Pedras et Sonus, domani (18 agosto) tra la storia millenaria del Nuraghe Cuccurada e il jazz internazionale del Daniel Karlsson Trio
Dalla storia millenaria del Nuraghe Cuccurada alle sonorità del jazz nordico, passando per una pagina letteraria che si trasforma in musica. Domani, martedì 18 agosto, Pedras et Sonus 2026 prosegue a Mogoro con tre appuntamenti che restituiscono la natura trasversale del festival ideato e diretto da Zoe Pia, capace di mettere in relazione patrimonio archeologico, scrittura, improvvisazione e ricerca musicale contemporanea.
Dopo la giornata inaugurale del 17 agosto, il secondo capitolo del festival sposta il proprio baricentro iniziale al Nuraghe Cuccurada, facendo ancora una volta dei luoghi una componente attiva dell’esperienza artistica. Non semplici scenari, dunque, ma spazi nei quali storia, paesaggio e creazione contemporanea possono incontrarsi e modificare reciprocamente la percezione dell’ascolto.
Il Nuraghe Cuccurada tra archeologia, sax e letteratura
Si comincia alle 19.15 al Nuraghe Cuccurada con una visita guidata al complesso archeologico accompagnata dalla performance “Solo Sax” di Tobia Bondesan. Il pubblico sarà condotto nella storia millenaria del sito mentre il sassofono del musicista, compositore, arrangiatore e improvvisatore costruirà il contrappunto sonoro alla visita.
La presenza di Bondesan introduce nel programma uno dei territori di ricerca che attraversano Pedras et Sonus. Sassofonista attivo sulla scena della musica improvvisata e d’avanguardia, il suo percorso parte dal jazz per muoversi verso la sperimentazione e la ricerca di soluzioni personali, spesso esterne agli idiomi più consolidati. Una pratica che, al Nuraghe Cuccurada, viene portata fuori dallo spazio tradizionale del concerto per entrare direttamente in relazione con il patrimonio archeologico e il paesaggio.
Alle 20, sempre al Nuraghe Cuccurada, le parole incontreranno letteralmente la musica con “Annìle. Ovvero falsa fiaba della montagna di ferro”, romanzo d’esordio di Edoardo Mantega, pubblicato da Il Maestrale nel 2025 e vincitore della diciottesima edizione del Premio Gramsci. Mantega dialogherà con Luca Manunza di Cabudanne de Sos Poetas, prima che la presentazione lasci spazio a uno spettacolo per parole e musica.
La dimensione letteraria si trasformerà così in materia sonora attraverso Edoardo Mantega alla voce, parole e rumori, Raffaele Mura alla batteria, Luigi Frau al basso, bassitarra e sintetizzatori e Alberto Borsato alla chitarra, voce e sintetizzatori.
Annìle nasce dal ritrovamento immaginario di un diario sulle cime del Montiferru, custodito all’interno di un casolare di pietra lavica utilizzato come mandra per agnelli, un “annile” in sardo. La sua misteriosa voce narrante attraversa boschi, solitudini, comunità e incendi, interrogando il rapporto precario tra essere umano e natura e affidando alla parola poetica la possibilità di raccontare, denunciare e sopravvivere alla distruzione. Un universo narrativo che nel festival abbandona dunque la sola dimensione della pagina per diventare voce, ritmo e suono.
Il jazz internazionale del Daniel Karlsson Trio
La seconda giornata cambierà nuovamente scenario alle 22.30, quando il festival tornerà al Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine di Mogoro per il concerto del Daniel Karlsson Trio, formazione tra le più interessanti del jazz svedese ed europeo.
Accanto al pianista e band leader Daniel Karlsson saranno Fredrik Rundqvist alla batteria e Christian Spering al contrabbasso. Attivo dal debutto discografico Das Taxibåt del 2013, il trio ha consolidato la propria identità attraverso una musica nella quale jazz, influenze classiche, suggestioni degli anni Sessanta, atmosfere nordiche ed elettronica convivono all’interno di una scrittura fortemente riconoscibile. Con il secondo album Fusion for Fish, nel 2014, la formazione ha ottenuto il titolo di Jazz Group of the Year della Radio Svedese, il Golden Disc della rivista OJ e il Grammy svedese per il jazz.
Il percorso di Karlsson si intreccia inoltre con alcune esperienze centrali del jazz scandinavo contemporaneo: oltre a guidare il proprio trio, il pianista è componente del collettivo svedese Oddjob e del Magnus Öström Group, guidato dall’ex batterista degli E.S.T. Nel 2024 ha ricevuto il Jan Johansson Award, riconoscimento intitolato a una delle figure che hanno maggiormente contribuito alla definizione di una specifica identità europea del pianoforte jazz.
Tre appuntamenti, dunque, che nella stessa giornata attraversano archeologia, letteratura e jazz internazionale, mantenendo al centro quella relazione tra linguaggi differenti sulla quale Pedras et Sonus costruisce la propria identità.
Il festival prosegue mercoledì 19 agosto: da Music For Dance a Lorenzo Braina e A Bad Day
Il festival proseguirà mercoledì 19 agosto, ancora a Mogoro, con una giornata che dal jazz contemporaneo e dall’elettronica arriverà alla parola teatrale e alla ricerca sulle possibilità sonore della chitarra elettrica.
Alle 19, al Bar del Nuraghe Cuccurada, la rassegna Jatzilleri ospiterà Music For Dance, trio formato da Tobia Bondesan, Michele Bondesan e Giuseppe Sardina. Bondesan utilizzerà sax alto e soprano, sax preparato, synth analogico, samples ed elettronica; Michele Bondesan contrabbasso e nastri; Giuseppe Sardina batteria preparata, percussioni, batteria giocattolo e salterio.
Il progetto lavora sulla relazione tra dimensione acustica ed elettronica e sulla ritmicità come materia che attraversa musica, corpo, movimento, tempo e danza. Sassofoni, contrabbasso e batteria dialogano con sintetizzatori, campionamenti e nastri all’interno di una ricerca che moltiplica i piani sonori e mette in relazione scrittura, improvvisazione e sperimentazione timbrica.
Alle 21.30, sul Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine, sarà invece protagonista Lorenzo Braina con la presentazione e il monologo “Padri. Storie di uomini”. Educatore, divulgatore pedagogico e autore, Braina porterà al festival un lavoro costruito a partire da storie vere, interviste, lettere, dialoghi e ricordi, attraversando le diverse forme della paternità e interrogando il significato dell’essere padre e dell’essere figlio, tra presenza e assenza, fragilità, cura, responsabilità ed emozioni.
Alle 22.30 la serata si chiuderà con A Bad Day, progetto di Sara Ardizzoni ed Egle Sommacal. Due chitarre elettriche costruiscono un territorio sonoro che guarda alla musica classica contemporanea, all’elettronica, alla ricerca e a tradizioni musicali non occidentali, dal Gamelan alle ritmiche del Mali. Una ricerca timbrica affidata esclusivamente alle due linee di chitarra, senza loop, sovraincisioni o sample, nella quale architetture melodiche e armoniche diventano il punto di partenza per paesaggi sonori multiformi.
Pedras et Sonus protagonista di “Futurismo Sonori”
L’edizione 2026 si inserisce inoltre in un percorso di rilievo nazionale. L’Associazione Pedras et Sonus è infatti tra i partner di I-Jazz coinvolti nel Progetto Speciale del Ministero della Cultura “Futurismo Sonori”, iniziativa che celebra i centocinquant’anni dalla nascita di Filippo Tommaso Marinetti rileggendo l’eredità del Futurismo attraverso il linguaggio del jazz. Il progetto coinvolge una rete di festival, istituzioni culturali e comunità distribuite in nove regioni italiane, promuovendo residenze artistiche, nuove produzioni originali, concerti site-specific, percorsi di welfare culturale e attività formative che mettono in dialogo ricerca musicale, valorizzazione dei territori e inclusione sociale.
In questo contesto, Pedras et Sonus ospiterà nel mese di ottobre una delle residenze artistiche previste dal progetto, contribuendo alla costruzione di una rete nazionale che attraversa luoghi della cultura, paesaggi e comunità attraverso il jazz contemporaneo. A raccontare questo percorso sarà anche il podcast “Trasform-azioni”, curato dalla giornalista e conduttrice radiotelevisiva Valentina Lo Surdo, protagonista a Mogoro anche del Festival Letterario con gli appuntamenti dedicati al volume Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede di Michela Murgia e al progetto “Play Your Voice”, il primo metodo di public speaking ispirato alla musica-
Biglietti e informazioni
Sulla piattaforma Mailticket sarà possibile acquistare i carnet giornalieri e l’abbonamento valido per tutte le serate in programma al Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine dal 17 al 20 agosto. L’abbonamento comprende l’accesso agli otto spettacoli in cartellone, la t-shirt ufficiale del festival e, per ciascuna serata, un calice di vino offerto da Vini Ariu oppure una bottiglietta d’acqua. Anche i possessori del carnet giornaliero avranno diritto, per la giornata di validità del titolo, al calice di vino offerto da Vini Ariu oppure a una bottiglietta d’acqua. Carnet e abbonamento sono acquistabili anche con la Carta del Docente.
Per tutti gli spettacoli serali ospitati al Sagrato della Chiesa della Madonna del Carmine sarà inoltre attivo il servizio gratuito Baby Jazz, dedicato all’animazione dei bambini, per consentire anche alle famiglie di vivere pienamente l’esperienza del festival.
Sono previste agevolazioni per residenti, under 18, over 65, iscritti MIDJ – Musicisti Italiani di Jazz, possessori del biglietto della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna e del Nuraghe Cuccurada, oltre che per un accompagnatore delle persone con disabilità. L’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 12 anni e per le persone con disabilità.
Le modalità di accesso ai singoli eventi e agli appuntamenti ospitati nelle diverse sedi del festival sono consultabili nel programma ufficiale della manifestazione.
Sostenitori e partner
Il Pedras et Sonus Jazz Festival 2026 è organizzato dall’omonima associazione culturale con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport –, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna, di Nuovo IMAIE, Puglia Sounds, Italia Jazz e Corsica Sardinia Ferries, con la collaborazione dei Comuni di Mogoro, Sini e Orosei. Fondamentale il contributo dei partner territoriali e culturali, tra cui il Nuraghe Cuccurada, la Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna, Gitano, Baradeo, Hotel Residence Funtana Noa, Vini Ariu e Grafik Art, insieme alle realtà che condividono il percorso artistico del festival: Cabudanne de Sos Poetas, il Corso di Laurea Magistrale in Produzione Multimediale dell’Università degli Studi di Cagliari, Jazz Takes The Green, l’Ente Musicale di Nuoro, Time in Jazz, Dromos, Mariposas de Sardinia e l’Associazione Intermezzo Nuoro.
Il Festival
Il festival Pedras et Sonus nasce nel 2018 da un’idea della musicista e compositrice mogorese Zoe Pia. Nelle sue prime edizioni ha ospitato artisti del calibro di Antonello Salis, Mauro Ottolini, Baba Sissoko, Njamy Sitson, Paolo Angeli, Bebo Ferra e Ada Montellanico, costruendo e ampliando collaborazioni con importanti realtà come l’Università degli Studi di Cagliari, il Festival Internazionale Time in Jazz, il Conservatorio di Musica G.P. da Palestrina di Cagliari e il Conservatorio di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo. La kermesse rivolge una particolare attenzione al coinvolgimento attivo delle nuove generazioni di bambini e ragazzi e delle nonne, attraverso laboratori specifici (sensibilizzazione all’arte del riciclo, all’utilizzo della lingua sarda, allo sviluppo di valori di rispetto reciproco), oltre che alla valorizzazione dell’arte in ogni sua molteplice accezione, in costante dialogo con le varie e innumerevoli realtà locali.
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