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Ricevuto oggi — 19 Gennaio 2026

Al via Davos 2026: temi, protagonisti e dossier sul tavolo del World Economic Forum

19 Gennaio 2026 ore 16:46

Dal 19 al 23 gennaio 2026 Davos ospita la 56ª edizione del World Economic Forum, intitolata A Spirit of Dialogue. Un titolo che suona come una scommessa in un mondo segnato da conflitti armati, guerre commerciali e tensioni geopolitiche crescenti.

L’edizione di quest’anno si apre in un clima particolarmente teso, con l’offensiva di Donald Trump sulla Groenlandia e le minacce di contromisure da parte dell’Unione Europea. Sullo sfondo, il Forum cerca di riaffermare il proprio ruolo come piattaforma di confronto globale, mentre l’agenda è stata rimodellata per riflettere un nuovo equilibrio di poteri e priorità.

I temi al centro di Davos

  • Geopolitica e sicurezza globale saranno temi di primo piano, con Ucraina e Groenlandia al centro del confronto tra Stati Uniti ed Europa
  • Al centro anche guerre commerciali e geoeconomia, tra dazi, strumenti di deterrenza e controllo delle filiere strategiche
  • Si parlerà di energia e intelligenza artificiale, considerate leve centrali del potere economico e tecnologico
  • È stato notato un ridimensionamento dell’agenda ESG, con un forte calo dei panel su clima, inclusione e cooperazione multilaterale
  • Dopo l’uscita di Klaus Schwab, il World Economic Forum ha avviato una fase di transizione ai vertici, con una crescente centralità di Larry Fink, ceo di BlackRock.

Tensione geopolitica

L’edizione 2026 del World Economic Forum prende ufficialmente il via con il concerto inaugurale, ma secondo molti osservatori, l’atmosfera a Davos è già carica di tensione. Da una parte c’è Donald Trump, che ha promesso l’introduzione di dazi del 10% a partire dal primo febbraio nei confronti dei Paesi che hanno inviato soldati in Groenlandia. Dall’altra l’Unione Europea, che ha invitato la Casa Bianca a evitare una “pericolosa spirale discendente” e sta valutando contromisure fino a 93 miliardi di euro verso le imprese statunitensi.

La crisi della Groenlandia diventa così uno dei dossier simbolo di un confronto sempre più duro tra alleati storici. Il presidente francese Emmanuel Macron spinge per l’attivazione dello strumento anti-coercizione introdotto dall’Ue nel 2023, che consente all’Ue di rispondere con misure commerciali e finanziarie a pressioni economiche di Paesi terzi, fungendo da deterrente contro ritorsioni e ricatti economici.

Ucraina al centro

Accanto alla Groenlandia, l’Ucraina resta uno dei temi più sensibili dell’edizione 2026. Alla Ukraine House, la sede della missione del governo di Kiev a Davos, è previsto un fitto calendario di incontri. Il presidente Volodymyr Zelensky interverrà pubblicamente al Forum, ma il futuro del Paese sarà discusso soprattutto negli incontri a margine, nei quali si attende un possibile bilaterale tra Zelensky e Trump.

Il fronte europeo e quello dei cosiddetti “volenterosi” restano compatti nell’obiettivo di garantire a Kiev ampie condizioni di sicurezza come base per un eventuale accordo di pace con la Russia. Ancora una volta, Davos si conferma un luogo in cui la diplomazia informale pesa quanto dei panel ufficiali.

Trump, l’Europa e il nuovo equilibrio

La risposta di Trump dal palco del World Economic Forum è attesa per mercoledì 21 gennaio nel pomeriggio, in un discorso che si preannuncia dirompente e capace di approfondire le fratture tra Stati Uniti e alleati Nato. Prima di lui interverranno la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e Macron, in una sequenza che riflette il confronto diretto tra le due sponde dell’Atlantico.

Questo scenario contribuisce a spiegare anche il profondo cambiamento dell’agenda del Forum. Nel passaggio dal tema del 2025, Collaboration for the Intelligent Age, a quello di quest’anno, A Spirit of Dialogue, il World Economic Forum ha ridotto drasticamente lo spazio dedicato a sostenibilità, clima, inclusione e cooperazione multilaterale. Le sessioni su ambiente e transizione si sono dimezzate, mentre quelle su gender e inclusione hanno subito tagli ancora più marcati. Il Forum appare così più orientato ai dossier di potere, sicurezza economica e competizione strategica.

La nuova leadership di Davos

A guidare questa trasformazione è anche il cambio di leadership al vertice del World Economic Forum. Dopo l’uscita di scena del fondatore Klaus Schwab nell’aprile 2025, il ruolo di vicepresidente ad interim è stato assunto da Larry Fink, ceo di Blackrock, insieme ad André Hoffmann di Roche. Fink ha spinto per un’edizione incentrata sulle grandi imprese e sui temi più rilevanti per la nuova amministrazione americana.

Nonostante le critiche e la concorrenza di altri eventi internazionali, Davos 2026 registra numeri record: circa 3.000 delegati, 65 capi di Stato, 400 leader politici, 850 amministratori delegati e oltre 100 fondatori di unicorni. Un segnale che il networking globale resta uno degli asset principali del Forum.

L’articolo Al via Davos 2026: temi, protagonisti e dossier sul tavolo del World Economic Forum è tratto da Forbes Italia.

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