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Villaggio delle Rose in pericolo: perché vogliono spianare le nostre vite con le ruspe

14 Giugno 2026 ore 09:30

​Siamo i rom di Chiesa Rossa, il villaggio delle rose. Oggi vi scriviamo con il cuore pesante. Stiamo vivendo giorni di profonda ansia e incertezza: il rischio che le nostre case, il nostro villaggio e le nostre vite vengano spianate dalle ruspe è reale. ​Il Comune ha deciso di superare il nostro campo e metterci nelle case popolari. Noi non lo vogliamo.

​Da 26 anni viviamo nell’area regolare di Chiesa Rossa. Il Comune ci ha messo lì, e lì noi abbiamo costruito le nostre vite, investito tutto quello che avevamo nelle nostre case prefabbricate e mobili. Siamo stati felici perché, con tutti i limiti e i problemi, siamo stati insieme nella nostra comunità, insieme con le nostre famiglie allargate. Per questo non ci piace vivere separati negli appartamenti, non vogliamo perdere i nostri legami, la nostra lingua e pensiamo che nelle case popolari ci dovrebbero andare quelli che le desiderano e le aspettano da anni. Si sta avvicinando la scadenza e noi non abbiamo ancora nessuna risposta. Abbiamo paura di dover lasciare il villaggio. Noi non possiamo farlo. Non abbiamo un’altra vita da innestare altrove da un giorno all’altro. ​In questi anni ci siamo messi in gioco, abbiamo partecipato, abbiamo aperto le porte del nostro villaggio e delle nostre storie alla vita della città. Abbiamo costruito ponti, non muri. All’amministrazione comunale abbiamo presentato proposte pratiche, concrete, ragionevoli e perfino belle per il futuro di quest’area. Proposte che dimostrano che un’alternativa allo sgombero e anche alle case popolari esiste.

​Abbiamo proposto al Comune di Milano di superare il campo in modo diverso, abbiamo costruito un progetto bellissimo e sostenibile di una cooperativa di abitanti che trasforma l’area di Chiesa Rossa da campo in un villaggio autogestito con le nostre risorse. Il Comune lo ha condiviso e ha aperto un tavolo con noi, ma al primo problema tecnico si è fermato. Ad oggi, perciò, non sappiamo ancora se le nostre idee verranno accolte. Ora abbiamo bisogno di voi. Ci rivolgiamo a tutti coloro che in questi anni ci sono stati vicini, e a cui noi siamo stati vicini. A chi è venuto ai nostri eventi e ha condiviso momenti di festa. A chi ha bevuto un caffè nelle nostre case, ascoltando le nostre storie. A studenti e ricercatori che hanno scritto tesi su di noi. A giornalisti e registi che hanno realizzato servizi e film insieme a noi. A chi ha partecipato alle presentazioni dei nostri libri su di noi. A chi è entrato nelle nostre case e nelle nostre vite e ci ha detto: “Che bello questo posto!”. A chi, ogni anno, ha commemorato con noi il Porrajmos per non dimenticare l’orrore del passato. A chi abbiamo votato e ci ha chiesto il voto. E anche a tutti quelli che non ci hanno mai visto e conosciuto, ma che credono che in una società civile anche noi esprimiamo un valore per quello che siamo e siamo degni di rispetto. Oggi abbiamo bisogno di sostegno e di amicizia. Incontriamoci lunedì 15 giugno alle ore 17 in piazza della Scala.

 

Le famiglie del villaggio delle rose di via Chiesa rossa 351

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