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Mercedes Classe C, il restyling porta l'intelligenza artificiale a bordo

17 Agosto 2026 ore 16:04
No, nonostante l'arrivo della nuova Classe C elettrica, la W206 non è affatto morta. Dopo sei anni di carriera, la berlina della Stella si concede un restyling nella sua versione con cilindri e pistoni, che continuerà la propria carriera affiancando la sorella a batteria. Niente rivoluzioni nello stile o nella tecnologia: la "C" si è aggiornata con nuovi contenuti, mantenendo un'ampia offerta di motori tutti ibridi mild o plug-in che continua a comprendere delle versioni a gasolio. La Classe C restyling sarà ordinabile in Germania dal 18 agosto 2026, con prezzi che partono da 48.844 euro per la C 200 berlina .Per il mercato italiano, al momento, i listini non sono stati ancora comunicati. La Storia La Classe C non è semplicemente un modello della gamma Mercedes, è uno dei pilastri più importanti della sua storia recente.  Era dicembre del 1982 quando venne presentata la 190, la mamma della Classe C, soprannominata affettuosamente baby benz. L'obiettivo dichiarato era semplice: offrire la tecnologia delle sorellone (all'epoca W123 ed S W126) su un segmento medio, più accessibile. Questo nuovo inizio fu evidenziato anche dalla sigla stessa: W201, la prima Mercedes a ricevere un codice progetto con cifra iniziale 2. Fu un successo: un cliente su due della 190 non aveva mai acquistato Mercedes prima di allora. Nel 1993, con la W202, sarebbe arrivata ufficialmente la denominazione Classe C, mentre nel 1996 debuttò anche la prima station wagon. Oggi Mercedes parla di circa 12 milioni di esemplari venduti dal 1982. Insomma, la classe C non è proprio una di quelle macchine che possono permettersi di sbagliare. La generazione attuale è arrivata nel 2021 e ora, a metà del suo ciclo di vita, si aggiorna. Pochi ritocchi ma buoni Chiaramente, trattandosi di un restyling, a prima vista la nuova Classe C non è stata rivoluzionata. La silhouette rimane quella che conosciamo, ma è stata rivista in alcuni dettagli. Uno su tutti la calandra anteriore, cresciuta soprattutto in senso verticale, e con la possibilità di essere illuminata. I nuovi proiettori anteriori riprendono la firma luminosa a stella e sono forse la novità più grande: la nuova generazione dei fari Digital Light (opzionali), con tecnologia Micro-LED, aumenta di circa il 40% l'area illuminata, a fronte di un consumo di energia dimezzato. Il fascio luminoso può inoltre essere orientato dinamicamente e adattato alla strada, migliorando la visibilità senza abbagliare i veicoli provenienti dal senso opposto. Cambia anche la firma luminosa al posteriore, che addotta il disegno a stella delle sorelle maggiori. Aggiornati anche i paraurti, e arrivano nuovi cerchi da 17 a 19 pollici assieme a due nuovi colori per la carrozzeria: Lavender Silver Metallic e Moody Sky Grey Metallic. Termico sì, ma  Tutti i propulsori sono elettrificati: il vertice della gamma è un'ibrida plug-in, mentre tutti gli altre unità adottano il sistema mild hybrid a 48 volt con ISG di seconda generazione, capace di fornire fino a 23 CV e 205 Nm di supporto, e sono Euro 7 ready. La novità più importante è il quattro cilindri benzina M254 EVO da 2.0 litri, con compressore elettrico ausiliario. alimentato dall'impianto a 48 volt, ed elimina il ritardo nella risposta. Tre i livelli di potenza per l'alimentazione benzina MHEV, da 177 a 258 cavalli. Per chi invece non ha intenzione di salutare il gasolio, c'è l'OM 654 EVO, un quattro cilindri MHEV con due livelli di potenza: 163 o 200 cavalli. La parte più alta della gamma è affidata all'ibrida plug-in. La C 400e 4Matic abbina il quattro cilindri benzina a un motore elettrico per una potenza totale di 395 CV e 650 Nm. La batteria ha una capacità utilizzabile di 19,53 kWh e promette di percorrere fino a 100 km in elettrico secondo ciclo Wltp, con ricarica fino a 11 kW in corrente alternata e 55 kW in corrente continua. Più agile e silenziosa Il restyling non si è fermato a motori e software. Mercedes ha rivisto anche la taratura delle sospensioni per ridurre i movimenti del corpo vettura e, secondo la Casa, rendere la Classe C più precisa quando la strada comincia a farsi tortuosa, senza sacrificare il comfort nei viaggi lunghi. Resta anche il retrotreno sterzante (2,5 gradi): il risultato è un diametro di sterzata di 10,64 m, un valore quasi da utilitaria, oltre al vantaggio della maggiore stabilità alle velocità elevate. Migliorata anche l'insonorizzazione e l'aerodinamica. Il Cx è di 0,24 per la berlina e 0,26 per la carrozzeria giardinetta, che assieme agli interventi su specchietti, guarnizioni, isolamento e scarico riducono ulteriormente i disturbi acustici in abitacolo. Fa da sola  L'altro grande capitolo di questo restyling riguarda i sistemi di assistenza alla guida. La nuova classe C può utilizzare fino a 10 telecamere, 5 radar e 12 sensori a ultrasuoni, tutti gestiti attraverso l'architettura MB.OS. A seconda della configurazione, il sistema MB.Drive può intervenire su sterzo, freni e acceleratore. Tra le funzioni c'è anche il Lane Change Assist, che può effettuare automaticamente il cambio di corsia dopo l'azionamento dell'indicatore di direzione. Arriva inoltre sulla Classe C la navigazione in realtà aumentata, già proposta su modelli più grandi come Classe S ed EQS. Non manca la Reverse Function: in determinate condizioni l'auto può ripercorrere automaticamente in retromarcia una parte del tragitto effettuato, utile per divincolarsi dalle strettoie più impegnative. Arriva l'assistente virtuale evoluto Grande salto sui sistemi di bordo. Restano il quadro strumenti da 12,3 pollici e lo schermo centrale verticale da 11,9, ma arriva il nuovo sistema operativo MB.OS per gestire le principali funzioni della vettura. Praticamente assenti i comandi fisici, si fa tutto dallo schermo centrale. La novità più importante è il MBUX Virtual Assistant, che combina ChatGPT, Microsoft Bing e Google Gemini. Può sostenere conversazioni più articolate, ricordare il contesto delle richieste e fornire informazioni su navigazione, punti d'interesse, meteo e molto altro. Il navigatore sfrutta invece Google Maps e l'AI Agent di Google Cloud: parlando con l'assistente si possono cercare destinazioni, parcheggi e stazioni di ricarica, con informazioni sulla loro disponibilità.

WRC | Il mondo dei rally è in lutto: è morto Alex Fiorio

17 Agosto 2026 ore 16:04
Il mondo dei rally si trova di colpo più solo ed è costretto a vestirsi a lutto. Alessandro Fiorio, meglio conosciuto come "Alex", è morto.
A dare conferma del decesso dell'ex pilota piemontese è stata la famiglia Fiorio attraverso un comunicato stampa: "Alex Fiorio non c’è più: un male incurabile, che lo tormentava da qualche mese, gli ha tolto la vita. Alex lascia papà Cesare e mamma ...Continua a leggere

FE | Gunther lascia Penske: per la Gen4 andrà in Envision che avrà una coppia tutta nuova

17 Agosto 2026 ore 15:11
La stagione è finita e, come da tradizione, arrivano anche i primi annunci in ottica futura, a partire dalla conferma da parte di Max Gunther che non far parte del progetto Penske nel 2027 per la futura Gen4. Il pilota tedesco ha infatti confermato come Londra sia stata la sua ultima gara con la squadra americana, che fino a quest’anno ha corso sotto i colori di DS data la collaborazione con ...Continua a leggere

F1 | Il paradosso di Hadjar: dopo metà stagione il miglior complimento è che non si parli di lui

17 Agosto 2026 ore 13:00
Se si sfogliasse il calendario tornando a circa un anno fa, il destino di Yuki Tsunoda, dopo pochissimi mesi in Red Bull, sembrava già segnato. Il pilota giapponese aveva preso il posto di Liam Lawson come ultimo tentativo per provare a ribaltare le sorti di un sedile sul quale chi lo aveva preceduto aveva raccolto ben poco, inclusa la spirale negativa in cui era precipitato Sergio Perez dalla ...Continua a leggere

MotoGP | Pirro: "Punto ancora su Marquez, ma sarà un Mondiale che si giocherà sui dettagli"

17 Agosto 2026 ore 12:22
Se le ultime gare prima della pausa estiva avevano sorriso alla Ducati, permettendo a Marc Marquez di riportarsi a soli 18 punti dalla vetta della classifica iridata della MotoGP, la ripresa delle ostilità, a Silverstone, è stata tutta a tinte Aprilia, con le RS-GP che hanno monopolizzato il podio sia nella Sprint che nella gara lunga.
Un ennesimo segnale che quello che ci attende è un ...Continua a leggere

Pebble Beach incorona Hollywood: vince la Duesenberg di Clark Gable

17 Agosto 2026 ore 10:52
Sono da poco passate le cinque quando Pebble Beach comincia a svegliarsi. ancora buio, l'aria arriva fredda dall'oceano e sul celebre 18 fairway del Golf Links inizia la celebrazione del Dawn Patrol, con qualche centinaio di appassionati pronti ad applaudire le auto che entrano sul green, sorseggiando caffè caldo e andando alla ricerca dei preziosi cappellini che Hagerty distribuisce a caso tra pochi fortunati. La prima a posare le ruote sul green è una Moon 30 Raceabout del 1912. Ha 114 anni e sembra quasi voler ricordare quale sia il senso di Pebble Beach: non soltanto automobili perfette dopo lifting milionari, ma anche testimoni autentici della storia. Questa Moon, mai restaurata, porta addosso il tempo invece di nasconderlo.Una dietro l'altra si presentano sull'erba tutte le aspiranti reginette, mentre il buio lascia spazio alla luce della California. probabilmente il momento più romantico e affascinante di tutta la settimana: prima della folla, prima dei giudici, prima dei premi. L'edizione 2026 ha poi un significato particolare: Pebble Beach celebra i suoi 75 anni e, per festeggiarli, il finale sembra scritto da Hollywood. Il Best of Show va infatti alla Duesenberg SSJ Special Speedster del 1935 legata a Clark Gable. Una delle auto americane più straordinarie mai costruite e una delle sole due SSJ realizzate: l'altra fu commissionata da Gary Cooper. Passo corto, carrozzeria biposto e motore otto cilindri sovralimentato: negli anni Trenta era qualcosa di molto vicino a una supercar ante litteram. Due Duesenberg protagoniste Oggi l'esemplare di Gable appartiene al collezionista americano Harry Yeaggy, di Cincinnati, che racconta di averla inseguita per quarant'anni prima di riuscire ad acquistarla tre anni fa. Per lui non è neppure il primo trionfo a Pebble Beach: nel 2007 aveva già conquistato il Best of Show con un'altra Duesy, la SJ Speedster Mormon Meteor. Con il successo di quest'anno salgono così a otto le vittorie assolute della Casa americana al Concours.E c'è una coincidenza che rende il finale della Monterey Car Week ancora più cinematografico. Soltanto pochi giorni prima, all'asta di RM Sotheby's, un'altra Duesenberg di Clark Gable questa volta una Model JN Convertible Coupé del 1935 aveva cambiato proprietario per 9,08 milioni di dollari, ben oltre la stima di 8 milioni. Carrozzata originariamente da Rollston e successivamente modificata da Bohman & Schwartz secondo i desideri dell'attore: cofano allungato, parabrezza più inclinato e numerosi dettagli specifici. Un'automobile legata anche agli anni vissuti da Gable con Carole Lombard. Due vetture della stessa Casa, dunque, protagoniste della stessa Monterey ma con destini diversi. Prima il martello del banditore trasforma la Model JN in un oggetto da oltre nove milioni di dollari. Poi, la domenica, la SSJ viene incoronata Best of Show di Pebble Beach.  Il trofeo Pininfarina e le altre vincitrici Ma sul green c'è spazio anche per un pezzo importante della storia italiana. Il Pininfarina Trophy 2026 è stato assegnato alla Ferrari 250 GT Serie I Pinin Farina Cabriolet del 1958 di Julio Grosso. Il riconoscimento, nato nel 2025 per celebrare i 95 anni della Pininfarina e diventato parte permanente del Concours, premia la vettura che meglio interpreta i valori di eleganza, innovazione e purezza delle forme della carrozzeria torinese. La Ferrari premiata è una delle circa trenta Serie I Cabriolet costruite, modello che alla fine degli anni 50 segnò l'ingresso di Maranello nel mondo delle spider prodotte in piccola serie. Anche qui, dietro alla perfezione mostrata sul prato, c'è una storia: l'auto aveva trascorso decenni smontata, con i componenti conservati in luoghi differenti, prima di essere riportata alle condizioni originali attraverso un lungo restauro.Quando il sole comincia a scendere verso l'Oceano, la Duesy raccoglie l'ultimo applauso. Non c'è un set, non ci sono cineprese e nemmeno Clark Gable. Ma sul green di Pebble Beach Hollywood torna, per qualche minuto, protagonista. Del resto, the show must go on. BEST OF SHOW1935 Duesenberg SSJ Special SpeedsterHarry Yeaggy, Cincinnati, OhioFINALISTE BEST OF SHOW1938 Delahaye 165 Figoni et Falaschi CabrioletThe Pearl Collection, Baar, Svizzera1955 Ferrari 375 MM Pinin Farina BerlinettaHeinecke Family Collection, Bangkok, Thailandia1954 Ferrari 375 America Vignale CabrioletRQ Collections, The Woodlands, TexasELEGANCE AWARDSGwenn Graham Most Elegant Convertible1935 Duesenberg J Rollston Convertible CoupeB. & Dorothy Nethercutt Most Elegant Closed Car1937 Talbot-Lago T150 C-SS Figoni et Falaschi Teardrop CoupéJules Heumann Most Elegant Open Car1937 Bentley 4 Litre Vanden Plas Sports TourerStrother MacMinn Most Elegant Sports Car1953 Fiat 8V Ghia SupersonicSPECIAL AWARDSArtCenter College of Design Award1974 Lancia Stratos HF Stradale CoupéBriggs Cunningham Trophy1938 Alfa Romeo 8C 2900B Lungo Touring SpiderChairman's Trophy1949 Ferrari 166 MM Touring BarchettaElegance in Motion Trophy1938 Alfa Romeo 8C 2900B Touring BerlinettaEnzo Ferrari Trophy1956 Ferrari 500 Testa Rossa Scaglietti SpyderThe French Cup1937 Dubonnet Xenia Saoutchik Aerodynamic CoupéGran Turismo Trophy1961 Ferrari 250 GT Sperimentale Pininfarina CoupeThe LAP of Luxury Award1955 Lancia Nardi Blue Ray I Vignale CoupeMercedes-Benz Star of Excellence Award1956 Mercedes-Benz 300 SC Pinin Farina CoupeThe Phil Hill Cup1950 Jaguar XK120 Don Parkinson SpecialTony Hulman Trophy1962 Ferrari 250 GTO Scaglietti BerlinettaPininfarina Trophy1958 Ferrari 250 GT Series I Pinin Farina Cabriolet

Honda svela il piano per tornare ad essere uno dei "principali contendenti" in F1

17 Agosto 2026 ore 10:57
I primi mesi della partnership tra Honda e Aston Martin sono stati decisamente difficili, ma la Casa giapponese ora guarda di nuovo al futuro con rinnovato ottimismo.
Il progetto di Honda in F1 appare completamente diverso rispetto agli anni d’oro con la Red Bull in termini di personale, il che ha portato Honda a rendersi conto, a gennaio, che l’inizio di questa nuova era sarebbe stato ...Continua a leggere

Ecco chi ha comprato la Ferrari Luce a 40 milioni di dollari

17 Agosto 2026 ore 10:13
"Se la sarà ricomprata la Ferrari per far vedere che qualcuno la vuole", "Ognuno è libero di buttare i soldi come vuole, ma mi piacerebbe sapere che faccia ha questo" e tanti, tantissimi altri commenti di questo genere hanno popolato i social sotto i post dedicati alla vendita della prima Ferrari Luce a 40 milioni di dollari. Ma chi l'ha comprata? Si chiama Herbert Wertheim e in america è conosciuto come Dr. Herbie: è un miliardario che si mostra sempre in pubblico con un cappello rosso e che deve parte della sua fortuna alle sue invenzioni, come quella che ha brevettato alla fine degli anni Sessanta per una finitura anti raggi ultravioletti per le lenti di plastica degli occhiali. E non è nuovo a questo tipo di aste: è un filantropo a cui piace sposare cause benefiche e già lo scorso anno si era accaparrato l'ultima Ferrari Daytona SP3 per 26 milioni di dollari. Dal riformatorio (rischiato) alla Nasa Nato a Philadelphia durante la Grande Depressione, Herbert Wertheim da adolescente fuggì di casa lavorando come bracciante e vivendo con gli indiani Seminole nelle Everglades. A 16 anni, un giudice lo pose davanti a un bivio: il riformatorio o la Marina. Scelse il servizio militare, dove iniziò a investire il suo stipendio in borsa con titoli come Lear Jet, arrivando a conoscere personalmente Bill Lear. Mentre era in Marina, si mise a studiare fisica e chimica, ottenendo una borsa di studio in optometria prima di diventare ingegnere della Nasa a Cape Canaveral. La sua intuizione del 1969 rivoluzionò il settore ottico con una tinta per lenti capace di prevenire la cataratta, portando alla fondazione della Brain Power Inc. (BPI), oggi titolare di oltre 100 brevetti.La sua incredibile ricchezza non nasce da speculazioni rapide, ma da una pazienza leggendaria: ha acquistato quote di Apple, Microsoft, Google, GE e Bank of America decenni prima che diventassero colossi globali. Il suo capolavoro finanziario resta Heico: un investimento di 5 milioni di dollari nel 1992 che oggi supera gli 800 milioni, rendendolo il maggior azionista individuale della società. Filantropo convinto, ha donato oltre 100 milioni di dollari alle università della Florida e ha firmato il "Giving Pledge", impegnandosi a devolvere almeno metà del suo patrimonio per sostenere l'istruzione e la ricerca scientifica.

DS Penske chiude in bellezza la sua storia in Formula E con la vittoria di Taylor Barnard!

17 Agosto 2026 ore 09:55
DS Penske non avrebbe potuto sperare in un finale migliore. Al termine di una stagione a tratti complessa, la squadra franco-americana è tornata al successo grazie a Taylor Barnard. Ad appena 22 anni, il pilota britannico ha ottenuto la sua prima vittoria in Formula E con una prestazione di straordinaria maturità. Ha scelto proprio l'ultima apparizione di DS Automobiles nella categoria per ...Continua a leggere

Gran Turismo 7 - Nuova Mazda GT3, GTWS Porsche si conferma, riscatto per Valerio Gallo ed il mistero dell'aggiornamento 1.71 di agosto

17 Agosto 2026 ore 09:36
Gran Turismo 7 non si ferma per Ferragosto, durante la seconda gara del Gran Turismo World Series a Tokyo è stata annunciata la versione da corsa della Mazda Vision GT. Riscatto per Valerio Gallo nuovamente sul podio. Mistero per l'aggiornamento 1.71 anticipato 9 agosto, ma di cui non si sono perse le tracce

F1 2026 | Ecco gli orari TV di Sky, Now e TV8 del Gran Premio di Olanda

17 Agosto 2026 ore 09:21
La Formula 1 ha finito le vacanze estive e ora si riparte. Il Circus iridato, smaltite le tre settimane di stop forzato, torna in pista questo fine settimana per svolgere il Gran Premio d'Olanda, che come avviene da qualche anno a questa parte si terrà sul tracciato di Zandvoort. 
Nella prima gara della seconda parte di stagione ci sarà già una novità significativa rispetto allo scorso ...Continua a leggere

Opel Astra: le serie speciali

17 Agosto 2026 ore 07:00

Sobria, solida, concreta. Un’auto senza fronzoli, per alcuni noiosa, per molti, invece, una fedele compagna di lavoro e vita familiare, con il giusto mix di affidabilità e robustezza. L’Opel Astra è stata per decenni una presenza costante sulle strade europee e una delle medie più vendute, grazie a una grande varietà di motori e carrozzerie realizzate per andare incontro a tutte le esigenze. Non sono mancate declinazioni sportive, inizialmente riservate alla tre porte e, man mano che la gamma si ampliava, anche alla coupé. Inevitabile, quindi, che nel corso della sua lunga carriera siano nate versioni speciali pensate per rinfrescare la gamma, spingere le vendite e offrire interessanti alternative di colore e allestimento spalmate sulle varianti di carrozzeria. Sono tantissime, decisamente troppe per elencarle tutte: abbiamo scelto quelle che, secondo noi, sono le più rappresentative.

Limited Edition

Prodotta tra il 1993 e il 1994 in 1.000 esemplari per vari mercati europei, adottando nomi diversi (per esempio, in Francia si chiamava “Sportive”), questa versione era disponibile sia in carrozzeria berlina tre e cinque porte sia station wagon. L’unica possibilità di motore era l’1.7 diesel, aspirato, da 71 CV, mentre la caratterizzazione estetica principale era una striscia rossa sui paraurti e sulle modanature laterali. Tre i colori metallizzati a scelta, blu, grigio e nero, ed erano presenti le barre sul tetto, i copricerchi dal design a turbina e sedili anteriori sportivi; per finire, servosterzo, vetri oscurati, alzacristalli elettrici anteriori e autoradio a cassette con sei altoparlanti.

Cool Line

Prodotta nel 1994 in un numero imprecisato di unità, la “Cool Line” si poteva ordinare in entrambe le varianti di carrozzeria, berlina e station wagon, ma con un solo motore, l’1.4 aspirato da 82 CV. In compenso, c’erano due colori esclusivi, entrambi metallizzati: Blu Nautilus e Grigio fumé. Sui parafanghi anteriori erano posizionati i loghi distintivi della versione, mentre all’interno non erano previste caratterizzazioni, anche se era incluso, di serie, il climatizzatore, ai tempi un optional molto costoso. 

California

Sempre nel 1994, viene lanciata la “California”, anch’essa disponibile per berlina e station wagon. Unico il motore disponibile, quello meno potente, ovvero l’1.4 iniezione single point aspirato da 60 CV, mentre la dotazione di serie prevedeva tettuccio apribile, autoradio a cassette con sei altoparlanti, specchietti in tinta con la carrozzeria e - distintivi della versione - strisce adesive di argento lungo le fiancate, culminanti con il logo. All’interno invece, spiccavano rivestimenti di sedili e pannelli delle portiere dedicati. Con un sovrapprezzo, l'Astra California era disponibile con il pacchetto estetico "Design", che includeva cerchi di lega Pentaline da 15”, inserti decorativi color antracite su paraurti e modanature laterali e indicatori di direzione anteriori con lenti bianche.

Fifteen

Riservata al mercato svizzero e prodotta nel 1997, questa versione speciale era disponibile, come di consueto, in tutte le varianti di carrozzeria eccetto la cabriolet. Esternamente non si distingueva dalla gamma standard - eccetto per l’assenza del colore Giallo Curry tra le tinte della carrozzeria e per il logo inserito all’interno delle modanature laterali - mentre è all’interno che sfoggiava rivestimenti di velluto specifici, color Grigio Tramonto o Antracite Scintillante. Un’altra particolarità era il fatto che questa versione veniva offerta principalmente con il motore 1.4 benzina, sebbene con un sovrapprezzo si potesse optare anche per tutte le altre motorizzazioni, ovvero 1.6 e 1.8 16 valvole oppure 1.7 turbodiesel da 82 CV.

Diamond - Perfection

Sempre riservate alla Svizzera e sempre del 1997 sono queste due edizioni limitate riservate alla versione cabriolet. Quattro erano i colori disponibili: Blu Ceramica Metallizzato, Verde Rio Metallizzato, Verde Fiji Metallizzato e Lavanda Metallizzato (questi ultimi riservati alla "Diamond"), mentre per tutte erano presenti paraurti e calotte degli specchietti in tinta con la carrozzeria, cerchi di lega da 15” a sei razze e specchietti retrovisori a regolazione elettrica. La capote elettrica era di vinile sulla “Perfection” e di tessuto sulla “Diamond” e anche gli interni erano differenziati: di tessuto verde o blu Atlantis sulla "Perfection" o di pelle antracite sulla "Diamond". Quest’ultima aveva anche sedili anteriori riscaldati, climatizzatore e volante rivestito di pelle. Per quanto riguarda le motorizzazioni, si poteva scegliere tra l’1.4 e l’1.6 a benzina.

Champion II

Opel era sponsor ufficiale dei Campionati Europei di calcio del 1996 e realizzò varie serie speciali. Una di esse era la “Champion II”, disponibile in quattro motorizzazioni, l’1.6 litri da 75 CV o 100 CV, l’1.8 da 115 CV e il turbodiesel di 1.7 litri e 82 CV, mentre per la carrozzeria si poteva scegliere tra Bianco Casablanca, Rosso Magma, Verde Rio, Blu Caraibi, Grafite, Argento Titanio, Blu Magnetico o Nero Nova. Ricca la dotazione di serie, dal tetto apribile al doppio airbag, oltre a cerchi di lega da 14” e autoradio Blaupunkt CAR 300, mentre gli interni erano di velluto verde. L’unico elemento distintivo era invece il logo, inserito come di consueto all’interno delle modanature laterali di plastica.

“100”

Lanciata nel 1999 per festeggiare il centenario dalla prima automobile del marchio tedesco, questa versione speciale della seconda generazione dell’Astra era disponibile anche con carrozzeria berlina tre volumi, praticamente sconosciuta in Italia, dove dominava la station wagon. Si caratterizzava esteticamente principalmente per il logo presente sia sulle modanature delle portiere anteriori sia sui battitacco, mentre i cerchi di lega a cinque razze da 15” non avevano un disegno specifico, ma erano gli “Edition”, normalmente a listino, così come i colori erano quelli standard della gamma. All’interno i rivestimenti dei sedili erano di tessuto nero e la dotazione prevedeva climatizzatore, chiusura centralizzata con telecomando e autoradio a cassette Blaupunkt Car 300. Tutta la gamma motori, 1.6, 1.6 16V, 1.8 16V 2.0 16V a benzina e 1.7 TD, 2.0 DI e 2.0 DTI a gasolio era rappresentata.

Edition Silver

Poco prima era stata lanciata anche un’altra versione speciale, esclusivamente in versione tre porte ed equipaggiata con il motore 1.8i 16v da 115 CV. Unico ed esclusivo anche il colore Starsilber metallizzato, esteso alle modanature laterali, alle calotte degli specchietti retrovisori e abbinato a cerchi di lega a cinque razze modello “Soft Star” da 16”. La dotazione prevedeva anche fendinebbia e un assetto sportivo ribassato di tre cm, ma il meglio era riservato all’abitacolo con rivestimenti di pelle e Alcantara bicolore bianco/nero su sedili e pannelli delle portiere e consolle centrale con una finitura effetto alluminio.

Edition 2000

Il nuovo millennio viene inaugurato con un’altra edizione speciale, caratterizzata soprattutto da un ricco equipaggiamento. Era venduta in diversi Paesi europei, con allestimenti variabili che avevano in comune il colore esterno grigio metallizzato, la presenza del logo sulle modanature laterali, uno stereo con lettore CD e cerchi di lega a cinque razze da 16”. La “Edition 2000” più ricca era quella destinata al mercato svizzero che sfoggiava sedili sportivi riscaldati e due possibilità di scelta per i rivestimenti interni. Potevano essere di pelle color sabbia, grigio o antracite, abbinati al lettore CD CDR 500 con comandi al volante, oppure con rivestimenti “Web” di tessuto color antracite, abbinati al lettore CD NCDR 1100 con sistema di navigazione, mentre comuni a entrambe erano i battitacco e gli inserti di legno sulla console centrale. Si poteva inoltre scegliere tra la carrozzeria a tre, quattro, cinque porte oppure station wagon, tutte motorizzate con l’1.8 16 valvole da 115 CV, mentre sugli altri mercati europei era venduta con l’1.4 benzina da 90 CV oppure l’1.7 DTI da 75 CV.

Linea Rossa

Riservata alla coupé e alla cabriolet, questa versione speciale del 2002 era disponibile in cinque colori: Rosso Magma, Nero Antracite, Argento Metallizzato, Rosso Chianti e Grigio Fulmine con cerchi di lega da 17" a cinque razze, come le Astra con il “Bertone Pack”, ma si differenziava per gli interni specifici. Molto scenografici, di pelle Nappa bicolore rosso/nero con cuciture rosse, comprendevano sedili, pannelli delle portiere, cuffie del cambio e del freno a mano e volante sportivo a tre razze. La consolle centrale era grigio argento, mentre il pomello del cambio di alluminio era specifico di questa versione, decorato con grafiche rosse, stesso colore delle lancette della strumentazione, su fondo bianco e con cornici in alluminio. A completare il pacchetto, battitacco specifici con logo "Linea Rossa", presente anche sui tappetini neri specifici con bordo rosso. Due i motori, benzina di 2.2 litri e 147 CV e turbodiesel, della stessa cilindrata, con 125 CV.

Edition Bild

In occasione dei 50 anni del quotidiano tedesco Bild, nel 2003, Opel realizza una versione speciale, disponibile nelle versioni tre porte, cinque porte e station wagon. Più che per caratterizzazioni estetiche, si distingueva per una dotazione molto ricca, dall'autoradio con navigatore NCDR 1100 con caricatore CD e monitor a colori al climatizzatore, ma anche per una console centrale color antracite metallizzato, cornici della strumentazione cromate e rivestimenti interni di tessuto anch’essi color antracite. Inoltre, cerchi di lega da 16” a cinque razze e griglia cromata. La scelta di motori era completa, 1.6, 1.8 e 2.2 benzina e 1.7, 2.0 e 2.2 DTI.

Silverstone

Nel 2004 è il turno della versione che prende il nome dal leggendario circuito di Formula 1. Dedicata alla coupé e spinta da motori 1.8, 2.2 (aspirati) e 2.0 Turbo con potenze fino a 200 CV, si distingueva per la verniciatura bicolore metallizzata e i cerchi multirazza da 17”, non specifici però del modello. All’interno spiccavano i sedili sportivi anteriori in una sontuosa combinazione di tessuto grigio acciaio con motivo “Silverstone” a rivestire i fianchetti, i poggiatesta e parte dei pannelli delle portiere. L’allestimento prevedeva anche volante sportivo di pelle nera con comandi radio integrati, pomello del cambio con finitura effetto alluminio e console centrale in Charcoal Metallic. Infine, climatizzatore automatico e impianto audio CDR 500 con navigatore.

Njoy

Prodotta tra il 2003 e il 2004 in esclusiva per il mercato svizzero, non presentava particolarità esterne, eccetto il logo posizionato nelle modanature laterali e la cornice della griglia cromata. La gamma colori era la stessa standard, così come i cerchi di lega da 16" a cinque razze, in aggiunta a gruppi ottici posteriori oscurati e maniglie delle portiere in tinta con la carrozzeria. Molto ampia la scelta dei rivestimenti interni di tessuto “Piazza”, realizzato con una particolare tecnica di tessitura, mentre per quanto riguarda la dotazione, erano presenti climatizzatore, radio con lettore CD, pomello del cambio con bordo cromato e consolle centrale color antracite metallizzato. Due i motori benzina disponibili, l’1.6 da 100 CV e l’1.8 da 123, affiancati dal 2.0 e 2.2 DTI, rispettivamente da 100 e 125 CV.

Opc Race Champ

Realizzata nel 2009 in esclusiva per il mercato tedesco, questa versione celebrava un programma di selezione piloti per partecipare alla 24 Ore del Nürburgring, organizzato da Opel in Germania, Austria e Svizzera, insieme al pilota ufficiale Manuel Reuter. Solo 1.000 gli esemplari prodotti, tutti caratterizzati dal colore bianco con tetto nero e decorati con il logo del modello - effetto carbonio - posizionato sul montante. Altri dettagli esclusivi erano le calotte degli specchietti e la griglia verniciate di nero, mentre dal punto di vista meccanico spiccava l’assetto sportivo e i cerchi di lega da 18” color antracite. All’interno trovavano posto sedili sportivi Recaro, inserti di fibra di carbonio sulla plancia e un’autoradio con lettore CD e Mp3 con un impianto audio composto da sette altoparlanti. Basata sull’allestimento Opc, il motore era il 2.0 turbo da 240 CV e l’unica opzione di carrozzeria era quella hatchback a tre porte.

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La distrazione alla guida entra nel nuovo Codice: multe, punti e divieti

17 Agosto 2026 ore 09:11
Nel nuovo Codice della strada entra per la prima volta il concetto di distrazione. A quella che secondo l'Istat è la prima causa di incidenti stradali in Italia è dedicato un articolo ad hoc. All'interno del quale, gli esperti dei ministeri dei Trasporti e dell'Interno che hanno scritto il testo-base (su cui entro il 13 settembre dovranno esprimersi le associazioni di settore) hanno correttamente inserito anche la parte attualmente dedicata all'uso di apparecchi radiotelefonici, tablet, computer e cuffie sonore durante la guida. Anch'essa, peraltro, oggetto di modifica. La semplice distrazione costa 150 euro di multa e 5 punti Partiamo dalla distrazione nella sua accezione più generale. Che risulta così formulata: Durante la marcia i conducenti mantengono costantemente l'attenzione sulla strada, evitando ogni causa di distrazione. Insomma, vietato distogliere lo sguardo dalla strada (direttamente o attraverso gli specchietti retrovisori). Indipendentemente da ciò che accade nell'abitacolo o all'esterno del veicolo. Quando si guida, si guida e basta.La violazione di questa norma prevede una multa di 150 euro e la perdita di cinque punti dalla patente. Violazione non semplice da contestare, va detto, ma è importante il principio a cui il nuovo Codice richiama tutti i guidatori: la distrazione è una variabile che non può e non deve essere contemplata durante la marcia. Sull'uso di apparecchi elettronici previste quattro diverse situazioni Come accennato, nello stesso articolo sono correttamente ricomprese anche le norme che vietano l'uso di apparecchiature elettroniche durante la guida. Al contrario di quanto accade con il Codice attualmente in vigore, che prevede un'unica sanzione in tutte le situazioni (250 euro di multa, 5 punti e la sospensione della patente fino a 2 mesi, il nuovo testo-base prevede quattro diverse situazioni (una delle quali completamente nuova):Uso di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di smartphone, computer portatili, notebook e tablet (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di cuffie sonore (150 euro di multa e 5 punti)Uso di dispositivi che consentono la riproduzione di filmati sugli schermi dei veicoli bypassando i blocchi del costruttore (250 euro di multa e 5 punti).Nel Codice attuale quest'ultima situazione non è prevista, e quindi non è punita. Punito anche l'accompagnatore Ma c'è un'altra, clamorosa novità. Per la prima volta tutti questi divieti riguardano, giustamente, anche chi svolge le funzioni di istruttore durante le esercitazioni di guida e gli esami per il conseguimento della patente. Insomma, quando un aspirante patentato sta guidando con il foglio rosa non potrà usare il cellulare nemmeno chi lo accompagna in funzione di istruttore o di esaminatore.

Dalla Luce alle nuove Spider: le 5 Ferrari in arrivo nei prossimi mesi

17 Agosto 2026 ore 09:16
Non ha una gamma ricca come quella di un costruttore generalista (né i suoi volumi), ma da qui alla fine dell'anno Ferrari porta su strada ben cinque novità. A cominciare dalla Luce, la prima elettrica fresca di primato mondiale, passando per le versioni scoperte di Testarossa e Amalfi, senza dimenticare la Purosangue e la 12Cilindri con un originale cambio "manuale". Ferrari Luce Protagonista di lunghe diatribe sui social (e non solo), la prima elettrica di Maranello ha una carrozzeria a quattro porte e un abitacolo a cinque posti, con interni in vetro e alluminio disegnati da Jony Ive, la mente creativa dietro iPhone, iPad e MacBook. Volante e cruscotto sono solidali tra loro e regolabili in inclinazione e profondità, mentre gli schermi sono display Oled sviluppati appositamente da Samsung: quelli della strumentazione permettono di avere lancette fisiche sovrapposte allo schermo. Quattro motori, 1.050 CV e 530 km di autonomia La Ferrari Luce ha la trazione integrale, gestita da quattro motori indipendenti, che sviluppano una potenza combinata di 1.050 CV: la Rossa accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 310 km/h. integra un'architettura di bordo a 800 Volt e una batteria da 122 kWh, per un'autonomia nel ciclo Wltp di 530 km. La ricarica in corrente continua accetta potenze fino a 350 kW. Al netto di critiche e polemiche, la Luce è già un successo: i target di vendita del 2026 sono già stati raggiunti.Quanto costa: da 550.000 euroQuando arriva: fine 2026 Ferrari 849 Testarossa Spider Rispetto alla berlinetta, la 849 Testarossa Spider "guadagna" un tetto rigido retraibile che si apre (e si chiude) in 14 secondi, anche in movimento, fino a una velocità di 45 km/h. Identica la base meccanica, con un powertrain ibrido plug-in che combina un motore endotermico V8 biturbo da quattro litri con tre propulsori elettrici, per arrivare a erogare una potenza massima di 1.050 CV. La batteria, da 7,45 kWh, promette fino a 25 km di autonomia in modalità elettrica. Da vera hypercar le performance: per lo scatto da 0 a 100 km/h bastano 2,3 secondi, mentre la velocità di punta oltrepassa i 330 km/h.Quanto costa: 502.070 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari 12Cilindri Manuale L'ingegneria digitale riscrive la meccanica di Maranello: la 12Cilindri Manuale, edizione limitata a 1.499 esemplari, riporta in gamma un powertrain con la frizione. Il 6.5 V12 aspirato da 830 CV e 678 Nm copre lo 0-100 in 2,9 secondi e arriva a toccare i 340 km/h. Il cambio rimane il doppia frizione a otto rapporti, ma ora ha una leva con griglia a sei marce e una frizione by-wire, che promettono sensazioni di guida "da manuale". Se sbagli, si spegne Una su tutte: Ferrari ha voluto ricreare il classico punto di stacco grazie a un raffinato sistema composto da molle, camme e rulli, capace di riprodurre la progressione di carico tipica di una frizione tradizionale. E se si sbaglia, si rischia di spegnere il motore.Quanto costa: 590 mila euroQuando arriva: 2027 Ferrari Amalfi Spider Maranello scopre la sua granturismo a motore anteriore-centrale. La nuova Ferrari Amalfi Spider adotta una capote di tela a cinque strati, che si apre e si chiude in 13,5 secondi. Un'operazione che si può effettuare anche in marcia, fino a 60 km/h. Anche scoperta, la Amalfi si conferma una Ferrari da usare "tutti i giorni", per la facilità d'utilizzo e modalità di guida che assicurano una guida fluida e rilassata. E il bagagliaio mette a disposizione 255 litri (172 con il tetto aperto). Le prestazioni sono quelle di una vera Rossa Nel cofano trova posto lo stesso V8 biturbo di 3.8 litri della coupé, capace di 640 CV e 760 Nm di coppia, sufficienti per uno 0-100 km/h coperto in 3,3 secondi e una velocità di punta di 320 km/h. Oltre all'aerodinamica attiva, questa open top propone anche un raffinato impianto frenante con tecnologia by-wire: il pedale non è collegato con il sistema idraulico, e a gestire tutto ci pensa l'elettronica.Quanto costa: 270.000 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari Purosangue Handling Speciale Per gli amanti della bella guida che hanno bisogno di una Rossa spaziosa, la Ferrari presenta il pacchetto Handling Speciale per la Purosangue. Che conferma il V12 da 6.5 litri e 725 CV con trazione posteriore, le cui prestazioni rimangono invariate: per raggiungere i 200 km/h da fermo bastano sempre 10,6 secondi. Si fa guidare meglio La Purosangue HS introduce però una nuova calibrazione delle sospensioni, pensata per ridurre i movimenti del corpo vettura del 10%, e una trasmissione a doppia frizione con innesti più rapidi nelle cambiate oltre i 5.500 giri. La dotazione estetica integra cerchi diamantati inediti e finiture nere opache.Quando arriva: dicembre 2026
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