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Evento sismico ML 4.7 nel mar Tirreno, 13 giugno 2026

13 Giugno 2026 ore 21:30

Un terremoto di magnitudo ML 4.7 è stato registrato dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale alle ore 19:28:12 italiane del 13 giugno 2026 localizzato nel Mar Tirreno meridionale, lungo la Costa Calabra nord-occidentale, ad una profondità pari a circa 214 km.

I terremoti profondi, caratteristici di quest’area del Mar Tirreno meridionale, sono provocati dal processo geologico di subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria.

Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in questa area sono avvenuti alcuni terremoti di magnitudo stimata compresa tra Mw 4 e Mw 5; a nord est dell’epicentro di questa sera è avvenuto il forte terremoto dell’8 settembre 1905 di magnitudo stimata Mw 6.9.

Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che in questa area la sismicità è frequente, da ricordare il terremoto del 26 ottobre 2006 di magnitudo Mw 5.8 con epicentro molto vicino al terremoto di questa sera e con profondità ipocentrale molto simile, circa  220 km.

Il risentimento sismico in superficie per eventi profondi può essere ampio. In questo caso il terremoto è stato avvertito in alcune località in Calabria e in parte della Sicilia, come testimoniano gli oltre 200 questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?”.

Sui terremoti profondi nel mar Tirreno sono stati realizzati diversi articoli su questo blog e un video sul canale YouTube di INGVterremoti.


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Il vulcano Marsili e i terremoti profondi del Mar Tirreno: c’è una relazione?

5 Giugno 2026 ore 18:03

Dopo il terremoto di magnitudo Mw 6.1 (ML 6.2) avvenuto il 2 giugno 2026 al largo della costa calabra nord-occidentale, sui social media sono comparsi numerosi commenti che mettevano in relazione questo evento sismico con il vulcano sottomarino Marsili. 

Batimetria del Tirreno Meridionale e localizzazione del vulcano Marsili (da Gennaro et al., 2023). Vedi il post su INGVvulcani.

La domanda è comprensibile: sia il terremoto sia il vulcano si trovano infatti nella stessa area geografica, il Tirreno meridionale. Ma cosa ci dicono i dati scientifici?

Un terremoto molto profondo

Il primo elemento da considerare è la profondità del terremoto. In Italia la maggior parte dei terremoti avviene a profondità crostali (nei primi 10-20 km). Tuttavia, a causa dei fenomeni geologici che hanno portato alla sua attuale configurazione, alcune aree della nostra penisola sono interessate anche da terremoti intermedi e profondi, fino a 600 km. L’evento del 2 giugno è avvenuto a una profondità di circa 250 chilometri, che è eccezionalmente elevata rispetto alla maggior parte dei terremoti che avvengono in Italia.

I terremoti profondi sono tipici delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali. Il terremoto del 2 giugno, come altri, ha infatti avuto origine in un particolare contesto geodinamico, che chiamiamo zona di subduzione, dove la placca tettonica del mar Ionio sprofonda nel mantello terrestre, al di sotto dell’arco calabro e del mar Tirreno. 

Schema generale di una zona di subduzione e dei terremoti che vi si generano (da INGVterremoti).

Il Mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che è stato “subdotto” e in parte riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini.

Il Marsili, come tutti i vulcani, anche se di notevoli dimensioni, è invece una struttura superficiale, sviluppata nella crosta terrestre e alimentata da processi geodinamici che interessano la parte superiore, più esterna, del mantello. Il Marsili si è formato a seguito dell’estensione, dell’assottigliamento della successiva lacerazione della crosta che forma il fondo marino Tirrenico. Ciò ha permesso la formazione di fratture utilizzate dal magma per risalire ed eruttare verso la superficie. Tra la zona in cui si è generato il terremoto e il vulcano, esiste quindi una distanza di centinaia di chilometri in profondità.

Un forte terremoto può innescare un’eruzione?

Un’altra domanda frequente riguarda la possibilità che un terremoto di grande magnitudo possa “risvegliare” un vulcano, in questo specifico caso il Marsili.

È vero che, in alcuni casi, terremoti con magnitudo molto elevata possono produrre variazioni nello stato di sforzo della crosta e influenzare temporaneamente sistemi vulcanici già prossimi ad una fase eruttiva. Ci sono numerosi studi che mirano a capire se la variazione di sforzo generata da un terremoto possa innescare un’eruzione. Le conclusioni non sono univoche, ma la possibilità che un terremoto possa perturbare un sistema vulcanico diminuisce molto rapidamente con la distanza e dipende da numerosi fattori. In primo luogo la magnitudo, ma anche le caratteristiche delle strutture geologiche (geometria e cinematica) relativamente alla posizione del vulcano e del suo sistema di alimentazione, e lo stato del sistema magmatico.

Nel caso dei terremoti profondi del Mar Tirreno, la sorgente sismica si trova a centinaia di chilometri di distanza, a causa dell’elevata profondità del terremoto, rispetto agli apparati vulcanici sottomarini. Per questo motivo, non esistono evidenze scientifiche che eventi come quello del 2 giugno possano innescare direttamente un’eruzione del Marsili o degli altri vulcani sottomarini dell’area.

In sintesi

Il terremoto del 2 giugno 2026 e il vulcano Marsili, anche se localizzati nella medesima area geografica, appartengono a contesti geologici diversi e sono espressione di processi geodinamici differenti.

Il terremoto è associato alla deformazione della litosfera ionica in subduzione sotto l’arco calabro, mentre il Marsili appartiene al sistema di apertura ed estensione di un nuovo bacino che consente la risalita di magmi del Tirreno meridionale

Sebbene si trovino nella stessa regione del Mar Tirreno, alla luce delle conoscenze scientifiche attuali, la grande distanza tra il terremoto e il Marsili suggerisce che il terremoto non sia stato causato dal vulcano. Inoltre, la moderata magnitudo del terremoto non può perturbare il sistema di alimentazione del Marsili, innescando qualche tipo di attività.

A cura di INGVvulcani e INGVterremoti.

Evento sismico del 2 giugno 2026 (ML 6.2, Mw 6.1) e i terremoti profondi nel mar Tirreno 

2 Giugno 2026 ore 12:07

Il terremoto di magnitudo ML 6.2 (Mw 6.1) delle ore 0:12:35 IT del 02 giugno 2026 localizzato nel Mar Tirreno, lungo la Costa Calabra nord-occidentale, ha avuto una profondità pari a circa 250 km

Nella regione del Tirreno sono piuttosto frequenti i terremoti profondi, a causa della subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria. Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali – come quelle del margine dell’oceano Pacifico e dell’oceano Indiano-, si manifesta nel nostro Paese laddove la litosfera del mar Ionio si approfondisce sotto l’arco calabro e il Tirreno meridionale. Il mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che è stato “subdotto” e in parte riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini.

Sezione verticale che taglia il bacino tirrenico da nord-ovest a sud-est dove è riportata la sismicità dal 2005 ad oggi, 2 giugno 2026, con profondità maggiori di 30 km. Si tratta di circa 11 mila terremoti, di questi circa 100 hanno magnitudo ≥ 4.0 e circa 500 magnitudo ≥ 3.0. Dati da terremoti.ingv.it, mappa e sezione di P. De Gori, INGV-ONT.

Per comprendere la struttura della placca litosferica ionica in subduzione (slab) sotto al mar Tirreno, in questa sezione verticale che taglia il bacino tirrenico da nord-ovest (indicato come S120 nella figura) a sud-est (indicato come N120 nella figura) è riportata la sismicità dal 2005 ad oggi, con profondità maggiori di 30 km. La sismicità “disegna” lo sprofondamento dello “slab” litosferico verso nord-ovest. La stella rappresenta la posizione del terremoto avvenuto oggi a una profondità di circa 250 km, e mostra come questo evento sia avvenuto in una porzione dello slab quasi verticale, prima della parte più profonda che sembra avere una immersione più graduale verso nord-ovest. 

In figura il segnale sismico registrato dalla stazione GIZZ, situata a Gizzeria (CZ) a nord di Lamezia Terme, a circa 38 km dall’epicentro. La differenza dei tempi di arrivo tra l’onda P e l’onda S è di circa 25 secondi a causa della notevole profondità ipocentrale. A parità di distanza dall’epicentro, se si trattasse di un terremoto crostale, quindi superficiale, tipico dell’Appennino, l’intervallo tra l’arrivo delle onde S e delle onde P sarebbe di soli 5 secondi circa.  

A causa dell’intervallo di diversi secondi che intercorre tra gli arrivi delle onde P e delle onde S, molte persone hanno erroneamente ipotizzato che si fossero verificati due terremoti distinti; in realtà, si tratta di due diverse tipologie di onde generate dal medesimo terremoto.

Sismogrammi del terremoto profondo (Mw 6.1) avvenuto nel Mar Tirreno il 2 giugno 2026 alle 00:12 italiane (1 giugno 2026 ore 22:12 UTC). Fonte: sito Progetto RS

In figura sono mostrati i segnali sismici, registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale integrata, ordinati con la distanza espressa in gradi, da 0 a 14 gradi, fino a circa 1500 km. Si vedono i primi arrivi delle onde longitudinali – onde P – e delle onde trasversali – onde S; la linea rossa e la linea blu indicano i tempi di arrivo teorici delle onde P e delle onde S, rispettivamente. Dalla figura è evidente la marcata differenza tra i tempi di arrivo delle onde P e quelli delle onde S, che si osserva anche a brevi distanze epicentrali; questa è una caratteristica specifica degli eventi sismici molto profondi. 

Il risentimento sismico in superficie per eventi profondi è molto ampio e caratterizzato da una percezione di onde a più bassa frequenza rispetto a quelle ad alta frequenza caratteristiche dei terremoti superficiali. In questo caso il terremoto è stato avvertito dalla popolazione diffusamente dal Lazio alla Sicilia, come testimoniano gli oltre 7400 questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?”.

Mappa delle intensità macrosismiche basata sugli oltre 7400 questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?”.

Sui terremoti profondi nel mar Tirreno sono stati realizzati diversi articoli su questo blog e un video sul canale YouTube di INGVterremoti.


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