Vista elenco

Ricevuto — 7 Agosto 2026 Stampa Nazionale

INCENDIO SUL MOREGALLO, IN AZIONE I VOLONTARI DEL CRAS “STELLA DEL NORD” DELLA LEIDAA

7 Agosto 2026 ore 15:42

Mentre le fiamme divorano le pendici del monte Moregallo, tra Valmadrera e Mandello sul Lario (Lecco), i volontari del CRAS “Stella del Nord” della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente sono impegnati nelle aree prossime al rogo per cercare e soccorrere animali selvatici in difficoltà.

Un’attività faticosa e pericolosa, ma assolutamente necessaria: tra tutti i danni causati (di solito) dall’uomo all’ambiente, l’incendio è l’evento più catastrofico per gli animali del bosco, che vedono letteralmente distrutta la loro casa e fuggono in ogni direzione, anche verso le strade e i centri abitati, in stato di completo disorientamento. In questo contesto è essenziale la collaborazione dei cittadini: le probabilità di incontrare un animale ferito e spaventato sono molto più elevate, occorre guidare con prudenza e segnalare ogni incontro, anche al numero del CRAS (375/5278883), per consentire il pronto intervento delle autorità e degli operatori.

Il video dell’intervento dei volontari del Cras Stella del Nord è scaricabile al link https://drive.google.com/drive/folders/1GKtgPdgZqLqO06AlsRyvesBpId_0osKY?pli=1 e visibile al link https://youtu.be/IfNBQUoqiG8

The post INCENDIO SUL MOREGALLO, IN AZIONE I VOLONTARI DEL CRAS “STELLA DEL NORD” DELLA LEIDAA appeared first on nelcuore.org.

Il Punto

7 Agosto 2026 ore 11:00

Chiuso ufficialmente a fine giugno, per il Pnrr è tempo di primi bilanci. Lo stato di avanzamento lavori non è brillante, ma si può contare su alcune proroghe per portare a termine i cantieri. Resta il compito più difficile: trasformare gli investimenti in servizi per i cittadini. Il ripristino dei controlli alle frontiere per chi […]

L'articolo Il Punto proviene da Lavoce.info.

Per il Pnrr la campanella non è ancora suonata

7 Agosto 2026 ore 10:19

Il quadro dell’avanzamento lavori a pochi giorni dalla conclusione del Pnrr appare problematico. Ma anche se tutto dovesse chiudersi nei tempi previsti, resta l’esame più difficile: trasformare gli investimenti in servizi per i cittadini e le imprese.

L'articolo Per il Pnrr la campanella non è ancora suonata proviene da Lavoce.info.

Crisi migratoria di Ceuta: cronaca di una tempesta in un bicchiere d’acqua

7 Agosto 2026 ore 10:16

Il nostro governo ha sospeso il sistema Schengen sugli arrivi dalla Spagna dopo i fatti di Ceuta. Una decisione che solleva dubbi di legittimità. Perché il provvedimento non sembra né necessario né proporzionato rispetto alla minaccia individuata.

L'articolo Crisi migratoria di Ceuta: cronaca di una tempesta in un bicchiere d’acqua proviene da Lavoce.info.

Perché le scuole al caldo sono un problema da risolvere

7 Agosto 2026 ore 10:03

I periodi di caldo si allungano e interessano mesi in cui le scuole sono aperte. Ciò ha conseguenze sugli apprendimenti e sul benessere degli studenti. Ci sono buone ragioni per investire subito in misure di raffrescamento degli edifici scolastici.

L'articolo Perché le scuole al caldo sono un problema da risolvere proviene da Lavoce.info.

Il Punto

7 Agosto 2026 ore 11:00

Chiuso ufficialmente a fine giugno, per il Pnrr è tempo di primi bilanci. Lo stato di avanzamento lavori non è brillante, ma si può contare su alcune proroghe per portare a termine i cantieri. Resta il compito più difficile: trasformare gli investimenti in servizi per i cittadini. Il ripristino dei controlli alle frontiere per chi […]

L'articolo Il Punto proviene da Lavoce.info.

Per il Pnrr la campanella non è ancora suonata

7 Agosto 2026 ore 10:19

Il quadro dell’avanzamento lavori a pochi giorni dalla conclusione del Pnrr appare problematico. Ma anche se tutto dovesse chiudersi nei tempi previsti, resta l’esame più difficile: trasformare gli investimenti in servizi per i cittadini e le imprese.

L'articolo Per il Pnrr la campanella non è ancora suonata proviene da Lavoce.info.

Crisi migratoria di Ceuta: cronaca di una tempesta in un bicchiere d’acqua

7 Agosto 2026 ore 10:16

Il nostro governo ha sospeso il sistema Schengen sugli arrivi dalla Spagna dopo i fatti di Ceuta. Una decisione che solleva dubbi di legittimità. Perché il provvedimento non sembra né necessario né proporzionato rispetto alla minaccia individuata.

L'articolo Crisi migratoria di Ceuta: cronaca di una tempesta in un bicchiere d’acqua proviene da Lavoce.info.

Perché le scuole al caldo sono un problema da risolvere

7 Agosto 2026 ore 10:03

I periodi di caldo si allungano e interessano mesi in cui le scuole sono aperte. Ciò ha conseguenze sugli apprendimenti e sul benessere degli studenti. Ci sono buone ragioni per investire subito in misure di raffrescamento degli edifici scolastici.

L'articolo Perché le scuole al caldo sono un problema da risolvere proviene da Lavoce.info.

Diari alfabetici di Sheila Heti

7 Agosto 2026 ore 07:01

N ulla può essere considerato più intimo e anomalo ‒ quale testo letterario ‒ di un diario. Nato per ordinare pensieri privati in forma privata, scevro solitamente di riferimenti che possano includere altri lettori all’infuori di chi lo scrive il diario è da sempre una materia ambigua, difficile da decifrare e interpretare. Oggetto dunque estremo concepito da un autore che ne è allo stesso tempo l’unico possibile lettore.

Sheila Heti ha deciso di far saltare questo schema facendo letteralmente brillare il suo diario, trasformandolo così in un testo inedito ‒ anche per lei ‒ con una finalità ora principalmente letteraria. Ispirandosi ai grandi giocolieri novecenteschi dell’Oulipo, Georges Perec e Raymond Queneau, Heti ha smontato il suo diario, composto quotidianamente per dieci anni, e lo ha messo in ordine alfabetico, dalla A alla Z assemblando e accostando una a fianco all’altra tutte le frasi che iniziano con A, B, C ecc. Un gesto assurdo che tuttavia restituisce un testo nuovo, diversamente indagabile dal lettore e capace di rivelare sfumature inedite al punto che la prima curiosità che apre questo bizzarro e raffinato libro, Diari alfabetici (2026, nella puntuale e accurata traduzione di Federica Aceto) sarebbe proprio sapere che effetto ha fatto alla sua stessa autrice, quale sentimento ha provocato in lei rileggersi in una versione ricomposta secondo la cronologia dell’alfabeto.

Quello che colpisce è prima di ogni altra cosa l’assertività delle frasi, quasi delle sentenze lapidarie. Ovviamente tutto parte dall’io, dal tentativo di scavare dentro al proprio sé, gesto che Sheila Heti ha già perseguito efficacemente, almeno letterariamente con Colore puro (2024) e con La persona ideale, come dovrebbe essere? (2013). Diari alfabetici appare così come la prima connessione possibile tra l’io e il mondo, ma al tempo stesso anche come l’esaurimento del contatto con l’altro: tutto appare possibile fino al punto in cui si conferma sempre come parte separata dal sé, dalla possibilità di esistere diversamente se non imponendo sé stessi, le proprie convinzioni nelle amicizie come in amore: “Come si fa indovinare cosa c’è nella testa di un’altra persona? Come si fa a non detestare se stessi? Come si fa a spostare il proprio asse? Come si fa a vivere se non si considera, in certo senso, la vita come un gioco, con l’idea che si vince e si perde, e che ci sono strategie per vincere, e regole che valgono anche per gli altri giocatori?”.

Heti ha smontato il suo diario e lo ha messo in ordine alfabetico, dalla A alla Z assemblando e accostando una a fianco all’altra tutte le frasi che iniziano con A, B, C ecc. Un gesto assurdo che tuttavia restituisce un testo nuovo, diversamente indagabile dal lettore e capace di rivelare sfumature inedite.
La lotta è data fin dalle prime pagine, in particolare verso il maschile a cui l’autrice tende fortissimamente tra passione e rabbia, ma anche tra delusione e paura. I sentimenti espressi in queste frasi ‒ per quanto volutamente estrapolate ‒ testimoniano sempre un’energia in presa diretta, un alto voltaggio dentro al quale le ascese e le ricadute appaiono all’ordine del giorno. Non sono considerate e del resto non possono essere possibili vie di mezzo, la materia è subito esposta e la temperatura è quella di lava incandescente. Il movimento è obbligatoriamente centripeto, tutto quello che è esterno diventa interno e all’interno di un’agitazione emotiva che prova a scardinare e a trovare nuovi appigli, nuove forme di comprensione, ma finisce spesso per ricadere nei medesimi errori.

Diari alfabetici contiene in pari numero fallimenti e successi fino a un’equivalenza che cancella in sostanza il valore degli uni e degli altri. Non c’è differenza all’interno dello scorrimento veloce e spesso frenetico degli eventi perché nulla conta per davvero se non il rimanere, l’ostinazione a restare che spesso è però facilmente ascrivibile più a una resistenza controvoglia che a un’opposizione reale. Non esistono motivi precedenti, ma solo fatti e le relative reazioni che si mischiano le une con le altre all’interno di un impasto psicologico che, seppur con lievi variazioni, riporta sempre alle medesime cadute. E anche le scoperte appaiono come luci tanto improvvise e accecanti quanto fatue, oltre che rapidissime all’esaurirsi: “Per la maggior parte, non posso negare certi sentimenti, e non posso fingere di provarne altri”.

Diari alfabetici è così attraversato da una pulsazione di vita frenetica, da un’esigenza di felicità spesso elisa e inevitabilmente ridotta a margine occasionale, a fatto così imprevisto da essere ritenuto sostanzialmente irrilevante: “Ovviamente in ogni felicità c’è una cecità tremenda. Ovviamente non sono riuscita a scrivere molto. Ovviamente sto ignorando un sacco di cose negative, ma quando ci siamo abbracciati e salutati c’era tanta alchimia tra di noi, calore e una sensazione molto bella».

Il libro di Sheila Heti appare non solo come una naturale evoluzione del discorso letterario dell’autrice canadese, ma va anche oltre la banale definizione di autobiografia, cosa che in parte si rivela per ovvi motivi d’essere nella sua sostanza. Diari alfabetici propone infatti un doppio sguardo su di sé così radicalmente privato da divenire uno specchio potenziale dentro cui qualunque lettore può ritrovarsi; l’apparente eccentricità dei temi risulta infatti solo in superficie, la lettura pagina dopo pagina porta a una continua levigatura, un aggiramento estremamente meditato e continuo che di volta in volta aggiunge, toglie e muta, come nel caso di una macchina fotografica alla continua ricerca del fuoco che si palesa solo per un istante e poi va subito ritrovato.

Un’indagine sul passato delle cose e di sé stessi, su chi si era, o meglio su chi si credeva di essere e chi invece si è, ora in quel preciso istante, prima che il tempo passi e con lui si muti fino a diventare nuovamente esseri estranei da osservare con stupore, tristezza e malinconia davanti allo specchio: “Le persone che prima mi sembrano a posto ora hanno qualcosa di minaccioso; non ho cuscinetti di protezione, non ho un uomo, non ho nessuno che mi difenda. Le persone generano altre persone. Le persone hanno bisogno di una personalità da abbinare a un dato libro, ma siccome a me nessuno mi conosce non esiste nessuna personalità da abbinare ai libri”.

L’apparente eccentricità dei temi risulta solo in superficie, la lettura pagina dopo pagina porta a una continua levigatura, un aggiramento estremamente meditato e continuo che di volta in volta aggiunge, toglie e muta, come nel caso di una macchina fotografica alla continua ricerca del fuoco.
Lo scandalo non sta nel movimento, ma nella sua osservazione, nel tentativo di leggerlo frenandolo e poi interpretandolo. Lo scandalo è così totalmente letterario ed è questa la strada che persegue Sheila Heti esponendosi totalmente, ma al tempo stesso recuperando quel velo così necessario alla forma letteraria. Diari alfabetici ha la medesima forza delle opere di Sophie Calle, in particolare nell’elaborazione della struttura, ma con la differenza di una forza liberatoria che sta tutta nella pagina scritta.

Una piccola opera estremamente densa e capace di mostrare l’energia della letteratura, spesso costretta dentro forme considerate più consone ‒ dal romanzo al racconto ‒ e che probabilmente in questo secolo sono più che altro utili a conformare e a limitare la forza letteraria dentro scatole ormai desuete: “Sviluppare una filosofia dell’esistenza. Svuota i cassetti, gli armadi, il vano laterale delle scale, butta i vestiti che non ti piacciono, che non ti metti più”. Una forma di abbandono dalle cose e dall’immagine di sé che non corrisponde più al vero, al necessario e anche all’utile, un modo per abbracciare tutto quello che ancora non è noto e offre una nuova possibilità di vita da assaporare fino in fondo. Un diario che sono più diari, che rimontati ora in maniera cronologica si presentano come un romanzo totalmente nuovo. L’unico vero romanzo morale possibile dei nostri tempi.

L'articolo Diari alfabetici di Sheila Heti proviene da Il Tascabile.

❌