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Agricoltori piemontesi contro caro carburante e carovita

15 Ottobre 2026 ore 19:18
In continuità con le interviste fatte in questi giorni agli agricoltori in mobilitazione in tutta Italia, ci siamo collegate con Gabriele Ponzano, presidente del nodo di Agricoltori Autonomi Italiani di Alessandria, e membro di COAPI (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani). Ponzano...
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Labpolk, il laboratorio per la conoscenza si incontra a Roma

15 Ottobre 2026 ore 18:21

Il mondo della ricerca scientifica italiana vuole contare di più nelle scelte politiche. Per questo domani alle 15 il Laboratorio per le Politiche della Conoscenza (Labpolk) si è dato appuntamento […]

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Trasporti, logistica e infrastrutture: a Roma il confronto di Forbes Italia su come rendere il Sistema Italia più competitivo

15 Ottobre 2026 ore 13:40

Infrastrutture, trasporti e logistica sono la base su cui si regge la competitività delle imprese italiane, e a Roma nel Palazzo Wedekind, Forbes Italia ha deciso di metterli al centro del dibattito: istituzioni, imprese e professionisti si sono confrontati sulle arterie, visibili e invisibili, che muovono il Paese.

A moderare le tavole di confronto è stata la giornalista Giulia Piscina, che ha aperto i lavori con la domanda guida della giornata: “come possiamo rendere infrastrutture, trasporti e logistica una leva competitiva per il Sistema Italia?”

Ad aprire la giornata è stato Nicola Formichella, amministratore delegato di Forbes Italia, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: Forbes da anni si impegna a raccontare le aziende che sono un punto di riferimento per il Paese e che provano a competere in Italia e all’estero.

Proprio il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, ha dato il via al confronto partendo dalla riforma della governance portuale, in esame alla Camera, che prevede la nascita di Porti d’Italia Spa. Il settore, ha spiegato, è cambiato: “oggi si parla di industria della logistica”. La blue economy è tra i filoni che crescono di più a livello globale, anche perché tre quarti del globo sono coperti d’acqua e solo in parte sfruttati. Per questo il governo sta avviando un progetto pilota sulla subacquea.

Il nodo principale, secondo Rixi, è oggi la frammentazione: 16 autorità di sistema portuale, spesso in competizione tra loro.

La riforma risponde a tre esigenze. La prima è presentare un’offerta unitaria sui mercati internazionali. La seconda è investire anche all’estero. La terza è una programmazione nazionale pluriennale dei finanziamenti, con la presenza del Mef e con partnership pubblico-private che aprano alla finanza privata.

Il binario deve entrare nei porti, perché “il sistema logistico non è più diviso tra strade, ferrovie, aeree e mare, deve essere un tutt’uno”. Servono sistemi digitali che dialoghino tra loro: intelligenza artificiale, fibra e cyber security, per proteggere le linee logistiche di un Paese che resta il secondo manifatturiero d’Europa.

L’assessore alla mobilità sostenibile e trasporti di Roma Capitale, Eugenio Patanè, ha portato anche i saluti del sindaco Gualtieri. Per lui la sfida più importante è chiara: “recuperare quel gap infrastrutturale che c’è nelle nostre città, in particolare a Roma, rispetto alle altre grandi capitali europee” e “curare la lunga tratta e anche l’accessibilità delle città”.

La certezza del diritto, l’infrastruttura che non si vede

L’avvocato Marco Giustiniani, partner di Pavia e Ansaldo, ha osservato con ironia che in Europa gli appalti pubblici si riformano una volta ogni dieci anni, in Italia dieci volte l’anno. Per lui la certezza del diritto è “un’infrastruttura che non si vede”, che non compare nei rendering ma decide se un investitore, soprattutto straniero, sceglie l’Italia: vuole sapere quali sono le regole, chi decide e in quanto tempo.

Ha ricordato che la legge portuale in vigore ha 30 anni e che oggi la concorrenza è tra sistemi logistici, non tra porti. Esaurita la spinta keynesiana del dopo pandemia, e dopo le decisioni della Corte di giustizia europea sulla prelazione del promotore che hanno frenato il partenariato pubblico-privato, servono norme stabili: meglio una buona norma stabile che una perfetta ma instabile, anche per vincere la “paura della firma” dei funzionari.

Logistica, rigenerazione e intelligenza artificiale

Andrea Amoretti, managing director Italy di P3 Logistics Park, ha definito la logistica come il collegamento tra chi produce e chi usa un bene, minimizzando tempi e costi. Un territorio è attrattivo per il Pil manifatturiero, la vicinanza a strade, ferrovie e porti, la disponibilità di terreni e un’amministrazione pronta a ricevere. L’Italia, ha detto, ha ottimi elementi strutturali.

Conciliare sviluppo e tutela del suolo, ha spiegato, “è difficile ma è possibile”. Automazione e veicoli elettrici cambiano le esigenze dei magazzini, e rigenerare è sempre più conveniente che costruire in aree vergini lontane. L’esempio è Altedo, dove P3 ha trasformato l’area degradata di un ex zuccherificio in un polo produttivo, attivando una linea di trasporto pubblico con abbonamenti per i lavoratori e valorizzando, con la soprintendenza, un mulino medievale emerso in cantiere, oggi al centro di una pubblicazione e di una mostra.

Per il futuro Amoretti prevede che l’intelligenza artificiale sceglierà meglio dell’uomo dove costruire i magazzini, che torneranno vicini alle manifatture, e ha lanciato lo spunto dei porti per i droni, da riprendere nel 2027.

Appalto genuino, camionisti e caro gasolio

La consulente del lavoro di SD Worx, Roberta Maspes, ha spiegato i requisiti dell’appalto genuino, richiamando l’articolo 1655 del codice civile e l’articolo 29 della legge Biagi (decreto legislativo 276 del 2003): il committente non deve interferire nell’esecuzione né sui lavoratori, e il rischio d’impresa resta all’appaltatore. Ha illustrato la responsabilità solidale, l’importanza di un contratto ben fatto e di pochi documenti essenziali, e i campanelli d’allarme da monitorare: contratti collettivi non adeguati, rateizzazioni richieste agli enti pur in presenza del Durc e uso improprio del part-time per gestire la flessibilità.

Il presidente di Morisco Group Holding, Christian Morisco, ha descritto una filiera in difficoltà. Il gruppo conta circa 150 trattori, 100 semirimorchi e 200 dipendenti e, tramite Sinapsi, ha sviluppato il primo modello in Italia di noleggio con conducente di mezzi pesanti con servizio di backup. Il problema è la manodopera: “Non ci sono autisti e abbiamo bisogno di maggiore innovazione”.

Treni regionali, intermodalità e tecnologia

Il direttore operations regionale di Trenitalia, Maria Giaconia, ha ricordato che oggi la domanda di mobilità regionale è cambiata dopo il Covid ed è legata anche a tempo libero, borghi ed eventi. Dal 2018 Trenitalia ha inserito oltre 1000 treni nuovi, che nel 2027 saranno 1081, cioè l’80% della flotta, con 6.000 treni al giorno verso 1.700 destinazioni. I convogli consumano il 30% di energia in meno e il primo in Europa ha tre trazioni, diesel, batteria ed elettrica, con possibilità di usare biocarburante.

Per il futuro “la parola magica è intermodalità”: hub di interscambio, orari e biglietti integrati. Con l’Ertms i treni potrebbero viaggiare da soli entro due anni, mentre i sensori, che rilevano 20.000 segnali al secondo, e l’intelligenza artificiale permettono la manutenzione predittiva.

L’indice di fiducia di Cogit AI

Il finale è stato dedicato all’AI Reputation Index di Cogit AI, “L’Italia che muove fiducia”, con uno score di 40,9: non una reputazione cattiva, ma un profilo da stabilizzare e vicino alla fascia successiva. Sei le decisioni verificabili per migliorarlo: unificare la puntualità ferroviaria, pubblicare lo stato delle opere, rendere visibili i tempi portuali, separare gli stati della spesa, misurare la distanza climatica e costruire fiducia sui presidi. Gli scenari “+5” e “+10” sono solo un’illustrazione aritmetica, non una previsione.

L’evento è stato realizzato con il contributo di Acqua Chiara Collection, Anas (Gruppo FS Italiane), Cogit AI, Morisco Group Holding, P3, Pavia e Ansaldo Studio Legale e SD Worx.


Le foto dei protagonisti:


 

L’articolo Trasporti, logistica e infrastrutture: a Roma il confronto di Forbes Italia su come rendere il Sistema Italia più competitivo è tratto da Forbes Italia.

Top Creators Awards 2026: chi sono i 32 creator italiani premiati da Forbes

15 Ottobre 2026 ore 13:34

Forbes Italia Top Creators Awards 2026 ha riunito al Principe di Savoia di Milano i volti più riconoscibili della creator economy italiana per la quarta edizione del premio. Tra riconoscimenti di categoria, premi speciali e la novità dei Best Reputation, la serata ha raccontato un settore che chiede sempre meno visibilità e sempre più valore.

I Top Creators Awards sono il premio con cui Forbes Italia celebra i creator che hanno trasformato un’idea in un progetto e un progetto in un’impresa. A guidare la serata il managing editor di Forbes Italia Daniel Settembre, affiancato per tutta la premiazione dall’attrice e content creator Giulia Bellu.

Ad aprire la serata è stato Nicola Formichella, ceo di Forbes Italia, che ha sottolineato come il premio riconosca figure che non sono più semplici aggregatori di follower, ma veri imprenditori capaci di costruire fiducia e community, diventando “un pezzo importante della nostra economia e del nostro sistema Paese”.

La nuova maturità di un’economia che cresce

Marco Sorrentino, ceo di Influential, ha descritto una creator economy ormai in una nuova fase di maturità: se per anni i brand hanno puntato sui creator come testimonial, sfruttandone popolarità e capacità di amplificare i messaggi, oggi il valore nasce dalla capacità di creare contenuti, costruire relazioni con le community e generare rilevanza sulle piattaforme.

Spazio all’innovazione e intelligenza artificiale con Eugenio Azzinnari, co-founder di Wuin, startup italiana che ha sviluppato una piattaforma “che va oltre il digital twin”: un clone digitale addestrato con la knowledge, le esperienze e i talenti del creator, capace di trasferire il suo sapere a tutta la community attraverso chat, video e la modalità Learn, pensata per la condivisione didattica. Il punto di partenza, ha spiegato, è stato capire come un creator possa raccontarsi anche quando non pubblica contenuti, con una sorta di cervello scalabile, senza limiti di tempo e di spazio.

I premiati della serata

Una serata in cui a salire sul palco sono stati i creator che hanno fatto dei social un mestiere vero. I Top Creators Awards 2026 hanno assegnato 32 riconoscimenti, ciascuno con una motivazione della redazione di Forbes Italia che ha guardato oltre i numeri, a qualità del racconto e fiducia costruita con il pubblico. Debutta quest’anno il Best Reputation, in collaborazione con Cogit AI, dedicato ai creator che hanno fatto della credibilità il loro tratto distintivo.

Categoria Cross-medialità
Martina Socrate @martina_socrate
Francesca Biella @mynameisfrancescabiella

Categoria Podcast
Elisa True Crime @elisatruecrime

Categoria Education
Simone Filippini @grammaticoantipatico
Roberto Celestri @roberto_celestri

Categoria Travel
Roberto De Rosa @robertoderosa
Terri & Befric @territiracconta e @befric

Categoria Entertainment
Mattia Stanga @mattia_stanga
Turbo Paolo @turbopaolo

Categoria Lifestyle
Bionditudo (Giulia Latini) @bionditudo
Valeria Vedovatti @valevedovatti

Categoria Beauty
Valentina Cabassi @valentinacabassi
Irina Astor @iri_astor

Categoria Fashion
Vicky Montanari @vicmontanari
Rita Benedetto (Stylist à Porter) @stylist_a_porter

Categoria AI
Ace Spagni @aclas.io

Categoria Food
Nonna Silvi @nonnasilviofficial
Alessio Pellizzoni @alessio.pellizzoni

Categoria Sport
Paolo Zotta @paolozottatrainer
Bearded Scara @beardedscara

I premi speciali
Premio Speciale Comicità – Dada e Marcolino @dadaemarcolino
Premio Speciale Teatro – Giulia Rachele Mazza @giuliarachelem
Premio Speciale Art – Greg Goya @greg_goya
Premio Speciale Gentilezza – Luca Lobuono @lobuonoinside
Premio Speciale Visual Storytelling – Luca Vezil @lucavezil
Premio Speciale Vox Pop – Futur Motta @futurmotta
Premio Speciale Cambio di Scena – Alvise Rigo @alvise_rigo
Premio Speciale Creatività – Lillo @lillopetrolo
Ploom Best Cultural Moment – Federico Felletti @federicofelletti (in collaborazione con Ploom)

Best Reputation
Con il supporto di Cogit AI
Marcello Ascani @marcelloascani – Con un AIRI (AI Reputation Index) Score di 88 su 100 e un picco di 94 nella credibilità professionale
Camihawke @camihawke – Con un AIRI Score di 85 su 100 e una credibilità professionale a 91
Beatrice Mautino @divagatrice – Con un AIRI Score di 92 su 100, con un picco nella responsabilità comunicativa: 95 su 100

L’evento è stato reso possibile dal contributo di Acqua Chiara Collection, Aruba One Happy Island, Cogit Ai, Giannino Milano 1899, Gusto 17, Influential, McFit, Ploom, Specogna, con i suoi vigneti in Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo, in Friuli, Terrazza Martini, Toblar e Xerjoff, brand che hanno accompagnato la quarta edizione dei Forbes Italia Top Creators Awards.


Le foto dei protagonisti:


Le foto dell’evento:

    Top Creators Awards @TommasoCimirelli
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Effetto Buffett su Bending Spoons: il patrimonio dei 4 fondatori cresce di quasi 5 miliardi in un giorno

15 Ottobre 2026 ore 12:03

L’impennata delle azioni Bending Spoons – fino a +54% nei massimi intraday – seguita alla notizia del nuovo investimento di Berkshire Hathaway da 330 milioni di dollari ha fatto lievitare immediatamente il patrimonio dei quattro fondatori dell’azienda italiana Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella. Nell’arco di un solo giorno, i quattro ingegneri italiani che hanno dato vita alla società tecnologica sbarcata sul Nasdaq a luglio hanno visto crescere le loro ricchezze del 41,20%.

Risultato: il patrimonio del ceo e cofondatore Ferrari è balzato di 1,3 miliardi di dollari, a 4,4 miliardi, mentre la ricchezza netta degli altri tre cofondatori è aumentata di 1,2 miliardi, attestandosi a $4,1 miliardi ciascuno. Una giornata, quella di ieri, che ha aggiunto un altro importante tassello alla storia di Bending Spoons, grazie alla grande prova di fiducia manifestata nei confronti del suo business da Berkshire Hathaway, la holding fondata da Warren Buffett, le cui scelte di investimento sono da decenni un faro per la comunità finanziaria di tutto il mondo.

LEGGI ANCHE: “I primi 40mila euro, le acquisizioni miliardarie, il modello Real Madrid: la storia di Bending Spoons, il più grande unicorno italiano”

Buffett, investimento da 330 milioni in Bending Spoons

L’ annuncio è stato dato dalla stessa azienda italiana che ha reso noto che, con il nuovo capitale che ha deciso di iniettare nel suo capitale, Berkshire detiene ora una partecipazione complessiva nel gruppo al 4%. In termini operativi, l’iter prevede l’emissione da parte di Bending Spoons di 10 milioni di azioni ordinarie da assegnare a Berkshire al prezzo di 33 dollari per azione.

L’arrivo dei fondi da parte di un investitore del calibro di Berkshire alimenta la prospettiva di nuove acquisizioni da parte di Bending Spoons, la cui strategia si basa sull’acquisizione seriale di società già operative, spesso proprietarie di app, piattaforme digitali e servizi software, come WeTransfer, Vimeo, AOL. Patarnello ha ricordato che “Bending Spoons valuta costantemente le opportunità di M&A”, aggiungendo di ritenere che “l’investimento di Berkshire Hathaway rifletta la fiducia nel nostro team e nella nostra piattaforma e rafforzi ulteriormente la nostra flessibilità finanziaria e la nostra capacità di perseguire acquisizioni interessanti, nell’ambito della nostra più ampia strategia di finanziamento”.

La mossa del colosso americano prelude dunque a possibili nuove acquisizioni da parte del gruppo italiano che, forte del rally imponente delle sue azioni (+80% rispetto al prezzo dell’Ipo), vanta oggi un valore in Borsa di circa 33 miliardi di dollari.

La “nuova” strategia di Berkshire Hathaway

Ma la domanda che circola a Wall Street non è ‘solo’ come deciderà di muoversi Bending Spoons. L’altro interrogativo riguarda la strategia di Berkshire Hathaway, che ha iniziato ad attingere alla sua montagna di liquidità per finanziare nuove acquisizioni. Al 30 giugno di quest’anno, la sua liquidità è scesa infatti dal record di 397,4 miliardi di dollari a 364,7 miliardi, segnando un calo per la prima volta in più di tre anni.

Il cambio di passo si è inserito in una fase di evoluzione della strategia d’investimento del gruppo, sotto la guida del ceo Greg Abel, succeduto a Warren Buffett alla fine del 2025. L’impressione – che il maggiore investimento in Bending Spoons sembra avallare – è che la holding stia iniziando a cambiare pelle, diventando sempre più acquirente di azioni, dopo che era stata venditrice netta di titoli per 14 trimestri consecutivi. Il cash rappresenta tuttora una fetta rilevante del suo portafoglio, pari a circa il 55%. Ma il fatto che il colosso abbia iniziato a mettere a frutto la montagna di cash non è sfuggito agli osservatori di mercato, che si sono soffermati soprattutto sulle azioni su cui il gruppo ha deciso di rafforzare la presa. Indicativa la mossa con cui Berkshire ha aumentato dell’83% la partecipazione in Alphabet, facendola diventare la terza maggiore posizione azionaria del portafoglio.

La decisione di puntare su Bending Spoons

Proprio Alphabet potrebbe spiegare la decisione del gigante Usa di puntare ancora di più su Bending Spoons. Berkshire è di fatto sempre più proiettata a puntare sul settore hi-tech. Resta tuttavia un interrogativo sul prezzo pagato per entrare nel capitale. Come ha osservato Barron’s, confermando le perplessità manifestate settimane fa anche dal Wall Street Journal, Bending Spoons tratta a valutazioni elevate rispetto alle vendite e agli utili attesi: una caratteristica che rende l’investimento meno riconducibile alla ricerca di titoli sottovalutati associata al modus operandi di Buffett.

Il portafoglio della holding rimane diversificato, dalle assicurazioni all’energia, dal trasporto ferroviario al manifatturiero e alla vendita al dettaglio. Ma l’aumento dell’esposizione ad Alphabet e il rafforzamento della partecipazione in Bending Spoons indicano che la tecnologia sta assumendo un peso crescente nelle decisioni d’investimento. Anche in azioni che non vengono considerate a sconto dal mercato.

L’articolo Effetto Buffett su Bending Spoons: il patrimonio dei 4 fondatori cresce di quasi 5 miliardi in un giorno è tratto da Forbes Italia.

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