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Chiudere la Stretto di Messina Spa. L’8 agosto il corteo No Ponte

29 Luglio 2026 ore 10:40

Dibattiti, volantinaggi, un tour in diverse città italiane, incontri contro l’estrettivismo e la devastazione ambientale in tanti territori, assemblee settimanali a Messina, la campagna No Ponte negli ultimi mesi ha attraversato diversi contesti e città, partendo dalle due sponde dello Stretto di Messina, per rilanciare la mobilitazione. Dal 7 al 9 agosto si terrà un campeggio, nel pomeriggio di sabato 8 agosto il corteo, in serata, a partire dalle 8.30 in piazza del Popolo, si sarebbe dovuto tenere un concerto che è statao cancellato dopo il tragico crollo della palazzina a Messina.

Pubblichiamo qui a seguire il comunicato del Movimento No Ponte in vista dell’importante mobilitazione estiva che come ogni anno ribadirà la contrarietà al devastante progetto del Ponte per rivendicare diritti, sanità, infrastrutture e difesa dell’ambiente e del territorio. A partire dalla rivendicazione della chiusura della Stretto di Messina SpA.

Quella del ponte è una storia di sprechi, di risorse sottratte alla collettività per il tornaconto di pochi, di procedure speciali (leggasi con minori tutele) e buchi neri. Dalla legge istitutiva della Stretto di Messina SpA nel 1981 alla legge obiettivo del 2001, dalla rimozione del tetto massimo per gli stipendi dei dirigenti della Stretto di Messina SpA alle deroghe in materia di appalti del cosiddetto decreto commissari, l’elenco è infinito. In esso, si intrecciano norme specifiche per il ponte e la disciplina che, più in generale, favorisce la grande imprenditoria della devastazione.

Ai procedimenti giudiziari, emersi negli scorsi mesi, lasciamo il compito di accertare responsabilità penali. Quelle politiche le conosciamo già, e le ascriviamo al blocco sociale che si nutre del ponte – non solo della sua eventuale realizzazione, ma anche dell’interminabile progettazione – e di cui fa parte l’intera governance tecno-politica: politici, imprenditori, progettisti, fino, naturalmente, alla società concessionaria.

Non a caso, dal 2016 la Corte dei Conti ha più volte sollecitato governo e parlamento a un intervento normativo per accelerare la liquidazione della Stretto di Messina SpA, decisa nel 2013 dal governo Monti, onde evitare un ulteriore spreco di risorse pubbliche e porre fine al paradossale contenzioso avanzato dalla stessa società nei confronti di altre istituzioni statali. Sappiamo bene com’è finita: non c’è stato nessun intervento normativo e la società è stata tenuta in piedi da tutti i governi, di diverso colore, fino ad essere riattivata da Meloni-Salvini nel 2023.

Ecco perché, oggi, la chiusura della Stretto di Messina SpA rappresenta l’unica strada per interrompere quella continuità che consente al progetto di sopravvivere da oltre quarant’anni. Ci consentirebbe di liberare quei 14 miliardi tenuti in ostaggio dal miraggio del ponte. Ci consentirebbe di sottrarci alla minaccia di quei cantieri che qualcuno vorrebbe aprire, magari per guadagnare visibilità nella lunga campagna verso le elezioni politiche.

Per questo torniamo in piazza, non delegando una lotta che è delle persone che abitano i territori dello Stretto, dei Sud, e di chi ci accompagna in solidarietà. L’8 agosto la marea di Messina diventerà il nostro decreto popolare di chiusura della Stretto di Messina SpA.

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Comunicato del Movimento No Ponte del 5 agosto in vista dell’assemblea popolare del 7 agosto e del corteo dell’8 agosto.

In questi giorni la nostra città è stata scossa dalla tragedia del crollo di una palazzina nel quartiere di Pistunina, nella quale hanno perso la vita quattro persone, mentre altre due, mentre scriviamo, risultano ancora disperse. Il territorio in cui viviamo è apparso costellato da un modo molto diverso e variegato di affrontare e processare questo drammatico evento – come è inevitabile che sia, in contesti sociali ampi e complessi – e abbiamo seguito anche noi, come tutte e tutti, l’alternarsi di chi chiedeva che le attività ludiche, culturali e di intrattenimento si fermassero e chi, invece, riteneva che dovessero andare avanti, senza nulla togliere al rispetto e al cordoglio per le vittime.

Questo è il contesto in cui ci troviamo mentre ci avviciniamo alla tre giorni NO ponte del 7, 8 e 9 agosto, e ovviamente noi stesse abbiamo fatto varie riflessioni al riguardo. Il dato inoppugnabile, per noi, è che quella che ci attende è una tre giorni di lotta e mobilitazione e anche i momenti apparentemente più ludici e di festa inseriti al suo interno hanno un valore politico.

Pensiamo, in particolare, al concerto NO ponte, previsto per la serata di sabato: un momento che per noi non rappresenta semplicemente musica, socialità e festa (che hanno comunque un significato politico, ancor più quando avvengono in spazi pubblici, aperti a tutte e tutti), ma anche un momento dall’alto valore politico, ricco di contenuti legati alle lotte dei nostri territori. Pur fermamente convinte di tutto questo, abbiamo deciso di assumere un atteggiamento di cautela e rispetto.

Il nostro è un movimento territoriale, formato dalle migliaia di persone che vivono e amano il nostro territorio e che lo difendono da abusi e speculazioni. Ed è proprio alla comunità di cui siamo parte e che nutre il nostro movimento che stiamo guardando in queste ore, decidendo di assumere la decisione di annullare il concerto NO ponte. Una decisione sofferta ma che ci sembra giusta, per non urtare sensibilità alcuna, per non apparire irrispettose e irrispettosi. In altre parole, per prenderci cura della comunità di cui siamo parte.

Siamo molto grate a tutte le artiste e gli artisti che avevano accettato di partecipare al concerto: siamo grate per la loro generosità a mettersi a disposizione e per la loro comprensione rispetto ai motivi dell’annullamento. Restano, naturalmente, confermate tutte le attività di taglio più marcatamente ed esclusivamente politico e di lotta, quali il corteo dell’8 agosto, il campeggio e le assemblee.

Attività che si rivelano ancora più urgenti e necessarie alla luce dell’ennesima forzatura istituzionale di queste ore: il blitz con cui Matteo Salvini ha disposto il rinnovo anticipato del Consiglio superiore dei lavori pubblici, inserendovi all’interno, come messo in evidenza da autorevoli osservatori, figure apertamente riconducibili al blocco sociale favorevole alla realizzazione del ponte.

Il corteo, il campeggio e le assemblee verranno presentate alla città in conferenza stampa venerdì 7 agosto alle ore 10,30 presso la Sala Ovale “Antonino Caponnetto” del Comune di Messina, Palazzo Zanca.

Assemblea No Ponte, Messina

Immagine di copertina e prima immagine nell’articolo di Giordano Pennisi – Scattomancino. Messina, 12 agosto 2023. Immagine di chiusura dell’articolo a cura del collettivo Flashmood, che ringraziamo per la collaborazione. Il comunicato No Ponte è stato pubblicato sulla pagina facebook No Ponte.

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