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Mondiali 2026, le partite di oggi: attesa per l’esordio dell’Iran, in campo anche Spagna e Capo Verde | Orari e dove vederle in tv

15 Giugno 2026 ore 05:58

L’esordio della Spagna contro Capo Verde, un’altra delle favole più curiose di questo Mondiale. E ancora il Belgio, l’Uruguay, ma soprattutto la prima dell’Iran, la nazionale più discussa della Coppa del Mondo ormai da diversi mesi. Queste alcune delle squadre che scenderanno in campo lunedì 15 giugno e nella notte tra il 15 e il 16 appunto.

Si parte alle ore 18 italiane: a scendere in campo sarà la Spagna di De La Fuente, un’altra delle squadre più attese dei Mondiali. Per più motivi: perché il calcio spagnolo è da anni tra i più divertenti, perché c’è Lamine Yamal di rientro da un infortunio, per un centrocampo stellare. Semplicemente perché è una delle favorite. Di fronte ci sarà Capo Verde, un arcipelago di soli 530mila abitanti che ha eliminato il Camerun nelle qualificazioni ed è alla sua prima storica partecipazione alla Coppa del Mondo. Sei dei suoi convocati sono nati a Rotterdam. Sulla carta è una sfida a senso unico.

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Più tardi, nella serata italiana in diretta sulla Rai, tocca al Belgio, eterna incompiuta che ha avuto nelle ultime edizioni una “generazione d’oro”, ma senza mai riuscire a ottenere successi. L’allenatore è Rudi Garcia, vecchia conoscenza della Serie A sulle panchine di Roma e Napoli. E a proposito di Napoli, c’è De Bruyne, c’è Lukaku: le stelle non mancano. Di fronte c’è l’Egitto, che tra le africane non è la squadra qualitativamente più forte ma di sicuro è una squadra fisica, di grande carattere e personalità.

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Nella notte italiana invece altre due sfide: prima a mezzanotte l’esordio dell’Uruguay – per la prima volta senza l’icona Luis Suarez – che sfida l’Arabia Saudita: la formazione saudita agli ultimi Mondiali sorprese l’Argentina all’esordio, battendola 1-0. Gli occhi sono però tutti sull’Iran, che alle 3 sfida la Nuova Zelanda. Più che per l’aspetto calcistico, c’è curiosità per tutto ciò che c’è intorno: l’Iran ha infatti prima avuto problemi con i visti (poi concessi, ma solo al gruppo giocatori e qualcuno dello staff, ma ne sono rimasti fuori circa 15), poi con l’organizzazione delle partite: la selezione iraniana si trova in Messico, ma gioca negli Stati Uniti. Deve andare e rientrare in giornata, tutto nel giro di 24 ore massimo.

Mondiali 2026, le partite di oggi: 15 e 16 giugno

Spagna-Capo Verde (girone H)
Orario: 18:00
Atlanta: Mercedes-Benz Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Belgio-Egitto (girone G)
Orario: 21:00
Seattle: Lumen Field
Dove vedere in tv e streaming: DAZN, Rai 1 e RaiPlay

Arabia Saudita-Uruguay (girone H)
Orario: 00:00 (notte tra il 15 e il 16 giugno)
Miami: Hard Rock Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Iran-Nuova Zelanda (girone G)
Orario: 03:00 (notte tra il 15 e il 16 giugno)
Inglewood: SoFi Stadium
Dove vedere in tv e streaming: DAZN

Dove vedere i Mondiali: Dazn e Rai

Tutte le partite del Mondiale di calcio 2026 sono trasmesse in Italia in diretta streaming su DAZN, con l’abbonamento. Ma 35 partite vengono trasmesse anche in chiaro: sono disponibili in diretta televisiva sui canali Rai e in streaming sulla piattaforma RaiPlay.

Per quanto riguarda le partite del 15 e 16 giugno, la sfida tra Belgio ed Egitto di lunedì sera si vede sia su Dazn, ma anche in chiaro su Rai1 e in streaming su RaiPlay. I match SpagnaCapo Verde, Arabia SauditaUruguay e IranNuova Zelanda invece sono visibili in esclusiva sulla piattaforma streaming.

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F1, capolavoro di Hamilton: vince a Barcellona, è il primo successo in Ferrari. Fuori Antonelli | Ordine d’arrivo e nuova classifica

14 Giugno 2026 ore 16:36

Lewis Hamilton vince il gran premio di Spagna a Barcellona al Montmelò e ottiene il suo primo successo con la Ferrari dopo un anno e mezzo. “Oggi ci siamo messi dietro una Mercedes“, riferendosi ad Antonelli, “domani ce ne mettiamo dietro un’altra”, aveva detto il pilota britannico della Ferrari dopo il secondo tempo in qualifica di sabato. Detto, fatto. Una strategia perfetta quella della Ferrari – con un po’ di fortuna quando nella seconda metà di gara è arrivata una virtual safety car per l’incidente di Alonso – che ha permesso a Hamilton di star davanti alla Mercedes di Russell, che ha chiuso al secondo posto, e alla McLaren di Norris, terzo. Out invece l’italiano Kimi Antonelli, che a tre giri dalla fine – quando era secondo – ha avuto un problema e si è fermato.

Le lacrime di Hamilton: “Sono 106 vittorie in carriera, ma questa ha qualcosa di unico”
L’analisi della gara: così ha vinto Hamilton

Hamilton – alla sua 106esima vittoria in carriera – non trionfava dal gran premio del Belgio nel 2024. “Devo dire grazie a tutti alla Ferrari. Avevo iniziato con un sogno e poi ho passato un anno orribile ma non ho mai mollato. Sono 106 vittorie in carriera per me e sono tutte speciali ma questa ha qualcosa di unico. Da piccolo sognavo la Ferrari e di vincere un giorno con questa macchina e oggi quel giorno è arrivato”, ha dichiarato il britannico dopo il successo.

Se la virtual safety car ha avvantaggiato Lewis Hamilton, ancora tanta sfortuna per Charles Leclerc. Il monegasco si è prima fermato un giro prima della virtual safety car (perdendo un grosso vantaggio), poi ha poi avuto un problema come Antonelli negli ultimi giri e si è ritirato. Un momento da incubo per Leclerc, che dopo l’incidente a Montecarlo si ritira anche in Spagna. Tornando a Hamilton, era una vittoria che il britannico sentiva quasi nell’aria nelle ultime settimane, quando anche nelle dichiarazioni è stato molto più clemente verso la Ferrari rispetto al passato. Poi – con la virtual safety car e il primo posto lì a portata di mano – è arrivato “The Hammer time“, ovvero quel momento in cui Hamilton – sotto pressione e in lotta per la vittoria – riesce a dare il meglio di sé. Da lì è diventato imprendibile.

F1 Gp Spagna, l’ordine d’arrivo

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F1 Gp Spagna, la classifica

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La scusa del caldo per vendere spazi pubblicitari: le pause per bere ai Mondiali valgono fino a 9 milioni di dollari. Scoppia la polemica

14 Giugno 2026 ore 15:37

C’è un aspetto che in questi primi giorni di Mondiali sta facendo tanto discutere negli Stati Uniti e non solo: le nuove pause obbligatorie per bere (hydration break) introdotte a partire da questa edizione della Coppa del Mondo. Ufficialmente servono a tutelare la salute dei giocatori, ma molti hanno fatto notare come questi rappresentino soprattutto un’occasione commerciale. Il motivo? Durano tre minuti e le tv – in quello spazio – ne approfittano per lanciare pubblicità che valgono milioni e milioni di dollari. Michael Johnson, analista per S&P Global, ha dichiarato – come riporta La Gazzetta dello Sport – che ogni spazio pubblicitario “può raggiungere prezzi da Super Bowl, tra i 7 e i 9 milioni di dollari”.

La polemica è esplosa durante la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica. Al 24esimo minuto di gioco, con una temperatura di circa 23 gradi a Città del Messico (temperatura nella media per l’estate messicana), l’arbitro ha fermato l’incontro per consentire ai calciatori di bere. Una sosta di tre minuti che, nelle trasmissioni televisive statunitensi, si è immediatamente trasformata in uno spazio pubblicitario dedicato agli sponsor del torneo.

Secondo diversi giornalisti internazionali, il problema non è tanto l’esistenza delle pause in condizioni climatiche estreme, quanto la decisione della FIFA di renderle obbligatorie in tutte le 104 partite della Coppa del Mondo. Anche quando le temperature non sono in realtà così alte. Una scelta senza precedenti che – come sostiene anche il quotidiano The Independent, interrompe il ritmo del gioco e offre alle emittenti televisive nuove finestre pubblicitarie. L’effetto si è percepito immediatamente allo stadio Azteca. Dopo un avvio intenso e dai ritmi alti – anche divertente -, lo stop ha spezzato il ritmo della gara. I tifosi lasciavano i propri posti per qualche minuto, la musica alta interrompeva il clima agonistico presente fino a quel momento e i maxischermi proponevano contenuti d’intrattenimento in attesa della ripresa del gioco. In piena atmosfera Nba, per intenderci.

Motivo per cui in tanti nel mondo del calcio ritengono che queste soste abbiano senso soltanto in presenza di temperature particolarmente elevate. Tra loro anche il commissario tecnico degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, che ha dichiarato di considerarle inutili quando le condizioni climatiche sono normali: “Non mi piace. Mi piace solo in condizioni estreme“. Sulla stessa linea anche altri commissari tecnici, come Didier Deschamps: “Cambia completamente il calcio, magari una squadra va benissimo e tre minuti fanno perdere il ritmo”.

Infatti c’è anche chi decide di “boicottare” queste pause, come il giornalista Alejandro Berry di Telemundo (tv in lingua spagnola negli Usa), che si è rivolto così agli ascoltatori: “Noi non mandiamo in onda spot pubblicitari durante la pausa per idratarci. Unitevi a noi per godervi il football senza interruzioni”. Carli Lloyd, ex campionessa di calcio, non ha risparmiato critiche: “La detesto”. L’interruzione, s’intende.

Dietro la decisione della FIFA, secondo l’analisi pubblicata da The Independent, ci sarebbero soprattutto ragioni economiche. Le pause trasformano infatti ogni partita in una sorta di evento suddiviso in quattro segmenti (in pieno stile basket, dove tra time-out e i quattro quarti, le interruzioni sono tantissime), aumentando sensibilmente il numero degli spazi pubblicitari disponibili. Considerando che il Mondiale 2026 prevede un numero record di gare, il valore commerciale di queste interruzioni potrebbe raggiungere cifre enormi per broadcaster e sponsor.

La questione si inserisce in un dibattito più ampio sulla crescente commercializzazione del calcio. Il Mondiale del Nord America è già il più ricco della storia e, secondo la FIFA, genererà ricavi superiori ai 10 miliardi di sterline. Per questo motivo la discussione è destinata a proseguire anche oltre il torneo. Se il sistema di “hydration break” verrà confermato, le pause per bere potrebbero diventare una presenza fissa nei grandi eventi internazionali. Anche se – scrive The Independent – “non è chiaro perché qualcuno abbia bisogno di tre minuti per bere un sorso d’acqua”.

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