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I Provider di software open source

13 Giugno 2019 ore 10:46

Hai dei file a cui vuoi poter accedere facilmente da qualsiasi device? Li puoi caricare su NextCloud! Devi scrivere un testo assieme ad un’altra persona che vive lontano? C’é Etherpad! Vuoi inviare un file in modo riservato? Puoi usare Lufi! Ti serve una mappa online? Ma c’é OpenStreetMap! Vuoi condividere uno status ma solo con alcuni amici intimi? Puoi farlo con Friendica! Devi cercare qualcosa sul web? C’é SearX!

Insomma: chi te lo fa fare di usare servizi centralizzati il cui solo scopo é carpire informazioni su di te, se ci sono provider online che mettono a disposizione i migliori software open source?

SIAM PASSATI DALL’ESSER PERSONE CHE UTILIZZANO STRUMENTI AD  ESSER CLIENTI DI SERVIZI CHE CI USANO

La maggior parte degli utenti possiede dei device (smartphone, tablet, computer fisso o portatile…) ma non ha in casa un proprio server personale con cui gestisce ed archivia i propri contenuti. Questo perché esistono dei fornitori commerciali di servizi online (provider come Google, Apple o Facebook) che mettono comodamente e spesso “gratuitamente” a disposizione tutta quella serie di servizi che altrimenti bisognerebbe installare/impostare/aggiornare/riparare da sé. Affidarsi a provider esterni, dunque, a primo acchito risulta comodo perché libera dall’onere di imparare a gestire gli strumenti su cui si regge la propria vita digitale.

E’soprattutto nella seconda metà degli anni 2000 che si affermano i principali provider di servizi online. É in quel momento che si sviluppano aziende e strumenti come Dropbox, Evernote, Facebook, Google Docs, iCloud, Twitter, Whatsapp, YouTube ecc. Nel giro di pochi anni però, tramite acquisizioni e battaglie commerciali, la situazione che si é venuta a creare é che i principali servizi online sono proprietà di soli cinque colossi americani: Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft.

Cinque aziende commerciali che hanno nelle proprie mani la vita digitale di ogni individuo del pianeta, alcune delle quali sono state fondate con l’esplicito scopo di raccogliere, analizzare e vendere tutte le informazioni che possono sui propri utenti.

Non tutti ci han fatto caso, ma mentre questi provider nascevano e si facevano ogni giorno più forti é avvenuto nelle nostre vite un importantissimo doppio cambio di paradigma. Il tutto é avvenuto in maniera esplicita, alla luce del sole e nient’affatto misteriosa, solo che é avvenuto tanto in fretta e con un tale hype nei confronti della “tecnologia del futuro” che la maggior parte delle persone non se n’é curata: 1) si é passati dallo “strumento come strumento” allo “strumento come servizio” ed alla 2) cessione volontaria dei propri dati sensibili in cambio dell’utilizzo di tali servizi.

Il concetto, insomma, é che si é passati dal “possiedo carta e penna su cui scrivo quel che mi pare e poi se voglio lo tengo chiuso in un cassetto oppure lo consegno a chi mi pare ma sempre senza dover render conto a nessuno della mia scelta” al “Posso usare la fantastica penna di lusso e la fantastica carta della ditta X per scrivere tutto quel che mi pare, alla sola condizione che la ditta X leggerà tutto ciò che scrivo e ne farà quel che vorrà”.

Tu, utente, non “hai” Whatsapp. Quando dici che “hai Whatsapp” stai dicendo una stronzata.

Non hai idea di quali informazioni su di te il software di Whatsapp trasmette ai server  di Facebook(i millisecondi che sei stato fermo su una foto? se ne hai allargato un dettaglio? se l’hai salvata? se hai salvato una schermata con quella porzione di chat? quanti errori grammaticali fai? in quali ore dormi? quali sono le persone di cui cancelli le chat?).

Non sai in che modo questi dati vengono interpretati (il numero di emoji usati in relazione alle volte in cui usi certe parole? quali sono le parole che usi solo con certe persone? i tuoi riferimenti culturali più comuni in relazione con la mappa dei tuoi spostamenti? le opinioni che hanno su di te i tuoi “amici” e che si scambiano nei messaggi privati?).

Non sai in che modo Whatsapp ti profila (ha intuito che forse tra te e una certa persona c’é una tresca in base all’analisi dei vostri tracciati GPS ed ai messaggi fasulli che avete inviato? ha dedotto le tue debolezze emotive utilizzabili come grimaldello propagandistico da una forza politica che avversi per confonderti le idee?)

L’ultimo punto probabilmente é il più importante. Si sa, che spesso il problema non é in chi trasmette informazioni (tu), ma in chi le legge (Facebook). Se Facebook interpretasse dalla tua attività online che sei potenzialmente una minaccia per il governo in carica e questa informazione fosse venduta proprio a qualcuno che lavora per il governo in carica beh, a seconda della natura di tale governo potresti passare decisamente dei brutti momenti.

 

 

LA SOLUZIONE IDEALE É AVERE IL PROPRIO SERVER A CASA

Possiamo girarci attorno finché si vuole, ma la verità é che l’unico software su cui puoi avere la massima fiducia é software FLOSS installato da te su un tuo device di proprietà, a cui solo tu hai accesso.

Idealmente, dunque, un web veramente libero dovrebbe essere composto da innumerevoli device e server personali su cui sono installati gli strumenti software che ognuno preferisce e per far sì che questo non porti ad una eccessiva frammentazione delle piattaforme, idealmente e pur mantenendo la propria indipendenza, queste dovrebbero comunque possedere un certo grado di interoperabilità (ad essempio costituendo una rete federata). Si tratta di uno scenario tecnicamente realistico, molto vicino a quello delle prime reti BBS all’alba di Internet e che qualcuno sta effettivamente cercando di far prender nuovamente piede. Gli strumenti ci sono e funzionano già a dovere. Quel che gli manca é solamente un’adozione massiccia.

Certo é pur vero che l’idea di fare self-hosting (ossia il possedere un proprio server personalizzato) può spaventare molte persone, nonostante gli strumenti per realizzarlo siano sempre più alla portata di chiunque (come ad esempio YuNoHost un sistema operativo pensato proprio per server casalinghi gestiti da un utente inesperto, già predisposto per ospitare un’Istanza Nextcloud, Matrix, Mastodon, XMPP, WordPress, SearX, Tiny Tiny RSS, Wallabag e praticamente tutto quel che riguarda la vita digitale di ognuno).

Capiamoci: siamo nel 2019; i computer esistono ormai da eoni, ma anche a voler restare stretti e concentrarci solo sul periodo in cui questi sono entrati in massa nelle case, stiam parlando comunque di 25-30 annima la conoscenza media di questi strumenti é perlopiù limitata all’utilizzo più superficiale. La situazione può essere paragonata allo scenario in cui milioni di automobilisti che, pur sapendo guidare, ignorassero totalmente cosa siano il motore, le pastiglie dei freni o la batteria, ma si accontentassero di sapere che girare il volante a sinistra fa girare a sinistra anche le ruote, credendo così di sapere come funziona un’automobile.

Il fatto é che, come già detto, siamo nel 2019: non si pretende certo che tutti diventino dei provetti meccanici-hacker, ma almeno che si diffonda una conoscenza generale giusto un minimo più accorta. Insomma: basterebbe che si sapesse che sotto il cofano c’é una cosa chiamata motore e più o meno in base a quali princìpi funziona.

La cosa ancor più drammatica é che le conoscenze base per potersi muovere in campo informatico (una spolverata di teoria, imparare ad installare un sistema operativo, compiere operazioni di maintenance, usare motori di ricerca come si deve ed alcuni concetto-base di sicurezza informatica) possono essere apprese con un corso di sette giorni, meno che per la patente, ma nonostante l’utilizzo dei device informatici sia una costante su base quotidiana per milioni di persone, ancora troppo poche hanno “fatto il corso di sette giorni”.

STRUMENTI FLOSS

Come già esposto in altri articoli, esistono da anni diversi strumenti FLOSS (ossia software aperto, gratuito e liberamente utilizzabile) che non hanno nulla da invidiare ai loro corrispettivi commerciali. Anzi, in molti casi gli strumenti FLOSS sono pure tecnicamente più avanzati delle loro controparti, tanto che moltissimo software che utilizziamo quotidianamente (come Chrome o Whatsapp) non é che una versione modificata di software FLOSS. L’unica pecca del software FLOSS, semmai, deriva dal fatto che essendo utilizzao da meno utenti, spesso ha una quantità minore di contenuti: la quantità di roba che vien pubblicata sui social open durante una giornata equivale forse a quella che su Facebook vien pubblicato in un minuto. Di conseguenza vi é anche minor spinta a venir incontro agli interessi di un pubblico che si trova altrove. Si tratta della classica situazione del gatto che cerca di mordersi la coda: gli utenti non adottano un sistema se non ci son gran quantità di contenuti, ma non possono esserci gran quantità di contenuti se non ci sono utenti.

Per dirla in altro modo, tornando alla metafora automobilistica: finché tutti continueranno a voler usare ruote di legno, quel tizio strano che ha avuto l’idea di fare ruote di gomma resterà confinato nella sua bottega a fare le ruote di gomma una-ad-una per i suoi clienti affezionati, ma non riuscirà mai a metter su una fabbrica per produrle in serie. Questo a meno che non ci sia una forte spinta ad adottare in massa tali ruote di gomma, ma si tratta di una spinta che non verrà mai dalle grandi aziende produttrici di ruote di legno.

Una selezione di strumenti e piattaforme commerciali libere e la loro controparte commerciale

 

 

SERVIZI VISIBILI vs. VANTAGGI INVISIBILI

Una delle difficoltà maggiori riguardanti il software FLOSS é il riuscir a far capire il loro valore ad una popolazione che, come già detto, ha giusto delle vaghe conoscenze informatiche. Spiegare i vantaggi degli strumenti FLOSS a chi é privo di ogni base informatica spesso suona difficile come cercar di spiegare com’é possibile che gli aerei si librino nell’aria ad una popolazione vive nel terrore che la Luna caschi dal cielo.

Per esempio: quando si parla di privacy e protezione dei dati personali sul web, solitamente l’immagine che viene evocata dall’utente comune é quella del tizio parte-hacker-parte-007-parte-esattore-di-Equitalia che traffica sul web per carpire informazioni piccanti o spiacevoli sulla tua persona, ossia uno scenario da film complottista che, pur non essendo impossibile, nella maggior parte dei casi risulta alquanto improbabile: a chi mai interessa cosa faccia nella vita privata il signor Gino del quinto piano? Certo però che quelle stesse informazioni diventano estremamente interessanti se acquisibili in massa assieme a quelle di milioni di altre persone…

In realtà ciò che avviene nella maggior parte dei casi é che le informazioni dettagliatissime che hai fornito su di te vengono utilizzate all’interno dei cosiddetti big data per impostare argomentazioni politiche, saggiare il terreno su certi argomenti senza tener conto dello scarto fra vita reale e vita sul web e soprattutto, per modificare il discorso pubblico prevalente su determinate questioni.

Il tuo profilo, il tuo singolo profilo utente, di per sé ha scarso valore (a meno che tu non sia un VIP o un noto criminale). Ma se il tuo profilo fa parte di un bouquet di milioni di profili allora la cosa cambia!

Quel che avviene é che i committenti hanno modo di influenzare quali e quante informazioni riceverai, facendo sì che sui social certe notizie appaiano nella tua Timeline ma non in quella del tuo vicino o che ti venga suggerito si seguire certi contatti e non altri. Le informazioni che hai fornito su di te sono uno strumento impagabile affinché queste modifiche riescano ad essere cucite proprio apposta per te.

Non é un caso se milioni di persone vengono portate a credere a cose del tutto false o a consolidare idee che, se non ci fosse controllo sui contenuti che ricevono, non sarebbero difese con tanta irrazionalità. Chi manipola quel ti vien detto, non fa altro che indirizzare il tuo modo di pensare.

In poche parole, scegliere di utilizzare le grosse piattaforme centralizzate del data-mining (letteralmente “estrazione dati”, ossia ciò che fanno Facebook, Google ecc) equivale a buttarsi nel mare in cui viene effettuata la più imponente e specialistica pesca a strascico del mondo: una pesca a strascico smart che se da un lato coinvolge tutti i pesci nel mare, nessuno escluso, dall’altro non uccide i pesci, ma li lascia in acqua, studiandoli tanto a fondo da capire come fare a far sì che ogni singolo pesce poi nuoti nella direzione che il pescatore desidera.

In sostanza più informazioni personali forniamo alle grandi compagnie di data mining e più aiutiamo chi manipola le informazioni sui media mainstream; più aiutiamo chi vuole seminare odio in maniera mirata; più aiutiamo le società di marketing a renderci dipendenti dai loro prodotti. Un esempio su tutti? In Italia, da anni, il numero di crimini violenti é in calo costante. Non é una novità: ogni anno i quotidiani pubblicano i nuovi dati e da anni, appunto, si annuncia che sono calati rispetto all’anno prima. Eppure la percezione diffusa é che invece siano in aumento. Stessa cosa per il numero di stranieri residenti in Italia: oltre il 73% degli italiani ne sovrastima il numero. Certo, la percezione pubblica non viene modificata dai soli social, anche i media hanno un ruolo fondamentale in questo, ma é innegabile che oggi il grosso di questo lavoro avvenga proprio sui social.

 

I recenti scandali legati a Facebook, Cambridge Analytica, la Brexit,il Russiagate ed i sospetti di intervento esterno sui social durante diverse campagne elettorali non sono che l’aspetto più macroscopico e noto dell’intreccio fra big data, politica e manipolazione dell’opinione pubblica.

Ecco, tutto questo fa parte di ciò che l’utente medio fa fatica a vedere e tra un’app per mandare immagini di gattini con musichette carine ed un’app che fa lo stesso ma meno pubblicizzata e usata da meno utenti, sceglierà la prima, anche se la seconda ha caratteristiche migliori ed é più adatta a proteggerne le informazioni personali.

Socialità quantitativa e strumenti che necessitano apprendimento raso-zero sono, purtroppo, i fattori determinanti per la scelta delle piattaforme da utilizzare. Restando all’esempio automobilistico, é come dire che il mondo preferisce le auto senza specchietti, frecce, cinture di sicurezza ed altri dispositivi di protezione “perché é roba da nerd maniaci” e si é adattato a ritenere che beh, é normale che ogni automobilisca faccia qualche incidente e perda qualche arto.

 

 

PROVIDER OPEN SOURCE

Se proprio non si ha modo o voglia di self-hostare i propri strumenti software, un buon compromesso fra self-hosting ed il ricorso ai provider di servizi commerciali come Facebook o Google é quello di rivolgersi a dei provider online di software open source.  In pratica, se Google mette a disposizione i suoi strumenti (Google Calendari, Contatti, Drive, Mail, Ricerca, Documenti, Fogli, Presentazioni, ecc…) ed anche Apple fa altrettanto con i propri (iCloud, Contatti, Pages, Numbers, ecc…), così come fa Facebook (Facebook, Messenger, Instagram, Whatsapp) e tutti quei provider che mettono a disposizione il proprio unico strumento (L’azienda Evernote mette a disposizione lo strumento Evernote, l’azienda Twitter mette a disposizione lo strumento Twitter ecc.) esistono anche diversi provider che invece mettono a disposizione applicazioni FLOSS che, se l’utente volesse, potrebbe tranquillamente scaricarsi e installare su un tuo server personale, essendo tutto software aperto e liberamente scaricabile (quindi, chiunque abbia le necessarie competenze tecniche, può verificare cosa fa davvero il software “sotto il cofano” e come).

La comodità di questa soluzione é indubbia: hai un server sempre attivo accessibile 24/24 che viene mantenuto efficiente, aggiornato e riparato da qualcun’altro cosicché tu possa accedervi senza problemi.

L’idea alla base dei provider di applicazioni FLOSS é che anziché esserci solo 4 o 5 colossali provider cui si rivolgono tutti, possano invece esserci centinaia, migliaia, milioni  di server che offrono una vastità di strumenti che però siano compatibili tra loro o addirittura federati.

Una piccola digressione: Framasoft é un provider che fornisce una propria Istanza Mastodon, mentre Bida é un altro provider che fa altrettanto. Pur essendo due provider distinti (sotto un certo punto di vista é come dire Apple e Facebook) entrambi mettono a disposizione lo stesso strumento, Mastodon, che ha la peculiarità di essere federato. Ciò significa che gli utenti che usano l’Istanza Mastodon di Framasoft e quelli che usano l’Istanza Mastodon di Bida potranno interagire fra loro come se fossero su un’unica grande chat. Volendo fare un paragone, sia iChat che Whatsapp, i software di chat di Apple e Facebook, sono stati entrambi sviluppati in base ad XMPP, che é software FLOSS. Questo vuol dire che tecnicamente sarebbe semplicissimo far dialogare tra loro Whatsapp ed iMessage, ma ciò non avviene puramente a causa di bagarre commerciali.

A questo punto però sorge spontanea una domanda: perché non fidarsi di Facebook e Google ma fidarsi di un provider open source? Si tratta pur sempre di dover riporre fiducia in qualcuno che (presumibilmente) non si conosce ed a cui si affidano i propri dati personali. L’osservazione é in effetti corretta e l’unica risposta sensata é che così come non ci si può fidare dell’uno non ci si dovrebbe fidare nemmeno dell’altro.

Ma ci sono dei “ma”.

Innanzitutto i maggiori provider di servizi commerciali come Facebook e Google sono ESPLICITAMENTE basati sulla lettura, analisi e compravendita dei contenuti che noi forniamo. Da cosa guadagnano Facebook e Google? Qualcosina sì dalla pubblicità, ma il grosso dei guadagni, quello che ha rende Mark Zuckerberg uno degli uomini più ricchi del mondo, é la vendita delle informazioni degli utenti.

  • ETICA DICHIARATA: Dall’altra, la maggior parte dei provider open source é realizzata e mantenuta da persone, comunità e collettivi che esplicitamente combattono l’utilizzo a fini commerciali delle informazioni degli utenti. Ci si può fidare o meno, ma rivolgersi ai big equivale alla certezza che la vendita dei propri dati avvenga.
  • SOFTWARE NON TRACCIANTE: Il software utilizzato é caratterizzato dal fatto di chiedere solo i dati strettamente necessari per funzionare (talvolta non chiedono proprio nulla) in modo da ridurre al minimo le possibilità di profilazione dell’utente. Certo, un provider potrebbe aver modificato il software sul suo server senza dichiararlo, ma come vedremo nei prossimi punti, potrebbe essere un’opzione poco interessante per il provider stesso.
  • FRAMMENTAZIONE INTERNA: I vari servizi offerti dai provider di software open source sono spesso scollegati fra loro. Questo significa che di solito non c’é un’unico nome utente e password per tutti i servizi. In questo modo se anche usassi in contemporanea l’Istanza Mastodon ed i fogli di calcolo dello stesso provider, lui potrebbe credere che ciò venga fatto da due utenti diversi.
  • FRAMMENTAZIONE PERSONALE: Nulla t’impedisce di rivolgerti a più provider contemporaneamente, frammentando le tue informazioni personali un pò qua ed un po là. Se due o più profider forniscono gli stessi software (per esempio NextCloud), usare l’uno o l’altro non comporterà alcuna difficoltà di apprendimento. Ad esempio puoi usare l’Istanza Mastodon del provider A, il server Matrix del provider B e gli strumenti office del provider C e gestirli come se fossero di tre utenti differenti, in modo che nessuno di questi abbia la totalità delle informazioni sul tuo conto.
  • FRAMMENTAZIONE GLOBALE: Se le informazioni di tutti stanno su Facebook e Google, é sufficiente acquistare informazioni da quei due provider per avere un database su milioni di persone. Se invece questi milioni di utenti fossero sparpagliati su migliaia di server interconnessi da poche migliaia di utenti l’uno, chi volesse farsi un database altrettanto massiccio dovrebbe contattare (o hackerare) uno-ad-uno migliaia di server. Lo sforzo sarebbe di per sé immane. Se poi si considera che, come visto, le informazioni che si troverebbero in mano sarebbero molto meno dettagliate ed interessanti di quelle fornite da Facebook, é chiaro che i server di servizi FLOSS risultano strutturalmente poco utili per chi vuol commerciare informazioni personali.

 

 

CHE STRUMENTI VENGONO MESSI A DISPOSIZIONE?

Gli strumenti messi a disposizione dai provider sono un’infinità e spaziano dagli strumenti per ufficio (scrittura collaborativa, fogli di calcolo, mappe mentali), web hosting (tipo Dropbox, iCloud, Google Drive ecc.), social, chat personali, strumenti per programmatori… Per farla breve: pensa ad un servizio online che usi comunemente ed e sappi che ne esiste anche la versione libera e aperta, fatta eccezione giusto per i fornitori di media mainstream coperti da copyright come Spotify o Netflix e iTunes, ecco, ma se pensi a Evernote, Dropbox, Twitter, Facebook, Google Maps, Gmail, Whatsapp, le ricerche su Google, iWork e tutti quegli strumenti che usi quotidianamente online beh, ognuno di questi ha la sua controparte libera!

Alcuni di questi strumenti sono parzialmente sovrapponibili; un esempio é l’applicazione Turtl che é sia un gestore appunti (Notebook) che uno strumento per archiviare link interessanti (Bookmark manager) che fa dunque un pò quello che fa Evernote ed un pò quello che fa Pocket. Questo per dire che in alcuni casi la definizione usata per classificare questi strumenti può essere poco esaustiva.

Altra cosa interessare é che uno stesso provider può mettere a disposizione più strumenti che fanno la stessa cosa (ad esempio due diversi tipi di calendario o di strumenti di scrittura). La cosa può confondere un attimo chi non é abituato a dover scegliere tra opzioni diverse con uno stesso provider, ma va tutta a favore della personalizzazione (ti trovi scomodo ad usare EtherPad? Nessun problema: abbiamo anche PadLand!)

Certi strumenti software sono molto popolari e vengono messi a disposizione da diversi provider (per esempio, chi offre un servizio di data hosting nel 99% dei casi utilizza NextCloud), che però ne personalizzano un pò l’estetica, a volte alcune funzioni e spesso anche il nome (per esempio, il server Nextcloud messo a disposizione da Framapiaf viene chiamato “Framadrive”). Altri invece, sono più rari.

 

 

ELENCO PROVIDER OPEN SOURCE

Questo post non é incentrato sulle funzionalità dei singoli strumenti software e qui si vuol solo elencare una serie di provider di strumenti FLOSS che, volendo, un utente potrebbe anche installarsi su un proprio server. Pertanto l’elenco non comprende siti che mettono a disposizione un unico strumento software (tipo mastodon.social che mette a disposizione solamente la propria Istanza Mastodon) e/o strumenti software non hostabili privatamente (tipo DuckDuckgo)

 

 

AUTISTICI & INVENTATI

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni

A/I é il principale riferimento italiano per quanto riguarda collettivi antagonisti e anticapitalisti impegnati per i diritti digitali. Offre tutta una serie di strumenti con un fortissimo occhio di riguardo a sicurezza e protezione dati.

  • Server IRC
  • Email
  • Mailing List
  • Webhosting / Blog
  • Altro, a richiesta

 


 

 

 

BIDA

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni e sottoscrizioni

  • Calendario (Quand – basato su Studs)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Libreria Online (Ola)
  • Social (Mastodon)

 


 

 

 

 

CISTI

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni

  • Social (Mastodon)
  • Scrittura collaborativa (Cryptpad)
  • Presentazioni (Cryptpad)

 

 

 

CRYPTPAD

PAESE: Francia

FINANZIAMENTO: Parte in donazioni, parte a pagamento

Cryptpad é una compagnia francese che realizza e mette a disposizione una serie di propri strumenti focalizzati su privacy e sicurezza online.

  • Data hosting
  • Git
  • Presentazioni
  • Scrittura collaborativa
  • Sondaggi

 


 

 

 

DISROOT

PAESE: Olanda

FINANZIAMENTO: Donazioni

Disroot é un’organizzazione di hacktivisti di impronta libertaria impegnata a far conoscere le tecnologie aperte ed a diffondere una maggior cultura della privacy informatica.

 


 

 

FENEAS

PAESE:

FINANZIAMENTO: Il progetto é finanziato direttamente dai suoi membri attivi

FeNeAs é un’associazione no profit il cui scopo é diffondere l’utilizzo di strumenti digitali federati

  • Data hosting (NextCloud – accessibile solo ai membri attivi)
  • Git (Gitlab)
  • Scrittura collaborativa (Etherpad)
  • Social (Friendica)
  • Social (GangGo)
  • Social (Matrix)

 


 

FRAMASOFT

PAESE: Francia

FINANZIAMENTO: Donazioni

Framasoft é un’importante associazione francese il cui scopo é quello di diffondere l’uso di tecnologia FLOSS. Framasoft organizza incontri, corsi ed un gran numero di attività diverse. In particolare sta portando avanti il progetto di de-googleizzare il web, facendo conoscere tutti gli strumenti già esistenti ed utilizzabili anche senza dover per forza rivolgersi alle big company dell’informatica. Gli strumenti che offre Framasoft sono davvero tantissimi e non sarà possibile elencarli tutti, ma ci si prova. Una caratteristica particolare é che Framasoft ribattezza gran parte degli strumenti offerti “Frama(qualcosa)”. Il sito é in francese ma gran parte é tradotto in inglese e sempre più pagine sono tradotte anche in italiano.

  • Bin (Framabin – basato su PrivateBin)
  • Calendario (Framadate – basato su Studs)
  • Calendario (Framagenda – basato su NextCloud)
  • Data Storage (Framadrive – basato su Nextcloud)
  • Disegno vettoriale (Framavectoriel – basato su SVG-Edit)
  • File sharing (Framadrop – basato su Lutim)
  • Fogli di calcolo (Framacalc – basato su EtherCalc)
  • Formulari online (Framaforms – basato su Drupal e Webform)
  • Games (Framinetest – basato su Minetest)
  • Git (Framagit)
  • Image sharing (Framapic – basato su Lutim)
  • Libreria Online (Framabookin – basata su Calibre e BicBucStriim)
  • Mailing list (Framalistes)
  • Mappe mentali (Framindmap – basato su Wisemapping)
  • Mappe online (Framacarte – basato su uMap)
  • Motore di ricerca (Framabee – basato su SearX)
  • Notebook collaborativo (Framanotes – basato su Turtl)
  • Notebook collaborativo (Framemo – basato su Scrumblr)
  • Online bookmarking (MyFrama – basato su Shaarli)
  • Online bookmarking (Framabag – basato su Wallabag)
  • Presentazioni online (Framaslides – basato su Strut)
  • Progetti collaborativi (Framaestro)
  • RSS reader (Framanews – basato su Tiny Tiny RSS)
  • Scrittura collaborativa (FramaPad – basato su EtherPad)
  • Social (Framasphère – basato su Diaspora)
  • Social (Framateam – basato su Mattermost)
  • Social (Framapiaf – basato su Mastodon)
  • Sondaggi (Framadate – basato su Studs)
  • Sondaggi (Framavox – basato su Loomio)
  • URL Shortener (Frama.link – basato su Lstu)
  • Video Hosting (Framatube – basato su PeerTube)
  • VOIP (Framatalk – basato su Jitsi Meet)

 


 

 

 

LIBREM ONE

PAESE: USA

FINANZIAMENTO: Servizi a pagamento

Librem é il marchio dei prodotti e servizi open dell’azienda Purism. Purism produce computer desktop e smartphone di alta fascia che promettono una alta attenzione al rispetto della privacy e della sicurezza informatica. I servizi della linea Librem derivano da strumenti FLOSS che però vengono fortemente personalizzati e rinominati “Librem(qualcosa)”; per esempio, il server Mastodon offerto da Framasoft si chiama FramaPiaf.

  • Contact management (Librem Contacts)
  • Data Storage (Librem Files)
  • MailOnline Backup (Librem Backup)
  • Social (Librem Chat – basato su Matrix)
  • Social (Librem Social – basato su Mastodon)
  • VPN (Librem Tunnel)

 


 

 

 

NIXNET

PAESE: ?

FINANZIAMENTO: Donazioni

Nixnet é creato e gestito apparentemente da una sola persona, Amolith, che mette a disposizione gli stessi strumenti che lui utilizza. Molto servizi sono utilizzabili anche attraverso TOR e c’é forte attenzione su sicurezza e criptatura dei messaggi.

  • Bin (PrivateBin)
  • Blogging (Plume)
  • Calendario (Framadate)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Finance Manager (Firefly III)
  • Git (Gitea)
  • Motore di ricerca (SearX)
  • Information Manager (BookStack)
  • Online bookmarking (Wallabag)
  • Project Management (Taiga)
  • RSS Bridging
  • Scrittura collaborativa (CodiMD)
  • Social (Mastodon)
  • Social (Matrix)
  • VOIP (Mumble)
  • VPN (Wireguard)

 


 

OPENCLOUD

PAESE: Lussemburgo

FINANZIAMENTO: Autofinanziamento

  • Data hosting (NextCloud)
  • Social (Friendica)
  • Social (Matrix)
  • Social (Mastodon)
  • Sondaggi (Dudle)
  • Lavoro collaborativo (Kopano)

 


 

RISEUP

PAESE: USA

FINANZIAMENTO: Donazioni

RiseUp é un collettivo di Seattle ma con membri sparsi in tutto il mondo. É attivo dal 1999 e si adopera per una società libera ed una lete altrettanto libera.

  • Mail
  • File sharing (Upload)
  • Lavoro collaborativo (Crabgrass)
  • Scrittura collaborativa (Etherpad ?)
  • Social (XMPP)
  • VPN

 


 

TCHNCS

PAESE: Germania

FINANZIAMENTO: ?

  • Bin (HasteBin)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Email
  • Games (Minetest)
  • Git (GitLab)
  • Social (Mastodon)
  • Social (Matrix)
  • Social (XMPP)
  • Project Management (Taiga)
  • Video Hosting (PeerTube)
  • VOIP (Mumble)

 

 

3x1t (“Exit”)

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: ?

A cura dell’associazione Bije di Verona, che si occupa di diffondere l’utilizzo di strumenti FLOSS

  • Mail
  • Data hosting
  • Social (XMPP)

 

 


Grazie ad https://mastodon.bida.im/@hannahliu e https://ins.mastalab.app/@metalbiker per lo scambio su Mastodon da cui é nata l’idea per questo articolo.

 

Connettere Matrix e Telegram. Guida passo-passo

17 Maggio 2019 ore 19:12

Tu scrivi “A che ora ci vediamo?” su Riot. Il messaggio arriva su Telegram, dove l’altra persona scrive “Facciamo per le cinque?” e la risposta la leggi tranquillamente stando sempre su Riot. Non male, vero? Ed é ancora più interessante sapendo che potenzialmente si può far la stessa cosa con TUTTE le piattaforme di chat esistenti: Whatsapp, Skype, Mastodon, iMessage…

Ma intanto limitiamoci a Telegram e vediamo una guida passo-passo su come far interagire Matrix e Telegram in pochi, semplici passaggi.

 


In una serie di articoli precedenti abbiamo già illustrato:

Cos’é il protocollo Matrix
Che vantaggi ha rispetto a Whatsapp
Come iniziare ad usarlo attraverso il client Riot
Come é possibile che si riesca ad usare Matrix anche se il server é in down
Cosa sono i bridge

L’ultimo post, quello sui sui bridge, é una panoramica che illustra una caratteristica interessantissima di Matrix, ovvero la sua capacità di connettere e far dialogare piattaforme di comunicazione diverse. In pratica con Matrix é possibile creare una stanza (un gruppo di discussione in chat) in cui far interagire utenti che usano Matrix con utenti che usano Whatsapp, utenti che usano Telegram, utenti che usano iMessage, IRC, XMPP, Slack, Discord, Facebook o quant’altro, tutti nella stessa chat. Per fare questo Matrix utilizza dei “programmi aggiuntivi” chiamati appunto bridge.

In sostanza: Matrix é il sistema base, i bridge sono dei componenti aggiuntivi ognuno dei quali permette a Matrix di interagire con una piattaforma di comunicazione diversa (ci sono bridge per Whatsapp, Mastodon, Telegram, ecc.).

In realtà questi bridge sono ancora in via di sviluppo e non sono del tutto pronti per un uso da parte dall’utente comune. In particolare, attualmente, uno dei più grossi scogli é che nella maggioranza dei casi i bridge vanno installati su un proprio server Matrix personale e quindi se non si possiede un server proprio non si ha modo di adoperarli.

Alcuni però si possono già utilizzare.

La maggior parte dei server Matrix di solito offre già alcuni bridge: quello per Slack, (un social molto utilizzato fuori dall’Italia, perlopiù in ambito lavorativo) Discord (social utilizzato soprattutto tra i gamers) e per alcuni dei principali server IRC (sistema di comunicazione nato nel 1988 ed ancora utilizzatissimo soprattutto tra programmatori e hacker).

Ma esiste anche t2bot.io, un server che offre alcuni strumenti aggiuntivi per Matrix tra cui, soprattutto, un bridge Telegram.

Questo bridge Telegram é una versione semplificata del bridge Mautrix, che non é l’unico bridge per Telegram ma é quello attualmente più utilizzato (ricordiamo ancora che i bridge sono ancora in via di sviluppo, per cui é normale che possano esistere più bridge che fanno le stesse cose).

Poiché t2bot.io offre una versione semplificata del bridge, alcune sue funzioni, come vedremo, sono limitate ma per la parte che ci interessa fa il suo dovere!

Le istruzioni su come usare il bridge erano già state illustrate nel precedente post sul bridging ma qui vogliamo andare un po più in dettaglio con una vera e propria guida passo-passo.

 

ISTRUZIONI PASSO-PASSO

L’idea é quella di creare un gruppo Telegram ed una stanza Matrix e metterli in comunicazione fra loro. La procedura che segue può essere effettuata anche con gruppi/stanze già esistenti (il gruppo Telegram “Passeggiate in campagna” e la stanza Matrix “Fotografia all’aria aperta” possono così diventare un’unica grande chat anche se poi, dargli lo stesso nome, sicuramente aiuterebbe a rendere il tutto più chiaro). L’operazione che stiamo facendo in inglese si chiama bridging e la connessione che si stabilisce tra le due piattaforme é chiamata portal.

 

 

SU TELEGRAM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Dalla schermata principale premiamo l’icona in alto a destra per creare una nuova conversazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Selezioniamo New Group (nuovo gruppo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) Invitiamo nel gruppo l’utente @matrix_t2bot Si tratta di un bot (un programma che agisce come fosse un utente Telegram) che si occuperà di tutte le operazioni di bridging. Una volta che Telegram l’ha trovato, selezioniamolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) Proseguiamo cliccando su Next (Potremo aggiungere i nostri contatti in seguito)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Diamo un nome al gruppo e confermiamo premendo Create

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6) A questo punto il gruppo Telegram é creato e tra i suoi membri c’é il bot @matrix_t2bot!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7)Scriviamo /id nella chat e premiamo invio. Si tratta di un comando per il bot in cui gli chiediamo qual’é il codice ID (identificativo) di questo gruppo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8) Dopo qualche secondo (a volte può volerci mezzo minuto!) il bot ci risponderà dicendo il codice ID di questo gruppo. Si tratta di un numero di nove cifre preceduto dal segno meno (“-“). Segnamoci il codice ID da qualche parte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SU RIOT

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Dalla schermata principale, premiamo il tasto “+” per creare una nuova conversazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Selezioniamo Create room (“Crea stanza”)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) A questo punto abbiamo creato una stanza ancora priva di utenti e di un nome. Premiamo sul tasto “>” per impostarla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) Selezioniamo Settings

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Diamo un nome alla stanza (per semplicità usiamo lo stesso nome dato alla stanza Telegram) e confermiamo premendo Done

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6) Premiamo nuovamente il tasto “>” per tornare nei dettagli della stanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7) E poi premiamo il tasto col logo di “invita utenti”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8) Invitiamo nella stanza l’utente @telegram:t2bot.io Si tratta del bot gemello di quello invitato nel gruppo Telegram. I due bot lavoreranno in tandem per connettere le due piattaforme: sono loro che si occuperanno di trasmettere i messaggi da una piattaforma all’altra! Una volta che Matrix l’ha trovato, invitiamolo nella stanza premendo il tasto “+”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9) Matrix ci chiede una conferma. Premiamo Invite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10) Ora che il bot é stato aggiunto alla stanza possiamo tornare alla chat vera e propria premendo il tasto “<“

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11) Scriviamo nella chat il comando !tg bridge seguito dal codice ID del gruppo Telegram (il numero di nove cifre preceduto dal segno meno “-”  che ci eravamo segnati!) e premiamo Send. Per esempio: [    !tg bridge -123456789    ] Questo é il comando più importante: quello che dice al bot di creare il bridge.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12) A questo punto il bot ci informa che in questa stanza non esiste ancora alcun portale con il gruppo Telegram indicato e ci chiede di dare un comando per attivarlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13) Scriviamo nella chat il comando !tg continue e premiamo Send

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14) Dopo qualche secondo il bot ci informa che il bridging é completo e che la sincronizzazione delle chat comincerà a momenti. Ancora qualche secondo (può volerci un minuto) ed appaiono le notifiche di iscrizione: il bot ha aggiunto alla stanza Matrix gli utenti del gruppo Telegram!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15) FATTA!

 

TELEGRAM & MATRIX

 

A questo punto tutto ciò che vien scritto nel gruppo Telegram appare nella stanza Matrix e viceversa. La consegna dei messaggi può forse impiegare qualche secondo ma funziona a dovere. Possiamo quindi fare alcune osservazioni:

 

IL BOT SU TELEGRAM E’ -TUTTI GLI UTENTI MATRIX-

Telegram vuole avere solo utenti registrati con numero di telefono ma gli utenti Matrix non sono registrati su Telegram. Quel che succede é che Telegram non vede i singoli utenti Matrix ma solo il bot @matrix_t2bot.io. In pratica, se in una stanza/gruppo ci fossero quattrocento utenti Matrix e cinque utenti Telegram, guardando l’elenco utenti su Telegram ne vedremmo solo sei: i cinque utenti Telegram più il bot, che fa da portavoce per tutti gli utenti Matrix.

Su Telegram dunque non vedremo gli utenti Matrix chiamati Giulia, Filippo, Roberta. Al posto loro vedremo solo l’utente “Matrix Telegram Bridge” che in pratica posta messaggi del tipo “Giulia ha detto…”, “Filippo ha detto…”.

Difatti quando il bot pubblica un messaggio, prima del testo c’é il nome dell’utente Matrix che l’ha scritto.

Al contrario, Matrix non ha problemi sulle registrazioni e quindi crea per ogni utente Telegram un utente “gemello” su Matrix. Restando all’esempio appena fatto, guardando l’elenco utenti su Matrix ne vedremmo tutti e 407: i quattrocento utenti Matrix, i cinque utenti Telegram ed i due bot. Su Matrix, insomma, la gestione degli utenti é decisamente più “pulita”.

 

CHAT NON SICURA

la comunicazione tramite bridge, al momento, non permette la crittografia del testo inviato e ricevuto e pertanto i messaggi vengono trasmessi in chiaro.

 

STICKER ED EFFETTI SPECIALI

Telegram può inviare sticker a Matrix ma questi non sono visualizzabili dalla versione per smartphone di Riot (nella versione desktop invece si vedono). Al contrario, Riot non può proprio mandare sticker verso Telegram.

 

LOGIN

La procedura che abbiamo eseguito passo-passo ha permesso di creare un portale tra una stanza Matrix ed un gruppo Telegram. Tuttavia il bridge utilizzato, Mautrix, permetterebbe anche di sincronizzare un singolo account Matrix con un singoloaccount Telegram. Questo significa che se un utente Matrix avesse anche un vero e proprio account Telegram (ossia registrato con numero di telefono), grazie al bot tutto ciò che scrivesse su Matrix col suo account Matrix, apparirebbe su Telegram come scritto dal suo account Telegram. In sostanza gli utenti Telegram potrebbero interagire con lui senza mai sapere che in realtà sta scrivendo da Matrix.  In realtà questa funzione é solo parzialmente disponibile nella versione del bridge Mautrix presente su t2bot.io (che, come detto, é una versione semplificata). La procedura di login é possibile ed ha alcuni vantaggi (una volta fatto il login, se si crea un nuovo gruppo su Telegram, il bot ne crea in automatico il gruppo gemello su Matrix; i gruppi a cui ci si unisce su Telegram, appaiono immediatamente anche su Matrix) ma al momento non ci pare funzionare benissimo e quindi lo tratteremo in un post successivo.

 

NOTIFICHE DI LETTURA

Il bridge non trasmette notifiche di lettura tra le due piattaforme. Gli utenti Telegram vedranno le notifiche di lettura degli altri utenti Telegram e gi utenti Matrix vedranno le notifiche di lettura degli altri utenti Matrix.

NOME UTENTE E FOTO PROFILO

Su Matrix l’utente Telegram appare col suo nome utente e con la sua foto profilo. Se su Telegram questi cambiano, cambieranno anche su Matrix (anche se a volte può metterci diversi minuti a ricevere la modifica). Al contrario Telegram vede solo il bot e riporta solo l’account di chi scrive senza mai mostrare la foto profilo.

 

INVIO FOTO, VIDEO, PDF

Per l’invio di foto e video non c’é alcun problema in entrambe le direzioni. I messaggi vocali di Telegram vengono inviati a Matrix ma la versione per smartphone di Riot non é in grado di ascoltarli (la versione per Desktop invece non ha problemi): nella chat di Riot appare un file audio e cliccandoci verrà chiesto con che applicazione aprirla. Un qualsiasi lettore audio, ad esempio VLC, riprodurrà il file senza problemi. Anche per i pdf e file di testo di diversi formati (txt, rtf) non c’é nessun problema.

Un elemento di confusione é dato dal fatto che quando un utente Matrix posta un file, il bot lo su Telegram lo trasmette ma senza dire quale utente Matrix l’abbia postato!

 

CHIAMATE AUDIO E VIDEO

Impossibili perché Telegram non le gestisce.

 

GEOLOCALIZZAZIONE

Telegram può inviare la propria posizione geolocalizzata a Matrix ma questa non la riconoscerà perché Matrix non gestisce dati di geolocalizzazione e quindi mostrerà un messaggio di “invalid attachment” (allegato non valido). Per poter trasmettere dati GPS il modo corretto é possibile utilizzare una applicazione apposita, ad esempio un’app di OpenStreetMaps, e da questa inviare attraverso l’applicazione di comunicazione (sia esso Riot o Telegram) le sole e semplici coordinate GPS in formato testuale.

 

GRUPPI, CANALI ECC.

Il bridge funziona con i gruppi Telegram ma non sui canali né con le “Chat segrete”. In teoria il bot può essere aggiunto a qualsiasi gruppo ma a patto che si abbia il permesso di invitare nuovi membri e bot. In sostanza: se volessimo portare su Matrix dei gruppi Telegram pubblici di cui siamo semplici membri, dovremmo chiedere ai loro admin se vogliono aggiungere i bot e fare il bridging.

 

UN MILIONE DI BRIDGE!!!

Una stanza Matrix può essere sincronizzata con un solo gruppo Telegram. Tuttavia nulla vieta di aggiungere alla stanza altri bridge che la colleghino a piattaforme diverse (beninteso che, come ricordato all’inizio, questa cosa al momento la si può fare solo se si possiede un proprio server Matrix). Oltre al bridge per Telegram si potrebbe aggiungere alla stanza un bridge per Whatsapp, uno per IRC, uno per XMPP ecc. Il risultato é che non solo l’utente Matrix sarebbe in contatto con gli utenti di tutte le altre piattaforme, ma anche gli utenti delle altre piattaforme potranno comunicare fra loro grazie al bridge di Matrix!

Matrix dunque si trova nella situazione di poter fungere da anello di congiunzione ed asse portante fra tutte le piattaforme di comunicazione esistenti: se Luca é su Whatsapp ma Sara é su Telegram, i due ovviamente non possono comunicare tra di loro, ma se un terzo utente li collega entrambi tramite bridging, ecco che anche un utente Whatsapp può comunicare con un utente Telegram!

Lo scenario che si prospetta in una stanza Matrix con diversi bridge attivi é una cosa di questo tipo:

Appare forse adesso più chiaro il modo in cui il protocollo Matrix si prefigge di avere un ruolo assolutamente centrale nel panorama della comunicazione digitale: una sorta di passepartout, un adattatore universale, un centro di smistamento… Insomma: una rete universale che si pone al centro di tutte le altre reti, mettendole in comunicazione fra loro!

Per maggiori informazioni sul bridge Telegram é possibile contattare direttamente l’admin di t2bot.io nella stanza Matrix #help:t2bot.io

 

 

Grazie ad Anna, Anxma, Leodurruti e Maupao per l’aiuto nel testare bridge, stanze ecc.

 

 

 

 

Matrix e Whatsapp: un confronto

23 Aprile 2019 ore 09:45

Una domanda necessaria: perchè, tra tutte le piattaforme di comunicazioni disponibili, qualcuno dovrebbe sceglierne una piuttosto banale, fornita da un’azienda di data mining (ossia raccolta, elaborazione e vendita di informazioni personali) potente e pericolosa come Facebook?

I software di chat esistono da prima che Whatsapp esistesse ed hanno offerto praticamente gli stessi servizi se non addirittura di più, ma quest’ultimo si é imposto grazie a due soli motivi: una fortissima campagna promozionale (già nei primi cinque anni e soprattutto dopo che é stato acquistato da Facebook nel 2014) ed il fatto che fosse utilizzabile immediatamente senza dover creare alcun account, cosa che ne ha permesso l’adozione da parte di chiunque senza dover pensare a cose come nome utente, password, ecc.

Non solo esistono decine di strumenti di chat che offrono infinitamente più sicurezza di Whatsapp e che non diffondono le tue informazioni in modo da poter alterare più efficacemente l’opinione pubblica, ma negli ultimi tempi é stata pure sviluppata Matrix, una piattaforma che presenta caratteristiche notevoli sotto diversi punti di vista e si presta perfettamente a diventare il software di riferimento tra quelli alternativi a Whatsapp.

Ma Matrix non si limita a possedere delle caratteristiche diverse da Whatsapp: é strutturalmente tutta un’altra cosa! La natura stessa della piattaforma Matrix, come si vedrà in questo post, é talmente diversa da Whatsapp, Telegram, Signal, Wire o qualsiasi altra piattaforma commerciale centralizzata da far sì che nessuna di queste potrà mai fornire tutto ciò che Matrix permette (e promette) di fare (e anche NON fare). In questo post vengono descritte per sommi capi proprio queste caratteristiche di Matrix con cui Whatsapp non potrà mai, per sua natura, competere.

 

Software F.L.O.S.S.

 

1. SOFTWARE APERTO E VERIFICABILE

Il software utilizzato dai server Matrix é F.L.O.S.S. ossia aperto, libero e verificabile da chiunque. Qualsiasi persona capace di programmare può verificare ciò che il software Matrix fa, esattamente come un meccanico che può aprire un cofano, vedere il motore, trovarne i difetti, metterci le mani e migliorarlo. Whatsapp al contrario usa software proprietario e ciò che avviene sui suoi server é un segreto industriale.

 

 

 

2. NON VENDE LE MIE INFORMAZIONI PERSONALI

Il software Matrix non monitora tutto quel genere di informazioni che invece vengono registrare da Whatsapp o da piattaforme sociali correlate come Instagram o Facebook: non calcola chi secondo lui potrebbe diventar mio amico/a. Non registra i millisecondi su cui mi soffermo su un’immagine, gli errori di battitura, i like, il tasso di engagement o il tipo di relazione che intercorre tra me ed un altro utente, quale sia il mio lavoro, i luoghi che visito o i miei spostamenti. Sappiamo che non monitora nulla di tutto ciò proprio perché é software F.L.O.S.S. Come vedremo, Matrix manco mi chiede come mi chiamo e non mi obbliga nemmanco a comunicargli tutti i numeri nella mia Rubrica. Inoltre, come vedremo, puoi far sì che non sia in grado di leggere quel che tu scrivi. Il software Matrix, insomma, raccoglie giusto le informazioni tecniche necessarie a funzionare. [*A FINE ARTICOLO C’É UNA NOTA IMPORTANTE SU QUESTO PUNTO!]. Whatsapp é parte di Facebook, il cui modello di business ruota intorno a profilazione degli utenti e commercializzazione dei loro dati a fini di propaganda commerciale e/o politica. La quantità di informazioni che vengono trasmesse ai server di Facebook per essere analizzate é eccezionalmente superiore a ciò che gli utenti medi solitamente concepiscono.

 

 

 

3. POSSO CAMBIARE SERVER

Se creo un account Matrix sul server “A” e poi scoprissi che é inaffidabile, applica delle policy con cui non mi trovo d’accordo o sospettassi che vende informazioni a terzi, posso tranquillamente passare al server “B” senza perdere alcuno dei miei contatti. E’un pò come mollare hotmail o gmail per passare a Protonmail. Whatsapp invece é una bolla chiusa e se esci da Whatsapp perdi tutti i tuoi contatti Whatsapp.

 

 

4. POSSO ADDIRITTURA FARMI IL MIO SERVER MATRIX PERSONALE

Chi ha un server proprio può installarci Matrix ed avere così il proprio server chat personale, un pò come si può avere una mail aziendale, in modo da avere il controllo totale sui propri dati. Non ti fidi di nessun server pubblico che non sia gestito da te? Basta un server da qualche centinaio d’euro per essere totalmente indipendente! Whatsapp é invece utilizzabile solo attraverso i server di Facebook.

 

 

5. POSSO CAMBIARE APP

Attualmente per usare la propria chat Matrix da smartphone si usa quasi esclusivamente l’app Riot.im. Alcuni provider Matrix tuttavia hanno realizzato la propria versione dell’app Riot personalizzandone alcune caratteristiche. Alcuni esempi sono l’app Librem (per i possessori di un device Purism), SMIchat o Tchap (la piattaforma Matrix realizzata dal governo francese per il dialogo interno tra personale amministrativo). Su computer fisso invece oltre ad utilizzare Riot da browser o l’app Riot, si possono già utilizzare Wheechat, o Quaternion, Nheko o Fractal. Applicazioni diverse con caratteristiche, funzioni, vantaggi e svantaggi diversi applicati allo stesso servizio. Un pò come scegliere se usare Thunderbird o Outlook per la propria casella email. Al momento Riot é l’applicazione standard migliore per l’utente comune, essendo le altre più “specialistiche”. Tuttavia nulla impedisce che possano essere realizzate nuove versioni alternative di Riot o app del tutto diverse per utilizzare Matrix. Al contrario per usare Whatsapp sono obbligato ad utilizzare il software ufficiale di Whatsapp che, ovviamente, é sempre software chiuso. Qualche applicazione “alternativa” per Whatsapp esiste, ma data la natura chiusa del software di Whatsapp e la limitatezza delle sue funzioni, queste app alternative non potranno mai offrire granché di diverso rispetto a quella ufficiale.

 

 

6. POSSO AVERE PIÙ ACCOUNT CONTEMPORANEAMENTE

Su Matrix nulla t’impedisce di avere account multipli. Puoi dunque differenziarli, ad esempio usare un account pubblico, uno per pochi intimi ed un’altro solo per lavoro, magari pure registrandoli su server diversi. Al momento attuale la versione per smartphone di Riot.im non supporta ancora gli account multipli, ma si tratta di una funzionalità che si prevede di rendere disponibile a breve. Su browser invece puoi già usare diversi account Matrix contemporaneamente. Whatsapp invece ti obbliga ad avere un unico account legato al tuo telefono ed alla tua persona.

 

 

 

7. POSSO USARLO ANCHE SENZA TELEFONO

Matrix non é legato a doppio filo al tuo telefono, per cui puoi accederci anche se il telefono l’avessi perso o distrutto. In effetti si può benissimo usare Matrix senza nemmeno averlo mai avuto un telefono. No telefono = no Whatsapp.

 

 

 

8. NON SONO OBBLIGATO A DARE IN GIRO IL MIO NUMERO DI TELEFONO PRIVATO

Il fatto che Matrix non sia legato alla tua identità, al tuo device o al tuo telefono fa sì che tu possa avere un account Matrix pubblico senza dover necessariamente comunicare il numero di telefono dello smartphone da cui lo utilizzi. Puoi dunque usare un account Matrix aziendale anche sul telefono privato, oppure fare l’esatto contrario. Puoi continuare ad accedere al tuo account anche se avessi perso o distrutto tutti i tuoi device. É dunque possibile fare conversazioni audio o videochiamate con qualcuno tramite Riot/Matrix senza essere obbligati a fornirgli il proprio numero personale. Whatsapp invece non permette di avere un account scollegato dal proprio numero di telefono.

 

 

 

9. DIALOGO TRA PIATTAFORME

Matrix é pensato per poter interagire con altre piattaforme e seppur si tratti di un qualcosa ancora in via di sviluppo, già é possibile con qualche sforzo chattare tra Matrix, IRC, Slack, Gitter, Discord, Telegram ed altre piattaforme ancora. La cosa non funziona ancora del tutto ma il progetto é quello di permettere ad ogni utente di dialogare con Matrix restando sulla piattaforma che preferisce. Con un pò di sforzo é già possibile un’unica stanza chat in cui possono interagire utenti che stanno su diverse piattaforme: Scrive Marta da Telegram, gli rispondono Sara da Slack e Luigi da Matrix; poi intervengono Anna da IRC e Michele da Rocketchat mentre Nicoletta  posta una domanda da Discord e Bruno le risponde da XMPP e Riccardo fa altrettanto da Mastodon. Una volta reso più immediato e funzionale il dialogo tra Matrix e Mastodon si potrà inoltre avere un’unica, grande meta-rete federata in cui decine di piattaforme social potranno dialogare tra loro e con Matrix. Seguono invece una filosofia del tutto opposta sia Whatsapp che tutti i software di comunicazione commerciali, che tendono a far di tutto perché tu non utilizzi software diverso dal proprio.

 

 

10. POSSO USARE MATRIX… SENZA AVERE MATRIX

É una conseguenza del punto precedente: il fatto che Matrix dialoghi con altre piattaforme fa sì che, ad esempio, io possa accedere ad una chat Matrix ed interagire con i suoi membri utilizzando le App per IRC, XMPP, Telegram, Discord ecc. Volendo é possibile anche far interagire Matrix con l’email e gli sms. Di conseguenza tutto il “parco macchine” delle piattaforme che dialogano con Matrix (i diversi client/app, ecc) possono essere utilizzati per interagire con utenti Matrix. Non é cosa da poco! Hai una email? Puoi comunicare con Matrix. Hai un account XMPP? Puoi comunicare con Matrix. Sul telefono hai un’app per IRC? Puoi comunicare con Matrix! É pure possibile creare stanze Matrix pubbliche leggibili online da chi non utilizza nemmeno una sola delle piattaforme che interagiscono con Matrix. Come detto sopra, invece, Whatsapp non fa che obbligare gli utenti a legarsi ai propri servizi e solo a quelli.

 

 

 

La stanza resta viva fintanto che almeno un server attivo ne ospiti una copia su di sé.

11. FUNZIONA SEMPRE

Essendo Matrix una rete decentralizzata di server indipendenti e non un’unica piattaforma centralizzata, se il server a cui mi appoggio avesse dei problemi io potrei accedere alla chat semplicemente scegliendo un server diverso. Perché ciò sia possibile é necessaria una minima accortezza da parte di almeno un utente della chat ma é piuttosto banale e realizzabile da chiunque. Il fatto é che il contenuto é slegato dal singolo server e può dunque essere replicato all’infinito, rimanendo eterno. Quando c’é un #WhatsAppDown invece non puoi far altro che aspettare che venga ripristinato. Se Whatsapp avesse un problema al server e perdesse i tuoi dati, non avresti modo di recuperarli.

 

 

12. POSSO CRIPTARE I MIEI MESSAGGI PER DAVVERO

Con Matrix posso criptare i miei messaggi in modo tale che siano leggibili solo da me e dalla persona con cui mi scrivo, usando un sistema di cifratura End-to-End molto potente ed efficace che scavalca lo stesso server ospitante. I software commerciali invece di solito non permettono una vera cifratura e quando lo fanno… considerano sé stessi come destinatari, perché devono leggere quel che scrivi, a chi ecc.

 

13. NESSUNA PUBBLICITA’

Per come é stata realizzata, Matrix é una piattaforma del tutto inadatta all’uso pubblicitario. Questo a causa della sua struttura decentrata, della mancata raccolta di informazioni sugli utenti, del software aperto e delle capacità di cifratura. Se invece Facebook decidesse di introdurre pubblicità in Whatsapp, i suoi utenti non potrebbero far altro che subirla.

 

 

14. IMPOSTAZIONI DETTAGLIATE

Accedendo a Matrix da un client desktop si ha modo di impostare tutta una serie di settaggi e preferenze molto minuziose. É ad esempio possibile far si che un certo membro della stanza possa solo leggere senza intervenire o nominare diversi “amministratori” ma con livelli di potere e compiti assai differenziati fra loro. Si possono aggiungere Widget alle stanze, bot ed altre funzioni. Matrix dunque può essere personalizzato in modo molto specifico. Whatsapp invece, puntando ad un utilizzo ipersemplificato, ingabbia l’utente in una serie assai limitata di opzioni.

 

 

 

15. NON SONO OBBLIGATO A FORNIRE LA MIA IDENTITÀ

Quando crei un account Matrix non c’é alcun obbligo a collegarlo al proprio nome, alla propria email o al proprio numero di telefono. Gli account Whatsapp invece sono legati a dei numeri di telefono. Siccome quando ti iscrivi a Whatsapp gli consegni tutta la tua rubrica, Facebook sa con che nome, cognome e soprannome hanno registrato in rubrica il tuo numero i tuoi conoscenti ed essendo tutto integrato nei database di Facebook la tua identità gli é nota anche se tu non gliel’hai mai fornita direttamente. In sostanza: se sei su Whatsapp regali a Facebook informazioni non solo su di te, ma anche sui contatti che hai salvato.

 

 

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16. ESTENSIONI, MODIFICHE, MIGLIORAMENTI

Essendo software F.L.O.S.S. qualsiasi programmatore può facilmente sviluppare estensioni, strumenti aggiuntivi, bot, modifiche e miglioramenti alle app esistenti. Questo fa si che attorno a Matrix si sviluppi un intero ecosistema con numerosi elementi aggiuntivi capaci di personalizzare ulteriormente la chat alle tue esigenze. Già esistono dei widget capaci di inserire in una stanza matrix funzionalità di Wikipedia, pad di scrittura collaborativa, grafici, immagini stock, feed RSS e non é difficile immaginare per il futuro personalizzazioni di skin, applicazioni per backup selettivi, bot di ogni genere, traduttori automatici. Anche attorno a Whatsapp in effetti si é sviluppato un ecosistema di applicazioni di supporto, ma data la natura chiusa del software usato e la non-volontà di Facebook di cedere troppo facilmente le informazioni che ha raccolto sui suoi utenti, le app aggiuntive sono ben poca cosa: perlopiù addon di gif e sticker.

 

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NOTA FINALE: POCHISSIMI CAPISCONO DAVVERO LE IMPLICAZIONI DEL NON CEDERE I PROPRI DATI PERSONALI

Quando si parla di privacy e vendita di dati, di solito il pensiero comune va a due soli scenari: la commercializzazione pubblicitaria e l’indagine poliziesca mirata su di sé. Nel primo caso viene ritenuta tuttalpiù un fastidio mentre la seconda, dato i sempre più onnipresenti dispositivi di monitoraggio e controllo, viene ritenuta come scontatamente inevitabile.

In realtà sfugge che gli utilizzi dei propri dati personali sono molto più variegati di questi due scenari estremi. Estremi perché il primo rappresenta il grado minimo mentre il secondo il grado massimo di utilizzo dati personali, tralasciando la profilazione politica a fini propagandistici.

Facebook, Google, Youtube ed Instagram ad esempio insistono nel mostrarti con più frequenza certi profili, certe notizie, certi video e lo fanno in modo nient’affatto casuale. Se la profilazione social su di te ha mostrato paura o debolezza emotiva verso certi tipi di notizie, questo dato può essere usato da chi vuole propagandare determinate politiche affinché tu, e solo tu tra tutta la tua cerchia di amici, legga un certo tipo di articoli.

Se utilizzi le piattaforme sociali commerciali sappi che quel che ti passa davanti agli occhi é stato personalizzato su di te, per colpirti maggiormente e “venderti” meglio una certa idea da parte di chi ha comprato i servizi di profilazione. E ciò é possibile perché sei proprio tu a fornire informazioni utili a profilarti e targhetizzarti meglio.

Sei un pò razzista? Facebook può essere usato (e viene usato!) per consolidare il tuo razzismo. Sei più moderato? Facebook é in grado di selezionare un mix di fonti ambigue per alimentare dubbi sugli stranieri e virare i tuoi riferimenti sempre più a destra attraverso una selezione mirata di post adatti a colpire le tue paure più accentuate.

Sei sensibile alle violenze sugli animali? Ti verranno messi sotto gli occhi diversi articoli con stranieri che fanno male ad animali. Hai paura delle malattie? Vedrai post sui migranti che portano la peste medievale.

Sei sgrammaticato e non metti alcun like a fonti culturali? Vuol dire che hai una bassa istruzione e nella tue Timeline verranno fatti scorrere contenuti falsi ma dal linguaggio semplice.

Hai una preparazione scolastica media-buona ma non sei quel che si chiama un “divoratore di libri”? Ti piacciono il calcio ed i film di supereroi? Non vedrai molti post ignoranti ma invece tanta roba giustificazionista e qualunquista del tipo “eh, ma in fondo Salvini non ha tutti i torti”.

I noti avvenimenti di Facebook nello scandalo Cambrydge Analytica; l’influenza di Facebook nella Brexit e nell’elezione di Trump hanno reso evidente che le campagne politiche mirate e targhetizzate al singolo utente sono una realtà molto più pervasiva e difficile da monitorare di quanto il grosso della popolazione sospetti. Il ruolo di Facebook nella Brexit, per esempio, é stato tutt’altro che secondario e questo é stato possibile perché chi ha voluto diffondere sul social network delle informazioni false l’ha potuto fare in modo estremamente mirato.

“Se uno vuole monitorarti può farlo anche su Matrix”. A parte il fatto che non é affatto così immediato come spiare un profilo Facebook (basta che la persona su cui indagare abbia un account segreto diverso da quello conosciuto e delle stanze matrix criptate per rendere quasi impossibile ogni ricerca); quel che va ribadito é che nell’utilizzare una piattaforma libera non si cerca solo e soltanto uno strumento di comunicazione sicura, ma anche uno strumento che permetta all’utente di non alimentare quei meccanismi che influenzano con più efficienza l’utente stesso.

Basta fare un breve esperimento ed osservare come grazie all’utilizzo di reti sociali libere, metamotori di ricerca indipendenti, ed un paio d’accortezze nel browser come l’utilizzo di alcuni Ad-Blocker e plugin, fa sì che la propria esperienza online ed i contenuti-fuffa propagandistici possano ridursi drasticamente.

Nel momento in cui Facebook e Google non sanno più chi sei e cosa pensare di te, non sono più in grado di personalizzare il loro contenuto e la qualità dell’informazione a cui sei esposto aumenta molto velocemente.

Detto in altro modo:

 

Più sono le informazioni personali che fornisci ai big del data mining, più sono le chiavi che gli consegni affinché possano modificare la tua percezione del mondo.

 

 

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VUOI SAPERNE DI PIÙ?

Se l’articolo ha attirato la tua curiosità, é possibile saperne maggiormente leggendo anche altri articoli di questo blog:

Cos’é Matrix. (Il post espone in dettaglio cos’é la piattaforma Matrix e la sua enorme differenza da tutte le altre piattaforme di comunicazione esistenti)

Matrix – Chattare anche se il server é esploso. (Le chat Matrix non sono necessariamente legate ad un solo server e quindi se anche uno smettesse di funzionare… basta usarne un’altro senza perdere contatti e messaggi)

Matrix bridge: connettersi a tutti i social da una sola App. (Sono in via di sviluppo dei bridge Matrix che permettono di avere un’unica chat in cui può dialogare contemporaneamente gente da Matrix, Telegram, IRC ed  altre piattaforme ancora)

Primi passi con Riot/Matrix. (Una semplice guida passo-passo su come creare un account Matrix da Riot ed iniziare ad usarlo)

 

 

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VUOI GIÀ CREARTI UN ACCOUNT MATRIX?

Per creare un account Matrix é necessario scegliere un server Matrix pubblico (o crearsene uno proprio, ma in quel caso si presume tu ne capisca già di informatica/programmazione/sistemistica).

Scegliere il server Matrix é come scegliere se farsi l’email su Gmail, Hotmail o Protonmail: son tutti più o meno simili ma hanno a loro volta delle caratteristiche un pò diverse.

Il server più utilizzato é matrix.org, che é quello dei creatori originali della piattaforma Matrix. Tuttavia é preferibile che gli utenti non si appoggino tutti solo e soltanto su quell’unico, grosso server perché se questo avvenisse, verrebbe meno proprio il senso della decentralizzazione della rete.

Alcuni server che possono essere utilizzati sono i seguenti:

 

LUSSEMBURGO (Admin e molti utenti sono italiani)
https://riot.opencloud.lu

FINLANDIA
https://chat.feneas.org/
GERMANIA
https://riot.privacytools.io
https://chat.tchncs.de/
https://riot.allmende.io

FRANCIA
https://riot.tedomum.net/
https://riot.tcit.fr
OLANDA
https://webchat.weho.st
https://chat.disroot.org
AUSTRALIA
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Matrix – Chattare anche se il server é esploso

12 Aprile 2019 ore 19:32

 

La struttura decentrata del protocollo Matrix permette di creare delle chat virtualmente eterne, capaci di essere utilizzabili anche se il server é sotto attacco hacker, va offline o viene fatto esplodere in mille pezzi con una bomba termonucleare!

RETE DECENTRALIZZATA

Innanzitutto va ricordato che Matrix é una piattaforma decentralizzata (o, se si preferisce, “federata”). Ciò significa che non esiste UN server Matrix ufficiale come sulle piattaforme centralizzate tipo Twitter o Whatsapp ma ci sono diversi server che interagiscono fra loro (un po come l’email: non ci si “iscrive all’email”, ma si crea un account su ProtonMail o Gmail o Hotmail o al server di posta della propria azienda/scuola ben sapendo che da ognuno di questi si può ricevere ed inviare messaggi agli altri).

I server Matrix sono diversi ed interagiscono tutti fra di loro, andando a formare un’unica grande rete

Sono già diversi i server Matrix attivi. Alcuni hanno una certa dimensione e sono gestiti da un ente, un’associazione o un’azienda commerciale mentre altri sono molto piccoli, essendo praticamente dei server casalinghi pensati per essere usati tra un ristretto numero di persone. Alcuni sono aperti al pubblico, ossia é possibile registrarcisi (così come ci si registra a Gmail per l’email), mentre altri sono privati (come il server di posta della tua azienda). Il più noto server Matrix attualmente é matrix.org, ossia quello dei creatori originari di Matrix. Una lista incompleta di server Matrix pubblici é disponibile qui.

 

SU MATRIX, TUTTO E’ UNA “STANZA”

Matrix organizza tutto in stanze: quelli che su Whatsapp sono chiamati gruppi e su IRC son chiamati canali, su Matrix vengono chiamate stanze, con la particolarità che su Matrix… tutto é una stanza!

Quando Tizio chatta direttamente con Caio ed in quella discussione non c’é e non può entrare nessun altro, semplicemente Tizio e Caio stanno in una stanza con due soli utenti! Questa, quindi, può essere amministrata e gestita allo stesso modo di una stanza con migliaia di utenti diversi, assegnando regole, ruoli, permessi speciali ecc.

 

LE STANZE MATRIX SONO UBIQUE

Se si crea una stanza in cui interagiscono solo utenti registrati sullo stesso server, quella stanza materialmente si troverà solamente su quel server. Questa é la situazione che si verifica su OGNI piattaforma centralizzata: un gruppo Whatsapp si trova materialmente sui server Whatsapp così come i suoi utenti. I gruppi Facebook pure.

Osserviamo il disegno qui sotto e facciamo un paragone: é come se matrix.blu fosse Whatsapp e matrix.giallo fosse Telegram. Tra i due non v’é alcun contatto e se uno dei due avesse un problema, l’altro, essendo una piattaforma del tutto diversa, avrebbe gruppi diversi, utenti diversi ecc.

Due utenti, entrambi registrati su matrix.blu, interagiscono fra loro in una stanza

 

Ma con Matrix le cose funzionano diversamente ed i diversi server, parlando la stessa lingua (il protocollo Matrix), sono fatti proprio per interagire fra loro! Alla stanza che abbiamo creato può dunque partecipare anche un utente che é registrato su un server diverso. Quando ciò avviene, la stanza viene di fatto clonata su quest’altro server. Ciò significa che di quella stanza ci saranno due copie identiche costantemente sincronizzate fra loro.

Due utenti di matrix.giallo vengono invitati nella stanza dagli utenti di matrix.blu. Materialmente, il server matrix.giallo clona su di sé la stanza e la sincronizza con quella su matrix.blu.

 

[Per una spiegazione più dettagliata di come avviene la trasmissione dei dati tra server diversi, c’é la chiara animazione (in inglese) in questa pagina di matrix.org. Basta premere su NEXT perché la spiegazione avanzi mostrando passo-passo cosa avviene quando si spedisce un messaggio, una risposta, ecc…]

how

Nel momento in cui il proprio server fosse irraggiungibile, i suoi utenti non avrebbero alcun modo né di accedere alla stanza né di recuperare i messaggi scritti in precedenza, così come non potrebbero interagire fra loro. Tuttavia la stanza continuerebbe ad essere raggiungibile e funzionante sull’altro server (come dire: se Whatsapp non funziona, il tuo gruppo é comunque accessibile da Telegram).

Il server matrix.blu ha un problema e la stanza é inaccessibile ai suoi utenti. Resta però accessibile agli utenti di matrix.giallo.

 

Basterà dunque accedere (temporaneamente o definitivamente che sia) al server ancora funzionante per recuperare stanze, messaggi, media e contatti inaccessibili dal server su cui si era inizialmente.

Iscrivendosi al server matrix.giallo, gli (ex)utenti di matrix.blu ritrovano la stanza, i messaggi ed i contatti ormai irraggiungibili dal (defunto? hackerato?) matrix.blu.

 

STANZE UBIQUE = VIRTUALMENTE INDISTRUTTIBILI

Se Mastodon, Whatsapp, Facebook o Twitter sono irraggiungibili non c’é nulla da fare: bisognerà aspettare che tornino utilizzabili e nel frattempo spostarsi su piattaforme diverse… a lamentarsi che la piattaforma é irraggiungibile! Al contrario, su Matrix, il contenuto può essere ubiquo e sopravvivare anche alla caduta del server su cui é stato realizzato. Metti caso che in una stanza vi siano 60 utenti di matrix.blu ed 1 di matrix.giallo. Ebbene, quell’unico utente, solo per il fatto di essere registrato su un server diverso, svolge un ruolo importantissimo, permettendo ai contenuti dei 60 utenti di matrix.blu, di avere una copia di sicurezza anche su matrix.giallo. Appare chiaro che più é differenziato il numero di server da cui si accede ad una stanza, più questa ha probabilità di sopravvivere ad eventuali inefficienze di uno dei suoi server. Si tratta dunque di una struttura estremamente resiliente.

La stanza resta viva fintanto che almeno un server attivo ne ospiti una copia su di sé.

 

Su Matrix esistono stanze molto grandi, cui partecipano diverse centinaia o migliaia di utenti e queste solitamente hanno diverse decine di indirizzi locali diversi (cosa siano gli indirizzi locali lo vediamo tra un attimo). Anche se si accedesse su un server Matrix che non ha alcuna copia locale di una stanza (nell’immagine qui sopra: uno dei due server in cui non c’é la stanza) conoscendone gli indirizzi é comunque sempre possibile entrarci. Dunque non é indispensabile registrarsi proprio su uno dei server in cui c’é una copia della stanza, ma ci si potrà accedere da un qualsiasi server Matrix!

Le stanze Matrix, dunque, possono essere quasi condiserate una sorta di portale di comunicazione fra più mondi/server, trovandosi contemporaneamente su ognuno di questi.

 

Parte degli indirizzi locali di MatrixHQ, una delle più grosse stanze della rete Matrix

Questo concetto, inoltre, é espandibile in qualche modo anche ai bridge di Matrix. Un server Matrix, difatti, può sincronizzare le proprie stanze non solo con altri server Matrix, ma addirittura con altre piattaforme (Telegram, IRC, Whatsapp, Slack e molte altre ancora). Qui la cosa in realtà é un pò più complicata e cambia molto sia da piattaforma a piattaforma che da bridge a bridge. Risulta tutto più chiaro leggendo l’articolo appena linkato, ma in soldoni la faccenda può esser spiegata così: i server Matrix, tra di loro, fanno una copia esatta della stanza, ma quando si collega Matrix ad una piattaforma diversa, vuoi per le caratteristiche della piattaforma, vuoi per il modo in cui questo collegamento viene gestito, le versioni delle stanze che stanno su queste piattaforme non sono sempre una copia esatta di quella che si vede su Matrix. Per esempio: collegando una stanza Matrix ad una piattaforma social che permette messaggi di al massimo 500 caratteri, tutti i messaggi più lunghi verrebbero trattati in modo particolare, ad esempio con dei link al server Matrix da cui si erano generati (server che, potrebbe non esserci più).

 

MIRRORING

Una pratica di sicurezza può ad esempio essere quella di creare per sé un secondo account su un server Matrix diverso da quello solitamente utilizzato esplicitamente con lo scopo di generare una copia “di backup” delle proprie stanze più importanti. Questo secondo account potrebbe essere fatto entrare in quelle stanze cui si vuol esser certi di poter accedere sempre e comunque, magari concedendo a tale nuovo utente i permessi di amministratore, in modo tale da avere più possibilità di accedere e gestire la stanza, avendo cura di farvi accedere anche gli altri membri con degli account di riserva.

La pratica di clonare la stanza su più server si chiama mirroring (ovvero “specchiare”). La procedura per effettuarlo é abbastanza semplice, ma può cambiare a seconda del modo in cui si accede a Matrix, del software e device usato.

 

TUTORIAL

Il seguente tutorial é pensato per chi accede a Matrix utilizzando Riot da browser e presupponendo il seguente scenario: ho già un account sul server A su cui v’é una stanza privata (accessibile solo ai membri) che vorrei mirrorare per sicurezza. Prima di cominciare può essere utile ripassare la breve guida sui primi passi con Matrix / Riot.

 

1. ASSEGNARE UN INDIRIZZO ALLA STANZA

Alla stanza va innanzitutto assegnato un indirizzo locale che dovrà seguire questo formato: #nomestanza:nomeserver e va fatto nelle impostazioni della stanza stessa.

 

2. CREARE UN ACCOUNT SU ALTRO SERVER

Bisogna dunque scegliere un server Matrix diverso da quello che si usa abitualmente (ad esempio uno tra quelli in questa lista) e creare un nuovo account. Sul browser é possibile aprire due schede distinte loggandosi contemporaneamente ai due diversi server (che é un pò come avere due diversi profili Facebook aperti contemporaneamente).

 

3. INVITARE IL NUOVO ACCOUNT NELLA STANZA

A questo punto si torna all’account principale, si entra nella stanza in questione e si invita il nuovo account. Volendo, una volta inviato l’invito, si può già selezionare il nome dalla lista degli invitati e da lì impostarlo come amministratore della stanza.

 

 

4. ACCETTARE L’INVITO

Tornare quindi al nuovo account e da qui accettare l’invito alla stanza:

 

5. AGGIUNGERE UN SECONDO INDIRIZZO ALLA STANZA

A questo punto bisogna ripetere il primo punto, aggiungendo un nuovo indirizzo alla stanza, sempre con lo stesso formato #nomestanza:nomeserver

In questo modo la stanza si troverà ad avere due indirizzi (volendo anche più di due: non c’é un limite agli indirizzi assegnabili):

#nomestanza:nomeserver1

#nomestanza:nomeserver2

In realtà ogni server assegna già in automatico l’indirizzo alla stanza, ma si tratta di una stringa tipo !isobjBnFgqYHjqJMF1b:nomeserver. Quello é il vero indirizzo della stanza ma ovviamente é abbastanza ingestibile perché… vattelo a ricordare! Gli indirizzi inseriti nel punto 1 e 5 sono in realtà degli alias, ossia degli indirizzi “virtuali” che poi il server penserà a collegare a quello vero che gli ha assegnato. Creare gli alias servirà più avanti per gestire con più facilità la stanza e permettere ad altri di chiedere d’entrarci.

Fatto! Adesso la stanza é presente e sincronizzata su entrambi i server!

A questo punto, anche cascasse il server usato di solito, é comunque possibile chattare nella stanza accedendo con il nuovo account. Se anche gli altri utenti creassero un account di riserva, l’eventuale lavoro di gruppo svolto in una stanza potrebbe continuare anche nel caso di guasti, hackeraggi… o bombardamenti nucleari! 😉

 

[NB: la natura delle stanze, svincolata dai server ma anche dagli account utente, può avere anche un altro tipo di utilizzo: un utente che perdesse le credenziali del proprio account, potrebbe essere re-invitato in una stanza/conversazione con un account differente, senza perdere tutti i propri vecchi messaggi]

PS: Se però, si preferisse avere una stanza su un solo server ed impedire che vi accedano utenti registrati su server differenti, evitando così che la propria stanza venga clonata altrove, é sempre possibile creare stanze “non federate”. In questo modo le stanze non federate su matrix.blu saranno accessibili solo agli utenti di matrix.blu, e le stanze non federate di matrix.giallo saranno accessibili solo dagli utenti di matrix.giallo.

Matrix bridge: connettersi con tutti i social da una sola App

29 Marzo 2019 ore 16:51

Matrixverse.png

 

Avevamo già spiegato cos’é il protocollo Matrix e come iniziare ad usarlo.

Riassumendo molto brevemente: Matrix é un protocollo di comunicazione aperto e liberamente utilizzabile da chiunque (ognuno puà farsi il suo server Matrix) creando una rete di chat potenzialmente infinita, le cui caratteristiche di sicurezza ed espansione permettono e promettono di fare un sacco di cose. Insomma: si tratta di uno strumento estremamente interessante.

Una delle caratteristiche più interessanti é la capacità di Matrix di dialogare con altre piattaforme. Detto in soldoni: con Matrix si può creare un “gruppo” in cui possono dialogare utenti Matrix, utenti Whatsapp, Telegram, IRC ecc. lasciando che ognuno usi l’App che preferisce. Questo é il “bridging”

(Una nota: questo articolo vuole solamente spiegare il concetto di “bridge” dando giusto un accenno terra-terra a come funziona e non vuol certo essere un manuale sull’utilizzo dei bridge)

Chi ha già letto gli articoli precedenti sa che Matrix non é un servizio di chat come Twitter ma é un protocollo, come l’email: Gmail, ProtonMail, Hotmail sono tutti servizi che usano i protocolli email, ognuno coi propri server e con caratteristiche personali che però, interagiscono fra loro (da Gmail puoi mandare una email a Hotmail, giusto?).

Non ti “registri all’email” ma “crei un account su ProtonMail”. Non ti “registri a Matrix”, ma “crei un account su un server Matrix”.

Prendiamo dunque ad esempio il server Matrix di Feneas: https://chat.feneas.org, Una volta registrati si può dialogare con qualsiasi utente registrato su qualsiasi server Matrix (ancora una volta: se ti registri su Yahoo puoi scambiarti le email con chiunque abbia un indirizzo email, indifferentemente dal server a cui si é registrato).

In Matrix ogni conversazione avviene in “stanze”. Sono sostanzialmente come i gruppi di Whatsapp, solo che qui anche la chat tra te ed una sola altra persona avviene in una stanza.

Qui incontriamo dunque i “bridge”, ossia quegli strumenti che permettono di collegare una stanza Matrix con il proprio corrispettivo su altre piattaforme.

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Un “bridge” (letteralmente “ponte”) é sostanzialmente un programma che si occupa di sincronizzare Matrix con una certa piattaforma in modo da farli comunicare assieme.

Per ogni piattaforma dunque servità un bridge apposito. Dunque ce ne sono diversi. Non solo: per certe piattaforme esiste più di un bridge che magari adottano soluzioni e caratteristiche diverse. Bisogna tener conto che tutto il processo di bridging tra Matrix e le altre piattaforme é ancora un work in progress: alcuni bridge funzionano bene, altri così-così, ed insomma, la “scena” del bridging é ancora molto attiva. Alcune piattaforme sono fatte in modo da poter essere, almeno sulla carta, facilmente collegabili con un bridge mentre altre sono decisamente più ostiche.

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Il funzionamento ideale di una stanza Matrix “bridged” (da qui in poi renderò “bridged” con “sincronizzata”) con una piattaforma diversa, ad esempio Telegram, dovrebbe essere abbastanza banale: io che ho un account Matrix entro nella stanza e chatto normalmente, da Matrix, mentre un’altra persona che ha Telegram vedrà quel che ho scritto nella stanza, a cui però accede attraverso Telegram.

Un esempio lo si può vedere nella stanza pubblica Telegram-FOSS. La stanza é sincronizzata con Telegram ed IRC, pertanto gli utenti che vi partecipano lo fanno da tutte e tre le piattaforme.

 

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Questa é la stanza pubblica Telegram-FOSS così come viene visualizzata online. Sono visibili le interazioni fra utenti Telegram (segnalati tra parentesi) ed IRC (privi di indicazione tra parentesi perché la stanza nasce come stanza IRC e dunque sono gli altri account a dover specificare la loro piattaforma)

Si, ma, in soldoni, come funzionano questi bridge? Come si installano e come si attivano?

Dunque, ogni bridge é un programma che va a dialogare con Matrix: non é parte integrante di Matrix! Questo vuol dire che se creo un account su un server Matrix non é scontato che questo abbia anche dei bridge e se ne ha, non é detto che li abbia tutti!

La maggior parte dei server Matrix offre perlopiù il solo bridge ad alcuni server IRC (Freenode e pochi altri ancora).

Come dicevamo, la “scena” riguardante la realizzazione dei bridge é ancora un work in progress e dunque é probabile che nel giro di qualche tempo sempre più server avranno di default un numero maggiore di bridge.

Come si fa allora ad usare un bridge se i server Matrix non li offrono di default? La prima soluzione possibile é quella di farsi il proprio server Matrix installandoci tutti i bridge che si desiderano, ma ovviamente per fare ciò é necessario avere un server e saperci mettere le mani.

Ma esiste un altro modo: un bridge, dicevamo, é un programma che sincronizza una stanza Matrix con l’equivalente di una diversa piattaforma (canale IRC, gruppo Whatsapp ecc…), ma non é indispensabile che il bridge si trovi sullo stesso server Matrix che deve sincronizzare.

Potenzialmente, dunque, un bridge potrebbe essere installato sui server di Whatsapp per offrire ai propri utenti la possibilità di interagire con gli utenti Matrix (ok, Facebook aborre un’idea del genere e dunque non succederà mai, ma tecnicamente la cosa sarebbe possibile).

Ma il bridge può anche essere installato su un server che non c’entra nulla con gli altri due. Un esempio é t2bot.io, che offre alcuni bridge per Matrix.

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i bridge offerti da t2bot.io

 

Si, ma, materialmente, per fare questa sincronizzazione, dal lato utente come funziona? Cosa clicco? Dove devo digitare?

Beh, qui la cosa cambia da bridge a bridge: ognuno ha un approccio diverso così come caratteristiche e funzionamento. Due diversi bridge per Whatsapp possono funzionare in modo molto diverso, per intenderci.

Ma giusto per dare un’idea vediamo un esempio di sincronizzazione con Telegram usando il bridge messo a disposizione di t2bot.io

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SU TELEGRAM

  1. Creare un canale Telegram
  2. Invitare il bot @matrix_t2bot nel canale (basta digitare @matrix_t2bot nella casella di ricerca per trovatlo)
  3. Nel gruppo, digitare il comando /id Il Bot fornirà un <codice>

SU MATRIX

  1. Creare una stanza Matrix (la stanza deve essere accessibile da chiunque ed avere un indirizzo locale)
  2. Invitare il bot @telegram:t2bot.io nella stanza
  3. Nella stanza, digitare il comando !tg bridge <codice>
  4. Il bot chiederà una conferma. Digitare !tg continue

Fatta! Adesso in quel canale potranno dialogare sia utenti Telegram che utenti Matrix. (Maggiori dettagli qui: https://t2bot.io/telegram )

 

A questo punto quel che vien scritto in quella stanza Matrix apparirà nella stanza Telegram e viceversa. Tuttavia i messaggi provenienti dall’ “altra piattaforma” appariranno come se fossero pubblicati dal bot e non dalla persona che li ha scritti (Telegram Bot ha scritto: “ciao!”). Per far si che i messaggi vengano attribuiti all’utente che li ha effettivamente scritti, ora che si son sincronizzate le stanze vanno sincronizzati gli account!

SU MATRIX

  1. Aprire una chat privata con l’utente @telegram:t2bot.io
  2. Digitare il comando !tg login ed attendere un pò
  3. Dopo una certa attesa il bot fornirà delle istruzioni da seguire; solitamente contenenti un link ad una pagina in cui bisognerà scrivere il numero di telefono del proprio account Telegram (+39 12 34567890) ed il proprio account Matrix (@nomeutente:nomeserver)

A questo punto il bot sincronizzerà i due account ed inviterà a sincronizzare anche altre stanze/gruppi. Questo, va ricordato, é UN bridge Matrix/Telegram e nulla toglie che ne possano essere sviluppati degli altri che funzionino in modo più semplice ed intuitivo.

Idealmente in una stanza Matrix con tutti i bridge immaginabili, si potrebbe far dialogare assieme utenti Mastodon, Whatsapp, IRC, XMPP, Matrix, Telegram, Slack, Discord, iMessage, Skype. Ma potrebbero intervenire anche utenti via SMS ed Email.

Con il bridge Mastodon o un eventuale bridge ActivityPub inoltre Matrix verrebbe definitivamente a far parte del Fediverso e l’abbinata Matrix-ActivityPub potrebbe in effetti fungere da vero nodo collettore tra innumerevoli piattaforme decentralizzate, federandole.

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Primi passi con Riot/Matrix

26 Febbraio 2019 ore 19:34

Una semplice guida passo-passo che spiega come creare un account Matrix ed accederci con Riot.im

In altri post abbiamo già osservato cos’é Matrix, cosa lo rende radicalmente diverso da qualsiasi altra piattaforma chat e della sua possibilità di poter funzionare anche se il server fosse guasto, scollegato da internet o distrutto in mille pezzi da una bomba. e che chi sa smanettarci un pò su, può comunicare da Matrix con altre piattaforme, come Telegram e Whatsapp.

Per chi non avesse letto gli altri post, qui basterà ricordate solo una cosa: Matrix é il nome della piattaforma, Riot é l’applicazione che ci accede e matrix.org é il più noto fornitore della piattaform.

Per fare un paragone:

Matrix – La piattaforma; come dire l’email

matrix.org – Uno dei server della piattaforma Matrix; come dire email.it o gmail.com

Riot – é come dire Outlook Express o Thunderbird o Apple Mail.

Il paragone con l’email spiega bene le diverse soluzioni possibili con Matrix: così come puoi decidere il server mail che preferisci e registrarti a tua scelta su Hotmail, Libero o Protonmail sapendo che in ogni caso potrai scambiare mail con persone registrate anche su altri server, su Matrix ti registri al server che preferisci e da lì chatti con persone che possono anche essere registrate su server diversi dal tuo, essendo tutti utilizzatori della piattaforma “email”.

Una volta che ci si é registrati al server email che si é scelto, ad esempio Gmail, si può decidere se accederci dal browser su gmail.com, o scaricando l’app chiamata Gmail o impostando Outlook Express. Allo stesso modo, con Matrix, una volta scelto il server, ci si può accedere da browser o usando l’app Riot o un’altra delle diverse Applicazioni disponibili (ce ne sono diverse, ma questo tutorial tratterà solo la più comune, Riot)

 

CREARE L’ACCOUNT

1) Da computer fisso, andare su https://riot.im/app/  (A dire il vero l’account si può creare benissimo direttamente da smartphone, ma per qualche oscuro motivo a me inspiegabile, ho riscontrato che molte persone si perdono in questo passaggio e quindi opto per indicare la soluzione che va meglio per tutti)

 


NOTA IMPORTANTE: Per usare Matrix, come già spiegato, basta registrarsi ad uno qualsiasi dei suoi server pubblici. Questo tutorial ed i link che contiene, si riferiscono al server matrix.org, attualmente il più usato. Tuttavia é possibile che matrix.org limiti le registrazioni. In questo caso basterà scegliere un altro server.

Un elenco incompleto di server pubblici utilizzabili é disponibile su hello-matrix.net

Due di questi server che possono essere vivamente consigliati, sono i seguenti:

Opencloud (Lussemburgo) https://riot.opencloud.lu/#/welcome (NB: il server é in Lussemburgo ma gli admin sono italiani, il che può aiutare in caso doveste chiedere informazioni o aiuto)

TeCHNiCS (Germania) https://chat.tchncs.de/#/welcome


 

 

2) Apparirà questa schermata. Clicca su [CREATE ACCOUNT]

 

3) Scegliere uno [USERNAME] ed una [PASSWORD]. Scegli una password seria! Mi raccomando che contenga lettere, numeri, simboli, maiuscole e minuscole! E segnatela da qualche parte! Non é obbligatorio ma é meglio inserire anche il proprio indirizzo [EMAIL].

 

4) A questo punto va risolto il  Captcha [NON SONO UN ROBOT]

5) Accettare [TERMINI E CONDIZIONI]

 

6) FATTA: L’ACCOUNT É STATO CREATO! La sua forma, senza gli spazi, é questa:

                                             

@ nomeutente : matrix . org

 

7) In questo momento stai usando la versione web di Riot, ma volendo puoi scaricare la sua Applicazione per PC Windows, Mac, o Linux da qui https://about.riot.im/downloads/ Puoi anche scaricare l’App Riot.im per Android da Google Play e da F-Droid o per iOS dall’ App Store.

 

8) Riot in versione web (o Applicazione) da per computer fisso permette di fare molte più cose della versione per smartphone. In questa guida iniziale però viene spiegato solo il funzionamento da smartphone.

 

9) L’App di Android e quella di iOS hanno delle leggere differenze fra loro, perciò le schermate ed i menù di Riot sul tuo telefono potrebbero non essere del tutto uguali a quelle descritte qui.

 

10) Scarica l’App sullo smartphone

 

11) Dal momento che hai creato il tuo account aspetta almeno 2 o 3 minuti e poi puoi accedere all’App con il nome utente e password che hai creato.

 

12) Se hai dato il tuo indirizzo mail ti sarà arrivata una email di verifica. Se non la vedi controlla nell’antispam.

 

USARE RIOT

A questo punto ci si può loggare da smartphone. Banalmente, basta inserire il nome utente e la password. Non serve mettere il nome utente completo di formattazione (invece che scrivere @:mionomeutente:nomeserver.org basterà scrivere mionomeutente)

Se si é scelto un server diverso da matrix.org, questo va indicato nella schermata di Login

L’app per smartphone Riot.im, di default intende che tu abbia un account su matrix.org. Se così non fosse bisognerà selezionare “Custom server” ed inserire il suo dominio. (Se il l’account é su Opencloud bisognerà scrivere https://riot.opencloud.lu)

 

 

Una volta loggato nell’App ti ritroverai una schermata come questa:

Schermata iniziale al primo utilizzo

 

Non appare granché perché devi ancora aggiungere i tuoi contatti. A questo punto, se non l’hai ancora fatto, sarebbe bene leggere il post Cos’é Matrix per comprendere i concetti base di come funzionano le cose da queste parti. É facile, ma se finora hai usato solo App tipo Whatsapp, Facebook, Telegram e Viber, che sono iper-semplificate ed estremamente simili fra loro, molto probabilmente hai bisogno di ripassarti due-tre concetti su sicurezza e comunicazione digitale che le App che hai usato finora tendono a eliminare.

 

OGNI CHAT É UNA STANZA

La cosa principale da ricordare é che su Riot si comunica a STANZE. Hai presente un gruppo Whatsapp? Beh, qui su Riot un “gruppo” é chiamato stanza e funziona più o meno allo stesso modo. Ma su Riot anche la comunicazione tra te ed un’altra persona deve avvenire in una stanza!

Se Andrea chatta con Sabrina non é semplicemente una comunicazione diretta tra Andrea e Sabrina ma é una comunicazione che avviene in una stanza che ha come membri… solo Andrea e Sabrina!

Riot permette di dividere le stanze in quattro tipi: FAVOURITES, PEOPLE, ROOMS e LOW PRIORITY. Questa cosa all’inizio può confondere: si tratta sempre di stanze! Non importa se tu classifichi una stanza “people” o “room”: resta sempre e solo una stanza! Io, per esempio, trovo comodo classificare “people” le stanze con solo me ed un’altra persona, “room” quelle con 3 o più persone, “favourite” le preferite e “low priority” quelle con persone o gruppi con cui non mi sento spesso.

Quando premi il pulsante [+] ti vengono fornite tre opzioni. [START CHAT] e [CREATE ROOM] sono fondamentalmente la stessa cosa! Solamente, funzionano in modo un pò diverso: “Start chat” é più veloce, selezioni subito le persone con cui chattare ed appena l’hai fatto inizi la conversazione in una stanza senza nome. “Create room” invece ti chiede prima di impostare la stanza, dargli un nome, selezionare diverse opzioni e solo quando hai fatto tutto puoi invitare chi vuoi nella stanza.

Altra grossa differenza: con “Start chat” tu e le altre persone nella discussione siete tutte parimenti amministratrici della stanza di discussione. Con “Create room” tu amministri e gli altri utenti no.

La terza opzione, [JOIN ROOM] serve ad entrare in stanze create da altri. Ma questa opzione non viene trattata in questa guida

 

PRIMO IMPATTO

Come quando si indossa un nuovo paio di scarpe o si guida una nuova moto, all’inizio bisognerà prendere confidenza con certe funzioni basilari: quello che su un altra App sai fare a occhi chiusi, qui devi un po’ re-impararlo: é normale! Fai qualche prova, gira qua e là tra i menù, esplora. E non farti problemi a sperimentare: che vuoi che succeda di così grave? 😉

Impara a disabilitare le notifiche, trova le impostazioni generali e quelle di ogni singola stanza, creare stanze, unirti a stanze già esistenti ed abbandonarle…

 

ACCOUNT E RUBRICA

Se hai già letto il post Cos’é Matrix sai che l’intero sistema Riot/Matrix é estremamente attento a privacy e sicurezza. Qui tutto é pensato perché non vengano diffuse informazioni su di te. Per questo quando hai creato il tuo account Matrix non era obbligatorio mettere la tua email o il numero di cellulare: qui nessuno ti obbliga a collegare il tuo account alla tua identità reale. Nelle istruzioni sulla creazione dell’account ho suggerito di inserire comunque un indirizzo email perché nel caso perdessi la tua password, con un’email puoi ancora riuscire ad entrare in Riot mentre senza, ahimé, non avresti alcun modo di recuperarla.

Se entri nelle preferenze di Riot però vedrai che ci sono i campi per inserire i tuoi dati personali: il nome visualizzato, il numero di telefono ed appunto, una o due email. Puoi scegliere tu se metterli o meno: se li inserisci, chi conosce il tuo vero nome, email o numero di telefono, riuscirà a trovarti facilmente qui su Riot; se invece non li inserisci, qui su Riot verrai contattato solo da chi conosce il tuo account esatto.

Logo “Impostazioni”

 

Sempre nelle impostazioni ti verrà chiesto se vuoi che Riot possa accedere alla Rubrica del tuo telefono per vedere se ci sono, appunto, indirizzi email o numeri di telefono di qualcuno che li ha abbinati al suo account Riot.

 

LISTA CONTATTI DI RIOT

Su Riot, se hai notato, non hai una tua lista dei contatti Matrix. Questa é la seconda cosa che risulta un pò spiazzante per chi viene da Whatsapp ed altre App simili ma che ti appare chiara se hai letto il post Cos’é Matrix. Si tratta difatti di una scelta voluta per un fatto di sicurezza: Riot non vuole memorizzare i dati dei tuoi contatti. Al contrario, quando ti iscrivi a WhatsApp, tu fai sapere a Facebook tutti i numeri di telefono ed indirizzi email che hai memorizzato sul tuo telefono.

Il concetto base é che i tuoi contatti devono stare solo sulla tua Rubrica del telefono mentre le chat devono stare solo sull’app di chat (in questo caso Riot)

 

Ti chiederai “Ma allora, quell’impostazione per permettere a Riot di accedere ai miei contatti?”. Beh, qui é una questione di fiducia: ti fidi a dare accesso a Matrix.org alla tua Rubrica e leggere tutti i numeri di telefono, le email ed i nomi collegati? Anche qui, hai la possibilità di scegliere.

Se scegli di NON permettere a Riot di accedere alla Rubrica, i tuoi contatti potranno essere recuperati solo all’interno delle stanze in cui avete dialogato.

Se scegli di permettere a Riot di accedere alla Rubrica, l’App mostrerà al suo interno i tuoi contatti, ma identificherà solo quelli già iscritti a Riot e che hanno fornito l’email o il numero di telefono che hai sulla tua Rubrica.

Questo sistema ha una mancanza: se un utente che ha un account Matrix, NON ha fornito il suo numero di telefono o email, Riot non lo “conoscerà”. Se qualcuno ti da il suo indirizzo Matrix, il modo migliore per archiviarlo é dunque segnarselo manualmente in Rubrica! Così facendo, quando cercherai il suo nome da Riot, vedrai il suo numero di telefono, l’email… e l’account Matrix!

LE RUBRICHE DEL TELEFONO

Bisogna spendere due parole sulle Rubriche del telefono e sul loro modo di gestire i contatti. Banalmente: esiste una sorta di “standard” che però nessuno rispetta veramente e dunque i “Contatti” su iOS sono gestiti in modo diverso che su Android e lo stesso vale per PC, Mac, LInux.

Questo vuol dire che ogni telefono ha un modo un pò suo di gestire la cosa.

Per esempio, su iOS, l’indirizzo Matrix va inserito tra le email e non tra i contatti social.

Detto altrimenti: potresti dover fare un paio di tentativi per capire qual’é il modo migliore per segnarti gli indirizzi Matrix in Rubrica.

 

LE FUNZIONI AVANZATE DI RIOT/MATRIX

Questo articolo serve giusto per spiegare i primissimi passi con Riot/Matrix. Le funzioni speciali, la differenza tra l’App per smartphone e quella per computer fisso, la crittografia end-to-end sono invece ciò che rende Matrix speciale e possono essere affrontate solo dopo aver compiuto questi primi passi. Una cosa però é chiara: per poter capire le funzioni avanzate é indispensabile aver letto Cos’é Matrix ed aver appreso i concetti fondamentali su cui si regge.

 

Riot su Desktop

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