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Ue, Mattarella “Avanti con determinazione sulle riforme”

16 Ottobre 2026 ore 12:31
Ue, Mattarella “Avanti con determinazione sulle riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello del futuro del nostro progetto europeo è tema di estrema attualità, come mostra la realtà della congiuntura internazionale, segnata da profonde trasformazioni degli equilibri geopolitici, dal riemergere di conflitti e tensioni alle frontiere dell Europa. L’Unione Europea si trova dinanzi a sfide straordinarie che investono la sua sicurezza, la sua prosperità, la sua capacità di agire con autorevolezza sulla scena internazionale, con conseguenze rilevanti sulla vita dei nostri cittadini. Nessun Paese del Continente può pensare a un futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla realtà e, ancor più che un’illusione, un atto autolesionista. Dai dati più recenti dell’Eurobarometro risulta che circa il 90% dei nostri cittadini chiede una maggiore unità tra gli Stati membri. L’interesse della generazione di oggi e di quelle future richiede che si prosegua con determinazione con le riforme interne necessarie”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al vertice Arraiolos in Slovenia.

“In questi dodici anni ho visto crescere progressivamente la consapevolezza che l’Unione ha indispensabile bisogno di modalità di decisione più snelle e veloci. Vi concorrono anche due elementi ulteriori: la rapidità con cui, nel mondo, nascono – e si susseguono – problemi nuovi di decisiva importanza, che chiedono risposte tempestive. Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subiremmo passivamente gli effetti. Vi si aggiunge la necessaria accelerazione del processo di allargamento, dai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e Moldova: Una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione”, ha sottolineato.

“Non occorrono molte parole riguardo alla necessità della difesa comune, procedendo con determinazione e velocità alla interoperabilità dei nostri strumenti militari, sia perché condizione indispensabile per la difesa comune sia per rafforzare la Nato sul versante europeo, per ripristinare l’equilibrio rispetto alla postura della Russia; equilibrio che, nella storia, è sempre stato la garanzia della pace, vanificando tentazioni di aggressività. E’ necessario completare il sistema finanziario dell’Unione: nel confronto, che cerchiamo sempre collaborativo, con altre forti economie non possiamo restare a lungo con un edificio complesso incompleto. Sarà di grande difficoltà trovare le intese per approdarvi ma è indispensabile”, ha ribadito il Capo dello Stato.

“Tra i passi da compiere è ampiamente condivisa la necessità di rafforzare la competitività europea. Un altro elemento decisivo è rappresentato dal negoziato sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione, perché le scelte che compiremo definiranno non solo la distribuzione delle risorse europee, ma anche il livello di ambizione con cui l’Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Mi auguro che sia adeguatamente ambizioso: a responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati, per sostenere le priorità comuni, rafforzare la coesione e tradurre gli obiettivi politici in capacità concreta di azione, L’Eurobarometro ci dice anche che il 75% degli europei considera l’Unione un fattore di stabilità in un contesto mondiale di crisi”, ha aggiunto.

“Sembra che i nostri concittadini avvertano quanto nell’Unione stiamo facendo per presentare al mondo e concretamente realizzare un modello di pace e convivenza collaborativa. La rete di accordi di libero scambio che l’Unione ha realizzato e sta ulteriormente sviluppando con altre grandi aree del mondo – dal Canada al Mercosur, dal Giappone all’India, all’Australia e altre aree – produce interessi condivisi e obiettivi comuni, garanzia di pace. Un modello alternativo a quello degli scontri, dei contrasti commerciali o addirittura bellici“, ha concluso il capo dello Stato.

– Foto Quirinale –
(ITALPRESS).

Il Consiglio Europeo chiede azione coordinata sul caro energia e valutazione degli impatti dell’ETS 2

16 Ottobre 2026 ore 08:45
Il Consiglio Europeo chiede azione coordinata sul caro energia e valutazione degli impatti dell’ETS 2

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio europeo ha esaminato l’attuazione dell’agenda all’insegna di “un’Europa, un mercato” in linea con la tabella di marcia interistituzionale e ha accolto con favore i progressi già compiuti in merito alle principali proposte. Al tempo stesso, invita i colegislatori e la Commissione a compiere ulteriori progressi per quanto riguarda sia il livello di ambizione che le tempistiche concordate. E’ quanto si legge nelle conclusioni adottate dal vertice Ue a Bruxelles. Il Consiglio europeo sottolinea in particolare l’importanza di portare avanti i negoziati in merito ai risultati attesi per il 2026 e ribadisce l’urgenza di compiere progressi decisivi per quanto riguarda l’approfondimento e l’integrazione del mercato unico grazie all’eliminazione degli ostacoli rimanenti, i prezzi dell’energia accessibili e l’Unione dell’energia 2030; la promozione del rinnovamento industriale dell’Europa e dell’innovazione e la riduzione delle dipendenze, nonché la mobilitazione degli investimenti.

Il Consiglio europeo sottolinea l’importanza cruciale di contrastare i prezzi elevati dell’energia e accoglie con favore la presentazione della proposta della Commissione relativa al rinvio dell’applicazione di taluni obblighi previsti dal regolamento sul metano. Si compiace inoltre dell’intenzione della Commissione di prorogare il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per i settori industriali più esposti; sviluppare un quadro a breve termine per ottimizzare la capacità e l’efficienza delle raffinerie nell’UE e adottare iniziative volte a raggruppare la domanda di energia su base volontaria.

Il Consiglio europeo invita la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’ETS 2, in particolare la sua concezione e le sue garanzie. Ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile. Proteggere efficacemente dalla rilocalizzazione delle emissioni di CO2, ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e attenuare il suo impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando nel contempo il ruolo essenziale dell’ETS nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l’innovazione.

Il Consiglio europeo ha inoltre discusso degli elementi chiave necessari per un compromesso equilibrato sul prossimo quadro finanziario pluriennale, invitando il suo presidente a proseguire i negoziati al fine di raggiungere un accordo tempestivo. Un accordo prima della fine del 2026 consentirebbe l’adozione di atti legislativi nel 2027, il che è necessario per garantire che i finanziamenti dell’UE raggiungano i beneficiari senza interruzioni nel gennaio 2028.

MELONI CHIEDE DI TENERE ALTA ATTENZIONE SU FRONTIERE ESTERNE UE

A margine del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme ai primi ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia. La riunione ha consentito di fare il punto sui progressi raggiunti negli ultimi mesi e sulle prossime iniziative, con particolare attenzione alla prevenzione degli arrivi irregolari di massa, alla strumentalizzazione dei migranti e all’attuazione del nuovo quadro normativo europeo.

Con riferimento ai recenti eventi di Ceuta, Meloni ha sottolineato la necessità di mantenere alta la vigilanza sulle frontiere esterne dell’Unione, focalizzandosi sulla prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei relativi rischi di sicurezza. Ha inoltre posto il tema di una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le nuove procedure relative al trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Lavoro domestico, oltre 10 milioni di lavoratori in Ue

15 Ottobre 2026 ore 12:25
Lavoro domestico, oltre 10 milioni di lavoratori in Ue

BRUXELLES (ITALPRESS) – In Europa oltre 10 milioni di persone lavorano nei servizi alla persona e alla famiglia, un settore che rappresenta circa il 4% dell’occupazione europea. In Italia, nel 2025, sono stati 804.464 i lavoratori domestici regolari, il 2,3% in meno rispetto all’anno precedente, mentre il tasso di irregolarità del settore è stimato al 55,4%. Sono questi alcuni dei principali dati presentati nel corso del convegno “Dal riconoscimento al dialogo sociale: costruire il futuro del lavoro domestico in Europa”, organizzato da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, in collaborazione con la Federazione Europea EFFE, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel corso dell’evento sono stati presentati due nuovi capitoli del Rapporto 2026 Family (Net) Work: il paper di Assindatcolf, che ricostruisce i principali provvedimenti che nell’ultimo periodo hanno interessato il comparto in Italia, e quello di EFFE, che analizza il caso spagnolo con il contributo della professoressa Maria Gema Quintero Lima, ma anche i risultati del PHS Employment Monitor 2026, un sondaggio che ha raccolto oltre 8mila risposte da lavoratori, datori di lavoro, utenti dei servizi e organizzazioni del settore in 36 Paesi e 26 lingue. L’Italia è tra i Paesi maggiormente rappresentati.
Secondo quanto emerso dal Monitor, tra i datori di lavoro italiani che hanno partecipato alla survey e che impiegano direttamente lavoratori domestici, la necessità di rendere i servizi più accessibili economicamente è la principale priorità (36,2%), seguita da regole più agevoli per l’assunzione di lavoratori immigrati (35,4%) e da una forza lavoro meglio formata (35,3%). Per il 33,9% dei datori italiani la priorità è invece un maggiore riconoscimento istituzionale del lavoro domestico, mentre il 29,3% ha indicato una maggiore varietà di lavoratori candidati tra cui scegliere e il 28,5% una maggiore facilità nel dichiarare il lavoro.
«La fotografia scattata dai paper – dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf e di EFFE – conferma ancora una volta come il costo del lavoro domestico sia una questione centrale per le famiglie, in Italia così come in altri paesi dell’Ue. Intervenire su questo fronte è prioritario non solo per sostenerle, ma anche per consentire a tanti lavoratori di uscire dall’irregolarità, rendere il comparto più attrattivo e restituirgli valore e dignità, rafforzandone la reputazione sociale. Per questo chiediamo alla politica di introdurre forme di agevolazioni fiscali che rendano più sostenibile il costo del lavoro regolare e favoriscano, al tempo stesso, l’emersione del sommerso. In vista delle prossime elezioni politiche il tema della cura e della conciliazione deve entrare a pieno titolo nei programmi delle forze che si candidano a guidare il Paese nei prossimi anni. E’ il momento di riportare la famiglia al centro delle politiche nazionali ed europee».
-foto ufficio stampa Assindatcolf-
(ITALPRESS).

Merz al Consiglio Europeo: “Negoziati difficili su futuro finanziario Ue”. L’Italia riunisce gli ‘Amici della Coesione’: “Chiediamo Bilancio ambizioso ed equo”

15 Ottobre 2026 ore 10:40
Merz al Consiglio Europeo: “Negoziati difficili su futuro finanziario Ue”. L’Italia riunisce gli ‘Amici della Coesione’: “Chiediamo Bilancio ambizioso ed equo”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Siamo impegnati in negoziati molto difficili sul futuro finanziario dell’Ue“. Così il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ai giornalisti a Bruxelles in occasione del Consiglio europeo. Secondo Merz “siamo lontani da un accordo all’unanimità”. “Dobbiamo ridurre il bilancio comune”, ha poi osservato, dicendosi contrario a maggiori risorse, come alcuni paesi vorrebbero.

METSOLA “RICERCA DI COMPROMESSO SU BILANCIO, PER ENERGIA RIDUZIONE PREZZI”

Il Parlamento europeo “sarà un alleato” nella ricerca di un compromesso sul prossimo bilancio Ue. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, parlando con i giornalisti a Bruxelles. “Non è una maggioranza facile da raggiungere”, ha poi osservato Metsola ricordando che per l’Eurocamera servono 361 voti per avere la maggioranza assoluta, e che “le distanze non sono mai state così grandi”. Riguardo al tema dell’energia, Metsola ha detto che occorre “concentrarsi sulla riduzione dei prezzi”. A questo proposito ha citato “un approfondimento delle nostre partnership” come mezzo per arrivare ad una soluzione.

L’ITALIA RIUNISCE GLI AMICI DELLA COESIONE “CHIEDIAMO BILANCIO UE AMBIZIOSO, EQUO ED EQUILIBRATO”

“Mentre i negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale entrano in una fase decisiva, restiamo uniti nel chiedere un bilancio dell’Ue ambizioso, equo ed equilibrato, in grado di affrontare le nuove sfide salvaguardando al contempo le politiche fondamentali dell’Unione basate sui trattati”. E’ quanto si legge nella dichiarazione comune adottata dai 17 Leader “Amici della coesione” al termine dell’incontro di coordinamento organizzato da Italia e Romania in vista del negoziato sul prossimo Bilancio Ue. Il testo indica 4 principi: “Preservare la capacità di attuazione del bilancio dell’Ue. Dopo due riduzioni consecutive, l’entità del bilancio proposto si è ridotta all’1,02% del Rnl (Reddito Nazionale Lordo) dell’Ue, esclusi i rimborsi del Ngeu (NextGenerationEU). Riteniamo che l’accordo finale debba garantire che il bilancio dell’UE possa affrontare le priorità esistenti ed emergenti, preservando al contempo le politiche chiave”.

Un’altra priorità indicata è “tutelare i settori di intervento dei Programmi nazionali per la cooperazione e la politica (Pnrp), compresi quelli della Coesione e dell’Agricoltura, sia in termini di finanziamento che di attuazione. Risorse adeguate devono essere accompagnate da norme che salvaguardino gli obiettivi specifici di queste politiche e consentano agli Stati membri e alle regioni di utilizzare efficacemente i fondi disponibili”. Viene indicato poi “un lato delle entrate più equo, non regressivo e più equilibrato. Siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo sul fronte delle entrate, comprese le nuove risorse proprie, ma i parametri sia delle risorse esistenti che di quelle nuove devono garantire una distribuzione equa ed equilibrata dell’onere finanziario tra gli Stati membri e affrontare la regressività sul fronte delle entrate nel suo complesso”. Infine, “Niente rebate. Le correzioni preferenziali basate sul reddito nazionale lordo non hanno posto in un bilancio Ue modernizzato ed equo”. “Ci siamo impegnati a rimanere uniti attorno a questi quattro principi durante i negoziati e a lavorare insieme per garantire che le nostre priorità condivise si riflettano nell’accordo finale”, conclude la dichiarazione.

“Insieme al presidente della Romania Nicusor Daniel Dan, ho riunito i capi di Stato e di Governo del gruppo degli Amici della Coesione in vista dell’EUCO. Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio Ue attorno a quattro priorità: Risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni; Salvaguardare Coesione e Agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento; Contribuzioni eque da parte degli Stati membri; No agli sconti sui contributi nazionali. Continueremo a lavorare insieme perchè queste priorità siano riflesse nell’accordo finale”. Così, su X, la premier Giorgia Meloni.

OLANDA “FARE DI PIU’ SU SOSTEGNO A UCRAINA”

“Invito tutti i leader europei a fare di più, sia sul piano finanziario che su quello militare e non militare, perché molti Paesi europei sono indietro nel sostegno all’Ucraina: diamo un’accelerata ai nostri sforzi e assicuriamoci che possano vincere questa guerra insensata”. Lo ha detto il premier olandese Rob Jetten arrivando al Consiglio Europeo a Bruxelles. Jetten ha sottolineato che l’Olanda intende continuare a sostenere con determinazione Kiev, confermando un ulteriore pacchetto di aiuti militari da 500 milioni di euro. Il premier olandese ha inoltre ribadito la necessità di intensificare le sanzioni e la pressione sul presidente russo Vladimir Putin per spingere Mosca al tavolo dei negoziati, riaffermando che il futuro dell’Ucraina risiede nell’Unione Europea.

KALLAS “UE HA APPROCCIO DIVERSO DAGLI USA”

L’Unione europea “ha un approccio diverso” dagli Stati Uniti rispetto alla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas. “Pensiamo che occorra fare pressione sull’aggressore, perché ponga fine al conflitto, e non sulla vittima perché si arrenda”, ha detto Kallas parlando con i giornalisti prima dell’inizio dei lavori del Consiglio europeo.

TAJANI “ALL’EUROPA SERVE PORTAVOCE COMUNE” 

“L’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione” sull’Ucraina. “Serve che l’Europa, per contare di più, abbia un portavoce di tutti. L’importante è che lo si decida in termini rapidi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles. “La figura può essere di diverso tipo, possono essere un gruppo di Stati, può essere una persona: l’importante è che ci sia una posizione univoca, perché altrimenti la politica europea apparirebbe debole”. Alla domanda se il ruolo possa essere svolto dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, risponde: “E’ una figura autorevole”, “può essere lui, può essere un’altra persona, l’importante è che ci sia. Il problema è che deve essere fatta una scelta condivisa e chi parla deve parlare a nome per conto di tutti”.

– foto IPA Agency –

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Il Mef invia alla Commissione Ue e al Parlamento italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027

15 Ottobre 2026 ore 08:06
Il Mef invia alla Commissione Ue e al Parlamento italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato inviato alla Commissione europea e al Parlamento italiano il Documento Programmatico di Bilancio 2027. Lo ha reso noto il ministero dell’Economia.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Il “Documento di Taormina” definisce le priorità del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura

14 Ottobre 2026 ore 17:57
Il “Documento di Taormina” definisce le priorità del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura

TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Dalla competitività alla sicurezza, dalla semplificazione burocratica alla sovranità energetica, fino alla difesa della coesione, dell’agricoltura e della pesca. Il “Documento di Taormina”, discusso in questi giorni, traccia la rotta del Gruppo del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura, indicando le priorità politiche da realizzare entro il 2029.

“Gli Study Days di Taormina – dichiara l’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia nel PPE e promotore dell’iniziativa in Sicilia – hanno rappresentato un passaggio decisivo per fare spogliatoio, definire una visione comune e tradurla in obiettivi concreti. La partecipazione di Manfred Weber, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen, Antonio Tajani e dei leader popolari europei ha dato forza a un confronto che guarda direttamente alle sfide da vincere nei prossimi anni nell’interesse dei cittadini. Con il capo delegazione Fulvio Martusciello e i colleghi di Forza Italia a Bruxelles porteremo avanti questi impegni”.

Tra le priorità indicate dal Gruppo PPE il rilancio della competitività europea, la riduzione degli oneri amministrativi per imprese e agricoltori, l’abbassamento dei costi energetici, il rafforzamento della difesa e del controllo delle frontiere, gli investimenti nell’innovazione e nell’intelligenza artificiale.

Centrale anche il prossimo Quadro finanziario pluriennale, con la tutela della coesione territoriale e un sostegno adeguato ad agricoltura, pesca e regioni insulari. “Per la Sicilia, ospitare questo appuntamento è un’opportunità di prestigio e di responsabilità. Ora dobbiamo saper cogliere la sfida: innovazione, capacità di attrarre investimenti e soprattutto una pubblica amministrazione più moderna, rapida ed efficiente. La nostra Isola può essere protagonista delle politiche europee se saprà trasformare questa centralità in progetti, sviluppo e opportunità per cittadini e imprese”, conclude Falcone.

– Foto ufficio stampa Marco Falcone, europarlamentare di Forza Italia –

(ITALPRESS).

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