Italia-Giappone, Meloni e Takaichi rafforzano il partenariato strategico alla vigilia del G7
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve oggi a Roma la premier giapponese, Sanae Takaichi, per fare il punto sugli accordi raggiunti durante il vertice di Tokyo dello scorso gennaio e imprimere un nuovo slancio a una relazione che negli ultimi mesi si è estesa ben oltre il commercio, abbracciando difesa, spazio, sicurezza economica e tecnologie strategiche.
L’incontro arriva a cinque mesi dall’elevazione delle relazioni bilaterali al rango di Partenariato Strategico Speciale e alla vigilia del G7 di Evian, offrendo ai due governi l’occasione di verificare i progressi compiuti e individuare nuove iniziative da promuovere in vista del G20 di dicembre. Il 2026 segna inoltre il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, una ricorrenza che Roma e Tokyo intendono accompagnare con risultati concreti sul piano politico, economico e industriale.
Negli ultimi mesi la cooperazione tra i due Paesi ha registrato un’accelerazione significativa. A fine maggio si è riunito a Nagoya l’Italy-Japan Business Group, mentre Tokyo ha ospitato il primo incontro del nuovo Tavolo bilaterale sulla sicurezza economica e la sessione inaugurale del Dialogo intergovernativo sullo spazio. L’obiettivo del vertice di Roma è consolidare questo processo e trasformare il quadro politico definito a gennaio in meccanismi permanenti di collaborazione, secondo fonti italiane.
Tra i risultati più attesi figura una dichiarazione congiunta sullo spazio, destinata a rafforzare la cooperazione tra le rispettive agenzie spaziali, promuovere nuove sinergie tecnologiche e scientifiche e favorire la nascita di partenariati industriali strategici. L’intesa serve a muovere un impegno congiunto a favore di una regolamentazione più solida delle attività spaziali, aggiungendo una dimensione di governance a un settore che sta assumendo un ruolo crescente nelle relazioni tra i due Paesi.
La difesa resta uno dei pilastri della partnership. Italia e Giappone proseguono infatti la collaborazione nel quadro del Global Combat Air Programme (GCAP), il progetto sviluppato insieme al Regno Unito per la realizzazione di un caccia di sesta generazione destinato a rafforzare la sicurezza sia nell’area euro-atlantica sia nell’Indo-Pacifico. Parallelamente, cresce il peso della sicurezza economica nell’agenda bilaterale, con una crescente attenzione alla resilienza delle catene di approvvigionamento, alle tecnologie critiche e alla riduzione delle vulnerabilità legate alle materie prime strategiche.
La dimensione economica continua a rappresentare una delle basi più solide del rapporto. Il Giappone si conferma il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia e la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente. Nel 2025 l’interscambio ha raggiunto i 12,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 4,4 miliardi. Nel primo trimestre del 2026 gli scambi si sono attestati a circa 3 miliardi di euro, generando un avanzo commerciale di circa 1 miliardo. In Giappone operano inoltre 166 imprese italiane, con un fatturato complessivo di circa 3 miliardi di euro.
Oltre ai dossier bilaterali, Meloni e Takaichi sul tavolo c’è ampio spazio ai principali temi dell’agenda internazionale in vista del G7. Tra questi figurano l’Ucraina, il Medio Oriente, la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico, la resilienza economica e la necessità di ridurre le vulnerabilità nelle forniture di materie prime critiche.
Sul piano strategico, l’incontro riflette anche una crescente convergenza tra Roma e Tokyo su una visione della sicurezza che va oltre le tradizionali questioni militari. Negli ultimi anni il Giappone ha progressivamente ampliato la portata della propria strategia per un Free and Open Indo-Pacific, includendo temi come sicurezza economica, energia, tecnologie emergenti e catene del valore. Molti dei dossier oggi al centro della cooperazione con l’Italia si inseriscono in questa evoluzione, contribuendo ad avvicinare le priorità europee e quelle asiatiche.
Più che annunciare una nuova fase delle relazioni bilaterali, il vertice di Roma punta dunque a dimostrare che il Partenariato Strategico Speciale lanciato a gennaio sta entrando in una fase operativa, con spazio, difesa, sicurezza economica e cooperazione industriale destinati a diventarne i principali motori.