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Noleggio auto con truffa sul web, tre indagati a Catania

17 Ottobre 2026 ore 12:09
Noleggio auto con truffa sul web, tre indagati a Catania

CATANIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha scoperto un finto sito di autonoleggio e individuando i tre presunti gestori. Le indagini sono state condotte dagli agenti della Polizia di Frontiera, in servizio presso l’aeroporto, dopo la denuncia di una donna per essere stata raggirata sul web nelle fasi di noleggio di un’auto.

I poliziotti hanno eseguito una serie di verifiche sul portale on line, che si presentava perfettamente costruito per sembrare autentico e affidabile. In realtà, gli agenti della Polizia di Frontiera hanno scoperto come, dietro al sito internet, si nascondesse un sofisticato meccanismo fraudolento, finalizzato a carpire la buona fede degli utenti in modo da indurli ad effettuare pagamenti, credendo di noleggiare un veicolo. 

Nel corso degli accertamenti, sono stati incrociati alcuni dati relativi ai codici iban forniti alla vittima per effettuare le transazioni e all’utenza telefonica utilizzata per mettersi in contatto con la donna. In questo modo, il lavoro investigativo ha permesso di risalire all’identità di tre soggetti, due 33enni e un 37enne, che, secondo quanto appurato, avrebbero operato in modo sinergico per mettere a segno il raggiro. I tre sono stati denunciati in concorso tra loro per il reato di truffa. 

-Foto di repertorio Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

Caro carburanti, Schifani sente Salvini: “Martedì a Milano ci saranno anche gli autotrasportatori siciliani”

17 Ottobre 2026 ore 11:43
Caro carburanti, Schifani sente Salvini: “Martedì a Milano ci saranno anche gli autotrasportatori siciliani”

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, questa mattina ha avuto un colloquio telefonico sulla vertenza degli autotrasportatori siciliani con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ieri aveva già incontrato il vice presidente della Regione, Luca Sammartino.

Al centro del confronto le ragioni della protesta che sta paralizzando l’isola. Il presidente della Regione ha ottenuto l’impegno del governo nazionale sui temi cruciali dell’agitazione, a partire dal costo eccessivo del carburante. Martedì a Miliano si terrà un tavolo istituzionale per sciogliere tutti i nodi della protesta e per la prima volta, su proposta di Schifani, saranno presenti anche gli autotrasportatori siciliani.

“L’interlocuzione con il ministro Salvini – sottolinea il presidente Schifani – è stata assolutamente positiva, vista la sua disponibilità ad accogliere le nostre proposte. Il governo siciliano farà la sua parte garantendo risorse certe contro il caro-carburante già a partire dalle variazioni di bilancio all’esame dell’Assemblea regionale siciliana. L’autotrasporto è un settore nevralgico per la nostra economia e per il sostentamento di tante famiglie siciliane, siamo al lavoro per dare risposte concrete”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Caro carburanti, Anav Sicilia “Da lunedì a rischio i bus di linea privati”

17 Ottobre 2026 ore 11:23
Caro carburanti, Anav Sicilia “Da lunedì a rischio i bus di linea privati”

PALERMO (ITALPRESS) – La protesta degli autotrasportatori in tutta Italia, e anche in Sicilia, contro il caro gasolio rischia di bloccare le tante aziende private che nell’Isola si occupano di garantire il trasporto pubblico e privato su gomma.

Anav Sicilia, l’associazione di categoria che raggruppa le aziende di trasporto viaggiatori, lancia l’allarme sottolineando che, se a causa del blocco dei tir non arriveranno tra questo weekend e inizio prossima settimana, le previste consegne di carburante ai depositi aziendali e alle stazioni di rifornimento potrebbe essere messo a rischio il normale esercizio dei servizi di linea effettuati dai privati.

“Condividiamo con gli autotrasportatori il problema perché anche i nostri mezzi viaggiano a gasolio – spiega Antonio Graffagnani, presidente Anav – La mancata consegna del carburante sta cominciando a generare conseguenze anche sulle nostre imprese che effettuano il servizio di trasporto pubblico locale. Già ieri, alcuni autotrasportatori non hanno consegnato ai depositi di carburante il gasolio necessario al regolare svolgimento dei servizi”.

 “Non possiamo, di conseguenza, nascondere – prosegue Graffagnini – la forte preoccupazione perché le proteste stanno crescendo di livello, di giorno in giorno, e corriamo seriamente il rischio di non poter effettuare i servizi di linea legati ai programmi di esercizio. Sono diverse le aziende che si riforniscono su strada che hanno ricevuto comunicazione del mancato arrivo del gasolio. Il problema è di primaria importanza e riguarda tutti – sottolinea il presidente di Anav Sicilia – Se lunedì le aziende non potranno approvvigionarsi, con il carburante che resta si organizzeranno per garantire i servizi minimi essenziali dedicati agli studenti e ai lavoratori che nelle prime ore della mattina devono raggiungere le scuole e i posti di lavoro”.

Infine, Graffagnini evidenzia “preoccupazione anche per i blocchi stradali che potrebbero rallentare se non bloccare i percorsi allungando i tempi di percorrenza con il rischio di non rispettare gli orari o addirittura determinando lo stop dei bus”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Sciopero dei tir in Sicilia, autotrasportatori a Salvini: “Tavolo il 20 ottobre o il fermo prosegue”

17 Ottobre 2026 ore 11:17

Caro carburanti, autotrasportatori siciliani: “Pronti a revocare il fermo se Salvini firma l’intesa”

“Se il ministro Salvini accetta di firmare il protocollo d’impegni e incontrarci il 20 ottobre revochiamo il fermo. Diversamente rimane fino al 27 ottobre”. È quanto annuncia Salvatore Bella, coordinatore del comitato trasportatori siciliani (Cts). Gli autotrasportatori protestano da ieri a mezzanotte. Il comitato esprime il proprio ringraziamento al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, e al vicepresidente della Regione Luca Sammartino, “per essersi recati a Roma a difendere la causa della categoria”.

“Grazie al loro intervento, una delegazione parteciperà al tavolo convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale accoglierà le principali istanze presentate”, sostiene il comitato.

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Quando il Messico incontra la Sicilia

17 Ottobre 2026 ore 10:00

Domenica 27 settembre, nella Piazza del Villaggio di Locogrande, a Misiliscemi, c’è stato un evento che è stato un toccasana al cuore e alla testa. Un’iniziativa pubblica promossa da una rete di realtà del territorio ha trasformato una piccola piazza di provincia nel punto d’incontro tra la nostra terra e le lotte di tutto il mondo.

La mattinata si è aperta nel modo più semplice e vivo possibile: un laboratorio artistico e creativo collettivo, aperto a tutti e tutte. Già dalle dieci del mattino la piazza si è popolata di colori, pennarelli e grandi cartelli da riempire insieme. È stato uno spazio informale e leggero, ma allo stesso tempo profondamente radicato nei nostri problemi reali. Tra una scritta e una risata, lavoratori, residenti, attivisti e curiosi si sono ritrovati fianco a fianco. E parlando dei cartelli che stavamo preparando sull’acqua, sul diritto alla vita, contro la base militare e gli F-35 a Trapani-Birgi, sono nate riflessioni spontanee, genuine, fatte di sguardi e condivisione. In quel fare manuale e spensierato c’era già l’alternativa: riprendersi i propri spazi pubblici partendo dalla cura e dallo stare insieme senza deleghe.
Da quel clima di laboratorio, la mattinata è sfociata con naturalezza nel momento assembleare, iniziato verso l’una. Ed è lì che il respiro della giornata si è allargato in modo straordinario, ascoltando direttamente i rappresentanti della delegazione internazionale arrivata dal Messico. A prendere la parola per prima è stata la rappresentante del Centro per i Diritti Umani Frayba, portando con sé il peso e la lucidità di chi opera quotidianamente nel Chiapas, a fianco delle comunità oppresse. Ascoltarla è stato un pugno nello stomaco e insieme una spinta immensa: ci ha raccontato la violenza feroce e sistematica subita da chi difende i diritti umani, la terra e la vita contro i grandi interessi delle multinazionali e dei governi, ricordandoci cosa significhi fare i conti con i vicini di casa desaparecidos e con una militarizzazione che calpesta ogni forma di dignità umana.
Subito dopo, l’intervento dei delegati del Congresso Nazionale Indigeno (CNI) ha allargato ulteriormente lo sguardo, portando la voce viva dei popoli originari che resistono contro l’espropriazione dei territori e la devastazione ambientale. Hanno raccontato di come le comunità continuino a organizzarsi dal basso proponendo invece che imponendo, raccogliendo la forza radicale dello zapatismo per praticare l’autogoverno e difendere la propria terra rifiutando la logica cinica del profitto. Certo, chi vive lì affronta dinamiche e tragedie di una gravità per noi quasi inimmaginabile, eppure ascoltandoli parlare in quella piazza di Misiliscemi, la sensazione più nitida è stata un’altra, cioè che tutto il mondo è intrinsecamente legato.
Perché mentre ascoltavi le loro storie, capivi perfettamente che la mano che devasta i territori e calpesta i diritti laggiù è la stessa identica mano che in provincia di Trapani impone le basi militari, investe i nostri risparmi nel campo di addestramento per i piloti degli F-35 e condanna la nostra terra alla sete, all’abbandono e all’emigrazione giovanile. Il sistema economico, statale e militare che ci governa è totalizzante e globale, non fa sconti a nessuno e sfrutta le periferie del mondo per i propri profitti.
Ma la lezione più grande di quell’assemblea non è stata la constatazione amara di quanto questo sistema sia cinico: la vera forza è stata scoprire che la resistenza è altrettanto globale. In quella piazza si è toccato con mano cosa significhi l’internazionalismo: non una parola vuota da convegno, ma sguardi, parole condivise, mani che si stringono e la consapevolezza che i nostri problemi non sono affatto isolati. La nostra piccola vertenza locale contro la base di Birgi prende forza e respiro quando si collega alle lotte di chi, in ogni angolo del pianeta, rifiuta di essere merce o scarto.
La convergenza tra i popoli ci ha ricordato che la vera sicurezza non si costruisce con gli aerei d’attacco o con i confini armati, ma curando la terra, difendendo l’acqua e stringendo legami autentici di solidarietà. La strada per cambiare le cose è lunga, irta e difficile, come sappiamo bene qui in Sicilia, ma l’incontro a Locogrande ci ha lasciato una certezza luminosa: non siamo soli. E sapere di camminare insieme a chi, da lontano, lotta con la stessa nostra dignità, ti dà una spinta formidabile per continuare a fare la tua parte, qui, nel nostro piccolo pezzo di mondo.
Luca Lo Buglio

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