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Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari!

19 Giugno 2026 ore 06:21

Vannacci? Ci mancava solo un altro difensore dei miliardari! Uno che da comandante si è distinto nelle guerre ordinate dagli Usa per arraffare il petrolio accampando scuse: bombardando l’Afghanistan per dare la caccia a Bin Laden che però era saudita e stava in Pakistan; precipitandosi in Iraq a rimediare ai danni che aveva fatto l’Occidente quando prometteva di distruggere le armi chimiche di Saddam e esportare la democrazia (le armi chimiche non c’erano e il paese era finito in mano all’Isis. Ops!)

Rientrato da queste Crociate redditizie per le compagnie petrolifere americane e che in Italia si erano tradotte in caro-carburante, il Generale è sceso in politica come numero due del partito che meglio si è battuto per impoverire gli italiani. Non la Lega che aveva votato il Reddito di cittadinanza alleviando la povertà di 2 milioni di persone e nemmeno quella che prometteva di cancellare la Fornero, ma la Lega che ha abolito il Rdc ricacciando i 2 milioni in povertà e che ha lasciato aumentare l’età pensionabile.

Nella Lega reduce dai successi del Governo Draghi, dall’invio di armi ai paesi in guerra, dall’aumento dell’Iva sui prodotti per l’infanzia e altre amenità classiste, Vannacci se ne andava comiziando garrulo in difesa della Flat Tax: il sogno dei miliardari! Il Generale la propone per gli autonomi fino a 100mila euro. Quanti arrivano a quella cifra? Un contribuente su 100, ma Vannacci pensa all’unico ricco, mica ai 99 che faticano a pagare il dentista.

La Lega ha portato a 3 le aliquote fiscali che 40 anni fa erano 32 e ne sogna una sola. Il risultato di questo progressivo appiattimento? La quota di ricchezza dell’1% più ricco è cresciuta del 45%, lasciando gli italiani annaspare nel solo paese Ocse dove gli stipendi, invece che aumentare, sono diminuiti. Sono stati tagliati i servizi pubblici ma aumentate le spese militari per combattere le guerre che assicuravano agli Usa il petrolio e a Vannacci lo stipendio e la pensione a 60 anni (hanno evitato la Fornero solo ai militari).

Da politico, Vannacci si è schierato contro ogni provvedimento che aiutasse i lavoratori ad arrivare a fine mese e conservare il posto, dai referendum contro il licenziamento al salario minimo. Il risultato è che un lavoratore su 4 è a rischio povertà e il Generale, invece che dare la colpa a se stesso, se la prende con gli stranieri. Propone la remigrazione perché sostiene che ci sia un’invasione. Invece c’è un’evasione. Ogni anno sono più gli italiani che se ne vanno degli stranieri che arrivano. Restano solo i vecchi: l’Italia è uno dei paesi più vecchi al mondo, ha un’età media di 50 anni e un anziano ogni 4 persone. I giovani se ne vanno, tanto gli italiani quanto gli stranieri transitati in Italia, perché all’estero guadagnano il doppio e hanno servizi migliori.

A causa delle politiche che la destra di Vannacci ha sempre sostenuto (anche quando le attuava la “sinistra” che faceva i governi con la destra) un giovane in italia guadagna quasi un terzo di un coetaneo tedesco. In Italia non c’è un salario minimo orario, in Germania è di quasi 13 euro l’ora e viene corrisposto anche ai carcerati che lavorano. È boom di italiani che vanno a farsi arrestare in Germania (facile: basta sventolare una bandiera palestinese).

Per nascondere le proprie responsabilità, il Generale accusa i “clandestini”, parola che produce una percezione distorta del fenomeno, trasformando una condizione amministrativa in una condotta minacciosa. Ma i migranti non sono pericolosi, la propensione a delinquere degli stranieri è la stessa degli italiani (Istat), la maggior parte dei reati ascritti riguarda infatti violazioni delle norme sull’immigrazione e al netto è identica. Nel caso di reati puniti con il carcere, poi, il tasso di recidiva degli stranieri è del 25% inferiore rispetto agli italiani.

Vannacci si definisce “vera destra”, sfoggia i simboli della X Mas, dice che l’antifascismo “non ha senso” e definisce Mussolini “uno statista” perché il Duce fece esattamente quello che fa lui: lavorare per i miliardari. A partire dal 1921, le Camicie Nere di Mussolini, finanziate dai grandi industriali, assaltarono le camere del lavoro da Bari a Torino e uccisero i sindacalisti per impedire loro di reclamare stipendi e turni decenti per i lavoratori.

Caro Generale, non sono gli stranieri che hanno rubato il lavoro agli italiani: siete stati voi! E sa come li hanno ottenuti, i lavoratori, i diritti che voi “vera destra” gli avete negato? Prima grazie ai partigiani che hanno sconfitto i fascisti e poi grazie agli immigrati. Gli immigrati dal Meridione che sfidavano il regime delle gabbie salariali per andare clandestinamente a lavorare nelle industrie del Nord. Lì hanno lottato, scioperato, bloccato campi e fabbriche e ottenuto così il diritto alle cure gratuite con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, quello all’istruzione fino alla terza media, lo Statuto dei Lavoratori.

E ora, generale, mi racconti di quando in un night club si è invaghito di Valentina e poi ha scoperto che era un uomo. Magari si spiega tutto così, sa? Alle volte, i traumi. Dico per risparmiarle altre figure di “M”, come direbbe Scurati, tipo quella di dire che gli immigrati sono violenti e poi imbarcare Pozzolo la cui pistola ha ferito un uomo sparando da sola. O che gli immigrati portano il crimine e imbarcare il leghista Furgiuele per il quale la Direzione Distrettuale antimafia ha chiesto il rinvio a giudizio. O pretendere che gli immigrati dimostrino di conoscere la cultura italiana e imbarcare l’ex sottosegretario all’Istruzione Sasso che aveva scambiato un citazione di Topolino per una di Dante. “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto!”. La tipica rima baciata del Sommo Poeta.

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