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Ricevuto ieri — 20 Gennaio 2026

Piazza Affari: la capitalizzazione cresce a livelli record e sfiora la metà del Pil

20 Gennaio 2026 ore 16:13

Negli ultimi giorni Piazza Affari si è mossa in territorio negativo, in linea con la debolezza degli altri listini europei, appesantiti dalle tensioni geopolitiche e dalle incertezze legate ai dazi e al confronto tra Stati Uniti ed Europa. Una volatilità di breve periodo che contrasta però con il quadro strutturale di lungo termine delineato dall’ultimo bollettino statistico della Consob.

Nel 2025 la capitalizzazione complessiva del mercato azionario italiano è infatti salita a circa 1.077 miliardi di euro, in crescita del 28,8% rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare il 48% del Pil nazionale: il livello più alto dall’avvio delle rilevazioni nel 2010. Un dato che segnala un rafforzamento profondo del mercato dei capitali, al di là delle oscillazioni di giornata.

I punti chiave

  • La crescita della capitalizzazione è stata trainata soprattutto dai grandi gruppi quotati, più che dall’ingresso di nuove società sul listino.
  • Il numero delle società quotate resta in calo su base annua, ma nel secondo semestre del 2025 si osserva un’inversione di tendenza rispetto ai minimi di metà anno.
  • Piazza Affari appare oggi più solida ma anche più concentrata, con una quota crescente del valore complessivo detenuta da pochi grandi emittenti.
  • L’aumento del valore di mercato non si traduce ancora in una maggiore rappresentatività del tessuto produttivo, in particolare per le pmi.

Cresce il valore ma non il numero di quotate

La crescita della capitalizzazione riflette un rafforzamento significativo del mercato azionario italiano, ma anche una sua trasformazione interna. Il valore complessivo è aumentato soprattutto grazie alla performance dei grandi gruppi quotati, mentre il numero delle società presenti sul listino resta sotto pressione.

A fine 2025, secondo i dati Consob, le società quotate su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione vigilati sono 426, di cui 411 con sede legale in Italia. Il dato è in lieve recupero rispetto alle 423 di giugno, ma rimane inferiore alle 434 società di fine 2024, confermando una contrazione su base annua. Il secondo semestre segna però un’inversione di tendenza, interrompendo una dinamica di progressivo restringimento che aveva caratterizzato gli ultimi anni.

Questo quadro mette in evidenza uno dei principali nodi strutturali di Piazza Affari: un mercato che cresce in valore più che in ampiezza. La capitalizzazione si concentra su un numero limitato di grandi emittenti, rendendo il listino più maturo e in parte più resiliente, ma anche meno rappresentativo dell’economia reale.

L’inversione registrata nella seconda parte del 2025 suggerisce che il punto di minimo sul fronte delle società quotate potrebbe essere stato superato, ma la sfida resta aperta. Trasformare il massimo storico raggiunto in una crescita più equilibrata e duratura sarà cruciale per rafforzare il ruolo della Borsa come canale stabile di finanziamento dell’economia italiana.

I primi 5 titoli per capitalizzazione

La concentrazione emerge con chiarezza guardando ai titoli a maggiore capitalizzazione del listino. UniCredit si è confermata il primo titolo per valore di mercato, con una capitalizzazione superiore a 111 miliardi di euro e un rialzo di oltre il 69% nell’arco di dodici mesi, beneficiando del contesto favorevole per il settore bancario.

Intesa Sanpaolo segue con oltre 102 miliardi di capitalizzazione e una crescita vicina al 40%, mentre Enel ha superato i 92 miliardi, sostenuta dal riassetto strategico e dal recupero del titolo.

Tra le prime cinque figura anche Ferrari, che resta uno dei nomi più capitalizzati del mercato nonostante una correzione superiore al 30% nel 2025, e Generali, in crescita di oltre il 16%, a conferma del peso del comparto assicurativo.

L’articolo Piazza Affari: la capitalizzazione cresce a livelli record e sfiora la metà del Pil è tratto da Forbes Italia.

Netflix modifica l’offerta per l’acquisizione di Warner Bros Discovery: ora è tutta in contanti

20 Gennaio 2026 ore 16:11

L’accordo di acquisizione della Warner Bros Discovery da parte di Netflix sembra più vicino. Mentre l’offerta di Paramount sembra avere meno chance. La piattaforma di streaming globale ha annunciato che la transazione sarà interamente in contanti. “L’accordo rivisto semplifica la struttura della transazione, offre maggiore certezza di valore per gli azionisti di Wbd e accelera il percorso verso il voto degli azionisti di Wbd”, spiega una nota. Il consiglio di amministrazione ha infatti approvato la scelta all’unanimità: l’offerta vale 27,75 dollari per ogni azione Warner. L’amministratore delegato David Zaslav ha dichiarato che questa mossa avvicina l’unione delle due società. Il co-amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos, ha ricordato che “il consiglio di amministrazione di Warner continua a sostenere e a raccomandare la nostra transazione”.

Secondo l’accordo originale, risalente allo scorso 5 dicembre, gli azionisti di Wbd avrebbero ricevuto 23,25 dollari in contanti e altri 4,50 dollari in azioni ordinarie di Netflix, per un valore dell’offerta di 82,7 miliardi di dollari (79,4 miliardi di euro).

Lunedì scorso, Paramount Skydance aveva presentato una causa contro Warner Bros per forzare l’azienda a scoprire i dettagli dell’offerta presentata da Netflix, dopo che il Cda di Hbo Max ha ripetutamente considerato superiore la proposta di fusione avanzata dalla piattaforma di streaming. In questo senso, la settimana scorsa, la dirigenza di Wbd ha deciso di respingere “all’unanimità” l’offerta di Psky, modificata il 22 dicembre per includere una garanzia personale irrevocabile di Larry Ellison, cofondatore di Oracle e padre di David Ellison. Il presidente del consiglio di Wbd e proprietario di Hbo Max, Samuel di Piazza, ha affermato che la proposta della Paramount era “insufficiente”.

Il presidente degli Usa Donald Trump si era detto preoccupato dell’eccessiva quota di mercato che verrebbe conquistata nel settore dello streaming in seguito all’accordo. La vicenda continua a far discutere, dopo che la piattaforma ha annunciato la volontà di “ripetere la trama tre o quattro” all’interno dei film e l’ambizione di lasciarli in sala per 45 giorni.

L'articolo Netflix modifica l’offerta per l’acquisizione di Warner Bros Discovery: ora è tutta in contanti proviene da Il Fatto Quotidiano.

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