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Come nasce la musica classica: viaggio nel Festival Verbier dove il backstage (e le lezioni delle star) si trasforma in spettacolo

16 Agosto 2026 ore 19:16

A Verbier il talento ha ancora bisogno di andare a piedi. Lo si vede nelle strade in salita del paese, a 1.500 metri sulle Alpi svizzere: custodie di violino, violoncelli, leggii, spartiti sotto il braccio. Giovani musicisti arrivati da tutto il mondo si dirigono alle prove mentre, a pochi metri, passano gli interpreti che il pubblico è venuto ad ascoltare. Per due settimane, nella seconda metà di luglio, questo villaggio alpino diventa il punto d’incontro fra grandi protagonisti della musica classica e musicisti ancora in formazione. Nato nel 1994 e giunto quest’anno alla 33ª edizione, il Verbier Festival riunisce nomi come Martha Argerich, Evgeny Kissin, András Schiff, Esa-Pekka Salonen, Simon Rattle, Daniel Harding, Khatia Buniatishvili, Joshua Bell e Leonidas Kavakos. Ma la sua particolarità non sta soltanto nell’elenco delle celebrità. Sta nella possibilità, rara, di guardare ciò che normalmente il concerto nasconde. È il lavoro della Verbier Festival Academy, il programma di formazione dedicato a giovani solisti, cantanti, strumentisti ed ensemble. Le masterclass, aperte al pubblico, riguardano diverse discipline: dal pianoforte agli archi, dalla musica da camera al canto. Non sono dunque un contorno didattico: fanno parte dell’esperienza del Festival.

Una parola, un gesto, un respiro: la costruzione di un’interpretazione

Ed è qui che Verbier diventa particolarmente interessante. Perchè una masterclass è una sorta di radiografia dell’interpretazione. Al Cinéma di Verbier, il baritono tedesco Thomas Quasthoff lavora con i giovani cantanti dell’Atelier Lyrique. Ascolta una frase, interrompe, corregge. Una parola tedesca è pronunciata male, un gesto è superfluo, un respiro può cambiare la direzione di una frase. Si riprova. Il punto non è soltanto cantare nel modo giusto. È capire che cosa trasforma una frase corretta in un’interpretazione convincente. Nel concerto quella distanza viene cancellata: il pubblico riceve il risultato. Nella masterclass, invece, vede l’interpretazione mentre è ancora una possibilità. Potrebbe essere così. Oppure così. Proviamo ancora. È quasi il contrario di un film montato: il film mostra una scelta, la masterclass mostra il momento in cui la scelta non è ancora stata fatta. Uno scrittore può lavorare a lungo su una pagina senza che il lettore assista al processo; un regista può girare dieci volte la stessa scena e conservarne una sola versione. Il musicista, invece, appartiene a una tradizione nella quale la prova, la lezione e la ripetizione possono diventare pubbliche senza smettere di essere lavoro.

Il backstage diventa spettacolo

La masterclass diventa così un backstage trasformato in spettacolo. Ma il processo non finisce con la lezione. I giovani cantanti dell’Atelier Lyrique tornano il giorno dopo sul palco dell’Église, la chiesa di Verbier da 430 posti utilizzata per recital e musica da camera. Ognuno porta un’aria d’opera. Alla fine, il gruppo si ricompone in Libiamo ne’ lieti calici dalla Traviata: Alfredo, Violetta e gli altri a formare il coro. Il giorno prima si era osservato il singolo interprete alle prese con il proprio problema; il giorno dopo lo si vede dentro un insieme. Non è un dettaglio. L’opera è una delle arti più radicalmente collettive che esistano: la voce ha bisogno dell’altra voce, del coro, dell’orchestra, del direttore. Il talento, per diventare teatro musicale, deve imparare ad ascoltare gli altri. Quel Libiam mostra così qualcosa che la retorica sul “giovane talento” tende a dimenticare: l’eccellenza non è soltanto individuale. È anche trasmissione e comunità.

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Il concerto: il punto visibile di un percorso

La stessa filiera si vede nelle orchestre. La Verbier Festival Orchestra riunisce 98 giovani musicisti dai 18 ai 28 anni e li sottopone a settimane di prove e coaching con professionisti affermati. Quando Daniel Harding, direttore britannico fra i protagonisti della scena internazionale, sale sul podio con loro e con Joshua Bell, violinista americano fra i più celebri della sua generazione, il concerto diventa anche il punto visibile di un percorso. Il programma del 23 luglio accostava il Concerto per violino e orchestra op.66 di Thomas De Hartmann, alcuni estratti da Fiddler on the Roof di Bock e Harnick e la Seconda Sinfonia di Rachmaninov: tre mondi lontani che un’orchestra giovane deve imparare a tenere insieme. La sera successiva, la Verbier Festival Chamber Orchestra, che quest’anno celebra vent’anni, portava in scena, sotto la direzione di Simon Rattle, la Sinfonia n. 38 «Praga» di Mozart e Il castello di Barbablù di Bela Bartók, con i cantanti Magdalena Kožená e Gerald Finley. Ebbene, la VFO rappresenta il capitolo successivo della stessa storia: musicisti passati attraverso il sistema formativo dell’orchestra di Verbier e oggi in organico nelle maggiori orchestre internazionali. Prima l’apprendistato, poi il mestiere. Non è una metafora: è una struttura.

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Arie di Opera © Lauren Pasche

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Masterclass al Festival Verbier

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Marta Argerich, Magdalena Kožená © Anne du Chastel

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Khatia Buniatishvili © Anne du Chastel

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Orchestra del Festival Verbier @ Lucien Grandjean

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Musicians © Fancesca_sagramoso

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Vasily Petrenko © Lauren Pasche

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Festival Verbier - Concert inaugural ©Anne du Chastel

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Musicians © AgnieszkaBiolik

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Orchestra del Festival Verbier @ Lucien Grandjean

E poi ci sono le star. Khatia Buniatishvili, pianista georgiana dalla forte personalità interpretativa, riempie la Salle des Combins, la grande sala principale del Festival da quasi 1.500 posti, con un programma che attraversa Satie, Chopin, Bach, Schubert, Couperin e Liszt fino alla Rapsodia ungherese n. 2 nella trascrizione di Horowitz e Buniatishvili. Alla più raccolta Église, il pianista giapponese Nobuyuki Tsujii affronta Grieg, Chopin, Debussy e Čajkovskij. Tsujii è cieco dalla nascita, ma durante l’emozionante concerto la sua biografia finisce dove deve finire: fuori dalla musica. Non è la disabilità a spiegare l’interprete: è il lavoro attraverso cui un interprete costruisce il proprio rapporto con una partitura. Nella stessa chiesa, il noto violinista greco Leonidas Kavakos e il pianista giapponese Mao Fujita, ventisettenne, affrontano Mozart, Brahms e Schubert. Qui il virtuosismo conta meno dell’ascolto reciproco: il duo non è la somma di due solisti, ma la costruzione di un terzo organismo musicale. Alla fine del recital rimane soprattutto l’intesa fra due musicisti, non la distanza anagrafica o gerarchica fra un maestro affermato e un giovane interprete. È questo il punto che il concerto, da solo, tende a nascondere: l’interpretazione è sempre un dialogo fra ciò che è stato imparato e ciò che deve ancora essere deciso. Ecco, questi sono concerti molto diversi dalle masterclass. Eppure parlano della stessa cosa. Sul palco non si vedono più le domande: si vedono le risposte. Ma le risposte non sono definitive. Mozart non cambia, eppure cambia il modo in cui può essere ascoltato. La partitura rimane la stessa; ogni interprete deve nuovamente decidere come trasformarla in suono. La musica classica è un’arte singolare: si fonda sulla ripetizione e, proprio attraverso la ripetizione, produce differenza. Ogni esecuzione deve ricominciare da capo.

Anche ciò che accade fuori dalle sale da concerto del Festival conferma questa idea. La sezione “Unlimited” porta la musica tra le strade e gli spazi pubblici di Verbier, e mette insieme jazz, elettronica, hip-hop, dj set e show multidisciplinari in location informali. Al Cinéma, il quintetto jazz guidato dal trombettista svizzero-libanese Shems Bendali accompagna dal vivo Ascenseur pour l’échafaud, mentre il film di Louis Malle scorre sullo schermo e le musiche di Miles Davis (quest’anno il centenario dalla nascita) vengono rielaborate nel momento stesso dell’esecuzione. Qui la musica mostra il proprio lato fisico: qualcuno sta facendo qualcosa, qui e ora. Non un oggetto da contemplare, ma un’azione.

La qualità non arriva tutta insieme ma per tentativi (e attraverso gli altri)

È qui che Verbier permette di porre una domanda più ampia senza trasformarsi in una lezione sulla “superiorità” della musica classica. Perché siamo così abituati a vedere le cose quando sono finite? La cultura contemporanea ha perfezionato la propria capacità di eliminare dal campo visivo tutto ciò che precede il risultato: bozze, prove, esitazioni, fallimenti. Vediamo il romanzo in libreria, il film montato, l’artista quando è già diventato artista. La musica classica conserva invece una stranezza: l’opera non è mai completamente separabile dall’interprete che la ricrea. Fra i segni scritti da un compositore e il suono che arriva all’ascoltatore c’è sempre qualcuno che deve scegliere: il tempo, il peso di una frase, un respiro, un accento, un rapporto fra le voci. È lì che l’interpretazione prende forma. E la masterclass rende pubblico proprio quel territorio. Forse il suo interesse non sta nel permettere di capire “come si canta” o “come si suona”, ma nel mostrare una cosa molto più rara: che la qualità non arriva tutta insieme. Arriva per tentativi, correzioni e soprattutto attraverso gli altri.

A Verbier dunque, il risultato e il processo stanno nello stesso spazio: il grande concerto e la prova, la star e l’allievo, l’applauso e ciò che lo precede. È questa convivenza, più ancora dell’elenco delle celebrità, a rendere il Festival un luogo da scoprire. Le Alpi fanno da sfondo. I giovani continuano a camminare per le strade con gli strumenti in spalla. E tra un concerto e una masterclass si può ancora vedere una cosa che l’applauso normalmente cancella: non il talento quando è già arrivato, ma il lavoro che lo porta fin lì.

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Nella foto in alto | Il direttore d’orchestra Vasily Petrenko (© Lauren Pasche) e alcuni musicisti della Festival Verbier Orchestra (© Silvia Laurent)

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Bacco e Arianna nello spazio interstellare, luci e ombre

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Patrizia Laquidara: «Tra scritto e musica racconto le radici e il presente»

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“Mascagni Night” apre il Festival: lunedì 17 agosto Lungomare di Antignano

14 Agosto 2026 ore 14:47

Dopo le anteprime ed aver animato nelle scorse settimane centri storici della provincia, il Mascagni Festival 2026 apre ufficialmente la sua programmazione nella città natale del compositore livornese, con uno dei suoi appuntamenti più attesi e seguiti: il “Mascagni night”, una suggestiva passeggiata musicale che lunedì 17 agosto, a partire dalle ore 21.30 tornerà ad illuminare il lungomare di Antignano attraverso sei distinte postazioni che si avvarranno della collaborazione del Conservatorio P. Mascagni di Livorno e per questa prima serata della Compagnia tempo libero di Arci Livorno. “Si tratta di uno dei luoghi più iconici legati alla memoria di Mascagni – esordisce il Direttore artistico del Festival Marco Voleri – proprio lì, a pochi passi dalla frequentatissima scalinata affacciata sul mare, il musicista livornese visse e lavorò per molti anni componendovi alcune delle sue opere più famose. In oltre un chilometro di passeggiata, abbiamo racchiuso un itinerario sonoro che attraversa il Novecento come spazio plurale di linguaggi, estetiche e memorie di cui cercheremo di restituirne la ricchezza espressiva attraverso una fruizione coinvolgente, dalla dimensione cameristica alle suggestioni del teatro musicale, dalle contaminazioni jazzistiche alla leggerezza sofisticata dell’intrattenimento vocale. Lo faremo attraverso alcuni degli artisti che ci hanno accompagnato nel lavoro condotto in questi mesi con la Mascagni Academy e con i giovani musicisti del Conservatorio Mascagni che cureranno ben la metà dei luoghi d’ascolto. Non ultimo – conclude Voleri – l’apporto avuto da Arci Livorno nell’ambito del progetto Teatro e Carcere della Regione Toscana in collaborazione con la Casa circondariale di Livorno, che caratterizzerà la seconda delle postazioni con un originale proposta dove la presenza della parola, evocata nella dimensione del reading, introdurrà una riflessione ulteriore sul valore della memoria e sulla costruzione del racconto artistico, ponendo la figura di Mascagni in una prospettiva umana oltre che storica”.

Così costeggiando il mare, partendo dal parco pubblico ai lati dell’Hotel Universal e passando accanto a luoghi noti come la Scalinata, le spiagge delle Tamerici, Calalonga e della Ballerina, si potranno apprezzare brani strumentali e vocali, che dopo la prima esecuzione (ore 21.30 per le postazioni dispari e 21.45 per quelle pari) saranno replicati dopo un breve intervallo (ogni spettacolo ha la durata di 50 minuti circa); la partecipazione è libera.

Partendo dalla prima postazione, sul lato destro dell’Hotel Universal, si potrà ascoltare il Duo di chitarreNiccolò Chiaramonti e Michelangelo Salvini del Conservatorio Mascagnicon musiche di F. Sor, Á. Company, G. Mirto; nei pressi, la seconda postazione (spiaggia del Biscottino), con “Le Verità nascoste” per la regia di Francesca Ricci,con Lara Gallo e Nicola Gufoni voci Narranti, Yan Ruobing mezzosoprano e Massimo Salotti al pianoforte. Alla scalinata di Antignano la terza postazione con “Vocal swing anni ’40 -‘50”e protagoniste le Kali SistersElena Caligiuri mezzosoprano, Elena Fasola contralto, Stefania Balzano soprano, Manuel Bariani (chitarra), Vito Zeno (contrabbasso); alle Tamerici la quarta postazione ancora a cura del Conservatorio con il Gruppo jazz In Times Trio formato da Stefano Gregori (chitarra), Simone Pesi (contrabbasso), Tommaso Panicucci (batteria) che eseguiranno musiche di K. Jarrett, S. Rivers, P. Metheny, M. Davis, C. Parker, J. Henderson, J. Van-Heusen. Vicino alla Spiaggia di Calalonga, la quinta postazione ancora con gli allievi del Mascagni in una formazione di Trio Sax formato da Chiara Gaspari, Leonardo Carbone e Flavia Giampietro che si produrranno inmusiche di M. Yoshihiro, A. Piazzolla, P. Desmono, E. Morricone. L’ultima postazione nei pressi della Spiaggia della Ballerina con “Due Voci, una Luna – Fauré, Debussy, Dvořák, Rachmaninov” con i soprani Maria Escoto e Ilaria Casai, con Arianna Presepi al pianoforte.

Per questa edizione del Mascagni Festival, il “Mascagni night” raddoppia: martedì 18 agosto, sempre dalle ore 21.30 sul lungomare di Antignano ci sarà una seconda serata con artisti e programmi diversi.

Tutte le notizie su mascagnifestival.it e goldoniteatro.it

Livorno Music festival: il cartellone completo della sedicesima edizione

14 Agosto 2026 ore 09:33

Presso la Sala Ferretti della Fortezza Vecchia di Livorno, l’Associazione Amici della Musica di Livorno ha presentato il cartellone dettagliato dei concerti della Sedicesima Edizione del Livorno Music Festival and Summer Academy, realizzata con il sostegno del Comune di Livorno, di Fondazione Livorno e del Conservatorio Statale di Musica “P. Mascagni”, e con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Toscana, e dell’Autorità di Sistema Portuale MTS.
Il Festival si avvale inoltre della collaborazione di 28 partner tra cui Fondazione Piaggio, Fondazione Livorno Arte e Cultura, Rotary Club Livorno, ISIS Niccolini Palli, Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, Contempoartensemble, Ente Musicale e Culturale Filarmonica “G. Puccini” di Suvereto, I Concerti della Pieve, Associazione Teatro dell’Aglio, Circolo Amici dell’Opera “Galliano Masini”, con il patrocinio della Provincia di Livorno, con il Patrocinio e la collaborazione dei Comuni e delle Pro Loco di Piombino, Rio e Capraia Isola. Si ringraziano inoltre Gianni Cuccuini, il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo e Menicagli Pianoforti. Media Partner: QN La Nazione e Wayap-Scorpio.

Dal 10 agosto all’8 settembre 2026, la 16ma edizione del Livorno Music Festival and Summer Academy, organizzata dall’Associazione Amici della Musica di Livorno, con il sostegno e la collaborazione di 28 partner, si svolge in 18 suggestive location della città di Livorno con appuntamenti anche a Suvereto, a Campiglia Marittima, a Pontedera e nei Porti Marittimi di Rio Marina, Piombino e Capraia Isola. I 3 concerti nei porti, si sono appena svolti come una sorta di “Anteprima Festival” e sono una novità dalla scorsa edizione con l’aggiunta, quest’anno, di Piombino. Una nuova missione di Livorno Music Festival fortemente voluta dall’Autorità di Sistema Portuale MTS insieme all’Associazione Amici della Musica di Livorno, di portare la musica anche nei porti marittimi della Provincia di Livorno, luoghi di scambio e d’incontro tra persone, di partenze e di arrivi, con ingresso gratuito aperti a tutti.

Il Festival si inserisce in un’ottica di valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di incrementare il turismo culturale, favorire la fruizione di luoghi storici e paesaggistici, da parte delle comunità locali e contribuire alla rigenerazione del patrimonio culturale e ambientale attraverso l’integrazione tra spettacolo dal vivo e il contesto artistico e naturale offrendo al pubblico un’esperienza immersiva, dove la musica si fonde con la storia e l’ambiente.

Protagonisti oltre 250 artisti tra i quali 70 artisti di fama internazionale, 116 giovani talenti provenienti da 30 Paesi, un’orchestra di 15 sassofonisti, l’Orchestra del Conservatorio Mascagni con il suo direttore, ospite del Festival e composta da 50 strumentisti tra i migliori allievi dell’istituzione con il supporto di alcuni docenti, e due gruppi ospiti: il quartetto jazz “Ruben Chaviano Joystrings” e l’ensemble strumentale “Il Rossignolo” famoso nel mondo per essere specializzato nel repertorio barocco e preclassico su strumenti originali e nella prassi esecutiva storicamente informata.

Questa è la formula del Festival: passare il testimone tra generazioni di musicisti non solo durante le lezioni in aula, ma attraverso il confronto diretto sul palcoscenico, spazio che così diventa un aggregatore di esperienze diverse, di modi per forza differenti di intendere la musica, che tuttavia, con la discussione e lo scambio di idee durante le prove, devono arrivare ad armonizzarsi in una visione comune. Illustri i nomi degli artisti: solisti di vasta carriera internazionale, prime parti di grandi orchestre europee, didatti provenienti dalle maggiori accademie del continente.
Il cartellone presenta 30 concerti, quasi tutti produzioni originali create appositamente, il programma contiene una forte concentrazione di repertori da camera, cardine della condivisione musicale che sta a cuore al Festival, spaziando nei repertori classici di tutti i tempi con i brani più rappresentativi e i più famosi autori entrati nell’olimpo della storia della musica, l’attenzione verso il melodramma, la musica dal vivo per il grande schermo, la musica popolare, la contemporanea, il tango, il klezmer, il minimalismo, l’improvvisazione, il Jazz, con la presenza di programmi innovativi caratterizzati dalla contaminazione dei generi (jazz, pop, rock) e di eventi a carattere multidisciplinare. Non mancano anche quest’anno gli omaggi alle importanti ricorrenze: San Francesco d’Assisi, Giuseppe Verdi, Benjamin Britten e György Ligeti, rispettivamente 800, 125, 50 e 20 anni dalla loro scomparsa.

I biglietti dei concerti si possono acquistare sul luogo del concerto negli orari precedenti all’inizio dello spettacolo come da informazioni specifiche a seconda della location presenti sul nostro sito e anche in prevendita online su Vivaticket e nei punti vendita della città segnalati, tutto sempre sul sito del festival.

Parallelamente ai concerti, 30 corsi di alto perfezionamento strumentale e interpretazione musicale, che si svolgono prevalentemente e storicamente al Conservatorio Mascagni e in Fortezza Vecchia, ma da 4 anni anche in Fondazione Livorno, tenuti da 35 docenti internazionali, che accolgono quest’anno 307 giovani italiani e stranieri selezionati su oltre 500 candidature. Dei 307, sono 116 gli allievi che sono stati scelti per esibirsi nei concerti del Festival, dando vita a una vera “bottega della musica internazionale” dove formazione, produzione e creatività artistica convivono in un dialogo generazionale unico in Italia.

Le parole del direttore artistico Vittorio Ceccanti: «Insieme al Presidente Fabio Matteucci, a nome dell’Associazione Amici della Musica di Livorno, sono felice di presentare il cartellone dei concerti della sedicesima edizione del Livorno Music Festival. Si tratta di numeri imponenti per il nostro settore, accompagnati da un insieme di caratteristiche che rendono la manifestazione competitiva ai più alti livelli internazionali.
Il punteggio ottenuto per la qualità artistica dell’evento, nel bando ministeriale per il triennio 2025/2027, confermato quest’anno, tra i più alti tra i 130 Festival storici italiani ammessi a contributo, e la crescente notorietà internazionale, che porta in città oltre 300 giovani talenti di altissimo livello musicale e tecnico, spesso con le loro famiglie, provenienti da 30 Paesi del mondo, dalle Americhe al Giappone, ne sono la prova.
La qualità, la ricchezza e la varietà del programma e degli artisti, l’attenzione dedicata alle opportunità per le nuove generazioni, la scelta accurata dei numerosi e straordinari spazi offerti da città e provincia di Livorno per ospitare i concerti in un’ottica di valorizzazione del territorio, insieme alla fittissima rete di partner coinvolti negli anni, rappresentano una crescita costante e significativa della manifestazione. Una grande famiglia livornese che, unita, può ambire a traguardi ancora più alti per la nostra comunità e per i giovani.»
RELAZIONE ARTISTICA DETTAGLIATA
I 30 concerti del Livorno Music Festival 2026

1–3. SUONI SENZA CONFINI da Vivaldi a Morricone – CECCANTI / BATTISTON
10, 11, 12 agosto ore 21:30 | Rio Marina, Piombino, Capraia Isola
Tre serate dedicate al viaggio musicale “da Vivaldi a Morricone”, con il violoncello di Vittorio Ceccanti e la fisarmonica di Ivano Battiston. Un percorso che attraversa Dowland, Bach, Schubert, Schumann, Čajkovskij, Verdi, Piazzolla e Morricone, in un dialogo intimo tra antico e moderno, classico e popolare, sacro e cinematografico. Un progetto identitario del Festival, capace di portare la grande musica nei porti dell’Arcipelago Toscano. In collaborazione con i Comuni e le Pro Loco di Piombino, Rio e Capraia Isola.

  1. BAGLINI PLAYS JARRETT
    15 agosto ore 21:00 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Maurizio Baglini rende omaggio al leggendario Köln Concert di Keith Jarrett, “l’album per pianoforte solo jazz più venduto della storia”. Un omaggio che diventa rito collettivo: improvvisazione, lirismo e meditazione si intrecciano in un flusso sonoro che trascende i generi, trasformando la Fortezza Vecchia in un tempio del suono contemporaneo.
  2. JAZZ FUSION tradizione e presente – RUBEN CHAVIANO “JOYSTRINGS”
    16 agosto ore 21:00 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Un’esplosione di energia tra jazz, rock, fusion e scrittura contemporanea. Il violinista cubano Ruben Chaviano guida un ensemble che attraversa Shorter, Zappa, Ponty e composizioni originali, in un concerto che incarna lo spirito di contaminazione del Festival.
  3. BEETHOVEN Integrale dei Trii (parte III) – BERMAN / CECCANTI / PARK
    17 agosto ore 21:30 | Suvereto, Chiostro di San Francesco
    Pavel Berman, Vittorio Ceccanti e Chong Park proseguono l’integrale dei Trii beethoveniani con le Variazioni op.44, le Variazioni “Kakadu” e il Trio op.1 n.2. Un appuntamento di altissimo profilo cameristico in uno dei luoghi più suggestivi della Val di Cornia, in coproduzione con l’Ente Puccini di Suvereto.
  4. NOCTURNAL – LORENZO MICHELI
    18 agosto ore 21:00 | Livorno, Cripta della Chiesa di San Jacopo in Acquaviva
    Un viaggio nella chitarra dal barocco al Novecento, con pagine di Castelnuovo-Tedesco, Corelli, Sanz, Roncalli, Rebay, Britten e brani originali dello stesso Micheli. Accanto a lui, i giovani chitarristi del LMF.
  5. SOUNDWAVES – MANCO / MELONI / CARLINI
    19 agosto ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Un laboratorio sonoro che unisce repertorio classico, contemporaneo e popolare. Tra Clarke, Webster, Connesson, Debussy, Gaubert, Donizetti, Telemann e Ravel, il concerto culmina con l’ensemble di flauti del LMF, simbolo del dialogo generazionale del Festival.
  6. FOLLIA – SEROVA / PARK / BARONTINI
    20 agosto ore 21:00 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Un programma virtuosistico che attraversa Corelli, Clementi, Chopin, Schumann e Rachmaninov, con la viola di Anna Serova e il pianoforte di Chong Park e Caterina Barontini, insieme a un numeroso gruppo di giovani talenti del LMF.
  7. ŠOSTAKÓVIČ E PROKOF’EV – SEROVA / HONG
    21 agosto ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Un’immersione nel Novecento russo con la Sonata op.40 di Šostakóvič, la Sonata op.28 di Prokof’ev e il Quintetto op.57, affiancati dalla Fantasia op.54 di Bowen. Un concerto che unisce rigore, drammaticità e tensione emotiva.
  8. FOLK SONGS da Busseto alle Highlands – CUSTER / COGNETTA
    22 agosto ore 21:00 | Livorno, Grand Hotel Palazzo
    Un viaggio “da Busseto alle Highlands” attraverso Verdi, Britten e Purcell. La voce di Manuela Custer e il pianoforte di Anna Cognetta guidano un percorso che intreccia tradizioni popolari, lirismo e ironia, insieme alle giovani voci del LMF.
  9. TRA SOGNO E VIRTUOSISMO – INGRID FLITER
    23 agosto ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Un recital interamente dedicato a Chopin, con Notturni, Mazurke e la monumentale Sonata op.58. Ingrid Fliter, una delle interpreti chopiniane più poetiche e luminose della scena internazionale, conduce il pubblico in un viaggio interiore attraverso alcune delle pagine più intime e visionarie del compositore e pianista polacco.
  10. MUSICA ANTICA su strumenti originali – IL ROSSIGNOLO
    24 agosto ore 18:00 | Campiglia Marittima, Pieve di San Giovanni
    Il Rossignolo, uno dei più autorevoli ensemble italiani specializzati in prassi storicamente informata, propone un viaggio nella musica strumentale del primo Settecento, eseguita su strumenti originali e con un’attenzione filologica che restituisce colori, equilibri e trasparenze dell’epoca con musiche di Telemann, Vivaldi, Bodinus e repertorio anonimo barocco. Un concerto che restituisce al pubblico la sonorità autentica del Settecento europeo, in collaborazione con I Concerti della Pieve.
  11. LIVEMOVEMENT – ANTON DRESSLER
    25 agosto ore 21:00 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Un’esperienza immersiva di clarinetto e live electronics: “il suono si espande, si moltiplica e si trasforma”. Dressler costruisce un percorso in continua metamorfosi, tra tango, klezmer, minimalismo e improvvisazione.
  12. DIVERTIMENTI – NAVARRA / RICCUCCI / DIECI
    26 agosto ore 21:00 | Livorno, Biblioteca dei Bottini dell’Olio
    Un mosaico c cameristico che attraversa Weiss, Bach, Bartók, Villa‑Lobos, Brouwer, Castelnuovo‑Tedesco, Poulenc e Borne. Un concerto che mette in dialogo flauto, clarinetto, chitarra e pianoforte con gli artisti Alberto Navarra, Giovanni Riccucci e Andrea Dieci e i giovani del LMF.
  13. ROMANTICO – DELJAVAN / CECCANTI
    27 agosto ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Un omaggio al Romanticismo con Schumann, Piatigorsky e Brahms. La profondità interpretativa di Alessandro Deljavan incontra il violoncello di Vittorio Ceccanti e un gruppo di giovani talenti.
  14. DIALOGO ANGELICO – MORZENTI / TARANTINO
    28 agosto ore 21:00 | Livorno, Grand Hotel Palazzo
    Un programma che unisce Petrassi, Janáček, Ligeti, Chopin, Liszt, Debussy e Martin. Un concerto che alterna virtuosismo, modernità e poesia, con un forte coinvolgimento dei giovani pianisti e flautisti del Festival e la flautista Alice Morzenti.
  15. SOUVENIR DE FLORENCE – RIZZI / ROSSI / JANKOVIC
    29 agosto ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    La serata si apre con il Duo K.424 di Wolfgang Amadeus Mozart per violino e viola e culmina con il monumentale Souvenir de Florence op.70 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, sestetto d’archi di rara intensità emotiva: un’opera che alterna slancio lirico, virtuosismo collettivo e un irresistibile finale di energia danzante, ispirato ai colori e alle suggestioni della città toscana che tanto affascinò il compositore. Un grande appuntamento cameristico con tre maestri internazionali come Marco Rizzi, Danilo Rossi, Xenia Jankovic e quattro giovani talenti.
  16. MUSICA PER IL CANTICO DELLE CREATURE – FEDERICO GARDELLA
    30 agosto ore 17:00 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Il concerto celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi attraverso un ciclo di prime assolute ispirate al Cantico delle Creature. Tredici compositori – giovani, affermati, provenienti da percorsi estetici differenti con la direzione musicale di Federico Gardella – offrono la loro voce a un testo che continua a parlare al presente con forza spirituale, poetica e civile. Ogni brano è un frammento di un’unica grande lauda moderna, un omaggio alla natura, alla fragilità umana e alla meraviglia del creato.
  17. LA MAGIA DELL’OPERA – CIOFI / COGNETTA
    30 agosto ore 21:00 | Livorno, Circolo Galliano Masini
    Un omaggio alla grande tradizione lirica europea con Patrizia Ciofi, affiancata da giovani cantanti del LMF. In collaborazione con il Circolo Musicale Amici dell’Opera “Galliano Masini”.
  18. TRAME SONORE – BELTRAMINI / MALIBOSHKA / GUASTINI
    1 settembre ore 21:00 | Livorno, Grand Hotel Palazzo
    Un concerto con musiche di Mendelssohn, Ysaÿe, Ravel, Händel, Gershwin e Horovitz che mette in dialogo virtuosismo, eleganza e brillantezza timbrica e che attraversa due secoli di musica, mettendo al centro il clarinetto e il violino in tutte le loro possibilità espressive.
  19. POEMA DELL’ESTASI – LOUIS LORTIE
    2 settembre ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Un viaggio sonoro che attraversa i territori più visionari del primo Novecento, mettendo in dialogo la raffinatezza di Maurice Ravel e l’estasi mistica di Aleksandr Skrjabin. Un programma che alterna trasparenze impressioniste, vertigini virtuosistiche e slanci trascendenti, affidato alla sensibilità poetica di Louis Lortie, interprete di riferimento mondiale del repertorio francese, affiancato da tre giovani pianisti del Festival.
  20. ROMA > BUENOS AIRES da Morricone a Piazzolla – MONDELCI / VANNI / SAX ORCHESTRA
    3 settembre ore 21:00 | Livorno, Mercato Centrale
    Due mondi – Roma e Buenos Aires – uniti dal filo rosso della melodia, del ritmo e della forza evocativa del sax. Un percorso che intreccia cinema, jazz, tango e tradizione popolare, trasformando la serata in una festa sonora ricca di colori e suggestioni. Sotto la guida carismatica di Federico Mondelci, il sassofono di Marco Vanni e la LMF Saxophone Orchestra e i suoi 15 giovani interpreti, trasformano il concerto in un viaggio sonoro che attraversa continenti, epoche e stili, mantenendo sempre al centro il fascino inconfondibile del sax.
  21. SINFONIA EROICA – CABASSI / LORTIE
    4 settembre ore 21:00 | Pontedera, Museo Piaggio
    Beethoven e Smetana per due pianoforti a otto mani, con Davide Cabassi, Louis Lortie e un grande ensemble pianistico del LMF, una sfida tecnica e interpretativa di rara intensità, in coproduzione con la Fondazione Piaggio.
  22. L’ARTE DEL CONCERTO – BELKIN / SBAFFI / ORCHESTRA CONSERVATORIO MASCAGNI
    5 settembre ore 21:00 | Livorno, Teatro Goldoni
    Gli straordinari concerti K.219 per violino e K.488 per pianoforte di Mozart e il celebre concerto per violino in sol minore di Bruch con il grande violinista di fama mondiale Boris Belkin, 2 giovani solisti del LMF e l’Orchestra del Conservatorio Mascagni diretta da Lorenzo Sbaffi, un grande concerto sinfonico simbolo della missione di LMF frutto della sinergia tra i due migliori giovani talenti del Festival e i migliori studenti del Conservatorio della Città. In coproduzione con il Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni”.
  23. MUSICA PER L’ALBA
    6 settembre ore 6:00 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Il “tradizionale” concerto all’alba con Mozart, Schubert e Grieg, affidato ai giovani pianisti e al Duo Delé. Un’esperienza di ascolto sospesa tra luce, silenzio e poesia.
  24. SORPRESE MUSICALI
    6 settembre ore 18:30 | Livorno, Fortezza Vecchia
    Un concerto senza programma annunciato, dedicato alla scoperta e alla spontaneità interpretativa dei giovani talenti del LMF. Ogni brano diventa un dono, ogni artista una rivelazione.
  25. TRILLO DEL DIAVOLO – BINDERE / BERMAN / ZAMBRINI
    6 settembre ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Musiche di Schumann, Chopin, Tartini, Ravel e Paganini, un viaggio nel virtuosismo, nella tensione drammatica e nella poesia del repertorio romantico e novecentesco. Un programma che alterna introspezione pianistica, fuoco violinistico e dialoghi cameristici di grande intensità che vede protagonisti Eva Bindere, Pavel Berman, Livia Zambrini e i Giovani talenti del LMF.
  26. CHAMBER MUSIC – QUARTETTO KLIMT
    7 settembre ore 21:00 | Livorno, Grand Hotel Palazzo
    Un percorso cameristico tra Rachmaninov, Mahler, Schubert e Ries, quattro capolavori della musica da camera, affidati a tre ensemble emergenti e al Quartetto Klimt, quartetto di riferimento del festival. Un intreccio di stili, epoche e sensibilità che mette al centro il dialogo tra strumenti e la ricchezza del repertorio cameristico.
  27. BRAHMS E DVOŘÁK – QUARTETTO KLIMT
    8 settembre ore 21:00 | Livorno, Museo di Storia Naturale
    Il Festival si chiude con due capolavori della musica da camera tardo-romantica, la Sonata n.2 op.99 di Johannes Brahms per violoncello e pianoforte e il Quartetto n.2 op.87 di Antonín Dvořák, unendo profondità espressiva, calore timbrico e dialogo strumentale di rara intensità e che vede protagonisti ancora il Quartetto Klimt e due giovani talenti.

PROGRAMMA DETTAGLIATO CONCERTI 2026

CONCERTI N.1, 2 e 3
SUONI SENZA CONFINI da Vivaldi a Morricone
In collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale MTS e con i Comuni e le Pro Loco di Piombino, Rio e Capraia Isola
RIO MARINA – Terrazza degli Spiazzi
Lunedì 10 agosto ore 21:30
PIOMBINO – Stazione Marittima
Martedì 11 agosto ore 21:30
CAPRAIA ISOLA – Torre del Porto
Mercoledì 12 agosto ore 21:30

John Dowland Flow My Tears, Lacrimae
Antonio Vivaldi Sonata n.3 in la minore RV 43
Johann Sebastian Bach Arioso dalla Cantata BWV 156
Franz Schubert Der Leiermann
Franz Schubert Ständchen
Robert Schumann Träumerei op.15
Pëtr Il’ič Čajkovskij Valse Sentimental op.51 No.6
Giuseppe Verdi I Masnadieri – Preludio
Anonimo Ebraico Shlof Mein Kind
Astor Piazzolla Jacinto Chiclana
Astor Piazzolla Chiquilin de Bachin
Astor Piazzolla Jeanne y Paul
Ennio Morricone Marco Polo (Main Theme) 
Ennio Morricone Playing Love (da La Leggenda del Pianista sull’Oceano)

Vittorio Ceccanti, violoncello
Ivano Battiston, fisarmonica

CONCERTO N.4
BAGLINI PLAYS JARRETT
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Palco della Cisterna
Sabato 15 agosto ore 21:00

Maurizio Baglini rende omaggio a uno dei capisaldi assoluti della musica del Novecento: The Köln Concert di Keith Jarrett, registrato dal vivo nel 1975 e divenuto l’album per pianoforte solo jazz più venduto della storia.

Maurizio Baglini, pianoforte

CONCERTO N.5
JAZZ FUSION tradizione e presente
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Quadratura dei Pisani
Domenica 16 agosto ore 21:00

Ruben Chaviano Cary
Wayne Shorter Tom Thumb
Jean-Bernard Eisinger Starlight, Starbright
Frank Zappa Tewnty Small Cigars
Frank Zappa King Kong
Angelo Lazzeri Fave E Piselli
Jean-Luc Ponty Nostalgia In Time Square
Ruben Chaviano Green Mood
Alessandro Fabbri Domino
Guido Zorn Some Year After

RUBEN CHAVIANO “JOYSTRINGS”
Ruben Chaviano, violino elettrico
Angelo Lazzeri, chitarra elettrica
Guido Zorn, contrabbasso
Alessandro Fabbri, batteria

CONCERTO N.6
BEETHOVEN integrale dei trii parte III
In coproduzione con Ente Puccini di Suvereto
SUVERETO – Chiostro di San Francesco
Lunedì 17 agosto ore 21:30

Ludwig Van Beethoven
14 Variazioni su un tema originale in mi bemolle maggiore op.44 per pianoforte e archi
10 Variazioni in sol maggiore op.121a sul lied “Ich bin der Schneider Kakadu” di Wenzel Mülle per pianoforte e archi
Trio in sol maggiore op.1 n.2 per pianoforte e archi

Pavel Berman, violino

Vittorio Ceccanti, violoncello
Chong Park, pianoforte

CONCERTO N.7
NOCTURNAL
LIVORNO – Cripta della Chiesa di San Jacopo in Acquaviva
Martedì 18 agosto ore 21:00

Mario Castelnuovo-Tedesco dai 24 Caprichos De Goya op.195: XII. No hubo remedio per chitarra
Arcangelo Corelli Sonata op.2 n.1 per chitarra
Gaspar Sanz Instrucciones sobre la guitarra española per chitarra
Ludovico Roncalli Preludio e Passacaglia per chitarra
Santiago de Murcia Una Giga de Corelli
Mario Castelnuovo-Tedesco dai 24 Caprichos De Goya op.195: XX. Obsequio a el Maestro per chitarra
Ferdinand Rebay Variationen über eine Sarabande von Händel per due chitarre
Lorenzo Micheli The Book of Trees: Quaking Aspen, Oak Tree, Plains Cottonwood per chitarra
Benjamin Britten Nocturnal after John Dowland op.70 per chitarra

Lorenzo Micheli, chitarra barocca e chitarra
Giovani talenti del LMF 
Giovanni Masi, chitarra

CONCERTO N.8
SOUNDWAVES
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Mercoledì 19 agosto ore 21:00

Ian Clarke Maya per due flauti e pianoforte
Michael Webster Carmen Rhapsody per flauto, clarinetto e pianoforte
Guillaume Connesson Techno Parade per flauto, clarinetto e pianoforte
Gustav Schreck Sonata in mi bemolle maggiore op.9 per fagotto e pianoforte 
Claude Debussy Sonata in sol minore L148 versione per clarinetto e pianoforte
Philippe Gaubert Notturno e Allegro scherzando per flauto e pianoforte
Gaetano Donizetti Trio A.507 (18XX) per flauto, fagotto e pianoforte
Georg Philipp Telemann La Caccia Vivace (ma non troppo) per ensemble di flauti
Maurice Ravel Piece en forme de habanera per ensemble di flauti
Vittorio Monti Czardas per ensemble di flauti

Andrea Manco, flauto
Fabrizio Meloni, clarinetto
Paolo Carlini, fagotto
Aglaia Tarantino, Ivan Maliboshka, Matteo Bogazzi, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Saule Pavilionyte, Giorgio Baldazzi, Elena Bertoli, flauto
Francesca Bolognesi, clarinetto
Damiano Baldascini, fagotto
Ensemble di flauti del LMF
Stefaniia Lopukhina, Emma El Battawi, Vittoria Frigo, Emma Falleni, Livia Di Vita, Elisa Fantozzi, Simone Sgariboldi, Fresia Ricci, Odelia Ferrari

CONCERTO N.9
FOLLIA
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Cannoniera
Giovedì 20 agosto ore 21:00

Arcangelo Corelli La Follia trascrizione per quattro viole di Michael Kimber
Muzio Clementi Sonata op.16 in re maggiore “La Caccia” per pianoforte
Fryderyk Chopin Ballade n.1 in sol minore op.23 per pianoforte
Robert Schumann Adagio e Allegro op.70 per viola e pianoforte
Robert Schumann Fünf Stücke im Volkston op.102 per violoncello e pianoforte
Sergej Rachmaninov Trio élégiaque n.1 in sol minore per pianoforte e archi
Fritz Kreisler / Sergej Rachmaninov Liebesleid/Liebesfreude per pianoforte

Anna Serova, viola
Chong Park, pianoforte
Caterina Barontini, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Hayeon Lee, Lucrezia Liberati, Ilaria Cavalleri, pianoforte
Pierpaolo Rossi, Emanuele Gennari, Elisa Finadri, viola
Myriam Urbini, violoncello
Trio Helike
Andrea Di Cecca, pianoforte
Valeria Vecerina, violino
Emanuele Rigamonti, violoncello

CONCERTO N.10
ŠOSTAKÓVIČ e PROKOF’EV
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Venerdì 21 agosto ore 21:00

Dmítrij Šostakóvič Sonata in re minore op.40 per violoncello e pianoforte
Sergej Prokof’ev Sonata n.3 in la minore op.28 per pianoforte
York Bowen Fantasia op.54 per viola e pianoforte
Dmítrij Šostakóvič Quintetto in sol minore op.57 per pianoforte e archi

Anna Serova, viola
Yekyung Hong, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Klara-Justine Heil, violino
Duccio Dalpiaz, violoncello
Juyoung Jang, Leonardo Ruggiero, pianoforte
Trio Helike
Andrea Di Cecca, pianoforte
Valeria Vecerina, violino
Emanuele Rigamonti, violoncello

CONCERTO N.11
FOLK SONGS da Busseto alle Highlands
LIVORNO – Grand Hotel Palazzo
Sabato 22 agosto ore 21:00

Giuseppe Verdi Il brigidino; La zingara; Brindisi (II versione)
Benjamin Britten Fileuse; Il est quelc’un sur terre
Henry Purcell realizzazione di Benjamin Britten Sweeter than roses; Music for a while
Giuseppe Verdi Lo spazzacamino; Il poveretto; Ave Maria
Benjamin Britten Sweet Polly Oliver; Soldier, won’t’ you marry me?; The Deaf Women’s Courtship
Benjamin Britten The Salley Gardens (Irish tune); Greensleeves; The last rose of summer; Oh Waly, Waly; There’s none to soothe (scottish); At the mid hour of night; The Holly and the Ivy
Giuseppe Verdi Stornello

Manuela Custer, voce
Anna Cognetta, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Maria Grazia Aschei, soprano
Gabriela Gómez e Cecilia Vanessa Aguayo Diaz, mezzosoprano
Franko Gustavo Argandona, controtenore

CONCERTO N.12
TRA SOGNO E VIRTUOSISMO
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Domenica 23 agosto ore 21:00

Fryderyk Chopin
Mazurka in fa diesis minore op.6 n.1
Notturno in do diesis minore op.27 n.1
Mazurka in do diesis minore op.50 n.3
Mazurka in fa diesis minore op.59 n.3
Notturno in fa diesis minore op.48 n.2
Sonata n.3 in si minore op.58

Ingrid Fliter, pianoforte

CONCERTO N.13
MUSICA ANTICA su strumenti originali
In collaborazione con I Concerti della Pieve
CAMPIGLIA MARITTIMA – Pieve di San Giovanni
Lunedì 24 agosto ore 18:00

Georg Philipp Telemann Quatuor TWV 43:G 2, violino, flauto traversiere, oboe e fondamento Musique de Table, Premiere Production
Anonimo Concerto pour flûte à bec, flûte traversière, violon et basse continue
Sebastian Bodinus Musicalische Divertissiments – Sonata à quadro n.1 – Flûte Traversier, Flûte A bec, Violin et Basse chifree
Antonio Vivaldi Concerto RV107 per flauto, oboe, violino, violoncello e basso
Georg Philipp Telemann Quatuor, (Concerto) TWV 43:a 3, pour Flûte A bec, Traversier, violon et basse continue

Il Rossignolo
Martino Noferi, flauto dolce / oboe
Marica Testi, traversiere
Florian Deuter, violino
Ottaviano Tenerani, clavicembalo

CONCERTO N.14
LIVEMOVEMENT
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Quadratura dei Pisani
Martedì 25 agosto ore 21:00

Un’esperienza immersiva in cui il suono si espande, si moltiplica e si trasforma grazie all’incontro tra clarinetto solo e live electronics. Un percorso sonoro in continua metamorfosi: un flusso che unisce improvvisazione, tecnologia, ritmo e poesia.
La suite – articolata in una sequenza di quadri come prelude, inventango, waltz, somecare, mourn, vox populi, klezmerabend, inner triumph, raga – attraversa mondi diversi: dal tango alla musica klezmer, dal minimalismo a momenti di pura improvvisazione.
Il clarinetto, filtrato, campionato e stratificato in tempo reale, diventa un’orchestra di voci: respiri, echi, pulsazioni, linee melodiche che si rincorrono e si sovrappongono, creando un paesaggio sonoro che nasce e si evolve davanti al pubblico.

Anton Dressler, clarinetto e live electronics

CONCERTO N.15
DIVERTIMENTI
LIVORNO – Biblioteca dei Bottini dell’Olio
Mercoledì 26 agosto ore 21:00

Sylvius Leopold Weiss Tombeau sur la mort de M. Comte de Logy per chitarra
Johann Sebastian Bach Trio Sonata in sol maggiore BWV 1039 per due flauti e continuo
Béla Bartók Sei Danze Popolari Rumene trascrizione per flauto e chitarra
Heitor Villa Lobos Preludio n.1 per chitarra 
Leo Brouwer Danza Caracteristica per chitarra
Mario Castelnuovo-Tedesco Sonatina op.205 per flauto e chitarra
Francis Poulenc Sonata FP184 per clarinetto e pianoforte
François Borne Fantaisie brillante sur “Carmen” per flauto e pianoforte

Alberto Navarra, flauto
Giovanni Riccucci, clarinetto
Andrea Dieci, chitarra
Aglaia Tarantino, Ivan Maliboshka, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Annachiara Aiello Blasi, flauto
Matteo Magaraci, Alberto De Matteis, chitarra

CONCERTO N.16
ROMANTICO
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Giovedì 27 agosto ore 21:00

Robert Schumann Tre Romanze op.94 per clarinetto e pianoforte
Gregor Piatigorsky Variazioni su un Tema di Paganini per violoncello e pianoforte
Johannes Brahms Sonata n.3 in re minore op.108 per violino e pianoforte
Johannes Brahms Sonata n.1 in mi minore op.38 per violoncello e pianoforte

Alessandro Deljavan, pianoforte
Vittorio Ceccanti, violoncello
Giovani talenti del LMF
Anne Sophie Luong, violino
Anna Cicchino, violoncello
Tommaso Torrigiani Malaspina, clarinetto
Daklen Difato, pianoforte

CONCERTO N.17
DIALOGO ANGELICO
LIVORNO – Grand Hotel Palazzo
Venerdì 28 agosto ore 21:00

Goffredo Petrassi Dialogo Angelico per due flauti
Leoš Janáček Sonata 1. X. 1905 per pianoforte
György Ligeti Studio n.4 “Fanfares” Libro I per pianoforte
Fryderyk Chopin Rondò à La Mazur” in fa maggiore op.5 per pianoforte
Fryderyk Chopin Scherzo n.4 in mi maggiore op.54 per pianoforte
Franz Liszt Studio Trascendentale S.139 n.12 in si bemolle minore “Chasse-neige” per pianoforte 
Claude Debussy Petite Suite trascrizione per due flauti e pianoforte
Frank Martin Ballade per flauto e pianoforte 

Alice Morzenti, flauto
Aglaia Tarantino, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Marta Gentile, Francesco Zangheri, flauto
Miruna Duca, Chiara Di Francesco, Gianluca Piretti, Raffaello Giannini, pianoforte

CONCERTO N.18
SOUVENIR DE FLORENCE
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Sabato 29 agosto ore 21:00

Wolfgang Amadeus Mozart Duo si bemolle maggiore K.424 per violino e viola
Pëtr Il’ič Čajkovskij Souvenir de Florence in re minore op.70 per sestetto d’archi

Marco Rizzi, violino
Danilo Rossi, viola
Xenia Jankovic, violoncello
Giovani talenti del LMF
Joaquin Hernando Cabello, Anais Gilson, violino
Giulia Guardenti, viola
Hannah Bauer, violoncello

CONCERTO N.19
MUSICA PER IL CANTICO DELLE CREATURE
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Cannoniera
Domenica 30 agosto ore 17:00

Shan Ye One Voice per flauto violoncello e pianoforte
Andrea Di Gangi Don’t be afraid per clarinetto
Diego Tripodi La leggenda di Frate Lupo per violoncello e pianoforte
Paolo Cipollini (Premio LMF 2023) Vivere da stranieri per flauto
Cristina Maria Noli Allumini per clarinetto, violoncello e pianoforte
Giovanni Godio Spiragli per flauto e pianoforte
Paolo Bargna In nihilum per violoncello
Andrea Mastropasqua (Premio LMF 2024) Nodi per flauto e clarinetto
Federico Gardella Adagio di bravura per pianoforte
Jing Cheng Thing-Speech I per flauto, clarinetto e violoncello
Cyril Molesti Ce qui demeure per pianoforte
Cecilia Astori Genesi del sensibile per clarinetto basso e violoncello
Simone Zappalà cANTico per flauto, violoncello e pianoforte

Federico Gardella, coordinatore musicale 
Simone Librale, pianoforte
Lorenzo Commisso, flauti
Cosimo Profita, clarinetti
Lavinia Golfarini, violoncello

CONCERTO N.20
LA MAGIA DELL’OPERA…
In collaborazione con Circolo Musicale Amici dell’Opera “Galliano Masini”
LIVORNO – Circolo musicale Galliano Masini
Domenica 30 agosto ore 21:00

Omaggio alla grande tradizione lirica europea, attraverso alcune delle pagine più amate e sorprendenti del repertorio vocale. Un viaggio che attraversa tre secoli di musica con musiche di Purcell, Lalo, Mozart, Massenet, Donizetti, Verdi, Puccini, Mascagni

Patrizia Ciofi, soprano
Anna Cognetta, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Maria Anelli, Vittorio Cocchi, Yuanyuan Gong, Marzac Soline, Rosa Cacace, Yu Su, Anna Cimmarrusti, voci

CONCERTO N.21
TRAME SONORE
LIVORNO – Grand Hotel Palazzo
Martedì 1 settembre ore 21:00

Felix Mendelssohn Konzertstücke n.1 in fa minore per due clarinetti e pianoforte
Felix Mendelssohn Konzertstücke n.2 in re minore per due clarinetti e pianoforte
Eugène Ysaÿe Sonata n.3 in re minore op. 27/3 “Ballade” per violino solo 
George Enescu Ménétrier per violino solo 
Maurice Ravel Tzigane rapsodia in re maggiore op.72 per violino e pianoforte
Eugène Ysaÿe Ysaÿe Caprice d’apès l’Étude en forme de valse de Saint-Saëns per violino e pianoforte 
Georg Friedrich Händel Ankunft der König von Saba (L’arrivo della regina di Saba) per quartetto di clarinetti 
George Gershwin Un americano a Parigi per clarinetto e quartetto di clarinetti 
Joseph Horovitz Sonatina per clarinetto e pianoforte

Paolo Beltramini, clarinetto
Ivan Maliboshka, Giovanni Guastini, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Grigor Budaghyan, Nana Ebata, Tommaso Gragnoli, Stefania Della Cagna, clarinetto
Andrey Roszyk, Alfredo Reyes Logounova, violino

CONCERTO N.22
POEMA DELL’ESTASI
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Mercoledì 2 settembre ore 21:00

Maurice Ravel Introduction et Allegro trascrizione originale per due pianoforti
Maurice Ravel Valses nobles et sentimentales per pianoforte
Maurice Ravel La Valse per pianoforte
Aleksandr Skrjabin Sonata n.5 op.53 per pianoforte
Aleksandr Skrjabin Le Poème de l’extase op.54 trascrizione di Léon Conus per due pianoforti con interventi di tromba

Louis Lortie, pianoforte 
Giovani talenti del LMF
Alessio Ciprietti, Jacopo Crippa, Ario Sgroi, pianoforte
Giovani talenti del Conservatorio Mascagni
Zeno Carletti, tromba

CONCERTO N.23
• ROMA > BUENOS AIRES da Morricone a Piazzolla
LIVORNO – Mercato Centrale
Giovedì 3 settembre ore 21:00

Ennio Morricone Film Suite: Song for Elena da “Nuovo Cinema Paradiso”; Sean Sean da “Giù la testa”; C’era una volta il West (Main Theme); Il Buono il Brutto il Cattivo (Main Theme); La Leggenda del pianista sull’oceano; Miserere e Gabriel’s oboe da Mission; L’Estasi dell’oro da “Il Buono, il Brutto, il Cattivo”.
Michele Mangani Omaggio a Riz Ortolani
George Gershwin American Suite: The Man I Love; Sweet And Low Down; Summertime; I Got Rhythm.
Sammy Nestico Hay Burner
Gianni Iorio Sagra d’Estate
Johannes Brahms Danza Ungherese n.5
Astor Piazzolla Libertango, Escualo
Roberto Molinelli Tango Club

Federico Mondelci, direttore e sassofono solista
Marco Vanni, sassofono
LMF Saxophone Orchestra
Sara Greco, Gerardo Cervasio, Aurora Gaggioli, Emma Nucci, Ilaria Cascinelli, Elisa Ferrilli, Gabriele Roscio, Denise Giada Potestio, Emilia Tesi, Luca Tarizzo, Sara Rosati, Livia Sorbera, Giuseppe Cavone, Corrado Pammolli, Jed Dunlop

CONCERTO N.24
SINFONIA EROICA
In coproduzione con Fondazione Piaggio
PONTEDERA – Auditorium del Museo Piaggio
Venerdì 4 settembre ore 21:00

Ludwig van Beethoven Leonora Overture n.3 op.72b trascrizione per due pianoforti a otto mani di Gustav Rösler
Bedřich Smetana Sonata per due pianoforti a otto mani
Ludwig van Beethoven Sinfonia n.3 op.55 “Eroica” trascrizione per due pianoforti a otto mani di Theodor Kirchner

Davide Cabassi, pianoforte
Louis Lortie, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Valerie Wellington, Sara De Santis, Linda Pirato, Giorgia Muscarà, Martina Barbaliscia, Riccardo Beduschi, Matteo Di Bella, Mattia Mirenghi, Alex Moriseni, Emanuele Savron, pianoforte

CONCERTO N.25
L’ARTE DEL CONCERTO
In coproduzione con Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni”
LIVORNO – Teatro Goldoni
Sabato 5 settembre ore 21:00

Wolfgang Amadeus Mozart Concerto n.23 in la maggiore K.488 per pianoforte e orchestra
Wolfgang Amadeus Mozart Concerto n.5 in la maggiore K.219 per violino e orchestra
Max Bruch Concerto n.1 in sol minore op.26 per violino e orchestra

Boris Belkin, violino
Giovani solisti del LMF
Fabio Di Gennaro, pianoforte
Cécile Vonderwahl, violino
Orchestra del Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni”
Lorenzo Sbaffi, direttore

CONCERTO N.26
MUSICA PER L’ALBA
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Piazzale Cosimo
Domenica 6 settembre ore 6:00

Wolfgang Amadeus Mozart Sonata n.21 in mi minore K.304 per violino e pianoforte
Franz Schubert Fantasia in fa minore op.103 D.940 per pianoforte a quattro mani
Edvard Grieg Quattro Danze Norvegesi per pianoforte a quattro mani

Giovani talenti del LMF
Valerie Wellington, Giorgia Muscarà, Claudia Zanatta, Francesco Bregnocchi, pianoforte
Duo Delé
Ginevra Gambacciani, violino
Giorgio Barni, pianoforte

CONCERTO N.27
SORPRESE MUSICALI
LIVORNO – Fortezza Vecchia, Sala Ferretti
Domenica 6 settembre ore 18:30

Nel cuore della Fortezza Vecchia, la musica si presenta come un incontro inatteso, un gesto di meraviglia che sboccia senza preavviso. Sorprese musicali è un concerto costruito sul fascino dell’imprevisto: nessun programma annunciato, nessun elenco di interpreti, solo l’attesa di ciò che accadrà.
In questo spazio sospeso, i Giovani talenti del LMF intrecciano presente e futuro, dando vita a un percorso di capolavori cameristici scelti per essere scoperti sul momento. Ogni brano diventa un dono, ogni artista una rivelazione: un invito ad ascoltare con curiosità, lasciandosi guidare dalla bellezza che emerge, improvvisa e luminosa.
Un’esperienza di emozione pura, dove la musica si fa sorpresa, intimità e magia condivisa.

Giovani talenti del LMF

CONCERTO N.28
TRILLO DEL DIAVOLO
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Domenica 6 settembre ore 21:00

Robert Schumann Drei Fantasiestücke op.111 per pianoforte
Fryderyk Chopin Polacca Fantasia op.61 per pianoforte
Giuseppe Tartini Sonata in sol minore B g5 Trillo del diavolo per violino e pianoforte
Maurice Ravel Sonata n.2 in sol maggiore per violino e pianoforte
Maurice Ravel Tzigane rapsodia in re maggiore op.72 per violino e pianoforte
Niccolò Paganini La Campanella trascrizione di Fritz Kreisler per violino e pianoforte

Eva Bindere, violino
Pavel Berman, violino
Livia Zambrini, pianoforte
Giovani talenti del LMF
Sara De Santis, Martina Barbaliscia, pianoforte
Eleonora Sofia Podestà, violino

CONCERTO N.29
CHAMBER MUSIC
LIVORNO – Grand Hotel Palazzo
Lunedì 7 settembre ore 21:00

Sergej Rachmaninov Trio Elegiaco n.1 in sol minore per pianoforte, violino e violoncello
Gustav Mahler Quartettsatz in la minore per pianoforte, violino, viola e violoncello
Franz Schubert Sonatensatz D.28 in si bemolle maggiore per pianoforte, violino e violoncello
Ferdinand Ries Quartetto n.1 op.13 per pianoforte, violino, viola e violoncello

Quartetto Klimt
Matteo Fossi, pianoforte
Duccio Ceccanti, violino
Margherita Di Giovanni, viola
Jacopo di Tonno, violoncello
Giovani talenti del LMF
Trio Mantegna
Alessandro Lunghi, pianoforte
Eleonora Sofia Podestà, violino
Francesco Abatangelo, violoncello
Quartetto Oires
Mario Cuva, pianoforte
Federico Rovagnati, violino
Niccolò Corsaro, viola
Giulio Rondoni, violoncello
Trio Benedetti Buccheri Bussola
Gabriele Buccheri, pianoforte
Lucrezia Maria Bussola, violino
Daniele Benedetti, violoncello

CONCERTO N.30
BRAHMS e DVOŘÁK
LIVORNO – Museo di Storia Naturale
Martedì 8 settembre ore 21:00

Johannes Brahms Sonata n.2 op.99 per violoncello e pianoforte
Antonín Dvořák Quartetto n.2 op.87 per pianoforte, violino, viola e violoncello

Quartetto Klimt
Matteo Fossi, pianoforte
Duccio Ceccanti, violino
Margherita Di Giovanni, viola
Jacopo di Tonno, violoncello
Giovani talenti del LMF
Myriam Urbini, violoncello
Sara De Santis, pianoforte

INFORMAZIONI E BIGLIETTI PER I CONCERTI

BIGLIETTI
€ 12,00: posto unico non numerato a sedere per tutti i concerti (acquistabile anche online);
€ 12,00: concerto al Teatro Goldoni posto unico numerato (acquistabile anche online);
€ 1,50: ridotto artisti e studenti del LMF (non acquistabile online);
Ingresso gratuito senza prenotazione: concerti a Piombino, Capraia Isola e all’Isola d’Elba;
Under 12 e persone con disabilità: ingresso gratuito con prenotazione per tutti i concerti (non acquistabile online).

Pacchetti concerti a scelta (acquistabile anche online):
€ 50,00: 5 concerti
€ 70,00: 8 concerti

Per gli eventi in Fortezza Vecchia e al Mercato Centrale con l’acquisto del biglietto del concerto possibilità di:


  • apericena a € 12,00 dalle ore 19:30 al Bar Fortezza (per i concerti serali). 
- colazione a € 3,00 al Bar Fortezza (dopo il Concerto all’Alba).
  • “pasta party con bevuta” a € 12,00 dalle ore 19:30 all’interno del Mercato Centrale prenotabile direttamente all’Osteria alle Vettovaglie (prenotazione necessaria al tel. +39 347 7487020).

MODALITÀ DI ACQUISTO E ORARI
I BIGLIETTI sono acquistabili:

  • online su Vivaticket in prevendita (fino all’orario di inizio concerto) link: https://www.vivaticket.com/it/tour/livorno-music-festival/3832
  • presso i punti vendita Vivaticket
    in tutta Italia al link: https://shop.vivaticket.com/ita/ricercapv
  • tramite call center Vivaticket 892.234 (numero a pagamento)
  • il giorno stesso nel luogo dell’evento:
    Dalle ore 20:00 per i concerti a: Museo di Storia Naturale, Grand Hotel Palazzo, Bottini dell’Olio, Cripta Chiesa San Jacopo in Acquaviva, Circolo Galliano Masini, Museo Piaggio di Pontedera;
    Dalle ore 19:30 per i concerti in Fortezza Vecchia delle ore 21:00 e al Mercato Centrale;
    Dalle ore 18:00 per i concerti a Suvereto e al Teatro Goldoni.
    Dalle ore 5:30 per il concerto all’Alba in Fortezza Vecchia (6 settembre ore 6:00);
    Da un’ora prima per i concerti a Campiglia Marittima e i pomeridiani in Fortezza Vecchia del 30 agosto e del 6 settembre;

Informazioni: Email: promozionelivornomusicfestival@gmail.com – Whatsapp, SMS, Tel +39 328 4799974.

Per i biglietti a € 1,50, per Under 12 e per persone con disabilità (non acquistabili online) è necessario effettuare la prenotazione via e-mail a promozionelivornomusicfestival@gmail.com oppure tramite messaggio Whatsapp o SMS al numero +39 328 4799974 scrivendo nome e cognome, recapito telefonico, e-mail e numero dei partecipanti.

PUNTI VENDITA VIVATICKET LIVORNO (su vivaticket.com mappa punti vendita in tutta Italia)‍
Tabaccheria Busti via Giovanni Salvestri 96, Livorno 
Bar…celona via Piemonte 40, Livorno 
Centro Servizi di Michele Diana (Punto SNAI) viale della Libertà 18, Livorno 
Il Tabaccaio di Piazza Roma via Roma 133, Livorno 
Tabaccheria Picciurro corso Amedeo 80, Livorno 
Cisternone Tabacchi piazza del Cisternone 2, Livorno 
Livorno Store via Cogorano 6/8, Livorno
Tabaccheria Morlacchi borgo dei Cappuccini 15, Livorno
Tabaccheria Amaranto via grande 25, Livorno

INFORMAZIONI UTILI
I concerti in Fortezza Vecchia e il concerto a Suvereto, previsti “all’aperto”, in caso di maltempo si svolgeranno nei locali al loro interno.
I concerti al Museo di Storia Naturale si svolgeranno in Sala del Mare.
Per tutte le informazioni ed eventuali aggiornamenti, vi invitiamo a visitare il sito www.livornomusicfestival.com


LUOGHI DEI CONCERTI
Fortezza Vecchia Piazzale dei Marmi, 57126 Livorno

Museo di Storia Naturale del Mediterraneo Via Roma n.234, 57127 Livorno
Teatro Goldoni Via Enrico Mayer n.57, 57125 Livorno
Grand Hotel Palazzo Viale Italia n.195, 57127 Livorno
Mercato Centrale Scali Aurelio Saffi n.27, 57123 Livorno
Biblioteca dei Bottini dell’Olio Piazza del Luogo Pio n.19, 57123 Livorno
Cripta della Chiesa di San Jacopo in Acquaviva Piazza S. Jacopo in Acquaviva, 57127 Livorno
Circolo Musicale Galliano Masini Piazza Manin n.8, 57126 Livorno
Chiostro di San Francesco a Suvereto Piazza della Cisterna n.12, 57028 Suvereto (LI)
Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima SP20, 5, 57021 Campiglia Marittima (LI)
Museo Piaggio di Pontedera Via Rinaldo Piaggio n.7, 56025 Pontedera (PI)
Stazione Marittima di Piombino piazzale Premuda, Piombino (LI)
Porto di Capraia Isola 43°03′00.18″N 9°50′15.23″E
Isola d’Elba, Rio Marina Terrazza degli Spiazzi (LI)

Villa Trossi: venerdì 14 agosto il rock’n’roll degli Hound Dogs rimembrando Elvis Presley

14 Agosto 2026 ore 09:19

Un trio di musicisti di vecchia data, il rock’n’roll degli anni ’50, ’60 e ’70 e un motto: “Balla, come se non ci fosse un domani!”. Per la sera che accompagna verso il Ferragosto 2026 Estate a Villa Trossi chiama sul palco gli Hound Dogs, formazione livornese che propone una esilarante miscela di brani in salsa rock’n’roll e country made in Usa. L’appuntamento è per venerdì 14 agosto, ore 21.30, a Villa Trossi Uberti, per questo nuovo evento in seno al festival promosso dalla Fondazione d’Arte Trossi-Uberti e ideato dall’Associazione Pietro Napoli.

Massimi Giovacchini al basso e alla voce, Alessio Masoni alla chitarra e ai cori, Alessandro Brilli alla batteria: ecco i nomi dei componenti della band nata a inizio 2026, tutti musicisti di un certo livello che hanno sposato l’idea di rendere omaggio a intramontabili artisti come Elvis Presley, Little Richard, Carl Perkins e altri. Una vera e proprio rock’n’roll night trascinerà il pubblico in un vortice di musica tutta da cantare e, perché no, da ballare. Brani come Jailhouse rock di Elvis, Blue Suede Shoes di Perkins, Rip It Up di Little Richard, ma anche altri come Proud Mary o Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival rendono praticamente impossibile stare fermi mentre si ascoltano, e allora sarà bello vedere il pubblico accompagnare il repertorio proposto dagli Hound Dogs. Componimenti brevi, come usava allora, per una scaletta ricca di hit e non solo, pescando soprattutto dagli anni ’50 e ’60 ma sforando in qualche caso anche nella decade successiva.

La traduzione letterale di Hound Dogs, il nome scelto dal trio capitanato da Massimo Giovacchini, è “cani da caccia” e infatti il profilo di un cane spicca in primo piano, con sotto la bandiera a stelle e strisce americana, nel simbolo della band, che con questo nome vuole soprattutto rendere omaggio alla canzone Hound Dog di Elvis Presley, principale riferimento per questa formazione in virtù della grande importanza che ha rivestito nella storia del rock and roll. Genere esploso tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50, ha segnato un’epoca caratterizzata a livello storico dall’uscita del secondo conflitto mondiale, con l’annessa voglia di ripartire e tornare a sorridere, voltare pagina e gettare le basi per nuove esperienze. Per la musica e l’arte è stato un periodo ricco di ispirazione, per certi versi magico.

Gli Hound Dogs, che saliranno per la prima volta sul palco di Villa Trossi, proveranno a ricreare proprio quell’atmosfera magica, trascinando il pubblico in un salto indietro nel tempo per vivere le sensazioni di allora attraverso una musica evergreen che, peraltro, si sposa bene con l’estate e i concerti all’aperto. Tra una canzone e l’altra ci sarà spazio per aneddoti e curiosità, perché agli Hound Dogs piace contestualizzare e dare riferimenti sulla musica che propongono, ma soprattutto a loro piace l’interazione con il pubblico, per un connubio di note e divertimento.

Twenty Days of Summer. Cinque+cinque canzoni per sopravvivere al caldo

10 Agosto 2026 ore 09:48
Come ogni anno, LPLC si prende qualche settimana di vacanza e saluta lettrici e lettori con una doppia playlist estiva (cinque canzoni italiane scelte da Massimo Gezzi più cinque internazionali scelte da Italo Testa, tutte uscite nei primi mesi del 2026). Buone vacanze e buona vita. Ci ritroviamo, come sempre, alla fine di agosto. Playlist …

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Burn, Planet, Burn

1 Agosto 2026 ore 08:03
    playlist di Elisabetta Stella     Austra, Gaia (Future Politics, 2017) Midlake, Acts of Man (The Courage Of Others, 2009)   Randy Newman, Burn On (Sail Away, 1972)   Neil Young, After the Gold Rush (After the Gold Rush, 1970)   Moby, Like a Motherless Child (More Fast Songs About the Apocalypse, 2017) …

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Un pubblico meraviglioso di Andrea Lai

31 Luglio 2026 ore 08:08

L’ umore del pubblico di un evento a volte riesce a riflettere quello di chi lo ha organizzato o creato. Quando a monte ci sono passione, cura, ricerca e affiatamento ‒ al netto di qualche divergenza ‒, chi gode del frutto prodotto dal mix di questi elementi, a sua volta può generare un’atmosfera per lo più positiva. Non è una combinazione scontata, ma può avvenire.

Leggendo Un pubblico meraviglioso. Dj, centri sociali e club culture (1996 – 2006) (2026) saggio-memoir incentrato sul racconto di una serata di musica elettronica entrata nella storia di Roma (e non solo), la sensazione è che spesso ci sia stata questa consonanza. Perché a emergere, prima di tutto, è il legame tra le due persone che hanno dato vita alla serata: Andrea Lai (1969) e Riccardo Petitti (1963-2014). Il primo è l’autore del libro, nel 2004 eletto da BBC Radio 1 tra i dj più influenti della scena breakbeat internazionale. Il secondo, dal racconto, appare per un breve periodo come suo mentore (del resto per un under 30 sei anni di più pesano), ma poi, per molto più tempo, diventa senza dubbio il suo socio-amico, prima dell’improvvisa scomparsa. Lai e Petitti hanno animato i venerdì sera di Roma a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila e il loro rapporto, prima di tutto vissuto su uno scambio di vedute, pensieri e bagagli culturali (non solo musicali), si è presto trasformato in complementarità, forgiando Agatha ‒ questo il nome della serata.

Lai racconta bene il contesto sociale, utile a decifrare il successo di questa esperienza. Perché Agatha ha preso piede mentre imperversava il filone mediatico delle “stragi del sabato sera”, quelle in cui gli incidenti in macchina che causavano le morti di alcuni giovani erano automaticamente associati al legame tra le “nuove” droghe sintetiche, l’alcool e la musica elettronica (ai tempi specialmente la techno). Oggi gli incidenti stradali costituiscono la prima causa di mortalità giovanile, ma da molti anni non si sente più fare questo collegamento, o quanto meno è sporadico, probabilmente perché si è sviluppata una maggiore confidenza con la musica elettronica da dancefloor, all’epoca svilita da molti.

Ciò detto, Agatha non ha trovato residenza in un club il cui unico scopo era il profitto, ma al Brancaleone, uno dei tanti centri sociali attivi all’epoca, i posti “più cool delle notti italiane”, i “più ambiti dove passare le notti del weekend”, scriveva Maria Rosaria Spadaccino su L’espresso a novembre del 1999. Ecco, la natura del luogo è fondamentale, perché prima di tutto ha permesso al prezzo di ingresso alla serata di restare basso, poi alla selezione musicale di andare ben oltre hit e ritmi immediati (martellanti o a cassa dritta, che dir si voglia), anzi di scavare nelle scatole nascoste sotto i banconi dei negozi di dischi londinesi, piene di rarità in edizione limitata di cui il duo andava a caccia. Insomma, anche impegnandosi, era difficile includere nel filone mediatico delle “stragi del sabato sera” una realtà simile, in più sensi una concreta alternativa alle discoteche commerciali e di cui si sentiva il bisogno, a giudicare dalla risposta del pubblico.

Anche impegnandosi, era difficile includere nel filone mediatico delle “stragi del sabato sera” una realtà simile, in più sensi una concreta alternativa alle discoteche commerciali e di cui si sentiva il bisogno, a giudicare dalla risposta del pubblico.
Tra i generi musicali proposti da questi due dj (nati usando il vinile in un’epoca in cui stare dietro a una consolle non faceva ancora diventare star) c’erano soprattutto drum and bass, jungle, trip-hop e big beat, tutti ritmi urbani vivi ma ‒ a parte l’ultimo citato ‒ anche spigolosi o con quel DNA plumbeo-inglese, tratti che non li rendevano sempre e comunque degli eccitanti istantanei: per lo più si trattava di sonorità con cui bisognava fare lo sforzo di entrare in sintonia. Petitti e Lai facevano una continua ricerca (fisica) di musica nuova, propedeutica alla loro selezione di qualità al passo con i tempi, e il pubblico aveva imparato in fretta a goderne, andando oltre gli umori che trasmetteva, perché, appunto, si era creato un feeling diffuso tra le parti in causa, tanto che ogni settimana i partecipanti alla serata erano tra i mille e i millecinquecento, a volte anche duemila. Leggendo il libro di Lai, le stesse persone che non hanno mai assistito a una serata di Agatha possono immaginare l’aria che si respirava, capire quanto fosse genuina e più pacifica rispetto all’esterno, non solo alle discoteche classiche.

Il racconto, in ogni caso, non vuole presentare questo appuntamento fisso per gli appassionati di musica come un’oasi di quiete e amore. Anzi, il titolo del libro nasce da un episodio spiacevole avvenuto durante una trasferta a Firenze, quando sul palco è piombata una bottiglia di vetro lanciata dal pubblico per protestare contro l’accensione delle luci e, dunque, l’imminente fine della musica. La location era la stazione Leopolda, non un centro sociale, quindi non poteva esserci lo stesso senso di “familiarità” e protezione che c’era al Brancaleone o nei posti “fratelli”. Ma Petitti sembrava aver introiettato il feeling generato da Agatha perché di fronte a questo pericoloso gesto di protesta non si è spaventato, anzi ha sentenziato ‒ senza dubbio anche con ironia ‒ che si trattava di “un pubblico meraviglioso”.

D’altronde il pubblico di Agatha, come specifica Lai scrivendo al presente, “è parte fondamentale di quello che facciamo. Può essere generoso e crudele, curioso e pigro, aggressivo e amorevole. Quel pubblico è la società, ma accelerata. È meraviglioso perché stupisce ma è anche prevedibile”. Da quella serata fiorentina in avanti, lo stesso Petitti ha deciso di chiudere ogni dj set ripetendo al microfono questa frase che dà il titolo al libro. Nelle sue parole c’era la consapevolezza che la violenza e la frustrazione potevano far parte del pacchetto ma, in lui, restava sempre una certa ammirazione verso chi andava ad ascoltare e ballare quella musica, e magari si lasciava andare a gesti istintivi, liberatori.

Alle spalle di questa serata che ha spinto in avanti la club culture italiana, ci sono state anche delle operazioni di marketing che hanno portato i “circoli più puristi” ‒ come scriveva il giornalista Luca Villoresi a ottobre del 2000 ‒ a definire il Brancaleone un “locale alla moda, con tanto di sponsor multinazionali”. D’altra parte, passati pochi mesi dalla pubblicazione di queste parole in un articolo della Repubblica, a Genova ci sarebbe stato il G8 e il movimento “no-global” aveva iniziato da tempo la sua guerra contro l’amoralità distruttiva e il violento cinismo delle multinazionali devote al capitalismo. Lai, all’epoca fresco reduce da un periodo di lavoro come marketing & promotion manager per due major discografiche, EMI e Sony, aveva una visione politica vicina ai centri sociali ma meno dogmatica, più pratica, e, senza vendere la loro creatura al miglior offerente, cercava di farla sostenere ‒ sempre in accordo con Petitti ‒ da realtà il più possibile consapevoli e vicini allo spirito di Agatha (dai marchi streetwear agli energy drink).

Leggendo il libro di Lai, le stesse persone che non hanno mai assistito a una serata di Agatha possono immaginare l’aria che si respirava, capire quanto fosse genuina e più pacifica rispetto all’esterno, non solo alle discoteche classiche.
Non a caso la serata aveva una comunicazione curata e creativa, a partire dal logo (presente anche sulla copertina del libro), che ha contribuito al suo successo. Ai tempi era un approccio più vicino a quello di realtà dell’Europa del nord, dove mettere a frutto la propria passione non era giudicato sempre e comunque un peccato. Aggiungere che Lai parla di Agatha come parte attiva del “contro-clubbing” e rivendichi l’adesione ‒ in quell’anno tanto sciagurato quanto cruciale che è stato il 2001 ‒ all’iniziativa Giradischi contro la guerra, dà la misura di come le sfumature abbiano avuto un peso in questa esperienza.

Un’esperienza di cui, naturalmente, viene raccontata anche la parabola discendente: per descriverla Lai tira in ballo La società dello spettacolo (1967) di Guy Debord. Perché “ogni gesto di rottura viene convertito in merce, ogni differenza in intrattenimento. Il denaro banalizza le idee e banalizza le persone. È la tensione dialettica della cultura sotto il capitale: prima viene catturata, poi sterilizzata, infine rivenduta in forma di intrattenimento da supermercato”. Agatha è finita nel 2006, poco dopo essere stata al centro di attenzioni che avrebbero voluto convertirla in merce.

Passati i tragici fatti del G8 di Genova, i centri sociali, rispetto agli anni Novanta, avevano perso un po’ di potere attrattivo, di capacità di coinvolgere con lo stesso entusiasmo di prima (per forza di cose affievolito dagli eventi). Forse anche per questo i responsabili del Brancaleone hanno voltato le spalle a Lai e Petitti: i ritmi urbani underground erano ancora piuttosto vivi ma le persone sempre più demoralizzate da un lungo e complesso conflitto internazionale. A conferma di entrambi i lati di questa medaglia, si assistette in quel periodo all’ascesa della dubstep, uno dei generi elettronici più oscuri e ruvidi mai prodotti.

Il libro di Lai è sia un sentito omaggio al suo socio-amico sia una fiera rivendicazione dell’importanza che ha avuto Agatha (ben ponderata, essendo passati venti anni dal suo epilogo). Inoltre, contiene un crepitio di riflessioni ‒ anche nate da confronti accesi tra i due ‒ che un po’ vanno ben oltre la musica e un po’ dicono che la stessa musica può allontanarsi radicalmente dal concetto di intrattenimento. Considerando che all’epoca raccontata nel libro è seguita quella delle “dj star” e, successivamente, quella delle/gli influencer basata tutta sui numeri che documentano le performance e, di conseguenza, attivano chi investe, si capisce ancora meglio l’utilità di un simile racconto.

La violenza e la frustrazione potevano far parte del pacchetto ma restava sempre una certa ammirazione verso chi andava ad ascoltare e ballare quella musica, e magari si lasciava andare a gesti istintivi, liberatori.
Questo non vuol dire che dopo Agatha e la stagione d’oro dell’oscura dubstep sia tutto finito, ma semplicemente che il sistema innescato dall’avvento dei social media e delle piattaforme di streaming ha, magari indirettamente, ostacolato molte realtà musicali stimolanti. Ciò che non performa viene ignorato, dunque viene da chiedersi: oggi i fratelli e le sorelle di Agatha sono messe nelle condizioni di avere gli stessi riscontri dell’epoca? Sicuramente le dinamiche per avere delle opportunità sono cambiate e le nuove generazioni sanno bene come affrontarle e sfruttarle.

Nell’ambito del clubbing bisognerebbe capire, però, se riescono a farlo come Lai e Petitti, senza adeguare la musica ai diktat delle tendenze, oggi decretate non più dai grandi network radiofonici ma dalle playlist editoriali. Di certo c’è chi continua a non allinearsi, ma i cambiamenti radicali di questi ultimi venti anni (soprattutto l’avvento dei social media e delle piattaforme streaming) non possono che avere un peso enorme su chi discende dall’albero genealogico in cui Agatha ha lasciato un segno.

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