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Incidente mortale sul lavoro nel Milanese: operaio di 38 anni schiacciato da un pilastro di cemento

17 Giugno 2026 ore 14:58

Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Binasco, vicino a Milano, dove un operaio di 38 anni è morto schiacciato da un pilastro. Le condizioni di Touil Abderrazzak, che lavorava per la Sasom srl, azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, sono apparse fin sa subito gravissime. Come riporta il Corriere dalla Sera, l’uomo di origini marocchine, stava manovrando un veicolo per la raccolta dei rifiuti in Via Manzoni, quando il mezzo lo ha schiacciato contro uno dei pilastri che sorreggono la cancellata dell’azienda. Per l’urto il blocco di cemento è poi crollato addosso al 38enne. La polizia locale è al lavoro per riscostruire la dinamica dell’incidente avvenuto poco prima delle 7.30.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e i soccorritori del 118: per il lavoratore però non c’è stato nulla da fare. Trasportato in elicottero all’ospedale di Rozzano, l’uomo è deceduto poco dopo. L’azienda ha espresso il suo “profondo cordoglio per la scomparsa” del proprio dipendente, e si è detta “profondamente scossa” per l’accaduto.

La Uil e la Uil Trasporti della Lombardia hanno commentato l’accaduto, denunciando “l’ennesima gravissima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e del settore dell’igiene ambientale in Lombardia”. Per il il segretario generale di Uil Trasporti Lombardia, Carmelo Minniti, “Non possiamo e non dobbiamo più considerare queste tragedie come semplici incidenti o tragiche fatalità. siamo di fronte a veri e propri ‘omicidi sul lavoro'”. “L’impegno del sindacato è sempre più forte, ma dov’è quello delle istituzioni?”, si domanda il sindacalista. Dello stesso parere anche il segretario confederale della Uil della Lombardia, Vittorio Sarti, secondo cui “la sicurezza non può essere trattata come un costo aziendale o una formalità burocratica, bensì come un diritto inalienabile e prioritario di ogni cittadino”. Il segretario chiede a nome del sindacato che venga introdotto il “reato di omicidio sul lavoro“, perché “è indispensabile dare una risposta legislativa severa che introduca nel codice penale una fattispecie specifica per chi, violando le norme sulla sicurezza, provoca la morte di un lavoratore”. Gli fanno eco anche Fp Cgil di Milano, della Lombardia e dell’area Ticino Olona Lombardia, secondo cui “La salute e la vita di chi lavora non sono costi da comprimere né voci di bilancio sulle quali risparmiare”.

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Tragedia a Rosignano: muore sul lavoro un 33enne

4 Giugno 2026 ore 15:59

Oggi, giovedì 4 giugno, a perdere la vita a soli 33 anni è un uomo, un lavoratore di origini straniere, precipitato nel vuoto all’interno dello stabilimento della ditta Omp in via degli Artigiani a Rosignano.
Ma c’è un dettaglio in questa vicenda che pesa più degli altri e che trasforma il dolore in rabbia: l’operaio indossava i dispositivi di sicurezza previsti.
Troppo spesso, di fronte agli incidenti sul lavoro, si cerca l’errore umano, la distrazione, la fatalità o la noncuranza delle regole da parte della vittima. Questa volta no. Il lavoratore, dipendente di una ditta esterna, era salito su quel solaio a 6-7 metri d’altezza e dalle prime informazioni sembrava protetto da tutto ciò che doveva tenerlo al sicuro.
Il cedimento improvviso del solaio ha squarciato il velo di una sicurezza apparente, trasformando un normale turno di manutenzione in una trappola mortale. La caduta, terminata tragicamente contro un macchinario in funzione, non ha lasciato scampo.

I tentativi disperati dei sanitari e dei Vigili del Fuoco di strapparlo alla morte si sono infranti contro la realtà di un decesso constatato sul posto. Ora scatteranno le indagini, si cercheranno le responsabilità legali e tecniche di quel solaio venuto giù.

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