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Ricevuto oggi — 13 Giugno 2026 Tutte le notizie di oggi - Telegrafo

Nicolò e Gabriele, morti a 23 anni all’Elba: la vacanza appena iniziata, poi il tragico incidente in scooter

13 Giugno 2026 ore 10:08

Isola d’Elba (Livorno), 13 giugno 2026 – Erano da poco sbarcati dal traghetto a Portoferraio, pronti a godersi i primi giorni di vacanza, ma quel viaggio tanto atteso si è trasformato in una tragedia che sconvolge. Un incidente stradale che è costato la vita, nella prima serata di venerdì 12 giugno, a due ragazzi di appena 23 anni. Le vittime sono Nicolò Guazzelli, nato a Massa e residente a Pietrasanta, e Gabriele Seragini, nato a Pietrasanta e residente a Seravezza.

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-elba-eg3fq2hx

L’incidente con lo scooter a noleggio

Non erano ancora le 19. I due ragazzi avevano preso a noleggio uno scooter a Portoferraio. Insieme erano saliti in sella, diretti verso la zona di Campo nell’Elba. Il viaggio, però, si è interrotto bruscamente in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, sulla strada che costeggia l'aeroporto della Pila.

La curva dove è avvenuto il tragico incidente stradale

Lo scontro con l’auto

Per cause che i carabinieri della stazione di Portoferraio e la polizia municipale stanno ancora cercando di accertare con precisione, lo scooter con a bordo i due giovani si è scontrato frontalmente con una Kia. A bordo dell'auto si trovava una famiglia di Novara (padre, madre, due figli e la nonna), rimasta sotto choc a causa dell'impatto. 

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-isola-delba-gpvrz6bx
Nicolò Guazzelli, 23 anni

I soccorsi disperati

Uno dei due ragazzi è morto sul colpo, l’altro successivamente in conseguenza delle gravi ferite riportate. Imponente la macchina dei soccorsi che è stata mobilitata. Presente l’équipe medica della Pubblica Assistenza di Campo nell’Elba e del Santissimo Sacramento di Portoferraio. E’ stato fatto levare in volo anche l’elisoccorso Pegaso 3. 

Sul luogo del disastro, data la gravità dell'accaduto, è intervenuto personalmente anche il sindaco di Campo nell'Elba, Davide Montauti. La notizia ha fatto immediatamente il giro dell'isola e, nel giro di poche ore, ha raggiunto la Versilia, dove risiedono le famiglie di Nicolò e Gabriele. 

Le due salme sono a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul posto sono intervenuti per i rilievi i carabinieri di Campo nell’Elba e poi quelli del nucleo radiomobile di Portoferraio. 

Nicolò, il padre autista della squadra di calcio

Nicolò Guazzelli, 23 anni, era residente a Pietrasanta. Il padre Luca è un autista di scuolabus e del Asd Seravezza Pozzi Calcio, molto conosciuto in Versilia. Il presidente della squadra Lorenzo Vannucci “esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia di Luca Guazzelli, autista della società, per la tragica scomparsa del figlio. In questo momento di immenso dolore, il pensiero della società va all’amico Luca e ai suoi familiari, ai parenti e a tutte le persone che hanno voluto bene a un ragazzo che inseguiva la vita in vacanza con gli amici, condividendo il loro lutto con affetto e partecipazione. Il Seravezza Pozzi Calcio si stringe con commozione attorno alla famiglia Guazzelli, porgendo le più sentite condoglianze e un abbraccio sincero in un momento così difficile”.

Gabriele Seragini, 23 anni

Gabriele, promessa del pugilato

Lutto nel mondo del pugilato versiliese. Gabriele Seragini era un pugile che si allenava nella palestra di Stiava, frazione del comune di Massarosa. “Una notizia tristissima – commentano dalla palestra in un post su Facebook –. A causa di un incidente stradale mentre si trovava in vacanza all’isola d’Elba è deceduto Gabriele Seragini, un nostro pugile e bravissimo ragazzo”. “È stato per diverso tempo un nostro agonista – scrive Niccolò Bresciani, maestro di pugilato – L’ho allenato, ho condiviso molto con lui. La società Boxe Pietrasanta si unisce al dolore dei suoi familiari e amici. A lui mandiamo un pensiero e lo ricordiamo come un ragazzo solare, un atleta di talento”. 

Pietrasanta, annullata partita del Torneo delle contrade

La Contrada Africa Macelli del Carnevale di Pietrasanta comunica che a seguito della morte dei due ragazzi “nostri tifosi e contradaioli”, stasera è stata annullata la partita del Torneo delle contrade. “Non ci sono parole per notizie come queste, solo dolore e tristezza. Ci striamo alle loro famiglie per la tragica scomparsa”. 

Il dolore a Pietrasanta: “Mancano le parole”

"Davanti a una tragedia così mancano davvero le parole – il cordoglio del Comune di Pietrasanta e del sindaco Alberto Stefano Giovannetti –. So bene che in momenti come questo non c’è modo di portare consolazione o di alleviare un dolore così straziante per i genitori, i parenti e gli amici. A nome di tutta la città di Pietrasanta e dell’amministrazione comunale voglio esprimere la nostra vicinanza più sincera ai familiari di Nicolò e Gabriele, uniti anche dalla passione per una delle nostre contrade del Carnevale, l’Africa Macelli. Un pensiero anche alla comunità di Seravezza, colpita insieme a noi da questo dramma”. 

Il Comune di Seravezza: “Dolore e vicinanza”

Anche Seravezza esprime profondo dolore per quanto accaduto. “Il sindaco Lorenzo Alessandrini – si legge in una nota – e tutta l’amministrazione comunale esprimono profondo cordoglio alle famiglie Seragini e Guazzelli per la tragica scomparsa dei giovanissimi Gabriele e Niccolò. L’amministrazione comunale rinnova grande vicinanza e partecipazione a questo immenso dolore che accomuna due famiglie e due comunità”.

I 75 anni dal ritorno di Mascagni a Livorno: “Riappropriarsi dell’identità cittadina”

13 Giugno 2026 ore 03:00

Livorno, 13 giugno 2026 – Pietro Mascagni è senza dubbio uno dei cittadini più illustri della nostra città, oggi Livorno lo celebra fregiandosi dell’aver dato i natali ad uno dei compositori più grandi della musica italiana, ma non tutti forse sanno che in passato non è sempre stato così. Dopo la sua morte infatti Mascagni dovette attendere sei anni per poter far ritorno nella sua Livorno, il perchè? Si riteneva che fosse stato troppo vicino al fascismo e che quindi non meritasse di esser seppellito in città. Solo nel 1951 il celebre compositore potè far ritorno nella sua patria natale, accolto finalmente dalla sua gente quest’anno ricorre il 75esimo anniversario di quel giorno ragion per cui il Comune di Livorno insieme alla Fondazione Goldoni, a Modigliani Produzioni e al Mascagni Festival ha deciso di celebrare la ricorrenza con una due giorni all’insegna dei capolavori del maestro livornese.

Il convegno “Il ritrovato abbraccio”

Il 19 giugno infatti l’Hotel Palazzo ospiterà il convegno intitolato “Il ritrovato abbraccio” all’interno del quale Mario Menicagli, Fulvio Venturi, Enrico Mannari, Massimo Sanacore e Fabio Bertini ripercorreranno le ragioni dell “esilio” di Mascagni fino al ricongiungimento con la sua città.

La Messa in Gloria a Montenero

Il 20 giugno invece alle 21 nella piazza del Santuario di Montenero andrà in scena la Messa in Gloria in fa maggiore per soli, coro e orchestra, ilpreludio dello spettacolo vedrà invece l’esecuzione dell’Inno al Sole tratto dall’opera “Iris“.

Le voci dei protagonisti

“Ricordare i 75 anni dal ritorno della salma di Pietro Mascagni a Livorno è un modo per riappropriarsi dell’identità cittadina - ha spiegato l’assessora Rafanelli -. Segna il momento in cui Livorno rivendica la propria storia e il proprio orgoglio attraverso il legame con il suo illustre cittadino, la cui figura è stata per troppo tempo messa in ombra”. La mente dietro al progetto è quella di Mario Menicagli, che ha dichiarato: “Quella per i 75 anni dal ritorno di Mascagni a Livorno è una celebrazione più che doverosa, il rientro della salma fu un evento grandioso e molto mediatico già per l’epoca”. Ad impreziosire quella che sarà una vera e propria anteprima del Mascagni Festival, la sera del 20 giugno la partecipazione del maestro Marco Fornaciari (violino solista) e di Emanuele Barresi che interpreterà il discorso con cui l’allora sindaco Furio Diaz accolse la salma di Mascagni in città. L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Ricevuto ieri — 12 Giugno 2026 Tutte le notizie di oggi - Telegrafo

Lo scooter a noleggio, poi lo scontro fatale: tragedia all’Isola d’Elba, morti due giovani di 23 anni

12 Giugno 2026 ore 21:48

Isola d’Elba (Livorno), 12 giugno 2026 – Terribile doppio incidente mortale all'Isola d'Elba. Erano arrivati sull’isola in una splendida giornata di sole e avevano affittato uno scooter a Portoferraio, ma nel tardo pomeriggio di oggi, 12 giugno, sono rimasti vittime di uno scontro fatale contro un’auto in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, si tratta di una strada che costeggia l'aeroporto della Pila. 

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-isola-delba-gpvrz6bx

Le vittime

Le vittime sono due ragazzi giovani di 23 anni, sarebbero originari di Seravezza e Pietrasanta. Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente ma secondo quanto emerso entrambi sono stati  sbalzati a terra dal veicolo a causa del forte impatto, uno di loro è morto sul colpo. L'altro, le cui condizioni sono apparse immediatamente molto gravi, non ce l'ha fatta ed è morto poco dopo in seguito ai gravi traumi riportati per il violento impatto. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione operati dai sanitari. Sempre secondo una prima ricostruzione entrambe le vittime indossavano il casco. Ferite le due persone che erano a bordo dell'auto, una Kia, ma le loro condizioni al momento non destano particolari preoccupazioni. Nella macchina una famiglia di Novara composta da padre, madre, due figli e la nonna.

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/sequestro-bambina-stazione-q04u83ht

I soccorsi

Imponente la macchina dei soccorsi intervenuta: la Pubblica Assistenza di Campo nell' Elba, il Santissimo Sacramento di Portoferraio, i carabinieri della stazione di Portoferraio la polizia municipale. Si è attivato anche l'intervento dell’elisoccorso Pegaso 3, ma purtroppo non è stato necessario. Secondo quanto emerso sul posto è intervenuto anche il sindaco di Campo nell'Elba Davide Montauti. 

Incidente mortale all’Isola d’Elba, due giovani perdono la vita

12 Giugno 2026 ore 21:20

Marina di Campo (Livorno), 12 giugno 2026 – Tragedia all’Isola d’Elba dove due giovani hanno perso la vita in un incidente stradale. Secondo le prime informazioni i due erano a bordo di uno scooter noleggiato a Portoferraio quando, per cause in corso di accertamento si sono scontrati con un’auto. L’impatto è stato violentissimo, tanto che uno dei due sarebbe morto sul colpo. L'altro poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Da accertare la provenienza delle due vittime.

L’incidente è accaduto a Marina di Campo in via dell'Acquedotto nel pomeriggio di oggi, 12 giugno. Sul posto sono intervenuti il Santissimo Sacramento di Portoferraio la pubblica assistenza di Marina di Campo, i carabinieri di Portoferraio e Pegaso tre.

La Libertas non aspetta: è subito mercato, con Curnooh e Vildera già accasati. Ora la guardia Usa

12 Giugno 2026 ore 13:28

Livorno, 12 giugno 2026 – Come lo scorso anno, la Libertas non aspetta sul mercato. La squadra del presidente Benvenuti, ormai come metodo di lavoro cerca di delineare il quadro della nuova stagione il prima possibile, per partire subito forte, con certezze granitiche fin dalla pre season. E dunque la maggior parte delle caselle sono state spuntate. Mancano ancora mesi all’inizio del campionato di A2 2025 / 2026 ma le idee sono ben chiare. Con un paio di arrivi molto importanti, che pongono, almeno sulla carta, la squadra amaranto tra le prime del campionato. 

Arrivi e partenze

Cominciamo da chi parte. Fantoni chiude la carriera, e avrà un ruolo dirigenziale importante in Libertas, come annunciato sul Tirreno dallo stesso presidente Benvenuti. Lasciano la Libertas Woodson e Filloy. Arrivano una guardia molto esperta, che arriva dalla serie A come Curnooh e un lungo, a sostituire lo stesso Fantoni, come Vildera, proveniente da Brindisi. Manca lo spot di guardia: si pensa a un profilo Usa, per il quale l’amministratore delegato Frenecz Bartocci è al lavoro. Senza contare la conferma più importante, arrivata dopo l’ultima partita di play in con Rimini che ha chiuso la stagione: Matt Tiby, mvp straniero dell’A2 di quest’anno, resta in amaranto con un ritocco di ingaggio. Arrivato come semi sconosciuto, si è conquistato la ribalta nel torneo. Un “quattro” che ha tenuto spesso a galla la squadra. Tiro, passaggio, capacità di interpretare le varie fasi del match: Tiby ha tutto e sarà una pedina fondamentale. 

Diana: “Obbiettivo centrato”

Sui social della squadra amaranto ha parlato il tecnico Andrea Diana: “Abbiamo centrato l’obiettivo di mantenere lo zoccolo duro del gruppo che tanto bene ha fatto l’anno scorso, a cominciare dalla conferma di Tiby. C’è stato e ci sarà qualche cambiamento. Tommaso Fantoni smetterà e abbiamo salutato Ariel Filloy ed Avery Woodson, due giocatori che erano perfettamente inseriti nel gruppo e che hanno lavorato molto bene. Giovanni Vildera – un lungo molto importante per la serie A2 – occuperà il posto lascia vacante da Fantoni. ‘Gio’, insieme a Possamai, costituirà un buon pacchetto di lunghi, perché i due si completano e tra loro ci sarà una sana competizione”.

L’importanza dei giovani

Il tecnico parla del resto del roster e accenna anche all’importanza dei giovani: “Come 4 abbiamo Tiby e Tozzi. I 3 sono Filoni e Piccoli. Coournooh è un ottimo acquisto. Negli ultimi anni ha giocato in serie A ad altissimo livello. In qualità di esterno italiano d’esperienza prenderà il posto di Filloy. Nel ruolo di play con Fabio Valentini e Lollo Penna siamo a posto. Adesso cerchiamo un americano di alto livello che abbia un grande atletismo e ci garantisca pericolosità nel tiro da 3 punti. Inoltre, negli ultimi giorni, nella palestra di via Pera, abbiamo visionato 22 giovani, molti dei quali del Don Bosco (è basilare conoscere le risorse del territorio) e altri provenienti da tutta Italia. L’idea è quella di inserire nel roster due ‘under’ di qualità che siano pronti a dare una mano in caso di necessità durante le partite di campionato, oltre che in allenamento”.

Addio al dottor Sirio Malfatti, pioniere delle Cure Palliative

12 Giugno 2026 ore 12:37

Livorno, 12 giugno 2026 – Ha dedicato la propria vita ad accompagnare i pazienti nei momenti più difficili, contribuendo a costruire e sviluppare un modello di assistenza che oggi rappresenta un punto di riferimento per tutta la sanità toscana. Livorno piange il dottor Sirio Malfatti, medico tra i pionieri delle Cure Palliative a livello regionale e nazionale, scomparso nelle scorse ore.

Profondo cordoglio: “Una figura di straordinaria sensibilità”

L’Azienda USL Toscana nord ovest, la direzione ospedaliera di Livorno, la zona distretto livornese e l’intera comunità sanitaria hanno espresso profondo cordoglio per la perdita di una figura che ha lasciato un segno indelebile nella medicina del territorio, sia sul piano professionale che umano.

Nel corso della sua lunga carriera, si legge in una nota, il dottor Malfatti si è distinto per competenza, sensibilità e straordinaria capacità di ascolto, interpretando la professione medica come un autentico servizio alla persona. Un approccio che lo ha portato a mettere sempre al centro il paziente, la sua dignità e i suoi bisogni, contribuendo a diffondere una cultura dell’assistenza capace di guardare alla persona nella sua interezza.

Il suo fondamentale ruolo nelle cure palliative

Tra i soci fondatori dell’associazione Cure Palliative di Livorno, Malfatti ha avuto un ruolo determinante nella crescita di una realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento fondamentale per il sostegno ai malati e alle loro famiglie, offrendo accompagnamento e supporto in momenti particolarmente delicati della vita.

A ricordarne il valore è la direttrice delle Cure Palliative dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Costanza Galli: "La perdita del dottor Sirio Malfatti – dice la direttrice – ci addolora profondamente. È stato un medico molto valido dal punto di vista professionale e umanamente impareggiabile nella relazione con i pazienti e i loro familiari. A lui, insieme alla dottoressa Antonella Mazzoni, si deve la nascita delle Cure Palliative a Livorno. Ha anticipato una concezione dell'assistenza capace di accompagnare la persona nella sua globalità, non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo umano, psicologico e relazionale. È una grande eredità quella che ci lascia, fatta di competenza, visione e profonda umanità, che cercheremo di portare avanti ogni giorno nel nostro lavoro”.

Un professionista che si distingueva per la sua capacità di ascolto

I ricordi tratteggiati restituiscono il profilo di un professionista capace di guardare oltre la malattia, promuovendo un modello di cura basato non solo sugli aspetti clinici, ma anche sull’ascolto, sulla relazione e sul sostegno alle famiglie. Una visione che, quando iniziò il suo percorso nelle Cure Palliative, era ancora poco diffusa e che oggi costituisce uno dei pilastri dell’assistenza ai pazienti affetti da patologie inguaribili.

Nel ricordarne la figura, l’azienda sanitaria ha espresso vicinanza ai familiari, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo e lavorare al suo fianco. L’eredità professionale e umana lasciata dal dottor Malfatti continuerà infatti a rappresentare un riferimento per gli operatori delle Cure Palliative e per quanti credono in una medicina fondata sulla competenza, sull’ascolto e sulla centralità della persona.

L’ultimo saluto al dottor Sirio Malfatti è previsto per domani, sabato 13 giugno, alle ore 15, nella chiesa della sala mortuaria dell’ospedale di Livorno.

Livorno, una petizione per Piazza Garibaldi dopo gli interventi, “Mancano i posti auto”

12 Giugno 2026 ore 01:00

Livorno, 12 giugno 2026 – “Richiesta di istituzione di parcheggi a servizio di residenti, anziani, persone con disabilità e attività commerciali nell’area di piazza Garibaldi”. Lo chiedono con tanto di petizione cittadini residenti, negozianti e frequentatori di piazza Garibaldi, dopo la sua pedonalizzazione prevista dal piano di riqualificazione predisposto dal Comune.

Nella petizione, già sottoscritta da numerosi firmatati (sono già oltre duecento) si legge: “La recente riqualificazione della piazza ha comportato l’eliminazione dei posti auto esistenti e che tale situazione sta determinando notevoli disagi per residenti, persone anziane, soggetti con ridotta mobilità, persone con disabilità e attività commerciali. Durante la presentazione del progetto di riqualificazione, erano state prospettate soluzioni compensative, tra cui parcheggi a sosta limitata per fare acquisti e ulteriori misure per garantire l’accessibilità della zona, che ad oggi non risultano pienamente attuate; l’accessibilità ai servizi, abitazioni e attività economiche costituisce un interesse pubblico meritevole di tutela e particolare attenzione deve essere riservata alle esigenze delle persone anziane e con disabilità”.

Di qui la richiesta “di istituzione “di adeguati stalli riservati alle persone con disabilità nelle immediate vicinanze di piazza Garibaldi”. Questo perché in un caso una residente della zona, con difficoltà a deambulare, ha visto eliminare lo stallo per disabili numerato che aveva vicino casa. In sostituzione ne è stato realizzato uno in via Garibaldi, ma non numerato, dunque non personale, per cui se lo trova libero bene, sennò resta senza. Sempre nella petizione si chiede “la realizzazione dei parcheggi a sosta limitata precedentemente annunciati dall’Amministrazione Comunale; l’individuazione di ulteriori posti auto per residenti e la convocazione di un incontro pubblico con cittadini, residenti e commercianti per individuare soluzioni condivise”.

La petizione può essere firmata alla tabaccheria angolo via Garibaldi, alla pasticceria Res Publica e al negozio Labrolens.

Intanto, ci viene segnalato, che la pavimentazione della strada intorno piazza Garibaldi è già segnata dalle ruote degli scooter che la percorrono all’impazzata di notte. Denunciano i cittadini: “Qui ci fanno le corse di notte” e “sono stati divelti i sampietrini della piazza in più punti”.

Ricevuto — 11 Giugno 2026 Tutte le notizie di oggi - Telegrafo

Omicidio di Livorno, cresce la pista della mafia turca. Ancora irreperibile la convivente della vittima

11 Giugno 2026 ore 20:26

Livorno, 11 giugno 2026 – Prende sempre più corpo la pista internazionale nell'omicidio di Livorno delc, a sud della città. Gli investigatori livornesi hanno verificato quanto riportato dai media turchi su un'inchiesta sulla criminalità organizzata in Turchia nell'ambito della quale il fratello è in carcere nel Paese di origine. Inoltre la squadra mobile sta scandagliando la nutrita comunità curda stanziatasi a Livorno dove molti di loro hanno chiesto e ottenuto l'asilo politico in ragione della repressione dello stato turco. La Turchia considera i curdi terroristi per via delle loro richieste di indipendenza. In questo contesto viene data ormai per scomparsa - ed è cercata - la donna, anch'essa turca, coetanea di Tas, che viveva con lui nell'abitazione con piscina che il 31enne aveva affittato a Castellaccio, non lontano dal luogo in cui i sicari lo hanno assassinato. Tas, come gli altri curdi a Livorno, mostrava una notevole capacità economica pur non essendo chiaro ancora quali siano le sue fonti di reddito.

Sempre sotto sequestro giudiziario i 10.000 euro trovati nella villa, in contanti, più altri 1.000 che aveva con sé. Inoltre, secondo quanto emerge da fonti inquirenti, la donna scomparsa dopo l'omicidio è probabilmente la fidanzata. Al momento l'unica cosa certa è che lei ha lasciato l'auto sul posto. Gli accertamenti devono stabilire se si tratta di un allontanamento volontario oppure no, e allora come, o con chi, sia andata via. Oggi la polizia ha fatto attività di ricerca della donna nei boschi attorno all'abitazione ma per ora non ci sono risulti. Tas era a Livorno da pochissimi mesi e aveva chiesto come altri curdi della diaspora asilo politico all'Italia. La commissione prefettizia stava per convocarlo per la prima volta.

Lascia in eredità seicentomila euro all’ospedale, l’ultima volontà di Luciana per i malati

11 Giugno 2026 ore 18:57

Portoferraio (Livorno), 11 giugno 2026 – Oltre 600mila euro donati all'ospedale di Portoferraio e altri lasciti alle associazioni che amava, per cui combatteva o aveva combattuto: Casa delle Donne di Roma, Legambiente, Diversamente Sani, Rsa di Casa del Duca.

Così Luciana Gelli se n'è andata in grande stile, lasciando ancora una volta tutti di stucco, anche dall'aldilà. Soprattutto chi la conosceva bene, perché spesso quando si trattava di spendere, Luciana aveva un po', come dire, «il braccino corto». Eppure, come tanti personaggi di grande levatura, la sua parsimonia di economa avveduta era in verità saggia gestione dei suoi averi, che con lungimiranza avrebbe poi devoluto a sostegno delle ‘sue’ cause. Quelle per cui si era battuta tutta la vita.

La scomparsa nel dicembre 2025 

Scomparsa nel dicembre scorso a 91 anni, Luciana era una donna immensa. Un concentrato di verve, cinico umorismo, proprietà di linguaggio, un’acuta e viva intelligenza. Le bastava un colpo d’occhio per capire come stavano le persone a cui teneva, un cenno d’intesa per entrare in sinergia con loro.

Sempre in prima linea a combattere le ingiustizie, a fronteggiare politici e addetti ai lavori, sapeva facilmente anche farsi dei nemici, perché era una donna scomoda e sapeva essere una formidabile rompiscatole. Poi, magicamente, bastava quel guizzo nei suoi occhi per sedurre anche i più prevenuti. E la complicità diventava inossidabile. Con quel suo fare schietto Luciana sapeva farsi voler bene da tutti. O detestare. Dipendeva dai momenti.

Ne andava fiera, come quella volta che aveva appeso lo striscione ‘No rigassificatore’ sulla terrazza di casa proprio mentre il vicino di sotto (con cui andava poco d’accordo) teneva un ricevimento ufficiale. Parole commosse e sincere si sono sollevate da tutta l'isola d'Elba per ricordare a Luciana, per ringraziarla e per onorare la sua memoria.

Il ringraziamento del sindaco

Lo stesso sindaco di Portoferraio, Tiziano Nocentini, ha voluto ringraziarla per il gesto di «grande generosità e amore per la nostra comunità» e ha espresso «la più sentita gratitudine a Luciana e alla sua famiglia».

«Il lascito - ha specificato il primo cittadino - sarà utilizzato esclusivamente nell'ambito dell'ospedale di Portoferraio (come ne aveva fatte espressa richiesta Luciana), per migliorare l’assistenza sanitaria, l’accoglienza, e la qualità, dando il giusto riconoscimento alla sua memoria». Ma l'osservazione più avrebbe fatto felice Luciana è stata quella di Umberto Mazzantini, amico caro della sua Legambiente, un altro dei perni centrali della sua attività politica e sociale a cui ha pensato nel suo lascito. «Oggi i giornali sono pieni della meravigliosa generosità di una grande combattente, Luciana Gelli – ha detto Mazzantini - ma al di là delle vuote parole, chi oggi vuole omaggiare davvero Luciana potrebbe fare una cosa concreta e semplice: riaprire l’accesso a Cala dei Frati, restituire alle comunità portoferraiese la piccola spiaggia adiacente alle Ghiaie per cui Luciana si è tanto battuta e dove andava a nuotare all’alba tutte le mattine d’estate».

Omicidio al Castellaccio, chiesto il rimpatrio della salma

11 Giugno 2026 ore 03:00

Livorno, 11 giugno 2026 – “Per conto della famiglia di Yilmaz Tas, ho già inoltrato alla Procura della Repubblica di Livorno la richiesta di nulla osta per rimpatriarne la salma, visto che ormai l’autopsia si è conclusa. L’Ambasciata Turca è già pronta per tutte le necessarie formalità”. Lo ha riferito ieri l’avvocato Roberto Ghini di Modena, al quale si sono rivolti i familiari di Yilmaz Tas, il trentunenne turco di origine curda ucciso domenica sera al Castellaccio. Quando i soccorritori e il medico del 118 lo hanno trovato riverso a terra , era ancora vivo seppur in condizioni tragiche. Poco dopo l’arrivo in ospedale è morto.

Il delitto, una vera e propria esecuzione, è avvenuto prima della mezzanotte di domenica scorsa nel posteggio auto attiguo al Belvedere Brunero Domenici, a due passi da abitazioni, il ristorante Ghiné e Cambrì e il Centro Sociale Anziani Gioli. Insomma in un luogo pubblico visibile a chiunque. Dall’autopsia è arrivata la conferma che il 31enne è stato raggiunto prima da un proiettile alla gamba sinistra, poi alla testa, il colpo di grazia. Forse ha tentato la fuga davanti al killer, ma è stato freddato con due colpi. Dell’assassino, o degli assassini, nessuna traccia.

Al Castellaccio domenica sera infatti sono stati notati due stranieri al ristorante Ghiné e Cambrì, come abbiamo già raccontato, che non sono passati inosservati. Ce lo ha spiegato uno dei due titolari del locale: “Hanno parlato in inglese con noi. Si sono seduti a due tavoli diversi e si guardavano intorno con fare circospetto. Sono arrivati insieme e sono andati via insieme. Finito di cenare sono stati visti percorrere a piedi via di Quercianella. A chi gli ha chiesto se avessero avuto bisogno di aiuto, hanno risposto che aspettavano un taxi, che non è mai arrivato...”. Yilmaz Tas quando è stato trovato indossava delle ciabatte, come se fosse uscito di casa sul momento per incontrarsi con qualcuno. In tasca aveva mille euro e come noto anche due smartphone. Nell’abitazione dove aveva affittato una stanza, poco distante dal luogo del delitto, gli investigatori della Squadra Mobile hanno trovato 10mila euro. Il 31 enne era arrivato in Europa da pochi mesi e aveva scelto l’Italia per chiedere asilo politico. Era in attesa di essere convocato negli uffici della Prefettura di Livorno. Aveva chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato perché curdo. Come ha confermato il legale della famiglia di Yilmaz Tas “su di lui non pendevano denunce o condanne di alcun tipo in Italia o in Turchia”.

Ricevuto — 10 Giugno 2026 Tutte le notizie di oggi - Telegrafo

La storia di Alberto Magrì, superstar della pasticceria a 24 anni: “Devo tutto ai gesti sapienti di nonno e papà”

10 Giugno 2026 ore 14:59

Livorno, 10 giugno 2026 – Tutto nasce dalla pasticceria Magrì di Livorno. Prima nella centralissima via Magenta, adesso alla periferia sud della città. È lì che Alberto Magrì, 24 anni, superstar della pasticceria con 7 milioni di follower solo su Instagram, ha creato il suo personaggio. Apprendendo gli insegnamenti dal padre Raffaele, che prima ancora li aveva appresi da suo padre, nonno di Alberto, Antonio. Sì perché i Magrì sono pasticcieri ormai da cinque generazioni. E quello che ha fatto Alberto è stato apprendere, ma anche decidere di raccontare al mondo la pasticceria. Con video che adesso spopolano ovunque. Ha iniziato nel 2022 a realizzare contributi per i social. Come in diverse storie imprenditoriali, anche lui ha avuto in Instagram e TikTok un volano importantissimo. Unito alla sapienza di cinque generazioni di pasticcieri alle sue spalle. 

Alberto Magrì e il salto in grande stile a Milano

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Una fama cresciuta enormemente e che lo ha portato adesso a camminare con le sue gambe. Ha aperto infatti una sua pasticceria, ma sarebbe più giusto chiamarla boutique del dolce, in pieno centro a Milano, in Corso Italia. Ha annunciato l’apertura proprio con un video nel quale, in vetrina, di fronte ai passanti, realizza dei bigné alla crema e caffé che hanno subito spopolato. E al taglio del nastro c’erano molti volti noti. Tanti paragonano il giovane Magrì a un’altra star della pasticceria, il francese Cedric Grolet, che parte da impasti giganti per raccontare quello che realizza. Così ha fatto anche Alberto Magrì in questo video, che da solo ha raccolto quattro milioni di visualizzazioni. Alberto Magrì è diventato un fenomeno di costume, studiato dagli appassionati e dagli esperti di pasticceria. Video in cui il pasticcere non parla, concentrandosi sull’esecuzione dei dolci. Tra le sue creazioni più cliccate, c’è la frutta realistica, una tendenza nuova della pasticceria, con la realizzazione di quelli che dall’esterno sembrano frutti veri e propri (limoni, arance, pesche) ma che all’interno racchiudono creme e sfoglie. 

La lunga gavetta di Alberto Magrì (e la passione per il surf)

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Nessun fenomeno social vento su dal niente: Alberto Magrì, prima di iniziare a produrre video per i social, ha svolto la gavetta nel negozio di famiglia. Livorno è la sua città, anche se per il suo lavoro gira il mondo. Ama il surf, come tanti livornesi, e vede nel mare un punto fermo della sua vita. Adesso è molto assorbito dal suo lavoro. L’apertura del suo negozio a Milano è un salto di qualità importante. Anche se la sua missione è solo all’inizio, avendo in animo di esportare nel mondo l’artigianalità della pasticceria italiana, già molto famosa anche all’estero. "Dopo anni di ricerca e lavoro, sta per arrivare il mio primo spazio ufficiale. Un luogo dove condividere le mie creazioni, tra radici, estetica e visione personale", aveva annunciato Magrì parlando della sua pasticceria. 

Le collaborazioni di Alberto Magrì, da Lily Collins a Emily in Paris

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In questi ultimi due anni le collaborazioni di Magrì sono state moltissime, sia con case di moda che con la cinematografia e l’industria dei film. Con Lily Collins ha lavorato per la promozione della nuova stagione di Emily in Paris, serie Netflix che è stata girata in parte a Roma. I due realizzano insieme dei maritozzi, dolce romano per eccellenza. Un video pubblicato poi sui social di Netflix e che ha riscosso grande successo. Tutto però è partito da Livorno, dal laboratorio di quella pasticceria di famiglia. 

Aggredisce un carabiniere e tenta di prenderlo a pugni: il video shock alla porta della caserma

10 Giugno 2026 ore 12:00

Venturina, 10 giugno 2026 – Si è presentato in caserma per sottoporsi all’obbligo di firma, ma è finito in manette con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il protagonista è un giovane di 24 anni di nazionalità marocchina: una volta arrivato alla porta della caserma ha tentato di colpire un carabiniere con un pugno, ma grazie alla prontezza di riflessi del militare non è riuscito nel suo intento.

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Cosa è successo

Il fatto è accaduto a Venturina. Il giovane è arrivato per espletare la formalità dell’obbligo di firma, ma è apparso subito in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto probabilmente all’assunzione di alcol e droga. Come si vede in un video pubblicato sulla pagina Facebook dell’Unarma, l’associazione sindacale dei carabinieri, il giovane ha atteso l’uscita dalla porta di un militare, un brigadiere in servizio a Venturina, e dopo un breve diverbio ha tentato di sferrargli un pugno.

La prontezza di riflessi

Il carabiniere è stato pronto ad evitare che il colpo lo centrasse in pieno volto, dopodichè, con l’aiuto di un paio di colleghi fuori servizio è riuscito a bloccare il giovane che in seguito è stato arrestato. L’uomo, che adesso dovrà rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ha rischiato anche di essere investito da un’auto che in quel momento passava in strada. “Il senso di impunità porta le persone a comportarsi così – dice Sebastiano Quattrocchi, segretario provinciale Unarma Livorno – e a pensare di poter colpire fisicamente lo Stato senza paura delle conseguenze”.

Le parole del sindaco

In merito all'aggressione è intervenuto anche il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari: "Quanto accaduto presso la caserma dei carabinieri di Venturina - scrive Ferrari - è un episodio grave e inaccettabile che merita una ferma condanna da parte di tutta la comunità. A nome dell'Amministrazione comunale di Piombino esprimo piena solidarietà e vicinanza al carabiniere coinvolto, nostro concittadino. A tutti gli uomini e le donne che ogni giorno indossano una divisa e operano con professionalità, equilibrio e senso del dovere al servizio della sicurezza dei cittadini va il nostro ringraziamento. Il rispetto delle regole, delle istituzioni e di chi le rappresenta non è un principio negoziabile".

Ecco il ’Toscana Pride’: "Liberi di manifestare senza imporre nulla"

10 Giugno 2026 ore 05:22

"Arriveremo là dove non ci vogliono, senza voler imporre nulla". Ormai mancano davvero pochi giorni al Toscana Pride, l’evento regionale itinerante che promuove la piena cittadinanza e i diritti delle persone LGBTQIA+ in Toscana, trasformando indignazione e discriminazioni in partecipazione attiva e costruttiva e dopo aver toccato le maggiori città toscane, è pronto ad arrivare a Grosseto. Dalle prime notizie, l’affluenza ipotizzata e ben sperata è di quasi 15mila persone provenienti da tutta la regione ma anche dalle regioni confinanti come l’Umbria ed il vicino Lazio, quindi si tratta di numeri importanti ed imponenti per il capoluogo maremmano. Per quanto riguarda i carri saranno sei, con lo stacco l’uno fra l’altro di circa 100 metri per consentire alle persone di sfilare dietro. Il percorso tracciato della sfilata multicolorata partirà alle 16 da piazza Esperanto, poi passerà viale Fossombroni, via Porciatti, attraverserà via Manetti, via Pietro Aldi per poi fermarsi nel Parco di via Giotto, che gli organizzatori hanno definito un’ottima location per concludere la giornata. Tutto però non avrà termine con la consueta festa di fine manifestazione ma comunque ci sarà musica e momenti collettivi. Durante il momento di presentazione del Toscan Pride nel palazzo della Provincia, alla presenza della portavoce Fiora Branconi, dell’assessora regionale Alessandra Nardini, del vice presidente della provincia Valentino Bisconti e Daniela Castiglione per il comitato promotore locale del pride, sono stati evidenziati non solo gli aspetti cruciali della manifestazione, quindi ciò su cui si batte, ma anche le difficoltà incontrate nel percorso organizzativo e le innumerevoli critiche ricevute dalla cittadinanza grossetana, e non è mancato per ultimo qualche appunto all’amministrazione comunale e sindaco grossetano. "Come Provincia – dice Bisconti – è un orgoglio il valore dell’inclusione. I cittadini di oggi devono avere a disposizione il confronto e da Grosseto deve partire la cultura dello stare insieme perché il nostro obiettivo è contrastare tutte le forme di violenza e soprattutto vogliamo essere dalla parte delle persone che hanno l’esigenza di scegliere chi essere senza discriminazioni e giudizi". La Regione da sempre è trainante per la manifestazione. "Vogliamo la piena uguaglianza su tutto – afferma l’assessora regionale – come che la Toscana sia ovunque per garantire i diritti perché siamo stati la prima regione ad aver lavorato ad una legge regionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale. Quindi così vogliamo ribadire come le istituzioni ci siano: Provincia e Regione sono a sostegno dell’iniziativa, e credo che il Comune non sia affianco. La battaglia della comunità LGBTQIA+ è di civiltà. Coloremo Grosseto con i colori della comunità e della pace". "Credevamo fosse giusto che quest’anno il pride arrivasse a Grosseto – dice Castiglione –. Anche se una parte della comunità locale ha reagito in malo modo con commenti negativi, Grosseto ha bisogno del pride e di un momento che riunisce la comunità". Poi ha ripreso parola Branconi che ha detto che la manifestazione arriverà dove c’è riluttanza, senza imporre nulla però. "E’ vero che ci sono stati commenti infamanti – conclude la portavoce –, come non è certo il sindaco che può permettere o meno il Toscana Pride perché esiste una legislazione per poter garantire una parata. A chi non ci vuole e pensa sia un’aberrazione sfilare lungo le strade dico è un problema loro, sarà tutto meraviglioso".

Maria Vittoria Gaviano

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