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Ricevuto ieri — 20 Gennaio 2026

Stop alle trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina fino alla fine della stagione per gli scontri in A1

20 Gennaio 2026 ore 19:45

Sospese le trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione calcistica. La decisione del ministero dell’Interno arriva a due giorni dei gravi incidenti avvenuti domenica scorsa sulla A1. I gruppi organizzati delle due tifoserie si sono confrontati sull’autostrada A1, a pochi chilometri da Bologna. A Casalecchio di Reno 200 persone incappucciate con caschi e spranghe hanno trasformato la strada in un campo di battaglia. Un episodio che ha sollevato l’ennesimo allarme sulla crescente violenza del tifo organizzato, non solo negli stadi, ma anche in strada.

Cosa è successo

Gli scontri sono avvenuti poco dopo le 12:30 di domenica, mentre i tifosi della Fiorentina, diretti a Bologna per assistere alla partita contro il Bologna, e quelli della Roma, in viaggio verso Torino per il match con il Torino, in un’area di sosta sulla corsia d’emergenza dell’A1, all’altezza di Casalecchio di Reno. Le auto in transito, nel tentativo di evitare il conflitto, hanno rischiato di causare incidenti. Diverse vetture sono rimaste danneggiate. Le forze dell’ordine sono riuscite ad arrivare sul posto solo dopo che i tifosi avevano già smesso di affrontarsi e ripreso il viaggio verso le rispettive destinazioni. La Polizia di Bologna è attualmente al lavoro per identificare i responsabili degli scontri, esaminando le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti sull’autostrada e nelle aree di sosta.

La rivalità

Gli scontri di domenica non sono un caso isolato. Le tifoserie di Roma e Fiorentina hanno una lunga e nota storia di rivalità, che ha portato negli anni a episodi di violenza anche fuori dai confini nazionali. Il provvedimento del Viminale prende atto di questa lunga scia di incidenti, sottolineando la necessità di intervenire in modo deciso per prevenire altri episodi simili. L’inasprirsi delle sanzioni ha come obiettivo quello di limitare il rischio che i tifosi, già protagonisti di numerosi episodi violenti, continuino a alimentare il caos fuori e dentro gli stadi.

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“Sì, non è stato facile…”: poi Brignone blocca l’intervista e scoppia in lacrime davanti all’ex compagna di nazionale – Video

20 Gennaio 2026 ore 17:32

“Sì, non è stato facile…”. Con la voce rotta dall’emozione, Federica Brignone è riuscita a pronunciare soltanto queste parole all’inizio della sua intervista a Eurosport dopo l’ottimo sesto posto nel gigante di Kronplatz, al ritorno in gara in Coppa del Mondo a distanza di 292 giorni dall’infortunio dello scorso aprile. Poi si è commossa, è scoppiata in lacrime e ha lasciato spazio alle emozioni, senza trattenerle. Lacrime che racchiudono un lungo periodo di sacrifici fatti dopo la rottura del piatto tibiale, del perone e del legamento crociato anteriore ad aprile 2025.

E Brignone si è lasciata andare soprattutto perché dall’altra parte della telecamera, a intervistarla, c’era Francesca Marsaglia – ex sciatrice, compagna di nazionale e coetanea di Brignone – oggi commentatrice di Eurosport. Un’intervista tra giornalista e atleta si è trasformata in una chiacchierata tra amiche, con Brignone che si è sfogata piangendo e “colpevolizzando” – ovviamente in maniera scherzosa – l’ex collega: “Io volevo farvi aspettare dopo, ma tu…”, ha detto, con Marsaglia che ha risposto ridendo: “Colpa mia. Posso abbracciarti?”.

L’atleta italiana è poi tornata a commentare la sua gara sui canali ufficiali della Fisi (Federazione italiana sport invernali): “Sono stati nove mesi difficili, tostissimi e sono proprio orgogliosa. Tutti quelli che mi sono stati vicini sanno cosa è stato arrivare fino a qua. È stato tutto nuovo per me oggi a livello di emozioni: in genere quando ti presenti ad una gara sai dove sei e quali sono i tuoi obiettivi, anche a livello di performance“, ha esordito Brignone.

Poi il racconto delle emozioni vissute in gara: “Invece oggi è stato tutto nuovo, un test: anche tenere la tensione per tante ore, con le attenzioni. Sono proprio contenta di aver gareggiato oggi, avessi aspettato i Giochi sarebbe stato forse troppo“. La valdostana ora proseguirà il percorso di allenamento a Cortina, continuando il percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici. “Ora vado a Cortina d’Ampezzo per migliorare in velocità e capire come sto. Il programma continuerà ad essere definito giorno per giorno. Se mi troverò a mio agio su salti e nei passaggi sui dossi con gli sci lunghi, valuteremo per Crans Montana che è un’altra pista molto esigente”, ha aggiunto.

Il bilancio del rientro è comunque più che positivo. “Questa è una specie di ripartenza e sto già pensando a come andare più veloce. Sono molto contenta di oggi, è stato un po’ rompere il ghiaccio ma di certo non mi accontento”.

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“Ho seguito il funerale di mia nonna su Facetime, poi ho giocato contro l’Inter e mi sono strappato”: la rivelazione di Gosens

20 Gennaio 2026 ore 16:23

“Dovevamo giocare alle 20.45 contro l’Inter e alle 16.00 mio papà mi ha chiamato su FaceTime per il funerale di mia nonna“. Così Robin Gosens nel corso del suo podcast Wie Geht’s, dove invita ex calciatori o altri personaggi influenti dello sport tedesco per un’intervista. L’esterno della Fiorentina – nel corso della lunga puntata con Per Mertesacker, ex difensore dell’Arsenal e della nazionale tedesca – ha svelato un episodio che risale al 29 ottobre 2025, quando la Fiorentina è scesa in campo a San Siro contro l’Inter, perdendo per 3-0.

Il club viola era ultimo in classifica, non aveva ancora vinto in campionato e stava attraversando un momento complicatissimo, con una situazione decisamente peggiore rispetto a quella attuale. “Io non ho mai chiesto il permesso di andare al suo funerale, perché in un momento così delicato per la squadra non avrei mai voluto lasciare il gruppo e andare via, mi sarei sentito in colpa a lasciare la squadra da sola”, ha raccontato Gosens. Nessuno sapeva della morte della nonna, nemmeno l’allora allenatore della Fiorentina Stefano Pioli: “È una persona molto empatica e mi avrebbe detto di tornare in Germania“, ha spiegato Gosens

Poche ore dopo è sceso in campo con la Fiorentina nel difficile match di San Siro contro l’Inter: “Sono entrato in campo alle 20:45 ed ero completamente sopraffatto dalle emozioni, non riuscivo nemmeno a trovare la strada per il tunnel. Non ero libero mentalmente“, ha raccontato l’esterno. Che poi ha aggiunto: “Credo che se sei ultimo, anche tu sei responsabile del disastro della tua squadra. Ma se non sei sereno mentalmente, non lo sei neanche fisicamente e infatti dopo 70 minuti, bam! Uno strappo muscolare. Non è stato un caso”.

Un infortunio che l’ha tenuto fuori per due mesi: Gosens è infatti poi tornato in campo il 27 dicembre. “Il lato umano deve sempre avere la priorità. In queste situazioni bisogna avere la mente lucida e dire: ‘Vai dove ritieni sia più importante’. Avrei dovuto parlarne anziché tenerlo per me. Anche perché per quell’infortunio sono rimasto fuori a lungo”, ha concluso Gosens prima poi di proseguire l’intervista con Mertesacker.

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“Nessuno ci riuscirebbe, sta facendo qualcosa di incredibile. So quello che ha passato”: Sinner elogia Federica Brignone

20 Gennaio 2026 ore 15:21

“Quello che ha fatto e che sta facendo, a prescindere dal risultato, è qualcosa di incredibile. Le auguro solo il meglio perché so quello che ha passato, quanto ha speso in palestra”. Talento riconosce talento. Così Jannik Sinner su Federica Brignone nella conferenza stampa post vittoria contro Hugo Gaston al primo turno degli Australian Open. Parole che sembrano quasi premonitrici se pensiamo a quanto fatto poche ore dopo dalla sciatrice, sesta nel gigante di Plan de Corones, nella sua prima gara ufficiale a 292 giorni dal terribile infortunio dello scorso aprile in cui si era rotta il perone, il piatto tibiale e il crociato anteriore.

L’azzurro ha parlato di tutti gli sforzi che Brignone ha fatto e sta facendo – con un rientro da record – per provare a esserci alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: “A prescindere da quello che succederà, ha fatto una roba che probabilmente nessuno riuscirebbe a fare. Ci sono questi fenomeni come lei, come Sofia Goggia. Hanno qualcosa in più”. I due si erano incontrati lo scorso maggio al Foro Italico, durante gli Internazionali d’Italia, quando Brignone era ancora sulle stampelle: “Sono una tifosa di Jannik da sempre, è un’ispirazione, ammiro la sua straordinaria forza mentale”, aveva dichiarato la sciatrice azzurra.

“Lo sci e il tennis sono sport totalmente diversi perché sulle piste se ti fai male durante la stagione, sei fuori tutto l’anno, è davvero pericoloso come sport – ha poi concluso Sinner sull’argomento -. Mentre noi tennisti magari in due o tre mesi con un infortunio ce la possiamo cavare e non succede nulla”. Sinner ha parlato di Federica Brignone, ma anche delle sue sensazioni dopo il ritorno in campo in gare ufficiali in questo 2026.

L’altoatesino ha vinto per 6-2, 6-1 e ritiro contro Gaston in una partita in cui – a prescindere dai problemi fisici dell’avversario – ha dominato, mostrando ancora miglioramenti al servizio e sicurezza nei colpi da fondo. Dopo aver espresso dispiacere per l’infortunio a Gaston già nell’intervista in campo, Sinner l’ha poi ribadito anche in conferenza stampa prima di parlare del match. “È davvero speciale iniziare la stagione in una partita serale qui, in uno Slam, con lo stadio gremito – ha aggiunto –. Ho avuto la sensazione che Gaston avesse iniziato molto bene, con ottimi colpi. Perciò ho cercato di capire un po’ il suo gioco. Ci eravamo già affrontati un paio di anni fa, ma le cose sono cambiate un po’. Poi ho provato ad aumentare il mio livello e ha funzionato molto bene“, ha esordito l’azzurro.

Sinner ha poi parlato dell’esibizione a Seul con Alcaraz (“ci tornerò, non c’ero mai stato e le persone sono state molto gentili con me“), prima di tornare sul match e sul servizio, colpo che sta migliorando con il passare dei mesi: “Abbiamo modificato un po’ il movimento e il ritmo: prima era un po’ troppo veloce all’inizio, mentre ora è un po’ più lento. E il lancio di solito era un po’ troppo avanti o a destra. Adesso invece è un po’ più indietro e sopra la testa”. L’azzurro ha poi ammesso: “A volte mi perdo ancora, non mi sento molto sicuro con questo colpo. Ma allo stesso tempo ci stiamo lavorando“.

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