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Ricevuto prima di ieri

L’invasione delle Ultrabufale

20 Maggio 2015 ore 20:56

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C’é una scena molto inquietante nel film Interstellar. In un futuro prossimo il protagonista, ex pilota NASA, si trova a dover discutere con gli insegnanti della figlia adolescente poiché quest’ultima contraddice (portando testi e foto) la sua insegnante di storia che, coerentemente col programma scolastico ed al libro di testo “ripulito dalla vecchia propaganda governativa”, sostiene che le missioni Apollo furano una montatura realizzata per portare l’Unione Sovietica al fallimento

https://youtu.be/U7X1ntOgL70

Sbufalare loschi figuri privi di competenze e credenziali o personaggi dello showbiz impreparati che portano avanti strane teorie indimostrate e  prive di fondamento scientifico é già di per sé un’impresa laboriosa, ma cosa accade quando sono proprio le fonti “DI PESO” a diffondere ed alimentare le bufale come i Big dell’industria dell’informazione o enti pubblici (come nella scena di Interstellar)?

Avviene una sorta di ribaltamento in cui il fruitore di giornali, canali televisivi e portali d’informazione d’importanza nazionale guarda con sospetto chi gli propone una lettura dei fatti diversa da quella più comunemente diffusa.

OH, THE IRONY! 

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Anni ed anni a sbufalare le “teorie alternative” diffuse da blog strampalati per poi accorgersi che nel frattempo i più importanti mezzi d’informazione si son pian piano trasformati in produttori di clickbait su modello di TzeTze e le indagini giornalistiche, i reportage più completi e le inchieste più complesse son sempre più relegate a riviste minori e blog di singoli giornalisti volenterosi.

Per fortuna la situazione non é poi così drammatica ed il mondo attuale non é una (ancora) distopia huxleyana da “noi contro loro” / “informazione autonoma contro disinformazione pubblica”, ma che i grandi mezzi d’informazione stiano viaggiando a braccetto con il modello acchiappaclick non é certo un mistero per nessuno.

Piaccia o meno l’infotainment (Information+entertainment) é il modello che va per la maggiore: alla descrizione dei fatti viene preferito il racconto di storie (e quindi ci dev’esser sempre un buono ed un cattivo), il gossip vien fatto permeare ovunque sia possibile (dalla politica alle questioni ambientali) ed appagare i lettori/spettatori vien ritenuto più importante della completezza ed imparzialità dell’informazione.

I modelli televisivi in stile Le Iene in cui il compito di “spiegare come funzionano le cose” viene affidato a presentatori tv, attori, cantanti ed ex cabarettisti, sostituiscono pian-piano il giornalismo investigativo ed il reportage (quante volte abbiamo sentito che “Si, fanno un po ridere MA DICONO LA VERITA'” ?)

A questo punto si potrebbero citare innumerevoli esempi di bufale (mai rettificate) diffuse dai pezzi grossi dell’informazione ma l’elenco sarebbe inutilmente lungo e noioso (rimando al ben più attivo ed aggiornato Disinformatico) ed é certamente più interessante notare come sempre più spesso capita di dover controbattere ad una notizia incorretta o faziosa diffusa da questi pezzi grossi con informazioni molto più precise e meglio documentate recuperate sul blog personale di qualche giornalista poco conosciuto (a questo proposito basta osservare come diverse fonti presenti nella Cronistoria del Movimento Cinque Stelle siano blog sconosciuti al grande pubblico che però contengono analisi ed informazioni ottimamente documentate ma irreperibili sui big dell’informazione). Ecco che s’avverte un aspetto ironico, ossia quello di trovarsi apparentemente nella stessa posizione del fuffologo (complottista, ufologo, sciachimista, naturopata, agopunturista, vegan, omeopata ecc) che prova a combattere una “verità ufficiale” con informazioni provenienti da fonti che il grande pubblico non ha mai sentito. Per fortuna le cose non stanno proprio così (vedi sotto).

Perché avviene ciò? Perché la buona informazione fatica ad esistere, schiacciata dall’informazione superficiale, faziosa o addirittura dalle bufale? Un primo motivo é forse l’inasprirsi dell’atroce dilemma.

L’ATROCE DILEMMA

epa01091308 Russian President Vladimir Putin enjoys fishing on the Khemchik River in Republic of Tuva 15 August 2007.  EPA/DMITRY ASTAKHOV RIA NOVOSTI/KREMLIN POOL

I mezzi d’informazione richiedono redazioni e modelli di distribuzione e ciò significa costi. Costi che creano un atroce dilemma:

– Se il mezzo d’informazione ha alle spalle una forza politico/industriale/economica in grado di garantirne la sicurezza economica dovrà sottostare ai suoi diktat e veti (per non parlare dei casi in cui il “mezzo d’informazione” é puramente un megafono-emanazione della forza che lo sostiene)

– Se invece  il mezzo d’informazione non ha alle spalle una forza politico/economica in grado di garantirne la sicurezza economica diventa schiavo degli inserzionisti pubblicitari e dovrà generare un elevato numero di visualizzazioni ed ecco quindi che “Rihanna con le tette al vento”, “Premio Nobel afferma di aver visto un UFO” e “I dieci gattini più pucciosi dell’anno” diventano le principali notizie che sorreggono economicamente la redazione (e non quel noioso articolo di otto pagine su una complicata legge pubblicata in fondo alla pagina)

Lo spostamento dell’informazione sul web, l’avvento dei servizi di raccolta di news che diffondono le notizie gratuitamente (o perlomeno i titoli, ossia ciò che il 90% dei lettori si limita a leggere di un’articolo) e la moltiplicazione dei servizi d’informazione hanno causato un notevole calo dei profitti all’industria dell’informazione, rendendola sempre più schiava di questo atroce dilemma (che esiste da quando é nato il giornalismo moderno).

PESCA AL CLICK

Abstract background on risk business concept, metaphor to small fish being in danger among many hooks.

Esistono decine di soluzioni-compromesso (penso al Fatto Quotidiano ed a il Giornale, che a volte sono più interessanti ed affidabili negli articoli in secondo piano che in quelli principali), soluzioni miste, esperimenti e modelli in abbonamento che tentano di muoversi tra i paletti di questo atroce dilemma, tuttavia, ovviamente, é il modello più immediato e facile (il clickbait) ad aver avuto il maggior successo.

In poche parole i mezzi d’informazione, se non sono finanziati da forze politico/economiche che devono assecondare, sono talmente impegnate a produrre notizie “che vendono” da relegare la produzione di informazione di qualità alla volontà dei singoli giornalisti.

Si potrebbe qui aprire un’intero capitolo a parte sui mezzi d’informazione “di parte” che hanno tutto l’interesse più a generare climi emotivi che a fornire informazioni corrette, ma per brevità ci si limiterà a far osservare come certi mezzi d’informazione insistano particolarmente su certe notizie riproponendo certi schemi oppure si dimenticano o sminuiscono certe notizie, a volte spostando l’attenzione su altre notizie ed a volte ribaltando completamente il senso di ciò che dicono.

NON C’E’ NESSUN “NOI CONTRO LORO”

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In un panorama tanto frammentato, dove la buona informazione si trova a lottare con i gattini pucciosi, le fette della soubrette e le notizie faziose che il caporedattore vuole in prima pagina, proporre una visione manichea del tipo “blogger contro stampa” sarebbe stupido ed infantile.

L’informazione fatta bene c’é ma bisogna saperla cercare e questo costa fatica: le notizie che raggiungono l’utente/lettore/spettatore sono solo voci unidirezionali che vanno verificate, analizzate, confrontate ed incrociate con altre notizie. La prima cosa da capire é che per trovare la buona informazione bisogna ritornare nell’ottica che non sono le notizie a doverci raggiungere ma dobbiamo essere noi ad andarcele a cercare. Ciò costa tempo e fatica ma col tempo permette di costruirsi una propria rete d’informazioni che, anche se incompleta e non infallibile, permette perlomeno di uscire dalla semplice propaganda unidirezionale.

METODO, METODO, METODO!

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Una volta capito che siamo noi a dover fare il primo sforzo per informarci si dovrà necessariamente accettare che non esistono fonti inattaccabili: tutte le fonti sbagliano, tutte peccano di un qualche tipo di parzialità e tutte devono essere vagliate. L’importante quindi non é affidarsi a questa o a quella fonte, ma sviluppare e mettere in atto un proprio metodo per analizzare logicamente la notizia interessata: imparare a distinguere le opinioni dai fatti, scavare a fondo quando una notizia viene raccontata in maniera superficiale, imparare a placare gli eccessi emotivi, a dar a Cesare quel che é di Cesare, distinguere le notizie dalla propaganda, capire che comprendere il contesto ampio in cui la singola notizia é inserita permette di calibrarne meglio la sua importanza, ma soprattutto bisogna capire che ciò che maggiormente ci impedisce d’accedere ad un’informazione più aderente alla realtà, sono i nostri schemi mentali precostituiti ed i nostri pregiudizi.

Questa é la grande differenza tra chi attinge a fonti d’informazione disparate ed un fuffologo che millanta teorie che non stanno né in cielo né in terra: una continua ed attenta analisi logica delle informazioni, una critica costante a qualunque fonte con conseguente verifica della stessa ed assenza di totem inconfutabili.

BoxePolitics – ovvero del come mettiamo dialoghi e cazzotti sullo stesso piano

28 Marzo 2015 ore 08:13

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“Hai visto ieri in il match? X ha steso Y! Lo ha proprio suonato a dovere come si meritava! Viva X!”

Due combattenti, un ring, scontro frontale e chi resta in piedi vince. Scontro fisico puro, un po di strategia e preparazione mentale per determinare chi sa colpire e resistere nel modo più efficace e giù botte! Non é difficile da capire.

Cambio di scena: due o più persone in poltrona, un argomento, ognuno parla e chi ottiene più applausi vince. Anche il “dialogo” mostrato in televisione tra diversi ospiti o tra ospite e conduttore é strutturato come un match, solo che si usano parole e argomenti al posto dei pugni: chi ha argomenti e parole più forti vinc… ehm… ehm… no… piano… un’attimo… QUI C’E’ UN EVIDENTE SALTO LOGICO!!

Da quando lo scopo del dialogo sarebbe quello di abbattere il nemico? O meglio: é normale considerare tutte le persone che non condividono le mie parole dei nemici? Si dialoga dicendo sempre no agli altri dialoganti (pardon: nemici)? E’lo scontro il fine ultimo del dialogo?

NO.L’accostamento dialogo-match é figlio di una visione del tutto riduttiva, semplicistica e parziale di ciò che un dialogo é veramente. Il dialogo é una pratica il cui fine é quello di avvicinarsi ad una verità partendo da molteplici punti di vista, utilizzando diversi processi logici: equiparare il dialogo ad un match significa negargli ogni capacità costruttiva in quanto il processo di analisi logica tra due o più “verità” viene sostituita da un approccio teatrale il cui scopo non é più giungere ad un’approssimazione del vero esterno agli attori coinvolti, bensì l’affermazione per sopraffazione di una delle “verità” rappresentate da questo o quell’attore.

Chi equipara il dialogo a un match compie un’operazione di relativismo puro affermando che ognuno abbia “una SUA verità” valida esattamente quanto la verità di chiunque altro e che non sia possibile avvicinarsi ad una verità unica e condivisa attraverso l’intelletto

(Secondo questo principio relativista l’idea che la Luna sia fatta di formaggio avrebbe lo stesso valore dell’idea che sia un corpo roccioso. Posto dinnanzi a simili esempi di cortocircuiti logici il relativista ha come sola reazione possibile il rifiuto totale da cui ne consegue il suo motto “ognuno ha le proprie idee e van tutte rispettate, ma chi pensa cose che secondo me non son giuste é un pazzo” – evidenziare che tale motto é illogico equivale a farsi tacciare per pazzi)

Così come la boxe, un dialogo può funzionare solo se le parti in gioco rispettano tre condizioni: il terreno di gioco, l’equilibrio e la correttezza tra le parti.

 

TERRENO DI GIOCO

Perché un dialogo possa portare a qualcosa é indispensabile che le diverse parti condividano lo stesso terreno di gioco ossia la realtà. Se una delle parti elude, piega o rifiuta la realtà accertata nessun dialogo é possibile. Ogni attore che prende parte al dialogo é portatore di una propria verità costruita da idee e opinioni che dovrebbero essersi formati su una conoscenza il più possibile esatta dell’argomento in questione. Chi rifiuta di adattare le proprie idee e opinioni dinnanzi ad una realtà evidente, dimostrata e riconosciuta, sta di fatto rifiutando la realtà stessa, impedendo ogni possibilità di dialogo.f=fact5

 

 

EQUILIBRIO

In Italia il concetto di equilibrio riguardante il dialogo é inquinato dal linguaggio televisivo e dal concetto di “par condicio”, per cui quando si parla di dialogo equilibrato ciò vien solitamente ridotto al semplice concetto di “egual presenza”.

In realtà il concetto di equilibrio nel dialogo é legato al punto di contatto tra i due o più opponenti: persone di opinioni opposte su un dato argomento ma che hanno rispetto reciproco, intesa di linguaggio e sanno accogliere opinioni altrui potranno costruire un dialogo perché in equilibrio tra loro. La presenza di un punto d’equilibrio tra le parti é una condizione imprescindibile perché un dialogo possa cominciare e deve esistere precedentemente al dialogo stesso.

Nel paragone del match l’equilibrio é paragonabile al condividere o meno uno stesso set di regole: non si possono mettere su uno stesso ring il campione dei pesi massimi ed il più grande esperto al mondo di parole crociate, così come non ha senso il dialogo tra un biologo evoluzionista ed un creazionista puro (perché manca un punto di equilibrio tra i due ma anche perché in un eventuale dialogo il creazionista, rifiutando a prescindere le innumerevoli prove scientifiche che dimostrano l’evoluzionismo, rifiuta addirittura di condividere il terreno di gioco)

Mettere sullo stesso piano un affermato ricercatore storico con un complottista autodidatta che non ha alcuna prova a suo favore non può portare a nessun dialogo in quanto non v’é equilibrio culturale e perché il complottista, dando per scontato che il ricercatore “é uno di loro”, elimina pure quel minimo rispetto che può fungere da punto d’incontro minimo tra due parti opposte. Altri esempi possono essere il rimescolaggio dei linguaggi che avviene quando un politico vien messo a confronto con personaggi dello spettacolo che non hanno competenze reali sull’argomento in discussione (come si può dialogare di politiche economiche con pupazzi e soubrette o comprendere equilibri complessi discutendo con qualcuno che mette sullo stesso piano le decisioni strategiche di un ministro con il colore della cravatta che indossa?).

Se tra le parti non v’é un punto d’incontro queste non potranno costruir alcun Dialogo e procederanno solamente attraverso scontri improduttivi. Se una delle parti si rifiuta a prescindere di discutere la verità di chi ha di fronte elude da principio ogni possibilità costruttiva. L’equilibrio é una condizione che deve preesistere al dialogo.

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CORRETTEZZA

All’interno di un dialogo la correttezza consiste in tutte quelle pratiche atte a mantenere e rinforzare l’equilibrio stabilito tra le parti (NB: mantenere o rinforzare tale equilibrio non esclude che le opinioni delle due parti divergano anche in maniera sostanziale).

Restando all’esempio pugilistico la correttezza equivale al rispetto dei divieti dello sport che le parti si son accordate di praticare (niente colpi sotto la cintola, niente dita negli occhi ecc.).

La rottura della correttezza causa la caduta di ogni equilibrio preesistente.

Se il dialogo avviene attraverso dei media vi é sempre il rischio che questo venga viziato dalla natura del media stesso (la ricerca dell’applauso in studio, le scenate teatrali e tutti gli strumenti atti ad oltrepassare la quarta parete non per comunicare al pubblico ma per comunicare attraverso il pubblico), andando ad ammazzare ogni equilibrio preesistente. Abusare della mediaticità per zittire un dialogo é di certo un colpo basso: l’esatto opposto della correttezza nel dialogo. Si vince mediaticamente ma non grazie alla bontà dei propri argomenti.

BERLUSCONI FA LE 'PULCI' A TRAVAGLIO, SCONTRO CON SANTORO

 

Altri casi sono quelli in cui una delle parti anziché rispondere con frasi di senso compiuto che esprimono concetti coerenti cerca di ottener ragione usando slogan evocativi e giravolte logiche che mascherano la mancanza di coerenza interna delle idee che propone con una coerenza apparente oppure, ancora più frequentemente, evitando di rispondere spostando l’attenzione su altri argomenti o ancora, operando un’azione di censura/filtraggio mentale riducendo problemi complessi in concetti banali e riduttivi.

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C’é forse qualcosa di diverso tra un Renzi che parla per #hashtag ed un Salvini che fa da poster umano con le felpe? Come si può portar avanti un dialogo con chi é più interessato a trasmettere i propri slogan/meme/frame impattanti che affrontando le complessità esponendole per quel che sono veramente? Ridurre la complessità delle migrazioni e dei problemi economici del paese a dei banali meme #BastaEuro #SvoltaBuona #StopInvasione é il modo migliore per ammazzare il dialogo impedendo la possibilità di concordare degli obiettivi. (NB: lo slogan ci sta anche; il problema é quando si riduce il dialogo al solo slogan-totem indiscutibile)

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Non ci si può nemmeno aspettare esca veramente qualcosa da un finto dialogo in cui domande e risposte sono sostituite da uno scambio di innocue battute che evitano di metter la carne sul fuoco: la paura di rompere i coglioni andando veramente a fondo dei problemi genera solo dialoghi intorpiditi in cui é proprio la teatralità di cui sopra ad accender l’attenzione e non l’esposizione di una verità più completa e comprensibile.

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Non ci si può aspettare di veder dialogare chi, come strategia di marketing politico, pensa solo a contraddire sempre e comunque quel che dice il suo nemico facendo no con la testa o interrompendolo col solo scopo di teatralizzare e ridurre a scontro quello che dovrebbe essere un dialogo.

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Filtrare attraverso i meccanismi dello showbusiness quello che dovrebbe essere un dialogo d’analisi sociale/economica/politica appiattendo il tutto ad un unico poutpourrì in cui a vincere é il Varietà.

 

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Un poutpourrì imbastito infilandoci: l’argomento del giorno, un’inchiesta, una ragazza immagine, il siparietto comico, una hit parade (vedi sondaggi di Ballarò) e qualche momento di dialogo/polemica condito da colpi di teatro non é in fondo una versione aggiornata di Portobello?

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“VINCERE” IL DIALOGO

Un dialogo ha senso se porta a qualcosa: se stabilisce punti d’incontro o di rottura o se evidenzia logicamente la bontà di un’idea o le sue fallacie. Il vincitore di un dialogo sono le sue conclusioni e solo di riflesso le persone che le hanno accettate/promosse. E’un risultato cui si arriva usando solamente strumenti logici e realtà.

 

VITTORIA TEATRALE vs. VALIDITA’ DELLE AFFERMAZIONI

Un dialogo scorretto e svincolato dalla realtà non porterà mai a nessuna vittoria/risultato/conclusione ma é purtroppo evidente che troppo spesso il sentire comune interpreta la vittoria teatrale come superiorità logica. E’ un vero e proprio caso di sostituzione di senso derivante da pigrizia logica: chi attua questa sostituzione (a meno che non sia in malafede) semplicemente non effettua alcuna analisi di quanto affermato dalle parti, limitandosi ad applaudire (teatralità) all’attore che riesce a sopraffare/zittire/imporsi con maggior teatralità sui suoi opponenti.

Ciò avviene perlopiù attraverso semplici trucchi comunicativi (vittimismo, utilizzo di luoghi comuni, puntare l’attenzione sulle parole anziché sui concetti che esprimono, alzare il tono della voce, lanciare frasi-meme/totem, evitare risposte scomode, identificare un nemico unico e tangibile, dare sempre torto all’altro, esprimere disappunto o sfottò con gesti e mimica facciale, sbeffeggiare il nemico, interrompere il nemico mentre parla, ribaltamento di significato, ecc) atti a coprire fallacie logiche (mancanza di dati a supporto delle proprie tesi, negazione della complessità, contraddizioni interne ecc).

La vittoria teatrale appaga la pancia dello spettatore che per diversi motivi non intraprende un analisi logica delle affermazioni dei diversi attori.

Su Youtube i video in cui qualcuno “distrugge”, “abbatte”, “asfalta” o “massacra” verbalmente qualcun’altro sono quasi un genere a sé: estratti di Talk Show e telegiornali, frasi singole separate dal contesto, interviste “censurate” con decine di migliaia di visualizzazioni e collage video. Tutti ruotanti attorno ad un perno di teatralità in cui il protagonista (l’eroe che sta nel giusto) riesce a sopraffare il nemico (che per contrapposizione é per forza sempre un vile che sta nel torto):

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Ovviamente ci troviamo dinnanzi a selezioni partigiane operate da chi li diffonde a favore della parte scelta in cui prevale la suddivisione manichea del noi contro tutti ma che evidenzia un modo semplicistico di affrontare temi complessi.

 

Tra queste supposte “vittorie” si trova un po di tutto: spesso si rivelano semplici sopraffazioni verbali ottenute con cambi d’argomento e impatto teatrale, botta-e-risposta non argomentati da ambo le parti, “demolizioni” che esistono solo agli occhi di chi diffonde il video e qualche volta ci si trova anche dinnanzi a botta e risposta argomentati che tuttavia risentono dell’impostazione da match: se alla botta argomentata di X c’é una risposta argomentata di Y, anziché addentrarsi in queste argomentazioni, X, come in un match di scherma,  di solito cambia argomento nel tentativo di colpire Y su altri fronti.

 

Matteo Salvini pubblica sul proprio canale Youtube un video con un estratto dalla trasmissione DiMartedì in cui parlano lui e la pedagoga Mariagrazia Contini. Nel video, intitolato -SALVINI ASFALTA PROFESSORESSA “DEMOCRATICA TERZOMONDISTA- si vanta di una propria “vittoria”:

Ora, nell’accogliere questa “vittoria” non possiamo non notare che fin dal titolo vien indicato che Salvini ha vinto lo scontro (definisce il video come appagante per i suoi followers); il suo nemico non é degno di un nome ma viene chiamato -professoressa “democratica” terzomondista- usando le virgolette come sberleffo; l’intervento del nemico viene tagliato quasi per intero (!) lasciandone solo la parte in cui dichiara che Salvini utilizza il senso comune per creare divisione, contrapposizione e nemici ; Salvini, quando conscio d’esser mostrato al pubblico mentre il nemico parla, enfatizza espressioni facciali ironiche e fa “no” con la testa (stabilisce uno scontro); come risposta Salvini rigira la frittata ed anziché rispondere si vittimizza (!) dicendo che é il suo nemico che “odia chi non la pensa come lui e insegna da una cattedra” (meme “superiorità morale della sinistra” e meme “insegnanti di sinistra”), che “chi vien da sinistra pensa che il verbo sia solo a sinistra (anti-relativismo) e pensa che non sia come lui sia brutto, cattivo e arrogante (infantilismo) e allora io sono brutto, cattivo e arrogante (frase a effetto)” dopodiché attacca parlando del “nigeriano immigrato regolare che sta nella Lega” (sposta l’attenzione su argomento affine) per poi affondare dicendo che a lui piace l’immigrazione regolata mentre al suo nemico “che purtroppo ha il compito di educare” (di nuovo “insegnanti di sinistra”) piace l’immigrazione irregolare e sregolata (riduzione parziale e fuorviante della realtà) che porta all’anarchia (estremizzazione della riduzione precedente).

In un secondo taglio (!) vediamo solo la coda dell’intervento del nemico, che parlando di alcuni testi leghisti sui concetti di aggressività e razza applicabili ai rom conclude dicendo che é dalla Lega che provengono messaggi di odio. Salvini anche qui continua a gesticolare quando inquadrato e appena gli si da la parola preferisce non rispondere (!) atteggiandosi a moralmente superiore (OH THE IRONY) poiché “la polemica col nemico non gli interessa”.

Gente che dialoga.

 

 

 

Le fonti! Le fonti! Perché nessuno controlla mai le fonti?

3 Febbraio 2015 ore 19:36

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Oggi TUTTO é “notizia”. Un articolo di giornale, un post su un blog, un tweet, una foto su Instagram, una mail virale, un filmato su Youtube, una clip televisiva: sono tutti strumenti che trasmettono continuamente ROBA.

Video buffi, meme, haiku, barzellette, opinioni personali, battute acide o brillanti, storie personali, bufale, esperienze di vita, balle colossali. Tutto viene trattato più o meno allo stesso modo.

Senza grande distinzione tra una uno scandalo internazionale ed una soubrette fotografata senza mutande, a fare le spese di questo livellamento é soprattutto l’informazione popolare (ossia quell’ammasso di ROBA che la gente ha assorbito e che ritiene essere informazione valida) , non solo perché tratta allo stesso modo lo scandalo e la soubrette, ma perché sempre meno capace di distinguere cosa, di tutta questa ROBA sia una notizia e cosa no.

Il comun denominatore di tutto ciò é l’entertainment: l’interesse verso una notizia é dato dalla sua maggior o minor capacità di suscitare emozioni e raccontare una storia interessante, anziché dall’importanza dei fatti descritti.

Colpa del mercato, della tecnologia, dei lettori e dei giornalisti. Il risultato é che nell’ “era dell’informazione” la maggioranza della popolazione non sa distinguere notizie, gossip e propaganda elettorale.

Spesso, poi, chi anche riesce ancora a comprenderne la differenza non é in grado di affermare se la notizia che legge ha valore o meno.

Bisogna innanzitutto capire cosa sia una notizia, quanto sia utile e quanto sia attendibile.

  • Una notizia può dirsi tale solamente se contiene informazioni attendibili.
  • L’utilità di una notizia dipende dal contesto e dal suo grado di valore per la comunità in cui viene diffusa.
  • L’attendibilità di una notizia dipende dalla propria coerenza e dalla verificabilità ed attendibilità delle sue fonti.

La distinzione tra notizie attendibile ed inattendibile é di certo la più importante perché é una distinzione che funge da grimaldello nel dedurne successivamente il grado di verità, neutralità ed utilità.

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A) VERIFICABILITA’ DELLE FONTI

Chi diffonde una notizia deve garantire la verificabilità delle fonti, ossia deve mettere il lettore  in condizione di poter accedere il più direttamente possibile la fonte originaria delle informazioni su cui la notizia é basata.

Maggiore é la distanza tra il lettore e le fonti originarie dell’informazione (utilizzo di fonti secondarie o terziarie), minore é la sua verificabilità.

Una fonte verificabile non é automaticamente veritiera: il fatto che una fonte sia verificabile la rende aperta al controllo sulla sua veridicità.

Una fonte non verificabile é automaticamente non attendibile. Ciò non significa che sia falsa ma che il lettore non é messo in condizione di controllare SE sia vera.

Qualora la fonte fosse particolarmente nota, diffusa e conosciuta, l’indicazione esplicita della fonte diventa superflua (Se la notizia riguardasse ad esempio un evento importante avvenuto il giorno stesso e disponibile su diverse piattaforme, siti e trasmissioni tv é lecito ritenere che chi legga sappia benissimo di cosa si stia parlando e come accedervi. Se invece la notizia riguardasse un particolare decreto legge da poco approvato, citarne il  testo e linkare la versione integrale sarebbe doveroso)

 

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B) ATTENDIBILITA’ DELLE FONTI

Le fonti di una notizia sono considerate più o meno attendibili a seconda del loro grado di autorevolezzaneutralità, molteplicità, diversificazione e coerenza.

Più le fonti rispondono a queste voci, maggiore sarà la loro attendibilità.

Il rapporto di queste voci e la fonte ha diversi gradi d’importanza a seconda del contesto e del soggetto in esame. Da ciò ne deriva che a seconda del contesto e del soggetto in esame, una fonte potrebbe essere ritenuta attendibile anche se rispondesse debolmente a queste voci, così come potrebbe esser ritenuta non attendibile per il fatto di non rispondere anche ad una sola di queste voci.

 

AUTOREVOLEZZA

L’autorevolezza di una fonte é sempre e solo relativa al soggetto in esame. Nessuna fonte insomma può esser ritenuta autorevole di per sé. (Un eccellente chirurgo non é necessariamente un esperto di dietologia, così come un bravo cantante non é automaticamente un esperto di politica).

Vi sono ovviamente diversi gradi di autorevolezza in relazione al soggetto in esame attribuibile alla fonte in base al grado di competenza riconosciuta e dimostrata.

L’acquisizione della competenza é relativa agli studi ed all’esperienza sul soggetto in questione.

Il riconoscimento della competenza può manifestarsi con titoli di studio, accettazione in peer review (anche in alcuni casi al di fuori dell’ambito scientifico, qualora all’interno di una comunità relativa al soggetto in questione vi fosse ampia convergenza sulla valutazione della competenza della fonte)

La competenza della fonte può anche esser dimostrata, qualora fosse comprovata da prove scientificamente inconfutabili.

Maggiore é la robustezza con cui la competenza della fonte viene dimostrata e riconosciuta, maggiore sarà il suo grado di autorevolezza. Il fatto che la fonte abbia acquisito competenza  anche molto alta sul soggetto in esame, non gli dà autorevolezza se questa non é stata riconosciuta e/o dimostrata.

Ciò non esclude che vi siano fonti che abbiano altissima competenza in grado di fornire informazioni migliori, ma se queste fonti non han mai dimostrato e fatto riconoscere la propria competenza non gli si può attribuire autorevolezza.

 

NEUTRALITA’

Una fonte neutrale é una fonte equilibrata nei confronti del soggetto in esame. (Un inventore che parla della propria invenzione non é una fonte neutrale, così come un politico schierato pro o contro all’immigrazione non é una fonte neutrale quando diffonde dati sull’immigrazione)

Più la fonte é distaccata ed in grado di fornire una descrizione bilanciata dei fatti, maggiore sarà il suo grado di neutralità.

Per descrizione bilanciata dei fatti s’intende una descrizione dei fatti non macchiata da opinioni esterne alla stessa e che mantiene equidistanza dai diversi attori che riguardano la notizia stessa senza favorirne alcuno.

Per fonte distaccata s’intende una fonte che non abbia alcuna forma di vantaggio nella diffusione della notizia in questione.

 

MOLTEPLICITA’

Più sono le fonti che confermano le informazioni relative alla notizia, maggiore sarà l’attendibilità della notizia. Il valore della molteplicità é strettamente connesso alla sua diversificazione.

 

DIVERSIFICAZIONE

Le fonti diversificate sono fonti non neutrali tra di loro, ossia fonti che prese singolarmente hanno caratteri di autorevolezza e neutralità ma che per alcuni motivi dipendenti dal contesto non possono esser considerate relativamente neutrali. (Un’informazione confermata da 10 studiosi provenienti dalla stessa scuola di pensiero é meno diversificata di un’informazione avallata da 4 studiosi provenienti da 4 diverse scuole di pensiero in contrasto fra loro) 

Il tipo di diversificazione dipende dal contesto. (Intervistare 100 persone diversissime fra loro, ma tutte provenienti da Milano e sostenitrici del partito X, é una diversificazione minore che intervistare 100 adulti maschi di cinquant’anni da tutt’Italia che votano partiti diversi tra loro, se l’argomento é la politica del Paese)

 

COERENZA

Per coerenza s’intende una collaborazione congrua e non contraddittoria delle diverse informazioni relative ad una data notizia, sia tra di loro che con l’esperienza comune dell’autore e delle fonti.

Maggiore é la coerenza tra le fonti, maggiore é l’attendibilità delle informazioni stesse. (Se le informazioni provenienti da diverse fonti sono incoerenti tra loro non si avrà una notizia attendibile).

 

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UNA NOTIZIA ATTENDIBILE E’ UNA NOTIZIA CHE PERMETTE LA PROPRIA SMENTITA

Una notizia basata su fonti attendibili che indica apertamente é una notizia che fornisce al lettore gli elementi per poterla verificare e volendo anche smentire. In caso contrario, una notizia basata su [non si sa bene che informazioni] che [non si sa da dove provengono] é qualcosa di indistinguibile da una teoria personale o una bufala poiché la sua verifica richiede lo stesso tipo di impegno.

Non significa che per questo sia vera: significa che é stata diffusa in modo corretto, dando la possibilità a chi legge di informarsi il meglio possibile e di correggere e smentire eventuali falsità.

Non significa nemmeno che sia neutrale: l’autore della notizia, pur basandosi su fonti autorevoli e neutrali, potrebbe aver esposto il tutto in una forma non neutrale.

Non significa nemmeno che sia utile: una notizia vera e neutrale redatta come si deve e basata su fonti attendibili e verificabili che riguardasse il nuovo taglio di capelli del cantante del momento, per quanto seguito, forse interesserà i suoi fan e il mondo della moda, ma non il notiziario nazionale.

 

ALCUNI ESEMPI

Se l’informazione da trasmettere é “c’é una coda sulla A2”, tre persone diverse che si trovano in quella coda e intervistate telefonicamente posso esser ritenute fonti abbastanza attendibili per valutare la situazione in quanto, nonostante non siano responsabili del traffico e siano coinvolti emotivamente nel fatto, relativamente al soggetto in esame il loro grado di attendibilità é più che sufficiente, poiché valutare se c’é o non c’é una coda non richiede grandi livelli di attendibilità.

Al contrario, se l’informazione da verificare é un crimine di guerra avvenuto in zone remote e con pochi testimoni, il grado di attendibilità richiesto sarà altissimo.

In casi in cui mille di persone diversissime e non toccate direttamente dal soggetto in esame, tra cui anche alcuni specialisti sul soggetto in esame, diffondessero diverse informazioni coerenti relative ad una determinata notizia, il fatto che tutte queste fonti siano legate da una comune appartenenza culturale-politico-religiosa non neutrale nei confronti del soggetto in esame, minerebbe alla base l’attendibilità di tutti i mille

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Matrix bridge: connettersi con tutti i social da una sola App

29 Marzo 2019 ore 16:51

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Avevamo già spiegato cos’é il protocollo Matrix e come iniziare ad usarlo.

Riassumendo molto brevemente: Matrix é un protocollo di comunicazione aperto e liberamente utilizzabile da chiunque (ognuno puà farsi il suo server Matrix) creando una rete di chat potenzialmente infinita, le cui caratteristiche di sicurezza ed espansione permettono e promettono di fare un sacco di cose. Insomma: si tratta di uno strumento estremamente interessante.

Una delle caratteristiche più interessanti é la capacità di Matrix di dialogare con altre piattaforme. Detto in soldoni: con Matrix si può creare un “gruppo” in cui possono dialogare utenti Matrix, utenti Whatsapp, Telegram, IRC ecc. lasciando che ognuno usi l’App che preferisce. Questo é il “bridging”

(Una nota: questo articolo vuole solamente spiegare il concetto di “bridge” dando giusto un accenno terra-terra a come funziona e non vuol certo essere un manuale sull’utilizzo dei bridge)

Chi ha già letto gli articoli precedenti sa che Matrix non é un servizio di chat come Twitter ma é un protocollo, come l’email: Gmail, ProtonMail, Hotmail sono tutti servizi che usano i protocolli email, ognuno coi propri server e con caratteristiche personali che però, interagiscono fra loro (da Gmail puoi mandare una email a Hotmail, giusto?).

Non ti “registri all’email” ma “crei un account su ProtonMail”. Non ti “registri a Matrix”, ma “crei un account su un server Matrix”.

Prendiamo dunque ad esempio il server Matrix di Feneas: https://chat.feneas.org, Una volta registrati si può dialogare con qualsiasi utente registrato su qualsiasi server Matrix (ancora una volta: se ti registri su Yahoo puoi scambiarti le email con chiunque abbia un indirizzo email, indifferentemente dal server a cui si é registrato).

In Matrix ogni conversazione avviene in “stanze”. Sono sostanzialmente come i gruppi di Whatsapp, solo che qui anche la chat tra te ed una sola altra persona avviene in una stanza.

Qui incontriamo dunque i “bridge”, ossia quegli strumenti che permettono di collegare una stanza Matrix con il proprio corrispettivo su altre piattaforme.

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Un “bridge” (letteralmente “ponte”) é sostanzialmente un programma che si occupa di sincronizzare Matrix con una certa piattaforma in modo da farli comunicare assieme.

Per ogni piattaforma dunque servità un bridge apposito. Dunque ce ne sono diversi. Non solo: per certe piattaforme esiste più di un bridge che magari adottano soluzioni e caratteristiche diverse. Bisogna tener conto che tutto il processo di bridging tra Matrix e le altre piattaforme é ancora un work in progress: alcuni bridge funzionano bene, altri così-così, ed insomma, la “scena” del bridging é ancora molto attiva. Alcune piattaforme sono fatte in modo da poter essere, almeno sulla carta, facilmente collegabili con un bridge mentre altre sono decisamente più ostiche.

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Il funzionamento ideale di una stanza Matrix “bridged” (da qui in poi renderò “bridged” con “sincronizzata”) con una piattaforma diversa, ad esempio Telegram, dovrebbe essere abbastanza banale: io che ho un account Matrix entro nella stanza e chatto normalmente, da Matrix, mentre un’altra persona che ha Telegram vedrà quel che ho scritto nella stanza, a cui però accede attraverso Telegram.

Un esempio lo si può vedere nella stanza pubblica Telegram-FOSS. La stanza é sincronizzata con Telegram ed IRC, pertanto gli utenti che vi partecipano lo fanno da tutte e tre le piattaforme.

 

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Questa é la stanza pubblica Telegram-FOSS così come viene visualizzata online. Sono visibili le interazioni fra utenti Telegram (segnalati tra parentesi) ed IRC (privi di indicazione tra parentesi perché la stanza nasce come stanza IRC e dunque sono gli altri account a dover specificare la loro piattaforma)

Si, ma, in soldoni, come funzionano questi bridge? Come si installano e come si attivano?

Dunque, ogni bridge é un programma che va a dialogare con Matrix: non é parte integrante di Matrix! Questo vuol dire che se creo un account su un server Matrix non é scontato che questo abbia anche dei bridge e se ne ha, non é detto che li abbia tutti!

La maggior parte dei server Matrix offre perlopiù il solo bridge ad alcuni server IRC (Freenode e pochi altri ancora).

Come dicevamo, la “scena” riguardante la realizzazione dei bridge é ancora un work in progress e dunque é probabile che nel giro di qualche tempo sempre più server avranno di default un numero maggiore di bridge.

Come si fa allora ad usare un bridge se i server Matrix non li offrono di default? La prima soluzione possibile é quella di farsi il proprio server Matrix installandoci tutti i bridge che si desiderano, ma ovviamente per fare ciò é necessario avere un server e saperci mettere le mani.

Ma esiste un altro modo: un bridge, dicevamo, é un programma che sincronizza una stanza Matrix con l’equivalente di una diversa piattaforma (canale IRC, gruppo Whatsapp ecc…), ma non é indispensabile che il bridge si trovi sullo stesso server Matrix che deve sincronizzare.

Potenzialmente, dunque, un bridge potrebbe essere installato sui server di Whatsapp per offrire ai propri utenti la possibilità di interagire con gli utenti Matrix (ok, Facebook aborre un’idea del genere e dunque non succederà mai, ma tecnicamente la cosa sarebbe possibile).

Ma il bridge può anche essere installato su un server che non c’entra nulla con gli altri due. Un esempio é t2bot.io, che offre alcuni bridge per Matrix.

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i bridge offerti da t2bot.io

 

Si, ma, materialmente, per fare questa sincronizzazione, dal lato utente come funziona? Cosa clicco? Dove devo digitare?

Beh, qui la cosa cambia da bridge a bridge: ognuno ha un approccio diverso così come caratteristiche e funzionamento. Due diversi bridge per Whatsapp possono funzionare in modo molto diverso, per intenderci.

Ma giusto per dare un’idea vediamo un esempio di sincronizzazione con Telegram usando il bridge messo a disposizione di t2bot.io

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SU TELEGRAM

  1. Creare un canale Telegram
  2. Invitare il bot @matrix_t2bot nel canale (basta digitare @matrix_t2bot nella casella di ricerca per trovatlo)
  3. Nel gruppo, digitare il comando /id Il Bot fornirà un <codice>

SU MATRIX

  1. Creare una stanza Matrix (la stanza deve essere accessibile da chiunque ed avere un indirizzo locale)
  2. Invitare il bot @telegram:t2bot.io nella stanza
  3. Nella stanza, digitare il comando !tg bridge <codice>
  4. Il bot chiederà una conferma. Digitare !tg continue

Fatta! Adesso in quel canale potranno dialogare sia utenti Telegram che utenti Matrix. (Maggiori dettagli qui: https://t2bot.io/telegram )

 

A questo punto quel che vien scritto in quella stanza Matrix apparirà nella stanza Telegram e viceversa. Tuttavia i messaggi provenienti dall’ “altra piattaforma” appariranno come se fossero pubblicati dal bot e non dalla persona che li ha scritti (Telegram Bot ha scritto: “ciao!”). Per far si che i messaggi vengano attribuiti all’utente che li ha effettivamente scritti, ora che si son sincronizzate le stanze vanno sincronizzati gli account!

SU MATRIX

  1. Aprire una chat privata con l’utente @telegram:t2bot.io
  2. Digitare il comando !tg login ed attendere un pò
  3. Dopo una certa attesa il bot fornirà delle istruzioni da seguire; solitamente contenenti un link ad una pagina in cui bisognerà scrivere il numero di telefono del proprio account Telegram (+39 12 34567890) ed il proprio account Matrix (@nomeutente:nomeserver)

A questo punto il bot sincronizzerà i due account ed inviterà a sincronizzare anche altre stanze/gruppi. Questo, va ricordato, é UN bridge Matrix/Telegram e nulla toglie che ne possano essere sviluppati degli altri che funzionino in modo più semplice ed intuitivo.

Idealmente in una stanza Matrix con tutti i bridge immaginabili, si potrebbe far dialogare assieme utenti Mastodon, Whatsapp, IRC, XMPP, Matrix, Telegram, Slack, Discord, iMessage, Skype. Ma potrebbero intervenire anche utenti via SMS ed Email.

Con il bridge Mastodon o un eventuale bridge ActivityPub inoltre Matrix verrebbe definitivamente a far parte del Fediverso e l’abbinata Matrix-ActivityPub potrebbe in effetti fungere da vero nodo collettore tra innumerevoli piattaforme decentralizzate, federandole.

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Colonia curva nord

1 Gennaio 2016 ore 19:30

 

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Nella notte tra il 31 dicembre 2015 e l’ 1 gennaio 2016 a Colonia, in Germania, sono avvenuti fatti gravissimi. Fatti che nonostante fossero già di per sé estremamente gravi sono stati fin da subito cristallizzati e presi in ostaggio dal frame dello scontro fra civiltà rendendo estremamente difficile leggere gli eventi semplicemente per quel che son stati privandoli dei colori attribuitigli da teorie preconcette capaci solo di provocare reazioni isteriche.

Per meglio tentar di comprendere cosa sia avvenuto quella notte a Colonia é però utile farsi prima un’idea generale del luogo e contesto in cui sono avvenuti.

Ma prima ancora della lettura, un assaggio di “superiorità morale dei giovani occidentali”, giusto per far sbollire un po gli animi ricordando che la realtà non é fatta di monolitici bianchi e neri ma di una serie infinita di colori e sfumature che si fondono e si separano continuamente.

 

https://www.youtube.com/watch?v=WndSJTO5BvY

[il post é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

Questo post é organizzato in cinque sezioni:

  1. Premesse sulla città, l’ambiente, il momento ed il clima precedenti alla notte in questione
  2. Descrizione cronologica degli eventi
  3. Descrizione cronologica del modo in cui gli eventi sono stati comunicati dai media
  4. Considerazioni finali
  5. Conclusioni

1.0 COLONIA

1.1 LA CITTA’

Colonia, con il suo milione d’abitanti che quasi raddoppiano considerando l’agglomerato urbano che immediatamente la circonda, é la più grande città della Renania Settentrionale-Westfalia. E’ la quarta città della Germania per dimensioni. Si trova più o meno a metà strada tra Düsseldorf e Bonn, da cui dista rispettivamente 34Km e 24Km circa, con le quali forma la “regione metropolitana Colonia-Bonn“. Colonia, quindi, pur essendo formalmente una città da un milione di abitanti, che diventano quasi due con l’hinterland, é in realtà il centro vitale di una “città estesa” di oltre tre milioni di abitanti.

Sviluppata sui due lati del fiume Reno, il centro città vero e proprio é l’Innenstadt, nel cui cuore si trova la città vecchia divisa in Altstadt-Sud ed in Altstadt-Nord. Quest’ultima rappresenta il centro del centro: é nell’Altstadt-Nord che sorgeva la città romana su cui si é sviluppata la città moderna, che si trovano il Duomo, l’Alter Markt (il mercato vecchio), le principali aree pedonali e la stazione centrale dei treni.

Colonia

L’Innestadt di Colonia, a forma di mezzaluna, al cui interno troviamo l’Altstadt-Nord (in verde) e l’Altstadt-Sud (in rosso)

1.2 COLONIA, LA GERMANIA E L’IMMIGRAZIONE DAL DOPOGUERRA AL 2001

Come in tutta la Germania, durante il boom economico tedesco degli anni ’60 e primi ’70, Colonia ha visto una fortissima immigrazione di lavoratori chiamati soprattutto dalla Turchia ed in misura minore anche dall’Italia e altri paesi mediterranei. La regione della RenaniaSettentrionale-Westfalia é la più ricca della Germania ed in assoluto una delle regioni più ricche d’Europa. Qui l’industria pesante del carbone e dell’acciaio ha contribuito al miracolo economico tedesco nel secondo dopoguerra e non stupisce che quindi sia stata quella col maggior tasso d’immigrazione. Non stupisce nemmeno che la maggior parte degli immigrati sia giunta proprio dalla Turchia, dato il secolare rapporto tra Turchia e Germania. Giusto per dare un’idea di misura: ad oggi nella regione del Nord Reno-Westphalia vive 1/3 dei tedeschi d’origine turca.

 

Per i primi trent’anni si può parlare di convivenza più che di vera e propria integrazione: inizialmente i lavoratori giungevano come Gastarbeiter (lavoratore-ospite) con un contratto triennale non estendibile Ma già alla fine degli anni ’60 questo limite venne meno soprattutto per il volere delle aziende cui un turnover triennale stava stretto. Negli anni a cavallo tra i ’60 ed i ’70 si vedono arrivare numerosi mogli e figli degli operai per ricongiungimento famigliare. La popolazione tedesca, non essendo etnicamente molto diversificata, accoglie questi lavoratori temporanei con un certo scetticismo.

Nel 1973 a Colonia nasce il centro di cultura islamica.

I nuovi arrivi provocano qualche brusio di risentimento razziale in tutto il paese. Dopo il colpo di stato in Turchia del 1980 si assiste ad una nuova ondata migratoria, stavolta di richiedenti asilo. La tensione razziale sale ed il discorso pubblico vede favorevolmente azioni di contenimento degli arrivi e di aiuti economici a chi decidesse di tornare ai luoghi d’origine ma tali progetti si risolsero in un nulla di fatto: si stava giungendo alla seconda generazione ed i nati in Germania non erano intenzionati a lasciare la Germania per il paese d’origine dei genitori che non avevano mai visto.

Dal 1984 a Colonia ha sede l’unione turco-islamica degli affari religiosi, una delle più grandi organizzazioni religiose tedesche. Dal 1986 sempre a Colonia ha sede il concilio islamico per la Germania e dal 1989, sempre a Colonia, ha sede la comunità alevitica tedesca.

Gli anni ’80 vedono rinvigorirsi numerosi focolai neonazisti che organizzano manifestazioni ed atti violenti a sfondo razziale, inclusi incendi ed omicidi che hanno un picco tra il 1990 e ’92, immediatamente dopo il crollo del muro di Berlino, e proseguono durante tutto il decennio della riunificazione delle due Germanie fino ai primissimi anni del 2000.

Dal 1994 proprio a Colonia ha sede il consiglio generale dei mussulmani in Germania. La città si conferma un punto di riferimento per le diverse comunità islamiche tedesche.

Tuttavia é proprio durante gli anni ’90 che si vede maturare un netto e costante distanziamento dell’opinione pubblica da queste manifestazioni estremiste.

 

1.3 QUALCHE NUMERO

Dati del 2011, anno dell’ultimo censimento, relativi alla sola città di Colonia riportano che su poco più di un milione di abitanti, 147.603 é cittadino tedesco ma ha un “background migratorio”, 117.343 sono cittadini provenienti da paesi extraeuropei (metà di questi dalla sola Turchia) e 55.502 sono cittadini provenienti da altri paesi europei

[Purtroppo non abbiamo trovato dati relativi all’agglomerato urbano che circonda immediatamente la città, pur sapendo che é abitato da circa 800.000 persone o dell’intera regione. Partendo però dal presupposto che solitamente chi arriva in Germania dal di fuori dell’Europa ha un tenore economico mediamente basso, così come i turchi-tedeschi, si può supporre che la percentuale di cittadini extraeuropei nell’hinterland di Colonia sia maggiore di quello rilevato al centro] 

A marzo 2015 risultavano esserci circa 5500 rifugiati a Colonia, numero oggi sicuramente maggiorato dal drammatico aumento migratorio degli ultimi mesi, considerando che nel solo settembre 2015 sono giunti in Germania tra i 270.000 ed i 280.000 rifugiati: più del totale di arrivi dell’intero 2014. Ci si aspetta circa un milione di nuovi rifugiati durante il 2016.

 

1.4 COLONIA, LA GERMANIA E L’IMMIGRAZIONE DAL 2001 AD OGGI

Tentando di fare una fotografia della situazione dei turchi-tedeschi tra il 2001 ed il 2010 si potrebbe riassumere così: convivenza sufficiente, integrazione non sufficienteProprio la più ampia delle minoranze presenti sul territorio tedesco é quella che presenta il tasso d’integrazione tra i più bassi.

Anche in Germania, dopo il 2001, il sentimento anti immigrati é stato catalizzato dall’anti-islamismo conseguentemente ai fatti dell’ 11 settembre.

Giunti alla terza generazione, nella scena pubblica sono oramai presenti numerosi artisti e sportivi di origine turca, tuttavia il tasso di abbandono scolastico é molto più alto tra i turco-tedeschi e conseguentemente lo status economico che questi raggiungono é mediamente inferiore rispetto alla media nazionale. Per i turco-tedeschi l’accesso al credito é mediamente più difficoltoso ed hanno più probabilità di ottenerlo da banche turche che da banche tedesche.

Come quasi sempre nei casi d’integrazione culturale, anche qui é facile osservare sia una certa resistenza sommessa da parte della popolazione tedesca ad un’integrazione effettivamente compiuta che un rafforzamento del sentimento identitario dei turco-tedeschi, il che non giova a favore di un maggiore avvicinamento culturale.

Negli ultimi quattro-cinque anni vi é stato un rapidissimo sviluppo di questi equilibri: la Germania é uno dei paesi europei in cui si é stabilito un numero elevatissimo di migranti e rifugiati e sia per la quantità che per la rapidità con cui ciò é avvenuto era quasi inevitabile non nascesse del malcontento, soprattutto laddove esisteva già un qualche tipo di disagio (per esempio nell’area dell’ex-DDR, economicamente più arretrata rispetto all’ovest). Come negli anni ’60, la ricchissima area di Colonia é stata ovviamente una delle mete preferite dai migranti.

Appena fuori dall’Innenstadt é stata da poco realizzata una grande moschea dal design futuristico commissionata da un’organizzazione di turchi-tedeschi.

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fonte: Wikipedia

Nel 2007, all’annuncio della costruzione, hanno protestato associazioni di estrema destra provenienti anche da Austria e Belgio, ma si é trattato di episodi marginali relativi a poche centinaia di persone di chiaro indirizzo neonazista.

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(2007) 150 membri di Pro-Köln marciano protestando contro la costruzione della moschea Fonti: Telegraph e Spiegel

Anche a Colonia si registrano episodi di razzismo quotidiano del tutto esplicito; in alcuni locali notturni a Colonia i buttafuori impediscono l’ingresso a chi non é di pelle bianca.

Nel 2014 a Dresda (ex DDR) viene fondata Pegida, un movimento politico a puro carattere anti-islamico che conquisterà un certo rapido successo: a gennaio 2015 capeggerà una marcia di 25.000 persone in una manifestazione contro gli attacchi di Parigi ed a giugno otterrà quasi il 10% dei voti alle elezioni municipali di Dresda. Il caso di Pegida, per quanto contenuto, suona però come campanello d’allarme in quanto manifestazione di un sentimento anti-immigrati ed anti-islamico molto più diffuso, trasversale, esplicito e socialmente accettato rispetto a solo pochissimi anni prima.

Il 26 Ottobre 2014 a Colonia migliaia di hooligans anti-islam (HoGeSa) ubriachi manifestano violentemente provocando forti scontri con passanti e polizia. La manifestazione aveva destato scalpore e tensione fin dal suo annuncio. Da un’altra parte della città é organizzata una contro-dimostrazione cui partecipano circa 10.000 persone. Ci sono scontri nell’area intorno alla stazione (link 1, link 2). in quanto tra gli 800 ed i 1000 contro-dimostranti di sinistra tentano di impedire agli hooligan di HoGeSa di uscire dalla stazione. Cannoni ad acqua, spray urticanti, arresti da entrambe le parti.

A metà dicembre 15.000 persone rispondono ai fatti di fine ottobre manifestando contro il razzismo.

In quegli stessi giorni Pegida indice una manifestazione a Colonia per il 5 gennaio successivo. L’arcidiocesi della città reagisce spegnendo le luci della Cattedrale.

Ai primi di settembre 2015 un’eccezionale ondata migratoria proveniente principalmente dalla Siria al suo quarto anno di guerra, migliaia di tedeschi s’attivano e manifestano a favore dell’accoglienza ai rifugiati. Anche a Colonia e Bonn associazioni si organizzano per portare un primo conforto ed appoggio ai rifugiati che giungono coi treni.

Fonte: Fanzeit

Fonte: Fanzeit

Più di recente, il 17 ottobre 2015, il giorno prima del voto alle elezioni comunali la candidata sindaco Henriette Reker (58) é stata pugnalata gravemente al collo da un disoccupato quarantaquattrenne noto per le posizioni vicine all’estrema destra neonazista negli anni ’90 che disapprovava le posizioni liberali della Reker a favore dei rifugiati. 24 ore più tardi il voto eleggerà la Reker a nuovo sindaco, che ne riceverà l’annuncio dall’ospedale.

La Germania insomma ha maturato oltre mezzo secolo di rapporti intensi con comunità di immigrati, soprattutto di religione islamica provenienti dalla Turchia. Tra alti e bassi ha tutto sommato intrapreso una strada che punta attivamente all’integrazione culturale ma oltre a scontrarsi con la resistenza che s’incontra spesso in questo tipo di situazioni, l’attuale crisi dei rifugiati e gli attentati terroristici su territorio europeo, stanno alimentando sempre più sentimenti xenofobi e reazionari che non mancano di manifestarsi in maniera violenta. In Germania la polarizzazione su immigrazione ed islam é decisamente maggiore, più organizzata e manifesta rispetto alla situazione italiana.

 

1.5 CRIMINALITA’ A COLONIA

La quarta città per grandezza della Germania é la seconda per tasso di criminalità. Dal 2003 il crimine più diffuso é il borseggio, perlopiù da parte di persone provenienti dal’ Africa del Nord che mirano al furto di smartphone. Negli ultimi tre anni vi sono stati 11.000 casi di furti e violenze in città. I giorni di carnevale registrano un’impennata dei borseggi. Il secondo crimine per frequenza sono i furti per cui la polizia accusa soprattutto bande dell’est Europa che non vivono in città. I borseggi in particolare sono d’interesse per quanto riguarda i fatti presi in esame in questo post. Un gran numero di questi avviene nei dintorni della stazione dei treniCome avvisa il sito di publica utilità della polizia tedesca i casi più frequenti riguardano situazioni di ressa (tipo i mercatini di Natale) e sono effettuati soprattutto da stranieri che mirano tendenzialmente ai portafogli posti nelle tasche posteriori, che contano sull’annebbiamento della vittima che abbia alzato un po il gomito durante una giornata di festa. Altro metodo ben conosciuto dalla polizia tedesca é distrarre la vittima spintonandola mentre un complice la deruba, ma soprattutto é noto che questo tipo di furti avviene più con azioni fulminee e “fisiche” e non con silenziosa destrezza e sono compiuti perlopiù da persone provenienti dal’ Europa dell’est e dall’Africa del Nord.  Un’altra variante é quella di distrarre la persona toccandola. Un’ulteriore variante meno usata é quella di circondare la vittima in gruppo impedendole ogni tipo di movimento per poi dividersi rapidamente dopo averla derubata. La polizia della Renania Settentrionale-Westfalia diffonde manuali come questo per prevenire i numerosi casi di taccheggio. La zona della stazione é luogo di spaccio di gruppi di nordafricani che non di rado si danno pure al taccheggio.

 

1.6 L’AREA DELLA STAZIONE-DUOMO

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Altstadt-Nord. In Rosso é indicata la piazza tra Stazione e Duomo. In giallo la piazza del chiostro e più a sud la Roncalliplatz. La linea verde sul tetto del Duomo indica 100 metri.

 

La Bahnhofsvorplatz é una piazza pedonale di forma triangolare che, come dice il nome, sorge dinnanzi alla stazione centrale dei treni di Colonia che ne occupa il lato est. Sul lato ovest ci sono un paio di palazzi e l’angolo di una chiesa mentre a sud c’é il maestoso Duomo la cui base é cinque-sei metri più in alto rispetto alla piazza della stazione. Tra la piazza e il Duomo c’é la Trankgasse, una strada percorsa da automobili che però si oltrepassa facilmente con un sovrapassaggio che funge da scalinata del Duomo. Proseguendo verso il centro, proprio attorno al Duomo s’incontrano altre due piazze pedonali: la piazza del chiostro ad ovest e la Roncalliplatz a sud.

La stazione di Colonia é molto grande. Ci passano giornalmente 280.000 persone. Tra i negozi e ristoranti al suo interno si trova sempre tantissima gente.

L’area attorno al Duomo e della stazione é comunemente nota come un luogo di taccheggio e spaccio di Marijuana in cui  stazionano regolarmente bande di spacciatori-taccheggiatori prevalentemente di origine nordafricana. Non é un mistero: chiunque abiti a Cologna lo sa ed é pure indicato nelle guide per i turisti. Lo scorso luglio una retata della polizia ha identificato una rete di 40 persone che operavano in quelle piazze.

L’intera area é dunque un’importante zona di passaggio: impossibile andare in centro a Colonia senza passare dalla zona della stazione. Da qui si passa per attraversare l’Hohenzollernbrucke: uno dei tre ponti che collegano il centro all’altra sponda del Reno su cui le coppiette attaccano i lucchetti.

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1.7 CAPODANNO A COLONIA

Nella notte di San Silvestro migliaia di persone si recano a Colonia per ammirare i fuochi d’artificio. Il capodanno di Colonia é “IL” capodanno del Reno Settentrionale-Westfalia ed attira anche numerosi turisti stranieri. Famiglie con bambini, compagnie di amici e coppiette in giro dappertutto. Come ad ogni capodanno ci si ritroverà con gli amici, si brinderà assieme con birra e spumante, si faran scoppiare i petardi e così via.

Un tipico capodanno tra amici per le strade di Colonia é più o meno come in questo video del 31 dicembre 2014:

E lo spettacolo di fuochi che ci si aspetta attorno alla mezzanotte é questo:

Come in ogni capodanno, o meglio, come in ogni grande evento di piazza, esattamente come avviene in tantissime città del mondo, si verificano numerosi casi di borseggio e molestie, ci saranno compagnie di ragazzi ubriachi, incidenti coi petardi e pure qualche rissa. (Nell’ultima edizione dell’Oktoberfest sono stati denunciati 40 casi di molestie, nessuna delle quali a carico di “nordafricani o immigrati”)

 

1.8 I LUOGHI DEL CAPODANNO

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I luoghi principali in cui si svolge il capodanno nel centro di Colonia sono grossomodo le aree pedonali dell’Altstadt-Nord che vanno dalla stazione dei treni e l’adiacente duomo alla piazza alberata dell’Heumarkt ed il lungarno. Alla mezzanotte molte persone si spostano sul lungoreno e sui ponti per ammirare lo spettacolo dei fuochi d’artificio.

 

2.0 CAPODANNO 2015/2016

  • Nei giorni precedenti erano state diffuse notizie riguardanti possibili attacchi terroristici nelle maggiori città europee per capodanno.
  • La polizia locale di Colonia chiese rinforzi per la notte di Capodanno ma il ministero li aveva negati.
  • I fatti qui elencati sono stati ricostruiti in base alle testimonianze e dichiarazioni giunte nei giorni successivi.
  • L’elenco delle aggressioni é particolarmente corposo. Qui ne sono state selezionate solamente alcune per fornire un’immagine il più completa possibile degli orari di inizio/fine e delle diverse modalità d’esecuzione.

19:00 Una ragazza viene circondata da 5 persone ed afferrata mentre cammina

19:30 Parcheggio della stazione. Una ragazza si trova all’interno della propria macchina ferma. Un uomo le bussa sul finestrino e le indica di guardare le ruote. La ragazza esce dal veicolo e vi gira intorno osservando le ruote. Rientrata nell’abitacolo scopre che la sua borsetta é scomparsa.

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eventi tra le 19 e le 21 (dati aggiornati all’ 11/01/16)

20:30 Nella Banhofsvorplatz (la piazza antistante la stazione dei treni, indicata in rosso nell’immagine sopra) inizia a formarsi una folla composta da diverse centinaia di persone, perlopiù di origine nordafricana.

21:00 Nella piazza sono presenti circa 400/500 persone, quasi esclusivamente giovani uomini nordafricani e mediorientali tra i 15 e 35 anni. Alcuni stanno in piedi divisi per gruppetti nella piazza a far esplodere petardi.  Altri stanno sulle gradinate del Duomo a guardare la scena. Per terra ci sono bottiglie di birra. Sono molto rumorosi. Si sentono continui fischi dei mazzetti in volo e ogni volta che uno di questi esplode si sentono fischi e “Oooooh”.  Una persona viene derubata all’interno della stazione. Decine di cellulari riprendono quel che succede. Alcuni gruppetti lanciano pericolosamente i petardi addosso ad altri gruppetti in un “gioco” decisamente irresponsabile. Alcune delle persone che escono dalla stazione preferiscono aggirare in fretta il centro della piazza piuttosto che passare in mezzo alle esplosioni. Qualcuno si ferma a vedere che succede. C’é un caso di accoltellamento per cui arrivano la polizia ed un’ambulanza ed altre risse.

21:30 Polizia locale, polizia federale e rappresentanti del comune tengono un briefing sulla situazione alla piazza della stazione. Si propone di far intervenire la polizia antisommossa per le 22:00

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eventi tra le 21 e le 22 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

22:00 La folla davanti alla stazione si é fatta più aggressiva. Chi passa di lì ne é intimorito. Molti di loro sono ubriachi ed “inconsapevoli di dove si trovassero“. Probabilmente molti han consumato anche droghe. Le bottiglie di birra vuote vengono frantumate per terra. Ci sono diverse chiazze di vomito. Lo scoppio continuo di petardi rende il tutto ancor più caotico. Ad ogni passo si calpestano vetri rotti. Due uomini bloccano delle donne vicino alla cattedrale e queste, urlando, tentano di reagire. Ci sono diverse risse nella stazione e la polizia tenta di contenerle ma sono troppe e c’é una difficoltà oggettiva nel focalizzarsi su ogni singola rissa. Si sente una ragazza urlare, piangere e scappare da un uomo che le urla contro puntandole il dito per poi inseguirla assieme ad altri. C’é un secondo briefing tra le polizie ed il Comune. L’intervento della polizia antisommossa é rimandato alle 22:30. Ubriachi lanciano petardi addosso ad altra gente. Iniziano le prime aggressioni: branchi da 2 fino a 20 persone individuano delle vittime, quasi esclusivamente giovani ragazze, le circondano e continuando a camminare al passo delle vittime vi si stringono addosso impedendone la fuga. A questo punto diverse mani iniziano a toccare aggressivamente la vittima da più parti: mani sul sedere, mani sul seno, tra le gambe. Mani che afferrano le braccia e che tirano la giacca. In alcuni casi mani che s’infilano dentro ai pantaloni. Intanto il branco rivolge frasi oscene alle vittime, le chiama “Bitch” o “Schlampfe” (Troia) e gli dice “Ficki, Ficki” (Scopiamo, scopiamo). Una macchina della polizia sosta davanti al Duomo e viene bombardata di petardi.

22:15 Una donna viene assalita e toccata mentre esce dalla stazione. Contemporaneamente c’é un tentativo di rubare la borsa del marito.

22:25 In piazza giungono dieci poliziotti antisommossa.

22:30 Due ragazze vengono assalite all’ingresso della stazione. Gli assalitori le toccano dappertutto, compresi i genitali. (Si tratta dell’episodio più grave e che porterà a due denunce per stupro). Una ragazza passa nel bel mezzo di una folla. Successivamente si accorge di esser stata derubata. Un petardo esplode sulla spalla di una ragazza ustionandola. Un’altra ragazza giunta da Bonn testimonia che scesa dal treno vede in stazione quasi esclusivamente maschi nordafricani. Ubriachi. La folla é tanto densa da potersi a malapena muovere e diverse mani la toccano sul sedere. “non avevano la sensazione di star facendo qualcosa che é vietato

22:40 Un ragazzo e due ragazze alla stazione. Mentre queste vengono circondate e toccate lui viene derubato.

22:50 Tutte le squadre antisommossa sono ora nel piazzale. Sei tratta di 142 poliziotti. All’interno della stazione invece ci sono 70 poliziotti federali i quali determinano che all’interno della stazione c’é un grande numero di uomini e ragazzi.

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eventi tra le 22 e le 23 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

23:00 Le persone radunate nella Banhofsvorplatz adesso sono circa un migliaio. Secondo alcuni 1.500. Più rumore, più petardi. Più caos. C’é una situazione caotica con gente “completamente disinibita” che urla, fumo di petardi esplosi ovunque. Gran parte delle persone é ubriaca o intossicata. Nessuno si cura più di tanto della presenza della polizia. Si stanno verificando ancora aggressioni all’interno della folla ma la polizia antisommossa non se ne accorge. Passa un’ambulanza e viene bersagliata di petardi. In un angolo della piazza alcuni stanno litigando. Altre risse. Per la maggior parte sono ragazzi e giovani uomini nordafricani o mediorientali. Non é più una situazione tranquilla: raggiungere la stazione dei treni é ora oggettivamente pericoloso per i passanti e le persone in piazza si stanno facendo aggressive. Alcuni ragazzi si sono messi a far scoppiare petardi nel bel mezzo dell’adiacente sottopasso impedendo l’eventuale passaggio delle automobili. Nel frattempo sono giunte diverse macchine e camionette della polizia. Un’altra ragazza testimonia di esser stata toccata nelle parti intime più o meno a quest’ora nel piazzale della stazione.

https://www.youtube.com/watch?v=FrNUwzUTVSI

23:15 Due ragazze vengono circondate e toccate dalla folla. Cade la borsetta. Vengono derubate di cellulare, contanti e gioielleria. La polizia decide di sgomberare la scalinata del Duomo.

23:30 La polizia decide d’intervenire prima che accada qualcosa di grave ed inizia lo sgombero della piazza. Con qualche difficoltà circondano la zona ed iniziano a disperdere le persone presenti allontanandole dalla zona della stazione. La polizia di Colonia informa della situazione la LZPD, l’organo di coordinamento delle polizie del Länder. La LZPD chiede se siano necessari rinforzi ma la polizia di Colonia dichiara di non ritenerlo necessario.

23:35 La polizia inizia a sgomberare la scalinata del Duomo.

23:40 Una ragazza si trova nella folla. Viene toccata e derubata.

principali eventi denunciati tra le 23 e le 24

principali eventi tra le 23 e le 24 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

00:00 Mezzanotte: festeggiamento del nuovo anno.

00:05 Ragazza viene toccata sul sedere da stranieri. In seguito si accorge che le é stato rubato il cellulare.

00:15 La scalinata del Duomo é ora sgombra.

00:20 Vittima testimonia di esser stata “toccata dappertutto”

00:27 Il grosso dei festeggiamenti é finito e da questo momento in poi molte persone dovranno recarsi alla stazione per tornare a casa. La polizia decide di riaprire l’accesso alla piazza e alla scalinata. Sempre la polizia dichiarerà successivamente che da questo momento la situazione in piazza si era “calmata notevolmente

00:30 Madre e figlia vengono assalite. Uno degli assalitori tenta di baciare la ragazza mentre un’altro le tira fuori il portafoglio dalla borsa. Una ragazza viene circondata da 5 uomini che tentano di toccarla sotto alla gonna mentre un’altro le strappa via la borsetta. Tra la mezzanotte e adesso la polizia ha controllato tra le 30 e le 50 persone. Una squadra viene spostata in un’altra zona della città. Alcune donne dichiarano agli agenti di non esser state aiutate dai poliziotti presenti in stazione. C’é il primo arresto per borseggio.

00:45 La polizia dichiarerà successivamente che a quest’ora era stata disperso il grosso della folla presente in piazza. Tuttavia vi sono diverse testimonianze che affermano il contrario. Ad esempio la testimonianza di una ragazza, il fidanzato e due amiche che trovatisi nel piazzale a quest’ora vengono circondati da diversi uomini che iniziano a toccarli dappertutto, anche in zone intime. Dopodiché, ancora in stato di shock, han raggiunto dei poliziotti all’interno della stazione che immediatamente sono scattati nel tentativo di catturare gli aggressori. Aggressioni simili avvengono sia all’interno che al di fuori del piazzale della stazione.

00:50 La polizia dichiarerà in seguito che solo a quest’ora viene informata per la prima volta che ci son state molestie sessuali. Vicino al duomo c’é un tentativo di stupro.

00:57 Gruppo di cinque femmine ed un maschio vengono circondati da 30-50 persone. Le femmine vengono molestate ed il maschio derubato.

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eventi tra le 00 e le 01 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

01:00  Amir, un 37enne iraniano residente da 17 anni in Germania, testimonia che a quell’ora é entrato alla stazione con la fidanzata e i suoi genitori per tornare tutti a casa. Un poliziotto cerca di impedirgli l’accesso finché lui non gli dice “Siamo una famiglia e vogliamo tornare a casa”. Entrati nella stazione vedono vomito dappertutto. Giorni dopo testimonierà: “Ho avuto paura” – “E’qualcosa che non avevo mai visto in Germania”. Durante la serata, davanti alla stazione dei treni la polizia ha identificato 70 delle persone presenti. La polizia si apposta all’ingresso della stazione per permettere alle persone di raggiungere i binari in sicurezza. Tre ragazze vengono circondate e toccate dappertutto da un gruppo di nordafricani. C’é un tentativo di rubare una borsetta. Viene rubato un cellulare.

01:20 La polizia deve ancora contenere delle aggressioni tentando d’impedire l’assembramento di persone “che apparentemente si raggruppavano per commettere crimini o celarli

01:30 Una ragazza viene separata dal suo ragazzo, toccata dappertutto e derubata della borsetta ed il suo contenuto.

01:40 Ai binari una ragazza viene toccata sotto gli abiti nell’area genitale.

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principali eventi tra le 01 e le 02 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

 

02:00 Attorno alla stazione c’é ancora gente. Ci sono diverse risse. Ubriachi che lanciano le bottiglie rischiando di colpire passanti. Un gruppo di uomini infastidisce delle ragazzine nella metropolitana ma un signore tedesco interviene e queste riescono ad allontanarsi.

02:30 Ragazzo e ragazza vengono molestati mentre camminano dall’Heumarkt al Duomo

03:15 Ragazzo e ragazza vengono circondati. L’uomo viene derubato.

04:00 La polizia dichiarerà che a quest’ora la situazione si é ulteriormente calmata.

04:15 Ragazza viene toccata dappertutto.

04:30 Una ragazza esce da un bar e viene derubata del cellulare.

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eventi tra le 02 e le 05 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

05:00 Viene mandata via una delle squadre di poliziotti dalla stazione

05:05 Vengono rilasciate le prime persone che erano state arrestate e trattenute in cella.

06:40 Ragazzo in bici nei pressi della stazione. Dalla giacca gli vengono rubati cellulare, documenti e carte di credito.

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eventi dalle 05 alle 12 (dati aggiornati all’ 11/1/16)

Dopo le 5 la situazione é ritornata quella di una giornata normale.

 

3.0 I GIORNI SUCCESSIVI

[fra parentesi quadre ed in rosso alcune considerazioni che si é preferito inserire qui anziché nella quarta sezione] 

Venerdì 1 Gennaio 2016 POLIZIA NEGA, I SOCIAL NETWORK S’INFERVORANO

Alle 08.57 viene rilasciata una relazione della polizia segnala che “la celebrazione del capodanno é stata perlopiù pacifica” e che all’indomani dei festeggiamenti il clima é “ritranquillo”. Si segnalano 20 casi di danneggiamento (l’anno precedente furono 25), 78 colluttazioni, 80 interventi della polizia, 80 casi di festeggiamenti eccessivamente rumorosi e il fatto che poco prima di mezzanotte si é dovuta sgomberare l’area del Duomo per evitare la formazione di una ressa pericolosa causata da circa 1000 persone intente a far esplodere fuochi pirotecnici.

Sul gruppo Facebook “Nett-Werk Köln” vengono pubblicati dei post sugli assalti ma gli amministratori del gruppo li cancellano in quanto contrarie alle regole contro l’incitamento

Il Köllner Express pubblica un articolo intitolato: “Notte di San Silvestro: giovani donne molestate sessualmente” in cui riporta la testimonianza di una giovane donna (28) che dichiara che nei pressi della stazione alle 00:45 lei, il fidanzato e due amiche sono stati circondati da diversi uomini che hanno iniziato a toccarli dappertutto, anche in zone intime. Dopodiché, ancora in stato di shock, han raggiunto dei poliziotti all’interno della stazione che immediatamente sono scattati nel tentativo di catturare gli aggressori.

 

Sabato 2 Gennaio 2016 PRIME AMMISSIONI DELLA POLIZIA

La polizia dichiara che una trentina di uomini “di aspetto nordafricano” ha agito assalendo diverse vittime circondandole in gruppi per immobilizzarle e distrarle mentre le derubavano di portafogli e cellulare e che in alcuni casi sono andati oltre toccando le parti intime delle vittime dei furti.

 

NOTA RIGUARDANTE I DIVERSI CORPI DI POLIZIA TEDESCA

Nel piazzale della stazione di Colonia a capodanno intervenivano due diversi corpi di polizia:

Bundespolizei (polizia federale tedesca, dipendente dal ministero degli interni. Ha il controllo della ferrovia e della stazione dei treni fino ad una distanza di 30 metri da essa, il che include tutta la piazza antistante.)

Kölner Polizei (o Landespolizei Köln, polizia locale di Colonia, dipendente dal proprio Länder di appartenenza. Ha il controllo del territorio)

Inoltre alcune dichiarazioni verranno rilasciate dal leader locale del GdP, ossia il principale sindacato di polizia.

Ciò ha provocato a volte una qualche confusione sui media riguardo le dichiarazioni dei diversi “capi della polizia”.

 

Domenica 3 Gennaio 2006 A COLONIA NON SI PARLA D’ALTRO

A Colonia non si parla d’altro soprattutto sui social network a causa della scarsa copertura mediatica che già qualcuno indica come voluta.

Il “Köllner Express” pubblica un nuovo articolo in cui riporre più un dettaglio la testimonianza del primo articolo. La giovane donna, che dichiara di essere nativa di Colonia, si chiama Katia L (28) e specifica che l’assalto é avvenuto nei pressi della vecchia sala d’attesa aggiungendo “Quando uscimmo dalla stazione fummo molto sorpresi dal gruppo che incontrammo fuori” – “erano solamente uomini stranieri” („Als wir aus der Bahnhofshalle kamen, waren wir sehr verwundert über die Gruppe, die uns da empfing“ – „Es handelte sich ausschließlich um junge ausländische Männer”), che “sarò stata toccata 100 volte in 200 metri” mentre gli uomini le dicevano “Schlampen” (troie) e “Ficki, Ficki” (scopare, scopare) e che “per fortuna indossava giacca e pantaloni perché una gonna le sarebbe stata sicuramente strappata”. Una delle due amiche racconta che il gruppo era di 40 o forse 100 uomini e che collant e mutande le son state quasi completamente tolte. Tornate alla stazione hanno avvertito subito la polizia ma non son state in grado di dire chi le avesse toccate né dove. Katia L. aggiunge “spero che li catturino o non scenderò in piazza al Carnevale”. L’articolo termina informando che la polizia ha iniziato un’attività di verifica dei fatti e che 35 donne hanno già fatto denuncia ma la cifra é destinata ad aumentare. In totale sono state fatte 60 denunce, il 25% delle quali includeva molestie sessuali.

 

Lunedì-Martedì 4 -5
Gennaio 2006 LA NOTIZIA FA IL GIRO DEL MONDO

Il capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers, dichiara che il numero di denunce é arrivato a 60. Parla di “una dimensione completamente nuova di crimine“. La sindaco Reker annuncia una riunione apposita.

Sull’Huffington Post tedesco si fa notare come i fatti di Colonia incredibilmente non abbiano avuto eco sui media nazionali nonostante la gravità e che le uniche fonti sono, oltre a brevi dichiarazioni su WDR, il “Köllner Express” e “Focus Online“, entrambi di noto indirizzo conservatore e non proprio adatti a fungere da fonte primaria. Si parla di disinformazione, censura ed eccessiva prudenza. Poco dopo la pubblicazione dell’articolo, però, la notizia riceverà una copertura internazionale.

Il ministro della giustizia tedesco Maas parla di attacchi “vili e odiosi”. La cancelliera Merkel chiede una risposta severa della legge. La sindaco di Colonia dichiara misure restrittive per i prossimi eventi pubblici. La polizia dichiara che le denunce sono salite a 90, alcune delle quali per molestia, alcune per furto e alcune per furto con molestia. In un caso v’é una denuncia per stupro. La sindaco Reker dichiara che non v’é alcuna prova che vi fossero rifugiati tra gli assalitori e diffonde alcuni “consigli utili” per evitare in futuro situazioni simili che scatenano ilarità e critiche. Quello che appare subito chiaro é che non ci sono dei veri sospetti e non é chiaro il loro numero ma “Non si é trattato di mille assalitori, come ripete la stampa, ma di persone che si sono mescolate nella folla.

La notizia viene riportata dai media internazionali che sostanzialmente riprendono quanto scritto sul “Köllner Express” e “Focus Online“. Ciò che passa é sostanzialmente “Nella notte di Capodanno a Colonia mille arabi o nordafricani ubriachi ed aggressivi hanno assalito dalle 60 alle 90 donne”, così come lo riporta la BBC, il DailyMail,

In Italia la notizia giunge così:

 

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[Da una parte i quotidiani di estrema destra parlano di “stupri di massa”, dall’altra alcune incomprensioni diffuse sui termini “molestie”, “attacchi” e “gruppi” e il patatrac é fatto! Da questo momento in Italia si parla di “mille rifugiati mussulmani ubriachi che si sono organizzati in massa per stuprare in branco le nostre donne”]

 

Mercoledì 6 Gennaio 2006 SALE L’HYPE

Salta fuori un foglio in cui sono riportate sia in arabo che in tedesco frasi come: “Voglio scopare con te”, “belle tette” e “ti ammazzo”.

Una donna di lingua araba informa la polizia che alcuni rifugiati di Duisburg le avrebbero rivelato di esser stati a Colonia per il capodanno. Alcuni cellulari rubati sarebbero stati rinvenuti presso abitazioni di rifugiati o nelle loro vicinanze, ma la polizia non conferma.

Duecento donne manifestano contro il sessismo davanti al Duomo di Colonia.

[In GERMANIA dapprima si é parlato del ritardo con cui la notizia é giunta ai notiziari nazionali accusando la polizia di aver voluto mantenere in silenzio i fatti, poi ci si é concentrati sul fatto che molti media hanno dato scarso risalto alla nazionalità/origine degli assalitori indicandoli come “probabilmente nordafricani” o “indicativamente di aspetto arabo”; poi si é proseguito con le accuse di incompetenza verso la polizia e allo stesso tempo si son toccate appieno le politiche di accoglienza del governo in carica, passando per il senso di sicurezza generale.  

In ITALIA invece il livello del discorso é ben esemplificato qui: C_4_articolo_2152734_upiImagepp

Si é parlato di “stupri organizzati”, “rete internazionale degli stupri di massa”, “attacco organizzato” equiparando i fatti di Colonia ad un atto terroristico.

Come sempre in questi casi sui social network ottengono maggio risalto le voci più estremiste e informazioni vere si legano a bufale di facile presa. Foto risalenti ad altre notizie, falsi palesi, dettagli ingigantiti, voci date per buone ed un video delle aggressioni che poi si scopre esser risalente ai fatti del Cairo del 2012 (NB pur non riferendosi ai fatti di Colonia il video é utile in quanto le modalità delle aggressioni di Colonia é praticamente identica a quella mostrata nel video in questione) . Il tutto ovviamente per dipingere i fatti in modo ancor più drammatico di quanto non siano già. 

Ciò che molto velocemente é stato messo in secondo piano sia in Germania che in Italia é la possibile discussione sul trattamento delle donne nei luoghi pubblici. Già a questa data i “fatti di Colonia” sono diventati merce di propaganda politica incentrata sulla tesi dello scontro di civiltà e cioé immigrazione, Islam, Europa, accordi di Schengen ecc. Le vittime dei fatti sono già diventate un mero numero da spendere e l’interesse vige più sulla nazionalità/origine degli aggressori che su ciò che han passato le vittime (Quanti erano rifugiati? Quante molestie? Quante donne? Quanti disoccupati? Quanti?)

Il fatto é decisamente interessante soprattutto se paragonato ad un recente episodio che presenta alcuni particolari analoghi:

https://www.youtube.com/watch?v=4vznKyl_4A8

Roma, 18-19 febbraio 2015, un migliaio di ultras olandesi del Feyenoord perlopiù ubriachi, tengono in ostaggio diverse zone del centro con risse, danneggiamenti, vandalizzazioni, scontri con la polizia. Vengono danneggiati 15 autobus e la fontana del Bernini in quelle che vengono descritte da più parti “scene di guerriglia“. In quel caso oltre a qualche ovvia critica sull’operato della polizia é interessante osservare in che modo sono stati descritti gli ultras del Feyenoord sulla stampa più critica:

“orda sbronza”, “teppaglia” che forse han dovuto sfogare la loro frustrazione di vivere in una città brutta (Libero

“teppisti” che hanno compiuto “barbarie” (Libero)

“teppisti” (Libero)

“tifosi ubriachi” (Il Giornale)

“tifosi-vandali”, “nuovi lanzichenecchi” (Il Giornale)

“barbari”, “hooligan” (Il Fatto Quotidiano)

“bestie completamente ubriache”, “energumeno”, “esaltati” “soliti imbecilli” (Il Fatto Quotidiano

Qui la tesi dello scontro di civiltà non é scattato. Perché? Non si inneggiato contro la “razza olandese” né contro la “cultura nordica”, né contro la “violenza repressa dei protestanti”: i tifosi ubriachi sono contestati semplicemente per il fatto di essere dei tifosi ubriachi. La loro origine viene considerata solo come appiglio su cui costruire delle immagini colorite (barbari, vandali, lanzichenecchi) ma non é mai elemento centrale della critica. Gli ultras olandesi sono condannati in quanto ultras e non in quanto olandesi. Mai, mai, mai é stata proposta una lettura razziale-culturale di ciò che gli olandesi hanno fatto a Roma. Mai si é accennato alla loro fede protestante. Al contrario, per i fatti di Colonia, i teppisti nordafricani e mediorientali vengono condannati in quanto nordafricani e mediorientali secondo l’equazione “nordafricani e mediorientali = teppisti”. ].

 

Giovedì 7 Gennaio 2006 NOTIZIE A CATENA

Sull’Huffington Post tedesco si prende atto che moltissima stampa ha abusato dei termini “1000 uomini”, “rifugiati” in quanto a questa data nessun elemento indica che effettivamente vi fossero mille persone implicate, né che vi fossero coinvolti rifugiati ma che oramai la vulgata dell’evento é “mille rifugiati hanno molestato donne tedesche” [se avesse letto i giornali italiani molto probabilmente l’autore avrebbe sostituito “molestato” con “stuprato”] .

[Le dichiarazioni della polizia hanno fatto si che si smorzassero le voci sui “mille stupri”. Nel frattempo alla notizia di Colonia si sommano anche le segnalazioni di molestie avvenute in altre città europee da Amburgo a Zurigo passando per Helsinki. Da questo momento ogni molestia, furto, violenza o rissa di un seppur minimo interesse verrà collegata ai fatti di Colonia e troverà spazio sulla stampa: si andrà da un gruppo di 500 uomini che han tentato di forzare l’ingresso in una discoteca a Bielefeld (la polizia di Bielefeld però rimarcherà che i fatti di Colonia non c’entrano niente con quanto avvenuto a Bielefeld e che le voci in rete hanno ingigantito e snaturato) ai  6 (sei) casi di molestie avvenuti la stessa notte a Zurigo. Ciò non deve stupire in quanto risponde perfettamente ad una nota tendenza dei news-media, ossia la creazione di notizie-catena ottenute relazionando forzatamente fatti scollegati per cavalcare l’onda dell’interesse per la notizia iniziale col risultato di amplificare agli occhi del pubblico la portata dei fatti. Un esempio illuminante é il caso delle “morìa di uccelli del 2011.]

Il Consiglio centrale dei mussulmani tedeschi, con sede a Colonia, riceve centinaia di email e 50 telefonate telefonate minatorie. Sono costretti a staccare i telefoni.

 

Venerdì 8 Gennaio 2006 LICENZIATO IL CAPO DELLA POLIZIA LOCALE

Il capo della polizia di Colonia viene mandato in pensionamento anticipato. La polizia federale dichiara di aver identificato 31 persone sospettate di aver preso parte alle aggressioni, tra cui 18 richiedenti asilo ma la polizia specifica che non sono sospettati di molestie sessuali ma di furto. Fra gli identificati vi sono 9 algerini, 8 marocchini, 4 siriani, 5 iraniani, 1 iracheno, 1 serbo, 1 statunitense e 2 tedeschi (secondo alcune fonti tre) . Sono perlopiù persone già note alla polizia di Colonia e non sono tra i profughi arrivati di recente. Vengono inoltre arrestate due persone: un sedicenne di origine marocchina ed un ventitreenne di origine tunisina. Le denunce sono salite a 200. Tra telecamere a circuito chiuso e telefoni cellulari sono state raccolte 350 ore di filmati divisi in circa 250 files.

 

Sabato 9 Gennaio 2016 SCONTRI TRA MANIFESTANTI

A Colonia il partito anti-Islam Pegida organizza una manifestazione anti-rifugiati cui partecipano circa 1700 persone mentre nel piazzale della stazione dei treni si é tenuta una contro-manifestazione. Mentre quest’ultima si é svolta pacificamente quella di Pegida é sfociata in scontri. Discorsi di grande violenza verbale, che hanno acceso ancor più gli animi: “Angela Merkel peggior cancelliere dopo Hitler”, “Islam cancro e Pegida la sua cura”, “Profughi invasori che violentano donne e bambini”, alcune delle frasi più roboanti pronunciate dagli oratori.

https://www.youtube.com/watch?v=tkNTKaNEP5U

La polizia di Colonia dichiara che 100 detective stanno investigando su 379 denunce, di cui circa il 40% include molestie sessuali e che le indagini sono focalizzate su persone originarie del nordafrica, perlopiù “richiedenti asilo e persone che vivono in Germania illegalmente”

Sulla rete nazionale tedesca i fatti di Capodanno vengono definiti un “campanello d’allarme” che illumina sulle difficoltà che incontra la Germania nell’integrare i nuovi arrivati, ma si dichiara altresì che “non bisogna cedere alle paure” per “non perdere ciò che abbiamo raggiunto”.

Una nuova manifestazione contro il sessismo sulle scalinate del Duomo.

La cancelliera Merkel presenta la proposta “che i profughi possano perdere il diritto d’asilo in caso di reati, anche per quelli in cui è prevista la condizionale

 

Domenica 10 Gennaio 2016 PROSEGUONO LE INDAGINI. AUMENTANO LE DENUNCE

La polizia locale di Colonia dichiara di star indagando su 19  sospetti: 10 richiedenti asilo e 9 presunti clandestini, fra cui alcuni “rifugiati arrivati in Germania negli ultimi mesi“. Quattro di essi sono già in stato di fermo accusati di furto. Nessuno di essi é residente a Colonia. Il direttore generale dell’anticrimine del Reno Settentrionale-Westfalia fa inoltre sapere che “dalle indagini sulla notte di San Silvestro finora non risulta che gli attacchi alle donne a Colonia siano stati “organizzati o guidati” e utilizza il termine “Tarraush gamea, utilizzato nei paesi arabi (ma anche in India e Bangladesh) per indicare le molestie sessuali di gruppo in luoghi pubblici

Le denunce sono salite a 516. La percentuale di denunce che include anche o solo molestie sessuali resta del 40% circa.

Di questi episodi, 107 includono il furto.

Si sono verificate aggressioni ai danni di persone dall’aspetto nordafricano e mediorientale. La polizia indaga per verificare se vi sia collegamento con un gruppo di hooligan, rocker e buttafuori che avrebbe lanciato su Facebook una “caccia all’uomo nel centro storico di Colonia”.

[Nel frattempo l’hype sulla notizia é ancora alto e dopo le prime reazioni indignate adesso i media iniziano a diffondere le proprie letture dell’accaduto, a volte andando al nocciolo della questione e a volte raggiungendo picchi dell’orrido (ma alcuni se ne accorgono)]

 

Lunedì 11 Gennaio 2016 LA LISTA DELLE DENUNCE

Il presidente della polizia federale tedesca Heiko Maas dichiara a proposito delle aggressioni: «deve esserci dietro una qualche forma di organizzazione. Nessuno può venirmi a raccontare che non sia stato preparato o concordato […] Normalmente una cosa del genere viene organizzata sui social network […] non si tratta di criminalità organizzata […] » e che dietro agli assalti «[…] non ci sia nessun tipo di gruppo strutturato». La polizia indaga tra decine di sms, chat ed email. Si continua a parlare di “regia unica” anche sulla stampa ma non c’é alcuna evidenza di ciò e la polizia locale invece smentisce. [1. Heiko Maas parla chiaramente di una sua ferma convinzione non ancora confermata da prove. Molta stampa però trasmette incorrettamente l’informazione “gli attacchi erano organizzati” dandola già per certa. 2.Il sospetto che traspare da diverse dichiarazioni é quello della “grande rete internazionale dei mussulmani organizzati per attaccare l’occidente” e dice molte più cose su chi la sostiene che delle persone sospettate]

Per il momento si indaga su 19 sospetti di cui 10 profughi.

Bild Zeitung pubblica la relazione del Ministero in cui sono elencate una ad una le descrizioni degli assalti denunciati

A Lipsia (ex DDR) Pegida sfila in un corteo anti-immigrati. Ci sono scontri, danneggiamenti ed arresti. La notizia trova eco internazionale poiché viene incatenata ai fatti di Colonia.

Rolf Jaeger, ministro del Land del Reno Settentrionale-Westfalia, dichiara“I testimoni e i rapporti della polizia locale, così come i resoconti della polizia federale, puntano sul fatto che i reati sono stati commessi quasi esclusivamente da persone dell’ambiente dei migranti“, punta il dito contro la polizia locale, affermando che questa non avesse chiesto rinforzi citando anche la nota stampa rilasciata il primo gennaio in cui si dichiarava la situazione “tranquilla” e dichiara che secondo le indagini non risulta che gli attacchi siano stati “organizzati” o “guidati”

Martedì 12 Gennaio 2016 L’ATTENZIONE INIZIA A CALARE

Il procuratore Ulrich Bremer dichiara che le denunce sono salite a 563, che la percentuale di queste che include molestie sessuali é ora del 50% e che i sospettati identificati dalla polizia sono 23. Rolf Jaeger, ministro del Land del Reno Settentrionale-Westfalia, ha rilasciato nella notte un report in cui dichiara quanto che la polizia sapesse della situazione. Vengono resi noti i tempi, gli orari dei briefing, il numero di poliziotti presenti, l’osservazione che le forze fossero in realtà insufficienti e che ciò abbia lasciato ampi margini di manovra agli aggressori, il fatto che la polizia di Colonia non sentì necessario avere rinforzi dal LZPD. Si rende noto che tra le ore 20:00 del 31 dicembre e le ore 07:00 del 1 gennaio sono giunte 1267 chiamate d’emergenza che hanno portato ad eseguire 873 controlli, di cui 53 nell’area della stazione, 12 dei quali riguardavano molestie, furti e/o percosse. Si parla di errori di valutazione, incapacità di adattamento e disorganizzazione (sovraccarico di lavoro per le forze ordinarie.

[Da questo momento i “fatti di Colonia” non trovano più spazio sulle prime pagine internazionali]

4.0 Alcune considerazioni:

4.1 RADUNO SPONTANEO?

Possibile che mille, millecinquecento persone si siano radunate nello stesso luogo senza alcun coordinamento? Finora nulla ha fatto emergere la presenza di un coordinamento generale. Vi sono però diversi elementi che possono spiegare come ciò sia stato possibile:

Nell’area della stazione stazionano sempre piccoli gruppi di nordafricani dediti allo spaccio ed al taccheggio. Altri gruppi di nordafricani sono giunti a Colonia passando proprio dalla stazione. Il punto di ritrovo della piazza é la scalinata del Duomo. E’sulla scalinata che ci si da appuntamento e ci si trova. La scalinata però é involontariamente al tempo stesso anche una perfetta platea: basta che una persona nel piazzale inizi ad attirare l’attenzione che la gente sulla scalinata si trasformi volente o nolente in pubblico e quella sera c’era gente in piazza che tirava razzi e petardi. Non serve molto perché gruppi di persone sulla scalinata inizino ad incitare quelli che tirano i petardi e perché altri gruppi giunti successivamente si fermino lì nel piazzale sommandosi alla folla preesistente. Non va nemmeno dimenticato che molti tedeschi già vedendo i primi assembramenti di nordafricani han preferito non mescolarsi, facendo sì che tale folla mantenesse la propria omogeneità iniziale (giovani maschi di origine tendenzialmente nordafricana).

Che alcuni di questi gruppi si siano dati appuntamento alla stazione non sembra affatto strano, così come non sembra nemmeno strano se alcuni gruppi di assalitori si siano coordinati sul momento via chat (stupisce che nel 2015 vi siano giovani che interloquiscono via chat e social network?)

 

4.2 LA POLIZIA HA NEGATO L’EVIDENZA?

Ci sono ancora indagini e discussioni in corso é già chiaro che i corpi di polizia di Colonia abbiano gestito malissimo la situazione in piazza sottostimandone il rischio potenziale ed agendo tardivamente con mezzi limitati. Purtroppo capire esattamente perché sia successo richiederebbe approfondimenti sulla situazione, sugli equilibri interni e funzionamento dei corpi di polizia della città che francamente esula dall’interesse di questo post ed a meno che non saltino fuori rivelazioni stravolgenti basterà sapere che c’é stata disorganizzazione da parte della polizia ed all’indomani s’é tentato di sorvolare sull’accaduto.

 

4.3 ERANO TUTTI NORDAFRICANI?

Tutte le testimonianze concordano nel descrivere la folla in piazza ed in stazione come composta quasi unicamente di nordafricani o mediorientali. Le persone sospettate di aver assalito le ragazze provengono da Algeria, Marocco, Siria, Iran, Iraq, Serbia, Stati Uniti e Germania. Si può dunque già affermare che per la stragrande maggioranza si: si parla di persone la cui origine é ascrivibile al nordafrica ed al medio oriente. Magari salterà fuori che tra gli assalitori c’erano pure dei russi, brasiliani o italiani e ci sarà chi pungolerà sul paese di origine dei genitori di questi russi, brasiliani e italiani ma sono questioni di lana caprina in quanto l’origine delle persone coinvolte non é fondamentale nelle dinamiche di quanto accaduto

 

 

4.4 LA VIOLENZA SULLE DONNE E’ UN PROBLEMA DEL MONDO MUSSULMANO?

E’ un problema che coinvolge ANCHE il mondo mussulmano: le aree di provenienza delle persone coinvolte sono caratterizzate da società fortemente maschiliste e patriarcali in cui sono comunemente diffusi stereotipi sessisti sulle donne occidentali. Ciò non toglie che allo stesso tempo anche in Germania (e in Europa e nel cosiddetto “mondo occidentale”) sia ancora fortemente radicata una cultura maschilista e patriarcale. Le differenze tra “mondo occidentale” e “mondo islamico” sul rapporto con il genere femminile, quando ci sono, son soprattutto differenze esteriori relative al grado di accettazione sociale di tale impostazione. Il rapporto disequilibrato fra i generi non é dunque un problema spiccatamente mussulmano: se da una parte v’é una manifestazione più esplicita di una visione maschilista, dall’altra, nel “mondo occidentale”, si finge che tale visione non sia diffusa illudendosi che i pur numerosi segnali contrari siano solo casi isolati o eccezioni.

 

4.5 DUNQUE, RIASSUMENDO…

  • Mille, millecinquecento tra ragazzi e giovani uomini accomunati perlopiù dal fatto di essere tutti maschi venire quasi esclusivamente dal nordafrica o dal medio oriente si sono radunati nel piazzale della stazione.
  • Le persone presenti in piazza sono accomunate dal fatto di appartenere a gruppi sociali perlopiù scarsamente integrati tra la popolazione tedesca.
  • Anche se alcuni gruppi si erano accordati sull’incontrarsi alla Banhofsvoorplatz, non c’é alcun meta-coordinamento di tutta la folla.
  • Il piazzale della stazione é un luogo pubblico di grandissimo passaggio: chi giunge a Colonia dal circondario spesso vi giunge in treno e passa obbligatoriamente dalla stazione.
  • Il piazzale della stazione di Colonia é notoriamente luogo di spaccio e borseggio. Gruppi di spacciatori e borseggiatori perlopiù di origine nordafricana vi s’aggirano costantemente ed é lecito ritenere fossero presenti anche durante gli eventi in questione
  • Borseggi e furti sono il crimine principale a Colonia.
  • Durante tutti i grandi eventi di piazza s’assiste ad un notevole aumento de borseggi e molestie, seppur in numero decisamente inferiore rispetto ai fatti di Colonia.
  • Uno dei metodi noti dei borseggiatori consiste nell’accerchiare la vittima per impedirne ogni reazione. Un secondo metodo consiste nell’urtarla mentre una seconda persona la deruba. Un terzo prevede di distrarla strattonandola.
  • Le persone presenti in piazza hanno iniziato a “festeggiare” il capodanno in maniera vandalica e l’atmosfera si é scaldata sempre più nell’arco di alcune ore.
  • La folla non é giunta tutta assieme ma si é formata nell’arco di diverse ore.
  • C’é stato un forte abuso di alcolici da parte delle persone in piazza ed é lecito ritenere anche l’utilizzo di altre sostanze stupefacenti. Di fatto buona parte delle persone presenti era evidentemente intossicata.
  • Fino alle 21:30-22:00 la situazione può dirsi tutto sommato normale (si verificano alcuni episodi di borseggio quantitativamente in linea con quanti ne avvengono in una giornata normale) ma é già chiaro che la folla stava aumentando sia in quantità che in aggressività.
  • Gli assalti in piazza iniziano ad intensificarsi tra le 22 e le 23, aumentano man mano che si avvicina la mezzanotte allargandosi in alcuni casi anche in aree non nelle immediate vicinanze della stazione per poi diminuire nuovamente. Tra le 2 e le 5 si verificano ancora degli episodi sparsi e solo dopo le 5 si ritorna ad una situazione di piena normalità registrando solo alcuni episodi di taccheggio.
  • Le aggressioni si sono sempre verificate in gruppo con modalità atte ad immobilizzare la vittima impedendone ogni reazione.
  • Con l’approcciarsi della mezzanotte e l’aumentare delle persone in piazza, non solo le aggressioni, ma anche i “festeggiamenti” delle persone il piazza si son fatti più aggressivi, eccessivamente violenti e pericolosi per il prossimo.
  • La polizia teneva sotto osservazione la situazione in piazza fin dalle 21:00 ma ha iniziato ad intervenire attivamente in piazza alle 22:30.
  • Per le 00:45 termina l’azione di dispersione della polizia e la piazza viene sostanzialmente svuotata.
  • Le azioni di polizia sono state insufficienti, tardive e malgestite.
  • Le vittime sono state nella stragrande maggioranza dei casi giovani donne. Le vittime di sesso maschile sono state assalite solo se erano da sole oppure se accompagnavano una o più giovani donne.
  • Ci sono state molestie sessuali nel 50% dei casi denunciati.
  • Alcuni casi di molestie possono non comprendere il furto semplicemente perché questo non é andato a buon fine.
  • 2 sono le denunce per stupro riguardanti un’unico episodio la cui dinamica é in linea con quella degli altri casi.
  • La polizia ha inizialmente dichiarato di non aver avuto nessuna percezione del fatto che si stessero verificando violenze tra la folla.
  • C’erano un sacco di telefoni che riprendevano ciò che accadeva.
  • Gli assalti sono avvenuti perlopiù nel piazzale dinnanzi alla stazione e nelle immediate vicinanze. Solo dopo le 00:30 s’iniziano a registrare un certo numero di aggressioni in altre aree del centro.
  • Gli assalti sono stati effettuati da gruppi di persone (composti da minimo 2, massimo 50 membri. Mediamente 20) che accerchiavano compatti le vittime oppure si sono verificate mentre la vittima si trovava all’interno di una folla.
  • Gli assalti sono stati perlopiù molto rapidi, tanto da non dare il tempo alle vittime di reagire, né di identificare gli assalitori, anche se in qualche caso c’é stata insistenza sulle vittime per lunghi tragitti.
  • Considerando che in città, come nel resto della Germania, v’è una fortissima polarizzazione sul tema degli immigrati con diverse associazioni coinvolte sull’argomento e vista la natura dei fatti di capodanno, non si può escludere a priori che alcune delle denunce, soprattutto quelle dell’ultimo minuto, possano esser state fatte ad arte per ingigantire mediatamente il caso o per frode assicurativa. Non vi sono elementi per affermarlo e quindi si tratta di un’ipotesi che andrebbe presa in considerazione solamente nel caso in cui si rilevassero incongruenze nelle denunce.

 

 

5.0 Conclusioni

L’impressione é che durante i fatti di Colonia si siano intersecati diversi fatti distinti che si sono legati tra loro:

 

A) CURVA. Il raduno spontaneo di numerosi giovani maschi intossicati d’origine nordafricana che, complici alcool, clima festoso, anonimato della massa ed esibizioni di machismo é rapidamente degenerato in un mix tra la peggior curva da stadio ed una sorta di spring break di soli maschi.

B) GHETTIZZAZIONE. Da un lato le diverse persone e gruppi di nordafricani e mediorientali han preferito stare tra di loro e dall’altro i tedeschi han fin da subito evitato di mescolarsi nella piazza. Per quanto possa esser stata una volontà bidirezionale, ciò ha portato sostanzialmente ad una sorta di ghettizzazione che ha permesso la formazione di un’assembramento omogeneo di giovani maschi.

A+B) Questi due elementi, uniti al fatto che ciò sta avvenendo in un luogo di grande passaggio ove inevitabilmente transitano diversi gruppi di persone, tra cui gruppi di nordafricani e mediorientali, porta a far ingrandire una folla che alimenta un clima da stadio. Molti sfruttano la confusione della folla per palpeggiare le ragazze.

C) TACCHEGGIATORI. Alcune decine di noti taccheggiatori mescolatisi alla folla hanno iniziato ad assalire giovani donne che dovevano obbligatoriamente passare dalla stazione con l’intento di derubarle.

A+B+C) A quanto già detto si aggiungono i taccheggiatori che non agiscono all’interno di una folla normale, ma in una folla infuocata. Questo provoca inevitabilmente effetti a catena con taccheggiatori che vengono imitati da altri maschi ubriachi interessati solo a palpeggiare le ragazze. Le molestie diventano così più aggressive ed esplicite.

D) MALGOVERNOLa polizia ha agito in maniera disorganizzata sottostimando le forze necessarie ed agendo tardivamente. Ciò ha permesso da un lato la formazione di un assembramento eccessivamente ampio ed al tempo stesso ha permesso in questi lo sviluppo di una sensazione d’onnipotenza, alimentandone l’aggressività.

A+B+C+D) Ghettizzazione ed auto-ghettizzazione, atmosfera aggressiva, folla, taccheggiatori all’opera, polizia inefficace e insufficiente, alcool, petardi che scoppiano di continuo, giovani maschi che seguono l’andazzo e colgono l’occasione per allungare le mani, sensazione di forza degli aggressori esaltata dall’ubriachezza e dall’inefficienza delle forze dell’ordine.

Servono altri elementi per spiegare le dinamiche per cui una folla di maschi ubriachi non integrati con un background fortemente maschilista e patriarcale degeneri nei comportamenti visti a Colonia?

Colpisce molto il fatto che l’ipotesi di “situazione degenerata” risulti tanto difficile da applicare a questo caso solamente perché i protagonisti sono considerati innanzitutto in base alla loro origine. Se i protagonisti di questo episodio fossero stati bianchissimi e biondissimi tedeschi figli, nipoti e pronipoti di tedeschi probabilmente ci si sarebbe limitati ad evocare “questa gioventù senza valori” che però é normale e che di solito va a far caciara a Ibiza, a Malta, a Barcellona…

Uno dei problemi evidenziati da molti é quello del rapporto con le donne nella società islamica.

 

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Cosa c’é di tanto difficile nel vedere che all’interno di situazioni così…

…posson prender vita i nostri mostri che fingiamo continuamente non esistano?

 

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