock has taken a beating since the FBI action, and is currently trading at $2.62 a share, a roughly 67 percent decline over the past week.

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Un racconto per immagini 2025

Un racconto per immagini 2025

L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Provincia di Livorno, quale centro di ricerca storica e di conservazione del patrimonio bibliotecario e archivistico, presenta le iniziative realizzate sul territorio nel corso del 2025. Questo in continuità con le nostre principali finalità: la ricerca e la divulgazione storica e culturale, l’attività di didattica e di formazione, l’incremento e la custodia del patrimonio documentario.

Un racconto per immagini 2025

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Falsa skill elude gli scanner e a raggiunge più di 26.000 agenti AI

La rapida diffusione degli Agenti AI sta creando un ecosistema sempre più complesso nel quale modelli linguistici, strumenti esterni e componenti aggiuntivi collaborano per svolgere attività operative. Questa architettura modulare, però, sta aprendo una nuova superficie di attacco che ricorda da vicino le vulnerabilità già viste nel mondo open source e nei marketplace di applicazioni. […]

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Scattered Spider Hackers Plead Guilty on Day 1 of Trial

Two men pleaded guilty in the United Kingdom this week to criminal charges stemming from an August 2024 cyberattack that crippled Transport for London, the entity responsible for the public transport network in the Greater London area. The duo were key members of a prolific cybercrime group known as Scattered Spider, and their guilty pleas came on the first day of what was expected to be a six-week trial.

Owen Flowers (left) 18, and Thalha Jubair, 20. Image: UK National Crime Agency (NCA).

Thalha Jubair, 20, of East London and 18-year-old Owen Flowers of Walsall admitted conspiring to commit unauthorized acts against Transport for London computer systems and causing risk of serious damage to human welfare. According to a report from the BBC, Flowers alone admitted to being part of a conspiracy to hack into U.S. based healthcare providers SSM Health Care Corporation and Sutter Health in September 2024.

Jubair is also wanted by U.S. law enforcement agencies. In September 2025, prosecutors in New Jersey unsealed an indictment alleging Jubair and other Scattered Spider members committed computer fraud, wire fraud, and money laundering in relation to 120 computer network intrusions involving 47 U.S. entities between May 2022 and September 2025, and that the group’s victims paid at least $115 million in ransom payments.

In July 2025, KrebsOnSecurity reported that Flowers and Jubair were arrested in the United Kingdom in connection with Scattered Spider ransom attacks against the retailers Marks & Spencer and Harrods, and the British food retailer Co-op Group. Multiple sources familiar with those investigations said Flowers was the Scattered Spider member who anonymously gave interviews to the media in the days after the group’s September 2023 ransomware attacks disrupted operations at Las Vegas casinos operated by MGM Resorts and Caesars Entertainment.

According to prosecutors, Jubair co-ran a bustling Telegram channel called Star Chat, the home of a SIM-swapping group that used voice- and SMS-based phishing attacks to steal credentials from employees at the major wireless providers in the U.S. and U.K. The group would then use that access to sell a service that could redirect a target’s phone number to a device the attackers controlled and intercept the victim’s calls and text messages (including one-time codes for multi-factor authentication).

A receipt from Star Fraud Chat’s SIM-swapping service targeting a T-Mobile customer after the group gained access to internal T-Mobile employee tools. “Rocket Ace” was one of Jubair’s hacker handles, according to U.S. prosecutors.

New Jersey prosecutors also allege Jubair also was involved in a mass SMS phishing campaign during the summer of 2022 that stole single sign-on credentials from employees at hundreds of companies. That weeks-long SMS phishing campaign led to intrusions and data thefts at more than 130 organizations, including LastPassDoorDashMailchimpPlex and Signal.

KrebsOnSecurity reported last year that one of Jubair’s alter egos at age 15 was “Everlynn,” a hacker who sold fraudulent “emergency data requests” that used compromised police and government email addresses to demand subscriber data (e.g. username, IP/email address) from major tech companies, claiming the requests concerned urgent matters of life and death and could not wait for a court order.

In April 2026, 24-year-old British national and Scattered Spider member Tyler “Tylerb” Buchanan pleaded guilty to wire fraud conspiracy and aggravated identity theft for participating in the group’s SMS phishing spree in the summer of 2022. The government said Buchanan, Jubair and others used the credentials harvested in that phishing campaign to steal at least $8 million in cryptocurrency from victims throughout the United States. Buchanan is currently scheduled to be sentenced on October 2.

In August 2025, 20-year-old Scattered Spider member from Florida named Noah Michael Urban was sentenced to 10 years in federal prison and ordered to pay $13 million in restitution, after pleading guilty to charges of wire fraud and conspiracy.

The U.S. Department of Justice says three alleged Scattered Spider defendants indicted along with Buchanan still face charges, including Ahmed Hossam Eldin Elbadawy, 24, a.k.a. “AD,” of College Station, Texas; Evans Onyeaka Osiebo, 21, of Dallas, Texas; and Joel Martin Evans, 26, a.k.a. “joeleoli,” of Jacksonville, North Carolina.

Flowers and Jubair are slated to be sentenced in a London court on July 15, 2026.

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Zscaler porta la Zero Trust nell’era degli agenti AI

Sebbene il numero di casi d’uso nel nostro Paese sia ancora molto basso, le previsioni di tutti gli esperti dicono che gli agenti AI diventeranno i veri “operatori” dell’automazione dei processi in azienda. Il problema è che chi dovrà gestirne la sicurezza non ha ancora l’esperienza necessaria per farsi un quadro chiaro di come questi […]

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Eternit abbandonato sul Romito: intervengono gli Ispettori Ambientali

La Polizia Municipale avvia le indagini per risalire all’autore dello scempio prefigurandosi un reato di natura penale

Non potevano certamente passare inosservati agli operatori di AAMPS/Retiambiente due “big bag” in polietilene di grosse dimensioni contenenti materiale di risulta da lavorazioni edili abbandonati nelle ore notturne accanto ad un cassonetto stradale per la raccolta dei rifiuti in località Le Vaschette sul Romito a ridosso della scogliera.

Sul posto sono prontamente intervenuti gli Ispettori Ambientali che, prima di nastrare il materiale rinvenuto per impedirne il contatto con i passanti, hanno constatato che in buona parte si tratta di eternit e, quindi, di un rifiuto speciale-pericoloso.
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L’abbandono è stato segnalato alla Polizia Municipale che ha avviato le indagini per risalire all’autore prefigurandosi un reato di natura penale ai sensi del D.L. n. 105 del 2023.  Il materiale verrà poi rimosso da una ditta specializzata nel trattamento di tale tipologia di rifiuti allertata da AAMPS/Retiambiente.
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Per le segnalazioni a contrasto del degrado urbano: segnalali@comune.livorno.it
Per le segnalazioni sugli abbandoni dei rifiuti: centraleoperativapm@comune.livorno.it; ispettori@aamps.livorno.it, info@aamps.livorno.it; numero verde 800-031.266, pagine facebook/instagram “Aamps Livorno”.

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Infrastrutture Critiche e Geopolitica: è l’Era dell’Antifragilità

Il nuovo assetto geopolitico mondiale ha messo a nudo una serie di problematiche che sono state trascurate troppo a lungo. In pratica, quello che per anni abbiamo visto accadere nel software, ovvero l’entusiasmo per le nuove feature che andava a coprire la necessità di rendere sicuro il loro utilizzo, si è applicato anche in mille […]

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Centro Ambientale Temporaneo (CAT) 06/06/26 aperto in orario mattutino.

Centro Ambientale Temporaneo (CAT) 06/06/26 aperto in orario mattutino.

Informiamo i cittadini che sabato 6 giugno il Centro Ambientale Temporaneo di Via dei Cordai effettuerà apertura con orario  9:00 – 12:00.

Il servizio sarà regolarmente attivo per il conferimento delle varie tipologie di rifiuto, nel rispetto delle normative vigenti.

Ricordiamo che i quantitativi e le tipologie di rifiuti accettati saranno quelli previsti dalla tabella.

Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

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Il gruppo criminale cinese TA4922 adesso punta anche all’Europa

Un gruppo cybercriminale di lingua cinese fino a poco tempo fa concentrato prevalentemente sul mercato asiatico sta ampliando rapidamente il proprio raggio d’azione verso Europa e Africa. Secondo le analisi pubblicate da Proofpoint, il gruppo chiamato TA4922 ha aumentato sensibilmente il volume delle proprie operazioni nel corso del 2026, prendendo di mira organizzazioni nel Regno […]

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“Straborgo”: servizi di pulizia e raccolta rifiuti efficaci e puntuali

Iacomelli: “Ha funzionato il patto di collaborazione con i cittadini e gli esercenti”. Salvetti: “AAMPS/Retiambiente indispensabile per il successo di tutti i nostri eventi”.

In mezzo alla gente, ma con discrezione ed efficienza. Gli operatori di AAMPS/Retiambiente hanno contribuito alla riuscita dell’evento Straborgo che da venerdì 29 maggio a sabato 1 giugno ha visto migliaia di persone, tra cittadini e turisti, affollare le strade del quartiere. Una presenza continuativa per garantire la pulizia di Piazza Mazzini e delle strade limitrofe e realizzare la raccolta dei rifiuti sia con la vuotatura dei contenitori stradali sia con la raccolta dei materiali differenziati prodotti con quantitativi ingenti dagli esercenti della zona.

“Questa tipologia di manifestazione – commenta Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente – risulta per noi sempre particolarmente impegnativa soprattutto nel periodo estivo che prevede un’articolazione complessa dei nostri servizi di raccolta e spazzamento. Dobbiamo operare h24 e, allo stesso tempo, districarci tra la folla garantendo sempre le opportune condizioni di sicurezza per i nostri lavoratori e i cittadini. Siamo particolarmente soddisfatti nell’essere riusciti a dare il nostro contributo. Ho il piacere di sottolineare – conclude Iacomelli – la cooperazione che abbiamo riscontrato da parte degli organizzatori, degli abitanti del quartiere e degli esercenti che si sono prodigati per rispettare le regole straordinarie di conferimento dei rifiuti differenziati”.

“Lo dico da sempre – afferma Luca Salvetti, Sindaco di Livorno.  AAMPS/Retiambiente è un’azienda che funziona egregiamente nell’erogazione dei servizi resi alla cittadinanza e questi eventi ne sono la riprova. Senza i puntuali servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti non saremmo qui a parlare del successo di Straborgo. Ringrazio i lavoratori per il consueto impegno profuso, gli abitanti del quartiere per la disponibilità concessa e gli esercenti per avere collaborato al meglio delle rispettive possibilità. Ora sotto con le altre kermesse in programma per la lunga stagione estiva”.

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AAMPS/Retiambiente: ancora un bilancio in utile

Approvato il bilancio 2025, è il settimo consecutivo. Il Sindaco: “AAMPS orgoglio della città”

Ratificando un utile di 252.000 € l’Assemblea dei Soci di AAMPS ha approvato nei giorni scorsi il bilancio aziendale 2025. Un risultato in linea con quanto registrato negli anni precedenti, comprendendo anche quelli relativi all’uscita anticipata dal concordato preventivo in continuità, con i bilanci che avevano ottenuto analoghi risultati (965.202€ nel 2019, 2.2912.441€ nel 2020, 515.035€ nel 2021, 94.835€ nel 2022, 131.270€ nel 2023 e 145.704 € nel 2024).

La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi durante una conferenza stampa dedicata ai bilanci di tutte le aziende partecipate del Comune di Livorno, ma il Sindaco di Livorno Luca Salvetti, affiancato dall’Amministratore Unico Aldo Iacomelli e dalle assessore Viola Ferroni e Giovanna Cepparello, ha tenuto ad aprire un faro su AAMPS/Retiambiente.

Luca Salvetti, Sindaco di Livorno

“Sono orgoglioso di questa azienda, dei servizi che eroga e di tutti i suoi lavoratori. Nel 2019 abbiamo trovato AAMPS in concordato preventivo, con un futuro a dir poco incerto e il rischio concreto di vederla soccombere sotto il peso di conti sballati e servizi alla cittadinanza inadeguati. Ora registriamo l’ennesimo bilancio in utile consecutivo, con il personale incrementato e stabilizzato e prospettive di consolidamento e sviluppo prima impensabili. In tale percorso siamo riusciti a traghettarla in RetiAmbiente consolidandone la vocazione industriale e riuscendo a contenere la TARI senza aumentarla per cinque anni e allineandola agli importi degli altri capoluoghi di provincia della Toscana. Sono i fatti che ci permettono di respingere al mittente le accuse sollevate recentemente da alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio comunale ammantate di macroscopiche inesattezze e castronerie indecifrabili sia riconducibili all’azienda sia alla sua holding”.

Viola Ferroni, assessora alle Società Partecipate

“AAMPS ha fatto un incontrovertibile cambio di passo tornando ad essere un’azienda in salute con un ruolo di primo piano sia nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza sia tra le società operative locali dell’Ato Toscana Costa che compongono la galassia Retiambiente e dove l’azienda riveste un ruolo di primo piano assoluto. Il cammino è stato impervio con ostacoli che sembravano insormontabili. Oggi siamo invece nella possibilità di guardare al futuro con grande ottimismo e rinnovate prospettive di consolidamento sia sul versante economico-finanziario sia su quello dello sviluppo industriale”.

Giovanna Cepparello, assessora alla Gestione dei rifiuti e Igiene ambientale

“I numeri sono dalla nostra parte e ci dicono che AAMPS può cogliere risultati importanti inerenti la vocazione ambientale che è chiamata a rappresentare ed esprimere. Nonostante mesi di particolare difficoltà, dovuti a contingenze operative affrontate con impegno e sacrificio da parte di tutti, oggi l’azienda può guardare in avanti con rinnovato entusiasmo e approssimarsi ad innovare e introdurre importanti cambiamenti nella gestione dei rifiuti a livello locale in linea con le strategie condivise con le altre SOL del gruppo Retiambiente. Chiederemo ai cittadini la consueta collaborazione con l’obiettivo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata, conferendo materiali di maggiore qualità, e allo stesso tempo continuare a diminuire la produzione dei rifiuti nelle rispettive abitazioni”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico

AAMPS è un fiore all’occhiello di Livorno. Una società interamente pubblica che eroga servizi ambientali a favore della città fin dal 1949 con grande efficacia ed efficienza impegnando 421 lavoratori in moto perpetuo nella raccolta dei rifiuti, nella pulizia delle strade e nei servizi cimiteriali e commerciali. Tutto questo con i conti sotto controllo suffragati anche dall’assenza di debiti e avendo comunque effettuato importanti investimenti, attingendo a finanziamenti dedicati, senza fare ricorso al credito bancario. Il tutto nella massima trasparenza richiesta ad una società in house providing in affiancamento alla sua holding con la quale condividere strategie industriali ben ponderate”.

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Rifiuti: quali servizi nella festività del 2 giugno

Alla raccolta solo alcune modifiche nelle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra

In vista della festività di martedì 2 giugno AAMPS/Retiambiente conferma che il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. Sono previsti solo alcuni cambiamenti negli itinerari di interesse per gli abitanti delle aree Livorno Est e Picchianti-Porta a Terra.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno della Festa della Repubblica:

Area Livorno Nord
Indifferenziato: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Sant’Jacopo Marradi
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il lunedì.

Area Vittoria Stazione Zola
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Carta-cartone: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 21.00 di lunedì alle 5.00 del giorno di raccolta.

Pentagono

Multimateriale: servizio attivo con esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00 del giorno di raccolta.

Aree Pentagono e Centro Allargato
Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati. Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi martedì e riapriranno il giorno seguente. Servizio di raccolta pannolini/pannoloni: non effettuato nei giorni festivi.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

 

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Il 78% delle aziende ha già subito o sospetta incidenti legati all’IA

A leggere il nuovo “2026 Cloud Security Report” realizzato da Check Point insieme a Cybersecurity Insiders, sembra proprio che l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende stia crescendo più rapidamente della capacità delle organizzazioni di proteggerla. Il report, basato sulle risposte di 1.042 professionisti IT e cybersecurity provenienti da organizzazioni di tutto il mondo, mostra un quadro […]

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Proiezione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, presso il Cinema Teatro 4 Mori

Proiezione del film "C'è ancora domani" di Paola Cortellesi, presso Cinema Teatro 4 Mori

In occasione dell’80º anniversario della Repubblica italiana e del voto alle donne, ISTORECO, insieme ad ANPI, ANPPIA, ANED e al Cinema Teatro 4 Mori, invita la cittadinanza alla proiezione del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi, che si terrà lunedì 1 giugno 2026 alle ore 21 presso il Cinema Teatro

4 Mori di Livorno con ingresso gratuito.

 

C’è ancora domani racconta, con forza e sensibilità, la condizione femminile nell’Italia del dopoguerra con una narrazione incentrata su una figura del popolo vessata in famiglia dall’atteggiamento arrogante e violento del marito e del suocero, due esemplari del peggiore, ed ancora attuale, patriarcato. Il marito non desidera che la moglie vada a votare e la protagonista si organizza per esercitare questo nuovo diritto. Prima tappa di un lungo cammino verso il riconoscimento dei diritti, da quello del voto, a quello della parità salariale per eguale lavoro, a quello dell’aborto, così come il diritto di ricoprire qualsiasi ruolo nell’ amministrazione dello Stato.

Riproporlo significa sollecitare una riflessione su quanto quella conquista abbia trasformato il Paese e su quanto ancora sia necessario impegnarsi per una piena ed egualitaria cittadinanza democratica.

La serata sarà introdotta dai saluti delle autorità e dal Presidente di ISTORECO, Claudio Massimo Seriacopi. Seguiranno un intervento di Catia Sonetti, Direttrice di ISTORECO, e della Prof.ssa Chiara Tognolotti, storica del cinema (Università di Pisa).

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Presentazione del volume “Storia della Repubblica. L’Italia dalla liberazione ad oggi” di Guido Crainz

Presentazione del volume "Storia della Repubblica. L'Italia dalla liberazione ad oggi" di Guido Crainz

Mercoledì 26 maggio 2026, ore 17.00, Edificio dell’Orologio – Piazza L. Orlando, Livorno
Presentazione del volume Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi (1945–2026) di Guido Crainz (Donzelli, 2026).

Ottant’anni di storia repubblicana sono il risultato di un percorso intenso, intriso di speranze e delusioni, di traumi e mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati? E quanta parte di questa storia è ancora viva nella nostra memoria collettiva? Con questo volume Crainz ripercorre l’Italia dalla Ricostruzione fino ai giorni nostri, con uno sguardo capace di intrecciare politica, società e cultura di massa, e con un capitolo finale dedicato agli ultimi dieci anni e alle trasformazioni in corso nella fisionomia culturale e istituzionale del paese.

Con l’autore dialogheranno Rocco Garufo (Assessore del Comune di Livorno) e Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO Livorno). Introduce e coordina Claudia Pavoletti, giurista e operatrice culturale.
L’ingresso è libero e gratuito.

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Raccolta rifiuti: servizi attivi nella festività del 22 maggio

Prevista solo una modifica nell’area Livorno Est

AAMPS conferma che in occasione della festività di venerdì 22 maggio prossimo il servizio di raccolta dei rifiuti si svolgerà regolarmente. È previsto solo un cambiamento negli itinerari di interesse per gli abitanti dell’area Livorno Est.

Ecco il dettaglio suddiviso per Aree valido per la raccolta nel giorno di Santa Giulia:

Area Livorno Nord
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Sant’Jacopo Marradi
Carta-cartone: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Vittoria Stazione Zola
Indifferenziato: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Livorno est
Organico: servizio anticipato alla mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Picchianti – Porta a Terra
Il calendario ordinario non prevede il servizio di raccolta il venerdì.

Area Ardenza – La Rosa
Organico: servizio attivo la mattina (valido solo per le utenze che espongono il materiale con il mastello dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Livorno Sud
Multimateriale: servizio attivo la mattina (esposizione del materiale dalle ore 21.00 di giovedì alle 5.00 del giorno di raccolta).

Area Pentagono
Carta-cartone: servizio attivo la sera (esposizione del materiale dalle ore 19.30 alle 20.00).

Tutti i contenitori stradali presenti nelle aree “Pentagono” e “Centro Allargato” saranno regolarmente vuotati.

Il Centro di raccolta “Livorno Sud” e il “Centro del riuso creativo” saranno chiusi venerdì e riapriranno il giorno seguente.

Ringraziamo i cittadini per la consueta collaborazione. Per ulteriori informazioni: 800-031.266, info@aamps.livorno.it, facebook/instagram/APP (“AAMPS Livorno”).

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Deiezioni liquide: da domani obbligo di rimuoverle

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Livorno, 19 maggio 2026 – Da domani, mercoledì 20 maggio, sarà in vigore a Livorno l’ordinanza che obbliga i proprietari e i detentori di cani a rimuovere con acqua le deiezioni  liquide degli animali nelle aree pubbliche e di uso pubblico.

L’ordinanza, della quale ha parlato la stampa italiana e straniera, avrà una durata di cinque mesi e terminerà il 31 ottobre in vista poi di introdurre questo provvedimento all’interno di regolamento comunale che estenderà l’obbligo a tutto l’anno.
In pratica sarà obbligo munirsi di appositi contenitori d’acqua da utilizzare per l’immediata rimozione delle deiezioni liquide depositate su superfici pavimentate e su altri spazi di arredo urbano, e sui mezzi di locomozione (ad esempio ruote di macchine o di scooter) parcheggiati sulla pubblica via.

È inoltre fatto assoluto divieto di consentire ai cani di urinare a ridosso di portoni e vetrine ed accessi ad abitazioni, uffici e negozi.
Lo ha stabilito appunto l’Amministrazione comunale con l’ordinanza sindacale n. 135 del 28 aprile 2026, emanata a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di cittadini che evidenziano il disagio determinato dalle maleodoranze e gli inconvenienti igienico-sanitari derivanti dalla presenza di deiezioni liquide animali sugli spazi destinati alla socializzazione di adulti e bambini, visto anche il notevole e crescente numero di animali d’affezione, in particolare cani, presenti sul territorio comunale.
Il provvedimento è stato al centro di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato: la vicesindaca con delega alla Tutela Animali Libera Camici, l’assessora con Delega al Decoro Urbano Giovanna Cepparello, la garante degli animali Elisa Amato, la dirigente del Settore Manutenzioni e Cura della Città Silvia Borgo, la dirigente settore Istruzione, Giovani, Partecipazione e Tutela Animale Michela Casarosa,  la responsabile dei Servizi Territoriali della Polizia Municipale Michela Pedini, la funzionaria Barbara Saliva, il responsabile del Decoro Urbano di Aamps/Retiambiente Andrea Valenti, la guardia zoofila dell’Oipa Giuliano Morelli.

Per quanto riguarda le deiezioni solide, gli articoli 31 e 32 del vigente Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali (la cui ultima modifica risale al 2018) prescrivono l’obbligo di rimuoverle immediatamente a chi accompagna i cani nelle zone pedonali e nelle aree verdi, comprese quelle di libera circolazione dei cani, nei giardini e nei parchi, negli esercizi pubblici, commerciali e nei locali ed uffici aperti al pubblico, utilizzando mezzi idonei alla rimozione, da mostrare su richiesta del Pubblico Ufficiale, a pena di sanzione secondo quanto previsto dall’art. 42 dello stesso Regolamento.
Il Regolamento attuale non prevede però analoga norma per quanto attiene alle deiezioni liquide.
Nelle more di una modifica alla regolamentazione comunale vigente, l’ordinanza 135/2026 adotta misure atte a prevenire e contenere tali fenomeni, per tutto il periodo più critico dal punto di vista climatico. Il significativo aumento delle temperature che si verifica in primavera-estate, associato a una diminuzione delle precipitazioni, incide infatti anche sulla salubrità e sul decoro degli spazi urbani, anche in conseguenza della maggiore evaporazione di liquidi organici dalle superfici pavimentate.
Nello specifico, il testo integrale dell’ordinanza n. 135 impone, dal 20 maggio al 31 ottobre, a tutti i possessori o detentori a qualsiasi titolo di cani, anche se incaricati temporaneamente della loro custodia o conduzione:
• di munirsi, durante l’accompagnamento dei cani, di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua, senza aggiunta di sostanze chimiche o detergenti, da versare all’occorrenza;
• di riversare una congrua quantità di acqua in corrispondenza del punto interessato dalle deiezioni liquide dei cani ai fini della loro diluizione e della ripulitura delle superfici interessate, su tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti e sulle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via;
• è fatto divieto assoluto di consentire ai cani di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici e negozi e vetrine.
L’inosservanza di queste disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, ai sensi dell’art. 7-bis del D. Lgs. 267/2000.
Rimane comunque a carico del trasgressore il ripristino dei luoghi.

Gli interventi

La Vicesindaca ha introdotto l’ordinanza sottolineando la sua grande risonanza mediatica, anche a livello internazionale.
“Lo scopo principale non è punitivo, ma mira a elevare lo standard di igiene e decoro delle strade, dei marciapiedi e degli arredi urbani. Livorno conta circa 20.000 cani, un numero consistente che richiede responsabilità da parte dei proprietari per garantire una convivenza civile. La mancanza di rispetto delle regole da parte di una minoranza danneggia il lavoro degli operatori, dei proprietari responsabili e limita la fruibilità degli spazi pubblici, come i parchi, specialmente per i bambini”.
La Vicesindaca ha inoltre ricordato che l’Amministrazione ha rimosso i divieti di accesso ai cani in molti parchi per favorire le famiglie, ma avverte che, “se le segnalazioni di sporcizia e cani senza guinzaglio continueranno, potrebbero essere reintrodotte limitazioni”.
Ha inoltre ricordato il protocollo d’intesa con le guardie zoofile dell’OIPA, che hanno il potere di elevare sanzioni insieme alla Polizia Locale.

L’Assessora  Cepparello ha parlato degli aspetti pratici e sociali del provvedimento sottolineando come l’ordinanza nasca anche per tutelare le persone con disabilità motoria, che spesso sporcano i propri ausili (sedie a rotelle) sui marciapiedi non puliti, portando poi lo sporco in casa. “I proprietari dei cani devono munirsi di bottigliette o spruzzatori con semplice acqua (senza sapone) da usare sui punti interessati dalle deiezioni liquide”. Ha ricordato il divieto assoluto di far urinare i cani ridosso di portoni, accessi ad abitazioni. “Si è optato per un’ordinanza, per agire tempestivamente prima dell’estate, quando il calore accentua i cattivi odori. L’ordinanza prevede una scadenza, ma recepiremo questo provvedimento all’interno di un regolamento in modo che l’obbligo delle bottigliette diventi permanente in tutte le stagioni e i mesi dell’anno. Il Comune non può lavare quotidianamente centinaia di chilometri di strade e  la collaborazione dei cittadini è strategica”.

La Garante degli Animali ha posto l’accento sulla salute pubblica e sulla sicurezza nei parchi. Ha evidenziato che le deiezioni non raccolte contengono batteri e parassiti pericolosi per gli animali e soprattutto per i bambini che giocano nei prati. Ha citato situazioni di particolare degrado riscontrate nella zona di San Jacopo e vicino alla Baracchina Bianca, “dove i muri sono sporchi e i marciapiedi pieni di deiezioni solide”. Ha richiamato l’obbligo del guinzaglio nei luoghi pubblici, denunciando episodi di maleducazione subiti quando ha cercato di far rispettare questa norma. Infine ha esortato i cittadini a un maggiore rispetto per l’ambiente e per la città, sottolineando che il decoro urbano è un dovere di ogni proprietario.

Andrea Valenti, responsabile Decoro Urbano AAMPS/Retiambiente ha affermato: “Aamps si muove su due versanti: pulizia e sensibilizzazione al cittadino. In entrambi i casi abbiamo favorito un potenziamento dei servizi, pertanto forniamo un contributo determinante alla cura della città anche per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle deiezioni canine. Siamo anche prossimi all’acquisto di 100 contenitori dedicati che avranno una bocca di ingresso dei sacchini molto piccola e, pertanto, non potranno essere utilizzati impropriamente per l’inserimento di sacchi invece destinati alla raccolta dei rifiuti. Nel mese di giugno provvederemo all’installazione presso le aree di sgambatura dei cani, i parchi pubblici e nelle zone che, dalle segnalazioni pervenute, risultano più soggetto a questa tipologia di abbandono”.

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Bilanci in utile delle cinque aziende partecipate del Comune di Livorno

Comunicato a cura dell’uff. Stampa del Comune di Livorno.

Raggiunge i 208 milioni il valore totale della
produzione

Livorno, 18 maggio 2021 – Negli ultimi anni le società partecipate del Comune
di Livorno hanno consolidato risultati positivi sotto il profilo economico,
gestionale e della qualità dei servizi erogati ai cittadini, confermando il valore
strategico del sistema pubblico locale e la capacità delle aziende di affrontare le
sfide dell’innovazione, della sostenibilità e dell’efficienza amministrativa.

Il quadro che emerge dai bilanci evidenzia una crescita costante della solidità
patrimoniale e organizzativa di realtà fondamentali per il territorio come
Esteem Srl, Casalp Spa, AAMPS Spa, Farma.Li Srl e ASA Spa. I bilanci 2025,
alcuni dei quali in corso di approvazione in questi giorni ed entro il 30 giugno,
come previsto dal Codice Civile, non fanno eccezione, ma anzi confermano
questo trend positivo.

In particolare, AAMPS Spa ha registrato bilanci in utile negli ultimi cinque
esercizi, confermando il raggiungimento di un equilibrio economico e
finanziario stabile dopo il percorso di risanamento completato negli anni
precedenti.

Anche Casalp Spa ha dimostrato un consolidamento del ruolo operativo svolto
per i Comuni dell’area livornese ed in particolare si è distinta in questi anni per
le azioni di recupero delle morosità e per la capacità di guidare, su un tema
complesso ed attuale come quello dell’abitare, politiche finalizzate a gestire un
ambito che è sempre più lontano dalla gestione patrimoniale e sempre più
vicino a quello sociale.

Positivi anche i segnali provenienti da ASA Spa, che continua a rappresentare
un presidio essenziale per lo sviluppo infrastrutturale e ambientale del
territorio, mantenendo elevati standard di servizio e una struttura societaria
solida.

Crescita significativa anche per Esteem Srl, realtà attiva nei servizi informatici,
nel supporto alla gestione dei tributi comunali e nella gestione della sosta a
pagamento, che negli ultimi esercizi ha registrato un incremento del fatturato e
dell’occupazione, rafforzando il proprio ruolo di supporto tecnologico alla
pubblica amministrazione locale, confermando di essere una struttura in
espansione e capace di innovare i servizi digitali rivolti ai cittadini.

Importanti risultati sono stati raggiunti inoltre da Farma.Li Srl, con i propri
bilanci che negli ultimi anni evidenziano una gestione economica positiva e un
progressivo rafforzamento della capacità finanziaria dell’azienda. Farma.Li ha
proseguito il percorso di ammodernamento delle farmacie comunali, puntando
sulla qualità dell’assistenza, sulla prossimità territoriale e sull’innovazione dei
servizi sanitari e socioassistenziali.

Nel complesso, il sistema delle partecipate del Comune di Livorno conferma
dunque una traiettoria positiva, caratterizzata da investimenti, equilibrio
economico e miglioramento della qualità dei servizi pubblici locali. Un
patrimonio amministrativo e industriale che rappresenta un elemento
strategico per la crescita della città, per la tutela dell’interesse pubblico e per la
capacità del territorio di affrontare con solidità le sfide future.

Il sindaco Luca Salvetti ha aperto l’incontro sottolineando come le società
partecipate siano uno strumento imprescindibile per la gestione della città e dei
servizi ai cittadini. “Abbiamo lavorato sette anni sulla riorganizzazione e
l’aumento del personale, presentando numeri eloquenti, lo dimostrano i bilanci
in utile. Tutte e cinque le società principali (ASA, AMS, Farmali, Casalp e
Steam) hanno chiuso l’anno in positivo.
Il valore complessivo della produzione è di 208 milioni di euro, con un
incremento di 29 milioni rispetto al 2019.
Le aziende hanno raggiunto quota 1143 di personale con un aumento di 193
unità rispetto al 2019, diventando la terza realtà lavorativa del territorio dopo
l’ASL e il Comune stesso”.

L’Assessora al Bilancio con delega alle Società Partecipate Viola Ferroni ha
ringraziato l’Ufficio Società Partecipate, che ha definito la “spina dorsale” dei
risultati ottenuti. “Ribadisco l’importanza della governance pubblica per
perseguire obiettivi di interesse collettivo, andando oltre il semplice dato di
bilancio. Farmali ha concentrato il focus sulla vicinanza ai cittadini ed alla
ristrutturazione delle farmacie. Casalp ha ottenuto buoni risultati nel recupero
crediti e nell’efficientamento degli alloggi. Esteem ha incrementato i servizi,
inclusa la recente gestione della sosta a pagamento. Aamps ha raggiunto la
stabilità dopo un passato complicato che ha fatto “tribolare”
l’Amministrazione”.

Il direttore generale del Comune Nicola Falleni ha evidenziato il superamento
delle storiche criticità finanziarie delle partecipate: “che in passato
rappresentavano un “neo” nel bilancio comunale” ed ha fornito i dati del
bilancio consolidato 2024.

“Il “gruppo” (Comune + aziende) conta oltre 2.200 dipendenti. Valore della
produzione totale: quasi 570 milioni di euro. Utile consolidato: circa 14 milioni
di euro. Patrimonio netto: 763 milioni di euro”.

Aldo Iacomelli, Amministratore Unico AAMPS/Retiambiente ha dichiarato:
“Presenti e affidabili: con questi due aggettivi e in estrema sintesi sono nella
possibilità di descrivere la nostra azienda nel panorama delle municipalizzate
locali. Ogni giorno contribuiamo al decoro urbano con grande impegno e sforzo
da parte dei nostri operatori garantendo l’erogazione di servizi efficienti fin
dalle primissime ore della mattina sia sul versante della raccolta sia su quello
dello spazzamento. É importante sottolineare che per l’anno 2025 ci avvaliamo
di un utile di bilancio di 252mila euro. Un risultato che reputiamo importante
da affiancare all’evidenza di non avere registrato debiti. Siamo quindi orgogliosi
per quanto stiamo riuscendo complessivamente a fare, con uno sguardo di
ulteriore fiducia anche sul versante operativo essendo prossimi a realizzare,
avvalendoci anche di finanziamenti da parte della Regione Toscana, di due
ulteriori centri di raccolta per il corretto conferimento dei rifiuti dei cittadini. A
breve lanceremo anche una campagna di comunicazione rivolta a tutta la
cittadinanza per stringere ulteriormente il patto con i cittadini nel contrastare il
fenomeno degli abbandoni e aumentare le migliori azioni per la riduzione nella
produzione dei rifiuti indifferenziati, per la quale stiamo già registrando risultati
lusinghieri”.

Claudio Puccetti, amministratore unico di Farmali ha definito l’azienda con gli
aggettivi “tranquillo” e “partecipativo”.
Ha sottolinea il buon clima lavorativo tra i 60 dipendenti distribuiti su 9
farmacie. Ha messo in risalto la totale autonomia finanziaria della società, “che
permette di autofinanziare gli investimenti (come le ristrutturazioni di varie
farmacie) senza ricorrere a finanziamenti esterni.L’obiettivo futuro è spostare
la missione del farmacista sempre più verso i servizi di telemedicina”.

Marcello Canovaro presidente di Casalp ha utilizzato gli aggettivi “rigoroso” e
“partecipato” per definire il bilancio della società.
“La società ha superato pesanti difficoltà iniziate nel 2019 e ora chiude il
bilancio in positivo. Casalp non punta all’utile, ma a reinvestire ogni risorsa nel
mantenimento del patrimonio e in nuovi edifici.
Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 50 milioni di euro nella provincia e
messi a disposizione degli assegnatari 592 appartamenti precedentemente
sfitti”.

Stefano Taddia presidente di Asa sceglie gli aggettivi “collettivo” e “sostenibile”.
Esprime orgoglio per i 56,7 milioni di euro di investimenti effettuati nell’ultimo
anno, segnando un +150% rispetto al 2020.
Sottolinea come l’efficienza delle società di servizio pubblico sia un elemento
fondamentale per la sostenibilità e il benessere del territorio.

Antonio Paladini amministratore unico di Esteem descrive l’azienda come
“consolidata” e “visionaria”.
Riporta una crescita enorme negli ultimi 12 anni: “il personale è passato da 9 a
40 dipendenti e il fatturato è salito da circa 450.000 euro a quasi 2 milioni di
euro. L’azienda si è evoluta accettando servizi nuovi e diversi, come la gestione
dei parcheggi, mantenendo però un’anima orientata all’innovazione informatica
per il futuro dei servizi ai cittadini”.

Il Sindaco ha concluso la conferenza stampa ringraziando gli Uffici Comunali e i
due assessori che si sono succeduti nella gestione delle partecipate, Gianfranco Simoncini e Viola Ferroni.

L'articolo Bilanci in utile delle cinque aziende partecipate del Comune di Livorno proviene da Aamps Livorno.

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Presentazione del volume: “Li tiranni di quella fazione. La fine della rivoluzione e la rifondazione dell’ordine nella Livorno del 1849” di Giacomo Zanasi

Presentazione del volume: "Li tiranni di quella fazione. La fine della rivoluzione e la rifondazione dell'ordine nella Livorno del 1849" di Giacomo Zanasi

Martedì 12 maggio 2026, ore 17.00

Edificio dell’Orologio, Piazza Luigi Orlando – Livorno- Nuova sede di ISTORECO

Livorno, maggio 1849. Le truppe austro-estensi entrano in città dopo due giorni di assedio, mettendo fine a una resistenza tenace e simbolica. Per i vincitori, comincia allora la parte più difficile: ricostruire un ordine politico che la rivoluzione ha frantumato nel profondo.

È questo il territorio inesplorato al cuore del libro di Giacomo Zanasi, un lavoro documentato e originale che sceglie di andare controcorrente: anziché raccontare la rivoluzione, ne segue il soffocamento. Anziché dare voce ai rivoltosi sulle barricate, assume il punto di vista di chi doveva riportare l’ordine – funzionari, autorità, occupanti – e si trova a fare i conti con una città che non dimentica e non perdona.

Tra processi politici, arresti di massa, esuli in fuga verso la Corsica e una prima amnistia a novembre, «Li tiranni di quella fazione» ricostruisce come Livorno – la città più radicale del Granducato, la più politicizzata, la più refrattaria allo status quo – sia diventata un laboratorio della seconda Restaurazione. E come il lungo Quarantotto abbia lasciato un segno indelebile nella vita di una comunità intera, dividendola lungo linee di frattura che non si sarebbero più del tutto richiuse.

Interverranno:

Catia Sonetti, Direttrice ISTORECO Livorno (introduce e coordina)

Marco Manfredi, Università di Pisa

Giacomo Zanasi, Università di Salerno

La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura.

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Presentazione del volume “1944: L’anno prima della fine della guerra” a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli

Presentazione del volume "1944: L'anno prima della fine della guerra" a cura di Gianluca Fulvetti, Francesco Fusi, Isabella Insolvibile, Matteo Pretelli

Lunedì 11 maggio 2026, ore 17.00 Edificio dell’Orologio – Piazza Luigi Orlando, Livorno- Nuova sede di ISTORECO

Roma fu liberata il 4 giugno. Lo sbarco in Normandia due giorni dopo. L’estate del 1944 sembrava annunciare la fine imminente della guerra. Poi, invece, arrivarono i mesi di stallo.

L’offensiva alleata si arenò ai piedi della Linea Gotica. I partigiani dovettero abbandonare le montagne. Il proclama Alexander ordinò, di fatto, la sospensione della lotta armata. Per chi combatteva, per chi si nascondeva, per chi sperava soltanto di sopravvivere, il 1944 fu un anno che sembrò non finire mai.

Eppure questo anno cruciale è rimasto a lungo in ombra nella nostra memoria collettiva, schiacciato tra il trauma dell’armistizio del 1943 e i fuochi della Liberazione del 1945. Il libro 1944: L’anno prima della fine della guerra lo riporta al centro della scena, con gli occhi e le voci di una nuova generazione di storici.

Sedici saggi che riassumono tre prospettive: gli Alleati, con la loro babele di lingue, culture e pratiche; gli occupanti e i resistenti, con le loro paure e le speranze di un mondo in bilico; la transizione verso il dopoguerra, con le memorie e i tentativi – spesso falliti — di fare i conti con il passato.

Un libro che non si accontenta di raccontare battaglie e date, ma tenta di restituire i timori e le emozioni sul futuro, dell’Italia e di chi quella guerra la stava vivendo sulla propria pelle.

Ne discuteranno con due dei curatori Gianluca Fulvetti (Università di Pisa) e Francesco Fusi (ISRT), Federico Creatini (Università della Calabria) e Nicoletta Arena (Università di Firenze). Coordina Giovanni Brunetti (ISTORECO).

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Presentazione del volume “La Resistenza non ha congedo” di Michelangelo Borri

Presentazione del volume "La Resistenza non ha congedo" di Michelangelo Borri

In occasione dell’anniversario della Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo presentiamo un libro che ricostruisce, per la prima volta in modo sistematico, la storia delle Commissioni d’inchiesta istituite tra il 1973 e il 1975 dalle regione per far luce sul fenomeno neofascista e sulla violenza politica degli anni della strategia della tensione. Un’iniziativa senza precedenti nella storia della Repubblica in quanto si trattava di un laboratorio democratico in cui istituzioni, sindacati, università e società civile si unirono per censire e contrastare l’eversione nera, proprio nel momento in cui il paese era attraversato dalle stragi – da piazza Fontana a piazza della Loggia – e da una conflittualità diffusa e lacerante.

Attraverso fonti archivistiche inedite, l’autore ricostruisce il ruolo cruciale che le Regioni – istituzioni nate solo nel 1970 – seppero svolgere nel rafforzamento della democrazia repubblicana, trasformando le commemorazioni per il trentennale della Liberazione in un atto politico di antifascismo militante e propositivo.

 

Introduzione di Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO). Dialogheranno con l’autore Federico Creatini (Università della Calabria) e Giovanni Brunetti (ISTORECO).

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Sette italiani su dieci si informano usando i reel

(ANSA) - ROMA, 28 APR - Sette italiani su dieci tra quanti usano i social includono anche i reel nell'universo dell'informazione: il 23,6% li considera intrinsecamente superficiali e per il 21,3% sono distrazioni che solo raramente producono conoscenza autentica, ma per il 18,6% sono più...

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Wsj, 'OpenAI non ha centrato obiettivi su ricavi e utenti'

(ANSA) - ROMA, 28 APR - OpenAI non ha centrato i suoi obiettivi recenti in termini di nuovi utenti e ricavi, un asso falso che sta suscitando timori fra alcuni manager dell'azienda sulla capacito' di sostenere le significative spese per i centri dati. Lo riporta il Wall Street Journal citando...

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Dall'Ue nuove misure per Google, IA concorrenti operino su Android

(ANSA) - BRUXELLES, 27 APR - La Commissione Europea ha inviato a Google le proprie conclusioni preliminari nell'ambito del procedimento di definizione delle specifiche avviato il 27 gennaio 2026 ai sensi della legge sui mercati digitali (Dma). Nelle conclusioni si delineano le misure che Google...

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Musk sfida WhatsApp e Telegram e lancia XChat

(ANSA) - MILANO, 27 APR - Nessuna 'everything app', come annunciato da Elon Musk oltre tre anni fa, qualche mese dopo l'acquisto di Twitter, ma vari software separati. Dopo Grok, l'imprenditore ha lanciato anche XChat, un'applicazione dedicata alla messaggistica istantanea basata sulla rete social...

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Videogame, in Italia il mercato vale quasi 2,4 miliardi di euro

(ANSA) - CAGLIARI, 25 APR - In Italia il mercato dei videogiochi vale quasi 2,4 miliardi di euro, con una crescita del 3% rispetto all'anno precedente. Le imprese attive nel settore dello sviluppo hanno superato quota 200 — erano 48 nel 2012 — con un fatturato tra i 180 e i 200 milioni di euro...

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La cinese DeepSeek annuncia il lancio di un nuovo modello di IA

(ANSA) - ROMA, 24 APR - La startup cinese DeepSeek ha lanciato un nuovo modello di intelligenza artificiale, a più di un anno di distanza da quando aveva stupito il mondo con un chatbot a basso costo in grado di eguagliare le capacità dei rivali statunitensi. Il tanto atteso DeepSeek-V4...

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Urban Trekking. Il Novecento di Livorno tra strade e canali

Urban Trekking. Il Novecento di Livorno tra strade e canali

 IL NOVECENTO DI LIVORNO TRA STRADE E CANALI

Tracce di memoria. Simboli di una città del Novecento
Un percorso alla scoperta della storia di Livorno attraverso i luoghi che ne hanno segnato le vicende nel Novecento: dalle lotte politiche del passato alle ricostruzioni del secondo dopoguerra.
 Data: sabato 16 maggio 2026
 Orario: 15.00 – 19.00
PROGRAMMA
• ore 15.00 – Ritrovo in Piazza della Vittoria / Monumento ai Caduti. Prime tappe del trekking a piedi.
• ore 17.00 – Giro dei Fossi di Livorno in battello: alla scoperta dei luoghi della memoria dell’antifascismo e della guerra. Imbarco Fortezza Nuova.
• ore 18.00 – Aperitivo presso Ristorante “Il Covo”, Scali delle Pietre 8.
La partecipazione al trekking con aperitivo è GRATUITA
Posti disponibili: massimo 30 partecipanti
Per iscrizioni entro il 12 maggio scrivere a:

 

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Celebrating the Second Year of Linux Man-Pages Maintenance Sponsorship

Sustaining a Core Part of the Linux Ecosystem

The Linux Foundation has announced a second year of sponsorship for the ongoing maintenance of the Linux manual pages (man-pages) project, led by Alejandro (Alex) Colomar. This critical initiative is made possible through the continued support of Google, Hudson River Trading, and Meta, who have renewed their sponsorship to ensure the long-term health of one of the most fundamental resources in the Linux ecosystem.

Since 2020, Alex Colomar has been the lead maintainer of the man-pages, providing detailed documentation for system calls, library functions, and other core aspects of the Linux API. While Alex initially maintained the project voluntarily, sponsorship beginning in 2024—supported by Google, Hudson River Trading, Meta, and others—has enabled him to dedicate more time and focus to improving the quality, accessibility, and accuracy of the Linux man-pages.

Expanding and Modernizing the Man-Pages

Over the last year, Alex’s work has resulted in major improvements that benefit both developers and maintainers across the Linux ecosystem. Highlights include:

  • Enhanced readability and structure: The SYNOPSIS sections of many pages now include clearer parameter names and array bounds, while large pages such as fcntl(2), futex(2), and keyctl(2) have been refactored into more focused, maintainable units.
  • Build system improvements: Updates make packaging easier for distributions and introduce new diagnostic checks that help identify inconsistencies across pages.
  • New documentation for GCC and Clang attributes: These additions reduce the documentation burden on the LLVM project while helping developers better understand compiler-specific features.
  • Coverage of POSIX.1-2024 and ISO C23 updates: Nearly all recent standard changes have been documented, with more updates in progress.
  • Developer tools and scripts: Utilities such as diffman-git(1), mansect(1), and pdfman(1) help developers compare versions, extract specific sections, and generate printable documentation. Some are now included by default in major Linux distributions.
  • Historical preservation: Documentation now includes guidance for producing PDF books of manual pages and the ongoing project of recreating original Unix manuals to compare modern APIs against historical references.
  • Upstream fixes and contributions: Beyond man-pages, Alex has submitted patches to groff, the Linux kernel, and GCC, and contributed to improving the spatial memory safety of C through the ISO C Committee, including by adding the new _Countof()operator which will continue to evolve in the coming years.

Enabling Sustainability Through Collaboration

The man-pages project continues to be one of the most relied-upon open documentation resources in computing, providing millions of developers with accurate and accessible information directly from the command line. Its continued maintenance is vital to the long-term health of Linux and open source software at large.

The post Celebrating the Second Year of Linux Man-Pages Maintenance Sponsorship appeared first on Linux.com.

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Grazie di tutto: Androidiani.com chiude

Ciao Community,
se stai leggendo queste righe, è perché siamo arrivati al momento che nessuno voleva scrivere: Androidiani.com chiude, sia come blog che come forum.

La nascita

Il 24 Novembre 2008 nasce androidiani.com: un’idea di Sebastiano Montino e Andrea Baccega che credono in Google e Android.

In Italia il primo vero dispositivo Android e’ l’HTC Dream marchiato TIM. I lettori storici si ricorderanno che TIM aveva pero’ rimosso l’intero comparto Google e che, di fatto, il telefono era castrato:  niente Android Market (l’attuale Play Store) e assenza di molte applicazioni che rendevano Android interessante.

Nottate insonni portarono al primo root e firmware partorito da Androidiani.com. Fu probabilmente quello che diede il giusto slancio al sito che nei suoi  17 anni di vita, si è affermato come la piattaforma con la più grande community attiva nel panorama nazionale con circa 700.000 utenti attualmente iscritti al forum, 38.000 articoli pubblicati sul blog e 400.000 visitatori unici al giorno nei suoi momenti di picco.

Sono risultati pazzeschi, e non li ha fatti “un brand”: li ha fatti una community ostinata, curiosa, competente e spesso pure troppo avanti per i tempi.

Lo spirito di androidiani

Il logo in testata del sito racchiude gran parte dello spirito di Androidiani. L’idea era quella di creare un’isola, un miraggio, un luogo in cui appassionati e nerd di Android potessero ritrovarsi per scambiare opinioni, hack o semplicemente chiacchierare.

Mantenendo una gestione estremamente snella, ci è sempre piaciuta l’idea di permettere a chiunque di esprimersi nel forum o di scrivere sul blog. Dopo i primissimi anni, Androidiani aveva raggiunto un equilibrio stabile: noi fondatori intervenivamo sempre più raramente e i contenuti continuavano ad arrivare senza difficoltà.

Lo “spirito di androidiani” ha ben piu che funzionato. Basta dare uno sguardo al forum per rendersi conto dell’enorme archivio di thread, guide, risposte, fix, esperienze, confronti, litigi e paci fatte…

La Trasformazione di Android e di Internet

Mentre Androidiani si trasformava, anche il mondo Android evolveva. Se inizialmente la sua natura open source e fortemente “smanettona” ne rappresentava l’essenza, col tempo il sistema operativo del robottino verde è diventato sempre più stabile, riducendo progressivamente la necessità di interventi invasivi come il root o l’installazione di firmware modificati.

È la fine di un’era perché l’ecosistema Android, quello che ci ha fatto innamorare all’inizio, si è in buona parte… rovinato: si è “normalizzato”, sterilizzato, incastrato in dinamiche dove il divertimento tecnico e il gusto di smanettare contano molto meno di prima.

Nel 2008 i forum rappresentavano il culmine della condivisione della conoscenza. Sopravvivere per 17 anni nel digitale significa attraversare vere e proprie epoche di cambiamento.

Per dare un’idea del contesto, androidiani esisteva prima di WhatsApp, Instagram, Twitch, Tinder o Telegram. Questi servizi, insieme a molti altri, hanno profondamente trasformato il modo in cui i contenuti vengono prodotti, distribuiti e consumati su Internet. Non è quindi difficile comprendere come tutto il cosiddetto “vecchio Internet” si sia progressivamente trovato in difficoltà.

La chiusura

Le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione sono diverse.
Ci assumiamo la nostra parte di responsabilità: in alcuni passaggi storici il progetto avrebbe potuto essere indirizzato meglio.

Allo stesso tempo, la trasformazione di Internet e del panorama Android, unita a una burocrazia tutt’altro che snella, ci ha costretti a interrogarci sul senso stesso della sua prosecuzione.

Tutto rimarrà online: creeremo una versione statica e disponibile ai posteri. Distruggere un archivio digitale così enorme come questo è un crimine all’umanità.

Grazie

In 17 anni hanno contribuito attivamente decine se non centinaia di persone, alle quali va il nostro più sentito ringraziamento. Tra queste vogliamo ricordare in modo particolare:

  • Enrico Andreoli
  • Stefano Volponi
  • Luca Viscito
  • Lorenzo della Morte
  • Francesco Rigamonti
  • Antonio Inuso
  • Alessandro Novara
  • Jacopo
  • iLuke
  • Agnese Carluccio
  • Luciano Gerace
  • Nico Petilli
  • nk02
  • “Array”

A tutti loro va un ringraziamento sincero per la passione e il tempo dedicati. È doveroso ringraziare anche tutti voi… i lettori e gli iscritti al forum, che hanno reso Androidiani un progetto vivo e reale. (se ci siamo dimenticati di te, sì, proprio di te, segnalacelo che ti aggiungiamo, son passati davvero troppi anni)

Un enorme grazie alla community. In tutti questi anni ci avete dato tempo, fiducia, energia e pazienza. Avete commentato, corretto, aiutato perfetti sconosciuti alle 2 di notte, condiviso guide, ROM, kernel, trick, “non mi si accende più”, “bootloop”, “aiuto ho brickato”, e sì: anche flame inutili (ma senza quelli non sarebbe stato un vero forum).

E proprio perché è una chiusura vera, ci teniamo a dirlo bene: GRAZIE. Davvero.

Grazie ancora per aver condiviso questo progetto con noi. Buona vita a tutti/e

Andrea e Sebastiano

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come trasferire un dominio

✇unit
di: Unit

Come trasferire un dominio

  • Controlla che tuo nome e contatto corrispondano su Registrar-1 e Registrar-2.
  • Registrar-1: Remove domain lock (deve esistere da +60 giorni).
  • Registrar-1: Ottieni il codice di trasferimento (auth-code o anche codice EPP).
  • Registrar-2: Avvia e paga la procedura di trasferimento. (eventualmente spunta il mantenimento della zona) - Aspetta …
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Gemini 3 è ufficiale: tutte le novità del modello più intelligente di Google tra AGI e agenti AI

A quasi due anni dall’introduzione della famiglia Gemini, Google entra in una nuova fase del suo percorso nell’intelligenza artificiale con il debutto di Gemini 3.

Nel corso degli anni, ogni generazione di Gemini ha ampliato le capacità del modello precedente, fino ad arrivare oggi a un punto di svolta con Gemini 3, progettato per combinare tutte le funzioni della piattaforma in un modello più intelligente, più naturale da guidare e soprattutto più capace nel ragionamento avanzato.

Le novità principali riguardano la capacità di Gemini 3 di cogliere sfumature, intenti e indizi sottili nelle richieste dell’utente. Il modello è stato progettato per comprendere meglio il contesto, riducendo la necessità di prompt complessi e interazioni ripetitive e Google sottolinea come, in soli due anni, l’AI sia passata dal semplice riconoscimento di testi e immagini alla comprensione dell’ambiente circostante, con un livello di percezione molto più vicino a quello umano.

Gemini 3 debutta fin da subito in prodotti come AI Mode nella Ricerca, che introduce risultati dinamici e visualizzazioni più interattive generate al volo, e nell’app Gemini, ora potenziata dal modello di nuova generazione. Parallelamente, sviluppatori e aziende possono iniziare a utilizzarlo in AI Studio, Vertex AI e nella nuova piattaforma Google Antigravity, pensata per il paradigma degli agenti AI.

Le novità tecniche: Pro, Deep Think e i benchmark

Gemini 3 rappresenta un passo significativo verso l’AGI (Artificial General Intelligence) grazie alla sua capacità di ragionare, pianificare e interagire in modo coerente attraverso più modalità: testo, immagini, video, audio e codice.

Sul fronte dei benchmark, Gemini 3 Pro registra risultati superiori rispetto a Gemini 2.5 Pro in ogni categoria. Tra i punteggi più rilevanti troviamo:

  • 1501 Elo su LMArena, primo al mondo

  • 91,9% in GPQA Diamond

  • 23,4% in MathArena Apex, nuovo stato dell’arte

  • 81% su MMMU-Pro e 87,6% su Video-MMMU per il ragionamento multimodale

  • 72,1% su SimpleQA Verified, con un miglioramento sostanziale nell’accuratezza dei fatti

Le risposte risultano più concise, meno ridondanti e più orientate a un ragionamento autentico, un approccio che Google descrive come la volontà di dire ciò che serve sapere, non ciò che l’utente vuole sentirsi dire.

Accanto al modello principale, Google introduce anche Gemini 3 Deep Think, una modalità progettata per spingere ulteriormente il ragionamento complesso. Nei test interni supera perfino Gemini 3 Pro, con risultati come:

  • 41% in Humanity’s Last Exam

  • 93,8% in GPQA Diamond

  • 45,1% in ARC-AGI, ad oggi uno dei punteggi più alti mai registrati

Questa modalità, dedicata alle attività più difficili, sarà resa disponibile inizialmente ai tester di sicurezza e successivamente agli abbonati Google AI Ultra.

Un assistente per imparare, creare e programmare

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova generazione è la capacità di Gemini 3 di aiutare l’utente a imparare in modo personalizzato. Il modello può sintetizzare informazioni provenienti da fonti diverse, come documenti manoscritti, video didattici o articoli scientifici, trasformandole in flashcard, visualizzazioni, spiegazioni guidate o interi percorsi di studio.

L’integrazione con la Ricerca Google consente ora di generare layout interattivi, simulazioni e contenuti dinamici direttamente dalla query, sfruttando la multimodalità nativa del modello.

Sul fronte dello sviluppo, Gemini 3 si conferma come uno dei modelli più potenti per il vibe coding e la programmazione agentica superando i precedenti record su benchmark come WebDev Arena e SWE-bench Verified e supporta nuovi ambienti di sviluppo come Google Antigravity, una piattaforma che trasforma l’AI da semplice assistente a vero co-sviluppatore.

Gli agenti di Antigravity possono accedere direttamente all’editor, al terminale e al browser, pianificando e realizzando interi flussi software in autonomia, convalidando il codice durante il processo. Il sistema è integrato anche con Gemini 2.5 Computer Use per il controllo del browser e con il modello di editing visivo Nano Banana.

Rispetto ai modelli precedenti, Gemini 3 migliora anche la capacità di pianificare attività complesse in più passaggi. Il modello guida ora workflow di lungo periodo in modo più coerente, come dimostrato dai risultati su Vending-Bench 2, benchmark dedicato alla pianificazione a orizzonte esteso.

Questo permette a Gemini 3 di gestire autonomamente operazioni come la pulizia della casella Gmail, l’organizzazione di itinerari di viaggio o la coordinazione di attività multi-step, sempre con supervisione dell’utente.

Google afferma inoltre che Gemini 3 è il modello più sicuro mai realizzato dall’azienda, grazie a un numero record di valutazioni interne ed esterne. Il modello riduce l’inclinazione a seguire ciecamente richieste rischiose e presenta maggiore resistenza alle tecniche di prompt injection e agli abusi tramite strumenti informatici.

Diverse organizzazioni indipendenti — tra cui Apollo, Vaultis e Dreadnode — hanno condotto test autonomi, mentre enti pubblici come l’AISI britannica hanno partecipato alle verifiche preliminari.

Disponibilità 

A partire da oggi, Gemini 3 è disponibile da ora nell’app Gemini, per gli abbonati AI Pro e AI Ultra in AI Mode nella Ricerca, per gli sviluppatori tramite API Gemini, AI Studio, Google Antigravity e Gemini CLI e per le aziende tramite Vertex AI e Gemini Enterprise

La modalità Deep Think, dopo i test di sicurezza, sarà disponibile nelle prossime settimane agli abbonati Ultra.

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vivo X300 e X300 Pro arrivano in Italia: fotografia professionale anche su smartphone

Dopo la presentazione a Vianna, vivo porta ufficialmente in Italia la nuova serie flagship X300, composta da X300 e X300 Pro. Il lancio è accompagnato da due giornate di workshop organizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF), dedicate al mondo dell’imaging mobile e rivolte a professionisti e appassionati del settore.

Durante le due Masterclass, i partecipanti hanno potuto sperimentare da vicino le nuove tecnologie fotografiche sviluppate da vivo insieme a ZEISS, marchio storico nel settore ottico. I workshop hanno offerto sessioni teoriche e pratiche, con set fotografici allestiti ad hoc per mettere alla prova le capacità del comparto fotografico della serie X300.

La novità più importante è la fotocamera Teleobiettivo APO ZEISS da 200 MP, disponibile su vivo X300 Pro. È la prima volta che la tecnologia APO ZEISS, tipica delle lenti professionali per fotografia naturalistica o astronomica, viene integrata su uno smartphone.

Grazie a una miniaturizzazione ingegneristica avanzata, vivo è riuscita a mantenere gli standard ottici APO in un modulo compatto, eliminando le aberrazioni cromatiche e garantendo scatti nitidi, definiti e fedeli nei colori anche in condizioni di luce difficili.

Per arricchire ulteriormente l’esperienza fotografica, vivo X300 Pro è compatibile con due accessori dedicati: il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x, che amplia le possibilità creative garantendo un bokeh naturale e una resa più dettagliata, e l’Imaging Grip Kit, pensato per offrire una presa più stabile e un controllo manuale più preciso durante gli scatti professionali.

le principali novità

La serie X300 introduce anche una fotocamera frontale Ultra Wide-Angle ZEISS da 50 MP con Auto Focus, che insieme all’algoritmo proprietario vivo Portrait Engine promette ritratti ad alta risoluzione e scatti nitidi da qualsiasi distanza.

Le modalità fotografiche si arricchiscono con funzioni come ZEISS Natural Portrait, che punta a restituire toni della pelle realistici e sfumature delicate; Night Portrait, ottimizzata per scatti notturni più luminosi e definiti; e Portrait Snapshot, che migliora la resa a tutte le lunghezze focali.
Sul fronte video, la serie vivo X300 mira a raggiungere un livello tecnico di fascia professionale: entrambi i modelli supportano la registrazione 4K a 120 fps, mentre X300 Pro introduce video Dolby Vision e registrazione Log 4K a 10 bit, portando un look cinematografico anche sui contenuti girati da smartphone. I video ritratto 4K a 60 fps, con stabilizzazione avanzata e resa cromatica naturale, rendono X300 Pro un dispositivo ideale anche per i creator e i vlogger.

Con il nuovo AI Image Studio, vivo punta a semplificare l’esperienza di scatto grazie a strumenti intelligenti. L’AI One-Shot Multi-ritaglio genera automaticamente diverse composizioni fotografiche di una stessa immagine, mentre AI Landscape Master riconosce le condizioni atmosferiche e ottimizza i parametri per migliorare la resa dei paesaggi o applicare stili creativi.

Sotto il profilo tecnico, vivo X300 Pro è equipaggiato con un display AMOLED LTPO da 6,78 pollici con risoluzione QHD+, refresh rate dinamico fino a 120 Hz e luminosità di picco superiore a 3000 nit, ideale per una visione ottimale anche sotto luce diretta. A muovere il dispositivo c’è il chipset Snapdragon 8 Gen 3, accompagnato da 16 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di memoria interna UFS 4.0, per prestazioni di fascia premium. La batteria da 5400 mAh supporta la ricarica rapida da 90W, garantendo tempi di ricarica estremamente ridotti.

Il più “compatto” vivo X300 condivide buona parte delle caratteristiche del fratello maggiore, ma adotta un display AMOLED da 6,78 pollici Full HD+ sempre a 120 Hz e lo stesso livello di luminosità di picco. È alimentato dal chip Dimensity 9300+, realizzato da MediaTek, e mantiene 16 GB di RAM e 512 GB di storage UFS 4.0. Anche in questo caso la batteria è da 5400 mAh con supporto alla ricarica rapida da 90W. Entrambi i modelli integrano un sistema di raffreddamento a camera di vapore, audio stereo potenziato e un set completo di sensori di ultima generazione, tra cui lettore d’impronte ultrasonico sotto il display e sensori di luce ambientale a doppio canale.

il software: OriginOS 6

Insieme alla serie X300, arriva sul mercato italiano il nuovo OriginOS 6, basato su Ultra-core Computing, Memory Fusion e Dual Rendering. L’interfaccia offre un’esperienza più fluida, con design moderno e funzioni intelligenti per la produttività quotidiana.

L’interfaccia Origin Design introduce un linguaggio visivo rinnovato e animazioni più dinamiche, mentre Origin Island rende la navigazione più intuitiva grazie a suggerimenti contestuali e funzioni adattive. Con vivo Office Kit, gli utenti possono collegare il telefono al PC e utilizzare lo schermo del computer come estensione del dispositivo. Il sistema include inoltre strumenti basati su intelligenza artificiale come AI Creation, per riscrittura e traduzione dei testi, e l’integrazione con Google Gemini per un’assistenza avanzata su più dispositivi.

Per la sicurezza, vivo Security centralizza le funzioni di protezione e privacy in un framework unificato, rendendo più semplice il controllo dei dati personali.

Prezzi e disponibilità

La serie vivo X300 è già disponibile in Italia con le seguenti configurazioni:

  • vivo X300 (16 GB + 512 GB): 1.099 €

  • vivo X300 Pro (16 GB + 512 GB): 1.399 €

Entrambi i modelli sono acquistabili anche in bundle con caricabatterie da 90W e cuffie wireless TWS 3e, con sconti dedicati su accessori come il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x e l’Imaging Grip Kit.

Sono previste promozioni esclusive con MediaWorld, Euronics e WINDTRE, inclusa la possibilità di acquisto a rate a tasso zero e offerte tariffarie dedicate con GIGA illimitati in 5G.

Infine, vivo offre un anno di garanzia estesa, cinque anni di copertura sulla batteria e una riparazione gratuita del display per i modelli X300 Pro acquistati entro il 4 gennaio 2026 tramite i canali ufficiali.

Scheda tecnica

vivo X300

  • Display: AMOLED 6,78” Full HD+ (2800×1260), refresh rate 120 Hz, luminosità di picco 3000 nit

  • Processore: MediaTek Dimensity 9300+

  • RAM: 16 GB LPDDR5X

  • Memoria interna: 512 GB UFS 4.0

  • Fotocamere posteriori:

    • Principale ZEISS 200 MP (sensore Ultra-Sensing HPB, OIS CIPA 4.5)

    • Ultra-wide 50 MP

    • Teleobiettivo 50 MP

  • Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus

  • Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W

  • Audio: stereo, Hi-Res

  • Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15

  • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C

  • Altro: lettore d’impronte ultrasonico sotto il display, IP68

vivo X300 Pro

  • Display: AMOLED LTPO 6,78” QHD+ (3200×1440), refresh rate variabile 1–120 Hz, luminosità 3000 nit

  • Processore: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3

  • RAM: 16 GB LPDDR5X

  • Memoria interna: 512 GB UFS 4.0

  • Fotocamere posteriori:

    • Principale ZEISS Gimbal-Grade 50 MP

    • Teleobiettivo APO ZEISS 200 MP (OIS, 2,35x ottico)

    • Ultra-wide 50 MP

  • Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus

  • Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W

  • Video: fino a 4K 120 fps, Dolby Vision, Log 10-bit

  • Audio: stereo, Hi-Res, supporto Dolby Atmos

  • Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15

  • Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C

  • Altro: lettore d’impronte ultrasonico, IP68, supporto Imaging Grip Kit e Kit Teleobiettivo ZEISS

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Nova Launcher è tornato con un secondo aggiornamento inaspettato

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.

Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:

Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.
NovaLauncher

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.

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Google Maps riceverà presto nuove funzioni di intelligenza artificiale

Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.

Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.

Gemini Gemini

Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.

Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.

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Google esplora il caos quantistico sul suo più potente chip per computer quantistici

Gli "echi quantistici" che attraversano il chip Willow del computer quantistico di Google, pur in un clima di cautela da parte di alcuni osservatori, potrebbero avvicinare i ricercatori alla realizzazione di calcolatori in grado di superare le prestazioni dei computer classici....

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Google porta in Italia AI Mode, la ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale

Da oggi AI Mode, la modalità di Ricerca Google basata su intelligenza artificiale, è disponibile in 36 nuove lingue, tra cui l’italiano, e in quasi 50 nuovi Paesi e territori, per un totale di oltre 200 aree coperte in tutto il mondo. L’espansione include gran parte dell’Europa e segna il debutto ufficiale di questa funzione anche in Italia, sia nella pagina dei risultati di ricerca sia nell’app Google per Android e iOS.

AI Mode rappresenta la forma più avanzata di ricerca mai proposta da Google: una modalità progettata per gestire domande complesse, articolate e multidimensionali, grazie a una versione personalizzata dei modelli Gemini ottimizzati per la Ricerca.

Rispetto alla ricerca tradizionale, AI Mode consente di formulare richieste più lunghe e dettagliate, che in passato avrebbero richiesto più interrogazioni separate. Gli utenti che l’hanno provata per primi, spiega Google, tendono a porre query due o tre volte più estese rispetto alla media.

Un esempio pratico? È possibile chiedere:

“Vorrei capire i diversi metodi di preparazione del caffè. Crea una tabella che confronti gusto, facilità d’uso e attrezzatura necessaria.”
A questo punto, l’utente può continuare con una seconda domanda, ad esempio:
“Qual è la macinatura migliore per ciascun metodo?”

Dietro le quinte, AI Mode sfrutta una tecnologia definita query fan-out, che scompone la domanda in sottotemi ed esegue ricerche parallele per ciascuno. In questo modo, la piattaforma è in grado di esplorare il web più in profondità e proporre contenuti più ricchi, pertinenti e aggiornati.

Un altro aspetto distintivo di AI Mode è la multimodalità: l’utente può porre domande non solo tramite testo, ma anche con la voce o con un’immagine.
Basta toccare l’icona del microfono per chiedere qualcosa a voce, oppure scattare o caricare una foto per ottenere informazioni visive contestuali — una funzione utile, ad esempio, per riconoscere oggetti, prodotti o monumenti.

Nonostante la crescente integrazione dell’IA, Google ribadisce che l’obiettivo di AI Mode resta quello di facilitare la scoperta di contenuti provenienti dal web, fornendo sempre link diretti alle fonti.

Secondo l’azienda, strumenti come AI Overview (la panoramica automatica di risultati basata su IA) stanno già mostrando che, dopo aver visualizzato i suggerimenti dell’IA, le persone visitano una varietà più ampia di siti web e trattano i contenuti con maggiore attenzione, trascorrendo più tempo sulle pagine visitate.

AI Mode si basa inoltre sugli stessi sistemi di ranking e qualità usati per la Ricerca classica, ma introduce nuovi approcci per valutare l’affidabilità delle informazioni. Quando il sistema non è sufficientemente sicuro della risposta, vengono mostrati i risultati web tradizionali, garantendo trasparenza e controllo.

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WhatsApp si sta preparando a introdurre gli username come Telegram e Signal

WhatsApp continua a espandere e rinnovare le proprie funzionalità per mantenere la piattaforma competitiva nel panorama delle app di messaggistica istantanea. Tradizionalmente, l’app si è sempre basata sul numero di telefono per identificare e collegare gli account, ma questa impostazione potrebbe presto cambiare: nei più recenti aggiornamenti beta, infatti, è comparsa un’opzione per la prenotazione dei nomi utente (username).

L’introduzione di questa funzione avvicinerebbe WhatsApp a concorrenti come Telegram e Signal, che da tempo offrono la possibilità di comunicare senza condividere il proprio numero di telefono, semplicemente tramite un identificatore univoco.

La novità è stata individuata nella versione 2.25.28.12 della beta di WhatsApp per Android, dove tra le impostazioni è comparsa una nuova sezione dedicata proprio alla prenotazione del nome utente. Questo suggerisce che l’azienda stia preparando il terreno per un lancio pubblico della funzione, permettendo agli utenti di scegliere e registrare in anticipo il proprio username.

Questa fase preliminare servirebbe a garantire equità nella distribuzione dei nomi, evitando che gli utenti più rapidi possano accaparrarsi i nomi più popolari o riconoscibili prima dell’attivazione ufficiale. Inoltre, consentirebbe a Meta di testare il sistema su larga scala, verificandone stabilità e sicurezza.

Oltre a rappresentare un’evoluzione tecnica, l’introduzione dei nomi utente ha anche implicazioni importanti in termini di privacy. Attualmente, per contattare qualcuno su WhatsApp è necessario conoscere il suo numero di telefono, il che può essere percepito come un’informazione piuttosto sensibile. Con l’arrivo degli username, invece, sarà possibile interagire con altri utenti senza rivelare il proprio numero personale, aumentando la riservatezza nelle conversazioni, in particolare con nuovi contatti o in contesti pubblici.

Regole per la scelta del nome utente

Secondo le informazioni contenute nella versione beta, WhatsApp ha già stabilito alcune linee guida tecniche per la creazione degli username:

  • Il nome non può iniziare con “www.”

  • Deve contenere almeno una lettera

  • Sono ammessi solo caratteri minuscoli, numeri (0-9), punti e trattini bassi

  • Spazi o caratteri speciali non sono consentiti

Queste restrizioni mirano a garantire uniformità e compatibilità tra le diverse piattaforme e dispositivi, oltre a prevenire abusi o tentativi di phishing legati all’uso di nomi simili a domini web o marchi noti.

Al momento non è stato comunicato un calendario ufficiale per l’implementazione pubblica della funzione. Tuttavia, la presenza dell’opzione di prenotazione nella beta suggerisce che lo sviluppo sia già in una fase avanzata e che il rollout potrebbe iniziare nei prossimi mesi.

Come di consueto, WhatsApp procederà con un rilascio graduale, così da poter monitorare il comportamento del sistema, correggere eventuali bug e ottimizzare la gestione dei nomi duplicati o delle collisioni di username.

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OnePlus conferma la data di lancio di OxygenOS 16 basata su Android 16

Android 16 è disponibile già da tempo per gli utenti Pixel e, più recentemente, per alcuni dispositivi Samsung, Motorola e Sony. A brevissimo si aggiungerà alla lista anche OnePlus, che ha annunciato ufficialmente la disponibilità di OxygenOS 16 a partire dal 16 ottobre 2025.

La nuova versione del sistema, basata su Android 16, porta con sé il motto “Intelligently Yours”, che sembra alludere all’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale all’interno dell’esperienza utente. Un indizio arriva dalla conferma che Gemini, l’assistente AI di Google, sarà parte integrante della funzione Mind Space. Quest’ultima rappresenta un ambiente personale dove raccogliere appunti, articoli, screenshot e altri contenuti: grazie a Gemini, sarà possibile non solo recuperarli con facilità, ma anche elaborarli in maniera proattiva.

Un esempio mostrato da OnePlus riguarda proprio la pianificazione di un viaggio: un semplice comando a Gemini consente all’assistente di attingere alle informazioni già salvate in Mind Space e trasformarle in un piano organizzato, senza bisogno di richieste puntuali e frammentate.

Al momento, oltre alla data e a questa anticipazione sulle funzionalità AI, non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali. Sarà quindi necessario attendere il 16 ottobre per capire meglio quali dispositivi riceveranno l’aggiornamento e in quali tempi, con la speranza che il rollout sia rapido e ampio, evitando le lunghe attese che spesso caratterizzano il mondo Android.

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Samsung rifinisce One UI 8.5: icone, app e menu più curati nell’ultima build

Lo sviluppo di One UI 8.5 sta procedendo rapidamente, con i primi firmware trapelati che hanno già svelato diverse novità in arrivo sui dispositivi Galaxy. Dopo la prima build non definitiva, che presentava elementi grafici incompleti e qualche imperfezione, è ora disponibile un nuovo firmware che mostra ulteriori affinamenti dell’interfaccia e diverse migliorie.

La prima versione trapelata di One UI 8.5 mostrava icone non rifinite e dettagli grafici provvisori. Nella nuova build, Samsung ha già corretto alcuni di questi aspetti. Ad esempio, i pulsanti della lista widget nel pannello rapido, che inizialmente risultavano poco curati, ora presentano un aspetto coerente con il resto dell’interfaccia.

Oltre ai ritocchi estetici, il nuovo firmware introduce diversi cambiamenti funzionali e stilistici:

  • Digital Wellbeing ha ricevuto un piccolo restyling, con pulsanti più grandi che ne semplificano l’utilizzo.

  • Nella schermata di personalizzazione della lockscreen, toccando l’icona di un’app nei collegamenti rapidi si apre un pop-up con l’intera lista delle app disponibili.

  • L’app Telefono utilizza ora una barra inferiore composta solo da icone. Nella nuova build questa barra si estende per tutta la larghezza dello schermo, anche se i pulsanti effettivi restano concentrati al centro.

  • L’app Meteo segue l’approccio di Impostazioni, spostando la barra di ricerca in basso quando si attiva la funzione di ricerca. Inoltre, il nome della località viene messo in evidenza con un riquadro nella parte alta dello schermo.

  • Nel menu di modifica foto con Galaxy AI presente in Galleria, la grafica è stata aggiornata, mentre la barra di navigazione inferiore mostra ora tutte le schede disponibili senza richiedere lo scorrimento laterale.

  • In app come Meteo, Impostazioni e Galleria compare un effetto gradiente nella parte superiore e inferiore della schermata: un accorgimento che anticipa visivamente l’elemento successivo quando si scorre.

  • Il menu del registratore dello schermo è stato ridisegnato con pulsanti più grandi e icone dedicate che chiariscono la funzione di ogni opzione.

Va ricordato che One UI 8.5 è ancora in una fase di sviluppo iniziale. Le modifiche viste in questi firmware trapelati rappresentano soltanto una parte delle novità che Samsung introdurrà con la release finale. Come spesso accade, ulteriori cambiamenti potrebbero arrivare nelle prossime build interne, con affinamenti sia grafici che funzionali.

Samsung non ha ancora annunciato una data precisa per il debutto di One UI 8.5, ma è probabile che il rollout inizi in concomitanza con i prossimi top di gamma della serie Galaxy S26, per poi estendersi gradualmente anche ad altri modelli.

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Questa novità della One UI 8.5 proviene direttamente dall’era Touchwiz di Samsung

Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.

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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.

One UI One UI

Questa modifica è in linea con i recenti  aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.

In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.

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La schermata iniziale di Gemini potrebbe ricevere un restyling

Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.

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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.

I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.

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Linee guida RRP Rete Radio Prepper

Buongiorno a tutti, come annunciato nei giorni precedenti RRP si rinnova e abbandona le segnalazioni online.

RRP continuerà la sua attività ma sarà incentrata su tematiche più radiotecniche e meno social.

Una rete nata per dare supporto amatoriale in caso di necessità non può appoggiarsi a internet, oggi più che mai sentiamo la necessità di avvicinarci alla classica comunicazione via etere.

Qui di seguito troverete le linee guida per le comunicazioni, potete scaricarle, stamparle e volendo plastificare per renderlo impermeabile.

Ricordiamo inoltre il nostro gruppo per le vostre segnalazioni sul territorio su Telegram all’indirizzo: http://t.me/reteradio

e il nostro gruppo Gestione emergenze all’indirizzo http://t.me/prepper_italia

Grazie a tutti.

RETE_RADIO_PREPPER_RRP-Linee_guida_comunicazioni

 

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Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"

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di: Unit

Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"

Unit hacklab Milano si unisce alle voci che si alzano contro la militarizzazione dell'industria marittima. SeaFuture, nata come mostra di tecnologie nautiche civili, negli ultimi anni è stata trasformata in una vetrina per le tecnologie di guerra e di morte.

Solidarietà a Riconvertiamo SeaFuture per la …

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How to Deploy Lightweight Language Models on Embedded Linux with LiteLLM

This article was contributed by Vedrana Vidulin, Head of Responsible AI Unit at Intellias (LinkedIn).

As AI becomes central to smart devices, embedded systems, and edge computing, the ability to run language models locally — without relying on the cloud — is essential. Whether it’s for reducing latency, improving data privacy, or enabling offline functionality, local AI inference opens up new opportunities across industries. LiteLLM offers a practical solution for bringing large language models to resource-constrained devices, bridging the gap between powerful AI tools and the limitations of embedded hardware.

Deploying LiteLLM, an open source LLM gateway, on embedded Linux unlocks the ability to run lightweight AI models in resource-constrained environments. Acting as a flexible proxy server, LiteLLM provides a unified API interface that accepts OpenAI-style requests — allowing you to interact with local or remote models using a consistent developer-friendly format. This guide walks you through everything from installation to performance tuning, helping you build a reliable, lightweight AI system on embedded Linux distribution.

Setup checklist

Before you start, here’s what’s required:

  • A device running a Linux-based operating system (Debian) with sufficient computational resources to handle LLM operations.​
  • Python 3.7 or higher installed on the device.​
  • Access to the internet for downloading necessary packages and models.

Step-by-Step Installation

Step 1: Install LiteLLM

First, we make sure the device is up to date and ready for installation. Then we install LiteLLM in a clean and safe environment.

Update the package lists to ensure access to the latest software versions:

sudo apt-get update

Check if pip (Python Package Installer) is installed:

pip –version

If not, install it using:

sudo apt-get install python3-pip

It is recommended to use a virtual environment. Check if venv is installed:

dpkg -s python3-venv | grep “Status: install ok installed”

If venv is intalled the output would be “Status: install ok installed”. If not installed:

sudo apt install python3-venv -y

Create and activate virtual environment:

python3 -m venv litellm_envsource litellm_env/bin/activate

Use pip to install LiteLLM along with its proxy server component:

pip install ‘litellm[proxy]’

Use LiteLLM within this environment. To deactivate the virtual environment type deactivate.

Step 2: Configure LiteLLM

With LiteLLM installed, the next step is to define how it should operate. This is done through a configuration file, which specifies the language models to be used and the endpoints through which they’ll be served.

Navigate to a suitable directory and create a configuration file named config.yaml:

mkdir ~/litellm_configcd ~/litellm_confignano config.yaml

In config.yaml specify the models you intend to use. For example, to configure LiteLLM to interface with a model served by Ollama:

model_list:   model_name: codegemma litellm_params:   model: ollama/codegemma:2b   api_base: http://localhost:11434

This configuration maps the model name codegemma to the codegemma:2b model served by Ollama at http://localhost:11434.

Step 3: Serve models with Ollama

To run your AI model locally, you’ll use a tool called Ollama. It’s designed specifically for hosting large language models (LLMs) directly on your device — without relying on cloud services.

To get started, install Ollama using the following command:

curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | sh

This command downloads and runs the official installation script, which automatically starts the Ollama server.

Once installed, you’re ready to load the AI model you want to use. In this example, we’ll pull a compact model called codegemma:2b.

ollama pull codegemma:2b

After the model is downloaded, the Ollama server will begin listening for requests — ready to generate responses from your local setup.

Step 4: Launch the LiteLLM proxy server

With both the model and configuration ready, it’s time to start the LiteLLM proxy server — the component that makes your local AI model accessible to applications.

To launch the server, use the command below:

litellm –config ~/litellm_config/config.yaml

The proxy server will initialize and expose endpoints defined in your configuration, allowing applications to interact with the specified models through a consistent API.

Step 5: Test the deployment

Let’s confirm if everything works as expected. Write a simple Python script that sends a test request to the LiteLLM server and save it as test_script.py:

import openai client = openai.OpenAI(api_key=“anything”, base_url=http://localhost:4000“)response = client.chat.completions.create(    model=“codegemma”,    messages=[{“role”: “user”, “content”: “Write me a Python function to calculate the nth Fibonacci number.”}])print(response) 

Finally, run the script using this command:

python3 ./test_script.py

If the setup is correct, you’ll receive a response from the local model — confirming that LiteLLM is up and running.

Optimize LiteLLM performance on embedded devices

To ensure fast, reliable performance on embedded systems, it’s important to choose the right language model and adjust LiteLLM’s settings to match your device’s limitations.

Choosing the Right Language Model

Not every AI model is built for devices with limited resources — some are just too heavy. That’s why it’s crucial to go with compact, optimized models designed specifically for such environments:​

  • DistilBERT – a distilled version of BERT, retaining over 95% of BERT’s performance with 66 million parameters. It’s suitable for tasks like text classification, sentiment analysis, and named entity recognition.
  • TinyBERT – with approximately 14.5 million parameters, TinyBERT is designed for mobile and edge devices, excelling in tasks such as question answering and sentiment classification.
  • MobileBERT – optimized for on-device computations, MobileBERT has 25 million parameters and achieves nearly 99% of BERT’s accuracy. It’s ideal for mobile applications requiring real-time processing.
  • TinyLlama – a compact model with approximately 1.1 billion parameters, TinyLlama balances capability and efficiency, making it suitable for real-time natural language processing in resource-constrained environments.
  • MiniLM – a compact transformer model with approximately 33 million parameters, MiniLM is effective for tasks like semantic similarity and question answering, particularly in scenarios requiring rapid processing on limited hardware.

Selecting a model that fits your setup isn’t just about saving space — it’s about ensuring smooth performance, fast responses, and efficient use of your device’s limited resources.

Configure settings for better performance

A few small adjustments can go a long way when you’re working with limited hardware. By fine-tuning key LiteLLM settings, you can boost performance and keep things running smoothly.

Restrict the number of tokens

Shorter responses mean faster results. Limiting the maximum number of tokens in response can reduce memory and computational load. In LiteLLM, this can be achieved by setting the max_tokens parameter when making API calls. For example:​

import openai client = openai.OpenAI(api_key=“anything”, base_url=http://localhost:4000“)response = client.chat.completions.create(    model=“codegemma”,    messages=[{“role”: “user”, “content”: “Write me a Python function to calculate the nth Fibonacci number.”}],    max_tokens=500 # Limits the response to 500 tokens)print(response) 

Adjusting max_tokens helps keep replies concise and reduces the load on your device.
Managing simultaneous requests

If too many requests hit the server at once, even the best-optimized model can get bogged down. That’s why LiteLLM includes an option to limit how many queries it processes at the same time. For instance, you can restrict LiteLLM to handle up to 5 concurrent requests by setting max_parallel_requests as follows:

litellm –config ~/litellm_config/config.yaml –num_requests 5

This setting helps distribute the load evenly and ensures your device stays stable — even during periods of high demand.
A Few More Smart Moves

Before going live with your setup, here are two additional best practices worth considering:

  • Secure your setup – implement appropriate security measures, such as firewalls and authentication mechanisms, to protect the server from unauthorized access.
  • Monitor performance – use LiteLLM’s logging capabilities to track usage, performance, and potential issues.

LiteLLM makes it possible to run language models locally, even on low-resource devices. By acting as a lightweight proxy with a unified API, it simplifies integration while reducing overhead. With the right setup and lightweight models, you can deploy responsive, efficient AI solutions on embedded systems — whether for a prototype or a production-ready solution.

Summary 

Running LLMs on embedded devices doesn’t necessarily require heavy infrastructure or proprietary services. LiteLLM offers a streamlined, open-source solution for deploying language models with ease, flexibility, and performance — even on devices with limited resources. With the right model and configuration, you can power real-time AI features at the edge, supporting everything from smart assistants to secure local processing.

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  • This article was written by Vedrana Vidulin, Head of Responsible AI Unit at Intellias. Connect with Vedrana through her LinkedIn page

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Automating Compliance Management with UTMStack’s Open Source SIEM & XDR

Achieving and maintaining compliance with regulatory frameworks can be challenging for many organizations. Managing security controls manually often leads to excessive use of time and resources, leaving less available for strategic initiatives and business growth.

Standards such as CMMC, HIPAA, PCI DSS, SOC2 and GDPR demand ongoing monitoring, detailed documentation, and rigorous evidence collection. Solutions like UTMStack, an open source Security Information and Event Management (SIEM) and Extended Detection and Response (XDR) solution, streamlines this complex task by leveraging its built-in log centralization, correlation, and automated compliance evaluation capabilities. This article explores how UTMStack simplifies compliance management by automating assessments, continuous monitoring, and reporting.

Understanding Compliance Automation with UTMStack

UTMStack inherently centralizes logs from various organizational systems, placing it in an ideal position to dynamically assess compliance controls. By continuously processing real-time data, UTMStack automatically evaluates compliance with critical controls. For instance, encryption usage, implementation of two-factor authentication (2FA) and user activity auditing among many others can be evaluated automatically.

Figure 1: Automated evaluation of Compliance framework controls.

Example Compliance Control Evaluations:

  • Encryption Enforcement: UTMStack continuously monitors logs to identify instances where encryption is mandatory (e.g., data in transit or at rest). It evaluates real-time compliance status by checking log events to confirm whether encryption protocols such as TLS are actively enforced and alerts administrators upon detection of potential non-compliance. The following event, for example would trigger an encryption control failure:

    “message”: [{“The certificate received from the remote server was issued by an untrusted certificate authority. Because of this, none of the data contained in the certificate can be validated. The TLS connection request has failed. The attached data contains the server certificate”.}]
  • Two-Factor Authentication (2FA): By aggregating authentication logs, UTMStack detects whether 2FA policies are consistently enforced across the enterprise. Compliance is assessed in real-time, and automated alerts are generated if deviations occur, allowing immediate remediation. Taking Office365 as an example, the following log would confirm the use of 2FA in a given use authentication attempt:

    ’’authenticationDetails": [
    {

    "authenticationStepDateTime": "2025-04-29T08:15:45Z",
    "authenticationMethod": "Microsoft Authenticator",
    "authenticationMethodDetail": "Push Notification", "succeeded": true,
    "authenticationStepResultDetail": "MFA requirement satisfied"
    }’’
  • User Activity Auditing: UTMStack processes comprehensive activity logs from applications and systems, enabling continuous auditing of user  and devices actions. This includes monitoring privileged account usage, data access patterns, and identifying anomalous behavior indicative of compliance risks. This is a native function of UTMSatck and automatically checks the control if the required integrations are configured.

No-Code Compliance Automation Builder

One of UTMStack’s standout features is its intuitive, no-code compliance automation builder. Organizations can easily create custom compliance assessments and automated monitoring workflows tailored to their unique regulatory requirements without any programming experience. This flexibility empowers compliance teams to build bespoke compliance frameworks rapidly that update themselves and send reports on a schedule.

Figure 2: Compliance Framework Builder with drag and drop functionality.

Creating Custom Compliance Checks

UTMStack’s no-code interface allows users to:

  • Define custom compliance control logic visually.
  • Establish automated real-time monitoring of specific compliance conditions.
  • Generate and schedule tailored compliance reports.

This approach significantly reduces the administrative overhead, enabling compliance teams to respond swiftly to evolving regulatory demands.

Unified Compliance Management and Integration

Beyond automation, UTMStack serves as a centralized compliance dashboard, where controls fulfilled externally can be manually declared compliant within the platform. This unified “pane of glass” ensures that all compliance assessments—automated and manual—are consolidated into one comprehensive view, greatly simplifying compliance audits.

Moreover, UTMStack offers robust API capabilities, facilitating easy integration with existing Governance, Risk, and Compliance (GRC) tools, allowing seamless data exchange and further enhancing compliance management.

Sample Use Case: CMMC Automation

For CMMC compliance, organizations must demonstrate rigorous data security, availability, processing integrity, confidentiality, and privacy practices. UTMStack automatically evaluates controls related to these areas by analyzing continuous log data, such as firewall configurations, user access patterns, and audit trails.

Automated reports clearly detail compliance status, including specific control numbers and levels, enabling organizations to proactively address potential issues, dramatically simplifying CMMC assessments and future audits.

Figure 3: CMMC Compliance Control details

Compliance Control Evidence Remediation

When a framework control is identified as compliant, UTMStack automatically gathers the necessary evidence to demonstrate compliance. This evidence includes logs extracted from source systems and a dedicated, interactive dashboard for deeper exploration and analysis. Conversely, if the control evaluation identifies non-compliance, UTMStack employs an AI-driven technique known as Retrieval-Augmented Generation to provide remediation steps to security analysts and system engineers.

Compliance controls for each framework are not only evaluated but also provide dashboards for better understanding and navigation:

Figure 4: Compliance automation dashboards.

API-First Compliance Integration

UTMStack’s API-first approach enables compliance automation workflows to integrate effortlessly into existing IT ecosystems. Organizations leveraging various GRC platforms can easily synchronize compliance data, automate reporting, and centralize compliance evidence, thus minimizing manual data handling and significantly improving accuracy and efficiency.

Summary

Compliance management doesn’t have to be complicated or resource-draining. UTMStack’s open source SIEM and XDR solution simplifies and automates compliance with major standards such as CMMC, HIPAA, PCI DSS, SOC2, GDPR, and GLBA. By continuously monitoring logs, dynamically assessing compliance controls, and providing a user-friendly, no-code automation builder, UTMStack dramatically reduces complexity and enhances efficiency.

Organizations can easily customize and automate compliance workflows, maintain continuous monitoring, and integrate seamlessly with existing compliance tools, making UTMStack an invaluable resource for streamlined compliance management.

Join Our Community

We’re continuously improving UTMStack and welcome contributions from the cybersecurity and compliance community.

Your participation helps shape the future of compliance automation. Join us today!

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Corso Python

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di: Unit

9, 16, 23 aprile e 7 maggio 2025 ore 19 - ZAM Milano

Corso introduttivo alla programmazione in Python

Unit Hacklab per Università Popolare ZAM.


Il corso si svolge in quattro lezioni, con quattro insegnanti.

Scopo del corso: avvicinarsi alla programmazione, usando un linguaggio amichevole.

Segnalare la partecipazione con una mail …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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di: Unit

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Viviamo in un mondo di schermi …
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Al via la Terza Maratona delle TLC (l’agenda e dove seguirla)

Un’occasione di confronto sui temi caldi delle TLC, appuntamento 21 novembre ore 15:30 Dopo il seguito delle prime due edizioni, torna la Maratona delle TCL, un’iniziativa ideata da Assoprovider che punta a mettere a confronto gli operatori delle TLC. L’evento, aperto a tutti, si terrà il 21 novembre e sarà visibile  sulle piattaforme Linkedin e […]

L'articolo Al via la Terza Maratona delle TLC (l’agenda e dove seguirla) proviene da Assoprovider.

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Piracy Shield: Assoprovider presenta un esposto alla Corte dei Conti per possibile danno erariale

Roma, 22 novembre L'Associazione Assoprovider ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti di Roma riguardante il sistema Piracy Shield, adottato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). L'esposto chiede di accertare la sussistenza di un eventuale danno erariale e la congruità dell'azione dell'Agcom nella gestione delle risorse economiche relative al Piracy […]

L'articolo Piracy Shield: Assoprovider presenta un esposto alla Corte dei Conti per possibile danno erariale proviene da Assoprovider.

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Assoprovider, 19 anni dalla liberalizzazione del Wi-Fi, una nuova battaglia cruciale per il settore delle telecomunicazioni

Nell'ottobre del 2024, a 19 anni esatti dalla storica vittoria che liberalizzò l'uso del Wi-Fi in Italia, Assoprovider si trova nuovamente in prima linea per difendere il futuro del settore delle telecomunicazioni. Con l'approvazione del decreto Omnibus, ora legge dello Stato, affrontiamo una delle sfide più critiche della nostra storia. 2005-2024: Dal trionfo alla nuova […]

L'articolo Assoprovider, 19 anni dalla liberalizzazione del Wi-Fi, una nuova battaglia cruciale per il settore delle telecomunicazioni proviene da Assoprovider.

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TLC, Assoprovider: Allarme per il rischio carcere agli ISP nel DL Omnibus sulla pirateria

Il rischio di carcerazione per gli Internet Service Provider (ISP) rappresenta una minaccia senza precedenti per il settore delle telecomunicazioni in Italia Assoprovider, l'associazione rappresentativa dei piccoli e medi fornitori di servizi Internet in Italia, lancia un forte allarme riguardo agli emendamenti recentemente approvati dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato nell'ambito del DL Omnibus […]

L'articolo TLC, Assoprovider: Allarme per il rischio carcere agli ISP nel DL Omnibus sulla pirateria proviene da Assoprovider.

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NIS2, cos’è e come impatta sugli operatori di prossimità

La NIS2 è la direttiva sulla sicurezza informatica dell’Unione Europea. I Paesi membri hanno tempo fino al 17 ottobre 2024 per recepirla. Ma cosa cambia? Acronimo di Network and Information Security 2, la NIS2 è la direttiva emanata dall’Unione Europea, allo scopo di rafforzare la sicurezza informatica e la resilienza delle infrastrutture critiche in tutti […]

L'articolo NIS2, cos’è e come impatta sugli operatori di prossimità proviene da Assoprovider.

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Linux.dev mailing list service

We are pleased to announce the availability of a new mailing list service running under the new lists.linux.dev domain. The goal of this deployment is to offer a subscription service that:

  • prioritizes mail delivery to public-inbox archives available via lore.kernel.org
  • conforms to DMARC requirements to ensure subscriber delivery
  • makes minimal changes to email headers and no changes to the message body content for the purposes of preserving patch attestation

If you would like to host a Linux development mailing list on this platform, please see further details on the subspace.kernel.org site.

Why another mailing list service?

Linux development started in 1991 and has been ongoing for the past 30 years at an ever-increasing pace. Many popular code collaboration platforms have risen throughout these three decades -- and while some of them are still around, many others have shut down and disappeared without offering any way to preserve the history of the projects they used to host.

Development via mailed-in patches remains the only widely used mechanism for code collaboration that does not rely on centralized infrastructure maintained by any single entity. The Linux developer community sees transparency, independence and decentralization as core guiding principles behind Linux development, so it has deliberately chosen to continue using email for all its past and ongoing collaboration efforts.

What about vger.kernel.org?

The infrastructure behind lists.linux.dev supports multiple domains, so all mailing lists hosted on vger.kernel.org will be carefully migrated to the same platform while preserving current addresses, subscribers, and list ids. The only thing that will noticeably change is the procedure to subscribe and unsubscribe from individual lists. As majordomo is no longer maintained, we will instead switch to using separate subscribe/unsusbscribe addresses per each list.

There are no firm ETAs for this migration, but if you are currently subscribed to any mailing list hosted on vger.kernel.org, you will receive a message when the migration date is approaching.

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Git mirror available in Beijing

If you are a developer located around Beijing, or if your connection to Beijing is faster and more reliable than to locations outside of China, then you may benefit from the new git.kernel.org mirror kindly provided by Code Aurora Forum at https://kernel.source.codeaurora.cn/. This is a full mirror that is updated just as frequently as other git.kernel.org nodes (in fact, it is managed by the same team as the rest of kernel.org infrastructure, since CAF is part of Linux Foundation IT projects).

To start using the Beijing mirror, simply clone from that location or add a separate remote to your existing checkouts, e.g.:

git remote add beijing git://kernel.source.codeaurora.cn/pub/scm/.../linux.git
git fetch beijing master

You may also use http:// and https:// protocols if that makes it easier behind corporate firewalls.

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Get notifications for your patches

We are trialing out a new feature that can send you a notification when the patches you send to the LKML are applied to linux-next or to the mainline git trees. If you are interested in trying it out, here are the details:

  • The patches must be sent to the LKML (linux-kernel@vger.kernel.org).
  • One of the cc's must be notify@kernel.org (Bcc will not work).
  • Alternatively, there should be a "X-Patchwork-Bot: notify" email header.
  • The patches must not have been modified by the maintainer(s).
  • All patches in the series must have been applied, not just some of them.

The last two points are important, because if there are changes between the content of the patch as it was first sent to the mailing list, and how it looks like by the time it is applied to linux-next or mainline, the bot will not be able to recognize it as the same patch. Similarly, for series of multiple patches, the bot must be able to successfully match all patches in the series in order for the notification to go out.

If you are using git-format-patch, it is best to add the special header instead of using the Cc notification address, so as to avoid any unnecessary email traffic:

--add-header="X-Patchwork-Bot: notify"

You should receive one notification email per each patch series, so if you send a series of 20 patches, you will get a single email in the form of a reply to the cover letter, or to the first patch in the series. The notification will be sent directly to you, ignoring any other addresses in the Cc field.

The bot uses our LKML patchwork instance to perform matching and tracking, and the source code for the bot is also available if you would like to suggest improvements.

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List archives on lore.kernel.org

You may access the archives of many Linux development mailing lists on lore.kernel.org. Most of them include a full archive of messages going back several decades.

If you would like to suggest another kernel development mailing list to be included in this list, please follow the instructions on the following wiki page:

Archiving software

The software managing the archive is called Public Inbox and offers the following features:

  • Fast, searchable web archives
  • Atom feeds per list or per individual thread
  • Downloadable mbox archives to make replying easy
  • Git-backed archival mechanism you can clone and pull
  • Read-only nntp gateway

We collected many list archives going as far back as 1998, and they are now all available to anyone via a simple git clone. We would like to extend our thanks to everyone who helped in this effort by donating their personal archives.

Obtaining full list archives

Git clone URLs are provided at the bottom of each page. Note, that due mailing list volume, list archives are sharded into multiple repositories, each roughly 1GB in size. In addition to cloning from lore.kernel.org, you may also access these repositories on erol.kernel.org.

Mirroring

You can continuously mirror the entire mailing list archive collection by using the grokmirror tool. The following repos.conf file should get you all you need:

[lore.kernel.org]
site = https://lore.kernel.org
manifest = https://lore.kernel.org/manifest.js.gz
toplevel = /path/to/your/local/folder
mymanifest = /path/to/your/local/folder/manifest.js.gz
pull_threads = 4

Please note, that you will require at least 20+ GB of local storage. The mirroring process only replicates the git repositories themselves -- if you want to use public-inbox with them, you will need to run "public-inbox-init" and "public-inbox-index" to create the database files required for public-inbox operation.

Linking to list discussions from commits

If you need to reference a mailing list discussion inside code comments or in a git commit message, please use the "permalink" URL provided by public-inbox. It is available in the headers of each displayed message or thread discussion. Alternatively, you can use a generic message-id redirector in the form:

That should display the message regardless in which mailing list archive it's stored.

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Minor changes to kernel tarball releases

We'd like to announce several small changes to the way Linux tarballs are produced.

Mainline release tarball signatures

Starting with the 4.18 final release, all mainline tarball PGP signatures will be made by Greg Kroah-Hartman instead of Linus Torvalds. The main goal behind this change is to simplify the verification process and make all kernel tarball releases available for download on kernel.org be signed by the same developer.

Linus Torvalds will continue to PGP-sign all tags in the mainline git repository. They can be verified using the git verify-tag command.

Sunsetting .gz tarball generation

We stopped creating .bz2 copies of tarball releases 5 years ago, and the time has come to stop producing .gz duplicate copies of all our content as well, as XZ tools and libraries are now available on all major platforms. Starting September 1st, 2018, all tarball releases available via /pub download locations will only be available in XZ-compressed format.

If you absolutely must have .gz compressed tarballs, you may obtain them from git.kernel.org by following snapshot download links in the appropriate repository view.

No future PGP signatures on patches and changelogs

For legacy purposes, we will continue to provide pre-generated changelogs and patches (both to the previous mainline and incremental patches to previous stable). However, from now on they will be generated by automated processes and will no longer carry detached PGP signatures. If you require cryptographically verified patches, please generate them directly from the stable git repository after verifying the PGP signatures on the tags using git verify-tag.

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Best way to do linux clones for your CI

If you are in charge of CI infrastructure that needs to perform frequent full clones of kernel trees from git.kernel.org, we strongly recommend that you use the git bundles we provide instead of performing a full clone directly from git repositories.

It is better for you, because downloading the bundle from CDN is probably going to be much faster for you than cloning from our frontends due to the CDN being more local. You can even copy the bundle to a fileserver on your local infrastructure and save a lot of repeated external traffic.

It is better for us, because if you first clone from the bundle, you only need to fetch a handful of newer objects directly from git.kernel.org frontends. This not only uses an order of magnitude less bandwidth, but also results in a much smaller memory footprint on our systems -- git daemon needs a lot of RAM when serving full clones of linux repositories.

Here is a simple script that will help you automate the process of first downloading the git bundle and then fetching the newer objects:

Thank you for helping us keep our systems fast and accessible to all.

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Nitrokey digital tokens for kernel developers

The Linux Foundation IT team has been working to improve the code integrity of git repositories hosted at kernel.org by promoting the use of PGP-signed git tags and commits. Doing so allows anyone to easily verify that git repositories have not been altered or tampered with no matter from which worldwide mirror they may have been cloned. If the digital signature on your cloned repository matches the PGP key belonging to Linus Torvalds or any other maintainer, then you can be assured that what you have on your computer is the exact replica of the kernel code without any omissions or additions.

To help promote the use of PGP signatures in Linux kernel development, we now offer a detailed guide within the kernel documentation tree:

Nitrokey logo

Further, we are happy to announce a new special program sponsored by The Linux Foundation in partnership with Nitrokey -- the developer and manufacturer of smartcard-compatible digital tokens capable of storing private keys and performing PGP operations on-chip. Under this program, any developer who is listed as a maintainer in the MAINTAINERS file, or who has a kernel.org account can qualify for a free digital token to help improve the security of their PGP keys. The cost of the device, including any taxes, shipping and handling will be covered by The Linux Foundation.

To participate in this program, please access the special store front on the Nitrokey website:

Who qualifies for this program?

To qualify for the program, you need to have an account at kernel.org or have your email address listed in the MAINTAINERS file (following the "M:" heading). If you do not currently qualify but think you should, the easiest course of action is to get yourself added to the MAINTAINERS file or to apply for an account at kernel.org.

Which devices are available under this program?

The program is limited to Nitrokey Start devices. There are several reasons why we picked this particular device among several available options.

First of all, many Linux kernel developers have a strong preference not just for open-source software, but for open hardware as well. Nitrokey is one of the few companies selling GnuPG-compatible smartcard devices that provide both, since Nitrokey Start is based on Gnuk cryptographic token firmware developed by Free Software Initiative of Japan. It is also one of the few commercially available devices that offer native support for ECC keys, which are both faster computationally than large RSA keys and generate smaller digital signatures. With our push to use more code signing of git objects themselves, both the open nature of the device and its support for fast modern cryptography were key points in our evaluation.

Additionally, Nitrokey devices (both Start and Pro models) are already used by open-source developers for cryptographic purposes and they are known to work well with Linux workstations.

What is the benefit of digital smartcard tokens?

With usual GnuPG operations, the private keys are stored in the home directory where they can be stolen by malware or exposed via other means, such as poorly secured backups. Furthermore, each time a GnuPG operation is performed, the keys are loaded into system memory and can be stolen from there using sufficiently advanced techniques (the likes of Meltdown and Spectre).

A digital smartcard token like Nitrokey Start contains a cryptographic chip that is capable of storing private keys and performing crypto operations directly on the token itself. Because the key contents never leave the device, the operating system of the computer into which the token is plugged in is not able to retrieve the private keys themselves, therefore significantly limiting the ways in which the keys can be leaked or stolen.

Questions or problems?

If you qualify for the program, but encounter any difficulties purchasing the device, please contact Nitrokey at shop@nitrokey.com.

For any questions about the program itself or with any other comments, please reach out to info@linuxfoundation.org.

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RC tarballs and patches starting with 4.12-rc1

As you may be aware, starting with 4.12-rc1 Linus will no longer provide signed tarballs and patches for pre-release ("-rc") kernels. Reasons for this are multiple, but largely this is because people who are most interested in pre-release tags -- kernel developers -- do not rely on patches and tarballs to do their work.

Obtaining tarballs on your own

Here is how you can generate the tarball from a pre-release tag using the "git archive" command (we'll use 4.12-rc1 in these examples):

git clone git://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git
cd linux
git verify-tag v4.12-rc1
git archive --format=tar.gz --prefix=linux-4.12-rc1/ \
  -o linux-4.12-rc1.tar.gz v4.12-rc1

The upside of this method is that during the "git verify-tag" step you will check the PGP signature on the tag to make sure that what you cloned is exactly the same tree as on Linus Torvalds's computer.

The downside of this method is that you will need to download about 1 GiB of data -- the entire git history of the Linux kernel -- just to get the latest tag. Notably, when -rc2 is tagged, all you'll need to do is run a quick "git pull" to get the latest objects and it will be dramatically less data to download, so cloning the whole tree may be worth it to you in the long run if you plan to do this again in the future.

If you do not want to download the whole git repository and just want to get the latest tarball, you can download the version automatically generated by cgit at the following (or similar URL):

wget https://git.kernel.org/torvalds/t/linux-4.12-rc1.tar.gz

Please note that you will not be able to cryptographically verify the integrity of this archive, but the download will be about 10 times less in size than the full git tree.

Obtaining patches to the previous mainline

If you would like to get just the patch to the previous mainline release, you can get it from cgit as well:

wget -O patch-4.12-rc1 https://git.kernel.org/torvalds/p/v4.12-rc1/v4.11

Unfortunately, cgit does not currently offer an easy way to get gzip-compressed patches, but if you would like to reduce the amount of data you download, you can use http-level gzip compression:

wget -O patch-4.12-rc1.gz --header="accept-encoding: gzip" \
  https://git.kernel.org/torvalds/p/v4.12-rc1/v4.11

The links to these patches are available on the front page of https://www.kernel.org/.

Why not provide these at their old locations?

We intentionally did not provide these automatically generated tarballs and patches in locations previously used by Linus (/pub/linux/kernel/v4.x/testing), even if this meant potentially breaking automated scripts relying on contents published there. Anything placed in the /pub tree is signed and curated directly by developers and all patches and software archives published there invariably come with a PGP signature provided directly by the developer of that software (or one of the developers).

Patches and tarballs automatically generated by git.kernel.org are NOT a replacement for this stringent process, but merely a convenience service that comes with very different trust implications. By providing these at different URLs we wanted all users of these services to make a conscious decision on whether they want to trust these automatically generated tarballs and patches, or whether they want to change their process to continue to use PGP-verifiable tags directly from the git tree.

  •  

If you got "BAD Signature" this morning

The XZ tarballs for the following kernel releases did not initially pass signature verification due to benign changes to the tarball structure done by the pixz compression tool:

  • 4.11.1
  • 4.10.16
  • 4.9.28
  • 4.4.68

These changes would have resulted in GPG returning "Bad Signature" if you tried to verify their integrity. Once we identified the problem, we generated new XZ tarballs without tar header modifications and now they should all pass PGP signature verification.

We preserved the original .xz tarballs as -badsig files in the archives in case you wanted to verify that there was nothing malicious in them, merely tar header changes. You can find them in the same v4.x directory:

Our apologies for this problem and thanks to Brad Spengler and everyone else who alerted us about this issue.

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Fast new frontends with Packet

Packet logo

We are extremely happy to announce that Packet has graciously donated the new hardware systems providing read-only public access to the kernel.org git repositories and the public website (git.kernel.org and www.kernel.org, respectively). We have avoided using cloud providers in the past due to security implications of sharing hypervisor memory with external parties, but Packet's hardware-based single-tenant approach satisfies our security requirements while taking over the burden of setting up and managing the physical hardware in multiple worldwide datacenters.

As of March 11, 2017, the four new public frontends are located in the following geographical locations:

  • San Jose, California, USA
  • Parsippany, New Jersey, USA
  • Amsterdam, Netherlands
  • Tokyo, Japan

We have changed our DNS configuration to support GeoDNS, so your requests should be routed to the frontend nearest to you.

Each Packet-hosted system is significantly more powerful than our previous generation frontends and have triple the amount of available RAM, so they should be a lot more responsive even when a lot of people are cloning linux.git simultaneously.

Our special thanks to the following organizations who have graciously donated hosting for the previous incarnation of kernel.org frontends:

If you notice any problems with the new systems, please email helpdesk@kernel.org.

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Shutting down FTP services

Those of you who have been around for a while may remember a time when you used to be able to mount kernel.org directly as a partition on your system using NFS (or even SMB/CIFS). The Wayback Machine shows that this was still advertised some time in January 1998, but was removed by the time the December 1998 copy was made.

Let's face it -- while kinda neat and convenient, offering a public NFS/CIFS server was a Pretty Bad Idea, not only because both these protocols are pretty terrible over high latency connections, but also because of important security implications.

Well, 19 years later we're thinking it's time to terminate another service that has important protocol and security implications -- our FTP servers. Our decision is driven by the following considerations:

  • The protocol is inefficient and requires adding awkward kludges to firewalls and load-balancing daemons
  • FTP servers have no support for caching or accelerators, which has significant performance impacts
  • Most software implementations have stagnated and see infrequent updates

All kernel.org FTP services will be shut down by the end of this year. In hopes to minimise the potential disruption, we will be doing it in two stages:

  1. ftp://ftp.kernel.org/ service will be terminated on March 1, 2017
  2. ftp://mirrors.kernel.org/ service will be terminated on December 1, 2017

If you have any concerns, please feel free to contact ftpadmin@kernel.org (ah, the irony).

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Gandi.net TLS certificates

Gandi logo

If your browser alerted you that the site certificates have changed, that would be because we replaced our StartCOM, Ltd certificates with those offered by our DNS registrar, Gandi. We are very thankful to Gandi for this opportunity.

A common question is why we aren't using the certificates offered by the Let's Encrypt project, and the answer is that there are several technical hurdles (on our end) that currently make it complicated. Once we resolve them, we will most likely switch to using certificates issued by our fellow Linux Foundation project.

  •  

Cloning Linux from a bundle

If you find yourself on an unreliable Internet connection and need to perform a fresh clone of Linux.git, you may find it tricky to do so if your connection resets before you are able to complete the clone. There is currently no way to resume a git clone using git, but there is a neat trick you can use instead of cloning directly -- using git bundle files.

Here is how you would do it.

  1. Start with "wget -c", which tells wget to continue interrupted downloads. If your connection resets, just rerun the same command while in the same directory, and it will pick up where it left off:

    wget -c https://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git/clone.bundle
    
  2. Next, clone from the bundle:

    git clone clone.bundle linux
    
  3. Now, point the origin to the live git repository and get the latest changes:

    cd linux
    git remote remove origin
    git remote add origin https://git.kernel.org/pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git
    git pull origin master
    

Once this is done, you can delete the "clone.bundle" file, unless you think you will need to perform a fresh clone again in the future.

The "clone.bundle" files are generated weekly on Sunday, so they should contain most objects you need, even during kernel merge windows when there are lots of changes committed daily.

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Introducing Fastly CDN

Fastly logo

We are happy to announce that Fastly has offered their worldwide CDN network to provide fast download services for Linux kernel releases, which should improve download speeds for those of you located outside North America. We have modified the front page to offer CDN-powered download links, but all the existing URLs should continue to work.

If you would like to avoid using Fastly, you can simply change the URL to have "www.kernel.org" instead of "cdn.kernel.org". As always, please use PGP Signature Verification for all downloaded files regardless of where you got them.

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Hurr, Durr Im'a Sheep

Linus named the upcoming 4.0 release of the kernel "Hurr Durr I'ma Sheep" (see his git commit), so we are celebrating this April Fool's day with a minor prank. If you've been redirected to imasheep.hurrdurr.org, do not panic. It's all part of the joke.

We've also restored all FTP and Rsync access to the mirrors.kernel.org servers, as we seem to have resolved our SSD and dm_cache problems. If you're still using FTP, however, please consider switching to HTTP. FTP is a protocol designed for a different era -- these days everyone should be avoiding it for multiple reasons.

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FTP limited on mirrors.kernel.org

We've had to temporarily limit FTP access to mirrors.kernel.org due to high IO load.

We have recently upgraded our hardware in order to increase capacity -- 16TB was no longer nearly sufficient enough to host all the distro mirrors and archives. We chose larger but slower disks and offset the loss of performance by heavily utilizing SSD IO caching using dm-cache.

While it was performing very well, we have unfortunately run across an FS data corruption bug somewhere along this stack:

megaraid_sas + dm_cache + libvirt/virtio + xfs

We've temporarily removed dm-cache from the picture and switched to Varnish on top of SSD for http object caching. Unfortunately, as Varnish does not support FTP, we had to restrict FTP protocol to a limited number of concurrent sessions in order to reduce disk IO. If you are affected by this, simply switch to HTTP protocol that does not have such restrictions.

This is a temporary measure until we identify the dm-cache problem that was causing data corruption, at which point we will restore unrestricted FTP access.

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Heartbleed statement

Since we rely on the OpenSSL library for serving most of our websites, we, together with most of the rest of the open-source world, were vulnerable to the HeartBleed vulnerability. We have switched to the patched version of OpenSSL within hours of it becoming available, plus have performed the following steps to mitigate any sensitive information leaked via malicious SSL heartbeat requests:

  • Replaced all SSL keys across all kernel.org sites.
  • Expired all active sessions on Bugzilla, Patchwork, and Mediawiki sites, requiring everyone to re-login.
  • Changed all passwords used for admin-level access to the above sites.

As kernel.org developers do not rely on SSL to access git repositories, there is no need to replace any SSH or PGP keys used for developer authentication.

If you have any questions or concerns, please email us at webmaster@kernel.org for more information.

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Happy new year and good-bye bzip2

Good-bye bzip2

We started listing xz-compressed versions of kernel archives in all our announcements back in March 2013, and the time has come to complete the switch. Effective immediately, we will no longer be providing bzip2-compressed versions for new releases of the Linux kernel and other software. Any previously released .tar.bz2 archives will continue to be available without change, and we will also continue to provide gzip-compressed versions of all new releases for the foreseeable future.

So, from now on, all releases will be offered as both .tar.gz and .tar.xz, but not as .tar.bz2. We apologize if this interferes with any automated tools.

Happy new year!

Happy new year to all kernel.org users and visitors. The Linux Foundation and Linux Kernel Archives teams extend their warmest wishes to you all, and we hope that 2014 proves to be just as awesome (or awesomer) for the Linux kernel.

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New frontend and googlesource.com

Montreal frontend

We have added another official frontend for serving the kernel content, courtesy of Vexxhost, Inc. There is now a total of three frontends, one in Palo Alto, California, one in Portland, Oregon, and one in Montreal, Quebec. This should allow for better geographic dispersion of official mirrors, as well as better fault tolerance.

Kernel.googlesource.com

We are happy to announce that kernel.googlesource.com is now relying on grokmirror manifest data to efficiently mirror git.kernel.org, which means that if accessing git.kernel.org is too high latency for you due to your geographical location (EMEA, APAC), kernel.googlesource.com should provide you with a fast local mirror that is at most 5 minutes behind official sources.

We extend our thanks to Google for making this available to all kernel hackers and enthusiasts worldwide.

TLS 1.2 and PFS

With the latest round of upgrades, we are now serving TLS 1.2 with PFS across all kernel.org sites, offering higher protection against eavesdropping.

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Mirroring kernel.org repositories

If you would like to mirror all or a subset of kernel.org git repositories, please use a tool we wrote for this purpose, called grokmirror. Grokmirror is git-aware and will create a complete mirror of kernel.org repositories and keep them automatically updated with no further involvement on your part.

Grokmirror works by keeping track of repositories being updated by downloading and comparing the master manifest file. This file is only downloaded if it's newer on the server, and only the repositories that have changed will be updated via "git remote update".

You can read more about grokmirror by reading the README file.

Obtaining grokmirror

If grokmirror is not yet packaged for your distribution, you can obtain it from a git repository:

git clone git://git.kernel.org/pub/scm/utils/grokmirror/grokmirror.git

In additon to git, you will need to install the following python dependencies on your mirror server:

Setting up a kernel.org mirror

It is recommended that you create a dedicated "mirror" user that will own all the content and run all the cron jobs. It is generally discouraged to run this as user "root".

The default repos.conf already comes pre-configured for kernel.org. We reproduce the minimal configuration here:

[kernel.org]
site = git://git.kernel.org
manifest = http://git.kernel.org/manifest.js.gz
default_owner = Grokmirror User
#
# Where are we going to put the mirror on our disk?
toplevel = /var/lib/git/mirror
#
# Where do we store our own manifest? Usually in the toplevel.
mymanifest = /var/lib/git/mirror/manifest.js.gz
#
# Where do we put the logs?
log = /var/log/mirror/kernelorg.log
#
# Log level can be "info" or "debug"
loglevel = info
#
# To prevent multiple grok-pull instances from running at the same
# time, we first obtain an exclusive lock.
lock = /var/lock/mirror/kernelorg.lock
#
# Use shell-globbing to list the repositories you would like to mirror.
# If you want to mirror everything, just say "*". Separate multiple entries
# with newline plus tab. Examples:
#
# mirror everything:
#include = *
#
# mirror just the main kernel sources:
#include = /pub/scm/linux/kernel/git/torvalds/linux.git
#          /pub/scm/linux/kernel/git/stable/linux-stable.git
#          /pub/scm/linux/kernel/git/next/linux-next.git
#
# mirror just git:
#include = /pub/scm/git/*
include = *
#
# This is processed after the include. If you want to exclude some specific
# entries from an all-inclusive globbing above. E.g., to exclude all
# linux-2.4 git sources:
#exclude = */linux-2.4*
exclude =

Install this configuration file anywhere that makes sense in your environment. You'll need to make sure that the following directories (or whatever you changed them to) are writable by the "mirror" user:

  • /var/lib/git/mirror
  • /var/log/mirror
  • /var/lock/mirror

Mirroring kernel.org git repositories

Now all you need to do is to add a cronjob that will check the kernel.org mirror for updates. The following entry in /etc/cron.d/grokmirror.cron will check the mirror every 5 minutes:

# Run grok-pull every 5 minutes as "mirror" user
*/5 * * * * mirror /usr/bin/grok-pull -p -c /etc/grokmirror/repos.conf

(You will need to adjust the paths to the grok-pull command and to repos.conf accordingly to reflect your environment.)

The initial run will take many hours to complete, as it will need to download about 50 GB of data.

Mirroring a subset of repositories

If you are only interested in carrying a subset of git repositories instead of all of them, you are welcome to tweak the include and exclude parameters.

  •  

Fifty shades of Tux

Special thanks to Benoît Monin for donating a MIT-licensed CSS theme to the kernel.org project to replace the one we hastily put together. Though the Pelican authors have since obtained a free-license commitment from the copyright owners of the CSS files shipping with Pelican, we wanted to have something that looked a bit less like the default theme anyway.

If anyone else wants to participate, full sources of the kernel.org website are available from the git repository.

  •  

/pub tree resync-ing

Due to a failure in one of the rsync scripts during the maintenance window, the mirrors of /pub hierarchy on www.kernel.org got erased. We are resyncing them now from the master storage, but in the meantime you will probably get an occasional "Forbidden". The entirety of the archive should be rsync'ed in a few hours.

We apologize profusely for the problem and will fix the script to make sure this doesn't happen again.

Contents of git.kernel.org are unaffected.

  •  

Cleanroom styles

You are probably wondering what happened to the site's look. Unfortunately, we've been alerted that the default theme shipped by Pelican (which we largely adapted) has an unclear license. Until this is cleared up, we've put together a quick-and-dirty cleanroom CSS reimplementation that preserves the functional aspects of the site, but sacrifices a lot of the bells and whistles.

If you are a CSS designer and would like to donate your own cleanroom style, please let us know at webmaster@kernel.org.

Our apologies, and we promise to keep a keener eye on licensing details of various templates distributed with open-source products.

  •  

Pelican

Welcome to the reworked kernel.org website. We have switched to using Pelican in order to statically render our site content, which simplifies mirroring and distribution. You can view the sources used to build this website in its own git repository.

Additionally, we have switched from using gitweb-caching to using cgit for browsing git repositories. There are rewrite rules in place to forward old gitweb URLs to the pages serviced by cgit, so there shouldn't be any broken links, hopefully. If you notice that something that used to work with gitweb no longer works for you with cgit, please drop us a note at webmaster@kernel.org.

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Assoprovider ricorre al TAR contro la multa di AGCOM

L’associazione dei provider di servizi internet contesta la sanzione amministrativa comminata da AGCOM, nel caso del Piracy Shield e sceglie di impugnare la decisione davanti al Tribunale Amministrativo Assoprovider, l’associazione che tutela i diritti dei provider indipendenti di servizi Internet, si rivolge al Tar contro la multa che AGCOM le ha comminato nello scorso aprile […]

L'articolo Assoprovider ricorre al TAR contro la multa di AGCOM proviene da Assoprovider.

  •  

Rete Radio Prepper – RRP

Negli ultimi avvenimenti meteo dell’autunno 2019 ci si è resi conto di quanto fragili siano i sistemi di comunicazione che necessitano di un’accesso alla rete per funzionare, la radio fa parte di uno di quei pochi sistemi di comunicazione che non necessità di internet.

In caso di blocco della rete le radio sono indispensabili, sono state utili in passato e lo sono tutt’ora e nonostante la tecnologia avanzi non c’è nulla che possa sostituirle.

Meteonuvola è un progetto amatoriale, nato su Telegram, fatto di soli appassionati che hanno l’intento di creare un sistema di informazione culturale e di sostegno emergenziale, per questo, per rendere ancora più efficace il progetto, abbiamo creato dato vita ad un nuovo servizio, la Rete Radio Prepper.

In caso di necessità (o per semplici prove radio) l’utente si collega al bot telegram http://t.me/meteonuvolabot e manda la propria segnalazione (radio, meteo, eventi sociopolitici ecc..)  seguendo le istruzioni a schermo ( è molto semplice ), una volta inviata quest’ultima comparirà nella mappa interattiva che contiene anche altre informazioni, automaticamente la notifica arriverà nel canale http://t.me/radiosegnalazioni , gli utenti del canale quindi riceveranno una notifica e si potranno mettere in contatto con il segnalatore più vicino a lui.

Gli utenti che vogliono entrare a fare parte della nostra rete non devono fare altro che collegarsi al bot Telegram meteonuvolabot, seguire le istruzioni per ricevere un nominativo e segnalare la propria stazione fissa.

La Rete Radio Prepper usa il canale 2 PMR/CB (am o fm), 145.300 FM e 7190 LSB HF.

In caso di rete fuori uso la mappa non sarà accessibile ovviamente ma è possibile scaricare i file KMZ per poterla caricare su altre mappe utilizzate su cellulare o google earth, consigliamo comunque di fare una stampa della propria zona.

Le segnalazioni meteo vengono raccolte nel gruppo telegram http://t.me/italiameteo,

Quelle degli eventi estremi sul gruppo prepper_italia

I PMR sono ricetrasmittenti che soffrono degli ostacoli, in città difficilmente si arriverà a coprire oltre il km, fuori città in area esposta circa 5-7 km, in altura si possono superare anche i 20km, con alcuni casi particolari di oltre 100 km, i CB permettono di raggiungere distanze notevoli ma hanno bisogno di antenne più impegnative, sono più indicati per essere montati sull’autovettura o in casa.

Ricapitolando:

Rete Radio Prepper, canale 2 PMR e canale 2 CB in am o fm, 145.300 FM e 7190 LSB solo per radioamatori.

Bot telegram per aderire e per segnalarsi : http://t.me/meteonuvolabot

Canale segnalazioni ( dove giungono le proprie segnalazioni radio..) : http://t.me/radiosegnalazioni

Gruppo emergenze e segnalazioni eventi avversi http://t.me/prepper_italia

Gruppo semplici segnalazioni meteo : http://t.me/italiameteo

Vogliamo precisare che non c’è alcuna intenzione di prendere iniziative al di fuori della competenza amatoriale, la rete “potrebbe servire in caso di…”  ma non si sostituisce in nessun caso agli Organi Ufficiali, si tratta di un progetto volontario e di libero uso.

Vi aspettiamo dunque nel canale Canale Radiosegnalazioni

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Amministratore

 

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Nuovo servizio avvisi meteo via radio HF

Buongiorno a tutti, è in fase di sperimentazione un servizio di avvisi condizioni meteo avverse in modalità MFSK32 sulla banda dei 20 metri, frequenza 14.310 mhz.

Gli avvisi verranno emessi in caso di effettiva necessità quindi senza un orario ben preciso.

Zona di emissione 1 Torino, potenza 20w.

Zona di emissione 2 Cagliari, potenza 20w

Per l’ascolto su windows consigliamo il programma fldigi, per Android andflmsg

Servizio a cura di IW1GHG e IS0AGS.

 

Per chi volesse la QSL di ascolto si prega di contattarci fornendo il nominativo SWL o radioamatoriale , l’ora, il giorno e l’RST.

[contact-form-7]

 

 

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MALTEMPO 

Dalla tarda serata è previsto l’arrivo di nevicate deboli diffuse su parte del nord ovest in spostamento verso est nel corso della notte. Maggiormente coinvolti i settori a sud del Po, in particolare Liguria, Piemonte meridionale, Emilia, Appennino Tosco-Emiliano, Lombardia meridionale e da domattina tutto il nord Est la Romagna. Prestare particolare attenzione nella guida stante le temperature negative e le possibili condizioni critiche della rete viaria per presenza di neve e ghiaccio.

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Assoprovider ricevuta dal Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica Butti al Dipartimento per Trasformazione Digitale

Il 16.5 u.s. il Presidente dell’associazione Assoprovider Giovanbattista Frontera e il Consulente Giuridico Fulvio Sarzana sono stati ricevuti dal Sottosegretario all’innovazione tecnologica Sen. Alessio Butti, al Dipartimento per la Trasformazione Digitale. L’incontro sui temi caldi della digitalizzazione è stato molto proficuo vista la notevole identità di vedute su molti argomenti. Si è delineata anche una […]

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Piracy Shield: Assoprovider si rivolge al Consiglio di Stato contro la piattaforma AGCOM

Roma, 22 aprile. Assoprovider, l’associazione di operatori di TLC indipendenti, continua la sua battaglia di legalità sulla piattaforma dell’AGCOM, Piracy shield, ed impugna le disposizioni regolamentari davanti al Consiglio di Stato, attraverso lo Studio Legale Sarzana di Roma. Le decine di segnalazioni di utenti, imprese ed associazioni, ingiustamente lese nei propri diritti, hanno convinto l’Associazione […]

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Piracy Shield: AGCOM multa Assoprovider per ostacolo ad attività di vigilanza

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha multato l’Associazione Assoprovider per ostacolo all’attività di vigilanza nel caso Piracy Shield. Roma, 4 aprile. Assoprovider, l’associazione degli Internet Service Provider, è stata multata da AGCOM per ostacolo ad attività di vigilanza nel contesto dell’attività della piattaforma Piracy Shield. Il provvedimento giunge dopo il rifiuto da parte […]

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“La nuova ZES UNICA SUD danneggia le PMI”, la denuncia di Antonella Oliviero

Sono due i grandi limiti della Zona Zes Unica Sud, l’esclusione della banda larga e di tutti i progetti di investimento di importo inferiore a 200 mila euro, come spiega il vice presidente di Assoprovider in quest’intervista.  «Dobbiamo farci sentire, chiudere i nostri servizi per qualche giorno, per far comprendere a questo governo quanto le […]

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Benefit Mafalda

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di: Unit

Domenica 8 Ottobre 2023, ore 16-21

Acheritivo di autofinanziamento unit hacklab per server autogestito "Mafalda".

Ore 16:00 Email / Thunderbird
Ore 17:00 Torrent
Ore 18:00 Parla Radio Z-AM
Ore 19:00 Chill out live Dj-set by unit electric assembly

Banchetto libretti autoprodotti, PirateBox
e il //ritorno del MAME …

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LOST - FOGS OF WAR

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di: Unit

LOST - FOGS OF WAR

FOGS OF WAR

Sabato 25 giugno 2022 alle ore 18.00 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano

Aggiornamento: per motivi termici indipendenti dalla nostra volontà l'incontro inizialmente previsto per le ore 16 è stato posticipato di due ore. L'inizio sarà alle ore 18.00.

La guerra tra Russia e Ucraina, oltre …

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Labyrinthus

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di: Unit

5 maggio 2022 ore 21 - FOA Boccaccio, Monza

Parteciperemo giovedì 5 maggio a LABYRINTHUS 2.0 / Forme di resistenza nello spazio digitale. Dal Web 3.0 al Metaverso, dalle blockchain agli NFT.

La nostra prima reazione è stata: preferiremmo di no, perché siamo contro. "Sì ok, ma per favore potreste …

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab

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di: Unit

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab.

C'è/Abbiamo bisogno, come ogni anno, di pagare il server e anche il dominio.

Stiamo anche ragionando di allargarci e prendere un server più capace, perchè quello che stiamo usando, pagato attraverso iniziative di autofinanziamento, è arrivato a tappo.

Tutto questo …

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bitume decodifiche binarie diretta

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di: Unit

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Lunedì 27 gennaio 2020 ore 21

Quarta puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume antropocene diretta

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Mercoledì 25 dicembre 2019 ore 22

Terza puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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unit con ghiaccio

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Venerdì 13 dicembre 2019 dalle 18.30 alle 22.30

unit con ghiaccio

acheritivo di autofinanziamento unit hacklab: rooting libero del telefono, elettronica usata a offerta libera. Hai bisogno di un lettore dvd? Di uno scanner? Noi di fare spazio e pagare il server.

spritz'n'lazz

live music by unit electric …

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bitume meme-stupendo diretta

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Lunedì 09 dicembre 2019 ore 21

Seconda puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume datajustice diretta

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Lunedì 18 novembre 2019 ore 21

Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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di: Unit

Update: la proiezione non è successa

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00 …

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Visioni libere: The internet own boy

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di: Unit

Durante Connessioni Caotiche 2019 proiezione del documentario su Aaron Swartz.

Sabato 4 maggio 2019

The Internet’s own boy, Brian Knappenberg, 2014

ENG sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Ore 21:00

Il Ragazzo di internet è Aaron Swartz, attivista
dei diritti in rete accusato di frode informatica …
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Visioni libere: I am a cyborg but that's OK

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Sesta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 6 maggio 2019

I'm a Cyborg, but that's OK, Park Chan-wook, 2006

KOR sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Young-goon è una cyborg e ha …
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Visioni libere: The young Karl Marx

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Quinta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 29 aprile 2019

Il giovane Karl Marx, Raoul Peck, 2017

FRA sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

I comunisti rifiutano di nascondere le loro opinioni …
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Visioni libere: Life of Brian

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Quarta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Life of Brian, Monty Python, 1979

ENG sub ITA

... gli unici che odiamo più dei romani
sono il Fronte del Popolo Giudeo.

E il Fronte Popolare dei Giudei.

Ah, sì.
Separatisti.

E il Fronte Popolare della Giudea.
Già …
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Visioni libere: Risk

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Terza visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Risk, Laura Poitras, 2016

Documentario su Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

Motivazioni e contraddizioni su Assange e le sue cerchie, con un occhio in particolare sui rischi che sono stati presi. Il documentario copre il periodo dal 2010 …

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Visioni libere: Operazione Vega

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Seconda visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Operazione Vega, RAI, 1962

Sceneggiato di fantascienza RAI tratto dal radiodramma di Friedrich Dürrenmatt.

Vega è il nome della nave spaziale che porta i rappresentanti di un certo blocco di Stati terrestri sul pianeta Venere dove sono confinati …

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Benvenuto pellicano

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di: Unit

Il sito e' stato convertito a pelican, un software per generare siti statici in html.

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Visioni libere: Nirvana

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di: Unit

Prima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Nirvana, Salvatores, 1997

Film cyberpunk girato a Milano (e nei sotterranei di Macao). Fortemente influenzato dai romanzi di Gibson e sua volta ritenuto tra le fonti di ispirazione della trilogia di Matrix. Affronta il tema dell'esistenza autonoma o …

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Ancora Warmup Hackmeeting 0x14

Vi invitiamo questo sabato 25 febbraio dalle 16 al Salone Polivalente di Bussoleno per un evento preparatorio ad Hackmeeting 0x14 (che ricordiamo quest'anno si terrá qui vicino in Val Susa, in particolare a Venaus, dal 15 al 18 giugno).

Ci sará il collettivo Ippolita che parlerá di social network e tecnologie del dominio, a seguire un avvocato fará una panoramica sull'utilizzo dei captatori informatici, mentre noi come _TO hacklab mostreremo nella pratica l'utilizzo di un captatore informatico.

A seguire domande, chiacchiere e condivisione di idee in preparazione di Hackmeeting.

locandina

Vi aspettiamo

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Open Hacklab

Volevamo un hacklab più aperto, ma non in questo senso.

#refugeewall

Durante la perquisizione al CSOA Gabrio di ieri le divise blu hanno deciso di accanirsi anche contro _TO*hacklab, tentando di forzare la porta blindata per poi distruggere il muro a fianco, entrare e constatare che quello spazio era un'officina per computer come effettivamente poteva sembrare dalla breccia nella finestra.

Per giustificare l'impegno speso nel distruggere questo muro è stata staccata la spina all'armadio hub/gateway; come conseguenza un alimentatore si è sentito male ed è stato soccorso nelle ore successive, quando tutto è tornato operativo.

Ci fa sorridere la miseria di queste indagini e di questi piccoli personaggi ancora a cavalcare un modello proibizionista che nessuno più intende perseguire perché ampiamente fallimentare, decidendo di colpire una delle poche esperienze di autoproduzione nello stesso giorno in cui un magistrato di rilevo occupa le prime pagine dei quotidiani schierandosi a favore della legalizzazione.

Siamo solidali con i due compagni colpiti dalla repressione, continueremo ad essere complici del CSOA Gabrio nell'antiproibizionismo come nelle diverse lotte.

_TO*hacklab

Altre informazioni:

#perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa #perquisa

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Ciao Danny

Danny

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Work In Progress

Stiamo ricostruendo l'hacklab (e il sito, e tutto quanto). Se vuoi darci una mano ci trovi al primo piano del CSOA Gabrio, in Via F. Millio 42 a Torino. Non c'è (ancora) un orario stabilito, la cosa migliore è contattarci con una mail a underscore[at]autistici[dot]org . A presto!

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