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[2026-06-13] Red Contest @ CSA Intifada

10 Giugno 2026 ore 23:19

Red Contest

CSA Intifada - Via XXV Aprile, Ponte a Elsa
(sabato, 13 giugno 19:30)
Red Contest

Red Contest, al CSA Intifada di Empoli l'ultima semifinale: quattro artisti in gara per conquistare la finale

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Il conto alla rovescia è iniziato. Sabato 13 giugno il CSA Intifada di Empoli ospiterà l'ultima selezione della semifinale del Red Contest, il concorso musicale dedicato a band e cantautori che scrivono e interpretano musica originale in lingua italiana.

Una serata all'insegna della musica emergente, della partecipazione del pubblico e della valorizzazione di nuovi talenti, che decreterà chi accederà alla finalissima in programma l'11 luglio al Circolo ARCI Il Botteghino di La Rotta, nel comune di Pontedera.

Sul palco dell'Intifada si esibiranno quattro progetti musicali provenienti da esperienze e percorsi artistici differenti:

Amira Gamira.wav. Ego Nel Pagliaio, Masu Tere$kova

Gli artisti si contenderanno il passaggio all'ultimo atto della manifestazione davanti a una giuria di qualità e al pubblico presente, chiamato a svolgere un ruolo decisivo nella scelta dei finalisti. Uno degli aspetti caratteristici del Red Contest è proprio il coinvolgimento diretto degli spettatori. Durante la serata, infatti, a ogni consumazione effettuata al bar verrà consegnata una scheda di voto.

Perché il voto sia considerato valido sarà necessario indicare il nome di due artisti. Il risultato finale sarà determinato dalla combinazione dei voti del pubblico e delle valutazioni espresse dalla giuria di qualità.

Un sistema che punta a valorizzare sia il gradimento degli spettatori sia gli aspetti tecnici e artistici delle esibizioni.

L'appuntamento prenderà il via alle 19.30 con la cena organizzata negli spazi del centro sociale, mentre i concerti inizieranno alle ore 21.
L'ingresso sarà a offerta libera, permettendo a tutti di partecipare e sostenere l'iniziativa.
Il Red Contest rappresenta ormai una realtà consolidata nel panorama musicale indipendente toscano. Il concorso è aperto a band e cantautori che producono musica originale e scrivono testi in italiano, offrendo ai partecipanti importanti opportunità di crescita artistica e visibilità.

Tra i premi previsti per i vincitori figurano un'esperienza di registrazione audio-video presso l'Elfland Studio di Ponsacco, interviste e passaggi radiofonici su Punto Radio, oltre a numerose occasioni di esibizione in realtà sociali e politiche del territorio.

L'iniziativa è organizzata da Festa Rossa e dal Circolo ARCI Il Botteghino, con l'obiettivo di promuovere la musica originale e creare spazi di incontro tra artisti emergenti e pubblico.

Appuntamento all'11 luglio per la finaleLa serata del 13 giugno rappresenterà dunque l'ultimo passaggio prima dell'evento conclusivo del concorso. I vincitori delle semifinali si ritroveranno sabato 11 luglio al Circolo ARCI Il Botteghino di La Rotta per la finale del Red Contest 2026, dove verranno assegnati i premi e sarà proclamato il progetto musicale vincitore.

Per gli appassionati di musica indipendente e per chi desidera scoprire nuovi talenti della scena italiana, l'appuntamento del CSA Intifada si presenta come un'occasione da non perdere, tra concerti dal vivo, partecipazione attiva e la possibilità di contribuire direttamente alla scelta dei finalisti.

Modena ribelle. Contro lo sciacallaggio fascista e le intimidazioni di Stato

2 Giugno 2026 ore 18:00

La settimana tra il 16 e il 23 maggio ha visto la città di Modena trasformarsi in un terreno di scontro aperto tra il fango del razzismo di Stato e la risposta militante, autorganizzata e antifascista.

Sabato 16 maggio: la tragedia e l’attivazione della macchina reazionaria

Tutto ha inizio sabato 16 maggio. All’interno dello Spazio Sociale Libera è in corso un’assemblea per discutere l’autodifesa comunitaria contro i nuovi decreti sicurezza e la svolta autoritaria del governo Meloni. All’improvviso, la riunione viene interrotta da una notizia drammatica: un’auto a forte velocità ha travolto otto persone che stavano camminando in pieno centro, in una zona pedonale frequentata quotidianamente da ognuno di noi.

La macchina dello sciacallaggio razzista e securitario si attiva istantaneamente, non appena viene resa nota l’identità del guidatore: Salim El Koudri, trentunenne nato in Italia da genitori marocchini.

I professionisti dell’odio xenofobo si fiondano sulla tragedia per strumentalizzarla. Personaggi come Roberto Vannacci e Roberto Fiore piombano immediatamente a Modena per tenere comizi improvvisati, cercando di trasformare un dramma legato al disagio o alla fatalità in un manifesto d’odio permanente.

Questo odio xenofobo, viscerale e calcolato, non è un’anomalia: è lo strumento con cui il potere divide gli sfruttati, indicando un finto nemico per nascondere i veri responsabili della miseria sociale. Contro questa violenza verbale e antropologica, che deumanizza l’individuo in base alla sua origine, non chiediamo le ipocrite “politiche di inclusione” della sinistra istituzionale. L’inclusione di Stato è solo un’assimilazione forzata nelle logiche del capitale, un modo per rendere tollerabile lo sfruttamento purché normato. Noi non vogliamo essere inclusi in questo sistema violento; vogliamo distruggerlo attraverso la solidarietà internazionalista.

I giorni successivi: la caccia alle streghe e le intimidazioni all’avvocato

Nei giorni successivi al 16 maggio, il clima in città si fa ancora più pesante. La rabbia sociale viene scientificamente deviata dai media borghesi e dai fascisti contro un unico capro espiatorio. In questo scenario di caccia alle streghe si inseriscono le pesanti pressioni e le tutele negate alla difesa legale.

L’avvocato di Salim El Koudri, che è anche lo storico legale dello Spazio Sociale Libera, diventa il bersaglio di una campagna diffamatoria e intimidatoria senza precedenti. Non si è trattato solo di attacchi sui giornali o sui social, ma di vere e proprie pressioni politiche e minacce velate volte a isolare il legale e a colpire, attraverso di lui, l’intero tessuto politico della Modena antifascista e libertaria. Un tentativo di linciaggio che dimostra come, per lo Stato e i suoi servi, il “diritto alla difesa” sia solo un paravento ipocrita, pronto a saltare non appena un caso tocca gli interessi della propaganda razzista e dell’ordine costituito.

Di fronte a questa provocazione reazionaria, la parte autoorganizzata e antifascista della città non è rimasta a guardare, rispondendo subito con la mobilitazione, un presidio immediato e la costruzione della piazza successiva.

Sabato 23 maggio: la risposta della Modena complice e solidale

Il culmine della mobilitazione si è raggiunto sabato 23 maggio, quando le strade di Modena sono state attraversate da un corteo antifascista determinato, autogestito e partecipato. Centinaia di compagne, compagni, realtà studentesche, del sindacalismo di base e singole individualità si sono date appuntamento per respingere l’odio neofascista e le logiche securitarie dello Stato che lo spalleggiano.

A differenza di chi si limita alla sterile retorica delle celebrazioni istituzionali, la piazza ha voluto ricordare che l’antifascismo a Modena ha radici profonde, che affondano nella storica e mai sopita tradizione anarchica del territorio. Dalle barricate del passato alle lotte operaie, Modena ricorda i suoi figli libertari che hanno sempre combattuto il fascismo non in nome di una legalità borghese, ma per l’emancipazione totale delle oppresse e degli oppressi.

“La risposta della Modena complice e solidale è stata chiara,” dichiarano le realtà libertarie e antifasciste promotrici. “Il fascismo e l’odio xenofobo non si combattono delegando alle istituzioni, firmando patti per l’inclusione o difendendo carte costituzionali troppo spesso tradite dal potere. Si combattono con l’organizzazione dal basso, la vigilanza militante, il mutuo soccorso e l’azione diretta nelle strade. Di fronte alla violenza strutturale di chi propone confini, espulsioni e gabbie, noi rispondiamo con il rifiuto di ogni autorità.”

La mobilitazione si è svolta in un clima di forte compattezza e fermezza, dimostrando che la memoria della resistenza anarchica e comunarda non è un cimelio da museo, ma uno strumento vivo per bloccare ogni rigurgito nostalgico e autoritario.

Nessuno spazio al fascismo, al razzismo, ai loro servitori e a chi usa l’intimidazione per tappare la bocca ai compagni. La lotta continua nelle strade, ogni giorno.

Colby Lia. USI Modena

 

 

 

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IN PIAZZA PER FRANCO SERANTINI

7 Maggio 2026 ore 11:09
7 MAGGIO 1972 – 7 MAGGIO 2026 A Cinquantaquattro anni dall’assassinio del compagno Franco Serantini “ANARCHICO VENTENNE COLPITO A MORTE DALLA POLIZIA MENTRE SI OPPONEVA AD UN COMIZIO FASCISTA” GIOVEDÌ 7 MAGGIO ORE 18 IN PIAZZA SERANTINI (S. Silvestro)

Liberiamoci dal fascismo!

25 Aprile 2026 ore 08:12
Liberiamoci dal fascismo! La liberazione la possiamo ottenere solo con l’azione diretta, agendo in prima persona. La vittoria dei NO al referendum non ha fermato la manovra autoritaria e guerrafondaia del governo fascista. Le opposizioni parlamentari non hanno voluto approfondire la crisi della maggioranza e hanno mantenuto un immobilismo che ha fatto sostanzialmente il gioco […]
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