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Re: Native OpenWebRX Client for Android

29 Settembre 2026 ore 22:26
The OpenWebRX Android Client v1.9 is now available from Google Play. This release adds configurable panel and waterfall colors, KiwiSDR bookmarks and bands display, and a few fixes.

If you like this Android app, please, consider rating the app on Google Play. Every positive voice helps raising app's visibility in the marketplace.
 
Waterfall-Themes.pngDisplay-Themes.pngControls.png

Restricting the Acquisition of Additional LIR Accounts

29 Settembre 2026 ore 15:55
The RIPE NCC Executive Board has decided to temporarily restrict members' ability to acquire additional Local Internet Registry (LIR) accounts. Taking effect on Tuesday, 29 September, the restriction also covers requests already in progress. The decision is a first step towards addressing the administrative burden of multiple accounts, while allowing related questions about IPv4 allocations from the IPv4 Waiting List to be discussed within the RIPE community.

Nell'èra degli algoritmi, chi governa il calcolo governa il possibile

29 Settembre 2026 ore 14:15

Dalla guerra fredda alla competizione tecnologica, il potere si esercita anche attraverso il controllo delle categorie linguistiche. L’intelligenza artificiale non si limita a produrre testi: orienta l’agenda globale e ridefinisce il perimetro della decisione sovrana. Per una media potenza come l’Italia, la posta in gioco è la sovranità cognitiva.

Mi hanno trovato incosciente...(codice rosso in ospedale)

29 Settembre 2026 ore 14:00

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A seguito di una caduta sono rimasto incosciente per 5 minuti di fila. Mi hanno portato in ospedale in codice rosso con un trauma cranico molto forte....

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stanca degli eroi della TV italiana

di: Stanca
29 Settembre 2026 ore 13:41

Io mi nutro, da sempre, di quella che per molti è merda. Mi riferisco alla televisione. Il primo libro che ricordo fu Mago Girò di Rodari, consigliatomi dalla mia maestra d’italiano, ma la fiaba vera si accendeva nel pomeriggio, dopo scuola, dentro lo schermo. Se ho sviluppato una passione amatoriale per il disegno e il bricolage lo devo ad Art Attack e a L’albero azzurro, i miei insegnanti insieme a la Melevisione. Tra le mie immagini mentali la più antica è targata Mediaset e risale ai tempi di Bim Bum Bam e a One, il suo pupazzo, che mi facevano compagnia quando vivevo nella vecchia casa in affitto. La mia morale è stata forgiata da Dragonball, e mentre i miei compagni collezionavano le figurine Panini io pregavo mia madre di comprarmi le bustine di Yu-Gi-Oh, che stimolava la mia passione primordiale per l’Egitto dei faraoni. Non avevo preferenze di genere, guardavo programmi come le Winx, Rossana, Hamtaro.

Il palinsesto era un pantheon con due templi: da una parte l’edonismo smaliziato di Berlusconi, che in una logica di risparmio importava anime giapponesi e non produceva più nulla da sé; dall’altra la televisione artigianale della RAI, fatta di autori, attori e registi, che allora possedeva un’aura che Mediaset rivendicava orgogliosamente di non avere. Due amici, due orientamenti in contrasto, i poli della mia formazione.

Poi c’erano le liturgie collettive, che scandivano l’anno come un calendario pagano. Intorno alle 20:00 Passaparola, in alternativa Sarabanda e poi il sabato Ciao Darwin, dove l’evoluzione della specie diventava un torneo tra tribù italiane. Il materiale d’archivio di pessimo gusto di Paperissima, il Festivalbar con cui si dichiarava aperta l’estate, il rigore invernale delle serate di Sanremo e ogni quattro anni i Mondiali, l’unico momento in cui un intero paese guardava nella stessa direzione. Questo il televisore lo sapeva fare: produrre comunità dal nulla, per un mese, per una sera.

In televisione ho avuto i miei primi incontri con la mitologia, l’animazione giapponese, la comicità, l’erotismo e la scienza. Megan Gale e i dinosauri: i miei primi amori. Ma il piccolo schermo mi introdusse persino al Cinema e al Teatro. Il Padrino e L’Esorcista mi iniziarono ai grandi cult, mentre I Corti di Aldo Giovanni e Giacomo mi accompagnarono per la prima nel dietro le quinte di un palcoscenico. E poi Independence Day, Troy e Il Gladiatore mi consegnarono al soft Power statunitense. Molti di questi frammenti potevo rivederli all’infinito, grazie al videoregistratore di mio padre e alle centinaia di VHS che avevano la capacità di farmi viaggiare lungo il mio cordone ombelicale emotivo, grazie alle vecchie pubblicità che, ricordo, reclamavano prodotti che già da ragazzino non esistevano più.

Poi arrivarono Amici e il Grande Fratello, aprendo così l’era dei Talent e dei Reality Show e il desiderio cominciò a essere fabbricato in serie. Da lì in poi l’esilio del fantastico, in fuga da una televisione che diventava la scuola del talento, con i suoi verdetti, la sua classifica, la sua sedia da meritare. Da lì la strada è quasi lineare. Il fantastico è stato drenato dallo schermo.

Negli anni la mia frequentazione con il mezzo televisivo è proseguita in altri modi e solo di recente mi ritrovo quotidianamente ostaggio volontario dello schermo-monolite che mi guarda dal mobile del salotto. Oggi la programmazione televisiva sembra la Rupe dei Re durante il regno misero di Scar, e non rimane che un desolante paesaggio in cui l’occhio delle istituzioni non fa che raccontare la propria sterile mitologia, fatta dei noiosi eroi laici della mentalità piccolo borghese italiana: poliziotti, magistrati, medici, santi, imprenditori, preti e suore, affiancati da uno stuolo di cantanti ascesi al cielo delle stelle fisse, riciclati eternamente nei programmi necrofili di Carlo Conti come fantasmi in bianco e nero prigionieri delle telecamere.

I muri sono crollati e non c’è più un’aura a distinguere il palinsesto del servizio pubblico dal resto dell’offerta televisiva. Da quando la tv dei bambini e dei ragazzi è stata sacrificata sull’altare dell’economia, ogni sforzo è andato alla costruzione ossessiva del mito civile della legalità, parola tombale che ha cancellato qualsiasi frizione ideologica (chi si dichiarerebbe contro la legalità?) e ha funestato l’immaginario italiano con prodotti propagandistici stucchevoli e autocelebrativi.

La lotta al terrorismo extraparlamentare e lo stragismo di Cosa Nostra convivono con l’elegia del piccolo borgo, confezionata da una fotografia “smarmellata” e da un eroe o un’eroina che se non appartiene alle forze dell’ordine sembra avere come unica prerogativa quella di sostituirsi agli inquirenti. Sotto le sembianze del classico detective si cela il cittadino delatore: il vicino che chiama la polizia quando la musica supera una certa soglia, l’impiccione che controlla la tua spazzatura, il tizio in parrocchia sempre pronto a osservare i tuoi comportamenti e il tuo modo di vestire. Dietro il commissario, il magistrato, il santo e il prete ci restituisce il suo sguardo torvo il nostro prossimo, a cui siamo legati dall’inimicizia, dal sospetto che dietro ogni persona per strada, nel nostro stesso condominio, si nasconda un delinquente, forse un serial killer. Gli sconosciuti diventano tutti Joe Pesci in Mamma, ho perso l’aereo, le case dei fronti di guerra in cui barricarsi contro il mondo.

Nella cultura gnostica l’ascesi dell’uomo pneumatico, l’esiliato nella materia, è pregiudicata dagli angeli servitori del demiurgo, la nomenclatura degli arconti. Ognuno pone una barriera al risveglio. Le nostre nonne e le nostre mamme pensano di guardare Don Matteo o Il commissario Ricciardi e non si rendono conto di ossequiare Yaldabaoth, il demiurgo in forma di leone con corpo di serpente, lussuria e tentazione, e i suoi misteriosi emissari. La storia della televisione è la storia dell’ordine arcontico.

Il problema è che io quell’acqua l’ho bevuta. Non sono un osservatore sceso da un altro pianeta a documentare la fauna della fiction italiana: sono stato allevato in questa vasca, e i suoi codici mi hanno insegnato a leggere prima ancora che imparassi a scegliere cosa leggere. So riconoscere a tre secondi dalla sigla se un episodio si chiuderà con la confessione o con la morte del colpevole, so quando arriverà la musica, in quale punto il commissario si fermerà a guardare il mare. Questa competenza non l’ho scelta e non riesco a disfarmene. È la mia grammatica madre, e chi contesta la propria grammatica madre deve pur sempre farlo parlando.

Eppure c’è un resto. Mentre il mio corpo ossequia il rito, seduto davanti al monolite con la serata che si consuma, qualcosa in me non aderisce. Non è snobismo, che sarebbe la forma più ingenua di innocenza: il mio disprezzo per Don Matteo è alimentato dalla stessa fame che una volta mi teneva incollato ai cartoni. È un attrito, il sospetto che la mia sensibilità sia stata plasmata da qualcosa che non riesce a contenerla del tutto. Il bambino che rivedeva all’infinito le VHS aveva ricevuto, insieme ai contenuti, un’eccedenza che nessun palinsesto aveva previsto: la nostalgia di un fantastico che la tv stessa gli aveva promesso e poi, un po’ alla volta, ha smesso di mantenere.

Un pesce non sa di essere nell’acqua finché qualcosa non lo mette in condizione di non coincidere più con essa. Come Cole Sear nel Sesto senso, non sapevo di parlare con i morti: ero morto pure io? La coscienza è una forma di disadattamento: sentirsi dentro un mondo significa già non esservi completamente sciolti.

Gli gnostici avrebbero chiamato questo residuo “scintilla”. Il pneuma esiliato nella materia non è estraneo alla materia, la abita, ne parla la lingua, e tuttavia serba un ricordo di provenienza che nessun arconte gli ha consegnato. Non so se sia nostalgia del Pleroma o semplice memoria d’infanzia, quando Goku e i dinosauri facevano crepe nel soffitto del salotto. So solo che quando guardo Yaldabaoth mi riconosco nei suoi tratti, perché è stato lui a insegnarmi a vedere, e che è precisamente per questo che posso permettermi di chiamarlo per nome.

The post stanca degli eroi della TV italiana first appeared on Stanca.

JetLUG - Linux Day 2026

29 Settembre 2026 ore 10:30
Linux Day 2026 Cos’è il Linux Day? Il Linux Day è la principale manifestazione italiana dedicata a GNU/Linux, al software libero e alla cultura aperta. Introduzione agli algoritmi di codifica e decodifica audio Bluetooth Patrich TIVOLI Presentazione del libro: superare la certificazione web Development Essentials e imparare le basi della programmazione web!Marco Colombo

Il vertice Cina-Usa e il silenzio sui chip

29 Settembre 2026 ore 07:11
Il vertice Cina-Usa e il silenzio sui chip cina chip usa

Probabilmente serviranno diversi giorni per poter tirare un bilancio esaustivo della visita a Washington del presidente cinese Xi Jinping. Ma la pubblicazione dei rispettivi comunicati è già un interessante spunto di analisi. E, come spesso avviene in Cina, sono le omissioni a contare più delle delle dichiarazioni conclamate. Per ora il risultato più rilevante del summit sembra riguardare l’esenzione tariffaria ...

L'articolo Il vertice Cina-Usa e il silenzio sui chip proviene da China Files.

parallel @ Savannah: GNU Parallel 20260922 ('Parton') released [stable]

22 Settembre 2026 ore 21:36

GNU Parallel 20260922 ('Parton') has been released. It is available for download at: lbry://@GnuParallel:4

Quote of the month:

  GNU parallel is awesome. Use it more often in your scripts!
    -- Wade @WadeGrimshire@twitter

New in this release:

  • Bug fixes and man page updates.


GNU Parallel - For people who live life in the parallel lane.

If you like GNU Parallel record a video testimonial: Say who you are, what you use GNU Parallel for, how it helps you, and what you like most about it. Include a command that uses GNU Parallel if you feel like it.


About GNU Parallel


GNU Parallel is a shell tool for executing jobs in parallel using one or more computers. A job can be a single command or a small script that has to be run for each of the lines in the input. The typical input is a list of files, a list of hosts, a list of users, a list of URLs, or a list of tables. A job can also be a command that reads from a pipe. GNU Parallel can then split the input and pipe it into commands in parallel.

If you use xargs and tee today you will find GNU Parallel very easy to use as GNU Parallel is written to have the same options as xargs. If you write loops in shell, you will find GNU Parallel may be able to replace most of the loops and make them run faster by running several jobs in parallel. GNU Parallel can even replace nested loops.

GNU Parallel makes sure output from the commands is the same output as you would get had you run the commands sequentially. This makes it possible to use output from GNU Parallel as input for other programs.

For example you can run this to convert all jpeg files into png and gif files and have a progress bar:

  parallel --bar convert {1} {1.}.{2} ::: *.jpg ::: png gif

Or you can generate big, medium, and small thumbnails of all jpeg files in sub dirs:

  find . -name '*.jpg' |
    parallel convert -geometry {2} {1} {1//}/thumb{2}_{1/} :::: - ::: 50 100 200

You can find more about GNU Parallel at: http://www.gnu ... rg/s/parallel/

You can install GNU Parallel in just 10 seconds with:

    $ (wget -O - pi.dk/3 || lynx -source pi.dk/3 || curl pi.dk/3/ || \
       fetch -o - http://pi.dk/3 ) > install.sh
    $ sha1sum install.sh | grep c555f616391c6f7c28bf938044f4ec50
    12345678 c555f616 391c6f7c 28bf9380 44f4ec50
    $ md5sum install.sh | grep 707275363428aa9e9a136b9a7296dfe4
    70727536 3428aa9e 9a136b9a 7296dfe4
    $ sha512sum install.sh | grep b24bfe249695e0236f6bc7de85828fe1f08f4259
    83320d89 f56698ec 77454856 895edc3e aa16feab 2757966e 5092ef2d 661b8b45
    b24bfe24 9695e023 6f6bc7de 85828fe1 f08f4259 6ce5480a 5e1571b2 8b722f21
    $ bash install.sh

Watch the intro video on http://www.youtub ... L284C9FF2488BC6D1

Walk through the tutorial (man parallel_tutorial). Your command line will love you for it.

When using programs that use GNU Parallel to process data for publication please cite:

O. Tange (2018): GNU Parallel 2018, March 2018, https://doi.org/1 ... 81/zenodo.1146014.

If you like GNU Parallel:

  • Give a demo at your local user group/team/colleagues
  • Post the intro videos on Reddit/Diaspora*/forums/blogs/ Identi.ca/Google+/Twitter/Facebook/Linkedin/mailing lists
  • Get the merchandise https://gnuparall ... igns/gnu-parallel
  • Request or write a review for your favourite blog or magazine
  • Request or build a package for your favourite distribution (if it is not already there)
  • Invite me for your next conference


If you use programs that use GNU Parallel for research:

  • Please cite GNU Parallel in you publications (use --citation)


If GNU Parallel saves you money:



About GNU SQL


GNU sql aims to give a simple, unified interface for accessing databases through all the different databases' command line clients. So far the focus has been on giving a common way to specify login information (protocol, username, password, hostname, and port number), size (database and table size), and running queries.

The database is addressed using a DBURL. If commands are left out you will get that database's interactive shell.

When using GNU SQL for a publication please cite:

O. Tange (2011): GNU SQL - A Command Line Tool for Accessing Different Databases Using DBURLs, ;login: The USENIX Magazine, April 2011:29-32.


About GNU Niceload


GNU niceload slows down a program when the computer load average (or other system activity) is above a certain limit. When the limit is reached the program will be suspended for some time. If the limit is a soft limit the program will be allowed to run for short amounts of time before being suspended again. If the limit is a hard limit the program will only be allowed to run when the system is below the limit.

23.000 Euro di DANNI ... Eccoci sulla strada più TEMUTA d'ISLANDA

27 Settembre 2026 ore 19:51

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1199: In Islanda ci sono strade che possono costarti molto più del semplice prezzo di un'escursione.

Ogni anno in Islanda circa 100 veicoli hanno bisogno di soccorso, e a farne le spese sono soprattutto le auto 4x4 prese a noleggio.

Il problema? tra i diversi certamente i guadi.

Basta affrontare l'acqua nel modo sbagliato, entrare troppo velocemente o sottovalutare la profondità per trasformare un'escursione in un conto da migliaia di euro. E in alcuni casi i danni possono arrivare a 23.000 euro, o anche oltre.

In questo video percorriamo una delle strade più impegnative dell'Islanda e vediamo cosa può succedere quando un guado viene affrontato nel modo sbagliato.

Perché qui un errore di pochi secondi può costare davvero molto caro.

#Islanda #Iceland #4x4 #Guadi #Fuoristrada #ViaggioInIslanda #Camper #Overland #IcelandRoad #Iceland4x4

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