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Da Battocletti a Curtis: le 65 medaglie in 17 giorni di atletica e nuoto, un’Italia femminile e multiculturale

17 Agosto 2026 ore 18:20

Sara Curtis è nata a Savigliano da madre nigeriana e padre italiano. Nadia Battocletti è nata a Cles da padre italiano e madre marocchina. Sono i due volti dietro le 65 medaglie in diciassette giorni che hanno colorato di azzurro l’estate dello sport europeo. L’Italia ha chiuso gli Europei di atletica di Birmingham al primo posto nel medagliere e quelli degli sport acquatici di Parigi al secondo, dietro alla Gran Bretagna ma davanti a tutti nella classifica per nazioni. Due risultati che confermano una trasformazione maturata negli anni nelle discipline considerate regine dello sport olimpico. Nell’atletica sono arrivati 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi, oltre al primato nella classifica a punti e al record eguagliato di 45 finalisti. Nel nuoto e nelle altre discipline acquatiche il bottino è stato ancora più ampio: 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi, per un totale di 43 podi. Il filo che unisce Birmingham e Parigi è la profondità dei movimenti, capaci di mescolare campioni affermati e nuove generazioni.

E questa nuova Italia ha soprattutto il volto delle donne. Delle 58 medaglie conquistate in gare esclusivamente maschili o femminili, 33 sono arrivate dalle azzurre contro le 25 degli uomini, mentre altre sette sono state vinte in competizioni miste. Ancora più netto il dato degli ori: 14 titoli femminili, sette maschili e due misti. Da Nadia Battocletti a Chiara Pellacani, da Simona Quadarella a Ginevra Taddeucci, da Sara Curtis a Larissa Iapichino, passando per Dariya Derkach e Sofia Fiorini, sono soprattutto loro ad aver dato un volto alle due settimane che hanno riportato l’Italia ai vertici europei. Una generazione di campionesse che racconta anche un Paese diverso: più femminile, multiculturale e abituato ormai a competere per vincere nelle discipline regine dello sport.

Non sono state ovviamente loro le uniche protagoniste. Nell’atletica quattro ori sono arrivati dai salti: oltre a Derkach e Iapichino, non si possono dimenticare le imprese di Andy Diaz e Gianmarco Tamberi. Mentre la marcia ha celebrato ancora una volta la grandezza di Massimo Stano accanto alle rivelazione Fiorini. E poi l’oro di Leonardo Fabbri nel peso e il magnifico trionfo nella 4×400 maschile, la gara del miglio vinta proprio davanti ai britannici, beffati così anche nel medagliere complessivo. A Parigi tra i protagonisti assoluti c’è stato anche Nicolò Martinenghi, doppio oro nella rana. E meritano una citazione anche le tre medaglie vinte da Filippo Pelati nel nuoto sincronizzato.

È soprattutto l’atletica però a offrire anche l’immagine di un’Italia nuova e multiculturale: tra i trenta medagliati di Birmingham ci sono atleti di seconda generazione arrivati nel Paese da bambini, come Derkach, Alexandrina Mihai ed Eseosa Desalu, e altri arrivati successivamente, come Zane Weir, Andy Diaz e Sofiia Yaremchuk. Nadia Battocletti ne è uno dei simboli. Accanto a loro avanzano ragazzi come Mohamed Soudassi. Nel nuoto la rivoluzione ha radici diverse ma altrettanto profonde: a Parigi, in una squadra di 48 atleti, convivevano i 33 anni della capitana Silvia Di Pietro e i 15 di Alessandra Mao. Veterani e adolescenti, italiani con storie familiari differenti, campioni consolidati e talenti appena arrivati: dietro quelle 65 medaglie c’è soprattutto questo cambio di dimensione dello sport italiano.

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Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

17 Agosto 2026 ore 09:25

Un europeo da incorniciare per Simona Quadarella, che ha polverizzato la concorrenza nel mezzofondo in acqua. Il tris di medaglie d’oro la pone in cima alle nuotatrici più vincenti di tutti i tempi ma soprattutto restituisce all’Italia un talento purissimo che si prende la rivincita nella piscina di Parigi, amarissima due anni fa.

Il retroscena: la delusione di Parigi, l’impegno sui libri e il “veleno” in acqua

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

La svolta arriva dopo la delusione di Parigi 2024, olimpiade chiusa con due quarti posti e tanti rimpianti. Simona non si scompone, trasforma la delusione in benzina e si dedica allo studio,: sacrificio, disciplina e voglia di vincere. Non a caso, sua madre la chiama “veleno”, termine spiccatamente romano per indicare una feroce determinazione nell’inseguire un obiettivo. E Simona, i suoi, li mette tutti in fila: arriva la laurea in Comunicazione Digitale, poi il prepotente ritorno alla vittoria al Settecolli e infine i tre ori collezionati sparecchiando il tavolo e sbaragliando la concorrenza con la vittoria nei 400 stile libero, dopo aver poggiato per prima la mano sulla piastra anche negli 800 e nei 1500.

Il segreto: il cambio di allenatore e  preparazione, l’Australia e Los Angeles

Dietro i successi di Simona c’è il cambio di allenatore e una preparazione quotidiana impegnativa, al limite dello sfinimento. Con Gianluca Belfiore è cambiato il modo di lavorare e Quadarella ha trascorso gran parte delle sue giornate in piscina, alternando il lavoro in acqua alla palestra. Due volte al giorno, quattro giorni alla settimana e una gli altri due giorni. Il passaggio dalla piscina alla palestra è fondamentale , un’alternanza studiata per sostenere la resistenza e la forza necessarie nelle gare di fondo. Quanto al futuro, Simona non invecchierà in acqua, per sua stessa ammissione. E la sua carriera sembra già avere una data di scadenza. L’ultima gara potrebbe arrivare nel 2029. Scelta non casuale, dopo le Olimpiadi di Los Angeles, in programma nell’estate del 2028. Una nuova rivincita, prima di lasciare.

Simona fuori dalla piscina: Roma e la Roma, i viaggi, la fotografia e la carbonara

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

Fuori dall’acqua, Simona Quadarella conserva il legame fortissimo con la sua città. È una grande tifosa della Roma e quando gli impegni glielo consentono, frequenta da tifosa lo stadio Olimpico. Tra le sue passioni ci sono anche i viaggi, il mare e soprattutto la fotografia, ereditata dal padre. Anche in vacanza, tuttavia, non manca lo sport: Simona ama il trekking e predilige cammini collinari e percorsi di montagna che le permettono di vivere lo sport anche lontano dalla piscina. Per quanto riguarda l’alimentazione, Simona segue le esigenze di un’atleta di altissimo livello, ma quando arriva il momento dello “sgarro”, si concede una scelta che non potrebbe essere più romana: una gustosa pasta alla carbonara. Un piccolo piacere che però racconta quanto sia forte e indissolubile il legame con la sua città.

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Europei nuoto, terzo oro per Quadarella: argenti amari per Ceccon, Pilato e le staffette. Italia seconda nel medagliere

16 Agosto 2026 ore 19:01

Arriva il terzo oro per Simona Quadarella in altrettante finali agli europei di nuoto di Parigi. Dopo i trionfi negli 800 e nei 1500 metri, l’atleta romana ha vinto anche i 400 stile libero con il tempo di 4’01″34, riuscendo a rimontare nelle ultime due vasche le tedesche Isabel Gose e Maya Werner, rispettivamente argento e bronzo. Per Quadarella è l’11esima vittoria europea: “È un oro speciale, tra i più speciali. Sono molto contenta per come ho condotto la gara. Gli ultimi cinquanta non si preparano: dai tutto quello che hai. Ero una bambina nel 2018, adesso ho una consapevolezza diversa. Ci speravo, ma non me l’aspettavo. Non so se prima avrei sprintato negli ultimi cinquanta. Sento di ringraziare la mia famiglia e il mio allenatore”, ha detto la 27enne. Al termine della manifestazione l’Italia si piazza seconda nel medagliere dietro la Gran Bretagna, con un oro in meno (13 contro 14) ma molte più medaglie vinte (43 contro 26).

Ceccon e Pilato beffati per un centesimo

Nell’ultimo giorno della rassegna, infatti, sfumano per un solo un centesimo di secondo altre due medaglie d’oro per la nostra nazionale. Dopo il bronzo di mercoledì nei 100 metri rana, Benedetta Pilato ha ottenuto la medaglia d’argento nei 50 rana con il tempo di 29.94 secondi, un solo centesimo più lenta della lituana Rūta Meilutytė (titolare del record mondiale) che ha chiuso a 29.93. Poco dopo anche Thomas Ceccongià bronzo nei 200 dorso – si è arreso sempre per un centesimo ad Apostolos Christou nei 100 dorso, con 52″28 contro i 52″27 del greco campione in carica, che è riuscito a superare l’atleta veneto nell’ultimo tratto. Alle loro spalle il vuoto: il russo Pavel Samusenko ha conquistato il bronzo con 52.57, a tre decimi dal vincitore.

L’ironia di Benedetta: “Questo centesimo mi perseguita…”

Nella finale dei 50 rana femminili, tre nuotatrici più veloci sono arrivate praticamente insieme: è sempre di un centesimo, infatti, la distanza tra Pilato e la terza classificata, l’irlandese Mona McSharry con 29.95. Pilato era arrivata alla finale con il miglior tempo di qualificazione, 29.84, peggiorato di un decimo. Anche alle Olimpiadi del 2024, sempre a Parigi, Pilato aveva mancato il podio per un centesimo: “Questo centesimo mi perseguita“, ha ironizzato al microfono di Rai Sport in zona mista. “Sono comunque contenta, tre volte sotto i 30 secondi, anche se di poco, è importante. Sicuramente è l’inizio di un percorso, ovvio, mi sarebbe piaciuto vincere ma va bene così. Penso sia un punto di partenza, ho cambiato tutto quest’anno e va bene così”.

Argenti “amari” anche nella staffetta

Due argenti un po’ amari arrivano anche nelle staffette miste 4×100, le gare di chiusura della manifestazione. Il quartetto femminile formato da Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Menicucci viene beffato all’ultima vasca, finendo dieci centesimi dietro alla Gran Bretagna che vince con 3’53″50 (nuovo record dei campionati). L’oro sfuma per pochissimo anche nella staffetta maschile: il quartetto composto da Thomas Ceccon, Nicolo Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio chiude in 3’28″86, battuto per appena 19 centesimi dalla squadra russa (atleti neutali B) che vince con 3:28.67.

Le altre gare: Razzetti quarto nei 200 misti

Niente medaglie per l’Italia, invece, nella finale dei 50 stile libero,vinta dall’ucraino Nikita Šeremet con 21″13: il nostro Giovanni Guatti, qualificato un po’ a sorpresa, ha chiuso ottavo e ultimo con 21″83. Manca il podio nei 200 misti anche Alberto Razzetti, già argento nei 400 misti: l’azzurro ha chiuso quarto a 1’56″60, ad un soffio dal record personale. L’oro è andato all’ungherese Hubert Kós in 1’54″24, l’argento allo spagnolo Hugo González de Oliveira, il bronzo al russo Mikhail Shcherbakov. Sesta Paola Borrelli nella finale dei 200 farfalla agli Europei di nuoto: la nuotatrice milanese ha chiuso in 2’08″23. Oro alla britannica Keanna Macinnes in 2’05″90, davanti alla danese Helena Bache alla spagnola Laura Cabanes Garzas.

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