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CUPRA rinnova la gamma italiana tra design, tecnologia e nuove offerte

17 Ottobre 2026 ore 10:09

CUPRA aggiorna la gamma italiana con Formentor Impulse, nuove Tribe Edition e versioni Business: dotazioni, motori e prezzi.

La gamma CUPRA 2026 si amplia in Italia con tre proposte che puntano su esigenze differenti: il nuovo allestimento Formentor Impulse, le esclusive Tribe Edition e le versioni CUPRA x Business. Il marchio rafforza così la propria presenza tra SUV coupé, berline sportive e station wagon, combinando motorizzazioni termiche ed elettrificate, contenuti tecnologici e formule commerciali dedicate. Le novità riguardano modelli già presenti sul mercato: cambiano dotazioni, possibilità di scelta e posizionamento delle versioni.

CUPRA Formentor Impulse: il SUV coupé diventa più ricco

La principale novità per il bestseller del marchio è CUPRA Formentor Impulse, allestimento che abbina stile e comfort a un pacchetto di serie particolarmente completo. Comprende cerchi in lega Artic Black Matt da 19 pollici, tetto panoramico, vernice metallizzata ed Edge Pack. Quest’ultimo introduce accesso Keyless Advanced, illuminazione ambientale Smart Wraparound, telecamera posteriore, portellone elettrico handsfree e antifurto. Sulle versioni e-HYBRID è incluso il cavo Mode 3. La scelta dei propulsori spazia tra benzina TSI, diesel TDI, mild hybrid e plug-in, con potenze da 150 a 333 CV.

Prezzo Formentor Impulse e nuovi sistemi di assistenza

La Formentor Impulse 1.5 Hybrid DSG da 150 CV viene proposta con una promozione da 34.900 euro, valida secondo il comunicato fino al 31 ottobre 2026 presso i concessionari aderenti, IPT esclusa. In alternativa è previsto un finanziamento CUPRA Way da 195 euro al mese, soggetto ad anticipo, rata finale e condizioni contrattuali: non si tratta quindi del costo complessivo della vettura. Si aggiornano anche le tecnologie disponibili a richiesta: il pacchetto Intelligent Drive introduce una funzione di arresto di emergenza nella corsia libera più a destra; il Trained Park Assist può memorizzare le manovre abituali. Per l’audio Immersive by Sennheiser arrivano quattro attuatori integrati nel cielo dell’abitacolo.

Tribe Edition: quattro modelli e materiali più sostenibili

Le CUPRA Tribe Edition interessano Formentor, Leon, Leon Sportstourer e Terramar. Il tratto comune è una personalizzazione più marcata: vernice Midnight Black di serie, nuova tinta Manganese Matt, dettagli Dark Chrome e cerchi specifici con finitura Sulfur Green, realizzati con il 20% di materiali riciclati. Nell’abitacolo, alcune finiture plastiche utilizzano fino al 30% di materiali riciclati e una vernice con il 15% di materiale di origine biologica. I sedili sportivi impiegano tessuti centrali riciclati al 100%, realizzati con lavorazione 3D knitting, pensata per ridurre gli scarti di produzione.

Leon e Leon Sportstourer Tribe Edition: sportività e versatilità

La CUPRA Leon Tribe Edition parte da 36.100 euro, mentre la Leon Sportstourer Tribe Edition inizia da 37.850 euro, secondo i prezzi comunicati dal marchio. La dotazione comprende sedili sportivi dedicati, finiture Sulfur, accesso senza chiave e retrocamera. Per le versioni compatibili figurano anche controllo dinamico dell’assetto DCC e assale posteriore Multilink, non disponibili sul 2.0 TDI. La famiglia comprende benzina, diesel, mild hybrid e plug-in, con potenze che arrivano a 333 CV nelle configurazioni indicate nel comunicato.

Formentor e Terramar Tribe Edition: due SUV, due caratteri

La Formentor Tribe Edition valorizza il SUV coupé con cerchi da 19 pollici, sedili 3D knitting, portellone elettrico e una gamma motori estesa dalle unità tradizionali alle e-HYBRID da 204 e 272 CV. Il prezzo di partenza dichiarato è 39.700 euro per il 1.5 TSI da 150 CV. La Terramar Tribe Edition adotta invece cerchi dedicati da 20 pollici e può essere scelta con motori benzina, mild hybrid e plug-in. Per il SUV più grande, la proposta parte da 45.350 euro nella versione 1.5 Hybrid da 150 CV. Le due interpretazioni condividono la ricerca di un’identità più esclusiva.

CUPRA x Business: allestimenti per flotte e clienti privati

Con CUPRA x Business il costruttore affianca alla gamma tre versioni rivolte a professionisti e flotte, ma acquistabili anche dai privati: Terramar Business, Formentor Business e Leon Sportstourer Business. L’obiettivo è semplificare le configurazioni e offrire equipaggiamenti utili nella guida quotidiana. Il pacchetto Edge porta, secondo il modello, accesso Keyless Advanced, illuminazione Smart Wraparound, sistemi di assistenza e portellone elettrico handsfree. Restano disponibili più motorizzazioni, comprese soluzioni mild hybrid e ibride ricaricabili, per rispondere a percorrenze e necessità differenti.

Prezzi CUPRA Business e strategia della nuova gamma

Il listino annunciato parte da 35.700 euro per Leon Sportstourer Business con 1.5 TSI da 150 CV; seguono Formentor Business da 38.500 euro e Terramar Business da 43.900 euro. Quest’ultima offre, tra l’altro, climatizzazione tri-zona e cruise control adattivo predittivo nel pacchetto Edge. Nel complesso, l’offensiva CUPRA non introduce soltanto nuove denominazioni commerciali: amplia la scelta tra allestimenti ricchi, personalizzazioni più ricercate e configurazioni orientate al valore d’uso. Per chi valuta una nuova auto, il confronto dovrà considerare non solo il prezzo di ingresso, ma anche dotazione, propulsore e condizioni delle eventuali offerte.

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Quando il Messico incontra la Sicilia

17 Ottobre 2026 ore 10:00

Domenica 27 settembre, nella Piazza del Villaggio di Locogrande, a Misiliscemi, c’è stato un evento che è stato un toccasana al cuore e alla testa. Un’iniziativa pubblica promossa da una rete di realtà del territorio ha trasformato una piccola piazza di provincia nel punto d’incontro tra la nostra terra e le lotte di tutto il mondo.

La mattinata si è aperta nel modo più semplice e vivo possibile: un laboratorio artistico e creativo collettivo, aperto a tutti e tutte. Già dalle dieci del mattino la piazza si è popolata di colori, pennarelli e grandi cartelli da riempire insieme. È stato uno spazio informale e leggero, ma allo stesso tempo profondamente radicato nei nostri problemi reali. Tra una scritta e una risata, lavoratori, residenti, attivisti e curiosi si sono ritrovati fianco a fianco. E parlando dei cartelli che stavamo preparando sull’acqua, sul diritto alla vita, contro la base militare e gli F-35 a Trapani-Birgi, sono nate riflessioni spontanee, genuine, fatte di sguardi e condivisione. In quel fare manuale e spensierato c’era già l’alternativa: riprendersi i propri spazi pubblici partendo dalla cura e dallo stare insieme senza deleghe.
Da quel clima di laboratorio, la mattinata è sfociata con naturalezza nel momento assembleare, iniziato verso l’una. Ed è lì che il respiro della giornata si è allargato in modo straordinario, ascoltando direttamente i rappresentanti della delegazione internazionale arrivata dal Messico. A prendere la parola per prima è stata la rappresentante del Centro per i Diritti Umani Frayba, portando con sé il peso e la lucidità di chi opera quotidianamente nel Chiapas, a fianco delle comunità oppresse. Ascoltarla è stato un pugno nello stomaco e insieme una spinta immensa: ci ha raccontato la violenza feroce e sistematica subita da chi difende i diritti umani, la terra e la vita contro i grandi interessi delle multinazionali e dei governi, ricordandoci cosa significhi fare i conti con i vicini di casa desaparecidos e con una militarizzazione che calpesta ogni forma di dignità umana.
Subito dopo, l’intervento dei delegati del Congresso Nazionale Indigeno (CNI) ha allargato ulteriormente lo sguardo, portando la voce viva dei popoli originari che resistono contro l’espropriazione dei territori e la devastazione ambientale. Hanno raccontato di come le comunità continuino a organizzarsi dal basso proponendo invece che imponendo, raccogliendo la forza radicale dello zapatismo per praticare l’autogoverno e difendere la propria terra rifiutando la logica cinica del profitto. Certo, chi vive lì affronta dinamiche e tragedie di una gravità per noi quasi inimmaginabile, eppure ascoltandoli parlare in quella piazza di Misiliscemi, la sensazione più nitida è stata un’altra, cioè che tutto il mondo è intrinsecamente legato.
Perché mentre ascoltavi le loro storie, capivi perfettamente che la mano che devasta i territori e calpesta i diritti laggiù è la stessa identica mano che in provincia di Trapani impone le basi militari, investe i nostri risparmi nel campo di addestramento per i piloti degli F-35 e condanna la nostra terra alla sete, all’abbandono e all’emigrazione giovanile. Il sistema economico, statale e militare che ci governa è totalizzante e globale, non fa sconti a nessuno e sfrutta le periferie del mondo per i propri profitti.
Ma la lezione più grande di quell’assemblea non è stata la constatazione amara di quanto questo sistema sia cinico: la vera forza è stata scoprire che la resistenza è altrettanto globale. In quella piazza si è toccato con mano cosa significhi l’internazionalismo: non una parola vuota da convegno, ma sguardi, parole condivise, mani che si stringono e la consapevolezza che i nostri problemi non sono affatto isolati. La nostra piccola vertenza locale contro la base di Birgi prende forza e respiro quando si collega alle lotte di chi, in ogni angolo del pianeta, rifiuta di essere merce o scarto.
La convergenza tra i popoli ci ha ricordato che la vera sicurezza non si costruisce con gli aerei d’attacco o con i confini armati, ma curando la terra, difendendo l’acqua e stringendo legami autentici di solidarietà. La strada per cambiare le cose è lunga, irta e difficile, come sappiamo bene qui in Sicilia, ma l’incontro a Locogrande ci ha lasciato una certezza luminosa: non siamo soli. E sapere di camminare insieme a chi, da lontano, lotta con la stessa nostra dignità, ti dà una spinta formidabile per continuare a fare la tua parte, qui, nel nostro piccolo pezzo di mondo.
Luca Lo Buglio

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È uscito “SEME ANARCHICO” ESTATE-AUTUNNO 2026

16 Ottobre 2026 ore 22:00
È uscito “SEME ANARCHICO” ESTATE-AUTUNNO 2026
(costo di una copia € 2,50; abbonamento € 15). Per contattare la redazione scrivere a: semeanarchico@libero.it
 Per abbonamenti e pagamenti copie versare i contributi sulla nuova Carta Postapay Evolution n.: 5333 1745 7111 66725 intestata a Catale Antonietta.
 Per effettuare versamenti dall’estero contattare la redazione per ricevere i dati IBAN della suddetta carta. Telefono cell. 3335088303

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Icons of Speed, in mostra le leggende dell’endurance

17 Ottobre 2026 ore 01:12

Resistere per ore, affrontare la notte e mantenere la vettura competitiva fino alla bandiera a scacchi: l’endurance è una delle sfide più impegnative del motorsport. A raccontarla sarà Icons of Speed – Endurance Legends, la mostra tematica di Auto e Moto d’Epoca 2026, in programma a BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre, con una selezione di vetture che hanno lasciato il segno nella storia delle competizioni.

Le regine della durata

Nel padiglione d’ingresso di via Costituzione saranno esposte dodici protagoniste delle gare di durata. Tra queste figurano la Porsche 917 con livrea Gulf, la Porsche 956 Rothmans e la Sauber C9, vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 1989. Accanto a loro troveranno spazio la Bentley EXP Speed 8, la Lancia Beta Montecarlo Turbo e la LC1, oltre a rarità come l’Alfa Romeo Tipo 33, la Bugatti EB110 LM e la Maserati MC12 Corsa, prodotta in soli 15 esemplari. Completano la selezione la Courage C52 Pescarolo, la Rondeau M382 e la Nissan NPT-90. Una parte significativa delle vetture proviene dal Nationales Automuseum – The Loh Collection e dalla Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica.

Dodici storie di resistenza

Con la sua livrea Gulf azzurra e arancione, la Porsche 917 è una delle protagoniste delle gare di durata. L’esemplare esposto, uno dei soli 25 originali costruiti, corse nel 1970 con Jo Siffert e Brian Redman, conquistando la vittoria alla 1000 km di Spa e il secondo posto alla 24 Ore di Daytona. L’Alfa Romeo Tipo 33 debuttò alla 24 Ore di Daytona del 1968, chiudendo settima assoluta e contribuendo al dominio della propria classe. Nello stesso anno conquistò il terzo posto alla Targa Florio. Il suo 2.0 V8 sviluppava 270 CV a 9.600 giri/min, con una velocità massima di circa 300 km/h, caratteristiche che ne fanno una delle sport-prototipo italiane più rappresentative degli anni 60. Protagonista del Gruppo 5, la Lancia Beta Montecarlo Turbo conquistò tre titoli mondiali di classe consecutivi e contribuì alla vittoria di Lancia nel Campionato Mondiale Marche del 1980. La vettura esposta vinse la 6 Ore del Mugello dello stesso anno con Riccardo Patrese ed Eddie Cheever. Leggerezza ed efficienza aerodinamica furono tra gli elementi chiave del suo successo contro rivali come Porsche e BMW. La Porsche 956 Rothmans dominò il Mondiale Sport Prototipi tra il 1982 e il 1984. L’esemplare esposto conquistò sette vittorie su undici gare nella stagione 1984 con Derek Bell e Stefan Bellof. Costruita in appena dieci esemplari ufficiali Rothmans, pesava 840 kg ed era equipaggiata con un 2.7 sei cilindri boxer biturbo da 640 CV, capace di farla arrivare a 355 km/h. Progettata da Giampaolo Dallara e Gianni Tonti, la Lancia LC1 puntava su leggerezza e agilità per sfidare le Porsche 956. Con una carrozzeria di kevlar e fibra di vetro, un peso di soli 640 kg e un 1.4 turbo da oltre 450 CV, conquistò il terzo posto alla 1000 km di Spa e la pole position alla 1000 km del Fuji nel 1982, dove terminò seconda. La Sauber C9 fu una delle grandi protagoniste della stagione 1989, quando conquistò il Mondiale Sport Prototipi e la 24 Ore di Le Mans. L’esemplare esposto, utilizzato da Jean-Louis Schlesser e Jochen Mass, vinse quattro delle cinque gare disputate con quel telaio. Il suo 5.0 V8 biturbo sviluppava fino a 900 CV che le permetteva di raggiungere i 400 km/h, mentre la livrea argentata richiamava le Frecce d’Argento degli anni 30. Sviluppata per le gare americane della categoria GTP, la Nissan NPT-90 sfruttava l’effetto suolo attraverso grandi tunnel aerodinamici laterali e adottava un 3.0 V6 biturbo. Il suo risultato più importante arrivò nel 1991, con la vittoria alla 12 Ore di Sebring insieme a Geoff Brabham, che conquistò così il quarto titolo IMSA consecutivo. Nel 2014 la vettura tornò a distinguersi nelle competizioni storiche vincendo l’Historic Grand Prix of Zandvoort. La Bugatti EB110 LM è l’unica vettura della Marchio di Molsheim moderna costruita a Campogalliano ad aver partecipato alla 24 Ore di Le Mans. Derivata dalla EB110 SS, montava un 3.5 V12 con quattro turbocompressori e oltre 600 CV. Nel 1994 si dimostrò competitiva nelle prove, ma problemi tecnici e un inconveniente nelle fasi finali impedirono all’equipaggio di concludere la gara. La Bentley EXP Speed 8 segnò il ritorno del marchio britannico a Le Mans dopo 71 anni dall’ultima vittoria assoluta. Al debutto nel 2001 conquistò il successo nella classe LM GTP e il terzo posto assoluto, aprendo la strada alla vittoria del 2003. Il progetto rappresentò il rilancio delle ambizioni sportive di Bentley, legando la tradizione dei Bentley Boys a una nuova stagione di successi. Sviluppata da Yves Courage e successivamente adottata da Henri Pescarolo per la propria scuderia, la Courage C52 montava un 3.2 V6 Peugeot. Nel 2000 concluse la 24 Ore di Le Mans al quarto posto assoluto, alle spalle delle tre Audi R8, dimostrando la competitività di un progetto indipendente in una stagione che segnò l’inizio del dominio Audi nella gara francese. La Rondeau M382 rappresenta l’eredità di Jean Rondeau, unico pilota ad aver vinto Le Mans con una vettura costruita dalla propria azienda, nel 1980. L’esemplare esposto partecipò alla 24 Ore del 1983, ritirandosi dopo 31 giri per un guasto meccanico. La sua livrea originale dipinta a mano conserva la memoria di un progetto indipendente, capace di sfidare i grandi costruttori dell’endurance. Derivata dalla MC12 GT1, protagonista del campionato FIA GT, la Maserati MC12 Corsa fu realizzata nel 2006 per una clientela selezionata e per il solo utilizzo in pista. Il suo 6.0 V12 aspirato sviluppava 755 CV, mentre il peso di 1.150 kg e i freni carboceramici ne sottolineavano l’impostazione da vera vettura da competizione. Un’espressione del ritorno della Maserati alle corse internazionali.

La lunga corsa dell’innovazione

Dalla 24 Ore di Le Mans a Daytona, passando per Monza e il Nürburgring, le gare endurance hanno messo alla prova uomini e macchine, diventando un terreno fondamentale per lo sviluppo automobilistico. Aerodinamica, materiali e affidabilità sono stati affinati in pista, spesso anticipando soluzioni destinate a influenzare anche le vetture stradali. La mostra rende omaggio anche al lavoro dietro le quinte: strategie, soste ai box e scelte tecniche che, dopo ore di gara, possono decidere un risultato.

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