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Ricevuto — 15 Giugno 2026 Stampa Nazionale

“C’è Neymar!”: scatta la corsa dei fan nel centro commerciale, ma quando si scopre la verità nessuno riesce a crederci

15 Giugno 2026 ore 16:07

Bastano una maglia del Brasile, qualche tratto somatico in comune e l’effetto Neymar è servito. Negli Stati Uniti un influencer brasiliano ha provocato scene di entusiasmo collettivo dopo essere stato scambiato per il celebre campione della Seleção all’interno di un centro commerciale. Protagonista dell’episodio è Eigon Oliver, volto molto seguito sui social network proprio per la sua incredibile somiglianza con Neymar. L’influencer si trova negli Usa per seguire da vicino i Mondiali di calcio 2026 e, durante una delle sue apparizioni pubbliche, è stato immediatamente riconosciuto, o meglio, scambiato, da decine di persone.

Nel giro di pochi minuti si è creato un vero e proprio assembramento. Fan e curiosi hanno iniziato a inseguirlo tra i negozi e i corridoi della struttura nel tentativo di ottenere una foto, un selfie o un autografo. Le immagini diffuse online mostrano una folla in fermento, convinta di trovarsi davanti alla stella del calcio brasiliano. Oliver ha cercato di assecondare l’entusiasmo del pubblico, fermandosi con diversi presenti, ma la situazione è rapidamente diventata difficile da gestire. Per motivi di sicurezza è stato necessario l’intervento del personale del centro commerciale, che ha accompagnato l’influencer all’esterno per riportare la calma ed evitare ulteriori problemi.

Non è la prima volta: il “finto Neymar” fa ancora centro

Non si tratta del primo episodio del genere. Negli ultimi anni Eigon Oliver ha costruito gran parte della sua popolarità proprio grazie alla somiglianza con Neymar, attirando spesso l’attenzione dei tifosi durante eventi pubblici e manifestazioni sportive. Questa volta, però, la confusione ha raggiunto livelli tali da trasformare una semplice passeggiata in una vera e propria corsa all’idolo, anche se l’idolo in questione non era quello che tutti credevano.

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“Sembra molto qualcosa che farebbe l’Anticristo o Satana. I demoni possono scuotere gli spettatori”: le parole dell’esorcista sul nuovo film di Spielberg

15 Giugno 2026 ore 15:55

Disclosure day di Steven Spielberg “sembra molto qualcosa che farebbe l’Anticristo o Satana”. Parola di Padre Dan Reehil, sacerdote cattolico ed esorcista della diocesi di Nashville, che ha salutato l’apparizione in sala del nuovo film sugli alieni del regista di Lo squalo come una produzione cinematografica che potrebbe teoricamente essere utilizzata “con finalità spiritualmente negative” atte ad “influenzare la fede degli spettatori”.

Come riporta il Christian Post, Reehil ha spiegato che pur non conoscendo le vere intenzioni di Spielberg un film può essere “consacrato a Satana” e i “demoni possono essere associati al film” come capitato nel passato per alcuni album di band heavy metal. Il principale pericolo, secondo il sacerdote è che “i demoni dell’incredulità e della paura siano capaci di “scuotere la fede degli spettatori”. Il video che padre Reehil ha postato su Youtube ha suscitato reazioni di ogni tipo nel mondo cattolico, da chi ha criticato tutto questo polverone sollevato come “pura superstizione” e chi come monsignor Stephen J. Rossetti dall’arcidiocesi di Washington ha sostenuto che i demoni possano mascherarsi da alieni e che “probabilmente molti, se non la maggior parte, degli avvistamenti UFO sono in realtà demoni”.

Tutto questo dibattito nel mondo cattolico su Disclosure day dimostra che il cosiddetto fronte pro alieni e para complottista non è necessariamente aderente al tipico humus neocon della destra americana novecentesca. I più esperti di questo lungo e articolato dibattito in seno al mondo degli ufologi hanno più volte ricordato che molti cattolici neocon che credono alla vita extraterrestre paragonano spesso gli alieni agli angeli o a forme angeliche più sfumate. Prova ne è che in Disclosure day è presente una ex suora e la sua madre superiora che sembrano aderire più a questo punto di vista che a quello di padre Reehil.

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“Ci sono ragni violino in ogni stanza della mia casa. Uno di loro mi ha morsa ma io non intendo trasferirmi, resto qui con mio marito e i miei due figli”: la storia di Sunni Son

15 Giugno 2026 ore 15:39

Li ha trovati in soggiorno, nelle camere, nei ripostigli e perfino vicino ai suoi figli piccoli. Eppure, nonostante da quasi due anni conviva con ragni violino americani, considerati tra i più pericolosi del Nord America, Sunni Son non ha alcuna intenzione di lasciare la casa in cui vive con la sua famiglia. La donna, 37 anni, è diventata nota sui social documentando la sua insolita convivenza con i brown recluse spiders, i ragni violino marroni diffusi negli Stati Uniti meridionali. Una storia che ha raccontato anche a People.

“Penso che molte persone vedano che continuo a pubblicare contenuti sui ragni e credano che io passi le notti sveglia preoccupata di essere morsa”, racconta. “In realtà è l’esatto contrario. Non sono mai stata così tranquilla”. Ma da dove arriva la tranquillità di Son?

I problemi sono iniziati nell’estate del 2024, pochi mesi dopo il trasferimento nella nuova abitazione in Arkansas. Poco prima un tornado aveva devastato la zona, abbattendo alberi, danneggiando il tetto della loro casa e distruggendo edifici vicini. Fu allora che Sunni notò il primo ragno mentre attraversava il soggiorno passando vicino a uno dei suoi figli: “Probabilmente erano già presenti in casa prima del tornado ma la tempesta li ha disturbati e spostati, costringendoli a uscire dai loro nascondigli in cerca di cibo”. Con il passare dei mesi gli avvistamenti sono diventati sempre più frequenti: “I ragni sono comparsi praticamente in ogni angolo della casa e non si sono mai concentrati in un unico punto. Non sembra esistere una stanza che per loro sia off limits”.

La donna ha contattato diverse aziende specializzate nella disinfestazione, ma le risposte ricevute non sono state rassicuranti: “Più professionisti ci hanno detto che eliminarli completamente è praticamente impossibile“. Da allora la famiglia ha investito in trattamenti specifici, nebulizzazioni, trappole e interventi nelle pareti e negli spazi nascosti dell’abitazione. Son ha sostituito gli scatoloni con contenitori di plastica, acquistato robot aspirapolvere e preso l’abitudine di scuotere sempre i vestiti prima di indossarli. Nonostante tutte le precauzioni, nel maggio 2025 è stata morsa: “Non me ne sono accorta subito perché all’inizio non fa male“, racconta. “Due ore dopo ho iniziato ad avvertire un dolore fortissimo”.

Nei giorni successivi ha sviluppato eruzioni cutanee diffuse, dolori articolari e sudorazione intensa: “Per 48 ore non sono riuscita ad alzarmi dal letto. Non riesco nemmeno a immaginare cosa sarebbe successo se il morso avesse provocato necrosi”. Eppure, neanche quell’episodio l’ha convinta a traslocare: “Posso dire con sicurezza che chi suggerisce di trasferirsi non ha mai approfondito davvero l’argomento. Ci dicono di andarcene, ma probabilmente finiremmo in un’altra casa con gli stessi ragni perché qui sono estremamente comuni”.

Oggi Sunni continua a condividere online la propria esperienza, trasformando quella che sembrava una situazione da incubo in una sorta di guida pratica per chi si trova ad affrontare lo stesso problema: “La nostra casa ha qualche ragno ma ha anche una natura e una fauna che non troveremmo da nessun’altra parte. Prima del tornado avevamo un giardino pieno di alberi. Oggi abbiamo uno splendido spazio all’aperto dove i miei figli giocano ogni giorno. A volte dalle cose brutte nasce qualcosa di buono”.

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C’è un topo in business class: le immagini riprese da un passeggero su un volo JetBlue non lasciano dubbi, ecco come è arrivato in cabina

15 Giugno 2026 ore 15:32

Un’ombra scura che corre veloce all’interno delle plafoniere luminose situate proprio sopra i sedili dei passeggeri. È la scena ripresa da una viaggiatrice a bordo di un Airbus A321 della compagnia aerea statunitense JetBlue, mentre viaggiava nella sezione “Mint“, la business class del vettore. Il video, che mostra un grosso topo muoversi indisturbato nell’intercapedine della cappelliera, è diventato in poche ore virale sui social, accendendo il dibattito tra gli utenti.

La reazione dei social: tra ironia e allarme sicurezza

Il filmato ha scatenato centinaia di reazioni. Accanto a chi ha ironizzato sul passeggero sprovvisto di biglietto intrufolatosi in prima classe, molti utenti hanno sollevato serie preoccupazioni igienico-sanitarie per la cabina. Gli addetti ai lavori e i passeggeri più esperti hanno invece evidenziato un rischio tecnico ben più concreto per la sicurezza del volo: la possibilità che il roditore, muovendosi liberamente tra le paratie dell’aereo, possa recidere con i denti i cavi elettrici e i sistemi di bordo.

L’intervento di JetBlue e le verifiche in corso

La reazione di JetBlue, compagnia con quartier generale a New York nota per l’attenzione alle esigenze dei clienti pur operando con tariffe contenute, non si è fatta attendere. Attraverso un commento pubblicato direttamente sotto il post della viaggiatrice, il servizio clienti si è scusato per l’ospite indesiderato. L’azienda ha poi richiesto alla cliente di fornire in privato i dettagli della prenotazione e la propria data di nascita, passaggi necessari per identificare con esattezza l’aeromobile e il numero del volo coinvolti. La donna ha confermato di aver fornito i dati privatamente. Sebbene l’interazione tra azienda e cliente sia accertata e pubblica, le autorità e la compagnia dovranno ora confermare l’autenticità tecnica del filmato, individuare l’aereo e chiarire quali protocolli di controllo e bonifica siano stati eseguiti.

Come salgono a bordo i roditori: la stiva e la lunga lista di precedenti

Gli aerei commerciali sono ambienti chiusi e strettamente regolati, ma gli esperti di aviazione sanno che l’intrusione di animali è un’eventualità possibile, che si verifica solitamente a terra durante le fasi di caricamento dei bagagli e delle merci. Il caso del volo JetBlue non è isolato, ma si inserisce in una lunga casistica di “incontri” documentati dalle aerolinee. L’episodio recente più grave, fa notare Repubblica, risale al 18 settembre 2024, quando un Airbus A320neo decollato e diretto in Spagna fu costretto a deviare la rotta e atterrare a Copenaghen dopo che un topo sbucò fisicamente dal pasto servito a un passeggero. Pochi giorni dopo, nell’ottobre del 2024, una scena identica a quella del volo JetBlue venne filmata su un collegamento tra Dallas e Los Angeles, con un roditore in corsa tra la cappelliera e le luci della cabina.

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“All’improvviso mi sentivo gonfia e non avevo più il controllo. Non riuscivo a perdere cinque chili. Con la menopausa tutto è cambiato, è stata positiva per me”: Shania Twain racconta

15 Giugno 2026 ore 15:10

Per un periodo non riusciva nemmeno a guardarsi allo specchio. Shania Twain, una delle artiste country più amate al mondo, ha raccontato di aver vissuto anni difficili quanto al rapporto con il proprio corpo, arrivando a seguire abitudini che oggi definisce senza mezzi termini “poco sane”. La cantante canadese, 60 anni, ne ha parlato in un’intervista al Times, spiegando come il passaggio della menopausa abbia finito per cambiare radicalmente il modo in cui vede se stessa, prima attraversando una fase difficile e poi trovando un nuovo equilibrio.

Avevo smesso di guardarmi allo specchio. Odiavo il mio corpo“, ha raccontato, ricordando il periodo della sua residency a Las Vegas nel 2019. “Pensavo: ‘Non sopporto questo corpo che sta cambiando’. Ma era una situazione poco sana. Chi è che non riesce a guardarsi allo specchio?”.

Twain ha spiegato che con il passare degli anni il suo fisico aveva iniziato a cambiare e che le strategie che in passato le avevano permesso di mantenere il peso non funzionavano più: “All’improvviso mi sentivo gonfia e non avevo più il controllo. Non riuscivo a perdere cinque chili“, ha raccontato. E ha ammesso di aver reagito irrigidendo ulteriormente dieta e allenamenti: “Facevo lavorare il mio corpo più di quanto lo nutrissi”. Un approccio che, ha spiegato, la portò addirittura a essere malnutrita.

Oggi Twain dice di avere cambiato atteggiamento: “Portatemi tutti gli specchi che volete, mi guarderei tutto il giorno”, ha scherzato, sottolineando come il cambiamento positivo sia arrivato proprio durante la menopausa. “È stata molto positiva per me perché mi ha insegnato che ci sono cose che non puoi controllare“.

Un tema che la cantante aveva già affrontato nel 2023, quando aveva parlato apertamente del rapporto con il proprio aspetto fisico: “Una volta odiavo il mio corpo. Quando ero giovane e forse avrei dovuto avere meno paura di mostrarlo, in realtà lo nascondevo continuamente. Ora so di essere esattamente come dovrei essere. È così che dovrei essere alla mia età. Mi va bene e non ne ho più paura”.

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“Aveva forma di una patata, bianca e luminosa, ma con le squame. Poi un disco rotante e na sfera rossa brillante”: le nuove rivelazioni sugli Ufo nei documenti desecretati da Trump

15 Giugno 2026 ore 14:52

Un Ufo a forma di patata, con rivestimenti di squame simili a quelle dei pesci, un disco rotante che emetteva fasci di luce e una sfera rossa brillante, di una tonalità “mai vista prima”. Questi sono solo alcuni dei 72 nuovi X-Files sugli oggetti volanti non identificati della terza tranche offerta al pubblico dominio dall’amministrazione Trump. Nessuna risposta certa, tanti interrogativi, ma soprattutto una vicinanza temporale con l’uscita in sala di Disclosure days, il film che Steven Spielberg ha dedicato alla questione aliena. Come riporta il Corriere, il caso ufo patata è stato registrato nel 2022 in una mattina di febbraio a Colorado Springs, in Colorado e “la collocazione temporale è significativa: spesso gli avvistamenti sono notturni e per questo motivo si prestano a critiche; con la luce diurna, invece, la credibilità cresce”.

Ad avvistarlo sono stati cinque membri dell’esercito americano di stanza a Fort Carson: “l’oggetto aveva la forma di una patata, con bordi ben definiti e sembrava dipinto di un colore opalescente bianco-crema”, c’è scritto sul rapporto desecretato dell’FBI. Nella descrizione ci sono i dettagli più curiosi: “L’’oggetto era ricoperto di squame o pannelli articolati, asimmetrici, non sovrapposti e di forma irregolare”. L’ufo patata sarebbe rimasto “immobile, scintillante, per circa due minuti” per poi svanire nel nulla in un amen. Nel caso dell’ Ufo patata l’FBI ha tentato una spiegazione (“un retrodiffusione della luce solare con la luce radente del sole nascente riflessa sulla neve della montagna in modo da illuminare le nubi basse sovrastanti”), ma i militari non hanno avuto dubbi: la giornata era limpida e senza nuvole e in zona non c’erano né aerei nè palloni aerostatici.

Un altro avvistamento decretato risale all’ottobre 2023 e testimoni sono nientemeno che sei agenti federali che hanno visto una “sfera arancione brillante apparire sopra una cresta montuosa e generare da due a quattro sfere rosse più piccole (…) con le sfere che scomparivano rapidamente nella maggior parte dei casi, ma in un’occasione una di esse è rimasta immobile nel cielo per diverse ore”. Niente foto o video a supporto, come nel caso ufo patata, ma l’autorevolezza delle parole vergate sul rapporto ufficiale dl Federal Bureau. Infine tra i nuovi avvistamenti troviamo un classico: una luce intensa sospesa sotto gli alberi del suo giardino. Protagonista è un uomo di una zona non specificata del Nord-Est degli Stati Uniti. La sfera era “rosso brillante e splendido”, e all’interno al centro “un sole di plasma bianco delle dimensioni di un pallone da basket”. Qui però il video c’è. Ed è stato messo online dalla Casa Bianca.

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Quali sono le migliori patatine fritte surgelate del supermercato? La classifica di Altroconsumo: Esselunga prima, Patasnella bocciata

15 Giugno 2026 ore 14:48

Altroconsumo ha analizzato 14 marche di patatine fritte surgelate tra le più diffuse nella grande distribuzione, uno dei contorni più consumati dagli italiani per praticità e velocità di preparazione. Un prodotto sempre più presente nelle abitudini alimentari anche grazie alle friggitrici ad aria e alla possibilità di cottura in forno.

Il test ha valutato i prodotti combinando analisi di laboratorio, profilo nutrizionale, qualità degli ingredienti, etichettatura e prova di assaggio alla cieca. Il punteggio finale tiene conto anche della presenza di sostanze come l’acrilammide e della qualità degli oli, oltre al giudizio dei consumatori.

La classifica completa

  • ESSELUNGA Patate fritte – 79 punti (qualità ottima, migliore del test)
  • MC CAIN Forno Express – 76 punti (qualità ottima)
  • MC CAIN Patatine Originali – 75 punti (qualità ottima)
  • CONAD Patatine da forno – 74 punti (qualità buona)
  • MD Le Specialità di Beppe Patate da forno – 74 punti (qualità buona, miglior acquisto)
  • IPER Patate da forno – 74 punti (qualità buona)
  • PIZZOLI PataSnella Patatine – 72 punti (qualità buona)
  • FINDUS Patatine classiche – 72 punti (qualità buona)
  • COOP Patatine da forno – 72 punti (qualità buona)
  • DELIZIE DAL SOLE (EUROSPIN) Patatine da forno – 70 punti (qualità buona)
  • HARVEST BASKET (LIDL) Patatine fritte da forno – 69 punti (qualità buona)
  • PAM Patate da forno – 68 punti (qualità buona)
  • SELEX Patatine da forno – 59 punti (qualità media)
  • PIZZOLI PataSnella Ultra Veloci 5 minuti in forno – 52 punti (qualità media, ultima in classifica)

Top

  • ESSELUNGA Patate fritte – 79 punti (migliore del test)MC CAIN Forno Express – 76 punti
  • MC CAIN Patatine Originali – 75 punti
  • CONAD Patatine da forno – 74 punti
  • MD Le Specialità di Beppe Patate da forno – 74 punti (miglior acquisto)
  • IPER Patate da forno – 74 punti

Flop

  • PIZZOLI PataSnella Ultra Veloci 5 minuti in forno – 52 punti (ultima in classifica)
  • SELEX Patatine da forno 59 punti
  • PAM Patate da forno – 68 punti
  • HARVEST BASKET (LIDL) Patatine fritte da forno – 69 punti
  • DELIZIE DAL SOLE (EUROSPIN) Patatine da forno – 70 punti
  • PIZZOLI PataSnella Patatine – 72 punti
  • FINDUS Patatine classiche – 72 punti
  • COOP Patatine da forno – 72 punti

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Tequila sospetta servita alla festa per un quindicesimo compleanno: 4 morti, tra cui il papà e lo zio della festeggiata

15 Giugno 2026 ore 14:45

Pensavano che stessero semplicemente dormendo dopo una lunga notte di festa. Invece alcuni invitati a una quinceañera, la tradizionale celebrazione messicana per il quindicesimo compleanno, non si sono più svegliati. Secondo le prime ricostruzioni, le vittime avrebbero consumato tequila adulterata.

Quattro morti e quasi 40 intossicati è il drammatico bilancio della festa organizzata il 6 giugno a Puerto de Valle, nella municipalità di Salamanca, nello Stato messicano di Guanajuato. La vicenda è stata ricostruita dai giornali messicani Periódico Correo e AM e riportata negli Stati Uniti da People.

Tra le vittime ci sono José Antonio Cárdenas, 39 anni, padre della festeggiata, e Martín Robles, 28 anni, suo zio. Hanno perso la vita anche Sanjuana González, 36 anni, e José Guadalupe Ramblás, 33. Secondo quanto riportato dai media locali, la festa era stata organizzata per celebrare i 15 anni di una ragazza di nome Jazmín. Il giorno successivo, però, qualcosa ha iniziato a preoccupare amici e parenti. Alcuni invitati continuavano a dormire e non rispondevano ai tentativi di essere svegliati. In un primo momento le famiglie avevano attribuito la situazione ai postumi della festa, ma presto si sono rese conto che alcune persone erano prive di sensi. Altri accusavano sintomi come vomito, forti mal di testa e vista offuscata.

In totale decine di persone sono state trasportate negli ospedali della zona. Tra loro anche due adolescenti di 15 e 16 anni. Alcuni pazienti risultavano ancora ricoverati diversi giorni dopo la festa. A raccontare il dramma è stato Narciso López, nonno di José Guadalupe Ramblás: “Mi hanno detto che mio nipote stava dormendo ed è rimasto così per tutta la domenica, finché si sono accorti che non si svegliava. Lo hanno portato in ospedale e lì mi hanno detto che era morto”. L’uomo ha aggiunto che un altro dei suoi nipoti è rimasto intossicato dopo aver bevuto lo stesso alcol, ma che fortunatamente “sta bene” e si trova ancora ricoverato. Poi ha lanciato un appello: “Deve essere fatta giustizia”.

Le autorità non hanno ancora stabilito con certezza da dove provenisse l’alcol consumato durante la festa. L’indagine è stata affidata alla Procura dello Stato di Guanajuato, che dovrà chiarire se si sia trattato di tequila contraffatta o di altre sostanze adulterate.

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Non in chiesa né in Comune: a Roma nasce la Wedding Machine, il “matrimonio” in tre minuti che sta diventando un fenomeno virale

15 Giugno 2026 ore 13:43

In un’epoca in cui il matrimonio viene spesso descritto come un’istituzione in crisi, a Roma c’è chi fa la fila per pronunciare il fatidico “sì”. Non davanti all’altare o negli uffici comunali, ma davanti a una macchina. Succede al Love Bar, locale situato in via Flaminia, dove è stata installata la Wedding Machine, un totem che permette di celebrare un matrimonio simbolico in pochi minuti. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’iniziativa, che richiama nell’immaginario i celebri matrimoni lampo di Las Vegas, sta attirando curiosi, coppie e amici desiderosi di vivere un momento insolito e romantico. A idearla è stata Gaenette Raimo, 26 anni, che racconta così il progetto: “Il nome? La chiamiamo la Wedding Machine”. Il totem, attualmente alla sua prima versione, promette un’esperienza rapida e originale: ‘bastano tre minuti per dirsi “sì'”.

La scelta della location non è casuale. A pochi passi dal locale c’è Ponte Milvio, che negli anni è diventato uno dei punti più riconoscibili quando si parla d’amore a Roma, anche per la tradizione dei lucchetti lasciati dalle coppie. E poi c’è tutto l’immaginario legato a Tre metri sopra il cielo, il romanzo di Federico Moccia che ha reso quel ponte un simbolo romantico per una generazione intera, con la famosa scena dei lucchetti e la scritta “Io e te 3 metri sopra il cielo” che ha fatto il giro del mondo. “È il simbolo romano delle promesse d’amore”, sottolinea infatti la giovane ideatrice.

Un “sì” digitale: così si celebra il matrimonio lampo

Il funzionamento della macchina è semplice. Una volta davanti al totem, i partecipanti inseriscono i propri nomi e seguono le indicazioni di un avatar presente sul display. La procedura prevede il pagamento di 15 euro tramite Pos o QR Code e, al termine, la macchina consegna due anelli simbolici e un certificato ricordo.

Si tratta di un’unione puramente simbolica, come precisa la stessa Raimo: “Sì, è simbolica. Ma non per questo priva di emozione”. Sul certificato stampato dalla macchina compare anche un messaggio che accompagna l’esperienza: “Siete ufficialmente sposati… per gioco. E siete invitati a custodire questo certificato come ricordo di un atto romantico e un po’ folle”.

L’idea sembra aver fatto centro. In appena due settimane, infatti, oltre mille persone hanno scelto di partecipare alla particolare cerimonia. “C’è chi lo fa per gioco, chi lo fa con più serietà. Il nostro obiettivo era quello di regalare un momento che fosse davvero magico”, spiega Raimo.

Come è nata la Wedding Machine

Dietro il progetto c’è una passione che nasce da lontano: “Sono sempre stata appassionata di matrimoni. Mi ha sempre affascinato, fin da quando ero piccola, l’idea che due persone si scelgano. Dopo essere stata a un matrimonio in cui ho passato ore a scattarmi foto in una cabina fotografica con il mio ragazzo e i miei amici, ho pensato: perché non creare qualcosa di simile che permetta a tutti di sposarsi? In modo veloce, quasi come ci si scatta una fotografia”.

Da quell’intuizione è nata la Wedding Machine, un progetto che potrebbe presto uscire dai confini della Capitale: “Il mio sogno è che le persone possano dire: mi sono sposata a Roma. Poi a Napoli. Poi a Milano. E così via, all’infinito”, afferma.

Storie

Nel frattempo, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano romano, la macchina continua a raccogliere storie e testimonianze. Tra coloro che hanno deciso di vivere questa esperienza ci sono anche Matteo e Valentina, una coppia che per diversi motivi non può ancora celebrare un matrimonio ufficiale. Per loro, però, quel momento ha avuto un significato particolare: “Per noi già così è un enorme regalo”.

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Il Times non fa sconti a Roma e pubblica un pezzo su come evitare truffe nella Capitale: “Ecco quanto devono costare gelato e caffè, occhio a taxi…”

15 Giugno 2026 ore 13:38

L’ha definita una “trappola per turisti”: due gelati pagati 44 euro per via di una serie di aggiunte che aveva interpretato come omaggi del locale. La storia raccontata sui social da Nicole Ann, turista della Florida in vacanza a Roma con il marito, è diventata virale, dividendo l’opinione pubblica tra chi parla di conto assurdo e chi invece invita a leggere sempre con attenzione prezzi e supplementi prima di accettare qualsiasi aggiunta.

Il caso è arrivato fino al Regno Unito, dove il Times ha deciso di verificare di persona quanto accaduto. Il corrispondente Tom Kington è andato nella stessa gelateria frequentata da Nicole Ann, Don Nino, a pochi passi da piazza Navona. All’arrivo, la ragazza dietro al bancone avrebbe chiarito immediatamente di non poter parlare con un giornalista e che il manager non era presente. Poi gli avrebbe illustrato le possibili aggiunte al gelato, specificando che si trattava di “extra”. Il risultato? Un cono con pistacchio, mango e fragola, arricchito da panna montata, wafer, macaron e cannolo, per un conto finale di 22 euro. Quasi stessa cifra pagata dalla turista americana per ciascuno dei due gelati finiti al centro delle polemiche.

Non a caso il titolo scelto dal quotidiano britannico è piuttosto eloquente: “44 euro per due gelati? Quando vi trovate a Roma, fate come me per schivare le truffe“. Ad accompagnare l’articolo c’è persino un’immagine tratta da Tototruffa ’62, il celebre film in cui Totò riesce a vendere la Fontana di Trevi a un ingenuo turista.

Da lì il giornalista allarga il discorso alle possibili insidie per i visitatori della Capitale. A partire proprio dal gelato: secondo Kington, una coppetta o un cono abbondante non dovrebbero costare più di 5 euro e la panna montata dovrebbe essere inclusa nel prezzo. Quanto al caffè, il consiglio è altrettanto chiaro: “Per un vero espresso italiano, ordinate al banco. Il prezzo non dovrebbe superare 1,50 euro”. Ma nemmeno questo garantisce di evitare brutte sorprese. Kington racconta infatti di aver contestato una volta il costo eccessivo di un caffè in un bar del centro storico, ricevendo una risposta che lo ha lasciato senza parole: “Mi scusi, pensavo fosse un turista”.

Secondo il Times, insomma, le trappole per visitatori sono sempre dietro l’angolo. Per questo il giornalista invita a controllare con attenzione anche i menu dei ristoranti: “Spesso il prezzo del pesce si riferisce a 100 grammi di prodotto e non all’intera porzione. Sentitevi liberi di chiedere quanto peserà il piatto prima di ordinare”. Non mancano i consigli sui taxi: “Dovrebbero applicare una tariffa fissa da e per l’aeroporto, ma a volte dimenticano di comunicarlo ai turisti per poter guadagnare di più con il tassametro”.

E c’è spazio anche per l’ironia. “Se state parcheggiando un’auto e un uomo inizia gentilmente a guidarvi nella manovra, vuole dei soldi e potrebbe persino lasciar intendere che vi taglierà le gomme se non lo pagherete”, scrive Kington. Il suggerimento? Fingere di non capire una parola di quello che sta dicendo e allontanarsi il più rapidamente possibile.

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“Spero che porterete qui i miei nipoti”: David Beckham si commuove davanti alla stella nella Walk of Fame ma ad attirare l’attenzione sono l’assenza di Brooklyn e la mossa di Harper

15 Giugno 2026 ore 12:46

Doveva essere una giornata di festa per David Beckham, premiato con una stella sulla Hollywood Walk of Fame di Los Angeles. Eppure, anche in un momento così importante della sua carriera, l’attenzione dei media internazionali si è concentrata soprattutto sull’assenza del figlio maggiore Brooklyn, al centro di una frattura con il resto della famiglia. L’ex calciatore inglese ha ricevuto il riconoscimento venerdì 12 giugno a West Hollywood circondato dalla moglie Victoria Beckham e da tre dei loro figli: Romeo, 23 anni, Cruz, 21, e Harper, 14. Assente invece Brooklyn, 27 anni, che nei giorni precedenti era stato visto a New York insieme alla moglie Nicola Peltz Beckham.

Durante la cerimonia, Victoria Beckham ha dedicato al marito parole piene di affetto, ricordando la determinazione che lo ha accompagnato fin dagli inizi della sua carriera. “Ha sempre creduto che lavorando duramente e sognando in grande tutto fosse possibile”, ha detto l’ex Spice Girl, elogiandone anche “gentilezza, lealtà e dedizione verso le persone che ama“. Emozionato, Beckham ha ringraziato la sua famiglia:”I miei genitori, le mie sorelle, che hanno sempre sostenuto i miei sogni. Victoria, mia moglie straordinaria da quasi trent’anni, senza la quale nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. E i miei splendidi figli, che sono la ragione per cui mi alzo dal letto ogni mattina”. Poi, con la voce incrinata dall’emozione, ha aggiunto: “Spero che un giorno porterete qui i miei nipoti e racconterete loro la storia di un ragazzo che ha osato sognare in grande. Rendervi orgogliosi è il mio più grande successo”.

Ma proprio mentre celebrava il traguardo, la questione Brooklyn continuava a incombere. Intervistato da Variety a margine dell’evento, Beckham ha infatti evitato qualsiasi commento sulle tensioni familiari. Quando gli è stato chiesto del rapporto con il figlio maggiore, l’ex capitano della nazionale inglese si è limitato a liquidare l’argomento come “una questione privata“, rifiutandosi di approfondire.

Nonostante l’assenza di Brooklyn alla cerimonia, nelle ultime settimane alcuni media britannici hanno parlato di possibili tentativi di riavvicinamento. Harper Beckham, la figlia più giovane di David e Victoria, sarebbe stata infatti fotografata mentre raggiungeva l’abitazione del fratello a Los Angeles. Secondo diverse ricostruzioni pubblicate dalla stampa inglese, la quattordicenne avrebbe trascorso del tempo con Brooklyn e con la cognata Nicola Peltz, alimentando le speranze di una distensione dopo mesi di rapporti tesi tra il primogenito e il resto della famiglia.

La vicenda va avanti da mesi. A gennaio Brooklyn aveva pubblicato una serie di messaggi sui social accusando i genitori e il loro entourage di aver alimentato indiscrezioni sulla sua vita privata: “Sono rimasto in silenzio per anni e ho cercato in ogni modo di mantenere queste questioni private”. Anche Victoria Beckham aveva affrontato l’argomento in un’intervista al Wall Street Journal pubblicata ad aprile, senza però nominare direttamente Brooklyn. “Amiamo immensamente i nostri figli”, aveva detto. “Abbiamo sempre cercato di essere i migliori genitori possibili. Da oltre trent’anni viviamo sotto i riflettori e abbiamo sempre cercato di proteggere i nostri figli e di amarli”.

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“La Luna? Al momento abbiamo pagine bianche per procedure che non esistono. Sto già vivendo nella navicella, una casa da 8 metri cubi. In orbita farò manovre inedite”: così Luca Parmitano

15 Giugno 2026 ore 12:40

“Sto già vivendo nella navicella, una casa da 8 metri cubi. In orbita farò manovre inedite”. Luca Parmitano e il nuovo balzo verso la Luna. Risale ad una decina di giorni fa la “convocazioneufficiale della Nasa recapitata al 49enne colonnello dell’Aeronautica, astronauta Esa e primo comandante italiano della Stazione Spaziale Internazionale. In una intervista al Corriere, Parmitano ha provato a spiegare come si svilupperà questa particolare missione che avverrà nel 2027 e che dovrebbe essere propedeutica alla missione di allunaggio che sarà Artemis IV. “Abbiamo quattro piloti che vanno in orbita intorno alla Terra e tre astronavi: un lunar lander di Blu Origin (società di Jeff Bezos, ndr) che entrerà in orbita”, ha spiegato l’astronauta italiano. “Noi con una seconda astronave ci avvicineremo per ricongiungerci e poi staccarci. Infine rifaremo le operazioni con una terza astronave di Space X (Elon Musk, ndr), completamente diversa. Alla fine con la nostra astronave torneremo sulla Terra, un unico splash down, dopo circa due settimane di lavoro”. Parmitano ha descritto come “un salto nel futuro” la sensazione provata nell’entrare per la prima volta nella navicella Orion dopo due missioni con la Soyuz (“nonostante gli aggiornamenti è una navicella disegnata mezzo secolo fa”).

“Siamo rimasti dentro dalle 8 del mattino alle 4 del pomeriggio: da oggi mangerò Orion a colazione, pranzo e cena”, ha scherzato. Lo spazio di movimento avverrà in una cabina di “circa otto metri cubi”, mentre Parmitano risulta nell’organigramma della missione il secondo in grado come “pilota” (“di fatto sarò il responsabile delle operazioni di avvicinamento, aggancio e stacco”). L’astronauta siciliano afferma poi che non solo sarà un nuovo balzo verso il tanto cercato allunaggio, ma una vera e propria sperimentazione di qualcosa mai fatto: “Al momento abbiamo pagine bianche per procedure che non esistono. È questo il lavoro del pilota sperimentatore, la mia specialità. Di fatto faremo qualcosa che non è mai stato fatto anche se saremo su un’orbita terrestre. Dovremo definire le operazioni che poi, in seguito, andranno ripetute sulla Luna”. Insomma, nonostante il primo allunaggio sia avvenuto nel 1969, alla Nasa per tornare sulla Luna si ricomincia da capo e l’Italia è della partita. “Con la mia partecipazione la Nasa ci sta dicendo che l’Esa è un partner non solo per la tecnologia del modulo europeo e per le capacità scientifiche ma anche per il personale. Lo ha detto bene Norman Night, il direttore operazioni di volo Nasa: insieme andiamo più lontani e più veloci”.

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Stefano De Martino scivola in studio ad Affari Tuoi. Herbert Ballerina: “Ti sei fatto male?”

15 Giugno 2026 ore 12:14

Nel clima festoso di “Affari Tuoi” è arrivata anche la caduta di Stefano De Martino. Il conduttore, fortunatamente illeso, è scivolato in studio nel corso della puntata del game show in onda domenica 14 giugno. Il compagno di viaggio Herbert Ballerina si è scatenato in un passo a due con la ballerina Martina Millidi, una danza ispirata a Zorro in cui si è inserito anche il padrone di casa. Così, dopo un “duello” con la spada a ritmo di musica, De Martino è caduto per terra trascinato da Herbert.

“Mi hai fatto cadere a terra”, ha esclamato Stefano. Herbert si è preoccupato: “Ti sei fatto male?”. Per fortuna, niente di grave, solo risate in studio. Poco prima Ballerina si era presentato come un commerciante nel settore degli agrumi “un noto limonatore”, con il commento di De Martino: “Sempre più in basso”. Protagonista della puntata la concorrente Margot dalla Valle D’Aosta con il pacco numero sei, l’educatrice di sostegno ha concluso la partita portando a casa in totale 32 mila euro.

Dovevano rappresentare un duello e Stefano lo ha infilzato 4 volte con la sciabola gli ha dato un calcio e lo ha buttato a terra. Herbert non arriverà a luglio ????#AffariTuoi pic.twitter.com/nFt0aH7XPb

— SOTER (@SonoSoter) June 14, 2026

Le registrazioni del game show si sono già concluse ma le puntate andranno in onda fino al 18 luglio, “Affari Tuoi” ha aggiunto al titolo “Mundial” con la messa in onda alternata alle gare dei Mondiali in onda su Rai1 con una partita al giorno. La fine delle registrazioni coincide anche con l’addio definitivo al Teatro delle Vittorie, storica struttura che l’azienda ha deciso di vendere tra le polemiche. Il programma dell’access prime time si trasferirà da settembre negli studi Rai di Milano.

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Belen Rodriguez torna in tv (assieme a Elisabetta Canalis): ecco dove la vedremo

15 Giugno 2026 ore 11:46

Belen Rodriguez torna in tv. A far notizia nelle scorse settimane era stata la mancata conduzione de “L’Isola dei Famosi” poi affidata a Selvaggia Lucarelli, con le registrazioni in corso proprio in questi giorni nelle Filippine. La showgirl argentina farà ritorno a “Tu si que vales“, questa volta non alla conduzione. Sarà nel cast fisso dello show nello spazio dedicato al lip sync karaoke, fa sapere il giornalista Gabriele Parpiglia nella sua Newsletter.

Spazio che vedrà tra gli ospiti per una sera anche Ambra Angiolini ed Elena Santarelli. Già nelle scorse settimane Maria De Filippi aveva ospitato Belen Rodriguez nel talent show “Amici“, la showgirl, dopo indiscrezioni e polemiche, aveva rotto il silenzio commentando per la prima volta la sua assenza alla guida del reality di Canale 5: “Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all’estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli. Non sarei stata in grado di svolgere quel compito mancando di rispetto al mio lavoro e, con la mia assenza, secondo il parere, anche alla mia famiglia. Ringrazio Mediaset per aver capito la situazione e sicuramente avremo altre occasioni”, aveva scritto sul suo profilo Instagram.

Tu si que vales” tornerà nel sabato sera di Canale 5 con una importante novità. Il settimanale “Chi” annuncia l’arrivo alla conduzione dello show di Elisabetta Canalis al posto di Giulia Stabile. La ballerina, alla guida della trasmissione dal 2021, è impegnata nel tour mondiale della star spagnola Rosalía. L’ex velina sarà affiancata da Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara. Nessuna novità per la giuria, il pubblico ritroverà Maria De Filippi, Paolo Bonolis, Luciana Littizzetto, Rudy Zerbi e la giurata del popolo sarà Sabrina Ferilli.

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“Fabrizio si controllava ogni anno, eppure. Durante le prove del tour gli vennero forti dolori, buttò a terra la chitarra. All’ospedale gli dissero ‘le restano tre mesi di vita’”: Dori Ghezzi racconta

15 Giugno 2026 ore 11:33

Le interviste, rare, che rilascia Dori Ghezzi sono sempre ricche di aneddoti e ricordi. “La ragazza del Casatschok” racconta che quando le proposero di cantare questo brano le dissero anche di affrettarsi a decidere, “c’è già pronta la Goggi”. Poi coppia artistica con Wess, il flirt con Mal e il risotto allo zafferano preparato per Lucio Battisti: “Abitava vicino casa mia, lo invitavo spesso. Mamma gli preparava pure la cassœula. Venivano in tanti al ‘residence Ghezzi’. Dalla, Paoli, Vanoni. L’unico che mai è rimasto a dormire è stato Fabrizio. Per un certo periodo abbiamo vissuto lì”.

De André piaceva alla mamma di Ghezzi? Sì, ma “era preoccupata. Era sposato e con un figlio di 12 anni. Per fortuna non conoscevo sua moglie, altrimenti non mi ci sarei messa. Dopo diventammo amiche. In un’intervista rivelò: ‘Non sono mai andata tanto d’accordo con Fabrizio come da quando c’è Dori'”. Amici tanti, da Mia Martini (“(…) Ero severa con lei. Soffriva per le cattiverie dette alle sue spalle. Mi telefonava in lacrime. La rimproverai. ‘Se devi piangere non chiamarmi più, perché soffriamo in due’. Da allora mi raccontò tutte le cose brutte ridendo”) a Ornella Vanoni (“Spesso guardavamo insieme Sanremo, io, lei e Fabrizio. Noi due eravamo le più critiche, lui invece lo difendeva. Però non ci è mai andato“) e poi Cristiano Malgioglio che, com’è noto, la presentò a De André: “Ci presentò. (Fabrizio, ndr) stava registrando Valzer per un amore. Me la cantò guardandomi negli occhi: ‘E per questo ti dico amore, amor/ Io t’attenderò ogni sera/ Ma tu vieni non aspettare ancor/ Vieni adesso finché è primavera’. Ci scambiammo i numeri e il giorno dopo mi chiamò. Fu come se ci conoscessimo da sempre”.

Tanti i ricordi di questo amore, dagli amici che le dicevano che De André l’avrebbe fatta soffrire, a Lucio Battisti che capì e la rassicurò dicendole “non sarà una botta e via”. Lei, Dori Ghezzi, lo sapeva: “Non sono mai stata una come tante. Ero quella che doveva salvarlo. Confessò: ‘Senza di lei sarei morto in una soffitta da alcolizzato'”. Non mancano racconti del rapimento, nell’agosto del 1979: “Portavamo due cappucci con una feritoia per la bocca. Ogni tanto ce li toglievano e se li mettevano loro. Si procurarono bombola e fornello per permetterci di cucinare, un rischio. Mangiavamo insieme. Mi accompagnavano quando mi appartavo per le mie necessità, però mi hanno sempre rispettata, mi chiamavano signora. Avevo le unghie lunghissime, me le tagliarono con la pattadese, il tradizionale coltello a serramanico sardo, vennero perfette”.

E la malattia di Fabrizio De André: “Si controllava ogni anno, eppure. Era in tour, durante le prove a Saint-Vincent gli vennero dei dolori forti, non riusciva a suonare la chitarra, la buttò a terra. Andò all’ospedale di Aosta. Gli dissero: ‘Le restano tre mesi di vita’. Il male era partito dai polmoni, ormai era ovunque“. E l’amarezza: “Fabrizio fumava tre pacchetti al giorno, una dietro l’altra e nemmeno le finiva, ha bruciato non sa quanti mobili. Il padre gli aveva chiesto di smettere di bere e lo aveva fatto. Purtroppo non gli chiese di smettere di fumare”.

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Allarme ladri ad alta quota: le compagnie aeree introducono agenti “segreti” a bordo contro i troppi furti durante i voli, ecco come agiranno

15 Giugno 2026 ore 10:36

Mentre l’aereo viaggia a diecimila metri di altezza e i passeggeri dormono nel silenzio dei voli notturni, c’è chi si muove con destrezza tra i sedili per saccheggiare i bagagli a mano. Il fenomeno dei furti ad alta quota è diventato talmente strutturato da spingere diverse compagnie aeree a imbarcare segretamente agenti di sicurezza privati, confusi tra i normali viaggiatori, per cogliere i ladri in flagrante. Come rivelato dal Corriere della Sera, la contromisura è emersa a margine dell’assemblea annuale della Iata a Rio de Janeiro, dove cinque amministratori delegati di vettori europei e asiatici hanno rotto il silenzio su un’emergenza sempre più difficile da arginare.

Il vertice di Doha e l’identikit dei “criminali abili”

Sebbene la situazione non venga definita disperata, i numeri hanno raggiunto una criticità tale da spingere una trentina di aerolinee internazionali a riunirsi in un vertice riservato a Doha, in Qatar, per studiare una strategia comune. “Purtroppo quasi ogni giorno riceviamo report di viaggiatori che hanno denunciato la sparizione sui nostri voli di oggetti preziosi, portafogli, computer, tablet, cellulari, cuffie“, hanno confessato due dei manager protetti dall’anonimato. A operare nei cieli sono veri e propri professionisti del settore. “Si tratta di criminali abili, portano a segno il colpo anche in pieno giorno con decine di passeggeri svegli”, rivela un terzo amministratore delegato. Le vittime predilette vengono spesso adocchiate e selezionate poco prima dell’imbarco, nella zona dei gate, monitorando chi viaggia con oggetti di valore.

Il boom dei bagagli a mano e l’inganno della cappelliera

Le radici del problema affondano nelle nuove abitudini di viaggio post-pandemia. Con il drastico aumento dei passeggeri che scelgono di viaggiare esclusivamente con il trolley e una borsa piccola per evitare i costi del bagaglio in stiva, la quantità di effetti personali appetibili in cabina è letteralmente raddoppiata. A questo si aggiunge il problema cronico dello spazio a bordo: quando i voli sono completi, il trolley del passeggero non finisce quasi mai nella cappelliera situata sopra la propria testa, ma viene posizionato dagli assistenti di volo svariate file più indietro. Con una media di 155 passeggeri a bordo, diventa impossibile controllare a distanza la propria borsa e capire se un individuo stia maneggiando il proprio bagaglio o quello di un estraneo.

Le rotte calde: l’Asia in cima, ma il fenomeno dilaga in Europa

Secondo Nick Careen, senior vice president Operations, safety and security della Iata, il problema si concentra in mercati specifici. “L’Asia è la più grande area di preoccupazione e in molti casi si tratta di una cosa organizzata”, ha confermato Careen, specificando che le tratte a lungo raggio e i voli notturni sono i più esposti. Tuttavia, il problema sta registrando un’impennata anche in Europa, come confermato dai vertici di due vettori low-cost. All’interno dello spazio Schengen, l’assenza di controlli alle frontiere permette ai ladri di muoversi liberamente, arrivando a imbarcarsi su due o tre voli differenti al giorno con compagnie diverse. Le rotte più colpite nel Vecchio Continente risultano essere quelle prettamente turistiche o quelle a forte trazione “business“. Ad oggi non esistono statistiche ufficiali: le compagnie evitano la pubblicazione dei dati per non danneggiare la propria reputazione, mentre molti passeggeri si accorgono del furto solo una volta tornati a casa, rinunciando alla denuncia.

Agenti in incognito come contro il terrorismo

Per arginare le perdite e proteggere l’utenza, diverse aerolinee asiatiche hanno iniziato a impiegare “sentinelle” a bordo. Si tratta di addetti alla sicurezza che viaggiano in abiti civili e con regolare biglietto, replicando il modello dei poliziotti di volo (air marshals) storicamente utilizzati sulle rotte a rischio terrorismo. Il loro unico compito è osservare la cabina durante le ore di buio per intercettare movimenti sospetti attorno alle cappelliere. Quando il furto viene scoperto a bordo, l’iter è complesso. Il 22 gennaio scorso, sul volo Zurigo-Hong Kong, la denuncia di un passeggero ha costretto i piloti a richiedere il blocco del velivolo all’atterraggio: la polizia è salita a bordo e ha perquisito uno a uno gli oltre 250 passeggeri prima di autorizzare lo sbarco.

La Iata, pur precisando che non siamo di fronte a un fenomeno dilagante, monitorerà l’evoluzione dei prossimi mesi per valutare interventi normativi più severi. Nel frattempo, i consigli degli esperti per i viaggiatori rimangono legati al buonsenso: tenere denaro, documenti e dispositivi elettronici sempre sotto il sedile davanti al proprio e mai nella cappelliera, applicare lucchetti ai trolley e controllare l’integrità delle borse prima di scendere dall’aereo.

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“La scambio con un frigorifero”: l’annuncio choc su Facebook. Salvata una cagnolina in gravi condizioni: “Ora sarai amata e non sarai mai più trattata come una merce”

15 Giugno 2026 ore 10:08

Una cagnolina denutrita e in condizioni di forte trascuratezza è stata proposta online in cambio di un frigorifero. È successo in Brasile, dove la vicenda di Cachecol, una Spitz Tedesca, ha suscitato tanta indignazione sui social e mobilitato alcuni volontari che sono riusciti a salvarla. L’annuncio era stato pubblicato in un gruppo Facebook dedicato agli scambi tra privati nello Stato del Rio Grande do Sul. Il proprietario dell’animale aveva deciso di cederla chiedendo in cambio un elettrodomestico, trattandola di fatto come un bene qualsiasi. La segnalazione è arrivata rapidamente agli attivisti locali, che hanno deciso di intervenire.

Secondo quanto riportato da La Stampa, a recuperare la cagnolina è stata la volontaria Deise Falci, che il 28 maggio l’ha presa in custodia e portata in un luogo sicuro. Dopo il salvataggio è stata ribattezzata Cachecol, parola portoghese che significa “sciarpa”, scelta per il particolare aspetto del suo mantello dopo una tosatura incompleta.

Le condizioni

Fin dai primi controlli è apparso evidente che l’animale aveva vissuto a lungo in condizioni difficili. Cachecol era molto magra, debilitata e presentava gravi problemi dentali dovuti alla mancanza di cure. I veterinari hanno riscontrato un forte accumulo di tartaro e la perdita di alcuni incisivi, tutti segni compatibili con anni di trascuratezza.

Secondo chi si sta occupando di lei, la cagnolina potrebbe essere stata utilizzata per lungo tempo come fattrice. Le condizioni fisiche osservate dai volontari hanno infatti fatto nascere il sospetto che sia stata sfruttata per la riproduzione e successivamente abbandonata quando non era più considerata redditizia. Dopo il recupero, Cachecol ha iniziato un percorso di cure veterinarie e riabilitazione. È stata sottoposta a interventi per trattare le infezioni presenti nella bocca e segue un programma alimentare per recuperare peso e salute.

Un lieto fine

Oggi Cachecol si trova al sicuro e sta affrontando un graduale percorso di recupero sotto la supervisione dei volontari che l’hanno soccorsa. Nonostante le evidenti sofferenze subite, la cagnolina si è mostrata fin da subito docile e collaborativa, e ha facilitato ai veterinari le cure e l’assistenza quotidiana. Nelle prossime settimane proseguiranno gli accertamenti e il programma di riabilitazione, con l’obiettivo di restituirle piena salute e prepararla a una futura adozione.

Condividendo gli aggiornamenti sul recupero della cagnolina, la volontaria Deise Falci ha commentato così l’episodio: “Ora sarai amata e non sarai mai più trattata come una merce. La sofferenza dei cani di razza pura finirà solo quando le persone smetteranno di comprarli”.

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Due elicotteri in volo si scontrano e poi precipitano sopra una concessionaria d’auto provocando un incendio: morto il rapper 32enne Oliver Tree, con lui altre 5 vittime

15 Giugno 2026 ore 09:32

Due elicotteri in volo sopra la zona occidentale di Rio de Janeiro si sono scontrati domenica mattina, precipitano sui tetti di una concessionaria d’auto e innescando un vasto incendio che ha distrutto venti veicoli. L’impatto aereo non ha lasciato superstiti. Tra le sei vittime accertate c’è Oliver Tree, trentaduenne cantautore e produttore discografico statunitense, noto a livello globale per brani da centinaia di milioni di ascolti come “Life Goes On” e “Miss You”.

La dinamica dell’incidente e le indagini

La collisione è avvenuta nel quartiere di Recreio dos Bandeirantes. Secondo le informazioni diffuse dall’emittente CNN Brazil, a bordo del primo velivolo viaggiavano cinque persone, tra cui il musicista californiano e Gaspar Prim, uno youtuber e creatore di contenuti molto popolare in Argentina. Il secondo elicottero era occupato esclusivamente dal pilota. Entrambi i mezzi sono precipitati sulla struttura commerciale sottostante, richiedendo l’intervento immediato dei vigili del fuoco per domare le fiamme. Le indagini per chiarire le cause e l’esatta dinamica dello scontro aereo sono state formalmente affidate al Cenipa, il Centro per le indagini e la prevenzione degli incidenti aeronautici dell’Aeronautica militare brasiliana.

Il tour mondiale interrotto

Fino al giorno precedente allo schianto, Tree aveva pubblicato regolarmente contenuti sui propri canali social documentando la sua permanenza in Brasile. L’artista si trovava nel Paese sudamericano per una tappa del suo tour mondiale da headliner, organizzato per promuovere il suo quarto album in studio interamente autoprodotto, intitolato “Love You Madly, Hate You Badly” e pubblicato nel mese di aprile. La tournée, iniziata il 30 maggio a Città del Messico, prevedeva numerose date internazionali in Sudafrica, Giappone, Nuova Zelanda e Antartide, oltre a un concerto in Italia programmato per l’8 luglio al circolo Magnolia di Milano.

Dal debutto ai record su TikTok

Nato in California, Tree aveva costruito una carriera musicale di successo fondendo l’hip hop melodico con influenze rock e dance, accompagnate da testi spesso ironici. Aveva iniziato a pubblicare brani su Soundcloud nel 2010 con lo pseudonimo Kryph, per poi debuttare ufficialmente nel 2013 con l’EP “Demons“, lavoro che conteneva una cover hip hop e lo-fi di “Karma Police” dei Radiohead elogiata dallo stesso Thom Yorke. Il salto di qualità nell’industria avvenne nel 2016 con il singolo “When I’m Down”, che gli valse un contratto con la Atlantic Records. Negli anni successivi, la sua figura pubblica, caratterizzata da un’estetica volutamente eccentrica e kitsch con tute acetate anni Ottanta e un iconico taglio di capelli a scodella, lo ha reso un fenomeno virale. Sulla piattaforma TikTok aveva accumulato 15,4 milioni di follower: il brano “Life Goes On”, estratto dal primo album in studio “Ugly Is Beautiful” del 2020, è stato utilizzato dagli utenti in oltre 3,7 milioni di video, portando il cantautore a superare gli 11 milioni di ascoltatori mensili su Spotify.

Il cordoglio di Melanie Martinez

A poche ore dalla diffusione della notizia, la cantautrice Melanie Martinez, ex compagna di Tree, ha affidato ai social un lungo ricordo dell’ex compagno: “Sono stata letteralmente a pezzi oggi”, ha scritto Martinez in una storia sul suo profilo Instagram. “È davvero difficile capire come qualcuno con cui un tempo hai condiviso un periodo così specifico e formativo della tua vita possa improvvisamente non esserci più. Era così dedito alla sua arte, cosa che ammiravo e rispettavo profondamente. Penso che tutti coloro che lo hanno conosciuto ripenseranno a quei momenti di risate e gioia che riusciva a suscitare così facilmente”. La cantante ha concluso il suo ricordo sottolineando l’attitudine creativa del musicista: “La sua capacità di guidare creativamente e di agire, mantenendo allo stesso tempo un senso di meraviglia e stupore infantile, era di grande ispirazione. Aveva un cuore grande ed era un vero artista in ogni senso. Riposa in pace Oliver. So che stai facendo ridacchiare gli angeli. Resterò qui a chiedermi quale acrobazia e progetto creativo stai architettando in paradiso. Tutto il mio amore”.

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“Ragazzi, la corda!”: 21enne si lancia nel vuoto per fare bunjee jumping, ma nessuno aveva agganciato il cavo di sicurezza. Sei arresti per la morte di Maria Eduarda Rodrigues de Freitas

15 Giugno 2026 ore 09:13

Una sessione di bungee jumping si è trasformata in una caduta mortale a causa di un grave errore di disattenzione da parte degli istruttori, che hanno omesso di agganciare la corda di sicurezza prima del salto. Sabato 13 giugno, a Limeira, nello Stato brasiliano di San Paolo, la ventunenne Maria Eduarda Rodrigues de Freitas ha perso la vita dopo essere precipitata dal celebre Ponte dello Scheletro (Ponte do Esqueleto). I membri dello staff della società privata a cui la giovane si era affidata l’hanno sollevata e spinta nel vuoto da un’altezza di circa 40 metri senza aver assicurato l’imbracatura alla struttura portante. La Polizia militare è intervenuta sul posto procedendo all’arresto dei responsabili dell’evento.

Il lancio nel vuoto e il video dell’incidente

La vittima, laureata in educazione fisica e management dello sport, aveva acquistato un pacchetto turistico guidato che prevedeva il lancio dal viadotto in disuso. Il drammatico momento è stato ripreso con uno smartphone da uno degli spettatori presenti. Le immagini, finite sui social, mostrano la ventunenne con indosso il casco protettivo mentre viene sollevata di peso dagli addetti, portata all’estremità della passerella di legno e gettata nel vuoto a volo d’angelo. Subito dopo la spinta, il video documenta l’esatto istante in cui i presenti si accorgono della gravissima mancanza. Chi stava filmando ha inquadrato la fune di sicurezza abbandonata al suolo sulla struttura, urlando agli istruttori: “Ragazzi, la corda!”. Poco prima del salto, la giovane aveva pubblicato una storia sul suo profilo Instagram (successivamente oscurato), in cui ironizzava sull’esperienza estrema imminente: “Chi è stato il pazzo che mi ha permesso di saltare giù da un ponte?”.

I soccorsi inutili e le indagini della Polizia

Dopo l’impatto sul fondo del burrone, lo staff e alcuni testimoni hanno raggiunto il corpo nel tentativo di praticare le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Sul posto è stato inviato anche un elicottero della Polizia, ma all’arrivo dell’équipe medica non è stato possibile fare altro che constatare il decesso sul colpo, causato dai devastanti traumi multipli. Il fidanzato della vittima, giunto sul luogo della tragedia poco dopo, ha accusato un malore ed è stato trasportato al pronto soccorso.

Le indagini, affidate alla Polizia Civile brasiliana, hanno portato al fermo immediato di sei persone legate all’organizzazione. Tra queste, tre uomini di 27, 32 e 42 anni sono stati formalmente arrestati sulla scena con l’accusa di omicidio con dolo eventuale. Gli avvocati difensori degli indagati hanno replicato alle accuse affermando che i loro assistiti vantano una grande esperienza nel settore e che si tratta della prima vittima registrata dall’azienda in anni di attività. Una tesi nettamente respinta dalle autorità investigative. La delegata di Polizia Andrea Dantas Levy ha infatti fornito un quadro preciso delle irregolarità riscontrate, dichiarando all’emittente G1: “Era un team non in regola; non avevano nemmeno l’autorizzazione per essere lì. Hanno finito per organizzare questo evento, e questa fatalità è avvenuta oggi, secondo la mia percezione, a causa di una mancata verifica e supervisione del posizionamento della corda sul salto della vittima”.

Lo scontro istituzionale

Il caso ha innescato un’immediata reazione politica e istituzionale. Il viadotto utilizzato per i lanci, infatti, è un’area di competenza statale nota da tempo come punto di ritrovo per gli sport estremi, ma del tutto priva di regolamentazione. Il Consiglio comunale di Limeira ha annunciato un’azione legale contro il governo federale brasiliano. A ufficializzare l’iniziativa è stato il sindaco della città, Murilo Félix, che ha inquadrato le responsabilità dell’accaduto oltre il singolo errore umano degli istruttori: “È necessario determinare le responsabilità per la mancanza di controllo degli accessi a un’area federale che da anni presenta rischi noti e che manca ancora delle necessarie misure di protezione”.

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