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Accordo ANCIP-Sapienza per formazione su regolazione dei trasporti e del mercato portuale

10 Agosto 2026 ore 13:01

ROMA – Rafforzare il collegamento tra mondo accademico e sistema portuale per sviluppare competenze specialistiche sui temi della concorrenza, della regolazione economica e dei trasporti. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta tra l’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali (ANCIP) e il Dipartimento di Studi giuridici ed economici dell’Università Sapienza di Roma, che avvia una collaborazione nell’ambito del Master universitario di II livello in “Concorrenza e Regolazione dei Mercati – CORE”.

L’intesa si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente complessità dei mercati regolati e dall’evoluzione del quadro normativo che interessa infrastrutture strategiche come porti, logistica e trasporti. In questo scenario, la formazione di figure professionali capaci di coniugare competenze giuridiche, economiche e operative assume un ruolo sempre più rilevante per accompagnare i processi di trasformazione del settore.

La collaborazione vedrà ANCIP impegnata nelle attività didattiche e scientifiche dedicate alla regolazione dei trasporti e del mercato portuale attraverso seminari, testimonianze professionali, progetti di ricerca e occasioni di confronto tra studenti, imprese, istituzioni e mondo accademico. Un contributo che punta a trasferire nell’ambito universitario l’esperienza maturata dagli operatori portuali sui temi dell’organizzazione del lavoro, della concorrenza e dell’accesso alle infrastrutture.

Particolare attenzione sarà dedicata al modulo di Regolazione dei Trasporti del Master CORE, diretto dal professor Alessandro Zampone, ordinario di Diritto della navigazione e dei trasporti presso la Sapienza e vicedirettore del corso. Il Master è invece diretto dal professor Angelo Castaldo, associato di Scienza delle Finanze.

L’accordo prevede inoltre l’ingresso di ANCIP nel Comitato di indirizzo allargato del Master, con l’obiettivo di contribuire all’aggiornamento dell’offerta formativa e di rafforzare il raccordo tra ricerca universitaria e fabbisogni professionali del settore. Al centro dell’iniziativa vi sono i temi della regolazione del mercato portuale, della concorrenza tra operatori, dell’efficienza dei servizi e della tutela del lavoro, aspetti che assumono un peso crescente in una fase di forte sviluppo delle catene logistiche e delle reti intermodali.

«L’accordo con ANCIP rappresenta un passaggio particolarmente significativo per il Master CORE, perché rafforza il dialogo tra formazione universitaria, ricerca ed esperienza concreta degli operatori del settore portuale. La collaborazione offrirà agli studenti strumenti preziosi per comprendere le nuove sfide della regolazione dei trasporti e dei porti, conciliando concorrenza, efficienza, innovazione, qualità dei servizi e tutela del lavoro. Sono inoltre particolarmente lieto di poter riflettere con Gaudenzio Parenti, la cui competenza e conoscenza diretta del sistema portuale renderanno questo confronto ancora più ricco e stimolante», dichiara il professor Angelo Castaldo, direttore del Master CORE.

Per il mondo accademico, la collaborazione rappresenta anche l’opportunità di approfondire le dinamiche che interessano il sistema portuale italiano, sempre più centrale nelle strategie nazionali ed europee per la competitività logistica e la sostenibilità delle catene di approvvigionamento.

«Sono molto grato al direttore generale, Gaudenzio Parenti, per avere come noi fortemente creduto nella collaborazione tra ANCIP e Sapienza. La stipula della convenzione, infatti, qualifica e impreziosisce la già ricca offerta formativa del Master CORE e, in particolare, del Modulo Regolazione dei Trasporti che coordino. Sono certo che tale collaborazione consentirà agli studenti di godere di uno sguardo privilegiato sul settore delle infrastrutture portuali, nodi essenziali delle catene logistiche e produttive e delle reti intermodali. Il filo diretto con ANCIP, in particolare, consentirà di approfondire le delicate questioni dell’accesso alla infrastruttura e alle attività portuali e di verificare progressivamente il grado di integrazione fra le categorie del lavoro, l’impresa, le attività marittime in senso ampio, le attività di regolazione, il contesto sociale che si riferisce alla dimensione portuale e con la quale interagisce», dichiara il professor Alessandro Zampone.

Per ANCIP, l’intesa costituisce un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione delle competenze e del confronto con il mondo della ricerca, in un momento in cui il settore portuale è chiamato a confrontarsi con sfide che spaziano dalla digitalizzazione alla sostenibilità ambientale, fino alla revisione degli assetti regolatori e organizzativi.

«Questa convenzione rappresenta per ANCIP un motivo di grande orgoglio», dichiara il direttore generale Gaudenzio Parenti, che entrerà a far parte del Comitato di indirizzo allargato del Master. «La Sapienza è un punto di riferimento assoluto nel panorama accademico nazionale e internazionale. Per me l’accordo assume anche un particolare valore personale: vi ho conseguito due lauree e ho avuto la fortuna e l’onore di avere come professore proprio Angelo Castaldo. Con il professor Alessandro Zampone condivido, oltre alla profonda stima professionale, la passione per la portualità e un costante confronto sulle principali questioni giuridiche, economiche e regolatorie del settore. Ringrazio entrambi per l’attenzione riservata ad ANCIP. Crediamo concretamente nell’importanza della regolazione dei trasporti e del mercato portuale. Il confronto tra conoscenza scientifica ed esperienza operativa è fondamentale per elaborare soluzioni normative realmente applicabili, capaci di accompagnare l’evoluzione dei porti salvaguardando i principi e gli equilibri del nostro sistema», conclude Parenti.

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Prima operazione di bunkeraggio ship-to-ship di GNL nel porto di Civitavecchia

10 Agosto 2026 ore 12:43

CIVITAVECCHIA – Il porto di Civitavecchia compie un nuovo passo nel percorso di transizione energetica del settore marittimo e amplia la propria dotazione infrastrutturale a supporto dei combustibili alternativi. Nella giornata del 9 agosto è stata infatti completata la prima operazione di bunkeraggio ship-to-ship (STS) di Gas Naturale Liquefatto (GNL) mai effettuata nello scalo laziale, uno dei principali hub crocieristici del Mediterraneo.

L’operazione ha riguardato la nave da crociera Silver Ray, rifornita presso la banchina 18 dalla nave bunkeriera Green Pearl, con il trasferimento di circa 750 metri cubi di GNL. Le attività si sono svolte secondo le modalità autorizzate dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia e nel rispetto delle procedure di sicurezza previste dalla normativa nazionale e internazionale.

L’avvio delle operazioni di rifornimento di GNL rappresenta un passaggio significativo per la competitività dello scalo, chiamato a rispondere alla crescente domanda di servizi energetici a basso impatto ambientale proveniente dal comparto crocieristico e, più in generale, dall’industria marittima. L’utilizzo del gas naturale liquefatto è infatti considerato una delle soluzioni oggi disponibili per ridurre le emissioni del trasporto navale, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e con l’evoluzione della normativa ambientale internazionale.

Operazione bunkeraggio

Il risultato arriva al termine di un percorso regolamentare e tecnico sviluppato negli ultimi mesi dalla Capitaneria di Porto. Con l’Ordinanza n. 47 del 15 maggio 2026 è stato infatti adottato il nuovo regolamento che disciplina le operazioni di bunkeraggio ship-to-ship di GNL e Bio-GNL all’interno del porto di Civitavecchia, fornendo agli operatori un quadro normativo dedicato per l’impiego dei combustibili alternativi.

Alla definizione del regolamento hanno contribuito, oltre all’Autorità Marittima, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, i servizi tecnico-nautici, il consulente chimico del porto e la direzione del terminal crociere RCT. Un lavoro congiunto che ha consentito di predisporre procedure operative e standard di sicurezza adeguati a una tecnologia destinata ad assumere un ruolo crescente nei porti europei.

Prima dell’avvio del rifornimento è stato completato un articolato iter autorizzativo coordinato dalla Capitaneria, comprendente la valutazione dei rischi, la verifica della compatibilità tra le unità coinvolte, la definizione delle operazioni simultanee consentite e l’adozione delle misure di safety e security necessarie a garantire la sicurezza della navigazione, delle persone e dell’ambiente senza interferire con la normale operatività dello scalo.

Per Civitavecchia, che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo nel traffico crocieristico internazionale e nella logistica marittima del Centro Italia, la disponibilità di servizi di bunkeraggio GNL rappresenta un ulteriore tassello nel processo di modernizzazione delle infrastrutture portuali e di adeguamento alle nuove esigenze del mercato.

“Il primo rifornimento di GNL a una nave da crociera segna una tappa importante per il porto di Civitavecchia e per l’intero sistema portuale del Lazio”-  ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa – “Con questo servizio il nostro porto dimostra di saper accompagnare l’evoluzione dello shipping e della crocieristica, offrendo infrastrutture e servizi sempre più innovativi e sostenibili. È un risultato frutto della collaborazione tra Autorità Marittima, AdSP e operatori portuali, che hanno lavorato insieme per garantire i più elevati standard di sicurezza. Continueremo a investire nell’innovazione per rendere Civitavecchia uno scalo sempre più competitivo, moderno e protagonista della transizione energetica del trasporto marittimo. È un altro risultato importante e, soprattutto, un altro passo verso il porto che vogliamo costruire”.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, Capitano di Vascello Cosimo Nicastro, ha dichiarato: “Il primo bunkeraggio ship-to-ship di GNL (Gas Naturale Liquefatto), combustibile alternativo a basso impatto ambientale, rappresenta una tappa storica per il porto di Civitavecchia. Per la prima volta il nostro scalo ospita un’operazione di questo tipo, che coniuga innovazione, sostenibilità ambientale e i più elevati standard di sicurezza, confermando la capacità del porto di affrontare con successo le sfide della transizione energetica del settore marittimo. Un percorso che proietta Civitavecchia tra i porti del Mediterraneo più avanzati nell’utilizzo di combustibili alternativi e nel processo di decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Questo importante traguardo è il risultato di un intenso lavoro tecnico e di una stretta collaborazione tra tutte le Istituzioni e gli operatori coinvolti, frutto di un complesso percorso di pianificazione, coordinamento istituzionale e approfondimento tecnico che ha consentito di realizzare un quadro regolamentare capace di garantire i più elevati standard di sicurezza. Civitavecchia si conferma un porto moderno, pronto ad accompagnare la transizione energetica del settore marittimo, coniugando sviluppo, innovazione, tutela dell’ambiente e sicurezza della navigazione.”

L’operazione odierna colloca il porto di Civitavecchia tra gli scali italiani attrezzati per supportare la diffusione dei carburanti alternativi nel trasporto marittimo e rafforza il posizionamento del sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale nelle strategie europee di sostenibilità e innovazione energetica. La Capitaneria di Porto ha confermato che continuerà a garantire attività di vigilanza e coordinamento sulle future operazioni di bunkeraggio, assicurando il rispetto delle disposizioni normative e dei più elevati standard di sicurezza ambientale e operativa.

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Porto di Vibo Valentia, recupero dell’area ex Civam per nuovi piazzali e magazzini

10 Agosto 2026 ore 11:29

VIBO VALENTIA MARINA – Procede a ritmo sostenuto il programma di riqualificazione dell’area dell’ex Civam nel porto di Vibo Valentia Marina. L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha infatti approvato il progetto esecutivo per la demolizione del complesso industriale dismesso, passaggio che apre la fase operativa di un intervento destinato a trasformare l’area in un nuovo polo a supporto della logistica commerciale e delle attività portuali.

Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Piacenza, ha firmato il decreto che dà il via libera al progetto esecutivo, imprimendo un’accelerazione a un’opera considerata strategica per lo sviluppo dello scalo vibonese. L’area interessata, situata in prossimità della banchina Bengasi, sarà riconvertita attraverso la realizzazione di nuovi piazzali destinati alle attività logistiche, con l’obiettivo di incrementare la capacità operativa del porto.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro ed è inserito nel Piano Operativo Triennale 2026-2028, approvato dal Comitato di Gestione dell’Autorità portuale lo scorso 18 giugno. Il piano si colloca all’interno di una strategia più ampia di sviluppo del porto di Vibo Valentia Marina, orientata al potenziamento delle infrastrutture, al miglioramento della sicurezza della navigazione e delle operazioni marittime e al rafforzamento dell’integrazione tra porto e territorio.

Con il completamento dell’iter progettuale, dopo l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica avvenuta nel mese di luglio, l’Autorità punta ora a pubblicare il bando di gara entro agosto. Il cronoprogramma prevede l’aggiudicazione dei lavori e l’apertura del cantiere nella prima metà di ottobre, con tempi particolarmente rapidi rispetto alla fase di programmazione dell’opera.

La demolizione del capannone dell’ex Civam consentirà di recuperare una porzione dell’area portuale oggi caratterizzata da condizioni di degrado. Al suo posto sorgeranno nuove superfici operative dedicate alla movimentazione e alla logistica delle merci, in una posizione ritenuta strategica per l’attività dello scalo grazie alla vicinanza con la banchina Bengasi.

L’intervento mira così a rafforzare il ruolo del porto di Vibo Valentia Marina come infrastruttura al servizio delle filiere commerciali e logistiche del territorio, aumentando l’efficienza delle operazioni portuali e creando nuove opportunità di sviluppo economico.

«L’approvazione del Progetto Esecutivo dell’ex CIVAM dimostra concretamente la volontà dell’Autorità di Sistema Portuale di tradurre rapidamente la programmazione in opere reali – ha dichiarato il presidente Piacenza, – Abbiamo definito un cronoprogramma preciso e, in poche settimane, siamo passati dalla programmazione dell’intervento alla progettazione esecutiva, con l’obiettivo di pubblicare la gara entro agosto e arrivare all’inizio dei lavori entro ottobre. La demolizione dell’ex CIVAM – ha concluso Piacenza – non rappresenta soltanto un intervento di riqualificazione di un’area oggi degradata, ma è un investimento concreto destinato ad un’opera funzionale allo sviluppo del porto di Vibo Valentia Marina e a valorizzare il rapporto porto-città. Recuperare questi spazi, infatti, significa aumentare la capacità operativa dello scalo e creare nuove condizioni per la crescita delle attività portuali valorizzando, al contempo, la vocazione turistica del territorio e l’intero contesto urbano».

L’operazione rappresenta uno dei primi interventi attuativi del nuovo piano triennale dell’ente portuale e testimonia la volontà dell’ente di tradurre rapidamente la programmazione infrastrutturale in cantieri e opere funzionali alla competitività del sistema portuale regionale.

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