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Intesa Sanpaolo, Fideuram: oltre 8,7 miliardi di raccolta nel primo semestre 2026

17 Agosto 2026 ore 13:45

Intesa Sanpaolo, Fideuram supera 8,7 miliardi di raccolta nel primo semestre: oltre 1,1 miliardi dalla consulenza evoluta

Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking chiude il primo semestre del 2026 con oltre 8,7 miliardi di euro di raccolta netta, confermando la solidità del proprio modello e il peso crescente della consulenza evoluta. A commentare i dati Assoreti è Lino Mainolfi, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking.

Nel dettaglio, oltre 1,1 miliardi di euro della raccolta del semestre sono riconducibili ai servizi di consulenza evoluta sul risparmio amministrato. Secondo Mainolfi, il dato testimonia la crescente centralità di un modello di consulenza costruito sulle esigenze dei clienti e sulla qualità della relazione. Un ruolo centrale, sottolinea il manager, è svolto dalla rete di oltre 7mila Private Banker, indicati come uno degli elementi principali del modello Fideuram. Professionisti che accompagnano i clienti nelle diverse scelte finanziarie attraverso competenza, ascolto e continuità nel rapporto.

In un contesto di mercato in continua evoluzione, il nostro obiettivo è continuare a rappresentare per clienti e professionisti un punto di riferimento solido e affidabile”, ha affermato Mainolfi, evidenziando la capacità del gruppo di combinare continuità, innovazione e qualità del servizio. La solidità del modello trova riscontro anche nei risultati della Divisione Private del Gruppo Intesa Sanpaolo, che nel primo semestre ha registrato un utile netto di 868 milioni di euro e masse amministrate pari a 452,3 miliardi.

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Maire, Nextchem entra nel SAF in Australia con la tecnologia NX Circular

17 Agosto 2026 ore 13:33

Maire, Nextchem si aggiudica un incarico per un progetto di Sustainable Aviation Fuel in Australia

Nextchem, società del gruppo MAIRE, amplia la propria presenza internazionale con una nuova commessa in Australia nel settore dei carburanti sostenibili per l’aviazione. La società, attraverso la controllata MyRechemical, si è aggiudicata da SKY Renewables Burdekin Pty Ltd il licensing, il Process Design Package e alcuni servizi di ingegneria per la sezione dedicata al syngas di Project Lion, iniziativa prevista nella regione del Burdekin, nel North Queensland.

Il progetto punta a utilizzare residui di canna da zucchero disponibili localmente come materia prima per la produzione di gas di sintesi purificato di grado chimico. Il processo sarà basato sulla tecnologia proprietaria NX Circular Gasification di Nextchem. Il syngas ottenuto sarà successivamente utilizzato per la produzione di Sustainable Aviation Fuel, il cosiddetto SAF, e di diesel rinnovabile attraverso soluzioni tecnologiche di terze parti. Secondo quanto comunicato da MAIRE, una volta raggiunta la piena capacità operativa, Project Lion potrebbe arrivare a produrre fino a 125mila tonnellate all’anno di SAF.

L’iniziativa punta inoltre alla valorizzazione degli scarti della lavorazione della canna da zucchero. Si tratta di biomassa residua che, in alcuni casi, viene bruciata direttamente nei campi. Attraverso la tecnologia NX Circular Gasification, questi residui agricoli potranno invece essere trasformati in un intermedio destinato alla produzione di carburanti a basse emissioni di carbonio. Per Nextchem, l’operazione rappresenta anche un passo nell’espansione geografica delle proprie attività, con l’ingresso in un mercato considerato di crescente importanza per lo sviluppo delle soluzioni legate alla decarbonizzazione e ai combustibili sostenibili.

L’aggiudicazione resta subordinata al rilascio del Notice to Proceed, ad eccezione di alcuni servizi di ingegneria che non sono soggetti a questa condizione. “Questa aggiudicazione conferma la rilevanza strategica delle tecnologie proprietarie di Nextchem nell’abilitare lo sviluppo di carburanti sostenibili a partire da materie prime rinnovabili e residuali”, ha commentato Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem. Fritelli ha sottolineato anche l’importanza dell’Australia nella strategia del gruppo e il ruolo della tecnologia di gassificazione nella conversione dei residui di canna da zucchero in carburanti a basse emissioni di carbonio, con l’obiettivo di contribuire alla decarbonizzazione del settore dell’aviazione.

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A misura di ambiente: Irplast rende sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging

17 Agosto 2026 ore 11:23

Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

IRPLAST – BRANDVOICE | paid program

Irplast ha varato una strategia per rendere più sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging, con interventi che vanno dalla riduzione degli spessori al recupero degli scarti. Un progetto accelerato ora dalla relazione con Toppan, gruppo giapponese di cui fa parte dal 2025.

Irplast accelera sul packaging circolare tra nuovi investimenti e sinergie con Toppan

Il packaging è diventato uno degli snodi centrali dell’economia circolare. Non rappresenta più soltanto uno strumento di protezione, conservazione e comunicazione del prodotto, ma una leva industriale per ridurre l’impatto ambientale, preservare la qualità degli alimenti e rispondere a un quadro normativo europeo sempre più orientato alla riciclabilità, all’impiego di materiali riciclati e all’efficienza nell’uso delle risorse.

In questo scenario si inserisce il percorso di crescita di Irplast, azienda italiana specializzata nella produzione di film Bopp (polipropilene biorientato) a stiro simultaneo, etichette e nastri adesivi stampati. Con soluzioni in polipropilene sostenibili e progettate per essere riciclate, l’azienda si propone come partner industriale per i brand che intendono evolvere verso modelli di packaging più circolari, senza rinunciare alle prestazioni tecniche richieste dal mercato.

Nel 2025 la società è entrata nel gruppo giapponese Toppan ed è guidata da Fausto Cosi, amministratore delegato e presidente. “L’ingresso nel gruppo Toppan ha ulteriormente rafforzato la nostra visione, accelerando un piano di sviluppo fondato su tre direttrici strategiche: leadership tecnologica, transizione green e valorizzazione delle sinergie industriali internazionali”, spiega Cosi. “Un percorso che punta a consolidare il posizionamento di Irplast sui mercati europei e globali, facendo leva su innovazione di prodotto, capacità industriale e sostenibilità”.

Un investimento 
da oltre 60 milioni di euro

Elemento centrale di questa strategia riguarda lo stabilimento di Atessa, in Abruzzo, dove Irplast ha installato una nuova linea produttiva realizzata da Brückner Maschinenbau, azienda specializzata negli impianti industriali per la produzione di film plastici ad alte prestazioni. L’impianto utilizza la tecnologia Lisim, che consente di stirare simultaneamente il film in polipropilene nelle due direzioni, longitudinale e trasversale, migliorandone uniformità, resistenza e prestazioni tecniche.

La nuova linea, ha spiegato Cosi, è destinata a produrre fino a 30mila tonnellate di film Bopp per applicazioni innovative e sostenibili ad alto valore aggiunto. L’investimento, da 63 milioni di euro, sosterrà in particolare lo sviluppo di strutture monomateriale in polipropilene, progettate per essere più facilmente riciclabili e coerenti con l’evoluzione della normativa europea sugli imballaggi. L’aumento della capacità produttiva permetterà inoltre di rispondere alla domanda di soluzioni replicabili su scala industriale, conformi ai futuri requisiti normativi e capaci di integrare materiale riciclato. In questa direzione si inserisce la gamma Irplast Loop, realizzata con plastica riciclata post-consumo certificata, che rappresenta uno degli esempi più concreti dell’approccio dell’azienda alla circolarità del packaging.

Il packaging flessibile 
alla prova della riciclabilità

L’integrazione tra il know-how di Irplast e la tecnologia di Toppan ha portato allo sviluppo di una confezione (pouch) flessibile monomateriale in polipropilene, destinata, tra gli altri utilizzi, ai settori alimentare e pet food, progettata per semplificare il riciclo rispetto alle tradizionali strutture composte da materiali differenti. La struttura, interamente basata sul polipropilene, combina uno strato esterno in Bopp, una barriera trasparente ultrasottile e uno strato sigillante, mantenendo la compatibilità con il flusso di riciclo del polipropilene. La soluzione è stata sviluppata anche per resistere ai processi di sterilizzazione e garantire prestazioni di barriera comparabili a quelle delle tradizionali confezioni multistrato; un aspetto rilevante per i prodotti sensibili, nei quali protezione, conservazione e sicurezza restano requisiti prioritari.

Il passaggio da imballaggi composti da materiali diversi a strutture monomateriale rappresenta una delle principali evoluzioni del packaging flessibile. La direzione indicata dall’Unione europea è quella di favorire confezioni più semplici da riciclare e progettate fin dall’origine secondo criteri di maggiore circolarità. Questa specifica tecnologia ha ricevuto il riconoscimento Silver nella categoria dedicata al design sostenibile dell’iniziativa Save Food, promossa durante Interpack 2026 a Düsseldorf, in Germania.

Sostenibilità, investimenti 
e competitività

La strategia ambientale copre l’intero ciclo di vita del packaging, con interventi su riduzione degli spessori, riciclabilità e recupero degli scarti produttivi. “Irplast è pronta a contribuire alla transizione del packaging su scala globale con soluzioni all’avanguardia e un solido posizionamento competitivo”, prosegue Cosi. “La nostra cultura d’impresa si fonda sui principi di integrità e trasparenza, che guidano le attività di business e il rapporto con gli stakeholder. Il nostro impegno nelle tematiche esg si riflette anche nei processi finanziari e nelle scelte di investimento del gruppo.

La partnership con Toppan ha permesso di rafforzare competenze, accelerare lo sviluppo tecnologico e valorizzare il know-how distintivo di Irplast all’interno di una strategia internazionale più ampia. Innovazione, efficienza industriale, sostenibilità e capacità di anticipare l’evoluzione del settore rappresentano oggi le principali direttrici di crescita dell’azienda. La sfida futura di Irplast sarà cogliere nuove opportunità nei comparti più dinamici del largo consumo, come il pet food, dove cresce la domanda di confezioni pratiche e performanti, capaci di rispondere alle esigenze di converter, retailer e consumatori sempre più attenti alla sostenibilità”.

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Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

17 Agosto 2026 ore 09:25

Un europeo da incorniciare per Simona Quadarella, che ha polverizzato la concorrenza nel mezzofondo in acqua. Il tris di medaglie d’oro la pone in cima alle nuotatrici più vincenti di tutti i tempi ma soprattutto restituisce all’Italia un talento purissimo che si prende la rivincita nella piscina di Parigi, amarissima due anni fa.

Il retroscena: la delusione di Parigi, l’impegno sui libri e il “veleno” in acqua

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

La svolta arriva dopo la delusione di Parigi 2024, olimpiade chiusa con due quarti posti e tanti rimpianti. Simona non si scompone, trasforma la delusione in benzina e si dedica allo studio,: sacrificio, disciplina e voglia di vincere. Non a caso, sua madre la chiama “veleno”, termine spiccatamente romano per indicare una feroce determinazione nell’inseguire un obiettivo. E Simona, i suoi, li mette tutti in fila: arriva la laurea in Comunicazione Digitale, poi il prepotente ritorno alla vittoria al Settecolli e infine i tre ori collezionati sparecchiando il tavolo e sbaragliando la concorrenza con la vittoria nei 400 stile libero, dopo aver poggiato per prima la mano sulla piastra anche negli 800 e nei 1500.

Il segreto: il cambio di allenatore e  preparazione, l’Australia e Los Angeles

Dietro i successi di Simona c’è il cambio di allenatore e una preparazione quotidiana impegnativa, al limite dello sfinimento. Con Gianluca Belfiore è cambiato il modo di lavorare e Quadarella ha trascorso gran parte delle sue giornate in piscina, alternando il lavoro in acqua alla palestra. Due volte al giorno, quattro giorni alla settimana e una gli altri due giorni. Il passaggio dalla piscina alla palestra è fondamentale , un’alternanza studiata per sostenere la resistenza e la forza necessarie nelle gare di fondo. Quanto al futuro, Simona non invecchierà in acqua, per sua stessa ammissione. E la sua carriera sembra già avere una data di scadenza. L’ultima gara potrebbe arrivare nel 2029. Scelta non casuale, dopo le Olimpiadi di Los Angeles, in programma nell’estate del 2028. Una nuova rivincita, prima di lasciare.

Simona fuori dalla piscina: Roma e la Roma, i viaggi, la fotografia e la carbonara

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

Fuori dall’acqua, Simona Quadarella conserva il legame fortissimo con la sua città. È una grande tifosa della Roma e quando gli impegni glielo consentono, frequenta da tifosa lo stadio Olimpico. Tra le sue passioni ci sono anche i viaggi, il mare e soprattutto la fotografia, ereditata dal padre. Anche in vacanza, tuttavia, non manca lo sport: Simona ama il trekking e predilige cammini collinari e percorsi di montagna che le permettono di vivere lo sport anche lontano dalla piscina. Per quanto riguarda l’alimentazione, Simona segue le esigenze di un’atleta di altissimo livello, ma quando arriva il momento dello “sgarro”, si concede una scelta che non potrebbe essere più romana: una gustosa pasta alla carbonara. Un piccolo piacere che però racconta quanto sia forte e indissolubile il legame con la sua città.

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