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Ricevuto ieri — 22 Gennaio 2026

Ritratti di quattro astri nascenti

22 Gennaio 2026 ore 14:18

Vi ricordate la prima foto che vi hanno scattato da piccoli? Se le stelle avessero un album di famiglia, queste immagini scattate da un fotografo d’eccezione – il telescopio spaziale Hubble – figurerebbero senza dubbio nelle prime pagine. Ritraggono infatti, queste fotografie, le regioni in cui dimorano le protostelle, astri in fasce il cui nucleo non è ancora sufficientemente caldo da innescare il processo di fusione nucleare. Luoghi piuttosto oscuri, in verità, in quanto gli astri nascenti sono ammantati da densi strati di polveri che ne ottenebrano la vista. Strati che, tuttavia, possono essere squarciati dai getti di materiale che si innalzano in prossimità della stella in formazione. È attraverso questi varchi che la luce può passare, generando sfarzose illuminazioni che l’occhio di Hubble ci restituisce con straordinaria precisione.

Le immagini che vi presentiamo oggi sono state scattate da Hubble nell’ambito della Sofia Massive Star formation Survey, un programma che indaga come si formano le stelle, con particolare attenzione per quelle massicce – astri almeno otto volte più grossi del Sole. Confrontando l’ambiente, le espulsioni di gas, la massa e la luminosità delle stelle con la loro fase evolutiva, i ricercatori possono mettere alla prova le teorie sulla formazione delle stelle di grande massa. Quelle osservate dal telescopio spaziale sono quattro istantanee che immortalano altrettante regioni di formazione stellare della Via Lattea. Guardiamole insieme.

Cefeo A

La regione di formazione stellare Cefeo A. L’emissione in rosa è prodotta dall’idrogeno ionizzato. Gran parte della regione è oscurata dalle polveri. Crediti: Nasa, Esa, R. Fedriani (Instituto de Astrofisica de Andalucia); elaborazione dell’immagine: Gladys Kober (Nasa/Catholic University of America)

Situata a 2400 anni luce dalla Terra, in direzione dell’omonima costellazione, Cefeo A ospita diverse giovani stelle massicce e una protostella che da sola è responsabile di metà dell’illuminazione che contraddistingue quest’immagine. Gli imponenti muri di polvere, vertiginosamente neri, che attraversano la regione, vengono lacerati dalle fuoriuscite di materiale cosicché i fotoni ultravioletti prodotti dalle stelle massicce possono ionizzare il gas nei dintorni. In particolare, la vasta regione rosa è una “regione H II” e la si deve all’emissione dell’idrogeno ionizzato.

G033.91+0.11

Una nebulosa a riflessione (al centro) nella regione di formazione stellare G033.91+0.11. Crediti: Nasa, Esa, R. Fedriani (Instituto de Astrofisica de Andalucia); elaborazione dell’immagine: Gladys Kober (Nasa/Catholic University of America)

Benché non dotata di un nome accattivante, la regione di formazione stellare G033.91+0.11 ospita una nebulosa a riflessione che impreziosisce il centro di questa fotografia. A differenza delle regioni H II dell’esempio precedente, dove il gas brilla di luce propria, le nebulose a riflessione si accendono quando la luce emessa da una protostella rimbalza contro i grani di polveri e si diffonde nei paraggi. La protostella, coperta dalla polvere, rimane a noi celata, e manifesta la sua sfolgorante esistenza dunque indirettamente, attraverso una nebulosa come questa.

Gal-305.20+00.21

Una nebulosa a emissione (sulla destra) nella regione di formazione stellare Gal-305.20+00.21. Crediti: Nasa, Esa, R. Fedriani (Instituto de Astrofisica de Andalucia); elaborazione dell’immagine: Gladys Kober (Nasa/Catholic University of America)

Pur non brillando nel nome come il soggetto precedente, Gal-305.20+00.21 luccica nei fatti, grazie a una nebulosa a emissione, collocata nella parte destra dell’immagine, dove il gas viene ionizzato dalla radiazione prodotta da una protostella, nascosta anche in questo caso da coltri di polveri e gas.

Iras 20126+4104

I getti ad alta velocità della protostella massiccia Iras 20126+4104 hanno generato l’emissione dell’idrogeno ionizzato nel centro dell’immagine. Crediti: Nasa, Esa, R. Fedriani (Instituto de Astrofisica de Andalucia); elaborazione dell’immagine: Gladys Kober (Nasa/Catholic University of America)

Infine, chiude questa rassegna Iras 20126+4104, una protostella massiccia, situata a 5300 anni luce dal nostro pianeta, stavolta in direzione della costellazione del Cigno. Questa protostella si distingue per l’elevata luminosità, il colore bianco-azzurro e dunque una temperatura superficiale elevata. La struttura arancione al centro dell’immagine è prodotta dall’idrogeno ionizzato, per effetto dei getti di particelle energetiche emessi dalla protostella.

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