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Ricevuto — 15 Ottobre 2026 ⏭ Vita.it - Ultim'ora

Casa, in Europa il Cese chiede tecniche di costruzione più moderne per aumentare l’offerta

15 Ottobre 2026 ore 13:06

 I giorni dell’emergenza abitativa dell’Ue potrebbero essere contati, con una potenziale soluzione all’orizzonte, cioè moderni metodi di costruzione (Mcm). Sfruttando il loro potenziale, l’Ue potrebbe ridurre i costi di costruzione, abbreviare i tempi di costruzione e ridurre l’impronta di carbonio, sostenendo l’economia circolare nel settore delle costruzioni. – È questa la ferma convinzione che il Cese ha espresso nel suo parere sul tema Rendere l’edilizia abitativa accessibile – Aumentare i moderni metodi di costruzione e ridurre i costi , adottato nella sessione plenaria di settembre.

 Elaborato da John Comer e Thomas Kattnig, il parere è stato richiesto dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea e affronta la questione della carenza di alloggi. Più specificamente, il parere affronta le condizioni quadro necessarie per aumentare l’offerta di alloggi riqualificati, ristrutturati e nuovi e fornisce orientamenti agli attori pertinenti sull’attuazione di metodi di costruzione moderni.

 «I moderni metodi di costruzione possono diventare un pilastro fondamentale degli alloggi a prezzi accessibili, ma solo se l’innovazione, la qualità, i diritti dei lavoratori e gli obiettivi di interesse pubblico progrediscono insieme» ha dichiarato Comer. «I moderni metodi di costruzione non devono essere considerati semplicemente una questione tecnologica o orientata al mercato, ma devono far parte di una più ampia strategia sociale, di mercato del lavoro, di accessibilità economica e di politica industriale», ha ribadito Kattnig.

Potenziamento della capacità industriale per i moderni metodi di costruzione

Il settore delle costruzioni rimane caratterizzato da una crescita della produttività relativamente bassa e da catene di approvvigionamento frammentate. I moderni metodi di costruzione possono contrastare questi problemi perché si basano su tecniche innovative di produzione fuori sede e in loco progettate per costruire strutture di qualità superiore più velocemente e in modo più efficiente rispetto agli approcci edilizi tradizionali. Tra gli esempi figurano il potenziamento degli approcci industrializzati come l’edilizia modulare, prefabbricata e fuori sede.

I moderni metodi di costruzione hanno quindi il potenziale per ridurre i costi e i tempi complessivi di costruzione e aumentare la precisione strutturale, il controllo di qualità, la capacità e la produttività del settore. Inoltre, essendo più rispettosi dell’ambiente, contribuiscono anche al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) delle Nazioni Unite. Ciò è della massima importanza, in quanto è essenziale che gli edifici costruiti con moderni metodi di costruzione mantengano la stessa qualità e valore a lungo termine delle case costruite tradizionalmente.  

Per raggiungere questi obiettivi, i moderni metodi di costruzione hanno bisogno di una capacità industriale sviluppata. Per questo motivo il Cese sostiene che l’Ue deve portare avanti investimenti mirati per aumentare la capacità industriale di produrre sistemi di prefabbricazione e costruzione fuori sito.

Tutti gli attori devono collaborare per combattere la frammentazione

Il Comitato sottolinea inoltre che gli Stati membri, la Commissione, l’Alleanza per l’edilizia abitativa e tutte le parti interessate hanno un ruolo da svolgere nel promuovere la normazione, eliminare la frammentazione delle normative e garantire che i sistemi per i moderni metodi di costruzione siano certificati e monitorati. 

Pur riconoscendo che ciascuno Stato membro ha una competenza primaria in materia di alloggi, il Cese ritiene che la Commissione dovrebbe contribuire ai piani nazionali in materia di alloggi e promuovere la cooperazione transfrontaliera. 

 Per consentire al settore edile di compiere progressi nell’innovazione, l’Ue deve avviare un meccanismo di finanziamento centrale per incoraggiare e consentire alle Pmi di investire nella digitalizzazione, che non dovrebbe limitarsi ai progetti di costruzione, ma dovrebbe anche essere sfruttato per garantire i diritti dei lavoratori, posti di lavoro di qualità, condizioni di lavoro e interessi dei consumatori.

Il presidente del Cese, Boland

Risolvere la crisi abitativa deve essere una priorità assoluta 

L’emergenza abitativa dell’Ue non è nuova. I prezzi delle abitazioni nell’Ue sono aumentati di oltre il 60,5 % dal 2013, mentre gli affitti sono aumentati del 28,8 % tra il 2010 e il 2025. Nel 2024 il tasso di onerosità eccessiva dei costi abitativi è stato in media dell’8,2 % nell’Ue. 

In tutta l’Europa, il drammatico mix di inflazione elevata e aumenti salariali e pensionistici insufficienti ha ridotto il reddito disponibile delle famiglie. Ciò colpisce in modo sproporzionato i gruppi vulnerabili, le donne e i giovani. Inoltre, il calo delle nuove abitazioni innesca pressioni sia sui mercati degli acquisti sia su quelli degli affitti, determinando un’inflazione dei prezzi e degli affitti. 

Una serie di fattori aggiuntivi ha ulteriormente esacerbato la crisi abitativa. La pandemia di Covid-19, la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, l’impennata dei prezzi dell’energia e l’aumento dei costi dei materiali hanno peggiorato ulteriormente la situazione. In tale contesto, i tassi di interesse sui mutui ipotecari sono raddoppiati e il numero di licenze edilizie rilasciate nell’Ue tra il 2021 e il 2024 è diminuito del 25%.

Il Comitato continua a spingere le istituzioni dell’Ue

Il Cese ha costantemente sollecitato le istituzioni dell’Ue a trovare una soluzione all’emergenza abitativa, adottando una serie di pareri chiave negli ultimi mesi. – Nel suo parere del settembre 2025 sul tema Per un piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili – Il contributo della società civile, il Cese ha esortato la Commissione a elaborare un piano d’azione per far rispettare il diritto fondamentale all’alloggio.

– A marzo 2026, a seguito di una presentazione della Commissione sul piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili nel dicembre 2025, il Comitato ha adottato un parere sul tema Affrontare la carenza di alloggi attraverso politiche abitative a prezzi accessibili, sostenibili e orientate alle famiglie, in cui chiede misure più ambiziose per affrontare la crisi strutturale degli alloggi.

– Nel suo parere del luglio 2026 sulla strategia dell’Ue per l’edilizia abitativa, il Cese ha esortato la Commissione a presentare rapidamente le iniziative annunciate nel quadro della strategia, comprese le condizioni quadro necessarie affinché l’edilizia funga da catalizzatore per alloggi sostenibili, di alta qualità e a prezzi accessibili.

Attualmente il Cese sta valutando la legge sugli alloggi a prezzi accessibili, che la Commissione europea ha presentato lo scorso 9 settembre, e dovrebbe adottare un parere sulla legge dell’Ue sugli alloggi a prezzi accessibili a dicembre 2026.

Foto: Tom Rumble/Unsplash


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