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Soevis punta sulla consulenza per trasformare il cliente in un consumatore consapevole

14 Agosto 2026 ore 14:30

Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

SOEVIS – BRANDVOICE | PAID PROGRAM

“Il nostro obiettivo è offrire non solo un prodotto, ma anche un servizio”. Nelle parole di Domenico Ditto, fondatore e guida di Soevis – Società Energetica Italiana, c’è la sintesi di una visione aziendale orientata a ribaltare le logiche del settore energetico, sempre più caratterizzato da volatilità, offerte aggressive e competizione sul prezzo.

Logiche che troppo spesso sembrano ridurre tutto a una questione di tariffe e promozioni e che l’azienda non condivide; non del tutto, perlomeno. Tanto che sin dalle origini ha scelto una strada diversa: non limitarsi a vendere luce e gas, ma insegnare ad averne consapevolezza. Una sfida culturale prima ancora che commerciale, che continua, attraverso approccio consulenziale e rapporto diretto con clienti privati, imprese ed enti pubblici. Perché, secondo Ditto, “la conoscenza dell’energia è un valore e la consapevolezza rappresenta il primo strumento per orientarsi in un mondo sempre più complesso”.

Un modello basato sulla relazione

L’azienda opera nel mercato libero con un’offerta dedicata alla fornitura di energia elettrica e gas naturale, affiancata da servizi di consulenza energetica e soluzioni per l’efficienza e la gestione intelligente dei consumi. Accanto all’attività tradizionale, sviluppa anche progetti innovativi per la pubblica amministrazione, con sistemi di illuminazione intelligente e tecnologie legate alla mobilità sostenibile. Ma più ancora dei servizi, a distinguere Soevis è il metodo.

La relazione personale e il contatto umano hanno priorità assoluta. Non a caso l’azienda ha scelto di non puntare sulle logiche di acquisizione di massa. Alla base dell’idea imprenditoriale c’è la convinzione che il dialogo diretto, il confronto continuo e la fiducia siano elementi indispensabili per costruire una relazione duratura con i clienti. Una strategia che così privilegia la fidelizzazione.

Dai territori a una presenza nazionale

Nel 2025 il numero dei clienti è più che raddoppiato, confermando così la solidità del modello di sviluppo. “Prossimità, trasparenza e assistenza dedicata sono i nostri punti di forza”, ribadisce Ditto. “Vogliamo essere un alleato energetico, un punto di riferimento capace di accompagnare il cliente dalla scelta dell’offerta alla gestione quotidiana dei consumi, con un supporto costante per ogni esigenza”. È una filosofia che parte dal territorio e che ha radici profonde nelle province di Milano, Varese, Como e Brescia.

Da qui, grazie a una rete capillare di professionisti e a una serie di aperture di store da nord a sud, da Legnano a Lecce, Soevis ha ampliato il proprio raggio d’azione fino a estendere i servizi all’intero territorio nazionale, mantenendo sempre quell’approccio di prossimità che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’azienda.

Imparare a leggere la bolletta

In un settore in cui le bollette continuano a essere percepite come documenti indecifrabili e dove il costo finale è spesso l’unico parametro preso in considerazione, Soevis prova a spostare il baricentro sulla comprensione dei meccanismi che regolano il mercato. “La parte più importante è la spiegazione della bolletta, perché per il cliente spesso è un mistero”, osserva Ditto.

“Bisogna distinguere le voci, capire cosa si paga davvero, cosa dipende dal mercato e cosa, invece, è stabilito per legge. Solo così si può avere consapevolezza e comprendere l’intero meccanismo che sta dietro alla fatturazione dell’energia”.

L’educazione energetica parte dal territorio

Da qui nasce anche una delle iniziative più semplici e allo stesso tempo più utili portate avanti dalla società, quella dell’educazione energetica. “Facciamo incontri sul territorio, con scuole, istituzioni e realtà locali. A me interessa che i miei ingegneri spieghino le regole, le leggi, e rispondano alle domande, dall’uso delle lampadine alle prese, quando usare l’asciugatrice e quando no: con piccole pillole concrete che aiutino davvero a capire e a risparmiare”.

Una missione che si traduce in attività di divulgazione, momenti di confronto con le comunità e strumenti pratici pensati per aiutare cittadini e imprese a gestire in modo più efficiente i consumi.

Dal vademecum alla consulenza personalizzata

In questa direzione si inserisce anche il manuale ‘Autodifesa caro bollette’, vademecum realizzato per fornire consigli pronti all’uso nella vita quotidiana. Dal corretto utilizzo degli elettrodomestici alla temperatura ideale da mantenere negli ambienti di casa, fino alle piccole attenzioni che consentono di ridurre sprechi e consumi, il principio è sempre lo stesso: la conoscenza può trasformarsi in risparmio.

Fare consulenza, del resto, significa proprio questo: “Vuol dire mettere a disposizione persone qualificate in carne e ossa e luoghi fisici dove trovare risposte. Analizziamo le abitudini energetiche dei clienti e proponiamo soluzioni mirate, trasformando il risparmio in un percorso guidato e sostenibile nel tempo”.

Energia, comunità e responsabilità

La presenza sul territorio si esprime anche attraverso il sostegno a iniziative culturali, sportive e sociali. Dai concerti a manifestazioni storiche come il Palio di Legnano, Soevis interpreta il ruolo dell’impresa come quello di un attore responsabile, parte integrante delle comunità in cui opera. Un modo per contribuire alla valorizzazione delle eccellenze locali e rafforzare quel legame di fiducia che rappresenta uno dei pilastri della sua crescita.

In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche, oscillazioni dei prezzi e continui cambiamenti degli scenari energetici internazionali, capire l’energia significa anche acquisire gli strumenti per orientare le proprie scelte presenti e future. Ed è qui che Soevis prova a fare la differenza. Perché in un settore dove il prezzo sembra essere l’unico criterio di valutazione, l’azienda punta a riportare al centro la relazione, la trasparenza e, soprattutto, la conoscenza. Con la convinzione che un consumatore più informato sia anche un consumatore più libero e un risparmiatore più attento ai costi e ai consumi, per sé e per l’ambiente.

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Anthropic prepara l’Ipo: per gli investitori può valere oltre 2mila miliardi di dollari

14 Agosto 2026 ore 11:22

Anthropic potrebbe arrivare a Wall Street con una valutazione superiore ai 2mila miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 965 miliardi raggiunti con l’ultimo round di finanziamento. Secondo quanto riportato dal Financial Times, alcuni investitori della startup di intelligenza artificiale ritengono che la società possa debuttare in Borsa già a ottobre, sostenuta dalla rapida crescita dei ricavi e dalla domanda per i modelli Claude.

Se queste aspettative venissero confermate, quella di Anthropic sarebbe una delle quotazioni più ambiziose mai viste sui mercati e porterebbe la startup fondata nel 2021 da Dario Amodei e Daniela Amodei a confrontarsi direttamente con i gruppi tecnologici di maggiore valore al mondo. Il riferimento più recente è SpaceX, sbarcata in Borsa a giugno con una valutazione di circa 1.770 miliardi di dollari.

LEGGI ANCHE: SpaceX punta a raccogliere 75 miliardi di dollari con l’Ipo, valutazione oltre 1.750 miliardi

Dai 965 miliardi alla soglia dei 2mila miliardi

La corsa di Anthropic ha accelerato negli ultimi mesi. A fine maggio la società ha annunciato un round Series H da 65 miliardi di dollari, guidato da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital, che ha portato la valutazione post-money a 965 miliardi di dollari. Nello stesso annuncio Anthropic ha comunicato di aver superato i 47 miliardi di dollari di ricavi annualizzati all’inizio di maggio.

Al momento, tuttavia, non risulta definito un obiettivo ufficiale di valutazione per la quotazione. La soglia dei 2mila miliardi riflette quindi le aspettative di alcuni investitori e non una valutazione fissata dalla società.

La crescita di Claude tra le imprese

Alla base delle aspettative c’è soprattutto la crescita di Claude nel mercato aziendale, segmento sul quale Anthropic ha concentrato una parte importante della propria strategia. I dati di Ramp mostrano quanto la competizione con OpenAI sia diventata serrata: ad aprile Anthropic aveva superato per la prima volta la rivale nell’adozione tra le aziende monitorate, raggiungendo il 34,4% contro il 32,3% di OpenAI.

Il vantaggio è aumentato nei mesi successivi. A giugno, secondo il Ramp AI Index pubblicato a luglio, Anthropic era utilizzata dal 42,4% delle aziende considerate, contro il 39,5% di OpenAI. Allo stesso tempo, i dati mostrano come i modelli cinesi e open source stiano guadagnando terreno soprattutto tra le aziende che fanno un uso più intenso dell’intelligenza artificiale, senza però aver ancora sottratto quote significative ai due principali operatori statunitensi.

Una quotazione tra crescita e rischi

La possibile Ipo arriverebbe però in una fase delicata per il settore. La crescita dell’intelligenza artificiale continua ad attirare capitali, mentre aumentano gli interrogativi sulla sostenibilità delle valutazioni, sui costi dell’infrastruttura necessaria ad addestrare ed eseguire i modelli e sulla capacità delle aziende del settore di trasformare l’espansione dell’utilizzo in risultati economici duraturi.

Anthropic deve inoltre affrontare una concorrenza sempre più forte sul prezzo. Le alternative open source e i modelli sviluppati dai laboratori cinesi stanno ampliando le possibilità a disposizione delle aziende, soprattutto per le attività nelle quali non è necessario utilizzare i sistemi più avanzati e costosi. I dati di Ramp indicano comunque che, almeno per ora, l’adozione di queste alternative rimane limitata rispetto a quella dei principali operatori americani.

A questo si aggiungono le tensioni con il governo statunitense. A giugno Anthropic ha temporaneamente sospeso l’accesso ai modelli Claude Fable 5 e Claude Mythos 5 dopo una direttiva del governo americano che imponeva restrizioni nei confronti dei cittadini stranieri. Le misure sono state successivamente revocate e Anthropic ha ripristinato i modelli all’inizio di luglio.

La sfida della valutazione

È proprio il rapporto tra crescita e valutazione a rendere il possibile debutto di Anthropic uno dei test più importanti per il mercato dell’intelligenza artificiale. Passare dai 965 miliardi dell’ultimo round privato a oltre 2mila miliardi significherebbe più che raddoppiare il valore della società nel giro di pochi mesi.

Per giustificare una cifra simile, gli investitori puntano sulla possibilità che Anthropic continui a espandere rapidamente i ricavi e consolidi la propria posizione nel mercato enterprise. Ma sarà il mercato pubblico a stabilire quanto gli investitori siano ancora disposti a pagare per la crescita dell’intelligenza artificiale.

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Chi è Nicolai Tangen, il manager da 2.300 miliardi che investe con pazienza mentre i mercati corrono

14 Agosto 2026 ore 07:00

Di PNA

È Nicolai Tangen il ceo di Norges Bank Investment Management (Nbim), il colosso che gestisce il Government Pension Fund Global (GPFG), il fondo sovrano della Norvegia e il più grande fondo sovrano al mondo. Sotto la sua guida, Nbim ha da poco annunciato di avere chiuso il primo semestre 2026 con un utile record di 185 miliardi di dollari.

Nicolai Tangen, la carriera

Nato nel 1966 a Kristiansand, sulla costa meridionale della Norvegia, Tangen è al comando di Norges Bank Investment Management dal 1° settembre del 2020 ed è considerato tra i ceo istituzionali più importanti in Europa e nel mondo, gestendo masse per 2.300 miliardi di dollari. Formatosi tra Wharton, il Courtauld Institute of Art e la London School of Economics, dopo essere stato partner e analista senior di Egerton Capital e analista azionario di Cazenove & Co. Tangen ha fondato nel 2005 Ako Capital, hedge fund londinese di cui è stato ceo e cio, prima di prendere le redini di Norges Bank.

Un passaggio a dir poco sofferto, in quanto la sua nomina a numero uno del fondo norvegese diventò nel 2020 un vero e proprio caso mediatico per i suoi legami con i paradisi fiscali.  Le acque si calmarono grazie alla decisione di Tangen di tagliare del tutto i ponti con la società Ako, chiudendo l’Ako Trust. Il manager trasferì inoltre il proprio patrimonio a un blind trust gestito dalla società norvegese Gabler Investments.

Gli investimenti di Nbim

Dal 2020 Tangen è saldamente alla guida di Nbim, che detiene circa l’1,5% di tutte le società quotate a livello globale, investendo in quasi 9.000 aziende di diversi Paesi, tra cui numerose società italiane, da Leonardo ed Enel a Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ferrari e Generali. La diversificazione del fondo arriva fino a SpaceX, di cui NBIM ha comunicato una partecipazione dello 0,05%, valutata 1,2 miliardi di dollari al 30 giugno.

In generale, a trainare al rialzo il portafoglio azionario di Norges Bank nel primo semestre del 2026 sono stati soprattutto gli investimenti nei giganti produttori di semiconduttori, come Samsung, SK Hynix, TSMC, ASML, Intel e Nvidia. “Direi che il modo per fare soldi è, innanzitutto, avere un orizzonte molto, molto lungo — non cambiare strategia — ed essere ben diversificati”, ha osservato Nicolai Tangen, in un’intervista rilasciata alla Cnbc.

Il metodo Tangen

In un contesto caratterizzato da mercati alle prese con diverse incognite, Nicolai Tangen continua a mantenere calma e sangue freddo. Il suo modus operandi si riassume in alcune frasi che il manager ha proferito negli ultimi anni, come: “Più velocemente rispondi, meno hai bisogno di parlare”, o “meno decisioni prendi, migliori saranno”.

Forte sostenitore dell’importanza della pazienza, il ceo ha detto anche che “la cosa migliore che puoi fare in alcuni giorni è non fare nulla” mentre, sul rischio di commettere errori, meglio “commetterne di nuovi” che perseverare in quelli già commessi. I principi alla base del pensiero di Tangen sono dunque i seguenti: la credibilità per mantenere la rotta, la pazienza per investire durante le fasi di volatilità e la libertà di puntare sulle transizioni destinate a definire il prossimo ciclo di crescita.

Tra le novità che la gestione di Nicolai Tangen ha portato nell’asset allocation del fondo sovrano, sicuramente quella del clima. Il manager è convinto infatti che un fondo sovrano non possa ignorare i rischi a cui l’economia globale farà fronte nei prossimi decenni, tra cui quelli dei cambiamenti climatici.

Di conseguenza, in linea con il perseguimento degli obiettivi net-zero e della transizione energetica, Norges Bank Investment Management ha aumentato con Tangen la propria esposizione verso le energie rinnovabili. Il fondo non considera le rinnovabili semplicemente come una scelta “green”, ma come un’opportunità di investimento per generare rendimento e diversificare il portafoglio, in linea con i principi alla base della strategia del manager.

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