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Opel Omega, 40 anni dopo

16 Giugno 2026 ore 10:00

Nell'autunno del 1986 debuttava una delle Opel più significative di quel periodo. La Omega, presentata al Salone di Parigi dello stesso anno, raccoglieva l'eredità della Rekord e proponeva una nuova visione della berlina di fascia medio-alta. A quarant'anni dal debutto, per il rinnovamento stilistico e per le innovazioni tecniche la tre volumi tedesca rappresenta un passaggio cruciale per la Casa di Rüsselsheim.

Un progetto per il futuro

Con la Omega, la Opel archiviò le linee d'ispirazione americana che avevano caratterizzato le sue berline precedenti, scegliendo una carrozzeria dalle forme più morbide. Il frontale spiovente e le superfici laterali pulite contribuirono a ottenere un coefficiente di penetrazione aerodinamica compreso tra 0,28 e 0,30, a seconda delle versioni. Il suo sviluppo, che introduceva un avantreno e un assale posteriore di nuova concezione, richiese poi un investimento di circa due miliardi di marchi e portò alla realizzazione di una nuova linea produttiva a Rüsselsheim. Un modello destinato dunque a inaugurare una nuova fase industriale, con l'esteso impiego della progettazione assistita da computer e una maggiore attenzione per l'efficienza e la qualità costruttiva.

Una lunga carriera

Prodotta fino al 1994, la prima serie della Omega - con la seconda generazione commercializzata fino al 2003 - era disponibile in versione berlina e station wagon. La gamma motori comprendeva i quattro cilindri benzina da 1.8 e 2 litri e i diesel e turbodiesel da 2.3 litri, mentre al vertice dell'offerta si collocavano i sei cilindri in linea 3.0 a 12 e 24 valvole, capaci di erogare fino a 204 CV. Nel 1989 arrivò inoltre la versione sviluppata in collaborazione con la Lotus, una delle Opel più conosciute dagli appassionati.

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Milano è Forte dei Marmi, la Dolce Vita delle storiche

16 Giugno 2026 ore 07:00

Ci sono luoghi che, più di altri, conservano un legame speciale con l'automobile. Forte dei Marmi è uno di questi. Località simbolo dell'eleganza italiana e della stagione della Dolce Vita, continua ancora oggi a evocare immagini di cabriolet sul lungomare e protagonisti della mondanità del 900. È proprio verso la cittadina versiliese che farà rotta la seconda edizione di Milano è Forte dei Marmi, in programma dal 9 all'11 ottobre 2026.

Dai Colli Pavesi alla Versilia

Organizzata da OldCar24 in collaborazione con la Scuderia Montenapoleone, la manifestazione propone un percorso dedicato agli appassionati di vetture classiche e, più in generale, a chi ama vivere l'automobile come esperienza di viaggio e scoperta del territorio. L'iniziativa si inserisce nella filosofia degli organizzatori, impegnati nella realizzazione di eventi che valorizzano alcune delle località più interessanti del panorama italiano, favorendo l'incontro tra equipaggi provenienti dall'Italia e dall'estero. Il programma prenderà il via il 9 ottobre con il ritrovo sui Colli Pavesi, dove sono previste le prime prove di abilità e la consegna del materiale di gara. Il 10 ottobre la carovana raggiungerà poi la Versilia attraverso percorsi panoramici, con ulteriori prove di abilità lungo il tragitto. L'11 ottobre sarà infine dedicato al turismo e alle ultime prove in circuito.

Il Forte e il legame con l'automobile

Forte dei Marmi rappresenta una delle destinazioni più note del turismo italiano. A partire dai primi decenni del 900, l’aristocrazia europea contribuì allo sviluppo della località e, soprattutto dagli anni del boom economico, la cittadina divenne una delle mete più ambite. Anche l'automobile, in questo contesto, ha avuto un ruolo importante. Le strade della Versilia hanno visto il passaggio di molte delle vetture che hanno segnato il costume italiano del dopoguerra, dalle Alfa Romeo Spider alla Fiat Boano Spiaggina, modelli entrati nell'immaginario collettivo anche grazie alla loro presenza accanto a personaggi del calibro di Gianni Agnelli e Aristotele Onassis.

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