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“Sono il re dell’autosabotaggio, ma non c’è nessuno come me in Europa. Salvatores? Ha detto che sono un ‘topo di ministero, po mi ha chiesto scusa perché mi ha molto ferito”: così Luca Barbareschi

17 Ottobre 2026 ore 15:57

“Mi sono sempre svalutato perché purtroppo, per come sono fatto io, sono il re dell’autosabotaggio”. Dietro la corazza del produttore e dell’uomo di spettacolo, Luca Barbareschi ammette apertamente di soffrire della sindrome dell’impostore. Ospite nel salotto di Nunzia De Girolamo a “Ciao Maschio”, nella puntata in onda su Rai1 sabato 17 ottobre, l’attore confessa come, di fronte ai traguardi raggiunti, il suo primo istinto sia la negazione: “La prima cosa che penso è di non meritarmelo”.

Nel corso dell’intervista, il confronto si sposta sulle passate frizioni con Gabriele Salvatores, che lo aveva accusato di aver strumentalizzato le persone per favorire la propria carriera, definendolo un “topo di ministero”. Barbareschi chiarisce l’episodio ribadendo la propria integrità e rivelando un chiarimento privato: “Questa è stata una cosa di cui Gabriele mi ha chiesto scusa, perché mi ha molto ferito. Io non ho mai usato tutto e tutti, non ho mai usato le persone. Questa frase secondo me l’ha detta in un momento di confusione sua e io accetto le sue scuse”. Sulla presunta contiguità con gli apparati istituzionali, l’attore risponde con pragmatismo, analizzando il sistema culturale italiano: “Chi non è stato topo di ministero in questo Paese scagli la prima pietra, perché è un Paese dove se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna”.

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