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Russell Fry Backs Darline Graham in South Carolina Senate Runoff Amid Trump Pressure

14 Agosto 2026 ore 17:26
The president has been focused on the race since the death of Lindsey Graham in July. Ms. Graham, the late senator’s sister, is competing against Representative Ralph Norman in a runoff on Aug. 25.

© Sean Rayford for The New York Times

Representative Russell Fry, left, will endorse Senator Darline Graham in a special Republican primary runoff on Aug. 25 to permanently replace her brother, the late Senator Lindsey Graham.

Fred S. Graham, L’anarchismo e la rivoluzione mondiale – Seconda Parte

di: iene
2 Agosto 2026 ore 20:01

Prima Parte

Capitolo 1
Come Minor cambiò opinione
Roberto Minor incomincia il suo articolo proclamando la necessità non solo di salvare la Russia soviettista, ma anche di comprenderla, ed egli cominciò a comprenderla imitando tutti gli avversari “i quali a uno a uno si piegarono dinnanzi a Lenin,” cioè col trasformarsi da anarchico in bolscevico. La sua asserzione che tutti cedono dinanzi alla “grande forza” di Lenin, è precisamente il rovescio di quanto egli stesso affermò nel suo articolo: “Quando l’anarchismo [dominava] la Russia,” col quale egli prova che la rivoluzione si affermò, si afferma e continuerà ad affermarsi anche senza la “grande forza” impersonata in Lenin.
Come tutti i missionari convertiti egli fa tutto il possibile per gettare fango sugli uomini e sull’ideale già professato e ammirato. Non basta: egli svisa le fondamentali differenze tra socialismo e anarchismo.
Di questa accusa non siamo troppo sicuri, perché dopo la lista completa delle opere ch’egli ha letto e che porta a testimoniare, dubitiamo ch’egli abbia letto abbastanza da poter comprendere il socialismo e l’anarchismo.
[Ha calunniato Petr Kropotkin perché Kropotkin non ha impedito ai ragazzi della YMCA1 di chiamarlo “Principe.” Questo è quasi disgustoso: Kropotkin, dal momento che fa parte del movimento anarchico, ha mai firmato il suo nome diversamente da “Pëtr Kropotkin”? Chi ha continuato a aggiungere il suo vecchio titolo di “Principe”? I ragazzi della YMCA o la stampa capitalista? Oh, no! Consultate il numero del Labor Leader di Londra, l’organo socialista in Inghilterra, del Luglio 1920, e scoprite cosa sanno fare i socialisti!
Kropotkin ha inviato un messaggio ai lavoratori dell’Europa occidentale e dell’America (un messaggio più chiaro di qualsiasi cosa sia mai apparsa sulla Rivoluzione russa, e che Minor non menziona nemmeno). Il Labor Leader lo pubblica in prima pagina con il titolo “Una lettera del principe Kropotkin”! Chi dovrebbe essere maggiormente incolpato: chi continua a chiamare Kropotkin “Principe” – nonostante a lui il titolo non importi affatto – oppure i co-socialisti di Minor, che glielo attribuiscono deliberatamente?!]
Ma, analizziamo le ragioni esposte da Minor a giustificare “le sue conversioni.” Egli dice:
“Ho trovato che Engels nella su Origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato denunzia ed espone lo Stato con più chiarezza e radicalismo di qualsiasi anarchico che io conosca. Dopo di ciò ricorsi alle fonti dell’anarchismo: Lo Stato, la sua funzione storica di Kropotkin.
E fui costretto ad ammettere che la filosofia antistatale fu creata da Marx e da Engels; Kropotkin non la comprese neppure.”
[Si tratta di affermazioni piuttosto audaci. Ma egli porta un solo fatto per dimostrarle? Non nel suo articolo. L’unica prova che fornisce è la sua ignoranza, ammettendo che, per quanto riguarda la sua “conoscenza,” Engels e Marx hanno smascherato lo Stato “in modo più radicale” di qualsiasi anarchico.]
Quando uno cambia le sue idee, deve coscienziosamente compiere un completo studio su tutto ciò che abbia attinenza e relazione con l’idea che sta per abbandonare e con quella che si vuole adottare. Minor, invece, comincia coll’annunziare al [mondo] che ha preso con sé, per leggerli, i tre volumi del Capitale di Marx, che al principio della lettura del primo volume gli si dà a leggere Lo Stato e la Rivoluzione di Lenin. Egli ancora legge Il Manifesto Comunista e L’Origine della Famiglia, della Proprietà Privata e dello Stato di Engels. E qui si ferma!
Ritorna alle sorgenti anarchiche leggendo, non un opuscolo od un volume, ma una vecchia conferenza di Kropotkin ed il miracolo avvenne. Realizza subito quanto conservatore sia l’anarchismo di fronte al socialismo. A darne prova non cita una sola parola od un paragrafo di Engels, del Manifesto, o della conferenza di Kropotkin!
[Non si rimane delusi dalla “conoscenza” che si riscontra in Minor. Dopo una ricerca così approfondita delle idee anarchiche e socialiste, cambiò “idea” e passò dall’anarchismo al bolscevismo. Che disgusto deve provare un lettore intelligente nei confronti dei nostri ben noti “intellettuali” quando scopre la loro totale ignoranza, soprattutto in casi come quello di Minor.]
Prima di criticare l’anarchismo, prima di accusare Kropotkin d’incomprensione, prima di confondere gli anarchici con gli IWW e Bakunin con John Most, non deve uno tentare almeno l’eroica prova di indagare e capacitarsi che cosa sia l’anarchismo con i suoi ideali e le sue tattiche? Non dovrebbe uno leggere di Kropotkin [qualcosa] più che una conferenza stampata, prima di proclamarlo un ottuso? Non dovrebbe uno conoscere la differenza fra IWW e anarchici, fra Bakunin e Most?
Sono i nostri “intellettuali” così irresponsabili da osare ciò che qualsiasi lavoratore che si rispetti e pensi normalmente non oserebbe fare? O dobbiamo noi attribuire la condotta di Minor e del Liberator alla sicumera che gli anarchici non saranno mai in grado di rispondere dalle loro colonne, per cui essi possono osare tutto, persino mettere a nudo la propria ignoranza?
Non importa la causa. Questo è comunque un doloroso spettacolo che dev’essere messo alla luce, perché altri – d’uguale deficienza culturale come Minor – non segua la falsariga sua!
Minor sapeva che non poteva dimostrare le sue affermazioni, perciò ne fece a meno. Ebbene, noi citeremo ambe le parti in questione e il lettore deciderà per sé stesso. Engels dice nell’ “Origine della Famiglia”:
“Lo Stato deve la sua esistenza alla necessità d’imbrigliare l’opposizione delle differenti classi, e fu originato dalla lotta fra queste classi; per cui lo Stato è il potere della classe potente, della classe che ha la supremazia economica” (p. 137, edizione tedesca).
“Lo Stato odierno coi suoi parlamenti ed i rappresentanti eletti è lo strumento col quale il capitale succhia il sangue ed il sudore dei salariati” (p. 138)
[“Quando le classi andranno in pezzi, con esse inevitabilmente cadrà anche lo Stato.” (p. 139-140).]
[Citiamo ora “Lo Stato, la sua funzione storica,” che, secondo Minor, non fornisce alcun “resoconto coerente sull’argomento.”]
Kropotkin, nella sua conferenza, disse in parte:
“Dove la servitù era stata abolita, venne ricostituita in certe altre forme differenti; dove non era stata ancora distrutta, fu modellata sotto la protezione dello Stato, in una feroce istituzione con tutte le caratteristiche dell’antica schiavitù, o peggio ancora.
[“E poteva risultar altra cosa, se la prima preoccupazione dello Stato fu quella di annientare il comune di villaggio dopo la città, di distruggere tutti i legami che esistevano fra contadini, di abbandonare le loro terre al saccheggio dei ricchi e di sottometterli, ognuno individualmente, al funzionario, al prete, al signore?”]2 (p. 28, 29)
“Lo Stato riuscì solo ad opprimere i lavoratori, spopolare le campagne, portare la miseria nei paesi, ridurre migliaia di esseri alla fame, ed imporre la schiavitù industriale” (p. 35)
“Permettere ai cittadini di costituire una federazione fra di loro per espletare qualche funzione dello Stato, sarebbe stata una contraddizione di principio. Lo Stato domanda la personale sottomissione dei suoi soggetti, senza agenti intermedi, esso domanda l’eguaglianza nella schiavitù, e non può permettere uno Stato entro lo Stato.” (p. 32)
E compendia storicamente così:
“La prima fase dell’evoluzione è stata la tribù primitiva, passata poi nella comunità rurale, poi in una città libera, e finalmente scomparente quando raggiunse la fase dello Stato.” (p. 41)
[Kropotkin] dimostra in seguito che lo stesso destino di morte s’abbattè non solo in Asia, sulle coste del Mediterraneo e nell’Europa centrale, ma anche in Egitto, Assiria, Persia, Palestina, Grecia, Roma, Germania, Slavonia e Scandinavia. E termina profetizzando ciò che lo Stato ci riserba anche quando è “lo Stato rivoluzionario”:
“Porterà ancora la morte? Immancabilmente se non ci ricostituiremo in una società libertaria e su base antistatale. O lo Stato sarà distrutto ed una nuova vita comincerà in migliaia di centri, basati sul principio dell’energica iniziativa individuale, o di gruppi liberamente associati, o altrimenti lo Stato spazzerà la vita individuale e locale, diverrà l’assoluto padrone di ogni dominio dell’attività umana, porterà con sé le sue guerre e le sue lotte intestine per il controllo del potere, le sue superficiali rivoluzioni che cambiano soltanto il tiranno e, inevitabilmente, alla fine di questa evoluzione, la morte.” (p. 42)
[“scegliete voi stessi quale delle due questioni preferite!” (p. 42)]
Non è tutto questo un rancido conservatorismo comparato col socialismo scientifico di Marx e di Engels? Non c’è da meravigliarsi se Minor non [l’abbia citato] a sostegno delle sue affermazioni!
Ora, quale valore possono avere le parole di Minor quando dice “cerchiamo una concezione dello Stato che sia differente dall’ortodossa concezione dell’ideologia borghese. Non ve n’è che una: quella di Marx, Engels e Lenin.”?
[Le citazioni di Kropotkin che abbiamo riportato rispondono di per sé alla veridicità o alla falsità delle affermazioni di Minor. Ma presto mostreremo con più forza perché Minor si sia spinto troppo oltre.]
Vi sono altri anarchici che scrissero sullo Stato, qualcuno anche prima di Marx, Engels e Lenin. Il lavoro di Engels fu pubblicato per la prima volta nel 1884; ma nel 1849 – 35 anni prima -, visse un uomo, un certo Proudhon, che diede alle stampe in quell’anno due suoi lavori: Che cosa è la proprietà e Confessioni.
[Alcuni membri del movimento radicale potrebbero sapere qualcosa di uno di questi libri. Noi citeremo un paragrafo de le Confessioni. Lui dice:]
“L’autorità, non appena comparsa sulla terra, divenne l’oggetto dell’universale competizione. Autorità, governo, potere, Stato (queste parole denotano tutte la stessa cosa: sono, per ogni uomo, mezzi di oppressione e sfruttamento dei propri simili. Assolutisti, dottrinari, demagoghi e socialisti, incessantemente volgono i loro sguardi all’autorità come al loro esclusivo miraggio.” (p. 7 (24))
E su Che cosa è la proprietà:
“Tutti i partiti senza eccezione, che mirano alla conquista del potere, sono varietà dell’assolutismo; e non vi sarà mai libertà per i cittadini, ordine per la società, associazione per i lavoratori, fino a che, nel catechismo politico, la rinuncia all’autorità non si sostituirà alla fede nell’autorità.” (p. 301 (216))
[Minor si è forse rifiutato di leggere queste riflessioni solo perché prendono di mira i suoi nuovi compagni “radicali”, i socialisti marxisti?.. O forse perché l’ignoranza è beatitudine?…
Ma passiamo ora ad alcuni anarchici più “conservatori” di Proudhon. Per caso, Minor ha mai sentito parlare di un uomo che scriveva sotto lo pseudonimo di Max Stirner e di un libro da lui scritto che in inglese si intitola “The Ego and His Own”? (Nell’originale tedesco si intitola “Der Einzige und sein Eigentum”, che è anche più corretto.)3
Questo libro fu pubblicato nel 1845, e i nuovi maestri di Minor, Marx ed Engels, se ne adirarono a tal punto (e si noti che, come sostengono Lenin e Minor, entrambi erano contro lo Stato…) da pubblicarne uno contro di esso. Tuttavia, per ragioni ben note, i loro seguaci ne hanno interrotto la circolazione o la ristampa.]
Riporteremo alcuni brani de L’Unico di Stirner:
“Atteggiamento dello Stato è la violenza, ch’esso battezza “legge” se esercitata in suo nome, e “crimine” se esercitata in nome dell’individuo.” (p. 259)
“È esso il re delle bestie, leone e aquila.” (p. 337)
“Lo Stato può essere rigoglioso mentre io soffro la fame.” (p. 280)
“Lo Stato non suscita mai la libera attività degl’individui, ma la costringe nelle sole manifestazioni che servano al suo proposito. Lo Stato ostacola le libere iniziative con la sua censura, con la sua sorveglianza, coi suoi poliziotti, e chiama “suo dovere” questa funzione tiranna.” (p. 299)
“I lavoratori tengono nelle loro mani una forza potente e incoercibile, e se ne divenissero completamente consapevoli e la sapessero usare, niente potrebbero contrastarli; essi avrebbero solo da sospendere il lavoro, ritenere come proprio il prodotto e servirsene. Questo è lo spirito delle agitazioni operaie che si manifestano qua e là. Lo Stato posa sulla schiavitù dei lavoratori. Se il lavoratore si emancipa, lo Stato è perduto.” (p. 127)
Qui citiamo il pensiero di un altro scrittore sullo Stato – uno scrittore che Engels conosceva: Michele Bakunin, il quale scrisse, vent’anni prima di Engels, “non vi è legislazione che non abbia lo scopo di convergere in istituzione, e consolidarlo, lo sfruttamento della popolazione lavoratrice da parte della classe dominante.”
Ecco ciò che egli scrisse sull’origine dello Stato:
“In ogni terra, esso (lo Stato, ndr) è nato dal connubio della prepotenza il furto e la spoliazione (in breve dalle guerre di conquista) con gli Dei gradualmente creati dall’entusiasmo religioso delle nazioni.” [(Dio e lo Stato, p. 287)]
[“Schiavi di Dio, gli uomini devono esserlo anche della Chiesa e dello Stato, in quanto quest’ultimo è consacrato dalla Chiesa.”4 (p. 20)]
[Potremmo continuare a citare pagine e pagine di scrittori anarchici.
Ma le citazioni riportate finora sono, a nostro avviso, sufficienti a dimostrare quanta “verità” ci sia nelle affermazioni di Minor secondo cui “l’Origine” di Engels abbia smascherato e condannato lo Stato in modo più chiaro e radicale rispetto a quanto fatto da qualsiasi anarchico, o che Kropotkin non abbia compreso la filosofia dello Stato – senza dimenticare le rivendicazioni di Minor stesso sull’originalità di Engels.
Senza dubbio, il lettore sarà interessato a conoscere il punto di vista di un giornale socialista sull’“originalità” del libro di Engels.
Quel che segue è estratto dal Colonial and Cooperator del Gennaio 1921.
Ci auguriamo soltanto che la nostra analisi susciti in coloro che desiderano approfondire l’argomento un interesse tale da spingerli a studiare più a fondo i libri che abbiamo citato.]
“Fra le pubblicazioni socialiste commemoranti l’anniversario della nascita di Engels vi è il Proletarian di Detroit, che consiglia a tutti coloro che desiderano [affinare la propria mente in materia di pensiero lucido di leggere le opere di Engels]
“Ma il Proletarian cade in errore quando afferma che “forse il più conosciuto lavoro di Engels è l’Origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato,” per il fatto che esso è [in gran parte tratto da] un bollettino compilato [per il] governo degli Stati Uniti da un certo Morgan, ufficiale governativo, che visse a lungo fra le tribù indiane, imparandone la lingua e la storia, e che riuscì a dimostrare con le sue osservazioni come dall’individuo nomade originò la famiglia, la tribù, la nazione e infine la società umana. [Il rapporto è ormai fuori stampa e può essere ottenuto solo pagando prezzi esorbitanti ad antiquari e librai.]5

 

Continua…

 

Note

1Nota del blog. Graham si riferisce alla Young Men’s Christian Association (YMCA)

2Nota del blog. Per una questione di scorrevolezza abbiamo preso la frase dall’opuscolo Petr Kropotkin, Lo Stato, Edizioni della Rivista Università Popolare, Milano, 1910, p. 96

3Nota del blog. In italiano è L’unico e la sua proprietà.

4Nota del blog. Abbiamo preferito non tradurre dall’inglese e prendere direttamente la citazione tradotta in italiano. Michail Bakunin, Dio e lo Stato, Edizioni Anarchismo, Trieste, 2013, p. 13

5Nota del blog. Nell’articolo riportato da L’Adunata dei refrattari, viene riportato questo pezzo al posto di quello che abbiamo tradotto: «In questo modo il Proletarian attribuisce, intenzionalmente, molto valore al Bollettino di Morgan per valorizzare il libro di Engels.»

Fred S. Graham, L’anarchismo e la rivoluzione mondiale – Seconda Parte ©, .

Fred S. Graham, L’anarchismo e la rivoluzione mondiale – Prima Parte

di: iene
26 Luglio 2026 ore 16:47

Titolo originale: Anarchism and the World Revolution. An Answer to Robert Minor, Pubblicato negli USA, 1921, p. 74

Schizzo biografico
Marcus Graham, il cui vero nome era Shmuel Marcus, nacque nella città rumena di Dorohoi nel 1893 da genitori ebrei ortodossi.
Nel 1907 la sua famiglia emigrò a Philadelphia, dove lavorò come sarto. Inizialmente socialista, Graham si unì al movimento anarchico locale di lingua yiddish. Oppositore della Prima guerra mondiale, lasciò gli Stati Uniti con diversi compagni per evitare di registrarsi alla leva e condusse attività antimilitariste a Montreal e Toronto, dove adottò lo pseudonimo di Robert Parsons. In quest’ultima città diresse il giornale anarchico in lingua yddish Der Einziger.
Nel 1919 si trasferì a New York e usò gli pseudonimi Fred S. Graham e Marcus Graham. Iniziò a collaborare col giornale anarchico The Anarchist Soviet Bulletin (TASB).
Il periodico condannava l’intervento militare americano nella Russia rivoluzionaria e invitava i lavoratori americani a rovesciare con le armi il governo degli Stati Uniti con uno sciopero generale e organizzare «soviet anarchici.»
In risposta alle rivolte razziali del 1919,1 nel primo numero di Aprile, il gruppo redazionale del TASB esortò i «lavoratori d’America, di colore o bianchi» a riconoscere che gli antagonismi razziali nell’industria del nord derivassero dalle divisioni esclusiviste create dai sindacati e dai datori di lavoro, e a «rendersi conto che quando ci uccidiamo a vicenda, va solo a vantaggio del capitalismo e contribuisce a mantenere [i borghesi] nella ricchezza, mentre noi soffriamo nella miseria e nel bisogno.»2
Il 15 Aprile 1919 Graham fu arrestato a Paterson, nel New Jersey, dopo che un poliziotto, insospettito dai suoi movimenti, gli chiese di mostrare il contenuto della sua valigia – la quale conteneva 2500 copie del TASB. Durante l’interrogatorio Graham dichiarò di chiamarsi Robert Parsons e di essere un cittadino canadese nato a Montreal.
Il 1° Maggio fu trasferito a Ellis Island in attesa della notifica di espulsione per il Canada. Due settimane dopo, Graham versò una cauzione di mille dollari e tornò a occuparsi segretamente della redazione del TASB. Nei mesi successivi, diversi altri membri del suo gruppo redazionale furono arrestati per aver distribuito il giornale: due vennero espulsi in Russia a Dicembre, mentre un’altra, Mollie Steimer, fu imputata nel caso storico della Corte Suprema Abrams contro gli Stati Uniti ed espulsa nel Novembre 1921.3 4
Nel Gennaio 1921, Graham rilanciò il mensile TASB con un nuovo titolo: Free Society. Come riportato nell’autobiografia dell’anarchico rumeno,5 un mese dopo, nel Febbraio 1921, gli ispettori dell’immigrazione raggiunsero Graham sui gradini della Biblioteca Pubblica di New York e lo riportarono a Ellis Island, dove subì un interrogatorio-pestaggio di ventiquattro ore. Per tutto il tempo Graham rifiutò di rivelare dove il suo gruppo stampasse il giornale e continuò a sostenere di essere un cittadino canadese di nome Parsons.
L’Ufficio dell’Immigrazione reputò che stesse mentendo e concluse che egli fosse «un suddito russo». Gli Stati Uniti, però, non avevano relazioni diplomatiche con il nuovo governo sovietico – il quale stava conducendo una forte repressione politica 6 -, e rifiutarono l’ingresso alla maggior parte degli anarchici russi. Ignorando sia il luogo di nascita e sia il suo vero nome, l’Ufficio dell’Immigrazione lo dovette rilasciare.
La situazione razziale e migrantofobica statunitense di quel momento storico – culminate, oltre le citate rivolte razziali, con l’Emergency Quota Act (1921) e l’Immigration Act (1924), due leggi che limitarono fortemente ogni forma di immigrazione dall’Asia e dall’Africa e fissarono quote estremamente basse sul numero di migranti provenienti dall’Europa meridionale e orientale ammessi ogni anno nel Paese –, portò Graham ad approfondire ulteriormente il suo essere anarchico e a lottare contro lo Stato e il Capitale.
Nel 1924 l’anarchico rumeno aderì all’International Group di New York, un’organizzazione anarchica composta da ebrei, italiani, spagnoli, americani di origine europea e altri.
L’organo d’informazione era il Road to freedom, che si proponeva di «rappresentare la concezione teorica dell’anarchismo negli Stati Uniti,» assumendo «una posizione di tolleranza nei confronti di tutte le sfumature dell’opinione anarchica, siano esse esposte da comunisti, individualisti, sindacalisti o anarchici senza alcuna affiliazione. Affinché tutti possano avere pari opportunità di esprimere le proprie opinioni, le colonne di Road to Freedom saranno aperte, entro limiti ragionevoli, a ogni compagno che abbia qualcosa da dire e che sia in grado di dirlo.»7
Ben presto le opinioni intransigenti di Graham lo collocarono ai margini, fino all’isolamento del movimento anarchico.8
Uscito nel 1925 dall’International Group di New York, si ritirò per un certo periodo nella colonia anarchica multietnica di Stelton, New Jersey, dove vivevano numerosi anarchici ebrei. Il suo desiderio di lavorare la terra fu reso arduo dal suo rifiuto di sfruttare o danneggiare gli animali: egli arava il terreno a mano invece di usare i cavalli da tiro.9
Secondo Joseph Cohen, che non aveva una buona opinione di Graham, «la natura lo aveva dotato di una certa dose di ostinazione, sfrontatezza e di un temperamento rivoluzionario focoso. […] Formò una propria cerchia di anarchici russi e italiani che capivano a malapena l’inglese e portò avanti la sua agitazione rivoluzionaria tra loro.»10
Graham iniziò a collaborare con i Rebel Poets, un gruppo informale di scrittori radicali fondato nel 1928 dagli scrittori anarchici Ralph Cheyney e Lucia Trent. Questa collaborazione portò, nel 1929, alla pubblicazione del suo libro An Anthology of Revolutionary Poetry. L’opera si distingueva da altre raccolte radicali e proletarie per la presenza di poesie redatte da persone afroamericane quali Countee Cullen (che era membro del comitato editoriale del libro), Paul Laurence Dunbar, Fenton Johnson, Georgia Douglas Johnson, James Weldon Johnson, Claude McKay e Langston Hughes, membro dei Rebel Poets.
Nel 1930 Graham promosse l’antologia, consegnando alcune copie nelle biblioteche. Dopo una breve deviazione in Messico, Graham venne arrestato da un ispettore dell’immigrazione a Yuma, in Arizona, per possesso di presunta letteratura anarchica — ovvero copie dell’antologia — e richiese un mandato per espellerlo in Messico. Un comitato di difesa ad hoc composto da scrittori radicali e dall’American Civil Liberties Union (ACLU) accorse rapidamente in aiuto di Graham e, dopo due settimane, una commissione di revisione del Bureau of Immigration respinse la richiesta perchè il mandato di espulsione pendente del 1919 aveva la precedenza — nonostante non potesse essere eseguito.
Tra il 1929 e il 1940 l’anarchico rumeno collaborò con L’Adunata dei Refrattari, giornale anarchico italo-americano, dove scrisse articoli in lingua inglese (firmati Sh. Marcus). Trasferitosi a San Francisco nei primi anni ‘30, Graham partecipò alle assemblee dell’International Group della città californiana. All’interno vi erano gruppi e soggettività anarchiche di lingua italiana, polacca, cinese, spagnola, tedesca, francese, yddish e russa.
Visto che l’inglese fungeva da lingua comune, l’International Group creò un organo di informazione: Man! A Journal of the Anarchist Ideal and Movement.
Diretto da Graham, il giornale « Man! ha e avrà idee da proporre a coloro che sono disposti ad affrontare la verità e ad agire in prima persona. Se ha un obiettivo – ed è questo – l’uomo ritrova fiducia in se stesso, nel proprio grande potere di liberarsi da ogni forma di schiavitù che oggi lo circonda. Man! è una rivista dedicata all’ideale e al movimento anarchico. Ogni questione sociale sarà affrontata con coerenza, senza concedere alcuno spazio al compromesso, che è la rovina di tanti ideali e idealisti.»11
La pubblicazione sostenne coerentemente l’attività rivoluzionaria, condannando i fascismi, lo stalinismo e il New Deal – definito «un’enorme mobilitazione della ricchezza pubblica atta a riparare le crepe abissali aperte delle fortune private delle istituzioni capitalistiche»12 -, e criticando fortemente i sindacati.13
Sull’antirazzismo, Man!, e più nello specifico Graham, fu in prima fila contro le violenze razziali di Stato.
Quando l’anarchico rumeno fece un viaggio nel Sud degli Stati Uniti per i fatti riguardanti i ragazzi di Scottsboro14, descrisse così l’ambiente: «non dimenticherò mai le esperienze umilianti e vergognose che ho vissuto come uomo bianco, assistendo ai maltrattamenti e alle umiliazioni vergognose che i neri del Sud sono costretti a subire. Sul primo tram su cui sono salito a Richmond, in Virginia, mi sono seduto vicino a una ragazzina di colore. Sono stati i minuti in cui tutti i bianchi mi fissavano a farmi finalmente prendere coscienza di ciò che avevo letto in passato sul calvario dei neri nel Sud. Il primo grande magazzino in cui sono entrato presentava fontanelle con la scritta «Bianchi» e «Colorati.» Entrando nei bagni si vedevano cartelli simili. Avvicinandomi a un cinema, ho scelto l’ingresso della balconata. Il bigliettaio mi ha guardato con sorpresa. Fu solo dopo essere entrato nella balconata che mi resi conto che quella sezione, come quella del tram, era riservata esclusivamente alle persone di colore. (I bianchi del Sud mi assicurarono che solo il mio colore nocciola molto intenso mi aveva permesso di evitare violente reazioni di risentimento da parte dei bianchi). Si potrebbero continuare a descrivere altri modi vergognosi con cui i bianchi maltrattano i neri, in particolare la segregazione degli alloggi e il divieto di camminare da soli di notte in una strada abitata da bianchi. Dei continui linciaggi di neri da parte di folle di bianchi e di funzionari della «legge», non c’è quasi bisogno di dire nulla, poiché il mondo intero ne è a conoscenza.»15
La repressione istituzionale non si fece attendere contro il giornale e Graham. Quando la redazione di Man! sostenne lo sciopero generale del Luglio 1934, gli ispettori dell’Ufficio dell’Immigrazione avviarono dei procedimenti contro gli scioperanti e i sostenitori del giornale anarchico.
Due anarchici italiani, Vincenzo Ferrero e Domenico Sallitto, rischiarono l’espulsione verso l’Italia fascista solo perché la polizia trovò nella loro abitazione dei numeri di Man!. L’espulsione venne evitata dopo un iter giudiziario durato 4 anni.16
Durante questo periodo, l’Immigration and Naturalization Service (INS) – come era stato ribattezzato nel 1933 l’Ufficio per l’Immigrazione -, ordinò nel Marzo 1936 a Marcus Graham di presentarsi nei loro uffici per il mandato di espulsione del 1919. Graham si presentò ma fu rilasciato dopo diverse settimane quando i funzionari si resero conto che era impossibile procedere all’espulsione. Dopo il suo rilascio, l’anarchico rumeno trasferì la testata a Los Angeles, dove gli agenti dell’INS lo arrestarono nuovamente il 6 Ottobre 1937.17
Rilasciato su cauzione, il comitato di difesa del 1930 fu ricostituito grazie alla sezione californiana meridionale dell’ACLU. Nacque così il Marcus Graham Freedom of the Press Committee.
Il caso di Graham attirò l’attenzione di una vasta schiera di artisti e scrittori (Alice Stone Blackwell, Countee Cullen e Edna St. Vincent Millay). Tra i membri del comitato di difesa figuravano Sherwood Anderson, John Dewey, John Dos Passos, John Haynes Holmes, Dorothy Parker e Norman Thomas.18
Nel frattempo, l’INS adottò una nuova strategia: citò l’anarchico rumeno davanti al tribunale distrettuale il 13 Gennaio 1938 per «rivelare i particolari della sua nascita sotto pena di essere condannato pel delitto di “criminal contempt.”»19
Graham si rifiutò di rispondere a qualsiasi domanda nelle fasi di dibattimento e fu accusato di oltraggio alla corte. Il giorno seguente, il suo caso di oltraggio alla corte fu discusso davanti al giudice distrettuale, il liberale Leon R. Yankwich. L’avvocato dell’ACLU che rappresentava Graham sostenne che il Quinto Emendamento lo tutelava dal rendere una testimonianza che potesse incriminarlo. Yankwich stabilì che tali tutele non si applicavano ai procedimenti di espulsione – in quanto questi erano procedimenti amministrativi e non penali.
Il giudice dichiarò Graham colpevole di oltraggio alla corte ma gli permise di rilasciare la sua dichiarazione di sfida al tribunale: «Ordinandomi di rispondere, e condannandomi per il mio rifiuto questo tribunale dimostrerà corretta la posizione degli anarchici; i quali considerano il governo non un. organo amministrativo che serve gli interessi del popolo, ma un nemico di questi interessi; non organo di verità ma di menzogna…non di giustizia ma di bassa ingiustizia… Se adesso io non fossi il redattore del giornale “Man!,” non mi troverei faccia a faccia con la prigione. E intanto “Man!” è pubblicato legalmente e come tale è accettato dal dipartimento delle poste. […] Il procuratore federale, concludeva drammaticamente che il mio principale delitto era quello di redigere “Man!” che propugna l’avvento di una società anarchica. Io mi sento orgoglioso di dichiararmi colpevole di questa accusa… La prigionia impostami da un tribunale presieduto da un “liberale” viene a sostenere in toto l’asserto anarchico che i governi sono fondati, esistono e si perpetuano per mantenere l’ingiustizia. Io chiuderò con le parole del più grande degli americani, Henry David Thoreau: “Anzicchè amore, ricchezze, e fama, datemi la verità.” Ed io aggiungo la Libertà: l’essenza vera dell’anarchia.”»20
Condannato a sei mesi, Graham fu rilasciato su cauzione in attesa dell’appello.
Il 28 Ottobre 1938, la Corte d’Appello del Nono Circuito ribaltò parzialmente la sentenza di Yankwich. Da una parte la Corte riteneva che «la sentenza è stata annullata in base alla legge che dà diritto a rifiutare di testimoniare contro sé stessi»; dall’altra «approva la decisione della corte inferiore per ciò che riguarda il nocciolo della questione, e cioè che può essere applicato un mandato di deportazione vecchio di diciannove anni e già riconosciuto invalido.»21 22
La nuova udienza di Graham si tenne il 26 Giugno 1939 davanti al giudice Yankwich che rinunciò all’incarico. L’ACLU chiese «un procedimento di “habeas corpus” che impugna la validità costituzionale di tutta la procedura dal 1919 in poi.»
Graham, da parte sua, persistette «nel suo rifiuto di rispondere alle domande prescritte […e] fu di nuovo condannato a sei mesi di prigione dal giudice Harry A. Holzer. Contro questa nuova condanna egli ha inoltrato appello e si trova libero sotto cauzione di 1000 dollari.»23
L’anarchico rumeno venne condannato definitivamente a sei mesi di carcere dalla Corte d’Appello del Nono Circuito agli inizi di Giugno del 1940. Un’eventuale espulsione era comunque impossibile da attuare: essendo ebreo, Graham non poteva mettere piede in Romania per via delle leggi anti-semite del governo Gova.24
Il giornale Man! chiuse i battenti nell’Aprile del 1940 in quanto non si trovò una tipografia disposta a stampare la pubblicazione anarchica.
Durante il conflitto mondiale, Graham collaborò con la rivista antimilitarista britannica War Commentary – al cui interno vi era una polemica contro la visione pro-guerra di Rudolf Rocker.25
Dopo la fine del secondo conflitto, Graham pubblicò Mankind and the State nel 1946 – un opuscolo in cui criticava il nuovo ordine capitalistico e ne richiedeva l’abolizione a favore di una cooperazione orizzontale fra gli individui.26 Oltre il capitalismo, l’anarchico rumeno polemizzò contro le ideologie stataliste spacciate per liberatrici come il marxismo 27 e contro l’industrializzazione sempre più onnnipresente.28 In italiano vennero pubblicati due suoi scritti su Volontà. Rivista Anarchica Mensile.29
Visse a Los Gatos, collaborando con i giornali anarchici fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.
«Graham visse una vita lunga e attiva all’interno del movimento anarchico, spesso costellata da coinvolgimenti controversi al suo interno. Pubblicò opuscoli, contribuì con articoli a numerose pubblicazioni e compilò e curò An Anthology of Revolutionary Poetry. Con qualche inevitabile interruzione, Graham era il direttore della rivista anarchica Man! La maggior parte della persecuzione che subì in seguito fu, in realtà, dovuta alla gestione di Man!, pubblicata dal Gennaio 1933 all’Aprile 1940.»30

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Nota
Il saggio di Graham venne pubblicato a puntate su L’Adunata dei Refrattari, nn. 12- 20, (30 Settembre 1922 – 30 Gennaio 1923) e nn. 1-8 (10 Febbraio – 31 Marzo 1923). Le parole o frasi parentesi quadre sono correzioni o traduzioni fatte da noi.

 

Introduzione
È tempo che sulle cose russe ci addentriamo un po’. Insultati, additati come borghesi, grandi o piccoli, perché non ci accodammo mai al gregge dei plaudenti e vedemmo nel governo bolscevico un governo di più, è bene che ai lettori, agli appassionati di questioni sociali siano esposte le vere condizioni create ai rivoluzionari dai dittatori russi, condizioni che quelli in embrione vorrebbero imporre ovunque potesse trionfare uno scatto rivoluzionario. Niente più adatto che questo studio, in risposta a Roberto Minor, del compagno Fred S. Graham, che il nostro buon Picconiere31, ad utilizzare gli ozi forzati che la truculenta magistratura del Massachussets gli ha imposto, traduce per l’Adunata.


Robert Minor ha scelto il momento presente come il più opportuno per lanciare (vedi Il Liberator dell’Ottobre 1920) un attacco contro l’anarchismo, seguito dalla dichiarazione della sua conversione al bolscevichismo. Poi se ne viene fuori con un appello a tutti gli anarchici, esortandoli a seguire il suo esempio, e insinuando, nello stesso tempo, che in Russia gli anarchici tradiscono la Rivoluzione. Quando Robert Minor tornò dalla Russia, parecchi compagni nostri erano ansiosi di vederlo, specialmente per riguardo ai rapporti che allora ci pervenivano circa gli elogi che Robert Minor profondeva ai Soviet, e per la sua critica al Governo Bolscevico.
Oltre a questo noi sapevamo, per giunta, non solo dei suoi tre articoli apparsi sul “New York World” del Febbraio 1919, o dei due sul “London Herald” ma sapevamo anche di quelli pubblicati dal “Daily Bullentin” di Butte, Montana. Quando, finalmente, dalla costa del Pacifico egli arrivò all’est noi lo andammo a vedere, per sentire quello ch’egli aveva da raccontarci.
Ne fummo delusi. Egli se ne accorse subito. Più tardi Robert Minor cominciò a raccontare, a qualcuno di noi, ciò ch’egli realmente sapeva della Russia. Egli, in sostanza, asseriva che tutti i suoi articoli (inclusi quelli sul World) erano sostanzialmente veri, e oltre a ciò, ci raccontò cose tali da toglierci il respiro. Ma egli ci spiegò che il suo silenzio era dovuto principalmente al fatto che la stampa capitalistica interpretava ogni accusa contro il Governo Bolscevico come un attacco contro i Soviet della Russia, e siccome lui credeva che l’idea dei Soviet avrebbe suscitato l’universale Rivoluzione Sociale, così egli reputava meglio l’astenersi da ogni critica al Governo Bolscevico.
Fintanto che lui dimostrò di agire per salvare l’idea dei Soviet da ogni possibile danno noi ci sentimmo in dovere di mantenere il silenzio su molte cose ch’egli ci aveva raccontato.
Ora che lui non ci tiene più a salvare l’idea dei Soviet, ma solo di salvare l’idea Bolscevica, e accusa gli anarchici di tradimento, noi ci sentiamo svincolati dall’impostoci silenzio, e racconteremo a coloro che sanno leggere, pensare e ragionare, la storia che riguarda Minor e noi stessi.
Noi tacemmo allorquando Lenin cominciò ad attaccare l’Anarchismo e gli Anarchici col suo opuscolo La Rivoluzione e lo Stato (1917), e continuammo a tacere quand’egli continuò gli attacchi con tutti i suoi successivi scritti.
Noi tacemmo quando Bucharin e altri Bolscevichi Russi imitavano Lenin.
Noi tacemmo perfino quando Zinoview lanciò “l’appello” col quale invitava gli anarchici-sindacalisti e i gruppi degli anarchici-comunisti ad unirsi e collaborare col governo bolscevico, asserendo che parecchi gruppi anarchici erano di già passati al bolscevismo, e altrettanto avevano personalmente fatto molti anarchici. Noi sapevamo che “l’appello” fu lanciato dopo che gli anarchici sindacalisti della Russia ebbero spezzato ogni vincolo e ogni relazione coi bolscevichi, e che divennero aperti nemici.
Noi sapevamo che gli anarchici-sindacalisti avevano antecedentemente lavorato, di accordo coi bolscevichi, sul terreno rivoluzionario e industriale, ma che vennero costretti a dividersi, e a combattere i bolscevichi, perché costoro non cercavano che di centralizzare la proprietà del loro Governo, anziché assecondare lo sviluppo del Sindacalismo Industriale – come Minor dimostrò sì bene nel suo articolo “Lenin lotta contro il sindacalismo.”
Noi sapevamo che Zinoview mentiva, ma tacemmo.
E noi tacemmo, ancora e sempre, persino quando il “Partito-Comunista d’America,” con un’ignobile e inverecondo attacco travisava e calunniava l’Anarchismo col dire “che gli anarchici combattono per la “democrazia” e il capitalismo, tanto quanto combattono per i lavoratori” – mentre invece, essi, i “comunisti, sanno benissimo che noi combattiamo per il trionfo della Rivoluzione Sociale, e continueremo a lottare fino a che la libertà di ogni singolo individuo non sia un fatto compiuto.
Perché rimanemmo muti dinanzi a tanti insulti, a tante calunnie e a attacchi contro l’Anarchismo e gli Anarchici?
Noi abbiamo creduto che la vittoria della Rivoluzione, e la sua conquista del mondo intero, fosse cara ai bolscevichi quanto è a noi stessi, e che il rispondere apertamente a tanti e tali maliziosi attacchi, non avrebbe che danneggiato la Rivoluzione proprio quanto essa necessitava l’appoggio d’ogni ardente rivoluzionario. Ecco le ragioni del nostro silenzio.
Ora realizziamo quanto sbagliammo a credere la sincerità rivoluzionaria dei bolscevichi. È provato ormai che il loro mutamento di nome – da “bolscevichi” a “comunisti” – non è altro che uno stratagemma politico con lo scopo di spezzare l’onda del vero Comunismo, tanto in Russia come nelle altre nazioni, poiché il Comunismo, nel suo vero significato, è esattamente il rovescio di quanto i bolscevichi stanno facendo in nome di esso.
Perciò, quando riferendoci ai bolscevichi li chiameremo “comunisti,” quoteremo la parola quale un insulto al Comunismo – poiché essi lo sono.
Il servile appello per la pace da essi diretto alle nazioni capitalistiche, alle quali offrono lo sfruttamento delle risorse naturali della Russia, destituendo così il popolo Russo del suo legittimo avere, prova tutta la veridicità della nostra asserzione.
Nell’ultima sezione (1920) della loro Internazionale, i bolscevichi dimostrarono che essa non è un organo internazionale d’intesa e di cooperazione fra tutte le fazioni rivoluzionarie miranti al rovesciamento del capitalismo, ma è unicamente una meschina unione di dogmatici seguaci di Marx che vogliono dominare e controllare ogni possibile ed eventuale rivoluzione. Questo fatto prova irrefutabilmente la nostra antecedente asserzione dei continui attacchi, arresti e uccisioni compiute dai bolscevichi contro e sugli anarchici russi.
Sono coteste azioni da essi perpetrare in Russia, che ci costrinsero a dedicare un po’ del nostro tempo e della nostra energia ad esporli, una buona volta per sempre, al giudizio della Storia.
E siamo di lieti di farlo perché realizziamo pienamente che “per salvare la Rivoluzione russa, per rendere possibile la sua espansione sulle altre nazioni,” noi dobbiamo immediatamente dimostrare che i bolscevichi tradirono e tradiscono, e, se sarà possibile, tradiranno il Proletariato Internazionale.
Il Proletariato Mondiale deve cominciare a comprendere che due sono i suoi nemici nella sua lotta per la libertà.
E ora…! Uno di questi nemici è fuori di noi, l’altro è fra noi stessi.
Uno è il Capitalismo coi suoi organi di offesa e di difesa: lo Stato, la Stampa, la Scuola e la Chiesa; l’altro è, o meglio, sono i socialisti mascherati sotto il nome di Bolscevichi, Comunisti o Spartachiani, e tutti egualmente e concordemente intesi e desiderosi di ostacolare e rendere impossibile la vera liberazione dei lavoratori.
Sono questi i due nemici del Proletariato, che noi anarchici esporremo nella loro vera luce ed entità – sino a che il Proletariato insorga, e con noi lottando nella Rivoluzione Mondiale, rovescerà definitivamente questi due mortali nemici della libertà.
Per meglio avvalorare la nostra risposta, riportiamo la traduzione di un articolo: “Ciò che abbiamo attraversato,” scritto da due persone recentemente giunte dalla Russia e pubblicato dal giornale mensile degli anarchici russi “Volna” (“Onda) nel Settembre 1920.
Con questo chiudiamo questa introduzione, e, lasciando dinnanzi al lettore tutto il resto, confidiamo ch’egli vorrà studiare i fatti e gli argomenti da noi esposti, per poi agire conseguentemente.

 

Continua nella Seconda Parte

 

Note

1Vedi Red Summer. Link qui.

2To You Workers of America Colored or White, The Anarchist Soviet Bulletin, a. I, n. 1, Aprile 1919

3Richard Polenberg, Fighting Faiths: The Abrams Case, the Supreme Court, and Free Speech, Penguin, New York, 1987

4Secondo J. Edgar Hoover, capo del BOI (la futura FBI), la collaborazione dell’anarchica russa Steimer al TASB era «particolarmente pericolosa» e la induceva a tenere una «condotta disordinata.» Hoover fu anche il principale sostenitore dell’espulsione di Steimer dagli Stati Uniti. (Steve J. Shone, Women of Liberty, Brill, Leiden-Boston, 2019, p. 274)

5La nota autobiografica si trova nel libro Man!: An Anthology of Anarchist. Ideas, Essays, Poetry, and Commentaries, Cienfuegos Press, Londra, 1974

6Paul Avrich, L’altra anima della rivoluzione. Storia del movimento anarchico russo, Edizioni Antistato, Milano, 1978, pp. 241-274

7Ernesto A. Longa, Anarchist periodicals in english published in the United States (1833-1955). An annotated guide, The Scarecrow Press, Lanham-Toronto-Plymouth, 2010, p. 230

8Paul Avrich, Anarchist Voices. An Oral History of Anarchism in America, Princeton University Press, Princeton, 1995, p. 432

9Come raccontò Sam Dolgoff a Paul Avrich, «Stelton, come altre colonie, era infestata da vegetariani, naturisti, nudisti e altri membri di sette, che distoglievano l’attenzione dai veri obiettivi anarchici. Marcus Graham andava sempre a piedi nudi, mangiava cibi crudi, soprattutto noci e uvetta, e si rifiutava di usare il trattore perché contrario ai macchinari. Per non maltrattare i cavalli, [Graham] scavava la terra a mani nude. La maggior parte degli abitanti di Stelton lavorava a New York e nel New Brunswick, sebbene la colonia disponesse di una fabbrica cooperativa che produceva abbigliamento su commissione.» (Paul Avrich, Anarchist Voices…, p. 423)

10Joseph Cohen, The jewish anarchist movement in America. A historical review and personal reminiscences, AK Press, Edimburgo, 2024, p. 393

11In retrospect, Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 1, n. 1, Gennaio 1933

12A New Deal?, Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 2, n. 1, Gennaio 1934.

13Anarchists and the Labor Movement, Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 2, n. 1, Gennaio 1934.

14Link qui

15The Scottsboro. Case of Injustice, Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 3, n. 5, Maggio 1935.

16Le deportazioni, L’Adunata dei Refrattari, Vol. XVII, n. 3, 15 Gennaio 1938.

17U.S. Government Raids “Man!” and Jails Editor, Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 5, n. 10, Ottobre 1937.

18Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 3, n. 6, Giugno 1935.

19Le deportazioni, Ibidem.

20Il caso Marcus Graham, L’Adunata dei Refrattari, Vol.. XVII, n. 5, 29 Gennaio 1938.

21Man!” in Tribunale, L’Adunata dei Refrattari, Vol. XVII, n. 53, 31 Dicembre 1938.

22Graham v. United States, 99 F.2d 746 (9th Cir. 1938). Link qui

23Il caso Graham, L’Adunata dei Refrattari, Vol. XVIII, n. 32, 19 Agosto 1939.

24Il governo di Octavian Gova pubblicò il 21 Gennaio 1938 il Decreto n. 169 “Legge sulla revisione della cittadinanza.” Gli ebrei presenti in Romania dovevano dimostrare di essere cittadini romeni all’indomani della costituzione della Grande Romania. Entro 40 giorni tutti gli ebrei dovevano presentare i documenti per la verifica. Coloro che non si conformavano o presentavano documenti incompleti, sarebbero stati dichiarati stranieri o apolidi – e quindi a rischio espulsione. In base a questo decreto furono esaminati i documenti di 617396 ebrei: 392172 (63,50%) conservarono la cittadinanza rumena, mentre i restanti 225222 (36,50%) la persero. Vedere Legislaţia antisemită în România Mare (ianuarie 1934 – 30 august 1940) (trad.: Legislazione antisemita nella Grande Romania (Gennaio 1934-30 Agosto 1940)). Link qui

25Vedere l’articolo di David Bernardini, Aderire o sabotare?, A Rivista Anarchica, a. 45, n. 401, Ottobre 2015; Marcus Graham, The Issues in the Present War, Freedom Press, Londra, 1943

26L’opuscolo è consultabile qui.

27Marcus Graham, Marxism and a free society, Cienfuegos Press, Over the water, Sanday, Orkney, KW17 2BL, 1976

28Vedere What Ought to be the Anarchist Attitude Towards the Machine, Man! A journal of the anarchist ideal and movement, Vol. 2, n. 3, Marzo 1934; FE View Not New…, Fifth Estate, vol. 15, n. 307, 19 Novembre 1981

29Anarchismo, capitalismo, marxismo, Volontà. Rivista Anarchica Mensile, n. 2-3, Ottobre 1950; Echi di un dibattito sulla stampa anarchica di lingua inglese, Volontà. Rivista Anarchica Mensile, n. 5, Settembre-Ottobre 1975.

30Nota inviata da un amico di Graham a Fifth Estate, n. 322, Vol. 20, Inverno-Primavera 1986

31Nota del blog. Pseudonimo usato da Bartolomeo Vanzetti. Vedere Luigi Botta, Sacco e Vanzetti: giustizia è fatta. La vicenda dei due anarchici, nei fatti e nelle battaglie per la riabilitazione, con lettere, fotografie e documenti inediti, Edizioni Gribaudo, Cavallermaggiore, 1978, p. 42

Fred S. Graham, L’anarchismo e la rivoluzione mondiale – Prima Parte ©, .

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