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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

Il Gruppo Hera compra Sostelia e diventa leader italiano nel trattamento delle acque

19 Gennaio 2026 ore 15:56

Il Gruppo Hera ha acquistato il Gruppo Sostelia, società operano nel settore delle tecnologie e del trattamento delle acque civili e industriali, per 138 milioni di euro.

L’acquisizione da parte del Gruppo Hera, si legge nella nota, si completerà entro fine marzo 2026. A regime, questa operazione porterà un contributo alla crescita del margine operativo lordo consolidato del Gruppo Hera stimato per più di 20 milioni di euro, oltre al valore delle sinergie da integrazione previste.

Le linee strategiche dell’operazione

L’operazione crea un player di riferimento in Italia con un’offerta integrata nel mercato del trattamento delle acque – dalla progettazione e costruzione (EPC) alla gestione e manutenzione (O&M), fino al trattamento e smaltimento dei rifiuti liquidi e fanghi correlati ai processi di depurazione – e genera un sistema di sinergie con Herambiente (controllata di Hera e primo operatore italiano nel settore ambiente), che innalza qualità, efficienza e continuità del servizio per clienti pubblici e privati.

Le sinergie rappresentano, infatti, uno dei principali driver della creazione di valore. Da un lato, l’integrazione dei servizi Sostelia potrà consentire a Herambiente di ampliare la propria offerta commerciale fornendo ai propri clienti ulteriori servizi come le soluzioni di revamping e progettazione di nuovi impianti o la gestione e la manutenzione di impianti privati esistenti, assicurando una continuità tecnico-operativa che si traduce in maggiore affidabilità e minori costi di esercizio. Dall’altro, il portafoglio clienti di Sostelia rappresenta per Herambiente una significativa opportunità di integrazione della propria offerta di servizi.

Sinergie industriali e competenze nel ciclo idrico integrato

Tra gli elementi fondanti la sinergia industriale dell’acquisizione spicca, inoltre, il know-how maturato da Sostelia e dal Gruppo Hera nel ciclo idrico integrato, sia civile che industriale. Il Gruppo Hera, infatti, può già vantare un’esperienza pluriennale derivante dalla gestione diretta di decine di impianti di proprietà dedicati alla depurazione civile dei territori serviti e al trattamento dei liquidi di rifiuti industriali.

Dal canto suo, Sostelia fornisce anche servizi integrati e tecnologie all’avanguardia per il trattamento delle acque reflue industriali e dei fanghi, per il recupero delle risorse idriche e per affrontare le nuove sfide legate alla recente direttiva UE 2024/3019, che introduce obblighi più stringenti sul trattamento delle acque reflue urbane. Ne sono un esempio le soluzioni per l’abbattimento dei PFAS, finalizzate a ridurre l’impatto ambientale di questi inquinanti.

Più in generale, la combinazione di competenze tecniche, presidio impiantistico e capacità commerciale di Sostelia consentirà al Gruppo Hera di ampliare la propria base clienti, diversificare i ricavi e aumentare la resilienza del business in un ambito che richiede velocità di intervento, qualità del servizio e innovazione continua.

Il Gruppo Sostelia in cifre

Il Gruppo Sostelia ha una base di oltre 1.200 impianti in gestione, più di 1.200 clienti attivi, circa 350 lavoratori e il suo profilo economico finanziario conferma la solidità industriale dell’operazione. Circa il 70% dell’attività è focalizzata sui clienti industriali; in termini di linee di business, circa la metà dei ricavi proviene dalle soluzioni per il trattamento delle acque, principale porta d’accesso al cliente che garantisce contratti di gestione e manutenzione nel tempo, mentre la restante parte proviene dai servizi accessori.

La diversificazione commerciale è ampia, con un portafoglio che combina grandi player industriali nel mercato privato e importanti commesse pubbliche nel segmento municipale e, sul piano geografico, una forte copertura del Nord Italia e una presenza internazionale già avviata che genera circa il 10% del fatturato. La società ha anche un presidio diretto sul waste treatment, grazie a un impianto di trattamento avanzato per rifiuti liquidi a Casalmaggiore (CR) complementare alla dotazione impiantistica di Herambiente.

Le dichiarazioni

“L’acquisizione di una realtà industriale come Sostelia, leader nel water treatment con tecnologie avanzate, ricerca e sviluppo e know-how di alto livello, rafforza il posizionamento del Gruppo Hera nei due settori strategici water e waste. Lo scenario di riferimento è segnato da normative più stringenti, come la Direttiva UE 2024/3019 sulle acque reflue e da un deficit idrico sempre maggiore perché si prevede che la domanda di acqua crescerà, per la riconfigurazione industriale, mentre le risorse disponibili si ridurranno, per effetto del cambiamento climatico”, dichiara Orazio Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera.

“Tale contesto spingerà gli investimenti nel trattamento, risparmio e riutilizzo idrico, favorendo la crescita della domanda di soluzioni avanzate di water treatment civili e industriali. Aggiungiamo così un ulteriore tassello fondamentale all’interno della nostra filiera del waste e proseguiamo il percorso avviato negli ultimi anni, che ha già visto l’ingresso nel nostro perimetro aziendale di player come Aliplast e ACR Reggiani, con l’obiettivo di ampliare e diversificare i servizi per i clienti civili e industriali”, conclude Iacono.

“Tralasciando le frasi di rito tipiche di queste occasioni vorrei solo sottolineare come in meno di 3 anni, con un approccio industriale, siamo stati in grado di creare un gruppo che garantisce una prospettiva operativa molto più solida a tutti i collaboratori e ai clienti, visto che alcune delle realtà acquisite avevano un classico tema di passaggio generazionale da risolvere. Il fondo Xenon Fidec, partito nel luglio 2023, ha creato e sta facendo crescere altri cinque gruppi in comparti strategici della economia circolare e della transizione energetica e con questa operazione perfeziona la sua seconda exit di successo”, dichiara Danilo Mangano, amministratore delegato di Xenon AIFM S.A.

Advisor coinvolti nell’operazione

Nell’operazione Hera è stata assistita da PwC in qualità di advisor strategico e dallo studio GA-Alliance per la parte legale, mentre Xenon è stato assistito da Rothschild & Co. in qualità di advisor finanziario, da LCA per la parte legale, da Deloitte Financial Advisory e da Fortlane Partners.

L’articolo Il Gruppo Hera compra Sostelia e diventa leader italiano nel trattamento delle acque è tratto da Forbes Italia.

Ricevuto prima di ieri

AWS lancia l’European Sovereign Cloud: la prima infrastruttura europea completamente indipendente

15 Gennaio 2026 ore 17:03

Oggi Amazon Web Services (AWS) ha annunciato la disponibilità generale dell’AWS European Sovereign Cloud, un nuovo cloud indipendente per l’Europa, interamente situato all’interno dell’Unione Europea, fisicamente e logicamente separato dalle altre Regioni AWS. L’approccio distintivo dell’AWS European Sovereign Cloud offre l’unico cloud sovrano pienamente funzionale e gestito in modo indipendente, supportato da solidi controlli tecnici, garanzie di sovranità e tutele legali, progettate per rispondere alle esigenze di governi e imprese europee nella gestione di dati sensibili.

AWS ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere AWS European Sovereign Cloud dalla Germania al resto dell’Unione Europea, per supportare requisiti rigorosi di isolamento, residenza dei dati a livello nazionale e bassa latenza. L’espansione inizierà con nuove AWS Local Zones sovrane in Belgio, Paesi Bassi, e Portogallo.

Principi di progettazione e controllo

Da sempre, l’infrastruttura globale cloud e di intelligenza artificiale di AWS è stata progettata secondo un principio di “sovereign-by-design”, offrendo ai clienti il pieno controllo sulla localizzazione e sul movimento dei propri dati. Questo approccio è supportato da un insieme articolato di misure tecniche e controlli operativi che garantiscono trasparenza e affidabilità, oltre che da un’infrastruttura globale in grado di assicurare livelli eccezionalmente elevati di resilienza, sicurezza, e disponibilità.

AWS è progettata per rispondere alle esigenze delle organizzazioni più attente alla sicurezza e alla protezione dei dati a livello mondiale e la maggior parte dei clienti è già in grado di soddisfare i propri requisiti utilizzando una delle sei Regioni AWS esistenti nell’UE, basate sul principio di sovranità integrata fin dalla progettazione. AWS European Sovereign Cloud è stato sviluppato per offrire ai clienti un’ulteriore possibilità di scelta, consentendo di rispondere ai rigorosi requisiti di sovranità dell’Unione Europea senza compromettere le solide capacità e funzionalità di AWS.

Espansione e Local Zones

AWS European Sovereign Cloud e l’espansione delle AWS Local Zones in tre ulteriori Paesi offriranno alle organizzazioni nuove opzioni per distribuire i propri workload nel cloud con il massimo livello di sovranità e indipendenza operativa, mantenendo al contempo l’ampiezza dei servizi AWS su cui fanno affidamento per innovare e trasformarsi. Le AWS Local Zones sono una tipologia di infrastruttura che consente ai clienti di archiviare i dati in una specifica area geografica per soddisfare requisiti di residenza dei dati o per eseguire applicazioni sensibili alla latenza.

Le AWS Local Zones annunciate oggi faranno parte dell’AWS European Sovereign Cloud estendendo i controlli di sovranità dalla Regione AWS in Germania al territorio dell’Unione Europea. I clienti con requisiti ancora più rigorosi in termini di isolamento o residenza dei dati avranno inoltre la possibilità di utilizzare AWS Dedicated Local Zones, AWS AI Factories o AWS Outposts nelle sedi da loro selezionate, inclusi i propri data center on-premises.

Dichiarazione della leadership AWS

“L’Europa ha bisogno di accedere alle tecnologie cloud e di intelligenza artificiale più avanzate e affidabili. L’espansione dell’innovazione AWS in Europa contribuirà a dare ai clienti un ulteriore impulso alla crescita e alle loro ambizioni in ambito AI”, ha affermato Stéphane Israël, managing director dell’AWS European Sovereign Cloud e della digital sovereignty. “I clienti vogliono il meglio: poter utilizzare l’intero portafoglio di servizi cloud e AI di AWS, garantendo al contempo il rispetto di requisiti di sovranità estremamente rigorosi. Costruendo un cloud europeo per infrastruttura, operatività e governance, mettiamo le organizzazioni nelle condizioni di innovare con fiducia, mantenendo il pieno controllo dei propri asset digitali”.

Gestione, operatività e sicurezza in Europa

AWS European Sovereign Cloud combina controlli completi e stratificati per offrire una soluzione solida ai clienti che devono soddisfare rigorosi requisiti di sovranità digitale, continuando al contempo a beneficiare dell’ampiezza dell’innovazione cloud e AI di AWS. Tutto ciò che è necessario per la gestione dell’AWS European Sovereign Cloud si trova nell’Unione Europea: talenti, infrastrutture e leadership. Non esiste alcun controllo operativo al di fuori dei confini dell’UE. Le principali funzionalità includono:

Autonomia operativa europea: AWS European Sovereign Cloud è fisicamente e logicamente separato dalle altre Regioni AWS. È gestito esclusivamente da persone residenti nell’UE, non presenta dipendenze critiche da infrastrutture extra-UE e il suo design distintivo permette di continuare a operare indefinitamente anche in caso di interruzione delle comunicazioni con il resto del mondo. Per supportare la continuità operativa anche in circostanze estreme, i dipendenti AWS autorizzati dell’AWS European Sovereign Cloud, residenti nell’UE, avranno accesso indipendente a una copia del codice sorgente necessaria a mantenere operativi i servizi di AWS European Sovereign Cloud.

Piena residenza dei dati: AWS European Sovereign Cloud offre ai clienti il pieno controllo su dove vengono archiviati i propri dati. Consente inoltre di mantenere tutti i metadati che creano (come ruoli, autorizzazioni, etichette delle risorse e configurazioni) interamente all’interno dell’UE, inclusi sistemi sovrani di Identity and Access Management (IAM), fatturazione e misurazione dei consumi.

Controlli tecnici e di conformità all’avanguardia: la sicurezza è un elemento fondante della sovranità digitale e, come per le altre Regioni AWS, AWS European Sovereign Cloud si basa su AWS Nitro System, che fornisce un perimetro di sicurezza fisico e logico leader di settore per applicare rigorose restrizioni di accesso, impedendo a chiunque — inclusi i dipendenti AWS — di accedere ai dati dei clienti in esecuzione su Amazon EC2. AWS mette inoltre a disposizione avanzate funzionalità di crittografia, servizi di gestione delle chiavi AWS e moduli di sicurezza hardware che i clienti possono utilizzare per proteggere ulteriormente i propri contenuti. I dati crittografati risultano inutilizzabili senza le relative chiavi di decrittazione. AWS ha inoltre introdotto AWS European Sovereign Cloud: Sovereignty Reference Framework (ESC-SRF), un framework validato in modo indipendente per rispondere ai requisiti di sovranità dei clienti. I clienti possono utilizzare il report di audit ESC-SRF verificato da terze parti per dimostrare garanzie di sovranità chiare e applicabili.

Governance europea: AWS ha istituito una struttura di governance dedicata in Europa, con una nuova società capogruppo e tre società controllate locali costituite in Germania (GmbH), con organi di gestione composti da cittadini dell’UE che sono tenuti a rispettare il diritto europeo e ad agire nel migliore interesse dell’AWS European Sovereign Cloud. La struttura include inoltre un advisory board che fornirà competenze e avrà responsabilità sulle tematiche legate alla sovranità, composto da tre dipendenti Amazon e due membri indipendenti del consiglio, tutti cittadini e residenti europei.

Leadership e governance

Oggi AWS ha annunciato che Stefan Hoechbauer, vice presidente di AWS Global Sales per la Germania e l’Europa centrale, è stato nominato managing director dell’AWS European Sovereign Cloud. Lavorerà a stretto contatto con Stéphane Israël, che guiderà l’AWS European Sovereign Cloud ed è responsabile della gestione e delle operazioni.

AWS ha annunciato cinque nuovi membri del proprio advisory board, tra cui tre dipendenti Amazon: Stéphane Ducable, vicepresidente di EMEA Public Policy di AWS; Ian McGarry, general manager e director di Amazon CloudWatch; e Barbara Scarafia, vicepresidente e associate general counsel per l’Europa di Amazon. A loro si aggiungono due membri indipendenti del consiglio: Philippe Lavigne, generale in congedo ed ex Supreme Allied Commander Transformation della NATO, e Sinéad McSweeney, attualmente membro di diversi board, tra cui l’Institute of International and European Affairs, ed ex vice president of Public Policy and Philanthropy di Twitter.

Investimenti in Europa e sviluppo delle competenze

L’AWS European Sovereign Cloud ha avviato la sua prima Regione AWS nel Brandeburgo, in Germania. Nell’ambito di un impegno di lungo periodo, Amazon prevede di investire oltre 7,8 miliardi di euro in Germania nell’AWS European Sovereign Cloud e di supportare in media circa 2.800 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno all’anno, contribuendo per circa 17,2 miliardi di euro al PIL tedesco.

L’espansione pianificata dell’AWS European Sovereign Cloud in Belgio, Paesi Bassi e Portogallo rappresenta un ulteriore investimento in nuove capacità cloud e di intelligenza artificiale all’avanguardia, a supporto della crescita economica locale, della produttività e dell’innovazione. AWS mette così a disposizione delle organizzazioni gli strumenti necessari per accelerare la trasformazione digitale, soddisfacendo al contempo rigorosi requisiti di residenza dei dati e bassa latenza.

I clienti e i partner che utilizzano l’AWS European Sovereign Cloud potranno beneficiare dell’intera potenza di AWS, inclusi gli stessi livelli di sicurezza, disponibilità, prestazioni, architettura e API familiari, nonché delle principali innovazioni in ambito sicurezza come AWS Nitro System. Inizialmente, AWS European Sovereign Cloud offrirà oltre 90 servizi distribuiti su diverse categorie, tra cui intelligenza artificiale, calcolo, container, database, networking, sicurezza e storage.

Clienti del settore pubblico e di numerosi settori regolamentati in tutta Europa hanno già scelto AWS European Sovereign Cloud. Tra questi figurano EWE AG, Medizinische Universität Lausitz – Carl Thiem (MUL-CT), Sanoma Learning e altri. I partner AWS si sono impegnati a offrire le proprie soluzioni a supporto dell’AWS European Sovereign Cloud. Tra i partner di lancio figurano Accenture,Aadesso, Adobe, Arvato Systems, Atos, Capgemini, Dedalus, Deloitte, Eviden, Genysys, Kyndryl, Mistral AI, msg Group, NVIDIA, SAP, SoftwareOne e molti altri.

Clienti e settori regolamentati

I clienti europei appartenenti a numerosi settori regolamentati — tra cui pubblica amministrazione, sanità, servizi finanziari, difesa e aerospazio, energia, telecomunicazioni e altri — possono ora utilizzare AWS European Sovereign Cloud per accelerare l’innovazione, rispettando al contempo rigorosi requisiti di conformità e sovranità dei dati. Per ulteriori informazioni sull’AWS European Sovereign Cloud, visitare aws.eu

L’articolo AWS lancia l’European Sovereign Cloud: la prima infrastruttura europea completamente indipendente è tratto da Forbes Italia.

Il 92% dei dirigenti prevede di aumentare gli investimenti in IA nel 2026. Italiani tra i più fiduciosi

15 Gennaio 2026 ore 14:21

Secondo un nuovo studio Accenture, i dirigenti europei iniziano il 2026 con un maggiore ottimismo sulla crescita e un’attenzione sempre più forte sull’intelligenza artificiale. I risultati, pubblicati oggi nel report Pulse of Change di Accenture in vista del World Economic Forum Annual Meeting di Davos, evidenziano inoltre un divario crescente tra leader e dipendenti in termini di preparazione e fiducia nell’IA.

Crescita e fiducia nel contesto europeo

In Europa, nonostante la maggioranza dei leader (82%) si aspetti un 2026 caratterizzato da ulteriori cambiamenti economici, geopolitici e tecnologici, si prevede una significativa crescita dei ricavi nei mercati locali. Il 91% dei leader prevede un aumento rispetto a quattro mesi fa. In Italia, l’ottimismo risulta particolarmente elevato: l’86% dei leader prevede un contesto di maggiore cambiamento e l’88% si attende una crescita dei ricavi.

Investimenti in intelligenza artificiale e sviluppo delle competenze

La maggior parte delle organizzazioni europee (84%) prevede di aumentare gli investimenti in IA nel 2026, con le aziende italiane tra le più ottimiste (92%), seguite da quelle tedesche (87%). L’80% dei leader europei considera questi investimenti più preziosi per la crescita dei ricavi che per la riduzione dei costi, dimostrando una maggiore maturità nell’uso della tecnologia.

In Italia, l’accelerazione sull’IA si accompagna a un forte focus sulle competenze: il 57% dei leader punta su programmi di upskilling e reskilling per preparare la forza lavoro, superiore alla media europea del 46%.

Divario tra dirigenti e dipendenti

Mentre i dirigenti vedono l’IA come un catalizzatore di crescita, molti dipendenti esprimono timori legati alla riduzione della forza lavoro e a una formazione insufficiente. Solo il 61% dei dipendenti europei ritiene che la propria esperienza con l’IA mostri il suo potenziale impatto sul business, a fronte dell’84% dei leader. In Italia, però, il 40% dei dipendenti dichiara di saper utilizzare con sicurezza gli strumenti di IA e di poterli spiegare ad altri, contro una media europea del 25%.

Un segnale di maggiore confidenza che convive comunque con timori sul futuro del lavoro e sulla formazione: appena il 41% dei dipendenti europei si sente sicuro del proprio ruolo e solo il 14% ritiene che la leadership abbia chiaramente comunicato come l’IA influenzerà ruoli e competenze.

La visione di Accenture

“Questa ricerca”, dice Mauro Macchi, ceo di Accenture per Europa, Medio Oriente e Africa, “riflette chiaramente le priorità che emergono nel dialogo quotidiano con i clienti in tutta Europa, dove i leader intendono consolidare il percorso sull’IA e stanno incrementando gli investimenti a supporto”.

“Lo studio evidenzia anche un tema critico: se non coinvolgiamo le persone, il pieno valore dell’IA rimarrà inespresso. Non si tratta solo di sviluppare competenze tecniche, ma di creare la cultura necessaria per consentire all’intera forza lavoro di utilizzare questa tecnologia con fiducia. Il vero divario non è tra chi ha competenze e chi non le ha, ma tra chi utilizza l’IA e chi è lasciato indietro”.

L’articolo Il 92% dei dirigenti prevede di aumentare gli investimenti in IA nel 2026. Italiani tra i più fiduciosi è tratto da Forbes Italia.

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