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Nuovi importi per i rimborsi dei voli cancellati, stop ai supplementi per i posti dei minori e niente bagagli a mano a gratuiti: ecco le nuove regole dell’Unione Europea

16 Giugno 2026 ore 12:25

Dopo tredici anni di negoziati e a ventidue anni dal primo pacchetto normativo, l’Unione Europea ha definito le nuove regole per la tutela dei passeggeri aerei. Come riportato da un’analisi del Corriere della Sera, l’aggiornamento legislativo — che dovrà essere approvato in via definitiva a luglio ed entrerà in vigore nella seconda metà del 2027 — introduce importanti novità sulla trasparenza delle tariffe online e vieta i supplementi per assegnare posti vicini alle famiglie. Tuttavia, il testo finale si configura come un compromesso che non stravolge il sistema attuale, lasciando intatti molti dei parametri già in uso su ritardi e risarcimenti. Ecco, nel dettaglio, come cambieranno i diritti dei viaggiatori.

Trasparenza sui prezzi e l’illusione del trolley gratuito

La novità più rilevante dal punto di vista commerciale riguarda la lotta al cosiddetto “drip pricing”, ovvero la pratica di mostrare un prezzo iniziale basso che lievita durante le schermate di acquisto a causa dell’aggiunta di costi essenziali. L’Ue imporrà a tutte le piattaforme di prenotazione e ai vettori di mostrare fin dall’inizio un prezzo finale chiaro e comprensivo del bagaglio a mano (il trolley). Questa misura servirà a uniformare gli algoritmi dei motori di ricerca, permettendo un confronto visivo più corretto tra i prezzi delle compagnie low cost e quelli dei vettori tradizionali. Tuttavia, questo non significa che il bagaglio a mano diventerà gratuito. Al momento della prenotazione, il viaggiatore potrà sempre optare per la tariffa “base” (che include solo l’effetto personale da riporre sotto il sedile), che costerà di meno. Sulle low cost, di fatto, il trolley rimarrà a pagamento. Inoltre, la normativa non fissa misure o pesi standard per i bagagli a mano, lasciando alle singole compagnie la facoltà di deciderne le dimensioni.

Stop ai supplementi per i posti di minori e disabili

Una regola che cambierà concretamente l’esborso in fase di prenotazione riguarda l’assegnazione dei posti a sedere. L’accordo vieta espressamente alle compagnie aeree di applicare tariffe extra per far sedere i bambini e i ragazzi minori di 14 anni accanto al proprio genitore o accompagnatore. Lo stesso principio di gratuità obbligatoria sarà applicato ai passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta e ai loro rispettivi assistenti.

Ritardi e indennizzi: la soglia resta a 3 ore

Sul fronte dei risarcimenti per cancellazioni o disservizi, il Parlamento europeo ha respinto i tentativi delle compagnie di alzare la soglia di tolleranza a 4 o 6 ore. Il limite per ottenere l’indennizzo economico rimane fissato a 3 ore di ritardo all’arrivo. I passeggeri manterranno il diritto al rimborso monetario o alla riprotezione su un volo alternativo in caso di negato imbarco o di cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso. Gli importi dei risarcimenti (che sono slegati dal rimborso del biglietto) restano fissi in base alla distanza chilometrica:

  • 250 euro per le tratte inferiori o uguali a 1.500 km.
  • 400 euro per i voli tra 1.500 e 3.500 km.
  • 600 euro per i voli oltre i 3.500 km.

Per i voli superiori ai 3.500 km è prevista una deroga: il vettore può dimezzare l’indennizzo (portandolo a 300 euro) se offre un volo alternativo o se il ritardo accumulato all’arrivo è inferiore alle quattro ore.

Le eccezioni valide per le compagnie

Le nuove regole introducono un elenco chiaro (sebbene non esclusivo) delle “circostanze eccezionali” in cui la compagnia aerea è esentata dal pagamento del risarcimento, in quanto il ritardo è fuori dal suo controllo. L’elenco comprende: calamità naturali, guerre, condizioni meteorologiche proibitive, comportamenti indisciplinati dei passeggeri a bordo e scioperi (dei servizi aeroportuali, della navigazione aerea o dell’assistenza a terra).

Assistenza in aeroporto e iter legislativo

Le normative chiariscono anche gli obblighi fisici verso i passeggeri bloccati in aeroporto: le compagnie dovranno fornire bevande ogni due ore e un pasto dopo tre ore di attesa. Se il ritardo si prolunga alla notte, scatta l’obbligo di garantire il pernottamento in hotel fino a un massimo di tre notti. È stato inoltre introdotto l’obbligo di fornire istruzioni digitali chiare via smartphone su come richiedere assistenza e inoltrare reclami.

Dal punto di vista dell’iter legislativo, il testo rappresenta un accordo provvisorio. La votazione formale da parte del Parlamento Ue è in calendario per metà giugno 2026, con l’approvazione definitiva attesa a luglio. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, le norme diventeranno lo standard operativo per i cieli europei dalla seconda metà del 2027.

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Volo Ryanair in ritardo di 11 ore: passeggera ottiene 400 euro di rimborso ma deve pagarne 200 di spese legali. Ribaltone in Cassazione

16 Giugno 2026 ore 09:09

Ottenere giustizia per un grave disservizio aereo e ritrovarsi a dover pagare le spese legali fino a dimezzare di fatto il risarcimento faticosamente conquistato. È il paradosso vissuto da una passeggera di Ryanair, protagonista di un’odissea legale che ha richiesto l’intervento della Corte di Cassazione per ripristinare il corretto principio di responsabilità.

Il ritardo e la sentenza del tribunale di Treviso

Come riportato dal quotidiano Il Gazzettino, i fatti risalgono alla metà di dicembre 2023, quando un volo della compagnia irlandese decollato da Malaga e diretto all’aeroporto Canova di Treviso accumula oltre 11 ore di ritardo. Di fronte al disagio, la viaggiatrice decide di tutelare i propri diritti affidando la pratica alla società specializzata Voloperso Srl. A seguito di una diffida formale, Ryanair si limita a offrire l’indennità base prevista dalla normativa, pari a 400 euro. La passeggera decide quindi di portare la vertenza davanti al giudice di pace.

Il tribunale locale conferma il diritto al risarcimento di 400 euro, aggiungendo il riconoscimento degli interessi maturati. Tuttavia, i giudici respingono la richiesta di rimborso delle spese legali. La motivazione della corte si fonda sulle condizioni contrattuali offerte dall’agenzia di assistenza: “La società Voloperso Srl si era impegnata a non richiederle alcun compenso, commissione o rimborso in caso di reclamo infruttuoso“, hanno scritto i giudici trevigiani nella sentenza. Questa interpretazione ha lasciato l’onere delle spese legali, pari a circa 200 euro, a carico della passeggera, decurtando di fatto la metà del risarcimento ottenuto.

L’intervento della Cassazione: annullata la sentenza

Ritenendo la decisione iniqua, la difesa della passeggera ha impugnato la sentenza portando il caso fino al terzo grado di giudizio. Gli Ermellini hanno dato ragione alla viaggiatrice, ribaltando completamente l’impostazione giuridica del tribunale di Treviso e annullando la sentenza precedente. La Suprema Corte ha stabilito un principio chiaro: la formula “zero rischi” offerta da un’agenzia a tutela del cliente non può trasformarsi in uno sconto per l’azienda colpevole del disservizio. Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di Cassazione precisano che “la gratuità, concepita come protezione totale del consumatore da ogni rischio di esborso, non può tradursi in un vantaggio per la parte risultata inadempiente, pena la violazione del principio di causalità”.

Il principio di causalità e i prossimi passi

La pronuncia della Corte chiarisce in modo inequivocabile a chi spetti il saldo finale delle procedure legali in casi simili: “L’onere delle spese necessarie per la realizzazione del diritto deve gravare esclusivamente sul soggetto che, rendendosi inadempiente, ha reso necessaria l’attività di assistenza”. Con la sentenza della Cassazione che fa giurisprudenza in materia di tutele del viaggiatore, il fascicolo non è ancora definitivamente chiuso. Gli atti sono stati ora rinviati al tribunale di Treviso, che avrà il compito di rianalizzare il caso applicando il principio sancito dagli Ermellini e addebitando i costi legali direttamente a Ryanair.

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