Cipidillo, il Grillo parlante che allena sguardi e coscienza alla disabilità
Cipidillo non nasce come mascotte. Nasce come coscienza.
All’inizio si chiamava il Grillo della Cpd, un riferimento esplicito e voluto al Grillo Parlante di Pinocchio: non il personaggio simpatico, ma quella voce che disturba, richiama alla responsabilità e dice la verità anche quando non conviene.
È una scelta voluta dal presidente storico Paolo Osiride Ferrero, con un’idea molto chiara: la Consulta per le persone in difficoltà – Cpd doveva fare sulla disabilità ciò che spesso nessuno ha il coraggio di fare: dire le cose come stanno, senza zucchero, senza pietismo, senza bugie consolatorie. Con amministratori, cittadini, imprenditori. Con tutti.
Da grillo parlante a Cipidillo
Con il tempo, però, il nome “Grillo” ha iniziato a creare un equivoco non voluto, legato alla nascita di un movimento politico. Per evitare sovrapposizioni e fraintendimenti, il nome cambia. La funzione resta identica.
Nasce così Cipidillo. Un nome che gioca ma non è leggero: “dillo alla Cpd”, “lo dice la Cpd”. Perché Cipidillo serve anche a questo: dire quello che spesso si evita, comprese le denunce di diritti negati, di barriere ignorate, di inclusioni raccontate bene e praticate male.

Perché Cipidillo serve anche a questo: dire quello che spesso si evita, comprese le denunce di diritti negati, di barriere ignorate, di inclusioni raccontate bene e praticate male. Oggi Cipidillo si definisce per ciò che fa: è un personal trainer emotivo per superare l’imbarazzo sulla disabilità. Non allena i muscoli. Allena lo sguardo, il linguaggio, le reazioni automatiche.
Smonta due narrazioni tossiche che dominano da anni il racconto della disabilità: il pietismo e l’eroismo. Due facce della stessa bugia.
Normalizzare la disabilità, non il disabile
Cipidillo non prova a “normalizzare il disabile”.
Fa qualcosa di più onesto e più scomodo: normalizza la disabilità come fatto umano, parte della nostra storia personale e collettiva. Che lo vogliamo oppure no. E riguarda tutti. Anche solo per una cosa che facciamo finta di dimenticare: la vecchiaia.
L’empatia strumento che piace ai bambini
L’ironia è il suo strumento principale.
Il pupazzo crea empatia immediata, abbassa le difese, apre una porta.
Con i bambini serve a preservare ciò che hanno già: la mancanza di pregiudizi.
Con adolescenti e adulti cambia registro: ogni tanto arriva una manata finta, uno schiaffo ironico ma preciso sul perbenismo, sull’inclusione di facciata, sulle parole giuste usate per non cambiare nulla.
Cipidillo è diventato anche teatro. Lo spettacolo teatrale è stato realizzato dalla Fondazione Casa Teatro Ragazzi di Torino, con la regia di Silvano Antonelli, ed ha esordito durante il DisFestival 2025. L’obiettivo è farlo girare nei teatri d’Italia.

Prima ancora di essere una mascotte, Cipidillo è diventato un peluche.
Si può adottare tramite una donazione alla Cpd, sostenendo concretamente i progetti dell’associazione.
Cipidillo sui social: linguaggi diretti, ironia e contenuti virali. Cipidillo è presente sulle principali piattaforme social, con linguaggi e formati pensati soprattutto per adolescenti e giovani adulti: Instagram; TikTok; YouTube.
Qui Cipidillo non fa divulgazione rassicurante. Usa video brevi, ironici e immediati per allenare lo sguardo e togliere imbarazzo.
Cipidillo sui social
Tra i contenuti che hanno raggiunto il maggior numero di visualizzazioni ce ne sono alcuni diventati emblematici.
In uno dei video più visti, Cipidillo ricorda che la disabilità non riguarda “gli altri”. Basta poco: un incidente in auto o in moto, una caduta, la vecchiaia. In questo racconto la carrozzina smette di essere un oggetto lontano o temuto e diventa un’opportunità per continuare a vivere, in modo diverso ma possibile. Non il problema, ma parte della soluzione.
Un altro video molto condiviso prende di mira il pietismo che ancora domina molte narrazioni sulla disabilità. Con tono ironico e diretto, Cipidillo smonta il linguaggio zuccheroso che sembra empatia ma in realtà crea distanza e superiorità morale.
Più irriverente, ma altrettanto preciso, è il format delle recensioni scherzose: tra queste, quella sulla candela Ferragni, raccontata attraverso finte recensioni “firmate” da diverse tipologie di disabilità. Un modo ironico e pungente per mettere in discussione il marketing dell’inclusione e l’uso superficiale della diversità come elemento decorativo o di tendenza.

Questo è il Cipidillo digitale: scherzoso ma mai innocuo, ironico ma sempre sul pezzo.
Cipidillo entra anche nelle scuole con la Città dell’Agenda della Disabilità ed è testimonial in eventi pubblici e aziendali.
Il futuro di Cipidillo è farlo conoscere sempre di più in Italia e sviluppare una linea di prodotti per sostenere i progetti della Cpd. Perché sulla disabilità non serve sentirsi migliori.
Serve diventare più onesti.
In apertura un’immagine di Cipidillo con alcuni bambini – tutte le fotografie da ufficio stampa
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