I detriti di un drone sono caduti su un edificio di Beslan
di Eliseo Bertolasi
La città di Beslan, in Ossezia del Sud tristemente nota nel 2004 per l’attacco terroristico alla locale scuola n.1 che causò la morte di più di 300 persone, di cui 186 bambini, è tornata nei notiziari.
Come riferito dal capo dell’Ossezia del Nord Sergej Menyajlo in un post su Telegram, il 18 gennaio, la città è stata colpita da un drone:
“A Beslan, i detriti di un drone sono caduti sul tetto di un edificio residenziale di cinque piani. Settanta persone sono state evacuate d’urgenza, una delle quali ha richiesto assistenza medica”.
Il tetto e le finestre dell’edificio sono stati danneggiati, ma non si è verificato alcun incendio. Un centro di pronto intervento antincendio è in costante allerta. Gli abitanti dell’edificio sono stati temporaneamente ospitati presso la scuola n. 6 e hanno ricevuto pasti caldi.
Il responsabile regionale ha invitato i residenti locali a mantenere la calma e ad affidarsi esclusivamente alle fonti d’informazione ufficiali:
“Non c’è alcun pericolo per la vita umana. Tutti hanno ricevuto cure mediche immediate”, si legge nella dichiarazione.
In seguito Menyajlo ha aggiornato il numero delle vittime: tre, due bambini e un adulto.
Il vice capo del governo dell’Ossezia del Nord Irbek Tomaev ha chiarito che i detriti del drone non hanno danneggiato le strutture portanti dell’edificio e che le riparazioni al tetto dell’edificio saranno effettuate a breve.

Rottami del drone
Secondo testimoni oculari, il drone stava volando molto basso, poi improvvisamente c’è stata l’esplosione.
Il Comitato investigativo russo ha annunciato che indagherà sull’attacco come crimine contro i civili nella Repubblica dell’Ossezia del Nord “Alania”:
“Gli investigatori del Comitato investigativo russo stabiliranno tutte le circostanze dell’incidente e le persone coinvolte nei crimini.”.
Il Ministero della Difesa russo ha riferito che nella notte del 18 gennaio, i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto 63 droni ucraini, sei dei quali sorvolavano l’Ossezia del Nord. Gli aeroporti di Vladikavkaz, Grozny e Magas hanno dovuto imporre restrizioni temporanee agli arrivi e alle partenze degli aerei. Ora funzionano normalmente.
In base alle valutazioni dell’esperto militare e capitano di primo grado Vasilij Dandykin, attaccando l’Ossezia del Nord, Kiev cercherebbe di dimostrare le sue capacità di colpire a lungo raggio:
“Penso che serva a dimostrare che hanno la capacità di operare su lunghe distanze, nonostante gli insuccessi al fronte. Credo che questi droni siano tipo aereo. Non credo ce ne fossero molti”.

Drone Made in Gemany
Secondo Dandykin, la priorità delle Forze Armate ucraine sono gli attacchi alle regioni meridionali della Russia. Questi droni “sono arrivati, hanno virato sul Mar Nero e hanno raggiunto l’Ossezia”.
Uno sviluppo inquietante dell’attacco, in base a delle foto che subito dopo sono apparse sul web, è il coinvolgimento dell’Italia. Dalle foto dei rottami del drone, si apprende che lo stesso è di fabbricazione tedesca, ma possiede un componente interno di fabbricazione italiana.

Componente Italiano del drone
Certamente il mainstram italiano non ne ha parlato, ma prontamente la notizia è stata ripresa da Ennio Bordato presidente dell’ODV “Aiutateci a Salvare i Bambini”. Bordato è particolarmente legato alla città di Beslan, subito dopo l’attacco terroristico del 2004 la sua organizzazione umanitaria intraprese un progetto pluriennale di aiuto ai bambini e alle famiglie colpite dalla tragedia. Ora davanti a questo recente evento increscioso non può non esprimere il suo totale sgomento:
Nel suo comunicato stampa pubblicato sul sito dell’ODV “Aiutateci a Salvare i Bambini” si legge:
“Chi non ricorda l’immane tragedia dei bambini della Scuola n.1 della cittadina osseta, nel Caucaso russo.
Chi ancora al nome Beslan non si ferma per un istante e sente, dentro di sé, una tristezza infinita, un’angoscia esistenziale?
L’Italia intera, ufficiale e popolare, accorse in aiuto della popolazione nel settembre del 2004. La nostra Associazione, unica al mondo, lavorò con la gente di Beslan, con i suoi bambini, con i suoi insegnanti, gli psicologi in un progetto che durò cinque lunghi anni di aiuto e sostegno psicologico.
A Beslan ed in Russia l’Italia è ricordata per questo.
È quindi inaccettabile, insopportabile, intollerabile, inammissibile che il drone ucraino (made in Germany) abbia avuto il motore italiano.
Il drone che la mattina del 18 gennaio, alle 5:40 si è abbattuto su un’abitazione civile (non un obiettivo militare) della cittadina di Beslan ha causato 4 feriti, di cui 2 BAMBINI!
L’Italia ufficiale è responsabile di un’azione di guerra che, uguale a migliaia di altre che hanno ucciso, ferito, mutilato civili e bambini nel Donbass, ha avuto Beslan come obiettivo.
Ancora bambini di Beslan vittime del terrorismo occidentale. Perché bombardare abitazioni civili, peraltro lontane migliaia di chilometri dal fronte, non solo è un crimine di guerra, ma è terrorismo e chi arma i terroristi è complice! Politicamente, moralmente ed anche penalmente.
Nel 2004 furono i falsi “terroristi islamici” a compiere il massacro dei bambini; oggi tocca all’Ucraina fare da manodopera per lo stesso obiettivo, sempre lo stesso, colpire civili inermi.
A questo punto è indispensabile porsi alcune domande: il motore è stato donato dal nostro Governo come aiuto militare all’Ucraina? È uno dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari ceduti in favore delle Autorità governative dell’Ucraina, come cita il Decreto del 31 dicembre scorso?
Sciaguratamente i dati relativi ai miliardi gettati nella guerra ai bambini ed ai civili ucraini e russi dal governo italiano sono secretati.
Per questo per noi, fino a prova contraria, la risposta è SI l’Italia ufficiale è corresponsabile di questo crimine.
Per questo seguiremo questa vicenda con particolare attenzione, il Governo italiano deve darne conto e rispondere alle domande”.
Fonti:
https://www.gazeta.ru/social/2026/01/18/22359025.shtml?utm_auth=false


























