C’è un indagato per la morte della giovane Imane le cui ossa furono ritrovate in A1

C’è un indagato per omicidio e occultamento di cadavere per la morte di Imane Laloua, una giovane donna di origine marocchina, scomparsa da Prato, dove viveva, nel 2003, e le cui ossa furono poi ritrovate da un camionista casualmente tre anni dopo in un sacco abbandonato nella boscaglia lungo l’A1, a Barberino del Mugello (Firenze). Lo scrive La Repubblica nell’edizione fiorentina.
La procura di Firenze ha notificato a un 45enne di origine albanese residente a Firenze, un avviso di accertamenti irripetibili, da eseguire su alcuni oggetti, mai analizzati, rinvenuti nella sua auto – poche settimane prima del ritrovamento del resti – e rimasti per tutto il tempo negli uffici di un commissariato nelle Marche.
Gli inquirenti avrebbero chiesto di verificare se ci siano tracce del Dna della vittima: un ‘match’ che si annuncia tutt’altro che scontato, anche a causa della forte distanza di tempo, ma su cui i familiari ripongono ora forti speranze: la madre della giovane donna non si è mai arresa in questi 23 anni dalla scomparsa della figlia. “Credo che ci sia ancora molto da fare — dice a Repubblica l’avvocato Francesco Filograsso, che assiste la madre di Imane, Chakir Zoubida -. Lo abbiamo sostenuto a ottobre 2024 con l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, e lo abbiamo ribadito nella nostra istanza di riapertura delle indagini presentata lo scorso marzo. Diverse persone sono rimaste nell’ombra nei precedenti accertamenti”.
La nuova pista si è sviluppata in modo complesso, incrociandosi con l’inchiesta a Prato su Vasile Frumuzache, la guardia giurata sotto processo per gli omicidi di due giovani escort romene: ipotizzando altri delitti, gli inquirenti hanno setacciato casi di donne scomparse e morti irrisolte. Non sono emersi collegamenti con persone vicine alla guardia giurata, ma la scoperta di quei reperti potenzialmente riconducibili al delitto ma mai analizzati, ha spinto a indagare ancora. Sarebbe così emerso, riferisce Repubblica, che prima di essere fermato, l’uomo avrebbe viaggiato lungo l’autostrada passando anche dalla Toscana: da qui la trasmissione degli atti alla procura di Firenze, che ha sviluppato la pista poi arrivata a discovery con l’avviso notificato all’indagato.