I 40 anni della LM 002, la Lambo a ruote alte
È solo lontanamente immaginabile la faccia degli addetti ai lavori e del pubblico quando, al Salone di Bruxelles del 1986, la Lamborghini presentò la LM 002. A corto di aggettivi e di definizioni, di fronte a un oggetto che sembrava arrivare da un altro pianeta e che riuniva in sé anime talmente distanti da risultare un esperimento motoristico unico, probabilmente la percezione di quanto fosse rivoluzionaria e sconcertante fu inferiore a quanto tuttora è in grado di suscitare.
Muscolosa e imponente ma con l’anima da supercar
Soprannominata “Rambo Lambo”, il suo look spavaldo e massiccio è diventato iconico al pari e forse anche di più delle sorelle sportive prodotte a Sant’Agata Bolognese. Un risultato che la dice lunga, considerato che in quegli anni il poster più appeso nelle camerette dei ragazzini era quello che raffigurava la Countach. La particolarità che da subito ha reso speciale la LM 002 è proprio il fatto di aver fuso il mondo delle supercar con quello dei veicoli militari e dei grandi fuoristrada di lusso, quando il concetto di SUV ad alte prestazioni non era neanche lontanamente immaginabile.
Con il V12 davanti cambia la musica
La LM 002 nasce da una lunga gestazione, iniziata addirittura nei primi anni 70 con il progetto Cheetah, un prototipo a motore posteriore commissionato dagli americani e destinato a un possibile impiego militare. Dopo vari tentativi e ripensamenti e il fallimento del progetto, l'ingegnere Lamborghini Giulio Alfieri lo resuscitò nel 1981 con la LM 001, dove "LM" sta per Lamborghini Military. Un prototipo, realizzato in esemplare unico, con motore montato posteriormente, seguito da un altro, denominato LMA, con propulsore anteriore, un’anticipazione di quella che sarebbe diventata la LM 002. L’intuizione è proprio quella di portare il motore davanti. Se i primi esperimenti erano basati su dei V8 Chrysler, quando viene aperto per la prima volta il gigantesco cofano e sbuca il V12 di 5,2 litri derivato dalla Countach Quattrovalvole, capace di 450 CV e alimentato da sei carburatori Weber doppio corpo, è l’apoteosi. Una scelta che, ancora oggi, suona come una fantastica e irresponsabile follia meccanica.
La preferita da chi aveva i petrodollari
Il telaio è un robusto traliccio tubolare, rivestito da una carrozzeria di alluminio e materiali compositi, dalle forme scolpite con squadra e righello che tradiscono l’origine militare. Le misure per l’epoca erano imponenti: oltre 4,9 metri di lunghezza e quasi 2 metri di larghezza, con un peso che sfiora le 2,7 tonnellate, numeri che oggi sono raggiunti o superati da vari Suv. Eppure, grazie alla trazione integrale permanente con riduttore e tre differenziali autobloccanti, la LM 002 si poteva muovere con sorprendente disinvoltura anche lontano dall’asfalto, preferibilmente tra le dune del deserto. Gli sceicchi dei Paesi Arabi diventano infatti i principali fan di una vettura che sfoggia prestazioni estremamente brillanti – da 0 a 100 km/h in meno di 8 secondi e una velocità massima prossima ai 210 km/h – ma che necessita di una pompa di benzina personale, visti i consumi nell’ordine dei 5 km con un litro. E che dire delle gomme, realizzate esclusivamente per lei, le Pirelli Scorpion BK nell’assurda misura 345/60/R17.
Lussuosa, estrema ed esclusiva
All’interno, una volta digerito l’imponente tunnel centrale, è un tripudio del lusso anni 80, con pelle ovunque, aria condizionata, impianto audio ad alta fedeltà e quattro posti comodi da cui dominare dall’alto i comuni mortali. La LM 002 diventa immediatamente uno status symbol, alla portata di pochi, e prodotta anche in un limitatissimo numero di esemplari, poco più di 300, con gli incontentabili che la ordinano con un motore marino da 7,2 litri e altri che richiedono serbatoi maggiorati, ritenendo i 160 litri (il doppio di una Range Rover) insufficienti. Il Sultano del Brunei fa realizzare dalla Carrozzeria Diomante una “one-off” station wagon. Per tutti, un prezzo che ai tempi era superiore a quello della Countach. Quando la produzione finisce, nel 1993, dopo l’introduzione 4 anni prima dell’iniezione elettronica, la LM002 è già un mito, un simbolo degli eccessi anni 80 e una fantastica dimostrazione di coraggio ingegneristico e fantasia progettuale. A quarant’anni dalla sua nascita, è in grado di monopolizzare l’attenzione anche al più esclusivo raduno di auto d’epoca ed è pronta a seminare lo scompiglio al più sontuoso Concorso d’Eleganza, con tutta quell’arroganza stilistica che ha fatto la storia del marchio emiliano.

























































































































































































