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Ricevuto ieri — 14 Giugno 2026 Stampa Internazionale

L’ultima verità di Tulsi Gabbard: la rete segreta di 120 biolab finanziati dagli Usa in 30 Paesi, Ucraina compresa

14 Giugno 2026 ore 02:15

biolab Usa

L’America di Trump ha deciso di tirare fuori uno scheletro che per anni l’establishment politico-sanitario ha cercato di tenere chiuso nell’armadio. E non è uno qualunque. La (dimissionaria) direttrice dell’Intelligence Nazionale, Tulsi Gabbard, ha annunciato venerdì la desecretazione di documenti inediti che confermano l’esistenza di una rete globale di 120 biolaboratori finanziati dal governo statunitense, distribuiti in oltre 30 Paesi – tra cui l’Ucraina. Lo riporta Just the News, citando l’annuncio ufficiale.

Per anni, l’amministrazione Biden e figure come il dottor Anthony Fauci avevano negato o minimizzato. Ora, Gabbard – ex democratica diventata indipendente e approdata nell’esecutivo repubblicano e ora pronta a lasciare – rovescia il tavolo. «Politici, sedicenti esperti sanitari ed entità del team di sicurezza nazionale di Biden hanno mentito agli americani sull’esistenza di questi biolaboratori, e hanno minacciato chi tentava di esporre la verità», ha dichiarato senza mezzi termini.

Today, I’m releasing never before seen intelligence revealing new evidence of past US government funding for more than 120 biolabs in over 30 countries, including Ukraine.

In support of President Trump‘s Executive Order to end federal funding of dangerous gain of function… pic.twitter.com/RkPHnAbka9

— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 12, 2026

L’ombra del “gain-of-function”

Il timing non è casuale. L’annuncio arriva in attuazione di un ordine esecutivo firmato da Donald Trump che vieta i finanziamenti federali per la ricerca gain-of-function considerata pericolosa, imponendo al contempo trasparenza totale. Secondo il report dell’ODNI, molti dei 120 laboratori hanno condotto proprio questo tipo di studi – quelli che rendono un virus più trasmissibile o letale – con una sorveglianza inadeguata o inesistente. Perché si tratta di una ricerca pericolosa? Perché se un virus potenziato sfugge (per errore umano, guasto, o contaminazione), potrebbe scatenare un’epidemia o pandemia;

«Nonostante il potenziale di impatto catastrofico globale, ci hanno mentito», ha ribadito Gabbard su X, spiegando che la comunità dell’Intelligence aveva già avvertito in passato che un biolab Usa in Ucraina conteneva patogeni pericolosi. Oggi, con la guerra in corso, quelle strutture sono un bersaglio vulnerabile: attacchi russi, incursioni o danni accidentali potrebbero trasformarle in una bomba epidemiologica.

Ucraina, il nodo che nessuno voleva toccare

Proprio l’Ucraina è il punto più caldo della vicenda. Da anni circolano teorie (spesso strumentalizzate dalla propaganda di parte) su laboratori segreti finanziati dal Dipartimento della Difesa Usa. Ora arriva una conferma da fonte ufficiale americana, ma con una narrazione diversa: non si tratterebbe di armi biologiche offensive, bensì di progetti di «cooperazione scientifica» per la sorveglianza di patogeni – finiti però sotto la lente per la mancanza di controlli. In buona sostanza, i misteriosi biolab esistono ma non avrebbero – secondo Washington – scopi militari.

Come riporta un documento ufficiale del Dipartimento della Guerra, dal 2005, il Pentagono, attraverso il Cooperative Threat Reduction Program, ha investito circa 200 milioni di dollari in Ucraina per sostenere 46 laboratori, strutture sanitarie e siti diagnostici ucraini. L’obiettivo principale di questi interventi è migliorare la biosicurezza, la biosicurezza e la sorveglianza delle malattie umane e animali, al fine di ridurre i rischi derivanti dai patogeni residui del vecchio programma sovietico di armi biologiche illegale. Tutti i laboratori, almeno secondo Washington, sono di proprietà e sotto la gestione esclusiva del governo ucraino, non del Dipartimento della Guerra.

Gabbard promette che l’ODNI continuerà a lavorare con altre agenzie per censire ogni laboratorio, ogni ceppo virale e ogni linea di ricerca. «Identificheremo dove si trovano, quali patogeni contengono e cosa diavolo ci fanno».

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