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THE POOTER - “I have a fart condition” - Farting at Walmart Prank

8 Maggio 2026 ore 18:01

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She DROPPED to the FLOOR After I Farted 😂 | THE POOTER | JACK VALE

6 Maggio 2026 ore 18:01

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I Farted at Walmart and This Cheerleader LOST IT!

4 Maggio 2026 ore 18:01

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Farting next to cheerleaders at Walmart... their reaction says it all! 😂
Watch as The Pooter strikes again — this time on a group of cheerleaders shopping at Walmart who had absolutely NO idea what hit them. These reactions are pure gold!

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Cina, Stati Uniti e la sfida degli abissi

29 Aprile 2026 ore 11:00

Immagine in evidenza da Rawpixel

La guerra in Iran ci ha ricordato quanto il mare sia cruciale per il funzionamento dell’economia globale. Era già accaduto due anni fa con il blocco di Suez e, ancor prima, con l’incidente della Ever Given nello stesso canale. Eventi diversi, ma accomunati dalla capacità di farci toccare con mano l’importanza delle rotte marittime.

Esiste tuttavia un’altra logistica marittima fondamentale, che scorre non sulla superficie degli oceani ma sui fondali. È una logistica per natura invisibile, fatta di cavi per la trasmissione di dati e di tubature per il trasporto di energia, ma essenziale quanto le rotte della logistica di superficie.

La cosa più sorprendente è però quanto poco ancora si sappia del luogo in cui questa rete si dipana. I fondali oceanici restano infatti uno degli ambienti meno osservati e compresi del pianeta. Per dare un’idea di quanto sia scarsa questa conoscenza, basti dire che, ancora nel pieno del XXI secolo, non è raro che vengano individuate montagne sottomarine in aree che si ritenevano già mappate.

La ragione della “nube di ignoranza” che ricopre tutto ciò che si trova al di sotto di una certa profondità delle acque è in primo luogo tecnologica. I sistemi che utilizziamo per osservare la superficie terrestre si basano sulla luce, che però penetra nell’acqua solo per poche centinaia di metri. Al di sotto di questa soglia – e considerando che le profondità oceaniche possono superare i 10mila metri – è necessario ricorrere ad altri strumenti. Il principale di questi è il sonar, che utilizza onde sonore per ricostruire la forma del fondale. Un metodo efficace, ma lento, costoso, legato alla presenza fisica di navi o piattaforme di rilevamento. Questo vincolo si riflette nei dati disponibili: ancora oggi, una parte significativa dei fondali non è stata mappata con standard moderni. E anche laddove i dati esistono, sono spesso frammentari e soprattutto non integrati tra loro.

Arrivati a questo punto ci si potrebbe porre una domanda: è davvero così importante sapere cosa si trova a migliaia di chilometri sotto il mare? La risposta è: sì, è sempre più importante per svariate ragioni. I motivi sono in primo luogo economici.

Il fondale marino, come detto, è una piattaforma su cui poggiano infrastrutture critiche globali. I cavi sottomarini trasportano oltre il 95% del traffico internet intercontinentale; le pipeline collegano giacimenti offshore ai sistemi energetici nazionali; nuove reti elettriche iniziano a connettere parchi eolici marini alla terraferma. Tutte queste infrastrutture devono essere progettate, installate e mantenute in ambienti complessi, dove la morfologia del fondale, la composizione dei sedimenti e le correnti possono fare la differenza tra stabilità e vulnerabilità.

L’elemento strategico e militare

C’è però un secondo livello, meno evidente ma ancora più strategico. Conoscere un fondale significa infatti comprendere come si comporta il suono sott’acqua. E questo, a sua volta, è un elemento cruciale per la guerra sottomarina. I sottomarini – per definizione progettati per risultare invisibili – dipendono dalla capacità di sfruttare le caratteristiche dell’ambiente per nascondersi o per individuare altri mezzi. Temperatura, salinità, correnti e conformazione del terreno influenzano la propagazione delle onde sonore e quindi l’efficacia dei sistemi sonar.

In altre parole, conoscere come è fatto un fondale significa poter operare meglio al suo interno, sia per attaccare sia per difendersi. Una volta che si comprende questo fatto fondamentale, si capisce anche perché la mappatura degli abissi sia recentemente diventata un ennesimo campo di competizione tra le due principali potenze della nostra epoca: Cina e Stati Uniti.

Come raccontato lo scorso marzo da un ampio e ben documentato articolo della Reuters, la più attiva in questo ambito, negli ultimi anni, è stata la Cina. A partire dal 2020, Pechino ha avviato un’attività di mappatura e monitoraggio dei fondali su una scala difficilmente comparabile con quella di altri attori. Navi da ricerca, istituti universitari e agenzie statali operano in modo coordinato in diverse aree del globo: Pacifico occidentale, Oceano Indiano, fino ad arrivare alle rotte artiche.

Formalmente, queste operazioni sono giustificate da obiettivi scientifici ed economici: studio dei fondali, ricerca di risorse, analisi climatica. In pratica, tuttavia, le attività di ricerca hanno caratteristiche che suggeriscono un uso duale dei dati ottenuti. Le traiettorie seguite dalle navi impiegate nella ricerca – spesso caratterizzate da movimenti ripetitivi e sistematici – sono infatti tipiche delle operazioni di mappatura ad alta risoluzione, il tipo di dato utile alle industrie della difesa.

Il progetto più ambizioso in questo ambito è definito “Transparent Ocean”: una rete di sensori e piattaforme in grado di fornire una visione il più possibile completa delle condizioni del mare in aree selezionate. L’obiettivo dichiarato è scientifico, ma le applicazioni militari sono evidenti. Per la Cina, la conoscenza del dominio sottomarino risponde infatti a una duplice esigenza strategica. Da un lato, migliorare l’impiego dei propri sottomarini, sfruttando le caratteristiche dell’ambiente per aumentare furtività ed efficacia. Dall’altro, sviluppare strumenti per individuare e tracciare quelli altrui, in particolare nelle aree considerate più sensibili, come la famigerata “prima catena di isole” (la fascia di arcipelaghi tra Giappone, Taiwan e Filippine che delimita l’accesso della Cina al Pacifico).

In questo senso, la mappatura dei fondali non è un’attività accessoria, ma una parte integrante dell’infrastruttura informativa della difesa marittima. Più che accumulare dati, si tratta di costruire un vantaggio conoscitivo che possa essere utilizzato in caso di crisi o conflitto. La scala e la continuità di questo sforzo suggeriscono che Pechino consideri il dominio sottomarino non come uno spazio da esplorare, ma come uno spazio da integrare stabilmente nella propria architettura strategica.

Confusione americana

Sull’altro versante strategico e geografico del Pacifico troviamo gli Stati Uniti. Per decenni gli USA hanno beneficiato di un vantaggio significativo nella conoscenza degli oceani, costruito attraverso una combinazione di ricerca scientifica, capacità militari e infrastrutture tecnologiche. Questo vantaggio si è tradotto, tra le altre cose, in una superiorità nelle operazioni sottomarine che si è rivelata utile in diversi frangenti della Guerra Fredda.

Negli ultimi anni, tuttavia, questo quadro si è fatto più complesso. Da un lato, Washington ha lanciato iniziative ambiziose come la strategia NOMEC, con l’obiettivo di mappare le proprie acque entro il 2030-2040. Dall’altro, deve fare i conti con dati che mostrano come una parte rilevante (tra il 40 e il 50%) dei fondali statunitensi resti ancora poco conosciuta o mappata con tecnologie non aggiornate.

Il problema americano, a detta di un report del governo in merito, non è tanto la scarsità di dati o la capacità di generarli, quanto la loro frammentazione e la difficoltà di integrarli. Le informazioni “oceaniche” americane sono raccolte da attori diversi – agenzie civili, istituzioni scientifiche, marina militare – con finalità e standard differenti. Questo rende più difficile costruire un quadro unitario e aggiornato del dominio sottomarino nazionale.

Nuove minacce e nuove soluzioni

Le ragioni per cui sia Cina che USA hanno iniziato a essere così preoccupate dalla loro scarsa conoscenza dei fondali è che, di recente, è cresciuta tanto l’importanza dei fondali quanto il numero delle minacce che operano in questo ambiente. Proprio come accade nel cielo, in fondo al mare oggi non si muovono solo colossi tecnologici da miliardi di dollari – come i sottomarini – ma anche droni subacquei a basso costo: piccoli dispositivi in grado di interferire con il regolare funzionamento di cavi o pipeline, e attraverso i quali vengono condotte operazioni di guerra ibrida di difficile attribuzione, soprattutto in assenza di un monitoraggio aggiornato e capillare.

È per questo che, a detta degli esperti, serve un ulteriore balzo tecnologico, non tanto nella capacità di raccogliere dati, quanto in quella di interpretarli e integrarli. Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi di deep learning possono riconoscere pattern nei segnali sonar, distinguere tra anomalie naturali e oggetti artificiali, aggiornare mappe quasi in tempo reale integrando dati raccolti da fonti diverse. In prospettiva, possono anche contribuire a prevedere comportamenti: come si muovono le correnti, come cambia la propagazione del suono, dove è più probabile che un oggetto non identificato stia operando.

In altre parole, le AI possono accelerare il passaggio in corso da una logica di “mappatura” dei fondali a una logica di “monitoraggio continuo”. Si tratta di un cambiamento che ha implicazioni profonde. Per esempio significa che la superiorità nel dominio strategico sottomarino non dipenderà più solo dal numero di navi o dalla qualità dei sottomarini, ma dalla capacità di costruire e gestire reti informative complesse. Significa anche che il confine tra ambito civile e militare diventa ancora più sfumato: gli stessi dati utilizzati per studiare gli ecosistemi marini o per progettare infrastrutture energetiche possono essere impiegati per finalità di sorveglianza e difesa.

E soprattutto significa che il mare, da spazio opaco per definizione, diventa progressivamente più “trasparente”. Non nel senso di completamente visibile – obiettivo probabilmente impossibile da raggiungere – ma nel senso di sempre più leggibile per chi dispone di strumenti adeguati.

In questo senso, il parallelo più evidente per ciò che sta accadendo sotto il pelo dell’acqua non è con la geografia o la cartografia tradizionali, ma con altri domini in cui l’informazione è la vera posta in gioco: il cyberspazio, lo spazio orbitale, persino il campo elettromagnetico. Anche lì, la competizione si gioca non solo sulla capacità di identificare gli oggetti fisici, ma su quella di costruire rappresentazioni affidabili e aggiornate dell’ambiente in cui si trovano immersi. Perché in un ambiente dove tutto è difficile da vedere, quello che più conta è capire cosa si sta guardando.

L'articolo Cina, Stati Uniti e la sfida degli abissi proviene da Guerre di Rete.

Problema hardware / Hardware issue

di: ale
8 Marzo 2026 ore 09:16

[IT] Stiamo avendo dei problemi hardware con uno dei server di posta stamattina, attendiamo aggiornamenti dal provider.

AGGIORNAMENTO: tutto è tornato a posto.

[EN] We’re having some hardware issues with one of the email servers today. We’re waiting for updates and an ETA from the provider.

UPDATE: all services are back now.

Madrid: "Sul Museo dei bambini andiamo avanti. Le proteste del Mu.Basta sono un accanimento"

27 Febbraio 2026 ore 16:29

Siamo davanti a un paradosso, quello "di chi sostiene di difendere l’ambiente e allo stesso tempo compie probabili reati ambientali e impedisce la ripiantumazione delle alberature”. Così l'assessora alla Sicurezza di Bologna Matilde Madrid commenta le proteste che a Bologna stanno andando avanti da due mesi a opera del comitato Mu.Basta. Questa associazione si sta battendo contro la costruzione di un Museo dei Bambini – acronimo "MuBa", da cui il comitato prende il nome – che si chiamerà "Futura" e che dovrebbe sorgere all’interno del parco bolognese Mitilini Moneta Stefanini nel quartiere Pilastro. Ma il dissenso non viene espresso solo con le parole: nella scorsa notte infatti, secondo le prime ricostruzioni della polizia e della Digos, alcune persone avrebbero danneggiato una telecamera di videosorveglianza e tranciato dei cavi di un escavatore della ditta incaricata dei lavori del Museo. Questo sabotaggio ha comportato uno sversamento di olii nel terreno, inquinandolo: "E a questo punto noi siamo costretti a fare una denuncia contro ignoti e dovremmo vedere se sarà necessario fare una bonifica o meno. Poi magari è un danno molto localizzato che si risolve con poco, però è un problema in più", commenta Madrid che aggiunge: "Si può ovviamente contestare tutto, c'è libertà di critica, però sabotare un escavatore di una ditta ci sembra un accanimento. Venissero a protestare con gli striscioni in comune e la smettessero di sabotare i mezzi di un'impresa".

 

Da inizio gennaio, il comitato Mu.Basta sta organizzando pranzi sociali, presidi permanenti e assemblee pubbliche per impedire che gli alberi del parco Mitilini Moneta Stefanini  vengano tagliati per fare spazio a "un edificio di tre piani di cemento". Ma quell'area non resterà priva di alberi perché, proprio secondo il progetto, è previsto il trapianto di altri nove e in generale nel parco ne varranno piantati 38 nuovi. Parlando con il Foglio, l'assessora Madrid non solo smonta le rivendicazioni del Mu.Basta, ma precisa, facendo emergere le contraddizioni del comitato, che il riampianto delle nove alberature è per il momento rimandato perché "lo stesso comitato ha occupato quella zona e non permette di fare questa operazione in sicurezza. E soprattutto se guardiamo ai parchi vicini nello scorso anno di alberi ne abbiamo piantati 360. Quindi tutto ci si può dire tranne che non facciamo attenzione a tenere insieme la questione ambientale con quella sociale". Sulle loro pagine social e durante le manifestazioni, il comitato Mu.Basta ha inoltre lamentato che la decisione di costruire un museo dentro il parco è stata "calata dall'alto". L'assessora non ci sta: "E' assolutamente falso, è dal 2022 che facciamo dei percorsi di partecipazione a cui ovviamente queste realtà non hanno preso parte perché probabilmente l'obiettivo non era contribuire a un buon progetto, ma limitarsi a contestarlo a progetto concluso".

 

La cittadinanza bolognese dunque, diversamente da quanto sostenuto da Mu.Basta è stata coinvolta fin dall'inizio, a partire dai bambini a cui è dedicato il Museo perché, spiega l'assessora, "sono stati loro a scegliere il nome 'Futura'". Il comitato contro questo parco però è soltanto l'ultima associazione bolognese che lotta in difesa del verde: due anni fa per esempio il comitato Besta, aveva difeso il verde del parco Don Bosco impedendo la realizzazione di una scuola. Però Madrid è sicura: nonostante le proteste di questi comitati "vogliamo andare avanti con il progetto. Sono gli stessi cittadini che ci fanno sapere che sono con noi. Poi è chiaro che questi pochi che si mettono di traverso, urlano e fanno atti violenti nel dibattito pubblico sembra che siano cento volte di più. Ma noi abbiamo dalla nostra la forza di come abbiamo costruito queste idee, questi progetti: con la partecipazione di centinaia e centinaia di cittadini, di associazioni, di scuole e di bambini".

Bollettino della qualità dell'aria - 28-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 15 0 - 47 - 0.3 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 15 0 4 16 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 16 0 - 37 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 22 1 - 81 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 9 0 - 25 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 9 0 6 45 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera n.d. 0 - n.d. 6.2 - 0.3 -

Bollettino della qualità dell'aria - 27-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 16 0 - 38 - - - -
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MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 23 0 11 51 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 7 0 3 40 - - - -
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Bollettino della qualità dell'aria - 26-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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Bollettino della qualità dell'aria - 25-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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Bollettino della qualità dell'aria - 23-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

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GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 18 0 13 51 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 20 0 12 68 - 0.7 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 23 0 15 61 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 23 1 - 76 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 24 0 - 40 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 24 0 17 53 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 20-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 6 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 13 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 10 0 - 25 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 11 1 - 39 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 13 0 - 11 2.0 - 0.6 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 16 0 10 37 - 0.5 - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 16 0 10 45 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 25 0 16 50 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 7 0 - 15 - 0.4 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 6 11 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 9 0 7 11 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 19-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 5 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 10 0 - 11 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 10 0 7 47 - - - -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 11 0 - 11 - 0.4 - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 11 0 - 20 2.4 - 0.6 -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 12 0 8 26 - 0.5 - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 14 1 - 62 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 27 0 - 46 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 33 0 18 58 - - - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 9 0 6 13 - - - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 9 0 7 11 - - - -

Bollettino della qualità dell'aria - 18-01-2026 - rete regionale - Comune: LIVORNO, Zona omogenea: Zona Costiera

STAZIONE COMUNE ZONA PM10
µg/m³
Media G.
PM10
Nro.super.ti
PM2.5
µg/m³
Media G.
NO2
µg/m³
Max O.
SO2
µg/m³
Max O.
CO
mg/m³
Max m.m.8h
Benzene
µg/m³
Media G.
H2s
µg/m³
Max O.
GR-MAREMMA GROSSETO Zona Costiera - - - 4 - - - -
LI-CARDUCCI LIVORNO Zona Costiera 10 0 6 29 - 0.5 - -
GR-URSS GROSSETO Zona Costiera 11 0 8 17 - - - -
MS-COLOMBAROTTO CARRARA Zona Costiera 14 0 - 24 - - - -
LU-VIAREGGIO VIAREGGIO Zona Costiera 15 0 11 52 - - - -
GR-SONNINO GROSSETO Zona Costiera 17 1 - 55 - - - -
MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) MASSA Zona Costiera 21 0 14 41 - - - -
LI-LAPIRA LIVORNO Zona Costiera 8 0 - 10 1.7 - 0.4 -
LI-COTONE PIOMBINO Zona Costiera 8 0 - 16 - 0.4 - -
LI-CAPPIELLO LIVORNO Zona Costiera 8 0 5 11 - - - -
LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO PIOMBINO Zona Costiera 9 0 - 21 - - - -

Superamenti rilevati in data 16-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 63 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 57 µg/m³
GR-SONNINO Zona Costiera GROSSETO PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³

Superamenti rilevati in data 14-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 88 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 76 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 68 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 66 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 62 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 61 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 57 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 56 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 54 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 51 µg/m³

Superamenti rilevati in data 13-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 89 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 75 µg/m³
FI-BASSI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-BOBOLI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 65 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 64 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 61 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 60 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 59 µg/m³
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 56 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 54 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 52 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 52 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 51 µg/m³

Superamenti rilevati in data 12-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 71 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 58 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 56 µg/m³
AR-REPUBBLICA Zona Valdarno Aretino e Valdichiana AREZZO PM10 52 µg/m³

Superamenti rilevati in data 01-01-2026

Stazione Zona omogenea Comune Sigla inquinante Valore
FI-SIGNA Agglomerato di Firenze SIGNA PM10 115 µg/m³
PT-MONTALE Zona Prato Pistoia MONTALE PM10 110 µg/m³
PO-ROMA Zona Prato Pistoia PRATO PM10 108 µg/m³
PO-FERRUCCI Zona Prato Pistoia PRATO PM10 99 µg/m³
LU-CAPANNORI Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese CAPANNORI PM10 89 µg/m³
PI-SANTA-CROCE-COOP Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese SANTA CROCE SULL'ARNO PM10 76 µg/m³
FI-LAVAGNINI Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
FI-MOSSE Agglomerato di Firenze FIRENZE PM10 67 µg/m³
LU-FORNOLI Zona Collinare Montana BAGNI DI LUCCA PM10 57 µg/m³
LU-MICHELETTO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 57 µg/m³
PT-SIGNORELLI Zona Prato Pistoia PISTOIA PM10 55 µg/m³
FI-SCANDICCI Agglomerato di Firenze SCANDICCI PM10 54 µg/m³
AUTOLAB-FI-BORGO-SAN-LORENZO BORGO SAN LORENZO PM10 53 µg/m³
LU-SAN-CONCORDIO Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese LUCCA PM10 51 µg/m³

Server updates / Aggiornamenti server

di: ale
18 Novembre 2025 ore 13:39

[IT] Dobbiamo fare della manutenzione straordinaria ad un server, quindi alcuni servizi (noblogs e siti web) saranno temporaneamente irraggiungibili per qualche ora nella serata di oggi 18 Nov.

[EN] We need to perform some extraordinary maintenance of our servers. As a result, some services (noblogs and websites) will be temporarily unavailable for a few hours today Nov 18th.

Nova Launcher è tornato con un secondo aggiornamento inaspettato

6 Novembre 2025 ore 15:36

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.

Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:

Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.
NovaLauncher

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.

Google Maps riceverà presto nuove funzioni di intelligenza artificiale

6 Novembre 2025 ore 13:34

Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.

Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.

Gemini Gemini

Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.

Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.

Questa novità della One UI 8.5 proviene direttamente dall’era Touchwiz di Samsung

3 Ottobre 2025 ore 11:14

Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.

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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.

One UI One UI

Questa modifica è in linea con i recenti  aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.

In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.

La schermata iniziale di Gemini potrebbe ricevere un restyling

2 Ottobre 2025 ore 14:43

Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.

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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.

I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.

Ancora problemi con un server / Server issue, again

di: ale
25 Agosto 2025 ore 15:26

Uno dei server di posta è al temporaneamente irraggiungibile per un problema con il provider relativo. UPDATE: era un problema hardware, è stato risolto.

One of our email servers is currently unavailable, due to an issue with the upstream provider. UPDATE: the hardware problem has been resolved.

Problemi con un server / Server issues

di: ale
14 Agosto 2025 ore 15:03

Un provider presso cui ospitiamo uno dei nostri server sta avendo dei problemi oggi, alcune caselle di posta sono temporaneamente irraggiungibili. Stiamo aspettando ulteriori notizie.

AGGIORNAMENTO: Problema risolto alla fine.

One of the providers that host our servers is having some issues today. As a consequence, some mailboxes are temporarily unavailable. We’re waiting for more news to understand how to proceed.

UPDATE: The issue has been resolved, all affected mailboxes are online again.

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