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“Credeva che il marito fosse una spia morta in un’operazione internazionale e che i bambini fossero ‘zagottini'”: cos’è il gang stalking e perché in estate aumentano i casi

17 Agosto 2026 ore 12:07

“Non ogni paura nasconde un colpevole. E non ogni paura ha bisogno di un detective.” Se nel primo capitolo dell’estate investigativa dominavano amanti gelose, mariti allergici alla spiaggia e relazioni clandestine organizzate con la precisione di un piano industriale, esiste un altro volto della stagione calda. Molto meno leggero e, soprattutto, molto più difficile da gestire. Quando le serrande delle aziende si abbassano, gli studi professionali rallentano e le città cominciano a svuotarsi, il telefono di Klara Murnau continua a squillare. Ma le storie cambiano tono.

Ai sospetti sentimentali si affiancano persone convinte di essere pedinate, controllate attraverso dispositivi nascosti, osservate dai vicini o perseguitate da gruppi organizzati. Casi che sembrano usciti da un thriller internazionale e che, tuttavia, arrivano sulle scrivanie degli investigatori privati sotto forma di richieste molto concrete: controllare un’intera via, identificare sconosciuti incontrati al supermercato, verificare se i bambini del quartiere facciano parte di un’organizzazione segreta.

È il lato più delicato di un mestiere che non consiste soltanto nel trovare prove. A volte, il compito più difficile è riconoscere quando non esiste un’indagine da aprire. Klara Murnau, considerata la detective privata più famosa d’Italia e autrice del libro Better call Klara, edito da Baldini + Castoldi, lo spiega con una frase che rovescia l’immaginario cinematografico della professione: “Un investigatore serio non è quello che accetta qualsiasi incarico. È quello che sa quando fermarsi e dire: questa persona non ha bisogno di un detective. Ha bisogno di un altro tipo di aiuto”.

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“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

17 Agosto 2026 ore 11:30

“Il perdono apre al futuro?”: il 29 agosto all’Aquila la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

Al Teatro San Filippo, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana e del nuovo Festival delle Risonanze, filosofi, sociologi, educatori, comunicatori e giovani a confronto sulla libertà di scegliere. Tra le voci Massimo Cacciari, Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Francesco Giorgino, Remo Lucchi, Dario Bolis, Carmina Gallucci e Valeria Pompili.

 

 

L’AQUILA – Il perdono può aprire al futuro? E quale libertà stiamo consegnando alle nuove generazioni? Sono le domande al centro della quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, in programma sabato 29 agosto alle ore 16.30 al Teatro San Filippo dell’Aquila, nell’ambito della 732ª Perdonanza Celestiniana. Il Summit entra quest’anno a far parte del nuovo Festival delle Risonanze, il contenitore culturale che riunisce al Teatro San Filippo incontri, musica e teatro, ed è dedicato al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”.

 

In un tempo ricco di opportunità, ma attraversato anche da pressioni, incertezze e contraddizioni, il Summit interroga il rapporto tra memoria, responsabilità, cambiamento e libertà, chiamando in causa non soltanto i giovani, ma anche gli adulti, le istituzioni e le comunità e la loro responsabilità nell’accompagnare le nuove generazioni verso il futuro. Il programma si svilupperà attraverso tre direttrici – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidate a esperienze, generazioni e sensibilità differenti.

 

In presenza interverranno Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Davide Simone Cavallo con Alessio Ciocca, Carmina Gallucci, Valeria Pompili e Dario Bolis. Il filosofo Massimo Cacciari parteciperà con un contributo video, mentre il giornalista e professore Luiss Francesco Giorgino e il ricercatore sociale Remo Lucchi interverranno in collegamento video. Gli interventi attraverseranno alcuni dei temi del presente: dall’utilitarismo alla società individualizzata, dal rapporto tra memoria e perdono alla possibilità di trasformazione, fino all’educazione e alla libertà di scegliersi un futuro.

 

Il Summit sarà introdotto dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola e condotto da Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit per One Group. I saluti istituzionali saranno affidati al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al presidente del Comitato Perdonanza Raffaele Daniele e al presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini.

 

Nato nel 2023 da un’idea di One Group, accolta e condivisa da L’Aquila Made In, il Summit vuole tradurre il valore universale del perdono in occasioni di riflessione e confronto e contribuire a dare forma alla vocazione dell’Aquila quale Capitale del Perdono. Una vocazione radicata nel dono di Celestino V e riaffermata nel 2022 dalle parole di Papa Francesco, che definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Pace e della Riconciliazione”.

 

Il Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” è promosso da L’Aquila Made In e One Group, con il patrocinio di Regione Abruzzo e Comune dell’Aquila e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Con la partecipazione de La Lumera ODV. Partner sostenitori: SE.RA. Centro Studi del Conflitto e SODIFA. Media partner: LAQTV – Canale 12.

 

 

IV Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

“Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”

Sabato 29 agosto 2026 – ore 16.30
Teatro San Filippo – Piazza San Filippo, L’Aquila
Ingresso fino a esaurimento posti

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PRINCIPESSA COSTANZA 2026, TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO

17 Agosto 2026 ore 11:20

PRINCIPESSA COSTANZA 2026,

TUTTE LE CURIOSITÀ SULL’ASSALTO AL CASTELLO:

DALLA “REGIA CINEMATOGRAFICA” ALLE “PROVE IN DIRETTA”

 

La Principessa Costanza 2026 ha chiuso i battenti, ma c’è uno spettacolo sul quale vale la pena tornare. Perché dietro quei minuti capaci, per tre notti, di tenere migliaia di persone con gli occhi rivolti verso Castello Macchiaroli c’è molto più di quello che il pubblico vede. È l’Assalto al Castello, momento clou di “Alla Tavola della Principessa Costanza”, diventato negli anni un vero evento nell’evento e capace di contribuire in maniera determinante a proiettare la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Teggiano ben oltre i confini del Vallo di Diano.

Ma come nasce l’Assalto al Castello? Come si costruisce uno spettacolo che coinvolge oltre cento persone? Come vengono utilizzati gli spazi del Castello? E soprattutto: qual è il messaggio che si nasconde dietro battaglie, spari, luci, musica e fuochi d’artificio? A raccontarlo, a manifestazione conclusa, sono la presidente della Pro Loco Teggiano Concettamaria Cantelmi e il direttore artistico Giancarlo Guercio, tornando proprio nel luogo che per tre sere ha rappresentato il grande palcoscenico conclusivo della Diano del 1480.

Per Guercio la chiave utilizzata per costruire l’Assalto è stata volutamente cinematografica. Il Castello Macchiaroli non è soltanto lo sfondo dello spettacolo, ma diventa esso stesso parte della rappresentazione: balconi, mura, cancello e terrazzi sono utilizzati contemporaneamente e popolati da attori e figuranti. La difficoltà consiste nel far interagire azioni che avvengono in punti differenti e nel condurre lo sguardo dello spettatore esattamente dove la storia richiede. “La chiave cinematografica –spiega Giancarlo Guercio– si è rivelata forse ancora più adatta rispetto a quella teatrale per creare uno storytelling, quasi una sceneggiatura cinematografica. Attraverso l’occhio di bue e particolari effetti tecnici abbiamo cercato di guidare lo sguardo dello spettatore, creando quasi dei frame cinematografici. Quest’anno credo che il risultato sia stato ancora più interessante: tutto era maggiormente amalgamato e siamo riusciti a focalizzare meglio gli spazi e le singole scene, dando maggiore valore alle diverse azioni”. Un risultato possibile grazie a una complessa macchina nella quale componente artistica e componente tecnica devono procedere perfettamente insieme. Attori, figuranti, popolo, tecnici e Pistonieri Santa Maria del Rovo diventano tasselli di un unico grande quadro scenico, capace di utilizzare l’intera estensione del Castello.

A rendere ancora più sorprendente il risultato finale c’è un particolare che il pubblico difficilmente può immaginare: una prova generale completa dell’Assalto al Castello, prima dell’inizio della manifestazione, di fatto non è possibile. Alcuni dei gruppi coinvolti, come i Pistonieri Santa Maria del Rovo, raggiungono Teggiano soltanto a ridosso dell’11 agosto e tutti i protagonisti della rappresentazione riescono a ritrovarsi insieme soltanto alla vigilia dell’evento. Le diverse componenti lavorano e si preparano anche precedentemente, ma senza la possibilità di provare anticipatamente l’intero spettacolo con tutti i suoi protagonisti. Per questo la prima serata diventa essa stessa una sorta di prova generale in diretta: oltre cento persone devono muoversi in maniera coordinata tra mura, balconi, terrazzi e spazi intorno al Castello, sincronizzandosi con recitazione, luci, musica ed effetti scenici. Un meccanismo estremamente complesso, che può funzionare soltanto grazie alla professionalità, alla disponibilità e alla capacità di coordinamento di tutti coloro che ne fanno parte.

Ed è proprio la dimensione collettiva uno degli aspetti sui quali insiste la presidente Concettamaria Cantelmi. La prima sera rappresenta inevitabilmente anche il momento nel quale tutti i protagonisti si ritrovano contemporaneamente sulla scena; poi, replica dopo replica, movimenti, tempi e azioni vengono ulteriormente perfezionati. “I nostri figuranti e tutti i ragazzi che collaborano alla realizzazione dell’Assalto –sottolinea la presidente– sono diventati bravissimi, quasi dei professionisti, e riescono a immedesimarsi completamente nelle dinamiche dello spettacolo. Grazie al lavoro di tutti, insieme alla direzione artistica di Giancarlo, riusciamo a dare vita a uno spettacolo completo e immersivo, che credo rappresenti un’esperienza unica per chi vi assiste”.

Ma sarebbe riduttivo leggere l’Assalto soltanto attraverso la sua spettacolarità. Dietro l’azione scenica c’è infatti un messaggio che assume un significato particolarmente attuale. Un ruolo fondamentale è affidato alla Dama Bianca, personaggio introdotto nella precedente edizione e confermato quest’anno dopo il grande apprezzamento ottenuto dal pubblico. La Dama Bianca apre e chiude l’Assalto, creando una sorta di struttura circolare della narrazione. Ed è proprio nel suo ritorno finale che lo spettacolo cambia prospettiva: dopo la violenza dell’assedio, il pubblico viene invitato a riflettere su ciò che ha appena visto.

Due parole sintetizzano questo percorso: barbarie e armonia. “Nella prima parte –evidenzia Giancarlo Guercio– c’è una parola fortemente marcata: barbarie. Nell’ultima parte ce n’è un’altra: armonia. La Dama Bianca ritorna alla fine dell’assedio e invita a riflettere su una coscienza collettiva. La storia ci offre testimonianze dalle quali possiamo ancora imparare. Oggi credo sia fondamentale acquisire consapevolezza rispetto a quello che vogliamo essere nel mondo e nella vita, soprattutto perché i tempi che stiamo vivendo richiedono riflessioni di questo tipo”.

Così uno spettacolo che parte da una vicenda del Quattrocento riesce a parlare anche al presente. L’assedio, la battaglia e la paura non diventano una celebrazione della guerra, ma il punto di partenza per arrivare al suo contrario: alla necessità dell’incontro, della convivenza e dell’armonia.

E forse è anche questo uno dei motivi per i quali l’Assalto al Castello continua a esercitare un richiamo così forte: nell’ultima serata, vedere Piazza Portello e l’intera area intorno al Castello gremite di persone, nonostante i capricci del meteo, ha rappresentato una delle soddisfazioni più grandi dell’edizione appena conclusa.

Fondamentale per la riuscita della manifestazione è la collaborazione tra la Pro Loco Teggiano e le istituzioni. Il finanziamento ottenuto dalla Regione Campania, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio Corrado Matera, ha consentito anche quest’anno di realizzare e valorizzare l’Assalto al Castello, uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. Accanto all’Amministrazione Comunale di Teggiano guidata dal sindaco Michele Di Candia e alla Regione Campania, hanno sostenuto l’evento -tra gli altri- la Camera di Commercio di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Diocesi di Teggiano-Policastro e la Banca Monte Pruno.

La 31ª edizione è terminata il 13 agosto. Ma alla Pro Loco Teggiano il lavoro non si ferma: “Dal giorno dopo –conclude la presidente Concettamaria Cantelmi– si comincia già a pensare all’anno successivo. Appena termina un’edizione iniziamo a ragionare su ciò che può essere sviluppato e migliorato e sulle novità da introdurre. Perché, in fondo, Costanza non finisce mai.

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“La chiave del mistero è in quel nastro in cui si sente la voce di Orlandi. Un poliziotto disse a De Pedis che il corpo di Emanuela era finito in una betoniera”: gli elementi inediti nel nuovo libro

17 Agosto 2026 ore 11:19

“1983”: il titolo del nuovo libro (edito da Baldini e Castoldi) del giornalista di inchiesta Gian Paolo Pelizzaro evoca quello di un cult di fantascienza ma racconta una vicenda più che reale, per quanto non meno oscura del romanzo di George Orwell. “1983” (con la prefazione del giudice Ilario Martella) raccoglie la più ampia e dettagliata indagine sul mistero delle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Nel libro c’è tutta l’istruttoria del giudice Ilario Martella sull’attentato a Papa Giovanni Paolo II e i punti chiave in cui la sua inchiesta intreccia i casi Orlandi e Gregori.

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Paura a Malpensa, bagagli in fiamme durante l’imbarco sul volo per Londra: sospetta batteria al litio

17 Agosto 2026 ore 09:22

Una colonna di fumo si è alzata poco prima delle 13 di domenica 16 agosto dal piazzale del Terminal 1 di Malpensa, dove un carrello portabagagli ha preso fuoco mentre veniva utilizzato per caricare le valigie nella stiva di un volo British Airways diretto a Londra. Il mezzo, gestito dalla società di handling Aviapartner, si è trasformato in pochi istanti in un rogo che ha messo in allerta tutto lo scalo milanese.

Il fumo che ha fatto scattare l’allarme

Dall’automezzo si è sprigionata all’improvviso una densa nube nera, sufficiente a far scattare l’allarme generale nell’area di piazzale. I vigili del fuoco del distaccamento aeroportuale sono intervenuti in pochissimi minuti, riuscendo a circoscrivere e spegnere le fiamme prima che potessero estendersi oltre il carrello e i bagagli che vi si trovavano sopra. Il velivolo e le strutture circostanti non sono stati toccati dal fuoco.

L’ipotesi di una batteria surriscaldata

Gli accertamenti in corso si concentrano su una pista precisa: il surriscaldamento di una batteria al litio custodita in una delle valigie caricate sul carrello, favorito dal caldo intenso di questi giorni. Non è la prima volta che un episodio simile si verifica in Lombardia. Lo scorso 8 luglio un caso analogo aveva provocato un incendio ben più esteso nel centro di smistamento del corriere Brt, con una nube di fumo nero visibile a distanza.

Voli regolari, solo il collegamento per Londra ha subito ritardi

L’aeroporto non ha registrato alcuna ripercussione sull’operatività complessiva e il traffico aereo è proseguito senza interruzioni. L’unico disagio concreto ha riguardato i passeggeri del volo diretto in Gran Bretagna, la cui partenza, originariamente fissata poco prima delle 14, è stata posticipata di circa due ore per consentire i controlli di sicurezza resi necessari dall’accaduto. L’aereo è infine decollato regolarmente attorno alle 16.

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