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Ponte da Verrazzano, Del Re ‘Soprintendenza non faccia demolire le terrazze’

13 Agosto 2026 ore 16:01
Ponte da Verrazzano, Del Re ‘Soprintendenza non faccia demolire le terrazze’

Ieri l’Amministrazione aveva ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera. Le terrazze, spiega la capogruppo di Firenze Democratica, “sono l’elemento stilistico più importante del ponte progettato dall’architetto Leonardo Savioli, allievo di Michelucci e tra i principali esponenti della cosiddetta Scuola Toscana”

“L’auspicio è che la Soprintendenza intervenga con determinazione per impedire la demolizione delle terrazze e garantire il mantenimento di questa parte storicamente significativa. Difendere l’opera di Savioli significa difendere la memoria architettonica contemporanea di Firenze e la sua capacità di guardare al futuro senza rinnegare il proprio patrimonio”.E’ quanto si augurano la capogruppo di Firenze democratica in Consiglio comunale Cecilia Del Re e il consigliere del Q3 Roberto Visciola, dopo che l’amministrazione ieri ha ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera

“Pensate come piccoli teatri all’aperto affacciati sull’Arno e distanziati dal traffico, rappresentano la firma architettonica di Savioli e il suo intento di ricucire il rapporto tra città e fiume. Eliminandole si cancella non solo una parte essenziale dell’opera, ma anche un valore culturale e urbano che ha contribuito a definire l’identità moderna di Firenze”.
I due esponenti di Fd, commentando più in generale l’esito della super perizia sul ponte parlano di “indagini tardive” e di “narrazione fuorviante” da parte dell’amministrazione comunale. “I lavori annunciati saranno comunque significativi, sia per costi che per durata, con aggravio dei disagi per la cittadinanza e le attività della zona”

Area ex Ogr: Salviamo Firenze si mobilita contro ‘cementificazione’

13 Agosto 2026 ore 15:31
Area ex Ogr: Salviamo Firenze si mobilita contro ‘cementificazione’

Il movimento ‘Salviamo Firenze per viverci’ lancia da settembre la mobilitazione “per fermare la cementificazione” nella grande area dismessa delle ex Officine grandi riparazioni di Porta al Prato, con una vasta kermesse di iniziative che partirà sabato 5 settembre con banchetti e incontri, mentre il 16 settembre è in calendario una camminata e ‘biciclettata’ intorno agli stabilimenti e alle pertinenze immerse nel verde lungo le Cascine.

Il progrmma viene reso noto dopo l’annuncio di un percorso di ‘informazione partecipata’ sul progetto ex OGR avviato da Flora Development (società proprietaria) in accordo col Comune. “Informare non è partecipare”, affermano dal Comitato, ricordando le 4.500 firme contro il progetto di cementificazione.

“Noi vogliamo costruire, insieme a chi vive la città, una proposta concreta a cemento zero per quegli otto ettari – afferma il Comitato -: verde, cultura, servizi, sport, spazi sociali, recupero dei capannoni storici e funzioni pubbliche”.
“Il percorso annunciato dal Comune – proseguono da Salviamo Firenze – prevede un sito web coi documenti (non molti e già noti), interviste ai cittadini e, da settembre, visite e incontri per illustrare l’idea progettuale. Ma sono già chiare le intenzioni”.

Nel mirino del comitato ci sono i 42.000 metri quadri edificabili, 60% a residenziale, il 15% turistico-ricettivo, il 16% direzionale e il 9% commerciale. “Si può discutere anche se quei 42.000 mq debbano essere costruiti? Si può mettere in discussione la destinazione dell’area? Si può parlare del suo riacquisto da parte del Comune e di un’alternativa a cemento zero? E dell’inutile e dannosa Pistoiese Rosselli, per la quale, a proposito, manca la valutazione ambientale di Arpat?”, le domande di Salviamo Firenze.
Al Comitato non va giù il mancato coinvolgimento dei cittadini: “Non vogliamo essere informati su come realizzare una speculazione. Vogliamo partecipare alla decisione su quale futuro dare all’ex Ogr”.

Tramvia, “criticità limitate”: da settembre 7 mesi di lavori  per  Ponte da Verrazzano

12 Agosto 2026 ore 16:58
Tramvia, “criticità limitate”: da settembre 7 mesi di lavori  per  Ponte da Verrazzano

Gli interventi interesseranno la riparazione delle parti degradate del Ponte, il rinforzo degli elementi strutturali più sensibili, proteggere il ponte da infiltrazioni e degrado e rendere più facile ispezione e manutenzione degli ‘elementi vitali’ della struttura. Quando sarà a regime, non ci saranno limitazione al passaggio dei mezzi, inclusi i carichi pesanti e la tramvia potrà andare in esercizio.

Sul Ponte da Verrazzano saranno necessari “interventi mirati”, perché le criticità emerse dalla super perizia “sono limitate”. Interventi che potrebbero partire già a settembre, per una durata di sette mesi, con chiusura al traffico. Il costo dell’intervento è di sette milioni.  

Gli esiti della verifica di affidabilità di livello 4 per il Ponte (il grado più elevato e rigoroso per valutare la sicurezza strutturale, sismica e statica dei ponti e viadotti), sono stati presentati oggi dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla tramvia Andrea Giorgio.

La campagna di analisi sul ponte da Verrazzano ha riguardato i controlli su cavi e tiranti (110 saggi sui cavi di precompressione, 124 radiografie per verificare stato e continuità, 62 videoendoscopie sui cavi) e la diagnostica del calcestruzzo (41 indagini georadar, 28 tomografie ultrasoniche e 22 carote e prove materiali per conferme in laboratorio).

“Dalle analisi è emerso un quadro che è molto più rassicurante rispetto anche a tutta una serie di cose che si sentivano dire, il ponte doveva essere completamente buttato giù, che doveva essere rifatto, che la parte centrale doveva essere demolita”, ha commentato Funaro.

  Alcune lavorazioni potrebbero partire già a settembre, con le prime demolizioni funzionali e la conseguente chiusura del ponte, con l’alternativa del ponte Nencioni per il passaggio dell’Arno. “Abbiamo scelto di fare tutte le analisi approfondite dopo che il ponte Nencioni era già aperto al traffico. Questo è un elemento importante perché non potevamo permetterci assolutamente di avere due ponti chiusi, senza passaggi per i cittadini”, aggiunge la sindaca, ricordando che da ottobre sul ponte Nencioni sarà aperta anche la terza corsia. L’intervento sul ponte da Verrazzano, ha sottolineato ancora la sindaca “va di pari passo con il resto dei lavori che stiamo facendo per la tramvia, rientrando nei tempi complessivi, sia di tutta la parte dei collaudi, sia della parte della messa in esercizio.

Il quadro che emerge dalla Val 4, affidata dall’amministrazione comunale al professor Giacomo Morano dell’Università di Firenze, è articolato. Il ponte, realizzato tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, è stato spiegato, presenta uno stato di conservazione generale accettabile con criticità localizzate anche dovute al degrado fisiologico di un’opera realizzata oltre 50 anni fa.
La buona qualità dei materiali, in particolare dei calcestruzzi dell’impalcato, e la buona esecuzione delle iniezioni delle guaine dei cavi di precompressione hanno limitato il degrado rispetto a quanto spesso si osserva in opere realizzate nello stesso periodo. Tra gli elementi meglio conservati ci sono le pile e le spalle; alcune criticità importanti sono state riscontrate sui tiranti delle spalle, sui cavi di precompressione in soletta e sulle armature a taglio delle travi esterne. Nel cassone esterno della campata centrale è stata riscontrato un allagamento da acque meteoriche dovuto all’inefficienza del sistema di smaltimento ma senza danni significativi.

“Lo scenario che emerge dalla relazione è complesso ma ci permette di confermare l’obiettivo di avviare l’esercizio della linea tranviaria per Bagno a Ripoli per l’estate 2027 – dice l’assessore Giorgio – Il risultato della verifica, infatti, conferma l’ipotesi sostanzialmente già definita nel progetto iniziale, aggiungendo alcune lavorazioni sulla base dei dati più recenti possibili. Oggi abbiamo uno scenario frutto di un’analisi dettagliatissima del ponte, con centinaia di prove effettuate, con tempi di intervento e costi definiti in un range affidabile, e questo ci permetterà di far partire i lavori il prima possibile, con una progettazione per stralci per ridurre ulteriormente i tempi. Questi lavori avverranno durante le ultime fasi dei cantieri della linea, che procedono spediti e saranno conclusi entro la fine dell’anno, e dei collaudi per la messa in esercizio”

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