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Ricevuto prima di ieri

L’invasione delle Ultrabufale

20 Maggio 2015 ore 20:56

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C’é una scena molto inquietante nel film Interstellar. In un futuro prossimo il protagonista, ex pilota NASA, si trova a dover discutere con gli insegnanti della figlia adolescente poiché quest’ultima contraddice (portando testi e foto) la sua insegnante di storia che, coerentemente col programma scolastico ed al libro di testo “ripulito dalla vecchia propaganda governativa”, sostiene che le missioni Apollo furano una montatura realizzata per portare l’Unione Sovietica al fallimento

https://youtu.be/U7X1ntOgL70

Sbufalare loschi figuri privi di competenze e credenziali o personaggi dello showbiz impreparati che portano avanti strane teorie indimostrate e  prive di fondamento scientifico é già di per sé un’impresa laboriosa, ma cosa accade quando sono proprio le fonti “DI PESO” a diffondere ed alimentare le bufale come i Big dell’industria dell’informazione o enti pubblici (come nella scena di Interstellar)?

Avviene una sorta di ribaltamento in cui il fruitore di giornali, canali televisivi e portali d’informazione d’importanza nazionale guarda con sospetto chi gli propone una lettura dei fatti diversa da quella più comunemente diffusa.

OH, THE IRONY! 

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Anni ed anni a sbufalare le “teorie alternative” diffuse da blog strampalati per poi accorgersi che nel frattempo i più importanti mezzi d’informazione si son pian piano trasformati in produttori di clickbait su modello di TzeTze e le indagini giornalistiche, i reportage più completi e le inchieste più complesse son sempre più relegate a riviste minori e blog di singoli giornalisti volenterosi.

Per fortuna la situazione non é poi così drammatica ed il mondo attuale non é una (ancora) distopia huxleyana da “noi contro loro” / “informazione autonoma contro disinformazione pubblica”, ma che i grandi mezzi d’informazione stiano viaggiando a braccetto con il modello acchiappaclick non é certo un mistero per nessuno.

Piaccia o meno l’infotainment (Information+entertainment) é il modello che va per la maggiore: alla descrizione dei fatti viene preferito il racconto di storie (e quindi ci dev’esser sempre un buono ed un cattivo), il gossip vien fatto permeare ovunque sia possibile (dalla politica alle questioni ambientali) ed appagare i lettori/spettatori vien ritenuto più importante della completezza ed imparzialità dell’informazione.

I modelli televisivi in stile Le Iene in cui il compito di “spiegare come funzionano le cose” viene affidato a presentatori tv, attori, cantanti ed ex cabarettisti, sostituiscono pian-piano il giornalismo investigativo ed il reportage (quante volte abbiamo sentito che “Si, fanno un po ridere MA DICONO LA VERITA'” ?)

A questo punto si potrebbero citare innumerevoli esempi di bufale (mai rettificate) diffuse dai pezzi grossi dell’informazione ma l’elenco sarebbe inutilmente lungo e noioso (rimando al ben più attivo ed aggiornato Disinformatico) ed é certamente più interessante notare come sempre più spesso capita di dover controbattere ad una notizia incorretta o faziosa diffusa da questi pezzi grossi con informazioni molto più precise e meglio documentate recuperate sul blog personale di qualche giornalista poco conosciuto (a questo proposito basta osservare come diverse fonti presenti nella Cronistoria del Movimento Cinque Stelle siano blog sconosciuti al grande pubblico che però contengono analisi ed informazioni ottimamente documentate ma irreperibili sui big dell’informazione). Ecco che s’avverte un aspetto ironico, ossia quello di trovarsi apparentemente nella stessa posizione del fuffologo (complottista, ufologo, sciachimista, naturopata, agopunturista, vegan, omeopata ecc) che prova a combattere una “verità ufficiale” con informazioni provenienti da fonti che il grande pubblico non ha mai sentito. Per fortuna le cose non stanno proprio così (vedi sotto).

Perché avviene ciò? Perché la buona informazione fatica ad esistere, schiacciata dall’informazione superficiale, faziosa o addirittura dalle bufale? Un primo motivo é forse l’inasprirsi dell’atroce dilemma.

L’ATROCE DILEMMA

epa01091308 Russian President Vladimir Putin enjoys fishing on the Khemchik River in Republic of Tuva 15 August 2007.  EPA/DMITRY ASTAKHOV RIA NOVOSTI/KREMLIN POOL

I mezzi d’informazione richiedono redazioni e modelli di distribuzione e ciò significa costi. Costi che creano un atroce dilemma:

– Se il mezzo d’informazione ha alle spalle una forza politico/industriale/economica in grado di garantirne la sicurezza economica dovrà sottostare ai suoi diktat e veti (per non parlare dei casi in cui il “mezzo d’informazione” é puramente un megafono-emanazione della forza che lo sostiene)

– Se invece  il mezzo d’informazione non ha alle spalle una forza politico/economica in grado di garantirne la sicurezza economica diventa schiavo degli inserzionisti pubblicitari e dovrà generare un elevato numero di visualizzazioni ed ecco quindi che “Rihanna con le tette al vento”, “Premio Nobel afferma di aver visto un UFO” e “I dieci gattini più pucciosi dell’anno” diventano le principali notizie che sorreggono economicamente la redazione (e non quel noioso articolo di otto pagine su una complicata legge pubblicata in fondo alla pagina)

Lo spostamento dell’informazione sul web, l’avvento dei servizi di raccolta di news che diffondono le notizie gratuitamente (o perlomeno i titoli, ossia ciò che il 90% dei lettori si limita a leggere di un’articolo) e la moltiplicazione dei servizi d’informazione hanno causato un notevole calo dei profitti all’industria dell’informazione, rendendola sempre più schiava di questo atroce dilemma (che esiste da quando é nato il giornalismo moderno).

PESCA AL CLICK

Abstract background on risk business concept, metaphor to small fish being in danger among many hooks.

Esistono decine di soluzioni-compromesso (penso al Fatto Quotidiano ed a il Giornale, che a volte sono più interessanti ed affidabili negli articoli in secondo piano che in quelli principali), soluzioni miste, esperimenti e modelli in abbonamento che tentano di muoversi tra i paletti di questo atroce dilemma, tuttavia, ovviamente, é il modello più immediato e facile (il clickbait) ad aver avuto il maggior successo.

In poche parole i mezzi d’informazione, se non sono finanziati da forze politico/economiche che devono assecondare, sono talmente impegnate a produrre notizie “che vendono” da relegare la produzione di informazione di qualità alla volontà dei singoli giornalisti.

Si potrebbe qui aprire un’intero capitolo a parte sui mezzi d’informazione “di parte” che hanno tutto l’interesse più a generare climi emotivi che a fornire informazioni corrette, ma per brevità ci si limiterà a far osservare come certi mezzi d’informazione insistano particolarmente su certe notizie riproponendo certi schemi oppure si dimenticano o sminuiscono certe notizie, a volte spostando l’attenzione su altre notizie ed a volte ribaltando completamente il senso di ciò che dicono.

NON C’E’ NESSUN “NOI CONTRO LORO”

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In un panorama tanto frammentato, dove la buona informazione si trova a lottare con i gattini pucciosi, le fette della soubrette e le notizie faziose che il caporedattore vuole in prima pagina, proporre una visione manichea del tipo “blogger contro stampa” sarebbe stupido ed infantile.

L’informazione fatta bene c’é ma bisogna saperla cercare e questo costa fatica: le notizie che raggiungono l’utente/lettore/spettatore sono solo voci unidirezionali che vanno verificate, analizzate, confrontate ed incrociate con altre notizie. La prima cosa da capire é che per trovare la buona informazione bisogna ritornare nell’ottica che non sono le notizie a doverci raggiungere ma dobbiamo essere noi ad andarcele a cercare. Ciò costa tempo e fatica ma col tempo permette di costruirsi una propria rete d’informazioni che, anche se incompleta e non infallibile, permette perlomeno di uscire dalla semplice propaganda unidirezionale.

METODO, METODO, METODO!

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Una volta capito che siamo noi a dover fare il primo sforzo per informarci si dovrà necessariamente accettare che non esistono fonti inattaccabili: tutte le fonti sbagliano, tutte peccano di un qualche tipo di parzialità e tutte devono essere vagliate. L’importante quindi non é affidarsi a questa o a quella fonte, ma sviluppare e mettere in atto un proprio metodo per analizzare logicamente la notizia interessata: imparare a distinguere le opinioni dai fatti, scavare a fondo quando una notizia viene raccontata in maniera superficiale, imparare a placare gli eccessi emotivi, a dar a Cesare quel che é di Cesare, distinguere le notizie dalla propaganda, capire che comprendere il contesto ampio in cui la singola notizia é inserita permette di calibrarne meglio la sua importanza, ma soprattutto bisogna capire che ciò che maggiormente ci impedisce d’accedere ad un’informazione più aderente alla realtà, sono i nostri schemi mentali precostituiti ed i nostri pregiudizi.

Questa é la grande differenza tra chi attinge a fonti d’informazione disparate ed un fuffologo che millanta teorie che non stanno né in cielo né in terra: una continua ed attenta analisi logica delle informazioni, una critica costante a qualunque fonte con conseguente verifica della stessa ed assenza di totem inconfutabili.

Erodiamo le cornici culturali

25 Febbraio 2015 ore 19:15

Antique frame collection

 

Se di fronte a centinaia di persone sostenessi che il Sole gira attorno alla Terra verrei deriso e preso per pazzo e tutti mi urlerebbero contro che in realtà é la Terra a girare attorno al Sole.

Se chiedessi però loro di dimostrare quanto sostengono, ovvero che é la Terra a girare attorno al Sole, ben pochi saprebbero come fare. Come si dimostra che la Terra gira attorno al Sole? 

L’esperienza pratica (notte/giorno, firmamento che ruota, assenza di venti dovuti ad una eventuale rotazione, ecc.) non offre nessun indizio del fatto che sia la Terra a ruotare attorno al Sole anziché il contrario.

Eppure se affermassi il contrario avrei contro centinaia di persone che pur non sapendo dimostrare la bontà delle loro affermazioni le difenderebbero a spada tratta, arrivando pure a schernirmi violentemente.

Si comporterebbero così perché nella loro comunità vien considerato un dato di fatto che la Terra ruoti attorno al Sole. Perché gli é stato insegnato a scuola. Perché questo é quello che sostengono tutte le persone che gli stanno intorno. Perché gli scienziati concordano su ciò. Perché qualcuno ha lanciato nello spazio strumenti che lo dimostrano. Perché qualcuno ci ha scritto dei libri.

Io avrei dalla mia parte l’inconfutabilità dell’esperienza diretta di chiunque (vediamo il sole che al mattino é a Est ed alla sera é ad Ovest ma non sentiamo alcun giramento, non ci sono spostamenti d’aria derivanti da un’eventuale rotazione del pianeta e tutti i filmati che mostrano la terra ruotare attorno al sole sono animazioni o collage). Loro mi indicherebbero libri, testi, fotografie, filmati e mille altre testimonianze indirette che so già essere di parte, inattendibili e faziose.

Perché loro sbagliano. Sono solo degli arroganti radicali che credono a tutto quello che gli vien raccontato sui libri. Mascherano con la loro paventata cultura un distacco dalle cose reali che invece quelli come me mantengono orgogliosamente. Sono dei poveri boccaloni bastiancontrari che mirano solo a distruggere la cultura e le tradizioni che fanno parte di noi. Lo sanno tutti che il Sole gira intorno alla Terra!

TWITTER. ANNO 1700 D.C.

A: “Lo sanno tutti che il Sole gira intorno alla Terra ma certi stupidi snob han la testa per aria e non vedono la realtà”

B: “Guarda che la scienza dimostra che é la Terra a girare intorno al Sole: l’hai letto il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo?”

A: “Pfft! E tu credi alle stronzate scritte da quell’eretico condannato dalla Chiesa?”

B: “Condannato o meno, la teoria che propone, basata sul De revolutionibus orbium coelestium di Copernico, trova sempre più consenso tra i maggiori uomini di scienza come ad esempio Isacco Newton

A: “Vedi? Vedi? Mi citi sempre e solo questi pomposi dottori con la puzza sotto il naso che pretendono di avere la verità in mano! Che arroganza! Son tutti voli mentali di questa gente che vive più nei libri che nella realtà! Sono solo teorie senza dimostrazione pratica [NB: in effetti solo nel 1851, tramite l’esperimento del Pendolo di Foucault, si poté dimostrare la rotazione della Terra, dando una prima dimostrazione pratica della correttezza del sistema eliocentrico]

B: “Vero: al momento una dimostrazione pratica ancora non c’é ma i modelli matematici danno tutti ragione a Galileo”

A: “Guarda che anche il grande Tolomeo diceva che la terra é immobile e sta al centro dell’Universo! E nessuno lo ha mai potuto contraddire!”

B: “In realtà già gli antichi greci Eraclide Pontico e Aristarco di Samo nel IV° e III° secolo AC teorizzarono che la Terra ruotasse attorno al Sole, così come Cleomede e successivamente Seleuco di Seleucia . Anche alcuni astronomi dalle terre d’India e diversi studiosi mussulmani nei secoli passati hanno mosso ragionevoli dubbi sul fatto che la Terra sia immobile e al centro dell’universo”

A: “Ma ragioni quando parli? Greci, Indiani, Mussulmani: tutta gente mai sentita e che é contraria a prescindere! Sei il solito arrogantello con la puzza sotto il naso! Ti senti “moralmente superiore” solo perché hai sempre il naso tra i libri ma sei troppo cieco per vedere la realtà! Ciao, ciao: ti blocco e W LA TERRA CHE STA FERMA E IL SOLE CHE GLI RUOTA ATTORNO!!!11!!11!1!!!!!11!!!11!!!!!

 

 

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DESCRIZIONI DELLA REALTÀ

C’é chi non controlla le fonti, poi c’é chi non mette mai in dubbio quelle cui si affida di solito ed anche chi non vuol mettere mai in dubbio le proprie convinzioni.

Poi però c’é anche chi conosce bene un qualche argomento ma viene schiacciato da chi ne sa molto meno, che solitamente sono la maggioranza delle persone.

Allo stesso tempo é indubbio che nessuno può essere ferrato su qualunque argomento e che prima o poi capiterà sempre di doversi affidare a qualcuno che ne sa più di te.

Saper ammettere le proprie ignoranze é importante tanto quanto saper testare e mettere in dubbio le proprie convinzioni per verificarne l’efficacia.

Non avendo metri di giudizio adeguati per qualunque argomento, l’unica cosa che si può fare quando ci si muove in campi sconosciuti é affidarsi a diverse fonti competenti e riconosciute, criticando e analizzando continuamente la coerenza e l’affidabilità attraverso logica e confronto con altre fonti che a loro volta riceveranno lo stesso trattamento.

Nessuno possiede verità assolute ma idee di realtà (o di parti specifiche di essa) che possono essere più o meno valide.

 

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USCIRE DALLA CORNICE

Il primo, primissimo passo consiste sempre nell’abbattere le “cornici culturali” entro cui si sono relegati interi mondi.

Sono infinite le etichette applicate sbrigativamente o a sproposito, il cui utilizzo limita fortemente dialogo e ragionamento sia di chi le usa che di chi le subisce.

Snob, fascista, comunista, radical chic, populista, zecca, finocchio, terrone, compagno, onore, rispetto, superiorità morale, potere alle masse, obbedienza ai superiori, l’arroganza della sinistra, l’ipocrisia della destra, il numero é potenza, Italia agli italiani, siamo il 99%, basta invasione, non ne possiamo più.

Quello che può nascere come un semplice aggettivo, una descrizione, uno slogan  o una battuta,  si trasforma facilmente in una gabbia di significato dalla quale é difficilissimo uscire poiché, proprio in quanto struttura chiusa, non vuole essere aperta e modificabile.

Tutti usiamo queste “cornici” (frame) ed é giusto che sia così: sono lo strumento che ci permette di prendere decisioni in tempi rapidi, senza fermarsi a ragionarci per ore.

L’utilizzo dei frame però ha una brutta controindicazione: tende a disabituarci a ragionare sul modo in cui ragioniamo (metapensiero), ossia tende a non farci pensare a quanto l’oggetto su cui stiamo ragionando venga definito dalla cornice che gli abbiamo applicato.

Cantante algerino? Scrittore danese? Attore greco? Cuoco portoghese? Politico inglese? Architetto russo? Regista tedesco? Showman francese?

Musicista algerino
Scrittore danese
Militare israeliano
Politico inglese
Marinaio portoghese
Regista tedesco
Giornalista francese

Solo quando si comprendono i limiti di un frame si può osservare il soggetto con occhio non velato.

É tuttavia una situazione da gatto che si mangia la coda: rimuovere il frame fa osservare il soggetto per quel che é, ma é proprio osservarlo per quel che é che permette di rimuovere il frame.

 

 

 

 

 

 

Piccolo vademecum per riconoscere le fonti inattendibili

19 Febbraio 2015 ore 08:00

http://image.motortrend.com

E’inutile avere notizie corrette, informazioni oneste ed imparziali, fonti non schierate e trasparenza delle istituzioni.

E’inutile per colpa TUA.

E’inutile perché TU, per primo, non ti osservi, non ti metti in discussione e non ti accorgi di essere sbilanciato, di parte, male informato e privo di strumenti adatti a valutare la validità di ciò che leggi.

Il risultato é che anche mettendoti sotto gli occhi dati e informazioni corrette ed imparziali, TU premierai sempre e solo quelle fonti che s’allineano al tuo modo di vedere le cose, che spesso ha più a che fare col tuo inconscio, coi tuoi pregiudizi e con la tua ignoranza che non con i fatti veri e propri.

Certo, hai dei “margini d’accettazione” entro cui sei in grado di accogliere idee che non t’appartengono, ma non ti rendi assolutamente conto di quanto questi tuoi margini siano stretti e superficiali. Il solo fatto di averli, questi margini, t’illude d’essere una persona molto più aperta di quanto tu non sia realmente.

Vivere immersi nelle proprie convinzioni non é diverso dal viaggiare in automobile: il tuo “sapere” é lo strumento/mezzo che ti sei costruito per muoverti più velocemente, raggiungere mete e scansare pericoli. Ma ti fidi a viaggiare su un qualcosa che non hai mai messo VERAMENTE alla prova? Sei la cavia di te stesso e se non sottoponi mai le tue convinzioni a dei test di revisione non potrai mai sapere quanto siano valide e sicure.

Qui si parla di test VERI, capaci di mettere in discussione la validità delle fondamenta di quanto credi. Non illuderti d’averlo già fatto: un vero crash-test può arrivare a spezzare il telaio di una macchina, mentre tu, probabilmente ti sei limitato a distruggere la carrozzeria.

Magari ti accorgi di aver viaggiato tutta la vita su un mezzo capace di superare solo certi ostacoli o che va benissimo solo sulle strade che percorri abitualmente ma s’impantana su percorsi leggermente diversi! Al contrario potresti scoprire che questo mezzo é molto più performante di quanto tu immaginassi perché non l’avevi mai sfruttato fino in fondo. Non lo saprai mai a meno che non sia TU a sottoporre le tue stesse convinzione a stress-test sempre più stringenti.

Ciò significa, tra l’altro, che é inutile attaccare le tue fonti d’informazione quando sei TU il primo ad aver paura di ridiscutere le tue convinzioni.

Casomai, qualora proprio-proprio vi fosse qualche brandello di dubbio nelle tue convinzioni, o ti fossi deciso ad una sana opera di “collaudo e revisione” partendo da ciò che leggi, ecco qui, come spunto iniziale un piccolo Vademecum dei principali tratti comuni delle fonti inattendibili: ossia quei segnali che, qualora rilevati, devono far scattare dei campanelli d’allarme

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ALLARMISMO EMOTIVO CICLICO

Compito di una fonte d’informazione é soprattutto dar notizia di quel che non funziona. Ciò che caratterizza la fonte inattendibile é il ricorso continuato ad allarmi dalla forte connotazione emotiva che vengono “spinti” per un determinato lasso di tempo per poi passare ad allarmi più “freschi” in un continuum ciclico infinito.

BANALIZZAZIONE

Una notizia può essere comunicata in maniera riassunta, ridotta all’essenziale, asciugata dei dettagli e rimanere tuttavia ancora corretta. La fonte inattendibile però compie questo lavoro di “asciugatura” in maniera incorretta, tralasciando (volutamente/inconsciamente) aspetti importanti, semplificando troppo e banalizzando la notizia stessa.

MANCANZA DI FONTI / FONTI INATTENDIBILI

Una fonte inattendibile solitamente non indica le proprie fonti o si basa su fonti inattendibili. L’argomento é già stato trattato in un’altro post, ma può esser riassunto così: “Se mi dai un’informazione ma non mi dimostri che é vera e non mi dici come l’hai avuta io devo dubitare”

ESIBIZIONE D’INDIPENDENZA/LIBERTA’

E’ironico notare come le fonti più schierate, di parte e chiuse al dialogo siano spesso quelle che mettono più enfasi nell’esibirsi “liberi pensatori, menti aperte, indipendenti, non schierati”. Che sia il nome della fonte, il suo slogan o la sua bio su Twitter, la forzosa esibizione di queste caratteristiche, ironicamente, é quasi sempre garanzia del suo contrario. Esiste anche la variante “rivelo i segreti” ossia l’insistenza sul fatto che le notizie trasmesse siano state “tenute nascoste” o “censurate” (poco importa che siano su Youtube da anni o che vengano vendute regolarmente in edicola)

SIMPATIA AVVALORANTE

Una fonte, perché sia seguita, deve avere maturato un certo grado di affidabilità. Caratteristica delle fonti inattendibili é spesso quella di essere avvalorate più dalla simpatia popolare che dall’effettivo valore delle informazioni/analisi che dispensa. Capita cioè che un personaggio dello showbiz che magari si limita a esprimere opinioni condivisibili ma banali e poco profonde, goda spesso di un’aura di credibilità superiore a quella di chi propone analisi e descrizioni degli eventi molto più attente e valide, ma meno frizzanti.

SBERLEFFO FORZOSO

La fonte inattendibile spesso attua la sua opera di BANALIZZAZIONE attraverso l’utilizzo sistematico dello sberleffo. Spesso utilizzato in maniera sottile (a alcuni casi non lo si nota ad una prima lettura) l’informazione dello sberleffo non si limita ad essere metafora parziale della realtà (compito della satira) ma pretende d’essere una rappresentazione esatta, anche se buffa, della realtà stessa! Con abile raggiro, ironicamente, a volte lo fa proprio dipingendosi da satira!

SCHIERAMENTO MANICHEO

Va da sé che una fonte visibilmente schierata abbia un’attendibilità parziale e vada sempre presa con le pinze. Attraverso BANALIZZAZIONE e SBERLEFFO FORZOSO la fonte inattendibile ricondurrà sempre allo schema amico/nemico > buono/cattivo > bene/male > bianco/nero. La fonte attendibile, al contrario, non rifiuta di mostrare i diversi “gradi di grigio” della realtà anche nei casi in cui ciò andasse contro il proprio schieramento (una fonte può mantenere un buon grado di attendibilità pur essendo apertamente schierata, se vuole).

DEMONIZZAZIONE DEL NEMICO

Una fonte inattendibile sfrutta ogni occasione per demonizzare il proprio nemico ricorrendo perlopiù a SBERLEFFO FORZOSO ed alla diffusione di notizie pure in MANCANZA DI FONTI. La demonizzazione si differenzia dalla critica in primo luogo per i toni, ma soprattutto per il fatto che la critica é uno scontro di idee, mentre la demonizzazione é semplice tirar fango.

AGGRESSIVITA’ LINGUISTICA

Chi non ha argomenti a favore delle proprie affermazioni aggredisce. In presenza di articoli urlati, titoli allarmistici ed esplosioni d’indignazione sappiamo di trovarci dinnanzi ad una probabilissima fonte inattendibile (a meno che non si tratti di un articolo MOLTO ben documentato e lo scandalo in questione sia proporzionato al tono usato). In questi casi una doccia fredda fa sempre bene.

 

Ci sarebbero poi altri punti come la coerenza interna, la messa in dubbio e la capacità autocritica della fonte, o l’attendibilità pregressa, ma non possono far parte di questo breve vademecum perché la capacità di vederli ed analizzarli vien dopo l’aver imparato a riconoscere e soppesare i punti già elencati: solo smettendo di giustificare le proprie fonti in base alle proprie convinzioni personali e iniziando un lavoro di critica alle stesse, si potrà capire quanto queste risultino valide o meno.

 

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